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IL MIXER

di Riccardo Bianchini

(12/12/2000)

1. CHE COSA È IL MIXER

2. USO DEL MIXER

3. COME È FATTO

4. MODULO DI INGRESSO

5. MODULO MASTER O DI USCITA

6. SCHEMA A BLOCCHI

7. CONNETTORI

1. CHE COSA È IL MIXER

Il mixer o miscelatore, detto anche sommatore è un'apparecchiatura modificatrice di segnali che somma i
segnali presenti ai suoi ingressi, attribuendo a ciascuno un'attenuazione diversa, e li presenta cosí
sommati in uscita.

È uno degli apparecchi più importanti in uno studio di registrazione o di produzione, tanto che qualche anno fa, nel gergo dei
complessi pop, veniva chiamato "cervello".

Esistono naturalmente mixer molto diversi per dimensioni, caratteristiche, qualità e naturalmente prezzo. Il prezzo di un mixer di
buona qualità varia da circa 500 Euro (per piccoli mixer a 8 ingressi e due uscite) fino a parecchie decine o centinaia di miglaia di
Euro, per grandi mixer da studio automatizzati.

I mixer utilizzati negli studi di registrazione sono molto complessi, e se ne descriverà perciò qui uno
semplice. Nelle figure sono rappresentati il pannello di comandi dei moduli di ingresso e di uscita, o master, di un
miscelatore, con due mandate per effetti esterni. Da sinistra a destra, sono presenti i moduli di
ingresso, eventualmente un modulo master, per l'ascolto, e infine i moduli di uscita.

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2. USO DEL MIXER

Il mixer è al centro di tutte le connessioni di un piccolo studio, tanto che se gli apparecchi da collegare non sono numerosi, si può
fare a meno del quadro incroci (patch bay) che permette facilmente di collegare e scollegare ingressi e uscite degli apparecchi.

In un piccolo studio MIDI troveremo, tipicamente, uno o più sintetizzatori, expander o campionatori, una uscita audio stereofonica
di un PC, un lettore di CD, un registratore a cassette, un DAT, un amplificatore con altoparlanti e un paio di microfoni. Un totale
quindi di una decina di uscite e di otto ingressi. Un piccolo mixer (12 ingressi) sarà quindi sufficiente per collegare tutti gli
apparecchi.

Poiché le sorgenti sonore (specialmente se provengono da apparecchi non professionali) hanno livelli di uscita differenti, se
vogliamo mixare sorgenti sonore e mantenere un uguale livello a parità di posizione dei potenziometri, sarà necessario agire sugli
attenuatori di canale in modo tale da rendere per quanto possibile uguali i livelli.

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3. COME E' FATTO

Vi sono, come si è già accennato,


moltissimi differenti tipi di mixer: dai
piccoli mixer portatili ai grandi mixer da
studio, magari digitali e automatizzati.
Prenderemo qui come esempio un mixer
da studio medio/piccolo.
In genere il pannello superiore cotiene
sulla sinistra i moduli di ingresso, e sulla
destra quelli di uscita. Nella figura a fianco
vi sono sei moduli di ingresso sulla sinistra
e quattro moduli di uscita sulla destra.

I moduli di ingresso sono solitamente


monofonici, mentre quelli di uscita
possono essere sia monofonici sia
stereononici. Nella figura a fianco sono
mostrati moduli di uscita stereofonici.

Sul pannello posteriore (a volte anche sul


pannello superiore) vi sono i connettori di
ingresso e di uscita.

In genere vengono usat connettori di tipo


XLR per gli ingressi microfono, e
connettori di tipo jack per gli ingressi di
linea. Connettori XLR o jack sono usati per
le uscite (tutte a livello di linea).

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4. MODULO DI INGRESSO
Dall'alto al basso sono presenti i seguenti comandi:

1. commutatore microfono/linea (mic/line); poiché il livello di uscita dei microfoni è molto


inferiore al livello di linea (da 500 a 1000 volte minore), è necessario interporre nel cammino del
segnale un preamplificatore che porti il livello di uscita del microfono a livello di linea.

