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CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI

È opportuno definire quali sono le tipologie di sistemi di produzione con cui abbiamo a che
fare.
CLASSIFICAZIONE IN BASE AL SETTORE INDUSTRIALE
Una prima modalità di classificazione dei sistemi di produzione, è legata in base al settore
industriale di riferimento, e in base a ciò, la progettazione e gestione, nonché
l'organizzazione di un sistema produttivo, sarà completamente diverso. I diversi settori
industriali con cui possiamo far riferimento sono:
− SETTORE PRIMARIO, legato alla trasformazione di prodotti messi a disposizione della
natura (per esempio l'agricoltura, la pesca ecc...);
− SETTORE SECONDARIO, che è il settore della trasformazione tipico dell'attività di
produzione industriale. Le diverse attività produttive sono caratterizzate da codici
cosiddetti, ATECO, che permettono di caratterizzare attività produttive e classificarle;
− SETTORE TERZIARIO, tipico delle attività di servizio all'interno delle quali, un importante
classe dei servizi, sono quelli legati alle tecnologie informative (Information Technologies),
che sta muovendo un grandissimo sviluppo anche come supporto delle attività del settore
secondario industriale.
CLASSIFICAZIONE PER DIMENSIONE
Allo stesso modo potremmo classificare i sistemi di produzione che vengono utilizzati da
una certa azienda, anche in funzione dell'azienda che utilizza questo sistema di
produzione. È possibile classificare un'azienda mediante la loro dimensione, e si
distinguono da piccola media è grande impresa. Possiamo definire la dimensione di
un'impresa in base al numero di addetti, in base al fatturato, agli investimenti fissi, alla
potenzialità installata (la capacità produttiva). È evidente, da un punto di vista delle
ricadute produttive, che quando ci muoviamo dalla piccola alla grande impresa, succede
che l'azienda riesce a coprire una quota maggiore di quella del ciclo produttivo, ovvero
realizza quella che è una progressiva integrazione del ciclo produttivo cioè l'azienda
quando diventa via via più grande in termini di dimensione, è in grado di realizzare più fasi
del ciclo logistico produttivo. Ovviamente il ciclo produttivo evolve da monte verso valle,
cioè dai fornitori verso il mercato.
CLASSIFICAZIONE PER DESTINAZIONE DI PRODOTTO
Un'altra classificazione dei sistemi di produzione è in base anche ai beni ai quali essi sono
destinati. I principali beni a cui un sistema di produzione può essere destinato sono:

− beni di consumo, ad esempio quelle aziende che rientrano nel settore Food and
beverage, settore alimentare, ecc...;
− beni strumentali, quelli che realizza l'azienda e di conseguenza il sistema di produzione
che esercisce. Questi beni potrebbero essere utilizzati a loro volta da un'altra azienda per
realizzare attività di trasformazioni, cioè il sistema di produzione potrebbe realizzare beni
che vanno direttamente al consumatore cosi come beni che potrebbero erogare un'utilità
indiretta cioè i prodotti che realizza l'impianto di produzione vengono utilizzati da un'altra
azienda per realizzare attività di trasformazione. In questo caso i beni non realizzano
un'utilità diretta, ma realizzano un’utilità indiretta; (In questo caso si dice che un'azienda
che realizza beni strumentali lavora nel contesto particolare che prende il nome di business
to business (𝐵2𝐵), ovvero abbiamo unicamente clienti industriali. Mentre nel caso di beni
di consumo si dice che l'azienda lavora in business to consumer, cioè quando i prodotti
vengono consegnati al consumatore finale (𝐵2𝐶));
− servizi, come quelli legati l'Information Technology (maggiormente via internet).

CLASSIFICAZIONE IN BASE AL RAPPORTO CAPITALE/LAVORO

Un'altra modalità di classificazione dei sistemi di produzione è quello in base al rapporto


capitale/lavoro. Tale rapporto viene indicato come COMPOSIZIONE DEL CAPITALE ed è un
rapporto tra il CAPITALE FISSO, ovvero quello che sono le immobilizzazioni in macchinari, e
tra il MONTE SALARI, ovvero gli stipendi che noi paghiamo il personale.

