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A.I.A.

- Autorizzazione Integrata Ambientale

D. Lgs 128/2010 recante “Modifiche ed integrazioni al D Lgs 3 aprile 2006, n. 152, recante norme
in materia ambientale, a norma dell’articolo 12 della L. 18 giugno 2009, n. 69"

Linee guida generali per l’individuazione e


l’utilizzazione della Migliori Tecniche
Disponibili: principi e struttura

Prof. Maurizio SASSO

Corso di Energetica Applicata


UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DEL SANNIO
Contenuti

 Direttiva IPPC: Principali riferimenti Normativi

 Le attività IPPC

 Migliori Tecniche Disponibili per le attività IPPC

 Piano di Monitoraggio e Controllo: riferimenti

 Linee Guida per l’individuazione della MTD in materia di Sistemi di

Monitoraggio: Definizioni e Contenuti

 Il contenuto minimo del Piano di Monitoraggio e Controllo

 Indici di prestazione del Piano di Monitoraggio e Controllo


La Direttiva IPPC - Principali riferimenti normativi
Legislazione Europea Legislazione Italiana

Direttiva Europea 96/61/CE del


D.Lgs. n. 59/2005 - Attuazione
Consiglio del 24 settembre 1996 sulla
integrale della direttiva 96/61/CE
prevenzione e la riduzione integrate
relativa alla prevenzione e riduzione
dell’inquinamento (IPPC, Integrated
integrate dell’inquinamento.
Pollution Prevention and Control).

Direttiva Europea 2008/1/CE, D. Lgs. n. 128/2010 - "Modifiche ed


sostituisce la Direttiva 96/61/CE, integrazioni al D. Lgs. n. 152/2006,
emanata il 15/1/2008 sulla prevenzione recante norme in materia ambientale, a
e la riduzione integrate norma dell’art. 12 della legge 18 giugno
dell’inquinamento. 2009, n. 69".

Direttiva Europea 2010/75/UE, D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46,


relativa alle emissioni industriali Attuazione della direttiva 2010/75/UE
(prevenzione e riduzione integrate relativa alle emissioni industriali
dell’inquinamento) sostituisce la (prevenzione e riduzione integrate
Direttiva 2008/1/CE dell’inquinamento)
Direttiva 2008/1/CE (IPPC)

La Direttiva Europea 2008/1/CE, riprendendo quanto già previsto dalle


precedenti direttive in materia, ha introdotto un approccio integrato a
livello comunitario per intervenire in materia di prevenzione e riduzione
dell'inquinamento dovuto a impianti industriali.
Una direttiva quadro mirata ad ottenere un alto livello di protezione
dell’ambiente.
Le autorizzazioni rilasciate alle aziende dovranno contenere prescrizioni
basate sui 3 principi cardine della direttiva:
− adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD);
− valutazione delle condizioni ambientali locali;
− approccio integrato.

2
Attività IPPC
Per attività IPPC si intendono tutte quelle attività che per tipologia e soglia
dimensionale (capacità produttiva) rientrano nell’elenco dell’allegato VIII alla
parte seconda del D.Lgs 152/06 (riportato nel D.Lgs. n.128/2010). Tale allegato
fornisce una lista di categorie d’impianti, raggruppati in sei gruppi principali,
all’interno delle quali vi sono delle attività più specifiche, che sono:
• industrie dell'energia;
• produzione e manifattura dei metalli;
• industria mineraria;
• industria chimica;
• trattamento dei rifiuti;
• "altre attività".
Attività soggette ad AIA: All. VIII, Parte seconda D.Lgs
152/06
1. Attività energetiche.
1.1. Impianti di combustione con una potenza termica di combustione di oltre 50 MW;

2. Produzione e trasformazione dei metalli.
2.1. Impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i minerali solforati.
2.2. Impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la
relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 tonnellate all'ora.

3. Industria dei prodotti minerali.
4. Industria chimica.
5. Gestione dei rifiuti
6. Altre attività.

6.3. Impianti per la concia delle pelli qualora la capacità di trattamento superi le 12 tonnellate
al giorno di prodotto finito.
6.4:
a) Macelli aventi una capacità di produzione di carcasse di oltre 50 tonnellate al giorno;
b) Trattamento e trasformazione destinati alla fabbricazione di prodotti alimentari a partire
da: materie prime animali (diverse dal latte) con una capacità di produzione di prodotti finiti
di oltre 75 tonnellate al giorno ovvero materie prime vegetali con una capacità di produzione
di prodotti finiti di oltre 300 tonnellate al giorno (valore medio su base trimestrale);
c) Trattamento e trasformazione del latte, con un quantitativo di latte ricevuto di oltre 200
tonnellate al giorno (valore medio su base annua).
Migliori Tecniche Disponibili per le attività IPPC 1/3

La domanda di autorizzazione AIA deve inoltre fornire indicazioni su:

• interventi proposti al fine di adeguare, se necessario, gli


impianti alle MTD (Migliori Tecniche Disponibili) o BAT (Best
Available Techniques);

• validità della proposta del gestore di impianto circa


l’adeguamento dell’assetto impiantistico alle MTD.

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Migliori Tecniche Disponibili per le attività IPPC 2/3

“Migliori Tecniche Disponibili” (D. Lgs. N.128/2010, Art.2, comma 1-ter):

La più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di

esercizio indicanti l'idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea

di massima, la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove

ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l'impatto

sull'ambiente nel suo complesso.


Migliori Tecniche Disponibili per le attività IPPC 3/3

Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre tenere conto in


particolare degli elementi di cui all'Allegato XI. Si intende per:
1) "tecniche”: sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione,
costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell'impianto;
2) "disponibili", le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta
l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide
nell'ambito del relativo comparto industriale, prendendo in considerazione i
costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o
prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a
condizioni ragionevoli;
3) "migliori", le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di
protezione dell'ambiente nel suo complesso.
Individuare e scegliere le MTD
Metodo per effettuare una scelta

Ricerca e individuazione di una scelta ottima:

− si individuano e considerano tutte le alternative;


− di ognuna si determinano i risultati attesi;
− si sceglie quella che minimizza/massimizza i risultati.

