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Giocare con il compagno: allenare il

passaggio corto e quello lungo


Le esercitazioni specifiche per allenare in un contesto situazionale le abilità individuali del
calciatore.
di Raffaele Barra

In questi brevi contributi stiamo concentrando la nostra attenzione su


come allenare alcuni fondamentali tecnici in situazione; su come applicare
cioè la tecnica basilare alle situazioni reali di gioco. 
Abbiamo visto come la tecnica comprenda tutte quelle abilità che permettono all’atleta di essere in
grado di eseguire un’azione; queste abilità di base vengono poi utilizzate nei
contesti situazionali attraverso la tecnica applicata, detta anche tattica
individuale. Mediante la tecnica applicata vengono cioè presi in
considerazione tutti quegli accorgimenti per mezzo dei quali la tecnica pura
possa esprimersi nella forma migliore in relazione agli obiettivi da raggiungere.
In questo articolo, continuando così la nostra analisi, ci concentreremo in
particolare su un gesto importantissimo del gioco del calcio: il passaggio.

Il passaggio è definito come l’abilità tattica individuale che permette la


trasmissione intenzionale della palla ad un compagno e funge da collegamento
tra la tecnica individuale ed il gioco collettivo. Su un piano prettamente
concettuale il passaggio può essere visto come un gesto specifico che
rappresenta il mezzo di comunicazione tra due compagni di squadra.
Trasmettere significa comunicare un’intenzione, giocare con un
compagno, cooperare insieme per raggiungere un obiettivo comune, quale
mantenere il possesso della sfera, superare uno o più avversari o
conquistare spazio per concludere a rete. Effettuare, da parte del portatore,
un passaggio volontario del pallone ad un compagno indica che tra i due è
intercorso, prima un contatto visivo e poi una comunicazione non verbale.
Affinché il passaggio possa essere effettuato, allora, è indispensabile che il
compagno a cui è indirizzata la palla ricerchi, mediante spostamenti
intenzionali, una posizione per la ricezione e che il giocatore in possesso
della sfera sia abile nel cogliere il giusto momento per trasmettere.

Il passaggio si pone dunque come un fondamentale


di assoluta importanza che, tramite lo svolgimento delle azioni, permette
anche un gioco collettivo: il gioco di squadra. 
Le formazioni in grado di costruire un gioco in senso collettivo,
abili cioè nel possesso palla, sono quelle che arrivano ad un elevato livello
d’intesa, in cui le intenzioni ed i messaggi non verbali sono compresi da
tutta la squadra nello stesso modo. A titolo esemplificativo nella nostra
massima serie, in ogni gara di campionato vengono effettuati una
media di circa 300 passaggi per squadra, o ancora, come accennato nel
precedente contributo, la “cantera” del Barcellona dedica il 60% del tempo
delle sedute di allenamento al controllo ed al passaggio.

Didatticamente, il passaggio è prevalentemente effettuato con i piedi


ed in particolare con l’interno piede, l’esterno o il collo (esterno o interno)
anche se è sottinteso che si possa dare la palla con la punta, il tacco o
utilizzando altre parti del corpo, la coscia, il petto o, maggiormente, la
testa. Si passa la palla ad un compagno per molte ragioni, le funzioni del
passaggio possono essere, quindi, molteplici, ma sostanzialmente le tre
tipologie principali sono:

a) Guadagnare spazio e tempo;

b) Superare più avversari possibili, avvicinandosi nel contempo


all’obiettivo, cioè alla porta avversaria;

c) Mantenere il possesso palla. 

Procedendo nella nostra analisi da un punto di vista situazionale, il passaggio


può essere considerato come il nucleo, la base che consente la costruzione del
gioco e può essere effettuato, specificamente, in profondità, ossia su
un vertice, oppure all’indietro, cioè a scarico su un giocatore venuto a
sostegno, può essere incrociato, alla ricerca di un cambio di gioco o, ancora,
in diagonale, sia in avanti sia indietro.

Sostanzialmente, il passaggio ad un compagno si può suddividere in due


tipologie:

• Diretto, ossia con palla indirizzata sulla figura del compagno: il passaggio corto;

• Indiretto, cioè con la palla inviata nello spazio libero (zona luce), sulla corsa del compagno: il
passaggio
lungo.

