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SARDINIA, CORSICA

ET BALEARES
ANTIQVAE
An International]ournal of Archaeology

VIII · 2010

PISA· ROMA
FABRIZIO SERRA EDITORE
MMXI
..
IERODULIA E PROSTITUZIONE SACRA IN SARDEGNA
ANNA RITA PUNZO

D'altro canto la più riprovevole delle abitudini che la 'prostituzj.oneprenuzj.ale' o 'apotropaica' (dal
sono tra i babilonesi è questa. È d'obbligo che ogni greco apotrèpein, 'allontanare'), veniva praticata
donna del Paese una volta durante la vita, postasi nel a beneficio di uomini stranieri prima che le fan-
recinto sacro di Afrodite si unisca con uno stranie- ciulle assumessero un ruolo attivo nella società,
ro ... Per lo più il rito si svolge così: se ne stanno le
in qualità di mogli procreatrici di una discenden-
donne sedute nel sacro recinto di Afrodite con una
za e madri allevatrici della prole. In questo caso,
corona di corda intorno al capo ...tra le donne vi sono
dei corridoi delimitati da funi e orientati in tutte le di- si sceglieva di sacrificare la propria verginità allo
rezioni. In questi passaggi si aggirano i forestieri per scopo di scacciare i pericoli insiti nella vita ma-
compiere la loro scelta. Una volta presa la decisione, trimoniale.
gettano sulle ginocchia della fanciulla preferita una Una variante della prostituzione apotropaica,
offerta in denaro e pronunciano la frase «Invoco per è la cosiddetta 'prostituzj.onedotale', ossia l'usanza
te la dea Militta», poi si ritirano con quella all'inter- che consentiva o imponeva alle fanciulle di racco-
no del tempio per consumare l'amplesso. La somma gliere la dote per il proprio matrimonio in cam-
elargita viene predeterminatk dal tempio e non la si bio della concessione del proprio corpo. Poiché
può rifiutare perché ritenuta sacra. Dopo l'unione la alle donne era precluso ogni diritto ereditario sui
donna compie un sacrificio purificatorio 1 e fa ritorno
beni di famiglia, la prostituzione diventava per le
nella propria casa. A partire da quel momento non ci
fanciulle l'unico modo per accumulare una dote
sarà più somma bastevole per poterla avere una se-
conda volta. 2 e ambire al matrimonio. 4
Fatta eccezione per quest'ultimo caso, nelle
forme precedentemente analizzate, i proventi

Q
UESTE celebri parole dello storico greco
Erodoto delineano l'immagine di una del meretricio erano destinati alle casse del san-
delle più emblematiche figure cultuali tuario o utilizzati per imprese di carattere reli-
della religiosità vicino orientale, quella gioso.
della prostituta che consacra il proprio corpo in Onde evitare facili fraintendimenti, occorre
onore di una entità divina femminile identificabi- citare un ulteriore ufficio sessuale di matrice
le con la Ashtart fenicia, la Inanna/Ishtar sume- orientale che a differenza della prostituzione
rica, la Afrodite greca, la Venere romana ecc. 3 sacra, di carattere occasionale, implicava una
Le fonti classiche e la tradizione letteraria costante condizione di servitù cultuale: la iero-
che da queste ha preso le mosse, distinguono dulia. Il termine (dal greco hiera douleia, 'servitù
tre diverse tipologie di meretricio sacro: la for- sacra') viene tradizionalmente utilizzato per in-
ma festiva, quella pro-voto e quella pre-nuziale dicare il personale templare a cui erano riservate
o apotropaica. La forma definita festiva, aveva mansioni legate alla quotidianità della struttura
luogo in occasione di specifiche ricorrenze e può e ai riti ierogamici ivi celebrati.
quindi essere considerata una trasgressione ses- Questa classicista spiegazione del fenomeno,
suale di carattere rituale a scopo celebrativo; la poggia su considerazioni di natura linguistica
seconda istituzione era officiata in adempimento desunte principalmente dalla lettura del sopra-
di un voto di natura pubblica o privata; mentre citato passo di Erodoto e dall'analisi di antichi

1
Secondo alcuni antichi commentatori, il sacrificio era stagioni, della fertilità, dei moti della luna, delle maree e del
costituito da una focaccia di orzo e di frumento, secondo ciclo femminile, nasce dall'esigenza umana di raffigurare e
altri si trattava di un filtro ottenuto dal trattamento delle venerare l'archetipo del grande femminino che crea il tutto.
carni di due tipologie di uccelli denominatijunx e Frussila, Probabilmente questa venerazione ha avuto origine nel
capace di suscitare l'ardore e di incitare alla voluttà. Paleolitico Superiore ed è continuata nel tempo mutando
2
ERODOTO, Le Storie, 1,199. forma e istituzionalizzandosi in diverse entità divine, le at-
3
Difficile stabilire con assoluta certezza la sua origine, testazioni rilevate in terra Fenicia indicano infatti che nel
l'erudizione attuale la assimila alla Grande Dea Madre, il corso del I millennio a.C. la figura di Ashtart si affermò sulle
cui antichissimo culto si è differenziato nelle antiche civil- altre divinità femminili poi, con il passaggio in Occidente si
tà, senza tuttavia perdere le caratteristiche essenziali che ne sovrappose a quelle muliebri indigene di cui assimilò carat-
permettono l'inequivocabile identificazione. teristiche e funzioni specifiche
Secondo molti interpreti del mito, l'immagine della Ma- 4
SERGIO R.IBICHINI, Al serviz.iodi Astarte. Ieroduliae prosti-
dre Primigenia, Signora del continuo ciclo nascita-morte-ri- tuzione sacra nei culti fenici e punici, in El munda punico. Reli-
nascita che caratterizza la vita, dea tutelare del ciclo delle gion, Antropologiay cultura materia!, Murcia, 2004, pp. 55-68.
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testi accadici, sumerici ed ebraici caratterizzati Le sue interpretazioni sfidano sia il .contesto che la
da una terminologia generica legata a interpre- lessicografia e la sua analisi del Deut. 23:11 non consi-
tazioni oggi superate che tendono a presentare dera l'importante studio di Elaine Adler Goodfriend.
l'ufficio della prostituzione sacra come un mito Inoltre
storiografico alimentato da false verità.
Molto prima che Stephanie Lynn Budin sostenesse
Stephanie Lynn Budin, portabandiera di que-
la tesi per cui la prostituzione sacra non esisteva nel
sta corrente di pensiero ha recentemente realiz-
Vicino Oriente, molti studiosi della Bibbia e dell'anti-
zato una indagine prettamente filologica 5 in cui co vicino Oriente si sono ritenuti soddisfatti raggiun-
analizza gli antichi scritti vicino orientali che a gendo limiti meno ambiziosi quali quelli di dimo-
suo parere hanno alimentato il mito della prosti- strare: l'assenza della prostituzione sacra in Gen. 38
tuzione sacra, perché erroneamente interpretati e in Os. 4; la mancanza di prove che le qedeshah e le
o influenzati dalle parole erodotee 6 che secondo sue traduzioni si riferiscano alla prostituzione sacra;
la studiosa si pongono come l'esame sistematico dei testi accadici che si riferisco-
no ad una figura femminile di funzionario pubblico e
Uno dei rari esempi in cui si può affermare che l'au- talvolta sacro chiamato qadishtu.8
tore abbia effettivamente costruito questi racconti al
solo scopo di creare effetto In conclusione Gruber, in qualità di esperto di
Scritture ebraiche e di lingue e culture dell'antica
e che dovrebbero essere lette come una descri-
Asia Occidentale sconsiglia la lettura di questo
zione poetica dello stato Babilonese dopo la con-
testo ricco di 'tendenzioseinterpretazioni' e carat-
quista, rappresentato attraverso una usanza reli-
terizzato da un 'trattamento non originaledellepro-
giosa invertita delle consuetudini sacre e sessuali
ve ugariticheriguardanti qdshm'.
della Grecia.
Gli fa eco Lena Sofia Tiemeyer deH'Università
Questa interpretazione tuttavia, non chiude
di Aberdeen, che pur non arrivando a sconsiglia-
il dibattito che da anni si articola attorno alle
re la lettura del testo della Budin, afferma che
affermazioni di Erodoto, anche perché l'autrice
dapprima sottolinea con fermezza il rispetto dei Lo stile dell'autrice è piuttosto polemico, il suo ver-
nomoi degli altri che caratterizza tutto il lavoro detto oltremodo scontato e alcune traduzioni troppo
dello storico, ma poi riscontra nelle sue stesse attente e neutrali (ad esempio,Justinius, Trogi, 18.5.4,
affermazioni, notizie non veritiere suscitate da p. 239). 9
un possibile «Sdegno nei confronti dei Babilonesi», Da questa breve premessa, nata dall'analisi delle
dimostrando perciò un atteggiamento piutto- più recenti riletture sull'argomento, emerge che
sto ambiguo nei confronti dell'opera erodotea. 7 gli antichi scritti che per anni hanno rappresenta-
Analogamente stupisce il suo impegno nel vo- to le prove testuali dell'esistenza della prostituzio-
ler formulare la definizione più adeguata di una ne sacra, oggi, alla luce di più precise interpreta-
pratica di cui intende dimostrare l'inesistenza. zioni, perdono questa valenza, ma appare altresì
L'autrice si occupa anche delle controversie le- evidente come ciò non basti a dimostrare la non-
gate all'interpretazione del termine qedeshotuti- esistenza di un ufficio religioso che trova riscontri
lizzato in testi biblici come la Genesi, il Deute- in diverse realtà archeologiche mediterranee. 10
ronomio e il libro di Osea e a lungo interpretato In questa sede, vaglieremo le evidenze rilevate
come sinonimo di prostituta sacra, ma, come ha presso alcuni centri fenicio-punici della Sardegna,
avuto modo di sottolineare Mayer Gruber in una con particolare attenzione ai siti di Cuccured-
recente recensione del testo della Budin dus di Villasimius, Tharros, Monte Sirai e Capo

