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@d2''5W
VAGHEZZE SGPRA

P’RATOLINO

COMPQST'E DA L SIGNOR
RAFFAELLO GVALTEROTTI.

@ÄÍSer'miß‘imo Don Franceßo edict'


Secondogmn Dum di Tofmnq.
\

Vaghezza Prima .

Da le bionde ‘Мoты
‘ие‘ддйa Ninfà, o del gran Gídí
ue figlia ,
Cui tanto ./lmorfìmìglîa
Con quel[нo caro gratioß nome ,°
Tu deh vien, dimmi com@
Le belle , е nuoueglorie , ei dolci
'vanti
. Del fvago PRAT oLxN dejìriua, с
canti.
I .
.Armi voi Sol, ‘voi folo
Chiarilßmo Graw Васе, or queíŕo mía
Languido fiile, ond'io
@offro amato 'Giardin’ polijèo, e colo :
ищи, е quafì á volo
Dietro a vofiri trahetc „трети. .
Obfe’n ‘шт Signa(mio non‚cbieggia, е/}’ег2‚ ’
.d u Saura
Y 2, V A с н в а: в
Saura le beüeßonde '
Delfamoß; Mugnone, e lieti, efidi,
8 Уфo/111511142
Han le Gratie, Ú' ‚Атoге; iui lefronde,
'Iui mormorari l'onde,
E deßan l’aure vn armoniaji dolce,
Ch’ogn’altra vince,ogni cor affito addolce.
.Quegli alteri, e pompo/i
Leggiadramente ‘vn àltó muro bor einge,
E quali ne dipinge
Vпа nuoua decade, iFaggi ombro/ì
E gli jibiem', е ramofi
.'0
.Abetifoп gli alberghi, e i vaghi augelli
De 'verdi tmi habimtor nouelli.

Fra quai la' pia compagna


.Al nido [нo l‘amante Tort'orella
./l nodricar rappella
1 cari figíi, e del tardar /ì lagna‘,
Le cui notte accompagna
'Un Peregrino augel che le redice
щите amandoper lei 'uiua irl/elim
Egli è dipinto d verde,
г tal moue cantando humana voce;
fugge il temgo veloce,
Guai à chi’lfzor de[под begli anniperde,
Seccafi, e non rinuerde
Mai per humilpreghiera,o doglia acerbœ
'Per Teßàlici carni,. o 'uirtù d’erßa.

Dunqued che m’odij, efùggi s’ ‹' '


Te Ездo amando, o mia ‘regg/Zz', e crudi:
Vedi pur l’nlma Единая,
Eignudo il cor, даетеl diûori, e fuggi :
Tua crudeltà ddi'ruggi,
Confènti omai ch’m giorno i oриг tibaci,
щмы {мимо deze me paci. ‚
Ив
d) '
.l .i Q
D1 Parrain. ‘‚' l
Ma in vano in van регата
дым dir mio,quei medi orecchie rai.
‘Perche рта pur /ei
Per ma volere all’amœ'ojè nota з
Ma poi cbe fr deuote
Iopur 1eßu'ego non le Леди, o [frego
Il mio $ignore,il mio Gran Duce,e K_ege . .

Qui tace, e’ntorno all'ombra ‚ к


Mille di fere maufuote [quadre
Scherzan liete,e leggiadre ,
Che пойме tema non le preme,o ingomlvrdi
Ma doue vn’âlce adombra ‚
О rino, ofome con maggiori aß'etti .
Tempran l’ardeme amor co’ fuoi dilmí q ’
Eicon gid, cbe Diana ' ‚ ‚1
.Quinci habitó con lefue[antejibiere‚
Hor tante hauuihumil fere ,
che ral fm non fmbra, o мы, o vana
‘Purißma fontana ,
Rimembra ancora al fiagatiuo Ceruo ‚
шина fdegno, e‘ljìw rio/2:0, e promu.

.Apre il varcogentile ‚ ' ''' 'r


.Quante rice-heme ba kalba, e ‘ритм quanti
Rubini, 'Perle ,e Diamanti .
Viui, e ‘ойSùeraldi Мисс Aprile; l,
E del vero vn/imile
Emò-alfuo дъшьь ш pur’àcqua »ving
Con fverace color par che мы“ ‚

гщшддмыгьегы l; '
Con labell’qmbra infen Готы lucente 1‚
Che 'via tuna ridente ` ' ’ з
Dice, efum’ moñra riuantofara, e [erba ,
Оке aктaм , e fuper в J
La Trota, с’! “до ondeggia, eipercb’èßoco
Lefcopeain «ai Гриша/9 foco .
'mi З . .Aa z. Momm-V
4I Vpc'anw". 1G
Mormora»dofuew'efce‘ ' Н . 25‚24.
Dal labroaforo'mòßro il molle argento"„. j;
Ch’apaßòzardme lento ‹. . ъ 1'» .. ‘.‘
Di gergo infgorgoîpoiß» fießò »lelie ,. ^
Е tal s‘auanzg , e crefce, . ’
Che qua/ifâmvnnxàr con ‚мы barca .
Ter dileztotal’borfì gira, шаги. e.. . i.

