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Trovare e mantenere il proprio ben-essere:

salute, alimentazione e stili di vita


Negli ultimi decenni si è verificato un profondo cambiamento del nostro
modello alimentare; il maggiore potere d’acquisto, una diversa struttura
sociale, un differente stile di vita hanno modificato profondamente i bisogni
alimentari, la struttura dei consumi, gli strumenti per soddisfarli;
conseguentemente si è verificata anche una notevole modificazione nei sistemi
di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti.

Oggi i consumi sono orientati in modo sempre più attento alla qualità degli
alimenti, non solo ai loro contenuti nutrizionali ma anche alla presenza di
additivi, contaminanti, residui. Parallelamente è profondamente cambiato lo
stile di vita degli italiani, con una riduzione del fabbisogno energetico della
popolazione, legato alla progressiva diffusione delle macchine, ovvero tutti quei
presidi in grado di ridurre il lavoro muscolare dell’uomo – dai mezzi di
trasporto agli ascensori, dagli elettrodomestici alla automazione e
robotizzazione delle attività lavorative, dal condizionamento termico degli
ambienti di vita e di lavoro alla informatizzazione dell’attività quotidiana. Ecco
che dal punto di vista nutrizionale vi è stata quindi una significativa
modificazione della domanda relativa al contenuto nutrizionale degli alimenti:
ridotto contenuto calorico, limitati contenuti di grassi e di zuccheri semplici,
basso tenore di colesterolo e di sali. Queste caratteristiche nascono non solo
dal processo di trasformazione della nostra società, ma anche dalle più recenti
acquisizioni medico-scientifiche che hanno evidenziato una stretta correlazione
tra l’eccessivo introito calorico e l’insorgenza di svariate patologie.

La tendenza a mangiare più del necessario, spesso accompagnata da notevoli


squilibri fra i vari componenti della dieta, ha portato gli italiani ad essere più
esposti ad altri gravi rischi, come la maggiore incidenza di soprappeso e
obesità, di ipertensione, di aterosclerosi, di diabete, ecc. E’ ormai ampiamente
provato che soprappeso, Obesità e sedentarietà sono fattori correlati
all’incremento della morbilità e alla riduzione delle aspettative di vita.

Le cause di questi stili alimentari errati vanno individuate a più livelli:

• una maggior disponibilità di cibi spesso “impoveriti” dei loro


micronutrienti – soprattutto vitamine e minerali – a causa dei tempi
tecnici troppo lunghi tra il momento del raccolto/produzione, della
trasformazione, conservazione, stoccaggio, distribuzione e infine
consumo;
• nelle scelte alimentari spesso affrettate imposte dalla vita quotidiana;
• nella scarsa propensione al consumo di ortaggi e frutta freschi da parte
delle generazioni più giovani e degli anziani.

Per la “terza età”, vale la pena fare un approfondimento: le più recenti indagini
hanno infatti sottolineato come i nostri anziani presentino spesso una
“malnutrizione per difetto”, fenomeno che si verifica per una molteplicità di
cause: difficoltà masticatoria o di deglutizione, stati d’ansia o depressione,
frustrazione, inappetenza quale possibile conseguenza di disabilità o di terapie
farmacologiche. Non si può sottovalutare la possibile difficoltà che può
incontrare l’anziano nella preparazione dei pasti o addirittura nel procurarsi i
cibi, non ultimo per ragioni economiche. Anche l’utilizzo di un numero limitato
di alimenti, la monotonia della dieta senza variazioni nelle scelte dei cibi, è
probabilmente una causa non trascurabile di carenze alimentari.

Risulta perciò evidente come l’utilizzo di integratori alimentari possa


rappresentare in più di un’occasione una necessità e un modo per correggere e
migliorare il proprio stato nutrizionale. Inoltre, la mancanza totale di moto che
caratterizza lo stile di vita non solo dell’anziano, specie se “single”, ma della
società tutta riveste, peraltro a sua volta un ruolo fondamentale per il
mantenimento di un buono stato di salute. La sedentarietà della vita odierna
potrebbe essere combattuta con un po’ di buona volontà: recenti ricerche
hanno infatti evidenziato che uno sforzo muscolare frazionato nell’ambito di
una giornata, anche semplicemente la camminata a passo svelto fatta per un
quarto d’ora ripetuta per almeno quattro volte al giorno, è in grado di aiutarci
a combattere efficacemente contro i danni legati alla sedentarietà.

Non bisogna infine dimenticare che alla base di tutto si evidenzia un problema
che è di natura educazionale, di cultura di nuovi stili di vita, di intervento sulle
generazioni emergenti. E’ solo agendo a questo livello che si possono tentare
dei miglioramenti sull’alimentazione e sui comportamenti nel nostro Paese ed
esercitare la prevenzione su quelle patologie definite “malattie del benessere”
della nostra attuale società.

Per far fronte a questo preoccupante scenario, il Ministero della Salute e le


Amministrazioni locali hanno incoraggiato l’attuazione di programmi di
prevenzione dell’obesità e delle scelte alimentari nella scuola, nelle famiglie,
sui luoghi di lavoro. Ne è un esempio importante l’iniziativa del Ministero della
Salute, attualmente in fase di implementazione a livello nazionale e regionale,
che coinvolgerà a più livelli scuola, famiglia e medici, operatori sanitari ed
istituzioni denominata “Guadagnare Salute”, specificamente mirata a prevenire
l’obesità e combattere il dilagante sovrappeso.

Se da una parte la prevenzione è certamente fondamentale, dall’altra la


risposta concreta può essere data anche dall’integrazione alimentare. Le
modalità con cui, se necessario, l’alimentazione può essere integrata sono
molteplici: utilizzando prodotti contenenti i vari nutrienti come tali, oppure
attraverso il consumo di alimenti di grande diffusione (pane, latte, etc.)
integrati e/o arricchiti (cibi funzionali) con opportune quantità di tali principi,
usandoli come “veicoli” per una congeniale integrazione, così da ottimizzare gli
apporti nutrizionali. La stessa parola “integratori alimentari” indica la naturale
funzione di questi prodotti, concepiti appunto per integrare l’alimentazione
quotidiana. Tali modalità di integrazione rappresentano un moderno approccio
al problema di una più corretta e sana alimentazione, nell’ottica e nello
scenario di un intervento volto a favorire le condizioni di benessere,
coadiuvando le funzioni fisiologiche dell’organismo nel pieno rispetto e tutela
della salute.

Per concludere, in questo scenario che abbiamo sinteticamente descritto, sta


l’immediato futuro della nostra alimentazione e della nostra salute; di certo
stiamo assistendo ad una rapida evoluzione delle nuove frontiere della scienza
dell’alimentazione, inimmaginabili fino a pochi anni fa. Il concetto stesso di
alimenti sta subendo una profonda trasformazione: dal soddisfacimento di un
bisogno primario dell’uomo siamo giunti oggi ad un concetto di cibo come
promessa di miglior salute. Sono quindi numerose le sfide che la società
moderna si trova oggi ad affrontare nella ricerca e mantenimento del ben-
essere, che sempre più troveranno in un’alimentazione corretta, equilibrata e
sana risposte adeguate.

Professor Andrea Strata, Nutrizionista

Articolo di AIIPA Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari