Sei sulla pagina 1di 13

Unità 6

Il territorio dell’inconscio:
la psicoanalisi

Agli occhi di molte persone la psicoanalisi costituisce l’immagine pal-


pabile della psicologia. Ma questo non è corretto, perché queste due
discipline hanno origine, storia e procedure di ricerca molto diverse.
Eppure, in qualche modo la psicoanalisi sembra compendiare in sé
la “missione” che segretamente la gente affida al sapere psicologico:
I contenuti dell’Unità
penetrare all’interno della mente, coglierne i più riposti segreti,
squarciare i veli che spesso ce ne nascondono le dinamiche. 1. Quell’oscuro oggetto del pensiero...
• Che cos’è la psicoanalisi?
Si tratta, ovviamente, di una rappresentazione semplicistica, che cela
• Che cos’è l’inconscio e che cosa contiene?
una pretesa probabilmente eccessiva da parte del sapere psicoanaliti-
co; tuttavia la psicoanalisi è stata e rimane una proposta teorica forte 2. Esplorare l’inconscio
e dirompente, che ha inteso proporre un’immagine della mente, • È possibile accedere all’inconscio? Come?
dell’uomo e della società alternativa e provocatoria rispetto alle 3. L’inconscio nella vita quotidiana
visioni tradizionalmente fornite dalla scienza, dalla religione, dalla cul- • Che cosa sono gli “atti mancati”?
tura. Scoprirne le origini e analizzarne le idee di fondo è l’obiettivo che • I sogni si possono interpretare?
ci proponiamo in questa Unità.
4. La teoria freudiana della sessualità
• In che senso la sessualità è una pulsione originaria?

5. La psiche umana: una sfida a tre


• Che cosa vuol dire che l’Io è il frutto del conflitto tra Es e Super-Io?
MENTE E
APPRENDIMENTO
6. Dall’individuo alla società: Il disagio della civiltà
RELAZIONI EDUCAZIONE • Quali conseguenze ha la teroia freudiana sull’interpretazione della vita sociale?
168 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 Il territorio dell’inconscio:la psicoanalisi 169

1. Quell’oscuro oggetto del pensiero… All’epoca, la medicina non disponeva né di teorie soddisfacenti per spiegare tali di-
sturbi, né di strumenti adeguati per trattarli. Prevaleva la tendenza ad attribuirli a cau-
se organiche non ben identificabili e a curarli con metodi palliativi come l’idroterapia
P recisazioni iniziali (il paziente veniva immerso in acqua fredda o tiepida) e l’elettroterapia (la stimo-
lazione elettrica delle terminazioni nervose), che si dimostravano ovviamente poco
Il termine psicoanalisi viene solitamente impiegato con differenti usi e accezioni:
efficaci.
• in primo luogo, designa una psicoterapia, cioè un particolare trattamento rivolto
alle persone affette da un disagio psichico, e in questo modo la intende di solito
Ma la psichiatria ottocentesca si rivelava particolarmente impotente nei confronti
delle cosiddette “patologie isteriche”. L’isteria (dal greco hýsteron, “utero”, perché,
anche l’opinione comune;
a torto, si riteneva che tale malattia colpisse esclusivamente le donne) presenta un
• in secondo luogo, indica una teoria generale della personalità, proposta al di là
delle sue applicazioni terapeutiche, e una concezione globale dell’uomo e della
quadro clinico caratterizzato da una sintomatologia varia, in cui disturbi psicologici
(fobie, confusione mentale) convivono con manifestazioni patologiche a carico del
società che, per la sua portata innovativa, può essere paragonata alla teoria dar-
fisico, non supportate però da una causa organica plausibile: ad esempio, la persona
winiana sull’origine delle specie o alla rivoluzione astronomica di Copernico nel
può avere una paralisi temporanea del corpo senza che vi sia una lesione dei centri
Cinquecento.
nervosi.
La psicoanalisi affonda le sue radici nell’opera del medico viennese Sigmund Freud ,
Un approccio innovativo all’isteria era stato tentato dal neurologo francese Jean-
alla cui figura è indissolubilmente legata anche nell’immaginario collettivo. Essa, tut-
Martin Charcot (1825-1893), che presso la clinica parigina della Salpetrière aveva co-
tavia, non si esaurisce nell’opera delo studioso austriaco; anzi, già prima della morte
minciato a curare i
del suo fondatore, e poi lungo l’arco del XX secolo, ha conosciuto una pluralità di let-
pazienti isterici con
ture, di revisioni e di critiche.
l’ipnosi, ottenendo in
In questa Unità cercheremo di capire come sia nata e quali importanti elementi di Nella clinica
molti casi una remis- parigina della
novità abbia introdotto nella comprensione del comportamento e dei processi mentali;
sione dei sintomi. Si Salpetrière, alcuni
ci limiteremo pertanto a ricostruire il cammino che ha portato Freud a tematizzarla, e studiosi si con-
trattava di portare il
i concetti più importanti da lui esposti nelle sue opere. frontano sul caso
soggetto a uno stato di una paziente

D all’isteria all’inconscio
di incoscienza simi- isterica, in un’im-
magine d’epoca
le a quello del sonno, (XIX secolo).
Nel 1885 Freud era un giovane e brillante medico viennese, specializzato nel trat- in modo da indurlo
tamento di quelli che la gente ancor oggi definisce comunemente “disturbi nervosi”. ad accettare passiva-
mente le istruzioni
dell’ipnotizzatore.
Anche Freud (che aveva seguito tra il 1885 e il 1886 le lezioni di Charcot) adottò
Sigmund Freud (1901), Tre saggi sulla sessualità (1905). Nel
1910 per impulso di Freud e dei suoi primi
inizialmente la tecnica ipnotica, lavorando per alcuni anni in tale direzione insieme
allo psichiatra Joseph Breuer (1842-1925).
collaboratori nasce la Società Internazionale
Sigmund Freud nasce nel 1856 a Freiberg,
di Psicoanalisi. Freud continua nel frattempo
Procedendo nell’uso di questo metodo, però, intuì che, al di là dei suoi effetti te-
in Moravia, da una famiglia ebrea che nel rapeutici, esso apriva la strada a un’interpretazione del tutto nuova delle patologie
a scrivere una gran quantità di opere, tra cui
1860 si trasferisce a Vienna. Dopo la laurea in
medicina (1881) e la specializzazione in neu-
Totem e Tabù (1913), Al di là del principio del isteriche. In stato di ipnosi, infatti, il paziente era in grado di rievocare eventi del-
piacere (1920) e Il disagio della civiltà (1929),
ropatologia, inizia la sua attività curando con la sua vita che credeva di aver dimenticato e, spesso, di guarire dai suoi sintomi
oltre a documentare una serie di interessanti
l’ipnosi i pazienti isterici; il resoconto di tali casi clinici. patologici proprio rivivendo sentimenti e pensieri legati all’esperienza che li aveva
esperienze si trova in un’opera del 1895: Studi Colpito in prima persona dalla persecuzione origininati.
sull’isteria. nazista (nel 1933 vengono brucioate nume- Emblematico, a questo proposito, è il caso (narrato dallo stesso Freud) di Anna O.,
Abbandonato il metodo ipnotico si dedica rose copie dei suoi libri, come quelle di altri
all’elaborazione della teoria psicoanalitica, autori ebrei), Freud è costretto, nel 1938, a
una giovane donna curata prima da Breuer e poi da Freud che presentava, tra gli altri
in opere come L’interpretazione dei sogni rifugiarsi a Londra, dove muore nel settem- sintomi, anche un’irrefrenabile repulsione per l’acqua; il disturbo scomparve quando,
(1900), Psicopatologia della vita quotidiana bre 1939. sotto ipnosi, riuscì a ricordare un episodio accaduto pochi mesi prima (il cane della sua
170 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 Il territorio dell’inconscio:la psicoanalisi 171