𝐶𝐴𝑃𝐼𝑇𝐴𝐿𝐸 𝐹𝐼𝑆𝑆𝑂
𝐶𝑂𝑀𝑃𝑂𝑆𝐼𝑍𝐼𝑂𝑁𝐸 𝐷𝐸𝐿 𝐶𝐴𝑃𝐼𝑇𝐴𝐿𝐸 =
𝑀𝑂𝑁𝑇𝐸 𝑆𝐴𝐿𝐴𝑅𝐼
Tale rapporto a seconda del valore che può assumere, permette di caratterizzare diverse
tipologie di industrie, in particolare se tale valore è molto elevato (molto sbilanciato a
favore del capitale fisso), si parla di INDUSTRIA AD ALTA INTENSITÀ DI CAPITALE, ovvero
l'industria per le quali di investimento in macchinari è preponderante rispetto al personale
impiegato. Impianti di questo tipo sono tipici impianti del settore dell'industria
petrolchimica o siderurgica.
Allo stesso modo, quando il rapporto non assume valori molto elevati, possiamo definire
anche le industrie ad ALTA INTENSITÀ DI LAVORO e quindi c'è una necessità in termini di
capitale fisso molto limitata e la preponderanza è quella del personale, ovvero in termini di
esigenze legate al pagamento del personale impiegato. Industrie di questo tipo sono quelle
in cui non c'è grossa necessità di investimenti in macchinari, ma diventa più importante per
le risorse l'impiego della risorsa umana. Un esempio di industrie ad alta intensità di lavoro
sono ad esempio officine meccaniche, società di servizi.

CLASSIFICAZIONE IN BASE AL PROCESSO PRODUTTIVO


Un'altra classificazione dei sistemi produttivi è anche in base alla tipologia di processo di
produzione che si va a realizzare.
− ll processo di produzione potrebbe essere caratterizzato in funzione della NATURA
DELLE TRASFORMAZIONI che si vanno a realizzare, che poi ovviamente andrà a
condizionare la tipologia di prodotto finito realizzato. A tal proposito si può dire che
abbiamo a che fare con impianti meccanici, chimici ecc… .
− Un altro modo per poter in qualche modo classificare i sistemi di produzione, ovvero i
processi di produzione, è legato al DIAGRAMMA TECNOLOGICO. Il diagramma tecnologico
è una rappresentazione grafica del processo produttivo che viene realizzato, e con
riferimento ad esso, possiamo identificare diverse tipologie di processi produttivi.
Potremmo avere:
− PROCESSI PRODUTTIVI MONOLINEA : Sono processi in cui il prodotto non si diversifica
lungo il processo di produzione e abbiamo una sequenza fissa di fasi di lavorazione per
realizzare il prodotto finito. Un esempio tipico di tali processi sono quelli che avvengono
nella siderurgia.

− PROCESSI PRODUTTIVI SINTETICI O CONVERGENTI: sono tutti quei processi produttivi


che per ottenere il prodotto finito richiedono una serie di fasi intermedie di lavorazione.
L'abbiamo chiamata fase di fabbricazione e fase di assemblaggio, che prevedono una serie
di fasi di lavorazione intermedie con l'utilizzo di reparti e componenti, fino ad ottenere
successivamente il prodotto finito.

