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pdf - Cremona - Stampato da: rmartinelli - 12/03/2020 16:48:47

26 Primo piano VENERDÌ


13 MARZO 2020
VENERDÌ
13 MARZO 2020 Primo piano 27

EMERGENZA CORONAVIRUS «Lo stile di vita


è il problema
non lo risolve»
di NICOLA ARRIGONI

n CREMONA Il Coronavirus mettono in discussione un


ha con virulenza mostrato modello di sviluppo e stili di
cosa voglia dire vivere in una vita che ormai sono diventati
società interconnessa, una essi stessi il problema, e non
società globale. Ma al tempo la soluzione. Speriamo ci sia
stesso mostra come i mecca- tempo per rimediare. Anche
nismi umani siano quelli da se – ancora una volta – sem-
sempre e parole semplici as- bra rinunciamo a imparare
sumano un peso e prospet- dalle lezioni della storia. Co-
tive di pensiero inediti: pau- me dice il saggio, quello che
ra, corpo, contagio, morte. La la storia pare insegnarci dav-
consapevolezza che il pen- vero è che non impariamo
siero e l’agire medico siano la dalla storia».
testa d’ariete contro il virus e
la malattia. Ma la medicina da Nella nostra riflessione il
sola non può nulla, se a so- convitato di pietra fino ad
stenerla non è la comunità ora è stato quello che sta ac-
dei viventi, i cittadini con at- cadendo. Qual è la sua opi-
teggiamenti che si richiamino nione sulla gestione dell’e-
a un senso di responsabilità mergenza Coronavirus?
individuale e collettiva. Di «Il contenimento eccezionale
questo si parla, di questo si messo in atto, tuttavia, non è
discute: di una complessità eccessivo. Semmai arriva tar-
che spiazza e che chiede re- di. Ma non dobbiamo dimen-
pentini cambiamenti di com- ticare che quello che stiamo
portamento dei singoli e della affrontando è un problema
collettività. Per cercare di ca- totalmente nuovo. Non ci so-

Nella società globale


pire cosa ci stia accadendo e no esperienze pregresse.
quali possano essere le pro- Dobbiamo presto capire che
spettive di un pensiero che per affrontare problemi nuo-
non semplicemente consola- vi dobbiamo cercare modi di
torio, ma in grado di spiegare pensare e di agire nuovi. E,
si è chiesto al filosofo Mauro come drammaticamente si
Ceruti, docente di Filosofia vede oggi, ciò è umanamente

la semplificazione
della scienza all’Univer sità difficile. C’è continua resi-
Iulm di Milano e teorico del stenza, verso l’inatteso, verso
pensiero complesso (il suo l’ignoto. E verso ciò che è
ultimo libro è Il tempo della complesso. Questo è un altro
complessità, pubblicato da paradosso del nostro tem-
Raffaello Cortina) di riflettere po».

