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I SEGRETI
di un INTESTINO SANO!
La salute del tuo intestino
è la chiave per vivere sani e in forma.
Mangia bene e vivrai meglio!
DISCLAIMER
Questo libro ha solo uno scopo informativo e non intende in alcun modo fornire consigli
medici. Ogni decisione relativa all‘inizio/cessazione/modifica nell‘assunzione di preparati
farmaceutici, integratori o altri trattamenti dev‘essere presa solo su indicazione del proprio
medico curante. Né l‘Autore né l‘Editore rispondono di eventuali problemi causati dal fatto di
non aver seguito questa raccomandazione.

Prodotto curato da: Valentina Balestri per Riviste & Co.


Gruppo editoriale Macro
Grafica: Melissa Bernardi per Riviste & Co.

Questo libro è stato realizzato con i contributi di:


Barbel Mohr; Urbano Baldari; Manuela Gatti; Maria Teresa Maresca;
Valentina Balestri; la Redazione; Antonio Colasanti; Marco Medeot; Vin-
cenzo Valesi; Valerio Pigliatta; Eleonora Poletti; Valdo Vaccaro; Michele
Riefoli;Francesca Rifici; Maria Gabriella Sautolisier; Roberta Cavallo;
Fiamma Ferraro; David J. Couture; Elain Gottschall; Marilyn L.Alm;
Zairum Hosein.
Il libro contiene estratti di libri e e-book del Gruppo Editoriale Macro
I edizione Marzo 2016 - Tutti i diritti riservati

Questo libro in formato e-book è un inserto gratuito


della rivista Scienza e Conoscenza.
www.scienzaeconoscenza.it

Proprietà letteraria digitale di gruppo editoriale macro © 2016


I segreti di un intestino sano!
La salute del tuo intestino è la chiave per vivere sani e in
forma. Mangia bene e vivrai meglio!
I segreti di un intestino sano

Introduzione
L’intestino è la culla della salute
La buona salute dell’intestino determina la buona salute globale dell’in-
dividuo: le relazioni tra intestino e sistema immunitario sono tante e dav-
vero molto importanti per noi.
L’intestino è l’organo meno conosciuto del nostro corpo, ma viene con-
siderato addirittura un secondo cervello.
Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di accompagnarvi in questo
viaggio: parleremo dei disturbi e delle cure, di rimedi naturali e di cibi che
guariscono, fino ad arrivare alla forte influenza che la nostra mente ha nel
controllo delle malattie.
Nell’ambito delle cure intestinali e dell’alimentazione, le offerte sono
innumerevoli e regna di solito una gran confusione.
Partiamo per esempio con l’alimentazione. Se ascoltiamo un sosteni-
tore del consumo esclusivo di cibi cotti, questi ci spiega in modo logico
e convincente come mai gli alimenti cotti sono più facilmente digeribili e
assimilabili. Noi lo stiamo a sentire con rispetto e ci lasciamo convincere
immediatamente.
Poi magari, il giorno dopo, incontriamo un seguace del crudismo, che
a sua volta ci illustra in maniera altrettanto convincente e inconfutabile il
motivo per cui quello crudo è l’unico cibo che può essere correttamente
assimilato e facilmente digerito dal nostro organismo. Dopo averlo ascol-
tato, convinto ed entusiasta, comincio a chiedermi com’è possibile che
entrambe le tesi sembrino così logiche.
Un altro consulente alimentare tiene una conferenza sul perché l’uomo
ha bisogno del latte per l’apporto di calcio, mentre la concorrenza giura
che consumando latte si perde complessivamente del calcio e che dopo
i tre anni di vita non si è comunque più in grado di digerire bene questo
alimento. L’unica cosa che ci si procura bevendo latte è un’eccessiva pre-
senza di muco.
Poi ci sono quelli che si esprimono a favore della farina integrale e quelli
che dimostrano che i prodotti integrali contengono una maggior quantità
di muffe e per questo andrebbero assolutamente evitati.
E via di questo passo, potremmo prolungare all’infinito la catena con
questi esempi contraddittori.

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Introduzione

Altri specialisti ancora ci rivelano che possiamo mangiare quel che


vogliamo, finché lo facciamo volentieri, dato che gustarsi il cibo con il pen-
siero recondito che potrebbe non essere sano abbastanza, equivale ad
avvelenarlo.
Secondo questa teoria, una persona che si mangia gioiosamente tutti i
giorni la sua tortina dovrebbe essere più sana di una che resta attaccata,
soffrendo, alla pentola delle verdure.
Di sicuro c’è qualcosa di vero, ma è ancora da dimostrare se può bastare
come unico criterio.
Ad ogni modo c’è una cosa che possiamo accettare come dato di fatto:
nella nostra società moderna abbiamo la netta tendenza a non prendere
in considerazione l’intestino come possibile causa delle nostre malattie.
Continuare ad applicare unguenti sul viso contro gli eczemi cronici senza
curarne minimamente la causa – un intestino intossicato – è un atteggia-
mento che ha un po’ dell’assurdo. È anche impensabile guarire dai reuma-
tismi senza risanare nel contempo l’intestino, eppure quasi nessuno se ne
preoccupa.
È un po’ come se avessimo un tubo intasato in bagno, per cui dallo
scarico provengono dei cattivi odori, e invece di pulire il tubo ci limi-
tassimo a profumare l’ambiente. Ed è proprio quello che facciamo di
solito: escogitiamo dei trucchi per combattere i sintomi (la puzza), ma
non vogliamo eliminare la causa (il tubo intasato o l’intestino).
Pare che occuparsi del proprio intestino sia proprio “fuori moda”. Sono
solo quegli svitati degli alternativi a pulire a fondo il tubo quando basta
andare in farmacia per trovare delle essenze odorose raffinate.

Intestino e sistema immunitario


L’intestino non è preposto solo alla digestione, ma è anche sede del
sistema immunitario, ragione per cui è estremamente soggetto ai nostri
stati d’animo.
Ci sono studi che dimostrano come la semplice visione di film che suscitano
emozioni positive, provochi una reazione nel nostro sistema immunitario. È
addirittura possibile misurare un aumento immediato di anticorpi protettivi.
Mentre i film mediocri non hanno nessun effetto, possiamo facilmente imma-
ginarci che cosa succede quando si guarda una pellicola horror dopo l’altra.
Chi l’avrebbe mai detto? Anche l’intestino viene al cinema con noi!

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I segreti di un intestino sano

Per capire pienamente l’intestino, bisognerebbe anche sapere che il


tipo di cellule, le sostanze attive e i recettori delle cellule nervose che lo
circondano, sono esattamente identici alle nostre cellule cerebrali.
La serotonina, una sostanza messaggera nervosa che influenza il nostro
umore umore, viene prodotta fino al 95 per cento nell’intestino.
Le emozioni nascono prevalentemente nell’intestino e non nella testa,
e lo si nota non appena lo si rimette in sesto, dato che ci si sente di colpo
in uno stato d’animo più gioioso e piacevole. Viceversa, un intestino intos-
sicato da scorie intensifica le depressioni, gravando sul nostro stato d’ani-
mo.
Oggigiorno gli scienziati presumono anche che nell’intestino ci sia la
sede dell’intuizione, proprio per il fatto che lì si trovano circa dieci milioni
di “cellule cerebrali” (o meglio cellule identiche a quelle cerebrali). Inoltre
il 90 per cento dello scambio di informazioni fra intestino e testa procede
dall’intestino alla testa, e solo il 10 per cento segue la direzione opposta.
L’intestino ha quindi un sacco di cose da raccontare alla nostra testa;
quando è costipato e intossicato dalle scorie anche la nostra intuizione
è rallentata e bloccata e le emozioni vengono alterate, dato che la pro-
duzione di serotonina e, indirettamente, il nostro stato d’animo vengono
influenzati da quello che mangiamo.

L’intestino quindi è estremamente importante perché:


●● Reagisce ai nostri stati d’animo e contribuisce notevolmente alla
loro creazione
●● È la sede del sistema immunitario, che a sua volta dipende dal nostro
umore e dal nostro sentirci bene nella vita
●● Nel frattempo si suppone che sia anche la sede principale della
nostra intuizione (prendere decisioni in maniera viscerale). Se l’in-
testino è malandato, il suo stato si riflette necessariamente anche
sulla nostra intuizione
●● Se l’intestino è intossicato da scorie, l’organismo non solo non viene
adeguatamente rifornito di sostanze nutritive, ma viene avvelena-
to. Il sistema immunitario si indebolisce e tendiamo ad ammalarci
sempre più nel corso degli anni

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Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

Capitolo 1
I disturbi più comuni dell’intestino
1.1 Pancia gonfia come un pallone?
Continuiamo a parlare di intestino, un viscere molto importante per l’or-
ganismo, dalla cui salute dipende il benessere di tutto il corpo.
L’intestino, come ben sappiamo, si divide in due tratti: intestino tenue e
intestino crasso.
Nel primo tratto avviene la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, nel
secondo arrivano le sostanze di scarto che poi verranno espulse attraver-
so le feci. Sono due processi importantissimi ed è necessario che entrambi
funzionino bene.

I 5 migliori rimedi per un intestino in salute


Oltre a prevenire queste sensazioni di pesantezza con un’alimentazio-
ne equilibrata e personalizzata, possiamo aiutarci con alcuni rimedi che
Madre Natura ci offre:
●● infuso a base di camomilla, malva e finocchio (lasciati in infusione
almeno 20 minuti);
●● semi di finocchio da masticare;
●● acqua tiepida con un cucchiaino di magnesio supremo disciolto;
●● mirtillo rosso in gemmoderivato o ancor meglio tintura madre;
●● succo puro di aloe vera.
È inoltre consigliato:
●● bere poco o nulla durante i pasti;
●● preferire bevande calde al pasto, leggere (ad es. the bancha);
●● iniziare sempre i pasti con cibi caldi e/o cotti, che non inibiscano la
produzione di succhi gastrici digestivi.
Dalla salute dell’intestino, dipende la salute di altri organi e apparati,
quindi è fondamentale per l’organismo
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I segreti di un intestino sano

Spesso una problematica intestinale risolta porta alla risoluzione di


altri disturbi in molte zone del corpo, quali dolori articolari, mal di schiena
(soprattutto in zona lombare), dolore cervicale e mal di testa.

1.2 Reflusso gastroesofageo


Come alleviare i sintomi del reflusso gastroesofageo utilizzando
la medicina naturale
Il reflusso gastroesofageo,
soprattutto notturno, è un pro-
blema legato all’incontinenza
dello pseudosfintere cardiale, per
cui si verifica un reflusso di succo
acido gastrico dallo stomaco
all’esofago, che talora può inte-
ressare l’ultima parte dell’eso-
fago, determinando la cosiddet-
ta esofagite da reflusso con conseguente pirosi (bruciore) retro sternale,
soprattutto notturna, oppure giungendo anche più in alto sotto forma di
sottile dispersione aeresolica, la quale può causare disturbi da irritazione
delle vie aeree, quali infiammazione laringea con tosse secca, se non addi-
rittura asma bronchiale per irritazione bronchiolare. La medicina natura-
le propone varie soluzioni.
Per indicazioni e posologia leggi l’approfondimento.
Un altro accorgimento, apparentemente banale quanto utile, è quello di
sollevare la testata del letto con un rialzo di circa 7 cm in modo da rendere
più difficile una eventuale risalita di liquido dallo stomaco all’esofago.

1.3 Allergie e intolleranze: l’origine è nell’intestino


Qual è la differenza tra allergie e intolleranze e da cosa sono
causate?
Abbiamo già visto che il sistema immunitario risiede per un 50% all’in-
terno dell’intestino. E sappiamo bene che è il nostro intestino la struttura
principale del corpo che ha il compito di digerire ciò che mangiamo. Va da
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Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

sé che un intestino in salute condiziona anche il buon funzionamento di


tutto l’organismo.

Allergie e intolleranze: l’origine è nell’intestino


Impariamo da subito a distinguerle:
●● allergia: può essere considerata come una reazione “esagerata”
scatenata dal sistema immunitario che si attiva in seguito all’azione
di un allergene, percepito dall’organismo come elemento estraneo
capace di causare un danno
●● intolleranza: non è implicato il sistema immunitario, ma nasce comun-
que a livello intestinale. L’intolleranza è un’incapacità da parte dell’ap-
parato digerente di digerire un alimento in maniera corretta, alimen-
to che solitamente viene introdotto con spiccata frequenza

Come nascono le allergie


L’allergia può essere presente già alla nascita, causata da un sistema
immunitario iper-sensibilizzato, oppure può sopraggiungere successiva-
mente, come causa di una sollecitazione frequente al sistema immunitario
dovuta a stress, alimentazione scorretta, riposo non adeguato.
Una volta sviluppata un’allergia è più difficile eliminarla ed è quindi
necessario conoscerle per prevenirle, proprio perché la risposta dell’orga-
nismo è molto immediata e talvolta può risultare pericolosa.

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I segreti di un intestino sano

Come nascono le intolleranze


L’intolleranza si sviluppa invece gradualmente nel tempo ed è soli-
tamente un’intolleranza che si manifesta  a carico dell’intestino o
della pelle.
A livello intestinale alcuni cibi potranno iniziare a non essere dige-
riti più correttamente creando gonfiore, pesantezza, meteorismo,
reflusso gastrico.
A livello cutaneo invece ci si accorgerà di non poter usare più determinati pro-
dotti (creme, saponi) che contengono additivi chimici, conservanti o coloranti. 
Si sviluppa quindi una graduale e sempre maggiore spiccata intolleranza a
determinate sostanze che il corpo inizia a rifiutare.

Un check up con la MTC per prevenire e curare


Per la Medicina Tradizionale Cinese (nota come MTC) ogni persona nasce
con una costituzione e una struttura che la rende unica e diversa dagli altri,
pertanto presenterà debolezze e forze diverse rispetto ad altri individui.
Per saperne di più sulla Medicina Tradizionale Cinese, leggi un appro-
fondimento.
Questo vale anche per lo sviluppo di intolleranze di qualsiasi natura. 
In questo ci aiuta molto l’analisi fisico-strutturale-emotiva che la MTC è
in grado di fare, informandoci in via preventiva su quale stile di vita è
più utile tenere, quali cibi scegliere, quali abitudini ci possono aiutare nel
quotidiano, quale attività fisica è la più indicata, quali rimedi rinforzano il
proprio personale terreno costituzionale.

1.4 Celiachia: mangiare senza glutine, naturalmente


Come alimentarsi in maniera equilibrata, con gusto senza ricorre-
re a cibi sostitutivi e super raffinati
La celiachia come spiegato da Michele Riefoli, si diffonde a macchia
d’olio. Quali sono le possibili cause del problema? Come gestire la
situazione? È possibile per un celiaco adottare una dieta a base vegetale del
tutto naturale senza dover fare la spesa in farmacia o acquistando prodotti
super raffinati della grande distribuzione? Proviamo a fare chiarezza.

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Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

Cos’è la celiachia?
Non è una “semplice” intolleranza al glutine. Di fatto è una malattia che
si manifesta in alcuni soggetti geneticamente predisposti. In questi sog-
getti, in seguito all’assunzione di glutine – la frazione proteica del grano e
di alcuni altri cereali – si genera una reazione immunitaria di tipo infiamma-
torio autoimmune, in grado di danneggiare la mucosa intestinale e in par-
ticolare i villi dell’intestino tenue. Siccome i villi sono quelle micro strutture
“a dito di guanto” necessarie all’assorbimento di tutti i nutrienti contenu-
ti nei cibi ingeriti, la loro distruzione comporta un danno anatomico e di
conseguenza una condizione di malassorbimento che causa nel soggetto
colpito dalla malattia, nel medio o lungo termine, una serie di problemi
di salute (più gravi nei bambini che sono in fase di crescita), che possono
manifestarsi in qualunque parte del corpo, a causa del mancato apporto
di specifici nutrienti. La patologia, descritta anticamente per la prima volta
da Areteo di Cappadocia nel 250 d.C. come una generica “sofferenza inte-
stinale” fu meglio definita nella seconda metà del 1800, ma le si attribu-
irono solo alcuni sintomi: mal di stomaco e dolori addominali ricorrenti,
diarrea con feci chiare e maleodoranti, flatulenza, perdita di peso, pallore
anemico, debolezza. Oggi invece sappiamo che i sintomi possono essere
vari e diffusi perché correlati al tipo di sostanze mal assorbite.
Per esempio, la carenza di calcio può causare irritabilità, crampi musco-
lari, dolori ossei, osteoporosi, mentre la carenza di ferro, anemia e stan-
chezza.
Sintomi della celiachia
I sintomi della celiachia sono quindi molto diversi da persona a persona e in
certi casi sono associati anche a dermatiti erpetiformi, ipersensibilità, cam-
biamenti dell’umore e del comportamento, stanchezza cronica, afte, proble-
mi ai denti, problemi mestruali, esaurimento nervoso, magrezza eccessiva
in soggetti che mangiano abbondantemente, facilità a contrarre infezioni.
Esistono forme di celiachia più o meno gravi in base allo stato di avanza-
mento della malattia.

