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15 giugno 2012

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Principi della fonia pt.1

IL VINCITORE DEL CONTEST E' TURBOPAGE!!


La votazione e' stata un vero testa a testa, tra tutti i primi 5, a dire la verità. Ma alla fine l'ha spuntata il nostro nuovo collaboratore
Turbopage!!

Devo dire che e' una vittoria meritata, e sarà un piacere avere la sua musica come sigla delle prossime iniziative HSI

Grazie a tutti per la partecipazione, stay tuned per il prossimo contest!!.

Jumpingflash.

ps: andate QUI per vedere i risultati!


zoro lunedì, 14 febbraio 2011, 21:17
Principi della fonia pt.1

CATENA SONORA E CARATTERISTICHE DEL SUONO

Con catena sonora si intende quel ciclo composto da una sorgente sonora, un mezzo di trasmissione e un ascoltatore.

Con sorgente sonora si intende un corpo rigido elastico che vibra in quanto sollecitato, e vibrando genera delle onde di
pressione che si propagano nel mezzo di trasmissione (per esempio l'aria) dando luogo a zone di compressione e rarefazione
(in quanto l'aria è un mezzo elastico), che infine raggiungono un ascoltatore (membrana sensibile che riceve le vibrazioni che
vengono poi interpretate dal cervelli).
Queste onde infinitesimali generano sia suoni armonici che inarmonici.
La differenza tra armonici e inarmonici risiede nel fatto che i primi possono essere ricondotti ad un altezza/nota definita, in
quanto scaturiscono da onde di pressione periodiche, e quindi da vibrazioni periodiche.

Viene definito ciclo quella porzione d'onda che descrive valori sempre diversi, ed è dato dalla fase ascendente (compressione) e
dalla fase discendente (rarefazione).
La porzione di forma d'onda si ripete costantemente nel tempo, e la durata di un ciclo viene detta periodo (T).
Il numero di cicli ogni secondo si chiama frequenza (f). e si misura in Hertz (hz), e determina l'altezza di un suono: più il suo
valore è alto più il suono è acuto, più è basso più il suono è grave.

Con velocità del suono si intende invece la velocità con cui un suono si propaga in una determinata sostanza, ed è una
caratteristica del mezzo di trasmissione.
Questa caratteristica è indipendente dalla frequenza, mentre invece è soggetta a variazioni a seconda della pressione e
dell'umidità in cui il suono si propaga. Nell'aria la velocità del suono è la seguente Vs = 330 + 0,5 t (m/s) in cui t corrisponde
alla temperatura (nell'aria di 20°).
Infine la lunghezza d'onda è la distanza tra due punti ripetitivi di una forma d'onda, ed è inversamente proporzionale alla
frequenza. Si calcola in questo modo λ = Vs / f (m). Per attenuare frequenze di un onda di pressione necessito di ostacoli con
dimensioni paragonabili alla lunghezza d'onda di tali onde.

Le caratteristiche di un suono oggettive, e quindi misurabili, sono ampiezza, frequenza e spettro, e corrispondono, in base alla
nostra percezione a volume (intensità sonora), altezza (tono) e timbro (tipo di suono).

zoro lunedì, 14 febbraio 2011, 21:48

CATENA SONORA ELETTRONICA pt.1

1 di 6 15/06/2012 22:10
Principi della fonia pt.1 - Tutorial e Video Tutorial - Homestudioitalia... http://www.homestudioitalia.com/forum/tutorial-e-video-tutorial/8584...

SI ottiene una catena sonora elettronica quando vengono introdotti in una catena sonora dispositivi in grado di captare,
elaborare e diffondere l'onda sonora.
Riassumendo, le tappe che il suono percorre sono fonte sonora, trasduttore, mixer e outboard (tutti quei macchinari che
circondano il mixer), per poi arrivare alla diffusione, oppure alla registrazione, e infine all'ascoltatore.
Il trasduttore è un dispositivo che trasduce (trasforma) un fenomeno in un altro.
Il microfono dinamico è il trasduttore per eccellenza in quanto trasforma un fenomeno acustico in elettrico. E' un dispositivo
passivo (non necessita di alimentazione) il cui cuore è la capsula, a sua volta composta da tre elementi: membrana, bobina e
magnete.
La membrana è la parte sensibile che simula il timpano, e trasmette la vibrazione che riceve alla bobina, che a sua volta vibra
attorno al magnete modificandone il campo magnetico e creando quindi una tensione elettrica (in quanto movimento +
magnetismo = elettricità)
Il pick up è un altro tipo di trasduttore, sempre passivo e tipico delle chitarre. La parte metallica visibile altro non è che la
sommità del magnete, che è attaccato alla bobina. Quando la corda vibra modifica il campo magnetico.
Entrambi questi trasduttori generano un segnale microfonico in quanto dispositivi passivi.

