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Andrea Bernardino

Scienze e tecniche psicologiche

2019/2020

Gli effetti di programmi di Service-Learning sulla responsabilità sociale degli studenti

Lo scopo di questa rassegna è quello di definire il concetto di responsabilità sociale e di declinare questo
nell’ambito dell’istruzione secondaria e universitaria. Questa rassegna prende in esame cinque studi sul
campo, tre dei quali ambientati in università di svariate nazioni (Arabia Saudita, Hong Kong, Canada) e due
presso scuole medie/ superiori degli Stati Uniti; questo per fornire per fornire al lettore un’ampia analisi
contestuale

Il presente articolo esamina la letteratura e gli studi condotti su questo tema e gli effetti di progetti di
Service Learning (SL) sui livelli di responsabilità sociale degli studenti. Nella prima parte della rassegna
verranno delineati gli aspetti concettuali, fornendo un ampio compendio teorico sul tema mentre nella
seconda parte verranno presentati gli studi che esplicano meglio gli effetti di programmi di SL su studenti
della scuola secondaria e dell’università. Questa rassegna prende in esame gli studi più pertinenti al tema,
ordinati secondo un livello di specificità: dagli studi che trattano questo tema in maniera più globale a quelli
che lo trattano in maniera più specifico e dettagliato.

Negli ultimi decenni, il concetto di responsabilità sociale ha acquisito, nell’ambito dell’educazione e


dell’istruzione, un’importanza sempre maggiore: questo infatti è un aspetto di grande interesse per
genitori, insegnanti e per gli stessi studenti. (Krumboltz, Ford, Nichols, Wentzel, & Calfee, 1987). Difatti,
seguire le regole sociali e conformarsi alle aspettative di ruolo sociale sono requisiti fondamentali per un
adattamento sociale positivo, sia all'interno del gruppo di amici e coetanei sia all'interno del sistema
familiare (Hartup, 1983).

Molti studiosi hanno cercato di definire il concetto di Responsabilità Sociale ma, in questa sede, la
definizione di Keith Davis si ritiene essere la più esauriente: “La responsabilità sociale si riferisce all'obbligo
morale di un individuo di considerare gli effetti che le sue decisioni e azioni hanno sull'intero sistema
sociale” (Davis, 1966). La responsabilità sociale nasce, infatti, dalla preoccupazione per le conseguenze
etiche delle proprie azioni in quanto queste potrebbero danneggiare gli interessi altrui (Davis, 1967).
Questa amplia il punto di vista della persona: da uno più personale e individuale a uno in cui viene preso in
considerazione il sistema sociale totale.La responsabilità sociale infatti, non avviene per caso ma è un
investimento personale per il benessere degli altri e del pianeta. Ci vuole volontà, attenzione e tempo
(Berman,1997). È multidimensionale in quanto essere responsabile va oltre il solo rispetto degli altri:
significa “vivere” e apprezzare la nostra interdipendenza e la connessione con gli altri e con il nostro
ambiente.

Un individuo socialmente responsabile valorizza i diritti umani e riconosce l'importanza che un'armoniosa
interazione sociale ha per il progresso della società. Essere socialmente responsabili significa essere disposti
ad aiutare, contribuire e persino fare sacrifici personali per il bene comune. La promozione di
comportamenti socialmente responsabili sono da sempre il principale obiettivo formativo delle istituzioni
educative. Infatti, il loro obiettivo implicito è quello di integrare i ragazzi nella società insegnando, oltre ai
contenuti teorici, valori improntati sul lavoro e sulle responsabilità da questo derivanti come l'affidabilità, la
puntualità e l'obbedienza.
I compiti principali del sistema educativo di istruzione e formazione sono quelli di fornire il miglior
ambiente di apprendimento per i suoi studenti e incoraggiarli a svilupparsi individualmente. A tale scopo,
gli educatori devono anche infondere un senso di responsabilità personale e sociale e preparare gli studenti
a prendere il loro posto come membri attivi e responsabili della comunità globale, consapevoli dei propri
diritti e che rispettano pienamente gli altri.

A livello sociale, un adolescente sviluppa l'autosufficienza e la responsabilità sociale attraverso


l'occupazione post-scolastica, le attività extracurriculari, le attività scolastiche e la partecipazione all'interno
della comunità che consente all'adolescente di acquisire interesse, comprensione, motivazione e un senso
di connessione con questa.(Scales, Blyth, Berkas & Kielsmeier, 2000). Sempre più stanno emergendo
programmi che pongono la responsabilità sociale al centro del curriculum e della cultura scolastica. Queste
iniziative aiutano gli studenti a sviluppare le abilità sociali di base, un senso di connessione con il mondo
che li circonda e la fiducia che le loro azioni fanno la differenza nel mondo.