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I segreti di un intestino sano

Come curare la celiachia?


La celiachia, o morbo celiaco o anche sprue celiaca, è una forma di intol-
leranza al glutine su base immunologica, cioè che riconosce un meccani-
smo immunitario. In sostanza, è una risposta abnorme del sistema immu-
nitario verso una sostanza che normalmente, nella maggior parte degli
individui, non crea nessun problema.
Il glutine è una lipoproteina contenuta in alcuni cereali quali grano, farro,
orzo, segale, avena, kamut, spelta (Triticum spelta) e triticale (incrocio del
frumento con la segale), con cui si confezionano pane, pizza, biscotti, dolci
ecc. Ne sono privi: riso, mais, miglio, manioca.
Incidenza
Attualmente in Italia sono diagnosticati più di 55.000 celiaci, cioè 1 su
1000, ma gli studiosi ritengono che si tratti solo della punta di un iceberg e
che l’incidenza reale, sottostimata, sia di circa 1 ogni 100-150 abitanti, il che
eleverebbe il numero totale a 350-400 mila persone.

Cause
È documentata una reazione immunitaria verso una frazione proteica del
glutine, la gliadina sostenuta da linfociti T e B, presenti nella lamina propria
dell’intestino tenue, sotto l’epitelio di rivestimento. Il risultato porta a un
appiattimento e scomparsa dei villi intestinali, con conseguente difettoso
assorbimento di fattori vitaminici e elementi nutrizionali importantissimi.
Esistono forme dalla sintomatologia conclamata, altre più sfumate, altre
ancora completamente asintomatiche, in cui vi è solo una alterazione degli
enzimi di laboratorio. Sulla base del sospetto clinico, si effettua la ricerca
di tre tipi di anticorpi: antigliadina, antiendomisio, antitransglutaminasi.
Qualora ci sia una positività di uno o più di essi per la diagnosi di certezza
occorre comunque una biopsia dell’intestino tenue effettuata mediante
una esofagogastroduodenoscopia.

Sintomi
La loro espressione e gravità è correlata direttamente alla gravità della
sindrome: anemia da carenza di ferro, rachitismo, osteoporosi, arresto
della crescita, infertilità, disturbi intestinali quali alterazioni del transito,
senso di gonfiore, aspetto invecchiato della pelle.

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Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

Omeopatia costituzionale
Con questo termine si intende la somministrazione di diluizioni di sali
degli acidi carbonico, fosforico, fluorico e sulfurico soprattutto di fronte
ad aspetti costituzionali molto evidenti legati alla morfologia e al carattere
psicoemozionale del soggetto. È un tipo di intervento che si può fare anche
a prescindere dal tipo di patologia perché è mirato ad agire sull’individuo
in quanto struttura di organi e tessuti derivati dai tre foglietti embrionali:
ecto-, meso- ed entoderma e non necessariamente in un individuo malato.
Omeopatia unicista
Sulla stessa linea può essere utile la somministrazione del rimedio ome-
opatico che più si avvicina alla totalità dei sintomi dell’individuo, fisici, fun-
zionali, mentali ed emozionali: esso è visto come un qualcosa che agisce
sull’individuo anche “sano”, nell’ambito della promozione di un miglior
equilibrio psico-neuro-endocrino-immunitario.
Ma cos’è la salute? Un’assenza di sintomi sgradevoli quali dolore,
emorragia, febbre di cui si è detto, oppure è anche qualcos’altro? La
salute è recupero totale dell’armonia dell’essere e della sua capacità
di esprimere se stesso nell’ambiente in perfetto dialogo, interazione
ed equilibrio con il suo mondo interno ed esterno.
La salute è il recupero della felicità e della libertà, soffocate e frustra-
te da tutti i mille condizionamenti e messaggi culturali che costituiscono
sistemi di credenze vecchi e nuovi, fonti di conflitti esistenziali insanabili a
causa di un semplicissimo motivo: la loro incoerenza e contraddittorietà.
Benché apparentemente accettiamo questi messaggi a livello coscien-
te come validi, il nostro inconscio che è un computer spietato e analizza
tutto, rileva tutte le incongruenze di fondo su problemi etici, culturali e
religiosi ed entra in conflitto interiore. Salvo i veri casi patologici, per i
quali l’uso dei farmaci può essere necessario e raccomandabile, quante
volte l’ansia è invece solo l’espressione di questi conflitti misconosciuti e
irrisolti, il sintomo benedetto che ci spinge a ricercare una soluzione prima
di essere o diventare una patologia?
E invece cosa facciamo? Soffochiamo senza comprendere, rimandando
nel tempo futuro il pagamento del pedaggio.
Dobbiamo considerare malati anche tutti quelli che si discostano dal
gruppo? Tutti quelli i cui pensieri e comportamenti, pur nel rispetto dei loro

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I segreti di un intestino sano

simili, non si allineano con quelli della cultura dominante? Non si può gene-
ralizzare è ovvio, e solo una attenta valutazione dei casi e delle situazioni
permette una scelta appropriata, perché l’espressione di ogni sintomato-
logia è sempre il risultato di un’interazione fra l’aspetto genetico e quello
ambientale, e la celiachia ne è un esempio inequivocabile.
Il pensiero sano
Non dobbiamo incorrere nell’errore di psicosomatizzare tutto, e non
possiamo dimenticare che oggi più che di psicosomatica si parla di PNEI,
cioè psiconeuroendocrinoimmunologia, la quale è in grado di spiegare
traducendo in termini biochimici concetti in precedenza considerati fumo-
si, generici o astratti. È un dato di fatto che il pensiero puro è una forma
di energia creativa o distruttiva a seconda dei casi, che dalla psiche dove
si genera traduce in realtà materiale i concetti, interagisce con il sistema
nervoso, endocrino e immunitario “creando” ormoni, neurotrasmettito-
ri, citochine, cioè sostanze polipeptidiche di natura proteica che dirigono
tutta l’orchestra della nostra vita e del nostro essere.
Così dal mondo delle idee di Platone si materializza l’energia, come in
principio era il logos.
Ne consegue che se il pensiero “disorientato” può creare danni organici
(il vecchio concetto psicosomatico), e questo oggi ce lo spiega in termini
biochimici la PNEI, un pensiero sano, nel senso di correttamente formu-
lato, coerente e armonico, come è nelle possibilità e nella dignità di ogni
essere umano, può prevenire o risolvere molti problemi.
Dieta
La terapia principale consiste nell’abolire tutti gli alimenti contenenti
glutine. Ciò non è sempre semplice, perché a parte i cereali conosciuti, nei
cibi confezionati c’è molto spesso la presenza di queste sostanze addizio-
nate a vario titolo. Bisogna leggere sempre molto bene la composizione
degli ingredienti; spesso nei casi dubbi vi è anche la dicitura “adatti per
celiaci” oppure “contenenti glutine”, ma comunque è sempre meglio veri-
ficare a vista la composizione. Inoltre, se ci si reca in trattorie o ristoranti
è opportuno fare presente che si è celiaci e anche raccomandarsi che ven-
gano usate pentole ben pulite e non quelle dove sono stati cotti alimenti
contenenti il glutine e non adeguatamente “bonificate”.
Tuttavia la medicina naturale può essere di aiuto e complementare (ma
non sostitutiva) alla corretta dieta di esclusione, come modulante di un
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Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

processo immunologico determinato geneticamente, per fare un ten-


tativo di alleviare sintomi in fasi di riacutizzazione possibili nonostante il
rispetto delle regole dietetiche. È giusto considerare questa possibilità
quindi con la dovuta cautela e limiti.

Celiachia: cosa mangiare


Vediamo insieme quali cibi possono essere assunti da chi soffre di celia-
chia, scegliendo tra gli alimenti più salutari anche per l’organismo:
●● Cereali: quinoa, amaranto, miglio, riso, mais, grano saraceno
●● Carne: biologica e consumata con moderazione, va bene sia bianca
che rossa
●● Pesce
●● Legumi
●● Frutta fresca
●● Verdura

I cibi che NON puoi consumare in caso di celiachia


In generale, il glutine è l’unico elemento scatenante l’intolleranza ed è
quindi l’unico da evitare.
Quindi, nel caso, non possiamo consumare i cereali che contengono glutine:
●● Grano/frumento
●● Orzo
●● Farro
●● Avena
●● Kamut
●● Sorgo

Rimedi naturali
Abbiamo detto che la celiachia è un’irritazione della mucosa intestinale (inte-
stino tenue) che si presenta quando entra in contatto con il glutine. Difficilmente
un’intolleranza permanente a questo alimento può regredire fino a scomparire,

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I segreti di un intestino sano

ma ci sono rimedi naturali che possono essere assunti per limitare l’infiammazio-
ne intestinale e mantenere il tratto intestinale quanto più possibile sano.
I più utilizzati sono gli estratti di:
●● Achillea
●● Lampone
●● Malva
●● Castagno
●● Valeriana

1.5 Diverticoli
Cosa sono i diverticoli e come prevenirli con l’alimentazione
I diverticoli sono piccole sacche che si formano ai lati della parete intesti-
nale, causati da una strozzatura del canale. La parte dell’intestino crasso è
quella maggiormente colpita, soprattutto nel tratto finale del sigma e del
retto. Le cause che portano allo sviluppo dei diverticoli sono diverse ma alla
base c’è uno scorretto stile di vita prolungato per molti anni, in cui l’alimen-
tazione ne è il fulcro. Spesso chi ne soffre, ha seguito a lungo una dieta ricca
di grassi e zuccheri e povera di fibre e acqua. Parliamo di diverticolosi quan-
do ci troviamo in presenza di queste sacche che non risultano infiammate e
spesso non ci sono sintomi che possano farne intendere la presenza.
I sintomi della diverticolite
I sintomi si manifestano quando i diverticoli si infiammano e si sviluppa
così la malattia definita diverticolite.
I sintomi principali che possono indicare la presenza di diverticolite sono:
●● forti crampi addominali
●● nausea e vomito che si accentuano dopo i pasti
●● meteorismo frequente
●● alvo irregolare che si alterna tra diarrea e stitichezza
Quasi la metà della popolazione soffre di diverticoli: i disturbi a essi asso-
ciati vengono definiti “malattia del benessere” poiché è la conseguenza
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Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

di un’alimentazione incostante e troppo spesso abitudinaria, frettolosa,


ricca di alimenti raffinati e povera di fibre vegetali e di acqua.

L’alimentazione per prevenire i diverticoli


Per prevenire la formazione dei diverticoli (che molte persone hanno
ma non ne hanno consapevolezza finché non avvertono sintomi)  è neces-
saria un’alimentazione molto varia, con l’alternarsi dei cibi. 
Sono da preferire cibi ricchi di acqua, frutta e verdura fresche, cereali
integrali e una piccola dose di proteine, soprattutto vegetali.
Bere acqua e tenere l’intestino sempre idratato e pulito è la prima
regola principale.
Da evitare i cibi con farina bianca, i fritti e gli alcolici. 
I diverticoli sono un’estroflessione del canale intestinale che col tempo
possono portare a numerose problematiche, quando iniziano a infiammarsi.
Prevenirne la formazione è davvero importante.
Vedremo anche quale alimentazione è maggiormente consigliata per
chi già soffre di diverticolite e quali rimedi adottare. 
La giusta alimentazione e rimedi naturali più efficaci per chi sof-
fre di diverticoli
Abbiamo detto che i diverticoli sono piccole sacche che si formano ai lati
dell’intestino e che infiammandosi, danno origine alla diverticolite.
Quando l’infiammazione è già presente, è consigliato mantenere uno
stile alimentare specifico e aiutarsi con alcuni rimedi naturali.

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I segreti di un intestino sano

I diverticoli per la medicina tradizionale cinese


Esclusa la predisposizione costituzionale che favorisce la formazione di
diverticoli su un soggetto piuttosto che un altro e per i casi legati a retra-
zioni cicatriziali, per la  medicina tradizionale cinese  all’origine della for-
mazione dei diverticoli c’è una condizione molto yin, ovvero di eccessivo
muco o ristagno di sostanze putrefattive che rendono la parete del colon
più debole e meno elastica del dovuto. 
A questa condizione si associa spesso la stipsi che determina un arresto
della massa fecale contenuta nell’intestino  e aumenta la pressione sulle
pareti, sfiancando le zone più deboli.
Quale alimentazione scegliere per i diverticoli
In presenza di un’infiammazione dei diverticoli è bene seguire un’ali-
mentazione specifica e scegliere:
●● Verdura fresca a volontà e frutta consumata regolarmente ma con
moderazione (eccessivi zuccheri, anche se naturali, contribuiscono
ad infiammare la mucosa)
●● Tra la frutta preferire mirtilli, more, mele, pere
●● Cereali integrali, prediligendo l’utilizzo di orzo selvatico e riso
basmati integrale (si possono cucinare anche insieme e consumare
insieme)
●● Pesce azzurro consumato con moderazione
●● Uova, meglio se di quaglia (non più di una volta a settimana)
●● Bere molta acqua per tenere idratata la mucosa intestinale
Evitare invece:
●● Latte e latticini
●● Carne in generale, anche bianca
●● Caffè, alcolici, bevande gasate
●● Cibi da forno con farine raffinate e lievito
●● Legumi (da consumare solo occasionalmente e sempre decorticati)

18
Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

I rimedi naturali per i diverticoli 


Alcune piante aiutano il processo antinfiammatorio a carico della parete
intestinale, tenendo sotto controllo i diverticoli e impedendo che si tra-
sformino in diverticolite:
●● Estratto di calendula
●● Estratto di acqua di melissa
●● Decotto di semi di orzo mondo
La riflessologia plantare diventa un validissimo aiuto in caso di divertico-
lite, poiché va ad agire energeticamente su tutta la struttura intestinale e
del colon soprattutto, contribuendo a sfiammare la zona lesa.

1.6 Parassiti intestinali


Scopri i sintomi della parassitosi intestinale impara a pulito l’inte-
stino con i rimedi naturali
Il problema dei parassiti intestinali è più presente di quanto ci immagi-
niamo: molte persone ospitano questi minuscoli esserini nel loro intestino
(e non solo) e non ne sono consapevoli.
I parassiti si sviluppano con più facilità all’interno dell’intestino e lì risiedo-
no, ma capita non di rado che gli stessi parassiti migrino verso altri organi. 
Per questi motivi non è semplice verificarne clinicamente la presenza. La
classica analisi delle feci che si effettua in laboratorio è quasi sempre inutile e
non veritiera poiché il metodo di analisi non è approfondito e completo. 
Esistono però metodologie di analisi delle feci molto più accurate in cui
l’osservazione diretta del campione viene prolungata per più giorni e con
stimolazioni differenti.
Il cosiddetto  Gut Screening è un esame che prende in considerazione
diverse specie di parassiti accertandone la presenza o meno. È un tipo di
esame che effettua pertanto uno screening totale a carico dell’intestino. Vi
è inoltre la possibilità di effettuare una ulteriore analisi a livello sistemico,
attraverso un campione di sangue, denominato microscopia in campo oscu-
ro: da questa si evince la presenza di batteri e parassiti nel sangue (che sono
quindi migrati e arrivati fino al sangue), la presenza di infiammazioni acute o
croniche e la presenza di tossine metaboliche. 

19
I segreti di un intestino sano

I segnali per riconoscere una parassitosi in atto


●● Digrignare i denti, soprattutto quando ci si addormenta o durante
la notte
●● Costante movimento delle gambe o un frequente cambio di posi-
zione durante la notte
●● Prurito o fastidio all’ano
●● Mangiarsi le unghie o rovinarsi le pellicine attorno alle unghie
●● Continuo gonfiore alla zona addominale bassa, anche lontano dai pasti
Ovviamente questi sono sintomi che possono far pensare ad una
parassitosi in atto, soprattutto se sono presenti tutti o quasi per prolun-
gati periodo di tempo. Per averne certezza è sempre bene affidarsi a test
affidabili.

I rimedi naturali per la parassitosi


Quali rimedi naturali possiamo utilizzare per effettuare una salubre
bonifica dell’intestino, per prevenire la formazione di parassiti e per tener-
lo più possibile pulito e igienizzato? 
Per chi avesse sospetto di parassitosi, sono consigliati:
●● Un infuso di Malva, da bere quotidianamente: favorisce il “gonfiar-
si” delle feci nell’intestino, grazie alle mucillaggini in essa presenti,
favorendo la completa espulsione. Si evita così lo stazionamento di
feci per tempi prolungati all’interno dei canali intestinali
●● Estratto di Mallo di Noce e di Assenzio: uccide gli stadi adulti e impe-
disce l’accrescimento di oltre 100 tipologie di parassiti
●● Estratto di Chiodi di Garofano: uccide le uova
●● Tea Tree Oil: da massaggiare sulla zona addominale, aggiunto a un
olio veicolante, filtra attraverso la pelle svolgendo un’azione antimi-
cotica, antinfiammatoria e antiparassitaria
Utilizzando questi rimedi contemporaneamente, si ottiene un’efficace
soluzione contro patogeni e parassiti.

20
Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

Parassiti intestinali: sintomi e malattie correlate spiegati dalla


Medicina dell’Informazione
 

Nella pratica diagnostica quotidiana, i parassiti elminti sono spesso pre-


senti (con le loro frequenze), nel contesto di patologie anche molto impor-
tanti, gravi e complesse.
Se è vero che nel mondo occidentale è raro vedere le grandi infestazioni ver-
minose, tuttavia le contaminazioni minori di questi esserini sono molto comuni,
ma poco conosciute nei loro aspetti clinici, e purtroppo poco indagate.
È probabile che le grandi migrazioni di popolazione, sia umana che
animale, di questi ultimi anni, possano “mescolare le carte”, ovvero rendere
presenti determinati ceppi di elminti, che in passato non si trovavano nei
paesi cosiddetti “evoluti”. 
Attualmente, esiste una tendenza, da parte di molti medici, di non con-
siderare come pericolose le parassitosi.  Quando va bene, queste forme
sono considerate collegate alla Medicina Tropicale, cioè a quella scienza
che studia le patologie proprie dei paesi più caldi, e in via di sviluppo
(oppure, purtroppo, senza alcuno sviluppo). Questa colpevole mancanza
è accompagnata, spesso, da una totale ignoranza sull’argomento, tanto
è vero che, dispiace dirlo, anche nei laboratori più organizzati manca la
figura del parassitologo. Eppure i vermi sono sempre più frequenti e si
accompagnano spesso a disturbi molto severi.
Chi sostiene in modo quasi assoluto che i vermi siano tra le principali
fonti d’inquinamento del corpo, sia dal punto di vista chimico che da quel-
lo informazionale, è la dottoressa H.R. Clark, la quale ha sviluppato una
metodica di ricerca frequenziale concettualmente simile a quella esegui-
ta dalla medicina dell’informazione, pur essendo tuttavia operativamen-
te molto diversa. È molto probabile che uova, larve, cisticerchi e vermi
adulti, essendo molto grandi, rispetto agli altri microrganismi, possiedano
proporzionalmente un vasto ventaglio di antigeni in grado di attivare
e  modificare il sistema immunitario e il flusso di informazioni all’interno
del corpo; inoltre, sembra che i parassiti, morendo, liberino nell’ambiente
virus e batteri che essi portano dentro di sé. Detta in altri termini, la mole
d’informazioni anomale che possono incidere sul “software” dei sistemi

21
I segreti di un intestino sano

biologici è vasta, e tale da indurre modifiche profonde e serie soprattutto


a livello di risposta immuno-allergica e di tipo nervoso.
Alterazione della flora batterica e sistema immunitario
Un altro danno, molto importante, è la capacità di questi esserini infestan-
ti l’intestino, di provocare alterazioni nel numero e nella qualità della flora
batterica che ci aiuta a proteggere le cellule intestinali, ci produce vitamine
e sali minerali, ci prepara le proteine per essere assimilate e utilizzate.
A questo va aggiunto il danno diretto del parassita, il quale, secondo la
sua specie, ha un ciclo vitale di riproduzione e sviluppo ben preciso, toc-
cando più ospiti, sia stabili che occasionali e, all’interno di questi, più orga-
ni. Esso ritorna sempre, per deporre le uova, nell’intestino o nella colecisti,
e questo succede, per lo più, seguendo il ciclo lunare: nei giorni in cui c’è
una nuova fase lunare (in pratica, circa quattro volte al mese). 
Una caratteristica dei vermi, non di tutti, è quella di risalire dalla valvola
di Oddi, posta nella parte alta dell’intestino tenue, lungo le vie biliari e pan-
creatiche, stabilendosi in aree “più protette” dalle aggressioni esterne.
Un’altra localizzazione privilegiata è l’appendice: non di rado infiamma-
zioni di questo organello linfatico sono causate da una forte infestazio-
ne parassitaria. Ogni  elminta  ha in genere ospiti preferenziali nel regno
animale, con i quali, entro certi limiti, contrae una specie di “modus
vivendi”. Molto spesso, ciascun verme infesta due ospiti, appartenenti a
due specie diverse del regno animale: uno intermedio e uno definitivo. In
determinate circostanze, però, si possono avere infestazioni intermedie e
definitive anche in altri appartenenti al regno animale, che fungono da ospiti
occasionali. È così che, a volte, assistiamo a patologie da elminti che non
propriamente dovrebbero svolgere parte del loro ciclo vitale nell’uomo. In
questi casi è possibile che il sistema immunitario non riconosca appieno la
specie infestante, e non riesca a operare una buona contrapposizione, ad
esempio, quando i vermi, troppo presenti, muoiono e liberano frammenti
biochimici, ma soprattutto input informatici “nuovi”. Questo è il motivo,
all’opposto, per cui Enterobius vermicularis (Ossiuro), cioè il parassita più
conosciuto come “obbligato” per l’uomo, provoca sintomi marginali (a
meno che, come detto prima, non sia risalito lungo le vie biliari), mentre
altri elminti, di cui per noi umani è più difficile l’infestazione (o che hanno
un ciclo vitale con più ospiti) sono in effetti più pericolosi e devastanti.
Esiste anche una maggiore “tolleranza”, prima informatica e poi biochi-
mica, verso questi parassiti piuttosto che verso altri, a seconda della razza

22
Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

e del luogo di provenienza dell’individuo umano che viene infestato.


Infine, conta molto lo stato dell’intestino, le eventuali disbiosi o pato-
logie del digerente, essendo questa la porta principale di entrata di tali
agenti (la seconda è quella inalatoria: uova o cisti di parassita possono
essere inalate dalla terra, dove sono state lasciate da animali che lì hanno
defecato).
Il sistema difensivo intestinale elabora una risposta generica, formata
dalla attivazione di eosinofili, IgA, ed eventualmente IgE, la quale, in con-
dizioni normali, permette di contrastare e limitare in modo efficace tutti
parassiti elminti, i quali vengono “contenuti” in un numero di individui non
in grado di nuocere all’organismo in cui si sono introdotti: fintantoché que-
sto controllo funziona come “regolatore” ecologico, non si corrono parti-
colari pericoli, a meno di comportamenti a rischio.
I comportamenti e le abitudini che mettono a rischio di contami-
nazione da parassiti
●● La convivenza stretta con animali. La Dott.ssa Clark punta il dito, nei
suoi libri, sulla convivenza, nello stesso appartamento, tra uomini e
animali domestici. Questi ultimi, soprattutto se non vengono conti-
nuamente curati, lavati, nutriti in modo conveniente alla specie, e
se vivono “part-time” fuori casa, a contatto con altri animali, oppu-
re se sono molto piccoli, o se sono molto vecchi, o se non sono stati
adeguatamente deparassitati, possono essere portatori di malattie
parassitarie.
●● Gli elminti possono essere all’interno dei mammiferi stessi, per cui
anche gli animali domestici possono essere ospiti transitori. Per
ovviare al problema la Dott.ssa Clark consiglia di tenere fuori casa
gli animali, di pulire bene le mani e le unghie dopo averli accuditi,
oppure di portare guanti protettivi
●● Le scarse norme igieniche, come utilizzo degli stessi asciugamani
per più persone, il non lavare adeguatamente vegetali da consu-
marsi crudi, il non lavarsi bene le mani spazzolando le unghie dopo
aver manipolato terra, sabbia o foglie cadute nel terreno
●● I giochi dei bambini, o lavoro, o hobbies, quando vengono mani-
polate terra, foglie, erba, vegetali, in cui hanno defecato anima-
li domestici o selvatici (ad esempio ratti) portatori d’infestazione
Questa è una delle più comuni vie d’infestazione, e si combatte o
23
I segreti di un intestino sano

con l’utilizzo di guanti protettivi, o con il lavaggio accurato delle


mani, utilizzando uno spazzolino per ripulire bene le unghie
●● L’assunzione di cibi proteici crudi, come pesce o carne, che possono
essere infestate da Anisakis marina, o Tenie, o Trichinella. Sushi, tar-
tare e carpacci non sono proprio esenti da rischi, a meno che le carni
non siano state sottoposte a trattamenti preventivi (ad esempio un
adeguato periodo di surgelamento –detto “periodo di abbattimen-
to”-). Teoricamente, anche salumi e affumicati potrebbero essere a
rischio, anche se le procedure di preparazione e i controlli veterinari
sul capo macellato assicurano un buon margine di sicurezza.
●● Le parassitosi, soprattutto quelle importanti, possono realmente
essere più frequenti in chi convive, negli stessi ambienti, con animali
domestici (mammiferi come il cane e il gatto, oppure uccelli liberi),
oppure in chi frequenta assiduamente appartamenti in cui vivono i
suddetti animali da compagnia.
Paradossalmente, il rischio sembra più presente in questi casi, che in
coloro che operano nel campo dell’allevamento, in quanto costoro sono
più portati a seguire norme igieniche protettive. 
Viceversa, è più facile che si infettino bambini che vivono in campagna,
i quali giocano con la terra, che può essere infestata da uova di elminti,
provenienti dalle deiezioni degli animali da cortile, ecc.
Da non trascurare i contenitori di sabbia per giocare, presenti, ad esem-
pio, negli asili, i quali, se al mattino ospitano i piccoli, alla sera permettono
ad animali randagi (ratti, gatti e cani) di espletare in pace le proprie funzio-
ni fisiologiche; se questi siti non sono adeguatamente protetti, potrebbe-
ro diventare fonti di infestazione.
La dottoressa Clark sostiene che le contaminazioni umane casuali con
parassiti, i cui principali ospiti sono di norma anche altri animali (mammi-
feri, uccelli, pesci o molluschi, ma anche pulci che parassitano i mammife-
ri), stiano aumentando continuamente. Per tali motivi, l’autrice sostiene
che sarebbe molto importante riconoscere questi possibili agenti, molto
spesso presenti soprattutto in caso di diabete, cefalea, sindrome da fati-
ca cronica, patologie intestinali anche molto impegnative, asma, orticaria
cronica, patologie cardiache, patologie muscolari, patologie neurologiche
complesse, sclerosi multipla e perfino tumori.

24
Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

È un sintomo spesso trascurato, ma molto impor-


tante: tutte le specie di parassiti possono esserne
AGITAZIONE E INCAPA- causa. Nei bambini, parassitosi e streptococco
CITA’ DI STARE FERMI provocano dei veri e propri cambiamenti compor-
tamentali: sono bimbi che diventano insopportabi-
li, capricciosi, insonni, piagnucoloni…

Trematode pancreatico (Eurytrema pancreaticum).


Questo verme migra nel pancreas, dove provoca
DIABETE
un danno sia diretto che informatico sulla produ-
zione dell’insulina, nel diabete non autoimmune.

Strongylodes stercoralis,Echinococcus granulo-


sus, Opistorchis felineus, piccolo tenie del genere
Himenolepis: molte cefalee ed emicranie definite
CEFALEA “essenziali” rispondono brillantemente agli anti-
parassitari. I parassiti in questione si localizzano
spesso, come punto di partenza del ciclo vitale,
nella sacchetta biliare.

Sono sintomi molto frequenti e comuni, e anche


qui, non si sa se per ignoranza o per che altro,
PRURITO AI GENITALI
la diagnosi di parassitosi viene spesso trascurata.
O ALL’ANO; VULVO-VA-
Tutte le specie di elminti, compresi gli OSSIURI.
GINITI
Quante candidosi vaginali, o presunte tali, hanno
questa origine!

Ascaris Lumbricoides, Anchilostoma, Taenia spp.,


ORTICARIA CRONI-
Schistosoma spp., Opistorchis felineus: da soli o
CA,ERUZIONI CUTA-
in compagnia di bacteri. In genere la localizzazio-
NEE ECZEMATOSE  O
ne primaria è nell’intestino o nel complesso fega-
POLIMORFE
to-colecisti

Sono i sintomi “minori” dei parassiti. Essi rappre-


BRUXISMO (digrigna-
sentano segnali semeiotici assolutamente da non
mento dei denti invo-
trascurare, e dovrebbero far riflettere il medico
lontario), PRURITO AL
sulla possibilità della presenza di questi “ospiti”
NASO, CONTINUO
poco graditi e informaticamente attivi. Tutte le spe-
SBATTIMENTO DELLE
cie di elminti possono essere in causa, soprattutto
PALPEBRE
quelli che risalgono lungo le vie biliari.

25
I segreti di un intestino sano

Ascaris lumbricoides, Toxocara canis, Himenolepis


nana e diminuta: per inalazione diretta di uova presenti
ASMA
nella terra, o per informazioni che arrivano da fegato o
colon seguendo le vie informatiche, cioè i meridiani.

Trichinella spiralis, Trichiuris trichiura (da carne cruda


o poco cotta): dolori muscolari, astenia spesso entram-
PATOLOGIE
bi severi. Anisakis marina (si assume col pesce crudo
MUSCOLARI
o poco cotto): provoca patologia toracica con dolori
folgoranti e sintomi simili al dolore stenocardico.

SINDROME DA FATICA
Potenzialmente tutti
CRONICA (CFS)

Fasciolopsis buski, Fasciola epatica, Filaria (per


quest’ultima, solo linfomi o tumori toracici e
mediastinici): si ritrovano come frequenze in colo-
TUMORI
ro che hanno già un terreno molto danneggiato.
Potenzialmente il sistema difensivo è molto pro-
strato, sono possibili metastasi epatiche.

PATOLOGIE CARDIA- Filaria, Loa Loa: poco conosciuti, questi parassiti


CHE, DISPNEA e ASMA danno forme cardiache molto pericolose, con arit-
CARDIACI mie, dilatazioni ventricolari.

Potenzialmente tutti: disbiosi intestinali con malas-


MALATTIA INFIAMMA-
sorbimento di peptidi alimentari non assimilabili,
TORIA CRONICA INTE-
meteorismo, diarrea, stipsi, alvo alterno, muco
STINALE
nelle feci, sangue nelle feci.

PATOLOGIE NEUROLO- Cisticercosi: Tenia solium, Tenia saginata, Tenia pisi-


GICHE COMPLESSE: formis, Diphyllobotrium latum, Hymenolepis nana,
MENINGISMI/MENIN- Hymenolepis diminuta, Echinococcus spp, Ascaris
GITI, CEFALEE CON FEB- lumbricoides, Trichinella spiralis, Strongyloides ster-
BRE, SINTOMI EPILET- coralis, Paragonymus westermani: spesso l’epilessia,
TICI VARI, MORBO DI il morbo di Parkinson, tanto per citare due malattie
PARKINSON e SINDRO- neurologiche gravi, sono collegate a parassitosi. I
MI PARKINSON-LIKE parassiti anche qui partono dalla vescica biliare.

