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AGENDA 2030

OBIETTIVO 14
AGENDA 2030-OBIETTIVO 14

L'AGENDA 2030
▸ L’Agenda 2030 per lo Sviluppo
Sostenibile è un programma d’azione
per le persone, il pianeta e la prosperità
sottoscritto nel settembre 2015 dai
governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.
Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo
Sostenibile (Sustainable Development
Goals, SDGs) in un grande programma
d’azione per un totale di 169 ‘target’ o
traguardi.

▸ L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo


Sviluppo Sostenibile ha coinciso con
l’inizio del 2016, guidando il mondo
sulla strada da percorrere nell’arco dei
prossimi 10 anni: i Paesi, infatti, si sono
impegnati a raggiungerli entro il 2030.
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L'OBIETTIVO 14
▸ CONSERVARE E UTILIZZARE IN MODO SOSTENIBILE GLI
OCEANI, I MARI E LE RISORSE MARINE PER UNO SVILUPPO
SOSTENIBILE.

▸ Il Goal 14 si prefigge la conservazione degli oceani, dei mari e


delle risorse marine, elementi fondamentali per la salute e la
salvaguardia dell’intero pianeta. Il clima, la disponibilità d’acqua
dolce e di cibo, persino l’aria che respiriamo sono regolati dal
mare. Oceani sani e produttivi preservano gli ecosistemi marini e
costieri, garantendo ai paesi e alle popolazioni che si affacciano
sul mare un’economia florida.

▸ La tutela del mare si basa sulla protezione e sulle azioni di


recupero e di ripristino degli ecosistemi, tramite il contrasto
degli effetti negativi provocati dalle pratiche di pesca distruttive.

▸ Le attività umane, se non regolamentate, provocano


l’esaurimento delle riserve ittiche e la perdita lungo le coste di
habitat naturali. Il 30% di questi ultimi è stato cancellato e il 20%
delle barriere coralline è stato distrutto.

▸ Devono essere quindi adottate politiche di gestione sostenibile


della pesca, dell’acquacoltura e del turismo, insieme a politiche
per la conservazione della biodiversità marina.
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IN ITALIA
▸ Il nostro paese è molto importante, perché al centro del Mediterraneo. L’Italia ha un grosso sforzo di
pesca, che va ridotto e avere delle aree marine in buono stato ecologico con un incremento delle zone
protette per un ripopolamento e una rigenerazione degli ecosistemi marini.

▸ Per ora, il grafico elaborato dall’ASviS per il Goal 14 mostra un andamento che migliora dal 2010 al 2015
grazie alla crescita significativa dell’indicatore relativo alle aree marine protette, per poi peggiorare
sensibilmente nel 2016 e nel 2017, a causa dell’aumento dello sovrasfruttamento degli stock ittici, il cui
dato si attesta all’83,3% rispetto a una media europea del 42%.

▸ Molto importante è il recupero dei rifiuti in mare e la diffusione di plastica biodegradabile.


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IN EUROPA
▸ L’unione europea ha stipulato delle leggi riguardanti la riduzione
dell’incidenza di determinati prodotti di plastica (direttiva UE 2019/904) e la
protezione dell’ambiente marino dai rifiuti e dagli scarichi delle navi(direttiva
UE 2019/883).

▸ La politica comune della pesca stabilisce le norme sulla gestione delle flotte
pescherecce europee e sulla conservazione degli stock ittici, riducendo al
minimo gli impatti negativi e prevenendo il degrado dell'ambiente marino.
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CONTESTO INTERNAZIONALE
▸ Gli oceani del mondo influenzano i sistemi globali che rendono la Terra un luogo
vivibile per il genere umano. L’acqua piovana, l’acqua che beviamo, il meteo, il
clima, le nostre coste, molto del nostro cibo e persino l’ossigeno presente nell’aria
che respiriamo sono elementi in definitiva forniti e regolati dal mare. Nel corso
della storia, gli oceani e i mari sono stati e continuano ad essere canali vitali per il
commercio ed il trasporto.

29%

71%
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FATTI E CIFRE
▸ Gli oceani coprono i tre quarti della superficie terrestre, contengono il 97% dell'Acqua presente sulla Terra e rappresentano il 99%
di spazio, in termini di volume, occupato sul pianeta da organismi viventi.

▸ Più di 3 miliardi di persone dipendono dalla biodiversità marina e costiera per il loro sostentamento.

▸ Gli oceani contengono approssimativamente 200.000 specie identificate, ma i numeri reali potrebbero aggirarsi rientrare nell’ordine
dei milioni.

▸ Gli oceani assorbono circa il 30% dell’anidride carbonica prodotta dagli umani, mitigando così l’impatto del riscaldamento globale
sulla Terra.