− PRODUTTIVI ANALITICI O DIVERGENTI: sono tutti quei processi produttivi che a partire
da una certa materia prima, realizzata da una fase di produzione a monte, si possono
essere ottenute diverse varietà di produzione. Un esempio notevole è quello legato alla
raffinazione del petrolio, ma anche al settore lattiero caseario.
CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLA CONTINUITÀ DEL PROCESSO PRODUTTIVO
Un'altra classificazione dei sistemi di produzione è quella di andare a caratterizzarlo in base
alla competenza del processo produttivo. In base a tale parametro di classificazione,
possiamo distinguere due tipologie di sistemi di produzione:
− IMPIANTO A CICLO FISSO O A FLUSSO, all'interno dei quali fondamentalmente, facendo
riferimento alla continuità del processo di produzione, il ciclo di lavorazione è INVARIABILE.
Ovvero la sequenza delle trasformazioni che andiamo a realizzare all'interno del sistema di
produzione, è obbligata in qualche modo e non si possono modificare la sequenza delle
fasi di lavorazione. Un esempio di impianti a ciclo fisso sono impianti dell'industria della
siderurgia, industria petrolchimica.
− IMPIANTI A CICLO INTERMITTENTE, la sequenza delle varie fasi di lavorazione non è
invariabile, ma risulta essere VARIABILE ovvero può essere modificata. La sequenza delle
trasformazioni dipende dal prodotto di lavorazione.
Un'ulteriore modalità di classificazione dei sistemi produttivi prende il nome di
DIAGRAMMA A TRE ASSI. In questa classificazione andiamo a caratterizzare la tipologia di
sistema di produzione in funzione di tre dimensioni principali, che sono:
ASSE 𝑥 : dimensione caratteristica del sistema di produzione per quanto riguarda la
MODALITA DI REALIZZAZIONE DEL PRODOTTO.
ASSE 𝑦: MODALITA DI REALIZZAZIONE DEL VOLUME DI PRODUZIONE, ovvero di come sono
le tecnologie rispetto alle quali realizziamo il prodotto.
ASSE 𝑧: MODALITÀ DI RISPOSTA ALLA DOMANDA.
Questo diagramma mette in relazione i principali fattori che determinano le scelte di
configurazione del sistema di produzione.
Analizziamo i 3 assi.
MODALITA DI RISPOSTA ALLA DOMANDA DI MERCATO (asse 𝒛)
− PRODUZIONE PER COMMESSA SINGOLA
L'azienda riceve ordini per prodotti specifici e per questi prodotti, in generale, potrebbe
essere necessario ingegnerizzare l'intero sistema di produzione, organizzato in base allo
specifico ordine. In certi casi quindi, bisogna affrontare il PROGETTO del prodotto (che
potrebbe vedere lo sviluppo del progetto totale o parziale), i cicli di lavorazione, la fase
realizzativa ecc... Un esempio può essere la costruzione di aeromobili o di grandi
infrastrutture (es: ponti, cantieristica in generale);
− PRODUZIONE PER COMMESSA RIPETITIVA
Un'azienda produce una CERTA GAMMA DI PRODOTTI, (mix di prodotti), ed essi vengono
offerti ai clienti ben noti ovvero i cosiddetti CLIENTI FISSI, (come nel caso di aziende
fornitrici di altre aziende) richieste di fornitura scaglionate nel tempo (caso delle aziende
subfornitrici). L'azienda oppure potrebbe produrre, per commissione ripetitiva, un certo
CATALOGO DI PRODOTTI, ad un numero più ampio di CLIENTI VARIO. La differenza rispetto
ad un'azienda con commessa singola, è che in questo caso, il catalogo dei prodotti
caratterizza complessivamente quello che è il progetto dei prodotti, nonché le attrezzature
e i materiali da impiegare, mentre nel caso precedente tutto questo potrebbe non essere
definito;
− PRODUZIONE A MAGAZZINO
L'azienda realizza la produzione in anticipo, prima che si manifesta l'effettivo ordine del
cliente, e fa scorta di prodotto finito, alla fine del processo produttivo, in un magazzino.
I prodotti finiti serviranno poi ad alimentare la rete di distribuzione e ovviamente, quando
si produce in anticipo, non si sa chi sarà il destinatario finale del prodotto, ovvero ci
saranno dei CLIENTI ANONIMI (si produce un prodotto tipicamente di tipo standard, non
c'è bisogno di conoscere in anticipo chi sarà il cliente).

MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEL VOLUME PRODUTTIVO (asse 𝒚)


