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FUGA DI UN "MARRANO"?

DALLA SPAGNA A ROMA: JUAN ARIAS DAVILA VESCOVO DI


SEGOVIA (1461, 1497)
Author(s): Giorgio Testuzza
Source: La Rassegna Mensile di Israel, terza serie, Vol. 64, No. 3 (Settembre - Dicembre
1998), pp. 41-52
Published by: Unione delle Comunitá Ebraiche Italiane
Stable URL: https://www.jstor.org/stable/41287245
Accessed: 14-06-2020 18:04 UTC

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FUGA DI UN " MARRANO "? DALLA SPAGNA A ROMA:
JUAN ARIAS DAVILA VESCOVO DI SEGOVIA (1461, 1497).

Giorgio Testuzza

Juan Arias Davila1, vescovo di Segovia dal 1461, era figlio di una
importante e ricca famiglia di ebrei convertitasi al cristianesimo in
seguito alia predicazione di fra' Vicente Ferrer, nel secondo decennio
del quindicesimo secolo. Suo padre, Diego Arias, morto nel 1467,
aveva ricoperto cariche di notevole rilievo alia Corte dei re di Castiglia
Giovanni II ed Enrico IV.
Alia fine degli anni ottanta, dopo quasi trent' anni di attivita vescovile
Juan Arias, fu improvvisamente costretto a partire per Roma nel tentativo
di difendere se stesso e la sua famiglia (in particolare i genitori) dalle
gravi accuse di eresia e marranesimo che l'lnquisizione spagnola, costi-
tuita da pochissimi anni, aveva loro mosso. Come il vescovo di Segovia,
un altro prelato di origine conversa, Pedro de Aranda, vescovo di
Calahorra, venne colpito dall'Inquisizione per le medesime ragioni.
Anch'egli scelse di recarsi a Roma nella speranza di trovare nel Papa un
protettore contro l'lnquisizione; difficilmente, infatti, il pontefice avrebbe
abdicato a parte del proprio potere in favore della neonata e gia preoccu-
pante Inquisizione di Spagna.
L'introduzione dell' Inquisizione spagnola nel 1478, infatti, aveva con-
ferito pieni poteri a questo tribunale e in particolare a colui il quale diven-

1 . Su Juan Arias Davila, si veda D. De Colmenares, Historia de la Insigne Ciudad de


Segovia y compendia de las Historias de Castilla , vol. II, Segovia, 1846; J. A. Llorente
Historia critica dell' Inquisition en Espana, vol. I, Madrid, 1980; N. Lopez Martinez, Los
judaizantes castellanos y la Inquisition en Tiempo de Isabel La Catolica , Burgos, 1954;
H. C. Lea, A History of the Inquisition of Spain, vol. II, New York, 1966; J. Edwards,
Bishop Juan Arias Davila of Segovia: "Judaizer" or Reformer ?, in Cultures in Contact in
Medieval Spain: Historical and Litterary Essay presented by L. P. Harvey, eds D. Hook,
B. Taylor, London, 1990, pp. 71-86.

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42 LA RASSEGNA MENSILE DI ISRAEL

ne il primo Grande Inquisitore, Tommaso de Tor


zione era costituita dalla giurisdizione sui vescov
Bonifacio VIII aveva disposto non appartenere ai
ma alia Santa Sede2, questo non fermava il tent
estendere i suoi poteri ai vescovi. II 25 maggio
Torquemada ottenne da papa Sisto IV un breve c
vescovi di origine Nuovo Cristiana all'oscuro dell
Questo non era sufficiente. Non potendo disporre
nei confronti dei vescovi spagnoli, Torquemada era
mettere in cattiva luce alcuni di essi. II suo scopo e
al pontefice la necessita di un adeguamento delle n
nendo 1'avocazione delle cause riguardanti i vesc
dell'Inquisizione in Spagna sarebbe divenuto presso
Intorno al 1486 1' inquisitore spagnolo scelse, per
vescovi di origine conversa appunto, Juan Ari
Aranda. Ma non potendo procedere direttament
Torquemada incarico segretamente i "fiscali" di rac
le importanti famiglie dei due prelati4.
La risposta di papa Innocenzo VIII non si fece att
datata 25 settembre 1487, il pontefice ricordo all'i
disposizioni di Bonifacio VIII5, confermando, in
scelta dalla chiesa di Roma: i procedimenti nei
rimanevano una prerogativa della Curia.
Nel maggio del 1490 i re Cattolici intraprese
diplomatica attraverso i loro procuratori in Roma,
Astorga, Bernardino de Carvajal e Juan de Medina.
6 maggio 1490, Ferdinando e Isabella dettarono ai d
mini della loro missione:

In primo luogo direte a Sua Santitii che, i padri inquisitori residenti in


Segovia, hanno intrapreso l'attivita processuale secondo le norme del diritto6.

2. H. C. Lea, A History cit.


3. S. Simonsohn, The Apostolic See and the Jews. Documents : 1464-1 52 1 , v. Ill,
Toronto, 1990.
4. H. C. Lea, A History, cit.
5. F. Fita, Bulas y Breves ineditos de Innocencio VIII y Alejandro VI, «Boletin de la
Real Academia de Historia de Madrid», XV, 1889, pp. 578, 579.
6. A. De la Torre, Documentos sobre relaciones internacionales de los Reyes
Catolicos, vol. Ill (1488-1491), Barcelona, CSIC, 1951, pp. 299-385.

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JUAN ARIAS DA VILA 43

I re spagnoli volevano sottolineare l'as


dure seguita dagli inquisitori di Segovia, n
glia del vescovo.
Nel 1490 Juan Arias Davila era a Rom
a sapere da una lettera inviata dalla re
VIII, datata 6 ottobre7, egli denunciava l'
toriali spagnoli. In particolare il vescov
delazioni da parte degli inquisitori e l
quest'ultimo fatto, in particolare, non gli
Gia Juan de San Juan, uno dei difens
aveva scritto queste parole negli atti alleg
gendo in Spagna:
Cio che chiedo, supplicando vostra revere
causa, non abbia piu luogo e cessi il timo
causati da questi testimoni [...] vostra rever
nomi dei suddetti testi affinche io possa art
questo modo vostra reverenza vedra chiaram
sita ed il pregiudizio dei testimoni8.

Intanto i re Cattolici cercavano di get


Segovia, accusandolo di attaccare l'lnqu
suoi delitti:

Si e visto chiaramente che non era altro il reale motivo delle sue azioni, se
non quello di porsi d'impaccio affinche la giustizia non avesse luogo; per
questo fine egli utilizzo anche il vescovado di Segovia minacciando coloro
che avevano testimoniato contro i suoi parenti se non avessero modificato le
loro deposizioni in suo favore9.

Arias Davila era imputato per avere nascosto le ossa dei suoi genitori
defunti, al fine di sottrarle all'Inquisizione:

infine una notte, di nascosto, egli prese le ossa dei suoi parenti sotterrate nel
monastero de la Merced e le porto chissa dove, per nascondere le prove, poi-

7. T. De Azcona, Relaciones de Inocencio VIII con los reyes catdlicos segiin el fondo
Podocataro de Venezici , «Hispania Sacra», XXXII, pp. 25, 26, 1980.
8. C. C. Parrondo, Pontes ludaeorum Regni Caste llae .Proceso inquisitorial contra los
Arias Davila Segovianos: un enfrentamiento social entre judfos y conversos , vol. Ill,
Salamanca 1986. Doc. 246, pp. 136, 140.
9. A. De la Torre, Documentos cit., p. 300.

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44 LA RASSEGNA MENSILE DI ISRAEL

che alcuni testi avevano denunciato che costoro erano


rito giudaico ,0.

Lo avrebbe fatto per impedire l'accertamento dell


evitare il rogo postumo dell'Inquisizione. Second
partenza per Roma del vescovo di Segovia era quind
dere la verita e difendere cio che era ormai chiaramente indifendibile.
La richiesta dei re spagnoli al pontefice, attraverso i loro ambasciatori,
era pertanto quella di rimettere la causa del vescovo di Segovia ai tribu-
nali spagnoli. Non possediamo il testo della risposta del pontefice, ma
essa appare chiara nelle parole di una lettera scritta con molta probability
da uno dei due ambasciatori di Ferdinando e Isabella (senza data e firma,
ma dello stesso anno 1490), dopo un colloquio con il cardinale datario:

Al Papa non ho potuto parlare ma mi ha detto il cardinale che egli restera


fermo sulle sue posizioni. II datario mi ha poi detto ben due volte che anche
se fosse giusto o ingiusto cio che le loro maesta domandano, tuttavia sua
Santita non mutera nulla di cio che ha concesso nella sua bolla. E prega che
cosi sia 1 1 .

Innocenzo VIII non era disposto a cedere nulla ai Re Cattolici, per il


pontefice la causa del vescovo poteva essere risolta soltanto a Roma.
Sembra che in realta, la causa fosse gia stata risolta con l'assoluzione dei
genitori e dello stesso prelato spagnolo. Un vero e proprio colpo di scena
che conosciamo dalla lettera citata. Infatti, il corrispondente informava che:

Poi le loro altezze devono sapere un segreto, su questa causa, che mi ha con-
fidato il licenziato de Cieza, procuratore del vescovo, il quale mi disse che il
Cardinale Alessandrino aveva gia dato sentenza di assoluzione per il vescovo
e per i suoi genitori 12 .

In un documento dell'archivio di Simancas risulterebbe che il vescovo


aveva fatto alcune donazioni al Papa, ai cardinali e al personale della Curia
nel momento in cui la causa che lo riguardava venne esaminata a Roma13.

10. Ibidem.
11. V. Beltran de Heredia, Cartulario de la Univesidad de Salamanca, vol II, La
Universidad en el siglo de oro, Salamanca, 1970.
12. Ibidem.
13. A. G. S., in Beltran de Heredia, Cartulario cit., p. 83.

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JUAN ARIAS DA VILA 45

II processo proseguiva intanto in Spagn


no all' idea di riportare il vescovo nei
regno.
Nel 1491 papa Innocenzo VIII mando
straordinario, il cardinale di Santa Anas
vicenda di questa missione resta per mo
sibile, come affermano il cronista Jer
Settecento, il primo storico dell'Inquisiz
il cardinale si fosse recato in Spagna da
riori informazioni riguardanti i processi
prelati, e trasferirle poi a Roma. In una
tra i Re Cattolici ed il vescovo di Badajo
rator in Roma di offrire ad Antoniotto Pallavicini il vescovado di
Segovia qualora questi fosse riuscito a «remediar las cosas de la
Inquisicion», ossia a rimettere la causa ai tribunali inquisitoriali spagnoli.
Nello stesso anno, altre due lettere16, l'una firmata dalla sola Isabella,
l'altra da Isabella e Ferdinando, vennero spedite al pontefice; la richiesta
era sempre la stessa, i Re Cattolici premevano affinche il papa lasciass
che le questioni religiose spagnole fossero risolte nei tribunali spagnoli.
A quanto risulta dai documenti a nostra disposizione, papa Innocenzo
VIII non cedette mai alle richieste dei re spagnoli e i due vescovi (ne
frattempo anche il vescovo di Calahorra era giunto a Roma) rimasero in
questa citta al servizio della Santa Sede. Juan Arias Davila mori a Rom
il 24 ottobre del 1497 17 senza mai essere destituito dalla carica di vescovo
di Segovia. II vescovo di Calahorra, Pedro de Aranda, dopo una rapida ed
eccellente carriera nella Curia romana, fu improvvisamente arrestato
neH'aprile del 1498, sotto Alessandro VI, e dopo un processo tenutosi in
Concistoro, dove vennero riprese le accuse fatte dall'Inqusizione spagno-
la, fu dichiarato eretico, destituito da tutti gli incarichi e rinchiuso in
Castel S. Angelo, dove mori nel 1500 18 .

14. Sulla missione del cardinale di Santa Anastasia, Antonio Pallavicino, nunzio
straordinario in Spagna si veda: J. Zurita, Anales de Aragon , vol. VIII, cap. XX, par.
XLIX. Saragozza (1579) 1977; A. Llorente, Historia Critica cit.; L. de Paramo, De origi-
ne et progressu officii Sanctae Inquisitionis , Madrid, 1598.
15. A. De la Torre, Documentos cit. p. 527.
16. T. Azcona, Relaciones cit., pp. 25-30.
18. C. Eubel, Hierarchia catholica Medi Aevii , vol II, Monasterii, 1914.
18. V. A. Foa, Un vescovo marrano, il processo a Pedro de Aranda «Quaderni
Storici», 1998, pp. 529-547.

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46 LA RASSEGNA MENSILE DI ISRAEL

Queste sono le vicende. Esse mettono in luce una


zialmente una storia di conflitti giurisdizionali tra i
Ma chi erano i protagonisti? Chi era in particola
Davila?
Juan Arias Davila era figlio di Diego Arias Davila, capo della contabi-
lita delle finanze dei re Giovanni II ed Enrico IV di Castiglia, nato dalle
seconde nozze di questi con Elvira Gonzales19.
Del padre del vescovo di Segovia restano due differenti ritratti. II
primo, trasmesso dal cronista della citta di Segovia, Diego de Colmenares,
lo descrive importante collaboratore di re Enrico IV, che gli aveva conferi-
to, tra l'altro, il titolo di grande di Spagna e la signoria del castello di
Pugnonrostro20. II secondo ritratto perviene dalla leggenda popolare, di cui
resta principale fautore, il cronista della vita di Enrico IV, Alonso de
Palencia21. L'autore ostile al re castigliano, descrive Diego Arias Davila
come un personaggio ambizioso e subdolo, che in pochi anni sarebbe arri-
vato ad accumulare notevoli fortune attraverso imbrogli e raggiri; il favore
di re Enrico IV nei confronti di Diego Arias Davila, racconta Alonso de
Palencia, era il risultato di un rapporto di sodomia fra i due.
Entrambi i genitori del vescovo di Segovia (come risulta dagli atti pro-
cessuali)22 si sarebbero convertiti dall'ebraismo al cristianesimo nella
seconda decade del quindicesimo secolo, periodo in cui il frate predicato-
re don Vicente Ferrer23 ottenne numerosissime conversioni. Secondo
Diego de Colmenares, Vicente Ferrer sarebbe giunto in quella citta
nell'anno 141 124.
Diego Arias Davila ed Elvira Gonzales, i genitori del vescovo, erano i
principali imputati nel processo intentato dall'Inquisizione spagnola con-

19. J. Larios Martin, Nobiliario de Segovia , tomo I, Instituto Diego de Colmenares,


Segovia, 1956.
20. D. de Colmenares, Historia cit.
21 . A. de Palencia, Cronica de Enrique IV , in J. Caro Baroja, Los judios en la Espana
Moderna y Contemporanea , Madrid, 1978.
22. C. Carrete Parrondo, Fontes Iudaeorum Regni Castellae. Proceso inquisitorial
contra los Arias Davila Segovianos : un enfrentamiento social entre judios y conversos ,
vol. Ill, Salamanca, 1986.
23. Sulla predicazione di don Vicente Ferrer v. Yitzak (Fritz) Baer, A History of the
Jews in Christian Spain , Philadelphia, 1961; J. Caro Baroja, Los judios cit.; H. C. Lea, A
History cit.; per quanto riguarda la predicazione del frate in Segovia, v. D. de Colmenares,
Historia cit.
24. D. de Colmenares, Historia cit.

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JUAN ARIAS DAVILA 47

tro i familiari del vescovo di Segovia. N


suale25, recentemente pubblicato da Car
circa 230 deposizioni, che gli uffici Inqu
trascrissero tra il 1486 ed il 1492. Le t
raccolta non lascerebbero dubbi sulla rea
vescovo. Diego Arias Davila ed Elvira Gon
i piu attivi esponenti del criptogiudaism
cedette l'istituizione dell'Inquisizione
famiglia, e lo stesso Juan Arias Davila si
In ambienti vetero-cristiani correva
fosse responsabile dell'assassinio di fr
Fortalitium fidei contra judeos, sarracen
ra/cos28, ed uno dei principali sosten
inquisitoriali29.
La carriera del vescovo di Segovia, d'
quella dei vescovi di origine vetero-c
indubbia ortodossia. Egli fu «colegial
Bartolome dell'Universita di Salamanc
in seguito alia morte di Don Fernando
13 giugno del 1460), giovedi 22 aprile 146
Nel 1468 ci ricorda Diego de Colmena

si distinse per aver mandato a morte il


della sinagoga di Sepulveda, accusati di ave
durante la settimana santa. Sedici persone v
sette delle quali furono messe al rogo, le r
bino fu risparmiato e battezzato32.

25. C. Carrete Parrondo, F.LR.C. Ill cit.; G. T


dell'espulsione : il processo contro la famiglia
nell'anno accademico 1996-97 all'Universita di
26. N. Lopez Martinez, Los judaizantes caste
Isabel la Catolica , Burgos, 1954.
27. C. Carrete Parrondo, F.I.R.C.III cit., su qu
Bishop cit.
28. A. de Espina, Fortalitium fidei contra jude
inimicos, Lugduni, 1525.
29. H. Beinart, Los judios en Espana , Madrid,
30. N. Lopez Martinez, Los Judaizantes cit.
31 . C. Eubel, Hierarchia cit.
51. u. de Colmenares, Historia , cit.; vedi anche J. Amador de los Kios, Historia social
Politica y Religiosa de los Judios de Espana y Portugal , Buenos Aires 1943.

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48 LA RASSEGNA MENSILE DI ISRAEL

II prelato segoviano, durante il suo mandato episcop


vamente e con zelo anche nella vita pastorale; celebro
mente nel 1472, nel 1476 e nel 1483. Di uno di essi, e
sano del 1472, ci informa Diego de Colmenares, proba
il proposito di sottolineare l'ortodossia del vescovo. E
giugno di quell'anno, nella chiesa di Santa Maria
Segovia. II sinodo, scrisse il cronista segoviano, si
necessarie al governo della citta e del vescovado, e pos
ne alia moralita dei clerici e degli ecclesiastici. Conclu
stesso anno, venne poi pubblicato in una relazione a sta
I primi sospetti nei confronti del vescovo si concr
come abbiamo gia ricordato, con l'introduzione d
Segovia, egli espulse dalla sua diocesi gli inquisitori c
protesto vivacemente nei confronti dei sovrani, che
quell'atto34. Da quel momento la vicenda del vescovo p
te. E difficile dire se quell'episodio fosse il reale moti
le prime indagini da parte dell'Inquisizione nei confr
rappresentasse, altrimenti, il pretesto attraverso il quale
giungere aH'incriminazione di un cosi importante prel
questo processo ebbe inizio nel 1486, ossia diciannove
Diego Arias Davila, padre del vescovo e principale acc
Le testimonianze che gli inquisitori raccolsero
Arias Davila coinvolsero solo parzialmente Juan A
due testi accusarono direttamente il vescovo di Se
piuto atti eretici. Una delle accuse e poco piu c
espresso in modo stereotipato:

Moreda domestico di Luis de Masa, disse di aver saputo


cappellano del vescovado di Segovia che don Juan Ar
Segovia era puto ed eretico35.

Neanche per l'lnquisizione spagnola questo rapprese


Piu rilevante sembrerebbe invece l'accusa del testim
Simoel Nunbroso36. Questi, da adolescente, viveva

33. D. de Colmenares, Historia cit.


34. H. C. Lea, A History cit.
35. C. Carrete Parrondo, F.I.R.C., vol. Ill cit., doc. 44, p. 34,
36. C. Carrete Parrondo, FJH.C., vol III cit. doc., 231, pp. 12

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JUAN ARIAS DA VILA 49

come domestico nell'abitazione di maestre


medico alia corte di Enrico IV. Nunbroso, che
zione, del 20 luglio 1491, viveva invece
Saragozza, ricordo agli inquisitori che, a quel
Arias Davila divenisse vescovo di Segovia,
madre Elvira Gonzales mentre davano a maes
sedaqa [elemosina] e per i lavori di restauro
Campo. Questo fatto, prosegui il testimone, e
dente Yom Nippur™. Nunbroso specified poi
quella festivita gli ebrei usano offrire elemo
comunita o per l'olio necessario alle lampade
bra molto verosimile, al di la del tempo passat
che si tratta anche qui di un'accusa stereotipat
o comunque di un comportamento diffuso ch
come un atto di cosciente giudaizzazione.
Rimane scarsa la documentazione del sog
di Segovia. Come abbiamo ricordato in prec
Arias nelle citta papale e testimoniata dal ma
Colmenares scrisse: «En Roma hizo sevic
pontffices»39. Secondo Juan Antonio Llore
Alessandro VI e questi lo scelse nei 1494 per
cardinale di Monreale, a Napoli, per l'incoron
Malgrado la notizia non sia del tutto esatt
Ferdinando II ad essere incoronato bensi re Al
documentato l'invio a Napoli, da parte di pap
vescovi e cardinali guidata dal cardinale di M
l'incoronazione di quel re41. A questa legazion
parte anche il vescovo di Segovia Juan Arias
cronaca di Johannes Burckard, maestro cerimo

37. Maestre Semaya era a quel tempo capo delle co


C. Carrete Parrondo, F.I.R.C., vol. Ill, cit.
38. In questo giorno era diffuso, tra i conversos sp
per i poveri o come offerta per le sinagoghe.
39. D. de Colmenares, Historia cit., cap. XXXV, p. 1
40. J. A. Llorente, Historia crftica cit.
41. Sull'invio del legato a Napoli vedi «Archivio S
von Pastor, Storia dei papi , vol. V, Roma, 1925.
4 1. Johannes JtJurckardus, Liber Notarum ab anno 1
di Enrico Celani, Rerum Italicarum Scriptores , 32.2.

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50 LA RASSEGNA MENSILE DI ISRAEL

E realmente possibile che il vescovo, fosse entrat


Borgia. Probabilmente l'origine in comune43 favor
verosimilmente accadde anche per il vescovo di Ca
gnoli che giunsero in quegli anni in Curia. In quest
bero anche altre legazioni cui il vescovo di Segov
informa lo stesso Johannes Burckard: nel dicembr
Juan Arias Davila fu membro di un'altra legazio
per i funerali dell'imperatore Federico III d'As
Napoli il 15 maggio del 1494 egli partecipo ad un
brata dal vescovo di Nicastro, Antonio Lucidi,
Sicilia Alfonso II45. Non e da escludere un rapport
e il vescovo di Calahorra Pedro de Aranda. Essi
stesso periodo e comunque vissero in questa citta n
Resta, al di la delle vicende processuali, il prob
tita religiosa del vescovo. Secondo lo studioso ca
scrive alia fine del secolo scorso) era un buon crist
sa per quale motivo, in accuse poco attendibili:

Non e credibile, anche se non conosciamo i contenuti d


intentate dall'Inquisitore generale contro Don Juan Ar
fatto di aver giudaizzato o ereticato; sarebbe una cosa i
un tale prelato che venne assolto e riammesso con
Tantomeno era un crimine che difendesse, da buon fig
defunto. Resta da comprendere il motivo per cui fu den
favorire l'eresia, forse per aver ostacolato il lavoro d
opposto con i suoi scritti e la sua autorita al corso delle in

Non sappiamo da quali fonti attingesse il padr


alia riammissione con onore del vescovo di Segov
Sede. Resta il fatto che questo studioso non mette
giosa del prelato segoviano, ma piuttosto sottoline
Arias Davila nei confronti dell'Inquisizione spagn
nare che questo suo atteggiamento fosse la causa p
menti inquisitoriali che lo coinvolsero.

43. Papa Alessandro VI, Rodrigo Borgia era nato a Xativa (nella provincia
Valenziana) e fu pontefice dal 1492 al 1503.
44. J. Burckardus, Liber cit.
45. Ibidem.
46. F. Fita, La Inquisicion de Torquemada. Secretos Intimos , «Bol. Ac. Hist.» 23,
1893. Si veda anche: N. Lopez Martinez, Los Judaizantes cit.

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JUAN ARIAS DAVILA 51

Neanche il cronista della citta di Seg


mai in dubbio la fede del vescovo, esalta

Quest' anno mori in Roma il nostro ves


disse che era morto il ventiquattro di otto
mento il ventotto, e mori nello stesso gior
quel titolo, come si pud comprendere da ci
testamento dimostro la sua grande fede off

Diego de Colmenares spende quindi


ricordando Juan Arias Davila come un g
lente prelato.
Per Henri Charles Lea si trattava di pro
polati, determinati da questioni giurisdi
tre puntato alle ricchezze di famiglia, ch
state immediatamente confiscate. «Nel
afferma lo studioso - Non doveva esse
fatto che fossero sospetti di eresia»48.
Piu recentemente lo storico John Edwards49 sostiene che il caso del
vescovo di Segovia va inteso nei termini di una profonda riluttanza da parte
del papato ad accettare il crescente controllo di Ferdinando e Isabella sulla
chiesa spagnola ed in particolare sull'Inquisizione di quel regno. Per lo stu-
dioso, Juan Arias Davila fu la vittima sacrificale di quei giochi di potere che
si stavano svolgendo tra i circoli di Corte in Spagna e la Curia di Roma. Era
scontato, aggiunge Edwards, che il vescovo spagnolo, giungendo a Roma,
fosse accolto a braccia aperte sia dal Papa che da una vasta parte della Curia.
Dallo studio dei processi inquistoriali spagnoli, Edwards e giunto a
considerare tre diversi atteggiamenti che secondo lui, caratterizzarono
l'adesione alia nuova religione da parte dei conversos. II primo di questi
era rappresentato dalla completa adesione di pensiero e di fatto all'ebrai-
smo, di cui e stato un esempio palese il padre del vescovo segoviano,
Diego Arias. II secondo atteggiamento era caratterizzato da una profonda
ostilita di pensiero e di fatto al cristianesimo; anche di questo caso trovia-
mo alcune testimonianze nel processo contro la famiglia Arias Davila. II
terzo ed ultimo, era caratterizzato da una sorta di "dissidenza" religiosa
che non rientrerebbe in nessuna forma di ortodossia.
Per lo studioso tuttavia, Juan Arias Davila, non andrebbe compreso,

47. D. Colmenares, Historia cit.


48. H. C. Lea, A History cit.
49. J. Edwards, Bishop cit.

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52 LA RASSEGNA MENSILE DI ISRAEL

sostanzialmente, in nessuna delle tre categorie da lu


nerebbe invece il prototipo del riformatore. In ques
spiega la carriera del vescovo, sostenedo, oltretut
San Bartolome era la palestra ideale per un prelato ri
Le inimicizie che Juan Arias Davila si era creato sar
to la naturale conseguenza di quel suo atteggiamen
innovatore. Soltanto il Papa, cosi lontano dai trambu
attento agli atteggiamenti spagnoli nei confronti dei
be potuto trarre in salvo un vescovo ormai troppo ing
Malgrado la raccolta di testimonianze dell'Inquisizi
tro la famiglia Arias Davila, sembri aver provato l'a
tori e dei parenti del vescovo al criptogiudaismo spa
na fonte a noi pervenuta certificherebbe una senten
parte dell'Inquisizione spagnola nei loro confronti
fratello del vescovo e successore del padre Diego nel
contabilita delle finanze di Enrico IV51, prosegui il
re Ferdinando IV e ottenne il titolo di conte di Pugn
mantenuto anche dai suoi discendenti. Le leggi di lim
furono mai invocate nei loro confronti.
II vescovo di Segovia, malgrado le sue traversie, non venne mai depo-
sto dalla carica. Egli si rifugio a Roma lontano dalla morsa inquisitoriale,
per difendere se stesso e la propria famiglia. La sua storia e diversa da
quella di Aranda, condannato invece come eretico e marrano un anno
dopo la morte di Arias Davila. Resta il dubbio che, se il vescovo fosse
rimasto in vita, forse avrebbe potuto incontrare lo stesso destino. Non
sappiamo se l'appartenenza o meno al criptogiudaismo fosse davvero un
elemento significativo di questi processi anomali, tutti politici e frutto
assai piu delle vicende che della persona dei protagonisti.

50. Ibidem.
51 . D. de Colmenares, Historia cit.
52. J. Lanos Martin, Nobiliario cit., tomo I.

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