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Per una migliore percezione e valutazione del rischio derivante

dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, sono posti a confronto differenti tipi di rischio
inerenti a diverse attività lavorative e non.

Nella tabella seguente sono messe in evidenza le situazioni quotidiane e di lavoro nelle quali
gli individui hanno rischio di morte con la probabilità di accadimento di 1 per ogni milione
(fonte dati da Pochin NCRP 1978, Wilson JBM 1978).

Ad esempio, per uno stesso rischio di morte, si ha che:


- ogni 20 minuti muore una persona di 60 anni per ogni milione di persone di pari età (***);
- ogni 10 giorni di attività lavorativa in fabbrica muore 1 lavoratore per ogni milione di
lavoratori (**);
- per l’esposizione a 0,1mSv al corpo intero muore 1 persona per ogni milione di persone
esposte a 0,1mSv (*).

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Rischio di morte: Probabilità di accadimento pari a 1 su 1 milione
Situazioni lavorative e non lavorative Durata del rischio Causa di morte
(***) Essere un uomo di 60 per 20 minuti Disturbi Cardiovascolari,
Essere un uomo di 30 anni per 9 ore Disturbi Cardiovascolari,
Vivere a New York o Boston per 2 giorni Inquinamento dell’aria
Vivere in costruzioni di pietra per 2 mesi Radioattività Naturale
Vivere vicino a fabbrica di PVC per 10 anni Carcinogenesi
Andare in canoa per 6 minuti Incidente
Scalare rocce per 1,5 minuti Incidente
Andare in bicicletta per 10 miglia Incidente
Andare in auto per 50 miglia Incidente
Andare in aereo per 1000 miglia Incidente
Andare in aereo per 6000 miglia Radiazione Cosmica
Lavorare in miniera di carbone per 1 ora Polmoni neri
Lavorare in miniera di carbone per 3 ora Incidente
(**) Lavorare in per 10 giorni Incidente
Fumare per 1 4 sigarette Disturbi Cardiovascolari
Vivere con Fumatore per 2 mesi Disturbi Cardiovascolari,
Bere per 0,5 litri vino Cirrosi del fegato
Mangiare per 100 bistecche alla Cancro causato da
Bere per 30 lattine di diet Cancro causato da saccarina
(*) Esposizione TB alle radiazioni per 0,1 mSv
^
Cancro
^TB:Total Body

Come indicato nella tabella successiva, un altro metodo di confronto dei rischi è la
diminuzione media della durata di vita attesa (70 anni) espressa in giorni (fonte dati da
Cohen BL HP 1991).
Ad esempio lavorare nei trasporti ( ), essere lavoratori esposti a 5 mSv/anno ( ) o essere
20% sovrappeso ( ) comporta una riduzione della vita media (70 anni) rispettivamente di
160, 40 e 1040 giorni.

Rischio Perdita media di attesa di


da attività lavorativa o non lavorativa vita
Attività Commerciali 27
Attività Industria Manifatturiera 40
Attività Servizi 27
( ) Attività 160
Attività Agricoltura 320
Attività Costruzioni 227
( ) Lavoratori Esposti (5 40
Alcolismo 4000
Tabagismo Maschi (20 sigarette/giorno) 2250
Disturbi Cardiovascolari 1800
( ) Essere sovrappeso 1040
Incidente Automobilistico 207
Incidenti in casa 74
Viaggi Aerei (400000 km nella vita) 64
Fumo Passivo 50
Cadute 28
Esposizione della Popolazione (1 18
Incidente in Bicicletta 6
Essere colpito da un fulmine 1
Esame medico nucleare (5 mSv) 1

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A. IRRADIAZIONE ESTERNA

Per irradiazione esterna, s'intende l’irradiazione ricevuta da una persona (o da una parte
di essa) in seguito alla presenza di una sorgente di radiazioni (X, gamma, beta, neutroni). A
causa del loro elevato potere di penetrazione, sono le sorgenti X e gamma ad essere
considerate le più pericolose, riguardo ai rischi di irradiazione. Gli effetti dovuti
all’interazione tra radiazioni e tessuti viventi si accumulano, benché esista un recupero e sia
dimostrato un processo di riparazione dei danni. Per questi motivi non esistono limiti assoluti
di esposizione alle radiazioni ionizzanti, ma legati alla dose di radiazione nel tempo.

