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Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Capitolo 2

Richiusura Automatica
e Telepilotaggio

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/0


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Richiusure Automatiche
ƒ circa l’85% degli archi innescati in seguito ad un cortocircuito su
linee aeree si estinguono definitivamente dopo l’apertura della
linea (esperienza di esercizio delle reti AT);
ƒ successivamente la linea può quindi essere ri-alimentata;
ƒ questa operazione viene effettuata con l’ausilio di una logica
automatica che può essere implementata:
9 sulla protezione distanziometrica stessa
(DV7036 in configurazione completa),
completa
9 su un apposito Dispositivo di Richiusura Automatica
denominato DRA (DV7036 in configurazione ridotta).
ridotta

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/1


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Richiusure Automatiche
ƒ Il suo scopo è quello di riportare lo stato degli interruttori nella
posizione chiusa che precedeva un guasto transitorio
⇒ evitando il manifestarsi di interruzioni lunghe sulla linea
protetta.
ƒ La richiusura automatica viene quindi definita da un CICLO:
ƒ che viene attivato dal rilevamento del guasto da parte della protezione che
comanda l’apertura degli interruttori;
ƒ che termina con la ri-chiusura degli interruttori stessi da parte della logica di
richiusura o del DRA, se il guasto è di carattere temporaneo o con l’apertura
definitiva degli interruttori, nel caso di un guasto permanente (richusura
automatica fallita).

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Ciclo di richiusura
ƒ il segnale di avviamento della protezione attiva il ciclo di richiusura
inizializzando i temporizzatori e comandando l’allungamento del
1° gradino,
ƒ dopo l’emissione del comando di apertura da parte della protezione ed
entro un certo tempo di discriminazione, viene ripristinato il
1° gradino,
ƒ dopo un tempo di attesa la logica di richiusura comanda la chiusura
degli interruttori aperti dalla protezione,
ƒ dopo la chiusura degli interruttori e per un certo tempo di
neutralizzazione, se il guasto è permanente l’intervento della
protezione comanda l’apertura definitiva degli interruttori, se il guasto
si è estinto il ciclo termina allo scadere del tempo di neutralizzazione.

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Ciclo di richiusura - Esempi


1 2 3

L1 L2
a b c d

9 Ipotesi di guasto nel punto 1 (guasto tra il 20% e l’80% della linea):
ƒ le distanziometriche a e b intervengono in tempo base,
indipendentemente dall’allungamento del 1° gradino
ƒ segue la richiusura comandata dai DRA di a e b (riuscita per
guasto transitorio)

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Ciclo di richiusura - Esempi


1 2 3

L1 L2
a b c d

9 Ipotesi di guasto nel punto 2 (guasto tra il l’80% ed il 100% della


linea):
ƒ la protezione b apre in tempo base, indipendentemente
dall’allungamento del 1° gradino
ƒ la protezione a apre solo dopo che è stato allungato il 1° gradino
ƒ segue la richiusura comandata dai DRA di a e b (riuscita per
guasto transitorio)
Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/5
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Ciclo di richiusura - Esempi


1 2 3

L1 L2
a b c d

9 Ipotesi di guasto nel punto 3 (guasto fino al 120% della linea):


ƒ la protezione c interviene in tempo base e la protezione d in 1°
gradino allungato
ƒ la protezione in a interviene anch’essa dopo l’allungamento del 1°
gradino
ƒ segue il ripristino del 1° gradino di a, quindi la richiusura della
linea L1 effettuata dal DRA all’estremo a e, se il guasto è
transitorio, la richiusura riuscita anche della linea L2
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Benefici ottenibili con la richiusura automatica

9 la rimessa in servizio automatica della linea dopo un guasto


transitorio con beneficio della continuità del servizio e della
stabilità della rete
9 l’eliminazione dei guasti a fondo linea in un tempo paragonabile
al tempo base grazie alla introduzione del 1° gradino allungato
9 le conseguenze degli interventi intempestivi in 1° gradino
allungato per guasti posti nella parte iniziale delle linee limitrofe
sono minimizzati proprio dalla successiva richiusura automatica.