Un approccio efficace in questa direzione è attraverso il Service-learning (SL). Il SL è definito come un


metodo di insegnamento che combina l’istruzione scolastica con il servizio alla comunità. Jacoby inoltre
definisce il SL come “una forma di educazione sperimentale esperienziale in cui gli studenti s’impegnano in
attività rivolte ai bisogni umani e della comunità, attraverso opportunità strutturate e intenzionalmente
progettate a promuoverne l’apprendimento e lo sviluppo. (Jacoby). Il SL è quindi, un approccio pedagogico
che integra l'apprendimento accademico con il servizio alla comunità. Offre agli studenti l'opportunità di
avere un'esperienza pratica, di sperimentare e di familiarizzare con i problemi della comunità: quello che
imparano infatti, lo restituiscono alla comunità.

Il Service-learning fornisce agli studenti universitari opportunità di "raggiungere" e interagire in modo


significativo con ampi segmenti delle loro comunità, offrendo a questi preziose opportunità di aiutare gli
altri attraverso interazioni significative e sostenute al di fuori della comunità universitaria.( chandler, Buck,
Ferguson). Durante l'esplorazione dei problemi e delle esigenze di una comunità, le capacità degli studenti
di pensiero critico, pianificazione e risoluzione dei problemi, aumentano significativamente. (trova qualche
artiolo x sul service l) Questo processo incoraggia l'apprendimento autonomo che a sua volta rende la
conoscenza più applicabile e significativa per gli studenti e migliora il loro senso di responsabilità sociale.

Il percorso di service learning include anche un intenso processo di riflessione che consiste nel “guardarsi
dentro” per ripensare all’ esperienza fatta: questo aiuta gli studenti ad ottenere maggiore consapevolezza
di sé stessi, di definire i valori in cui credono e diventare più accoglienti verso le differenze osservate
durante l’esperienza, invece di imporre le proprie credenze sugli altri. (robert 2009). L’esperienza di SL è
quindi finalizzata anche ad insegnare la tolleranza e incoraggiare l’apprezzamento per la diversità sociale.

Le istituzioni scolastiche e universitarie dovrebbero incentivare i programmi di service-learning al fine di


promuovere la trasformazione personale e sociale degli studenti. Questo infatti non solo può aiutare gli
studenti a diventare più consapevoli di sé stessi, tolleranti e grati della diversità ma anche può farli sentire i
protagonisti del cambiamento sociale. Diversi studi infatti dimostrano che gli studenti che intraprendono il
service learning hanno prestazioni accademiche migliori, hanno voti di laurea più alti e sono più soddisfatti
della loro esperienza universitaria. (Eyler, Giles & Braxton, 1997; Sax & Astin,1997; Scales Blyth….). La
responsabilità sociale dovrebbe svolgere un ruolo centrale nelle università, poiché sono considerate
responsabili dell'educazione degli studenti e della canalizzazione delle forze sociali per contribuire al bene
comune. Da questo punto di vista, la responsabilità sociale delle università dovrebbe essere il nucleo stesso
del mondo accademico. La missione di un'università è quindi fortemente legata alla sua funzione di
responsabilità sociale.

Per questo motivo è stato introdotto il concetto di responsabilità sociale delle università (USR).
Con questo concetto si intende l’adozione da pare dell’università di un approccio etico al fine di
sviluppare e interagire con la comunità locale e globale per sostenere lo sviluppo sociale,
ambientale ed economico di questa.

L'USR è definita da Vasilescu et al. (2010) come "la necessità di rafforzare l'impegno civico e la cittadinanza
attiva; si tratta di volontariato, di un approccio etico, di sviluppare un senso di cittadinanza civile
incoraggiando gli studenti, il personale accademico a fornire servizi sociali alla loro comunità locale o a
promuovere l'impegno ecologico, ambientale per lo sviluppo locale e globale sostenibile."

Il termine USR suggerisce che le università sono istituzioni che devono incorporare principi e valori etici,
sociali e ambientali, proprio come le altre organizzazioni imprenditoriali, all'interno delle loro funzioni
principali e questo deve essere raggiunto da una prospettiva basata sul soddisfacimento dei bisogni e delle
aspettative degli utenti (studenti, datori di lavoro di laureati, agenzie di finanziamento e società).