10
' STEPHANIEBuDIN, The myth of sacredprostitution in an- A onor del vero la Budin dedica il nono capitolo del
tiquity, Cambridge, Cambridge University Press, 2008. suo libro all'analisi dei siti e delle prove archeologiche rin-
6
Secondo la Budin, gli scritti di Luciano e Geremia in cui venute in territorio italico e ascritte all'ambito della prosti-
si fa riferimento all'ufficio della prostituzione sacra, furono tuzione sacra, ma com'è facile intuire dalla brevità del capi-
influenzati, consciamente o inconsciamente dal racconto tolo, troppo ridotto per un argomento di tale importanza,
erodoteo. tralascia alcuni contesti nonché le osservazioni compiute da
7
VINCIANEPIERENNE,Review of Stephanie·Lynn Budin, importanti studiosi nazionali, prime tra tutte le scoperte di
The Myth of SacredProstitutionin antiquity, Review of Fonds un archeologo del calibro di Mario Torelli. L'autrice con-
de la Recherche Scientifique - FNRS-, Belgium, Université clude perciò denunciando il vizioso circolo di ragionamenti
de Liège, 2009. che in Italia alimentano il falso mito della prostituzione sa-
• MAYERGRUBER,Review of Stephanie Lynn Budin, The cra e ribadendo la non-esistenza di questo ufficio ma, come
Myth of Sacred Prostitution in Antiquity, Review of Biblical ha avuto modo di sottolineare il Gruber dal momentochenon
Literature, Society of Biblical Literature, 2009. esistonoprovedellaprostituzjonesacranei testi dell'anticoVicino
9
LENASOFIATIEMEYER, Review of StephanieLynn Budin, Oriente,non significache la prostituzjonesacra non esistessenel
The Myth of SacredProstitutionin Antiquity, Review of Bibli- mondo greco e romano, presupposto essenziale che la Budin
ca! Literature, Society of Biblical Literature, 2009. non considera.
IERODULIA
.,
E PROSTITUZIONE SACRA IN SARDEGNA

S. Elia presso Cagliari, allo scopo di raccogliere ressarono anche la zona riservata agli ex voto di
e analizzare i dati e le scoperte che in qualche età repubblicana, che furono deposti e conser-
modo sembrano denunciare la presenza di culti vati in appositi bothroi poi ricoperti da strutture
di carattere sessuale celebrati in onore della dea murarie e pavimentazioni, come dimostrano i
Ashtart o delle divinità femminili in cui fu perpe- resti di calce rinvenuti su alcuni fittili votivi.
tuato il suo culto nel corso dei secoli. Con l'acquisizione della Sardegna da parte dei
Il sito di Cuccureddus, è situato sulla più bas- Bizantini, le attività commerciali e cultuali che
sa delle colline che si distendono parallele alla avevano caratterizzato la rinascita romana di
costa dal golfo di Carbonara fino ali' omonimo Cuccureddus si spensero, pian piano il sito venne
capo, presso l'allora navigabile foce del Riu Fax.i, abbandonato e sugli antichi edifici romani cadde
che rappresentava l'unico porto naturale, non- il silenzio. 12
ché l'unico approdo sicuro di quel settore della Basandoci sui dati di scavo, è possibile rea-
Sardegna sud-orientale, in una posizione tale da lizzare una ricostruzione, seppur ipotetica, del
garantire una comoda tappa intermedia nelle santuario fenicio che, visto dall'esterno, doveva
rotte commerciali che interessavano il mediter- presentarsi come una struttura dalla sommità
raneo occidentale. Le genti fenicie vi si stabiliro- piana, costituita da mattoni di argilla cruda sec-
no verso la metà del vn sec. a.C. e diedero vita cata al sole e intonaco di tipo idraulico; la coper-
ad un piccolo fondaco commerciale, la cui prote- tura, sorretta da travi lignee, era data da canne e
zione venne affidata ad una divinità femminile, rami rivestiti di argilla; mentre l'acqua piovana
Ashtart, in onore della quale venne innalzato un della terrazza, veniva convogliata verso l'esterno
santuario che in breve tempo acquisì importan- da un gocciolatoio di terracotta falliforme. 13 La .
za, e divenne un punto d'incontro per i naviganti particolare configurazione di questo acroterio
che frequentavano quelle acque. fittile va intesa come un auspicio di fertilità, op-
Intorno al 540 a.C., i Cartaginesi attaccarono pure può essere considerata un rimando ad un
il sito e lo diedero alle fiamme, ma come spesso qualche rito sessuale celebrato in questa sede,
accade in ambito archeologico, questa aggressio- probabilmente l'ufficio della prostituzione sacra,
ne ha paradossalmente favorito la conservazione come farebbe intuire il ritrovamento di reperti
delle strutture che costituivano il fondaco e, in che testimoniano la ca-presenza di fanciulle e
particolar modo, dell'edificio templare. Il fuoco stranieri nella zona del santuario. Occorre infatti
ha infatti cotto e preservato parte dei soffitti e ricordare che esternamente l'edificio era circon-
dei pavimenti, che venivano realizzati utilizzan- dato da un recinto sacro oltre il quale trovavano
do argilla cruda pressata, permettendogli così di posto diversi ambienti di piccole dimensioni in
resistere ali' aggressione del tempo. cui son stati rinvenuti numerosi oggetti legati
Per circa trecento anni, l'emporio fu solo un alla cosmesi femminile, in particolar modo spec-
cumulo di rovine, poi venne rioccupato e rico- chietti in bronzo, cornici di piombo decorate a
struito dai Romani che conquistarono la Sarde- stampo e aryballoifenici o di importazione greca
gna nel 238 a.C.; a partire da questo momento il ed etrusca originariamente utilizzati per conser-
ricordo della dea fenicia Ashtart permase nella vare unguenti profumati. Da qui l'ipotesi che le
venerazione di Giunone, 11 e il tempio, ricostru- piccole abitazioni ospitassero le donne che si re-
ito e più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, cavano al santuario per offrire i propri corpi ai
fu sede privilegiata di riti e funzioni religiose per mercanti d'oltremare 14 giunti per commerciare
tutto il 1v secolo d.C. e anche oltre, come dimo- con i residenti, una forma di meretricio abituale
strano le numerose monete di età costantiniana quindi, ascrivibile nell'ambito della hierodulia. 15
ivi rinvenute, donate dai fedeli come obolo per le Tra i resti dell'edificio sacrale son state invece ri-
casse del santuario. Le modifiche strutturali inte- portate alla luce alcune bullae16 ascrivibili ai con-

11
Si veda al riguardo LUISA A. MARRAS, Cuccureddus di te dell'antica architenura templare e facevano da cornice
Villasimius: da Ashtart a Giunone, in Phoinikesb Shrdn: ì fe· alle cerimonie sacre officiate in onore di divinità i cui sacra
nici in Sardegna:nuoveacquisizjoni,pp. 187-188. comprendevano orge e prostituzione, esemplare è il caso
12
Per la storia del sito e delle indagini ivi eseguite si veda: di Delo, dove nel complesso archeologico del Santuario di
PIERO BARTOLONI, Cuccureddusdi Villasimius:appunti di mi- Apollo (v secolo a.C.) sono visibili i resti di due enormi falli
crostoria,«Rivista di studi fenici», 2, 2000, pp. 125-128; LUISA in pietra poggianti su bassi pilastri.
A. MARRAS, Ifenici nelgolfodi Cagliari:Cuccureddusdi Villasi- 14
Identificabili con i forestieridi Erodoto.
mius, in Atti del II Congressointernazjonaledi studifrnìci e puni- 15
Si trattava dunque di donne consacrate alla divinità che
ci, 3, pp. 1040-1048; LUISA A. MARRAS, L'insediamentodi Cuc- vivevano ed esercitavano di continuo ali' ombra del santuario.
16 Vale a dire piccoli grumi di argilla cruda, combusti
curedduse il territoriodi Villasimiusnell'antichità,in Phoinikes
b Shrdn:i fenici in Sardegna:nuoveacquisiz.ioni,pp. 77-79. dall'incendio appiccato dai Cartaginesi, e modellati intorno
13
Le immagini sessuali erano spesso parte integran- ai cordini posti a chiusura dei papiri conservati nel tempio.
ANNARITA PUNZO

tratti amministrativi e alle compravendite stipu- rai attorno al 750 a.C., la scelta del luogo si deve
late dagli abitanti del posto con genti straniere. alla eccezionale posizione strategica del sito, che
I reperti di carattere cultuale ascrivibili al sito, permetteva loro di controllare il mare, le isole
provengono soprattutto da uno strato di materia- circostanti, e la pianura sino alle alture.
li di risulta collocato ai bordi dell'area sommitale Il tempio innalzato in onore della dea Ashtart
del colle e prodotto dall'azione dei mezzi mecca- . trovava posto nell'area dell'acropoli, presso l' edi-
nici che negli anni Settanta rasarono la sommità ficio che il Barrecca denominò Mastio, perché
dell'altura, distruggendo sia l'area del santuario certo si trattasse di un fortino adibito alla dife-
che la stipe votiva; si tratta soprattutto di oboli sa del centro; 20 in realtà le ricerche condotte da
pecuniari (ascrivibili ad un arco cronologico che Piero Bartoloni hanno dimostrato che nel perio-
va dal 150 a.C. circa, periodo a cui appartiene do relativo all'insediamento fenicio, la struttura
l'esemplare più antico, al v sec. d.C.) 17 e di fittili riservata al culto trovava posto all'interno della
anatomici di piccole dimensioni. preesistente monotorre nuragica, analogamente
È interessante notare che le caratteristiche ar- a quanto riscontrato presso nuraghe 'Su Mulinu'
chitettoniche del santuario fenicio di Villasimius di Villanovafranca e nuraghe 'Genna Maria' di
tornano simili in quello situato presso l'abitato Villanovaforru. 21 Nel 525 a.C., i Cartaginesi as-
di Monte Sirai inoltre, anche qui, come a Cuccu- salirono e distrussero il sito e il nuraghe, ma di
reddus, le indagini archeologiche hanno riporta- li a poco, il tempio venne ricostruito nello stes-
to alla luce numerosi fittili anatomici di piccole so punto in cui sorgeva la precedente struttura;
dimensioni raffiguranti in particolar modo seni, oggi non sappiamo quale fosse l'aspetto del san-
braccia, gambe e occhi. È dunque lecito ipotiz- tuario in questa fase poiché l'edificio venne in
zare che in entrambi i casi, questa tipologia di parte rimaneggiato attorno al 360 a.C., quando
ex voto, venisse offerta dai fedeli ad una divinità l'acropoli venne fortificata, mentre è ancora vi-
femminile dalle doti taumaturgiche e che, attra- sibile l'ultima fase edilizia, risalente al 238 a.C. e
verso questi doni, essi implorassero una guari- inserita in una generale ristrutturazione del cen-
gione o ringraziassero la dea per aver ascoltato e tro abitato; all'epoca il tempio di Ashtart si pre-
accolto le loro preghiere, 18 uso che si è afferma- sentava come un edificio rettangolare di 8 m. per
to nel tempo e che ancora oggi caratterizza la 11, dalla sommità piana, poggiato su una bassa
devozione folk.lorica della Sardegna e di diverse terrazza e fronteggiato da tre altari in cui veniva-
zone del mondo. 19 Gli arti metallici o di cera, so- no celebrati sacrifici alla presenza della comunità
no elementi fortemente radicati nella tradizione che assisteva dalla piazza antistante. 22
isolana, pendono dai muri dei santuari e delle L'interno contava due ambienti allungati e
chiese, e nell'immaginario collettivo assumono paralleli, accessibili da ingressi differenti e, sul
la funzione di mezzo per l'intervento miracoloso fondo, quattro piccoli vani con funzioni diver-
e dono volto a rappresentare l'intervento stesso. se: i centrali ospitavano la statua di culto della
I Fenici si insediarono nell'altura di Monte Si- dea Ashtart 23 e un betilo a davanzale, simbolo
17
Caratteristica comune a molti santuari diffusi in Sarde- 22
CARLAPERRA,Gli spaz:idel sacro.n tempio di Ashtart, in
gna in questo periodo storico, come dimostrano tra gli altri, Monte Sirai. Le operee i Giorni, Carbonia, Litografica SUSIL,
il deposito votivo relativo al tempio del tofet di Monte Sirai 2001,pp. 20-26.
e a quello di Antas. 23
L'effige della divinità, ritrovata nel 1964 e scolpita tra
18
Risulta fortemente problematico, in assenza di ele- l'vm e il vrr sec. a.C. da un artigiano del posto, presenta
menti aggiuntivi, stabilire se questi manufatti rappresentino un forte contrasto di resa tra la parte inferiore del corpo e
la parte del corpo colpita dal male da cui si è guariti o sotto- quella superiore della testa: la prima si presenta come una
lineino la sofferenza dalla quale si spera di essere sollevati. sorta di pilastrino appena sbozzato, con qualche cenno di
Un'altra lettura possibile è quella dell'estraniazione del particolare anatomico, la seconda invece è stata lavorata
male che, attraverso la rappresentazione fisica, diventa altro con accuratezza e forte senso del volume. Questa dicoto-
da se, lo si porta fuori dalla propria esistenza. Si veda al ri- mia è dovuta ai forti rimaneggiamenti subiti dalla piccola
guardo ALESSANDRO CAMPUS,Ex voto comefine, ex voto come effige verso la fine del VI sec. a.e. dopo l'invasione Carta-
mez:z:o,«Rivista di studi fenici», 1, 1997,pp. 69-77. ginese. Date le dimensioni della pietra, alt. cm 40,2 - largh.
19
Si veda al riguardo GIUSEPPEGARBATI,Ex voto anato- Cm 20,2 - spess. cm 9,3, è lecito ipotizzare che in origine
mici e devoti sofferenti:osservaz:ionisui culti di guarigionenella la statuetta raffigurasse la dea Ashtart assisa in trono, at-
Sardegnadi età ellenistica,Daidalos,6, 2004; MARIAMARGHE- tualmente invece riprende lo schema iconografico del co-
RITASATTA,I miracoli.Pergraz:iaricevuta.Religiositàpopolare siddetto personaggiocon stola, raffigurato su alcune stele del
in Sardegna,Sassari, Edes, 2000. tofet di Monte Sirai e di Sulcis. Si veda al riguardo ANNAM.
20
Si veda al riguardo FERRUCCIOÈARRECA,La fortez:z:a BISI, Le origini della statuaria nel mondo colonialefenicio: per
di Monte Sirai, «Archeologia Viva: per chi vive il passato in una ricostruz:ionedella i\.starte' di Monte Sirai, «Anales de la
funzione del presente. Mensile di archeologia, arte ed etno- Universidad de Cadiz», 3-4, 1986-1897,pp. 107-121;SERENA
logia», 5, 1985,pp. 47-63. M. CECCHINI,La statua dell'acropolidi Monte Sirai, in Atti
21
PIEROBARTOLONI, Monte Sirai, Carlo Delfino, Sassari, del II CongressoInternaz:ionaledi Studi Fenici e Punici, Roma,
2004. 1991, pp. 683-690; PIERO BARTOLONI,SANDROF. BONDÌ,
IERODULIA E PROSTITUZIONE SACRA IN SARDEGNA

ani conico della dea stessa o del suo paredro; in tadini verso la fine dell'vrn secolo a.C., quando
quelli laterali erano custoditi gli ex voto donati i Fenici dopo aver realizzato un'ampia ricogni-
dai fedeli nel corso dei secoli, tra i quali figurano zione delle risorse naturali presenti nel bacino
statuette in bronzo, placchette in osso, maschere mediterraneo, localizzarono luoghi ricchi di ri-
in terracotta e lucerne. Da quest'area del tempio sorse alimentari e minerarie adatti a realizzare
proviene anche una tabella bronzea iscritta, in cui approdi funzionali al commercio; tra i siti scelti
si fa riferimento ad un altare dedicato dall'inciso- vi fu anche il promontorio destinato ad ospitare
re Abdò in onore di una divinità maschile «perché l'insediamento di Tharros. I ruderi attualmente
ha ascoltato la voce delle sue parole», tuttavia non visibili non conservano tracce di questa origi-
conosciamo il nome della divinità in questione, naria fase edilizia, le più antiche testimonianze
perché fu cancellato ali' epoca dell'aggressione fenice provengono infatti dalle due necropoli ad
cartaginese, che ebbe anche risvolti di carattere incinerazione risalenti alla metà del VII sec. a.C.
religioso, come dimostra tra l'altro il coevo ri- e dal più antico strato di frequentazione del to-
maneggiamento del simulacro della dea. fet. Le necropoli, che sorgevano rispettivamente
Il ricordo della presenza di un luogo di culto nei pressi del promontorio di Capo S. Marco e
sulla sommità del monte è stato tramandato dal- vicino ali' attuale spiaggia di S. Giovanni, venne-
la piccola comunità dell'attuale centro di Sirai fin ro utilizzate contemporaneamente, è perciò le-
dalle epoche più antiche, ancor prima dell'inizio cito ipotizzare la loro pertinenza a due distinti
degli scavi e ovviamente prima della scoperta insediamenti che in seguito si sarebbero fusi per
della statua. La tradizione orale tramandava in- dar vita ad un unico grande centro, come testi-
fatti la presenza di una piccola chiesa in rovina monierebbe tra l'altro la forma plurale del topo-
dedicata a Santa Maria di Sirai. nimo Tharros, a cui si rifanno gli antichi gram-
In realtà la chiesa non è mai esistita, poiché matici Pseudo Probo e Marco Plozio Sacerdote
l'antico abitato fu definitivamente abbandonato quando affermano: «Tharros nomen est numeri
prima dell'era cristiana, di conseguenza la me- semper plurali». 26
moria del luogo di culto è da legare al tempio L'insediamento ricevette una vera e propria
della dea Ashtart. 24 organizzazione di tipo urbanistico solo con i
Tenendo conto delle affinità che intercorrono Cartaginesi, che nel VI sec. a.C. rafforzarono le
tra il santuario di Villasimius e quello di Monte mura settentrionali, aprirono camere ipogeiche
Sirai, è lecito ipotizzare che anche in quest'ulti- nelle necropoli e monumentalizzarono il centro
mo venissero esercitati riti di carattere sessuale, con stele, cippi, altari ecc.
del resto, come ebbe modo di affermare l' Al- A partire dal rn sec. a.C., la città passò in ma-
ziator «L'unità del rituale è naturale derivazio- no ai Romani, che inizialmente si limitarono a
ne dell'unità di culto»; 25 tuttavia, se nel caso di integrare i propri edifici nei preesistenti quartieri
Cuccureddus, la presenza di piccole abitazioni e pubblici e privati, senza rivoluzionarne l'assetto,
reperti ascrivibili alla sfera muliebre, spingono poi sotto i Flavi, gli Antonini e i Severi, ne con-
a supporre l'esistenza di un corpo di hierodule dizionarono fortemente l'urbanistica, dando una
in servizio presso il santuario, l'assenza di questi decisa impronta imperiale. 27
stessi elementi a Monte Sirai lascia credere che Nei secoli successivi Tharros ricevette il titolo
in questo contesto venisse praticata una forma di municipio e resistette ai saccheggi dei Vanda-
di prostituzione occasionale, riservata dunque a li, ma nulla poté contro le scorrerie dei Saraceni
festività, ex-voto o comunque circostanze ecce- dell'vm-Ix sec. che ne sancirono l'abbandono;
zionali. conobbe una nuova, breve parentesi di vita dal
Terza tappa sarda della nostra indagine è l' an- 1052 al 1070, anno in cui le sedi del giudicato e
tico centro fenicio-punico di Tharros, che insi- dell'Arcivescovado vennero trasferite ad Orista-
ste su un precedente insediamento nuragico. La no, e l'antico centro fenicio-punico fu definitiva-
penisola del Sinis vide sorgere i primi edifici cit- mente lasciato al suo destino. 28

LUISA A. MARRAS,Monte Sirai, in Itinerari, IX, Roma, 1992, al vrr sec. d.C. Testogrecoo latino afronte, Oristano, S' Alvure,
pp. 42-76. 1997.
27 Per la storia di Tharros si veda ENRICO ACQUARO,
24
PIERO BARTOLONI,Monte Sirai, Sassari, Carlo Delfino CLAUDIO PINZI, Tharros, Sassari, Carlo Delfino, 1986; GEN-
editore, 2004. NAROPESCE, Tharros,in Enciclopediadell'arteantica, classicae
25
FRANCESCOALZIATOR,leroduliaeprostituzionesacrainSar-orientale,VI, Roma, 1966, pp: 800-806; MAURA FALCHI, Ana-
degna,in «NuovoBollettinoBibliograficoSardo»,92-93, 1976, p. 8. lisi dellacon.figurazione
urbanadi Tharros,in Tharros,a cura di
26
Si veda al riguardo MARIO PERRA, Le antiche testimo- Paolo Desogus, Nuoro, 1991, pp. 23-37; RAIMONDOZUCCA,
nianze letterariedi carattereetnografico,socio-economico,natu- Tharros, Oristano, Corrias, 1993.
28 CARLA DEL V AIS, La terza vita di Tharros. La cittii de-
ralistico,e geograficosulla Sardegnae i Sardi, dai primordi sino
86
..,.
ANNARITA PUNZO

La zona fu interessata da una serie di indagini spesso correlato ad una figura femminile che lo
archeologiche a partire dal xvn sec., con losco- tiene in mano, interpretabile come raffigurazio-
po primario di recuperare le numerose ricchezze ne di Ashtart. Possiamo perciò giungere a due
funerarie presenti nella zona, una vera e propria conclusioni, interpretando KT come Kition, ap-
corsa ali' oro che disperse numerosi reperti del- pare chiaro che il pellegrino dell'iscrizione visi-
!'insediamento. tò il grande tempio della dea situato in questa
Il nostro ambito di indagine, trova particolare località, se invece attribuiamo al termine il più
riscontro negli scavi condotti a partire dal 2001 generico significato di isola di Cipro, è lecito ipo-
dall'Istituto per la Civiltà Fenicia e Punica 'Sa- tizzare che il luogo sacro visitato da Yafi sia il più
batina Moscati' del Consiglio Nazionale delle famoso santuario di tutta la regione, vale a dire
Ricerche (CNR) di Roma e dalla Soprintendenza quello della città di Paphos 29 di cui parlano nu-
Archeologica per le province di Cagliari e Orista- merose antiche fonti letterarie, 30 e presso il qua-
no, diretti da Piero Bartoloni, in collaborazione le pare venisse officiato il rito della prostituzio-
con Paolo Bernardini. Le indagini si sono con- ne sacra, forma devozionale che evidentemente
centrate nelle pendici meridionali della collina incrementava i pellegrinaggi dei fedeli in questa
di S. Giovanni ove è stato rinvenuto, tra l'altro, località. Sappiamo infatti che questo tipo di ri-
il perimetro di un edificio di carattere cultuale, to era particolarmente gradito alla dea, come si
di circa 30 m. per 50, risalente al 700 a.C. circa e, evince dalle parole di Diodoro che parlando del
attorno a questo, diverse matrici in terracotta di santuario di Erice racconta: «Quando i consoli, i
età punica, risalenti al IV sec. a.C., utilizzate per generali e tutti coloro che rivestono una qualche
produrre statuette femminili di tipo votivo rife- carica arrivano in Sicilia, passano da Erice, ono-
ribili ad una dea della fertilità e della sessualità rano il tempio di Venere con sacrifici è offerte.
prossima al modello vic.ino-orientale di Ashtart; Spogliandosi delle insegne della loro dignità, si
è dunque lecito ipotizzare che nell'area sorgesse danno ad allegri godimenti con le donne, rite-
un tempio edificato in suo onore, i cui resti, mol- nendo di rendersi così graditi alla dea».
to probabilmente trovano posto al di sotto della Ora, è possibile che le fanciulle menzionate
torre di epoca spagnola che attualmente domina dall'autore, fossero delle prostitute comuni, ma
il promontorio, e che quindi impedisce la realiz- è anche vero che diverse fonti parlano di sacer-
zazione di uno scavo in estensione. dotesse in servizio presso il santuario di Erice;
La presenza del santuario sembra confermata non sappiamo se questo servizio comprendesse
anche da una serie di interessanti testimonianze anche la vendita cultuale del proprio corpo, ma
di carattere epigrafico e artigianale scoperte nel- questa ipotesi pare confermata da Apollonia Ro-
la zona. dio che fa loro svolgere la funzione di seduttrici
Alla dea fenicia rimanda anzitutto una delle e ammaliatrici dei marinai di passaggio, assimi-
iscrizioni graffite sulla cortina muraria individua- landole a delle sirene:
ta in corrispondenza del pendio meridionale del ... fu lesto a saltare in acqua dal banco, preso dalla
colle e realizzata riutilizzando blocchi in arenaria voce soave delle Sirene, e nuotava attraverso le onde
riferibili ad alcuni tempietti siti nell'area del tofet agitate per giungere a riva, infelice!Subito le sirene
prima del vr sec. Si tratta di quattro parole dispo- gli avrebbero tolto il ritorno, ma Afrodite, la dea pro-
ste su una riga, precedute dalla raffigurazione tettrice di Erice, ebbe pietà: gli venne incontro beni-
stilizzata di un fiore di loto, che recitano: YP SL gna, lo salvò strappandolo ai gorghi, e gli assegnò il
promontorio di Lilibeo31 per dimora. 32
HG KT vale a dire «Yafi ha partecipatoal pellegri-
naggi.oa Cipro».Il termine KT viene interpretato L'iscrizione tharrense potrebbe quindi essere in-
come toponimo della città di Kition, ma anche, terpretata come la testimonianza di un fedele re-
in maniera più generica, di tutta l'isola; il fiore catosi nell'isola greca cara alla dea per onorarla
di loto invece ci permette di capire che meta del attraverso l'unione con le hierodule a lei consa-
pellegrinaggio era il santuario di una divinità crate.
muliebre, come si desume dal fatto che nell'ico- Alcuni indizi lasciano ipotizzare che anche
nografia tradizionale questo elemento flo~eale e nel santuario situato presso il promontorio di