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/7


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Effetti della richiusura automatica

9 l’allungamento del 1° gradino può provocare, come nel caso di


guasto nel punto 3, l’intervento intempestivo della protezione per
guasti posti nella parte iniziale della linea limitrofa i cui effetti
sono comunque minimizzati dalla richiusura automatica;
9 l’allungamento del 1° gradino assicura la “contemporanea”
apertura degli estremi della linea guasta e quindi la conseguente
richiusura contemporanea degli interruttori stessi. Ciò garantisce
un tempo sufficiente durante il quale le fasi interessate dal guasto
sono disalimentate da entrambe gli estremi e quindi l’arco
transitorio può estinguersi

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/8


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Comandi apertura
Interruttore di fase
Linea AT

Principali Comando
chiusura
Anomalia
interruttore

informazioni DRA
Avviamenti
scambiate di fase

Scatto

dalla Richiusura
Automatica Allung. 1° GR
Protezione
Distanziometrica

richiusura Comunizzazione

automatica Apertura Chiusura


scatti

Comandi
Manuali
UP/LAT
config. completa

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/9


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Tipi di richiusura automatica

9 Quando la richiusura automatica è inclusa, la protezione


distanziometrica può effettuare, a seconda del tipo di guasto,
aperture unipolari o tripolari:
ƒ nel caso di guasti monofasi viene effettuata una
richiusura rapida unipolare (se è possibile l’apertura
indipendente dei poli dell’interruttore)
ƒ nel caso di guasti su più fasi (polifasi) viene effettuata una
richiusura rapida tripolare

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/10


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Tipi di richiusura automatica


9 Qualora dopo la richiusura automatica della linea il guasto non
si sia estinto è possibile prevedere una richiusura cosiddetta
lenta che è sempre del tipo tripolare
9La richiusura lenta si distingue dalla richiusura rapida non solo
per il tempo di attesa che le contraddistingue
9 Lo scopo della richiusura lenta è lo stesso della richiusura
rapida e nasce dall’esigenza di effettuare una chiusura della
linea prima di procedere alla ispezione della stessa
⇒ nell’esercizio delle reti, si è osservato che anche a seguito
di fallite richiusure rapide spesso nel corso della successiva
ispezione non viene individuato alcun guasto
Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/11
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DRA

Per una completa descrizione del DRA così come previsto sulle
reti AT di distribuzione si rimanda al documento

ENEL DK 4251
“Guida ai criteri di protezione della rete AT di distribuzione”
dove viene inoltre descritta la procedura di Richiusura Lenta
Manuale che conclude la panoramica sulla richiusura degli
interruttori di linea AT

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/12


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Tipi di richiusura automatica

I tipi di richiusura si distinguono, in relazione alla


durata dell’intervallo del tempo (tempo di attesa ) che
intercorre tra l’apertura dell’interruttore e la sua
richiusura, definito tempo di attesa, in:

9richiusure rapide (RR)

9richiusure lente (RL)

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/13


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Richiusura rapida

9Le richiusure rapide sono caratterizzate da un tempo


di attesa durante il quale non si abbia perdita di
sincronismo tra le 2 parti di reti che sono state
scollegate
9Il tempo di attesa è di norma dell’ordine del secondo
e deve essere il più breve possibile compatibilmente
con la necessità di ridurre la probabilità di
riadescamento del guasto (arco secondario)
secondario

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/14


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Richiusura lenta
9Le richiusure lente, che sono sempre tripolari, sono
caratterizzate da un tempo di attesa per cui non si
può escludere la perdita di sincronismo tra le due
parti di rete che sono state temporaneamente
separate
9Il tempo di attesa è dell’ordine dei minuti
9Per la riuscita della richiusura lenta questa manovra è
condizionata da alcune verifiche in funzione dello
stato della rete (assenza tensioni, presenza tensione,
controllo del sincronismo)
Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/15
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Cicli di richiusura rapida


9Ciclo di richiusura rapida unipolare
si effettua la richiusura unipolare solo per guasti monofase; per tutti gli altri
tipi di guasto si ha l’apertura definitiva dell’interruttore

9Ciclo di richiusura rapida tripolare


si effettua sempre la richiusura tripolare indipendentemente dal numero
delle fasi interessate dal guasto. Si utilizza anche qualora gli interruttori
abbiano una sola bobina di apertura

9Ciclo di richiusura rapida uni-tripolare


il tipo di richiusura dipende dal tipo di guasto; la RR è unipolare per guasto
monofase o tripolare in tutti gli altri casi

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/16


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Azioni eseguite dalla richiusura rapida