In linea generale è possibile notare prevalenti modi di utilizzo di un


passaggio sui piedi, diretto, o di un passaggio nello spazio, indiretto, così,
mentre nelle fasi di costruzione e di impostazione della manovra si predilige
l’utilizzo del passaggio diretto, negli ultimi 25 – 30 metri è spesso
necessario smarcare un compagno al tiro per mezzo di un assist o di un
passaggio filtrante utilizzando così prevalentemente passaggi indiretti.
Giocare una palla corta sui piedi di un compagno non è un gesto così semplice
come superficialmente potrebbe sembrare e le difficoltà aumentano poi
con l’aumentare della velocità di smarcamento dell’appoggio e con il
diminuire degli spazi a disposizione.
Il giocatore in possesso dovrà cercare anche di ottimizzare la direzione del
passaggio, cercando, in relazione alla posizione ed alla distanza
dell’avversario di indirizzare la sfera sul piede libero del compagno, ossia sul
piede più lontano dal marcatore. Un calciatore dovrà altresì acquisire, nel
tempo, la capacità e l’intuito di giocare palle lunghe, ossia nello spazio.
Per poter giocare con efficacia nello spazio, il possessore dovrà valutare il
posizionamento attivo e l’orientamento del compagno a cui ha intenzione di
indirizzare il pallone facendo attenzione anche al marcatore avversario.
Effettuare un passaggio lungo efficace significa, quindi, riuscire a valutare la
velocità di smarcamento del compagno, identificando il punto dove potrà
ricevere palla, e regolare il passaggio in modo che la sfera non possa essere
intercettata dal difensore.
L’obiettivo da ricercare nei settori giovanili è inoltre quello di avere
giocatori in grado di eseguire il passaggio, oltre che con precisione e
accuratezza, anche alla più alta velocità possibile, curando la forza da imprimere
al pallone. Oltre a ciò va tenuto conto anche che il gesto tecnico del passaggio
non è un gesto fine a se stesso o slegato dall’ambiente circostante;
durante la gara il calciatore non effettua solo il passaggio, ma esegue più gesti
tecnici combinati, compiendo ad esempio una ricezione e successivamente un passaggio o ancora
andando in guida della palla e poi eseguendo un passaggio. Una volta
appreso il gesto tecnico in maniera analitica, sarà quindi indispensabile
iniziare a lavorare (a mio parere il prima possibile) con la tecnica
applicata, abbinando due elementi tecnici in un unico fondamentale,
stimolando a ridurre al minimo il tempo tra ricezione e passaggio attraverso
esercizi situazionali semplici e complessi.

Le esercitazioni più efficaci per allenare il fondamentale del passaggio sono le


esercitazioni di possesso palla, che possono essere effettuate mediante
l’utilizzo di sponde, prevedendo la presenza di jolly che determinano la
superiorità numerica o anche sotto forma di torello.
Molto utili, inoltre, sono anche le partite a tocchi limitati (tre al massimo) che
abituano il giovane calciatore alla velocità di decisione e di esecuzione.

Per allenare il passaggio corto sui piedi è preferibile utilizzare giochi di possesso


palla su spazi ridotti con pochi giocatori oppure servirsi di minipartite 3 contro
3; viceversa per esercitarsi sul passaggio lungo sullo spazio è utile
effettuare partite con spazi più ampi (ad esempio tra le due aree di rigore)
senza porte con linee di meta.

ESERCITAZIONE 1

Passaggi corto e lungo: i ragazzi iniziano a familiarizzare con il concetto


di palla passata sui piedi e data sulla corsa con semplici esercitazioni,
abbinate anche all’utilizzo della voce per chiamare palla al compagno.
Iniziando a spiegare il concetto di venire incontro ed andare in profondità,
a coppie, in un quadrato le cui misure andranno aumentando con il migliorare
del gesto tecnico, i giocatori si scambiano il pallone effettuando il
passaggio sui piedi del compagno che effettua il movimento chiamando
“Corto” e muovendosi avanti e indietro dentro e fuori il quadrato (fig. 1A);
successivamente, partendo da un angolo del quadrato il giocatore
effettuerà un movimento lungo il lato, ricevendo un passaggio sulla corsa con
chiamata “lungo” (fig. 1B).

Come step finale il giocatore, partendo da un angolo del quadrato, andrà


incontro al compagno chiamando “corto e, in dai e vai, si farà restituire palla
chiamando “lungo” e percorrendo il lato del quadrato, passando all’interno (fig.1C).

ESERCITAZIONE 2

A terne passaggio corto-lungo: A gruppi di tre giocatori con la distanza tra i tre
che, anche in questo caso, si amplierà con il migliorare del gesto tecnico, il
giocatore A passa a B andando in appoggio per ricevere lo scarico e fare
un dai e vai con il compagno prendendone il posto, B, ricevuta palla
in B1 effettuerà un passaggio lungo a C andando incontro in B2 per ripetere
l’esercizio con C (fig. 2).
ESERCITAZIONE 3

Corto - lungo in un rombo ed in un pentagono: A sei giocatori posizionati in


un rombo di misura variabile come precedentemente esposto (fig. 3A) i
giocatori effettuano un passaggio corto ed uno lungo seguendo poi e prendendo
la posizione compagno: A passa a B e va in appoggio in A1 dove B gli ritorna
la sfera con un passaggio corto, a questo punto A effettua un passaggio
lungo per F sull’altro lato del rombo. Gli altri tre giocatori (C,D,E) eseguono lo
stesso esercizio in contemporanea.