▸ Il 40% degli oceani del mondo è pesantemente influenzato dalle attività umane, il cui impatto comprende l’inquinamento,
l’esaurimento delle riserve ittiche e la perdita di habitat naturali lungo le coste.
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TARGET
▸ Entro il 2025, prevenire e ridurre in modo significativo l'inquinamento marino di tutti i tipi, in particolare quello
proveniente dalle attività terrestri, compresi i rifiuti marini e l'inquinamento delle acque da parte dei nutrienti;

▸ Entro il 2020 gestire e proteggere in modo sostenibile gli ecosistemi marini e costieri per evitare impatti negativi
significativi, anche rafforzando la loro capacità di recupero e agendo per il loro ripristino, al fine di ottenere oceani
sani e produttivi;

▸ Entro il 2020, regolare efficacemente la raccolta e porre fine alla pesca eccessiva, la pesca illegale, quella non
dichiarata e non regolamentata e alle pratiche di pesca distruttive, e mettere in atto i piani di gestione su base
scientifica, al fine di ricostituire gli stock ittici nel più breve tempo possibile, almeno a livelli in grado di produrre il
rendimento massimo sostenibile come determinato dalle loro caratteristiche biologiche;

▸ Entro il 2020, proteggere almeno il 10 per cento delle zone costiere e marine, coerenti con il diritto nazionale e
internazionale e sulla base delle migliori informazioni scientifiche disponibili;

▸ Entro il 2030, aumentare i benefici economici derivanti dall'uso sostenibile delle risorse marine per i piccoli Stati
insulari e i paesi meno sviluppati, anche mediante la gestione sostenibile della pesca, dell'acquacoltura e del
turismo;

▸ Aumentare le conoscenze scientifiche, sviluppare la capacità di ricerca e di trasferimento di tecnologia marina,


tenendo conto dei criteri e delle linee guida della Commissione Oceanografica Intergovernativa sul trasferimento di
tecnologia marina, al fine di migliorare la salute degli oceani e migliorare il contributo della biodiversità marina per
lo sviluppo dei paesi in via di sviluppo, in particolare i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i paesi meno sviluppati;

▸ Assicurare ai piccoli pescatori artigianali l’accesso alle risorse e ai mercati marini;


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SITUAZIONE ATTUALE
▸ La maggior parte degli stock ittici è in sovrasfruttamento. La pesca intensiva nell’Atlantico nord orientale (e aree
adiacenti) e nell’area geografica del Mediterraneo (Occidentale) dovrebbe essere maggiormente contenuta per
rientrare nei livelli biologicamente sostenibili.

▸ In Italia, la superficie delle aree marine protette è pari complessivamente a 3.020,5 chilometri quadrati. I tre quarti
delle aree protette si trovano in Sardegna, Sicilia e Toscana. Le Aree marine comprese nella rete Natura 2000 hanno
nel 2017 una estensione pari a 5.878 chilometri quadrati.

▸ La percentuale di coste marine balneabili è pari al 66,9% nel 2017. La quota di costa non balneabile comprende le
zone che presentano rischi di natura igienico-sanitaria o di sicurezza, ma anche le aree militari, i porti, le foci di fiumi
e le aree soggette a tutela naturale. Le variazioni nel corso degli anni sia della estensione delle aree marine protette,
sia della percentuale di costa marina balneabile sono marginali, soprattutto se valutate a livello medio
nazionale, mentre emergono tendenze differenziate a livello regionale.
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L'ECONOMIA CIRCOLARE
▸ L’economia circolare è particolare perché è un'economia pensata per potersi
rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli
biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere
rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

▸ È un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi,


riducendo al massimo gli sprechi.
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L'ONU
▸ L’ONU è un’ unione di 193 Stati la cui adesione ha carattere volontario. La sede centrale delle Nazioni Unite si trova a New
York (USA) e l’attuale Segretario Generale è António Guterres.

▸ L’ONU è stata costituita fra gli Stati che hanno accettato di aderire agli obblighi stabiliti dalla Carta delle Nazioni Unite,
sottoscritta durante la conferenza di San Francisco il 26 giugno 1945.

▸ Come già i membri della precedente Società delle Nazioni, anche i fondatori dell’ONU erano convinti del fatto che fosse
possibile impedire le guerre solo se i singoli Stati avessero organizzato in modo migliore le proprie relazioni reciproche.

▸ Le delegazioni di 51 Stati, fra cui i principali Paesi vincitori della II guerra mondiale (USA, Gran Bretagna, Francia, Unione
Sovietica e Cina) si riunirono per trovare una via comune che salvaguardasse la pace e la sicurezza mondiali, per istituire tra le
nazioni una cooperazione economica, sociale e culturale, per favorire la via diplomatica nelle controversie internazionali.
Antonio Bertolin / Margherita Mordenti