governante, persona a lei non gradita, aveva bevuto in un bicchiere) e a rivivere la sen- Continuando con l’esempio, possiamo però immaginare che lo spettatore molesto,
sazione di disgusto che aveva provato in quella circostanza, ma che non aveva espresso. per essere riammesso in sala, decida di presentarsi sotto mentite spoglie: si mostrerà
In altre parole, nel tentativo di guarire i pazienti affetti da isteria, Freud comprese pentito e pieno di buone intenzioni e forse in questo modo convincerà i suoi inflessibili
che i sintomi delle malattie psichiche erano la manifestazione esteriore di una “causa”, guardiani. Il sintomo psichico costituisce per l’appunto la “mentita spoglia” con cui
o di un “evento patogeno”, collocata in una dimensione che il pensiero cosciente non il contenuto rimosso si ripropone: una volta che tale contenuto venga “smascherato”
poteva né raggiungere, né richiamare a sé con un semplice sforzo della riflessione dalla pratica terapeutica, la ragion d’essere del sintomo viene meno e il paziente può
e della memoria. Freud chiamò inconscio questo livello più profondo della psiche, intraprendere la strada della guarigione. T1, p. 000
inaccessibile alla coscienza.
Il metodo delle associazioni libere
G uida allo studio Se in un primo tempo, come abbiamo visto, Freud riconosce nell’ipnosi lo stru-
• Quali sono i significati che oggi attribuiamo al termine “psicoanalisi”? mento più idoneo per l’esplorazione del materiale rimosso, ben presto lo abbandona,
• Come si caratterizza il quadro clinico dell’isteria? per approdare alla procedura che ancora oggi rappresenta il nucleo terapeutico della
• Che cosa scoprì Freud utilizzando l’ipnosi con i soggetti isterici? psicoanalisi: il metodo delle associazioni libere. Il soggetto, in stato vigile, viene in-
vitato dal terapeuta (che possiamo chiamare psicoanalista, o semplicemente analista)
a riferire qualsiasi pensiero
gli venga alla mente, senza

2. Esplorare l’inconscio
esercitare su di esso alcuna
forma di censura o di con-
Dida man-
trollo cosciente. In tal modo cante

D alla rimozione al sintomo


le difese dell’individuo sono
“aggirate” e il terapeuta può
L’esistenza di contenuti mentali inconsci, in realtà, era già stata affermata da altri ricostruire, al di là di ogni
pensatori prima di Freud, ad esempio dai filosofi tedeschi Gottfried W. LeibnizÊ (1646- tentativo di alterazione, il
1716) e Friedrich W. J. Schelling (1775-1854). flusso reale dei suoi processi
La novità dell’approccio freudiano consiste però in due principali aspetti: psichici inconsci.
• da un lato, nell’idea che i contenuti coscienti siano solo una piccola parte del no-
stro territorio psichico (paragonabile, secondo una metafora divenuta famosa, a
Il successo di tale me-
todo richiede l’opera con-
un iceberg di cui emerge solo la punta); giunta del soggetto e
• dall’altro, nel legame istituito da Freud tra inconscio e rimozione. Con questo
termine Freud designa l’operazione mediante la quale il soggetto allontana in-
dell’analista, resa possibile,
come presto Freud intuirà, dal fenomeno del transfert. Con questo termine si designa
consapevolmente dall’orizzonte del pensiero cosciente contenuti psichici a lui lo spostamento da parte del soggetto di sentimenti e atteggiamenti legati a figure
sgraditi o intollerabili, instaurando poi un sistema duraturo di “difese” contro significative (genitori, fratelli) sulla persona dell’analista. Lungi dal costituire un
di essi. problema o un ostacolo alla situazione terapeutica, il transfert si rivela uno strumento
È lo stesso Freud a spiegare questo fenomeno con una metafora efficace: immagi- prezioso per ricostruire la “storia psichica” del soggetto e delinearne con più precisione
niamo lo spettatore di una conferenza che all’improvviso comincia a schiamazzare, la situazione attuale.
disturbando così la platea. Immediatamente alcune persone lo allontaneranno dalla
sala e si metteranno a guardia della porta perché non cerchi di rientrare. Possiamo dire
che i contenuti psichici sgraditi vengono da noi allontanati, senza che ne siamo consa-
G uida allo studio
pevoli, proprio come lo spettatore molesto è allontanato dalla sala della conferenza, e • In che cosa consiste il fenomeno della rimozione e in che rapporto sta con il sintomo?
che la nostra mente, proprio come le “guardie” alla porta, vigila e si oppone con tutte • Come funziona il metodo delle associazioni libere?
le sue forze a ogni loro tentativo di ricomparsa. • Che cos’è il transfert?
172 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 Il territorio dell’inconscio:la psicoanalisi 173

3. L’inconscio nella vita quotidiana restano prigionieri di una visione pre-


scientifica del mondo: in essi permane
l’antica fiducia nel valore profetico del-
Procedendo nella ricerca di segni, o di “tracce”, utili per la ricostruzione dei con- le manifestazioni oniriche, o l’ingenua
tenuti psichici rimossi, Freud si imbatte in due classi di fenomeni che gli appaiono convinzione che ogni elemento del sogno
particolarmente significativi: i cosiddetti “atti mancati” e i sogni. abbia un significato univoco e decifrabile
una volta per tutte.
Q uelle strane manifestazioni psichiche
di tutti i giorni...
Un’idea piuttosto diffusa presso la mentalità popolare,
Con l’espressione atti mancati Freud designa il complesso di quelle situazioni quo- anche se naturalmente priva di fondamento scientifico, è
tidiane in cui il soggetto incorre in sviste, lapsus ed errori apparentemente insignifi- che i contenuti dei sogni possano suggerire (grazie a una
simbologia in qualche modo codificata dalla tradizione) i
canti, ma in realtà interpretabili come fenomeni di rimozione. numeri fortunati per vincere al Lotto o a giochi analoghi.
Riprendendo un’espressione dello stesso Freud, possiamo riassumere tutti questi
fenomeni nella dicitura generale «psicopatologia della vita quotidiana», che indica
tutte le manifestazioni psichiche fuori dalla norma che abitano le nostre giornate. Pen-
siamo, ad esempio, a quando incontriamo per strada una persona a noi nota e, in-
L’interpretazione freudiana dei sogni
spiegabilmente, non ricordiamo come si chiami. Il fenomeno perde la sua apparente Quale spiegazione dà invece Freud dei sogni? Egli afferma che ogni sogno ricondu-
assurdità se interpretiamo l’amnesia come l’effetto di una rimozione. Può darsi, cioè, ce necessariamente al vissuto individuale del soggetto, il quale diviene di fatto il reale
che abbiamo scordato quel nome perché, per una serie di associazioni legate al nostro decifratore della propriaa esperienza onirica. In che modo?
vissuto, ci richiama alla mente qualcosa (una persona, un luogo, un evento) che desta “Interpretare” un sogno significa, per Freud, risalire dalla situazione onirica ri-
in noi sensazioni spiacevoli o inquietanti. cordata e riferita dal sognatore (il contenuto onirico manifesto) al complesso di
Ma ci sono molti altri curiosi incidenti dell’agire quotidiano (dalle dimenticanze pensieri e sentimenti inconsci che l’hanno generata (il contenuto onirico laten-
apparentemente più banali, come quella di chiudere il gas prima di uscire, ai lapsus te). L’interpretazione dei sogni consisterebbe dunque nel ripercorrere a ritroso quel
linguae, cioè agli errori involontari nel parlare) e tutti, secondo Freud, rivelerebbero la processo, da Freud chiamato lavoro onirico, mediante il quale contenuti altrimenti
rimozione, a volte solo parziale, di qualche contenuto psichico. interdetti alla coscienza vengono “travestiti” per potervi accedere in forma di im-
magini oniriche, grazie anche alla minore resistenza opposta dal soggetto che dorme.
I sogni Una volta compiuto questo “smascheramento”, il sogno si svela per quello che è,
ossia l’appagamento di un desiderio. A chi obiettasse che molti sogni sono spiacevoli
Il secondo strumento che appare a Freud estremamente prezioso per la ricostru- o paurosi e che pertanto sembra difficile intenderli in questo modo, si deve ricorda-
zione dei processi psichici inconsci è costituito dai sogni, da lui definiti come la «via re che si tratta dell’appagamento deformato di un desiderio rimosso, che sfugge
maestra per la conoscenza dell’inconscio». perciò al controllo e alle intenzioni consapevoli dell’individuo. Ad esempio, nota
Da un punto di vista percettivo, il sogno è un’allucinazione, cioè una percezio- Freud, sognare la morte di una persona cara non significa desiderarne la scomparsa,
ne che avviene in assenza di un reale stimolo fisico (si sogna, ad esempio, di volare ma riproporre nella situazione onirica un impulso che è stato avvertito molto tempo
o di correre, mentre in realtà non ci si sta affatto muovendo: v. Unità 1, p. 000). Ma prima (spesso nell’età infantile) e immediatamente cancellato dai meccanismi di
l’attività onirica (dal greco óneiros, “sogno”) è stata oggetto delle spiegazioni più va- difesa della psiche.
rie fin dall’antichità (per la quale era perlopiù considerata uno strumento utilizzato
dagli dei per parlare agli uomini), e già prima di Freud era studiata come fenomeno
psichico rilevante. È stata però soprattutto la coscienza popolare ad attribuire ai sogni G uida allo studio
una caratteristica spesso misconosciuta dalle teorie scientifiche: quella di poter essere • Che cosa sono gli “atti mancati”?
interpretati, cioè di racchiudere al loro interno un senso profondo che deve essere • Quale differenza c’è tra contenuto onirico latente e contenuto onirico manifesto?
scoperto. Ma i tentativi di interpretazione dei sogni prodotti dalla cultura popolare • Una volta interpretato, che cosa si rivela essere il sogno?
174 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 Il territorio dell’inconscio:la psicoanalisi 175

4. La teoria freudiana della sessualità maschio con il timore della castrazione, la bimba con un sentimento di inferiorità e
vergogna. Nel prossimo paragrafo cercheremo di capire come tutto ciò accada.

L a pulsione erotica com un dato originario Il complesso edipico


A questo punto resta da chiarire una questione di fondo: perché l’individuo prefe- Il carattere decisivo della scoperta della differenza anatomica tra bambini e bam-
risce la sofferenza del sintomo al disagio intollerabile suscitato dalla presenza di certi bine è accentuato, secondo Freud, dal parallelo insorgere del complesso edipico, chia-
contenuti psichici? Qual è la natura di questi contenuti, dal momento che l’individuo mato nel linguaggio della psicologia anche solo “Edipo”. Il nome fa riferimento al leg-
li allontana dal proprio orizzonte cosciente? gendario re di Tebe che, senza saperlo, aveva ucciso il proprio padre e sposato la sua
Ben presto Freud intuisce due fatti importanti, tra loro legati: vedova, cioè la propria madre.
• il materiale rimosso affonda le sue radici nell’esperienza infantile dell’individuo; Verso i 3-5 anni, secondo Freud, il bambino sviluppa un amore molto intenso, ac-
• il contenuto del materiale rimosso è di natura prevalentemente sessuale.
Si stabilisce così quell’importante connubio tra sessualità e infanzia che all’epoca
compagnato in qualche modo da vere e proprie fantasie sessuali, nei confronti del ge-
nitore di sesso opposto e insieme un sentimento di paura e di ostilità verso il genitore
scandalizzò l’ambiente, scientifico e non, a cui Freud apparteneva e che occorre per- dello stesso sesso, percepito come un potente rivale capace di punirlo per i suoi deside-
tanto esaminare in tutte le sue implicazioni. ri. Questo fenomeno conosce però una diversa
Secondo l’opinione comune, la sessualità diventa una dimensione costitutiva articolazione nel maschio e nella femmina.
della personalità quando l’individuo è biologicamente pronto a esercitare l’attività Nel primo la paura della punizione si con- Dida man-
riproduttiva, ossia nel periodo della pubertà. A questa convinzione si accompagna figura, secondo Freud, come “angoscia di ca- cante
l’idea del bambino come essere “innocente”, privo dei turbamenti tipici delle suc- strazione”: il bimbo teme cioè di subire dal
cessive età della vita. Secondo Freud, invece, la sessualità è una componente ori- padre, come castigo per le sue fantasie, quella
ginaria della vita psichica; essa si presenta, primariamente, come spinta verso la mutilazione genitale che egli, nella sua inge-
gratificazione legata all’esperienza del proprio corpo. A questa spinta originaria nua spiegazione dell’anatomia umana, attribu-
Freud ha dato il nome di pulsione erotica e ha chiamato libido l’energia psichica isce alle bambine, prive del pene.
che vi è connessa. Nel caso della bambina il percorso è, secon-
do Freud, più complicato. Inizialmente l’og-
Lo sviluppo psico-sessuale dei bambini getto d’amore è, per lei come per il maschio,
la madre; ma la precoce individuazione della
Lo sviluppo psichico del bambino è legato alle diverse localizzazioni assunte dalla
propria diversità fisica rispetto al maschio (la
libido:
scoperta, cioè, di non avere il pene) la induce a rivolgere il suo amore verso il padre.
• nel lattante essa si concentra nella zona orale, giacché la bocca e l’attività della su-
zione, inizialmente deputate alle funzioni vitali, diventano gli strumenti principali
Questa scoperta, vissuta dalla bambina come un’umiliazione (Freud parla infatti di
“invidia del pene”), determina non solo un diverso inizio del complesso edipico, ma
di conseguimento del piacere (fase orale);
anche una diversa evoluzione: la bambina rinuncia infatti a desiderare il padre non
• in uno stadio successivo, a partire dai 18 mesi circa, la libido attraversa la fase anale:
mentre acquisisce faticosamente il controllo delle proprie funzioni intestinali, il
per il timore di una lesione fisica (come succede al maschio), ma per la paura di per-
dere l’amore della madre in seguito alla rivalità instauratasi.
bambino prova piacere nell’atto di evacuare ed è attratto sensibilmente dai propri
In ogni caso, il conflitto edipico rappresenta, secondo Freud, una tappa decisi-
escrementi;
va nello sviluppo psichico: il modo in cui esso viene vissuto e risolto esercita infatti
• bisogna attendere i 3-4 anni perché la libido si concentri su quella parte del corpo
che in qualche modo diventerà il suo orizzonte definitivo, cioè la zona genitale.
un’influenza importante non solo sul modo in cui l’individuo vivrà la propria sessua-
lità adulta, ma anche sulla formazione del suo carattere, della sua creatività, dei suoi
Freud chiama questo stadio fase fallica, perché l’interesse del bambino, maschio o
interessi professionali.
femmina che sia, è rivolto verso i genitali maschili. Più propriamente, la teoria freu-
La risoluzione del complesso edipico coincide con quel periodo dello sviluppo psi-
diana ipotizza che i bambini, dopo un periodo iniziale in cui attribuirebbero a entrambi
cosessuale che Freud definisce fase di latenza (6-10 anni circa), caratterizzata da una
i sessi un organo maschile (la femminuccia vedrebbe nel clitoride un pene rudimentale),
relativa quiescenza delle pulsioni; esse si riattivano nell’adolescenza, in seguito alle
scoprirebbero poi la differenza anatomica tra i sessi reagendo in modo molto diverso: il
176 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 Il territorio dell’inconscio:la psicoanalisi 177