− PRODUZIONE UNITARIA
Il sistema di produzione realizzerà un volume piuttosto limitato, addirittura di un solo
pezzo alla volta. In questo caso la VARIABILITA TRA I CICLI TECNOLOGICI dei vari ordini,
risulta essere molto ampia. In tale caso di produzione si può realizzare un prodotto, e alla
fine del ciclo di produzione successivo realizzare un prodotto completamente diverso.
Questa situazione richiede che l'attività produttiva venga organizzata in funzione delle
quantità prefissate, ovvero che ogni volta che devo realizzare un prodotto. In questo caso
quando ho una quantità di prodotti che viene realizzata piuttosto limitata, si può
organizzare il sistema produttivo differentemente a seconda di quelli che sono i volumi di
produzione da dover realizzare. In questo caso si utilizzano delle macchine per realizzare le
attività di produzione, dette UNIVERSALI, General Corpous ovvero delle macchine che sono
capaci di essere adattate alle diverse tipologie di prodotti.
Poiché di fatto non posso destinare una singola risorsa di produzione perché i volume di
produzione non sono tali da giustificare questa scelta, utilizzo delle risorse di produzione di
tipo universale che possono essere opportunamente utilizzate per diverse tipologie di
prodotti;
− PRODUZIONE A LOTTI
In questo caso la variabilità dei cicli tecnologici di produzione, tra un lotto di produzione e
quello successivo, sarà minore rispetto al caso precedente. Si vanno a realizzare prodotti
diversi alternando le DIVERSE TIPOLOGIE DI PRODOTTI, cioè si realizzano quelle che
vengono chiamate CAMPAGNE PRODUTTIVE. Una campagna produttiva prevede di
alternare sulle macchine, attraverso la definizione del criterio dell'alternanza in lotti,
diverse tipologie di prodotti per soddisfare quello che prende il nome di FABBISOGNO DI
VALLE, (per esempio il mercato).
Cioè faccio lavorare alla macchina diversi lotti di produzione, che rappresentano le diverse
tipologie di prodotti da realizzare, e faccio in modo di realizzare in ogni campagna di
produzione quello che potrebbe servire in un certo periodo di tempo.
In questo caso le macchine sono sicuramente MACCHINE FLESSIBILI, e non universali come
nel caso precedente, ma sono macchine che possono riuscire ad adattarsi ad un tipo di
produzione ad un altro. Questo cambio di produzione o di lavorazione avviene tramite
operazioni di attrezzaggio, setup, al cambio di produzione;
− PRODUZIONE CONTINUA
I cicli tecnologici in questo caso sono COSTANTI, anche per periodi lunghi di tempo, e se si
realizza sul sistema di produzione sempre lo stesso ciclo tecnologico, è chiaro che passerà
attraverso questo sistema di produzione un FLUSSO DI PRODOTTO che ha delle
caratteristiche omogenee, CARATTERISTICHE UNIFORMI NEL TEMPO.
Poiché la produzione si cambia molto raramente, e in alcuni casi non si cambia mai, le
macchine in questo caso non saranno più macchine flessibili, ma avrò in questo caso
MACCHINE RIGIDE.
Tali macchine sono tipicamente usate nella produzione continua, che realizzano sempre la
stessa tipologia di prodotto, e sono destinate ad una ben precisa produzione. L'aspetto
positivo di una produzione continua è che tipicamente queste macchine hanno un'elevata
produttività, ovvero produrre un ben preciso prodotto con un elevata cadenza produttiva.
Il fatto di avere macchine con elevata produttività evidentemente ci permette di ridurre
l'incidenza del costo elevato di questi impianti su un grosso volume di produzione. In
questo caso di produzione, avere delle macchine rigide comporterà ad un elevato costo di
investimento e, per poter abbattere tale costo, bisogna dotare queste macchine di
un'elevata produttività, cioè devono essere destinate a grossi volumi di produzione, che
faranno in modo di ridurre l'incidenza del costo fisso sul costo totale unitario.
MODALITA DI REALIZZAZIONE DEL PRODOTTO (asse 𝒙)
− PRODUZIONE PER PROCESSO
In questa tipologia di processi di trasformazione, i componenti originali che utilizziamo per
realizzare il nostro prodotto (materia prima), non risultano essere più distinguibili
all'interno del prodotto finito e sostanzialmente hanno cambiato natura a causa di alcune
trasformazioni, che possono essere ad esempio chimico−fisiche.

