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ANTHOLOGHION

di tutto l’anno

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ANTHOLOGHION
DI TUTTO L’ANNO

VOLUME I

Contenente l’ufficio quotidiano dall’Orológhion,


dal Paraklitikí e dai Minéi
(a partire dal 1˚ settembre, fino all’inizio del Triódio)

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Presentazione

È con gioia che ho il piacere di presentare la pubblica­zio­ne


in lingua italiana dell’Anthologhion. Si tratta della tradu­zione
del testo greco preparato dalla Commissione Speciale per la
Liturgia della Congregazione per le Chiese Orientali nel quale
si pensò di raccogliere un compendio dei libri litur­gi­ci necessa-
ri per la preghiera dell’Ufficio Divino (Oroló­ghion, Paraklitikí,
Minéi, Triódion, Pentikostárion). Il primo dei quat­­tro volumi
che compongono l’Anthologhion fu edito dal­la Congregazione
per le Chiese Orientali nel 1967.
Desidero, innanzitutto, porgere il mio ringraziamento
a co­loro grazie ai quali tale opera è stata possibile: Sr. Maria
Be­nedetta Artioli, della Piccola Famiglia dell’Annunziata di
© Lipa srl, Roma 1999 Montesole (Bologna), autrice della traduzione, e Padre Olivier
Raquez, osb, Consultore della Commissione Spe­cia­le per la Li-
prima ristampa maggio 2012
turgia della Congregazione per le Chiese O­rien­tali, che alla luce
Traduzione dal greco di Maria Benedetta Artioli della propria competenza liturgica ne ha seguito la tra­du­zione
Progetto grafico Refugium Velehrad e ne ha rivisto il testo.
Non lieve riconoscenza va anche alla casa Editrice Lipa che
ha assunto l’onere della stampa e, con essa, al Centro Alet­ti,
Lipa Edizioni di cui la casa Editrice è espressione. Grazie per l’instan­cabile
e prezioso contributo offerto con la propria attività culturale
via Paolina, 25
ed editoriale per la conoscenza delle tradizioni orien­tali e, con
00184 Roma
06 4747770
l’edizione della presente opera, della liturgia bi­zantina.
fax 06 485876 Il presente testo, che viene pubblicato nella prima tra­duzione
e-mail: info.lipa@lipaonline.org integrale in lingua italiana, ha grande valore: i teso­ri della pre-
ghiera bizantina sono ora alla portata anche dei lettori di lingua
ISBN 88-86517-40-8 italiana. Tale opera editoriale non vuole essere un libro liturgico
ufficiale; si prefigge lo scopo di fare in modo che la ricchezza

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contenuta nei testi liturgici della tra­dizione bizantina sia sempre pria di ogni Chiesa, nella quale essa insegna l’antica via della
più conosciuta e apprezzata. glorificazione di Dio in Cristo come un solo Corpo, in unione e
Al riguardo mi piace ricordare quanto affermato dal­ sull’esempio del suo Capo» (n. 96).
l’Istruzione per l’applicazione delle prescrizioni liturgiche del Ho voluto richiamare questa estesa citazione dell’I­stru­zione
Codice dei canoni delle Chiese Orientali. Dopo aver rilevato liturgica, in quanto ritengo che racchiuda bene quanto è pos-
che «la celebrazione della preghiera del tempo è intessuta di sibile dire per evidenziare la ricchezza del testo che ora viene
Scrittura Santa, la parola data da Dio per “insegnare, con­vincere, pubblicato. Questa traduzione vuole essere, infatti, un ten­tativo
correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia per portare a tanti un tesoro che altrimenti reste­reb­be nascosto
completo e ben preparato per ogni opera buona” (2Tim 3,16)», il e poco conosciuto.
documento emanato dalla Congregazione per le Chiese Orienta- Auspico che tutti coloro che scruteranno e mediteranno tali
li il 6 gennaio 1996 precisa che «la mensa della parola non è solo testi possano rinvenirvi le perle preziose che la fede e la pre-
imbandita attraverso i Lezionari, che raccolgono i testi biblici ghiera della Chiesa hanno estratto dal tesoro della rive­lazione
da proclamare o li dispongono organicamente lungo l’anno li- e tramandato fedelmente.
turgico, ma anche attraverso la ricchissima raccolta di inni litur-
gici, di cui vanno giusta­men­te fiere tutte le Chiese dell’Oriente
cristiano, i quali non sono che “la continuazione della Parola Città del Vaticano, 23 maggio 1999
letta, assimilata e final­mente cantata (…), sublimi parafrasi del Solennità di Pentecoste
testo biblico, filtrate e personalizzate attraverso l’esperienza del
singolo e delle comunità” (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica
Orientale Lumen, 2 maggio 1995, n. 10). Un’innografia e un’eu-
cologia pro­­digiosamente sviluppate e ricche costituiscono così
la parte forse più originale delle celebrazioni liturgiche orien­ Card. Achille Silvestrini
tali. Influssi molteplici, prevalentemente siriaci ed ellenici, vi si Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali
fondono e si arricchiscono mutuamente per introdurre ad una
contemplazione del Mistero cristiano, secondo la visione glo-
bale che ne avevano i Padri della Chiesa. Redatti da numerosi
autori, in particolar modo da monaci che lungo i secoli si sono
dedicati incessantemente alla preghiera, i testi delle Lodi Divine
ci trasmettono in eredità un ricchissimo ed inalienabile patrimo-
nio di vita spirituale. Essi corrispondono al genio proprio delle
diverse Chiese orientali e vi sono tut­to­ra profondamente radi-
cati. Al pari della sacra Scrittura, ne­cessitano di essere scrutati e
meditati per rivelare le perle preziose che contengono. Le Lodi
Divine sono dunque un luo­go privilegiato per uno studio del-
la spiritualità cristiana che voglia partire dalla preghiera della
Chiesa» (n. 97).
Infatti «le Lodi Divine sono la scuola di preghiera pro-

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II. L’Innografia bizantina
Introduzione
Il patrimonio cultuale delle Chiese bizantine ha varie com­­­
ponenti. Come tutte le altre comunità cristiane, usa il Sal­­­terio
e le Odi bibliche. Possiede pure un patrimonio spe­cifico che
contiene evidentemente orazioni e letture pro­prie, ma soprat-
tutto un importante numero di inni di valore ecce­zionale che
accompagnano tutte le sue celebra­zioni, e par­tico­larmente quelle
della mattina e della sera. La loro pri­ma origine proviene verosi-
I. La tradizione costantinopolitana milmente dal mondo siriaco e piú pre­­cisamente da sant’Efrem e
dalle sue poesie a carattere di­dat­­tico redatte nel IV secolo.
L’Anthologhion è la raccolta dei testi che si leggono durante Una prima fioritura innografica a carattere propriamente bi-
la celebrazione dell’Ufficio Divino, chiamato pure le “Lodi Di- zantino si sviluppò dal V al VII secolo. Si manifestò attor­no al
vine”, nelle Chiese appartenenti al ceppo costanti­no­politano, nome di Romano il Melode, il quale, nato ad Emeso (Homs) in
spesso dette bizantine. Questa tradizione si è co­strui­ta progres- Siria, lavorò prima a Beirut e poi a Costantinopoli, dove morí
sivamente attorno a Costantinopoli, l’antica Bisanzio, quando nel 518. Il suo genere letterario era il kondakion o inno di grande
divenne capitale dell’impero romano all’i­nizio del IV secolo. contenuto dottrinale, composto da un proe­mio e poi da un certo
Integrò prima patrimoni di spiritualità cristiana nati in piú luo- numero di strofe uguali. Molti di que­sti kondakia sono conser-
ghi: in Siria, soprattutto nel mondo mediterraneo ed ellenista, vati in manoscritti ed anche recente­men­te pubblicati, ma oggi,
ma anche nel retroterra di lingua e cultura pro­priamente siria- nella loro forma completa, solo uno di essi è rimasto nell’uso
ca, in Cappadocia e nell’Asia Mi­no­re. Si svi­lup­pò poi progres- liturgico sotto il nome di “Inno Akathistos”. Altri sussistono
sivamente, ricevendo impor­tan­ti con­tributi dai santuari e dai in forma troncata col solo proe­mio e talvolta la prima strofa, a
celebri centri monastici sparsi in Terra Santa, a Gerusalemme danno della pienezza del lo­ro contenuto.
e nei deserti vicini, op­pu­re piú lon­tano come ad esempio sul Un altro importante genere letterario bizantino, rimasto tut-
Monte Sinai. Si costi­tuí cosí una brillante ed armoniosa sintesi di tora nell’uso, sorse nel VII secolo attorno ad Andrea di Cre-
pensiero e di preghiera, arricchita da fonti provenienti da tutto ta, nato nel 660 a Damasco, vissuto nel Monastero del Santo
l’Oriente cristiano. Sepolcro a Gerusalemme e poi divenuto arcivescovo di Creta,
Il tesoro della tradizione costantinopolitana è molto lar­go. dove morí nel 740. Viene chiamato Canone, perché com­posto
Il Concilio Vaticano II ne evoca le dimensioni discipli­na­ri, teo- per seguire la “regola” delle odi scritturistiche recitate durante
logiche, spirituali e liturgiche (cf LG 23, OE 1, UR 14). Queste le celebrazioni liturgiche. Negli ambienti del Monte Sinai, le odi
ultime sono di particolare importanza, perché riassumono le cantate erano nove, e perciò si composero canoni di 9 nuove odi
altre e le esprimono in forma di preghiera, accompagnando ogni corrispondenti. Altrove il numero di odi poteva essere diverso. A
momento della vita del cristiano e della Chiesa. Una delle sue Costantinopoli, particolar­men­te, spesso erano tre, dando allora
manifestazioni maggiori è quella della celebrazione delle “Lodi luogo a quella forma di ca­none detta Triódion, cioè di tre odi.
Divine” che santificano le gior­nate. I gesti e le formule che espri- Il genere del canone ha conosciuto una grande ef­flo­re­scenza.
mono questa Lode Divina nella tradizione costantinopolitana si Autori celebri dell’VIII secolo, come Germano di Co­s tan­
sono accumulate prodigiosamente lungo i secoli. tinopoli, Giovanni Damasceno e Cosma di Maiu­ma, Teo­do­ro

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Studita e suo fratello Giuseppe, poi, nel secolo IX, Mi­tro­fane in cui si celebra la Risur­re­zione del Signore, l’ultimo che copre
di Smirne e Giuseppe l’Innografo, hanno scrit­to ca­no­ni che tra- il tempo che segue la Pen­tecoste sino al 31 agosto.
ducono in inni di lode le riflessioni della miglio­re tradizione
teologica. Molti altri innografi li hanno seguiti si­no ad oggi, IV. Pregando ad ogni momento
creando sempre nuove perle preziose per susci­ta­re e guidare
la preghiera. L’Ufficio Divino è l’insieme delle preghiere che scan­di­scono
Canoni e kondakia sono degli inni costituiti da piú strofe che il tempo e rispondono alle esortazioni rivolte da san Paolo agli
svolgono, l’una dopo l’altra, un discorso strutturato, se­guendo Efesini: “Intrattenetevi a vicenda, con salmi, inni, cantici spiri-
una certa logica, anche se in forma poetica. Nu­me­ro­si sono poi tuali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore
gli inni isolati a contenuto indipendente. Ogni in­no isolato, ma ” (5,19) e “Prendete […] la spada dello Spi­rito, cioè la parola di
anche ogni inno inserito in un insieme, vie­ne genericamente Dio, con ogni sorta di preghiere o di suppliche, pregando in
chiamato tropario. spirito ad ogni momento” (6,18).
Diversi particolari di questa esortazione danno indica­zio­ni
III. I Libri liturgici preziose sui contenuti e le esigenze di una preghiera gra­di­ta a
Dio.
L’insieme di questi inni è stato conservato in varie rac­col­ L’adesione a Cristo e al suo messaggio di salvezza deve
te destinate alle celebrazioni liturgiche. Ne ricordiamo le prin­ mo­dificare l’orientamento della vita cristiana intera, metten­
cipali. dola tutta in relazione con il Signore. Scopo immediato della
Alcune contengono i testi usati lungo i dodici mesi del­l’anno, preghiera è di rendere presente questa nostra relazione. Ogni
oppure attorno alla celebrazione della Pasqua e alla sua prepa- attività umana si svolge in atti successivi, ma che si unifica­
razione. È il libro chiamato Triódion ed il suo prolun­gamento di no, edificando progressivamente uno stato abituale, talvolta
50 giorni chiamato Pentikostárion Altre com­pren­dono gli inni attivo e cosciente, talvolta passivo, che Gesú stesso riassume
destinati al ciclo settimanale e portano il nome di “Otto Toni”, con l’immagine dell’inabitazione, quando dice ai suoi disce­
perché si seguono con 8 formulari diversi­ficati, ognu­no elabora- poli: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio
to secondo uno degli otto toni musi­cali. Un altro libro, chiamato lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora pres­so di
Euchólogion, contiene le pre­ghie­­re sacerdotali e diaconali. lui” (Gv 14,23).
Sin dall’inizio della stampa e fino ad oggi, queste raccolte Il “pregate ad ogni momento” si realizza in vari modi, iscri-
sono state spesso pubblicate in lingua originale greca o tradot- vendo il nostro essere nell’andare del tempo. In questo modo
te in varie lingue e versioni. Sono estremamente ab­bon­danti e vi sono preghiere che illuminano momenti unici nella vita di
necessariamente disperse in numerosi volumi. Siccome tutto ogni uomo, come la sua entrata nella Chiesa e il suo morire, il
il loro materiale è raramente adoperato in maniera completa suo unirsi in matrimonio, oppure il rispondere a certe esigenze
all’infuori dei grandi monasteri, è sembra­to utile compilare un particolari, l’assumere iniziative e respon­sabilità, ecc. Ce ne sono
Anthologhion, cioè una raccolta comoda, limitata ai testi piú altre che si inseriscono nei cicli natu­rali del cosmo, come quelli
importanti e di uso piú comune, diviso in quattro volumi, che dei giorni e delle notti, delle setti­mane o delle stagioni che si
corrispondono alle quattro parti dell’an­no: il primo dal 1° set- avvicendano, illuminandoli alla luce del Verbo di Dio venuto a
tembre fino all’inizio della Qua­re­sima, il secondo con i testi della rivelarci la vera vita. Si co­strui­­sce cosí una preghiera delle Ore,
Quaresima e della grande Set­tima­na, il terzo proprio del periodo dei giorni, delle setti­mane, dei mesi e di tutto l’anno che rende

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presente Cristo e la sua opera salvifica in ogni momento dell’e- la luce del giorno è simbolo del “Sole di giustizia” (Mal 3,20)
sistenza del cri­stiano sulla terra. che deve guidarci a compiere ogni giustizia lungo la giornata.
Un versetto del profeta Isaia che tor­na spesso negli inni e nelle
Il ciclo quotidiano orazioni sacerdotali indica be­ne l’orientamento specifico della
I primi versetti della sacra Scrittura ci insegnano che all’inizio preghiera di questa Ora: “Di notte il mio spirito veglia davanti
Dio creò il cielo e la terra. Vi si precisa che la terra era informe a Te, o Dio, perché i tuoi comandamenti sono luce sulla terra,
e deserta, fermandosi poi a descrivere gli inter­venti divini per imparate la giu­stizia, abitanti della terra” (26,9-10, secondo la
ordinarla progressivamente verso la sua per­fezione. Il suo pri- versione dei LXX). Lo stesso viene indicato anche dal lungo Sal-
mo gesto fu di creare la luce, di separare la luce dalle tenebre, mo 118, che si legge particolarmente di sabato e di domenica,
di chiamare la luce giorno e le tenebre notte, cosí da costituire e canta le lodi della legge che ci insegna la giustizia del regno
il primo giorno (cf Gen 1,1-5). La se­pa­razione tra luce e tenebre di Dio (cf Mt 6,33). Di notte si veglia davanti a Dio per medita-
rimane immutata, come scrive il libro dell’Ecclesiaste: “la terra re i comandamenti che debbono guidare l’attività della nostra
resta sempre la stessa, il sole sorge e il sole tramonta, si affret- giornata. Questo impegno corrisponde a quanto comandato da
ta verso il luogo da dove ri­sor­gerà” (1,4-5). In questo modo, il Cristo ai suoi Apostoli prima di salire al cieli: “am­mae­strate tutte
giorno costituisce la pri­ma misura del tempo, lungo il quale la le nazioni […] insegnando loro ad osser­vare tutto ciò che vi ho
creazione geme e sof­fre come nelle doglie del parto, aspettando comandato” (Mt 28,19-20).
con impa­zienza la rivelazione dei figli di Dio (cf Rm 8,19-25).
Pertanto i vari mo­men­ti della giornata sono i primi a dover es-
La preghiera vespertina
sere santifi­cati dalle Lodi Divine.
I momenti intermedi tra giorno e notte, quando il sole sta Il tema della luce riappare alla celebrazione serale, ma la pro-
per sorgere o tramontare, erano particolarmente osservati sin spettiva è un po’ diversa, perché si tratta della luce che tramonta.
dall’epoca di Mosè nei sacrifici offerti sull’altare, uno al mattino, Particolarmente significativo il cantico di Simeone: “ora la-
l’altro alla sera (cf Es 29,38-39 e 30,7-8), tuttora ri­cor­dati nelle scia che il tuo servo vada in pace perché i miei occhi hanno visto
celebrazioni cristiane. La tradizione di tutte le Chiese considera la tua salvezza” (Lc 2,29-30). Gli occhi di Simeone han­no visto
sempre questi due momenti come il duplice cardine dell’Ufficio la salvezza. Lungo le loro giornate illuminate dalla presenza
quotidiano (cf SC 89). Assai ricche, eppure molto complesse, le del Sole di giustizia, i cristiani contemplano la sal­vezza divina
loro celebrazioni si svi­lup­pano attorno al tema della luce.
sempre all’opera nel mondo. Alla sera Gli ren­do­no grazie e dopo
possono andare in pace, protetti contro tutti pericoli della not-
La preghiera mattutina te. Un altro inno celebre, citato da san Basilio già nel 375 e che
Il mattino compare per illuminare la giornata, come spie- risale alla fine del III secolo, acclama Gesú Cristo come “Luce
ga Gesú stesso: “non sono forse dodici le ore del giorno? Se gioiosa della gloria del Padre immortale” e Lo contempla come
uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di “luce vespertina uscita dopo la caduta del sole”. Come l’inno
questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, di Simeone, quel­lo della “Luce gioiosa” si iscrive in una doppia
perché gli manca la luce” (Gv 11,9-10), ed aggiun­ge: “ancora prospettiva: la fi­ne della giornata immagine dell’entrata nel­le
per poco tempo la luce è con voi. Camminate men­tre avete la tenebre dei pe­ricoli e della morte, ma anche l’inizio di una vita
luce, perché non vi sorprendano le tenebre” (Gv 12,35). Cosí nuova illu­minata dalla Risurrezione di Cristo.

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Le Ore minori scita dalla terra d’­Egitto. La Chiesa ha adope­rato la stessa prassi.
Ognuna delle Ore minori corrisponde a situazioni par­ticolari
La Pasqua
dei diversi momenti della giornata. Importante no­tare come que-
ste situazioni umane attuali vengano messe in relazione con La Pasqua antica era preludio e figura di quella di Gesú che
avvenimenti decisivi della storia della Sal­vezza, con la discesa passa dalla morte alla vita, come viene narrato nei Van­geli (cf
dello Spirito santo il giorno della Pentecoste all’ora terza, con Mt 26,17-19; Mc 14,12-16, Lc 22,7-20; Gv 12,1; 13,15; 19,14 e 31).
la Crocifissione di Cristo all’ora sesta e con la Sua morte all’ora La Chiesa ricorda il suo anniversario, cele­bran­dola particolar-
nona. Queste ore ci intro­ducono in un mondo nuovo, dandoci mente durante tre giorni, ma allargandoli pure ad una intera
la forza di condurre una vita calma e pacifica, in ogni pietà e “Settimana Grande” nella quale si ricor­dano gli avvenimenti
dedizione (cf 1Tim 2,2) e rivelandoci sin da adesso un modo di che con­ducono all’arresto del Signore - dalla risurrezione di
vivere “celeste” (cf Fil 3,20). Lazzaro e dall’entrata in Gerusalemme sino al tradimento di
Giuda e all’Ultima Cena. Assai presto è stata prolungata per
Il ciclo settimanale 50 giorni propriamente festivi, portandola a pieno compimento
con l’effusione dello Spirito Santo e poi, successivamente, an-
Il libro della Genesi ci narra la storia dei primi giorni del
che preceduta da una preparazione di 40 giorni o Quaresima, a
mondo, durante i quali il Creatore portò tutta la sua opera a
carattere piú ascetico.
compimento. Egli lavorò durante sei giorni e si riposò il settimo
(Gen 1,2-4). Volle poi che questa dimensione setti­manale fosse
Le altre feste
imitata dagli uomini. Diede l’esempio del la­voro e lo concluse
con il sabato, giorno di riposo dalle opere umane, consacrato La celebrazione della Pasqua ricorda la fine della vita terrena
al Signore (Es 35,2). Il riposo sabba­tico era il segno della Prima di Cristo. Si tratta del momento decisivo, l’ora per la quale è
Alleanza. Quando poi rinnovò il mondo con la sua Risurrezione, venuto il Figlio dell’uomo, nella quale sarà glori­fi­cato passando
il primo giorno dopo il sabato, la domenica o giorno del Signore attraverso la morte (cf Gv 12,23-27), un mo­mento tuttavia che
diventa segno della Nuova Alleanza. È stato particolarmente è inscindibile dal suo contesto globale che ritroviamo sin dalla
celebrato sin dagli inizi della Chiesa (cf At 20,7 e Ap 1,9) ed è tut- prima predicazione apostolica. Cosí, ad esempio, lo presentava
tora posto al centro della vita cristiana. Fedeli alle antiche tradi- san Pietro agli uomini d’Israele il giorno della Pentecoste: “Gesú
zioni, le Lodi Divine bizantine ci ricordano l’insieme dell’opera di Nazaret, uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo
della Salvezza, dall’inizio sino al suo culmine nella Risurrezione di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra di voi per
e nella Discesa dello Spirito santo. opera sua, consegnato a voi­se­condo il prestabilito disegno e
prescienza di Dio, voi l’a­vete crocifisso…” (At 2,22-23). Questo
Il ciclo annuale stesso ricordo viene specificatamente e lungamente rammentato
e conservato nei Vangeli.
Le quattro stagioni che costituiscono l’anno solare e che si
avvicendano continuamente sono un’altra misura basilare del
Il Battesimo di Gesú
tempo. Nel loro quadro, il popolo ebraico celebrava feste della
Mietitura, delle Primizie e del Raccolto (cf Es 23,16), gemellan- Tutti e quattro i vangeli narrano il Battesimo di Gesú, primo
dole ed interpretandole con il ricordo dei grandi avvenimenti atto della sua vita pubblica o manifestazione agli uo­mini, gesto
della storia della Salvezza, particolarmente con la Pasqua e l’u- rituale anticipativo, portato a pieno com­pimento al momento

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della sua morte e della sua risurrezione (cf Lc 12,50 e Mc 10,38) erede di Abramo e di Davide, annunciandogli la generazione in
e finalmente riattualiz­zato in chi viene battezzato in Lui (cf Rm Maria dallo Spirito Santo, compimento della Profezia di Isaia:
6,3-4). Come l’im­portanza di questo Battesimo di Cristo nel Gior- “La Vergine concepirà e partorirà un Figlio, il quale sarà chia-
dano era sta­ta sotto­li­neata dalla tradizione apostolica, cosí lo mato Emmanuele, che significa Dio con noi”. Mt 2,1-13 racconta
fu nei periodi suc­cessivi e ben presto divenne anche occasione la venuta dei Magi guidati dalla stella, le loro domande a Ero-
di cele­brazione liturgica. Tale prassi assai solenne, fissata al 6 de e l’indicazione scritturistica di Betlemme come “città dalla
gen­naio, è sta­ta in vigo­re in tutte le Chiese orientali, e vi si con­ quale uscirà un capo che sarà pastore del popolo”, poi la loro
serva tut­tora. adorazione. Mt 2,13-26 rac­conta la fuga in Egitto e il Massacro
degli Innocenti sempre a compimento di due profezie. Lc 2,1-20
La Nascita e l’Infanzia di Cristo narra la Na­scita a Betlemme in una mangiatoia, l’Apparizione e
l’An­nuncio degli Angeli ai Pastori, l’ascolto dei Pastori e la loro
I quattro Vangeli narrano la vita pubblica di Gesú Cristo fino
venuta a Betlemme per trovare il Neonato.
al suo termine e alla sua Ascensione nei cieli. Tre vi pre­mettono
La Festa maggiore relativa agli anni dell’Infanzia è quella
una introduzione. Giovanni, l’evangelista rap­pre­­sentato come
della Presentazione di Gesú al Tempio ed il suo incontro con
un’aquila, scruta e riferisce i misteri della vita divina e con-
Simeone. Come indicato sopra, l’inno di Simeone (Lc 2,28-32) si
templa il Verbo di Dio, luce venuta nel mon­do. Matteo e Luca
recita alla fine dell’ufficio vespertino quotidiano, secondo una
scrivono i cosiddetti Vangeli dell’In­fanzia, riportandovi alcuni
tradizione che risale almeno al III secolo ed acclama Cristo come
avvenimenti legati alla sua nascita, par­ticolarmente significa-
Colui che compie le figure dell’Antico Testamento. Mosè ed Eze-
tivi della sua missione nel mondo. I Padri li hanno esaminati,
chiele contemplavano la Gloria divina che riempiva la Tenda del
interpretati e presentati alla riflessione del popolo cristiano. A
Convegno ed il Tempio (cf Es 40,34 e Ez 44,4): era l’immagine
partire dall’inizio del IV secolo, diventarono progressivamente
della presenza di Dio. Incar­nan­dosi, Gesú realizza la profezia:
oggetto di celebra­zioni liturgiche specifiche.
egli è la vera gloria che riem­pie il tempio, cioè l’espressione di
Vi si possono distinguere tre periodi: uno di prepara­zione,
tutte le attese di Israele. Egli viene ad abitare in mezzo a noi.
maggiormente centrato sull’Annunciazione, il secon­do del-
E questa gloria supera i limiti del tempio. È gloria di Israele e
la Nascita stessa, celebrata il 25 dicembre, il terzo degli anni
rivelazione delle Genti: partendo dal ceppo d’Israele si rivela a
dell’Infanzia.
tutti i popoli.
Quello della preparazione è complesso: culmina nell’An­
nun­ciazione alla Vergine, ma comporta necessariamente tutta
L’Annuncio della Buona Novella durante la vita pubblica
la storia anteriore fin dalla creazione, passando dalla Caduta
originale per il lento cammino dell’Antica Alleanza. L’insie- L’anno liturgico ricorda e fa rivivere l’insieme della storia
me viene celebrato in due momenti: da una parte si moltiplica della Salvezza, anzitutto il suo nucleo, compiuto dalla persona
progressivamente dopo il 14 novembre, lungo le settimane che del Figlio di Dio, descritta nei Vangeli. Come detto sopra, due
precedono il 25 dicembre, evocando partico­larmente la memo- momenti di questa storia vengono celebrati in un modo parti-
ria dei Padri giusti ed antenati di Cristo, dall’altra ricordando colare nei cicli di Pasqua e di Natale perché ne ricordano le di-
l’Annunciazione a Maria, successi­va­mente fissata al 25 marzo. mensioni principali. Corrispondono agli inizi e alla conclusione
Il periodo della Nascita dipende dai testi dei Vangeli che della vita pubblica di Cristo ed anche all’inizio e alla fine dei
ricordano quattro particolari diversi. Mt 1,18-25 racconta la Vangeli. È bene notare che i tre anni intermedi durante i quali
nascita di Gesú a partire dal discorso dell’Angelo a Giuseppe, Egli percorreva le strade per an­nun­ciare la Buona Novella vi

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sono pure presenti, anche se in maniera diversa. Giovanni Battista, gli Apostoli e i Martiri, appaio­no frequente-
Innanzitutto li ritroviamo direttamente nella procla­mazione mente nei cicli quotidiani e settimanali. Molti vengono ricordati
dei libri del Nuovo Testamento, letti integralmente in modo con- il giorno anniversario della loro morte o di qualche avvenimento
tinuo l’uno dopo l’altro durante le celebrazioni eucaristiche, lun- particolarmente impor­tan­te. Tutti as­sieme sono celebrati la do-
go tutti i giorni dell’anno. Le letture evange­liche, specialmente menica che segue la Pentecoste.
quelle scelte nelle domeniche, evocano l’attività di Cristo lungo
i tre anni della sua vita pubblica, quando “annunziava la Buona V. Prendete la spada dello Spirito che è la parola di Dio
Novella ai poveri, restituiva la vista ai ciechi e predicava l’anno
“Intrattenetevi fra voi con salmi, inni e cantici spirituali,
di grazia del Signore” (Lc 4,18-19), quando sceglieva i suoi di-
cantando al Signore con il vostro cuore… con ogni sorta di pre-
scepoli e incontrava l’op­po­­sizione dei capi del popolo eletto. Si
ghiere e suppliche”. Il comandamento è di cantare al Signore,
ritrovano pure indi­rettamente inseriti nei numerosi inni che illu-
di mettersi davanti a Lui e di lodarlo. Ci sono vari generi di
strano ogni cele­brazione liturgica bizantina e specialmente quel-
preghiere: composizioni liriche come i salmi vete­rotestamentari
le mattutine e vespertine. Il tessuto profondo, infatti, di queste
o inni piú recenti, orazioni sacerdotali o diaconali, letture ecc.
compo­sizioni liriche è di origine biblica. Utilizzano abbon­dante­
Sono gesti esteriori che devono essere vivificati dall’interno e
mente i testi tanto dell’Antico quanto del Nuovo Testamen­to, e
Paolo precisa le regole da seguire affinché il nostro cantare riesca
piú particolarmente i detti e i ­gesti compiuti dal Signore lungo i
gradito al Signore. Prima di tutto, deve uscire dal cuore, cioè dal
suoi viaggi in Galilea e a Gerusalemme, mostrando la continuità
centro che unifica tutta la persona umana. Poi deve esprimere
profonda di tutta l’Economia della Salvezza.
tutti i sentimenti che animano lo spirito degli uomini in cammi-
no verso la patria celeste: quelli di lode per le meraviglie divine,
Il ricordo dei Santi
di azione di grazie per le sue incessanti e incomprensibili opere
I diversi cicli liturgici - quotidiano, settimanale ed an­nuale che ci guidano verso il Regno dei cieli, di supplica affinché ci
- ci fanno vivere la pienezza del Mistero della Salvezza tutta protegga dalle nostre necessità.
proveniente dalla persona di Gesú Cristo, Figlio di Dio divenuto L’Apostolo ci indica pure un’altra norma fondamentale. Nel-
uomo, morto e risorto per noi. Bat­tezzati in Lui, ascoltiamo la la preghiera dobbiamo usare la “spada dello Spirito”. Questa
sua parola e mangiamo la sua carne per avere la vita (Gv 6,5). formula evoca altri insegnamenti dell’Apostolo: “I segreti di
Vivificati in Lui, ognuno di noi partecipa al mistero della sal- Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio” (1Cor
vezza e deve contribuire all’edificazione del suo Corpo mistico 2,11) e “non sappiamo come pregare in modo conveniente, ma
che è la Chiesa. lo Spirito stesso intercede con gemiti ine­spri­mibili” (Rm 8,26).
Pertanto, celebrando questo mistero, non si può dimen­ticare La preghiera buona è quella insegnata non dalla carne o dal
quanti ci hanno preceduto nel lungo cammino verso la patria sangue, cioè da mente umana, ma dal Pa­dre che è nei cieli (cf
celeste. Molti sono nascosti, alcuni invece sono noti e rivela- Mt 16,17 e Gv 1,13).
no come “Dio opera veramente meraviglie nei suoi santi” (Sal Nella stessa lettera, Paolo precisa poi la natura di questa
67,36). Le Lodi Divine evocano frequentemente la loro memoria “spada dello Spirito”. Non è un semplice sentimento, possiede
lungo le giornate, le settimane, i mesi e gli anni. un contenuto ben preciso: “è la parola di Dio”. E questo corri-
Un culto del tutto speciale viene reso alla Madre di Dio ad sponde a ciò che Gesú prometteva ai suoi Discepoli: “Il Conso-
ogni momento delle celebrazioni, perché è indisso­lu­bilmente latore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui
legata al suo Figlio in un modo unico. Altri, come gli Angeli, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”

– 18 – – 19 –
(Gv 14,26).
Base primordiale della preghiera è la parola di Dio indi­riz­
zata a noi, la Buona Novella annunziata agli uomini. Que­sta
parola si identifica con la persona del Verbo in­car­nato il quale
è vissuto tra gli uomini ed è stato profeta po­tente in opere e pa-
role (cf Lc 24,19). Gli Apostoli sono di­ve­nu­ti i suoi testimoni e
Lo hanno predicato. ­Questo loro insegnamento è sta­to riportato
in modo particolare nelle Scritture, ricevuto dai nostri Padri,
compreso, interpretato e vissuto nelle Chiese.
La primordialità della parola di Dio nella preghiera cristiana
è sottolineata da san Paolo quando scrive ai Romani che egli
esercita il sacro ministero dell’annunzio del Vangelo di Dio,
affinché l’Offerta delle Genti sia accettata e santificata nello
Spirito” (cf Rm 15,16). Lo stesso principio viene riba­dito in va-
rie preghiere liturgiche, sia quando specificano che il compito
primordiale dell’Ordine sacerdotale è di annun­ziare e di am-
ministrare la Parola della Verità (cf preghiere di ordinazione
sacerdotale oppure le Anafore di Crisostomo e di Basilio), sia
quando la preghiera della terza Antifona della Divina Liturgia
precisa che la cosa utile da domandare al Signore per il popolo
è “la conoscenza della sua verità”, cioè la sua parola salvifica
che non inganna.

p. Olivier Raquez osb

– 20 – – 21 –
Avvertenza

1. Le fonti bibliche indicate a margine dei testi liturgici, allo sufficientemente il greco, di ritrovare senza dif­fi­coltà il versetto
scopo di facilitarne l’approfondimento, sono indicate in cor­sivo citato in modo da poterlo vedere nel suo con­testo - anche se,
quando la citazione è letterale. Sono state considerate let­terali come si è detto sopra, potrà presentare dif­ferenze notevoli ri-
anche quelle citazioni che presentavano differenze irri­levanti, spetto alla tradu­zione della Cei condotta sull’ebraico. Chi poi
quali, ad esempio, l’uso della prima persona plu­rale an­ziché farà riferimento direttamente al testo gre­co non avrà problemi
singolare. nell’orientarsi perché, di fatto, le diffe­ren­ze di nume­razione dei
Naturalmente la letteralità è, per l’Antico Testamento, relati- versetti normalmente non sono ri­le­vanti.
va al testo della LXX, sicché, cercando la citazione su una bibbia Anche per i versetti dei salmi si è usato lo stesso criterio,
tradotta dall’ebraico, si potrà trovarla non solo non letterale, ma mentre il numero del salmo stesso ovviamente è sempre quello
talvolta note­vol­mente diversa. della LXX (corrispondente a quello della Vulgata).
Del resto, anche le stesse citazioni non letterali possono tal- Per i salmi ci siamo serviti della traduzione di L. Mortari, Il
volta presentare tali differenze rispetto all’ebraico da dare qual- Sal­terio della Tradizione, Torino 1983, salvo qualche occa­sio­nale
che volta l’impressione che non si possa parlare neppure di veri variante, spesso richiesta dal diver­so codice usato dal­l’Antho­
riferimenti: ciò avviene in non pochi casi in cui i testi liturgici lóghion.
bizantini riecheggiano peculiarità del testo della LXX. Quando 3. Molti tropari praticamente identici fra loro sono riportati
il richiamo risultava troppo diverso dalle traduzioni condotte qua e là con lievi differenze nel testo greco: nella traduzione
sull’ebraico, oppure proprio solo al testo della LXX, abbiamo italiana le abbiamo lasciate solo quando erano di un certo ri­lie­
aggiunto, accanto alla citazione, la sigla ‘LXX’. Se i riferimenti vo o esprimevano sfuma­ture che ci parevano piú si­gni­fi­cative.
biblici sono seguiti da punto e virgola, il riferimento che segue Si sono distinti gli omografi tramite l’accento quando ciò
è ancora pertinente allo stesso passo. facilitasse la lettura. Per le parole greche, l’accento è alla gre­ca
2. Benché le citazioni dell’Antico Testamento siano ovvia­ tranne nel caso in cui esse siano ormai comuni in italiano (così
mente tradotte dalla LXX, per la numerazione dei versetti si è abbiamo segnato ipòstasi, e non ipóstasi, miròfore e non mirófo-
preferito adottare quella ebraica, corrispondente quindi a quella
re, teòforo e non teóforo, ma kondákion, theotokíon, irmós...).
della bibbia della Cei. Ciò per permettere a chi non conosca

– 22 – – 23 –
Esortazione
del grande Basilio
al sacerdote

2 Tm 2,15
C erca, o sacerdote, di presentarti come un la­voratore che
non ha di che vergognarsi e che dispensa retta­men­te la
parola della verità˚.
Non dimenticare il comandamento del Signore e dei santi
apostoli. È detto infatti: Non date le cose sante ai cani e non
gettate le perle ai porci˚. Mt 7,6

Non accingerti mai alla sinassi serbando inimicizia verso Bada di non consegnare il Figlio di Dio in mano a inde­gni.
qualcuno, per non mettere in fuga il Paraclito. Non aver soggezione in quell’ora dei nobili della terra, nep-
Nel giorno della sinassi non contendere, non alter­care, ma pure di chi cinge il diadema.
resta in chiesa a pregare e a leggere fino all’ora nella qua­le devi A quelli che sono degni della comunione, gratuitamente da’,
celebrare la divina mistagogia. Presentati cosí con com­pun­zione come tu stesso hai ricevuto˚. Mt 10,8

e cuore puro al santo altare, senza guardare qua e là, ma stando A quelli a cui i divini canoni non lo permettono, non dare la
Sal 2,11 con timore e tremore˚ alla presenza del Re celeste. comunione.
Non accada che per rispetto umano tu affretti o accorci le Stai attento che per tua negligenza non accada che un topo
preghiere; e non fare accezione di persone, ma guarda sol­tan­to o altro tocchi i divini misteri; che essi non vengano ba­gnati, o
al Re che ti sta davanti e alle schiere celesti che stanno intorno. anneriti da fumo, oppure unti da sostanze profane e indegne.
Renditi degno dei sacri canoni. Non concelebrare con quelli Osservando queste e simili cose, salverai te stesso e quelli
ai quali essi lo vietano. Bada a chi stai vicino, a come celebri e a che ti ascoltano˚. 1Tm 4,16

quelli che fai comunicare.

– 24 – – 25 –
Indice

DALL’OROLOGHION DAL PARAKLITIKI

Avvertenza.............................................................................................. 178
Ufficio dell’órthros
Ciclo del 1˚ tono..................................................................................... 179
delle domeniche e delle feste ..................................................... 31 Ciclo del 2˚ tono..................................................................................... 225
- preghiere dell’órthros............................................................................ 40 Ciclo del 3˚ tono..................................................................................... 268
- salmi del polyéleos................................................................................ 48 Ciclo del 4˚ tono..................................................................................... 312
- evloghitária anastásima........................................................................ 63 Ciclo del 1˚ tono plagale........................................................................ 357
- gli 11 vangeli eothiná............................................................................ 66 Ciclo del 2˚ tono plagale........................................................................ 403
Ciclo del tono grave............................................................................... 446
- gli 11 exapostilária anastásima............................................................ 79
Ciclo del 4˚ tono plagale........................................................................ 486
- gli 11 eothiná idiómela anastásima..................................................... 86

Ufficio dell’órthros feriale .......................................................... 95 DAI MINEI


- evloghitária nekrósima......................................................................... 97 (dal 1° settembre al 26 febbraio)
- kondákia per l’intera settimana......................................................... 101
- exapostilária per l’intera settimana................................................... 104 Avvertenza.............................................................................................. 536
Mese di settembre.................................................................................. 537
Ufficio delle ore .............................................................................. 112 Mese di ottobre....................................................................................... 699
Mese di novembre.................................................................................. 828
ora prima................................................................................................. 112
Mese di dicembre................................................................................... 995
ora terza................................................................................................... 118
Mese di gennaio................................................................................... 1209
ora sesta................................................................................................... 125 Mese di febbraio................................................................................... 1416
ora nona................................................................................................... 132

Ufficio del vespro .......................................................................... 140 APPENDICE


- preghiere del lucernario...................................................................... 144
- prokímena per l’intera settimana...................................................... 153 Katavasíe............................................................................................... 1524
- apolytíkia e theotokía per l’intera settimana.................................. 159. Piccolo Canone paraklitikós............................................................... 1529
- ufficio della veglia............................................................................... 162 Note........................................................................................................ 1548
Glossario dei termini liturgici............................................................ 1558
Ufficio del piccolo apódipnon ................................................ 167 Glossario dei termini teologici........................................................... 1567

– 26 – – 27 –
OROLOGHION

IN UNIONE AL
DIO SANTO
La sera, al mattino e a mezzogiorno
narrerò e annuncerò,
ed egli ascolterà la mia voce.

(Salmo 54,18)

– 28 – – 29 –
- Orológhion - - Ufficio dell’órthros delle domeniche e delle feste -

UFFICIO
DELL’ORTHROS
DELLE
DOMENICHE
UFFICIO DELL’ORTHROS
DELLE DOMENICHEE DELLE FESTE
E DELLE FESTE

Il sacerdote entra nel santuario, si inchina tre volte da­van­ti


alla santa mensa, mette l’epitrachílion e, aprendo la cor­tina, dice
ad alta voce:

B enedetto il Dio nostro in ogni tempo, ora e sem­pre nei


secoli dei secoli.
Coro: Amen.
Sacerdote: Gloria a te, Dio nostro, gloria a te.

R e celeste, Paraclito, * Spirito della verità˚,* tu che o­vun­


que sei e tutto riempi˚, * tesoro dei beni * ed e­lar­gi­tore
di vita, * vieni e poni in noi la tua dimora, * puri­fi­caci da ogni
Gv 14,17 //

Sap 1,7

macchia * e salva, o buono, le anime nostre.


Lettore:

S anto Dio, santo forte, santo immortale, abbi pietà di noi.


3 volte.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e
nei secoli dei secoli. Amen.

S antissima Triade, abbi pietà di noi; Signore, pla­cati di


fronte ai nostri peccati; Sovrano, perdonaci le nostre ini-
quità; o santo, visitaci nelle nostre infermità e guariscici per il
Sal 78,9
tuo nome˚.
Signore, pietà; Signore, pietà; Signore, pietà.
Di nuovo: Gloria al Padre, fino alla fine. Poi:

P adre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo


nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,

– 30 – – 31 –
- Orológhion - - Ufficio dell’órthros delle domeniche e delle feste -

come in cielo, cosí in terra. Dacci oggi il nostro pane quo­tidiano, Ekfónisis:
e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri Poiché tu sei Dio misericordioso e amico degli uomini, e a te
debitori. E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal maligno. rendiamo gloria: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sem­
Sacerdote, ad alta voce: pre e nei secoli dei secoli.
Coro: Amen.
Ap 5,12

P oiché tuoi sono il regno, la potenza, la gloria˚: del Padre,


del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e nei secoli
dei secoli.
Lettore: Nel nome del Signore, benedici, padre.
Sacerdote, ad alta voce:
Coro: Amen.
Quindi i seguenti t r o p a r i:
G
secoli.
loria alla santa, consustanziale, vivificante e indivisi­-
bile Triade in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei

Sal 27,9

S alva, Signore, il tuo popolo,* e benedici la tua ere­dità˚ *


dando ai re vittoria contro i barbari * e cu­sto­dendo con
la tua croce * la tua città.
Coro: Amen.
Ha inizio l ’ e x á p s a l m o s, che si ascolta in tutto silenzio
e compunzione. Il fratello designato - o chi presiede - dice con
Gloria. pietà e timore di Dio:
Gv 10,18

T u che volontariamente˚ * sei stato innalzato sulla cro­ce, *


dona, o Cristo Dio, la tua compassione, * al po­­po­lo nuo- G loria a Dio nel piú alto dei cieli, pace sulla terra, e per
gli uomini benevolenza˚. 3 volte. Lc 2,14

vo che porta il tuo nome: * rallegra con la tua potenza * i nostri Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua
re fedeli˚, * concedendo loro vittoria contro i nemici. * Possano lode˚. 2 volte. Sal 50,17

avere la tua alleanza, * arma di pace, invitto trofeo.


Dopo i primi tre salmi il sacerdote inizia a bassa voce le
Ora e sempre. Theotokíon. p r e g h i e r e d e l l ’ ó r t h r o s, p. 40, stando davanti all’i-
cona del Cristo, a capo scoperto. Se vuole, anziché di seguito,
T emibile presidio mai confuso, * non disprezzare le no-
stre suppliche, o buona, * o Madre-di-Dio degna di ogni
canto. * Conferma il popolo ortodosso, * salva coloro cui coman-
può dirle al luogo indicato per ciascuna di esse.

