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16 SECOLO D’ITALIA

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DOMENICA 23 GENNAIO 2011
SPORTIVI
PER DAVVERO

MA QUALE
na fede”, “er capitano è na bandiera”, e via
Sempre le stesse polemiche, cantando. E invece no. Il calcio è un busi-
ogni volta che un giocatore ness e come tale va trattato, soprattutto di
decide di cambiare area... questi tempi. Fa bene Leonardo ad allenare

◆ Domenico Naso TRADIMENTO, l’Inter, anche perché alla fine dello scorso
anno, nonostante risultati più che accetta-
bili vista la rosa che aveva a disposizione,

«L
eonardo uomo di merda», recita-
va uno striscione esposto dalla È LIBERTÀ venne cacciato a calci nel sedere dal Milan
perché non accettava i “consigli” del presi-
dente Berlusconi. E ha fatto bene, seguendo
curva milanista allo stadio di
San Siro. Il Leonardo in questione non è il
rinascimentale genio italico, ça va sans di-
re, ma l’ex allenatore brasiliano della squa-
dra rossonera. L’uomo che, prima da gioca-
(AGONISTICA) un percorso inverso, anche lo zingaro per
antonomasia del pallone, quello Zlatan Ibra-
himovic che ha “tradito” (usiamo il lessico
nefasto dei pasdaran dell’identità pallona-
ra) prima la Juventus per andare all’Inter,
tore e poi da allenatore, è stato osannato da
quegli stessi tifosi che oggi lo dileggiano. La
Il cambio di casacca viene vissuto poi l’Inter per andare al Milan via Barcello-
na. Sono professionisti seri, sono uomini ta-
colpa? Essere passato al “nemico”, all’Inter lentuosi. Fanno quello che devono fare. La-
di Massimo Moratti che aveva appena li-
cenziato il poco amato Rafa Benitez.
come un vero e proprio affronto. vorano, guadagnano, fanno vincere scudet-
ti e coppe e poi ricominciano, si rimettono
È la logica del tradimento, ben nota nel no-
stro paese, che nel calcio ha sempre avuto
terreno fertile. Nell’Italia pallonara, non esi-
Ma è esempio di libertà individuale in gioco, girovagano alla ricerca di nuovi
stimoli e nuove opportunità.
I campioni italiani questo atteggiamento
ste il professionista serio che “vende” le pro- non riescono proprio a capirlo. Da noi esi-
prie competenze a chi le desidera, badando stono ancora le “bandiere”, giocatori che de-
al progetto e alle potenzialità della squadra vono indossare la stessa maglia per tutta la
piuttosto che all’asfittico senso identitario e vita, anche se non vogliono, anche preferi-
di appartenenza. Non è mai esistito, non può rebbero sloggiare e magari cercare di vince-
esistere. Non fosse altro perché, negli stadi re qualcosa altrove. Il principe degli “schia-
italiani, comandano gli ultras, che dettano vi dell’appartenenza” è Francesco Totti. Il
scelte economiche e tecniche delle squadre “pupone”, dotato di immenso talento, ha
di calcio, e persino il calciomercato. sprecato un’intera carriera al servizio di una
Chi ha giocato a Pisa non può passare al squadra, la Roma, che non lo ha mai voluto
Livorno, chi è cresciuto nella Samp può perdere. Era, ed è, un simbolo, un feticcio,
scordarsi il Genoa. E lo stesso vale per Ju- un totem, più che un campione di calcio. E
ventus e Torino, Milan e Inter, per non par- anche adesso che, diciamocelo chiaramente,
lare di Roma e Lazio. C’è un codice da bande Francesco Totti gioca così così, il povero al-
che va rispettato, una liturgia che va segui- lenatore Ranieri non può lasciarlo fuori dal-
ta in ogni suo passo codificato e universal- la squadra titolare senza che la curva Sud
mente accettato de facto anche da chi ci met- dell’Olimpico non si picchi, non si offenda
te soldi e faccia in una squadra di calcio. per lesa maestà. “Er capitano nse discute, se
La storia del tradimento, che ha in Leo- ama”. E invece no. “Er capitano”, così come
nardo la sua ultima vittima, ha una lunga tutti gli altri giocatori, deve dimostrare di
letteratura sui campi da gioco. Persino Pep- valere. Altrimenti sta in panchina. Altri-
pino Meazza, leggenda del calcio nazionale, menti va a casa. Altrimenti va altrove. E ma-
si prese il lusso di vestire le maglie di Milan gari Totti vorrebbe pure staccare quel-

