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IL SANTO

RIVISTA FRANCESCANA
DI STORIA DOTTRINA ARTE

QUADRIMESTRALE
LVI, 2016, fasc. 1-2

CENTRO STUDI ANTONIANI


BASILICA DEL SANTO - PADOVA
IL SANTO
Rivista francescana di storia dottrina arte
International Peer-Reviewed Journal

ISSN 0391 - 7819

Direttore / Editor publishing


Luciano Bertazzo

Comitato di redazione / Editorial Board


Michele Agostini, Ludovico Bertazzo ofmconv, Emanuele Fontana,
Giulia Foladore, Isidoro Liberale Gatti ofmconv, Eleonora Lombardo, Leopoldo Saracini,
Valentino Ireneo Strappazzon ofmconv, Andrea Vaona ofmconv

Comitato scientifico / Scientific Board


Luca Baggio (Università di Padova), Giovanna Baldissin Molli (Università di Padova),
Nicole Bériou (IRHT - Paris), Luciano Bertazzo (FTTr-Facoltà Teologica del Triveneto - Padova),
Michael Blastic (Siena College, NY - USA), Louise Bourdua (Warwick University - UK),
Francesca Castellani (Università IUAV - Venezia), Jacques Dalarun (IRHT - Paris),
Maria Teresa Dolso (Università di Padova), Donato Gallo (Università di Padova),
Nicoletta Giovè (Università di Padova), Jean François Godet Calogeras
(St. Bonaventure University - USA), Giovanni Grado Merlo (Università di Milano),
José Meirinhos (Universidade do Porto - P), Maria Nevilla Massaro (Conservatorio «C. Pollini»
- Padova), Antonio Rigon (Università di Padova), Michael Robson (Cambridge University -
UK), Andrea Tilatti (Università di Udine), Giovanna Valenzano (Università di Padova)

Segreteria / Secretary
Chiara Giacon

Direttore responsabile / Legal Representative


Luciano Bertazzo

ASSOCIAZIONE
CENTRO STUDI ANTONIANI
Piazza del Santo, 11
I - 35123 PADOVA
Tel. +39 049 860 32 34
Fax +39 049 822 59 89
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http://www.centrostudiantoniani.it
INDICE DEL FASCICOLO
LVI, 2016/1-2

STUDI E TESTI

MARIA TERESA DOLSO,


L’Osservanza francescana»: «una restaurazione difficile» 7
DANIELE SOLVI,
Bernardino da Siena tra predicazione e fondazioni osservanti 29
MATTEO MELCHIORRE,
La propaganda antiebraica dell’Osservanza nei centri minori.
Frate Bernardino da Feltre nel distretto padovano (1491-1494) 43
PIETRO DELCORNO,
Michele d’Acqui «motore e fundator» del Monte di Pietà di Verona.
Un inedito incunabolo 65
ALESSANDRA PATTANARO,
Il ciclo pittorico del santuario del Noce.
Problemi interpretativi e attributivi 93
GIOVANNA BALDISSIN MOLLI,
Marcello Fogolino e la pala francescana di Camposampiero 115
EDDA MARTELLOZZO FORIN,
Gregorio, Camposampiero e i suoi frati 135
VALENTIN STRAPPAZZON,
Vocabulaire mystique des Sermons de saint Antoine de Padoue (III) 209