predata, «Darwin Quaderni», 1, supplemento a «Darwin", 14, TO, Historiae, 2, 3; OMERO, Odissea, 8, 362-363; ARNOBIO, Ad-
Roma, 2006. versus Nationes, 5, 19.
31
Apollonio presenta il marinaio Bute irretito dalle sire-
29
GIOVANNI GARBINI, Le nuove iscrizioni di Tharros, in ne di un'isola ascrivibile all'arcipelago delle Egadi, un evi-
Phoinikes b Shrdn: i fenici in Sardegna. Nuove acquisizioni, Ori- dente traslocativo volto ad indicare Erice.
stano, pp. 126-127. 32
APOLLONIO RODIO, IV, 913.
30
Si veda al riguardo: ERODOTO,Storie, 1, 105-119; TACI-
IERODULIA ~ PROSTITUZIONE SACRA IN SARDEGNA

Capo S.Marco venisse praticata una forma di erano elementi caratterizzanti di questo univer-
prostituzione cultuale in onore di Ashtart, come so religioso e le fanciulle consacrate alla dea ve-
testimonierebbero diversi manufatti di ambito nivano spesso rappresentate nude, come dimo-
devozionale rinvenuti in loco, che raffigurano la strano la celebre suonatrice di flauto del Trono
dea nella sua specifica funzione di nume tutelare Ludovisi o la placchetta da Tharros di cui sopra.
della sessualità, nuda e con le mani ai seni. Tra i È quindi probabile che a Tharros fosse presente
pezzi più significativi vanno ricordati: la lastrina un corpo di hierodule in servizio presso il tem-
in terracotta con copricapo egitizzante, risalente pio, ipotesi che però non può trovare conferma
al VI sec. a.C. (oggi al Britisch Museum) e il p:c- per via dell'impossibilità di effettuare uno scavo
colo pendente in oro del VI-V sec. a.C. (oggi al in estensione in quella che, come abbiamo detto,
Museo Sanna di Sassari). 33 dovrebbe essere l'antica collocazione dell' edifi-
Un altro interessante reperto che sembra at- cio sacro.
testare la vocazione sessuale del santuario thar- Gli studi e le ricerche effettuate nell'ambito
rense è la figurina di suonatrice di aul6s,acefala e della religione vicino orientale e della sua propa-
mutila degli atti inferiori, raffigurata di profilo e gazione in contesti occidentali, hanno evidenzia-
avvolta in una veste riccamente drappeggiata. 34 to che spesso, nelle iscrizioni cultuali, il nome di
Presso le antiche culture mediterranee, e in Ashtart è accompagnato da appellativi o specifi-
particolar modo in Grecia, le auletrideso suona- cazioni che ne precisano la natura e che lasciano
trici di flauto, venivano identificate con le prosti- intuire come la stessa denominazione celi realtà
tute templari; scrive l'Henriques al riguardo cultuali che, al di là di una sostanziale omogenei-
tà, presentano caratteristiche divergenti.
Le auletridi solitamente provenivano dai porti ionici Esemplare è il caso della dea Ericina (in 'cui
dell'Asia Minore. Loro precipue caratteristiche era-
venne trasferito e perpetuato l'antico culto del-
no il suonare il flauto, il danzare e il darsi ali' amore
venale.35 la Dea Madre) che può essere identificata con
la greca Afrodite, la fenicia Ashtart e la Venere
Dalla necropoli settentrionale, proviene invece romana. L'aggettivo toponimo che le accomuna
un cippo in arenaria 36 attorno al quale danzano denuncia la provenienza dei sacra connessi alla
quattro figure scolpite: tre fanciulle nude viste di venerazione di questa divinità: l'antico centro
spalle e un personaggio maschile rappresentato di Erice, in cui secondo la tradizione, il culto di
di prospetto con le braccia levate, i cui fianchi Ashtart fu istituito dal fondatore eponimo della
appaiono cinti da un corto gonnellino. 37 Sopra città, figlio di Afrodite e di Bute. 39
il capo di quest'ultima figura, emerge dal cip- Le antiche fonti letterarie, la documentazio-
po, una protome bovina, con probabile funzio- ne numismatica e le testimonianze archeologi-
ne apotropaica, volta a proteggere e tutelare la che, indicano che il tempio sorgeva sulla cima
danza sacra che il Pesce mette in relazione ad del Monte S. Giuliano e che l'area sacra fu quasi
un qualche culto della fecondità ma che, a ben totalmente distrutta dalle successive sovrapposi-
vedere, può essere inserita nei sacra di carattere zioni normanne; tuttavia le pratiche devoziona-
sessuale pertinenti ad Ashtart e al mereticio cul- li ivi officiate, ebbero modo di sopravvivere nel
tuale celebrato in suo onore. 38 Musica e danza ricordo e nelle parole di storici e letterati come

33 36
Il cippo, alto 41 cm. e sormontato da una piccola pira-
A Tharros, nell'arco di circa mezzo millennio, dal VII
al III sec. a.C., la dea madre si è manifestata dapprima come mide a gradini, originariamente doveva essere ingubbiato di
dea-nutrix, espressione della sessualità e della fecondità, e smcco e calce. L'esemplare ricorda da vicino il betilo rinve-
contemporaneamente come Demetra poi, a partire dal III nuto negli strati più antichi degli scavi di Mogador.
sec. a.C. entrò in scena la figura di Afrodite, nuda o colta 37
Si veda al riguardo GENNARO PESCE, Sardegnapunica,
nell' atto di spogliarsi, visione ellenistica dell'antica divinità a cura di Raimondo Zucca, Nuoro, !lisso, 2000, pp. 191-192;
orientale. Significativa in tal senso risulta la terracotta (ri- SABATINO MOSCATI,Fenicie Cartaginesiin Sardegna,a cura di
salente al II sec. a.C.) di figura femminile nuda con mano Piero Bartoloni, Milano, Il Saggiatore, 1968, pp. 235-236.
38
destra sul capo, che poggia i piedi su un oggetto in parte Non si può non ricordare al riguardo la testimonianza
danneggiato, identificabile con una conchiglia, e quindi di Joseph Fuos di Baden,cappellano del reggimento Royal
ascrivibile nell'iconografia tipica della dea greca. Appare Allemand, in Sardegna tra il 1773ed il 1776: «Si è trovato an-
quindi evidente che dall'origine fenicia all'occupazione ro- cora, venti o trenta anni fa, che i contadini nelle loro feste
mana, l'iconografia dell'Ashtart di Tharros si sia adattata ecclesiastiche apertamente hanno applicato un priapo pres-
ai modelli mumati dal Vicino Oriente, dalla Grecia e dalla so alla chiesa e vi hanno ballato intorno».
39
culmra ellenistica. Sul culto e della Venere Ericina si veda: SABATINOMo-
34
Oggi al Museo Sanna di Sassari. SCATI,Sulla diffusionedel culto di Astarte Ericina, «Oriens An-
35
Si veda al riguardo PAUL BRANDT,Sexual life in Ancient tiquus», 7, 1997, pp. 91-94: RAIMONDOZuccA, VenusErycina
Greece,Londra, George Routledge & Sons, 1932; FERNANDO tra Sicilia,Africa, Sardegna,in L'africaRomana.Atti del vr Con-
HENRIQUES,Prostitutionand Society,I, Primitive,Classica!and vegnodi studio, Sassari, 1989, pp. 771-779.
Orientai,Londra, MacGibbon and Kee, 1962;
88 ANNARITA PUNZO

