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Friedrich Nietzsche

“La nascita della Tragedia”: l’eredità degli antichi


greci
Spirito Apollineo Spirito Dionisiaco

-Forma, armonia -Disordine

-Definizione (rifiuto del divenire) -Caos (accettazione attiva del divenire)

-Sogno -Ebbrezza

-Visione -Unificazione con la natura

-Arte figurativa -Musica

-Illusione -Sensazione
Tragedia attica (Grecia presocratica): Sofocle ed Eschilo

-Spirito dionisiaco: -Spirito apollineo:


Scruta nell’abisso dell’esistenza Dà forma al caos e illusione di
e danza su di esso grandezza all’uomo (attraverso
le divinità olimpiche)

Razionalismo socratico e la tragedia di Euripide

-Vittoria dell’apollineo sul dionisiaco:


inizio della decadenza dell’Occidente e del processo di
perdita della vitalità greca
Sull’utilità e il danno della storia per la vita

-Storia monumentale, antiquaria e critica

-Opposizione allo storicismo

-Concezione aristocratica dell’istruzione: “La storia viene sopportata solo da


personalità forti, mentre quelle deboli le spegne del tutto”

-La storia deve essere al servizio della vita, non deve essere appiattita

-Critica a Hegel
Periodo illuministico: Filosofia del mattino

-Wagner avrebbe potuto salvare l’occidente dalla decadenza, ma Nietzsche


rimase deluso da lui: da allora iniziò a elaborare una nuova filosofia

-Umano, troppo umano: lo “Spirito libero”: analisi condotta con sospetto di tutto
ciò che è umano, una “chimica delle idee e dei sentimenti”

-Aurora: analisi della morale, inizio della “campagna contro la morale”


-La gaia scienza:

- « [...] il concetto provenzale della gaya scienza, quell'unità di cantore, cavaliere e


libero pensatore con cui la meravigliosa precoce cultura provenzale si staglia su
tutte le culture dell'ambiguità; e l'ultima poesia "Al Mistral", una ballata sfrenata in
cui, con permesso!, si danza al di sopra della morale, è un perfetto
provenzalismo.- » (Ecce homo)

-Continuazione del pensiero filosofico espresso nelle precedenti due opere


-Prospettivismo

“Lo stesso dicasi di quella fede che oggi soddisfa tanti studiosi di scienze naturali, la
fede in un mondo che deve avere il suo equivalente e la sua misura nel pensiero
umano, in un «mondo di verità» a cui si potrebbe accedere definitivamente con l'aiuto
della nostra piccola e quadrata ragione umana... Come? Vogliamo davvero sminuire
l'esistenza sino a farne un esercizio da contabili, una sedentaria attività da matematici?
Soprattutto non si deve volerla spogliare del suo carattere molteplice', lo richiede il
buon gusto, signori miei, soprattutto il gusto del rispetto per tutto quello che va al di là
del vostro orizzonte! La concezione per cui esisterebbe una sola interpretazione giusta
del mondo, quella che dà ragione a voi e vi permette di continuare le vostre ricerche e il
vostro lavoro scientificamente, nel senso che voi attribuite a questa parola (intendete
forse meccanicisticamente?), tale da ammettere numeri, calcoli, pesi, vista e tatto e
niente altro, è goffa e ingenua, posto che non sia una malattia dello spirito, un
idiotismo.”
125. L’uomo folle. – Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino,
corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si
trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse
uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è
imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a
loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi
ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo
vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte?
Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è
che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in
avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un
infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire
notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini
mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina
putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso!
Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il
mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue?
Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non
è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi, per
apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione piú grande: tutti coloro che verranno dopo di noi
apparterranno, in virtú di questa azione, ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino
ad oggi!”. A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch’essi
tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si
spense. “Vengo troppo presto – proseguí – non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è
ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini.
Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche
dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate. Quest’azione è ancora sempre piú lontana
da loro delle piú lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!”. Si racconta ancora che
l’uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo
Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere
invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di
Dio?”.
-Presentazione del concetto dell’Eterno ritorno (Il peso più grande)

-Amor fati: accettazione attiva del proprio destino, dire sì alla vita
incondizionatamente

-La scienza è un metodo di liberazione dalle menzogne millenarie, è una messa in


discussione di ogni conoscenza attraverso uno spirito critico alimentato dal
sospetto
Il crepuscolo degli idoli

