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SALERNO FORMAZIONE

Master in Alta Formazione in Economia e Management dell’Arte dei Beni Culturali


Materiale didattico – Modulo n. 8

I Grandi Eventi: il caso “Olimpiadi”

Esistono diverse definizioni di grande evento, che consentono di individuare


alcune caratteristiche chiave:

1) l’aumento della domanda prodotta dall’evento riguarda sovente una serie


di servizi accessori (alberghi, ristoranti, sistemi di trasporto, spettacoli,
intrattenimenti, ecc.) e non esclusivamente l’evento stesso.
2) la domanda si concentra in un periodo breve e predefinito.
3) la provenienza dei fondi è generalmente al di fuori dell’ambito locale.

Questi elementi consentono di sottolineare che un evento, se non induce una


domanda di servizi correlati, può coinvolgere anche un rilevante numero di
partecipanti, senza necessariamente essere considerato speciale o particolarmente
importante per il territorio che lo ospita. Negli anni ottanta proprio per questo aspetto
i grandi eventi erano anche definiti “hallmark events”, ovvero eventi di qualità,
manifestazioni in grado di ottenere riconoscimento ed attenzione a livello
internazionale e in grado di segnare in maniera indelebile un determinato luogo.

Queste manifestazioni hanno dunque implicazioni che vanno al di là della


tematica specifica dell’evento e coinvolgono fattori di valenza economica, sociale e
culturale con effetti a lungo termine, anche se si tratta di manifestazioni di durata
limitata nel tempo; a patto di considerare opportunamente due elementi: il ciclo di
vita e l’eredità dell’evento.

Sono diversi gli aspetti che consentono di classificare i grandi eventi, oltre alla
loro natura e il loro contenuto: la scala dimensionale, le conseguenze economiche che
generano, le caratteristiche delle attività di servizio indotte, le strutture e gli attori
coinvolti, il target di riferimento e il ruolo dei mezzi di comunicazione.
Una delle classificazioni più diffuse e riconosciute in letteratura è quella proposta da
Maurice Roche, successivamente ripresa dal CONI (Comitato Olimpico
Internazionale). Roche individua e descrive quattro categorie principali:

- mega events
- special events
- hallmark events
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- community events.

I mega events sono a loro volta inseriti in un gruppo più ampio, i public events.
L’originalità della classificazione proposta da Roche sta nel riconoscere la natura
simbolica degli avvenimenti, più ancora che il loro impatto territoriale. La
classificazione di Roche considera diversi livelli di avvenimenti, cui corrispondono
diversi target e differente interesse/coinvolgimento dei media. Altre classificazioni
prendono in analisi i contenuti degli eventi, ritenendo che proprio il contenuto
proposto sia in grado di descriverne e definirne le diverse tipologie. Una di queste è
quella proposta da Chito Guala: alcuni fenomeni, come il pellegrinaggio di Santiago
di Compostela, o luoghi, come i siti classificati dall’Unesco, sono considerati alla
stregua dei grandi eventi: infatti attraggono moltitudini di persone e questo spinge i
responsabili delle amministrazioni locali a cercare di offrire opportunità e servizi
legati a questi luoghi, di sempre maggiore livello qualitativo. Tanto i grandi eventi
quanto questi avvenimenti, circuiti e iniziative, costituiscono un elemento
fondamentale per supportare una efficace attività “citymarketing”: sono in grado di
attrarre visitatori, contribuiscono a promuovere l’immagine della città, o il luogo che
li ospita, sono in grado di produrre effetti a lungo termine. Tuttavia, mentre il grande
evento (o mega evento) ha una durata limitata nel tempo, le implicazioni ad esso
legate possono avere effetti a lungo termine, sia nella fase di preparazione, sia nelle
conseguenze permanenti, fisicamente legate al territorio.