è come una malattia


su quanto sta accadendo.
Cosa più la colpisce di quello
«Il nostro è il tempo della che sta accadendo?
complessità: una condizione «Sono pericolosi il disprezzo
nuova e inedita, che ha biso- e lo scetticismo per le impor-
gno di un cambiamento di tanti misure di precauzione.
visione, di un nuovo modo di Non sappiamo nulla del Co-
pensare e di agire, di un nuo- ronavirus. Ma sappiamo che
vo paradigma – afferma -. Ci il contagio è almeno da uno a
siamo trovati a vivere in un due e che è rapido. In pochis-
mondo in cui tutto è inter-
connesso con tutto, e al cui
Intervista al filosofo Mauro Ceruti sui tempi che stiamo vivendo simo tempo, senza drastiche
misure di contenimento del
interno ogni evento locale contatto collettivo, potrem-
può comportare, almeno in
linea di principio, conse-
guenze che possono amplifi-
Tutto ciò viene meno dram-
maticamente. Non solo ma-
porta alla chiusura, all’inca-
pacità di ascoltare, al senso
protettivo del confine, parola
«La paura
è sia l’effetto
CHI É MAURO CERUTI «del
Oggi il senso
limite
mo arrivare a centinaia di
migliaia di contagiati. E se è
pur vero che i casi gravi coin-
carsi rapidamente su scala gari in quella che è stata de- che peraltro proprio il virus sia la causa LA FILOSOFIA COME UN INVITO ALLA CONNESSIONE DEI SAPERI svanisce volgono solo, tra virgolette, il
globale. Ogni problema è fat- finita la caccia al cinese, ma non conosce. L’angoscia è ge- L’ALLIEVO PREDILETTO DEL PENSATORE FRANCESE EDGAR MORIN 10 per cento o 15 per cento
to di tante dimensioni intrec- anche nei rapporti fra gli nerata dall’ignoto, dall’espe- del tentativo nell’illusione d e i c o n t a g i a, g i à ‘ s o l o ’
ciate, che non possono essere Stati d’Europa. Basti pensare rienza di non sapere da dove di semplificare della tecnica 100.000 contagiati rendereb-
separate. Questo fa sì che una
piccola causa locale possa
avere grandi effetti, anche
alla decisione di Francia e
Germania di bloccare l’e-
sportazione di mascherine
proviene il pericolo: un sen-
timento che induce alla chiu-
sura o alla reazione aggres-
ciò che non lo è » che tutto può » bero totalmente inadeguate
le terapie intensive su scala
nazionale, già ora nei luoghi
distanti nello spazio e nel verso l’Italia… siva, alla rimozione del senso più coinvolti, come Cremona,
tempo. Ciò fa sì che la com- «Ci vorrebbe collaborazione di pericolo e talora addirittu- mazioni, senza disporre di che la divulgazione, ci inse- oltre il limite della sostenibi-
plessità, l’intreccio di tanti fra le nazioni, d’Europa in- ra all’attrazione incosciente e ombrelli e di criteri di sele- gnano a separare le discipline lità. Ma renderebbero inade-
fattori, renda l’imprevedibile nanzitutto, e poi del mondo mortale verso il pericolo zione. Le conoscenze sono le une dalle altre. Ma non ci guate anche le competenze.
all’ordine del giorno. E l’im- intero. È indispensabile per stesso. Ma così facendo la sempre più frammentate e insegnano a collegare. Conti- Se non è facile costruire
probabile, probabile». combattere un pericolo co- complessità cresce a dismi- non facilitano la compren- nuano a disgiungere cono- ospedali e attrezzature tec-
mune, il virus, che non co- sura, l’intreccio delle con- sione e la decisione di fronte scenze che dovrebbero esse- nologiche in pochi giorni,
Certo che vivere l’improba- nosce confini. Eppure, si è vi- cause aumenta». alla complessità dei proble- re interconnesse. I modi di non è certo facile creare me-
bile come probabile diventa sto che persiste la tentazione mi. Un diluvio continuo di pensare che utilizziamo per dici e infermieri competenti.
difficile e cambiare repenti- di nascondere i dati, quasi Si ha quasi l’impressione che informazioni indebolisce la trovare soluzioni ai problemi E poi si ammalano medici e
namente ciò che siamo una che fossero una vergogna, o non si riesca a sostenere la riflessione pacata e saggia. più gravi della nostra era pla- infermieri. Che sono già in-
fatica improba… soprattutto una colpa. E come se fosse complessità e la virulenza di Prima si sottovaluta, poi si netaria costituiscono essi sufficienti in condizioni nor-
nelle abitudini di tutti i gior- possibile lavare in casa i pan- ciò che sta accadendo. Ognu- terrorizza, poi ci si affida ai stessi uno dei problemi più mali. E si stanno spostando
ni, fino ad assumere atteg- ni sporchi. Ma ormai siamo no si limita alla propria in- tecnici, poi si cerca di affer- gravi che dobbiamo affronta- terapie e interventi che poi
giamenti paradossali… tutti legati allo stesso destino, dividualità. Che sia il singolo rare gli umori prevalenti, re. La sfida è di formulare i saranno necessarie e si accu-
«Il riferimento va sicura- definito dagli stessi pericoli, e che non protegge sé e gli altri eludendo così la propria re- n CREMONA Il filosofo Mauro Ceruti (nella foto francese, Edgar Morin, Ceruti ha elaborato un problemi come problemi muleranno».
mente all’incapacità di ade- da soluzioni condivise. Ormai da sé, ma anche al confron- sponsabilità. Questo vale per con Edgar Morin) è cremonese ed è professore suo pensiero autonomo, approfondendo e complessi, cioè costituiti da
guarsi alla situazione di il pianeta è la nostra unica to/scontro fra Governo e Re- tutti. Ma non dovrebbe valere ordinario presso l’Università IULM di Milano. È sviluppando il tema della complessità dei sa- una molteplicità di dimen- Che lezione trarre da quanto
emergenza come quella che casa, la casa di tutti. Come di- gioni… soprattutto per chi ha più re- stato Ricercatore presso la Facoltà di Psicologia peri e coniugandolo con le più stringenti que- sioni intrecciate fra loro. E sta accadendo?
