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STORIA:

• VII-VI sec a.C.: insediamento etrusco consacrato alla loro divinità Mantus
• III-II sec a.C.: oppidum romano (nel 70 a.C. nasce il poeta Virgilio)
• 489: Mantova passa ai Goti
• 552: passa ai bizantini
• 603: presa dai Longobardi
• 774: passa sotto il controllo dei Franchi
• X-XI sec: Mantova passa ai Canossa (fino alla morte di Matilde di Canossa nel 1115)
• XII-XIII sec: diventa libero comune
• 1273: Bonacolsi (una delle famiglie più potenti) prende il potere per 55 anni (primo nucleo del Palazzo ducale)
• 16 agosto 1328: con una rivolta popolare Luigi Gonzaga (ricca famiglia della campagna) prende il controllo della città come
capitano del popolo, i Gonzaga saranno a capo della città x più di 3 secoli
• 1433: Gianfrancesco I Gonzaga diventa marchese, inizia il periodo del grande mecenatismo
• 1459: vi si tiene un concilio indetto da papa Pio II
• 1530: Federico II (figlio di Isabella d'Este) viene nominato duca dall'imperatore Carlo V
• 1587: il ducato passa a Vincenzo I, marito di Eleonora de' Medici, famoso per la vita dissoluta e le sfortunate imprese mili-
tari, dopo di lui decadimento dei Gonzaga
• 1627: il ducato passa al ramo cadetto dei Gonzaga di Nevers
• 1630: sacco della città da parte di 35000 Lanzichenecchi inviati dall'imperatore
• 1708: Mantova passa agli Asburgo per quasi 1 secolo (in questo periodo nuovo slancio dovuto a Maria Teresa con la cupola
di S.Andrea di Filippo Juvara, il Palazzo d'Arco e il Teatro scientifico di Bibiena)
• 1797-1798: assedio delle truppe napoleoniche finito col sacco di numerose opere d'arte (negli anni seguenti la città è con-
tesa da francesi e austriaci)
• 1814: la città torna agli ausburgo
• 1852: episodio dei Martiri di Belfiore (alcuni patrioti furono impiccati dagli austriaci)
• 1866: annessione al Regno d'Italia

Mantova 1575
PIAZZA SORDELLO:
• Nucleo originario della città: per creare la piazza rettangolare nel XIV furono demolite le case medievali per far spazio alla
curia vescovile e al palazzo ducale
• Si affacciano:
 il palazzo ducale
 il duomo
 Di fronte a palazzo ducale c’è il palazzo vescovile:
▪ Edificato nella seconda metà del ’700 in stile barocco, poi acquistato nel 1824 dalla curia vescovile
▪ Facciata con portale fiancheggiato da 2 telamoni che reggono la balconata in marmo
▪ Interno: imponente scalone d’onore e alcune sale affrescate nel XVIII
 A fianco del palazzo vescovile c’è Palazzo Bonacolsi (famiglia che deteneva il potere dal 1272 al
1328 prima dei Gonzaga)
▪ Nel XIX passò ai conti Castiglione (discendenti di Baldassarre autore del Cortegiano)
▪ Severa facciata in cotto alleggerita da trifore a tutto sesto, termina con una merlatura
▪ 2 ingressi: l’originale a sesto acuto, l’altro aggiunto in periodo rinascimentale con stipiti
decorati
 Tra Palazzo Bonacolsi e il Voltone di San Pietro troviamo Palazzo Acerbi (sempre dei Bonacolsi)
▪ Facciata in cotto con tracce delle antiche finestre ad arco acuto del duecento
▪ Dominato dalla Torre della Gabbia (inizio del trecento), così chiamata x il gabbione di ferro
installato nel XVI in cui venivano rinchiusi i malfattori
 Tra la piazza e vicolo Bonacolsi c’è il Palazzo degli Uberti con tracce delle forme originarie neogoti-
che trecentesche
 Per passare in piazza Broletto si attraversa il Voltone di San Pietro (una volta porta di accesso della città)