Questo porta ad introdurre il concetto di eredità di un evento, elemento che


deve essere opportunamente progettata, programmata, così come devono essere
studiati i simboli, i valori, i messaggi, le operazioni dirette e indirette di marketing
territoriale. Oltre alle attività di marketing territoriale tradizionale, volto ad attrarre
investimenti per nuovi insediamenti produttivi o localizzazioni di imprese in grado di
generare occupazione e sviluppo del relativo indotto, si afferma un nuovo modello di
citymarketing, ne quale la visibilità della città o del luogo, diventa elemento
fondamentale: la competizione internazionale per poter ospitare i grandi eventi
significa anche e soprattutto determinare le condizioni necessarie all’accoglienza e
questo comporta investimenti significativi nelle reti ricettive nei sistemi delle
infrastrutture, nella riqualificazione urbana.

Da alcuni anni, poiché è cresciuta la diffusione e il peso che gli esperti di


marketing territoriale attribuiscono ai grandi eventi come volano per il rilancio di

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immagine di un territorio, l’attenzione degli studiosi si è indirizzata a cercare di


capire cosa accada dopo lo svolgimento di un grande evento.

Il concetto di eredità di un grande evento o di una grande manifestazione, che


spesso portano con se effetti permanenti, diventa un concetto di primaria importanza.
L’eredità di un grande evento non è definibile in maniera univoca; anche gli effetti
post-evento non sono facilmente determinabili. Inoltre, poiché questi effetti non
sempre sono positivi, è difficile raccogliere dati ed informazioni attendibili su
eventuali eredità negativa; molto più semplice analizzare dati che tendono a
valorizzare un territorio/città in occasione di una candidatura.

I Giochi Olimpici sono considerati in letteratura il “mega evento” per


eccellenza; sono considerati la più importante occasione per attrarre investimenti,
generare opere pubbliche, iniziative private ad essi collegate, comunicare
globalmente la città. Altre manifestazioni, analogamente definite Mega eventi,
possono essere considerate su una scala inferiore in termini di promozione, budget,
dimensione degli investimenti e delle opere realizzate. Anche il ciclo di vita dei
giochi olimpici è notevole: ha inizio 7-8 anni prima dell’inaugurazione e si conclude
6-7 anni dopo la cerimonia di chiusura. Confrontare mega eventi diversi e gli effetti
da essi generati è complesso, poiché ogni manifestazione è unica e irripetibile, anche
se le procedure di candidatura e le linee guida per la gestione-svolgimento dei giochi
seguono standard molto rigidi che devono essere rispettati: vi sono manuali che
definiscono i criteri per la preparazione dei dossier di candidatura, la struttura degli
impianti, l’ospitalità della “famiglia” olimpica, le esigenze dei media, la gestione
delle sponsorizzazioni. Gli eventi sembrano seguire una apparente uniformità; in
realtà molteplici sono le variabili che determinano situazioni ed esiti molto differenti.

Sulla base delle esperienze osservate, è possibile individuare alcuni temi chiave
che caratterizzano un mega evento e che dunque possono rappresentare un minimo
comune denominatore per cercare di anticipare/prevedere le eredità di una grande
manifestazione: la rigenerazione urbana; le infrastrutture, i servizi, la logistica; lo
sviluppo economico, gli investimenti e il marketing del territorio; la legittimazione
politica a livello internazionale; lo sviluppo di competenze e l’educazione; l’impatto
ambientale; la sicurezza.

Negli ultimi decenni si è scatenata una vera e propria corsa al Mega evento.
Questo tipo di obiettivo ha promosso la competizione tra città o regioni, assumendo
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dimensioni molto significative, accomunate dall’obiettivo di portare effetti positivi


