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Angelantonio Cafagno

Consulenza Informatica e Tecnologica per lo Iscrizione n. 2936

Sviluppo e l’Organizzazione dei Sistemi Aziendali


ai sensi della LEGGE 14 gennaio 2013 , n. 4

istanze di accesso in materia di dati giudiziari 
Sovente si deve affrontare la questione delle modalità di risposta a una istanza di accesso in
materia di dati giudiziari: una questione da dirimere da parte del responsabile del servizio adito e
certamente ultronea rispetto ai compiti del DPO.
Infatti, il Responsabile della Protezione dei Dati, a norma dell’art. 39 del GDPR, “è incaricato di
informare e fornire consulenza in merito agli obblighi derivanti dal regolamento; di sorvegliare
l'osservanza del regolamento relative alla protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del
trattamento in materia di protezione dei dati personali; di fornire parere in merito alla valutazione
d'impatto sulla protezione dei dati e sorvegliarne lo svolgimento ai sensi dell'articolo 35; di
cooperare con l'autorità di controllo; di fungere da punto di contatto per l'autorità di controllo per
questioni connesse al trattamento. Nell'eseguire i propri compiti il responsabile della protezione dei
dati considera debitamente i rischi inerenti al trattamento, tenuto conto della natura, dell'ambito di
applicazione, del contesto e delle finalità del medesimo”.
La questione posta è, invece, più strettamente di natura giuridica e afferisce non già il trattamento
dei dati, bensì la tutela del diritto di accesso, come prevista dagli artt. 22 ss., L. 7 agosto 1990 n.
241 e s.m.i.: a tal proposito, ove lo ritenesse necessario, dovrebbe essere interpellato un giurista e
non già il Responsabile della Protezione dei Dati, il cui compito è valutare e organizzare la gestione
del trattamento di dati personali, e, di conseguenza, la protezione dei suddetti dati nel corso del
trattamento.
Dal un punto di vista soggettivo, il diritto di accesso si sostanzia nel diritto degli interessati di
prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi. Sono soggetti “interessati”
all’accesso ai documenti amministrativi tutti coloro che abbiano un interesse diretto, concreto ed
attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al
quale è chiesto l’accesso (art. 22, comma 1, lett. b), L. 241/90).
L’interesse (diretto, concreto e attuale) è, dunque, riferito al documento del quale si chiede
l’ostensione; la “corrispondenza” è da intendersi, invece, quale nesso di strumentalità con una
situazione giuridica che l’ordinamento protegge attraverso la concessione di strumenti di tutela.
Nel merito di quanto previsto nel GDPR (art. 17, par. 3 lettera e) e al fine di sostenere la sua
decisione nel merito della precipua richiesta di accesso, segnalo che il c.d. «diritto all'oblio» (di cui
ai Considerando 65 e 66) “non si applica nella misura in cui il trattamento sia necessario … per
l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria”.
Inoltre, segnalo la presenza di giurisprudenza secondo la quale il combinato disposto dell'articolo
24, comma 7, della legge 241/1990, e del TITOLO IV del D.Lgs. 196/2003, rubricato “Trattamenti
in ambito pubblico - Capo I - Accesso a documenti amministrativi - Art. 59, determina che quando
il diritto di accesso ai documenti è preordinato all'esercizio della difesa in giudizio dei propri diritti e
interessi legittimi, siffatto diritto deve poter essere esercitato anche quando si tratta di accedere a
dati particolari inerenti a un terzo.
 

Sede: Via Monache Benedettine Olivetane, 14/b – 70026 Modugno (BA)


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Codice Fiscale CFG NLN 62C13 A662H Partita I.V.A. 08081020722


L’interesse (diretto, concreto e attuale) è, dunque, riferito al documento del quale si chiede
l’ostensione; la “corrispondenza” è da intendersi, invece, quale nesso di strumentalità con una
situazione giuridica che l’ordinamento protegge attraverso la concessione di strumenti di tutela.
Nel merito di quanto previsto nel GDPR (art. 17, par. 3 lettera e) e al fine di sostenere la sua
decisione nel merito della precipua richiesta di accesso, segnalo che il c.d. «diritto all'oblio» (di cui
ai Considerando 65 e 66) “non si applica nella misura in cui il trattamento sia necessario … per
l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria”.
Segnalo, infine, la presenza di giurisprudenza secondo la quale il combinato disposto dell'articolo
24, comma 7, della legge 241/1990, e del TITOLO IV del D.Lgs. 196/2003, rubricato “Trattamenti
in ambito pubblico - Capo I - Accesso a documenti amministrativi - Art. 59, determina che quando
il diritto di accesso ai documenti è preordinato all'esercizio della difesa in giudizio dei propri diritti e
interessi legittimi, siffatto diritto deve poter essere esercitato anche quando si tratta di accedere a
dati particolari inerenti a un terzo.
  Angelantonio Cafagno
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