9Individuazione del “tipo di guasto”, mediante la ricezione di
uno o più segnali di avviamento dalla protezione
distanziometrica (il segnale di avviamento a massima corrente
inserito nel circuito di terra non concorre a questa logica)

9Inividuazione della “posizione del guasto”, verificando:


• che il tempo che intercorre tra la ricezione degli avviamenti e la
ricezione del comando di scatto sia inferiore al tempo di
discriminazione (TD)
• che sia verificata la condizione TD < T2 per evitare che a causa degli
errori dei temporizzatori si possa provocare una richiusura rapida
anche per guasti in 2° gradino

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/17


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Azioni eseguite dalla richiusura rapida

9Allungamento del 1° gradino


• si attiva alla ricezione dell’avviamento in
funzione della logica del programma della RR
• si disattiva (il 1° gradino ritorna al valore
nominale) quando:
il temporizzatore TD raggiunge il fine tempo
‰

la protezione ricade
‰

non è prevista la richiusura sia per blocco sia


‰

per esclusione

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/18


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Azioni eseguite dalla richiusura rapida


9Comunizzazione degli scatti
• in tutti i casi di guasto polifase
• dopo una richiusura monofase
• quando la richiusura è inibita
La RR è inibita durante TN1 (tempo di neutralizzazione per la
salvaguardia dell’interrutture), TN2 (tempo di neutralizzazione
contato a partire dalla ricezione del comando di chiusura manuale; un
guasto che si presenta entro TN2 è da cosiderare permanente)
• dopo TD, al fine di evitare che i guasti esterni alla linea,
eliminati in gradini successivi al primo con apertura
definitiva, causino un funzionamento con sole due fasi e
circolazione di compenenti inverse

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/19


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Azioni eseguite dalla richiusura rapida


9Emissione del comando di richiusura
• dopo un tempo prefissato, contato a partire dalla
ricezione dell’informazione “ricaduta della
protezione”, viene emesso il comando di
richiusura rapida
• il comando è impulsivo e dura 500 ms
• il tempo di attesa richiusura dipende dal
programma in corso
TU tempo di attesa richiusura unipolare
‰

TT tempo di attesa richiusura tripolare


‰

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/20


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Azioni eseguite dalla richiusura rapida

9Blocco della richiusura


• dopo una RR per guasti che avvengono entro TN1
• alla chiusura manuale dell’interruttore per guasti
che si verificano entro TN2
• per anomalia
• per esclusione del dispositivo
• a seguito dell’intervento della protezione di sbarra

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Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Azioni eseguite dalla richiusura rapida

9Segnalazioni
• richiusura impartita
• richiusura fallita
• comunizzazione degli scatti

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/22


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Richiusura lenta

9La Richiusura Lenta Automatica (RLA) è la logica che


permette la manovra di rimessa in servizio delle linee
nell'ipotesi di guasti di natura transitoria, per i quali è risultato
insufficiente attuare la manovra di richiusura rapida
9Il tempo di attesa per la RLA può essere 60 s o 180 s,
compatibilmente con le caratteristiche dell'interruttore
9In prossimità di generatori, per i quali non viene eseguita la
RR tripolare, è talvolta possibile effettuare comunque una
richiusura automatica che va considerata a tutti gli effetti una
RLA sebbene non sia preceduta da una RR

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/23


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Richiusura lenta
9La Richiusura Lenta Automatica è consentita quando:
• il guasto é stato eliminato in 2° gradino
• in precedenza è stata tentata, senza successo, una manovra
di richiusura rapida, in conseguenza della quale gli
interruttori si trovano nello stato di apertura tripolare
definitiva

9La RLA, può essere eseguita con le due modalità seguenti:


ƒ a lancio di tensione
ƒ a ricezione di tensione (o a magliatura di rete)

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/24


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Richiusura lenta “a lancio”

9La logica a lancio di tensione si attiva:


dopo la ricaduta dell’avviamento della protezione che
ha comandato l’apertura dell’interruttore e dopo lo
scadere del tempo TRL, quando la tensione sul lato
linea è inferiore ad un certo percento della nominale,
solitamente il 30%

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/25


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Richiusura lenta “a ricezione”

9La logica a ricezione di tensione si attiva:


sempre dopo lo scadere del tempo TRL, con l’obiettivo di
magliare la rete AT, cioè quando le tensioni a monte e a valle
dell’interruttore sono superiori ad una certa soglia rispetto alla
nominale, solitamente il 70%
⇒ potrebbe essere necessario disporre di un dispositivo
“a consenso” che verifichi il sincronismo delle reti da
magliare prima di operare la chiusura dell’interruttore di
linea