per la città/paese/popolazione. Questi effetti durano più a lungo rispetto all’evento
stesso e possono essere a breve o lungo termine, così come gli investimenti finanziari,
gli investimenti in infrastrutture, il miglioramento della produttività locale, la
pubblicità per la città o il paese come destinazione turistica. L’obiettivo delle città
ospitanti è quello di ottenere eredità positive; questo elemento è importante per le
amministrazioni locali, ma anche per gli organismi internazionali che organizzano
l’evento, principalmente per tre motivi: in primo luogo l’eredità positiva è la
dimostrazione che l’evento è stato un bene per la città ospitante; in secondo luogo
può essere la dimostrazione del corretto uso dei finanziamenti per infrastrutture, che
hanno una data limite entro la quale devono essere realizzate; per ultimo, l’eredità
positiva rappresenta la miglior motivazione per altre città/territori alla candidatura per
altri eventi. Come già detto il concetto di eredità di un grande evento non ha una
definizione univoca e richiede analisi e studi specifici; anche per questo negli ultimi
15 anni, in tutte le città che hanno ospitato le olimpiadi sono stati istituiti
appositamente centri permanenti di ricerca sui giochi olimpici e sui grandi
appuntamenti sportivi; analoghe iniziative sono sorte per i grandi eventi culturali ed
espositivi. Molto spesso questi centri sono nati su iniziativa delle università. In alcuni
casi (Atlanta, Barcellona) questi centri di ricerca sono ancora attivi a molti anni di
distanza dallo svolgimento delle rispettive manifestazioni. La letteratura degli ultimi
dieci anni consente di identificare alcuni degli effetti che si possono riscontrare a
seguito delle manifestazioni.

La necessità di misurare in maniera quanto più possibile oggettiva le eredità di


un evento a grande impatto, ha portato allo sviluppo di metodologie utilizzate in altri
ambiti, riconducibili a due principali approcci: l’approccio top down e
l’approccio bottom up.

In sostanza vengono misurati alcuni aspetti che consentono di verificare la


coincidenza tra i piani di sviluppo della città ospitante (indipendenti dall’evento) e le
strutture realizzate per l’evento stesso. Questo approccio è orientato a rispondere alla
domanda: l’evento si adatta ai piani di sviluppo della città ?

Gli studi di condotti in questa direzione, tesi a misurare strutture e


infrastrutture che vengono realizzate in occasione degli eventi, evidenziano alcuni
elementi critici che possono essere così sintetizzati:

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- lo sviluppo di una città o di un territorio in alcuni casi viene messo in


difficoltà dallo sforzo, economico ma anche squisitamente realizzativo, per
realizzare le strutture necessarie all’evento; nel caso di Atene 2004, per
esempio, le Olimpiadi hanno richiesto una concentrazione di risorse che si è
tradotta in un elevato indebitamento;
- in alcuni casi, i cambiamenti della città sono necessari sia per ospitare
l’evento che per lo sviluppo della città without case: queste trasformazioni
possono essere considerate eredità dell’evento?
- le strutture necessarie all’evento, in alcuni casi non risultano utili e
necessarie alla città/territorio a seguito dell’evento; in questo caso, per
evitare una eredità negativa, possono essere costruite come temporanee,
anche se concorrono a generare un’immagine positiva. Ciò che in
conclusione va sottolineato è che vi sono diversi obiettivi che possono
essere raggiunti attraverso la realizzazione di strutture e infrastrutture
necessari ai grandi eventi, ma è necessario studiare molto attentamente ciò
che è necessario esclusivamente per l’evento e ciò che, a lungo termine, può
diventare importante per la città o il territorio ospitante.

Ciò che rende complessa un’analisi orientata a valutare costi e benefici delle
strutture e delle infrastrutture (come nel caso dell’analisi bottom up) è la
considerazione che alcuni servizi, necessari in occasione dell’evento, potrebbero
essere non necessari nel lungo periodo, ma aiutano a generare un’idea di efficienza
della città ospitante; il miglioramento dell’immagine complessiva è un obiettivo a
lungo termine molto importante per mantenere alta la capacità di attrazione della
città.