In merito al concetto di USR, il primo studio preso in esame da questa rassegna è quello di Alhoish (2018) il
quale ha studiato il livello di responsabilità sociale, procrastinazione e motivazione al successo e la loro
relazione tra gli studenti dell’università Imam Abdulrahman Bin Faisal in Arabia Saudita. Quello che ha
trovato è che la media dei livelli di responsabilità sociale sono superiori alla norma negli studenti
universitari (secondo la scala SRS) e questo indica che l’università aumenta i livelli di responsabilità sociale.
Dai risultati è emerso anche che gli studenti maschi hanno maggiori livelli di responsabilità sociale e
procrastinazione rispetto alle ragazze, mentre le ragazze mostrano livelli di motivazione al successo
maggiore rispetto i ragazzi. Inoltre, è presente una correlazione negativa tra la responsabilità sociale e il
procrastinare mentre una correlazione positiva tra responsabilità sociale e la motivazione al successo. In
questa rassegna si è ritenuto importante includere questo studio dato che evidenzia il fatto che l’università
aumenta il senso di responsabilità sociale degli studenti e inoltre esplora la correlazione tra la
responsabilità sociale, la motivazione e il procrastinare, aspetti tipici nell’ambito universitario.

Il prossimo studio che si analizza è quello di Scales e colleghi che indaga gli effetti del service-learning su un
largo campione di giovani adolescenti (1153) che hanno aderito a questo programma. Nello specifico
analizza l’impatto del programma di SL sulla responsabilità sociale e sul rendimento scolastico degli studenti
delle scuole medie. Mediante l’uso di questionari, si sono indagate diverse dimensioni quali la
responsabilità sociale, le opportunità di sviluppo personale, l’impegno nello svolgimento delle lezioni e il
coinvolgimento con la scuola. I risultati dei questionari posti ai docenti e agli studenti hanno evidenziato
che il tempo totale di svolgimento del SL è stato relativamente breve: per il 46% degli studenti, infatti era
massimo di 10 ore o meno. I risultati che sono emersi dallo studio sono i seguenti: Gli studenti che hanno
partecipato al SL erano più preoccupati per il benessere degli altri e mantenevano questo interesse nel
tempo, rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, gli studenti che hanno frequentato il SL hanno parlato più
frequentemente con i genitori in merito la scuola e hanno mantenuto questo per più tempo rispetto al
gruppo di controllo. I ricercatori hanno trovato inoltre che negli studenti con più di 30 ore di SL, è
aumentato il loro senso di efficacia nell’aiutare gli altri. Studenti che hanno riportato di trascorrere molto
tempo nel processo di riflessione (parte integrante del SL) hanno mantenuto nel tempo sia la percezione
che la scuola fornisca loro opportunità di sviluppo personale, sia l’impegno dedicato ai lavori in classe.

Diversi aspetti rendono questo studio interessante, in primis i sentimenti degli adolescenti di
preoccupazione per il benessere altrui e il senso di poter “fare la differenza” sono i fattori primari, le
fondamenta su si fonda uno spiccato senso civico. I risultati indicano inoltre che il SL aiuta alcuni studenti a
mantenere attivo il loro interesse a scuola e la percezione che la scuola fornisca loro l’opportunità di
diventare indipendenti e di crescita personale. Un altro aspetto interessante che questo studio evidenzia è
il fatto che le ragazze hanno riportato una maggiore senso del dovere e una preoccupazione maggiore per il
benessere degli altri, rispetto ai ragazzi.
In merito alla relazione tra la durata del SL e il senso di responsabilità sociale, già trattata dallo studio
appena presentato, lo studio di Mcguire approfondisce questo tema: ha esaminato infatti il coinvolgimento
psicologico con l’attività di service-learning e le ore trascorse facendo questa attività come predittori del
cambiamento nel sentimento di appartenenza alla comunità e la responsabilità sociale

Questo studio supporta l’impegno psicologico come principale valore predittivo: questo infatti è l’unico
responsabile per grossa parte della varianza nel cambiamento del senso di appartenenza alla comunità e
della responsabilità sociale mentre il tempo no. Questo significa che i giovani che danno valore al SL e sono
psicologicamente coinvolti con questo, si preoccupano maggiormente della realtà sociale che li circonda e si
attivano in prima persona per dare il loro personale contributo al servizio della comunità.