zoro lunedì, 14 febbraio 2011, 21:49

TIPI DI SEGNALE ANALOGICO

1. MICROFONICO (0 < V < 0.075) : Generato da dispositivi passivi, è un segnale molto debole, dell'ordine di grandezza dei
millivolt (unità di misura elettrica)
2. DI LINEA (0,075 < V < 24,5): Generato da dispositivi attivi, che necessitano di un alimentazione, è un segnale più forte
rispetto al microfonico, dell'ordine dei volt.
3. DI POTENZA (24,5 < V < 100): Scaturisce da amplificatori detti di potenza. Il segnale di linea non ha la forza necessaria
per alimentare il diffusore, quindi ho bisogno di un dispositivo che trasformi il segnale di linea in potenza (amplificatore di
potenza o finale di potenza). Questo segnale è caratterizzato da un voltaggio superiore, e porta con se una grande quantità di
corrente (flusso di elettroni). L'amplificatore dunque alza gli ampere necessari per il diffusore.

Questi tre tipi di segnale possono essere a loro volta divisi in due tipologie, bilanciato o sbilanciato.

1. IL SEGNALE SBILANCIATO: è il più semplice in quanto viaggia su due poli, ovvero massa (negativo) e positivo. Il tipo
di cavo che trasporta questo segnale è un cavo schermato coassiale a due poli, costituito da una polo centrale positivo,
ricoperto da una guaina di gomma, a sua volta rivestita di una garza/schermo/calza che porta il segnale negativo. Il tutto è
rivestito da una guaina di gomma. Si dice coassiale perchè il polo positivo e quello negativo giacciono sullo stesso asse. Tutti i
segnali provenienti dalle sorgenti nascono sbilanciati e tutti i dispositivi audio (attivi e passivi) al loro interno lavorano segnali
sbilanciati. E' utilizzato in quanto la schermatura dei dispositivi audio in metallo impedisce alle interferenze di entrare. I disturbi
e le interferenze possono essere di due tipi: elettromagnetici (dovuti al magnetismo) ed elettrostatici (dovuti all'elettricità).
Quando il disturbo entra nel cavo diventa ascoltabile in audio. I disturbi agiscono sui vari tipi di segnali nel seguente modo:
· Il segnale microfonico ha una forte tendenza a raccattare i disturbi, in quanto l'interferenza è dell'ordine dei millivolt e risulta
quindi molto percettibile rispetto ad un segnale microfonico portato in amplificazione.
· Il segnale di linea è talmente alto (dell'ordine dei volt) che non risente di interferenze esterne (dell'ordine dei millivolt).
· Il segnale di potenza non risente del disturbo in quanto è troppo alto rispetto al disturbo stesso.
Il rapporto tra segnale e disturbo viene definito rapporto segnale-rumore, e più il risultato è alto, più il segnale sarà pulito.

2. IL SEGNALE BILANCIATO: Proviene dal trasformatore di bilanciamento, che trasforma il segnale bilanciato a due poli in
ingresso in un segnale in uscita a tre poli. Le tappe fondamentali del processo di bilanciamento sono le seguenti:
· Il segnale sbilanciato originale entra nel trasformatore di bilanciamento.
· Dal trasformatore di bilanciamento escono due segnali con ampiezze dimezzate: la fase (che segue l'andamento del segnale
originale) e la controfase 180° (che riporta il segnale opposto al segnale di fase).
· Fase e controfase viaggiano sul cavo prendendo anche in questo caso i disturbi dell'ambiente (elettromagnetici ed
elettrostatici). Il disturbo è di un entità che prescinde dal segnale, quindi si aggancia su entrambi i segnali con lo stesso segno
(positivo o negativo)
· Questi segnali entrano nel mixer, dove il trasformatore di sbilanciamento risbilancia il segnale. Il trasformatore di
sbilanciamento somma il segnale in fase con l'inverso di quello in controfase (che coincide con quello di fase in tutto, tranne
che nel disturbo), ricostruendo in questo modo il segnale originale privo di disturbi.