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/26


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Richiusura lenta
9ad un estremo è attiva la logica a lancio di tensione
9all’altro estremo è attiva la logica a ricezione di
tensione
9su ogni linea si sceglie, di norma, la logica a lancio
di tensione (LT) sull’estremo con corrente di corto
circuito più bassa e quello a ricezione (magliatura -
MR) all’estremo opposto

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/27


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Richiusura lenta - Esempio


9Se il guasto è transitorio la logica a lancio di tensione attiva
la richiusura in D. Il ripristinarsi della tensione in C, a valle (e
in presenza di tensione a monte) attiva la logica a ricezione di
tensione che richiude magliando la rete.
9Se il guasto è permanente la richiusura effettuata in D dà
luogo ad un transitorio in cui la corrente di cortocircuito
risulta minore di quella che si avrebbe chiudendo per primo
l’interruttore in C. Per contro la logica a ricezione di tensione
associata a quest’ultimo non comanda la richiusura a causa
della permanenza del guasto. In questo caso si parla di
richiusura lenta fallita

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/28


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Richiusura lenta manuale (RLM)

9sia nella modalità automatica che manuale le


sequenze delle manovre ed i controlli sulla
ammissibilità delle stesse sono identici
9il tempo di attesa è fissato a 180 s (rispetto ai 60 s o
180 s per la RLA)
9di norma, dopo la richiusura rapida, si effettua una
sola richiusura lenta automatica o, in assenza della
stessa o in caso di avaria, una sola richiusura lenta
manuale

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/29


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Richiusura lenta manuale (RLM)


Si utilizza solo nei seguenti casi:
9quando la causa degli scatti è da attribuire alla presenza di
condizioni metereologiche particolarmente avverse (forte
vento, ghiaccio, temporali di forte intensità) e non ci siano
particolari pericoli per persone e/o impianti
9in condizioni ambientali particolari (inquinamento isolatori,
umidità) ed in concomitanza con una o entrambe le situazioni
seguenti:
• nel caso di una disalimentazione dell’utenza e l'esecuzione di
ulteriori richiusure sia il solo modo per rialimentare l'utenza stessa
• il fuori servizio della linea interessata renda critica la sezione di rete e
sono da temere ulteriori scatti anche di altri elettrodotti

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/30


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Sistemi di teleprotezione

9L’impiego della richiusura automatica può causare


l’intervento intempestivo delle protezioni
distanziometriche delle linee adiacenti soprattutto nel
caso di linee lunghe seguite da linee brevi
9Per proteggere le linee in 1° gradino con la massima
selettività, ed evitando al contempo di causare
interruzioni transitorie intempestive, si ricorre ai
sistemi di teleprotezione

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/31


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Sistemi di teleprotezione - Telescatto


9Per Telescatto (TCS) o Direct Transfer Trip (DTT) si
intende l'invio di un comando, da parte di un
dispositivo di teleprotezione posto all'estremità di una
linea AT al dispositivo analogo posto all'altro estremo
della linea, allo scopo di comandare l’apertura degli
interruttori
9Il TCS è utilizzato ad esempio, nelle stazioni blindate
in esafluoruro di zolfo (SF6), per le seguenti esigenze:
• comandare l’apertura all’altro estremo della linea
• bloccare il funzionamento della richiusura all’altro estremo
della linea
Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/32
Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Sistemi di teleprotezione - Telepilotaggio


9Per Telepilotaggio (TPS) si intende lo scambio di un comando
fra due dispositivi di teleprotezione posti ai due estremi di una
linea AT quando è interessata da un guasto
9L'invio della nota di comando da parte del trasmettitore e
l'esecuzione del comando da parte del ricevitore é subordinato
all'avviamento delle protezioni
9Le tecniche di telepilotaggio applicate sugli impianti AT di
ENEL Distribuzione sono:
• Protezione a Trascinamento
• Protezione a mutuo consenso direzionale con sistema Eco
• Protezione a Blocco

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/33


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Logica a trascinamento o “Permissive


Underreaching Transfer Trip Scheme” (PUTT)
9la protezione distanziometrica che rileva un guasto in
1° gradino “trascina” la protezione distanziometrica
posta all’altra estremità di linea alla misura in
1° gradino allungato