trasformazioni fisiologiche indotte dalla pubertà. La sessualità dell’individuo entra


allora nella cosiddetta fase genitale, caratterizzata dalla capacità di costruire una rela- 5. La psiche umana: una sfida a tre
zione adeguata e matura con un partner sessuale.
Super-Io contro Es: la dura vita dell’Io
G uida allo studio L’esperienza edipica è decisiva soprattutto perché la sua risoluzione coincide con
• Che cosa intende Freud con il termine “libido”? la nascita di una struttura fondamentale della personalità: il Super-Io. Con questa
• Quali sono le fasi in cui si sviluppa la pulsione erotica durante l’infanzia? espressione Freud designa quel codice di norme morali che nell’individuo funge da
• In che cosa consiste il complesso edipico? censore costante dei pensieri e delle azioni. Esso resta inaccessibile alla consapevolez-
za del soggetto, che però ne avverte i potenti effetti, soprattutto nella forma di senti-
menti di colpa legati all’idea della trasgressione.
FI L M Il Super-Io nasce, secondo Freud, da una sorta di interiorizzazione delle figure dei
DA
E
V DE R
genitori e del loro sistema di premi e punizioni; il suo nucleo si forma proprio nella
E Freud, passioni segrete
situazione edipica, nella quale, come abbiamo visto, i genitori sono percepiti come
Regia: John Huston
figure potenti, che oppongono un divieto ferreo ai desideri del bimbo. Il Super-Io si
Interpreti: Montgomery Clift (Freud), Susannah York (la paziente oppone pertanto alle esigenze della libido e, in generale, alla componente primitiva e
Cecily), Larry Parks (Breuer) istintuale della psiche, che Freud designa, utilizzando il pronome personale neutro
Sceneggiatura: John Huston, Charles Kaufman, Wolfgang Reinhardt della lingua tedesca, con il termine Es.
Musiche: Henk Badings, Jerry Goldsmith L’individuo vive in qualche maniera in balia di questi due padroni, il Super-Io e
Produzione: usa 1962 l’Es, entrambi a loro modo esigentissimi, e la sua vita psichica è in un certo senso un
Durata: 120’ (ed. originale: 140’) faticoso compromesso tra le istanze dell’uno e dell’altro: ciò che chiamiamo Io non è
altro, secondo Freud, che il complesso di quei processi e di quelle strategie con cui l’in-
dividuo cerca di mantenere il proprio equilibrio psichico mediando tra le esigenze
dell’Es, del Super-Io e della realtà esterna. T2, p. 000
Lo scopo di Huston in questo film era, secondo le sue stesse parole, quello di costruire «un’avvincente
detective-story che seguiva ogni fase del processo attraverso il quale Freud trovò la sua strada con logica
spietata verso la sua teoria della mente umana». Il suo ambizioso intento fu in realtà ostacolato da una se-
T ra normalità e patologia: quando l’Io fallisce
rie di fattori: in primo luogo le vicissitudini legate alla stesura del copione (in un primo tempo Huston aveva Non stupisce che, a volte, le strategie di mediazione dell’Io falliscano, consegnando
commissionato la sceneggiatura al filosofo francese Jean-Paul Sartre, ma questi preparò un copione di la persona a quello stato di disordine psichico che comunemente chiamiamo “malat-
ben 1100 pagine, per cui il regista decise di affidarsi ad altri sceneggiatori), poi i tagli imposti dai produttori,
che privarono il film di alcuni passi significativi. Ciò nonostante, l’opera resta gradevole e, malgrado alcune
tia psichica”. Proprio perché tale disordine può essere compreso solo in riferimento ai
concessioni allo spettacolo e l’inevitabile semplificazione dei concetti scientificamente più complessi, può normali meccanismi di funzionamento della psiche, e proprio perché la sua spiegazio-
considerarsi una buona lettura del percorso intellettuale di Freud. ne rimanda a esperienze, come l’Edipo, che sono per Freud passaggi obbligati dell’esi-
La storia in realtà è imperniata sui suoi anni giovanili e intende ripercorrere le tappe più significative attra- stenza umana, si deduce che tra normalità e patologia non esista, a livello psichico,
verso le quali, gradualmente, il giovane Freud elabora le proprie intuizioni sulla psiche umana: dal lavoro in una linea netta di demarcazione. Per dirla con le parole di Freud, nel sano come nel
corsia all’ospedale generale di Vienna, dove la cecità isterica di una paziente, sbrigativamente liquidata dagli malato si combatte la stessa lotta e solo i rapporti tra le forze che in quel momento si
altri medici, stimola la sua attenzione e il suo interesse, alle esperienze talora drammatiche con i pazienti combattono possono decidere quale sarà l’esito finale.
isterici e i loro vissuti individuali, fino al difficile confronto con la scienza dell’epoca, che non accetta le sue

G uida
posizioni neppure nella persona di Breuer, il collega più anziano, il quale lo stima e lo sostiene solo fino a
un certo punto del suo percorso, e che si ritirerà spaventato di fronte alla teoria freudiana della sessualità. allo studio
Ma il film è soprattutto il ritratto di un uomo che persegue i propri obiettivi pur essendo egli stesso atter- • Che cosa designano rispettivamente i termini Super-Io, Es e Io?
rito da ciò che va scoprendo (significativo l’orrore destato in Freud dalla prima intuizione del complesso
• In che senso secondo Freud non esiste una differenza qualitativa sostanziale tra salute e malattia
di Edipo) e che decide di mettere in discussione quanto crede di sapere di sé, fino a iniziare un lavoro di
psichica?
autoanalisi che porterà alla luce aspetti inquietanti del suo stesso passato: primo tra tutti il rapporto con il
padre, vero nodo cruciale di ogni avventura umana.
178 MENTE E APPRENDIMENTO 179

6. Dall’individuo alla società: LA MA


P PA UNITÀ 6
NITÀ
D E L L’ U
Il territorio dell’inconscio: la psicoanalisi
É ros e Thánatos ON LINE
1. Quell’oscuro oggetto del pensiero... Sintesi audio
Il disagio della civiltà (la prima versione del titolo era L’infelicità della civiltà) è un
saggio che Freud scrisse nel 1929, in un momento storico caratterizzato da inquietudini
una psicoterapia
profonde all’interno della società europea (la Prima guerra mondiale si era conclusa da La psicoanalisi
è
pochi anni, lasciando il segno sulle popolazioni degli Stati coinvolti, e l’ascesa dei regimi (fondata da Freud)
una teoria generale della personalità e dell’uomo
totalitari in diversi paesi europei avrebbe scatenato di lì a poco un conflitto ancora peg-
giore). In quest’opera, come in altre della sua maturità, Freud tenta di estendere la pro-
pria riflessione sull’uomo all’analisi della realtà storico-sociale. Il discorso contenuto il livello più profondo della psiche
nel saggio presuppone pertanto le sue teorie sulla psiche, e in particolare la dottrina delle L’inconscio è
inaccessibile al pensiero cosciente
pulsioni, però riveduta e modificata: accanto alla pulsione erotica, il Freud maturo in-
dividua infatti una pulsione distruttiva, altrettanto originaria, che tende alla disintegra-
zione della vita attraverso la riconduzione dell’essere vivente allo stato inorganico, al nulla 2. Esplorare l’inconscio
da cui proviene. Éros e Thánatos (in greco rispettivamente “Amore” e “Morte”) sono i
nomi simbolici con cui egli indica rispettivamente la pulsione erotica e quella distruttiva). contenuti psichici che provocano
L’inconscio contiene contenuti rimossi ovvero dolore o disagio inconsapevolmente

Il prezzo da pagare per vivere in società


allontanati dalla coscienza

Per poter sopravvivere e perseguire i suoi scopi costitutivi – proteggere gli uomini dai contiene il metodo delle a sua volta reso
L’inconscio si può esplorare transfert
associazioni libere possibile dal
pericoli della natura e regolare le loro reciproche relazioni – la civiltà deve necessaria-
mente fare i conti con la duplice spinta pulsionale di amore e di morte. Se è certamente
necessario che la “civiltà” reprima gli impulsi distruttivi dell’uomo, che lo condurrebbe-
ro verso comportamenti aggressivi e antisociali, questo è però possibile solo a un prezzo 3. L’inconscio nella vita quotidiana
molto alto in termini di felicità individuale: infatti la civiltà richiede che le pulsioni ero-
tiche dell’individuo vengano disciplinate (attraverso l’incanalamento della sessualità
gli atti mancati
nelle forme socialmente accettate e l’utilizzo delle energie libidiche per creare legami di Nella vita quotidiana l’inconscio
contenuto onirico latente
coesione tra gli individui), e che l’individuo ripieghi all’interno di sé, in forma di an- si manifesta attraverso
i sogni
gosce e sensi di colpa, quegli impulsi distruttivi che non deve manifestare all’esterno. contenuto onirico manifesto
Per questo una forma di disagio è sempre connessa a ciò che chiamiamo civiltà, ma
si tratta di un male ineluttabile, e chi utopisticamente crede il contrario misconosce le
caratteristiche della natura umana. 4. La teoria freudiana della sessualità
Nel 1932, rispondendo al grande scienziato Albert Einstein che gli chiedeva se e
come si potesse evitare all’umanità il flagello della guerra, Freud scriveva: è di natura prevalentemente sessuale
Il materiale rimosso
Si dice che in contrade felici, dove la natura offre a profusione tutto ciò di cui l’uomo ha bi-
affonda le sue radici nell’esperienza infantile
sogno, ci sono popoli la cui vita scorre nella mitezza, presso cui la coercizione e l’aggressio-
ne sono sconosciute. Posso a malapena crederci [...]. Anche i bolscevichi sperano di riuscire
a far scomparire l’aggressività umana, garantendo il soddisfacimento dei bisogni materiali e
una componente originaria della vita psichica
stabilendo l’uguaglianza sotto tutti gli altri aspetti tra i membri della comunità. Io la ritengo La sessualità è
un’illusione [...] non si tratta di abolire completamente l’aggressività umana; si può cercare di pulsione
una spinta verso la gratificazione del proprio corpo
deviarla al punto che non debba trovare espressione nella guerra. erotica
BIS178 MENTE E APPRENDIMENTO

G uida allo studio


• Che cosa indicano, nella teoria freudiana, i nomi “Éros” e “Thánatos”?
• In che cosa consiste, secondo Freud, il «disagio della civiltà»?
180 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 Il territorio dell’inconscio:la psicoanalisi 181

La libido è l’energia psichica connessa alla pulsione erotica L IB R I


PE R
E
CA PIR Sigmund Freud
Le principali tappe dello sviluppo psichico del bambino:
Il sogno
trad. it. di E. Luserna
Bollati Boringhieri, Torino, 2001

fase orale fase anale fase fallica Il testo presenta in modo semplice e sin- L’idea di fondo del discorso – il sogno
(0-18 mesi) (18 mesi-3/4 anni) (3-4 anni) tetico la dottrina già esposta nell’opera come appagamento “camuffato” di un
(più voluminosa e conosciuta) dedicata desiderio, e perciò come fonte di preziose
allo stesso tema, ossia l’Interpretazione informazioni sulla vita psichica più profon-
dei sogni, pubblicata da Freud un anno da – si lega nell’opera a un’altra conside-
si manifesta nella fase fallica
prima. Rispetto al testo precedente, nella razione ricorrente: la necessità di supera-
Il complesso edipico trattazione spariscono la rassegna e la di- re la visione “medica” (ossia puramente
amore per il genitore di sesso opposto
implica scussione critica delle teorie sul sogno for- neurologica, organicistica) del fenomeno
paura e ostilità per il genitore dello stesso sesso mulate dagli autori precedenti (che occu- medico, e di recuperare, perlomeno nella
pano la prima parte dell’Interpretazione), sua intuizione di fondo, la concezione po-
mentre conserva ampio spazio il racconto polare, che coglie nel sogno iun “deposito”
5. La psiche umana: una sfida a tre di numerosi sogni dello stesso Freud o de- di importanti verità e unammescolanza di
sunti dalla sua esperienza terapeutica. simboli che chiedono di essere decifrati.

Il Super-Io è il codice di norme morali che censura pensieri e azioni


Altre letture interessanti:
• Sigmund Freud, Cinque conferenze sulla psicoanalisi, Bollati Boringhieri, Torino 2003
L’Es è la componente primitiva e istintuale della psiche Un’esposizione divulgativa dei fondamenti della psicanalisi, che riproduce il testo delle conferenze tenute sull’argo-
mento da Freud alla Clark University nel 1909
• Ernest Jones, Che cos’è la psicanalisi, trad. it. di V. Nozzoli, Giunti, Firenze 2002
il complesso delle strategie con cui si cerca di mediare tra Ernest Jones (1879-1958), uno dei primi seguaci di Freud, espone i capisaldi della psicoanalisi e sottolinea le sue
L’Io è
le esigenze del Super-Io, dell’Es e della realtà esterna possibili applicazioni in diversi ambiti della vita umana

6. Dall’individuo alla società: Il disagio della civiltà

Accanto alla pulsione erotica Freud individua una pulsione distruttiva

Éros (Amore)
La civiltà deve fare i conti con
Thánatos (Morte)

disciplinare le pulsioni erotiche


quindi chiede all’uomo di:
ripiegare in sé le pulsioni di morte,
trasformandole in sensi di colpa
182 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 La parola ai testi 183

LA PAROLA AI TESTI medico nella terapia psicoanalitica delle nevrosi1. Per dirla più esplicitamente: lavorando con
i pazienti isterici e altri nevrotici, siamo arrivati alla conclusione che essi non sono riusciti a
rimuovere completamente l’idea cui è legato il desiderio incompatibile. È vero che essi l’han-
no estromessa dalla coscienza e dalla memoria, risparmiandosi, apparentemente, una bella dose

T1 La rimozione e la genesi delle nevrosi


di sofferenza psichica, ma nell’inconscio il desiderio rimosso continua a esistere, aspettando solo
un’occasione per riattivarsi, e alla fine riesce ad inviare alla coscienza, invece dell’idea rimossa,
Nel 1909 Sigmund Freud fu invitato negli Stati sull’“American Journal of Psychology” e nel 1910
una formazione sostitutiva, deformata e irriconoscibile, a cui si legano quelle stesse sensazioni
Uniti dal preside della Clark University di Worce- venne raccolto in un volume dal titolo Sulla psi- spiacevoli che il paziente credeva di aver liquidato per mezzo della rimozione.
ster (Massachusetts), Stanley Hall, per condur- coanalisi. Questo “sostituto” dell’idea rimossa – il sintomo – è al riparo da ogni ulteriore attacco da parte
re una serie di lezioni in occasione dei festeg- Il brano che segue, che espone in modo piano e delle difese dell’Io ed invece di un conflitto acuto si stabilisce una sofferenza notevole.
giamenti per il ventennale dell’università. Freud divulgativo il concetto di rimozione, è anche un (S. Freud, Sulla psicoanalisi. Cinque conferenze,
tenne 5 conferenze, nelle quali illustrò (in tede- mirabile esempio della scrittura freudiana e della trad. it. di A. Durante, Newton & Compton, Roma 1992, pp. 340-342)
sco) i concetti generali della psicoanalisi. Il te- sua capacità di chiarire grazie a immagini e meta-
sto delle conferenze fu poi pubblicato in inglese fore anche le nozioni più complesse. 1 La parola “nevrosi” è usata in questo contesto per parte dell’individuo una perdita del contatto con la
indicare ogni disturbo mentale, come l’isteria, non im- realtà; in questo senso le nevrosi si distinguerebbero