Da questo ne deriva l’importanza, quando si organizzano attività come il SL, di dare molta importanza anche
all’interesse del giovane e fare il possibile per motivarlo ad essere parte attiva della società. Inoltre, un
modo per aumentare il coinvolgimento psicologico potrebbe essere attraverso supervisione e la discussione
guidata con i giovani. Le discussioni possono aiutare i giovani a sviluppare una maggiore connessione con i
progetti di servizio e un maggiore impegno per le questioni sociali di base.

Il prossimo studio che si prenderà in esame è quello di Sharamsi et al. In cui sono stati analizzati gli effetti
del SL sul senso di responsabilità sociale di studenti di medicina e odontoiatria. L’obiettivo dello studio era
quello di creare un elevato senso di responsabilità sociale nella prossima generazione di dentisti in modo
che possano contrastare le disparità presenti nel sistema sanitario e possano soddisfare i bisogni delle
persone più vulnerabili (per motivi sociali, economici, politici o altri). Inizialmente hanno raccolto
informazioni sulla comunità che loro avrebbero assistito, successivamente hanno condotto l’analisi dei
bisogni e necessità di questa comunità e infine i progetti sono stati ideati in collaborazione stretta con
quest’ultima. Alla fine del periodo di SL si è tenuta una manifestazione in cui gli studenti hanno condiviso i
risultati dei loro progetti di SL con altri studenti dell’università e con i partner della comunità. Inoltre, gli
studenti dovevano scrivere un diario in cui registrare le proprie esperienze di SL, usando le loro abilità
riflessive. Dalle interviste fatte agli studenti, sono emersi diversi temi:

Per primo, gli studenti hanno evidenziato che l’essere in contatto con la comunità ha portato loro a
sviluppare un apprezzamento e una comprensione maggiore delle difficoltà e delle sfide che le persone
affrontano quotidianamente. Un secondo punto emerso è stato che l’opportunità di ideare un progetto per
un’applicazione pratica nella vita reale con il SL, ha fatto vivere loro un’esperienza più significativa e
profonda, facendo capire a questi quanto fondamentale sia l’apprendimento esperienziale. Come ultimo,
gli studenti hanno sottolineato l’importanza di costruire relazioni positive con la comunità e
l’apprezzamento e i feedback positivi da parte di quest’ultima nei loro confronti, è stato uno degli aspetti
più gratificanti dell’esperienza di SL. Questo ha fatto capire agli studenti il valore della comunicazione e del
rispetto nell’interazione con il paziente: hanno imparato a comunicare meglio, ad essere più sensibili e
responsabili e a creare relazioni piacevoli e positive. Il 62% degli studenti ha infatti affermato che
l’esperienza di SL ha avuto un grande ruolo educativo nell’area della comunicazione e nella creazione di una
relazione positiva con il paziente.

L’ultimo contributo che questa rassegna prende in analisi è quello di LU YU ha analizzato i risultati del
programma di SL in relazione al senso di responsabilità sociale negli studenti.

Dalle interviste effettuate ai partecipanti è emerso che grazie al programma di SL, i partecipanti hanno
acquisito una maggiore consapevolezza del significato di “responsabilità sociale”. Un partecipante ha infatti
affermato che prima di fare l’esperienza di SL, credeva che essere responsabile socialmente significasse
rispettare la legge e solo dopo ha realizzato che aveva un significato molto più ampio: “Inizialmente,
ritenevo che la responsabilità sociale fosse l’aderenza stretta alla legge e alle norme e quindi essere un
cittadino responsabile significava aderire a queste. Dopo questo programma di SL penso che posso aiutare
gli altri: non solo fare i miei interessi ma anche quelli degli altri; questo non ci costerà troppo tempo e
aiuterà la società nella sua interezza.” (Studente 3).

I partecipanti hanno anche mostrato una trasformazione affettiva. Alcuni studenti che inizialmente si sono
iscritti a questo programma solo per soddisfare un requisito universitario, più tardi hanno capito che
l’esperienza fatta è stata molto significativa e profonda e furono molto soddisfatti. Lo studente 2 ha infatti
affermato: “Io inizialmente ho fatto questa esperienza con molta resistenza dato che credevo che lavorare
per 40 ore senza essere pagato fosse una perdita di tempo. Invece, dopo il SL, mi sono reso conto di non
aver guadagnato soldi ma un qualcosa di molto più prezioso.” (Studente 2).
Inoltre, i soggetti hanno dimostrato di aver avuto anche cambiamenti comportamentali: avendo appreso
cosa significhi fare azioni socialmente responsabili, hanno messo in pratica questo concetto attuando azioni
responsabili nei confronti della comunità spesso senza le istruzioni esplicite dell’insegnante. I risultati
appena elencati evidenziano come il SL abbia un’influenza positiva su diverse sfere dell’individuo, da quelle
più cognitive a quelle più comportamentali aumentando notevolmente i comportamenti responsabili.

CONCLUSIONE:

Riassumendo, questa rassegna aveva come obiettivo quello di trattare il tema della responsabilità sociale,
esplicitando la sua importanza nell’ambito dell’educazione secondaria, analizzando nello specifico, come le
istituzioni scolastiche ricoprano un ruolo fondamentale nel veicolare, ai giovani adolescenti, l’importanza di
instaurare una profonda connessione con la società, accettando e accogliendo i bisogni e le diversità
intrinseche a quest’ultima.

È stato evidenziato come programmi di promozione della responsabilità civica, come il service Learning,
aiutino gli studenti a comprendere il modo in cui è organizzata e gestita la comunità circostante, mostrando
loro come le loro azioni possano fare la differenza nell’interesse del bene comune. Facendo questo, i
giovani sviluppano, come dimostrato dagli studi sopra presentati, l’obbligo morale di supportare la
comunità e questo è il fondamento per la costruzione di uno spiccato senso di responsabilità sociale. Oltre
a questo, si assiste ad uno sviluppo morale e personale dello studente: con le esperienze di SL gli studenti
acquistano maggiore consapevolezza nei confronti di sé stessi, capendo i propri punti di forza e debolezza,
e migliorano la loro autostima (Craveri)

Nell’ambito dell’istruzione superiore l’insegnante o l’educatore ha il ruolo di infondere, di instillare nello


studente una visione positiva e propositiva del futuro: ispirare quindi lo studente a comprendere che lui
stesso ricopre un ruolo fondamentale per il cambiamento sociale, dando valore ed importanza alle sue
azioni. Infatti, solo spronandolo a partecipare attivamente nella creazione di un “mondo” più equo,
ecologico, pacifico e accogliente, questo potrà sentirsi parte integrante della comunità, generando in
questo un forte senso di responsabilità. Gli insegnanti/educatori quindi devono stimolare e ispirare i loro
studenti a essere coinvolti in azioni sociali e dimostrare loro come essere competenti, consapevoli e
responsabili. È loro responsabilità fornire un ambiente di apprendimento facilitante e accogliente a tutti gli
studenti e considerare l’influenza che il suo ruolo educativo ha sugli studenti: un insegnante infatti può
influenzare il modo di pensare e agire degli studenti e la persona che in futuro diventeranno.

Solo comprendendo l’importanza di questa responsabilità, l’adolescente potrà adottare pratiche


socialmente responsabili quali prendersi cura della proprietà pubblica, adottare azioni per preservare le
risorse naturali, partecipare attivamente a progetti di assistenza sociale e di comunità ed essere consapevoli
delle attuali difficoltà sociali e a lavorare per una risoluzione di queste ultime. Queste azioni nonostante
sembrano circoscritte alla vita personale, in realtà producono inevitabilmente un effetto massiccio
all’interno dell’ambiente in cui vive. Questo concetto è il perno su cui si basano le professioni che si
occupano della salute mentale, in particolare quella dello psicologo. Quest’ultimo infatti è consapevole che
le esperienze e i comportamenti dell’individuo possono essere compresi a fondo solo se viene considerato il
contesto in cui è inserito e lo psicologo ha la responsabilità di affrontare direttamente o indirettamente
queste influenze ambientali nel momento in cui sono la causa di un trattamento discriminatorio e ingiusto
che il singolo deve affrontare. Uno psicologo socialmente responsabile, oltre a fornire un supporto
psicologico mirato sull’individuo, deve fungere anche da promotore di una rivoluzione volta a sopprimere le
ingiustizie sociali che minano la salute e il benessere psicologico dell’individuo. Lo psicologo dovrebbe
essere consapevole che è estremamente dannoso e immorale prendere in considerazione solo i sintomi e le
esperienze personali del cliente e in base a questi mettere in atto una strategia di supporto psicologico, nel
caso in cui sia evidente che l’ampio contesto sociale è un’importante influenza negativa o perfino la causa
dei sintomi manifestati. Lo psicologo deve quindi impegnarsi a riconoscere e supportare le diversità, al fine
di migliorare lo sviluppo, di accrescere il potenziale, la responsabilità e valorizzare l’unicità di tutti gli
individui all’interno del loro ambiente socio-culturale e qualora questo fosse un ostacolo, una barriera per
l’individuo, lavorare con il paziente per sviluppare strategie per abbatterla. Gli obiettivi prioritari per uno
psicologo socialmente responsabile sono eradicare ogni forma di abuso, oppressione e disuguaglianza, ma
soprattutto dare voce e amplificare le voci degli oppressi, lavorando anche all’interno della comunità per
implementare strategie volte all’abbattimento di barriere che ostacolano la libertà di espressione.