Suograeiojb lido ' ` ' ’ ,'f';


Нaйти confermo, e l-elue ombro/è ‚ -.
Ou’banno areiingegnojè ..’ j ‚а
Ilramo даст), e’l marmo,e reß infìglona ; ‚ ›
Ch’indi miniflno'ßdo ‘; ’ . ’ 1.1‚ ; ‚1
`Acque traggeingannoje, e rende molli 1
61`5тет3,е тoк?! 'Pellegrim., e folli. ‘ ч'. \

La in ver .doue I'Jurora xm.' ' . . ` mŕî


Talliáz'fën'vien pria'digunlbo a Teti wf,
Con paßicbiari,`elieti n . ’ ' s 1mi
Bijna wenn alero rio идея/медом д»; c ' ›
Efe dife innamora, ‚ ; se( '.
E; di quefio’in quelfen, chegli . d piu prega;
ат: a/Èecchiarfl, e rincirarßßeßo . i

.Poi intorno al maggiorfeno' ` ` 1 fm' ъ вы)»


‘. wgapißn mofirare' i[иду/‘ой , ъ umzug.
E far/ì eglio affori, -. i‘f‘ïnàànß
Sigira'i Cigno'didolcez'gafù'no', 'u râvN
E quafì vn bel [ereno '.‚ n. '. ‚Ы‚ Т
Mirail ‘Pauone мм mentre paß‘eggia , х
e’znnfeaipefma ' ` "m но’)

Шaщ? quincißn »venne Ё ш“ s . î.w'ů un sggn'i


Il Mügmnda‘pieteofiìzrleüäti», mém» Э
Ei beicampifìoriti ’ .' щ: Щ)
Orono; ` 'arg'u‘nœijbñennenmìlì
.ClJe’lmifcrodiuenne eu“. ‚ . „мы. энд
ь’. тьттшдщшл dura pietra, и": „l
Efalda, clu‘mdi' Piwwajè мафию ì д el
-omwìß e s.. . gpg»
DxPnA‘roLmo'.' x
Е‘ par che i „ММ/Бета ` ..1.,
Tacieamemein que/io fonte, e inquello i .;
Del miracol nouello ‚ .' ".
Si Щит nonfo chefra tema, e @eme ,' ' ‘j
игр dijìogli preme ‘g , '
Dijizuer fe lajic'mouendo il paßò \
Кито ancora «Мёа conuerß in/àßö . '

Da quella Selc'e bor prende С.’ ' ‚ . Q‚


Di chiari fonti 1m doppio ordine,e grande,
г’l mobil vetrroßmnde ’ s
Ter ampia via, cbe d’alta partefcende ;
La doue torce , e flende . ‘ç
Taflorella ŕ‘fuòi 'r/eli‘, e bencbe ignuda .
sorda a’ preghi cih/impr nefembra,e cruda î
.attendi entro al tuo varco «mio va.. ' h T'Íyìu‘
нитищьща'щыье шефoпие 1 \
Sen vengan тo al noßro Rega}an`cb'ell¢.'.. 'e
¿unì mi mms" ’ ""vi ’. ч' im.
` \. 0..‘ - ; ’='‚›‹‚ .'.'1.\
‘J Vaghe'zza Sfsccan'cier..M ' "l '
... ‘..ì la. `IJ. . . ‚ ’¿'\`ů¿'.‘\.l.\. .a

Е N 'r n o a[im belдым ot‘mxa'. »5k.n.3 xv


Е \’\ \\ "l
г for/eancocelefie l . ’ 1 .d
. . ц l ‚ - ’.
..‚‚ ,. з
тoрлштищсыгеттйпйщ u. r 11
Hor tra eal ciel vicino " ` .l
Gl’aurau ' ётд,.1е’дo1oппе ,` ifiregi ’ ‘.
Ch’ombrafardenuoa’ mieiQGran DucàtRlgi.

Souru'wn'ampio'featroerge/i,
L’alto albergo regale ' ' eигру‘
po a r ‚ ’l ‚
Sivaga altra, o pompofa. в‘ '' ‘ь '.' .11i
Щи vne apra qua Ígìufo occhio mortale ;
Le mirò forß: equale ’f ' Г:
гсгoтегпе’ celeñi'ampifereni ' i
.Quando' chigfe aigran Diogl’aurati freni. I
ь‘. De
l V nwnœ'z'zŕ ‘"'
Del bel Tofco риф:
вaшим/магииuw'aan.
€ per formar l'eceelße
'Parti il piu hel d'ogni hel IIC Mofo, o

Di gloriofe imprefe ' î


l

I bronii , ele beüijfinle pitture


Serban' memoria ‚шт .en futuro»
Quinci corona fanno a.
Iciiiarifegni, ou mando il Sole
Ratto render nefuole `
Si hor canuto , bor giouinmo fam,
Terche di nojiro affanno
Non curian,cbe non/ia anch’egli eterne
Come [empre non è rigida verno.
‘vedeji d’amor pieno f \ \
U4

Vn „шатер й’опйж ¿bloße "olio, ’ x' ‘.


г care Hille piane . ч ‚а.' ` ‘Мн;
„ad vna beliagiouinetta in [ели
La mano едa e’lfereno
Sguardo'oolgeal bel ncmlao , e ria и$016:
Suiza, e’ngorda antichidima складе.
fr'
.Aquejleinuolto‘il nome " ' JS n оят!
Han con glî'ejfeni eßareßoî Шайба '.‘ ¿i
е Regi, e [траншеи ’
Leрт d‘iaiomo,e ban'mue
I begli occhi le chiome
Ha Gioue ; ma che piu , l’eß'ere Die . '
‚ МЮ‘ mdb \ è

L‘ampia reggia ben’ haue


D’olira'f'iegiat'а ‚ emille pofe, e mille.
In cui dolci fauille '.-'îa‘: . '.
„Дао? della 'vn cie/io almo Дан: ,'f
Ou’ogni amara, e gra “е .
Cura, o iempeflaf, «Майор: ßlma
Il fanno дМо1;р,'а lcua, e toglie all'alnu.'
.ns
‚ú La
Dx 'PnA‘roLm'o y
Ia doue Borea Лиги
Soura porta bellißìma Ú‘altera
La vaga ‘Primauera
5 rofe, e{Этa riguardanti porge;
Ne lunge [ё le feorgcJ
La bella, e la ricchißma 'Pomona ,
Cheджипе, Ú” vue , e/rutii adduce , e dona.