C
redo di potervi dare un’idea più concreta del meccanismo della rimozione e dei suoi putabile a causa organica nota. Successivamente è dalle psicosi. La continua evoluzione delle conoscenze
stata data una definizione del termine in chiave de- in questo campo e le discussioni tuttora vive tra gli
inevitabili rapporti con la resistenza del paziente, ricorrendo a un esempio più spicciolo,
scrittiva e non eziologica (causale): esso designerebbe studiosi sul concetto stesso di malattia mentale con-
tratto dalla situazione in cui per l’appunto ci troviamo.
ogni disturbo del comportamento e della personalità feriscono comunque un valore non assoluto a questa
Supponete che qui, in questa sala e in questo uditorio, per la cui esemplare compostezza la lode che, seppur penoso e stressante, non comporta da distinzione.
non sarà mai adeguata, vi sia un individuo che rechi disturbo e, maleducatamente ridendo, vo-

R ifletti
ciando, strisciando i piedi, distragga l’attenzione dal mio compito. Io vi comunico che, in queste
condizioni, non posso procedere con la conferenza e allora, tra voi, si alzano parecchie persone e comprendi
robuste e, dopo una breve colluttazione, espellono dalla sala il perturbatore della quiete.
Costui è ora “rimosso” e io posso riprendere la conferenza. Ma, affinché il disturbo non si ripeta, • In quale rapporto stanno rimozione e sintomo secondo Freud?

nel caso cioè che l’individuo appena espulso cercasse di rientrare a forza nella sala, i signori che • Che cosa rappresentano simbolicamente la stanza in cui si svolge la conferenza e quella in cui viene portato
lo spettatore molesto?
hanno raccolto il mio invito mettono le loro sedie contro la porta e lì si piazzano come una “resi-
stenza” che mantenga la rimozione.
Ora, se trasferite alla psiche i due ambienti, chiamando l’interno di questa stanza “conscio” e
l’esterno “inconscio”, avrete un esempio abbastanza eloquente del meccanismo della rimozione.
[…] Certo, lì per lì, non ci appare chiaro come dalla rimozione si arrivi alla formazione dei
sintomi. Invece di presentarvi una complicata discussione teorica preferisco a questo punto ri-
T 2 Conflitto psichico e comportamenti “normali”
tornare sull’esempio che ho fatto per illustrare la rimozione. Badate bene che con l’espulsione Il sottile confine che separa, nella prospettiva psico- scelte ordinarie di ogni persona, nel campo profes-
del disturbatore e con l’installazione dei sorveglianti alla porta, non è detto che la faccenda si sia analitica, il “normale” dall’“anormale” fa sì che non sionale come in quello degli affetti, delle amicizie
risolta. Può accadere che l’espulso, furioso e non curante delle conseguenze, ci dia ancora filo esistano, in linea di principio, comportamenti non ecc., non sfuggono a questa regola. Ciò non le priva
da torcere. problematizzabili, ossia non riconducibili, in ultima ovviamente di valore e di autenticità, ma ci aiuta a
D’accordo, egli non è più in mezzo a noi, noi ci siamo liberati della sua presenza, del suo riso analisi, al groviglio di conflitti e di faticose mediazio- cogliere la pienezza del loro significato psicologico
ni in cui si articola la nostra vita interiore. Anche le ed esistenziale.
sprezzante, delle sue critiche borbottate, eppure, per un certo verso, la rimozione è fallita perché
quello fuori fa un baccano d’inferno, anzi con le sue urla e il suo tempestare di pugni la porta,

L
disturba più di prima la mia conferenza. In questo frangente sarebbe accolto entusiasticamente a differenza fra ciò che si definisce normale e ciò che si definisce patologico si risolve, in
l’eventuale intervento del nostro onorevole rettore, Stanley Hall, nelle vesti di paciere e di me- concreto, in una differenza di grado. Non si tratta di una differenza qualitativa. Perciò è
diatore. Egli parlamenterebbe fuori con quell’agitato e quindi si rivolgerebbe a noi pregando di impossibile, a meno che non si operi su una base puramente arbitraria, distinguere netta-
riammetterlo dietro sua promessa di comportarsi più decorosamente. mente fra una conseguenza di un conflitto psichico che sia al limite dell’anormalità ed un’altra
Data l’autorità del dottor Hall, decidiamo di interrompere la rimozione ed ecco di nuovo la pace che sia al limite della normalità. Il campo del normale e dell’anormale sfumano l’uno nell’altro
e la tranquillità. Ci sembra di aver dato così una discreta illustrazione del compito che spetta al come avviene ai colori dell’arcobaleno.
184 MENTE E APPRENDIMENTO UNITÀ 6 La parola ai testi 185

D’altro canto vi sono molteplici conseguenze del conflitto psichico la cui normalità è indiscutibile. modo che egli potesse nuovamente ritrovarsi con loro e in particolare con la madre. Nel corso di tutta
È sovente possibile osservare tali fenomeni normali nel corso dell’analisi di pazienti nevrotici. È pro- la vita il paziente aveva lavorato per mantenere unite le persone con cui veniva a contatto affinché
prio in questa situazione che si presenta l’opportunità di scoprire le origini complesse e il significato esse non si separassero, come avevano fatto i suoi genitori, lasciando i lavoratori senza tetto, in senso
inconscio di fenomeni normali, circostanza che non si sarebbe mai verificata se l’individuo non fosse figurato, come egli lo era stato, letteralmente, all’età di sei anni. Siamo nuovamente in presenza di un
sottoposto all’analisi. Ed è proprio sulla base di tale esperienza analitica che tenteremo, nel presente trauma infantile che si esprime inconsciamente in una normale scelta di professione nella vita adulta.
capitolo, di illustrare il rapporto intercorrente tra i conflitti psichici e gli aspetti normali dello svi- (C. Brenner, Breve corso di psicanalisi, trad. it di F. Mori e G. Pinto, Martinelli, Firenze 1976, pp. 226-235)
luppo della personalità, quali i tratti del carattere, la scelta della professione, del partner sessuale, ecc.