Non tutti gli strumenti nascono bilanciati, quindi viene utilizzato un dispositivo esterno in grado di bilanciare tutti i dispositivi
audio dotati di uscite sbilanciate, la Direct Insection Box (D.I. Box).
Le D.I. Box si dividono in attive (alimentate da batteria dal mixer, offrono una leggera preamplificazione del segnale) e passive
(scatole di erro contenenti un trasformatore di bilanciamento). Queste ultime sono consigliate per segnali di linea in quanto
sfruttano il voltaggio del segnale senza che questi ne risentono. Hanno inoltre un costo inferiore rispetto alle attive.
Le D.I Box devono essere poste il poi vicino possibile alle sorgenti.

2 di 6 15/06/2012 22:10
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Nei dispositivi audio attivi il trasformatore è stato sostituito da circuiti elettronici integrati che svolgono lo stesso compito ma
sono più economici, leggeri, e meno ingombranti, mentre nei microfoni continua ad essere presente in quanto questi ultimi sono
dispositivi passivi e non necessitano di alimentazione.

Il cavo che porta segnali bilanciati è simile a quello che porta segnali sbilanciati, ma è dotato di due poli centrali (positivo e
negativo) circondati da una garza che porta la massa, a sua volta rivestita da una guaina di gomma.
Il cavo che trasporta invece segnali di potenza porta un segnale sbilanciato, e non c'è bisogno di schermare perchè l'interferenza
è debole rispetto al segnale. Non è coassiale e contiene un gran numero di fili di rame, n quanto deve condurre molta elettricità.
Vengono classificati in base alla misura della sezione, ovvero dalla superficie della circonferenza, che può essere di 2,5
millimetri quadrati, o di quattro millimetri quadrati (dai 600 w in su). Nel live questo cavo viene inguainato.

zoro lunedì, 14 febbraio 2011, 21:52

TIPI DI CONNETTORE

Per introdurre i vari tipi di connettore bisogna chiarire innanzitutto il concetto di stereofonia. Si parla di stereofonia quando ho
due segnali distinti sia fisicamente (viaggiano su due cavi diversi) sia a livello di contenuto (i due segnali devono portare
informazioni diverse, quindi si ha un canale destro e uno sinistro). Se il segnale portato a left è identico a quello che passa a
right non si parla di stereofonia.
Bisogna inoltre chiarire che connettore, segnale, e cavo, sono tre cose ben distinte, di conseguenza non è il segnale che fa il
connettore, come non lo è il cavo (non si può definire un cavo cannon, perchè cannon è il nome del connettore, e non del cavo).

1. CANNON (XLR): E' il più utilizzato sia in live che in studio, è un tre poli, ed ogni polo è numerato. Si divide in maschio e
femmina a seconda dei pin, e per convenzione nei segnali microfonici e di linea il maschio porta il segnale e la femmina lo
riceve, diversamente che nei segnali di potenza e di alimentazione, in quanto sarebbe pericoloso avere i pin scoperti. Porta
segnale microfonico e di linea, non di potenza. Vantaggi: 1) è robusto, in metallo e non si deforma 2) il contatto elettrico è
totale (i pin maschi sono avvolti in tutta la superficie dalla femmina) 3) è fatto di nichel, inossidabile 4) si può prolungare in
quanto i connettori sono maschio e femmina. Svantaggi: 1) essendoci maschio e femmina devo dare un verso al segnale, e di
conseguenza stare attento a come stendere il cavo nei live 2) è difficile da collegare in posizioni scomode a causa della tacca
d'aggancio. Sfregando i connettori rischio di rovinarli. 3) Ha un costo elevato.

2. JACK 2 POLI (TS): Detto volgarmente "mono", porta un segnale microfonico e di linea, non di potenza (eccezion fatta per
quello che collega la testata dell'amplificatore alla cassa dello stesso, ma in questo caso anche il cavo è di potenza). E' costituito
da due parti metalliche, sleeve (massa) e tip (positivo) separate da un cilindro isolante. Vantaggi: 1) costo ridotto 2) senza
tacca si può facilmente infilare anche in posizioni scomode 3) essendo maschio/maschio non ho problemi di verso. Svantaggi:
1) è meccanicamente debole e si rompe facilmente 2) facile da connettere, ma altrettanto semplice da scollegare per sbaglio 3)
fa contatto in un solo punto (molla) che quindi tende a rovinarsi. E' fatto di ottone cromato e quando la cromatura si consuma
l'ottone si ossida. 4) la molla interna alla cavità in cui viene inserito il jack si rovina col tempo.

