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I cinquantenni di oggi? Hanno performance cognitive peggiori di padri e nonni - Corriere.

it 12/08/20, 18:59

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I cinquantenni di oggi? Hanno performance cognitive


peggiori di padri e nonni
In uno studio americano tre generazioni a confronto. Obesità, solitudine, sedentarietà forse alla
base del trend negativo delle nuove generazioni

di CRISTINA MARRONE di Cristina Marrone

Non sono più le generazioni di una


volta....In quante occasioni lo abbiamo
sentito dire o lo abbiamo pensato noi
stessi? Le vecchie generazioni in genere
criticano le nuove ed è così da sempre. Un
luogo comune? Forse. Ma secondo uno
studio scientifico condotto dall’Ohio State
University i cinquantenni-sessantenni di
oggi avrebbero capacità cognitive inferiori
a quelle dei coetanei delle generazioni
precedenti. Che cosa succederà in futuro a
figli e nipoti? Ancora non si sa.

TRE GENERAZIONI A CONFRONTO Lo studio è stato pubblicato su Journals of Gerontology.


I ricercatori americani hanno ricostruito le performance cerebrali degli over 50 di tre generazioni,
la «greatest generation» (i nati tra il 1890 e il 1923), la generazione della guerra (i nati tra il
1942 e il 1947) e i baby boomers (i nati tra il 1948 e il 1959). Che cosa ci dicono i risultati? I test
cognitivi migliorano di generazione in generazione fino a raggiungere l’apice con gli over 50 degli
anni Novanta (quelli nati durante la guerra). Poi succede qualcosa. Il trend positivo che
proseguiva da decenni si inverte. Comincia a calare tra i primi baby boomers e peggiora negli
anni successivi (tra i nati fra il 1954 e il 1959).

I TEST I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 30 mila adulti che hanno partecipato a
un’indagine sulla salute di chi era vicino alla pensione (tra il 1996 e il 2014). Ogni due anni gli
adulti over 51 sono stati sottoposti a test cognitivi piuttosto semplici. Le prove consistevano nel
memorizzare alcune parole ascoltate in precedenza, contare all’indietro da 100 fino a 7 e dare
un nome corretto agli oggetti mostrati. «I baby boomers iniziano ad avere punteggi cognitivi
inferiori già a partire dai 50 ai 54 anni rispetto alle generazioni precedenti», ha detto Hui Zheng,
professore di sociologia The Ohio State University. «È scioccante - commenta - osservare
questo calo cognitivo tra i baby boomers dopo generazioni di miglioramento nei punteggi dei
test. Ma ciò che mi ha sorpreso di più è che questo declino vale per tutti: uomini e donne, di tutte
le etnie e di tutti i livelli di istruzione, reddito e ricchezza».

I MOTIVI Come mai questa inversione di tendenza nelle abilità cognitive? Di certo non
c’entrano livello di istruzione e migliore salute infantile: i baby boomers stavano meglio dei loro
nonni e dei loro padri e senza un contesto familiare migliore le loro performance sarebbero state
ancora peggiori. Piuttosto, ipotizzano gli autori, la responsabilità del declino cognitivo potrebbero
essere obesità, sedentarietà, solitudine e depressione e fattori di rischio cardiovascolare come
ipertensione, diabete e malattie cardiache.

12 agosto 2020 (modifica il 12 agosto 2020 | 15:01)

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/20_agosto_12/i-cinqua…e-peggiori-padri-nonni-e08cfd90-dbd2-11ea-abc9-41b5baff53c0.shtml Pagina 1 di 3
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