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9 - GENERALITA' SULLE FONDAZIONI

9.1 - DEFINIZIONI

Fondazione: è quella parte di un'opera a diretto contatto con il terreno, destinata a trasmettere
al terreno stesso le forze provenienti dalla struttura in elevazione.

Fondazioni superficiali (o dirette): il piano di posa è a profondità D dalla superficie del suolo
minore o uguale alla dimensione minore B della base della fondazione; i carichi
sono trasmessi al terreno essenzialmente attraverso la base X-X (Fig. 9.1).
I tipi più comuni di fondazioni superficiali sono (Fig. 9.2):
- plinti
- travi rovesce e muri continui
- platee

Fondazioni profonde: il piano di posa è a profondità D maggiore o molto maggiore di B; i


carichi sono trasmessi al terreno, oltre che attraverso la base X-X, anche
attraverso le superfici laterali X-Z (Fig. 9.1).
I tipi più comuni di fondazioni profonde sono (Fig. 9.2):
- pozzi e cassoni (D/B >1)
- pali (D/B >>1)

Nel seguito (Cap. 11) verranno considerate esclusivamente le fondazioni su pali, in


quanto i pozzi ed i cassoni si impiegano solo in condizioni eccezionali e per opere particolari
(fondazioni di ponti e viadotti soggette ad elevati carichi orizzontali; fondazioni di opere
nell'alveo di corsi d'acqua o in bacini lacustri e marini).

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Fig. 9.1 - Schemi di: a) fondazione superficiale; b) fondazione profonda

Fig. 9.2 -Tipi di fondazione: a) superficiali; b) profonde

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9.2 - CRITERI DI PROGETTO

9.2.1 - Requisiti di una fondazione

Una fondazione deve poter trasmettere al terreno i carichi agenti sulla sovrastruttura in
modo da garantire un adeguato sostegno all'opera da fondare insieme ad un suo soddisfacente
comportamento. In altri termini, come prescrive la normativa italiana, i requisiti di una
fondazione sono:
- "lo stato di tensione indotto nel terreno deve essere compatibile con le caratteristiche di
resistenza del terreno stesso, nella situazione iniziale ed in quelle che potranno
presumibilmente verificarsi nel tempo";
- "gli spostamenti delle strutture di fondazione devono essere compatibili con i prefissati livelli
di sicurezza e con la funzionalità delle strutture in elevazione".

I suddetti requisiti possono non essere soddisfatti per una molteplicità di fenomeni che
possono verificarsi nel sottosuolo. Con riferimento agli edifici ed alle situazioni che più
frequentemente si presentano nelle regioni italiane, le cause di collasso o di spostamenti
eccessivi delle strutture di fondazione possono essere:
- rottura o eccessive deformazioni del terreno per effetto dei carichi trasmessi dalla
sovrastruttura (causa più comune);
- abbassamento della superficie del suolo (subsidenza) a seguito dell'abbassamento del livello
della falda idrica;
- costruzione di altre strutture in adiacenza;
- deformazioni del terreno, prodotte da scavi a cielo aperto o in sotterraneo effettuati nel pressi
dell'opera, oppure da fenomeni di instabilità di cavità naturali ed artificiali presenti nel
sottosuolo;
- erosione sotterranea di terreni incoerenti ad opera di acque provenienti da perdite di condutture
sotterranee;
- "liquefazione" di terreni sabbiosi poco addensati durante i terremoti.

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9.2.2 - Fattori che influiscono sul comportamento delle opere di fondazione

Tenuto conto delle molteplici cause di "instabilità" delle strutture di fondazione, per
progettare una fondazione che abbia i requisiti richiesti è necessario considerare una serie di fattori
di diversa natura, che riguardano il terreno di fondazione, l'opera in progetto e le condizioni
ambientali.

Terreno di fondazione: successione e caratteristiche dei terreni; regime delle acque sotterranee;
cavità sotterranee; subsidenze; eventuali movimenti franosi nel caso di opere su pendio, ecc.
Opera in progetto: forma in pianta; dimensioni; carichi permanenti ed accidentali; tipo
strutturale; destinazione.
Condizioni ambientali: situazione topografica; regime delle acque superficiali; presenza e
caratteristiche di altri manufatti e sottoservizi; fattori climatici; azioni sismiche.