In mei@ a Час/10334611
.Quelal genere human lume benigno , .
Che 'fatto vn bianco Ci no
In braccio a Leda[i di/írugge, e sface ;
г benche ei fi pur tace
Tar che dir voglia io ,'vlgc, e liho tutti
I 'nerijiori, i neri, e dolci шт,
'. '’ ’
Non ha ’l grande Oceano ’'
„Ne дo} profondi, eliquidi суши”; .'; ч
’De' Perle, e di Coralli f ’
Ed‘Oro antro ricchißimoe jourano,
.Qual inuentrice mano,
Е dona on quine ßnge, il cui lauoro
*vince legemme, ond’e‘ conte/lo, e Гoп’;

Фет via/lrania, e diner/a `


Tragge пище/2414. ein alto poggia
Epox con lenta pioggia
Repente/opraa truifiНигде, e ner/à;
.Quinci infonte è conuerß
La bella Galatea, e ‘Proteo regge
Ne le bell'acque ‘тa piu bella gregge.

t nelprimo apparire `
`»durato albergo, in cui l’ombra rificgge 5 x
Perche non la vi Нигде
1.a luce, comejìmpre haue cle/ire;
Е quinci, e quindi aprire "‘" `
Si vede, io per me, credo 'vn ‘Рaди?! o
‚ Тдте‘ргтртшитдейлщегф. " _
In
ç V A c н e z qz n '
Iuijim Dei Marini '
Qui difelua gentil leggia dre Ninfe;
.Quegli han gelide linfa,`
In cura, e (‘ив/{iaт} licor diuini;
Efe [д ti auuicini
Celi,' ma dolcemente, e [ё qua vieni
Odorata Fenice ne diuieni .

Ум t’a/petta d l’ombra
Tu „а, ejèco attendi or l’altre [йoге
Fin ch’io poßiz` inniarti al mio Signore.

Vaghczza Terza.

R chiarißimo Васи
I verf: miei deh non prendete afdegno;
3e ben lingua , ne ingegno
.Aggiunger puote, one ’l de/ir m’adduce's
.Armi la 1ro/ira Ми
Mio_i”oßo[Ш rifihiari ,­ e :'io ragiona
Con 'voi con troppo ardir,Signorperdono.
Fra due chiari ‚меня
Sorge 'on colle, e di tre ‘Биде! corona
Termeßo о’ Elicona '
@anto di luiЛиге hor meh chiari e belli;
Si tutto e мыши,
Е difòntanee riui adorno, e pieno
Di gioia e dipiacer le riue е’l feno .

Gentil prato amorojZi


Conferua del hel candido, e vermiglio;
Onde dipinto il Giglio
Е dipinta al martin/punta la Roja
Nel mezzo Бай/3 poja ,
Е [i verdeggia; anzi riluce, e ßzlende'.`
(he da lui la contrada or nome prendo.
fre/Ehe
Dx мцшм ‚ 5
Fre/‘che herbetie nouelle .‚
Zefiro
Oue [pie)igora ,s’ingegna
ogni rugiado/a in/êgna
Render quel verde vn bel ji‘ren diЛед: g
Care immagini, e belle ,
Lo circondan di quei, che pur fia noi
Fur Diui, e Diue,c’o~ immortali Heroi..

Nella cui parte efirema


Il [Пас/o .Apennin giacendo Нaш,
e durißmi ДЛЯ .
‘Per onde trarne par chejiringa,eprema e
Gela ei ben tutto, e trema
Tal per le vene fue , e giacci, e neui
Chiuggonfi agiorni nebula/i, e breuì.
Iui l’Elceil crefcente
_Quinci Лoтo/Ё: i.Abete
rami ßn'ega
,‚ , `
¿nii gl’intreccia, e lega -
Е fcenderfanne ombrejoaui , e liete;
Che per l’efiiuafete
1ui il belfz'or non caggia, e caggia,e pera
Il bel verde, il bel Maggio, e Trimauera.

Germoglia in altra parte


Il Sanguine, il Ginebro, l’Edra il Fico,
L'abrojiine‚ e l’amico- ’
Humido falce con le chiome jparte ,
Che fan con picciol’ arte
Soaue albergo al Becca/ico, al Тoгда,
Et ad ogn’altro augelfemplice e'ngordo,
Cinti qui nuoui Eli/i
Son di mura ßiperbe ifior uggndn
In piccioletti quadri
Spiran ßaui odor : quincii 'Marci/i ,
г: iuii Fioralifi
Ы il Moghetto, e qui la Margherita
.La‚mano ‚ l’odorato, е’! guardo inuita . ‚
_ ßb Di nuque
101 VA'cnnzzs
Di nuoue piaggie altere.)
Verdeggia ampia gbirlanda. one non pure
шип/5 quete e [Балы
Mille :orme “идет е mille fchiere
Dißmplicettefere ;
Ma le hiade, e l’I/liue in copia, e tutti
Sonui i piu cari, еpretiojifrutci.

,Qui l’humil vire Этoт


Китaю[[101?) fico abbraccia, е íiringU,
Е tutta hor/en dipingç)
Di гoдаz vergogna (9‘ bor di [morta:
Pur tal or /i conforta
S’alcun lento arbojiel tra le /iie Regi''U
I[пoдfigli nafconde, е lei raccoglie;` .