Limiti cognitivi e di tempo non consentono per lo più di


applicare questo metodo.

La scelta è la migliore tra tutte quelle possibili per cui la


ricerca si arresta.
Linee guida BAT e Legislazione vigente in materia
ambientale

Le linee guida per l’individuazione delle MTD (o i BREF):

• non interpretano la Direttiva IPPC;

• non rimuovono obblighi sui Gestore dell’impianto;

• non sostituiscono la Legislazione vigente in materia ambientale;

• non sostituiscono i limiti emissivi previsti dalla Normativa vigente.


Contenuto minimo di un BREF/Linee guida BAT 1/2
Un BREF dovrebbe contenere le seguenti parti:
• Sommario;
• Scopo;
• Capitolo 1: Informazioni generali sul settore analizzato;
• Capitolo 2: Processi e tecniche utilizzate;
• Capitolo 3: Intervalli di emissione e consumi del settore;
• Capitolo 4: Tecniche da prendere in considerazione per l’individuazione della
MTD;
• Capitolo 5: Migliori Tecniche Disponibili (MTD);
• Capitolo 6: Tecniche emergenti;
• Considerazioni conclusive e raccomandazioni per le successive versioni;
• Riferimenti bibliografici;
• Glossario.
Contenuto minimo di un BREF/Linee guida BAT 2/2

Sono disponibili due tipologie di Linee guida per l’individuazione delle MTD:

• MTD verticali, ossia applicabili alla specifica attività IPPC;

• MTD orizzontali, ossi applicabili a tutte le attività IPPC.

Tutti i BREF dovrebbero essere strutturati secondo l’elenco riportato nel lucido

precedente, anche se può essere strutturato in maniera differente in base alle

specificità dell’attività considerata. Le linee guida orizzontali, ossia applicabili

trasversalmente a tutte le attività IPPC, potrebbero differire anche in maniera

significativa rispetto a quanto proposto dall’elenco e alcuni dei capitoli previsti

potrebbero non essere presenti.


Individuazione delle Migliori Tecniche Disponibili 1/2
Considerazioni da tenere presenti nella determinazione delle MTD:

1. Impiego di tecniche a scarsa produzione di rifiuti;

2. Impiego di sostanze meno pericolose;

3. Sviluppo di tecniche per il ricupero e il riciclo delle sostanze emesse e usate

nel processo, e, ove opportuno, dei rifiuti;

4. Processi, sistemi o metodi operativi comparabili, sperimentati con successo su

scala industriale;

5. Progressi in campo tecnico e evoluzione, delle conoscenze in campo

scientifico;

6. Natura, effetti e volume delle emissioni in questione;

7. Date di messa in funzione degli impianti nuovi o esistenti.


Individuazione delle Migliori Tecniche Disponibili 2/2

9. Consumo e natura delle materie prime ivi compresa l’acqua usata nel

processo e efficienza energetica;

10. Necessità di prevenire o di ridurre al minimo l'impatto globale sull'ambiente

delle emissioni e dei rischi;

11. Necessità di prevenire gli incidenti e di ridurne le conseguenze per

l'ambiente.
Elaborazione comunitaria delle BAT/MTD

Articolo 29-terdecies - D.Lgs. 128/2010


Scambio di informazioni

La Commissione organizza lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e le


industrie interessate sulle migliori tecniche disponibili, sulle relative prescrizioni in
materia di controllo e i relativi sviluppi.
La Commissione pubblica ogni tre anni i risultati degli scambi di informazioni.

L’European IPPC Bureau (EIPPCB) di Siviglia (http://eippcb.jrc.es) prepara e


aggiorna i BAT Reference Documents (BRef)

“Sevilla Process”
Elaborazione comunitaria delle BAT/MTD

In particolare è prevista la partecipazione dell’Italia allo scambio di

informazioni organizzato dalla Commissione europea relativamente alle

migliori tecniche disponibili e al loro sviluppo, nonché alle relative

prescrizioni in materia di controllo, e a rendere accessibili i risultati di tale

scambio di informazioni.

Le modalità di tale partecipazione, in particolare, dovranno consentire il

coinvolgimento delle autorità competenti in tutte le fasi ascendenti dello

scambio di informazioni.
Elaborazione comunitaria delle BAT/MTD

European IPPC
Bureau
Elaborazione comunitaria delle BAT/MTD

BRef “verticali” e “orizzontali”

Verticali:

• relativi ad un dato settore industriale:


• produzione di cemento, calce e ossido di magnesio;
• produzione di materiali ceramici;
• produzione di cloro e alcali (…)

Orizzontali, o trasversali:
• effetti economici e trasversali;
• efficienza energetica (…).

Complessivamente ad oggi sono disponibili 34 BRef.


Elaborazione comunitaria delle BAT/MTD

Attenzione: i BREF non definiscono i valori limite di


emissione

Piuttosto, le prestazioni ambientali e gli intervalli di emissione


corrispondenti all’adozione delle varie BAT.

Inoltre: I BREF non sono atti ad imporre tecniche


specifiche

Hanno lo scopo di individuare le BAT e gli intervalli di


emissione ad esse associati, e di indicare come tali
prestazioni possano essere raggiunte.
Elaborazione comunitaria delle BAT/MTD

Ancora: l’introduzione di una tecnica non è sufficiente ad


assicurare il conseguimento della prestazione in modo
continuativo

Occorre adottare un sistema che garantisca l’affidabilità degli


impianti e delle attrezzature, e che preveda procedure
operative adeguate alle diverse condizioni operative e tempi
efficaci di rilevazione e reazione ad eventuali scostamenti
dalle condizioni volute
Applicazione alla realtà Italiana 1/2

Linee Guida per l’Applicazione delle Migliori Tecniche


Disponibili, orizzontali e trasversali.

Redatte da una Commissione Nazionale istituita con DM


Ambiente, Attività Produttive e Salute del 15/4/2003.

La Commissione Nazionale ha individuato 13 Gruppi Tecnici


Ristretti, attivi per i diversi settori industriale o per attività
trasversali.
Applicazione alla realtà Italiana 2/2

MTD individuate “calando” le analisi elaborate in sede


comunitaria nella realtà italiana.