FENOMENI DI AUTISMO
Potenzialmente TUTTI I PARASSITI che nel loro
E SINDROMI CORRELA-
ciclo biologico prevedono un passaggio attraverso
TEINCUBI NOTTURNI,
il SISTEMA NERVOSO CENTRALE: Tenie, Himeno-
AGITAZIONE, “PAVOR
lepis nana e diminuta, Opistorchis felineus, Diphyl-
NOCTURNUS” DEI BAM-
lopbotrium latum, Strongyloides stercoralis,…
BINI

26
Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

Terapia e segreti in cucina


La prima cosa da osservare è come vi siano popolazioni che hanno intro-
dotto nella loro alimentazione cibi che sono naturalmente antiparassitari.
Vi porto alcuni esempi “etnici” di cucina:
●● I macellai di Norcia, da secoli, introducono spicchi di aglio tra carne
e osso del prosciutto prima di salarlo e metterlo appeso (nella dieta
mediterranea l’aglio stesso ha un ruolo primario)
●● In India, il curry, miscela di erbe con azione antisettica, antiossidan-
te e antiparassitaria, è la base dell’alimentazione: non so se vi è mai
capitato, ma la digestione di cibi preparati “all’indiana” è spesso
molto buona, lasciando una sensazione di benessere
●● Il “nocino”, liquore di mallo di noce, bevuto a fine pasto, esercita
una azione antiparassitaria

1.7 Colite
Hai la colite? Scopri quali alimenti sono da evitare e quali invece
ti aiutano a combattere l’infiammazione del colon
La colite è un disturbo infiammatorio del colon, la parte finale del nostro
intestino in cui transitano le sostanze di scarto e dove si formano le feci.
La colite è un disturbo che provoca sintomi di natura differente:
●● spasmi intestinali
●● dolori e contrazioni al basso ventre
●● stipsi
●● diarrea
●● talvolta anche nausea frequente

Aiutarsi con l’alimentazione in caso di colite


Questo disturbo trova gran giovamento dall’adozione di una alimenta-
zione equilibrata. Uno degli ostacoli maggiori che si frappongono alla sua
risoluzione sta nel fatto che la medicina moderna trascura l’effetto a lungo
termine del consumo massiccio di alcuni cibi, come carne e zucchero, non

27
I segreti di un intestino sano

trovando un’immediata correlazione tra l’assunzione di questi cibi e lo sca-


tenarsi dei disturbi.
L’attenzione principale da porre è quella di non usare troppo spesso ali-
menti ricchi di fibre, soprattutto in presenza di forte infiammazione che
persiste da tempo. L’eccesso di fibre unito ai restringimenti del colon pro-
vocati dall’infiammazione può causare occlusione intestinale. 

Alimenti da evitare
Tutti quegli alimenti che sovraccaricano la digestione e lasciano molte
scorie all’interno dell’organismo.
Meglio quindi non inserire questi cibi nella propria quotidiana ali-
mentazione:
●● Verdure a fibra lunga come carciofi, cicoria, fagiolini e quelle a foglie
verde scuro
●● Pane e biscotti integrali
●● Cereali in genere cotti al forno (prodotti da forno)
●● Pasta integrale, soprattutto di grano duro
●● Legumi
●● Carne rossa
●● Seitan e tempeh (meglio evitarli in una prima fase di cura)
●● Frutta secca e oleosa
●● The, caffè, alcol

28
Capitolo 1 | I disturbi più comuni dell’intestino

Alimenti da preferire
In generale alimenti che siano facilmente digeribili per lo stomaco, evi-
tando così di lasciare scorie all’interno dell’intestino.
Via libera quindi a:
●● Riso semintegrale, quinoa, miglio, grano saraceno
●● Verdure non troppo fibrose
●● Pesce pescato, preferibilmente pesci piccoli sempre associati ad un
consumo abbondante di verdura
●● Talvolta carne bianca (con verdura, come per il pesce)
●● Tofu
●● Frutta (con molta parsimonia, non quotidianamente, sempre lonta-
na dai pasti e mai dopo le 18)
●● Tè bancha, tè kukicha, decotto di semi di riso tostato

Come cucinare i cibi in caso di colite


Abbiamo parlato di cosa si intende per colite, di quali disturbi sono ad essa
associati e quali alimenti sarebbe meglio evitare e quali invece preferire.
Voglio approfondire l’argomento dandovi qualche consiglio pratico da
usare in cucina tutti i giorni che risulterà utilissimo nei casi di colite.
Chi si dedica ai fornelli sa che le cotture utilizzabili per i cibi sono diverse:
ciò che è importante conoscere è l’effetto che ogni cottura ha sui cibi e
quale è meglio preferire a seconda delle esigenze.
Per chi soffre di colite è preferibile optare per una cottura molto leg-
gera, a vapore  o  stufata senza utilizzo di olio. Sconsigliata invece è la
cottura al forno.
I condimenti salati in generale vanno utilizzati con molta moderazione
e il sale nello specifico va utilizzato solo in cottura, mai crudo: sui cibi crudi
è preferibile utilizzare gomasio (una speciale preparazione di sale cotto e
semi di sesamo).
Alcune ricette curative in caso di colite
Una ricetta davvero utile in caso di colite è la crema di riso speciale con
umeboshi. Si fa arrostire a secco il riso integrale in una padella di ghisa o
acciaio finché non si indora, senza aggiungere olio. Poi si trasferisce il riso
29
I segreti di un intestino sano

in una pentola con 8 tazze di acqua e si fa bollire a fuoco lento per almeno
3 ore. Una volta raffreddata va passata in una tela di garza e aggiunto l’u-
meboshi per condirla. 
Consumata al mattino a digiuno aiuta a calmare e lenire l’infiammazione
intestinale fornendo una buona base nutritiva. 
Una seconda ricetta semplice e utile in caso di colite è il brodo di verdura
con alga wakame.
È necessario preparare un brodino con poche verdure (meglio se di sta-
gione) con 3-4 cm di alga wakame all’interno, facendolo cucinare piuttosto
a lungo (anche un paio di ore).
Si termina la preparazione insaporendo leggermente con miso. 
L’alga wakame, cotta a lungo, rilascia una mucillagine che ha un ottimo
effetto calmante sulla mucosa intestinale. 

30
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

Capitolo 2
Rimedi naturali per un intestino sano
2.1 Che cos’è l’idrocolonterapia

L’idrocolonterapia è una forma moderna di lavaggio intestinale


che favorisce l’espulsione del muco e delle tossine che intasano
l’intestino
Grazie a due coraggiosi medici americani che hanno condotto e pub-
blicato il più completo e dettagliato studio sulle cause delle malattie (The
China Study), oggi sappiamo quale via seguire per prevenire o curare il
cancro, le cardiopatie, l’ictus, il diabete, l’obesità, le malattie auto immuni,
l’osteoporosi, il morbo di Alzheimer, i calcoli renali, la cecità e probabil-
mente tutte o la maggior parte delle malattie.
Per saperne di più sullo studio delle cause delle malattie affrontato in
The China Study, leggi un approfondimento.
La via è quella stabilita dalla Natura che ha predisposto il nutrimento
adatto a ogni specie, sulla base della propria anatomia: erba per gli erbivori,
carne per i carnivori e frutta, verdura e semi per i frugivori, quali noi siamo.
L’allontanamento dai dettami della Natura determina la Malattia, che
non è un evento in sé negativo, al contrario uno sforzo da parte del corpo
per rimuovere ed eliminare muco e tossine formatisi a causa di una alimen-
31
I segreti di un intestino sano

tazione profondamente scorretta, basata su cereali e zuccheri raffinati,


cibi cotti spesso ad elevate temperature, carne, pesce, latticini, sostanze
nervine ed eccitanti, medicinali… Insomma tutte quelle cose che siamo
stati indotti ad assumere da quando siamo nati. 
La disattivazione dei sintomi, che la medicina ufficiale chiama guarigio-
ne, in realtà è solo apparente. Il corpo reagisce all’introduzione dei farmaci
e si predispone per neutralizzarli bloccando il processo di disintossicazio-
ne in corso: e così fino al prossimo malanno, fino a che il corpo regge a
questo trattamento. 
Ciò che invece ha senso è da un lato favorire l’espulsione del muco e delle
tossine che intasano l’intestino: l’adulto medio ha le pareti del colon tappez-
zate da uno strato di muco vecchio e appiccicoso e dai 5 ai 10 chili di feci non
eliminate che avvelenano il flusso sanguigno e il proprio organismo.
Inoltre, è importante  bloccare a monte le cause di questa costipazio-
ne, eliminando i cibi raffinati e le proteine animali ed inserendo gradual-
mente nella propria dieta un apporto sempre maggiore di frutta e verdura
fresche, che ripuliscono il colon, lo rivitalizzano, creano un nuovo terreno
dove i parassiti non possono proliferare, ripristinano la peristalsi e purifica-
no il sangue riportando forza e vitalità all’individuo.
Sciogliere questi rifiuti ed eliminarli rappresenta una pratica di igiene
intestinale che migliora in ogni caso la situazione locale e produce una sen-
sazione di benessere generale, ma se questa pratica naturale non viene
abbinata ad un graduale e profondo cambiamento nell’alimentazione, non
potrà certo fare miracoli!
Benefici dell’idrocolonterapia
L’idrocolonterapia è una forma moderna di lavaggio intestinale che
oltre a curare il disturbi dell’apparato digerente e dell’intestino purifica
l’intero organismo e viene praticata in modo delicato e indolore: l’origine
di questo trattamento viene citata per la prima volta in un documento egi-
zio che risale a 3.500 anni fa. 
Un intestino lento, tendenzialmente pieno di rifiuti e costipato, special-
mente nelle curve e nella anse, determina la formazione di sostanze tos-
siche che in un primo tempo alterano la membrana intestinale e quindi
possono passare nel sangue e nella linfa accumulandosi in qualsiasi parte
dell’organismo e determinando uno stato di intossicazione che deve esse-
re gestito con grande dispendio di energia e con il coinvolgimento di tutti
gli altri organi apparentemente non in stretta correlazione con il colon.

32
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

Quando le feci sostano più del dovuto, il sistema immunitario deve


gestire questo sito dove le fermentazioni e le putrefazioni aumentano in
maniera esponenziale, impegnando in questo distretto gran parte delle
sue difese per garantire l’equilibrio di tutto il resto del corpo.
Pulire l’intestino quando questo non è nelle condizioni ideali è azione
intelligente e prioritaria, cui devono comunque seguire poi altrettanto
importanti cambiamenti (come la dieta alimentare e gli aspetti igienici  sul
piano fisico, emozionale e psicologico). 
Nella media delle persone i movimenti dell’intestino (peristalsi) e del
colon in particolare, risultano alquanto rallentati.
Questo fenomeno causa un accumulo di  muco appiccicoso, una colla
derivante dall’assunzione di cibi che non possono essere digeriti, che tap-
pezza letteralmente le “tasche” del colon determinando nel tempo un
accumulano di incrostazioni sulle sue pareti che a loro volta rendono ancor
più difficile il naturale movimento ritmico e ondulatorio che dovrebbe pro-
muovere il transito dei prodotti fecali diretti verso l’esterno.
Anche in coloro che evacuano giornalmente, l’intestino non si libera mai
completamente e il ristagno cronico di sostanze fecali provoca il degra-
do della mucosa intestinale e l’alterazione della flora batterica, fenomeno
conosciuto con il nome di disbiosi intestinale.
Questo mutamento della flora intestinale rende impossibile la completa
elaborazione dei materiali fecali e genera quelle fermentazioni e putrefa-
zioni che non solo intossicano tutto l’organismo, ma riducono notevol-
mente le difese immunitarie.
L’intossicazione intestinale, diffondendosi nell’intero organismo, può
manifestarsi nei sintomi più disparati: emicranie croniche, allergie, acne,
psoriasi, eritemi, diverticoli, costipazioni, prolassi intestinali, reumatismi,
disturbi cardiaci, asma, problemi respiratori, noduli al seno, perdita di vita-
lità, stanchezza, depressione, mancanza di concentrazione, aggressività,
attacchi di panico, infezioni, infiammazioni, poliartrite, problemi ai capelli
e alla vista ed è causa della maggior parte delle malattie.
I lassativi del resto, oggi largamente usati, danno solo un beneficio
momentaneo ma, a lungo termine, danneggiano la mucosa intestinale e
inibiscono ulteriormente la peristalsi intestinale.
L’idrocolonterapia è un trattamento che attua una profonda pulizia
intestinale e rimuove i residui fecali depositati nelle curve e nelle
tasche del colon, elimina la flora batterica alterata e favorisce la
ricrescita di quella equilibrata.
33
I segreti di un intestino sano

Già dopo il primo trattamento il ventre si presenta meno gonfio e si


prova un senso di leggerezza, ma per mantenerne gli effetti benefici di
questa terapia disintossicante e riguadagnare uno stato di buona salute
che perduri nel tempo, è necessario attuare una corretta alimentazione e
uno stile di vita sano.
Risulta particolarmente indicato per chi soffre di problemi intestinali o di
disturbi che possono essere correlati direttamente a un cattivo funziona-
mento del colon come il meteorismo e il gonfiore del ventre, due disturbi
provocati dalla disbiosi, oppure la stitichezza o la diarrea.
In pratica, la pancia si “gonfia” perché le feci fermentano e ristagnano,
determinando un assorbimento di sostanze tossiche da parte dell’orga-
nismo. L’idrocolonterapia interviene proprio liberando il colon da queste
sostanze, ossigenandolo e ricreando così l’ambiente naturale originario.
Il trattamento si svolge utilizzando un’apposita apparecchiatura che fa
affluire acqua nel colon attraverso un tubo a due vie introdotto nell’ano
che nel contempo permette al materiale fecale di fuoriuscire attraverso lo
stesso, rimanendo distesi sul lettino a pancia in su. L’immissione di acqua
e lo scarico dei materiali fecali continua finché l’acqua non fuoriesce puli-
ta: il tutto avviene in un sistema chiuso, estremamente igienico e discreto,
generalmente in un tempo che va dai 30 ai 40 minuti.

2.2 Acqua e limone: la bevanda per ritrovare il


benessere in 10 giorni
Proprietà e utilizzo di acqua e limone: depurarsi non è mai stato
così facile!
Il nostro corpo ha in dotazione un sofisticato sistema di depurazione,
senza il quale non potremmo sopravvivere. 
Il problema sorge quando gli organi che dovrebbero eliminare le tos-
sine, ormai ne sono sovraccaricati, tanto che non riescono più a svolgere
bene il loro compito.

34
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

C’è però una soluzione a tutto ciò ed è più semplice di quanto si possa
immaginare!
Hai accumulato troppe tossine nel corpo se…
●● hai l’alito pesante
●● ti senti la bocca impastata, soprattutto al mattino
●● la tua lingua risulta spesso patinata
●● la sudorazione è di cattivo odore
●● soffri di disturbi digestivi
●● quando ti svegli hai gli occhi molto gonfi e arrossati
●● soffri di emicrania e stanchezza eccessiva

Depurarsi non è mai stato così facile


Immaginate il vostro bidone di casa. Se non lo svuotate costantemente,
i rifiuti si accumuleranno sempre di più.
Ecco perché abbiamo la necessità di uno “spazzino naturale”
La natura non ci fa mancare niente e, anche stavolta, ci regala il giusto
rimedio: il limone.
Oltre a essere il frutto fresco che apporta meno calorie in assoluto (11
kcal ogni 100 gr), il limone ha straordinarie qualità:
●● depura il nostro corpo da tutte le tossine in eccesso e permette a
tutti i nostri organi di funzionare correttamente
●● disintossica l’organismo, soprattutto a livello intestinale, dove svol-
ge un’azione di pulizia davvero profonda
●● regolarizza la digestione: uno stomaco pulito è uno stomaco che
lavora bene
●● combatte i virus e disinfetta, viste le sue comprovate proprietà anti-
batteriche e antifungine
●● purifica la pelle e permette una rigenerazione cutanea più veloce e
costante
●● ringiovanisce e rigenera il corpo grazie alla sua azione antiossidan-
te e vitalizzante
35
I segreti di un intestino sano

Come preparare acqua e limone, l’elisir di energia e vitalità


Ogni mattina, appena svegli, ancor prima di fare colazione, spremete un
limone (o anche mezzo) in 300-400 ml di acqua tiepida.
Il limone può danneggiare lo smalto dei denti, quindi ricordatevi sempre
di bere questa bevanda con la cannuccia!
Sorseggiate lentamente e vedrete che in men che non si dica vi sentirete
rinfrescati e più puliti, proprio come se aveste fatto una doccia “interna”.
Detto ciò, non resta che provarla!

2.3 Digiuni e semi-digiuni


Come e quando praticare un digiuno e un semidigiuno per otte-
nerne i massimi benefici
Una volta trovato un proprio equilibrio alimentare, è interessante sco-
prire (o meglio riscoprire) la pratica del digiuno e del semi-digiuno.
“Gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangia-
re”: questa frase di Jean Anthelme Brillat-Savarin, politico e gastronomo fran-
cese, vissuto nel ‘700, racchiude l’essenza di tutto ciò che si può dire sull’arte
di nutrirsi e allo stesso tempo sul significato del digiuno e del semi-digiuno.
Perché nutrirsi, nel senso profondo del termine, è davvero un’arte.
L’arte che ogni uomo intelligente e consapevole impara nel corso
della sua vita, attraverso un’unica strada: l’ascolto. Non può esserci
reale salute, interiore e fisica, senza l’ascolto di se stessi.
È indispensabile infatti che ognuno di noi riesca, col tempo e con l’espe-
rienza, a trovare lo stile alimentare che più gli si addice e che lo fa sentire al
meglio della sua forma. Questo percorso di riscoperta di se stessi avviene
attraverso l’ascolto dei segnali che il corpo ci invia nella quotidianità, primo
fra tutti la sensazione di energia e vitalità che ci pervade ogni giorno. 

Che cos’è il semi-digiuno


Il  semi-digiuno  è una pratica già conosciuta dai nostri bisnonni che
vivevano più a contatto con la natura e con i suoi ritmi e li praticavano,
soprattutto nella stagione più fredda.

36
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

Come praticare il semi-digiuno e quando:


●● è consigliato praticarlo per un periodo limitato di tempo (una set-
timana – dieci giorni al massimo), eliminando un pasto all’interno
della giornata, preferibilmente quello serale
●● è utile praticarlo quando si desidera diminuire il carico di lavoro
sull’organismo, in momenti di particolare stress, stanchezza o
impegni, per lasciare che le energie impiegate nella digestione,
vengano impiegate per altre attività
●● nei periodi di influenza o malessere fisico, per dare maggior respiro
al corpo alle prese con la guarigione
●● per “asciugare” il corpo e aiutarlo a ritornare al suo stato ottimale
dopo un periodo di festa o vacanza in cui si è esagerato a tavola

Che cos’è il digiuno


Il digiuno invece è una pratica terapeutica da svolgere sotto osservazio-
ne di uno specialista in materia, soprattutto per i digiuni prolungati oltre i
2-3 giorni. 
Per digiuno si intende la mancata introduzione di cibi solidi all’interno
del corpo, utilizzando quindi solo alimenti in forma liquida ovvero succhi di
frutta e verdura e acqua. 
Quando è consigliato il digiuno:
●● prima di una depurazione epatica, attraverso specifico trattamen-
to, è consigliato un digiuno di 3 giorni
●● per disintossicare il corpo dalla moltitudine di alimenti che ogni gior-
no introduciamo e che alla lunga lasciano all’interno tossine, soprat-
tutto se si tratta di cibi raffinati, non biologici, ricchi di conservanti
●● per far riposare il nostro organismo e mandarlo in ferie per 2-3 gior-
ni, sgravandolo dell’attività di digerire e aiutandolo così ad auto
pulirsi all’interno
●● in presenza di una grave patologia
●● in un momento di ritiro e riposo, accompagnato da una ginnastica
dolce e raccoglimento del pensiero

37
I segreti di un intestino sano

Il digiuno è una pratica sconsigliata per quei soggetti il cui metabolismo


risulta rallentato, a causa di molte diete sbagliate o perché per costituzio-
ne tendono ad avere una natura più fredda e umida all’interno del corpo.
Per queste persone il digiuno andrebbe ulteriormente a rallentare il meta-
bolismo, riducendo la capacità digestiva all’interno dell’organismo.
Ecco perché si consiglia di trovare prima un proprio equilibrio alimenta-
re, dato dalla conoscenza approfondita di sé, dalla convinzione profonda
che il buon cibo rappresenti una risorsa di cui il nostro organismo ha biso-
gno e non un nemico contro il quale lottare.

2.4 Dieta alcalina


Perché è importante mantenere un ambiente alcalino all’interno
del corpo e cosa fare per alcalinizzarsi
Oggi si parla tanto di dieta alcalina, di acqua alcalina, di integratori che
possono alcalinizzare il sangue; la condizione alcalina è nell’occhio del
mirino e molte modalità vengono suggerite per ottenerla. L’alcalinità è
una condizione normale dell’organismo in buona salute fisica e menta-
le. Il nostro sangue ha una concentrazione di sostanze così tanto bene
e perfettamente bilanciate che, quando introduciamo nel corpo una
sostanza acida, si mette in moto una reazione cosiddetta” tampone” per
bilanciare gli acidi e permettere all’organismo di mantenere l’alcalinità.
L’argomento è vasto e comprende discorsi che riguardano non solo gli ali-
menti e l’acqua che beviamo ma anche l’ambiente in cui viviamo, le emo-
zioni che proviamo, i farmaci, l’inquinamento elettromagnetico, gli abiti
che indossiamo e il nostro stile di vita. 
Che cosa produce acidità?
Alcune nozioni generali che possono aiutare riguardano il fatto che, in
genere, le sostanze di sintesi chimica sono acidificanti, per cui farmaci, edul-
coranti, conservanti, pesticidi tensioattivi e tanto altro hanno un effetto
acidificante nel corpo. Dando uno sguardo all’alimentazione, inoltre, possia-
mo dire che il cibo raffinato, avendo subito trattamenti chimici, può avere
effetto acidificante; quindi cibi quali pane, pasta, zucchero, sale vanno scelti
biologici e integrali. Tengo a precisare che essi non sono comunque alcaliniz-
zanti, ma di certo meno acidi di quelli raffinati. Conservanti, coloranti, sta-
bilizzanti, essendo di origine chimica, in genere sono acidi. Anche le acque

38
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

che beviamo possono contenere sostanze chimiche e vanno accuratamente


scelte leggendo l’etichetta, in quanto le fonti spesso attraversano terreni
coltivati convenzionalmente con pesticidi ed erbicidi i quali attraversano il
terreno e vanno a unirsi alle acque sotterranee, inquinandole. Quando poi
vengono utilizzate per l’uso domestico, le acque arrivano sulla nostra tavola
addizionate di cloro. La vita in città ha come conseguenza il fatto che respi-
riamo aria piena di smog. Un atto respiratorio porta nel sangue, attraverso
la barriera degli alveoli polmonari, queste sostanze inquinanti miste all’os-
sigeno, per cui si consiglia vivamente di non andare a fare jogging per le
strade: infatti chi fa sport ha una respirazione molto più ampia e inalerebbe
maggiori quantità di sostanze dannose. La passeggiata sana o la corsetta
vanno fatte sempre in ambienti ossigenati vicino al mare o nei parchi. Anche
la stanchezza eccesiva acidifica il corpo.
Perché evitare l’acidosi?
La vita si svolge in ambiente alcalino, il metabolismo ha bisogno di enzimi,
e gli enzimi per poter agire al meglio hanno bisogno di un ambiente alcalino.
Anche il sistema immunitario funziona al meglio in ambiente basico, tutto
procede senza intoppi, dalla produzione di linfociti alla trasmissione delle
informazioni, al loro movimento nella corrente sanguigna. Questo permet-
te alle cellule immerse nel liquido interstiziale di mantenere le loro funzioni
interne, e, qualora gli acidi tendano ad arrivare a una concentrazione danno-
sa, si mette in moto un’altra protezione che è quella della barriera membra-
nosa della cellula stessa. Nel funzionamento di questa barriera sono coinvol-
ti, tra i tanti altri fattori, il sodio e il potassio, e può accadere che il sangue si
impoverisca di potassio. Oggi è noto che nella malattia tumorale è più facile
trovare livelli bassi di potassio nel sangue, non credo sia un caso.
Quando l’organismo dà segni di stanchezza, infatti, manca potassio nel
sangue, le urine sono acide, la testa è confusa e l’energia vitale è bassa.
Chi fa sport o discipline orientali che coinvolgono respirazione profon-
da, movimenti diaframmatici lenti e ampi, sa che deve “praticare” per sen-
tirsi meglio. Infatti respirare profondamente in ambienti sani, cioè ossige-
nati, permette in brevissimo tempo di ristabilire l’alcalosi nel sangue per lo
scambio di ossigeno, che è alcalinizzante, a livello polmonare.
I consigli per favorire l’alcalinità
È meglio assumere cibi freschi non trattati da pesticidi, poco manipolati
e integrali, tanti semi e i germogli.

39
I segreti di un intestino sano

Anche per il cibo cotto è meglio assumere cereali integrali e non trattati
e pochi lieviti.
Ecco 3 consigli per favorire l’alcalinità:
●● Almeno una volta al giorno per chi vive in città è consigliabile anda-
re al parco anche 10 minuti e fare un po’ di movimento.
●● Non è necessario fare grandi sforzi, anzi, meglio camminare di
buon passo o praticare discipline dolci come lo yoga o taichi o chi
qong nelle quali il respiro è lento e profondo e permette i ricambi
e l’eliminazione delle tossine. Gli studi attuali hanno rilevato che la
pratica di queste discipline permette al sistema immunitario di man-
tenersi forte, e facilita la guarigione di malattie più serie. Una ripu-
lita della mente e del corpo dà sempre ottimi risultati, se abbinata
poi a una dieta senza veleni e ricca di cibi crudi è la ricetta per vivere
meglio. Molte sono oggi le testimonianze di persone che, avendo
cambiato stile di vita e alimentazione, hanno ricevuto benefici gran-
di a livello fisico e interiore
●● Un organismo in buona salute e cioè in alcalosi è un organismo che
ha pensieri migliori, meno timori, più fiducia, e soprattutto più intui-
zioni che sono di grande aiuto per risolvere situazioni difficili e spes-
so molto delicate. Timori, ansie e preoccupazioni, infatti, acidificano
l’organismo (attraverso un meccanismo psico-neuro-endocrino) e
non aiutano a affrontare la vita
Possiamo dire che “vis medicatrix naturae” fa tutto da sé, se noi la asse-
condiamo e non la reprimiamo.
L’essere umano dovrebbe essere il re della creazione e della sua vita ma
spesso lo dimentica.
In sintesi...
●● Respirare lentamente e profondamente, in piccole riprese, durante
la giornata;
●● Bere due litri di acqua a basso residuo fisso al giorno (con aggiunta
di poco succo di limone e un cucchiaino di miele);
●● Preferire frutta e verdura fresche di stagione;
●● Bere centrifugati di verdura fresca;
●● Mantenere il più tempo possibile un pensiero sereno e positivo. I
40
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

maestri di taoismo dicono di osservare i gatti quando litigano: dopo


si allontanano e scrollano fortemente coda e zampe, liberandosi
immediatamente di energie pesanti.

2.5 I sette passi per dire basta ai problemi


gastrointestinali
Poche ma importanti regole per imparare a mangiare ed evitare
tanti problemi e malattie gastrointestinali
Dobbiamo imparare a mangiare: sembra banale, ma oggi la maggioran-
za delle persone soffre di malattie gastrointestinali proprio perché non sa
scegliere i cibi che mette in tavola e neppure quando e come mangiare.
Ecco alcuni suggerimenti per ristabilire la salute fisica e mentale attra-
verso l’alimentazione:
1. Mangiate solo cibi puri, integrali e naturali, possibilimente biologici.
Evitate assolutamente quelli troppo lavorati e pieni di eccipienti chi-
mici e additivi
2. Se vi e possibile dedicatevi all’autoproduzione: macinate la vostra fari-
na integrale; preparate zuppe e minestre utilizzando gli scarti delle
verdure (nella stagione invernale in cui ci troviamo possiamo prepara-
re piatti gustosissimi con porri, cavolo nero, zucca e tanto altro, tutti
ingredienti sani e spesso a basso costo)
3. Preparate da voi il pane; se avete un giardino trasformatelo in orto
e coltivate le vostre verdure, scegliendo quei prodotti che crescono
nella vostra regione e nelle stagioni in cui maturano: evitate i cibi eso-
tici, non sono i piu indicati per la vostra salute e rimangono troppo
tempo nelle celle frigo
4. Imparate a masticare a lungo: è nella bocca, attraverso la masticazione
e la saliva, che avviene la prima digestione. Masticare bene significa
mangiare meno, digerire meglio e sentirsi più energici e leggeri
5. La fame è un dono, se mangiamo in continuazione non avremo mai
l’esperienza della fame vera. Se mangiamo troppo il sangue irrora in
prevalenza la parte bassa del corpo, lasciando il cervello in carenza di
ossigeno
6. Se siamo stanchi, adirati o pensierosi la qualità del sangue risulta tur-
bata, quindi è meglio non mangiare; evitate di mangiare la sera tardi o
41
I segreti di un intestino sano

prima di andare a letto. Fare colazione al mattino è un’ottima norma.


Mangiate ogni 5/6 ore circa
7. Passeggiate nei boschi con il calore e i raggi del sole sulla pelle: lasciate
che il vostro corpo si adatti al freddo e al caldo. Correre sulla spiaggia,
nuotare in acque fresche e pulite, vivere all’aria aperta e stare lontano
dai condizionatori ci permette di assorbire, per mezzo della bocca e
del cervello, la pura e semplice essenza di questo universo infinito.

2. 6 Bagni derivativi:
benessere e salute subito e a costo zero!
Per spiegarti cosa sono questi favolosi bagni derivativi voglio parlarti di
come mi sento oggi. Devo confessarti che oggi non mi sento affatto bene:
ho le gambe stanche e dolenti, un po’ di raffreddore, mi sento la testa
pesante e la pancia gonfia come un pallone e stanotte ho dormito malissi-
mo, svegliandomi continuamente.
So che anche tu qualche volta ti senti così e sai bene quanto sia difficile
lavorare e andare avanti in queste giornate no. E se ti dicessi che per recu-
perare la carica e l’energia vitale bastano 30 minuti al giorno del tuo tempo?
Se ti dicessi che per tornare a sentirti leggero e in forma NON DEVI
ACQUISTARE NESSUN PRODOTTO, ma ti serve solo dell’acqua e una pez-
zuola di cotone?

42
Capitolo 2 |Rimedi naturali per un’intestino sano

Bagni derivativi: sai cosa sono?


Quella del bagno derivativo è una pratica antica che si ritrova in
molte culture. Rivoluzionario, semplice e geniale, il bagno derivativo
consiste nel bagnare gli organi genitali (dall’alto verso il basso), il che
significa passare una pezza di cotone bagnata di acqua fredda, per le
donne dalle grandi labbra fino all’ano e per gli uomini dai testicoli sem-
pre fino all’ano, ovvero nella zona del perineo.
Per risultare efficace questa pratica deve essere ripetuta con costan-
za tutti i giorni per un minimo di dieci minuti al giorno. Il bagno deriva-
tivo si chiama così perché attraverso questa pratica si fanno derivare,
ovvero viaggiare, verso l’intestino tutte le scorie presenti nell’organi-
smo che, a causa di stili di vita scorretti, tendono ad accumularsi nel
corpo invece di essere correttamente espulse attraverso gli organi
emuntori.
Semplici, geniali, rivoluzionari: a cosa fanno bene?
I bagni derivativi aiutano il corpo a ripulirsi dalle scorie e ripristinano
la capacità dell’organismo di rimuovere ogni residuo: sono funzionali al
benessere e alla salute globali.
Nello specifico ecco i benefici che potete tratte dai bagni derivativi:
●● aumentano la resistenza alle variazioni di temperatura, per questo
sono molto utili per le persone freddolose, che praticandoli con
costanza, potranno sopportare meglio il freddo;
●● ci fanno ritrovare l’energia: un corpo che butta fuori tutte le scorie
è un corpo più leggero e vitale;
●● ci regalano un sonno più profondo e ristoratore;
●● aumentano la nostra resistenza alle infezioni;
●● riequilibrano il sistema ormonale;
●● ci aiutano a perdere peso.