9.2.3 - Unitarietà del progetto dell'opera e della sua fondazione

La normativa italiana prescrive che: "il progetto della fondazione di un'opera deve
essere sviluppato congiuntamente al progetto dell'opera in elevazione ....".
Al riguardo va tenuto presente che in numerose situazioni le caratteristiche del
sottosuolo possono influire sulle scelte progettuali riguardanti l'opera nel suo insieme. Ad
esempio, esigenze di carattere economico e statico possono consigliare di adottare particolari
forme e volumetrie dell'opera o di impiegare particolari tipi strutturali per le parti in elevazione o
accorgimenti come l'inserimento di "giunti". Ne consegue, pertanto, che il progetto della
fondazione è parte integrante del progetto dell'opera e deve potersi sviluppare in parallelo con
questo in tutte le sue fasi (preliminare, massima, esecutiva, costruttiva).

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9.3 - FASI DELLA PROGETTAZIONE

Il progetto di una fondazione consiste in una successione di operazioni, che possono


essere così sintetizzate:
1 - acquisizione dei dati necessari;
2 - scelta del tipo di fondazione e primo dimensionamento;
3 - verifiche nei riguardi della stabilità e degli spostamenti;
4 - dimensionamento definitivo delle strutture di fondazione.

In quanto segue si accennerà alle varie fasi in cui si articola il progetto di una
fondazione, sia di tipo superficiale che profondo, mettendo in vista le procedure di carattere
generale da seguire e gli elementi ed i dati da considerare. Nei capitoli successivi, le fondazioni
superficiali saranno trattate separatamente da quelle profonde.

9.3.1 - Indagini e rilievi

L'indagine sul terreno di fondazione va estesa fino alle profondità per le quali le tensioni
indotte nel sottosuolo sono significative nei riguardi delle deformazioni o della stabilità
("volume significativo": Paragrafo 5.3). Per fabbricati ordinari si consiglia di spingere l'indagine
fino ad una profondità Di = (1 ÷ 2)B ove B è la lunghezza del lato minore del rettangolo che

meglio approssima la pianta del fabbricato. Nel caso di fondazioni profonde Di deve essere

misurata a partire dalla base della fondazione; in tal caso sarà Di = (0.5 ÷ 1)B (Fig. 9.3).

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Fig. 9.3 - Profondità di indagine ("volume significativo") per fabbricati ordinari

L'indagine sul sottosuolo deve consentire di:


- ricostruire la successione dei terreni e definirne le proprietà fisico-meccaniche;
- accertare la profondità e lo stato di moto dell'acqua eventualmente presente nel sottosuolo.
Questa indagine sarà effettuata secondo i metodi e con i mezzi indicati ai Capitoli 5 ed
8.
La situazione topografica ed ambientale deve risultare da rilievi topografici e da
indagini specifiche.
In particolare devono essere individuate:
- la forma della superficie del suolo e soprattutto la presenza di fronti ripidi;
- il regime delle acque superficiali;
- la presenza di altri manufatti e sottoservizi.

Nel caso di costruzioni su o in prossimità di pendii si dovrà accertare la stabilità del


pendio.
Indagini specifiche vanno eseguite nelle aree dove per ragioni geologiche, storiche o
minerarie possono essere presenti cavità nel sottosuolo. E' questo il caso, ad esempio, dell'area
urbana di Roma, nel cui sottosuolo sono presenti gallerie e cunicoli scavati in oltre duemila anni
per finalità diverse (tombe ipogee, condotte idrauliche; prelievo di materiali da costruzione).

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9.3.2 - Determinazione della grandezza e della distribuzione dei carichi

Le forze agenti alla base della struttura in elevazione si ricavano dall'analisi dei carichi e
dipendono dalla destinazione e dal tipo di manufatto. E' necessario distinguere i carichi
permanenti da quelli accidentali.
I carichi permanenti sono costituiti dal peso proprio della struttura e della fondazione e
dal peso dell'eventuale terreno di rinterro al di sopra della fondazione.
I carichi accidentali sono tutti i carichi che possono essere applicati alla struttura.
Questi vanno distinti in relazione alla frequenza con la quale agiscono: esistono carichi che
agiscono quasi in permanenza (materiali nei silos e nei magazzini, un'aliquota del peso delle
persone negli edifici, ecc.) ed altri che agiscono saltuariamente per brevi periodi di tempo
(azioni del vento e della neve; traffico veicolare; folla compatta negli edifici, ecc.). Una
categoria a parte sono i carichi dinamici (vibrazioni indotte dal traffico o da macchinari; azioni
sismiche).
Se il piano di posa della fondazione è al di sotto della superficie libera della falda idrica,
la pressione idrica o sottospinta idraulica agente sulla base della fondazione deve essere sottratta
ai carichi agenti.