Ateneo ed Eliano che riferiscono di una festa rata dai risultati delle indagini condotte dal Pais,
annuale 40 chiamata 'Imbarco', in occasione della secondo il quale, l'iscrizione venne trasportata in
quale la dea, scortata da delle colombe (anima- Sardegna da Trapani o da Marsala, perché incisa
le che rimanda all'origine orientale della divini- su una pietra finissima litografica (lattirnusa) che
tà, come dimostra il fatto che il termine greco manca a Cagliari e che invece abbonda in Sicilia
che designa il volatile 'peristerà' significa 'uccel- e soprattutto nelle zone di Segesta e di Erice.
lo di Isthtar'), salpava dalla Sicilia alla volta della Una seconda interpretazione, avanzata dal
Libia, per poi rimpatriare dopo nove giorni ed Fantar, 51 riporta alla parola «Madre», pertanto lo
essere onorata con una nuova festività il cosid- studioso ritiene che il tempio non fosse dedicato
detto 'Ritorno', che sanciva la reintegrazione di ad Ashtart Ericina, ma alla divinità volta alla tu-
Venere nel suo tempio. 41 Questa cerimonia lega tela dei naviganti.
il santuario di Erice al territorio africano e, più In ogni caso sul promontorio trovava posto un
precisamente alla struttura cultuale di fondazio- luogo sacro legato alla dea in cui, con ogni pro-
ne siciliana situata presso l'antico centro di Sicca babilità, analogamente a quanto accadeva negli
Veneria in cui venivano celebrati riti che, stando altri santuari emporici, posti in posizione domi-
alla testimonianza di Valerio Massimo, 42 com- nante sul mare ed edificati in suo onore, veniva
prendevano anche un meretricio sacro di carat- celebrato un particolare culto che univa senso
tere pre-nuziale e pro-dote a cui tutte le fanciulle dell'ospitalità e degli affari e che comprendeva
in età da marito dovevano sottoporsi. 43 anche l'ufficio della prostituzione sacra.
Il culto della Venere Ericina, si diffuse anche a Il rito prevedeva infatti che le donne della co-
Cartagine, come dimostrano una epigrafe puni- munità di tutte le estrazioni sociali, si concedesse-
ca 44 relativa ad una serva di Ashtart di Erice ed il ro agli stranieri giunti in città, i quali a lòro volta
titulus latino 45 con dedica di un L. Cassius Apolau- erano tenuti a pagare una tassa che permetteva
46
stus Veneri Erucinae Aug(ustae). di avere relazioni commerciali con i residenti. Si
Un ulteriore attecchimento del culto erici- trattava perciò di una forma di meretricio dina-
no fu ipotizzato anche per la Sardegna quando tura eccezionale e temporanea.
nel 1870, durante gli scavi effettuati in località L'accesso al tempio, scenario del meretricio e
Calamosca, presso Capo S. Elia, l'allora soprin- delle relazioni finanziarie di proiezione marina,
tendente Filippo Nissardi, trovò 47 una epigrafe fu individuato dal Barreca in una stretta stradi-
punica risalente al m sec. a.C. che contava due na sterrata che sale lungo l'attuale zona militare,
righe di testo, 48 una era incomprensibile, l'altra sul lato di Marina Piccola; si trattava perciò di
è la dedica di un ex voto offerto alla dea Ashtart un santuario extraurbano, 52 che probabilmente
RK..49 rimase isolato anche nei secoli della successiva
La prima tesi elaborata corrisponde alla tradu- colonizzazione, periodo a cui si risalgono due
zione comunemente accettata del c1s che legge cisterne ipogee: una di epoca romana, con pian-
«Ad Ashtart Ericina l'altare bronzeo (che votai)»; 50 il ta circolare e sistema di canalette per la raccolta
termine RK viene ricondotto al sito siciliano di delle acque piovane, successivamente riutilizza-
cui sopra e l'attribuzione a tale ambito fu avvalo- ta dai monaci Vittorini che come attesta una car-

40 44 45
ETTOREPA1s, Storia dell'Italia antica, II, Roma, Opti- CISI, 3776. CILVIII24528.
ma, 1925. 46
RAIMONDOZuccA, Venus Erycina tra Sicilia, Africa,
41
Emanuele Ciaceri afferma che verso la fine dell' 800, era Sardegna,in L'africa Romana. Atti del VI Convegnodi studio,
ancora possibile osservare delle colombe che annualmente, Sassari, 1989, 771-779.
partivano alla volta delle coste africane, per poi ritornare di 47
«Nel residuo di un muro che trovasi in cima al Capo
li a poco (Fonte: EMANUELE CIACERI,Culti e Miti dell'antica Sant'Elia in vicinanza alla torre dello stesso nome» come
Sicilia, Catania, Forni, 1911, p. 84). egli stesso ebbe modo di scrivere.
42 48
VALERIOMASSIMO, II, 6, 15. Le dimensioni ridotte dell'epigrafe denunziano il ca-
43
Con l'arrivo della religione Cristiana il culto della Ve- rattere privato del voto, secondo il modulo noto ad esem-
nere Ericina venne sostituito da quello della Madonna di pio, nel tempio di S. Niccolò Gerrei (Cagliari), dove un Cle-
Custonaci, passaggio non immediato e peraltro osteggiato on salari(us) soc(iorum) s(ervus) dedit Aescolapio Merre un
dalla popolazione locale che non intendeva abbandonare altare in bronzo.
una forma di culto radicata da secoli. Da qui la presenza 49
Si veda al riguardo GIOVANNISPANO,ScoperteArcheo-
di antiche reticenze pagane nelle celebrazioni officiate in logichefattesi nell'isolain tutto l'anno 1870, Cagliari, 1871, pp.
onore della Vergine patrona di Monte San Giuliano, altu- 12-17. . 5
° CIS,I, 140, p. 184 e tav. xxv.
ra presso la quale ogni anno aveva luogo la sfilata a cavallo 51
M'HAMED H. FANTAR,Récentes découvertesdans les
di quattro personaggi volti a rappresentare Venere, Marte, domainesde Z'archéo!ogie et dè l'épigraphiepuniques, «Bulletin
Mercurio e Saturno, divinità demoniache inviate sulla terra Archéologique du Cornité des travaux historiques et scien-
da Dio per punire i peccati della città (Fonte: GIUSEPPEPI- tifìques», 7, 1971, pp. 257-258.
TRE,Festepatronali in Sicilia, Palermo, 1900, p. 475). 52
La città si stendeva in riva allo stagno di Santa Gilla.
IERODULIA' PROSTITUZIONE SACRA IN SARDEGNA 89

