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Il caso Regione Veneto

La testimonianza di Gianluigi Cogo, responsabile dei progetti di Open  Innovation per


l’Agenda Digitale di Regione Veneto
A livello complessivo si dovrebbe poi calcolare sia
l’impatto sui costi aziendali (a partire dalla metratura
degli uffici e dalle bollette dell’energia elettrica e
riscaldamento) sia quello sulla
produttività. Impressionanti i dati relativi alla ricaduta
ambientale, inevitabilmente correlata al
pendolarismo: una giornata di smart working alla
Come abbiamo visto i vantaggi del lavoro agile per
settimana per ogni lavoratore comporterebbe un
aziende e organizzazioni sono misurabili e relativi a
risparmio annuale individuale di 135 kg di Co2.  I già
diversi ambiti: il rischio è quello di non saperli
citati benefici sulla conciliazione della vita privata e
cogliere. Secondo l’Osservatorio sullo Smart
lavorativa e sulla soddisfazione completano la cornice
Working del  Politecnico di Milano l’incremento di
dei vantaggi offerti da questa modalità lavorativa.
produttività delle aziende italiane, se fosse applicato
I contro sono per lo più relativi alla possibile
un modello di lavoro agile, toccherebbe i 13,7 miliardi
percezione di isolamento e alle difficoltà di
di euro.
comunicazione che però, grazie alla tecnologia, Di questo abbiamo parlato con Gianluigi Cogo,
possono essere praticamente annullati. Come responsabile dei progetti di Open  Innovation per
abbiamo sottolineato all’inizio di questo lavoro, però, l’Agenda Digitale di Regione Veneto che, per la messa
la diffusione dello smart working in Italia è inferiore a terra degli ambiziosi progetti Veneto Agile e VeLA,
alla media mondiale: oltre ai dati del Politecnico ha insistito per l’adozione di un approccio innovativo
anche l’undicesima edizione del The Iwg global che consentisse il passaggio da un modello bi-
workspace survey evidenzia che, a fronte della attoriale ad un sistema multi-attoriale. Ciò al fine di
percentuale italiana (pari al 59%) delle aziende che abbattere i tradizionali silos e permettere il pieno
adottano una politica flessibile del lavoro e dei suoi coinvolgimento nell’ecosistema di Open Innovation
spazi, altri Paesi - Germania (80%), Olanda (75%), Usa regionale, del mondo della ricerca, della PA e delle
(69%) e Regno Unito (68%) -  registrano dati diversi imprese allo scopo di promuovere il lavoro di squadra
che testimoniano una più diffusa adozione dello e la condivisione piena di idee e professionalità.
Smart Working. Quello che serve è un vero e proprio Anche grazie alla collaborazione di Noovle, Regione
cambiamento culturale che passa attraverso la Veneto ha scelto di facilitare la comunicazione e la
piena comprensione delle effettive potenzialità del condivisione connettendo 85.000 dipendenti,
fenomeno da parte dei manager: solo attraverso un distribuiti in 15 differenti organizzazioni (Giunta
loro diretto coinvolgimento, che presuppone la Regionale, Azienda Zero, Asl, Enti strumentali, ecc),
piena padronanza delle necessarie competenze attraverso la piattaforma G Suite: non un semplice
tecnologiche, sarà possibile applicare una sistema di posta elettronica ma una piattaforma di
metodologia di lavoro più flessibile e veramente collaborazione che permette a un’organizzazione
orientata agli obiettivi. complessa di lavorare in modo agile facilitando la
comunicazione e la condivisione fra le persone.“Quando è scoppiata l’emergenza in Regione Veneto eravamo già molto
avanti e pronti a mettere a frutto le esperienze maturate con i nostri progetti.
Proprio in questa fase è intervenuto personalmente il Vicepresidente Gianluca Forcolin, responsabile dell’Agenda Digitale del
Veneto, che ha dato le indicazioni precise per affrontare la crisi, capitalizzando le esperienze, i progetti e le sperimentazioni
in atto. Abbiamo immediatamente creato una task force per la gestione  di circa 2.200 lavoratori in modalità Smart Working
e provveduto alla creazione di apposite linee guida per guidare il cambiamento e, subito dopo il commitment e la sponsorship
del Vicepresidente,  ci siamo buttati a capofitto sulla messa in esercizio di strumenti, guide, applicazioni, newsletter,
contact-point, ecc. In soli tre mesi abbiamo raggiunto dei numeri impressionanti sul fronte dei servizi:

27mila Hangout video (+18.000%)


1,2 milioni di file su Drive (+183%)
6 milioni di email inviate (+62%)
1000 VPN attivate
600 accessi in desktop remoto virtuale
Abbiamo quindi registrato un’impennata di A partire dalla buona pratica TelePAT 2.0, sviluppata
apprendimento digitale  paragonabile idealmente nel 2012 dalla Provincia Autonoma di Trento,
all’esperienza dei primi anni ‘60 con il programma l’esperienza ha permesso di costruire un modello
“Non è mai troppo tardi”  del Maestro Manzi. Avere applicabile ad amministrazioni diverse e che
raggiunto questi risultati, in un contesto permette di essere modulato secondo le esigenze
tradizionalmente “resistente” come quello della PA, in della PA che intende avvalersene.
cui a fronte di  forti competenze verticali è difficile Ve.LA propone un approccio di implementazione
riscontrare  la predisposizione  a spingersi “Veloce, Leggero, Agile”: veloce per accessibilità e
trasversalmente oltre le proprie afferenze, è ancora attuazione, leggero per implementazione e
più significativo ed è dovuto ai progetti che avevamo investimento organizzativo, agile per flessibilità e
impostato in precedenza.” In particolare il progetto sostenibilità. L’esperienza si è articolata secondo un
Ve.LA, finanziato dal PON GOVERNANCE nazionale, modello organizzativo di forte interazione tra
è frutto del lavoro congiunto di 6 Regioni e alcuni amministrazioni, attraverso attività di analisi,
comuni capoluogo (per un totale di nove formazione, sviluppo del Kit di riuso e definizione di
amministrazioni) e si propone di offrire roadmap di attuazione.  Il Kit di riuso è una vera e
un’esperienza unica in Italia in tema di smart propria cassetta degli attrezzi che comprende
working. documenti e strumenti di supporto, utili ad un avvio
efficace ed efficiente di progetti di smart working:
VeLA è un’esperienza di collaborazione tra piani di comunicazione, videolezioni, strumenti di
amministrazioni finalizzata allo sviluppo di un Kit di monitoraggio, analisi per la riprogettazione degli
riuso per lo smart working. spazi, tecnologia, documenti organizzativi, analisi 
della normativa. “In Regione Veneto siamo partiti nel 2018 con
un gruppo di 15 sperimentatori ed è stato istituito un gruppo di
lavoro multidisciplinare per la definizione di regole, tecnologie
(che hanno previsto anche l’utilizzo dei chromebook) e percorsi
formativi per la parte di change management.  Si è trattato di
un’esperienza molto positiva che ha previsto anche lo studio e
l’applicazione di tutti gli elementi alla base dello Smart
Working: dalla definizione dell’accordo individuale basato su
obiettivi e verifica dei risultati (e relativi  indicatori)  al processo
di formazione, dalla parte relativa alla sicurezza (accordo
INAIL) al tema relativo agli spazi (con incentivi per la creazione
di open space per una maggior interazione e collaborazione).
Il frutto principale di questa sperimentazione è il kit di riuso,
pronto per poter essere applicata a largo raggio. Cosa che si è
poi puntualmente verificata  in  Regione Veneto dove, prima del
lockdown,  si è passati rapidamente ad avere  il 10% del
personale in smart working con regolare contratto individuale.
Proprio l’esperienza di gestione ordinata e coordinata di questo
primo consistente lotto di utenti ha reso possibile affrontare
l’emergenza Covid-19 senza eccessivi scossoni.”I dati sono Per il futuro occorre insistere su questi principi e promuovere un
incoraggianti e indicano - come espresso nella figura che rapporto di fiducia che consenta di lavorare per obiettivi liberandosi
segue - che il Lavoro Agile aumenta produttività, fiducia, dalle ormai superate logiche del controllo di prossimità e favorendo la
collaborazione e soprattutto empatia. contaminazione multidisciplinare e la condivisione.