9.3.3 - Scelta del tipo di fondazione

Se non esistono motivi precisi che condizionano la scelta (ad es. terreni poco resistenti e
molto compressibili che generalmente comportano l'adozione di fondazioni a platea generale o
su pali), si sceglie inizialmente il tipo di fondazione più semplice ed economico. Nel caso degli
edifici, tale tipo generalmente corrisponde alla fondazione con plinti isolati, disposti ciascuno a
sostegno di un pilastro. Se i plinti occupano più del 30% della superficie coperta dall'edificio,
possono risultare più economiche fondazioni di tipo continuo (travi rovesce). Una platea
generale può risultare più conveniente di fondazioni a plinti isolati o a travi, se queste occupano
più del 50% della superficie in pianta dell'edificio.
Scelto il tipo di fondazione, se ne stabiliscono le dimensioni di massima e si ricava il

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carico complessivo Q trasmesso al terreno.

9.3.4 - Scelta del piano di posa

Nel caso di fondazioni superficiali, il piano di posa deve essere al disotto del terreno
vegetale ed al disotto dello strato superficiale di terreno ove si risentono gli effetti delle
variazioni stagionali di contenuto d'acqua. Se nel sottosuolo è presente una falda idrica, il piano
di posa deve essere al disotto oppure completamente al disopra del livello della falda.
La profondità, individuata in base ai criteri sopra esposti, rappresenta il valore minimo
della profondità alla quale deve essere posto il piano di posa di una fondazione superficiale. In
base alle verifiche indicate nel seguito, tale profondità potrà eventualmente essere aumentata.
E' consigliabile che il piano di posa sia lo stesso per tutti gli elementi di una fondazione.
Ove ciò non sia possibile, come nel caso di edifici su pendio, per evitare interferenze tra appoggi
contigui, devono essere verificate le condizioni indicate in Fig. 9.4.

Fig. 9.4 - Criterio per stabilire la posizione reciproca di fondazioni contigue poste a quote
diverse: rocce lapidee β≤ 45°; terreni β≤ 30°

9.3.5 - Verifica della stabilità del complesso terreno-fondazione

Dati il tipo e le dimensioni della struttura di fondazione e la profondità del piano di posa
si verifica se:

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Q lim
Q ≤ Q am =
F

dove:
Qam è il carico ammissibile
Qlim è il carico che produce la rottura del terreno;
F è un opportuno coefficiente di sicurezza, il cui valore è scelto in relazione al tipo di
fondazione, alla destinazione dell'opera, al livello di conoscenza del sottosuolo e dei
carichi agenti sulla sovrastruttura.

9.3.6 - Verifica nei riguardi dei cedimenti

Rilevanza dei cedimenti - Definito il carico ammissibile Qam in base alla verifica di stabilità, si
procede alla valutazione dei cedimenti.
Si definisce cedimento la componente verticale dello spostamento del piano di posa di
una fondazione. Si distinguono:
- cedimento assoluto: abbassamento di un punto del piano di posa riferito ad un caposaldo
fisso;
- cedimento differenziale: differenza dei cedimenti assoluti di due punti del piano di posa di
una fondazione o di due elementi strutturali isolati facenti parte della fondazione di un unico
manufatto (ad esempio plinti, travi o pali non collegati in testa da una struttura rigida).

I cedimenti devono essere compatibili con lo stato di sollecitazione ammissibile per la


struttura e con la funzionalità del manufatto. Ciò significa che i cedimenti non possono superare
determinati valori, dipendenti dalle caratteristiche e dalla destinazione del manufatto. Questa
condizione può comportare che il carico di esercizio debba essere più piccolo di quello definito
in base alla verifica di stabilità.
La stabilità, infatti, non è di regola la condizione più gravosa nei riguardi del progetto di

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una fondazione. Nel caso di sottosuolo formato da terreni compressibili ed eterogenei e di
strutture sensibili ai cedimenti differenziali, la condizione più gravosa è rappresentata proprio
dalla grandezza e dal tipo dei cedimenti che il piano di posa (e quindi la struttura in elevazione)
può subire.
Nella maggior parte dei casi, pertanto, ai fini del progetto di una fondazione interessano
soprattutto i cedimenti.

