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Gli impianti idraulici hanno il compito di movimentare acqua, espellendola od imbarcandola.

Il
fine ultimo sarà sempre la sicurezza. Gli impianti idraulici che troviamo a bordo sono:

 IMPIANTO DI SENTINA
 IMPIANTO DI ZAVORRA
 IMPIANTO ANTINCENDIO
 IMPIANTO DI BILANCIAMENTO DEI TRAGHETTI

Ricordiamo che negli impianti idraulici la prevalenza fornita dalla pompa è spesa interamente
nel salto geodetico Δz.

IMPIANTO DI SENTINA

Tutte le navi sono provviste di impianto di sentina. La sua funzione è quella di convogliare fuori
bordo l’acqua che si accumula a bordo per uno di questi motivi:

 a bordo abbiamo il 100% di umidità, dunque tutta l’acqua che per un motivo o per un altro
è presente a bordo non evapora.
 Il carico imbarcato molto spesso è inzuppato d’acqua, o per esposizione ad acqua piovana
nei giorni precedenti l’imbarco o per la natura stessa del carico che di per sé è molto umido
(es. grano).
 Essendo a bordo l’ambiente più caldo di quello esterno, l’aria umida all’interno della nave a
contatto con lo scafo condensa.
 Semplicemente perché quando la boccaporta è aperta l’acqua piovana trova un libero
ingresso.

L’impianto di sentina si divide in:

IMPIANTO DI SENTINA FUORI APPARATO MOTORE che provvede al drenaggio del liquido
accumulato nelle stive nel caso di nave da carico o nei vari locali nel caso di navi passeggeri.
Questo liquido ha caratteristiche sia chimiche che fisiche molto simili all’acqua con al più qualche
frazione di carico.

IMPIANTO DI SENTINA ENTRO APPARATO MOTORE che provvede al drenaggio del liquido
accumulato nel locale apparato motore. Questo liquido è composta da acqua, residui solidi ed
idrocarburi; si ottiene un liquido molto diverso dall’acqua , esso è inquinante e molto viscoso.
L’impianto di sentina fuori apparato motore protegge il carico dall’ acqua che si accumula nella
stiva.

Esso è composto da:

 COLLETTORE posto sul piano diametrale all’interno della chiglia condotto (zona stagna)
 POZZETTO che superiormente è chiuso da una griglia ed inferiormente prevede una valvola
di fondo. I pozzetti in una stiva generalmente sono in numero di 2 e posizionati a poppavia
vicino la paratia poppiera avendo le navi generalmente assetto appoppato e quindi vi sarà
maggior probabilità di riempirsi. Si possono avere anche 4 pozzetti per stiva, stive di una
stessa nave possono avere diversi numeri di pozzetti.
 VALVOLA DI FONDO che ha la funzione di non ritorno. Essa è di fondamentale importanza
in quanto il liquido accumulato nel pozzetto non dovrà mai refluire nella stiva, nonostante i
moti rotatori della nave. Inoltre siccome l’impianto di sentina è collegato all’ambiente
esterno mediante le PRESE MARE è importante una sicurezza che eviti l’ingresso d’acqua
nella stiva e quindi il suo allagamento. Durante il moto di rollio può capitare che la
prevalenza richiesta alla pompa cresca oltre il limite da essa fornibile in quanto già di per se
il battente è negativo perché la pompa di sentina è posta nel locale pompe mentre il
pozzetto nel doppio fondo, se il pozzetto si “abbassa” ulteriormente allora si verificherà il
fenomeno del pompaggio che mi spingerà il liquido verso la stiva.
 I pozzetti sono connessi al collettore mediante il BRANCHETTO.
 VALVOLA DI SEZIONAMENTO per ogni branchetto, posta nella galleria tubi in prossimità
del collettore, è una valvola on –off ed è anch’essa di fondamentale importanza in quanto
permette l’aspirazione dell’acqua di sentina solo dai pozzetti che sono pieni. Senza questa
valvola il sistema non potrebbe funzionare infatti se tali valvole fossero tutte aperte le
pompe dell’impianto sarebbero in comunicazione con tutti i pozzetti e quindi, essendoci
sicuramente più di qualche pozzetto vuoto, aspirerebbe aria e non acqua in quanto essa ha
un peso specifico minore dell’acqua e quindi richiede una pressione minore per essere
aspirata.
 LIVELLOMETRO posto all’interno di ogni singolo pozzetto, segnala la presenza d’acqua ed è
anche in grado di attivare direttamente il sistema quando il pozzetto è ricolmo. (In una
stessa stiva potrebbe capitare che un pozzetto è pieno e l’altro invece vuoto).

