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Storia della musica spagnola

Parte di ciò che rende la Spagna così affascinante è l’ampia varietà di culture e
tradizioni che si son fuse con l’ambiente della penisola Iberica e con la sua Storia.
Nel corso dei secoli la Spagna ha risentito degli influssi romani, greci, arabi e
bizantini, che hanno portato ad un tipo di musica regionale esportata poi in tutta la
sua bellezza per tutto l’Occidente.

2.1 Medioevo e contaminazioni

Nel VI secolo, la maggior parte delle prime produzioni musicali si attribuisce ad


Isidoro di Siviglia il quale si occupò principalmente di trattati sulla musicologia e
di opere enciclopediche: di particolare rilievo è L’Etimologie o
Origini (Etymologiarum sive Originarum libri xx), dove possiamo trovare una
prima di definizione di musica per il teorico di Siviglia;

“la musica è la disciplina che tratta delle relazioni numeriche riscontrabili nei
suoni”1

Tra il 711 e il 718, si ricorda l’invasione musulmana della Penisola iberica. La


zona che più risentì della conquista e della influenza araba fu sicuramente
l’Andalusia, essa è la parte della Spagna che più di tutte possiede un vero e
proprio repertorio di creazioni artistiche, culminanti nelle canzoni e nelle danze
del canto jondo o flamenco.

Fu proprio in questo terreno fertile che la tradizione araba, fusa con quella iberica,
si spostò in Marocco grazie agli immigrati. La contaminazione reciproca tra questi
paesi portò ad un patrimonio vario e complesso che darà origine alla cultura dei
Moriscos. Questo intreccio tra le diverse culture portò alla formazione di un tipo
di Musica classica andalusa, la quale fondeva la musica di Ziryab (famoso
musicista persiano musulmano attivo in Andalusia) con la musica classica
occidentale.

A partire dal VI secolo nasce quindi un tipo di canto liturgico, detto canto
liturgico mozarabico, sviluppatosi soprattutto grazie alla diffusione del
cristianesimo e grazie alla presenza di una ricca e antica comunità ebraica nella
penisola spagnola; la maggior parte della musica sopravvissuta è scritta in neumi
ed era raggruppata in quattro modalità: recitativa, sillabica, neumatica o
melismatica.

1
ISIDORO DI SIVIGLIA, Etimologie o Origini (Etymologiarum sive Originarum libri xx), 556/571-4
aprile 636
2

A partire dal IX secolo, grazie all’apparizione della musica profana e alla


penetrazione della musica trovadorica in tutto il resto dell’ottocento, la Spagna
riemerge grazie ad una copiosa produzione di Laude ispaniche, dette propriamente
Cantigas. Queste sono canzoni religiose in volgare, non ufficiali, ma liberamente
sorte dalla spontanea religiosità delle messe popolari. Uno degli esempi più
importanti è la raccolta delle Cantigas di Santa Maria: queste fanno parte dei
documenti piu' importanti della poesia religiosa dell' Europa e, in particolare ,
della Spagna. Furono raccolte durante il Medioevo, tra il 1250 e il 1280 e
costituirono un importante passo avanti per lo sviluppo della cultura spagnola,
nonostante l' epoca medievale, la cosiddetta "età di mezzo" fu sempre vista come
un periodo di profonda crisi, politica e sociale poichè segnata da oscurità,
intolleranza e devastazioni. Le poesie che costituiscono tale corpus sono piu' di
400 e trattano le vicende di personaggi miracolati dalla Vergine, prendendo
spunto dalle antiche fonti germaniche e latine dell'eta' classica. Queste poesie
venivano cantate dai giullari per il popolo in occasione delle feste religiose ed
oltre ad essere accompagnate dalla musica tipica dell'epoca ogni canto era anche
associato ad un testo pittorico, una miniatura in cui venivano rappresentate le
varie scene e i vari personaggi di cui la poesia raccontava. Come afferma
Massimo Mila, le Cantigas sono la testimonianza di uno “svincolamento
dall’indeterminatezza tonale e ritmica del gregoriano, sotto l’influenza del canto
popolare, cui non è estranea la derivazione della musica araba”3

2
Antifonario di León, redatto nel X secolo su esemplare del VI-VII secolo, è da annoverare come
una delle fonti più rilevanti del canto mozarabico. Esso seguì le sorti del rito gallicano e
scomparve dopo Pipino il Breve e Carlo Magno (VIII-IX secolo).

3
MASSIMO MILA, Breve storia della musica, Einaudi, 1963
4

4
ALFONSO X EL SABIO, Cantigas de Santa María, milieu du XIII siècle