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La dieta mima-digiuno e tumore al seno: migliora la risposta alla chemioterapia - Corriere.

it 20/07/20, 19:26

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STUDIO OLANDESE

La dieta mima-digiuno e tumore al seno: migliora la


risposta alla chemioterapia
Sperimentata su donne con il cancro al seno, ma solo una minoranza è riuscita a sopportare la
restrizione calorica per tutti i cicli. Debolezza molto pericolosa per i pazienti: vietato il «fai da te»

di VERA MARTINELLA di Vera Martinella

Uno studio olandese ha studiato gli effetti


della dieta mima-digiuno sulla tossicità e
sull’efficacia della chemioterapia in donne
con cancro al seno giungendo alla
conclusione che migliora la risposta
dell’organismo al trattamento anticancro:
accresce la perdita di cellule tumorali e
provoca minori effetti collaterali come
nausea e vomito. Il motivo? La restrizione
calorica sembra proteggere le cellule sane
da fattori di rischio e stress come la
chemioterapia, mentre le cellule malate non sono in grado di adattarsi alla scarsità energetica e
muoiono. «Sia ben chiaro però che non si tratta di un digiuno che ogni malato di cancro può fare
da sé, è pericolosissimo – sottolinea Maurizio Muscaritoli, presidente della Società Italiana di
Nutrizione Clinica e Metabolismo -: quello in questione è un regime alimentare studiato e
calibrato, all’interno di una sperimentazione clinica. Vene prescritto da medici e i pazienti
vengono costantemente controllati. Improvvisare e fai da te sono vietati».

IL 65% DEI MALATI DI CANCRO È MALNUTRITO Cibo e terapie anticancro hanno un


rapporto difficile. Infiammazioni al cavo orale, disturbi digestivi e intestinali, nausea, vomito,
diarrea, perdita dell’appetito sono solo alcuni degli effetti collaterali più frequenti provocati da
chemioterapia e radioterapia. Tanto che circa il 65% dei pazienti ha problemi di malnutrizione, il
che comporta più probabilità di complicanze chirurgiche, una minore efficacia delle terapie, una
loro maggiore tossicità e deteriora la qualità di vita. E, peggio ancora, un malato oncologico su
quattro muore perché denutrito e non per il tumore in sé. Molto però può essere fatto per
arginare gli effetti collaterali più pesanti di farmaci e radiazioni per aiutare i malati a restare «in
forma», che è determinante per riuscire a completare le cure . Diverse ricerche hanno dimostrato
che in caso di trattamenti chemio e radioterapici, non è importante sapere scegliere i cibi più
corretti, ma saperli anche modulare nelle diverse fasi di cura, ovvero prima durante e dopo il
trattamento.

LO STUDIO OLANDESE SU 131 DONNE Nello studio olandese DIRECT, pubblicato di


recente sulla rivista scientifica Nature Communications, le 131 pazienti con carcinoma
mammario in fase iniziale (HER-2 negativo allo stadio II-III) sono state divise in due gruppi: il
primo ha continuato con il proprio regime alimentare 3 giorni prima e durante i 6 cicli di
chemioterapia adiuvante (quella eseguita dopo l’intervento allo scopo di ridurre il rischio di
recidiva della malattia); il secondo ha seguito la dieta mima-digiuno prima e durante la chemio
per un totale di 4 giorni. Alle pazienti del secondo gruppo è stata assegnata una dieta di circa
1200 kcal il primo giorno, ridotti poi a 200 kcal nei tre giorni successivi, derivate per l’80% da
carboidrati complessi.«La dieta mima-digiuno (FMD, acronimo di Fasting Mimicking Diet) è un

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piano alimentare a base di vegetali, e bassi livelli di calorie e proteine – chiarisce Muscaritoli,
che è anche direttore della Nutrizione Clinica al Policlinico Umberto I di Roma -. Periodi di
digiuno intermittente di almeno 48 ore sono necessari per mostrato la capacità di indurre
significativi cambiamenti nel metabolismo, tra i più importanti la diminuzione di insulina, insulin
growth factor-1 (IGF-1) e glucosio. Effetti metabolici simili possono manifestarsi dopo regimi
brevi a bassissimo contenuto calorico e basso apporto proteico». Gli esiti della sperimentazione
indicano che 53 pazienti su 65 (81,5%) hanno completato il primo ciclo di dieta mima-digiuno, il
50% ne ha completati due, il 33,8% è arrivato a 3 cicli e il 20% ha completato 6 cicli. Nel gruppo
che aveva rispettato la restrizione, la malattia definita «stabile o progressiva» era marcatamente
inferiore nel gruppo mima-digiuno rispetto a quello del controllo: l’11,3% contro 26,9%. Le
pazienti che hanno seguito restrizioni per più cicli hanno mostrato una perdita di cellule tumorali
tra il 90 e il 100% (tre volte maggiore rispetto all’altro) e non hanno avuto bisogno di assumere
farmaci per controllare nausea e vomito, nonostante non ci sia stata differenza nella tossicità fra
i due gruppi.

PERCHÉ IL DIGIUNO PUÒ POTENZIARE L CHEMIOTERAPIA In che modo digiunare (o


quasi), soprattutto durante la chemioterapia, può potenziare gli effetti del trattamento?«Si parla
spesso di digiuno come strumento per “affamare” le cellule tumorali e migliorare l’efficacia delle
terapie – risponde l’esperto - . L’argomento è particolarmente delicato e dev’essere trattato da
specialisti, con la massima attenzione e competenza. Quello che però è fondamentale i pazienti
sappiano è che uno stato nutrizionale ottimale durante e dopo le cure oncologiche è molto
importante per il successo delle cure e il ritorno a una vita attiva». I presupposti della dieta
mima-digiuno contro il cancro si basano su un processo ben noto. Quando si assume solo
acqua il nostro corpo affronta varie fasi per adattarsi alla situazione : prima utilizza le riserve di
zuccheri presenti nei muscoli e nel fegato, successivamente è costretto a sintetizzare lo
zucchero necessario alla sopravvivenza. Allo stesso tempo, però, il corpo attua una risposta
(quella che ci ha permesso nei secoli di superare periodi di grande carestia) consentendo
l’utilizzo dei grassi come fonte principale di energia. Tanto che col passare del tempo e dopo
parecchi giorni di digiuno lo stesso cervello può lavorare “alimentato a grassi” più che a zuccheri.
«Gli esiti di questa ricerca, per quanto estremamente preliminari, sono certamente interessanti e
incoraggiano nuove indagini – conclude Muscaritoli -. Purché i risultati non siano usati al di fuori
del contesto clinico e specialistico con tentativi e regimi improvvisati pericolosi per la salute».

20 luglio 2020 (modifica il 20 luglio 2020 | 16:32)


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