Le più incisive trasformazioni di lungo periodo che caratterizzano una città


ospitante sono la costruzione o la ristrutturazione/riqualificazione di impianti e arene
multifunzionali, di sistemi di trasporto e altre infrastrutture ad essi collegate (gestione
e approvvigionamento idrico, distribuzione elettricità, reti telecomunicazioni, ecc.).
In questi casi sono coinvolte non solo le infrastrutture necessarie all’evento, ma anche
quelle di uso pubblico “corrente”. Queste trasformazioni a lungo termine possono
assumere forme diverse, con carattere permanente: incremento delle capacità degli
aeroporti, nuove linee ferroviarie e sistemi di trasporto pubblico, spazi che possono
essere riutilizzati per congressi e convention, miglioramento delle strutture ricettive.
Questi elementi rappresentano un lascito significativo per la vita quotidiana delle città
ospitanti, ma anche per il turismo a livello locale, regionale e nazionale, innalzando
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gli standard infrastrutturali a un livello adatto a un turismo di livello internazionale.


Prendendo ad esempio i Giochi Olimpici, molteplici esempi illustrano come questi
abbiano fornito l’opportunità per un rinnovamento urbano complessivo.
Barcellona 1992 ha lasciato in eredità un nuovo lungomare, un tratto di 5,2 km di
costa che è stato trasformato e che oggi offre a turisti e residenti opportunità per il
tempo libero e lo svago. Analogo intervento sul waterfront è stato fatto da Lisbona
per l’Expo del 1998; questa manifestazione ha fornito l’opportunità di recuperare 800
ettari da tempo abbandonati.

Da Sydney 2000 a Siviglia 1992, molte città hanno localizzato l’evento in zone
critiche, così da favorire una rigenerazione urbana che si sarebbe realizzata con fatica
senza l’opportunità degli eventi. In realtà, questa scelta non sempre si è risolta in
modo positivo: nel caso di Siviglia l’eredità non è stata pianificata, le infrastrutture e
le costruzioni realizzate nell’Isla non sono bastate a generare in automatico nuovi
flussi di utenza. Questo caso è stato studiato a livello mondiale per capire quali effetti
positivi di un evento possono nascere a seguito di uno specifico lavoro di
progettazione e recupero. Anche nel caso di Sydney 2000, il parco presenta diversi
problemi: essendo localizzato fuori dal contesto cittadino, non presenta elementi di
attrazione tali da attrarre abitanti e turisti e quindi non è considerato particolarmente
fruibile dalla città.

La cittadinanza che ospita un grande evento, si trova ad affrontare nuove


conoscenze e ad accogliere specifiche competenze: organizzatori, dipendenti e
volontari portano nuove competenze nella fase organizzativa, nella gestione delle
risorse umane, della gestione della sicurezza, nell’ospitalità e nella pianificazione
generale dei servizi. Si diffondono informazioni e conoscenza relativamente ai
progetti di recupero ambientale e in merito a temi importanti come quello della
sostenibilità. La fase preparatoria inoltre contribuisce ad accrescere la cultura e la
conoscenza dei cittadini relativamente alla propria città, alla propria cultura e alle
tradizioni.

Ospitare un grande evento può rappresentare una opportunità unica per


migliorare le capacità organizzative, ma anche di progettazione e realizzazione
dell’intera comunità ospitante.

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Essere al centro del mondo per due o tre settimane e organizzare una
manifestazione di successo può costituire una opportunità per promuovere sviluppi
tecnologici, creatività e abilità delle imprese locali, talenti specifici.

Anche sul piano politico o grandi eventi possono avere impatti positivi; le
Olimpiadi di Seoul (1998) hanno di fatto lanciato il paese sulla scena internazionale e
migliorato la sua posizione tra i paesi asiatici; i Giochi Olimpici di Pechino hanno
avuto un ruolo importante nell’apertura del paese verso pratiche internazionalmente
accettate, in diversi ambiti: le procedure per le gare d’appalto nei grandi progetti
infrastrutturali, l’applicazione di leggi e regolamenti, la protezione della proprietà
intellettuale, la diffusione di sistemi per la valutazione ambientale. A livello locale, i
grandi eventi possono determinare nuove forme di compartecipazione
pubblico/privato per portare a termine i progetti o accelerare le decisioni di
investimento pubblico; uno dei benefici più importanti per la Grecia, conseguenti ai
Giochi Olimpici di Atene, è rappresentato dalla determinazione di forme di
cooperazioni tra autorità pubbliche e imprese private, senza precedenti.