Salmo 3
dasti di regnare, * e dal cielo accorda loro vittoria, * tu che hai
partorito Dio, * o sola benedetta. 2. Signore, perché si sono moltiplicati i miei oppressori? Mol-
ti insorgono contro di me.
Dopo i tropari, il sacerdote, dall’interno del santuario, dice:
3. Molti dicono all’anima mia: Non c’è salvezza per lui nel

P ietà di noi, o Dio, secondo la tua grande miseri­cordia˚, ti


preghiamo: esaudiscici e abbi pietà di noi.
suo Dio.
4. Ma sei tu, Signore, il mio soccorso, la mia gloria e colui
Coro: Signore, pietà. 3 volte. che innalza il mio capo.
5. Con la mia voce ho gridato al Signore, e mi ha esaudito
Ancora preghiamo per i nostri governanti, e per tutte le au- dal suo monte santo.
torità.
6. Io mi sono coricato e addormentato: mi sono destato per-
Coro: Signore, pietà. 3 volte. ché il Signore mi soccorrerà.

– 32 – – 33 –
- Orológhion - - Ufficio dell’órthros delle domeniche e delle feste -

7. Non temerò miriadi di popolo che intorno mi assalgono. 13. Mi facevano violenza quelli che cercavano l’anima mia,
8. Sorgi, Signore, salvami, Dio mio! Perché tu hai percosso e quelli che cercavano contro di me il male hanno detto parole
vane e meditato inganni tutto il giorno.
quanti mi avversano invano; i denti dei peccatori hai spez­zato.
14. Ma io come un sordo non udivo, ed ero come un muto
9. Del Signore è la salvezza, e sul tuo popolo la tua be­ne­
che non apre la bocca.
dizione.
15. Sono divenuto come un uomo che non sente e non ha
Si ripete: repliche sulla sua bocca.
6. Io mi sono coricato e addormentato: mi sono destato per- 16. Poiché in te, Signore, ho sperato: tu esaudirai, Signore
ché il Signore mi soccorrerà. Dio mio.
17. Perché ho detto: Che mai godano di me i miei nemici,
Salmo 37 essi che quando vacillavano i miei piedi hanno parlato contro
di me con arroganza.
2. Signore, nel tuo sdegno non accusarmi, e nella tua ira non
castigarmi. 18. Ecco, sono pronto ai flagelli, e il mio dolore mi sta sempre
davanti.
3. Perché le tue frecce in me si sono conficcate, hai gra­vato
su di me la tua mano. 19. Sí, dichiarerò la mia iniquità, starò in ansia per il mio
peccato.
4. Non c’è sanità nella mia carne dinanzi alla tua ira, non c’è
pace nelle mie ossa dinanzi ai miei peccati. 20. Ma i miei nemici vivono, si sono fatti forti contro di me,
e quelli che ingiustamente mi odiano si sono molti­plicati.
5. Poiché le mie iniquità hanno oltrepassato il mio capo;
come carico pesante su di me hanno pesato. 21. Quelli che mi rendono male per bene mi calunnia­vano,
perché perseguivo la bontà.
6. Fetide e putride sono le mie piaghe a causa della mia stol-
22. Non abbandonarmi, Signore Dio mio, da me non allon-
tezza.
tanarti.
7. Un miserabile mi sono ridotto, sino in fondo sono stato
23. Volgiti in mio aiuto, Signore della mia salvezza.
piegato: tutto il giorno me ne andavo cupo.
8. Sí, sono tutti offesi i miei fianchi e non c’è sanità nella mia Si ripete:
carne. 22. Non abbandonarmi, Signore Dio mio, da me non allon-
9. All’estremo sono stato maltrattato e umiliato, ruggivo per tanarti.
il gemito del mio cuore. 23. Volgiti in mio aiuto, Signore della mia salvezza.
10. Signore, davanti a te è tutto il mio desiderio, e non ti è Salmo 62
rimasto nascosto il mio gemito.
2. O Dio, Dio mio, per te veglio all’alba. È assetata di te l’a-
11. Il mio cuore è sconvolto, la mia forza mi ha abban­donato, nima mia, quante volte ha avuto sete di te la mia carne in una
e non è piú con me neppure la luce dei miei occhi. terra deserta, senza via e senz’acqua.
12. I miei amici e i miei vicini mi sono venuti incontro e si 3. Cosí sono comparso davanti a te nel santuario, per vedere
sono arrestati, e i miei congiunti si sono arrestati lontano. la tua potenza e la tua gloria.

– 34 – – 35 –
- Orológhion - - Ufficio dell’órthros delle domeniche e delle feste -

4. Poiché la tua misericordia vale piú di ogni vita: le mie 3. Entri la mia preghiera al tuo cospetto, piega il tuo orecchio
labbra ti loderanno. alla mia supplica.
5. Cosí ti benedirò nella mia vita, e nel tuo nome alzerò le 4. Perché è stata colmata di mali l’anima mia, e la mia vita
mie mani. si è avvicinata all’ade.
6. Come di grasso e pinguedine sia colmata l’anima mia, e 5. Sono stato annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
con labbra di esultanza ti loderà la mia bocca. sono divenuto come un uomo senza aiuto, fra i morti libero;
7. Se mi ricordavo di te sul mio giaciglio, all’alba su di te 6. come gli uccisi che dormono nella tomba, di cui non ti sei
meditavo: piú ricordato, e che dalla tua mano sono stati respinti.
8. perché ti sei fatto mio aiuto, ed esulterò al riparo delle 7. Mi hanno posto in una fossa profondissima, in luoghi te-
tue ali. nebrosi e nell’ombra di morte.
9. Ha aderito a te l’anima mia, mi ha sostenuto la tua destra. 8. Su di me si è addensato il tuo sdegno, su di me tutte le tue
10. E quelli hanno cercato invano l’anima mia: entre­ranno tempeste hai rovesciato.
nelle profondità della terra, 9. Hai allontanato da me i miei conoscenti, mi hanno reso
11. saranno consegnati in mano alla spada, diver­ranno parte un abominio per loro; sono stato consegnato e non ne uscivo.
delle volpi. 10. I miei occhi si sono estenuati per la povertà. Ho grida­to
12. Il re invece si allieterà in Dio, sarà lodato chiunque giura a te, Signore, tutto il giorno; a te ho teso le mie mani.
per lui, perché è stata serrata la bocca di quanti dicono cose 11. Farai forse meraviglie per i morti? Oppure i morti risus­
ingiuste. citeranno e ti confesseranno?
Si ripete: 12. Forse qualcuno racconterà nella tomba la tua mi­s e­
ricordia, e la tua verità nella perdizione?
7b. All’alba su di te meditavo:
13. Saranno forse conosciute nelle tenebre le tue mera­viglie,
8. perché ti sei fatto mio aiuto, ed esulterò al riparo delle e la tua giustizia in una terra dimenticata?
tue ali.
14. Eppure io a te, Signore, ho gridato, e al mattino ti pre­
9. Ha aderito a te l’anima mia, mi ha sostenuto la tua destra. verrà la mia preghiera.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e 15. Perché, Signore, respingi la mia anima, distogli da me il
nei secoli dei secoli. Amen. tuo volto?
Alleluia, Alleluia, Alleluia, senza prostrazioni. 16. Povero sono io e nelle fatiche fin dalla giovinezza; sono
Signore, pietà; Signore pietà; Signore, pietà. stato innalzato e poi umiliato, e sono rimasto smarrito.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e 17. Su di me sono passate le tue ire, i tuoi terrori mi hanno
nei secoli dei secoli. Amen. sconvolto.
18. Mi hanno circondato come acqua, tutto il giorno insieme
Salmo 87 mi hanno accerchiato.
2. Signore, Dio della mia salvezza, di giorno ho gridato e di 19. Hai allontanato da me amico e vicino, i miei cono­scenti
notte davanti a te. dalla mia sventura.

