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PISTE DI AGGIORNAMENTO

TRACCE E PROPOSTE

Si dice progettazione
Ma si scrive programmazione
I
l concetto di programmazio- Donato De Silvestri a quella della storia dei nonni e
ne è ufficialmente entrato dei linguaggi non verbali, fino
nella scuola italiana con il dpr al rifiuto del voto o addirittura
416/74 e con la legge 517/77. Sì, 4. organizzazione degli ambien- all’opportunità di descolarizza-
proprio lei, quella che ricordia- ti (fase spesso assente o trat- re definitivamente la società2.
mo per le “forme di integrazio- tata frettolosamente) Quindi, c’era l’esigenza di ride-
ne a favore degli alunni portato- 5. verifica dell’acquisizione de- finire, strutturare, monitorare e
ri di handicap”. Non vi si spie- gli obiettivi ed eventuale ri- valutare il far scuola, e ciò dove-
gava nel dettaglio in cosa con- torno al punto 3 va passare attraverso l’adozione
sistesse la programmazione edu- 6. valutazione. di rigorose pratiche di regola-
cativa, ma doveva essere finaliz- zione dell’azione didattica. Da
zata ad “agevolare l’attuazione La programmazione rispon- una parte, dunque, un’esigenza
del diritto allo studio e la pro- deva al bisogno di superare la lo- regolativa e dall’altra i principi
mozione della piena formazio- gica del programma che lasciava enunciati nella L. 517/77, ossia
ne della personalità degli alun- ad ogni singolo docente la liber- l’agevolare il diritto allo studio
ni” e poteva comprendere “at- tà di trasmettere come meglio e la formazione della personalità
tività scolastiche integrative or- credeva conoscenze tassative con il ricorso intensivo all’indi-
ganizzate per gruppi di alunni per tutti ed ovunque. A ciò si vidualizzazione3.
della classe oppure di classi di- aggiunga che il vento di cam- Fin qui la programmazione,
verse anche allo scopo di rea- biamento degli anni ’70 aveva ma perché ora si parla di proget-
lizzare interventi individualiz- portato a scuola la libera espres- tazione? Si tratta di sinonimi o
zati”. Negli anni successivi la sione di ogni forma di creatività, di cose diverse? Perché si dice
programmazione (diffusamen- dalla valorizzazione del dialetto, che bisognerebbe passare dalla
te programmazione curricola-
re o per obiettivi1), è diventata
una prassi obbligata, inserita nei
contratti di lavoro tra le attivi-
tà funzionali all’insegnamento e
generalmente identificata nelle
seguenti azioni:
1. analisi dei bisogni (spesso
molto “nasometrica”)
2. individuazione degli obiettivi
generali e loro suddivisione
in sotto-obiettivi in un pro-
cesso di scomposizione top-
down fino all’obiettivo com-
portamentale
3. individuazione delle attività,
dei metodi, dei tempi e de-
gli strumenti per il raggiun-
gimento degli obiettivi

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PISTE DI AGGIORNAMENTO

Si dice
progettazione
Ma si scrive
programmazione

programmazione dell’azione di-


dattica alla sua progettazione?
Chiariamo innanzi tutto cosa
si intende per progettazione.

Vi sono sostanzialmente tre


modelli:
l i modelli lineari-sequenziali o e rispondono ad una logica di il software, applica delle regole
sinottico/razionali lavoro basata su un processo che rispondono a criteri gene-
l i modelli della “progettazione di tipo algoritmico4: consegui- rali e, come tali, non sempre
partecipata” mento intenzionale di mete e adatte alla specificità del per-
l i modelli tipo “ricerca-azio­- risultati preordinati seguendo corso. L’itinerario viene deciso
ne” o euristici (da eurisko = un percorso prestabilito e ri- dal navigatore prima di partire
ricerco). gorosamente strutturato. Una e la scelta impone una rigorosa
buona metafora per compren- sequenza di tappe: ogni devia-
Gli approcci del primo tipo dere questo modello è il viaggio zione ed ogni imprevisto ven-
ricalcano sostanzialmente la con il navigatore satellitare. Chi gono ricondotti all’interno di
programmazione per obiettivi progetta, ossia chi ha elaborato essa. Capita quindi spesso che si
riscontrino delle incongruenze
rispetto alla segnaletica strada-
Interazione Flessibilità
le, o che il programma non tenga
sociale empovement conto dell’intensità del traffico,
o dell’opportunità di scegliere
tratti di strada più lunghi, ma
indubbiamente più conforte-
Valorizzazione Progettazione Focus su fase voli e veloci. Viaggiare con il
del processo partecipata realizzazione navigatore mette chi è a bordo
in una situazione di totale pas-
sività, pur se alleviata dall’idea
che, prima o poi, si arriverà con
certezza a destinazione. Fuor di
Focus su fase Modelli No obiettivi metafora, nell’approccio linea-
di ideazione di progettazione predeterminati
re-sequenziale l’accento è posto
su: identificazione dei punti di
partenza e di arrivo, precisazio-
ne dei traguardi in termini di
Lineare
sequenziale Euristico mete chiare e precise, sequen-
zialità dei percorsi, razionalità,
intesa come aderenza ai criteri
Casualità Partecipazione e controllo della coerenza del
di tipo lineare Approccio Focus e ricerca
su attivazione percorso rispetto al progetto
meccanicista
e scoperta predefinito. È quello che molte
scuole fanno a settembre quan-
do si programmano obiettivi e

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sotto-obiettivi, metodi, attività, tinua degli obiettivi, qui si ri- raro che si litighi perché, in una
sequenze temporali, ecc. nuncia definitivamente all’idea situazione di costante confron-
di una loro preventiva defini- to, è facile sconfinare nel terri-
Il punto di forza di questo zione. È l’antitesi dell’approc- torio altrui. C’è quindi bisogno
modello è la chiarezza dell’ar- cio algoritmico: non esiste una di leadership autorevoli, che le
ticolazione. Le sue debolezze regola ottimale per risolvere regole siano sistematicamente
consistono nel fatto che: un problema, ma la soluzione è chiarite e condivise, che i mo-
l i bisogni educativi non sem- sempre il frutto di un lavoro di menti di confronto siano ripe-
pre sono chiari fin dall’inizio confutazione svolto qui ed ora. tuti e giocati all’insegna della
e si precisano invece nel corso In sintesi, se dovessimo in- trasparenza e della fiducia.
del progetto tendere il progetto come l’or- Nella terza prospettiva ab-
l un’eccessiva rigidità del per- ganizzazione di una vacanza, biamo infine un gruppo mosso
corso rischia di rispondere avremmo questa situazione. dal desiderio dell’avventura e
più ai bisogni di chi progetta Il modello lineare sequenzia- della scoperta (modello Avven-
che non degli alunni le è quello del pacchetto vacanza ture nel mondo). In questo caso
l il loro mancato coinvolgi- (modello Club Mediterranée): viene posta una meta generica,
mento attivo anche in fase di tutto viene predefinito in sede di ma non viene predeterminato
progettazione non stimola progettazione, dalla meta finale, alcun percorso: la prossima tap-
la motivazione intrinseca, alle singole tappe, ai monumen- pa sarà l’occasione per discute-
aumentando conseguente- ti da visitare, alla scansione ora- re e decidere come proseguire
mente il rischio di fallimento. ria di ogni singola giornata. Qui e verso dove.
i viaggiatori si lasciano condurre L’azione diventa ricerca e i
Il modello della progettazio- per mano in un percorso testa- viaggiatori devono essere dispo-
ne partecipata si fonda invece to, che garantisce il rispetto di sti a mettersi in gioco ed accet-
sul protagonismo dei soggetti quanto programmato, curando tare il rischio dell’imprevisto. Il
coinvolti. Elementi fondamen- di evitare inconvenienti o ricon- viaggio si sviluppa come un pro-
tali sono: ducendoli subito all’interno del cesso di progressiva scoperta e
l condivisione e partecipazio- percorso programmato. come risposta ai bisogni ed ai
ne attiva fin dalla desideri che vengono,
progettazione di via via, rilevati e sod-
tutti coloro che sono disfatti senza schemi
portatori di un inte- precostituiti.
resse (stakeholder) Può quindi accade-
l adattabilità dei modi re che anche la meta
e dei tempi finale venga cambiata
l piena valorizzazione e che il viaggio porti
delle risorse presen- verso strade inedite e
ti. del tutto impreviste.
Ciò premesso, a
La debolezza di que- quale modello ci rife-
sto modello sta nella riamo quando parlia-
gestione delle relazio- mo di progettazione
ni e nell’investimento di tempo Nell’ottica della progettazio- nella scuola oggi? I fondamenti
che richiede la negoziazione. ne partecipata abbiamo invece pedagogici ribaditi dalle Indi-
C’è infatti il rischio di disper- un gruppo di persone che deci- cazioni Nazionali ci parlano di
sione e di un dilatamento incon- dono autonomamente dove an- una scuola che mette al centro
trollato della tempistica. dare, quando e come (modello l’alunno come protagonista
Amici in vacanza). Durante il attivo, che fa della personaliz-
L’approccio euristico, infine, percorso ogni tappa è oggetto di zazione un principio irrinun-
porta all’estremo il modello discussione e negoziazione ed ciabile, che considera il territo-
partecipativo eliminando ogni è possibile effettuare variazioni rio una comunità dinamica in
ipotesi di direzione e controllo rispetto a quanto previsto per cui interagiscono e cooperano
esterni. Se, infatti nel primo si rispondere a bisogni e desideri differenti stakeholder (Ptof),
assiste alla ridefinizione con- insorti durante il viaggio. Non è dove il docente fa da impalca-

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PISTE DI AGGIORNAMENTO di progettare l’azione didattica di affermare che gli alunni non
e poi nei fatti proseguire im- sono una variabile indipenden-
Si dice perterriti nell’uso del modello
sinottico-lineare tipico della
te e che non esistono prototipi
di lezione da ritenere validi in
progettazione programmazione per obiettivi. assoluto, sulla base di criteri
Ma si scrive Non si possono a settem- standard. Eppure assistiamo al
bre stabilire obiettivi specifici nonsenso della prova orale del
programmazione ed attività, scegliere da subito concorso a cattedre che richiede
la scansione che avranno, gli appunto questo.
strumenti che si useranno, ma- Si parte dal presupposto che
tura (scaffolding) favorendo gari convinti cha la precisione sulla base di alcuni parametri
una progressiva assunzione di e l’articolazione del progetto come il tipo di classe, il numero
autonomia, anche decisionale, siano indicatori di qualità. di alunni, la collocazione geo-
degli alunni (fading). E ci dovremmo una buona grafica, il numero di Bes pre-
È quindi chiaro che l’unico volta mettere d’accordo su un senti, si possa confezionare una
approccio possibile è quello lessico condiviso5. lezione tipo (spesso un “power
della progettazione partecipata. Dovremmo avere il coraggio point”) in cui il futuro docente
Del resto è questo deve predefinire il
il modello assunto percorso che pro-
anche dalla Ue per porrà alla classe tipo,
i Progetti Europei e individuare metodi
sostanzialmente da e tecniche, attività,
tutte le organizza- modalità di verifica
zioni che operano nei e valutazione, tutto
servizi alla persona. nella tradizionale lo-
Ciò significa che è gica della “program-
assurdo continuare mazione”. Che fine
a dire progettazione farebbe il candidato
e scrivere program- che si presentasse
mazione: non si può dicendo: “Non pos-
predicare la necessità so confezionare una
lezione perché non
conosco gli alunni, non so quali
1) Mi riferisco al modello in assoluto più diffuso, ben sapendo che la programmazione siano le loro conoscenze, abilità,
si è differenziata in molte diverse coniugazioni: per mappe (Novak, Damiano), per con- competenze e, nel momento che
cetti (Ciampini), per padronanze (Margiotta), per problemi (Stein, Jones) ecc. le conoscessi, dovrei limitarmi a
2) Illich I., Descolarizzazione della società, Feltrinelli, 1972. sollecitarli a produrre dei per-
3) Con individualizzazione si intende la scelta di percorsi e tempi differenziati per por-
tare tutti al conseguimento degli stessi risultati. È importante infatti non confondere
corsi, a ricercare dei materiali,
l’individualizzazione con la personalizzazione. Per usare la metafora dell’abbigliamen- a farli riflettere su di essi, a far
to, nel primo caso si pensa di vestire tutti allo stesso modo, pur usando quantità diver- sperimentare delle soluzioni.
se di stoffe e tempi diversi di confezionamento, mentre nell’altro si ipotizzano capi d’ab- Posso dirvi, ad esempio, che
bigliamento differenziati, pur mantenendo alcuni elementi in comune. potrei usare un brainstorming
4) Il termine algoritmo deriva dalla latinizzazione del nome di un grande matematico
o una conversazione clinica per
arabo Muhammed Ibn Muza Al Kuvaritzmi (Algorismus) e indica una sequenza linea-
re e finita di passi finalizzata alla risoluzione di un problema. ricavare una prima mappa di
5) Nel questionario Invalsi predisposto per l’autovalutazione (Rav) del I ciclo alla do- ciò che sanno e sanno fare, che
manda 7 Quali aspetti relativi alla progettazione didattica sono presenti nella scuola? prediligerei il lavoro di gruppo,
Vengono indicati la programmazione per classi parallele, per dipartimenti e ambiti di- che solleciterei una riflessione
sciplinari, nonché in continuità verticale, a fianco di modelli comuni di progettazione per far emergere bisogni e desi-
didattica, di progettazione di itinerari comuni per specifici gruppi di studenti, di pro-
gettazione di moduli o unità didattiche (nessun accenno alle Uda), ebbene come si do-
deri, che potrei mettere a dispo-
vrebbe valutare la loro presenza/assenza? Nella rubrica di valutazione del Rav ottiene sizione delle tecnologie, ma che
il punteggio eccellente la scuola che “ha elaborato un proprio curricolo a partire dai do- rinuncerei a decidere io prima
cumenti ministeriali di riferimento, declinando le competenze disciplinari e trasversa- cosa, come e quando lo si farà.
li per i diversi anni di corso, che gli insegnanti utilizzano come strumento di lavoro per Che fate, mi promuovete o mi
la programmazione delle attività didattiche”.
bocciate?”.

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