2. attenuatore di ingresso (att); per potere trattare segnali in ingresso di livelli diversi (e
sfruttare cosí tutta la corsa del potenziometro di livello di canale), è presente un
attenuatore che regola il guadagno in ingresso. Questo attenuatore è chiamato solitamente trimmer

3. commutatore del filtro passabasso (8k/16k); la frequenza del filtro passabasso è


selezionabile fra 8kHz e 16 kHz;

4. filtro passabasso (hi); regola il guadagno o l'attenuazione alle alte frequenze;

5. potenziometro di frequenza del filtro passabanda (mid frq) e

6. filtro passabanda (mid); questi due controlli regolano rispettivamente la frequenza di


intervento e il guadagno o l'attenuazione del filtro passabanda alle medie frequenze; il
campo di regolazione è in genere compreso fra 300 Hz e 3000 Hz;

7. commutatore del filtro passaalto (50Hz/100Hz); la frequenza del filtro passabasso è


selezionabile fra 50 Hz e 100 Hz;

8. filtro passaalto (lo); regola il guadagno o l'attenuazione alle basse frequenze;

9. e 10. controlli di mandata effetti (send); regolano il livello di mandata alle uscite per
effetti esterni (riverbero, eco o altro); a volte sono anche presenti commutatori che permettono di
scegliere se inviare il segnale prima o dopo (pre-post) l'intervento del potenziometro di livello;

11. commutatori di assegnazione canali di uscita (1-2, 3-4, 5-6, 7-8); servono per inviare il
segnale di ogni canale di ingresso a uno o piú coppie di canali di uscita;

12. pan-pot (potenziometro panoramico) (pan); nel caso che il segnale sia stato assegnato
a due canali di uscita, dosa la quantità di segnale da inviare all'uno o all'altro canale di
uscita, in modo da porre la sorgente sonora virtuale in un punto qualsiasi compreso fra i
due altoparlanti dei canali di uscita;

13. potenziometro di livello; regola il livello del segnale. L'attenuazione in genere varia da +10 dB a
-70 dB (praticamente potenziometro chiuso), così che sia possibile applicare al segnale sia un'amplificazione sia
un'attenuazione.

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5. MODULO MASTER O DI USCITA

14. indicatori di livello a led; mostrano il livello di uscita di ciascuno dei quattro canali;

15. controlli di mandata in monitor; regolano il livello dell segnale da mandare in ascolto sul modulo
master;14. potenziometro di livello: regola il livello di uscita del segnale di ciascun canale;
16. potenziometro di livello master; regola il livello del segnale stereofonico per l'ascolto o
l'invio a un registratore a due tracce;

17. e 18. controlli di livello di ritorno effetti; regolano il livello di ritorno del segnale
precedentemente mandato agli effetti esterni (mediante 9. e 10.) e lo miscelano al
segnale diretto;

19. potenziometro di livello complessivo di monitor; regola la somma del segnale


stereofonico preso dai quattro canali di uscita.

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6. SCHEMA A BLOCCHI

Nella figura seguente è mostrato lo schema a blocchi del miscelatore.

In alto vi è il modulo
di ingresso. Il
segnale entra
dall'ingresso 1
(microfono) o
dall'ingresso 2 (linea);
mediante il
commutatore
microfono/linea 3
viene preamplificato
(o no) dal
preamplificatore
microfonico PM, che
porta il segnale
microfonico a livello
di linea; viene poi
attenuato
dall'attenuatore att.
e inviato alle mandate
effetti AUX 1 e 2; lo
stesso segnale passa
per la sezione di
filtraggio (filtri
passabasso,
passabanda e
passaalto) e viene
successivamente
attenuato dal
potenziometro di
livello level;
attraverso i
commutatori di
assegnazione 4 e il
panpot viene inviato
a uno o piú dei
quattro master
busses (1,2,3,4).

Nella parte inferiore


della figura vi sono i
moduli di uscita. Al
segnale proveniente
da ciascuno dei quattro
master busses
vengono sommati i
segnali di ritorno
dagli effetti esterni
AUX 1 e 2 return,
attenuati dai
potenziometri di
ritorno effetti, e il
segnale risultante viene
ulteriormente attenuato
dall'attenuatore principale
e riportato all'uscita
corrispondente.

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7. CONNETTORI

In campo audio si utilizzano moltissimi tipi di connettori diversi, ma i più importanti sono i seguenti:

RCA o phono plug


usato nell'audio amatoriale, per collegamenti sbilanciati,
piuttosto fragile e poco affidabile.
Usato esclusivamente per collegamenti di linea e per
collegamenti digitali S/PDIF.

Jack 1/4 di pollice (6.25 mm) mono (in alto) e


stereo (in basso)
per collegamenti sbilanciati (mono) o bilanciati (stereo),
più solido del RCA.
Usato per collegamenti di linea, più raramente per
microfono

XLR o Cannon maschio (sopra) e femmina (sotto)


per collegamenti bilanciati, molto solido, con linguetta di
fissaggio.
Usato sia per collegamenti di linea sia per microfono, e
anche per collegamenti digitali AES/EBU.