In questa categoria di processi, rientrano per esempio l'acciaieria, le industrie chimiche,


cementifici, cartiere, settore alimentare ecc... . Nell'ambito di questa tipologia di processi
parliamo anche di CICLO TECNOLOGICO OBBLIGATO, ovvero che il processo produttivo
risulta essere vincolato da una serie di trasformazioni che necessariamente devono
avvenire in una sequenza prestabilita. Un esempio può essere quello che succede
all'interno di un reattore chimico, dove esso rappresenta il sistema produttivo dove
avviene il processo di trasformazione. Le fasi successive, attraverso cui avviene la reazione
chimica che poi permette di passare dai componenti in prodotto finale, è fissata, ed è
fissata quando abbiamo progettato il reattore.
Il processo produttivo risulta essere organizzato nel modo indipendente da quello che è il
volume produttivo che vogliamo realizzare, ovvero potrebbe cambiare la taglia del
reattore a seconda di quella che è la quantità di ingredienti che vogliamo
contemporaneamente miscelare. Però la tecnologia di produzione, ovvero il modo di come
realizziamo il prodotto finito, fondamentalmente è indipendente dalle quantità che
vogliamo realizzare.
In questo caso, sono rilevanti nella produzione per processo, gli aspetti tecnologici e
strumentali, ovvero significa che c'è poco da gestire. Una volta che abbiamo dimensionato
correttamente il reattore chimico, è sufficiente che i componenti che devono partecipare
alla trasformazione vengono opportunamente addotti e il sistema va avanti da solo.
− PRODUZIONE PER PARTI (MANIFATTURIERA)
In questo caso il prodotto risulta essere costituito da una serie di elementi o parti, che
sono tipicamente di diversa natura. In generale il processo produttivo può essere
scomposto, nel caso della produzione manifatturiera, per parti in due principali tipologie:
∙ un processo a monte che è quello della FABBRICAZIONE, ovvero tutte quelle operazioni
atte a modificare la forma e le dimensioni (o stato superficiale) di parti singole, (per
esempio grezzi di lavorazione);
∙ un processo a valle, le fasi di montaggio o che sono quelle intese come l'insieme delle
operazioni di assemblaggio delle singole parti atte a formare un unico prodotto.
In questo caso, in modo molto diverso in cui accadeva nel processo di produzione
precedentemente analizzato, si parla di CICLO TECNOLOGICO NON OBBLIGATO, cioè
significa che la successione delle varie fasi del processo operativo non risulta essere
rigidamente vincolata ma, ci sono dei gradi di libertà entro i quali il processo può evolvere.
Fondamentalmente il ciclo tecnologico del prodotto, ovvero la sequenza di fasi di
lavorazioni successive, evidentemente in qualche modo è vincolata. Infatti già la fase di
fabbricazione precede quella di assemblaggio e quindi è necessario che alcune fasi di
fabbricazione, o meglio tutte le fasi di fabbricazione, precedono le fasi successive di
assemblaggio.
Quindi bisogna rispettare delle priorità di tipo tecnologico delle sequenze. Però
sicuramente rispetto a quello che succede alla produzione per processo, un margine di
organizzazione e di gestione da parte dell'organizzazione, può essere adottato. Di
conseguenza nell'organizzare il sistema produttivo, bisognerà trovare una soluzione di
organizzazione del sistema che ha l'obiettivo di ottimizzare una certa FUNZIONE
OBIETTIVO, cioè vogliamo fare in modo di andare ad identificare quella particolare
configurazione del sistema che permetta di garantire certi obiettivi, ovvero ottimizzi una
certa funzione.
Per esempio un obiettivo della progettazione di un sistema di produzione, potrebbe essere
quello orientato a minimizzare il costo di produzione: fissata la tipologia di prodotto e
quindi fissati quelli che sono i volumi di produzione, si potrebbe identificare un obiettivo
della fase di progetto e nonché di gestione, cioè identificare la configurazione del sistema
che ci permetti tale minimizzazione.
Nell'organizzazione del sistema, a differenza di quello che succedeva nella produzione
continua, in questo caso la quantità che dobbiamo realizzare (cioè il volume produttivo
complessivo da realizzare), in questo caso evidentemente gioca un ruolo importante e
