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Matera, la sfida della memoria


Architettura della fusione
Pietro Laureano

l primo riparo, ma anche il primo tem- Le grandi capitali dei regni antichi risalenti al metodi accurati di gestione appropriata di risor-

I pio, fu una grotta e le costruzioni più


arcaiche, semplici capanne o massicci
edifici di pietra, erano circolari. Il corpo
con le sue rotondità, proporzioni, fun-
zioni e significati, è stato la forma delle realiz-
zazioni umane dai templi megalitici di Malta,
fatti di ambienti lobati come le curve e il grem-
III millennio a.C. sono ancora fatte di terra ma,
essendo state realizzate per la volontà e le
necessità di un controllo dispotico, hanno forme
e tracciati regolari, gerarchia urbana e specializ-
zazione funzionale, assi viari che indirizzano
uno sguardo monodirezionale alla celebrazione
di palazzi e monumenti. Per questi ultimi si cer-
se, comportamenti e forme di sussistenza, assi-
milando competenze e visioni del mondo diffe-
renti. Alla periferia dei grandi imperi, hanno
elaborato e diffuso sapere e conoscenza locale e
sono state centri d’innovazione tecnologica
sociale e spirituale. Presidiando situazioni diffi-
cili, hanno permesso la costruzione di reti di
bo della Dea Madre, all’uomo vitruviano di cano materiali sempre più aulici e duraturi. A scambio e di comunicazioni, trasmesso cono-
Leonardo, misura e regola per l’architettura. Babilonia, al mattone crudo si sostituisce il scenze e culture; sfuggendo agli imperativi
cotto; dalla parsimoniosa e accurata gestione dispotici e preservando le diversità hanno faci-
delle risorse si passa al consumo di legno, con litato la diffusione di nuove idee e tecniche
In principio era il corpo l’inevitabile distruzione di alberi e la necessità appropriate. Le città, diverse secondo i materia-
di sfruttare territori sempre più lontani fino al li disponibili, la terra, il legno o la pietra, hanno
L’antropomorfizzazione della casa e dell’abitato collasso ambientale. La trama urbana ortogona- in comune un uso dei luoghi la cui essenza non
si riscontra in comunità africane in cui l’identi- le è diffusa da Ippodamo da Mileto del V seco- è lo sviluppo e la crescita illimitata, ma l’adat-
ficazione delle parti del villaggio con le membra lo a.C. ed è tipica delle città pianificate da un tamento graduale e lento.
– testa, ventre, arti – funge da progetto comune, potere unico o da necessità coloniali. Sono pre- I Sassi di Matera furono completamente spo-
connaturato al pensiero di ogni individuo, e da feriti spazi pianeggianti a controllo di vasti ter- polati dagli abitanti, costretti a spostarsi in
impianto organizzativo formale e funzionale ritori su cui la città estende la volontà di domi- nuovi quartieri negli anni Cinquanta e Sessanta,
riproducibile e trasmissibile attraverso le gene- nio con la proiezione ideale dei suoi assi urbani. e le case grotta e il sistema di habitat trogloditi-
razioni. Gli aspetti sacrali ed esoterici legati a Si edifica per lo più sulla costa perché la città è co furono dichiarati una vergogna per la nazio-
questa concezione sono evidenti nella grande parte di un’economia extravertita basata sul ne italiana. L’intera comunità, con la sua identi-
architettura dell’antico Egitto dove, come nel depauperamento dell’entroterra e l’internazio- tà e il suo passato, fu decretata inadeguata e
tempio di Amenophi III a Luxor (XIV sec a.C.), nalizzazione commerciale marina. posta ai margini della storia. Era estranea ai
la planimetria rappresenta il corpo divino in È il modello vincente della città contempora- modi, ai tempi e alle necessità dello sviluppo –
base al quale sia l’umanità che il cosmo sono nea. La modernità e la meccanizzazione del maschera del volto truce dell’emigrazione e
modellati. mondo richiedono una forma urbana che non della speculazione edilizia. Matera costituiva un
Le antiche città furono realizzate con la terra frappone ostacoli al consumo, al movimento, modello scandaloso perché, basata sul rispar-
cruda, materiale che acquista coesione proprio che occupa l’ambiente, che non mette confini mio delle risorse, sul continuo riciclo e sull’au-
grazie al miscuglio con agenti biologici e le cui alla sua espansione e divora risorse da tutto il toproduzione, era una minaccia per la società
caratteristiche plastiche si adattano a forme pianeta. Impone un sistema di spazi regolari, dei consumi che prevedeva nel Sud politiche del
organiche. “Costruire una casa è dare vita a gerarchici, scanditi da assi viari ortogonali pro- mattone e abbandono delle campagne per forni-
qualcosa che è morto”, dicono nelle vallate lungati su un territorio indifferenziato connesso re mano d’opera alle fabbriche del Nord.
aride dell’Hadramout nello Yemen. La terra, un non da relazioni di familiarità e significato, ma Negli anni Ottanta, dopo l’esodo urbano,
miscuglio di acqua, paglia e humus, è lavorata dalle grandi reti di energia, di alimentazione e di matura la volontà di recupero, ma il dibattito
al ritmo di canti propiziatori dai contenuti aper- mobilità. Con l’apporto dei grattacieli e dell’im- oscilla tra la sacralizzazione estetica di un
tamente sessuali. L’impasto è messo in opera, mancabile centro di consumo firmato da un mondo perduto e le proposte di risanamento
modellato e plasmato con le mani nude, e l’edi- archistar, questo modello trionfa oggi in Asia e basate sulla concezione che si trattasse di ade-
ficio, come un corpo vivo, è accudito e blandito in gran parte del pianeta, dove ormai oltre la guare miseri quartieri dismessi. Così i Sassi di
con il tatto e la carezza. Dopo le piogge, l’ap- metà della popolazione è urbana, concentrata in Matera rischiavano o la museificazione, con-
plicazione di nuova terra rinnova i caldi colori agglomerazioni anche di venti milioni di abitan- dannandoli al degrado per l’impossibilità di
ocra delle superfici e il continuo strofinio smus- ti che non possiamo più chiamare città. Lo spa- gestione, o un riuso realizzato tramite omologa-
sa gli spigoli e leviga e arrotonda le facciate. zio privato subisce lo stesso processo: cementi- zioni distruttive con la progettazione di affacci,
Negli anni i conci di terra cruda perdono le qua- ficato, meccanizzato, amorfo, spigoloso. Gli sventramenti e nuove volumetrie. L’unica solu-
lità colloidali che ne assicurano la coesione e individui, privi dell’agire in comune, perdono la zione possibile era il ritorno degli abitanti, con
sono sostituiti da nuovi blocchi. Così, con il memoria della forma originaria e con essa il interventi di restauro compatibili con la preser-
tempo, i singoli elementi sono rinnovati, ma il rapporto con il proprio io, con l’identità perso- vazione dei valori. Ma la gran parte dei cittadi-
complesso rimane sempre identico, come un nale e collettiva, con il corpo e il paesaggio. ni di Matera non voleva riabitare i Sassi, da un
organismo che rigenera completamente tutte le Persiste un modello diverso costituito da città lato, a causa della ferita ancora aperta per il
cellule conservando la sua identità. Stesse tecni- che tramandano opzioni messe ai margini dallo marchio subìto della vergogna e per l’imposi-
che costruttive e organizzazioni spaziali si sviluppo ma oggi sempre più attuali: un’idea di zione di nuovi modelli; dall’altro, perché, per
riscontrano in quella che è definita la prima società che ha le sue ragioni non nel consumi- stabilire codici di salvaguardia, è necessario
città, Çatal Höyük in Anatolia, risalente all’VIII smo ma nella sopravvivenza. È il modello del- prima interpretare i luoghi e stabilirne valori e
millennio a.C. La terra – polvere, humus, argil- l’oasi, delle comunità su piccola scala, delle significati. Occorreva quindi compiere una
la –, in quanto origine e fine di ognuno, tra- società autopoietiche. Città e luoghi che, nono- nuova lettura e una nuova narrazione da far
smette contenuti simbolici e, nella letteratura stante il confronto soverchiante e il dramma del- vivere nella memoria, negli interessi e nelle pas-
del sufismo, essendo legata all’arte del vasaio, è l’oblio, esprimono tenacia e resilienza, come sioni dei cittadini; e anche sostenere le associa-
la materia dell’azione creativa. Tuttavia non mostrano le straordinarie vicende dei Sassi di zioni, gli appassionati e gli intellettuali già ope-
sono i materiali, terra, pietra o legno, a determi- Matera – esempio unico di caduta e di rinascita. ranti in questa direzione con un’iniziativa che
nare architetture organiche o ortogonali, ma il stimolasse la volontà e l’orgoglio della comuni-
pensiero che ne è a fondamento, la concezione tà; diffondere questa immagine come elemento
del mondo che le produce, la forma sociale Per una geometria organica di promozione e di riscatto culturale ed econo-
attraverso cui sono realizzate: aspetti stretta- mico. Tutto questo è stato ottenuto con l’iscri-
mente connessi ai luoghi, all’uso delle risorse e Piccole comunità come Matera si sono perpe- zione nella lista del patrimonio mondiale UNE-
al modello economico complessivo. tuate in situazioni estreme mettendo in pratica SCO realizzata nel 1993 come primo sito del
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Matera è midi e minuit allo stesso tempo, è l’insieme di opposte dimensioni. È l’espressione di una sapienza antica
che si tramanda attraverso le civiltà a partire dalle caverne di iniziazione ai segreti della fecondità, della vita e della
comunità. Monumento spontaneamente eretto dalla comunità a se stessa, Matera ripete nell’insieme
e in ogni espressione uno stesso messaggio: l’indivisibilità del tutto dal molteplice, tra natura e cultura,
tra cosmo e corpo, tra amore e dolore, tra vita e morte.

Sud dell’Italia. Il riconoscimento fu dovuto tivi, Matera, come una divinità primordiale, vicino allo zenit colpisce solo gli ingressi delle
all’interpretazione del sistema geniale di gestio- pone interrogativi e sfide con l’enigma dei suoi grotte lasciandole fresche e umide. Il processo
ne dell’acqua e dell’energia, dell’organizzazio- labirinti di luce e i mille volti di pietra. ha una funzione pratica, garantendo la climatiz-
ne sociale e comunitaria degli spazi e dei per- La scarsità delle risorse, la necessità di farne zazione costante, e un significato simbolico.
corsi urbani, delle caratteristiche uniche del un uso appropriato e collettivo, l’economia L’unione del Sole con la Terra, attraverso la
modo di abitare e di proteggere l’ecosistema della terra e dell’energia e la produzione e la condensazione del vapore sulla roccia più fred-
come modello di sostenibilità per la città del gestione dell’acqua sono alla base della realiz- da, crea il miracolo dell’acqua e della vita.