.Qui [impremairerdeggia
E quelia, e quella pianta, efra le chiome
Ha’ljìorein/ieme, е‘! pome
.acerbo с’у‘ il maturo, е che rqgeggia;
E сo]; par, che chieggia, 3
Ch’altrimenti non può pur d’eßer colto
.Moi'irando il[uo dißo dipinto in ‘uo/to.
_Qui Хит, e дышит j
третей gara ogni fua gratia рoщи,
E fra quelle ji кoгда) а
La grandelga del animo, e la cura,
Che le nutrifce, e cura,
6 [Iz /plender piu chiaro ogn’ hor d’intorno
Di nuoue merauiglie il bel foggiorno,
'La natural belle'qa , ‘
Che’il Lauro, е’l Mirto hauea I'Jbete, е’! F‘S8in
Е’l bel verdefeluaggio "
Е’! bel verde fiorito, altra „дьещ,
(be piu, e piú s'apprezza
‚Агентa, е con .Amor piu dolce ride,
(be in mille ordin, nuou’ordin la Щиты .
‚\ . .. t".
DI Pn'A-ronmo ‘7 sn
Di tuo nido [i vago
ат щит mia, "ат te’n vola
.A l’altrefuore tue, non Шарм

"Vaghezza (Mortar
P O s с x A che il Signor noßro
‚ .A 'voi prepara, o Mufe vn fi bel то,
Cui pari altro io non veggie,
Del [uo alto de/io, del nido volira,
Cantiamoor gemme,od’oflro
Cerchi,e pregi altri pur,noi cantiam'oggi
Del Regal Рим-сыне i' facripoggi. ’

Tu ch’d gli egri mortali


Tutto pien di там, e grato rendi
L’aurata Lira'or prendi
Da'l’armonie chiarifßme, eimmortali,
E nuoue piume, e ali
‘veflimào’y‘vagm eterno, edolce [Щи
M‘infègna,eCigno fammi alto, e gentile. .
Tra due picciole valli
Tre’aiaghe collinette on guardofcuopru
Con mille ingegni , Ú oрт)
une piante, erbe, efior vermigli, egialli
Ondeggianti ‚га/14112
„мм, Selue, Giardin, Varchi, e 'Palagi,
D'virte, е 'Natura alte belleqç, Ú' agi.

.Qui d’ogni in torno e’l Cielo


Sempre lieto, e fereno, el’ombre е l’Ore
Sempre [parano .Amaru
Fugando ogniadro, e ‚штoр velo ,
'Ogni rigido gelo .
Ё per propria natura, e perch’eletto
Ha Лев abile деда l’alto Architetto.
" . Bb z. Ре
1n. VAcnlzzx’lx'!
Taflorellc, e‘Pa/ìori 'ц 11
Per le belle campagne ‚ е verdi prati д
‘Pafcon еlor
Securi, viagreggi amati
cantando i dolci amori

Trecciano herbette , e Бoй


Е talihan pomi, e mel, latte, e fugiadt,
Che non мы“? la piu amica сады.
\
Quila Lepre[Ящик ’ ” ’‚ ‚ г, ‚ (т
2:14 Ccruertaincrmealbofco, alrla ‚ l
‘Come levende/io ‚ . .„ =‚ w
Sm vafenia.temer fera predace ‚ ..'‚
Solo qúí non han pace , . ‚. c ‚ ‚
Ma contendan gli augelli intra le fronde
Cor; le dolci aкта’! memory ‚dell'onde`
vmofèNin/è’fviuf’' ‘- " их“ ' ILHN‚

E (‚шут fam!‚ mai leggíadri/[ainì y "д


Cangmte in lauri., е’п mini ‚ x
¿erprimefqrgne, e'in viti, c’n blanchi vliüe
Stampan le belle riue
Q’ombre grazi, e ßauße dolce, eßhiua
pi.ciò mormora,e ride vu cbiaro riuo .
DaglìIEli/ìj , о се1еНё r'' {.f ‚
` ,Campi,quipiofuolereîrcoln'áddußì; . . . ` ‚
ТегсЬЦ’еЯ già стиле ì
De l’S/llleridi gli orti ‚Май quelli, ..\ ¢
é' chc ро]; direfŕi 3
rDa lefatiche, е dal ‘viaggio flanco
.Appoggiato a la едим, е _Rapra il fianco. ‚
In :ì bello, egioîoß , '. \
a: ricco prato in mq@ a tante, :tante
Schiere сайт д c fante ’
ЫoЩo remue Dio cal’hor ripojo 1
Cerca di дoрaми/Ь ‚
1псапo ; egli augelleni , ` e Рога, e i Mmí
Lo prega», e lußngan , cbefempre mi .
.L k д .4114i
Dx PnA'roLl'Nò’ l,
:A lui di rggîrargioum ` ` I. ‘. .‚. ц
г con la villa дедojё‘, 29" vaga
Di ßl mirar s’appaga \
L’arteauansggr/ì, e la natura артист ‚
L’vna [empre rinuoua
Le Ли: Ьеде’це, e l’altm , e quelle wijk,
г delle ‘unite poi mill’altre ordíjèe .

Hof
“Cantargli
perbofchetti,e
àugeüí, pmi
bor dolcemente
' ' ' afcolm
Идут l’aurma jì'iolm
’ Е con le frondi, e coi rufeelli amati
Mormon?" dolci, e grati
Far di [de libertà , difue nghe'gç ‚
‚ ВЦйеЛФадЬеусйДоИ ‘Мест.’ .g

.Aprire a l'acqueil corß s '' '` ’ ' x5.