Benché i mega eventi implichino molteplici pressioni sull’ambiente dovute


all’aumento inevitabile del traffico, dei consumi idrici e della produzione di rifiuti,
possono determinare benefici ambientali. Spesso infatti la necessità di affrontare
circostanze eccezionali in termini di flussi di traffico, persone, merci e di rispettare
precisi equilibri in termini di qualità-tempi-costi, porta a nuovi standard nel processo
edilizio, nell’impiago di fonti energetiche rinnovabili, innovazioni in tecnologie più
pulite e a minore impatto, miglioramento nella gestione delle acque, nei sistemi di
gestione dei rifiuti e nei programmi di educazione ambientale.

Forse uno degli aspetti più significativi nella scelta di ospitare un grande
evento da parte delle città è rappresentato dall’occasione unica di riposizionamento
della città e dell’intero Paese sulla scena mondiale. Normalmente i grandi eventi
generano una immagine positiva ed attraente. In buona parte questa fortuna dipende
dai media e non è del tutto controllabile dagli organizzatori; fattori esterni negativi
quali attacchi terroristici, presenza di tifosi violenti, carenze organizzative, ma anche
solo il maltempo, possono influenzare l’immagine della città ospitante.

Attraverso i grandi eventi le organizzazioni politiche e governative cercano di


trasmettere una immagine unitaria del sistema città/paese, per guadagnare prestigio a
livello internazionale. Tutti i cittadini si sentono coinvolti emotivamente e le aziende
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private hanno l’opportunità di farsi conoscere ad un mercato internazionale.


L’orgoglio di ospitare una grande manifestazione internazionale in genere
contribuisce a incrementare nei cittadini il senso di appartenenza e di identificazione,
orienta la collettività a lavorare nella medesima direzione per raggiungere un
obiettivo comune. L’annuncio della manifestazione porta ad un intenso programma di
investimenti anticipati. Direttamente o indirettamente, l’annuncio stesso diviene
catalizzatore di eventi denominati “piggyback”, ovvero investimenti collaterali, a loro
volta promotori di ulteriori investimenti. In alcuni casi, a una immagine positiva a
livello mondiale, corrisponde localmente una immagine negativa: questo può
accadere quando i programmi per la realizzazione dei nuovi impianti comportano
spostamenti e/o espropri, per cui la comunità locale può percepire l’evento come
causa della perdita del proprio ambiente sociale.

Diversi studi hanno mostrato come ospitare un grande evento, in particolare i


Giochi Olimpici, possa creare un senso di entusiasmo ed orgoglio nella comunità
locale, dando una impressione di unità che consente di superare conflitti ideologici o
sociali. A Sydney, una specifica indagine, rilevò che il livello di gradimento ed
entusiasmo nei confronti della manifestazione era il medesimo tra le persone
direttamente avvantaggiate o coinvolte dal processo di investimento relativo ai
Giochi e le persone che non traevano alcun vantaggio diretto dall’evento.

La buona riuscita di un grande evento necessita della collaborazione tra


organizzatori, comitati internazionali, organismi di controllo, mass-media, politica
nazionale, pubblica amministrazione locale.

L’interazione tra questi soggetti porta alla generazione di vere e proprie “reti” a
livello internazionale. Generalmente gli eventi portano benefici proprio perché
consentono di migliorare queste relazioni e incrementano le forme di collaborazione
tra i protagonisti della politica, oltre a promuovere nuove partnership economiche.
Queste reti sono molto importanti per valorizzare l’immagine che si crea, attraverso il
grande evento: una città che ospita Giochi Olimpici viene percepita nel mondo con
una immagine di affiliazione allo sport; una città che ospita una grande
manifestazione dedicata all’ambiente verrà percepita come città verde; una città che
ospita un evento dedicato alla tecnologia si promuoverà come leader in quel settore.
Esiste anche un sistema di “reti” verso il basso: specifici programmi di formazione
nelle scuole; piccole manifestazioni tematiche, collegate al grande evento; servizi per
gli studenti, possono supportare la diffusione dell’immagine a tutti i livelli.
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Il beneficio più ampiamente condiviso, derivante dall’ospitare i Giochi