3. JACK 3 POLI (TRS): Detto volgarmente "stereo" può portare un segnale mono bilanciato oppure un segnale sbilanciato
presumibilmente stereo. E' il jack tipico delle cuffie, in cui avrei quattro poli (due positivi e due negativi) ma unendo i positivi
ne ottengo tre. E' composto da tre parti metalliche dette sleeve (massa), ring (negativo, o positivo right nel caso in cui il segnale
sia stereo) e tip (positivo, o positivo left nel caso in cui il segnale sia stereo. Le parti metalliche sono divise tra loro tra due
cilindri di isolante. I Jack possono essere da 3,5 mm (1/8 di pollice) o da 6,3 mm (1/4 di pollice).

4. PIN JACK (RCA): E' un due poli quindi porta un segnale sbilanciato. E'è un connettore coassiale e porta solo segnali di
linea. Viene identificato con vari colori a seconda del tipo di segnale trasportato: Bianco/nero (left), rosso (right), giallo
(video), arancio (s/pdif). Vantaggi: 1) costo ridotto 2) contatto totale 3) meccanicamente ed elettricamente saldo 4) coassiale,
quindi quando connetto il polo centrale è totalmente protetto. Svantaggi: 1) fragilità 2) la cromatura si consuma nei punti
spigolosi e si ossida 3) è quindi un connettore da installazione fissa.

5. SPEAK ON: Brevettato dalla neutrik, si usa solo per segnali di potenza a 2, 4, 8 poli, con innesto a baionetta ( si infila, si
gira di un quarto e si blocca)

6. CONNETTORE SERIE EP Utilizzato per segnali di potenza, è simile al cannon, ma i poli vanno da 4 ad 8. E' tutto in
metallo, molto costoso, ed utilizzato soprattutto in impianti tedeschi.

7. BANTAM: E' un tre poli, ed è caratterizzato da una punta tonda. Ha una rientranza sul ring che lo rende particolarmente
stabile. porta segnali microfonici e di linea, e di potenza solo nel caso della cuffia. Usato in passato per centralini telefonici, è
caratterizzato da un costo elevato.

8. BNC: E' un coassiale a due poli, utilizzato per i video. Nell'audio è usato per antenne di radiomicrofoni e word clock (segnale
di sincronismo per l'audio digitale). E' inoltre caratterizzato da un innesco a baionetta. E'è infine molto delicato in quanto la

3 di 6 15/06/2012 22:10
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ghiera di aggancio si deforma se calpestata.

9. DIN: Si utilizzava fino a una ventina d'anni a, per portare segnali microfonici e di linea negli hi-fi. E' un cinque poli,
utilizzato oggi solo per i midi.

10. LK/VEAM: E' un connettore multipolare per segnali microfonici e di linea usato esclusivamente nei live per spezzettare i
sistemi di ciabatta per il trasporto del segnale. E' utilizzato per dividere la frusta dalla stage box. Porta segnali bilanciati da 13 a
200 poli, ed è composto di alluminio. E' completamente impermeabile.

11. EDAC: E' un connettore multipolare corrispondente dell' LK per l'utilizzo in studio (installazioni fisse). Dotato di pin a
lingua di serpente, è caratterizzato da una vite che rende più stabile l'aggancio. Si trova nei mixer da studio di un certo livello e
porta segnali di linea e microfonici

12. TOSlink: Deriva da "Toshiba link" e trasporta un segnale ottico

13. SOCAPEX: E' un connettore multipolare di potenza, usato nei live, anche per le luci. E' caratterizzato da dei pin grossi e
dispari (uno resta sempre libero per la massa).

zoro mercoledì, 16 febbraio 2011, 01:52

CATENA SONORA ELETTRONICA (pt. 2)

1. FULL RANGE (nei sistemi di diffusione tradizionali): Dalla sorgente fuoriesce un segnale mic/line diretto al mixer, da
cui uscirà poi un segnale di linea diretto verso un amplificatore di potenza. Il segnale di potenza uscente viene mandato
tramite uno speakon 2 poli al diffusore, al cui interno trova un crossover passivo, che divide lo spettro in due o più bande di
frequenza, mandando le frequenza basse al woofer e le alte al tweeter. Il segnale viene definito Full Range in quanto abbraccia
tutte le frequenze dell'udibile e l'amplificatore porta tutta la banda al diffusore, mentre nella biamplificazione viene portato al
diffusore lo spettro già separato.