Inizia oggi a praticare i bagni derivativi!


Come ti ho già detto i bagni derivativi sono eccezionali e fantastici per-
ché non ti serve nulla di nulla per iniziare a farli e avere risultati! Basta
decidere di dedicarsi 30 minuti al giorno a cavallo del bidet!

43
I segreti di un intestino sano

Per avere risultati e rendere questa pratica piacevolmente rilassante


ecco alcuni consigli pratici:
●● sii costante: la costanza è l’unica regola da seguire se si vogliono
rendere i bagni derivativi veramente efficaci;
●● copri bene la parti del corpo che non devi bagnare: un bal paio di
calzettoni di lana e un bel maglione possono esserti davvero utili
●● rendi la stanza da bagno una spa casalinga: luci soffuse, oli essenzia-
li e musica rilassante renderanno questa mezz’ora un vero e proprio
trattamento olistico fai da te.

44
Capitolo 3 | Cibi che curano

Capitolo 3
Cibi che curano
3.1 Dolore: mangia (bene) che ti passa

Gli alimenti da evitare e quelli da preferire per lenire dolori e


infiammazioni
Oltre a preparati erboristici ed omeopatici per alleviare il dolore e le
infiammazioni si raccomanda di evitare gli alimenti che agiscono nel nostro
organismo con un meccanismo pro-infiammatorio, contribuendo non solo
a innescare ma anche a peggiorare le problematiche osteo-articolari o
muscolari.

Evitare carne e latte


Oltre alle carni rosse ricche di acido arachidonico, precursore delle pro-
staglandine infiammatorie, il maggior responsabile di moltissime malattie
infiammatorie acute e croniche è senza dubbio il latte e tutti i suoi derivati.
Numerose sono le evidenze cliniche che testimoniano il miglioramento di
pazienti artritici in seguito all’adozione di un regime alimentare privo di
prodotti lattei. In un approccio naturale volto alla soluzione di problemi
osteo-articolari non si può prescindere dal consigliare l’eliminazione del
latte e la riduzione delle proteine animali.

45
I segreti di un intestino sano

È importante sottolineare che già solo attraverso un’alimentazione cor-


retta è possibile modificare il decorso della malattia, ridurre l’intensità e il
numero dei disturbi fisici ad essa correlati, allungare i periodi di benessere
e diminuire le fasi di riacutizzazione.
Preferire frutta, verdura e legumi
Un regine privo di alimenti acidificanti (quali le proteine animali che por-
tano alla formazione di composti azotati come l’acido urico) crea un ter-
reno dove lo stato infiammatorio viene notevolmente ridotto, con sostan-
ziali benefici.
Per stare meglio è dunque opportuno aumentare considerevolmen-
te il consumo di  frutta  e  verdura e preferire le proteine vegetali
quali i legumi.

3.2 Quattro super alimenti verdi per la salute


Polvere di erba di grano, polvere di erba di orzo, spirulina e alga
Kelp: i fantastici 4 della salute
Le abitudini e il ritmo di vita che l’uomo ha adottato negli ultimi 50 anni
tendono sempre più a portare il corpo a uno stato infiammatorio latente
ma costante.

46
Capitolo 3 | Cibi che curano

I tessuti che compongono i nostri organi si ritrovano in uno stato alterato


per lunghi periodi e portano a problemi come l’aumento di peso, la difficoltà
a raggiungere la forma ideale, il senso di stanchezza e spossatezza continuo,
la confusione mentale, fino ad arrivare a patologie croniche più gravi.
La Natura, come sempre preziosa alleata, ci viene in aiuto per con-
trastare e diminuire lo stato infiammatorio all’interno dell’organismo.
Ecco allora che possiamo portare sulle nostre tavole 4 super alimenti che
sono un toccasana per la nostra salute! 

4 preziosi alimenti
●● Polvere di erba di grano: definita “l’oro verde” della Natura, que-
sto prezioso alimento è naturalmente privo di glutine e molto ricco
in vitamine, minerali, antiossidanti e clorofilla. Quest’ultima è consi-
derata il sangue delle piante e viene paragonata alla nostra emoglo-
bina glicata. Ecco perché la clorofilla, entrata nel nostro organismo,
è in grado di portare ossigeno alle cellule, donando loro energia e
ripulendole da tossine e materiali di scarto del metabolismo.
●● Polvere di erba d’orzo: è un alimento verde super alcalinizzante,
con elevato contenuto proteico (pari al 45% del peso della polve-
re). Contiene tutti gli  aminoacidi essenziali e agisce sull’apparato
gastrointestinale, proteggendo la mucosa gastrica e quella intesti-
nale, aiutando ad eliminare i pesticidi chimici dei cibi e svolgendo un
effetto lassativo naturale. 
●● Spirulina: è indicata in situazioni di stress, carenza di memoria, ane-
mia. Ha un valore proteico pari al 60% ed è particolarmente indicata
per chi segue una dieta vegana o vegetariana. Anch’essa ricchissi-
ma di aminoacidi e acidi grassi essenziali.
●● Alga Kelp: il quarto super alimento possiede molteplici proprietà,
è particolarmente indicato per diminuire i valori glicemici, coadiu-
vante nelle  diete dimagranti ma non solo, è un antinfiammatorio
naturale e antiacido e protegge le pareti dello stomaco, facilitando
il processo digestivo.
Non è necessario consumare questi 4 super rimedi tutti contemporane-
amente, ma assumendoli in maniera regolare alternandoli fra loro, posso-
no migliorare qualitativamente lo stato di salute. 

47
I segreti di un intestino sano

3.3 Le spezie della salute


Condisci la tua vita con la qualità e l’eccellenza di questi alleati di
benessere

Oltre al sapore unico e inconfondibile che regalano ai nostri piatti, i con-


dimenti dei quali sto per parlare, sono considerati super alimenti: hanno
infatti tantissime proprietà nutritive tra le quali quella di potenziare il siste-
ma immunitario, aiutare a combattere le malattie e contrastare efficace-
mente l’invecchiamento.
Grazie a loro, il nostro corpo sarà in gran forma, sia dentro che fuori!

I SUPER condimenti dalle SUPER proprietà:


•CURCUMA: oltre a prevenire la perdita della memoria, svolge un’azio-
ne antisettica, antinfiammatoria e antidolorifica. Da aggiungere alle ricette
per dare quel tocco di gusto in più, questa spezia protegge il fegato e bloc-
ca l’enzima responsabile del cancro.
•ZENZERO: il suo sapore pungente nasconde davvero enormi qualità.
Disintossica l’organismo e aiuta ad alleviare nausea e vomito, puòess-
ere adoperato per favorire la crescita della flora batterica intestinale e
contrastare così stitichezza, diarrea e colite. Masticare un pezzettino di

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Capitolo 3 | Cibi che curano

zenzero più volte al giorno facilita la digestione e, grazie al suo effetto


termogenico, permette di bruciare le calorie più velocemente, aiutando-
ci a perdere peso.
•CANNELLA: è tra gli antiossidanti più potenti in assoluto. E’ anche il
condimento più indicato per chi segue una dieta dimagrante, combatte
infatti la fame nervosa e velocizza il metabolismo. In più rappresenta un
rimedio naturale per chi soffre di emicrania, mal di denti, dolori mestruali o
anche per curare il raffreddore.
•PEPERONCINO: é ricco di vitamina A e vitamina C ma soprattutto con-
tiene capsaicina, nota per le sue proprietà dimagranti. Stimola infatti il
metabolismo verso l’utilizzo dei grassi piuttosto che degli zuccheri e ridu-
ce l’appetito.
Sempre citato in ricette afrodisiache, il peperoncino risveglia i sensi,
anche sotto le lenzuola, e la sua azione antiossidante ci mantiene gio-
vani e attivi.
La natura ha pensato a tutto: ci ha regalato dei cibi che sono anche dei
medicinali naturali i quali, oltre a deliziare i nostri palati, possono curare la
nostra salute e il nostro corpo.

3.4 Sette cereali per sette giorni


Impariamo a conoscere i cereali integrali in chicco e a variarli per
un’alimentazione sana e mai monotona
Gino Sansone, chef vegano che cucina secondo i principi della Ayurveda,
della Macrobiotica e della Tradizione Mediterranea, propone di abbinare
a ogni giorno della settimana un cereale, in modo da assicurare la varietà
nutrizionale e da rafforzare, soprattutto a livello energetico, le sinergie tra
i vari cereali, le stagioni e i pianeti tradizionalmente associati ai giorni della
settimana.
Ecco brevemente lo schema proposto da Gino Sansone durante i suoi
corsi di cucina naturale.
• Frumento - Domenica - Sole - Primavera
Armonizza tra di loro i sistemi organici.
Sostiene i processi del sistema nervoso sensoriale e del ricam-
bio. Contiene tutte le sostanze vitali: vitamine, sali minerali,
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I segreti di un intestino sano

grassi, amidi, proteine. È utile per chi soffre di fegato, atero-


sclerosi, depressione, anemia, impotenza, nevrosi.
• Riso - Lunedì - Luna - Autunno
Espelle i liquidi evitandone il ristagno nei tessuti  in caso di
disturbi circolatori, pressione alta e disfunzione renale. Purifi-
ca e rinforza i polmoni, lenisce infiammazioni e fermentazioni
intestinali. Aiuta a espellere i veleni dal corpo. Dona lucidità
mentale e chiarezza di giudizio.
• Orzo - Martedì - Marte - Primavera
Agisce sul sistema nervoso, sui tessuti connettivi e sui lega-
menti. È ricco di fosforo e contiene calcio, ferro, potassio e
magnesio.
• Miglio - Mercoledì - Mercurio - Autunno
Ricco di silicio,  rinforza la pelle, i capelli, i denti e gli occhi.
Contiene vitamina A, proteine, grassi, fosforo, magnesio, ferro.
Nutriente e rivitalizzante cura stomaco, milza e pancreas.
• Segale - Giovedì - Giove - Inverno
Stimola le forze vitali e la forza di essere eretti. Nutre la testa,
le membra, il cuore e i polmoni. È ricco di carboidrati, materie
azotate, sali minerali. Fluidifica il sangue, ottimo per l’atero-
sclerosi, dona potenza muscolare, resistenza ed energia.
• Avena - Venerdì - Venere - Inverno
Molto  nutriente e rimineralizzante, contiene grassi, proteine,
sali minerali, vitamina, carboidrati. Aiuta la crescita dei bambi-
ni, ottimo per l’attività fisica e intellettuale. Stimola la tiroide, è
diuretica, efficace per sterilità e impotenza.
• Mais - Sabato - Saturno - Estate
Ha  proteine prive di glutine  per cui è ottimo per allergie e
celiachia. È moderatore della tiroide, produce buon sangue e
rafforza il cuore. È energetico.
• Grano saraceno - Sabato - Saturno - Inverno
Molto energetico, nutriente,  produce rapidamente calore.
Contiene proteine, grassi, sali minerali. Ottimo per attività
intellettuale e per chi si sente esaurito. Fortifica i capillari.
Produce velocemente buon sangue. È benefico per i reni e
l’intestino.

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Capitolo 3 | Cibi che curano

3.5 8 alimenti da mangiare a volontà


Come tornare subito in forma con questi otto preziosi alimenti
Frigorifero da riempire? Ecco  otto alimenti preziosi che non devono
assolutamente mancare nella tua lista della spesa! 
Ritornare in forma sarà un gioco da ragazzi!
1. Daikon: è una radice piuttosto grossa, di colore bianco, molto cono-
sciuta ed utilizzata in Giappone. Da noi è ancora poco diffusa, la si
trova soprattutto nei negozi di alimentazione biologica, chiamata
anche  ravanello bianco  o ravanello cinese. Il daikon ha un caratteri-
stico sapore piccante, simile a quello che conosciamo del ravanello
e presenta molte proprietà, legate principalmente all’eliminazione di
tossine. Ha infatti proprietà diuretiche, drenanti e depurative e per la
medicina tradizionale cinese ha la capacità di muovere i ristagni. 
2. Soia gialla: è un legume che ha proprietà diuretiche, drena l’umidità e
disintossica i tessuti, favorendo l’eliminazione delle tossine. È un otti-
mo tonico di milza che governa i liquidi all’interno del corpo assieme al
rene, ha effetto rinfrescante e favorisce l’eliminazione dei liquidi all’in-
terno del corpo. L’ideale è macinare 300 grammi di soia gialla con 100
grammi di semi di arachidi e 50 grammi di chicchi di orzo mondo: si
ottiene un composto granuloso che può essere sciolto (20 gr) in alme-
no mezzo litro di acqua da bere ogni giorno.
3. Mirtillo: è un frutto che cresce prevalentemente nella stagione più
calda ed è proprio il suo caratteristico colore che ci indica la principale
proprietà che possiede: quella di sostenere il microcircolo venoso e
favorire il drenaggio dei liquidi. Andrebbe consumato in grandi quanti-
tà per le sue proprietà antiossidanti e antinvecchiamento cellulare. In
estate, con il caldo e le temperature alte, diventa ancora più prezioso,
visto che è un prezioso aiuto nel contrastare efficacemente il gonfiore
e la ritenzione dei liquidi.
4. Cetriolo: verdura tipicamente estiva, ha una buona azione drenan-
te, aiutando a eliminare i liquidi in eccesso (pensiamo alle classiche
fettine di cetriolo sugli occhi per sgonfiare). Acquisisce un  pote-
re drenante e diuretico  ancora più forte se consumato la mattina a
digiuno: è necessario tagliare il cetriolo in due parti uguali nel senso
della lunghezza e farlo bollire in acqua con aceto finché non diventa
morbido. Ottimo beneficio anche bevendo il brodo di cottura. 
51
I segreti di un intestino sano

5. Fave fresche: altri ortaggi presenti nella stagione estiva sono le fave,
che possono essere consumate fresche o essiccate. Per favorire il dre-
naggio dei liquidi, è preferibile consumarle fresche in versione cotta:
agiscono sulla diuresi favorendo l’eliminazione dei liquidi e contrastan-
do la ritenzione. Sono soprattutto indicate per chi tende ad accumula-
re peso proprio a causa del trattenimento dei liquidi corporei.
6. Ananas: è un frutto che non cresce direttamente dalle nostre parti, ma
consumarlo nella stagione estiva, quando anche le nostre temperature
sono elevate, aiuta l’organismo per le sue alte proprietà drenanti. L’a-
nanas è ricca di vitamina C, la quale contrasta l’infiammazione dei tessu-
ti, ha proprietà sfiammanti e decongestionanti soprattutto per edemi
e cellulite. La ritenzione idrica è infatti un fenomeno di infiammazione
del sistema linfatico e del microcircolo. L’ananas, come alimento alcali-
nizzante, stabilizza il ph riducendo il livello acido all’interno del corpo.
7. Grano saraceno: cereale privo di glutine, agisce soprattutto sul siste-
ma circolatorio che risulta implicato, come il linfatico, nel processo di
eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Ha un indice glicemi-
co medio (non è tra più bassi) ma ha il vantaggio di essere privo di aller-
geni come il glutine e consumabile da tutti. Tonifica la circolazione e
muove il calore in eccesso all’interno del sangue, rinfrescando i tessuti.
Da preferire in chicco piuttosto che in farina.
8. Fagioli azuki: per avere un buon sistema di eliminazione dei liquidi, è
importanti che l’apparato renale funzioni correttamente. Un legume
curativo ed essenziale, forte tonico di reni, è il fagiolo azuki. Dal carat-
teristico colore scuro, agisce sulla loggia renale tonificandola e favo-
rendo una buona gestione dei liquidi all’interno del corpo. Si consiglia
a chi soffre di disturbi cronici di ritenzione e avverte una maggiore
spossatezza con i caldi estivi di consumarli anche 3-4 volte a settimana.
Ricordiamoci sempre che il nostro benessere è determinato soprat-
tutto da ciò che mangiamo! 