PALAZZO DUCALE:
[mar-dom 8.15-19.15; chiuso Lun; int. €.12]
• È una delle dimore signorili + grandi e ricche d’Italia (34 mila mq con 500 sale), realizzato in fasi successive:
 Palazzo del Capitano e Magna Domus costruiti dai Bonacolsi, gli altri dai Gonzaga
PALAZZO DUCALE:

• Corte Vecchia:
 Seicentesco Scalone delle Duchesse: conduce all’appartamento della Guastalla (dove
visse Anna Maria Guastalla moglie dell’ultimo duca)
 Sala del Morone: con il dipinto della Cacciata dei Bonacolsi (1494) di Domenico Moro-
ne
 Sala del Pisanello: affreschi del Torneo dei Cavalieri, ispirati al romanzo Lancelot du
Lac ed eseguiti da Pisanello nel 1440. Gli affreschi sono su 3 pareti ma non completati,
si vedono ancora in colore bruno gli schizzi preparatori
 Sala dei Papi: tracce dei ritratti di papi che una volta conteneva
 Galleria nuova: progettata da Piermarini nel 1771 x collegare l’Appartamento di Guastalla all’Appartamento ducale,
contiene pale d’altare provenienti da chiese e monasteri mantovani
 Galleria degli Specchi: in origine loggia aperta sul cortile d’onore, chiusa nel XVII prima di realizzare il grande ciclo di
affreschi sulla volta e lunette (1618) di Antonio Maria Viani. In particolare nei riquadri centrali: l’Olimpo, La Quadri-
ga del giorno, La quadriga della notte di collaboratori di Guido Reni. Gli specchi e le decorazioni neoclassiche sono
aggiunte nel 1773.

• Domus Nova:
 Sala degli Arcieri: ambiente solenne voluto da Vincenzo I ad inizio ‘600 e progettato da Antonio Maria Viani, pensa-
to come anticamera all’appartamento Ducale; con opere provenienti da chiese e monasteri soppressi. Tra questi:
▪ Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità del 1605 di Rubens (vi è solo la parte centrale, le altre parti so-
no: La trasfigurazione di Cristo (ora a Nancy) e Il battesimo di Cristo (ad Anversa)
▪ Moltiplicazione dei pani e dei pesci (1613-1622) di Domenico Fetti
 Stanza di Giuditta: 4 tele con Storie di Giuditta, soffitto in legno scolpito con emblema di Francesco II Gonzaga
(crogiuolo ardente in cui viene provata la purezza dei metalli preziosi
 Stanza del Labirinto: soffitto ligneo che rappresenta un labirinto con la scritta che si ripete “Forse che Sì, Forse che
No”; alle pareti tele di Palma il Giovane e Sante Peranda
 Stanza del crogiuolo: ripreso il soffitto della stanza di Giuditta
 Camera di Amore e Psiche: decorazione neoclassica
 Stanza dei quattro Elementi: 4 ovali alle pareti raffigurano acqua, aria, terra e fuoco opera di Giorgio Anselmi (1774)
 Dal Corridoio di Santa Barbara si giunge allo Scalone di Enea del ‘500 e si collega al Castello di San Giorgio
DUOMO:
[tutti i giorni 7/12-15/19]
• Intitolato a S.Pietro, costruito nel 1395-1401 su precedente chiesa romanica su commissione di Francesco IV Gonzaga
• Esterno:
 Campanile romanico (assieme ad alcune strutture murarie, è l'unica parte rimasta della precedente chiesa romanica)
 Fianco destro in stile gotico fiorito con bellissime guglie (unica parte rimasta di un ampliamento molto originale dei
fratelli veneziani Dalle Masegne, riprodotto nel dipinto "La cacciata dei Bonacolsi" di Domenico Morone esposto nel
palazzo ducale)
 Facciata odierna barocca in marmo di carrara realizzata nel 1761 da Nicolò Baschiera
• Interno:
 Progettato da Giulio Romano su commissione del cardinale Ercole Gonzaga dopo l'incendio del 1545, lavori finiti da
Girolamo Genga e Giovan Battista Bertani
 5 navate divise da colonne corinzie, soffitto a cassettoni e volte a botte
 Alla fine del braccio sinistro del transetto: Cappella del SS.Sacramento del XVII-XVIII sul culto della reliquia del San-
gue di Cristo
 Sul lato sinistro si accede al Santuario della Vergine Incoronata (disegnato da Luca Fancelli nel 1480) e alla sacrestia
con volta decorata con medaglioni di scuola del Mantegna
 Sul lato destro prezioso sarcofago paleocristiano del IV-V sec (tra la prima e seconda cappella)
 Sotto l'altare è sepolto S.Anselmo, patrono della città, morto nel 1086