NOTE E RICERCHE

LUCIANO BERTAZZO,
Un Antonio ritrovato nella ‘‘Vita’’ ritrovata 221
AMANDINE POSTEC,
Un nouveau témoin des Sermons d’Antoine de Padoue 231
CRISTINA SIMONELLI,
Chiara d’Assisi, sorores minori e valdesi:
«un mundo che pudo ser y... fue» 243
LUCA BAGGIO,
L’arte di francesco.
Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo 255
RECENSIONI E SEGNALAZIONI
Franciscus liturgicus. Editio Fontium saeculi XIII, a cura di FILIPPO SED-
DA con la collaborazione di JACQUES DALARUN (Francesco Costa), 263-268;
MARIA PIA ALBERZONI, Santa povertà e beata semplicità. Francesco d’Assisi e
la Chiesa di Roma (Maria Teresa Dolso), 268-272; JACQUES DALARUN, Gover-
nare è servire, prefazione di Giovanni Miccoli (Marzia Ceschia), 272-275;
CHIARA FRUGONI, Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli affreschi della
Basilica superiore ad Assisi (Milvia Bollati, 275-279; J ACQUES DALARUN, Il
Cantico di frate Sole. Francesco d’Assisi riconciliato, introduzione di Attilio
Bartoli Langeli (Marzia Ceschia), 279-281; D ANIELE SOLVI, L’agiografia su
Bernardino santo (1450-1460), (Eleonora Lombardo), 281-284; Francesco
plurale. Atti del XII Convegno storico di Greccio, Greccio 9-10 maggio
2014, a cura di ALVARO CACCIOTTI - MARIA MELLI (Marzia Ceschia), 284-286;
MARIO TORCIVIA, Francescanesimo mistico a Palermo. La venerabile serva di
Dio suor Febronia Ferdinanda di Gesù (Caccamo 1657-Palermo 1718) claris-
sa del monastero di S. Chiara (Antonino Poppi), 286-290; JACQUES DALARUN,
La Vita ritrovata del beatissimo Francesco (Marzia Ceschia), 260-291; MAR-
CO BARTOLI - JACQUES DALARUN - TIMOTHY J. JOHNSON - FILIPPO SEDDA, François
d’Assise au miroir de la liturgie (Valntin Strappazzon), 291-294; D ANIELE
SOLVI, Uomini celesti e angeli terrestri. Una lettura francescana dei Fioretti
(Marzia Ceschia), 294-296; SANTE BORTOLAMI, ‘‘Urbs antiquissima et clara’’.
Studi su Padova nell’età comunale, a cura di MARCO BOLZONELLA (Antonino
Poppi), 296-300; MAURO TAGLIABUE, San Giovanni Battista del Venda (Pado-
va). Un secolo di storia monastica (1350-1450) tra albi e olivetani (France-
sco G.B. Trolese), 300-306); ‘‘Corpus’’ dell’epigrafia medievale di Padova. I.
Le iscrizioni medievali dei Musei Civici di Padova, Museo d’arte medievale e
moderna, a cura di FRANCO BENUCCI (Giulia Foladore), 307-308; ANNE MAR-
KHAM S CHULZ , The Sculpture of Tullio Lombardo (Serena Franzon), 309-
310; MATEO ALEMÁN, La obra completa. Pedro M. Piñero Ramı́rez y Kathari-
na Niemeyer (directores). 2. San Antonio de Padua, Edición de HENRI GUER-
REIRO y MARC VITSE. Introducción de MARC VITSE (Luciano Bertazzo), 310-
312; PAOLO CICCONOFRI - GIULIO C. TESTA - CARLO VURACHI, Odorico delle mera-
viglie. Il viaggio in Asia di Odorico da Pordenone nel manoscritto BNF 2810
(Valentin Strappazzon), 312-313; GIOVANNI SEMERIA, S. Francesco d’Assisi,
a cura di ANNIBALE ZAMBARBIERI - FRANCESCO MORES (Marzia Ceschia), 314-
315; SABATINI ALBERTO, Gli organi della Pontificia Basilica del Santo a Pado-
va. Ottocento anni di storia e arte organaria nell’insigne santuario antoniano
(Ludovico Bertazzo), 316-316; PAOLO FLORETTA, Le reti di Francesco. Per una
teologia dello spirito e una cyberspiritualità e webpastorale francescane (Lo-
renzo Voltolin), 316-317.

RASSEGNA DELLE RIVISTE 319


LIBRI RICEVUTI 325
NOTE E RICERCHE
«Il Santo», LVI (2016), pp. 221-230

LUCIANO BERTAZZO

UN ANTONIO RITROVATO
NELLA ‘‘VITA’’ RITROVATA*

1. UNA ‘‘VITA’’ RITROVATA

Non si è ancora spento l’eco suscitato dalla novità della Vita brevis beati
patris nostri Francisci, detta anche Vita ritrovata di san Francesco d’Assisi,
presente in un codice duecentesco apparso nel mercato antiquario, segna-
lato nel settembre 2014 in un catalogo in linea di libri antichi 1 (www.lesin-
luminures.com). Verificatane l’autenticità da parte di esperti, il codice è
stato acquisito dalla Bibliothèque Nationale di Francia, catalogato con il
numero di serie NAL 3245 visibile nel sito della stessa, con una presenta-
zione pubblicata nel sito dell’Institut de recherches et d’histoire des textes
(IRHT) 2: una scoperta eclatante nell’ambito degli studi francescani, para-
gonabile solo, riportando il parere qualificato di André Vauchez, a quello
che significò nel 1922 la scoperta del testo della Legenda antiqua, nota ora
come Compilatio Assisiensis, edita allora dal padre Ferdinand Delorme.
Era da molto tempo che l’editore della Vita brevior, Jacques Dalarun,
inseguiva le tracce di questa fonte. Se ne ipotizzava l’esistenza nel testo
della Legenda umbra fin dal 1928 nell’edizione curata da Michael Bihl della
Legenda neapolitana, meglio nota come Legenda choralis umbra. Lo studio-
so francese ne forniva delle indicazioni più precise in un testo del 2007,
tradotto in italiano due anni dopo 3.

* Ringrazio Jacques Dalarun, Antonio Rigon, Maria Teresa Dolso per aver voluto
condividere le nuove aperture interpretative che emergono dalla Vita ritrovata in grado
di allargare lo scenario, ma anche le domande, della biografia antoniana.
1
www.lesinluminures.com.
2
gallica.nbf.fr/ark:/12148; Il sito https://irht/hypoteses.org/961 presenta alcune foto
del codice e tutta la bibliografia relativa alla ricerca di questa fonte (dal 2007) e quella
succedutasi dopo la scoperta, con le varie iniziative proposte e organizzate per un’ade-
guata conoscenza (visita 10 aprile 2016).
3
JACQUES DALARUN, Oltre la questione francescana, la leggenda nascosta di san Fran-
222 LUCIANO BERTAZZO

Si tratta di una scoperta resa nota al pubblico in una prima traduzione


in francese, seguita da quella italiana e in altre lingue 4, proponendo quindi
il testo in edizione critica 5 non mancando di rilevarne, con interviste o se-
minari, l’importanza per la storia francescana 6.
La Vita brevior e la raccolta di Miracula che l’accompagna, costituisco-
no solo una parte (ff. 69r-78v; ff80r-84v) di quanto è contenuto in questo
piccolo codice (120u82 mm), che riporta, inoltre, vari testi patristici, ser-
moni attribuiti a san Bernardo, estratti di Distinctiones, brani dalla Histo-
ria scholastica di Pietro Comestor, ancora brani estratti dagli Atti degli Apo-
stoli, dal Liber de virtutibus et vitiis di Alcuino, collezione di sermoni. Ma la
parte più interessante per la tradizione francescana è costituita non tanto
dalla nota bolla Solet annuere di Onorio III con il testo della Regola bollata,
quanto dal primo testimone delle Admonitiones e del commento al Pater
noster di san Francesco.
Il piccolo codice è privo di coperta protettiva, motivo del deterioramen-
to dei 122 fogli di pergamena di capra, di provenienza italiana 7, redatto da
varie mani in una minuta scrittura gotica.
L’autore della leggenda si presenta come colui che già aveva composto
la precedente vita del gloriosissimo padre nostro Francesco (olim opere ple-
niori digessi), commissionata da papa Gregorio: chiara attestazione dell’i-
dentità di Tommaso da Celano, che dedica l’opera al ‘‘Venerabili et reve-
rendo patri fratri Helie, Minorum fratrum generali ministro (venerabile e
reverendo padre e fratello Elia ministro generale dei frati Minori) già con-
sigliere (edocente) per la precedente biografia. Lo compone in forma ridot-
ta (nunc opuscolo breviori perstrincxi [...] pluribus omissis, sermone suc-
cincto et compendiose) su richiesta dello stesso ministro (te precipiente), da-

cesco (La ‘‘Leggenda umbra’’ di Tommaso da Celano), EFR-Editrici Francescane, Padova


2009.
4
JACQUES DALARUN, La vie retrouvée de François d’Assise, Éditions franciscaines, Pa-
ris 2015, recensita in questa rivista, 55 (2015), pp. 358-359; ¡Un hallazgo. La nueva vida
de Francisco de Ası´s. Tomás de Celano. Trad. J.M Massana, Vitoria-Gasteiz, Ediciones
franciscanas, Arantzatzu 2015; La vita ritrovata di Francesco d’Assisi. Trad. F. Sedda,
Edizioni Biblioteca francescana, Milano 2015.
5
THOMAE CELANENSIS Vita beati patris nostri Francisci (Vita brevior). Présentation et
édition critique, ed. JACQUES DALARUN, «Analecta Bollandiana» 1331/1, 2015, pp. 23-86;
THOMAS DE CELANO, La vie de notre bienhereux père François. Traduction française anno-
tée et concordances, éd. JACQUES DALARUN, «Études franciscaines», n.s. 8 (2015) 2; TOM-
MASO DA CELANO, La vita del beato padre nostro Francesco, éd. JACQUES DALARUN, trad. F.
Sedda, «Frate Francesco», n.s. 81 (2015), pp. 289-386.
6
Ricordo il primo seminario sulla Vita – seguito da altri – letta da vari punti di vi-
sta, con particolare attenzione al suo autore Tommaso da Celano, Tommaso da Celano
agiografo di san Francesco, Pontificia Facoltà Teologica Seraphicum, Roma 29 gennaio
2016, i cui atti sono in corso di pubblicazione.
7
Confermata dal parere degli esperti paleografi, Patricia Stirnemann e Attilio Bar-
toli Langeli. Non ci sono dati sulle vicende del codice prima della sua messa in vendita
in rete, se non il passaggio per mani di mercanti italiani.
UN ANTONIO RITROVATO NELLA ‘‘VITA’’ RITROVATA 223

te le perplessità (solo queste?) di quanti ritenevano la Vita troppo prolissa


(propter eos qui de verborum multitudine fore merito causabantur).
Un testo, dunque, la cui redazione va collocata negli anni del ministeriato
eliano, fra il 1232 e il 1239, per l’elogio che ne viene fatto, come per i dati pa-
leografici della scrittura confermata da esperti.
Il motivo principale per cui desideriamo occuparcene e` per le ‘‘novità’’ che
tale testo offre relativamente alla figura di sant’Antonio, presenti nel codice,
sia nel testo della Vita, come pure nelle reportationes di brani dei sermoni
del Santo, di cui si occuperà il contributo di Amandine Postec, membro
della commissione che sta lavorando alla trascrizione del codice promet-
tendo di offrirne i risultati entro il 2017 8: a lei va il nostro sentito ringrazia-
mento per aver voluto anticipare dei dati relativi ai sermoni antoniani qui
riportati.