Analisi condotte tenendo conto di diverse specificità che


caratterizzano i vari settori industriali in Italia.

Linee Guida emanate con Decreti dei Ministeri competenti.


Gli strumenti da utilizzare per l’individuazione delle MTD
I documenti da utilizzare per l’individuazione delle MTD di settore sono
disponibili sui D.M. nazionali in lingua italiana o BREF comunitari in lingua
inglese. Fra i due documenti è necessario far riferimento alla documentazione
più recente fra MTD e BREF.

BREF (Bat REFerence) DI SETTORE COMUNITARIE


Il sito internet dove reperirle è http://eippcb.jrc.es/reference/

MTD DI SETTORE ITALIANE (linee guida verticali)


DM 31 gennaio 2005
DM 29 gennaio 2007
DM 1 ottobre 2008

MTD DI SETTORE ITALIANE (linee guida orizzontali o


trasversali)
Applicabili a tutti i settori
BREF (Bat REFerence) COMUNITARIE 1/2
BREF (Bat REFerence) COMUNITARIE 2/2
Migliori Tecniche Disponibili Italiane
Le MTD attualmente recepite dall’Italia sono elencate nella tabella sottostante:
DECRETO MINISTERIALE CATEGORIA IPPC DESCRIZIONE

BAT per i sistemi di monitoraggio, per le cokerie, BAT per


la produzione e trasformazione dei metalli (eccetto che
Tutte - 1.3-2.1-2.2-2.3(a,b,c) -
DM 31/01/2005 per l’industria galvanica) e BAT per gli impianti industriali
2.4 – 2.5(a)- 2.5(b)- 6.1(a,b)
destinati alla fabbricazione di pasta per carta a partire da
legno o da altre materie fibrose.

BAT per le raffinerie di petrolio e di gas, BAT per la


fabbricazione di vetro, fusione di sostanze minerali, e
1.2 - 3.3 - 3.4 - 3.5 – 5 - 6.4.a
DM 29/01/2007 prodotti ceramici, BAT in materia di gestione dei rifiuti,
- 6.5 - 6.6
BAT per gli impianti di macellazione, il trattamento delle
carcasse e gli allevamenti.

BAT in materia di impianti di combustione, BAT per gli


impianti che fanno trattamento di superficie di metalli,
DM 01/10/2008 1.1 - 2.6 - 4 - 6.4.b
BAT per gli impianti di produzione cloro-alcali e olefine
leggere e BAT in materia di industria alimentare.

BAT in materia di analisi degli aspetti economici e degli


DM 01/10/2008 Tutte
effetti incrociati.
Un esempio: l’industria dei prodotti alimentari 1/3

6.4.a. Macelli aventi una capacità di produzione di carcasse


di oltre 50 t/giorno;
6.4.b [Impianti per il] trattamento e trasformazione destinati
alla fabbricazione di prodotti alimentari a partire da: materie
prime animali (diverse dal latte) con una capacità di
produzione di prodotti finiti di oltre 75 t/giorno;
materie prime vegetali con una capacità di produzione di
prodotti finiti di oltre 300 t/giorno;
6.4.c [Impianti per il] trattamento e trasformazione del latte,
con un quantitativo di latte ricevuto di oltre 200 t/giorno.
Un esempio: l’industria dei prodotti alimentari 2/3

Schema delle Linee Guida:


• Identificazione della normativa ambientale rilevante di settore;

• Ricognizione della situazione del settore;

• Descrizione del processo di produzione, degli eventuali sottoprocessi e

degli impianti per i quali sono analizzate le Migliori Tecniche Disponibili;

• Descrizione delle analisi elaborate per l’individuazione delle MTD;

• Definizione della lista delle MTD;

• Analisi dell’applicabilità delle MTD ad impianti esistenti delle tecniche di

prevenzione integrata dell’inquinamento;

• Definizione dei criteri di individuazione e utilizzazione delle MTD.


Descrizione delle analisi elaborate per la
individuazione delle MTD 1/3
Considerazioni generali
Le informazioni contenute nelle Linee guida sono utili all’individuazione delle
MTD nel campo alimentare.
Le tecniche che vengono presentate e i livelli di emissione e di consumi
energetici e di materiali ad esse associati dovrebbero essere considerate come
un’indicazione generale e una sorta di base tecnica da consultare nel momento
del rilascio di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) basata sulle MTD.
La determinazione di appropriate condizioni da prescrivere nel rilascio dall’AIA
dovrebbe tener conto di
• fattori locali e specifici del sito;
• caratteristiche tecniche dell’insediamento produttivo interessato;
• localizzazione geografica del sito;
• specifiche condizioni ambientali.
Nel caso di impianti esistenti bisogna prendere in considerazione la fattibilità
tecnico/economica dell’introduzione di una delle MTD.
Le tecniche e i livelli di performance ambientale indicati non sono perciò
necessariamente da considerare appropriati per tutti i tipi di impianti, anche se
possono essere ritenuti validi per un’ampia casistica.
Descrizione delle analisi elaborate per la
individuazione delle MTD 2/3
L’elenco delle MTD riportate di seguito, così come nel BRef, non può essere
considerato esaustivo.
Nell’applicazione al caso concreto si dovrà quindi anche valutare la reale
applicabilità delle tecniche, oltre alla possibilità di disporre di tecniche
alternative parimenti efficaci.
Pertanto l’individuazione delle MTD applicate ed applicabili in un singolo
impianto deve necessariamente partire da una valutazione preliminare
dell’impianto produttivo, che l’azienda dovrà svolgere e successivamente
sottoporre all’amministrazione tramite la domanda di autorizzazione.
Tale valutazione, da parte dell’azienda, deve essere finalizzata alla illustrazione
dei processi condotti nel sito produttivo e delle conseguenti prestazioni
ambientali.
In questa fase dovranno quindi essere individuate le differenti fasi produttive, le
apparecchiature installate, le materie prime impiegate. Tutto ciò avrà infatti
influenza sulle tecniche applicabili e sulle emissioni prodotte.
Descrizione delle analisi elaborate per la
individuazione delle MTD 3/3
La fase successiva richiede la valutazione degli aspetti ambientali significativi sui
quali concentrare l’attenzione, nell’ambito di un approccio integrato.
In questo senso, è necessaria una valutazione dei flussi di materia ed energia in
ingresso ed in uscita dallo stabilimento.
Ulteriori valutazioni dei flussi, suddivise per singole fasi di lavorazione, possono
rendersi utili o necessarie per utenze di particolare impatto, nel caso in cui su tali
utenze sia possibile ottenere un miglioramento ambientale sensibile ed
importante.
Per l’identificazione dei parametri significativi ci si può riferire a quanto già
disponibile in letteratura, verificandone la congruenza nel caso specifico.
A questo punto l’azienda sarà in grado di identificare le MTD, o altre tecniche
alternative, già applicate nello stabilimento e valutare le eventuali possibilità di
intervento, in particolare nei settori ambientali che dovessero essere emersi
come più significativi nella valutazione precedente.
Alla identificazione, da parte dell’azienda, di possibili tecniche integrative si deve
associare la valutazione dell’applicabilità tecnica ed economica nella realtà
specifica.
Un esempio: l’industria dei prodotti alimentari 3/3
MTD individuate per l’insieme dei settori produttivi e per ciascuno
specifico settore:

H1: MTD valide per tutti i settori produttivi;


H2: Derivati della carne;
H3: Conserve vegetali;
H4: Industria delle materie grasse vegetali;
H5: Industria lattiero casearia;
H6: Industria della produzione dei gelati;
H7: Industria della raffinazione dello zucchero;
H8: Industria della birra.
H1: MTD valide per tutti i settori produttivi 1/5
1. Attivare un preciso programma di gestione ambientale (EMAS, ISO 14001 o
aziendale ma basato sugli stessi principi dei modelli citati).
GESTIONE

2. Attivare un corrispondente programma di addestramento e sensibilizzazione del


personale.
3. Utilizzare un programma di manutenzione stabilito.
4. Riduzione degli scarti e delle emissioni in fase di ricevimento delle materie prime
e dei materiali.

5. Riduzione dei consumi di acqua - Installazione di misuratori di acqua su ciascun


comparto produttivo e/o su ciascuna macchina.
6. Riduzione dei consumi di acqua - Separazione delle acque di processo dalle
altre.
7. Riduzione dei consumi di acqua – Riduzione del prelievo dall’esterno. Impianto di
raffreddamento a torri evaporative.
ACQUA

8. Riduzione dei consumi di acqua - Riutilizzo delle acque di raffreddamento e delle


acque delle pompe da vuoto.
9. Riduzione dei consumi di acqua - Eliminazione dei rubinetti a scorrimento e
manutenzione di guarnizioni di tenuta in rubinetteria, servizi igienici, ecc.
10. Riduzione dei consumi di acqua - Impiego di idropulitrici a pressione.
11. Riduzione dei consumi di acqua - Applicare agli ugelli dell'acqua comandi a
pistola.
H1: MTD valide per tutti i settori produttivi 2/5

12. Riduzione dei consumi di acqua - Prima pulizia a secco degli impianti e
applicazione alle caditoie sui pavimenti trappole amovibili per la separazione
dei solidi.
ACQUA

13. Riduzione dei consumi di acqua – Progettazione e costruzione dei


veicoli e delle attrezzature di carico e scarico in modo che siano facilmente
pulibili.
14. Riduzione dei consumi di acqua – Riutilizzo delle acque provenienti dai
depuratori per operazioni nelle quali non sia previsto l’uso di acqua potabile.

15. Riduzione dei consumi energetici. Miglioramento del rendimento delle


centrali termiche.
16. Riduzione dei consumi energetici. Coibentazioni delle tubazioni di
trasporto di fluidi caldi e freddi.
ENERGIA

17. Riduzione dei consumi energetici. Demineralizzazione dell’acqua.


18. Riduzione dei consumi energetici. Cogenerazione.
19. Uso efficiente dell’energia elettrica. Impiego di motori ad alta efficienza.
20. Uso efficiente dell’energia elettrica. Rifasamento.
21. Uso efficiente dell’energia elettrica. Installazione di contatori su ciascun
comparto produttivo e/o su ciascuna macchina.
H1: MTD valide per tutti i settori produttivi 3/5
EMISSIONI GASSOSE 22. Controllo delle emissioni gassose - Sostituire combustibili liquidi con
combustibili gassosi per il funzionamento degli impianti di generazione del
calore.
23. Controllo delle emissioni gassose – Controllo in continuo dei parametri
della combustione e del rendimento.
24. Controllo delle emissioni gassose – Riduzione dei rischi di emissione in
atmosfera da parte di impianti frigoriferi che utilizzano ammoniaca (NH3)
25. Abbattimento polveri mediante cicloni e multicicloni.
26. Abbattimento polveri mediante filtri a maniche.

27. Controllo del rumore – Utilizzo di un materiale multi-strato


fonoassorbente per i muri interni dell’impianto.
28. Controllo del rumore – Muri esterni costruiti con materiale amorfo ad alta
densità.
RUMORE

29. Controllo del rumore – Riduzione dei livelli sonori all’interno dell’impianto.
30. Controllo del rumore – Piantumazione di alberi nell’area circostante
all’impianto.
31. Controllo del rumore – Riduzione del numero di finestre o utilizzo di
infissi maggiormente isolanti (vetri a maggiore spessore, doppi vetri etc..).
32. Controllo del rumore – Altri interventi.
H1: MTD valide per tutti i settori produttivi 4/5
33. Trattamenti di depurazione effluenti. Riduzione del carico di solidi e di
colloidi al trattamento per mezzo di diverse tecniche. Prevenire la
stagnazione di acqua, eliminare preventivamente i solidi sospesi attraverso
SCHARICHI

l’uso di griglie, eliminare il grasso dall’acqua con appositi trattamenti


meccanici, adoperare un flottatore, possibilmente con l’aggiunta di
flocculanti, per l’ulteriore eliminazione dei solidi.
34. Trattamenti di depurazione effluenti liquidi. Riduzione dei consumi
energetici per mezzo dell’utilizzo di una sezione di equalizzazione delle
acque di scarico e del corretto dimensionamento dell’impianto di trattamento
stesso.