‘> “Miŕä tra Eber’be, 'efìor con row mame
Dalvillanel „ы narra ’ Á ’
Cantando üfoco, che nel corgli e’ :corfu ;
. . ‚ 'Ne altro haue ßccorß ' Q ì
4' ‚ъ ЭСийрап bor che f’nceordi , bor gli rifjzonda
Заяц щит prq Axura {oфисы l’oada .

Mira hor la 'Paßorella'r ‚ Y '\ ‘. w ’. 'а


‘Ш rbggiaäojì fior; di violette’ . ›
Trecciarfì ghirlandett'e ' ’
йёзайедйат con la ßagion пенсии’,
Che pur la Rojä anch’ella, ‚'
E’l Lìguñroß Гaити: ha nel bel ‘На,
.i Shellelabbíaf, enel [ю dolce т, .u

In Нa l’herbette nuove ’ ' 5L


Zefiro,` efarfe il Sol lei traßullando
Fa [eender mormoranclo ` ’
f' ‘ 'L’ombre da rami, e quelle in terra muoue ,`
Еt hor ßpra le pioue ‚
. 1‘ Millefiar, ¿be giàfur degli „Ведет,
г di гoтика, e d`0r wgbi capelli .
;..;. . ‚ come
Н VAG'nazis"
Corneal nafèenre Sole)
,Quinci ouìdppar'e il ‚mio Sig'nor dini“
Пятoгo/Ь augellino ‚ д’
см 'virgin dolci laiji lagna, e duole
E i fiori, e le viole)
’ '‚ Volgen lefrondi alßio bel lume, e ‘Лис
Tornan l'almefìorite erboß: riuc) .

‘Pallido il bel Giacinto


г Spiega il ’ feno', e la Кoдz il дo vermiglio
Ride il candido Giglio ч.‘ ....
Радий Mini, ei Ligujiribaßrfe vinta;
Ogni arboßrel dipinto
Si moflra oltre ogniflile, е‘l fòlco'e’l prato
пешиеl bel „марш celelle Omo \
‘Umil le cime atterra ' ‚ v ‚
‘./zlfco Sire inrbinando , е1’г`1сс‚'е шт
' г quel digemme, e d’bfuro r‚
' Lucido aтм nido, e quella terra ,
Ch’ on [i bel cerchio ferm
Tar ch'abbracci il filo деда, e muoua, e
D’vn immenß gioir [èn/ì e fo Я’! . 1'.

Ei dl tanta дa gloria
Gipiße, а' come aппетит/Э 'PadrU
Di cofe/i „души `
\ Тaсе, eracendo [i pur vanta, e gloria;
'Ne dolce è la memoria ‚
мы’: de la dolce, e дым ivi/la \
Cb’aggiuma col deßo dolosi@ “Чай/14,
Deb chi pur [сие auretta : ' ' ‘А
О ponio@ almo giardino, e caro
Del tuo jerfn рш chiaro Ё
L '. fbi pianta, o riuoßfìor, cbifi'efca erbette,
О, cbi pur femplicetta
Рейа deltuo bel verde от fizmmi, ond’io
'Pari al d.eßr ßa grata al Signormio. z
'Vattene
r
Dx PRA-foune 15
Vattene, o min щьеш '
Dinanzi al nojiro Кекс, à lui n’incbimt
Come à cojà cbiarijßma Щит .