Tipi di cedimento - Il cedimento, che un'opera di fondazione può subire sotto l'azione dei
carichi su di essa agenti, può essere di vario tipo (Fig. 9.5):
a) cedimento uniforme: il cedimento assoluto (δ) è uguale in ogni punto del piano di posa;
b) cedimento disuniforme con rotazione rigida della struttura: si hanno cedimenti
differenziali, ma la struttura non subisce distorsioni; si definisce "rotazione" il rapporto
Δδ/ l ;
c) cedimento disuniforme con distorsione della struttura: si definisce "distorsione angolare"
il rapporto Δδ/ l .

Fig. 9.5 - Tipi di cedimento: a) uniforme; b) disuniforme con rotazione rigida; c) disuniforme
con distorsione

In alcuni casi il cedimento disuniforme è composto da una rotazione rigida e da una


distorsione, cioè da una combinazione di b) e c).

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Cedimenti del tipo a) e b) si verificano quando il complesso struttura di fondazione-
sovrastruttura è molto rigido; mentre il tipo c) si ha nel caso di fondazioni continue deformabili
o di fondazioni costituite da elementi isolati (plinti, travi, pali non collegati in testa da una
struttura rigida).

Le cause principali dei cedimenti differenziali sono:


1- eterogeneità dei terreni di fondazione
2- distribuzione disuniforme dei carichi in fondazione
3- distribuzione uniforme dei carichi su fondazioni flessibili

Cedimenti ammissibili dalle strutture - I cedimenti assoluti possono causare danneggiamenti o


cattivo funzionamento delle condutture dell'acqua, delle fognature, dei cavi elettrici e telefonici,
ecc. al passaggio tra l'edificio e l'esterno. Possono, inoltre, influire sulle connessioni tra edifici
adiacenti e possono causare dislivelli inaccettabili tra l'edificio stesso ed eventuali
pavimentazioni esterne.
Si impone, pertanto, una limitazione alla grandezza dei cedimenti assoluti, anche come
mezzo indiretto per limitare i cedimenti differenziali. Se non esistono altri vincoli e nel caso di
edifici ordinari, si consigliano i seguenti valori massimi dei cedimenti assoluti:
- strutture su argille δmax = 8 cm

- strutture su sabbie δmax = 4 cm

Nella maggior parte dei casi, però, sono i cedimenti differenziali che determinano il
comportamento soddisfacente o non di una struttura. Infatti, cedimenti differenziali elevati tra
due parti di una stessa struttura possono essere causa di danni alla struttura stessa. Per definire il
cedimento pericoloso si è soliti riferirsi alla "distorsione angolare" (Δδ/ l ). Nel caso di rotazioni
rigide, non si hanno danni alla struttura, ma una rotazione eccessiva può limitare la funzionalità
dell'opera e pone problemi estetici. Per definire la rotazione rigida ammissibile si fa riferimento
alla "rotazione" (Δδ/ l ).
Nella Tabella 9.1 sono indicati i valori ammissibili del rapporto Δδ/ l per strutture su

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argille.

Nel caso di strutture fondate su sabbie, i cedimenti si manifestano subito dopo


l'applicazione dei carichi (cedimenti immediati). Nel caso di strutture fondate su argille i
cedimenti si manifestano generalmente nel tempo e le strutture stesse hanno modo di adattarsi ai
cedimenti differenziali con deformazioni di tipo viscoso, subendo minori danni, a parità di
cedimenti, delle strutture su sabbie. Pertanto, nel caso di quest'ultime strutture devono essere
fissati limiti più contenuti rispetto a quelli indicati in Tabella 9.1.

Tabella 9.1 - Limiti della distorsione angolare e della rotazione per strutture su argille

9.3.7 - Criteri di primo dimensionamento delle strutture di fondazione

Si forniscono alcune indicazioni per il dimensionamento strutturale dei plinti, delle travi
rovesce e delle platee, nonché delle strutture di collegamento delle teste dei pali. Le strutture di
fondazione sono di regola realizzate in cemento armato anche per strutture in elevazione di

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muratura o di acciaio.