-Idolo: qualsiasi concetto o presunto ente che veneriamo e a cui ci sottoponiamo


volontariamente

-Critica a Socrate

-Critica alla sopravvalutazione della ragione/anima in Occidente a discapito del


corpo
1. Il mondo vero, raggiungibile per il saggio, il pio, il virtuoso — egli vive in quel mondo, egli è quel mondo.
(La più antica forma dell'idea, relativamente intelligente, semplice, convincente. Parafrasi della
proposizione «Io, Platone, sono la verità».) 2. Il mondo vero, irraggiungibile per ora, ma promesso al
saggio, al pio, al virtuoso («al peccatore che fa penitenza»). (Progresso dell'idea: diventa più sottile, più
insidiosa, meno comprensibile — diventa donna, diventa cristiana...) 3. Il mondo vero, irraggiungibile,
indimostrabile, impromettibile, ma già in quanto pensato una consolazione, un dovere, un imperativo. (Il
vecchio sole, in fondo, ma attraverso nebbia e scetticismo; l'idea divenuta sublime, pallida, nordica,
kònigsberghese.) 4. Il mondo vero — irraggiungibile? comunque non raggiunto. E, in quanto non
raggiunto, anche sconosciuto. Dunque neppure consolante, liberatorio, vincolante: a che potrebbe
vincolarci qualcosa di sconosciuto?... (Grigio mattino. Primo sbadiglio della ragione. Canto del gallo del
positivismo.) 5. Il «mondo vero» — un'idea che non serve più a niente, che non vincola nemmeno più —
un'idea divenuta inutile, superflua, dunque, un'idea confutata: eliminiamola! (Giorno chiaro; prima
colazione; ritorno del bon sens e della serenità; rossore di vergogna di Platone; baccano indiavolato di
tutti gli spiriti liberi.) 6. Il mondo vero lo abbiamo eliminato: quale mondo è rimasto? quello apparente,
forse?... Ma no! Col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente*. (Mezzogiorno; momento
dell'ombra più corta; fine dell'errore più lungo; apogeo dell'umanità; INCIPIT ZARATHUSTRA.)
“Così parlò Zarathustra”: filosofia del meriggio

-Zarathustra: profeta vissuto nell’Antica Persia, inventore dei concetti di “bene” e


di “male”

-Übermensch: Superuomo/Oltreuomo

-Bivio: Superuomo-Ultimo uomo

-Sopporta il peso della morte di Dio

-Si libera dagli idoli

-Esprime la sua “Volontà di potenza”: “E la vita stessa mi ha confidato questo


segreto: “Vedi, io sono il continuo, necessario superamento di me stessa””

-Ride!
-Il senso della terra

“Il superuomo è il senso della terra. Dica la vostra volontà: sia il superuomo il
senso della terra! Vi scongiuro, fratelli, "rimanete fedeli alla terra" e non credete a
quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Lo sappiano o no: costoro
esercitano il veneficio. Dispregiatori della vita essi sono, moribondi e avvelenati
essi stessi, hanno stancato la terra: possano scomparire! Un tempo il sacrilegio
contro Dio era il massimo sacrilegio, ma Dio è morto, e così sono morti anche tutti
questi sacrileghi. Commettere il sacrilegio contro la terra, questa è oggi la cosa più
orribile, e apprezzare le viscere dell’imperscrutabile più del senso della terra!”
Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone,
e infine il leone fanciullo. Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale
abita la venerazione: la sua forza anela verso le cose pesanti, più difficili a portare. Che cosa è gravoso?
domanda lo spirito paziente e piega le ginocchia, come il cammello, e vuol essere ben caricato. [...] Tutte
queste cose, le più gravose da portare, lo spirito paziente prende su di sé: come il cammello che
corre in fretta nel deserto sotto il suo carico, così corre anche lui nel suo deserto. Ma là dove il
deserto è più solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa leone, egli vuol come preda
la sua libertà ed essere signore nel proprio deserto. Qui cerca il suo ultimo signore: il nemico di lui e del
suo ultimo dio vuol egli diventare, con il grande drago vuol egli combattere per la vittoria. Chi è il
grande drago, che lo spirito non vuol più chiamare signore e dio? ‘Tu devi’ si chiama il grande drago.
Ma lo spirito del leone dice ‘io voglio’. [...] «Tutti i valori sono già stati creati, e io sono – ogni valore
creato. In verità non ha da essere più alcun ‘io voglio’!». Così parla il drago. Fratelli, perché il leone è
necessario allo spirito? Perché non basta la bestia da soma, che a tutto rinuncia ed è piena di
venerazione? Creare valori nuovi – di ciò il leone non è ancora capace: ma crearsi la libertà per una
nuova creazione – di questo è capace la potenza del leone. [...] Ma ditemi, fratelli, che cosa sa fare il
fanciullo, che neppure il leone era in grado di fare? Perché il leone rapace deve anche diventare un
fanciullo? Innocenza è il fanciullo e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una ruota ruotante da sola,
un primo moto, un sacro dire di sì. Sì, per il giuoco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire
di sì: ora lo spirito vuole la "sua" volontà, il perduto per il mondo conquista per sé il "suo" mondo.
-Potenza creativa del superuomo: “Bisogna avere un caos dentro di sé per
partorire una stella danzante” (caos - Dioniso)