Per gli scopi della radioprotezione, si utilizzano le grandezze denominate dose


equivalente e dose efficace. La dose equivalente (HT,R) è ottenuta moltiplicando la dose
assorbita DT,R in un tessuto o organo T per il fattore di ponderazione della radiazione wR il
quale dipende dal tipo e dalla qualità della radiazione sia essa generata da sorgenti esterne o
da radionuclidi depositati nell’organismo (HT,R = wR · DT,R). La dose efficace (E) è invece
ottenuta dalla somma delle dosi equivalenti ponderate sui tessuti e sugli organi interessati
dalle radiazioni, siano esse prodotte da sorgenti esterne o interne all’organismo. Le unità di
misura utilizzate sono il Gray (Gy), per la dose assorbita, e il Sievert (Sv) per la dose
efficace e per la dose equivalente. Nel caso dei raggi X e gamma, il Gray ed il Sievert hanno
in sostanza ed in prima approssimazione gli stessi valori numerici.

Le radiazioni possono provocare lesioni ai tessuti del corpo, specie agli organi
ematopoietici ed al sistema riproduttivo (danni somatici, danni genetici). E’ bene ricordare
che le conseguenze delle radiazioni si possono manifestare a distanza di anni, e pertanto è
sempre necessaria la massima cautela e prudenza. Di seguito, si indicano gli accorgimenti
necessari ad evitare l’assorbimento di dosi significative o superiori ai limiti di dose efficace
o di dose equivalente stabiliti dalla vigente normativa.

NOTA – Può essere utile precisare che l’esposizione alle


radiazioni ionizzanti non rende radioattivi né l’aria, né l’ambiente, né gli oggetti, né la
persona esposta. Non appena terminata l’esposizione ci si può avvicinare senza pericolo alle
persone, agli oggetti, ed accedere agli ambienti sottoposti ad irradiazione. Ciò purché le
radiazioni abbiano energia inferiore alle soglie di fotoattivazione (attivazione da radiazioni
fotoniche) che in ambiente ospedaliero si possono raggiungere solo con acceleratori lineari
con energia superiore a 10 MeV. Tale soglia non viene raggiunta in ambito diagnostico. Nel
caso di contaminazione interna o di somministrazione di radionuclidi l’esposizione persiste
fino al completo decadimento o espulsione dei radionuclidi dal corpo ospitante.

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1. TIPI DI RADIAZIONI

a ) Dirette

Quelle che arrivano in linea retta dalla sorgente o dal generatore di


radiazioni sino a noi anche se attraversano una parete, uno schermo od un paziente. Le
radiazioni dirette hanno un'intensità molto superiore a quelle diffuse.

b ) Diffuse

Riflesse in tutte le direzioni dalle pareti, dal soffitto o da oggetti,


naturalmente anche dai pazienti. Per riflessione contro una parete o contro un soffitto
od un oggetto qualsiasi, le radiazioni possono arrivare in posizioni a prima vista
impossibili. E’ buona norma liberare i locali in cui si fa uso di radiazioni ionizzanti da ogni
oggetto superfluo che potrebbe creare radiazioni diffuse.

2. MEZZI DI PROTEZIONE

Tre sono i mezzi di protezione dalle radiazioni ionizzanti: distanza, schermature e


tempo.

a) La distanza dalle sorgenti, in quanto la dose da radiazioni ricevuta


da un individuo è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dell’individuo
dalla sorgente. La distanza costituisce il primo e più semplice mezzo di protezione
(raddoppiando la distanza tra individuo e sorgente la dose ricevuta si riduce a 1/4 del
valore precedente).

b) Le schermature, che hanno la funzione di attenuare l’intensità del


fascio di radiazioni assorbendone una parte. Tutti i materiali possono essere utilizzati
come schermi; il materiale ad alta densità e alto numero atomico offre una schermatura
più efficiente e pertanto raggiunge lo scopo con uno spessore minore (è questo il motivo
per cui si usano spesso le protezioni di piombo). Ogni schermo riduce sempre nella
stessa misura l’intensità delle radiazioni, qualunque sia la distanza fra lo schermo e la
sorgente di radiazioni. Si può quindi in teoria, sistemare lo schermo dove si vuole tra il
generatore e la zona da proteggere. Naturalmente all’aumentare della distanza tra
sorgente e schermo aumenta la zona da proteggere, conviene quindi sistemare lo
schermo il più possibile vicino alla sorgente di radiazione. Quando si costruisce uno
schermo è necessario fare molta attenzione alle fessure che permettono il passaggio
della radiazione.