futuro. L’iscrizione di Matera diede impulso, in zazione dei Sassi di Matera. Sull’altopiano, sca-
Italia, a nuove candidature; a livello internazio- vati nella fragile roccia calcarea, sono ancora
nale, all’apprezzamento delle località popolari e visibili i primi villaggi del Neolitico risalenti al Godere di un percorso
non auliche; e, sul piano teorico, all’evoluzione VI millennio a.C. circondati da fossati organiz-
effettuata dall’UNESCO della concezione del zati con canalette e cisterne dalla perfetta forma Nel tempo, sviluppando le originarie tecniche
patrimonio dal monumento al paesaggio, alle a parabola, filtri e tumuli di pietra che, captando preistoriche, si realizza un sistema di habitat
conoscenze e alle persone che l’hanno prodotto. il vento, condensano l’umidità. La linea tra il adattato e complesso. Con gli stessi blocchi di
Matera, abbarbicata sui gradoni scoscesi del- piano e il burrone è soglia simbolica e luogo pietra ricavati scavando le grotte, sono fatti gli
l’altopiano calcareo delle Murge, lungo il bordo fondamentale per la captazione delle acque. ambienti costruiti che chiudono a ferro di
del profondo canyon della Gravina, ha una com- Seguendo gli strati del calcare tenero, si scava- cavallo la radura terrazzata determinando uno
penetrazione totale con il paesaggio: non è no cavità semiorizzontali su più piani sfruttando spazio centrale protetto. Il modulo dell’abita-
costruita sulle rocce, vi è scolpita; non è edifi- la parete verticale e i gradoni naturali della zione è la volta a botte, il lamione, estrofles-
cata, è scavata; non è realizzata con la pietra, è sponda del canyon. Durante le piogge, terrazza- sione delle stesse grotte che rimangono dietro
la pietra stessa. È il rovescio delle categorie menti proteggono i pendii dall’erosione e con- le facciate costruite. Quelli che erano l’orto
consuete. Qui le antiche cronache recitano: “i vogliano per gravità le acque nelle grotte. Nella irrigato e l’aia pastorale davanti alle grotte si
morti sono sopra i vivi”, perché, abitando il sot- stagione secca, le cavità aspirano l’umidità trasformano nella corte, luogo delle attività
tosuolo, si seppellisce sui giardini pensili posti atmosferica che si condensa nella cisterna ter- della famiglia allargata; l’insieme di affacci su
al di sopra; le strade sono i tetti delle abitazioni minale degli ipogei. Lo scavo è effettuato con spazi più grandi forma l’agglomerato principa-
sottostanti, e gli opposti coesistono: vuoto e un’inclinazione precisa per permettere al sole in le delle relazioni sociali: il vicinato. Qui una
pieno, antro e giardino pensile, luce e tenebra. inverno, quando è più basso a mezzogiorno, di grande cisterna comune raccoglie le acque che
Reliquia preistorica e ipotesi per futuri alterna- penetrare fino in fondo. In estate, il sole più provengono ora dai tetti, mentre il gradone
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L’idea dell’Europa non può morire sui tavoli dei burocrati, con l’avidità dei finanzieri e il collasso
e lo svilimento di paesi come la Grecia. Vive nel suo patrimonio culturale, nelle piccole città, nelle aree impervie
e diseredate, nei luoghi creativi, nell’apporto di nuovi flussi umani e in rinnovate identità stratificate.
Il messaggio dell’Europa va oltre i suoi confini fisici e abbraccia le speranze di cooperazione,
partecipazione e inclusione di tutti i popoli del mondo.

sovrastante si trasforma in giardino pensile. Le minerale e il biologico. È una geometria orga- annidamenti e a cicli ricorsivi in un continuo
linee di scorrimento idrico divengono le scale nica, la stessa preposta alla crescita di una gioco di rimandi e di richiami attraverso soglie
e i percorsi del complesso urbano. La forma e foglia, allo sviluppo di una conchiglia e alla e passaggi verso àmbiti sociali progressiva-
la trama viaria assecondano la struttura e le formazione dei fiocchi di neve, i cristalli, fino mente sempre più segreti, protetti e intimi: il
asperità del terreno seguendo le linee di gravi- alle galassie. È la geometria organica espressa mercato, la piazza, la parrocchia, il vicinato, la
tà per le necessità di raccolta e di gestione del- nelle incisioni di Cornelius Escher che in uno famiglia allargata, la cellula domestica, l’uo-
l’acqua; i percorsi sono omnidirezionali per spazio limitato sa disegnare l’infinito e in mo, la donna.