2. BIAMPLIFICAZIONE: Dalla sorgente fuoriesce un segnale mic/line diretto al mixer, da cui uscirà poi un segnale di linea
diretto verso un crossover attivo (lavora segnali di linea e tramite questo dispositivo si può guadagnare sulla banda, come se
fosse una sorta di equalizzatore). Il crossover divide lo spettro in HI e LOW (entrambi di linea), e questi segnali vengono
mandati a due diversi amplificatori di potenza. I segnali di potenza uscenti vengono mandati tramite un cavo multipolare di
potenza (un cavo che porta due segnali) al diffusore, composto da tweeter (cassa per gli alti ) e woofer (cassa per i bassi). Il
collegamento avviene tramite uno speakon 4 poli. Con la biamplificazione si ottiene una maggiore efficienza del sistema in
quanto 1) ho due amplificatori per due altoparlanti, e quindi ogni altoparlante sfrutta al massimo la potenza dell'amplificatore 2)
non essendoci il crossover passivo non ho una perdita di potenza nel segnale. La biamplificazione ha un costo più elevato.

3. TRIAMPLIFICAZIONE: Viene aggiunto un Sub Woofer (per freq dai 20 ai 120 hz), di conseguenza il crossover ha tre
uscire. La terza uscita va in un terzo amplificatore, e poi in una cassa tramite uno speakon 2 poli.

4. QUADRIAMPLIICAZIONE :Caratterizzata da un crossover con quattro uscite, e quindi da quattro amplificatori separati. I
diffusori sono con tre altoparlanti (woofer, mid, e tweeter) e si ha la presenza esterna di un soobwoofer. Si utilizza uno speakon
8 poli di cui due restano inutilizzati.

zoro giovedì, 17 febbraio 2011, 01:40

SEGNALI DIGITALI
Per capire i segnali digitali occorre aprire una parentesi sul wordclok. Il wordclock è un segnale di sincronismo per il
trasferimenti dei dati audio digitali. La frequenza di wordclock corrisponde alla frequenza di campionamento di tutto il sistema
digitale. Serve a sincronizzare il trasferimento di dati tra ciò che riceve e ciò che invia i dati.
Per esempio se ciò che invia in un secondo fa 44100 battiti, ed a ogni battito trasferisce 16 bit, ciò che riceve deve essere
sincronizzato allo stesso modo, altrmenti la ricostruzione dell'informazione risulta sbagliata.
Se ho un sistema digitale costituito da tre o più apparecchiature è consigliabile l'utilizzo di un generatore di wordclock esterno
perché altrimenti si perde la sincronizzazione dei dati audio digitali. Il generatore di wordclock esterno, essendo al di sopra
delle parti funge quindi da direttore d'orchestra a cui fanno riferimento tutti i dispositivi dello studio.

1. AES/EBU (audio engineering society / european broadcast union): Viaggia su cavi coassiali a tre poli, i quali hanno un
impedenza di 110 ohm e sfrutta il connettore xlr. E' un segnale bilanciato e grazie al sistema di codifica è in grado di trasportare
due canali. Per esempio, se campioniamo a 16 bit per 44100hz si ha un totale di 700.000 bit al secondo. Se ho un cavo in grado
di trasportare 1,5 milioni di bit al secondo posso mandare due segnali in un solo cavo. Il sistema di decodifica ridivide poi i
segnali. In questo segnale il wordclock è contenuto nell'informazione stessa.
2. S/PDIF(sony/philips digital interface format): E' un sistema a basso livello e basso costo, e viaggia su cavi schermati
coassiali a due poli con un impedenza di 75 ohm. Utilizza il connettore rca. E' un segnale sbilanciato ed è in grado di portare

