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REUMATOLOGIA (Prof.

Cantatore) – Sintesi a cura di: Roberto Papale


Fonte: sbobine + Libro UNIReuma 2014

TUNNEL CARPALE: rappresenta la più frequente neuropatia da compressione degli arti superiori. Si
manifesta a seguito della compressione del nervo mediano a livello del polso, caratterizzata da un aumento
di pressione all’interno del tunnel carpale con perdita di funzione per il suddetto nervo.

ANATOMIA: il tunnel carpale è un passaggio situato sul lato palmare del polso, attraverso il tunne decorrono
il nervo mediano e nove strutture tendinee (i quattro flessori superficiali delle dita, i quattro flessori profondi
delle dita e il flessore profondo del pollice). Le fibre nervose che lo compongono provengono dai metameri
C5-C6-C7-C8 e T1. Il nervo mediano, dal punto di vista motorio, innerva a valle -> i muscoli dell’eminenza
tenar ed il primo e secondo muscolo lobricale.

EZIOPATOGENESI: Nella maggior parte dei casi le cause della patologia restano incerte e viene definita
sindrome del tunnel carpale idiopatica. Sembrerebbe poi che la compressione del nervo possa stimolare una
congestione venosa dei vasa vasorum ed una conseguente azione infiammatoria con edema. All’interno del
tunnel carpale il nervo mediano decorre a stretto contatto con i tendini flessori delle dita per cui si ipotizza
che anche un’infiammazione della guaina di questi tendini, soprattutto in persone che per lavoro o altro
motivo tendono ad utilizzare ed usurare nel tempo tali tendini, possa innescare il processo di compressione
alla base della sindrome. Possiamo poi osservare anche delle forme secondarie di sindrome del tunnel
carpale che possono o riferirsi ad alterazioni anatomiche/ anomalie ossee oppure ad alterazioni
fisiopatologiche con cause riconducibili a neuropatie, infiammazioni o alterato bilancio idrico.
NB. Negli stati di alterato bilancio idrico le condizioni responsabili possono essere parafisiologiche come la gravidanza o
la menopausa.

QUADRO CLINICO: i sintomi e segni caratteristici della sindrome del tunnel carpale si classificano in 3 stadi:

1. PRIMO stadio = sensazione di gonfiore ed intorpidimento della mano con risvegli notturni.
2. SECONDO stadio = persistenza della sintomatologia parestetica durante le ore diurne, soprattutto in
seguito all’esecuzione di movimenti ripetitivi della mano. In questa fase si accentua la difficoltà nella
presa di alcuni oggetti di uso comune.
3. TERZO stadio = si palesa ipo-atrofia dell’eminenza tenar.

DIAGNOSI: il primo passo è il sospetto clinico sollevato dai reperti clinici e anamnestici. Alcune manovre
semiologiche aiutano nell’individuare il coinvolgimento del nervo. Nel dettaglio:

- Compressione del Carpale = consiste nel mantenere una pressione a livello del carpo per un minuto
con la mano in posizione di dorsiflessione. Se positiva -> tale manovra evocherà le caratteristiche
parestetiche.

- Segno di Tinel = la percussione digitale sul nervo mediano sul versante volare evoca una sensazione
di scarica elettrica di breve durata (limite: test poco specifico)

- Segno di Phalen = consiste nella flessione forzata del polso per circa 30 secondi operata
dall’esaminatore o dal paziente stesso opponendo in flessione le facce dorsali delle mani.

- Test dello sfigmomanometro = una pressione applicata con lo strumento al di sopra della sistolica
per una durata di 30 secondi provoca la sintomatologia tipica.

La conferma del sospetto clinico viene fatta attraverso l’elettromiografia che risulta essere il GOLD
STANDARD. L’ecografia riveste un ruolo importante e da la possibilità di fornire una valutazione morfologica
del nervo mentre la risonanza magnetica è in grado di determinare le cause della patologia (al pari
dell’ecografia) ma per i costi decisamente più elevati è riservata a casi molto selezionati.

TERAPIA: può prevedere la terapia della malattia di base (se la sindrome è secondaria ad altra alterazione
sistemica), la terapia fisica, la terapia locale (infiltrazioni o ultrasuoni) e la terapia chirurgica.
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