ц u'.
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в Р 1 т„А L А M I o
Nelle nozze dcllaill'lufirifsima
Signora Perrcgrina Cappello ," '
Е: dello llluf’crifsimo Sig. Conte
Vlilfe Bentiuogli.
Campolla per :l5 Rqßâello Gua/feront',
Alla Scrcnîüima Signora BIANCA Cappello.
ч I A cade il Sol dal CМoд/Ее dall’onde
.A la terra courir la notte ombroß ,
Delloflellato jito celefle manto
‚Адепт ,‚ onde la cara, e dolce quiete
Yah-lol Il Mondo ingombra di /ilentio intorno :
Omai tempo n’ê benщи Imeneo ,
Sagro Imeneo deh vien, che poni, e chiudi
.Alßdo amanteßao la [Рoд in braccio ,'
Viennegrato lmeneo lafciane omai '
Il puro aerfereno, e le dolce aure ,
I bei‘ lucidi riui, i verdi prati ,
L’ombrejoaui, e dolci, egli orti/lutti
DefeImpremai fioriti ombrofi poggi;
'Uien de дитя” le tempie intorno '
Intorno аиoда ‚ e’l dcfiato velo ° ‚
Dalle rvergini prendi , e quinci lieto,
г quindlmuoui del belßcco adorno
Il tuo candido pie , che neue alcanza ;
Vieni Imeneo, el’odorata flics
accendi, e volgi, e vibra, e тo aduci
Tacegioia, dolceqr‘a, egioco, efella,
‘vertan тo le Mufe, eforje .Apoüo ,
Venne èlunga (щит Ciprigna , e’ljîglio ‚
.Quelfortnnato , ejì felice tempo ,
.Quel [i felice tempo hoggi {ё pur giunto ,
Cbî’l bello ,il chiaro «шт in fen pur deue
Non
EPt'rALAMro.' t7
Non altrimenti accor la bella, e calla
‘Perregrina gentil del alma noflra
Cbiariljim’vilba , e cara ìlluílre prole),
Che gia vedeßeßirtunato in Ida
Il Troiano 'Pajior Venere bella . ‘
Cofi mille diceangiocondi, e lieti
Leggiadri amanti, e giouinette donne)
Con vari mouirnentii ‚шт in giro
Volgendo al fuon delle arnorofe notu ,
Le quai pertl’aere intorno ‘vn picciol vente
.9o/pingen do portòfìn ßura all’alto
Del gran Duce Tofcan giardino amato,
Бес cello Рим-сын, di cui pur dianzi
‘Palla il Тoрo gentil le bel1e:, e nupuu
Merauiglie cantòcon terfo , e raro
Е dolce tuon /òpra l'aurata cetra
‚Talclte tutti ßupir l`alme piu chiare :
Laßù dopo vn amaro, e lungo eßglio
Le’rnpouerite, efconßlate Mufe
. Han dolce nido ritrouato, e poja
Soura quante hebber mai pregiata, e cara:
Onde ben tutte vdir perle belle ombre)
\ Mormorando venire ingrembo „шт
.Qns fefteggianti, e деда/5 accenti.
c -‘ .' .Allora Eurania
Cbe in alto , la celejle
[Магии ombro/oNinfa,
feggio,
Del Cielo a contemplare il lume е’l corfò
Co/i fentendo defiare ilfiglio,
Viflo per entro al nubiloß Fato
‚ г quanti illu/lri, (у immortali eroi
Di tal congiungnimcnto vfcir deueno;
Sel mifed ricercat ne gl’ampi colli
‚ ‘Per foura .Arno condurlo; onde volando
г .Quelle voci venian, tronollo al fine;
’ Giacer tra nuoue erbette il cui be! 'verde
Di mille era dipinto aurati fiori,
' „я cui tutti ßcean’ le Querce, e Lauri
I -'Platani, e glÄ/lbeti, e Mirti, e Faggi
Trecciando i rami lor per tor che ‘l Sole.)
'Non li „тает ardendo a me@ giorno
Cc Sopra
2.8` Epu- A'L.Antto."
`Yopra le cui/iondofe altere маты’
ТеДеaп l’Edre le Viti ampia gbirlanda.
' Iui Imenco con ßttil canne, e cera` ’
Soaui ordina, е femplicette auene ,
Ter donare a pa/lor, cbe’n dolci rimc)
Si traeßer dal corl’antiche fiammcJ,
Che troppo cre/ie vn ben celato foco .
Ma nel primo apparir della celeŕic) .
‚ Suagenetrice, e riueren'rxa, e tema
ß.
\ ‚ Si’l cor li vin/e, еде di man li „мы!
Tra l’erbe e i ßorl’humil {ampogna Ли!"
Tutto дрaм di color di rofç)
Ture il debito vinfe la Ivergogna
‹ Е l'ardireil timore, e’n pic’ ‘МЛ/‘и,
E quindi fe le fc’ due рaй incontra;
‚А cui dißè la madre Ivnico ßglio
.Deh гриле opere humil lafciane omai.
Е la dellÄ/trno in[й la deßra [panda
Vanne vanne fìgliol, М ti chiama; к
Non odi quante voci, eletta Jquadra ,°
.Armi coppiagentil diБай amanti. -
" irvergine regal delferne nacque ‘
‘.. Di bene auuenturata illafire prole;
Е di поди fbiarigïma nouella
.alba per cui oeggiamo, e luce, e giorno
,Onde
Dopo е’!
tante
pregio
adreßuran
notti acerbe
дедa Regina,
, e dure;
'‚

