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Il Microbiota

il microbiota altro non è che


un conglomerato di batteri e altri microrganismi che vivono in maniera
simbionte nel nostro organismo: in parole povere sono quindi numerosissimi
esserini che vivono all’interno del nostro intestino.
Vi ho riportato un numero per avere un’idea di cosa intendo quando dico
“numerosissimi” 100 MILIARDI XGR di intestino crasso… in pratica non è un
accessorio ma una vera e propria ENTITA’!
La funzione di base è quella di simbionte, ossia un vero e proprio aiutante del
nostro organismo. In particolare ci aiuta a digerire e processare tutto quello
che i nostri enzimi non sono riusciti a demolire. Immaginate la quantità di
cibo non digerito e potenzialmente putrescente che rimarrebbe ore, se non
giorni nel nostro intestino, sarebbe davvero un disastro!
Fortunatamente abbiamo questa schiera di amici che ci proteggono
giornalmente.
Principalmente si nutrono di due cose: cellulosa e cartilagine. Questo perché
sono sue molecole che il nostro stomaco e intestino non riescono a processare
non avendo gli enzimi necessari per farlo.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo come si forma come si crea questa
bella schiera di animaletti essenziali.

Le origini della flora batterica


Partiamo dal concetto che l’intestino al momento della nascita è
completamente sterile: questo perché all’interno dell’utero materno non
troviamo nessun tipo di batterio. Durante e dopo il parto inizia invece la
colonizzazione: sia attraverso il canale vaginale e quindi a causa dei batteri
vaginali, sia a causa della contaminazione ambientale.
Possiamo dedurre che molto del nostro ambiente intestinale dipende dalla
nostra prima infanzia. Infatti la prima colonizzazione batterica va a creare un
imprinting molto forte e crea una sorta di colonia primitiva alla quale si
aggiungeranno le successive specie batteriche. Ciò significa che la mia flora
batterica sarà diversa da quella di chiunque altro poiché dipende da: dove
sono nato (casa, ospedale, strada), come sono stato allattato (seno, artificiale,
misto), presenza di animali in casa, manie igieniche dei genitori, svezzamento
se fatto con le famose pappe sterilizzate o direttamente con i cibi ecc.
Tutto quello che mi circonda seleziona il tipo di batterio che entra nel mio
organismo. A volte selezionare può essere un bene, a volte no! Quando ad
esempio usiamo quei bei saponi disinfettanti tanto raccomandati per i neonati
che uccidono il 99,9% dei batteri, state pur certi che quello 0,1% che
sopravvive sarà il più pericoloso e resistente. Quindi forse davvero non ne
vale la pena!
Su vari testi si può trovare la composizione dei batteri che compongono la
flora intestinale, ma essendo diversa per ciascuno di noi trovo che abbia poco
senso. Molto più interessante è invece andare a suddividerli in base alle loro
capacità di processare il substrato di materiale non digerito e quindi i batteri
possono essere divisi in due categorie:
 fermentativi
 putrefattivi
Questi coesistono ma in rapporti diversi: in una flora batterica sana l’80%
sono fermentativi e il 20% sono putrefattivi.
C’è anche da chiarire che molti dei batteri presenti nel nostro intestino
vengono nel nostro immaginario classificati come “buoni” o “cattivi” quando
in realtà nell’intestino non è così: non c’è distinzione finché rimane in
equilibrio tutto il sistema del microbiota e finché nessuna specie inizi a
prendere il sopravvento. Molti di questi sono in lotta tra loro e quindi si
autolimitano garantendo il mantenimento della cosiddetta eubiosi (quando
l’insieme della flora batterica è sana “eu” dal greco significa “buono”).