3.6 Lino: dietro ogni seme un segreto di benessere


Anche se piccoli, i semi di lino hanno grandissime proprietà: sco-
prile e vedrai quanto possono aiutarti!
È già da qualche tempo che siamo affezionati ai semi di lino: sono
gustosi, facili da abbinare a ogni piatto e soprattutto sono una delle poche

52
Capitolo 3 | Cibi che curano

cose che regalano quella sensazione di sazietà. La cosa più entusiasmante


è che, oltre a quest’aiuto prezioso nella dieta, hanno altre proprietà inte-
ressanti e molti più utilizzi. 
C’è un mondo dietro ai semi di lino e ora, insieme, potremo finalmente
dargli una sbirciatina.

Lo sapevi che i semi di lino… 


●● Contengono gli Omega 3, acidi grassi essenziali, indispensabili in
numerosi processi biologici e determinanti per il corretto funziona-
mento dei nostri organi: due cucchiaini di semi di lino ne contengo-
no più della razione giornaliera consigliata
●● Sono ricchi di fibre e questo li rende perfetti per curare la stiti-
chezza. Assumi due cucchiai di semi di lino al mattino, meglio se
a digiuno, dopo averli lasciati in infusione con un po’ di acqua tie-
pida: formeranno delle mucillagini dall’effetto coadiuvante per il
transito intestinale e avranno un effetto emolliente per le pareti
intestinali
●● Possono restituire vitalità e corposità ai capelli. È facilissimo prepa-
rare una maschera di bellezza fai da te: dopo aver portato a ebol-
lizione 250 ml di acqua e 5 gr di semi di lino, lascia riposare il com-
posto ottenuto per mezza giornata e successivamente aggiungi
uno yogurt al naturale. Dopo mezz’ora di posa sui capelli vedrai che
lucentezza!
●● Sono ideali come condimento: macinati o interi, oltre a dare sapo-
re, ricordando quello della nocciola, aumentano notevolmente il
valore nutrizionale dei piatti. Ricchi di proteine e minerali, stimo-
lano la combustione dei grassi e la loro conversione in energia e,
come ho già detto, ti donano quella preziosa sensazione di sazietà
prolungata. 
●● Sono eccellenti alleati per combattere la pressione alta o un
eccessivo livello di trigliceridi e con 5 grammi di semi di lino al giorno
terrai lontano il colesterolo cattivo.
Ricordati di non eccedere: bastano due o tre cucchiaini al giorno per
ottenere tutti questi benefici!

53
I segreti di un intestino sano

Come puoi utilizzarli ancora?


Realizza dei cuscinetti termici: mettendo all’interno di una piccola fede-
ra i semi di lino potrai riscaldarli in forno o sul termosifone e in inverno
utilizzarli come cuscino d’acqua calda oppure, se li conservi in freezer,
come borsa del ghiaccio all’occorrenza.
È sempre magnifico riscoprire come la natura ci offra sempre innumere-
voli meraviglie: i semi di lino sono una di queste! 

3.7 Le 10 regole d’oro per un’alimentazione sana


e naturale
Michele Riefoli ci spiega quando, quanto, come e cosa mangiare
per rimanere in salute e rallentare l’invecchiamento
Nutrirsi non è solo mangiare, è un atto d’amore cosciente verso se stes-
si: con queste parole Michele Riefoli, chinesiologo ed esperto di alimen-
tazione naturale con un curriculum pluridecennale sul tema, si esprime a
proposito del cibo.
Prima di tutto che cambiare alimentazione è possibile e fattibile, a patto
che il cambiamento avvenga prima nella nostra mente: per renderci dispo-
nibili e motivati a lasciare andare alcune cattive abitudini (caffè, sale e
zucchero vi dicono qualcosa?); dobbiamo lavorare prima sulla mente, chie-
dendoci come mai siamo tanto legati a un determinato cibo o modo di
mangiare.

54
Capitolo 3 | Cibi che curano

Il passo successivo - rieducare il gusto - non è poi così difficile se si seguo-


no le dieci regole d’oro illustrateci da Riefoli:
1. il principio della naturalità
2. la varietà e la rotazione
3. la distribuzione dei pasti
4. non bere durante i pasti
5. invertire l’ordine di assunzione delle pietanze
6. usare cereali e legumi integrali e in chicco
7. almeno il 50% del cibo consumato deve essere crudo
8. come condimento usare sempre olio a crudo
9. niente sale
10. niente zucchero

3.8 Curarsi con l’orzo


Scopri le proprietà dell’orzo per curare e lenire tanti disturbi: dai
dolori articolari alle infiammazoni intestinali
Sin dall’epoca romana, l’Hordeum Vulgaris, conosciuto con il nome
comune di orzo, è una pianta dalle straordinarie virtù terapeutiche.
Appartenente alla famiglia delle graminacee, rappresenta una varietà di
frumento molto conosciuto, coltivata a scopo industriale nei paesi nordici
per fabbricare birra. È un succedaneo del caffè, ma non contiene caffeina,
quindi non stimola il cuore. La bevanda ricavata dall’orzo maltato è molto
salutare. A scopo terapeutico si usa l’orzo perlato, cioè senza corteccia.
L’orzo perlato contiene amido, maltina, ordeinina, vitamina E, ferro e molti
minerali. Possiede azione anticatarrale, emolliente, rinfrescante, depurati-
va, digestiva e diuretica. L’hordeum vulgaris è ricco di proteine, sali mine-
rali e fibre. Inoltre è utile a chi soffre di problemi gastrici. Il contenuto
di  silicio, in esso presente, rafforza il tessuto connettivo e in particolare
capelli e unghie. Alcune ricerche evidenziano la presenza di estrogeni
naturali aventi proprietà antitumorali. Si è anche isolata una molecola, il
“tocotrienolo”, che inibisce la formazione di colesterolo endogeno.

55
I segreti di un intestino sano

L’orzo entra nella composizione di tisane e brodi che vengono uti-


lizzati come emollienti e rinfrescanti. Nelle infiammazioni intestinali  si
raccomanda una bevanda preparata con 20 gr di orzo bollito in 1 litro di
acqua: si lascia bollire fino alla riduzione a due terzi e poi si beve. Per le
lombaggini e dolori articolari si consiglia l’empiastro, formato da farina
d’orzo mescolata con aceto.
Nelle infiammazioni della gola, il decotto di orzo con miele crea un rapi-
do sollievo. Un buon brodo ricostituente  si prepara con 30 gr di grano,
orzo, mais, lenticchie e fagioli: far bollire per 2 ore, passare, e aggiungere
un pizzico di sale marino. L’orzo contiene glutine, però è molto meno fasti-
dioso per gli intolleranti perché la sostanza è incorporata nel seme e si
solubilizza con molta difficoltà.

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Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

Capitolo 4
Risolvere i problemi legati a
un’alimentazione sbagliata
4.1 Sai come vengono raffinati gli alimenti?
La scomoda verità su come vengono raffinati la farina e il riso e
quanto potere nutrizionale perdono con questo processo
I moderni sistemi di manipolazione industriale degli alimenti ne distrug-
gono quasi totalmente l’energia vitale. Si stima che negli ultimi decenni gli
alimenti di cui ci cibiamo abbiano perso circa il 50% degli elementi nutriti-
vi come minerali e vitamine.
Sai da cosa deriva la parola vitamina? Da “vita”, proprio per indicare
qualcosa di vitale. 
Sapevi che il processo di raffinazione che rende bianca la farina toglie al
germe del grano una quantità mostruosa di principi nutritivi? In più:
●● Si perde il 50% della vitamina B6: nei casi di carenza si manifesta un
calo della glicemia nel sangue (che genera fame) e una bassa tolle-
ranza al glucosio (che predispone ad ingrassare)
●● Viene distrutto il 50% del calcio, fondamentale per la salute delle
ossa e le contrazioni muscolari
●● Si perde il 50% del potassio, utile per l’idratazione e combattere la
stanchezza.
●● Ben l’80% della Vitamina B1 viene eliminato: una sua carenza pro-
voca confusione, poca memoria, depressione, dolori addominali,
stitichezza
●● Si perde il 60% di vitamina B2: se non viene introdotta in quantità suffi-
cienti la tua pelle ne risente con screpolature, desquamazioni, piaghe
agli angoli della bocca, bruciore e affaticamento agli occhi, fotofobia
●● Si distrugge il 75% della vitamina B3: una sua carenza provoca debo-
lezza muscolare, cattiva digestione e molteplici eruzioni cutanee

57
I segreti di un intestino sano

●● Viene annientato circa il 70% di fosforo, utile a combattere gli stati di


affaticamento e al buon funzionamento cerebrale
●● L’80% circa del ferro viene demolito, favorendo l’anemia soprattut-
to nelle donne
●● Si perde un mostruoso 98% di magnesio, fondamentale per equili-
brare il sistema nervoso e l’equilibrio idrosalino
●● Come se questo non bastasse, vengono usati alcuni prodotti chimici
per lo sbiancamento della farina, tutti abbastanza pericolosi per la
salute.
Tutte queste modifiche aumentano l`indice glicemico che stimola l`insuli-
na e predispone non solo a ingrassare ma anche a patologie come diabete.
Caspita! Allora da domani si mangia solo riso…
Aspetta! Non ti ho ancora parlato della sua brillatura. Pensa che il riso
viene “sbiancato” con talco e glucosio attraverso il passaggio in 3 o 4 mac-
chinari, per poi essere lucidato con olio di semi e vaselina. Anche in questi
passaggi si perdono importantissimi elementi nutritivi, soprattutto vitami-
ne del gruppo B che attivano le cellule e i mitocondri.
Viceversa, i cibi naturali e freschi non solo contengono grandi quantità
di vitamine e minerali, ma sono anche ricchi di enzimi, elementi fondamen-
tali per digerire e assimilare i nutrienti. 
La parola assimilare significa “rendere simile a sé” ed esprime la capaci-
tà dell’energia vitale di un alimento d’essere assorbita e trasformata nella
nostra energia vitale.
La perdita dell’energia vitale negli alimenti contribuisce in modo decisi-
vo al calo della nostra vitalità e delle nostre difese immunitarie, favorendo
l’aumento di patologie croniche e degenerative, tipiche dell’era odierna.
Per questo motivo è fondamentale un’alimentazione che comprenda al
suo interno alimenti ricchi di energia vitale, quali:
●● Frutta e verdura colta da poco e possibilmente biologica o biodinamica.
●● Germogli, semi, erbe di cereali.
●● Alghe, supercibi e adattogeni.
●● Alimenti non trattati industrialmente o perlomeno poco trattati.

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Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

4.2 Depurare il fegato


Scopri le piante e gli stili di vita che aiutano il fegato a eliminare
le tossine
L’organo che si assume l’onere di eliminare la maggioranza delle tossine
presenti nel corpo è il fegato.
Ecco quindi che una buona depurazione del fegato aiuta e coadiuva l’at-
tività di eliminazione delle tossine presenti nel corpo. 
Per svolgere una buona funzione, il fegato ha necessità di essere corret-
tamente drenato e libero da sovraccarichi di tossine non smaltite corretta-
mente: drenare un organo significa aiutarlo nel suo lavoro quotidiano, con
rimedi naturali che sostengano la sua attività.
Aiuta il fegato con uno stile di vita corretto
Ecco allora cosa fare per depurare il fegato:
●● per prima cosa, ossigenare i tessuti con una buona camminata mat-
tutina di almeno un’ora a digiuno, seguita da una colazione priva di
zuccheri raffinati e latticini
●● inserire all’interno della propria dieta quotidiana cibi che hanno pro-
prietà toniche e proprietà depurative per il fegato: l’orzo in chicco,
da consumare un paio di volte nell’arco della settimana e verdure
come il carciofo, la bietola, la cicoria che sostengono l’azione depu-
rativa del fegato
●● conservare i brodi vegetali in cui vengono cucinate le verdure (pos-
sibilmente senza sale) per poi consumarli tiepidi, magari per accom-
pagnare i pasti

Le piante amiche del fegato


Infine potete utilizzare estratti di piante da diluire in acqua e bere nell’ar-
co della mattinata (entro le 15 del pomeriggio al massimo) oppure decotti
a base di:
●● Rosmarino
●● Fumaria
●● Bardana

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I segreti di un intestino sano

●● Cardo mariano
●● Gramigna
●● Genziana
●● Tarassaco

4.3 Troppi metalli pesanti, pochi nutrienti essenziali


Al giorno d’oggi i fattori inquinanti e i metalli pesanti con cui
veniamo in contatto sono molti di più rispetto ai nutrienti essen-
ziali che dovremmo introdurre nel nostro corpo

Siamo chiamati a confrontarci, nella vita quotidiana, con metalli pesan-


ti tossici e altre tossine in quantità mai viste nella storia umana, veleni che
assimiliamo quotidianamente e che si accumulano nel nostro corpo nel
corso degli anni, potenzialmente scatenando, o comunque aggravando,
numerose malattie, e accelerando il processo di invecchiamento. Ce lo
spiega Fiamma Ferraro: «Siamo più di sette miliardi sul nostro pianeta e lo
abbiamo talmente riempito di veleni che ognuno di noi, oltre a cercare di
non aumentare l’inquinamento esterno, dovrebbe cercare di diminuire
l’inquinamento del proprio corpo, conseguenza in parte inevitabile
dell’inquinamento del pianeta».
Contro il proprio inquinamento interno, ognuno può fare molto di più
di quanto non possa fare per salvare la terra. Viviamo in un mondo
tossico, ma non dobbiamo per forza vivere anche in un corpo tossico!

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Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

Un mondo di veleni 
Vi sono oggi in circolazione in vari prodotti circa  80.000 composti
chimici. Scienziati e produttori ci assicurano che in questi prodotti gli even-
tuali veleni sono contenuti in dosi così infinitesimali da non procurare alcun
danno. E su questo si può anche essere d’accordo: probabilmente ognuna
di queste dosi non può, da sola, procurare danni, ma se le varie dosi pur
infinitesimali si sommano l’una all’altra, potenziandosi magari a vicenda,
allora l’ammontare complessivo di tossine nell’organismo inizia a essere
non più tanto infinitesimale, e iniziano a manifestarsi i problemi di salute. 
Anche le varie malattie correlate all’età, dal Parkinson, all’Alzheimer,
all’artrosi – malattie un tempo meno frequenti nelle persone che raggiun-
gevano un’età avanzata – potrebbero essere causate o aggravate da que-
ste tossine, accumulate giorno dopo giorno, che con il passare degli anni
hanno raggiunto quantità rilevanti.
Queste sostanze tossiche, sconosciute fino a 100 anni fa, si trovano
ormai ovunque nel nostro ambiente: dai pesticidi agricoli a conservanti e
coloranti, dai ftalati e bisfenoli (l’uso del bisfenolo A nei biberon è stato
finalmente proibito, dopo anni di impiego) agli ormoni e antibiotici usati
negli allevamenti degli animali, ai vari metalli tossici, come arsenico, mer-
curio piombo ed altri . Si calcola che negli ultimi 150 anni sia cresciuto di
1.000 volte il carico dei metalli tossici che dall’ambiente esterno penetrano
e restano depositati nel nostro organismo. Oltre a questo carico pesante
di tossicità ci si aggiunge il fatto gravissimo che, spesso, i cibi che ingeria-
mo sono talmente elaborati da non contenere più nessuno degli essenziali
nutrienti di cui ognuno di noi ha bisogno per mantenersi in salute... 

4.4 Influenza: perché ci ammaliamo dopo le


abbuffate natalizie?
Farine, zucchero e grassi: scopri perché l’abuso di questi alimenti
durante le vacanze ci predispone al rischio influenza
È vero che le feste sono un bel pretesto per riunirsi e godere insieme di
ricchi pranzi e cene, ma è altrettanto vero che l’organismo ne risente. Cosa
succede al corpo che si trova a dover gestire un sovraccarico di cibo mag-
giore rispetto alla normalità? Succede che le fisiologiche funzioni dell’or-
ganismo si indeboliscono e si rimane più esposti alle influenze di stagione.