MUSEO DIOCESANO:
[9.30/12-15/17.30 mar. festivi; ridotto €4 min 25pax o over 60; gratuito x sacerdoti]
• Ex-monastero di S.Agnese ora intitolato a Francesco Gonzaga, conserva il Tesoro del Duomo e opere sacre provenienti da
tutta la diocesi
 Dipinti dei sec. XV-XVIII
 Codici e messali miniati, reliquari
 Sculture medievali
 Smalti di Limoges
 Una delle maggiori collezioni mondiali di armature milanesi e bresciane del XV-XVI sec provenienti dal santuario di
S.Maria delle Grazie come ex-voto
• Si affaccia su una piazza ricavata dalla bonifica di un'area paludosa iniziata nel 1735 e su progetto di Paolo Pozzo del 1797,
questa piazza fu uno dei lasciti della dominazione napoleonica, la piazza fu dedicata a Virgilio (la colonna col busto del poe-
ta che c'era al centro fu distrutta dagli austriaci, sostituita nel 1927 dal monumento bronzeo progettato da Luca Beltrami
con ai lati la Poesia eroica e la Poesia pastorale)
PIAZZA BROLETTO:
• Ampliamento della città nel XII oltre il nucleo di piazza Sordello
• Vi si affacciano numerosi edifici di epoca comunale:
 Palazzo della Masseria (antica sede dell’amministrazione dei beni del Comune)
 Casa della Stadera o della pesa pubblica
 L’Università, o corporazione, dei mercanti
 Palazzo del Podestà, o Palazzo Vecchio
▪ Edificato nel 1227, fu sede del governo comunale fino al 1272 quando i Buona-
colsi salirono al potere
▪ Danneggiato da un incendio nel 1413, venne restaurato dai Gonzaga nel 1430 e poi nel 1462
▪ Facciata con nicchia con statua di Virgilio in cattedra del XIII
▪ Nel sottoportico dei Lattonai, l’apertura sul cortile d’onore con la scala esterna tardogotica
▪ Torre comunale: all’interno c’erano celle in cui venivano rinchiusi i prigionieri, alla sommità una cella campa-
naria dove vi era la campana usata per chiamare a raccolta il popolo
▪ Voltone a tutto sesto dell’Arengario collega il palazzo del podestà al Palazzo della Masseria

PIAZZA DELLE ERBE:


• Centro civile ed economico della città nel Medioevo dove ha sede da sempre il mercato di frutta e verdura
• Vi si affacciano:
 I portici x il mercato sul fianco della basilica di Sant’Andrea
 Torre dell’orologio [chiuso x restauri]:
▪ Eretta nel 1473 su progetto di Luca Fancelli
▪ Orologio con meccanismo che originariamente segnava anche i
mesi e la posizione degli astri
▪ Sotto il quadrante, statua del ‘600 della Madonna Immacolata
▪ Dalla porta della torre si accede al Palazzo della Ragione
 Palazzo della Ragione (metà del XIII sec), o Palazzo Nuovo [chiuso x
restauri]:
▪ Costruito come nuova sede del Comune e x amministrare la giustizia
▪ Facciata con grande portico aggiunto nel XV sec, al primo piano una fila di trifore e
sommità con merlatura
▪ Interno: unica grande sala con tracce degli affreschi originari
 Rotonda di S. Lorenzo
 Casa del mercante Boniforte (uno degli edifici privati + antichi della città, decorato in cotto
e fatto costruire nel 1455 dal mercante brianzolo di cui porta il nome)
 Basilica di S.Andrea

ROTONDA DI SAN LORENZO:


• XI sec, uno degli edifici religiosi + antichi, ispirata al mo-
dello del Santo Sepolcro di Gerusalemme e fatta costruire
da Matilde di Canossa
• Più bassa rispetto alla sede stradale perché più antica
delle strade limitrofe
• Restaurata nel 1926 quando vennero eliminate le case
del Ghetto che la coprivano
• Esterno: 2 corpi circolari sovrapposti, in mattoni, con lese-
ne e fregio ad archetti
• Interno: si articola nel deambulatorio e nel matroneo;
nelle volte resti di affreschi lombardi del XI tra cui il Cristo
Giudice.
BASILICA DI S.ANDREA:

• Progettata da Leon Battista Alberti nel 1470 per accogliere le reliquie del Sangue di Cristo
su commissione di Ludovico II Gonzaga, i lavori vennero continuati da Luca Fancelli
(architetto cresciuto alla corte dei Medici) x la morte dell’Alberti nel 1472.
• Una delle chiese + interessanti del Rinascimento italiano, la facciata è uno dei massimi
esempi di architettura
• Esterno:
 Campanile del 1413, unico resto della chiesa precedente
 Facciata: ripropone il modello degli archi trionfali romani; sopra il grande arco della volta interna, mai finito

• Interno: a croce latina con navata unica e volta a botte, con 6 cappelle su ogni lato
 Prima cappella a sinistra: Mausoleo di Mantegna con tele dei suoi allievi
 Terza cappella a destra: cappella di San Longino con la storia della reliquia
 Cripta con le reliquie del Sangue di Cristo
 Affreschi del Mantegna
• Cupola progettata da Filippo Juvarra (finita nel 1782) in stile barocco settecentesco: 12 finestre scandite da lesene, interna-
mente affrescata con Gloria del Paradiso del XVIII
• Dietro la basilica, in piazza Leon Battista Alberti, si possono vedere la fiancata incompiuta e un piccolo chiostro.

TEATRO SCIENTIFICO:
[mar-ven 10-13 e 15-18, festivi 10-18; int €2]
• Si trova all’interno del Palazzo dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti ed è stato realizzato da Antonio Galli Bibiena nel
1769 (periodo della dominazione austriaca)
• Facciata neoclassica rifatta nel 1773
• Interno:
 Notevole esempio di architettura e decorazione barocca
 sala con pianta a campana e capienza 350 persone
 4 ordini di palchi in legno dipinto ed effetti trompe-l’oeil
• Il 16 gennaio 1770 ospitò un concerto del tredicenne Mozart
CASA DI ANDREA MANTEGNA:
[10/12.30-15/18 chiuso il lun in caso di mostre]
• 1476: inizio costruzione su progetto di Mantegna che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita, la costruzione durò per circa
20 anni
• Edificio cubico con cortile centrale cilindrico forse un tempo chiuso da una cupola poi crollata
• Esterno in mattoni, stanze con camini e frammenti di fregi affrescati

TEMPIO DI S.SEBASTIANO:
[mar-dom 10.30/12.30-15/17]
• 1460: Progetto di Leon Battista Alberti su commissione di Ludovico II Gonzaga con impianto a
croce greca (soluzione anticipatrice x l'epoca simile ad un mausoleo celebrativo) che prevede-
va una cupola emisferica all'incrocio delle volte
• Inizi '500: terminata da Luca Fancelli, ma non corrisponde al progetto originale
• 1925: aggiunte le due scalinate laterali quando la chiesa fu trasformata in famedio x i caduti, le
scale coprono le porte originali che davano accesso alla cripta
• Interno:
 Altare maggiore circondato da una pergola del XVI con colonne toscane
 A destra sarcofago dedicato ai Martiri di Belfiore (dove sono sepolti i resti di 3 patrioti)
 A sinistra il monumento ai partigiani caduti nelle lotte di liberazione

CHIESA DI S.MARIA DEL GRADARO (1295):


• Esterno:
 Facciata romanica a capanna con rosone centrale e archetti pensili sotto la cornice
 Portale e le due aperture laterali sono gotici
• Interno:
 3 navate separate da archi ogivali
 Nel presbiterio resti di importanti affreschi in stile bizantino
• Dal 1775 al 1917 fu adibita assieme al convento a magazzino e caserma, poi riportata alle forme originali
PALAZZO TE:
[lun 13.00-19,30 / mart-dom 9.00-19.30; ridotto €.8 x gruppi min 20 max 30 e over 65; int. €.12]
• Il nome deriva da quello dell’isola su cui sorgeva: Teieto, poi abbreviato in Te
(dubbio se derivi da Tiglieto o dal latino attegia=capanna)
• Villa di delizie progettata ed affrescata da Giulio Pippi detto Romano (erede di
Raffaello e nominato dai Gonzaga “Prefetto delle Fabbriche”) nel 1525 per Federico
II, dove si trovavano le famose stalle dei Gonzaga
• Dopo la caduta dei Gonzaga fu più volte adibita a caserma (austriaci, truppe napo-
leoniche…), restaurata nel 1989
• Esterno:
 Edificio basso, a pianta quadrata con finto bugnato per dare un aspetto rustico
 uso dell’ordine unico, pilastri dorici, basamento a finti conci rustici
 Piano terra leggermente rialzato per via delle piene del Mincio
 Facciata settentrionale: lavorata ad intonaco con finto bugnato, finestre entro archi e lesene, 3 archi al centro che
definiscono un porticato in corrispondenza della Loggia delle Muse (ingresso originario), metope ornate da imprese
Gonzaghesche
 Facciata occidentale: motivo a finto bugnato e lesene, al centro unico portale con accesso al vestibolo
 Facciata meridionale: non finita, con paramento piatto in intonaco
 Differenze che rivelano licenze e inganni con cui Giulio Romano si libera della ripetitiva metrica dei classicisti

• Interno affrescato da Giulio Romano e dai suoi allievi (culmine della pittura manierista=alla maniera moderna):
 Gli ambienti x la servitù sono al piano superiore (al contrario rispetto all’uso comune in quel periodo)
 Atrio: interpretazione dell’Atrium della Domus di Vitruvio, volta a botte con cassettoni ottagonali ispirati ai lacunari
della Basilica di Massenzio, colonne appena sbozzate per aspetto rustico
 Camera di Tiziano: Ritratto di Giulio Romano del Tiziano
 Camera di Ovidio o delle Metamorfosi:
▪ camino in marmo rosso di Verona con cappa con l’impresa dell’Olimpo e sull’architrave la scritta
“F<edericus> II G<onzaga> M<archio> M<antuae> V”=“Federico II Gonzaga quinto marchese di Mantova”
▪ Decorazioni pittoriche ispirate a quelle che venivano scoperte a Roma nelle rovine della Domus Aurea
▪ Nel paesaggio a destra della finestra, veduta dell’isola del Te con il palazzo in costruzione
▪ Partendo dalla parete di ingresso verso destra sono raffigurati: Orfeo agli Inferi, Punizione di Marsia (a cui si
ispirò Tiziano x una sua tela), il Giudizio di Paride, Bacco e Arianna, Danza di Satiri e Menadi, La sfida tra
Apollo e Pan, Dioniso ebbro e Menadi che tormentano un satiro
 Camera delle Imprese:
▪ Nel fregio un’antologia di “imprese” dei Gonzaga (emblema costituito da un’immagine e da un motto che
esprime valori cari a chi l’adottava o vicende storiche o segreti amorosi:
▪ Parete opposta alla finestra:
1. Impresa del Sole—Sole raggiante con motto “per un desir/disir” - significato ignoto
2. Stemma dei Gonzaga
STORIA:

• VII sec: Castrum bizantino fortificato con funzione antilongobarda nei pressi di insediamenti sulle rive del Po esistenti fin
dal II sec. (posizione strategica perché posta alla diffluenza del Po nei 2 rami deltizi allora principali)
• 757: Bolla papale che cita l'esistenza di una città di nome FERRARIA
• IX-X sec: Ferrara si afferma come polo commerciale (grazie al porto sul Po) e contemporaneo declino di Ravenna e della
sua influenza (il territorio era sotto il controllo dello Stato della Chiesa e in particolare degli arcivescovi ravennati)

• 986: il ducato di Ferrara viene assegnato dal papa al marchese Tedaldo di Canossa (progressivo e sistematico incastella-
mento del territorio con castelli a 3 diverse altitudini, comunicanti con specchi o fuochi), costruzione di Castel Tebaldo.
• 1052: Matilde di Canossa rimane l’unica erede alla morte del padre, ma i ferraresi rifiutano di riconoscerne il dominio
(sostenuti dall’imperatore), solo nel 1101 riesce a riconquistare la città assediandola. Alla sua morte nel 1115 lascia l’intero
patrimonio alla Chiesa.
STORIA:
• XII sec: diventa un libero Comune dopo la fine del controllo dei Canossa (1115 muore la contessa Matilde di Canossa) che
erano mal sopportati dai cittadini e considerati governo esterno
• 1152: Rotta di Ficarolo - viene deviato il corso del Po e il porto di Ferrara si interra - fine delle fortune commerciali, la città
è costretta a mutare la propria economia da commercio fluviale ad agricoltura
• 1196: Azzo VI d'Este nominato podestà (sarà nominato 2 volte): inizia la lunga stagione della Signoria Estense
• XIII-XIV sec: ininterrotte le lotte per il potere, soprattutto con la Repubblica di Venezia, solo alla fine del '300 gli Estensi
hanno il totale controllo sulla città simboleggiato con la costruzione del Castello voluta da Niccolò II (1385)
• 1386: addizione di Niccolò II da parte di Bartolino da Novara, qui presero posto le residenze dei dignitari di corte
• 1391: fondazione dell'Università, forse la prima d’Europa, grazie ad Alberto V
• 1451: addizione di Borso, per popolare le aree lasciate libere dallo spostamento dell’alveo del Po
• Borso ottiene l'assunzione del ducato di Modena e Reggio
• Borso rimane scapolo e indica come successore Ercole I (erede legittimo) che sposerà la figlia del re di Napoli, Eleonora
d'Aragona: i loro figli sono Isabella (matrimonio con Francesco Gonzaga di Mantova), Beatrice (matrimonio con Ludovico il
Moro Sforza di Milano), Alfonso I (sposa prima Anna Sforza e poi nel 1502 Lucrezia Borgia, figlia prediletta e illegittima del
papa)
• 1492: addizione di Ercole I, progettata da Biagio Rossetti: primo piano regolatore della storia, il suo progetto si basò sulla
costruzione di una rete stradale sul modello delle città dell'antica Roma (due vie principali tra loro perpendicolari, paralle-
lamente alle quali sarebbero state costruite tutte le altre: "città a scacchiera") e sull'inserimento degli edifici ducali e delle
nuove mura. Ma l’addizione non fu una rigida applicazione di teorie sulla città ideale, bensì uno studio metodico della città
medievale e un’attenta ricucitura tra le due parti. Punto focale diventa il Quadrivio dei Diamanti. La città diventa un impor-
tante centro umanistico che ospita i maggiori poeti italiani del ‘400-’500: Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto, Torqua-
to Tasso e famosi pittori quali Tiziano, Cosmé Tura, Lorenzo Costa e il Guercino. Ferrara viene considerata la prima città