35. Scelta della materia grezza.

36. Valutazione e controllo dei rischi presentati dai prodotti chimici utilizzati
PRODOTTI

nell’industria alimentare.
CHIMICI

37. Scelta di alternative valide nell’uso dei prodotti di disinfezione.


38. Scelta di alternative valide nell’uso di prodotti chelanti al fine di ridurre
l’utilizzo di EDTA.
H1: MTD valide per tutti i settori produttivi 5/5

39. Impiego di sistemi di lavaggio CIP (Cleaning in Place) .


40. Traffico e movimentazione materiali.

41. Gestione dei rifiuti – raccolta differenziata.


42. Gestione dei rifiuti - riduzione dei rifiuti da imballaggio anche per mezzo
del loro riutilizzo o del loro riciclo.
RIFIUTI

43. Gestione dei rifiuti – accordi con i fornitori.


44. Gestione dei rifiuti – riduzione volumetrica dei rifiuti assimilabili agli
urbani (RSAU) destinati allo smaltimento e degli imballaggi avviati a
riciclaggio.
45. Gestione dei rifiuti – compattazione fanghi.

46. Suolo e acque sotterranee – gestione dei serbatoi fuori terra.


SUOLO

47. Suolo e acque sotterranee – gestione dei serbatoi interrati.


48. Suolo e acque sotterranee – gestione delle tubazioni.
49. Suolo e acque sotterranee – Adozione di solai impermeabili.

50. Gestione delle sostanze pericolose – buone pratiche di gestione.


H3. MTD Conserve vegetali

1. Minimizzare le perdite di materia grezza vegetale nelle fasi di conferimento,


scarico, stoccaggio e valutazione dell’idoneità.
2. Privilegiare i sistemi di pelatura a minor impatto ambientale.
3. Controllare l’efficacia dei sistemi di stoccaggio temporaneo e di
confezionamento per evitare inutili perdite di prodotto.
4. Utilizzo di sistemi di raccolta meccanica al termine della lavorazione per
evitare inutili perdite di prodotto.
5. Installare autoclavi di sterilizzazione con recupero di acqua calda e/o
funzionanti a cestone rotante per ridurre i tempi di sterilizzazione e i consumi
energetici.
6. Installare torri evaporative per l’acqua di raffreddamento degli impianti di
trattamento termico di stabilizzazione.
7. Installare torri evaporative per l’acqua di raffreddamento degli impianti di
abbattimento dei vapori di concentrazione.
8. Installare condensatori a superficie negli evaporatori.
MTD: Sistemi di gestione ambientale
Esistono BAT che sono da considerarsi trasversali e che riguardano in particolare
la gestione degli impianti produttivi stessi in termini di corretta gestione
ambientale. Sotto questo aspetto sono da considerarsi BAT possibili tutti gli
strumenti di gestione dei sistemi ambientali previsti standardizzati, quali EMAS e
EN ISO 14001, o non standardizzati ma che comunque prevedano una gestione
dell'impianto di produzione con gli stessi principi dei sistemi citati.
Vantaggi ambientali - I sistemi di gestione ambientale assicurano il continuo
miglioramento delle prestazioni dell'impianto in termini di rispetto ambientale.
Effetti incrociati - Sono solo positivi in quanto un sistema di gestione ambientale
è in perfetta sintonia con i principi ispiratori della Direttiva IPPC.
Dati operativi - Nessuno in particolare
Applicabilità - Nella maggior parte delle installazioni. In pratica l'applicabilità è
legata alla natura, alla dimensione e alla complessità dell'impianto produttivo e
alle implicazioni derivanti dalla sua ubicazione.
Aspetti economici - E' difficile generalizzare il costo dell'introduzione di un
sistema di gestione ambientale e questo è la risultante di un costo di
progettazione (legato alle dimensioni dell'impianto e alla sua tipologia), di un
costo per gli interventi di miglioramento e del costo per le verifiche.
MTD in materia di Efficienza Energetica 1/2
BAT in materia di Efficienza Energetica 2/2
L'obiettivo della direttiva IPPC è realizzare la prevenzione e la riduzione
integrate dell'inquinamento che risultino in un livello elevato di tutela
dell'ambiente nel suo complesso; in questo senso sono compresi anche
l'efficienza energetica e l'uso oculato delle risorse naturali.

La direttiva IPPC prevede un sistema di autorizzazioni per determinati impianti


industriali in base al quale il gestore e l'autorità di regolamentazione devono
avere una visione globale e integrata dei potenziali consumi ed effetti inquinanti
dell'impianto.

Un approccio integrato di questo tipo è inteso a migliorare globalmente la


progettazione e la costruzione dell'impianto nonché la gestione e il controllo dei
processi industriali al fine di garantire un livello elevato di tutela dell'ambiente
nel suo complesso.
L'impostazione trasversale all'efficienza energetica in tutti i settori IPPC si basa
sul presupposto che l'energia sia usata in tutti gli impianti e che molti settori
IPPC presentino sistemi e apparecchiature comuni. In tal modo è possibile
individuare soluzioni generiche finalizzate al risparmio energetico a prescindere
dall'attività specifica.
Gestione dell'efficienza energetica 1/2
MTD significa mettere in atto e aderire ad un sistema di gestione dell'efficienza
energetica (ENEMS, Energy Efficiency Management System) che deve basarsi,
in funzione della situazione locale, su:
• impegno della dirigenza;
• definizione, da parte dalla dirigenza, di una politica in materia di efficienza
energetica per l'impianto;
• pianificazione e definizioni di obiettivi e traguardi intermedi;
• applicazione e funzionamento delle procedure, con particolare riferimento a:
• struttura e responsabilità del personale; formazione, sensibilizzazione e
competenza; comunicazione; coinvolgimento del personale;
documentazione; controllo efficiente dei processi; programmi di
manutenzione; preparazione alle emergenze e risposte; garanzia di
conformità alla legislazione e agli accordi in materia di efficienza energetica
(ove esistano);
• valutazioni comparative (benchmarking);
Gestione dell'efficienza energetica 2/2