ta giudicale vi si stabilirono nel 1089, ed un'altra che facilitano l'identificazione dei santuari che
più grande, di forma rettangolare (lunga 27 m e probabilmente ospitavano gli antichi uffici della
profonda 5), con pareti rastremate verso l'alto, ierodulia e della prostituzione sacra, solitamente
ascrivibile all'età punica. L'unico esempio simile collocati in posizione elevata e periferica rispet-
si trova a Tharros nei pressi del tempio dedicato to all'insediamento urbano, in località poste in
a Melqart, di conseguenza è lecito ipotizzare che prossimità del mare e del porto cittadino, a cui il
anche in questo caso, le due strutture fossero di tempio e le annesse strutture si affacciavano, in
pertinenza del santuario. attesa di coloro che ne avrebbero popolato stan-
Di recente il sito è stato interessato da una nuo- ze e sacelli, i naviganti e i marinai; ad essi infat-
va campagna di scavi curata dal dipartimento di ti erano destinate le fanciulle che qui venivano
Scienze Archeologiche dell'Università di Caglia- a donare il proprio corpo in onore della dea, in
ri, e diretta da Simonetta Angiolillo e Alfonso qualità di sue hierodule, e quindi in una condi-
Stiglitz. Le attività di scavo, che hanno avuto zione di servitù perenne, oppure in occasione di
inizio nell' Aprile del 2008 e che si son conclu- specifiche ricorrenze. 54
se nel Novembre dello stesso anno, si sono con- È stato quindi possibile distinguere diverse
centrate soprattutto nella porzione di territorio tipologie di meretricio, con caratteristiche, fun-
relativa alla torre pisana, innalzata nel 1282, e ai zioni e finalità specifiche, diffuse e praticate in
ruderi dell'edificio cristiano e hanno restituito località e tempi lontani tra loro.
lacerti murari di forma rettangolare, un'abside, Più precisamente, nell'area cultuale di Cuccu-
frammenti di mosaico, resti ceramici, nonché reddus, la presenza di piccole abitazioni e reperti
scale scavate nella roccia, cavità per la raccolta ascrivibili alla sfera muliebre, spingono a suppor-
dell' acqua, corridoi e un concio di pietra recante re l'esistenza di un corpo di hierodule in cost.an-
un' iscrizione punica. 53 te servizio presso il santuario; l'assenza di questi
Attualmente non conosciamo la cronologia di stessi elementi a Monte Sirai lascia credere che
questi reperti e il tutto è da leggere in prospetti- in questo contesto venisse praticata una forma
va, ma non si può escludere l'accattivante ipo- di prostituzione occasionale, riservata dunque a
tesi che le strutture individuate facciano parte festività, ex-voto o comunque circostanze ecce-
del tempio dedicato alla dea Ashtart, o che i resti zionali.
riportati alla luce testimonino una continuità del Per quanto concerne invece i siti di Capo s. Elia
culto durante la fase punica, romana e cristiana; e Tharros, i dati a nostra disposizione risentono
in ogni caso, la terra ha restituito degli indizi dell'impossibilità di realizzare scavi in estensione
affascinanti che potrebbero finalmente portare e quindi le ipotesi avanzate attendono di essere
ali' individuazione della struttura cultuale fenicia verificate o eventualmente smentite da nuove
L'articolato panorama analizzato ha anzitutto possibili scoperte, anche se, come abbiamo vi-
permesso di porre l'accento sulle caratteristiche sto, in entrambi i casi, risulta indubbia la presen-

53
WALTER PORCEDDA,Alla ricercadel tempio dell'amore, cerchesulla documentazionearcheologicadi Gravisca,in Scavi e
«La Nuova Sardegna», 26 ottobre 2005, p. 44. ricerchearcheologichedegli anni 1976-1979,II, «Quaderni della
54
Elementi riscontrati anche in altri siti italici da sempre ricerca scientifica», 112, 1985, pp. 355-369; EADEM, Il santua-
indicati come centri atti ai culti della ierodulia e della prosti- rio di Gravisca,«Parola del passato», 32, 1997, pp. 398-454;
tuzione sacra, in particolar modo Locri Epizefiri,Gravisca, MAURO CRISTOFANI,Dizionarioillustratodellaciviltà etrusca,
Pirgy. Si vedano al riguardo: MARIA G. ADADASIGuzzo, Prato, Giunti, 2000; GIOVANNI COLONNA 'et alii', Scavi e
Cultifemminili a Mozia, «Rivista di studi fenici: supplemen- ricerchedell'Universitàdi Roma La Sapienza, Roma, L'Erma
to», 1981, pp. 7-11; BEATRICELrn,Tz, La dea di Erice ed il suo di Bretschneider, 1998, pp. 125-135;SERGIO BATTAGLINI,Le
rapporto con la prostituzione, Pisa, ETS, 2009; ERNESTO DE laminedi Pyrgi.La bilingueetruscofeniciae il problemadelleori-
MIRO, Considerazionisul TronoLudovisi e sul Tronodi Boston, gini etrusche,Torino, Il Calamo, 2001; MARCO G. CoRSINI,
in Il Trono Ludovisi e il Trono di Boston, Quaderni di Palazzo Le lamine aureepunico-etruschedel santuario di Uni-Astartea
Grassi,1996, pp. 77-82; MARCELLABARRAMAGNASCO,J recu- Pyrgi (S. Severa)500 a.e. ca. e l'affissioneannuale del chiodonel
benti, in LocriEpizefirii,I, Firenze, 1997, pp. 29-49; MANUELA tempio di Nortia Al Fanum Voltumanae,consultabile in www.
MARI, Tributoa Ilio e prostituzione sacra:storia e riflessidi due lapprodo.info; ANGELO SAVELLI, Nuovissime interpretazioni
riti femminili locresi,«Rivista di Cultura Classica e Medioe- etrusche:Le lamine d'oro di Pyrgi, l'iscrizioneestrusco-latinadel
vale», 39, 1997, 131-177;LUIGI SANTI AMANTINI,Ancora sulla Lapis Niger, la stelegreco-tirrenadi Lemno, Bologna, Accorsi,
prostituzione sacra a Locri Epizefiri, in Miscellaneagreca e ro- 1970; GIOVANNI COLONNA,Novità sui culti di Pyrgi, «Rendi-
mana, 9, 1984, pp. 39-62; CLAUDIAANTONETTI,Le tavole di conti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia»,
Locri: nuovi contributi al dibattito storico, «Ostraka», 4, 1995, 57, 1984-1985,pp. 57-80.
351-363;Lucro FIORINI, Gravisca.Scavi nel santuariogreco.To- GIOVANNI COLONNA, Note di mitologia e di lessico etru-
pografiageneralee storia del santuario, Edipuglia, 2005; ALAN sco, «StudiEtruschi», LI, p. 143; ANTONIA RALLO, Le donne
]OHNSTON, MARISTELLA PANDOLFINI, Gravisca. Scavi nel in Etruria, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1989. Lorenzo
santuariogreco.Le Iscrizioni, Bari, Edipuglia, 2000; SABRINA Nigro, Mozia e il segretodi Astarte, in «Archeo. Attualità del
BOLDRINI,Gravisca.Le ceramicheattiche a figure rosse,a cura passato», 281, 2008, pp. 68-77.
di Concetta Masseria, Edipuglia, 1999; MARIO TORELLI, Ri-
90
.,. ANNARITA PUNZO

za di un santuario in onore della dea fenicia a cui li, già riscontrati dal canonico Bresciani 55 e dalla
erano tradizionalmente dedicati culti di questo scrittrice Dolores Turchi nei loro studi antropo-
tipo. logici sulle tradizioni dell'Isola nonché ricordati
Un altro importante elemento che facilita dall' Alziator nelle sue considerazioni sulla diffu-
l'identificazione dei santuari di Ashtart edificati sione della prostituzione sacra in Sardegna.
nell'isola, è dato dalla presenza di depositi volti L'esistenza di questi sincretismi culturali ha
a ospitare le terrecotte votive donate dai fedeli. portato allo sviluppo di una serie di problema-
Si tratta di luoghi secondari in cui gli addetti del tiche e difficoltà legate all'esigenza di dover
tempio collocavano gli ex voto che, dopo un cer- contestualizzare e trattare in forma organica
to periodo di permanenza nel tempio, venivano testimonianze di natura pluridisciplinare, che
spostati per far spazio a quelli nuovi; l'analisi di coinvolgono archeologia, etnologia, antropo-
questi antichi doni sacri ha inoltre permesso di logia storico-religiosa ecc ... e che rimandano a
constatare che alla dea venivano attribuite speci- dati dimenticati, semi-sconosciuti o scarsamente
fiche doti taumaturgiche che spesso, per estensio- documentati da adeguate pubblicazioni.
ne erano riconosciute anche alle sue sacerdotesse. Le antiche fonti storiche, raccontano che le
Infine merita di essere ricordata la presenza di ragazze semite potevano rifiutarsi di praticare
vasche e cisterne ipogee, riscontrate in tutti i siti il meretricio di carattere sacro officiato in onore
qui ricordati, e quindi identificabili come struttu- della dea ma, come pegno sostitutivo, dovevano
re di pertinenza del santuario, presumibilmente deporre i propri capelli, legati a mo di treccia,
utilizzate per funzioni e consuetudini cerimonia- sul suo altare; similmente le giovani sarde, che
li celebrate in onore della dea. si apprestavano a mettere al mondo un biµibo,
La vocazione commerciale dei riti sessuali pra- chiedevano la protezione di Sant'Anna, invoca-
ticati in nome di Ashtart, vocazione che quindi li ta come 'Mamma Manna' (Grande Madre), e per
sottrae dal più ampio ambito del sesso sacro, pa- voto tagliavano le trecce che portavano avvolte
re confermata oltre che dalla usuale collocazione attorno alla testa, e le ponevano ai piedi del si-
dei templi, situati in prossimità di porti e scali mulacro della santa.
commerciali, anche dal ritrovamento di reperti Un'altra sopravvivenza, altrettanto significati-
che rimandano all'ambito contrattuale mercan- va, è propria della tradizione popolare cagliari-
tile, come le sopracitate bullaedi Cuccureddus. tana; si tratta dell'espressione 'craba de appiz.z:u
Non possiamo quindi escludere l'ipotesi che la e monti', una persistenza linguistica che sembra
strategica posizione dell'isola, inserita nel cuore rievocare l'antica consuetudine della prostitu-
dei traffici mediterranei antichi, abbia favorito lo zione sacra e che, probabilmente si è conservata
sviluppo e la diffusione di un rito dal forte respi- grazie all'isolamento e alla grande attenzione
ro economico. che da sempre i sardi ripongono nella memoria
Il ricco apparato tradizionale e folklorico ra- orale.
dicato in terra sarda, conserva tracce di questi Nel gergo dialettale infatti, la parola crabra o
antichi culti sessuali, taumaturgici e commercia- crabitta (letteralmente 'capra') indica, in modo