Il comando delle valvole del sistema di sentina (incluse le valvole di sezionamento) è logicamente
posizionato in remoto, essendo tali valvole poste nei doppifondi non potrebbero mai essere
manuali.

Le pompe di sentina sono quasi sempre pompe elettriche, anche se si possono trovare anche
pompe trascinate (mosse direttamente da un motore a combustione interna, che può essere un
motore ausiliario di bordo o il principale). Esse sono in numero di due, una di rispetto all’altra. Non
vengono mai usate contemporaneamente ma una sarà in stand-by ed interverrà in caso di avaria
della prima o quando questa ha raggiunto il numero di ore di funzionamento previsto. Le pompe di
sentina sono pompe (logicamente centrifughe) autoinnescanti, ossia lavorano sopra battente
quindi nella fase di aspirazione necessariamente aspireranno aria inizialmente, senza che sia
necessaria la presenza di liquido nella tubazione. Le prevalenze da soddisfare sono piuttosto basse
in quanto H= Hu+Δp=Δz+Δp, le perdite di carico sono di lieve entità in quanto il diametro è molto
grande e i Δz piccoli. Genericamente si lavora con prevalenze dell’ordine dei 50m.

Per navi di piccole dimensioni gli impianti idraulici sono interconnessi tra di loro in modo che con
una sola pompa si effettuano più servizi, in modo da ridurre pesi ed ingombri. Per grandi navi non
si ha più l’interconnessione tra i vari impianti idraulici, eccetto l’interconnessione tra il sistema
antincendio e quello di sentina. Nella speranza che il sistema antincendio non debba mai
intervenire si deve avere la sicurezza che al momento opportuno esso si attivi, vengono utilizzate
dunque le pompe di sentina. Aprendo queste 6 valvole le pompe di sentina riescono a inviare
acqua dalla presa mare alla mandata incendio.

In caso di falla bisogna togliere l’acqua che entra nelle stive il più velocemente possibile altrimenti
la nave è persa. Le pompe di sentina elargiscono portate non grandi e non hanno la capacità di
lavorare per molto tempo consecutivo, è dunque obbligatoria l’interconnessione con l’impianto di
zavorra andando ad utilizzare il piping di sentina con le pome di zavorra.

L’acqua di sentina potrà essere sbarcata fuori bordo a partire da 12 miglia dalla costa, a meno di
12 miglia l’acqua potrà essere sbarcata solo se precedentemente raccolta in cassa e depurata.

La SOLAS per quanto riguarda l’impianto di sentina fuori apparato motore ci impone:

Un minimo di 3 pompe di sentina per navi passeggeri, 2 per navi da carico. Per navi da carico con
criterio di servizio (numero adimensionale calcolato dal rapporto tra 72 * volume apparato motore
+ volume destinato ai passeggeri / volume totale) maggiore di 30 deve aversi una pompa
indipendente dal circuito elettrico di bordo e quindi con sorgente elettrica autonoma. Per navi non
solo con criterio di servizio maggiore di 30 ma anche con lunghezza maggiore di 91,5 m deve aversi
una pompa “sotto campana” cioè in grado di lavorare anche se totalmente allagata.

Il progetto dell’ impianto di sentina non viene effettuato in quanto visto che il piping di sentina
deve lavorare anche in condizioni di emergenza si utilizzano le formule che mi fornisce la SOLAS. Il
diametro minimo del collettore di sentina è: d Cmin=25+ 1.68 √ L( B+ D) dove 1.68 è un fattore di
conversione essendo L,B,D in m e d in mm; il fatto che d sia funzione di L,B e D intende che esso
dipende dal volume potenzialmente allagabile (il volume della stiva è funzione del volume totale
della nave). Nel calcolo di dmin oltre che la condizione di emergenza si vuole anche evitare la
cavitazione, le pompe di sentina lavorerà sempre in condizioni molto prossime alla cavitazione
perché dovendo svuotare arriverà ad aspirare anche vapore acqueo ed aria. La SOLAS impone
anche che la velocità minima nel piping sia di 2 m/s in condizioni di falla (tale velocità è usata
anche in condizioni ordinarie). Fissandomi d e v la SOLAS mi sta fissando dunque la portata minima
da avere nell’impianto. Non mi fissa direttamente Qmin perché per misurare la portata occorre un
d2
venturimetro mentre per la velocità si usa un semplice detector. Ad ogni modo essendo Q=π v
4
2
abbiamo che Q min =0.0162(25+ √ L(B+ D)) .