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- Orológhion - - Ufficio dell’órthros delle domeniche e delle feste -

Si ripete: 15. L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni; come fiore del
2. Signore, Dio della mia salvezza, di giorno ho gridato e di campo, cosí sfiorirà.
notte davanti a te. 16. Un soffio passa su di lui e piú non sarà, né riconoscerà
3. Entri la mia preghiera al tuo cospetto, piega il tuo orec­chio piú il suo luogo.
alla mia supplica. 17. Ma la misericordia del Signore è da sempre e per sem­pre
Salmo 102 su quelli che lo temono, e la sua giustizia sui figli dei figli,

1. Benedici, anima mia, il Signore, e tutto il mio intimo il suo 18. per quelli che custodiscono la sua alleanza, e si ricor­dano
santo nome. dei suoi comandi per compierli.

2. Benedici, anima mia il Signore, e non dimenticare tutte le 19. Il Signore ha disposto nel cielo il suo trono, e il suo regno
sue ricompense. domina tutto.
3. Lui che perdona tutte le tue iniquità, che guarisce tutte le 20. Benedite il Signore, voi tutti angeli suoi, potenti e forti
tue malattie, esecutori della sua parola, appena udite la voce delle sue parole.
4. che riscatta dalla corruzione la tua vita, che ti incorona di 21. Benedite il Signore, voi tutte sue schiere, suoi ministri,
misericordia e di ogni compassione, esecutori delle sue volontà.
5. che sazia di beni la tua brama: sarà rinnovata come quella 22. Benedite il Signore, voi tutte opere sue, in ogni luogo del
dell’aquila la tua giovinezza. suo dominio. Benedici, anima mia, il Signore.
6. Opera ogni misericordia il Signore, e giudizio per tutti
quelli che subiscono ingiustizia. Si ripete:

7. Ha reso note a Mosè le sue vie, le sue volontà ai figli d’I- 22b. In ogni luogo del suo dominio, benedici, anima mia, il
sraele. Signore.
8. Pietoso e misericordioso è il Signore, longanime e ricco Salmo 142
di misericordia.
1. Signore, ascolta la mia preghiera, porgi l’orecchio alla mia
9. Non sarà adirato sino alla fine, né in eterno sarà sde­gnato.
supplica nella tua verità; esaudiscimi nella tua giustizia.
10. Non secondo le nostre iniquità ha agito con noi, né se-
condo i nostri peccati ci ha retribuiti. 2. E non entrare in giudizio con il tuo servo, perché non sarà
giustificato davanti a te alcun vivente.
11. Perché quanto è alto il cielo sulla terra, altrettanto il Si-
gnore ha reso forte la sua misericordia su quelli che lo te­mono. 3. Sí, il nemico ha perseguitato l’anima mia, ha umiliato fino
a terra la mia vita, mi ha fatto sedere in luoghi tenebrosi, come
12. Quanto dista l’oriente dall’occidente, tanto ha allontanato
da noi le nostre iniquità. i morti dal tempo antico.

13. Come un padre ha compassione dei figli, cosí ha avuto 4. Si è abbattuto in me il mio spirito, in me si è turbato il
compassione il Signore di quelli che lo temono, mio cuore.
14. poiché egli sa di che siamo plasmati, si ricorda che noi 5. Mi sono ricordato dei giorni antichi e ho meditato su tutte
siamo polvere. le tue opere: sulle azioni delle tue mani me­ditavo.

– 38 – – 39 –
- Orológhion - - Ufficio dell’órthros delle domeniche e delle feste -

6. Ho teso a te le mie mani; la mia anima, davanti a te, co­me che stanno al cospetto della tua santa gloria e che attendono
terra senz’acqua. l’ab­bondante misericordia che viene da te: fa’ che, renden­do­ti
7. Presto esaudiscimi, Signore, è venuto meno il mio spirito; culto con amore e timore in ogni tempo, lodino la tua bon­tà
non distogliere da me il tuo volto, perché sarei simile a quelli inenarrabile.
che scendono nella fossa. Poiché a te si addice ogni gloria, onore e adorazione˚: al Pa- Ap 4,11

dre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei


8. Fammi sentire al mattino la tua misericordia, perché in te
secoli. Amen.
ho sperato; fammi conoscere, Signore, la via su cui camminare,
perché a te ho levato l’anima mia. 2.
9. Strappami ai miei nemici, Signore, perché in te mi sono
rifugiato. D al primo albeggiare a te si volge il nostro spirito, o Dio
nostro, perché sono luce sulla terra i tuoi pre­cetti˚. In-
segnaci a portare a compimento giustizia e santi­ficazione nel tuo
Is 26,9 LXX

10. Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio Dio;


timore˚: poiché noi ti glorifichiamo, o vero Dio nostro. Piega il 2Cor 7,1
il tuo spirito buono mi guiderà nella via retta.
tuo orecchio ed esaudiscici˚. Ricordati, Signore, di tutti quelli Sal 16,6
11. Per amore del tuo nome, Signore, mi farai vivere; nella che sono qui con noi e con noi pre­ga­no - ciascuno per nome: e
tua giustizia trarrai dalla tribolazione l’anima mia. salvali, con la tua potenza. Bene­dici il tuo popolo e santifica la
12. Nella tua misericordia sterminerai i miei nemici e farai tua eredità˚. Concedi pace al tuo mondo, alle tue Chiese, ai nostri Sal 27,9

perire tutti quelli che opprimono l’anima mia, perché io sono re, e a tutto il tuo popo­lo.
tuo servo. Poiché benedetto e glorificato è il venerabilissimo e mag-
nifico tuo nome˚: del Padre, del Figlio e del santo Spi­rito, ora e Dn 3,26.52
Si ripete: sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
1c-2a. Esaudiscimi, Signore, nella tua giustizia, e non entrare 3.
in giudizio con il tuo servo. 2 volte.
Poi: D al primo albeggiare a te si volge il nostro spirito, o Dio,
perché sono luce i tuoi precetti˚: insegnaci, o Dio, la tua
giustizia˚, i tuoi comandamenti e i tuoi decreti˚. Illu­mi­na gli oc-
Is 26,9 LXX
Ib.,9b
10b. Il tuo spirito buono mi guiderà nella via retta. Sal 118,12
chi della nostra mente, perché non ci addor­men­tiamo nei peccati
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e
nei secoli dei secoli. Amen. e cosí moriamo˚. Fuga ogni oscurità dai nostri cuori: concedici Sal 12,4

il sole di giustizia˚ e custodisci illesa la nostra vita nel sigillo Ml 3,20


Alleluia, Alleluia, Alleluia. Gloria a te, o Dio. 3 volte; 3 pro- del tuo santo Spirito˚. Dirigi i nostri passi sulla via della pace˚. Ef 1,13
strazioni. Dacci di vedere l’alba e il giorno con esul­tan­za, per elevare a te
Lc 1,79

le nostre preghiere mattutine.


Preghiere dell’órthros Poiché tua è la forza e tuoi sono il regno, la potenza e la
gloria˚: del Padre, del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e Ap 5,12
1.
nei secoli dei secoli. Amen.

T i rendiamo grazie, Signore Dio nostro, tu che ci hai


fatti levare dal nostro letto e ci hai messo in bocca
4.

una parola di lode˚, per adorare e invocare il tuo nome san-


to: noi ti preghiamo per la compassione di cui hai circondato
in ogni tempo la nostra vita. Manda ora il tuo aiuto su coloro
S ovrano Iddio, santo e incomprensibile, tu che hai
detto che dalle tenebre rifulga la luce˚, tu che ci hai
donato il riposo col sonno della notte, e ci hai destati per
2Cor 4,6

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