Altro elemento di cui tener conto è il controllo delle prestazioni e adozione di


azioni correttive con particolare riferimento a:
• monitoraggio e misure; azioni preventive e correttive; mantenimento archivi;
audit interno indipendente (se possibile) per determinare se il sistema ENEMS
corrisponde alle disposizioni previste e se è stato messo in atto e soggetto a
manutenzione correttamente;
• riesame dell'ENEMS da parte della dirigenza e verifica della sua costante
idoneità, adeguatezza ed efficacia;
• nella progettazione di una nuova unità, considerazione dell'impatto
ambientale derivante dalla dismissione;
• sviluppo di tecnologie per l'efficienza energetica e aggiornamento sugli
sviluppi delle tecniche nel settore.
Miglioramento ambientale costante
Applicare le MTD significa ridurre costantemente al minimo l'impatto ambientale
di un impianto pianificando gli interventi e gli investimenti in maniera integrata e
articolandoli sul breve, medio e lungo termine, tenendo conto del rapporto costi-
benefici e degli effetti incrociati.
Questa BAT si applica a tutti gli impianti. Il termine "costantemente" significa che
le azioni vengono ripetute nel tempo: in altri termini, tutte le decisioni riguardanti
la pianificazione e gli investimenti dovrebbero prendere in esame l'obiettivo
complessivo di lungo termine di ridurre l'impatto ambientale dell'operazione.
Il miglioramento può essere graduale, e non necessariamente lineare, e deve
tener conto degli effetti incrociati, come il maggior consumo di energia connesso
alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.
Non è possibile eliminare completamente gli impatti ambientali e in alcuni casi il
rapporto costi-benefici delle misure potrà essere esiguo o nullo. Occorre tuttavia
tenere presente che nel tempo la redditività può cambiare.
Energy Efficiency BAT 1/2
BAT significa individuare attraverso un audit gli aspetti di un impianto che incidono
sull'efficienza energetica. Questa BAT si applica a tutti gli impianti esistenti e prima
di programmare ammodernamenti o nuove costruzioni. Nello svolgimento
dell'audit è necessario individuare i seguenti elementi:
• consumo e tipo di energia utilizzata nell'impianto, nei sistemi che lo costituiscono
e nei processi;
• apparecchiature che consumano energia, tipo e quantità di energia utilizzata
nell'impianto;
• possibilità di ridurre al minimo il consumo di energia, ad esempio provvedendo a:
 contenere/ridurre i tempi di esercizio dell'impianto, ad esempio spegnendolo
se non viene utilizzato;
 garantire il massimo isolamento possibile;
 ottimizzare i servizi, i sistemi e i processi associati (considerando la BAT per
i sistemi che consumano energia);
 possibilità di utilizzare fonti alternative o di garantire un uso più efficiente
dell'energia, in particolare l'energia in eccesso proveniente da altri processi e/o
sistemi;
 possibilità di utilizzare l'energia in eccesso in altri processi e/o sistemi;
 possibilità di migliorare la qualità dell’energia termica.
Energy Efficiency BAT 2/2

BAT significa utilizzare gli strumenti o le metodologie più adatti per individuare
degli interventi e valutare i potenziali benefici sulla base di:
• modelli e bilanci energetici;
• database;
• tecniche quali la metodologia della pinch analysis, l'analisi exergetica, le
analisi termoeconomiche;
• stime e calcoli.

La scelta dello strumento più adatto dipende dal settore e dalla complessità del
sito.

BAT significa individuare le opportunità per ottimizzare il recupero dell'energia


nell'impianto, tra i vari sistemi dell'impianto e/o con dei terzi.
Questa BAT può trovare applicazione solo se esiste la possibilità di utilizzare
adeguatamente il tipo di energia termica in eccesso recuperabile, nelle quantità
disponibili.
Approccio sistemico alla gestione dell'energia
Per BAT s'intende la possibilità di ottimizzare l'efficienza energetica con un
approccio sistemico alla gestione dell'energia dell'impianto. Tra i sistemi che è
possibile prendere in considerazione ai fini dell'ottimizzazione in generale
figurano i seguenti:
•unità di processo (si vedano i BREF settoriali),
•sistemi di riscaldamento quali:
•vapore,
•acqua calda,
•sistemi di raffreddamento e vuoto (si veda il BREF sui sistemi di raffreddamento
industriali),
•sistemi a motore quali:
•aria compressa,
•pompe,
•sistemi di illuminazione,
•sistemi di essiccazione, separazione e concentrazione.
Istituzione e riesame degli obiettivi e degli
indicatori di efficienza energetica
BAT significa istituire indicatori di efficienza energetica procedendo a:
• individuare indicatori adeguati di efficienza energetica per un dato impianto e,
se necessario, per i singoli processi, sistemi e/o unità, e misurarne le variazioni
nel tempo o dopo l'applicazione di misure a favore dell'efficienza energetica;
• individuare e registrare i limiti opportuni associati agli indicatori;
• individuare e registrare i fattori che possono far variare l'efficienza energetica
dei corrispondenti processi, sistemi e/o unità.

I dati sull'energia secondaria o finale sono in genere utilizzati per monitorare le


situazioni in corso. In alcuni casi è possibile utilizzare più di un indicatore
dell'energia secondaria o finale per ciascun processo (ad esempio, sia vapore
che energia elettrica). Se si decide di utilizzare (o variare) i vettori di energia e
le apparecchiature tecniche, come indicatore si può anche utilizzare l'energia
secondaria o finale. È tuttavia possibile utilizzare altri indicatori come l'energia
primaria per tener conto dell'efficienza di produzione di un vettore dell'energia
secondaria e dei suoi effetti incrociati, in funzione delle circostanze locali.
Valutazione comparativa (benchmarking)

BAT significa effettuare sistematicamente delle comparazioni periodiche con i


parametri di riferimento (o benchmarks) settoriali, nazionali o regionali, ove
esistano dati convalidati.