Scatto 1° gradino = Avv × ( TPS × Z1all + Z1)

dove: TPS = ricezione segnale di telepilotaggio


Z1 = guasto in 1° gadino
Z1all = guasto in 1° gradino allungato
Avv = avviamento delle distanziometriche

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/34


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Logica a trascinamento
9ciascuna delle protezioni agli estremi di linea quando vede un
guasto in 1° gradino invia un segnale di TPS in modo che la
protezione all’altro estremo commuti il campo di intervento dal
1° gradino al 1° gradino allungato

9incremento del tempo di l’eliminazione del guasto


⇒ in uno dei due estremi il tempo di intervento risulterà pari a
due volte il tempo di misura + il tempo del TPS

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/35


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Logica a mutuo consenso direzionale con sistema eco o


“Permissive Overreaching Transfer Trip Scheme” (POTT)
9la protezione distanziometrica di ogni estremo della linea invia
un segnale TPS di abilitazione alla protezione posta all'altro
estremo quando vede il guasto entro il 1° gradino
9viene utilizzato per le linee di lunghezza inferiore a 2 km per
evitare scatti intempestivi per guasti all’inizio della linea
successiva
9il comando di scatto viene impartito ad ognuno dei due
interruttori se contemporaneamente alla misura in 1° gradino
si verifica la ricezione del segnale abilitante

scatto 1° gradino = Avv × Z1 × TPS


Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/36
Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Logica a mutuo consenso direzionale con sistema eco

9in presenza di una sorgente debole,debole per evitare


l’intervento delle protezioni di riserva che
scatterebbero almeno in 2° gradino è stata prevista una
logica aggiuntiva detta “ECO”
9questa logica prevede che la protezione che non si è
avviata per minima corrente alla ricezione del segnale
TPS lo rispedisca indietro in modo che la protezione
all’altro estremo possa intervenire ed eliminare così il
guasto in 1° gradino

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/37


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Logica a mutuo consenso direzionale con sistema eco

9l’utilizzo dello schema POTT comporta un aumento


del tempo di scatto
⇒ al tempo per la misura va aggiunto il tempo per la
ricezione del TPS che é dell’ordine della decina di
millisecondi

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/38


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Logica a blocco o “Blocking Scheme”

9la protezione che si avvia per un guasto sul proprio


tratto di linea trasmette alla protezione posta sulla
linea adiacente un segnale di blocco (tramite TPS) al
fine di impedire che questa intervenga per guasti non
di sua competenza
9viene impiegato, per esempio, nel caso di linee AT di
lunghezza inferiore a 2 km che collegano una Cabina
Primaria a una Stazione AT

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/39


Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Logica a blocco o “Blocking Scheme”


9 è presente un interruttore con protezione distanziometrica solo sul
montante della Stazione AT, mentre dal lato della Cabina Primaria è
presente un sezionatore
9 al verificarsi di un guasto su una linea in partenza dalla Cabina
Primaria diversa da quella che si collega con la Stazione AT, per
evitare lo scatto in 1° gradino della protezione distanziometrica lato
Stazione AT, a causa della ridotta lunghezza del collegamento, viene
inviato a questa un segnale di blocco
9 per permettere alla protezione distanziometrica della Stazione AT di
ricevere il segnale di blocco dal TPS, il suo 1° gradino viene
ritardato, di solito di 100 ms
9 il segnale è trasmesso dall’avviamento per guasto “in avanti” di una
qualunque delle protezioni installate sulle altre linee che sono
connesse alla Cabina Primaria adiacente
Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/40
Corso su protezioni distanziometriche - Capitolo 2

Funzione di chiusura intenzionale su guasto (SOTF)


9 Le protezioni distanziometriche digitali possono basare il principio
di misura della direzione del guasto sulla memoria di tensione
misurando l’angolo della corrente di guasto riferito alla tensione
prima del guasto
9 in assenza di tensione prima di un guasto l’elemento direzione non
sarebbe in grado di determinare correttamente la direzione del guasto
e quindi le protezioni potrebbero intervenire in modo non corretto
9 la funzione SOTF (Switch on To Fault), tramite il segnale di
chiusura intenzionale,
• abilita l’intervento della protezione
• per un tempo predeterminato
• con una massima corrente istantanea
• rendendo adirezionali alcuni gradini
• ed abilitandone l’intervento in tempo base

Ottobre-Novembre 2007 CESIeducation Cap. 2/41