Chi ha giocato a Pisa Il genio e la sregolatezza


non può andare al Livorno. rendono più liberi, rispetto
E lo stesso vale al ragazzotto di borgata
per Juventus e Torino, che cresce nel vivaio
Milan e Inter, per non e non ha più il coraggio
parlare di Roma e Lazio di cambiare la maglia

e Inter, così come Fulvio Bernardini passò l’asfissiante cordone ombelicale che gli ha
dalla Lazio alla Roma (e poi da allenatore sempre tarpato le ali. No, non lo ha fatto.
compì il percorso inverso). Più recentemen- Perché altrimenti sarebbe stato un tradito-
te, invece, ci ha pensato Bobo Vieri a rin- re, un mercenario, un venduto. Un uomo di
verdire le leggende del calciatore mercena- merda, appunto.
rio, traditore per eccellenza dei tempi nostri: Come se Pippo Baudo fosse un traditore
Torino, Juventus, Inter, Milan. Stessa cosa perché è passato dalla Rai a Mediaset e vi-
ha fatto Aldo Serena. O Marco Tardelli (In- ceversa. Come se un manager che ha lavo-
ter e Juventus). Persino Roberto Baggio rato alla Microsoft non possa lavorare alla
(Fiorentina, Juventus, Milan e Inter). E che Apple. Nessuno provi a dire che il calcio è
dire del pingue Ronaldo, che ha vestito le un’altra cosa. Lo abbiamo già detto, lo ripe-
maglie di Barcellona, Real Madrid, Inter e tiamo: è un affare come un altro.
Milan, facendo incazzare furiosamente le I tifosi, piuttosto, pensassero a isolare i
quattro tifoserie più famose del mondo? Sa- Zlatan Ibrahimovic è stato uno dei giocatori più pagati al mondo... violenti nelle curve, a non creare disordini
rà un caso (e non lo è) ma gli unici “corag- ogni tre per due, a non urlare i “buuu” con-
giosi” ad aver compiuto scelte libere e pro- tro i giocatori di colore.
fessionalmente inappuntabili sono i gioca- Ecco di cosa dovrebbero occuparsi gli
tori di talento. Sarà un caso (e non lo è) ma sguaiati tifosi italiani. Di contratti, scelta
il genio e la sregolatezza rendono più liberi, delle squadre, calciomercato, se ne occupi-
rispetto al ragazzotto di borgata che cresce no i dirigenti e i giocatori. Sempre che rie-
nel vivaio, si cuce sulla pelle quella maglia e scano, finalmente, a liberarsi dal ricatto in-
poi non ha più il coraggio di strapparla via. sostenibile delle curve. La categoria del tra-
Insomma, di casi eccellenti ce ne sono a dimento, e non solo nel calcio, va smontata
non finire. E la reazione della curva è sta- pezzo dopo pezzo, per cancellare la logica
ta sempre la stessa: “Infame”, “Tradito- delle appartenenze inscindibili, dell’identi-
re”, “Mercenario”, “Uomo di merda”. E tarismo a prescindere, che non ha vie di fu-
vai anche con le offese alla moglie, alla
madre, a qualsiasi altra donna presente
PEPPINO MEAZZA ga. Se nasci milanista, muori milanista. Se
provi a cambiare “azienda” (perché quello è)
nell’albero genealogico. LA LEGGENDA DEL CALCIO vieni esposto al pubblico ludibrio.
È una questione culturale, prima che NAZIONALE SI PRESE Stranezze del calcio. Stranezze dell’Italia.
sportiva. Il tifoso di calcio, entità indistinta Stranezze di una società che somiglia sem-
che si nutre voracemente di passione e foga, IL LUSSO DI VESTIRE pre più a un branco chiuso e ottuso piutto-
non riesce a essere obiettivo, lucido, anali- LE MAGLIE DI ENTRAMBE sto che a un sistema liquido di relazioni so-
tico e razionale. Non riesce a comprendere ciali e professionali in eterno movimento,
la legge fondamentale del mercato, di qual- LE SQUADRE MENEGHINE come dovrebbe essere. Parafrasando e at-
siasi mercato, pallone o meno: io ho delle tualizzando Marx (nientemeno!) potremmo
skills e le metto a disposizione dell’azienda dire che il calcio è l’oppio dei popoli. O al-
che le paga meglio ed è in grado di valoriz- meno di una fetta consistente di essi. O al-
zarle. Punto e a capo. Basterebbe questa meno in Italia. Ecco, alla fine si va sempre
fredda frase da fighetto per chiudere la que- a finire allo stesso modo: il problema non è
stione. Ma il rischio sarebbe quello di venir il calcio, né i calciatori. Il problema è l’Ita-
massacrati da quelli secondo cui “er calcio è Leonardo, allenatore del Milan (e dell’Inter) lia. Tanto per cambiare.