Le funzioni del microbiota


Sappiamo già che ci aiuta a digerire e processare quel materiale che arriva
indigerito a livello del colon. Questo è già di per sé un compito molto
importante che gli fa valere l’appellativo di “simbionte” (ricordiamo che il
simbionte è un organismo che aiuta un altro organismo avendo qualcosa in
cambio – io aiuto te, tu aiuti me!), ma non basta per le numerose funzioni di
questo bellissimo ed eterogeneo gruppo di microrganismi.
L’acido butirrico
Innanzitutto durante la fermentazione della fibra vegetale contenuta in
alimenti integrali, crusca, legumi, verdure ecc. Il microbiota va a produrre
una sostanza denominata ACIDO BUTIRRICO. Questo è un acido grasso a
corta catena che ha delle proprietà importantissime per il nostro colon. In
pratica è uno dei nutrienti prediletti dalle cellule del colon che ne permette la
rigenerazione e al contempo previene la formazione di tumori. Le cellule del
colon infatti se ben nutrite non si infiammano facilmente, anche perché
l’acido butirrico va a rafforzare la barriera di protezione della mucosa
intestinale, aumentando la capacità di sopportazione dei numerosi stimoli che
riceve. Questo quindi oltre a prevenire i tumori previene anche la lassità del
tessuto del colon e tutte le patologie più o meno gravi che ne derivano:
allergie, intolleranze.

Azione contro i patogeni


Come abbiamo detto i batteri si riproducono solo quando hanno spazio:
questo significa che la presenza di un microbiota molto numeroso occuperà
molto spazio che impedirà quindi ad eventuali specie patogene che potremmo
introdurre con il cibo di attecchire nel nostro intestino. Inoltre spesso
produce delle sostanze che inibiscono la crescita di altri patogeni
influenzando ad esempio il pH dell’ambiente intestinale.
Produzione di vitamine essenziali
Durante le sue opere di fermentazione va a produrre delle vitamine molto
importanti per il nostro organismo tra cui la vit.K e la B12. (da qui deriva
anche che se il nostro intestino non ha una buona flora intestinale
performante, non riesce a produrre sufficientemente vit. B12 e questo può
portare a fastidiose e pericolose carenze indipendenti dalla nostra dieta
vegana o meno!)
Attivazione del Sistema Immunitario
La presenza costante di microrganismi nel nostro intestino tiene sempre in
allerta il sistema immunitario intestinale. Si, perché una grande parte del
nostro sistema immunitario è attiva sopratutto nell’intestino. Ricordiamo che
sotto il villo intestinale scorrono sia i vasi sanguigni che i vasi linfatici che
servono sia per prendere i grassi assorbiti, ma soprattutto per far scorrere al
loro interno i linfociti (globuli bianchi) del sistema immunitario. La
motivazione è banale ed è semplicemente che l’intestino è uno dei posti
prediletti dai patogeni per invadere il nostro corpo. Quindi è molto
importante che ci sia un sistema di sorveglianza attivo e una sorta di
autostrada preferenziale per far arrivare i soccorsi velocemente. Questo
sistema di sorveglianza è gestito dalle cosiddette PLACCHE DEL PEYER che
sono delle zone ricche di tessuto linfoide presenti sulla mucosa intestinale del
tenue e del colon. Queste, avendo sempre la presenza di moltissimi
microrganismi sono sempre attive e scattanti nello svolgere il loro compito e
riescono subito a bloccare i patogeni estranei: questa è una delle motivazioni
per cui si dice che il sistema immunitario parte dall’intestino!

Disbiosi
Ovviamente tutto questo avviene se la flora batterica è sana e in equilibrio.
Molto spesso per nostra esperienza non è così: il rapporto 80% fermentativo e
20% putrefattivo si altera e genera diversi problemi intestinali come
flatulenza o gonfiore, e nel peggiore dei casi anche infiammazione (che
abbiamo visto essere una delle peggiori cose che possono accadere
all’intestino!). Senza contare appunto che un’alterazione della flora batterica
causa anche una sottoproduzione di vitamine essenziali e una
compromissione sistemica, ossia dell’intero organismo, grazie all’attivazione
della rete neurale intestinale.
I nostri comportamenti alimentari e il nostro stile di vita influenza
enormemente la salute del nostro colon, dei nostri amici batteri e quindi del
nostro intero organismo.

Nel prossimo file approfondiremo le cause dell’infiammazione intestinale

Azzurra Mazzara naturopata