Sei sulla pagina 1di 5

Il nostro modo di vedere le cose é influenzato da ciò che sappiamo o crediamo.

Vediamo solamente ciò che guardiamo e ciò che guardiamo é sempre il


rapporto che esiste tra noi e le cose. Basandosi su un rapporto di reciprocità.
Il modo di vedere del fotografo lo capiamo dal soggetto scelto.
Il modo di vedere del pittore lo capiamo dalle tracce sulla tela.
All’origine le immagini furono prodotte per evocare e rendere ciò che era
assente , presente, e a poco a poco capi che così facendo si poteva far
sopravvivere l’oggetto rappresentato.
L’unità compositiva di un dipinto contribuisce in modo essenziale alla potenza
della sua immagine.
Hals fu il primo ritrattista che dipinse i nuovi personaggi e i nuovi volti del
capitalismo.
Con l’invenzione della macchina fotografica, si riveló che la nozione di
scorrimento temporale é inseparabile dall’esperienza visiva, ciò che vedevi
dipendeva da dove eri é in quale momento. Non era più possibile pensare che
tutto convergesse nell’occhio umano.
La prospettiva della Macchina fotografica organizzava il campo visivo
dimostrando che il centro non esiste.
L’unita della macchina fotografica modifico anche il modo. In cui le persone
vedevano un dipinto, poiché un tempo. L’unicità di un dipinto stava nel fatto
che era unico e lo si poteva vedere in un solo luogo. Nel riprodurre un dipinto
la macchina fotografica distrugge l’unicità della sua immagine e l’effetto è che
ne limita il significato. Grazie al macchina fotografica Non è più lo spettatore
ad andare dl aispinti. Ma viceversa, acquisendo significati diversi.
Tuttavia il dipinto viene visto per origine da un altro filo logico, che è l’origine
di una riproduzione già vista e non assume più una funzione di unicità
appena lo si vede.
La finta sacralità che oggi circonda le opere d’arte e che in ultima analisi
dipende dal loro volare di mercato.
La riproduzione dei dipinti spesso è accompagnata da parole, tanto che le
all’immagine fa da illustrazione alla frase.
La presenza della donna nell’arte, esprime un atteggiamento che ella ha
verso se stessa e definisce cosa le si può e non si può fare. La presenza della
donna ê così intrinseca che gli uomini la percepiscono come una
emanazione fisica.
L’io della donna é diviso in 2. Deve guardarsi continuamente, é
costantemente accompagnata dall’immagine che ha di se fin dall’infanzia.
Così ella arriva a considerare il Sorvegliante e il Sorvegliato che ha in sé.
L’uomo prima di rivolgersi alla donna, la osserva. Di conseguenza crea in
essa un atteggiamento di presentazione involontario.
La parte dell’io femminile che fa da sorvegliante tratta la parte del
sorvegliato in modo tale da dimostrare come vuole essere trattato. In poche
parole gli Uomini Agiscono e le Donne Appaiono. Gli uomini guardano le
donne. Le donne osservano se stesse essere guardate.

Le donne sono state il soggetto principale dei nudi della pittura a olio
europe. I primi nudi della tradizione raffigurano Adamo ed Eva, dove nel
giardino dell’Eden dopo aver assaggiato il frutto proibito si accorgono della
loro nudità provando vergogna. (il giardino dell’Eden: la tentazione, la
caduta, la cacciata, Pol De Limboroug XV).
Successivamente la vergogna diviene una specie di esibizioni poiché la
donna diventa consapevole di essere vista dallo spettatore, perciò ella non è
nuda in quanto sa di esserla.
Come esempio più comune viene preso Susanna e i vecchioni.
Dove noi ci uniamo ai vecchioni per
spiare Susanna e lei ci restituisce lo
sguardo, cogliendo i nell’atto di
guardarla.

Il nudo, afferma Kenneth Clark, che è una forma d’arte a differenza dello
spogliato che è semplicemente essere privi d’indumenti. La nudità è
esibizione, condannata a non essere mai spoglia come se fosse un abito. Lo
spogliato è essere senza maschere.
Nei dipinti ad olio il protagonista dell’opera non è mai il soggetto
rappresentato ma lo spettatore, dove le figure hanno assunto la loro nudità
per lui.
Spesso i dipinti a olio raffigurano cose. Cose che nella realtà si possono
acquistare. Se si compra un quadro si compra l’immagine della cosa che esso
rappresenta.
Questa analogia tra il possesso e il modo di vedere é un fattore abitualmente
ignorato dagli esperti d’arte e dagli storici.
Il termine pittura ad olio si riferisce a una forma artistica che nacque nel
15esimo sec. Ma istituì le proprie norme nel 16esimo sec.
I quadri offrono al proprietario una vista di cio che egli possiede e potrebbe
possedere
In ogni epoca l’arte tende a servire gli interessi
ideologici della classe dominante.
Le merci erano diventate il vero argomento
delle opere artistiche.
In questo dipinto il commestibile si fa
visibile. Una tela come questa conferma il
benessere dell’artista.
Dipinti di animali, diventano capi di
bestiame da allevamento dei quali si
enfatizza il pedrigree per provarne il
valore, come se fossero pezzi di mobili a
quattro zampe.

Nella pittura a olio il genere più elevato fu quello storico mitologico. Il


dipinto di figure greche o classiche riceveva automaticamente una
considerazione maggiore a una natura morta, a una proprietà o un ritratto.
Il loro scopo era quello di abbellire l’esperienza che gli spettatore già
possedevano.
La cosiddetta pittura di genere (bassa) era l’opposto del mitologico, non era
nobile ma volgare.
Il paesaggio tra tutti i tipi di pittura é quello che inizialmente viene
utilizzato per uno studio scientifico, successivamente nel 17esimo sec. Con
Ruisdael, Rembrandt, Constable, Turner, Monet e gli impressionisti si
percepisce un miglioramento della tecnica.
Essi sono una coppia
immaginata da Rousseau,
sono proprietari terrieri e lo
percepiamo dalla loro
postura, questo ritratto
avviene sempre per far vedere
il potere dell’uomo sulla
natura. Avendo una
rappresentazione più che
materiale con la tecnica ad
Mr e Mrs Andrews, olio.
Gainsborough (1727-1788)
Nelle città in cui viviamo ognuno di noi vede, ogni giorno, centinaia di
immagine pubblicitarie. Esse appartengono all’istante, nel senso che devono
rinnovarsi e aggiornarsi di continuo. Eppure non parlano mai del presente. Si
riferiscono spesso al passato parlando sempre del futuro.
Noi siamo statici anche se può sembrare che noi siamo il soggetto attivo, ma
le pubblicità sono dinamiche, finché esse non vengono cambiate o sostituite.
Essa é in stretto rapporto con determinate idee di libertà, per chi compra e
chi produce.
Ogni marca é in concorrenza con l’altra attraverso la pubblicità ma lo stesso
tempo c’è un meccanismo di rafforzamento tra di loro.
La pubblicità ci persuade, si nutre di irrealtà facendo leva sulla nostra invida
e piacere. Gli offre l’immagine di glamour. Offre l’invidia come forma di
rassicurazione personale. Ecco come si spiega l’espressione assente e sfocata
di tante immagini di glamour, il loro sguardo punta agli sguardi d’invidia che
la sostengono.
L’immagine pubblicitaria deruba la spettatrice del suo amore di se per ciò che
é lei è glielo restituisce al prezzo del prodotto.
In pubblicità sono numerosi i riferimenti espliciti a opere d’arte del passato
servendosi di esse per renderla una sorta di autorità culturale.
La pubblicità é per sua natura nostalgica, si serve del passato per vendere il
futuro. Il dipinto a olio mostrava ciò che il suo possessore teneva tra le sue
proprietà, il fine della pubblicità é di rendere lo spettatore leggermente
insoddisfatto del suo stile di vita, offrendogli un’alternativa che lo migliorerà.
Gioca sull’ansia della persona nello specifico sulla paura di essere niente,
perché non abbiamo niente. Il denaro é vita, coloro che hanno questo potere
diventano desiderabili.