controllare l’insolazione; gli usi dei luoghi un’architettura impossibile il ripetersi del-
sono nomadi per adattarsi alle mutazioni del l’eterno. Se ne può avere esperienza sperden-
clima. Così i cammini sono segmentati in svol- dosi nel labirinto armonico di Matera, assapo- Oltre l’amnesia: la fusione ritrovata
te, sorprese, ostacoli e luoghi di sosta inattesi, rando la sensazione di sfidare la consuetudine
trasformando lo scopo di arrivare da qualche della gravità, dello spazio e del tempo. La Negli anni successivi all’iscrizione UNESCO,
parte nel godere di un percorso. trama spaziale della Gravina, che incide l’alto- riutilizzando le tecniche e i saperi tradizionali,
L’intera città sembra essere stata concepita piano formando alvei su cui si aprono altre Matera ha intrapreso il restauro delle abitazioni
non per un attraversamento rapido ma proprio concavità, si ripete su scala più piccola per e delle case grotta e ha riportato nei Sassi la
per fermarsi, imbattersi in qualcuno, lasciarsi gemmazioni successive. I Sassi sono costituiti gente e la vita urbana. Le ragioni e i significati
coinvolgere nei rapporti sociali e di vicinato. da due grandi valloni, il Sasso Barisano e il della candidatura si sono lentamente e progres-
Ne risulta una struttura spaziale allo stesso Sasso Caveoso drenati da due antichi affluenti sivamente affermati nella coscienza della
tempo corporea e geometricamente rigorosa; del canyon intorno ai quali si realizza la città comunità parallelamente al procedere dei risul-
una geometria non ortogonale e regolare, ma fatta di elementi autosimili che si aprono l’uno tati turistici ed economici. Tutti sono ormai
caotica e frammentata, non pianificata ma dentro l’altro: le rupi e le strutture urbane ad convinti del valore e della necessità di abitare i
autoprodotta, non euclidea ma frattale. Sempli- anfiteatro sui valloni, l’aia circondata da grot- Sassi, ma con il successo sparisce la memoria
ci regole, iscritte nella natura e nella coscienza te, il vicinato con attorno le abitazioni, le stan- anche delle vicende più recenti e di come il
di ognuno, ripetendosi costantemente, determi- ze che chiudono le corti, le nicchie e le inci- processo non fosse per nulla scontato. Il vero e
nano risultati sublimi. Così, con l’applicazione sioni sulle pareti, i lobi nelle grotte, le cavità, proprio salto di consapevolezza si attua a ven-
pigra, lenta, costante e tenace dello stesso pro- la grana stessa della roccia, il fossile di con- t’anni di distanza dall’iscrizione con la candi-
cesso si attua l’intensificazione senza perdita chiglia nella roccia, le circonvoluzioni e curve datura di Matera a capitale Europea della Cul-
di varietà e complessità. Si conciliano la cuspi- della conchiglia. Rampe, vicoli, dedali viari, tura per il 2019. La città affronta la sfida in
de e la curva, la regolarità e la sinuosità, il aperture e passaggi sotterranei conducono ad modo partecipato con una scelta dell’ammini-
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Il cuore dell’Europa batte nella sua frontiera allargata


e nelle sue nuove sponde. Europei, mediterranei, migranti, discendenti immemori di popoli esuli e nomadi,
siamo tutti accomunati da una stessa sfida e da uno stesso destino. La cultura è la chiave della sopravvivenza
e non possiamo né dobbiamo rifiutare nulla della nostra: l’autoproduzione, la tradizione, la resilienza,
la cultura di quelli a cui la cultura è stata negata.

strazione e della comunità di assumere come pa batte in questa sua frontiera allargata e nelle corpo fossile e carne pulsante, grembo mater-
asse strategico il patrimonio e la cultura. Mate- sue nuove sponde. no e soglia del tempo, Matera genera e annien-
ra si candida in nome di tutto il Sud e i Sud del Europei, mediterranei, migranti, discendenti ta i suoi stessi figli; atterrisce mostrando il
mondo per esprimere la voce di luoghi dimen- immemori di popoli esuli e nomadi: siamo tutti volto nudo del divenire; avvolge e illumina
ticati. A Matera il mondo sotterraneo è il rove- accomunati da una stessa sfida e da uno stesso con i giardini pensili e solari; seduce e
scio indispensabile della facciata in vista, per destino. La cultura è la chiave della sopravviven- inghiotte con le cavità oscure e umide; acco-
motivi pratici, fornendo risorse e servizi, e per za e non possiamo né dobbiamo rifiutare nulla glie e consola con umanità e fusione: è la con-
motivi simbolici, rappresentando la voragine di della nostra: l’autoproduzione, la tradizione, la cretizzazione fisica di misteri e cicli immuta-
ogni costruzione, l’ignoto che sottende il dive- resilienza, la cultura di quelli a cui la cultura è bili che tutti accomunano.