Olimpici è rappresentato dall’opportunità di “collocare la città ospitante sulla carta
geografica”.
«I Giochi sono serviti anche come magnete per il turismo nazionale e internazionale
e hanno rapidamente accelerato il miglioramento del profilo internazionale del
“marchio” Australia in un modo che non sarebbe stato altrimenti possibile»1.

In termini macroeconomici i grandi eventi possono essere visti come un


momento nel quale la città (o la regione) attraggono investimenti e stabiliscono nuove
relazioni commerciali; alcuni benefici diretti sono rappresentati dall’incremento del
numero di turisti e dell’occupazione locale.

Naturalmente è importante studiare l’eredità economiche dei grandi eventi,


proprio per stabilire quali possano essere le conseguenze positive con carattere
permanente: per esempio, l’incremento stabile del turismo e la presenza di nuove
strutture alberghiere, crea posti di lavoro stabili; la gestione degli impianti o delle
strutture specificamente realizzate per l’evento, se non utilizzate, non favoriscono
l’occupazione nel lungo periodo.

Questo elemento, molto importante, è confermato dall’analisi comparativa che


ha messo in evidenza come gli eventi di rilevanza globale siano stati la scintilla dello
sviluppo economico delle città ospitanti. I grandi eventi studiati hanno indotto
benefici economici immediati o di lungo periodo in molteplici settori, in particolare
nella filiera del settore turistico-ricettivo e nel comparto immobiliare. In alcuni casi
l’evento ha chiuso i conti con un notevole profitto: le Olimpiadi Invernali di Salt
Lake City hanno prodotto un utile di 100 milioni di dollari. In questo caso l’eredità
consiste in un ingente finanziamento per la Utah Athletic Foundation, organismo
responsabile di molte sedi della competizione olimpica. In altri casi, meno felici, è
necessario saldare i debiti contratti nell’organizzazione dei grandi eventi.

Questo aspetto è assai rilevante e richiederebbe molto spazio per poter essere
trattato in maniera approfondita. In termini generali è possibile affermare che uno dei
motivi per i quali negli ultimi anni si è avuta una crescita di interesse da parte delle
città per ospitare grandi manifestazioni internazionali, è in buona parte rappresentato

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dal Rapporto commissionato dal Governo del New South Wales a seguito delle Olimpiadi di Sydney, Price
Waterhouse Cooper, 2002
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dalla possibilità di intervenire in maniera significativa sul territorio, con interventi di


carattere straordinario che per impegno economico e, soprattutto, iter urbanistici e
processi decisionali, che non potrebbero altrimenti essere realizzati nello stesso arco
temporale.

La candidatura per ospitare una Olimpiade, estiva o invernale, o un Expo, deve


definire precise strategie di pianificazione urbana attraverso obiettivi in parte guidati
dalle richieste del CIO e del BIE. Devono essere previsti obbligatoriamente interventi
relativi a:

- centro media, televisione, stampa, internet, strutture di accoglienza per i


giornalisti;
- villaggi olimpici, villaggi media;
- sistema di trasporti pubblici a livello locale, regionale, nazionale;
- sistema della viabilità, del trasporto privato, dei parcheggi di interscambio;
- strutture sportive, impiantistica, infrastrutture dedicate all’evento;
- fronte mare, ove presente, baie, fiumi, aree verdi e parchi;
- strutture ricettive;
- centri congressi;
- strutture per il tempo libero, che completano il sistema di accoglienza dei
visitatori.