Terza addizione 1492


di Ercole I

Prima addizione 1386


Fortezza dell’inizio
di Nicolò II
del ‘600

Seconda addizione 1450


di Borso

moderna d’Europa.
• Dopo la morte di Alfonso I comincia il declino (alluvioni, rotture degli argini del Po, pestilenze e carestie, contrasti con il
papa)
• 1598: la città torna sotto l'influenza di papa Clemente VIII dopo la morte di Alfonso II senza eredi legittimi
• XVII-XVIII sec: periodo della "legazione" sotto il governo pontificio (si alterna alla reggenza un cardinale ogni 3 anni), è un
periodo in cui la gestione delle terre e delle acque subisce involuzioni e la vita sociale e culturale perde vivacità
• 1796: le truppe napoleoniche arrivano a Ferrara
• 1860: annessione al Regno d'Italia tramite plebiscito
• 1938: deportazione della comunità ebraica
• Fine XX sec: industrializzazione e Ferrara "città d'arte”
CATTEDRALE (SAN GIORGIO):
[lun-sab 7.30/12-15/18.30; festivi 7.30/12.30-15.30/19.00; S.Messa h.8/9.30/10.30/11.30/18/19]
• A lato della piazza si trova la Torre dell’Orologio, di origine medievale, aspetto attuale nel 1603, sorgeva accanto al Palazzo
della Ragione, oggi distrutto.
• Nel 1135 viene inaugurata, al di fuori delle mura, la cattedrale di S.Giorgio, voluta da Guglielmo II degli Adelardi (uno dei
personaggi illustri + ricchi della città) e ideata dall’architetto-scultore Nicolò (lo stesso della Sacra di San Michele).
• Sul fianco meridionale sono visibili, incisi, gli statuti risalenti al 1173 del libero comune sorto alla morte di Matilde. Il duo-
mo diventa l’epicentro del “quartiere di comando” composto da palazzo ducale, palazzo del Vescovo e Castello.
• Esterno:
 Facciata tripartita da contrafforti cuspidati, con linee romaniche nella parte bassa e gotiche sopra nelle logge, nelle
bifore e nei rosoni. A fianco della porta di destra: nicchia con statua di Alberto V d’Este che ottenne dal papa la bolla
x fondare l’università (1391). A lato della porta sinistra: lapide che ricorda il passaggio di Ferrara dagli Este a papa
Clemente VIII (1598)
 Portale centrale del XII con lunetta raffigurante San Giorgio che uccide il drago (di Nicolò) e telamoni (copie di quelli
conservati all’interno), protiro con timpano raffigurante il Giudizio Universale, loggia a baldacchino sottostante con
Madonna col Bambino in terracotta del 1427
 Loggia dei merciai: costruita nel XV per alloggiare le botteghe artigiane. Prima del 1737 c’era una maestosa Porta
dei Mesi con formelle ora al museo della cattedrale
 Campanile: rinascimentale, scandito da 4 blocchi sovrapposti (fondamenta del 1412, mentre il progetto della torre è
di Leon Battista Alberti (1450)
• Interno:
 Settecentesco, modificato con riduzione da cinque a tre navate e aggiunta dell’atrio
 Sulla controfaccia: affreschi con Santi Pietro e Paolo del Garofalo; all’ultimo altare della navata destra il Martirio di
San Lorenzo (1629) del Guercino; nella terza cappella: Vergine in gloria con le Sante Barbara e Caterina del Bastiani-
no (1565); sesta cappella navata sinistra: Incoronazione della Vergine del Francia (1506); terza cappella navata sini-
stra: Madonna in trono con Bambino e Santi del Garofalo.
 Fonte battesimale bizantino e coro ligneo cinquecentesco con 150 stalli decorati con fregi e insegne estensi
 L’affresco del catino absidale è del 1580 del Bastianino che si era ispirato al Giudizio Universale di Michelangelo
nella Cappella Sistina.
CASTELLO ESTENSE (CASTELLO DI SAN MICHELE):
[lun-ven 9.30-17.30; int. €6; ridotto €4 x grp 15 pax e over 65; + €2 supplemento Torre dei Leoni; €.8 ridotto con mostra Sgarbi]
• I lavori cominciarono il 29 settembre 1385, giorno di San Michele, protettore di rocche e fortezze, (prima c’era una torre di
guardia del XIII) e fu eretto come fortezza da Bartolino da Novara per Nicolò II d’Este (detto lo Zoppo): alla torre dei Leoni
vengono affiancate altre 3 torri collegate da corpi di fabbrica e creando il cortile interno
• 1450 Borso d’Este ne adibisce alcune stanze a residenza
• 1479 con Ercole I e sua moglie Eleonora d’Aragona diventa dimora ducale: il ponte di collegamento al palazzo Comunale
viene trasformato nella Via Coperta e l’edificio inizia a diventare una residenza principesca rinascimentale
• Inizio ‘500, Alfonso I esegue lavori nelle stanze ai piani superiori come l’appartamento-studio di Ercole I, i Camerini Dorati
(o Camerini d’Alabastro)
• Ercole II: rifacimento dell’ala Sud a seguito dell’incendio del 1554
• Alfonso II: lavori di ristrutturazione a seguito del terremoto del 1570
• 1598: Ferrara passa allo Stato Pontificio quindi non vennero più fatti interventi significativi sul Caatello
• Esterno:
 Le torri: quella sull’angolo nord-est (Torre dei Leoni) era parte di una fortificazione precedente, le altre erano inizial-
mente + piccole
 La Via Coperta: congiunge il castello al Palazzo Comunale così gli Este non dovevano scendere in strada
 Fossato: funzione di isolare il castello dalla città, funzione difensiva del castello (Nicolò II decise di costruire il castel-
lo dopo un’insurrezione popolare per il crescente aumento delle tasse)
• Cortile: un tempo aveva un portico con archi a sesto acuto, poi sostituito dal grande loggiato
CASTELLO ESTENSE (CASTELLO DI SAN MICHELE):