nire. Così Matera evidenzia il lato nascosto stata negata. Non c’è cultura senza memoria e
delle cose e denuncia il pensiero unidimensio- senza autopoiesi. La debolezza, la diversità, i
nale che attua identiche soluzioni prepotenti e limiti sono un punto di forza, l’espressione del
invasive in tutti gli ambienti e le culture. La pensiero meridionale, variegato e nomade, lento Pietro Laureano, architetto e urbanista, è
proposta si colloca pienamente nei valori e antico. A questo si è contrapposto il pensiero consulente UNESCO per le zone aride, la gestione
espressi dall’Europa perché questa ha nella rete forte della modernità, l’antitesi tra Nord e Sud. dell’acqua, la civiltà islamica e gli ecosistemi in
di città, nelle varietà e identità territoriali, nelle Ma, come insegna Albert Camus, l’opposto di pericolo. Ha vissuto nel Sahara lavorando allo studio
e al restauro delle oasi. È promotore del recupero dei
diversità delle culture, nella prospettiva storica, midi, mezzogiorno, Sole, è minuit, mezzanotte, Sassi di Matera ed è autore dei rapporti che hanno
la sua qualità ed essenza e perché le sue fron- buio. Questo spiega Camus: negando il Meridio- portato all’iscrizione di Matera e del Parco del
tiere culturali sono più larghe delle politiche, ne, la notte distrugge il giorno e le tenebre scon- Cilento nella lista del Patrimonio Mondiale. Fa parte
abbracciano tutto il Mediterraneo e si estendo- figgono la luce. del gruppo di esperti UNESCO che sta lavorando
no al mondo intero. Matera è midi e minuit allo stesso tempo, è alla stesura della nuova Convenzione sul Paesaggio.
L’idea dell’Europa non può morire sui l’insieme di opposte dimensioni. È l’espres- Tra le principali pubblicazioni tradotte in diverse
tavoli dei burocrati, con l’avidità dei finanzie- sione di una sapienza antica che si tramanda lingue: Atlante d’acqua, conoscenze tradizionali per
ri e il collasso e lo svilimento di paesi come la attraverso le civiltà a partire dalle caverne di la lotta alla desertificazione (Bollati Boringhieri,
Grecia. Vive nel suo patrimonio culturale, iniziazione ai segreti della fecondità, della vita 2001); La Piramide Rovesciata, il modello dell’oasi
nelle piccole città, nelle aree impervie e dise- e della comunità. Monumento spontaneamen- per il pianeta Terra (Bollati Boringhieri, 1995);
Giardini di Pietra, i Sassi di Matera e la civiltà
redate, nei luoghi creativi, nell’apporto di te eretto dalla comunità a se stessa, Matera mediterranea (Bollati Boringhieri, 1993); Sahara
nuovi flussi umani e in rinnovate identità stra- ripete nell’insieme e in ogni espressione uno giardino sconosciuto (Giunti, 1988).
tificate. Il messaggio dell’Europa va oltre i stesso messaggio: l’indivisibilità del tutto dal
suoi confini fisici e abbraccia le speranze di molteplice, tra natura e cultura, tra cosmo e
cooperazione, di partecipazione e di inclusione corpo, tra amore e dolore, tra vita e morte.
di tutti i popoli del mondo. Il cuore dell’Euro- Divinità pietrificata dal suo stesso sguardo,