4 di 6 15/06/2012 22:10
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due canali (come aes/ebu). Può essere trasportato tramite fibra ottica TOSlinlk ( non è soggetta a disturbi elettromagnetici ed
elettrostatici). Il wordclock è contenuto nell'informazione stessa.
3. ADAT(alesis digital audio tape): Sviluppato a inizio anni 90, viaggia su fibra ottica TOSlink, e porta 8 canali a 48khz 24 bit
oppure 4 canali a 96khz 24 bit. Utilizza lo stesso cavo dello s/pdif ed è economico ed efficiente.
4. T/DIF(tascam digital interface format): Brevettato dalla Tascam, è più complesso e costoso, quindi è stato abbandonato da
tutti i produttori, tranne che dalla Tascam. Porta 8 canali input e output (con un connettore porto sia l'ingresso che l'uscita).
Viaggia su cavi multipolari e connettori di tipo "d" sub a 25 poli. Lo svantaggio è che cavo e connettore hanno un costo di 20
volte più elevato del cavo ottico, e in più questa tecnologia non può superare i 5 metri di lunghezza (o si perde parte del
segnale). Il wordclock non è codificato nell'informazione stessa, ma portato tramite connettori bnc a parte.

zoro sabato, 19 febbraio 2011, 13:55

TRUCCHI DI BILANCIAMENTO
Da bilanciato a sbilanciato: Se voglio collegare un mixer bilanciato allo stereo sbilanciato, per sbilanciare artificialmente il
segnale, unisco negativo e massa. Perdo il bilanciamento e anche parte del segnale in quanto azzero l'ampiezza della controfase
e mi resta solo la fase (che ha meta del'ampiezza del segnale originale.
Da sbilanciato a bilanciato In questo caso sdoppio la massa. Il sistema resta sbilanciato, ma almeno ho la possibilità di mettere
in relazione i due dispositivi.
Da bilanciato stereo a sbilanciato stero: Collego tra loro le masse e i negativi di entrambi i canali, unendoli alla massa del
cavo in entrata (ovvero di quello che sarà collegato, per esempio, alla scheda audio). Collego inoltre il positivo del canale left, e
il positivo del canale right rispettivamente a left e right del cavo in entrata.

PERCORSO DEL SEGNALE


Live al chiuso: Dal microfono esce un segnale microfonico mono bilanciato, mentre dalla tastiera un segnale di linea stereo
sbilanciato. Entrambi i segnali arrivano al mixer, da cui esce un segnale di linea bilanciato per ognuno dei diffusori.
Piccolo live all'aperto: Dal microfono esce un segnale microfonico mono bilanciato diretto al mixer, mentre dalla tastiera un
segnale di linea stereo sbilanciato diretto alla D.I. box. Dalla D.I. box esce un segnale di linea bilanciato diretto al mixer. Dal
mixer esce un segnale di linea bilanciato per ognuno dei diffusori, e un segnale di linea bilanciato diretto al monitor.
Medio live all'aperto: Dalla chitarra, dalla batteria e dal microfono partono tre segnali microfonici bilanciati diretti alla stage
box. Dalla tastiera un segnale di linea sbilanciato che viene bilanciato tramite la stage box per poi arrivare alla stage box. Dal
basso esce un segnale di linea bilanciato diretto alla stage box. Dalla stage box tramite un cavo multicord (o multicore, o
multipales, o snake, o multipolare o multicoppia) con connettori LK tutti i segnali vengono mandati a un mixer di sala. Il mixer
rimanda il segnale elaborato dal fonico alla stage box, che a sua volta manda il segnale di linea ai monitor (per i musicisti) e agli
amplificatori. Gli amplificatori mandano il segnale ai diffusori.
Grande live all'aperto: La situazione è come la precedente, solo che al posto della stage box si ha uno splitter (dispositivo che
riceve in ingresso i segnali dal palco e li divide in due o più parti) il quale manda i segnali al mixer di sala e al mixer di palco. Il
mixer di sala si occuperà della diffusione e quello di palco del monitoraggio dei musicisti. Quando una stage box ha due o più
uscite prende il nome di splitter, ed esistono tre tipi di splitter, passivo, passivo con disaccoppiatori e attivo. 1) Nello splitter
passivo il segnale viene diviso in due e mandato in due direzioni diverse. La divisione è passiva quindi si dimezza l'energia del
segnale per ogni canale. per la legge di ohm qualsiasi problema incontro su un uscita si ripercuote sull'altra (ronzii, fruscii,
cortocircuiti). 2) Nello splitter passivo con disaccoppiatori vengono utilizzati dei trasformatori di disaccoppiamento sulle uscite.
Il trasformatore riceve in ingresso un segnale e lo trasferisce all'uscita per induzione elettromagnetica, mantenendo inalterate le
caratteristiche. In questo modo se ho un problema su un uscita non si ripercuote sull'altra. Il segnale viene comunque dimezzato,
e questo tipo di splitter h un costo più elevato. Ha inoltre un uscita diretta a cui posso collegare il mixer per l'alimentazione di
microfoni e D.I. (perchè deve essere trasmessa corrente elettrica).3) Lo splitter attivo è fatto rack e permette una divisione attiva
del segnale senza perdita. Ha dimensioni da uno a tre rack con un numero di ingressi da quattro a dodici. Le uscite vanno da tre
a quattro. In questo caso il 48v lo da lo splitter e non il mixer. Permette un potenziamento del segnale tramite un potenziometro
di guadagno, che consente di amplificare segnali deboli in ingresso. E' dotato inoltre di un indicatore di livello a led. Infine è
importante l'opzione "cuffia" tramite cui si ha la possibilità di sentire ogni singolo canale per circoscrivere eventuali problemi.
Lo splitter attivo funge con circuiti attivi che permettono di compensare la perdita sulle uscite e questi circuiti vanno alimentati.