(he alli/adria impone, efi ben regge ilfieno


L’altero amante рoмеl fang'ue 'v/cio
(be di Fel/ina ricca, e Лады, е bella
fGia prefe, e rtje ilfortunato impero .
Et ambo a punto horFin'nel 'vagbo дум/Щ
f' De piu begl’anni, e cari, ambo hanno il crine;
.durato, е cre/po, (9‘ han negl’occbi vn lumU
.al cui roiuo calor tempra, (9‘ accende.;
Le file quadrella, e le fueface итoк);
Sembra il candido volto e/jèr dipinto
D’vn dolce, e gratioß, e vino fòcof
Le belle humide labbia e delicato
Con l’altre vage lor teneretnernbra
. J Noт’
lìruriufaino."'’ *9
l ’ Notrifcano il piacer cibano ,Amoru
Cb'iui fue [piega gratio/èinfegnu
La dunque a lor ten vola, e lor congiungi
Coп li tuoi fanti indi/ßlubil nodi ,
. Tero ch’empier non ß] den loro i cori
Lcgittime d’„4mor dolceìle e/lremU;
Ma per cio in terra ‘Яхт-пл waagt
La verde et.a` del giouinetto mondo
` Che хит di 'virtù ßzmpre дoт;
E fe lecito Мг aprire il cbiuß
Del cielo ordine eterno io direi cof@ ,
(he per lor den ":venir ch’l Cielo Íleßò,
Che di tutto e‘cagionjò che n‘haurebbu
Gioia, e diletto, e merauiglia in/iemU.
‘ .alle cui parole al@ la Home.)
Ilgiocondo темo, е lieto díßc),
Con hurnil voce alla celeŕïe Мaты .
Sagra Шла talbor deh non ti fpiaccia,
ClJ’io quelli fegua giouenili fludi;
Io da te l’imparai, е perciò cari
Mi ßn ned’io per loro vn giorno indietro
De miei Hringer la/ciai fòaui nodi;
ад oltrea l’vßzto, e tardo, е lento
. Cb’io troppo [lato su hoggi tifembra, ‘
Mia la colpa non è che jìiole .Amoru
Suol la Ciprigna Dea la Dea Giunonu
ат; col carro fno leuarmi a -nolo,
E rado altro che lor fegue meßizggio.
Hor tu madre honorata a che ti prendi
Nouellamente non шт cura д
‘ Et ella a lui con dolci note, e chiare)
. .. ‚," СМ co i „шаг [bo/i vn luflro intero
Han dimorato ogn’hor la madre; e’l ßglio
Chel’ldalio [тoмo/o, е i Gholghi ajj'rena
á’ tal prouan мат a [lar/i intorno
.A quelle dolce ardenti alme leggiadru
. Ch’ogn'altra cura lor cinta è d’.‚oblio
Et boggi s’io non /oßeindarno dimora);
Sua bellan’ordiria mirabil tela . '
Ma cbe neggio врут: г la bella [pola
ç; 'I " " C c z. Del
EnrrALAMtoÃ
Del gran padre del Ciel [или Giunone,
Ben l.: conofco a quei pompo/i augelli ,
Dentro alle cui cele/li auratepiumc.)
I mal chiuß occhi ßtoi apre ancor Argo;
@el che da lungi dice attento afcolta .
O dolce., e caro, e defìato Numa.;
Hor ßura ques‘io mio »volante carro .
Prendi per gir cold дoке n’attendU
Si lungo tempo ,amor oolandoil corfo;
Che l'alto ßwjò mio d’inclitagentc)
.Quefio oole adornar terre/ire Mondo
E gia je le prepara, e fcettri, е regni.
Mentre co/ì dicea, ecco quel puro
Del cielo occhio lucente il biondo ./Ippollo
Con le jìte доме fuore, e quefle, e quelle',
Dopo grate accoglimze entro ‚рт raggi
Come ei potea ben far chin/i е celati
Conduße nel beato e ricco feno
Del antica, e felice alma Fiorenza
Ne [i mo/irar fe non nel alta reggia
De chiarißmi fpo 15d gl’occhi puri
Delle vergini jante, e de piu fidi
г piu leali amanti; i quai con Как)
Е chiare ŕvoci incominciar cantando i
fccone ecco l’altilßma Regina ,
Degl’Huomini Regina, e delli Dei ‚ \.
Е feco ecco Imeneo benfì сoлoда ‚
./tl ventilar del amoroßz facu
Febo lunge non едите il jiiono
Chefar /iiglion li firali, e la /aretra ‚
Tercotendoji infierno, o ßura il Лотo,
Mentrea volo ilgran Dio per l’aerejlendu д
Hor tempo è di мы 1е menfe e’n contra
.Alle celeflifchiere andar cantando ,
Ecco il dolce Imeneo, Imeneo junto,
Ecco iljanto Imeneo, Imeneo grato.
'Uoi, chegufiate, o di gufiare jpemU
Hauete fue dolcijßme dolcelQU д
`Атo”о[е carole itc menando ’
Cantate dolci' тег-Л, ad Imenco .
Tanto
1"

EPITALAM'IO; c2!
Tanto gradifce la carola, el вата'
„Quanto alimpari jice cerate cannU
Dare il fiato talhor diletta a 'Рaпы.
.Anali mentre chÄ/tmore,e lim.1,e tempra
Suoi flrali, o' Imeneo accorda, c fuona
Efòaui Organetti, е dolci LirU ,
Cantando al dolce ßton cele/li rimcJ.
Mentre co/ì diceano i lieti cori
De piu felici„e piu beati amanti,
La bellißima Dea , che Cipro honora
£’l pargoletto дo, 'theicor dt/lruggc.)
Che per man ß tenean la coppia illu/itu
Dei nuoui фoр a quei leggiadri /pirti
Che dal cielo ßendeau /ifero incontro;
г gli inuitaro, egli guidartra loro
г 11 amanti a feder; quinci Imeneo
Volto alla [рода incominciò dicendo. '
Gratiofa regal rverginebeüct,
I cui chiari, (o altißimi parenti
Dt glorioßt Битz empiano il mondo,
Ma tutto ‘шaпку il 'vo/iro alto valora).
Siaui caro hor d’rvnirui albello, al rcago
.Al chiaro Vlißè, 'vltlè inuitto, efaggio
Et alto /i che pur tutt’altri adegua '
Sagri 'Principiillußri e di gran pregio
Ben caro ejfer rui deeper mille, e millU
.Altre dicon degnißime cagt'oni
Che per quella vna jola oh quanto il ŕvale); .
âglifoura dife ‘и’aрруе‘ккa, Ú' ama;
Maforfe, ch’el dirmio qninci e‘jòuerchio.
Che qual tenero fìorquando la terra
.Apre le labbia per laШинa fete
(h’al maggior di leporge ardendo il Sole.
Che [17eme ha fol nella notturna pioggia
O nelle mattutina alrne ruggiadcJ
Che dejiando, ó" a/pettando inuano
мимo Ёлкa onore a terra inchina
Ne lo ponno aitar l’aurejbaui
Di идёт giocondo, o l’ombra grata,
[be [tender fuol delli inteß'uti rami d
Т
1l E o t 'r'A'fA MIo.'
Talgiouinetta vaga in meïl'o il co УС)
Sinatrifce d’./tmor tacito foco
'Ne altro refrigerio attende, o /pera
Che por/ì in braccio a de/ìato amante.)
Eji‘ ciò non hauien la Ли bellevÃa
Dalle guance cader mifera vedi)
щ 1е дыму.дует, е le lufingbU
De vecchi genitor ne le ghirlanded
Hor digemme hor di fior ne ricchi шт!
ТеШт, e pinti da'nuentrice mano;
Ma dellamante jbl chiede, e joßJira
I dolci, е cari abbracciamenti, ebaci.
Efe non fora il miofoccorfò, a Morte.)
Toŕio git-fen vedria, ond’io men vegno
„t conßlare il taciturno cor@
Che[Ы pere celando il fito de/io .
Come leggiadro fiore in bel mattino
La "ver lïapril tra le fuefi‘ondißilende,
E dello /pendorjuo altero forge);
Terò cbe’l Sole a lïalba il Giorno l'aure
wLa ruggiada la notte il notre, e molcu
Cofì donna gentile in grembo nuda
.al ищo/‚110161140 фтoра/1119141)
Che di lui ßno a lei gli [guardi il Sole.)
Ißßiir l’aure, e le rugiade il dolcU
к Licor ch’efcedal core ei molli baci
Di che fera, e mattín beata viuU. ‚
Magia crefce la fMotte il tempo fugge)
'Prenderlo mi conuien per /ar beato
Di voi loдoр, e voi di lui )"elicU;
‚r Che gia comefu l’alba .Ape nouella д
Sen vafuggendo ißori, e poi nel nido
‘и. Del cibo mattutin dißilla il mel@
(‘o/11101 dalli fguardi, e le paroi@
Е dalli atti aтoм/1 bauete accolto
Il cibo onde ß trae alta dolceìçz: .
.A ‘xroidbdmor leggiadro, е pronto duce
Gia non dirò di quanto, е quale ardire)
Cinger 'ui fi conuicn la mano,`e ’l corcJ
Perche ßzpete omai per lunga proua ;