determinante sulla organizzazione del processo.
A parità di prodotto che vogliamo realizzare, il modo in cui organizziamo il sistema
produttivo, potrebbe essere sensibilmente diverso ed influenzato dalla quantità di prodotti
che vogliamo realizzare. I gradi di libertà che si hanno a disposizione nello svolgimento dei
cicli di produzione nei sistemi di questo tipo, ovvero nella produzione manifatturiera,
essendo ciclo non obbligato, fanno si che la pianificazione nonché la gestione della
produzione rivesta un aspetto molto importante al pari di quella della progettazione. Nei
sistemi della produzione continua, ovvero quello del processo dell'industria petrolchimica,
è molto minore rilevante l'aspetto di gestione, perché fondamentalmente ci sono ben
pochi gradi di libertà nella evoluzione del ciclo di produzione e quindi viceversa nei sistemi
tipici della produzione manifatturiera assume una rilevanza anche la fase di pianificazione
della produzione. Un sistema può essere progettato, organizzato e dimensionato bene, ma
se non è correttamente gestito potrebbe vanificare tutti vantaggi.
UN SISTEMA DI PRODUZIONE EVOLVE ATTRAVERSO FASI SUCCESSIVI CON UNA CORRETTA
PIANIFICAZIONE E POI UNA SUA CORRETTA GESTIONE.
Il primo passo è quello di un corretto dimensionamento, ovvero la progettazione del
sistema di produzione e del suo esercizio, richiede un'opportuna fase di gestione.
La fase di gestione potrebbe coinvolgere la necessità di dover sequenziare
opportunamente gli ordini di lavorazione su una certa macchina e questo perché quando
vado ad alternare diverse produzioni su una certa macchina, dovrò ogni volta sostenere dei
tempi morti che sono legati all’attrezzaggio di essa per la lavorazione del nuovo lotto di
produzione. È evidente che s'è fissato Il dimensionamento delle macchine, ovvero fissato il
numero di macchine a disposizione in un certo reparto, se non si adotta un’adatta gestione
della sequenza degli ordini di lavorazione su una certa macchina, e quindi non gestisco
opportunamente sistema di produzione, potrei ridurre sensibilmente quella che è la
capacità produttiva del sistema.
CLASSIFICAZIONE DI WORTMANN
Fino ad adesso non abbiamo considerato l'ASPETTO TEMPORALE cioè non abbiamo tenuto
conto dell'asse temporale rispetto al quale il prodotto da un lato viene richiesto e dall'altro
viene erogato. Tale classificazione, introducendo l'asse temporale quindi, definisce diverse
modalità di gestione del sistema produttivo in funzione due tempi che definiscono il
funzionamento:
− DELIVERY TIME (D−TIME), il tempo che il cliente concede per la consegna del prodotto
ed è un tempo caratteristico che dipende dal settore industriale ed al prodotto particolare
che stiamo considerando ed il cliente potrebbe richiedere una certa data di consegna;
− CYCLE TIME o PRODUCTION TIME (P-TIME), ovvero il tempo di attraversamento del
sistema produttivo.
A seconda del valore relativo del Delivery Time rispetto al Cycle Time, permette di
identificare il posizionamento delle scorte lungo il flusso produttivo.
Vogliamo capire quali sono le diverse modalità digestione di un sistema prodotti io in
accordo con la classificazione di Wortmann.
Può succedere che rispetto ad un certo momento in cui il cliente emette un certo ordine,
rispetto alla data di tale ordine, si ha una finestra temporale che va da tale data fino alla
data in cui esso richiede la consegna. Tale finestra temporale viene chiamata D−Time,
(Delivery Time). Al variare di tale finestra temporale che il cliente concede, potrebbe
succedere che questo tempo può essere sufficiente a coprire diverse fasi di realizzazione
del prodotto.
In un modo generico possiamo dire che, qualunque sia il prodotto che stiamo
considerando, le successive fasi di realizzazione del prodotto sono : fase di progetto, fase
di approvvigionamento, fase di fabbricazione, fase di assemblaggio, fase di distribuzione.
Il tempo cumulativo di attraversamento del sistema di produzione, viene chiamato con
P−Time; è detto cumulativo, perché il tempo di attraversamento propriamente detto è
quello che riguarda il Cycle Time, ovvero fabbricazione e assemblaggio, ma in generale per