R ifletti
[…] Un ostetrico di 50 anni era il maggiore di sei fratelli. Egli e tutti i suoi fratelli e sorelle erano nati
in una casa di campagna dove il paziente aveva trascorso l’infanzia. Ogni parto costituiva un evento e comprendi
di grande rilievo, verso il quale il paziente provava un’intensa curiosità, ma a cui non gli era mai stato
• Secondo l’autore, dove affondano le loro radici i comportamenti “normali” delle persone?
consentito di assistere, sebbene la nascita degli animali gli fosse spettacolo familiare fin dai primi
• Secondo gli esempi riportati, quali sono i personaggi e le situazioni della nostra vita infantile che maggiormen-
anni di vita. La curiosità sessuale era stata un fattore importante nel determinare la vita lavorativa te influenzano le nostre scelte di adulti?
di questo paziente. Oltre che a soddisfare la sua curiosità, la scelta professionale obbediva ad altri
intenti, anch’essi inconsci. Da un lato, essa gratificava il suo desiderio di essere superiore al padre,
che si era sempre mostrato deferente e sottomesso al medico che seguiva la madre del paziente nelle
sue frequenti gravidanze. Dall’altro, essa rinforzava le sue difese contro l’ira che lo invadeva ad ogni
gravidanza contro la madre e il nuovo nato. Nella professione di ostetrico egli era gentile e ben dispo- T 3 Il Piccolo Principe spiegato con Freud
sto verso le madri ed i bambini, non ferocemente rabbioso e conseguentemente sopraffatto dai sensi
di colpa come era stato nell’infanzia. Infine, come ostetrico, si sentiva competente e fiducioso in se La psicoanalisi non è soltanto una terapia del disagio Nel brano che segue, Massimo Ammaniti – psicoa-
stesso ad ogni nascita di bimbo, anziché insignificante e impotente come si era sentito da ragazzo. psichico, né solo una teoria generale della personalità: nalista e docente di Psicopatologia dell’età evolutiva
Un altro medico, tra i trenta e i quarant’anni, era stato separato dalla madre per alcune settimane, nella cultura occidentale si è affermata anche come all’Università di Roma – prova a leggere in questa chia-
chiave di lettura e di interpretazione dei prodotti della ve una delle più suggestive opere letterarie del Nove-
all’età di quattro anni, perché la donna aveva dovuto ricoverarsi in ospedale per sottoporsi a un de-
letteratura, dell’arte e della civiltà in genere. cento: Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.
licato intervento chirurgico. Fra le principali conseguenze di quell’esperienza per la vita del paziente
vi fu la decisione di diventare medico, ed esattamente chirurgo, un dottore, cioè, che “taglia”, come
egli aveva spiegato dopo di allora a chi gli chiedeva che cosa avrebbe fatto da grande. L’ambivalenza1 […] L’irrequietezza è stata una costante nella vita di Antoine de Saint-Exupéry, che forse riusciva
verso la madre appare chiara e venne confermata negli anni successivi attraverso l’analisi. Fare il a sfuggire mentre volava, fuso con le ali del suo arco, nei cieli di tutto il mondo sfiorando ripetu-
chirurgo significava da un lato stare accanto alla madre anziché separato da lei, curarla ed essere tamente la morte, come ha recentemente raccontato il pronipote Frederic d’Agay nell’ambito del
il suo eroe. Nello stesso tempo significava ferirla e punirla per la sua infedeltà e il suo abbandono. “Festival della letteratura di viaggio a Roma. Ma più che amore per il rischio, il suo era forse un
Un terzo paziente, che si era sottoposto all’analisi verso i trent’anni, faceva da mediatore nelle cause corteggiamento romantico della morte quasi a volerla anticipare per renderla inoffensiva.
di lavoro. Come il paziente stesso ricordò, il trauma principale dei suoi primi anni di vita era stata Ma accanto a queste imprese e a questi voli disperati, Saint-Eupéry era capace, anche di viaggiare
una separazione forzata dalla madre nella prima infanzia. Egli era stato mandato a frequentare la dentro di sé, come è testimoniato dal suo diario di bordo Il piccolo principe. Questa sua capacità
scuola come interno quando aveva solo sei anni. Il motivo evidente del suo esilio era il fatto che i ge- di costruire viaggi interiori prese una forma poetica e grafica quando Saint-Eupéry precipitò con
nitori avevano litigato e si erano separati. Il paziente ebbe numerose difficoltà negli anni successivi, il suo aereo nel deserto del Sahara e si trovò costretto all’immobilità, con poca acqua a dispo-
ma ottenne anche un rilevante successo come intermediario nei conflitti di lavoro. Era instancabile sizione e in attesa che qualcuno giungesse a salvarlo1. Si tratta di una particolare condizoine di
nei suoi sforzi di risolvere i dissidi tra le sue parti in ogni causa di lavoro di cui si occupava e riusciva impotenza e di deprivazione in cui possono riemergere i ricordi dell’infanzia quando il bambino
in genere ad evitare un’aperta rottura tra di esse. Sosteneva consapevolmente l’opinione secondo cui è solo nel suo letto in attesa che la madre venga a lenire la sua sofferenza, come ha raccontato in
non esiste dissidio, fra i contendenti in una disputa, che non possa essere risolto in modo soddisfa- pagine indimenticabili Marcel Proust 2. È lo stesso Freud a spiegarci come il bambino piccolo che
cente, qualora le parti si siedano ad un tavolo e discutano. In questo caso la separazione del paziente si trova da solo senza la madre, ossia avendo perso l’oggetto d’amore, riesca a far rivivere la pre-
dai suoi genitori aveva suscitato un intenso desiderio che essi cessassero la polemica e si riunissero in senza materna dando corpo al suo desiderio tramite l’allucinazione. È una particolare capacità
dei bambini di avvertire e di suscitare presenze minacciose o protettive nel buio della notte, come
1 L’ambivalenza è la caratteristica di quei pensieri o menti e affetti che nutriamo verso persone o oggetti
affetti che contengono in sé istanze e caratteristiche sono ambivalenti, e la radice di tale ambivalenza va 1 Ci si riferisce qui a un episodio reale della vita di nell’opera Alla ricerca del tempo perduto, centrata sui
contrapposte: odio / amore, gioia / dolore, desiderio spesso cercata in situazioni o dinamiche della nostra Saint Exupéry, avvenuto nel 1933. temi del tempo e della memoria, rievoca episodi e si-
/ paura ecc. Secondo la psicoanalisi, molti dei senti- infanzia. 2 Marcel Proust (1871-1922), scrittore francese che tuazioni della vita infantile.
186 MENTE E APPRENDIMENTO
VERIFICA UNITÀ 6
i bambini nei racconti di Stephen King3 in grado di vedere nel buio della propria stanza i mostri
di cui i genitori, al contrario, non sono neppure in grado di sospettare la presenza.
Nel caso di Saint-Eupéry, il viaggio interiore avviene con la comparsa di un bambino, il Piccolo ON LINE
Principe, che viene dal lontano pianeta dei suoi primi anni di vita, che normalmente nella vita di Esercizi interattivi
ogni persona viene sotterrato dagli anni che passano, dai nuovi ruoli e dalleresponsabilità che si
assumono, ddal diventare adulti È l’amnesia infantile, che Freud riteneva legata a una rimozione
dei desideri sessuali, impossibili e incompatibili per un bambino, ma forse è legata al difficile ac- QUESITI A RISPOSTA CHIUSA
cesso delle esperienze infantili nel mondo adulto, perché sono costruite su sensazioni e sentimen- c) Con il termine “transfert” Freud intende:
ti delicati e indicibili, che il linguaggio della ragione e dei fatti non riesce a cogliere. Tutto questo 1. Individua tra le affermazioni proposte a il complesso di operazioni mentali che durante il
si condensa nella figura senza tempo del Piccolo Principe, che si presenta con la sua tristezza e la quelle false e riscrivile in modo corretto. sonno produce i sogni, trasformando pensieri e sen-
sua fragilità accattivante e che guarda il mondo degli adulti cogliendone tutti i paradossi. Ai suoi timenti in immagini
a) La psicoanalisi nacque come psicoterapia M m
occhi gli adulti sono solo preoccupati di se stessi, come il re che si trova sul pianeta dove giunge il b il meccanismo per cui determinati contenuti menta-
b) Furono le lezioni di Breuer a suggerire a Freud li vengono collocati in una dimensione inaccessibile
Piccolo Principe che per esistere ha bisogno di comandare, anche se non c’è nessun altro tranne
l’uso dell’ipnosi come metodo terapeutico M m al pensiero cosciente
lui, oppure il vanitoso che si accorge degli altri solo se si dichiarano suoi ammiratori. Il mondo c il fenomeno per cui, nella situazione terapeutica, il pa-
infantile del Piccolo Principe è fatto di sensazioni che potrebbero sembrare impalpabili, forse c) Nella cultura occidentale, nessuno prima di Freud ziente riversa sull’analista sentimenti originariamente
perché sono fatte della stessa “materia dei sogni”, come gli acquerelli del libro che ricordano le aveva supposto l’esistenza di contenuti mentali provati verso i genitori o altre figure significative
immagini oniriche anche perché condensano significati diversi, spesso incompatibili. Lapreoccu- inconsci Mm d il fenomeno per cui gli uomini rinunciano a espri-
pazione che tormenta il Piccolo Principe è che il fiore che è cresciuto nel suo pianeta possa sfiorire d) Con il termine “rimozione” Freud indica l’elimina- mere le loro energie pulsionali, indirizzandole verso
attività necessarie al mantenimento della civiltà e
e addirittura possa essere mangiato dalla pecora. Può sembrare una preoccupazione irrilevante zione dei sintomi isterici indotta dal metodo ipno-
dell’ordine sociale
agli occhi di un adulto che non capisce il particolare attaccamento del Piccolo Principe a questo tico Mm
miracolo della natura. L’incontro fra il Piccolo Principe e la volpe è un piccolo trattato sull’im- e) Secondo Freud, un sogno è sempre l’appagamen- 3. Individua il termine di cui ogni frase forni-
portanza dei legami nelle esperienze umane e sicuramente sarebbe piaciuto allo psicoanalista to di un desiderio Mm sce la definizione.
inglese Johan Bowlby4, che è stato il grande teorico dell’attaccamento. Quando il Piccolo Principe f) Per Freud il complesso edipico è un’esperienza a) L’energia psichica connessa alla pulsione erotica
incontra la volpe questa gli spiega il valore “di creare legami” e aggiunge: «Se tu mi addomestichi comune a tutti gli individui Mm .....................................................................................................
– traducendolo in termini psicologi: se avviene un’affiliazione reciproca – noi avremo bisogno
g) Nella prospettiva freudiana non esiste una diffe- b) L’istanza della personalità che funge da censore
l’uno dell’altro». Con un linguaggio poetico la volpe illumina il Piccolo Principe sulla ricchezza
renza qualitativa tra salute e disagio psichico morale delle azioni e dei pensieri dell’individuo
dei legami affettivi, «se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre comincerò Mm
ad essere felice… ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora preparare il cuore». .....................................................................................................
Come ogni viaggio anche quello interiore si conclude e si può concludere positivamente, questa è h) Secondo Freud, una pulsione non può mai essere
distruttiva Mm c) La prima fase dello sviluppo psico-sessuale, carat-
la favola di Saint-Exupéry che ha trasmess a molte generazioni di lettori, se non si è fatto uso degli terizzata dal fatto che la ricerca del piacere si con-
occhi ma anche del cuore. In quest’ultimo libro, tuttavia, Saint Exupéry è mestamente consape-
2. Scegli per ogni esercizio la risposta esat- centra sulla bocca e sulle attività ad essa legate
vole che la favola aiuta a vivere, ad affrontare le delusioni, a rendere meno amara l’attesa, ma poi, ta tra le 4 alternative proposte. .....................................................................................................
come si legge in una sua lettera, «una mattina ti svegli e dici “Era solo una favola”».
(M. Ammaniti, Il Piccolo Principe spiegato con Freud, da “La Repubblica”, 29 dicembre 2009) a) Secondo Freud, i contenuti rimossi possono riaf- 4. Osserva la figura seguente e rispondi alle
fiorare:
domande riportate in basso.
a in forma di sogno
3 Stephen King, scrittore statunitense, nato nel 1947, 4 John Bowlby(1907-1990), psicoanalista britannico che ha
b in forma di lapsus e atti mancati ..........................
autore di letteratura fantastica e, in particolare, horror. elaborato la teoria dell’attaccamento (v. Unità 11, p. 000).
c in forma di sintomo
d in tutte e 3 queste forme