55
Si veda al riguardo ANTONIOBRESCIANI, Dei costumi infine alla conclusione che questa superstizione fosse «un
dell'isoladi Sardegnacomparaticogliantichissimipopoli orien- pretto avanzo di fenicia superstizione. Imperocchè egli è a
tali, Bologna, Forni, 1970, pp. 184-186. Bresciani, che visitò credere eh'eziandio in Sardegna, ove tanti idoletti d' Astarte
la Sardegna tra il 1844 e il 1846 e che circa mezzo secolo fa e di Adone si ritrovarono, v'avessero le sacerdotesse, le quali
scriveva: «Mentr'io era in quella antica terra, Ini fu narrato si abbandonassero a tutte le abominazioni di quelle di Sido-
una usanza di certi villaggi a' monti, il cui senso io non sep- ne, di Bibli, di Berito e di Tiro: e al sol tocco di lor mano i
pi mai penetrare; e ancora che strana oltremodo mi paresse, miseri infermi: poiché più ell' eran pessime e invereconde e
pur tuttavia io credetti sempre che la dovesse covare in seno più què ciechi popoli le riputavan sante e molto intime nella
qualche Inisterioso concetto. Egli avviene adunque, che ove grazia di cotali sozzi iddii. Dalle quali costumanze radicos-
ammali qualche persona assai gravemente, e sienlesi appli- si nel volgo la matta persuasione, che le impudiche donne
cati indarno i più efficaci rimedi del!' arte, uno della famiglia abbiano redato dalle sacerdotesse d'Adone e d' Astarte col
esce tacitamente di casa, e va secreto, che altri nol vegga, vizio della lussuria eziandio la virtù miracolosa delle cura-
verso la casa di una qualche femmina che nella T11rraabbia zioni de' morbi. .. Onde non è a stupire, che (senza punto
voce e nota d'impudica: ed ivi presso il liinitare dell'uscio di avvedersene i Sardi) sia rimasa la superstizione de' sassoli-
costei, raccoglie di terra alcune petruzze che la mala donna ni calpesti dalla più impudica femmina del villaggio, i quali
dee per certo aver tocco e calcato co' suoi piedi; se le serra portino impressa la virtù di guarire, come spacciavisi delle
in mano, come se perle e gemme preziose fossero, e dato cose tocche dalle sacerdotesse». Il costume di cui parla padre
volta ritorna all'infermo, e le dette petruzze gli pone sul pet- Bresciani, sopravvive nel piccolo paese di Orani, in provin-
to, avendo per indubitato che il tocco de' pie' di quella fem- cia di Nuoro, dove, se qualcuno sta molto male, c'è ancora
mina scostumata abbia loro inserto cotanta virtù da guarir chi va a chiedere in prestito un indumento appartenuto ad
del suo male». Il Bresciani, che era un grande conoscitore una donna considerata di facili costuini, si ritiene che con
delle pratiche legate alle antiche religioni orientali, giunse questo indumento indosso il malato possa guarire.
IERODULIA E P..j!.OSTITUZIONE
SACRAIN SARDEGNA 91
eufemistico la prostituta; i monti invece, sono i in Sardegna, «Nuovo Bollettino Bibliografico Sar-
colli che circondano Cagliari, tra questi, l'unica do», pp. 92-93,1976.
altura che, pur raggiungendo una quota mode- MARIAG. AMADASI Guzzo,Leiscrizionifenicieepuni-
sta, risulta essere comunque la maggiore della che dellecoloniein occidente,Roma, 1967.. . .
zona, è quella di Sant'Elia, sulla quale, come ab- MAR~A. G. ~MAD~SIG_u~zo, Cultifemminili a Moz:ia,
. t d di ve d ere ne ile pagme· pre- «Rivista di studi ferua: supplemento», 1981,pp. 7-
b iamo avu o mo o
11.
cedenti, presumibilmente sorgeva il tempio di
MARIAG. AMADASI Guzzo, Astartefenicia e la sua dif
Ashtart. fusione in basealla documentazioneepigrafica,in Atti
Col tempo, il santuario cadde in disuso e del II congressointernazionale del mondo Punico,5-6,
l'area, ormai priva dell'antica valenza religiosa, 2001-2002, pp. 47-54.
venne popolata dagli animali, in particolar mo- MARIAG. AMADASI Guzzo, MARIOLIVERANI,PAO-
do dalle capre che forse, andarono a sostituire le LO MATTHIAE,Da Pyrgi a Mozia: studi sull'archeo-
ierodule nell'immaginario popolare, fino ad as- logia del Mediterraneoin memoria di Antonia Ciasca,
sumerne il significato simbolico, anche se non è Roma, 2002.
da escludere l'ipotesi che questo epiteto venisse FERRUCCIOBARRECA,La Sardegnafenicia e punica,
attribuito già in antico alle fanciulle che prati- Sassari, Chiarella, 1974.
cavano questo arcaico rito cultuale di carattere FERRUCCIO BARRECA, La fortez.z.adi Monte Sirai, «Ar-
cheologia Viva: per chi vive il passato in funzione
sessuale. 56
del presente. Mensile di archeologia, arte ed etno-
In conclusione è d'obbligo sottolineare che
logia», 5, 1985.
un'indagine sugli antichi culti sessuali di origine
PIEROBARTOLONI, Cuccureddusdi Villasimius:appunti
fenicio-punica, non può prescindere dalle testi- di microstoria,«Rivista di studi fenici», 2, 2000, pp.
monianze e dalle notizie tramandate dagli anti- 125-128.
chi scritti greci, latini e vicino orientali, (su cui PIEROBARTOLONI, Monte Sirai, Carlo Delfino, Sassa-
si basano studi come quello recentissimo della ri, 2004.
Budin); ma va ribadito che ndn si può giungere PIEROBARTOLONI, RAIMONDO ZuccA, Tharros, Ori-
ad affermare l'esistenza o la non esistenza del- stano, G. Corrias, 1993.
la prostituzione sacra, 57 solo perché alcuni testi UGO BIANCHI,Le Civiltà del Mediterraneo e il Sacro,
non ne hanno conservato il ricordo o perché al in Trattato di antropologiadel sacro, 3, Milano, Jaca
contrario lo hanno esasperato fino a renderlo Book, 1992.
inverosimile, esistono evidenze archeologiche e CLIFFORDBISHOP,Sessoe spirito, Torino, EDT,1999.
ANNAM. BISI, Le origini della statuaria nel mondo co-
antropologiche che non possono essere dimen-
lonialefenicio: per una ricostruzionedella l'istarte' di
ticate, analizzate superficialmente o addirittura
Monte Sirai, «Anales de la Universidad de Cadiz»,
decontestualizzate e che inevitabilmente riman- 3-4, 1986-1897,pp. 107-121.
dano ad una antica realtà cultuale muliebre dai SANDROF. BoNDi, LursA A. MARRAS,Monte Sirai, in
risvolti economici, commerciali e sessuali che Itinerari, rx, Roma, 1992,pp. 42-76.
in termini moderni viene definita 'prostituzione CORINNE BoNNET, Astarte: dossier documentaire et
sacra' ma che, più semplicemente può essere in- perspectiveshistoriques,in Contributi alla storia della
tesa come la profferta sessuale di chi ha come religionefenicio-punica,2, Roma, CNR,1996.
scopo quello di ricevere denaro o doni per il ser- PHILIPPEBoRGEAUD, La madre deglidei: da Cibelealla
vizio espletato, da destinare del tutto o in parte VergineMaria, Brescia, Morcelliana, 2006.
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FRANCESCO ALZIATOR,Ierodulia e prostituzione sacra ANDRÉCAQUOT,La religionefenicia: matrici orientalie

56
Si veda al riguardo DoLORES TuRCHI, Lo sciamanesimo 57 FRANCESCO ALZIATOR, Ieroduliae Prostituzionesacrain

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