Per le radiazioni sottoelencate sono riportate le capacità di penetrazione.

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Particelle alfa
La capacità di penetrazione è estremamente modesta: le particelle alfa sono arrestate
in meno di 10 cm di percorso in aria oppure da un foglio di carta. Occorrono particelle
alfa di energia maggiore di 7 MeV per raggiungere la profondità di 0,07 mm, dove si
trova lo strato germinativo della cute di gran parte del corpo. Questo non vuol dire che
le particelle alfa non siano pericolose, anzi esse sono temibilissime per quanto riguarda
la contaminazione e l’incorporazione avendo una capacità distruttiva a livello locale
notevolissima.
Nuclidi alfa emettitori sono: Radio 226 (Ra226), Radon 222 (Rn222), Plutonio 239 (Pu239),
Uranio 235 e 238 (U235, U238), Americio 241 (Am241). Questi radioisotopi ormai non
trovano più applicazione in ambito sanitario.

Particelle beta ed elettroni accelerati


Beta ed elettroni sono la stessa particella, differiscono solo per la loro origine: le
particelle beta sono elettroni emessi dal nucleo in seguito a decadimento radioattivo; gli
elettroni provengono invece dalla nuvola elettronica che circonda il nucleo dell’atomo. La
capacità di penetrazione è piuttosto modesta: particelle di energia di 1 MeV sono
arrestate in meno di 4 mm di acqua. Occorrono particelle di circa 70 KeV di energia per
raggiungere la profondità di 0.07 mm, dove si trova lo strato germinativo della cute.
Principali beta emettitori sono: Tritio (H3), Carbonio 14 (C14), Potassio 40 (K40), Fosforo
32 (P32), Stronzio 90 (Sr90), Cripton 85 (Kr85). Gli acceleratori lineari impiegati in
radioterapia accelerano elettroni con energie di 6 MeV ed oltre.

Fotoni (raggi gamma, raggi X)


I raggi gamma e raggi X sono entrambi radiazione elettromagnetica: è diversa solo la
loro origine. A parità di materiale schermante, la loro capacità di penetrazione aumenta
con l’energia. E’ possibile per ogni materiale determinare uno strato HVL (Half Value
Layer) che riduce i fotoni alla metà dell’intensità del fascio incidente (l’intensità è il
numero di fotoni che attraversano l’unità di area nell’unità di tempo).

HVL di fotoni monocromatici

Energia Acqua Cemento Piombo


(MeV) (cm) (cm) (cm)
0,1 4 2 0,01
0,5 7 3,5 0,4
1 10 4,5 0,9
3 18 9 1,6

Neutroni
L’irraggiamento da neutroni in ambiente ospedaliero é in ogni caso legato
all’installazione di macchine acceleratrici di particelle in grado di produrre fasci di raggi
X molto energetici ottenuti dal frenamento di elettroni accelerati a tensioni superiori a
10 milioni di volt (10 MV).
Al di sotto di questa soglia non vengono prodotte quantità significative di neutroni
dall’interazione dei raggi X con la materia.
In un ambiente in cui sia installato un acceleratore lineare può essere importante
considerare l’attività indotta da neutroni. Per le installazioni impiegate in campo medico
(p.e. radioterapia) la radioattività indotta è solitamente modesta tanto che i
provvedimenti di radioprotezione adottati sono più che sufficienti a garantire
ampiamente gli operatori del settore dal pericolo derivante dalle radiazioni ionizzanti.

c) Il tempo di esposizione in quanto la dose è direttamente


proporzionale al tempo.

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