R ifletti e comprendi b) Verso i 3-4 anni, secondo Freud, la pulsione eroti-


ca si concentra sugli organi genitali. Questa fase è
• Quali aspetti del mondo infantile sono messi in luce, secondo l’autore, nel Piccolo Principe? chiamata:
• A quali temi freudiani – accennati peraltro nell’articolo – possiamo ricollegare tali aspetti? a fallica c libidica
d di latenza ..........................
b genitale
188 MENTE E APPRENDIMENTO

Abbiamo imparato che l’immagine dell’iceberg si segna pianoforte, mostra all’amica alcuni eserci-
presta a descrivere metaforicamente la concezione zi per migliorare l’articolazione delle dita. Gloria,
freudiana della personalità. interessata, prova a fare gli esercizi, ma, non ri-
a) Che cosa scriveresti al posto dei puntini? uscendovi, commenta sconsolata: «Non riesco
proprio ad alzare il gomito!». Subito si interrompe
b) Perché? e si chiede: «Ma che cosa ho detto?».

QUESITI A RISPOSTA APERTA a) Che cosa è capitato a Gloria?

5.
b) Sai dare un nome al fenomeno in cui è incorsa?
Riassumi sinteticamente la concezione
freudiana del sogno. c) Puoi provare a darne una spiegazione?

6. Considera la situazione descritta di segui- 7. La concezione freudiana della personalità


to e rispondi alle domande riportate in basso. è stata paragonata alla rivoluzione astronomica
innescata dalla teoria eliocentrica di Copernico,
Gloria sta seguendo una cura a base di antista-
o alla teoria darwiniana sull’origine delle specie.
minici e le è stata sconsigliata la contemporanea
assunzione di alcolici, poiché potenzierebbe l’ef- Ad accomunarle sarebbe la portata innovativa nei
fetto sedativo dei farmaci. Un giorno Gloria è in- rispettivi ambiti scientifici, ma soprattutto il “colpo
vitata a pranzo dall’amica Alice, che le offre del mortale” da esse inflitto all’immagine falsata e in
vino. Dopo qualche esitazione, Gloria accetta di qualche modo “presuntuosa” che l’uomo ha di sé.
berne un bicchiere. Finito il pranzo Alice, che in- Sai spiegare quest’ultima asserzione?

dalla TEORIA alla PRATICA


UNITÀ 6

1. Psicoanalisi e senso comune


La psicoanalisi gode di una certa popolarità in mezzo alla gente, ma non sempre a tale popolarità si accompagna
un’effettiva conoscenza, per quanto schematica, dei suoi contenuti teorici. Prova a verificare la portata di questa
conoscenza su di un campione di persone scelte a tuo piacimento, chiedendo loro di spiegare il significato di alcune
parole o espressioni chiave:
a) inconscio;
b) rimozione;
c) complesso edipico;
d) Super-Io.
Confronta poi le risposte ottenute con le conoscenze da te acquisite.

2. Psicoanalisi e cinema
La simpatia o la curiosità che molti nutrono nei confronti della psicoanalisi è dovuta anche alla divulgazione cinema-
tografica. Come tema specifico, o comunque come riferimento teorico nella scelta del “taglio” particolare da dare
alla sceneggiatura, la psicoanalisi è presente, in maniera esplicita o implicita, in numerose pellicole.
Con l’aiuto dell’insegnante e dei compagni, individua i titoli di alcuni film in cui l’apporto della psicoanalisi sia partico-
larmente rilevante; quindi sceglietene uno per la visione e la discussione in classe.