stiamo vivendo, non cam- ce papa Francesco nella Lau- «Gli aspetti sono tanti e com- sponsabilità: politici e comu- dell’Università di Ginevra e presso il CNRS a Pa- stioni del pensiero filosofico contemporaneo. qui il ruolo più importante lo «Certo, questa è una lezione
biando il nostro modo di vi- dato sì, dobbiamo riconosce- plessi. Ma mi permetta una nicatori in primis. Nella fram- rigi. È stato Preside della Facoltà di Scienze della I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, possono giocare giornalisti e per il futuro, per quando sa-
vere». re che ormai, lo vogliamo o provocazione. Il vero morbo mentazione e nell’accelera- Formazione dell’Università di Milano-Bicocca tedesco, spagnolo, portoghese, rumeno, tur- insegnanti». remo usciti da questa emer-
no, abbiamo un solo mondo, del nostro tempo è la sem- zione delle esistenze, la sag- e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia del- co. Fra i suoi lavori più recenti si ricorda il genza. Dobbiamo pensare
Perché questi atteggiamenti, comune, e dobbiamo e pos- plificazione, ciò vale per la gezza non ha gli spazi e i l’Università degli Studi di Bergamo. Ha ricoper- saggio Il tempo della complessità e La nostra Qui sembra che lei torni al con decisione e preveggenza
questo continuare come se siamo avere un progetto co- politica, l’economia, la co- tempi per maturare». to il ruolo di senatore della Repubblica nella Europa scritto con Morin, entrambi pubbli- p r oblema dell’ ecces s iv a alla formazione di un sistema
nulla fosse? mune. In questi giorni ce lo municazione, l’educazione». XVI Legislatura. Allievo prediletto del filosofo cati da Raffaello Cortina Editore. semplificazione. A un sapere sanitario che tenga conto di
«Cambiare nel pericolo è rivela la nostra vita quotidia- E tutto questo perché? tecnico che ha messo in om- questi ormai prevedibili im-
molto difficile, specie per chi na, non è un discorso astrat- Con questo cosa intende di- «Ancora una volta credo che bra la complessità di una so- previsti. E soprattutto dob-
non è più abituato a vivere to». re? sia necessario ampliare lo Grecia classica, che suscitava delle nostre vite. Il virus che «È per questo che la sfida che cietà sempre più intercon- biamo da subito riflettere
nella difficoltà. Come chi sta «Mai come oggi vale quel che sguardo per cercare di capire l’ira degli dèi, o il timor di dio, non riusciamo a prendere ci stiamo giocando è anche una nessa. sulla necessità di rigenerare il
annegando, rischiamo di tra- In tutto ciò la paura è il tratto ha scritto in versi il poeta atteggiamenti contempora- come lo chiamavano ancora i ricorda che la nostra realtà è sfida educativa. L’ostacolo al- «E torniamo così al discorso modello della sanità pubblica
scinare sott’acqua ciò che ci determinante delle nostre Thomas S. Eliot: Dov’è la sag- nei. In gioco è il senso del li- nostri vecchi. Oggi, il senso quella di esseri mortali, nella la comprensione dei proble- di prima: il morbo è la grande e l’intervento a questo scopo
può salvare. Di fronte al pe- azioni? gezza che abbiamo perduto mite». del limite svanisce nell’illu- stagione in cui pensiamo di mi non sta più solo nella no- semplificazione, è la povertà dello Stato. Abbiamo la for-
ricolo ci vuole l’apertu ra «La paura è sia l’effetto sia la nella conoscenza? Dov’è la sione di un controllo tecnico aver esorcizzato il mistero stra ignoranza: si annida an- culturale. Trovo poco saggio e tuna di avere avuto il sistema
(delle braccia, se anneghia- causa di questo tentativo di conoscenza che abbiamo Cosa intende dire per senso del mondo. E con ciò è rimos- della morte attraverso la tec- che e soprattutto nella nostra quindi mortifero creare un sanitario più evoluto forse al
mo), e invece la paura porta semplificare ciò che per sua perduto nell’informazione?». del limite? so il mistero che avvolge le nica, il benessere e il consu- conoscenza. La specializza- conflitto, una competizione mondo. Banali e certo non di-
alla chiusura, all’irrigidimen- natura non è semplificabile. «Il modo in cui immaginia- nostre vite, ed evoca il pro- mo». zione disciplinare ha portato fra salute e Pil. Bisogna rifor- sinteressate considerazioni
to del confine da un nuovo Porta a reazioni immediate, I giornalisti e il circo media- mo il presente e il futuro ha blema del loro senso. Questo numerose conoscenze. Ma mulare i problemi. Allargare sul privato negli ultimi anni
modo di vedere le cose. Ci cioè senza mediazione ade- tico, però, non possono es- perso la misura istintiva del però torna, suscitato dall’im- L’impressione è che non si queste conoscenze sono in- l’orizzonte e immaginare lo hanno indebolito. Il privato
vuole collaborazione, e inve- guata fra i vari aspetti intrec- sere la causa di tutto. limite, oltre il quale si dà l’ol- previsto, dal volto invisibile capisca quello che accade, capaci di cogliere i problemi nuove forme di economia. non potrà mai fare quello che
ce c’è isolamento. Ci vuole fi- ciati del problema, alla ricer- «Ed infatti non lo sono. Ma le traggio del sacro, della vita, il del virus, con l’epidemia che non si riesca a mettere in fila globali, che sono multidi- Esistono modelli ed espe- deve fare il pubblico. Lo toc-
ducia, e invece cresce la sfi- ca del colpevole, del capro persone sono esposte a un peccato di Hybris, come lo minaccia la nostra illusione il meccanismo causa ed ef- mensionali, cioè complessi. rienze. Concrete. Quel che chiamo oggi con mano».
ducia». Il filosofo cremonese Mauro Ceruti fornisce lo scenario di questi giorni di emergenza Coronavirus espiatorio. E così la paura diluvio disordinato di infor- chiamavano i filosofi della di avere il controllo perfetto fetto… L’università, la scuola, e an- preoccupa è che solo pochi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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