L’impianto di sentina entro apparato motore dovrà scaricare fuori bordo il liquido accumulato in
tutta la zona dell’apparato motore. Il liquido è però molto inquinante quindi prima di essere
espulso viene raccolto in una cassa, qui i “separatori di sentina” separano l’acqua dagli idrocarburi,
l’acqua viene espulsa fuori bordo mentre l’olio viene raccolto in un'altra cassa che sarà
periodicamente svuotata. Qui non avremo pozzetti ma si individuano i punti dell’apparato motore
in cui è più probabile che ristagnino i liquidi analizzando diversi assetti longitudinali della nave.
Questi punti sono almeno tre, uno vicino alla paratia poppiera dell’apparato motore, un altro
vicino la paratia prodiera dell’apparato motore e il terzo detto RAPIDA che fa svuotamento di
emergenza. I primi sono collegati alla centralina, la rapida invece è collegata direttamente alla
pompa. In corrispondenza di tutti i punti di sentina vi è una valvola di fondo per evitare che il
fluido esca dalla tubazione. La CENTRALINA detta “clarinetto” si compone di una batteria di
valvole dotate ciascuna di volantino manuale. Ogni singola valvola della centralina si comporta
come la valvola di sezionamento dell’impianto di sentina fuori apparato motore. La pompa è a
monte del clarinetto.

Le valvole sono normalmente chiuse, azionando manualmente il volantino si apre solo quella collegata al
punto di prelievo da cui si vuole aspirare collegando punto di prelievo e pompa in modo di non aspirare aria
dai punti di prelievo dove liquido non c’è. La centralina si trova nello stesso locale in cui vi è la pompa di
sentina entro apparato motore e tutte le altre pompe (sentina fuori apparato motore, zavorra e
bilanciamento) ossia nel locale pompe posto a poppavia dell’apparato motore. La funzione della centralina
è proprio quella di centralizzare il sistema in modo che un unico operatore può facilmente azionare la
pompa di sentina ed aprire la valvola del punto di prelievo da cui si vuole fare sentina. La pompa di sentina
entro apparato motore, detta CAVALLONA è l’unica pompa di tutti i sistemi idraulici ad essere di tipo
volumetrico in quanto deve operare con un liquido molto viscoso.

In caso di emergenza (falla in apparato motore con conseguente allagamento) il funzionamento del sistema
di sentina entro apparato motore così descritto non è adatto a svuotare rapidamente il locale in quanto la
portata elargita dalla cavallona non è sufficiente. La sala macchine ospita un volume molto grande, ancora
di più di una singola stiva, infatti la distanza tra paratia poppiera e prodiera del locale apparato motore è
maggiore della distanza tra paratia poppiera e prodiera delle stive; l’allagamento della sala macchine
potrebbe essere quindi fondamentale per l’affondamento della nave (anche in caso di allagamento della
sala macchine senza affondamento della nave il danno economico è comunque elevato perché in sala
macchine vi sono molte apparecchiature costose). Conseguentemente lo svuotamento viene effettuato
utilizzando la pompa più grande disponibile per l’apparato motore ossia la pompa del circuito di
raffreddamento del motore principale, essa preleva acqua di mare e la invia negli scambiatori di calore
acqua di mare-acqua dolce.

In caso di allagamento viene attivata una valvola detta LUPA immersa nella sentina dell’apparato motore.
Viene chiusa la valvola presa mare e viene aperta la valvola di sentina, l’elettropompa quindi aspira l’acqua
di mare entrata, la riversa negli scambiatori di calore per poi sbarcarla fuori bordo. La lupa è protetta da
una valvola di fondo in modo tale che l’acqua non fluisca indietro verso la sentina. Logicamente questo
funzionamento è ammesso solo in caso di emergenza, in situazioni ordinarie se aspirassimo liquido dalla
sentina tramite la lupa manderemmo un liquido molto viscoso negli scambiatori di calore che verrebbero
dunque distrutti oltre che mandare fuori bordo liquido altamente inquinante. La vita umana è più preziosa
dell’ambiente marino dunque in caso di emergenza è concesso riversare tale liquido in mare.

Il piping di un sistema idraulico è generalmente in vetroresina. La vetroresina è un materiale che riesce ad


offrire una resistenza meccanica simile a quella dei metalli, ma con un peso di gran lunga minore. La
resistenza meccanica della vetroresina alle pressione interne (pressione del liquido nel tubo) è, come detto,
simile a quella dell’acciaio, la resistenza alle sollecitazioni esterne (pressione di un liquido che agisce
dal’esterno es. zavorra sul branchetto, ma anche la depressione che si ha all’interno del tubo a causa
dell’aspirazione) è però scarsa. I tubi in vetroresina sono dunque rinforzati e sono certificati fino ad un certo
limite di pressioni massime.