-Importanza del corpo, come unità di spirito, anima e materia, non come dualismo

-La danza come leggerezza, liberazione dallo spirito di gravità

-L’uomo è una fune tesa fra scimmia e superuomo

-Critica a coloro che abitano un mondo dietro il mondo e ai predicatori di morte:


“malati e moribondi erano costoro, che disprezzavano il corpo e la terra e
inventarono le cose celesti e le gocce di sangue della redenzione: ma persino
questi veleni dolci e tenebrosi essi li avevano tratti dal corpo e dalla terra”

-Critica alla “compassione”


-“Amare e tramontare: ciò va insieme dai secoli dei secoli. Volontà d’amore: è
accettare di buon grado anche la morte. Questo io vi dico, codardi!”

-“Tutte le cose diritte mentono!”


Vidi un giovane pastore rotolarsi, soffocato, convulso, stravolto in viso, cui un
greve serpente nero penzolava dalla bocca. Avevo mai visto tanto schifo e livido
raccapriccio dipinto su di un volto? Forse, mentre dormiva, il serpente gli era
strisciato dentro le fauci e – lì si era abbarbicato mordendo. La mia mano tirò con
forza il serpente, tirava e tirava invano! non riusciva a strappare il serpente dalle
fauci. Allora un grido mi sfuggì dalla bocca: «Mordi! Mordi! Staccagli il capo!
Mordi!» [...] Il pastore, poi, morse così come gli consigliava il mio grido; e morse
bene! Lontano da sé sputò la testa del serpente -: e balzò in piedi Non più
pastore, non più uomo, – un trasformato, un circonfuso di luce, che "rideva"! Mai
prima al mondo aveva riso un uomo, come "lui" rise! Oh, fratelli, udii un riso che
non era di uomo.
Cosa significa l’Eterno Ritorno?

Alcune possibili interpretazioni:

-Funzione morale

-Certezza cosmologica

-Forte affermazione della dimensione del presente

-Liberazione dalla visione escatologica/teleologica del tempo


CHI E’ IL SUPERUOMO?
COS’E’ LA VOLONTA’ DI POTENZA?

-“Il male è la migliore energia dell’uomo”

-Il dionisiaco è forza distruttiva e creativa


Trasvalutazione di tutti i valori e nichilismo: Filosofia del crepuscolo

-“Genealogia della morale”, “Al di là del bene e del male”, “L’Anticristo”,


“Volontà di potenza” e altri scritti minori

-Nichilismo (dal latino nihil: nulla): disorientamento causato dalla morte di Dio e
conseguente perdita di ogni valore

Nichilismo passivo Nichilismo attivo

Accettazione passiva del crollo dei Trasvalutazione di tutti i valori:


valori e senso di disorientamento e creazione di nuovi valori, prospettive,
dispersione possibilità, attribuzione di un nuovo
senso alle cose
Morale dei padroni Morale degli schiavi

-Forza -Debolezza

-Intelligenza -Umiltà

-Bellezza -Sacrificio

-Coraggio -Abnegazione

-Determinazione dei valori -Risentimento

-Gioia -Povertà

-Bisogna creare una nuova morale che affermi la volontà di potenza!

“Io sono dinamite!”