2. ANTONIO ‘‘RITROVATO’’
L’episodio dell’apparizione o bilocazione di frate Francesco, mentre
frate Antonio intratteneva i frati riuniti a capitolo, sul tema di Cristo croci-
fisso, è ricordato con frequenza nella letteratura francescana delle origini.
Già il Celanese lo riporta nella prima biografia di san Francesco volen-
do sottolineare come il santo, anche se assente fisicamente, tuttavia era
spiritualmente presente nel consolare e sostenere i suoi frati. Nel narrare
l’episodio del carro di fuoco che trasportava Francesco in una luce tale da
svegliare i frati che dormivano, continua il biografo:
Referam unum inter alia quod, fidelibus testibus referentibus agnovi. Cum tem-
pore quodam frater Ioannes de Florentia esset a sancto Francisco minister fra-
trum in Provincia constitutus et capitulum fratrum in eadem provincia ce-
lebrasset, Dominus Deus solita pietate ostium et sermonis aperuit, et fratres
omnes ad audiendum reddidit benevolos et attentos. Erat inter eos frater unus
sacerdos, fama clarus sed clarior vita, Monaldus nomine, cuius virtus in humili-
tate fundata, oratione frequenti adiuta, scuto patientiae servabatur. Intererat
etiam illi capituli frater Antonius, cuius Dominus aperuit sensum, ut intelligeret
Scripturas, et super mel et favum de Iesu verba dulcia eructaret in populo uni-
verso. Qui cum fratribus ferventissime ac devotissime predicaret, hoc scilicet
verbum: ‘‘Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum’’, dictus frater Monaldus respexit ad
ostium domus in qua erant fratres pariter congregati, et vidit ibi corporeis ocu-
lis beatum Franciscum in aëre sublevatum, extensis velut in cruce manibus, be-
nedicentem fratres. Repleti quoque videbantur omnes consolatione Spiritus
Sancti, et de concepto salutis gaudio satis credibile fuit eis quod de visione ac
praesentia patris gloriosissimi audierunt 9.

8
I dati sono forniti nella scheda del sito citato, gallica.bnf.fr/nal3245.
9
THOMAS DE CELANO, Vita prima 18,48: Fonti Francescane, EFR-Editrici Francesca-
ne, Padova 2011 (= FF) 407: «Tra tanti frati del genere [che vissero l’esperienza del farsi
presente di Francesco], eccone uno appreso da testimoni degni di fede. Frate Giovanni
224 LUCIANO BERTAZZO

Il testo della Vita prima sancti Francisci è composto tra il 1228 e 1229,
quindi con frate Antonio ancora vivo, ma figura già nota nell’Ordine, iden-
tificato ed elogiato per la qualità e dolcezza della sua predicazione. Nella
Vita brevior il testo suona cosı̀:
Ut liquido omnibus innotescat qualiter sanctus iste etiam absentibus solatia spi-
ritus ministravit, referam unum, quod beato Antonio confessore Christi referen-
te, congnovi. Cum tempore quodam frater Iohannes de Florentia, ministrum
fratrum in Provincia constitutus, capitulum fratrum in eadem provincia cele-
braret, iste sanctus de quo nunc ferimus mentionem, Antonius altisonans, illi
capitulo interfuit et, more solito, verba de Ihesu dulcia ructans, super hac mate-
ria Ihesus Nazarenus rex Iudeorum, fratribus congregatis verbum exortationis
apposuit. Cumque universi eius sermonis dulcedine replerentur, frater unus sa-
cerdos, Monaldus nomine, vir fama clarus sed clarior vita, sancte simplicitatis
amicus, respexit ad hostium domus in qua erant fratres pariter congregati. Et
vidit ibi corporeis oculis beatum Franciscum in aëre sublevatum, extensis velut
in cruce manibus, benedicentem fratres. Dignum fide hoc testimonium fecit
consolatio Spiritus Sancti qua repleti erant pariter consedentes 10.
Lo sfondo narrativo sta nel farsi presente di frate Francesco, ancora
vivo, con le mani ‘‘velut in cruce’’, in sintonia con il tema della predica di
frate Antonio sul titulus della croce ‘‘Gesù Nazareno re dei Giudei’’, in quel

da Firenze, eletto da san Francesco ministro de Minori in Provenza, aveva raccolto i


suoi frati a capitolo. Il Signore Iddio gli concesse, nella sua bontà, la grazia di parlare
con tanto zelo da conquistare tutti a un ascolto benevolo e attento. Era presente tra lo-
ro un frate sacerdote, di nome Monaldo, illustre per fama e più per la vita virtuosa fon-
data sull’umiltà, corroborata dalla preghiera frequente e difesa dallo scudo della pa-
zienza; e anche frate Antonio, al quale Dio diede l’intelligenza delle sacre Scritture e il do-
no di predicare Cristo al mondo intero con parole più dolci del miele. Ora, mentre Anto-
nio predicava ai frati con fervore e devozione grandissima sul tema: ‘‘Gesù Nazareno,
re dei Giudei’’, il detto frate Monaldo, guardando verso la porta della sala dove erano
tutti radunati, vide il beato Francesco sollevato in alto, con le braccia distese a forma
di croce, in atto di benedire i fratelli. E tutti i presenti sembravano essi stessi investiti
dalla consolazione dello Spirito Santo, e ripieni di gaudio salutare trovarono assai cre-
dibile il racconto dell’apparizione e della presenza del gloriosissimo padre».
10
Vita brevior, 25: «Per palesare chiaramente a tutti in che modo questo santo
[Francesco] amministrasse anche agli assenti le consolazioni dello spirito, riferirò un
fatto che ho conosciuto, in quanto riferito dal beato Antonio confessore di Cristo, Poi-
ché a quel tempo frate Giovanni da Firenze, costituito ministro dei frati in Provenza,
celebrava il capitolo dei frati in quella medesima provincia, questo santo di cui ora ab-
biamo fatto menzione, Antonio altisonante, fu a quel capitolo e, come al solito profe-
rendo dolci parole su Gesù, ai frati riuniti offrı̀ una parola di esortazione sull’argomen-
to ‘‘Gesù Nazareno re dei Giudei’’. Mentre tutti erano colmati dalla dolcezza del suo ser-
mone, un frate sacerdote, di nome Monaldo, uomo celebre per fama ma più celebre per
vita, amico della santa semplicità, guardò verso la porta della casa nella quale i frati
erano riuniti insieme. E vide lı̀, con gli occhi del corpo, il beato Francesco sollevato in
aria, avendo le mani stese come in croce, che benediceva i frati. La consolazione dello
Spirito Santo di cui erano riempiti coloro che erano seduti insieme, rese questa testi-
monianza degna di fede».
UN ANTONIO RITROVATO NELLA ‘‘VITA’’ RITROVATA 225

fenomeno che può stare tra apparizione e bilocazione (caso non infrequen-
te nelle narrazioni agiografiche), ma non necessariamente già stimmatiz-
zato, come sarà, invece, successivamente identificato, secondo lo stesso
Celano nel Trattato dei miracoli che ricorda l’episodio di Arles nel contesto
delle stimmate 11; un ‘‘eventum’’ ripreso più volte anche da Bonaventura in
questo ambito 12. Meraviglia, e non poco, che l’episodio di Arles sia taciuto
nel Memoriale in desiderio animae: sorprendentemente e inspiegabilmente,
viene da pensare, dato il rilievo che poteva assumere una testimonianza di-
retta del secondo santo dell’Ordine. Un silenzio che abbisogna di essere ul-
teriormente sondato nelle sue motivazioni.
Il fatto si colloca tra il 1224 e 1226, nel locus di Arles, con i frati riuniti
a capitolo. È questa la prima attestazione di un capitolo provinciale in ter-
ra di Francia, in un contesto ancora in fieri nell’organizzazione delle pri-
me fraternitates minoritiche, con un ministro provinciale, frate Giovanni
Bonelli, nominato (constitutus) direttamente dal fondatore, in una zona
dove Antonio svolse un ruolo non secondario nel compito di custode del
Limosino 13.
Bonaventura è il primo autore che cita espressamente il locus di Arles,
convento da lui visitato nel dicembre 1259 nel suo viaggio verso Narbona
dove si sarebbe tenuto il capitolo generale. Lı̀ può anche aver raccolto me-
morie locali, rilevando, comunque, un Francesco che si fa presente ‘‘exten-
sis velut in cruce manibus’’, memoria dell’esperienza delle stimmate che il
ministro generale aveva potuto meditare nell’eremo della Verna dove aveva
soggiornato nell’ottobre 1259 componendo il suo Itinerarium mentis in
Deum 14.
Nella narrazione del Celanese, Antonio si pone in una posizione inter-
media tra il ministro provinciale che ha convocato il capitolo, frate Gio-
vanni Bonelli, e frate Monaldo, entrambi da Firenze, appartenenti a quella
prima generazione che aveva conosciuto personalmente il fondatore 15. È

11
Trattato dei miracoli, II, 3: FF 827. Sul tema e problema delle stimmate, C HIARA
FRUGONI, Francesco e l’invenzione delle stimmate. Una storia per parole e immagini fino
a Bonaventura e Giotto, Einaudi, Torino 1993.
12
Legenda maggiore IV, 10: FF 1081; XI, 14: FF 1202; XIII, 10: FF 1235; Leggenda
minor IV, 4: FF 1360.
13
PIERRE PÉANO, Saint François au chapitre d’Arles, in Francesco d’Assisi nella storia
secoli XIII-XV, Atti del primo Convegno di studi per l’VIII centenario della nascita di
san Francesco (1182-1982) (Roma, 29 settembre-2 ottobre 1981), a cura di SERVUS GIE-
BEN, Istituto Storico dei Cappuccini, Roma 1983, pp. 239-249; DAMIEN RUIZ, Le chapitre
d’Arles (1224-1226) ou la rencontre de François et d’Antoine: un échange de charisme?,
«Il Santo», 43 (2003), pp. 445-459.
14
Cf. JACQUES PAUL, La prédication de saint Bonaventure dans le Midi in La prédica-
tion en pays d’Oc (XII e-début XIV e siècle), (Cahiers de Fanjeaux, 32), Privat, Toulouse
1997, pp. 127-157: cit. in RUIZ, Le chapitre d’Arles, pp. 452-453.
15
Giovanni Bonelli viene ricordato nell’episodio arelatense dalla Chronica XXIV ge-
neralium, per essere stato inviato dal fondatore in Francia, «in eadem etiam fratrum di-
226 LUCIANO BERTAZZO

unicamente frate Monaldo, di cui viene sottolineata la santità di vita, a vi-


vere l’esperienza della visione, ‘‘corporeis oculis’’, mentre gli altri frati ne ri-
sentono solo l’influsso e la consolazione spirituale per la presenza benedi-
cente di frate Francesco, che costituisce il tema centrale nella narrazione
dell’episodio.
Un episodio che non è ricordato nell’Assidua, per altro priva di riferi-
menti al periodo francese di Antonio, ma che sarà ricorrente, a partire dal-
la Vita prima del Celano, nelle successive leggende sia francescane 16, sia
antoniane: dalla Vita secunda di Giuliano da Spira citandolo anche nell’Of-
ficio ritmico 17, alla Benignitas 18, alla Raymundina 19 fino alla Rigaldina,
composta nei primi anni del ’300 dall’aquitano penitenziere apostolico,
poi vescovo di Tréguier, Jean Rigauld, che pone l’attenzione esclusivamen-
te sul ruolo di Antonio quale predicatore per eccellenza, confermato in
questo dall’apparizione del santo fondatore Francesco, da lui considerata
quasi sigillo dell’identità di Antonio:
Ut autem eius predicationi beatissimus pater eius Franciscus adhuc in corpore
vivens, longe tamen in partibus Ytalie existens, fidele testimonium exhiberet,
in hostio capituli presens apparuit, et in aëre sublevatus, brachiis expansis et ve-
lut in cruce dispositis, fratribus benedixit 20.

spersione» (1217 o 1219), come uomo perfetto e di grande zelo che il beato Francesco
soleva chiamare perasilis sive baiulus de Florentia ( ‘‘il portatore’’ o il ‘‘facchino’’ di Fi-
renze): Chronica XXIV generalium, in «Analecta Franciscana» III (1897), pp. 23-24; cf.
PIERRE PÉANO, Ministres provinciaux de Provence et Spirituels, in Franciscains d’Oc: Les
Spirituels ca. 1280-1324 (Cahiers de Fanjeaux, 10), Privat, Toulouse 1975, p. 43; IDEM,
Les ministres de la primitive Province de Provence (1217-1517), «Archivum Francisca-
num Historicum», 79 (1986), pp. 8-12. Sulla figura di frate Monaldo vedi F.M. D ELORME,
Catalogus Friburgensis sanctorum fratrum Minorum, «Archivum Franciscanum Histo-
ricum», 4 (1911), p. 552; ricordato anche da BARTOLOMEO DA PISA, De conformitate vitae
beati Francisci ad vitam Domini Iesu, in «Analecta Franciscana» IV (1906). p. 317.
16
Prima delle leggende bonaventuriane, cf. IULIANUS DE SPIRA, Vita Sancti Francisci,
V, 30, in Fontes Franciscani, a cura di ENRICO MENESTÒ - STEFANO BRUFANI (Medioevo
francescano. Testi, 2), Edizioni Porziuncola, S. Maria degli Angeli-Assisi 1975, p. 1051.
17
IULIANUS DE SPIRA, Vita secunda, V, 10-12, in GIULIANO DA SPIRA, Officio ritmico e vita
seconda, introduzione, testo critico, versione italiana e note a cura di V ERGILIO GAMBOSO
(Fonti agiografiche antoniane, II), Edizioni Messaggero, Padova 1985, per l’Officio rit-
mico, ‘‘in primis vesperis’’ strova 4, p. 183: Vita seconda, pp. 421-422.
18
Nella Benignitas XVII, 6, viene riportato l’episodio, ricordandone uno analogo di
bilocazione di Antonio, in Vita del «Dialogus» e Benignitas, introduzione, testo critico,
versione italiana e note a cura di V ERGILIO GAMBOSO (Fonti agiografiche antoniane,
III), Edizioni Messaggero, Padova 1986, p. 521
19
Raymundina, IX, 13, in Vite «Raymundina» e «Rigaldina», introduzione, testo cri-
tico, versione italiana e note a cura di VERGILIO GAMBOSO (Fonti agiografiche antoniane,
IV), Edizioni Messaggero, Padova 1992, pp. 249-250.
20
Rigaldina, IX, 13, ivi, pp. 589-590: «Il suo beatissimo padre Francesco, ancor vi-
vente ma soggiornante lontano, nelle parti d’Italia, volendo rendere fedele testimonian-
za alla predicazione di lui, apparve alla porta del capitolo, sollevato da terra, con le
braccia stese a forma di croce, e benedisse i frati». Sulla figura del Rigauld, vedi C LAUDE
UN ANTONIO RITROVATO NELLA ‘‘VITA’’ RITROVATA 227

In questa versione del fatto resta solo Antonio, mentre sparisce frate
Monaldo, l’unico ad aver visto ‘‘corporeis oculis’’ il bilocato Francesco nel
racconto originario di Tommaso da Celano.
Nemmeno Iacopone da Todi è assente nel citare un episodio ormai en-
trato nell’immaginario dell’Ordine inserendolo nel contesto di sette appari-
zioni in cui Francesco compare con il segno della croce 21.

3. QUALE ANTONIO?
La novità eclatante nel testo della Vita brevior è l’affermazione che fu lo
stesso Antonio a narrare il fatto di Arles, ‘‘quod beato Antonio confessore
Christi referente’’. È una luce nuova che viene a illuminare il rapporto che
deve esserci stato tra il Santo, riconosciuto tale dal maggio 1232 come evi-
denziato dal titolo di ‘‘confessor’’, con il biografo di san Francesco, che la-
scia presupporre non solo una fonte di informazione di prima mano e
quindi contatti diretti e personali, più che probabili nel capitolo generale
del 1230 al quale Antonio partecipò, ma anche un rispetto reverenziale
nei confronti di una figura, come Antonio, rispettato e venerato, lui che
‘‘more solito verba de Ihesu dulcia ructans’’. Se nella Vita prima Tommaso
da Celano parlava al plurale di ‘‘testimoni degni di fede’’ di un fatto già no-
to, ora la testimonianza è univoca, solo quella di sant’Antonio, cosı̀ come
viene espressa ancora al singolare nel riportare il fatto nel Trattato dei mi-
racoli: «Scriptum est et fideli relatione probatum» (È stato scritto e provato
da sicura fonte) 22.
Quella fonte sicura non può essere stato che Antonio, definito nella Vi-
ta brevior come ‘‘altisonans’’: espressione che sembra riprendere quanto già
affermato nella Assidua, la Vita scritta per la canonizzazione in cui si inter-
pretava il cambio di nome voluto dal canonico Fernando in ‘‘Antonius,
enim quasi alte sonans dicitur’’ (Antonio, infatti, significa pressapoco colui
che altamente suona) 23. Un ulteriore indizio di un Tommaso da Celano ben
informato su Antonio, da vivo e da morto, al punto da essere stato ritenu-
to, per quanto impropriamente, anche l’autore della stessa Assidua 24: se

CAROZZI, Jean Rigauld biographe de St. Antoine, in «Vite» e vita di Antonio di Padova. Atti
del Convegno internazionale sull’agiografia antoniana, Padova 29 maggio-1 giugno
1995, a cura di LUCIANO BERTAZZO, Centro Studi Antoniani, Padova 1997, pp. 71-88.
21
IACOPONE DA TODI, Lauda 40: FF 2029.
22
Trattato dei miracoli, II, 3: FF 827.
23
Vita prima o Assidua, V, 14: cf. Vita prima o Assidua, introduzione, testo critico,
versione italiana e note a cura di VERGILIO GAMBOSO (Fonti agiografiche antoniane, I),
Edizioni Messaggero, Padova 1981, p. 298.
24
Si veda il cap. IX dell’Introduzione alla Vita prima o Assidua, dove l’editore Gam-
boso discute su i «Rapporti con la ‘‘Vita prima’’ del Celano», ivi, pp. 84-87; ma sul suo
autore proveniente dal contesto padovano, cf. ANDREA TILATTI, L’ ‘‘Assidua’’: ispirazione
francescana e funzionalità patavina, in «Vite» e vita di Antonio di Padova, pp. 45-69.
228 LUCIANO BERTAZZO

non l’autore, sicuramente lettore della prima fonte agiografica antoniana.


Ma una domanda resta aperta: perché una citazione, quasi en passant,
di quello che era divenuto il secondo santo di cui l’Ordine poteva fregiarsi?
Nella narrazione del capitolo di Arles è da rilevare il passaggio che avviene:
se nella Vita prima la consolazione dello Spirito Santo viene dal farsi pre-
sente di frate Francesco:
Repleti quoque videbantur omnes consolatione Spiritus Sancti, et de concepto
salutis gaudio satis credibile fuit eis quod de visione ac praesentia patris glorio-
sissimi audierunt» 25;
la Vita brevior attribuisce anche ad Antonio il merito di una ‘‘dulcedo’’ di
cui furono riempiti: «Cumque universi eius sermonis [Antonii] dulcedine
replerentur» (tutti colmati dalla dolcezza del suo sermone [di Antonio] 26.
Una funzione paritetica e complementare: se Francesco consola, Anto-
nio ha il dono di infondere quella ‘‘dulcedo’’ che gli proviene dalla parola di
Dio, già ricordata nella Vita prima.
Si è già discusso ampiamente sul silenzio dei sermoni di Antonio relati-
vamente a san Francesco 27. La Vita ritrovata apre, tuttavia, delle nuove
possibilità interpretative per la biografia antoniana: dal momento che An-
tonio diventa testimone diretto per l’agiografo Tommaso di una sua rela-
zione peculiare con il Fondatore nel contesto – certo non casuale – della
sua attività omiletica, ci permette di supporre un contatto diretto tra i
due. Antonio e Tommaso, entrambi uomini di cultura, attivi in ambienti
diversi, ma accomunati dalla condivisa esperienza di santità di Francesco
e dall’ideale da questi promosso: sono finestre aperte per pensare che quel
minoritismo padano di cui frate Antonio fu un esponente di rilievo non
doveva, forse, essere proprio cosı̀ estraneo al minoritismo dell’Italia cen-
trale più intimamente legato all’esperienza diretta del fondatore san Fran-
cesco 28.
Può essere significativo che l’episodio centrato sul farsi presente di san
Francesco per sostenere e consolare i suoi frati diventi, invece, un racconto
che associa nella stessa ‘‘consolatio’’ anche il predicatore ‘‘mellifluo’’ Anto-
nio. Un percorso che, come detto, raggiunge il suo apice nella Rigaldina,
ma cosı̀ sembra essere letto anche nella fortunata iconografia con cui l’epi-
sodio viene narrato.

25
Vita prima, 48, 18, v. 10: FF 407: «E tutti i presenti sembravano essi stessi investi-
ti dalla consolazione e ripieni di gaudio salutare trovarono assai credibile il racconto
dell’apparizione e della presenza del gloriosissimo padre».
26
Vita brevior, 25.
27
RAOUL MANSELLI, S. Antonio di Padova e la prima predicazione francescana, «Il
Santo», 8 (1968), pp. 3-20.
28
ANTONIO RIGON, Antonio e il minoritismo padano, in Dal Libro alla folla. Antonio di
Padova e il francescanesimo medioevale (I libri di Viella, 31), Viella, Roma 2002, pp. 21-
45.
UN ANTONIO RITROVATO NELLA ‘‘VITA’’ RITROVATA 229

Le ricorrenze iconografiche e una lettura iconologica ci porterebbero


lontano, in un terreno che non ci appartiene e su cui molto è stato scritto.
Una sola osservazione: pur essendo il contesto narrativo delle leggende il
tema della consolazione di Francesco solo con il suo farsi presente tra i fra-
ti, o quello di un Francesco stimmatizzato e benedicente, la rilevanza ico-
nografica viene assunta dai due protagonisti, i santi riconosciuti dell’Ordi-
ne, Francesco e Antonio; in effetti Monaldo, l’unico a vedere il Santo, non è
più determinante. Sono i primi due santi dell’Ordine, e unici per lungo
tempo, a dominare lo spazio della narrazione iconografica.
Solo per citare i casi più famosi di un’iconografia che consacra il ruolo
dei due santi, Francesco e Antonio: la Tavola Bardi di Santa Croce, l’inter-
vento di Giotto nella parete nord della Cappella Bardi sempre in Santa Cro-
ce, per ultimo, ma non da ultimo, l’affresco giottesco nel ciclo della Basili-
ca superiore di Assisi 29.

SOMMARIO

La scoperta di una nuova biografia di san Francesco, la Vita brevis sancti patris
nostri Francisci, testo abbreviato della Vita prima di Tommaso da Celano, tra le altre
novità che offre, permette di rilevare una testimonianza inedita sul ruolo svolto da
sant’Antonio nel famoso episodio della predica di Arles, dichiarato essere lui il re-
ferente diretto del racconto in cui san Francesco si fa presente per benedire e conso-
lare i suoi frati. Una testimonianza su un episodio che ha avuto grande rilevanza
nell’iconografia francescana e che permette di conoscere rapporti diretti tra il Santo
e l’agiografo, in una rete di relazioni narrative tra l’attività apostolica espressa da
sant’Antonio, definita con il termine di ‘‘minoritismo padano’’, e le espressioni del
minoritismo dell’Italia centrale legate alla memoria del santo fondatore.

Parole chiave: Francesco d’Assisi, santo; Tommaso da Celano; Vita brevis sancti pa-
tris nostri Francisci; Vita brevior; Antonio di Padova OMin, santo; Capitolo di Arles.

SUMMARY

The discovery of a new biography of St. Francis, the Vita brevis Sancti patris
nostri Francisci, abbreviated text of the First Life of Thomas of Celano, among other
new things it offer, allows to detect an original insights into the role of Saint An-

29
Per la complessa bibliografia su questi cicli e le tematiche connesse, mi limito a
rinviare al saggio di LUCA BAGGIO, che percorre e discute la relativa bibliografia, Alcune
note sull’iconografia antoniana del Duecento, in ‘‘Arbor Ramosa’’. Studi per Antonio Ri-
gon da allievi amici colleghi, a cura di LUCIANO BERTAZZO - DONATO GALLO - RAIMONDO MI-
CHETTI - ANDREA TILATTI, Centro Studi Antoniani, Padova 2011, pp. 373-387. Per il ciclo
di Assisi, il recente testo di CHIARA FRUGONI, Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli
affreschi della Basilica Superiore ad Assisi, Einaudi, Torino 2015, pp. 63, 280-281, 348-
352, 501 nota 93: l’autrice evidenzia con forza il ruolo di Antonio egregius praedicator,
al punto da sostituire quasi san Francesco. Sul testo si veda la recensione a cura di Mil-
via Bollati in questa rivista.
230 LUCIANO BERTAZZO

thony in the famous episode of the sermon of Arles, declared to be direct reference
of the account in which St. Francis is present to bless and comfort his brothers. A
testimony of an episode that has had great importance in the Franciscan iconogra-
phy and shows direct rapport between the Saint and the hagiographer, in a web of
narrative relations between the apostolic activity expressed by St. Anthony, defined
by the term ‘‘minoritismo padano’’ and the expressions of the minoritism of central
Italy related to the memory of the founding saint.

Keywords: Francis of Assisi, saint; Thomas of Celano; Vita brevis sancti patris nostri
Francisci; Vita brevior; Anthony of Padua OMin, saint; Chapter of Arles.

Luciano Bertazzo
Facoltà Teologica del Triveneto - Padova
direzione@centrostudiantoniani.it

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