• Interno piano terra:


 Sale Gotiche: sono le + antiche del Castello, contengono una raccolta di oggetti e
manufatti legati alla storia del castello e della città
 Cucine ducali: antichi camini
 Le prigioni:
▪ situate alla base della Torre dei Leoni, non vi venivano impri-
gionati detenuti comuni, ma personaggi illustri colpevoli di
reati contro la famiglia d’Este (a volte anche membri della fa-
miglia stessa)
▪ furono in uso fino all’800
▪ Cella di don Giulio: vi fu incarcerato per 53 anni Giulio d’Este,
fratello del duca Alfonso I (assieme all’altro fratello Ferrante,
anch’esso incarcerato nelle prigioni, congiurarono contro il
duca)
▪ Scendendo una ripida scala fino ai sotterranei: prigione di Ugo,
figlio del marchese Nicolò III, e di Parisina Malatesta, matrigna
di Ugo: furono accusati di adulterio, incarcerati qui e decapitati
(1425)
CASTELLO ESTENSE (CASTELLO DI SAN MICHELE):

• Interno piano nobile:


Da una rampa anticamente destinata all’artiglieria si arriva al primo piano, ai seguenti ambienti:
 Loggia delle Duchesse
 Loggia e Giardino degli Aranci: elegante terrazza pensile affacciata sulla città, dotata di piccola loggia e muretto or-
nato da merli, usato come ritrovo dalle dame di corte
 Camerino dei Baccanali: così chiamato per i 3 affreschi dedicati al mito di Bacco
 Cappella Ducale: voluta da Renata di Francia, moglie di Ercole II, piccolo ambiente con pareti rivestite in marmi poli-
cromi e volta affrescata con raffigurazione degli Evangelisti, non vi sono altre immagini.
 Le sale affrescate (note come Appartamento dello Specchio) dal 1574 da Ludovico Settevecchi, Leonardo da Brescia
e dal Bastianino per volere di Alfonso II, ne fanno parte:
▪ Sala d’Aurora: il tema è il trascorrere del tempo con le 4 parti del giorno raffigurate (Aurora, Giorno, Tramon-
to e Notte)
▪ Saletta dei Giochi e Salone dei Giochi: sono rappresentati esercizi ginnici e competizioni come la lotta greco-
romana
 Saletta dei Veleni: probabilmente utilizzata dal farmacista di corte,
anche per preparare veleni contro i nemici
 Sala degli Stemmi: doppia decorazione del periodo pontificio
▪ La prima: serie di scudi con triregno e chiavi di Pietro e stemmi
di papi;
▪ La seconda del 1857, eseguita in occasione della visita di Pio
IX, con stemmi e vedute di Ferrara
 Sala della Devoluzione: con soffitto affrescato ottocentesco con la
Devoluzione di Ferrara del 1598, ossia il passaggio della città allo Sta-
to pontificio
 Sala del Governo: voluta da Ercole II con soffitto originario a lacunari
dipinti e dorati con raffigurazione del dio Pan e altre figure mitologi-
che