zoro lunedì, 21 febbraio 2011, 16:03

FASI DI PRODUZIONE IN STUDIO


Lo studio è caratterizzato dalla presenza di una sala di ripresa detta studio (isolata dall'esterno, verso l'esterno, e caratterizzata
da una sonorizzazione ottenuta attraverso i materiali di rivestimento scelti), da una regia (control room) e da una sala macchine.

1. REGISTRAZIONE: il segnale passa dalla sorgente, al mixer ed al registratore multitraccia. Le tracce sul multitraccia sono
spazi in cui registro singoli strumenti. Registrare tracce separate è un vantaggio perchè posso registrare vari strumenti in diversi
tempi, e mi permette di correggere errori dei singoli strumenti senza dover rifare il tutto. Il collegamento mixer-multitraccia è
bidimensionale, ovvero il segnale va dalla sorgente al mixer e dal mixer al multitraccia che registra e rimanda al mixert. Quello
che ascolto arriva dunque dal multitraccia, e non direttamente dalla sorgente. Per questo motivo il mixer è diviso in due sezioni,
la sezione ingressi (dove collego strumenti) e sezione dei ritorni macchina (dove ricevo i segnali provenienti dal multitraccia).
Il vantaggio nell'ascoltare il ritorno sta nel fatto che posso individuare eventuali disturbi tra mixer e multitraccia, mente se

5 di 6 15/06/2012 22:10
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sentissi in presa diretta non avrei la possibilità di percepire tali disturbi. Per esempio se il multitraccia non tollera l'ampiezza del
segnale del mixer e lo manda in distorsione, se non ascolto il segnale uscente dal multitraccia non lo posso sapere. Occorre
quindi SEMPRE ascoltare il percorso totale del segnale.
2. MISSAGGIO: La sorgente in questo caso è il multitraccia, il segnale entra nel mixer e viene ascoltato tramite i monitor.
Mixare consiste nell'elaborare i segnali provenienti dal multitraccia su tre piani: ampiezze (volumi, equilibri, livelli),
equalizzazione (timbrica) e spazializzazione (posizionamento dei segnali nel panorama stereofonico). Viene definito
riversamento quel processo tramite cui, una volta attuato il mixaggio del pezzo, il prodotto ricavato viene mandato dal mixer al
registratore due tracce (perchè è un prodotto stereo) dall'uscita master. Fino agli anni ottanta il registratore due tracce era a
bobina, ma metà anni ottanta al duemila è stato il dat (registratore a cassetta), mentre dal duemila ad oggi esistono vari sistemi
(cd recorder, scheda audio e computer, dvd recorder).
3. MASTERING: quello che si ottiene dal mixaggio è un prodotto finito, ma col mastering posso ottimizzarlo. Se il mix è ben
riuscito il master può ulteriormente abbellire la traccia, mentre non è in grado di perfezionarla visibilmente se il mixaggio è di
scarsa qualità. Il segnale passa dal registratore due tracce a vari dispositivi di elaborazione (eq parametrici, compressori,
espansori stereo, limiter, exciter) per poi essere nuovamente registrato su un registratore due tracce.
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6 di 6 15/06/2012 22:10