Nel 1995 il CIO, oltre ai tradizionali valori olimpici e dello sport, ha dato un
forte impulso alla sensibilizzazione verso le tematiche ambientali. Attualmente nel
dossier di candidatura devono essere puntualmente indicati:

- il sistema delle acque, la tutela dell’aria e lo smaltimento dei rifiuti


- l’utilizzo di materiali ecologici, biodegradabili per costruzione di impianti
- la ricerca e l’impiego di nuove fonti di energia
Per quanto riguarda le esposizioni universali, che hanno un impatto minore
sulle città rispetto alle Olimpiadi, il legame con l’ambiente e il tema della
sostenibilità è stato affrontato negli ultimi dieci anni; in particolare, il tema
dell’ambiente è preso in considerazione nei siti espositivi e nello
specifico e nei padiglioni, con riferimento alla riciclabilità dei materiali e al consumo
energetico.

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Indipendentemente dalle diverse necessità di strutture in una prospettiva di


lungo termine, buona parte del successo di un grande evento richiede specifiche
condizioni; tutte le strutture dedicate all’evento, che permangono a seguito della
manifestazione, possono cambiare la qualità dei “fattori di posizione” in senso
positivo o negativo. Ogni città ha una differente qualità di “fattori di posizione” e,
quindi, costituisce un luogo più o meno attraente per vivere, lavorare, passare il
tempo libero, ospitare fiere e congressi o eventi sportivi.

Le grandi città competono per attrarre attività economiche e investimenti; la


questione che si pone è in che modo e in che misura i grandi eventi sono in grado di
sviluppare fattori localizzativi che contribuiscano a migliorare la posizione di una
città nella competizione globale, quindi a renderla più attrattiva. Secondo molti
studiosi, questo è possibile soprattutto inserendo strategicamente l’evento in un
processo di sviluppo più ampio e articolato, che prenda avvio prima e viva anche a
seguito dell’evento stesso.

Holger Preuss ha sistematizzato il processo che porta alla pianificazione di una


eredità postevento. La strategia per costruire l’eredità di un grande evento comincia
con la decisione di ospitare un evento specifico; i grandi eventi si differenziano in
termini di strutture necessarie e strutture che possono offrire. La strategia si concentra
sulle strutture supplementari e crea le basi per l’eredità a lungo termine. Durante il
processo di candidatura, alcune strutture sono necessarie (misure obbligate), altre
sono opzionali. Grazie alle misure opzionali la città si propone in questa fase per
essere meglio posizionata rispetto all’offerta della concorrenza. Durante la
preparazione dell’evento vengono realizzate le misure obbligate; le misure opzionali
possono essere integrate per migliorare i fattori localizzativi. Durante l’evento tutte le
“strutture evento” sono presenti e attive. Dopo l’evento alcune di queste strutture
possono scomparire o perdere di intensità e importanza, a ne compaiono altre che,
prendendo spunto e avvio dalla fase precedente, permangono a lungo termine anche
nella fase post-evento. Gli eventi transitori sono rappresentati dai cerchi, le attività
permanenti dai rettangoli. L’evento prende avvio e ne conseguono investimenti
anticipati; contestualmente gli investimenti principali generano altri investimenti
definiti piggy-back. Vi sono diversi possibili circoli virtuosi che hanno impatto
sull’industria locale e sulle infrastrutture. Nella fase post-evento, se correttamente
pianificata, possono determinarsi contingenze positive per l’economia locale. E’
opportuno considerare però che l’impatto sull’economia locale, nel breve termine,
ovvero durante l’evento, pone le basi per risultati che possono avere effetti a lungo
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termine, dunque possono essere permanenti; basti pensare alle infrastrutture o anche
al sistema delle competenze. Tuttavia questi effetti non sono automatici; se gli
investimenti portano vantaggi per pochi cittadini o solo una parte di essi, se la
relazione tra le nuove infrastrutture e l’industria locale è debole, se la domanda
dell’industria e il sistema di competenze genera o è debole, difficilmente potranno
determinarsi effetti positivi nel lungo periodo.

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