Il periodo che intercorre tra due valutazioni comparative dipende dal settore ma
in genere è di vari anni: i dati dei parametri, infatti, non cambiano rapidamente o
in maniera significativa nell'arco di poco tempo.
Manutenzione
BAT significa effettuare la manutenzione degli impianti al fine di ottimizzarne
l'efficienza energetica applicando tutte le tecniche descritte di seguito:
• conferire chiaramente i compiti di pianificazione ed esecuzione della manutenzione;
• definire un programma strutturato di manutenzione basato sulle descrizioni
tecniche delle apparecchiature, norme ecc. e sugli eventuali guasti delle
apparecchiature e le relative conseguenze. Può essere opportuno programmare
alcune operazioni di manutenzione nei periodi di chiusura dell'impianto;
• integrare il programma di manutenzione con opportuni sistemi di registrazione e
prove diagnostiche;
• individuare, nel corso della manutenzione ordinaria o in occasione di guasti e/o
anomalie, eventuali perdite di efficienza energetica o punti in cui sia possibile
ottenere dei miglioramenti;
• individuare perdite, guasti, usure e altro che possano avere ripercussioni o limitare
l'uso dell'energia e provvedere a porvi rimedio al più presto.

La decisione di effettuare le riparazioni tempestivamente deve essere presa tenendo


conto anche della necessità di mantenere la qualità del prodotto e la stabilità del
processo e degli aspetti legati alla salute e alla sicurezza.
Migliori tecniche disponibili per realizzare
l'efficienza energetica in sistemi, processi, attività o
attrezzature che consumano energia
Le BAT generiche sull’Efficienza Energetica sottolineano l'importanza di
considerare l'impianto nel suo insieme e a valutare il fabbisogno e le finalità dei
vari sistemi, le energie associate e le rispettive interazioni.
Tali tecniche comprendono anche:

• l'analisi e la valutazione comparativa del sistema e delle sue prestazioni;

• la pianificazione di interventi e investimenti per ottimizzare l'efficienza


energetica alla luce del rapporto costi-benefici e degli effetti incrociati;

• per i sistemi nuovi, l'ottimizzazione dell'efficienza energetica a livello di


progettazione dell'impianto, dell'unità o del sistema e di scelta dei processi;

• per i sistemi esistenti, l'ottimizzazione dell'efficienza energetica del sistema


nell'ambito del suo funzionamento e della gestione, comprese le attività
periodiche di monitoraggio e manutenzione.
BAT applicabili

Le BAT per l'efficienza energetica relative alle attività, ai sistemi e ai processi più
comunemente presenti negli impianti IPPC si possono sintetizzare come segue:
•BAT significa ottimizzare:
• la combustione;
• i sistemi a vapore;
ricorrendo alle tecniche del caso, come:
• le tecniche specifiche ai settori indicati nei BREF verticali;
• BAT significa ottimizzare i sistemi e i processi quali:
• sistemi ad aria compressa;
• sistemi di pompe;
• sistemi di riscaldamento, ventilazione e trattamento dell’aria;
• sistemi di illuminazione,
• processi di essiccazione, concentrazione e separazione. Per tutti questi
processi BAT è anche cercare possibilità di ricorrere alla separazione
meccanica abbinata a processi termici.
Interventi indicati nelle BAT 1/2
Recupero di energia termica

BAT significa mantenere l'efficienza degli scambiatori di calore tramite:


• monitoraggio periodico dell'efficienza;
• prevenzione o eliminazione delle incrostazioni.
Le tecniche di raffreddamento e le BAT associate sono contenute nel BREF
sugli impianti di raffreddamento industriali, nell'ambito del quale si considera
che BAT sia, in via prioritaria, l'utilizzo di energia termica in eccesso piuttosto
che la sua dissipazione in ambiente. Se è necessario il raffreddamento, è
opportuno valutare i vantaggi del raffreddamento libero (free cooling), che
utilizza l'aria ambiente.

Cogenerazione/Trigenerazione

BAT significa valutare l’introduzione della cogenerazione, all'interno


dell'impianto e/o all'esterno (rete di teleriscaldamento).
In molti casi le autorità pubbliche (a livello locale, regionale o nazionale) hanno
agevolato accordi di questo tipo o sono esse stesse dei terzi.
Interventi indicati nelle BAT 2/2
Alimentazione elettrica

• Per BAT s'intende aumentare il fattore di potenza in base ai requisiti del


distributore di elettricità locale utilizzando tecniche come quelle descritte nel
presente documento, se e dove risultano applicabili.

• BAT significa controllare l'alimentazione elettrica per verificare la presenza di


correnti armoniche ed applicare eventualmente dei filtri.

Sottosistemi azionati da motori elettrici

Una della soluzioni più semplici per migliorare l'efficienza energetica è la


sostituzione dei motori con motori efficienti sotto il profilo elettrico e con variatori
di velocità (VSD). Questo approccio dovrebbe essere valutato solo considerando
l'intero sistema in cui si trova il motore, per evitare il rischio di:
• perdere i potenziali benefici connessi all'ottimizzazione dell'uso e del
dimensionamento dei sistemi e alla successiva ottimizzazione dei requisiti
riguardanti l'azionamento a motore;
• perdita di energia se il variatore VSD viene applicato nel contesto sbagliato.
Introduzione delle MTD 1/2

Il Gestore dell’impianto:
• formula in sede di domanda di AIA una
proposta di interventi al fine di adeguare gli
impianti alle MTD;
• giustifica la sua scelta indicando le valutazioni
alla base della sua proposta.

Il valutatore: verifica la correttezza delle valutazioni


e delle scelte del gestore.
Introduzione MTD 2/2

Si riconducono le linee guida di interesse ad un elenco di


tecniche (MTD check-list).

Per ogni tecnica riportata nell’elenco si affianca una delle


seguente indicazioni:

a) Applicata, come e in che modo;

b) Applicabile (e con che benefici), come e quando


(cronoprogramma di adozione);

c) Non applicabile (con che motivazioni).


21
Applicabilità delle tecniche ad impianti esistenti
In fase di valutazione dell’applicabilità di una tecnica ad un impianto possono
essere tenuti in considerazione i seguenti.

Dimensione dell’impianto
L’economia di scala non permette agli impianti più piccoli di ottenere, a parità di
costo, le stesse prestazioni ambientali. Questo può rendere alcuni tecniche
inaccessibili.