Plinti isolati - Hanno generalmente forma in pianta quadrata o circolare; nel caso di forti
eccentricità dovute ai carichi permanenti possono avere forma rettangolare. In passato i plinti
avevano forma a tronco di piramide; oggi per risparmiare oneri di lavorazione dell'armatura e
della cassaforma hanno forma parallelepipeda.
Al di sotto del plinto si realizza un sottoplinto di calcestruzzo "magro" non armato per
un miglior getto del calcestruzzo armato del plinto stesso e per allargare l'effettiva base di
appoggio sul terreno; per una efficace ripartizione del carico, l'aggetto del sottoplinto deve
essere minore del suo spessore (Fig. 9.6a).
I plinti sono generalmente collegati tra loro nelle due direzioni da "cordoli" di cemento
armato, cioè da strutture in grado di resistere a sollecitazioni di trazione o compressione, ma non
di flessione.
L'altezza H del plinto si ricava da una verifica a punzonamento impiegando la relazione
(Fig. 9.6a):

Qs
< τam
2(bo + c o ) H

dove Qs è il carico trasmesso dal pilastro e τam è lo sforzo di taglio ammissibile del

calcestruzzo. Per τam=0,4÷0,6 MPa, si ottengono plinti alti e massicci che richiedono solo una

debole armatura; per τam=0,6÷1,0 MPa si ottengono plinti relativamente bassi da armare a

flessione e taglio.

Travi rovesce - Nel caso che i pilastri della sovrastruttura siano disposti secondo un
allineamento con piccolo interasse e le caratteristiche del terreno di fondazione non consentano
l'adozione di plinti isolati, si ricorre alla trave di fondazione. Questa ha in generale forma a T
rovesciata: la soletta, tramite la sottotrave in calcestruzzo "magro", trasmette il carico al terreno

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e sull'anima poggiano i pilastri; l'anima ha dimensione trasversale b leggermente maggiore di
quella dei pilastri bo (Fig. 9.6b).
Le travi rovesce possono essere collegate trasversalmente da "cordoli" o da vere e
proprie travi equivalenti venendo a formare un reticolo o graticcio di travi.
La rigidezza della trave di fondazione dipende dalla sua altezza H rispetto all'interasse l
dei pilastri collegati dalla trave. Per avere travi sufficientemente rigide deve essere:
- H ≥ l/4
- h = m (B-b) ≥ 30 cm
dove m è un coefficiente che varia da 0,25 a 0,60 all'aumentare delle tensioni trasmesse al
terreno.

Fig. 9.6 - a) plinto isolato; b) trave rovescia

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Platee di fondazione - Le platee generali possono essere di spessore costante o nervate (Fig.
9.7). Sono dette nervate quelle platee aventi la soletta irrigidita da un reticolo di travi disposte
nelle due direzioni lungo gli allineamenti dei pilastri della struttura in elevazione.
Le platee di spessore costante di regola hanno bassa rigidezza, tanto da essere
considerate strutture flessibili. Comunque la soletta deve avere spessore hs proporzionato
all'interasse dei pilastri ( l x e l y ). Per un primo dimensionamento si può assumere hs ≥ l x/8
(con l x > l y ).
La rigidezza delle platee nervate dipende essenzialmente dalla rigidezza delle travi. Per
avere una struttura sufficientemente rigida si può far riferimento a quanto indicato nel caso delle
travi rovesce e cioè assumere l'altezza della trave H ≥ l x /4 (con l x > l y). Lo spessore della
soletta può essere alquanto inferiore a quello delle platee di spessore costante e può essere
assunto:
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h sn ≥
10
÷
12
lx (l x > l y )

Fig. 9.7 - a) platea di spessore costante; b) platea nervata

Strutture di collegamento delle teste dei pali - Possono essere del tipo a trave o a piastra e
sono impiegate per irrigidire il complesso fondazione-sovrastruttura in modo da poter ripartire i

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carichi tra i pali in modo uniforme (in realtà anche nel caso di struttura di collegamento
infinitamente rigida risultano più caricati i pali posti alla periferia del gruppo).
Comunque per avere strutture rigide, in prima approssimazione si può assumere
l'altezza della trave o lo spessore della piastra pari a circa la metà dell'interasse dei pali, per
diametri non maggiori di 800 mm.

9.3.8 - Dimensionamento definitivo delle strutture di fondazione

Nei paragrafi precedenti si è visto che, dopo aver effettuato una prima scelta del tipo e
delle dimensioni della fondazione, si procede alla verifica nei riguardi della stabilità e dei
cedimenti. Se uno degli aspetti della verifica non è soddisfatto, si modificano le dimensioni o
addirittura il tipo di fondazione e si ripete la verifica.
Raggiunte le condizioni volute per ciò che riguarda stabilità e deformazioni, si
stabiliscono le dimensioni definitive degli elementi strutturali della fondazione, verificando che
le sollecitazioni agenti siano compatibili con le caratteristiche di resistenza e deformabilità dei
materiali costituenti. Nel caso di elementi strutturali in cemento armato, si procede al
dimensionamento dell'armatura ed alla verifica delle sollecitazioni nel calcestruzzo e nel ferro.

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