Non
Еп’г A`LAM10." *5
‘Non /i de credertal belle'rga indarno ,~
Come vergine amante horji difende) ,
Horcon le fue repulje acconfenti/ic)
E dar[empre oorria quel che piu niega.'
Già joura il letto geniale un nembo
Tione di rofe, е fori, е 41 viol@
Е millegrati odori Indi ,l e Sabei
Tiouonli intorno, intorno ardonli millU
Lucenti faci, e dolci fuoni, ecanti
Fan rißmargl’eccel/i aurati tetti
Indizj chiari d’./1morofa guerra .
Or -iria amati ‚фа/1 10 vi pur guido
Gite alle dolci defiate piume.)
Coli dicendo dall’amato grembo
Della ma dre rapì la vaga #roja
t' „ 'Che di ciò; ma tacendo baue de/io
Et al’ardentc [po/b ignuda in braccio
Con immen/ò piacer tra/pole, e Иди/‘ы
É ’l caflo cinto dal bel feno fciolfU.
Dato il »vel gid l’hauea l’alma GiunoneJ
Di [ita caßella allhor traf/è Сiprigna
84144 catena di cele/li rol@
' Con la quale alli amanti i дaты cinfç)
Onde lor gioia eterna il cor circonda;
le
Dalle faretre i pargoletti arcieri
Gioco, gioia ‘nerfar pace, e diletto ,
Сh’lgiorno confumati hauean li firali.'
К. Quinci х” dir cantar le Tofche MufU,
Е con lor mi cred’io ilbiondo .A ollo ,‘
Ma ben certo nol sò ch’a gli occ t' miei
Мифы/1 chiufe entra al fito Шты
Già fidi amanti horfìdi, e cari [po/i
.' Godete il fior della piu freßta etadu
Suggendoui le labbia, e mille baci ‚
" 0r dando, or riceuendo, or con le braccia,
. é' coßanchi illringetei corpi, el’allna
.a l’alma amata dolcemente fvnited
Fin chejllo dolce „мoшет 4е11’4г4еш1‚
Е de/ianti vene, emuoua, e inga
fon dplcißimi ‚ lai, e торф 1
° ' Dolci
‚2.4. Evi'rAxÍAuïo.
Dolci interrotti dall’immenß gioia .
Orditei dolci fitti erranti Stellv. .
Sempre ‘4144 con voigioia, e diletto
Godete lieta voi di tanto [poß
е voi /pofogentil di tal conßrttu
.A cui ‘тоне Imeneo non cinfe eguali
E v incan d'ambedue gl’anni felici
\. Di Кеды’: faggia la fi lunga ешь);
.Anzi la morte al fuo noioß varco
Voflra non guidi mai tranquilla vita;
'Ne ’l letto d'altro mai 1/1 /ia cagione
Se non di pace, e d’amorojaguerra.,¿~o ‚
Ordite i dolci fati erranti Stellcjs“ l'
IMafcer prole di voivedraß ancora,
Che nonßlo di gratia, e di belleza@
Fia [enza par; ma tenga in dubbio il mondo
Oue di piu valor, ne fembri ogn’hora
O ne glo@ col fenno; o con lamano
Intra perigli e tra ’l romor de l’arrni.
Ordite i dolci fati erranti [iellU .
Vedra la bella Italia icari ßgli.
Crefcer l’antico impero, e lejue glorie
Tornar piu che mai belle; o defìata
0felice ßagione ajj‘i‘etta il cor/o
Si chegia nati ancor poßàn mirallat'
Orditei: dolci fati .erranti fiel/U .
Coß di/[èr le Diue, e nel bel colle) ›
. Del vago Pa A1- ошч tra le dolc’ombrc.)
.alli fiudi immortai Вт ritorno
Tornò Giunonea rirnirar lo [poßt
Che l’empia Gcloßa gia tutto ilfeno
Di gelato licor colmo le hauea
Febo al bel carro fuo tornò che l’alba
‚ 614 l’inuitaua a rimenarne il giorno;
Q Con li /pofì rejiar d’.amorgran tempo
La bella Madre e’l pargoletto Figlio ‚
. 1L c1 N в. ‚ _
74 Firenze appreßii Giunti. 1579.
Con licenza de' Superiori. '
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