la realizzazione di un prodotto, è richiesta la fase di approvvigionamento dei materiali, così
come quella dello sviluppo e quindi, perciò tempo cumulativo.
A fronte di una Domand−Time, si potrebbe far fronte a una certa data in cui l'ordine viene
emesso e quindi si dovrebbero anticipare alcune fasi del processo di produzione.
Supponiamo di partire da destra (∗), dove il cliente emette un ordine e ci dà questa
finestra temporale di consegna.
A fronte di ciò, confrontiamo il Domand−Time con il grado di copertura di quello che è il
tempo di attraversamento del sistema di produzione. In questa situazione vediamo
fondamentalmente che nella finestra temporale di consegna, possiamo semplicemente far
rientrare la fase distribuzione, cioè dobbiamo anticipare tutto il processo di produzione.
Dobbiamo quindi, in questa situazione, avere già il prodotto finito e quindi il sistema di
produzione sarà un sistema di produzione gestito con una logica particolare che prende il
nome di MAKE TO STOCK (𝑀𝑇𝑆). In questa situazione in cui il cliente concede un tempo
piuttosto stretto a fronte dell'emissione dell'ordine, ci si trova nella situazione in cui
bisogna anticipare tutto il processo di produzione e si deve anticipare tutto il processo
logistico produttivo del prodotto, fino ad arrivare ad aver prodotto finito.
Potrebbe succedere che l'ordine del cliente potrebbe dare un tempo di evasione maggiore,
addirittura un tempo tale da riuscire a coprire la fase di assemblaggio, e dal momento, in
cui ricevo l'ordine del cliente, potrei far rientrare l'ultima fase del processo di
trasformazione che è la fase di assemblaggio, evitando di avere prodotti finiti già pronti ma
posso fermarmi al fine fase di fabbricazione. Ovvero la fase finale di assemblaggio viene
dettata dall'ordine del cliente. Questo modello prende il nome di ASSEMBLY TO ORDER
(𝐴𝑇𝑂) e cioè, anziché avere in magazzino il prodotto finito, posso avere le parti di prodotto
che poi andrò ad assemblare in base alla richiesta del cliente.
Se aumenta la finestra temporale che il cliente concede, potrei comprendere all'interno di
essa anche la fase di fabbricazione e in questo caso, si evita di mettere in produzione le
parti ma aspetto l'ordine del cliente, perché il tempo che concede è coerente con la fase di
fabbricazione, assemblaggio e distribuzione. Questo contesto prende il nome di MAKE TO
ORDER (𝑀𝑇𝑂), e cioè si mette in produzione quando si riceve l'ordine e si faranno scorte in
questo caso, solo di materia prima, grezzi di lavorazione che saranno lavorati poi in base
all'ordine specifico del cliente.
Se la finestra temporale si allarga ulteriormente fino a comprendere anche la fase di
approvvigionamento dei materiali, si potrebbero mettere gli ordini di acquisto di materiali
sulla base di quello che è l'ordine dei clienti. Di conseguenza questo modello prende il
nome di PURCHASE TO ORDER (𝑃𝑇𝑂), e cioè acquisto i materiali e comincio il processo.
Di trasformazione sulla base dell'ordine del cliente e addirittura il cliente potrebbe
scegliere anche i materiali con cui dovrebbe essere fatto il suo prodotto.
Si aumenta ulteriormente il tempo, potremmo comprendere anche la fase di progettazione
e si può dirittura sviluppare il progetto del prodotto sulla specifica richiesta dell'ordine del
cliente. In questo caso il sistema andrà gestito secondo la mentalità ENGINEER TO ORDER
(𝐸𝑇𝑂). Ovvero si va a progettare e organizzare il sistema di produzione sulla base di quello
che l'ordine del cliente. Quindi dal confronto di questi due tempi, si potrebbe gestire il
sistema produttivo in diversi modi, al variare della finestra temporale che il cliente
concede.
La classificazione di Wortmann permette di identificare all'interno del sistema di
produzione anche la localizzazione delle scorte rilevanti. Andando a riportare graficamente
il sistema di produzione, al variare del Delivery Time si possono localizzare diversi modelli
di gestione.
(1) Scorte prevalenti → 𝑃𝐹;
(2) Scorta prevalente → opzioni di prodotto (assemblaggio => 𝑃𝐹);
(3) Magazzino rilevante → 𝑀𝑃;
(4) Scorta presso il fornitore;
(5) non conosco il materiale per il prodotto (non conosco neanche il tipo di prodotto).