Età dell’impianto
Tra i problemi che possono insorgere nell’applicazione delle MTD su impianti
esistenti devono essere menzionati, poiché direttamente connessi con l’età
dell’impianto, la disponibilità di spazio e la compatibilità tecnica con le
caratteristiche progettuali e costruttive delle strutture preesistenti. In via generale
è opportuno ricordare che le modifiche impiantistiche sugli impianti esistenti sono
più costose e richiedono spesso di interrompere o rallentare la produzione.
L’applicazione di alcune MTD, di conseguenza, potrebbe risultare appropriata
solo in occasione di rilevanti modifiche o nuove installazioni; gli impianti esistenti
possono inoltre avere scarse disponibilità di spazi, che impediscono la piena
adozione di alcune tecniche.
Una valutazione appropriata può essere fatta solo a livello locale o di sito.
Applicabilità delle tecniche ad impianti esistenti

Le materie grezze impiegate

La scelta delle materie grezze influenza le prestazioni ambientali del processo

produttivo in ogni aspetto, dalla produzione di rifiuti, al consumo energetico, alle

emissioni in aria e acqua.

Le scelte delle materie prime da parte degli operatori sono spesso legate a

fattori esterni, quali la disponibilità, a livello locale, di materie prime, l’andamento

dei prezzi e la qualità del prodotto finito desiderata. Il mercato delle materie

prime, in particolare, impone ai produttori frequenti modifiche delle materie

impiegate.
Applicabilità delle tecniche ad impianti esistenti

Il contesto locale
La necessità di considerare le caratteristiche dell’ambiente circostante può
determinare scelte differenti nelle MTD a livello di singolo stabilimento. La
pianificazione degli interventi da realizzare dovrà tenere conto dell’impatto sulle
diverse matrici ambientali.
Ad esempio, l’utilizzo di circuiti di raffreddamento in ciclo chiuso o parzialmente
chiuso comporta la necessità di installare torri di raffreddamento con i possibili
effetti incrociati (impatto paesaggistico, consumi energetici, consumi di prodotti
chimici per l’additivazione dell’acqua di raffreddamento). Inoltre nei climi caldi i
volumi di acqua di raffreddamento sono necessariamente superiori rispetto a
quanto accade nei climi freddi con conseguente impatto anche sui consumi
energetici.
Applicabilità delle tecniche ad impianti esistenti

La chiusura dei cicli idrici

La chiusura dei cicli ha come scopo prioritario la riduzione, per quanto

tecnicamente possibile, dell’utilizzo della risorsa acqua, salvaguardando dal punto

di vista quantitativo il corpo idrico dal quale l’acqua viene prelevata. Tale obiettivo

non può comunque prescindere dal rispetto degli obiettivi di qualità del corpo idrico

recettore.

Quindi la valutazione del grado ottimale di chiusura del ciclo dovrà tenere conto,

tra l’altro, delle due diverse esigenze ambientali: da un lato la riduzione delle

portate di acqua prelevate e dall’altro i limiti di concentrazione da rispettare sui

reflui scaricati.
Applicabilità delle tecniche ad impianti esistenti
La chiusura dei cicli idrici

Allo stesso modo, una chiusura spinta dei cicli deve essere valutata alla luce del

potenziale impatto puntuale sul corpo recettore. A parità di carico inquinante

riversato, infatti, la chiusura spinta dei cicli comporta uno scarico localmente più

concentrato mentre una minore chiusura dei cicli comporta un maggior prelievo di

risorsa ed uno scarico localmente meno concentrato. Nel caso di emungimento da

falda il contenimento del prelievo assume particolare importanza, vista la superiore

qualità della risorsa utilizzata. Diversamente, nel caso di prelievo da corpo

superficiale, il vantaggio di contenere il prelievo potrebbe essere meno rilevante,

contrapposto al vantaggio di avere uno scarico localizzato meno concentrato.

Nella valutazione del corretto grado di chiusura dei cicli si dovrà inoltre considerare

anche il contesto locale in cui opera l’impianto.


Applicabilità delle tecniche ad impianti esistenti

La legislazione nazionale e regionale

L’applicabilità delle MTD è naturalmente vincolata a quanto disposto dalla

legislazione nazionale e regionale.

Questo vale non solo per quanto riguarda la legislazione di carattere

ambientale, ma più in generale per l’intero ordinamento nazionale.

E’ il caso, ad esempio della normativa in materia di tutela della salute del

consumatore che riveste carattere di priorità e non può essere subordinata ad

altre considerazioni.
Indici di performance energetici e ambientali
Applicazione di tecniche più restrittive

Articolo 29-septies – D.Lgs n.128/2010


Migliori tecniche disponibili e norme di qualità ambientale

1. Se, a seguito di una valutazione dell’autorità competente, che tenga conto di


tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad impianti, localizzati
in una determinata area, misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori
tecniche disponibili, al fine di assicurare in tale area il rispetto delle norme di
qualità ambientale, l’autorità competente può prescrivere nelle autorizzazioni
integrate ambientali misure supplementari particolari più rigorose, fatte salve le
altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualità
ambientale.
Riesame Autorizzazione AIA
Articolo 29-octies – D.Lgs. N.128/2010
Rinnovo e riesame

4. Il riesame è effettuato dall’autorità competente, anche su proposta delle


amministrazioni competenti in materia ambientale, comunque quando:

a) l’inquinamento provocato dall’impianto è tale da rendere necessaria la


revisione dei valori limite di emissione fissati nell’autorizzazione o l’inserimento
in quest’ultima di nuovi valori limite;
b) le migliori tecniche disponibili hanno subito modifiche sostanziali, che
consentono una notevole riduzione delle emissioni senza imporre costi
eccessivi;
c) la sicurezza di esercizio del processo o dell’attività richiede l’impiego di altre
tecniche;
d) nuove disposizioni legislative comunitarie o nazionali lo esigono.
Conclusioni

Le BAT/MTD: elemento maggiormente qualificante della


direttiva IPPC.

Il processo di messa a punto di BRef/LG ha rappresentato (e


rappresenta) un importante momento conoscitivo e di
confronto in tema di impatto ambientale delle attività
industriali.

L’applicazione della normativa sull’AIA è un’importante


occasione di progresso verso la riduzione dell’impatto
ambientale delle attività industriali.