Intervenendo in molti ambiti, dalla promozione del benessere del singolo a quello della comunità, è
fondamentale che lo psicologo sia consapevole che può intervenire ed influenzare pesantemente la vita
degli altri individui: questo significa che non deve imporre il proprio credo, i propri valori ma valorizzare i
desideri, le speranze e le caratteristiche proprie dell’individuo/società. Le competenze dello psicologo,
connesse alla responsabilità sociale sono per esempio l’ascolto attivo delle necessità altrui, la conoscenza
della cultura, delle usanze e dei problemi dell’individuo o della comunità e attuare un’epochè, una
sospensione del giudizio abbandonando quindi ogni pregiudizio.

Per quanto concerne il mio percorso di formazione, durante il corso triennale di scienze e tecniche
psicologiche, il tema della responsabilità sociale non è stato trattato approfonditamente, è stata solo
menzionata nel corso di psicologia delle organizzazioni: nello specifico ci è stato presentato il concetto di
etica e responsabilità sociale di un’impresa (RSI). Solo grazie al corso di Service- learning ho avuto modo di
capire in profondità questo concetto e credo che per un aspirante psicologo sia fondamentale comprendere
quanto le strategie messe in atto per promuovere la salute mentale dell’individuo, in realtà abbiano un eco
molto maggiore, rispecchiandosi anche sulla comunità. Riflettendo sull’esperienza di SL presso
l’associazione culturale CAIL, ho compreso quanto le mie azioni avessero una ripercussione sugli altri. Il mio
ruolo era quello di assistere il docente madrelingua durante le lezioni online di inglese per bambini e
svolgevo diverse mansioni come per esempio mimare il significato e ripetere la pronuncia di parole
complesse, progettare la struttura delle lezioni e molto altro.

Durante questo percorso ho notato come il docente sfruttasse le mie conoscenze per far apprendere più
velocemente i termini/regole grammaticali o altre nozioni ai bambini; questo mi ha fatto capire che la mia
esperienza poteva essere d’aiuto a qualcuno, mi sono sentito utile e ho percepito che le mie azioni avessero
un fine, specialmente quando mi accorgevo che i metodi che avevo insegnato loro venivano messi in pratica
e sortivano gli effetti desiderati. Un episodio che mi ha segnato particolarmente è quando, alla fine della
lezione, una bambina ha chiesto: “Ci sarà Andrea la volta prossima?” e un altro ha esclamato: “Lo
vogliamo”. Questa esclamazione mi ha toccato nel profondo dato che con solo un’ora di lezione mi ero
accorto che si era creato un rapporto di scambio e rispetto profondo tra di noi; grazie al feedback positivo
che i bambini mi hanno dato, ho potuto realizzare che il mio agire, la mia esperienza e i metodi che con cui
ho veicolato loro le nozioni, sono stati accolti dai bambini e si sono verificati efficaci. Il riscontro positivo da
parte della comunità ritengo essere la benzina, il motore che alimenta l’individuo ad impegnarsi sempre più
per il benessere della società. Pur essendo stata una cosa piuttosto semplice e con un limitato impatto
sociale, ho percepito di aver dato un contributo, seppur molto piccolo, alla comunità.
A fronte della mia esperienza di SL e per i motivi esplicati in questa rassegna credo fortemente che
l’Università dovrebbe investire maggiormente in progetti volti a stimolare la responsabilità sociale negli
individui e ritengo che il miglior modo per apprendere questo sia con progetti pratici come il SL. Solo in
questo modo l’individuo può capire veramente quanto le proprie azioni possano avere un effetto, più o
meno immediato nell’ambiente sociale con il quale interagisce.

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