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Assegno

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L'assegno bancario (detto anche, alla francese, chèque) è uno strumento di


pagamento che consente al titolare di un conto corrente bancario il pagamento
di una somma ad un altro soggetto o a se stesso.

Indice

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• 1 Requisiti per l'emissione


o 1.1 Girata
o 1.2 Non trasferibile
o 1.3 Sbarramento
 1.3.1 Incasso di un assegno in forma liquida
o 1.4 Spillatura
• 2 L'assegno circolare

• 3 Incasso

Requisiti per l'emissione [modifica]


Vi sono due condizioni affinché un assegno bancario sia valido:

• Il rapporto di provvista ovvero la presenza della somma di denaro


all'interno del conto (altrimenti l'assegno viene considerato scoperto)
• La concessione da parte della banca di emettere assegni (convenzione
assegno)

Fisicamente, gli assegni bancari sono moduli compilabili raccolti in libretti


distribuiti dagli stessi enti bancari in cui deve essere indicata la denominazione
ed indirizzo della banca trattaria. Compete al soggetto che emette l'assegno
l'indicazione di:

• Data e luogo
• Importo da pagare
• Nome del soggetto a cui è destinata la somma
• Firma di colui che l'ha emesso

La banca può rifiutare di pagare un assegno se esso non è stato compilato


secondo precisi criteri (rifiuto di traenza). L'importo in numeri deve essere
indicato con virgola seguita da due decimali (00 se è una cifra tonda). Prima del
numero e dopo l'ultima cifra decimale è consigliabile apporre una barra del tipo
"#" ("sharp" o segno di "cancelletto") per impedire a terzi la modifica
dell'importo. Analoga è la modalità di compilazione dell'importo in lettere: in
particolare, in lettere deve essere indicato la parte intera della somma seguita
dal segno "/" e dalla parte decimale in cifre (anche se è inserita nel campo
dedicato alla scrittura letterale).

In caso di diversa indicazione dell'importo, legislativamente prevale la parte


letterale ma è ormai consuetudine rifiutare l'assegno e farlo rinegoziare dal
beneficiario dopo le opportune modifiche da parte del traente.

Gli utenti che firmano assegni scoperti si dicono "protestati". Il protestato perde
il diritto ad emettere assegni e l'accesso al credito. I nominativi sono
memorizzati nella Centrale di Allarme Interbancaria che è prassi consultare
prima dell'erogazione di ogni prestito. In passato la firma di assegni scoperti era
un reato.

Girata [modifica]

Con il termine girata si intende un negozio giuridico cartolare astratto, con cui
il girante (colui che "cede" il titolo) ordina che il pagamento dell'assegno venga
effettuato nei confronti del giratario. La girata, che può essere effettuata più
volte, si concretizza apponendo una firma nell'apposito spazio sul retro
dell'assegno, indicando il nome del giratario, ovvero la persona a cui si intende
trasferire il diritto soggettivo di esigere la prestazione risultante dal titolo. Con
l'apposizione di detta firma, il beneficiario si assume la responsabilità del buon
esito del pagamento, innestando così la funzione di garanzia propria di tale
negozio giuridico in base al quale il girante risponde nei confronti dei giratari
successivi, diventando così obbligato di regresso. Tale responsabilità può però
essere eliminata con l'apposizione della clausola senza garanzia, che elimina la
responsabilità nei confronti dei successivi giratari, o ancora, se l'intenzione di
eliminare tale responsabilità sia di un soggetto il quale titolo è pervenuto già
girato, egli dovrà apporre la clausola c.d. non all'ordine, che evita la
responsabilità del girante nei confronti dei giratari successivi ai sensi dell'art.
21 l. ass. (R.D. 1736/1933). Tale clausola, se apposta dall'emittente, avrà
funzione diversa: escluderà la circolazione cartolare, sempre che le parti non
decidano di far circolare l'assegno sul quale tale clausola è apposta, con le
forme e gli effetti della cessione ordinaria (pagamento in contanti del chéque).

Non trasferibile [modifica]

La clausola non trasferibile impedisce la girata dell'assegno, e di fatto rende


l'assegno un titolo nominativo, consentendone l'incasso al solo beneficiario. Si
può apporre la clausola "non trasferibile" anche dopo una o più girate
(penultimo comma art.43 della Legge sull'assegno) onde evitare ulteriormente
la circolazione dell'assegno. Per prevenire il riciclaggio del denaro, e in
ossequio alla preposta normativa (L. 197/1991) è obbligatorio apporre tale
clausola, sin dall'emissione, ad ogni assegno di importo pari o superiore a
12.500 €: tale normativa è entrata in vigore il 25 giugno 2008 (D. L. 112 DEL
25/6/2008 - modifica della normativa del 30 aprile che introduceva una soglia
ancora più restrittiva pari a 5.000 €).

Il 19 gennaio 2007 un decreto d'urgenza del Governo ha apportato alcune


modifiche alla legge riguardante il rilascio dei libretti di assegni. In precedenza,
il correntista otteneva dalla banca un libretto di assegni che, salvo diversa
indicazione, potevano essere girati a creditori terzi. Su ogni assegno, un
apposito spazio bianco permetteva di specificare la non trasferibilità, ossia che
tale titolo di credito poteva essere presentato all'incasso solamente dal
beneficiario. Attualmente, al correntista viene consegnato un libretto di assegni
personali e non trasferibili; i vecchi libretti devono essere richiesti
esplicitamente e comportano una imposta di bollo di 1,5 euro cadauno, versata
alla Banca e da questa allo Stato. L'introduzione di tale normativa costituisce
un deterrente al riciclaggio di denaro sporco, poiché i continui passaggi da un
conto corrente all'altro mediante girata rendevano difficile la tracciabilità del
denaro di provenienza mafiosa o illegale.

Sbarramento [modifica]

Lo sbarramento, cioè l'apposizione di due sbarre sulla facciata anteriore


dell'assegno, indica l'obbligo per la banca dell'emittente di pagare l'assegno solo
a un'altra banca o a un proprio cliente. A tal proposito si deve fare attenzione se
fra le due sbarre vi sia la semplice dicitura di "banchiere", poiché in tale caso
l'assegno può essere pagato solo a un proprio cliente o a qualsiasi banca (ipotesi
di "sbarramento generale"). Nel caso in cui fra le due sbarre vi sia stato
invece apposto il nome di un banchiere, il soggetto legittimato al pagamento
sarà infatti il banchiere indicato, ovvero, se quest'ultimo soggetto è il trattario,
il pagamento verrà effettuato in favore di un suo cliente (ipotesi di
"sbarramento speciale").

In altre parole a un beneficiario di un assegno sbarrato che non sia titolare di


alcun conto corrente è preclusa ogni possibilità di incasso del titolo in forma
liquida. Ad ogni modo, si ricorda che - quando l'assegno non è sbarrato - non è
sempre possibile incassarlo recandosi presso la filiale di emissione.

Incasso di un assegno in forma liquida [modifica]

L’art. 31 del R.D. che regola la normativa sugli assegni bancari recita
testualmente: "L'assegno bancario è pagabile a vista". L'incasso di un assegno
in forma liquida dovrà avvenire presso la filiale della banca dove risiede il c/c
del traente muniti di un documento di riconoscimento valido. Rimane anche la
possibilità di versare il titolo di credito presso il proprio istituto bancario.

Spillatura [modifica]
Con la spillatura si indica che un assegno non è più valido, ossia che ha finito
di circolare. Per rendere spillato un assegno basta tagliarne l'angolo superiore
sinistro. Lo fa naturalmente la banca stessa al momento dell'incasso.

L'assegno circolare [modifica]


Gli assegni circolari sono predisposti dall'istituto bancario quando il denaro
necessario al pagamento è già disponibile presso l'istituto stesso.

Si tratta di un titolo di credito all'ordine emesso da un istituto di credito a ciò


autorizzato dalla Banca d'Italia, ed è esigibile a vista presso una qualunque
sede, succursale o agenzia della banca emittente. Non può essere al portatore in
quanto equivarrebbe ad autorizzare le banche a produrre banconote. Il diritto
del beneficiario a riscuotere la somma indicata sull'assegno circolare è però
trasferibile mediante girata (se di importo inferiore ad € 12.500,00; per importi
superiori l'assegno deve essere, come detto, non trasferibile).

Al fine di garantire i beneficiari degli assegni circolari, gli stessi indicano


l'importo massimo per il quale possono essere emessi.

Un'altra garanzia è data dal fatto che ogni istituto che li emette deve depositare
una cauzione presso la Banca Centrale proporzionata all'ammontare dei titoli
emessi.

Incasso [modifica]
Gli assegni su piazza devono essere riscossi entro 8 giorni successivi alla data
indicata, entro 15 se fuori piazza. Oltre tale termine l'assegno può essere
incassato ugualmente, ma se dall'altra parte il conto è stato chiuso o non è
coperto, non è possibile protestarlo, pertanto vi è il rischio che l'ordine di
pagamento venga revocato dal traente. L'arricchimento indebito in materia di
assegno prende il nome di locupletazione (come per l'arricchimento senza causa
civilistico