Variante: La stessa tipologia di passaggi, ma senza dai e segui, può


essere anche proposta in un pentagono (fig. 3B). Il giocatore A trasmette la
palla al giocatore B e si propone in appoggio, il giocatore B scarica la palla
al giocatore A che la trasmette a C. Il giocatore B va in appoggio al giocatore
C, riceve e la trasmette a D. L’esercizio continua in questo modo. Alternare i
sensi orario e antiorario, provando anche a 2 tocchi.

ESERCITAZIONE 4
Passaggio corto – lungo in situazione: I passaggi corti e lunghi, fin ora
esercitati, vengono portati in situazioni più aderenti alla realtà (fig. 4).
I due centrocampisti centrali (4 e 8) ricevono palla dai due esterni bassi (2 e
3) e giocano corto o lungo in base all’indicazione del Mister. Se l’allenatore
chiama “giallo”, la squadra gialla gioca corto e la rossa lungo, se chiama
“rosso” si procederà inversamente. La sequenza prevede per la giocata corta:
l’esterno (3) passa al centrocampista (4), il quale effettua un passaggio sui
piedi dell’esterno alto (11) che viene incontro chiamando “corto”, e passando
poi palla all’esterno basso che effettua una sovrapposizione e va al cross. Per
la giocata lunga invece l’esercizio prevede: l’esterno basso (2) passa palla
al centrocampista (8) il quale darà la sfera, con lancio lungo, all’esterno alto
(7) che, chiamando “lungo” correrà sulla fascia ricevendo palla in
movimento e andando al cross. L’azione ha termine con la conclusione a rete dei
due attaccanti.

ESERCITAZIONE 5

Dai e vai in cerchio: La progressione prevede ora di esercitare i passaggi


aumentando anche l’intensità e la velocità di esecuzione, aggiungendo
anche la presenza di una contrapposizione o di avversari. In
cerchio il giocatore A, al centro del cerchio, passa la palla a B e va in
pressione prendendo poi il suo posto, B passa la palla a C e si muove verso il
centro ricevendo il passaggio di ritorno in dai e vai (fig. 5), B passa ad un altro
giocatore e va ad aggredire, proseguendo così l’esercizio nello stesso
modo. Esercizio utile anche come forma di riscaldamento, limitando altresì i
tocchi.

ESERCITAZIONE 6

4 vs 2 con passaggio filtrante o appoggiato: 4 giocatori disposti sui lati


di un quadrato (fig. 6,) devono far girare palla, con obbligo di passaggi
rasoterra, appoggiandosi sui compagni vicini o cercando un passaggio filtrante
sul giocatore posto sul lato opposto, impedendo ai giocatori in mezzo di
impossessarsi della palla. I giocatori nel mezzo per potersi “liberare” e prendere
il posto del compagno che ha sbagliato il passaggio non devono solo toccare il
pallone ma entrarne in possesso. Chi è fuori dai lati non può entrare nel
quadrato e i ragazzi all’interno non possono uscire, impedendo così ogni
contrasto. Variante obbligo 2 tocchi.

ESERCITAZIONE 7

Possesso con sponde: In un quadrato di 20m di lato, due squadre giocano con
l’obiettivo di effettuare 8-10 passaggi consecutivi per ottenere un punto,
avvalendosi dell’aiuto di 4 giocatori posti sui lati come sponde. (fig. 7).
L’esercizio si svolge con passaggi solo rasoterra, le sponde hanno l’obbligo di
giocare di prima e non possono passarsi la palla tra loro. Inizialmente l’esercizio
può essere svolto con le mani.

ESERCITAZIONE 8

Possesso con passaggio sulla corsa: Esercitazione di possesso palla tra due
squadre che si differenzia da quelle di possesso palla tradizionale per il fatto
che per ottenere un punto devono essere effettuati 5 passaggi consecutivi
sulla corsa (fig. 8).
Andranno curati i tempi di passaggio: sarà il giocatore senza palla a dettare il
movimento ed il compagno in possesso dovrà effettuare un passaggio indiretto.

ESERCITAZIONE 9

Possesso con cambio di gioco: Continuando a stimolare i ragazzi a


reagire velocemente alle situazioni, in due quadrati come in figura 9, si
affrontano due squadre di 6 giocatori.
La squadra in possesso palla dopo 5 passaggi consecutivi, rasoterra, può
cambiare gioco verso il compagno posto nell’altro quadrato e seguire, lasciando
un solo giocatore per continuare il possesso palla. Vince la squadra che
effettua il maggior numero di cambi di gioco.

ESERCITAZIONE 10

Partita psicocinetica: Partitella 9 vs 9 più portieri più un jolly, su una metà


campo (ogni squadra risulterà così in fase di possesso al completo ed in
superiorità numerica). Si gioca a 2 tocchi con l’obiettivo di andare in rete.
Ogni squadra sarà suddivisa a sua volta in due gruppi di diverso colore (gialli e
rosa vs rossi e arancioni) (fig. 10).
I componenti di ciascuna squadra potranno passare la palla solamente al
compagno di squadra dello stesso colore e qualora si voglia invertire il
colore bisogna obbligatoriamente passare prima la palla al JOLLY.

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