61
I segreti di un intestino sano

I cibi che ci fanno ammalare


Nel periodo delle feste tendiamo a mangiare cibi prevalentemente a
base di farine (soprattutto raffinate), ed eccediamo con gli zuccheri e i
grassi (pensiamo ad esempo ai salumi). E non solo: via libera a brindisi e
festeggiamenti a base di vino e spumanti. 
La farina raffinata, la classica tipo 00 per intenderci, e lo zucchero bian-
co sono gli alimenti più dannosi in assoluto per l’essere umano e un sovrac-
carico di questi cibi, abitualmente consumati nel periodo natalizio, sotto-
pone il fisico a un maggiore sforzo per gestire la grande quantità di tossine
che si accumulano.
Questi cibi acidificano il sangue e i tessuti, indebolendo il nostro siste-
ma immunitario. Si tratta di alimenti che hanno mantenuto ben poco del
loro originario valore nutrizionale e che il corpo non riconosce come cibi
“naturali e fisiologici” e si ritrova così a intraprendere una vera e propria
battaglia per eliminare gli effetti tossici che ci procurano nell’organismo. 
Durante le feste ci godiamo le ferie e il meritato riposo lasciandoci alle
spalle parte dello stress lavorativo che ci portiamo dietro durante l’an-
no. Nonostante il relax mentale influisca positivamente sul nostro corpo,
quest’ultimo si ritrova comunque oberato di lavoro e sovraccaricato più che
in ogni altro periodo dell’anno. In un organismo impegnato a ripristinare,
dopo le abbuffate natalizie, la salute al suo interno, le fisiologiche difese
diminuiscono e le barriere contro virus e batteri influenzali sono più basse.

4.5 Candida: attenti all’alimentazione


Che cosa sono le micosi da candida, quali sono i sintomi e come
possiamo diagnosticarle
La candida è una patologia molto diffusa che, a differenza di quanto si
possa pensare, non colpisce solo le donne.
Per capire meglio che cos’è la candida, come diagnosticarla e curarla
abbiamo rivolto qualche domanda al dottor Vincenzo Valesi, autore di un
recentissimo libro sul tema: Curare la Candida con le Terapia Naturali.
Di seguito riportiamo le risposte del dottor Vincenzo Valesi.

62
Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

Dottor Valesi, che cos’è la candida? Colpisce solo le donne o anche gli
uomini? In quali periodi della vita si manifesta più frequentemente?
La  Candida, e quando parliamo di candida ci riferiamo soprattutto alla
più comune specie Albicans (responsabile del 90% delle micosi da Candida) è
un microfungo normalmente presente nel nostro intestino, dove vive in simbio-
si con le altre specie batteriche e fungine, e svolge il ruolo di favorire l’eliminazio-
ne dei metalli pesanti e l’utilizzazione degli zuccheri. Quindi il vero problema non
è la presenza della Candida, che entro certi limiti è fisiologica e necessaria, ma
il fatto che essa, per svariate cause, possa riprodursi e proliferare in eccesso,
trasformandosi in forma patogena miceliale. Trasformandosi in micelio emette
protuberanze chiamate ife con le quali può insinuarsi fra le cellule di rivestimen-
to dell’intestino e da lì spostarsi in altri settori dell’organismo. Il problema non
è specifico di genere, ma può interessare sia le donne che gli uomini, a partire
dall’età neonatale (vedi il “mughetto” che è una forma di candidosi della bocca
del lattante) fino all’età adolescenziale e all’età fertile soprattutto, ma potendo-
si manifestare comunque in qualsiasi età della vita.
La candida si manifesta solo nei genitali?
No, quella genitale è solo una delle possibili, anche se molto comune
e “sofferta”, manifestazioni della candida patogena, ma possono essere
interessate anche la pelle e le unghie, la vescica urinaria, le mucose dell’ap-
parato digerente superiore e respiratorie.

Quali sono i sintomi della candida? 


Dobbiamo distinguere fra sintomi locali, cutanei e mucosi, che possono
riguardare diversi apparati come quello digerente e genitourinario, se non
addirittura il sistema nervoso e neuromuscolare, e sintomi generali, questi
ultimi estremamente aspecifici: astenia, apatia, ansietà senza cause appa-
renti, irritabilità e sbalzi d’umore, cefalea, vertigini, disturbi della visione,-
desiderio compulsivo di zuccheri semplici. Prurito e/o arrossamento nelle
forme localizzate sulla pelle, per esempio nella zona perianale e/o fra le
pieghe cutanee (intertrigine);  prurito  con  perdite bianche  o leucorrea
nelle forme genitali femminili (vulviti e vulvovaginiti).

Quali sono gli esami che ci permettono di avere una diagnosi precisa?
Per le forme intestinali la ricerca nelle feci, che spesso si associa a falsi
negativi sia perchè le colture di candida si estinguono facilmente, sia per-
63
I segreti di un intestino sano

chè la candida patogena miceliale si fissa alla mucosa dell’intestino


rendendo meno probabile quindi la sua presenza nelle feci. Oppure la
microscopia in campo oscuro che consiste nella ricerca diretta su mate-
riali biologici al microscopio ottico; oltre ad altri esami che più indiret-
tamente ci documentano una situazione di disbiosi come la calprotecti-
na fecale; esistono anche in commercio test rapidi sul sangue capillare
e sui tamponi vaginali.

Qual è il rapporto tra questa micosi e l’alimentazione? Che tipo di


dieta migliora la prognosi e ne sfavorisce la ricomparsa?
Il rapporto con la alimentazione è di importanza capitale. Fondamentale
la correttezza dell’alimentazione che dovrebbe essere basificante, a basso
apporto di proteine animali, soprattutto carni rosse, limitando fortemente
o escludendo (soprattutto nei casi più ostinati) zuccheri semplici (saccaro-
sio, glucosio,fruttosio), latte, lattoderivati e lieviti.

Ci sono altri comportamenti e stili di vita che la favoriscono?


La candida è favorita da tutte quelle situazioni che riducono l’efficien-
za del sistema immunitario quali lo stress, l’infiammazione cronica spesso
silenziosa della matrice connettivale, l’uso anche se a volte necessario di
antibiotici, anticoncezionali, cortisone.

Quali sono le terapie naturali migliori per la candida?


Oltre a varie sostanze di origine naturale quali semi di pompelmo, aglio,
acido caprilico,  pseudowintera,  aloe, esistono tutta una seria di  farmaci
omotossicologici e relative strategie terapeutiche, ma nessuna terapia, né
chimica né naturale, risulterà quasi mai stabile e duratura, salvo casi recen-
ti e di non particolare spessore clinico, se non si associa un lavoro impor-
tante e profondo sulla matrice connettivale e sull’intestino.

Perché dovremmo preferire una terapia naturale alla classica tera-


pia farmacologica proposta dalla maggior parte dei ginecologi?
Il problema non è se sia migliore una terapia naturale o una terapia chi-
mica. Il vero problema è prendere coscienza di quanto sia fondamentale la
cura, determinata principalmente da alimentazione e stile di vita.

64
Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

Se trascuriamo la candida, in cosa possiamo incorrere?


Trascurare la candida significa anche disinteressarsi e favorire così malattie
degenerative e autoimmuni. La candida produce acido tartarico che viene incor-
porato nel ciclo di Krebs (serie di reazioni biochimiche che si verifica all’interno
dei mitocondri) al posto dell’acido malico: ne consegue compromissione della
funzione mitocondriale sia a livello metabolico, che respiratorio, che di produ-
zione di ATP (fosfato ad alta energia). Il risultato è una carenza di energia. Le cel-
lule in deficit energetico attivano linee metaboliche che conducono all’acidosi e
alla differenziazione. Non hanno abbastanza energia (ATP) per essere evolute e
purtroppo, paradossalmente, nemmeno per morire quando sarebbe necessa-
rio per il bene dell’organismo. Pertanto prima ancora che un nemico da abbatte-
re e debellare, dovremmo considerare la candida un maestro di vita.
Quali sono i consigli per un’igiene intima ottimale, sia maschile
che femminile, che possa prevenire sia la candida che altre pato-
logie legate all’apparato genitale?
Per la donna in età fertile mantenere il ph vaginale (grado di acidità) fisiolo-
gicamente compreso fra 4 e 4.5: perché al di sotto è favorita la candida e, al di
sopra, altre specie batteriche anche loro normalmente presenti in vagina quali
per esempio le gardnerelle. Per quanto riguarda la cute, mantenere il normale
pH della pelle che deve essere leggermente acido in modo da garantire l’equili-
brio della flora batterica naturale. Uno dei problemi della nostra cultura osses-
sivamente “igienista”  è l’eccessiva, o incongrua, detersione delle superfici
corporee esterne (ed interne) con prodotti che vanno ad alterare, attraverso
soprattutto le modificazioni del pH e rimozione di specie microbiche utili,
l’equilibrio della normale microflora batterica che compete con l’eccessivo
sviluppo delle forme fungine o di altre specie batteriche patogene.
Per approfondire questo tema, consigliamo la lettura del libro del Dott.
Valesi: “Curare la Candida con le Terapia Naturali”

Continua la nostra chiacchierata sulla candida con il dottor Vin-


cenzo Valesi
Qual è il rapporto tra questa micosi e l’alimentazione? Che tipo di
dieta migliora la prognosi e ne sfavorisce la ricomparsa?
Il rapporto con la alimentazione è di importanza capitale. Fondamentale
la correttezza dell’alimentazione che dovrebbe essere basificante, a basso
65
I segreti di un intestino sano

apporto di proteine animali, soprattutto carni rosse, limitando fortemente


o escludendo (soprattutto nei casi più ostinati) zuccheri semplici (saccaro-
sio, glucosio,fruttosio), latte e lattoderivati, lieviti.
Ci sono altri comportamenti e stili di vita che la favoriscono?
La candida è favorita da tutte quelle situazioni che riducono l’efficien-
za del sistema immunitario quali lo stress, l’infiammazione cronica spesso
silenziosa della matrice connettivale, l’uso anche se a volte necessario di
antibiotici, immunosppressori, FANS, anticoncezionali, cortisone.
Qual è, quali sono le terapie naturali migliori per la candida?
Oltre a varie sostanze di origine naturale quali semi di pompelmo, aglio,
acido caprilico, pseudowintera, aloe, esistono tutta una seria di farmaci
omotossicologici e relative strategie terapeutiche.
Ma nessuna terapia, né chimica né naturale, risulterà quasi mai stabile
e duratura, salvo casi recenti e di non particolare spessore clinico, se non
si associa un lavoro importante e profondo sulla matrice connettivale e
sull’intestino.
Perché dovremmo preferire una terapia naturale alla classica terapia
farmacologica proposta dalla maggior parte dei ginecologi?
Il problema non è se sia migliore una terapia naturale o una terapia chimi-
ca Il vero problema è prendere coscienza di quanto sia fondamentale la cura
del terreno, determinato principalmente da alimentazione e stile di vita.
Se trascuriamo una candida, in cosa possiamo incorrere?
Trascurare la Candida significa anche disinteressarsi di un terreno che
può favorire malattie degenerative e autoimmuni. La candida produce
acido tartarico che viene incorporato nel ciclo di Krebs (serie di reazioni
biochimiche che si verifica all’interno dei mitocondri) al posto dell’acido
malico: ne consegue compromissione della funzione mitocondriale sia a
livello metabolico, che respiratorio, che di produzione di ATP (fosfato ad
alta energia). Il risultato è una carenza di energia.
Le cellule in deficit energetico attivano linee metaboliche che condu-
cono all’acidosi e alla sdifferenziazione. Non hanno abbastanza energia
(ATP) per essere evolute e purtroppo, paradossalmente, nemmeno per
morire quando sarebbe necessario per il bene dell’organismo.

66
Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

Pertanto prima ancora che un nemico da abbattere e debellare, dovrem-


mo considerare la candida un maestro di vita.
Quali sono i tuoi consigli per un’igiene intima ottimale, sia maschile
che femminile che possa prevenire sia la candida che altre patologie
legate all’apparato genitale?
Per la donna in età fertile mantenere il ph vaginale (grado di acidità)
fisiologicamente compreso fra 4 e 4.5: perché al di sotto è favorita la can-
dida e al di sopra specie batteriche anche loro normalmente presenti in
vagina quali per esempio le gardnerelle.
Per quanto riguarda la cute, mantenere il normale pH della pelle che
deve essere leggermente acido in modo da garantire l’equilibrio della flora
batterica naturale. Uno dei problemi della nostra cultura ossessivamente
“igienista” è l’eccessiva, o incongrua, detersione delle superfici corporee
esterne (ed interne) con prodotti che vanno ad alterare, attraverso soprat-
tutto le modificazioni del pH e rimozione di specie microbiche utili, l’equili-
brio della normale microflora batterica che compete con l’eccessivo svi-
luppo delle forme fungine o di altre specie batteriche patogene.

67
I segreti di un intestino sano

4.6 Tiroide sana: cosa metto nel piatto?


Il dottor Raul Vergini, esperto di patologie endocrine e della tiroi-
de, ci spiega come ripristinare un sano metabolismo energentico
e ormonale attraverso l’alimentazione
I problemi e le malattie alla tiroide sono in netto aumento negli ulti-
mi anni e disegnano ormai una mappa ben precisa dell’influenza che la
vita moderna, con i suoi inquinanti ambientali, il suo ritmo stressante e
la sua alimentazione povera di nutrienti, ha imposto alle società indu-
strializzate.
Un aiuto consistente in questi casi viene però dallo scegliere una dieta
che favorisca la ripresa della normale funzionalità di questa importante
ghiandola, sia nel caso che tale attività sia carente, sia che, al contrario,
risulti eccessiva.
Su questo tema abbiamo chiesto lumi a un medico esperto di patologie
endocrine e della tiroide, Raul Vergini, autore di libri sul tema e studioso
dei processi che portano agli scompensi tiroidei e delle relative terapie
naturali.
Come sottolinea il dottor Vergini, l’individuazione dell’alimentazione
adatta è abbastanza facile da arguire a seconda della situazione di parten-
za e di alcune verifiche di base.
Con un po’ di impegno quotidiano è quindi possibile aiutare in modo
sostanziale il recupero dell’organismo e ottenere miglioramenti strut-
turali ottimali per un ripristino di un sano metabolismo energetico e
ormonale.

68
Capitolo 4 | risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata

Alimentazione corretta per chi ha problemi alla Tiroide


La dieta è sicuramente importante e a volte addirittura fondamentale
(ad esempio per il possibile ruolo svolto dal glutine nello scatenare o nel
mantenere un’infiammazione autoimmune, come in caso di tiroidite di
hashimoto) ma se siamo di fronte a un ipotiroidismo piuttosto conclama-
to, soprattutto se la ghiandola ha già subito danni strutturali ad opera di
una patologia autoimmune, la sola dieta non è in grado di compensare la
carenza di ormoni tiroidei. In questi casi essa rimane un aiuto valido, ma
va comunque integrata con gli opportuni interventi terapeutici che spesso
richiedono anche l’uso di ormoni tiroidei.

Qual è il tipo di dieta esatto che concorre a migliorare la situa-


zione di una tiroide affaticata o ammalata? Ci sono differenze di
alimentazione per le varie tipologie di disfunzione della tiroide
come l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo?
La tiroide per funzionare bene ha bisogno innanzitutto di un’adeguata
quantità di proteine, per cui queste non devono mai mancare nella dieta,
e piuttosto si riducano i carboidrati. Naturalmente vanno eliminati i cibi di
scarsa qualità come i carboidrati raffinati e gli olii di semi o i grassi idroge-
nati (margarine), poi si consiglia di eliminare il latte e di ridurre il consumo
di formaggi (specie se vaccini).  L’olio di cocco è invece un alimento amico
della tiroide, in quanto ne stimola l’attività. 
Ci sono poi cibi che inibiscono l’attività tiroidea (i cosiddetti cibi gozzi-
geni, cioè che possono provocare il gozzo) che naturalmente vanno evi-
tati in caso di ipotiroidismo, mentre questi stessi cibi potrebbero essere
privilegiati nel caso opposto di iperattività tiroidea, cioè di ipertiroidismo.
I principali sono tutta la famiglia dei cavoli (verza, broccoli, cavolfiori, cavo-
letti, kale, ecc) e la soIa, ma in misura minore anche miglio, spinaci, pesche,
arachidi, alcune radici, fragole e altri. Tutti questi cibi gozzigeni perdono
comunque parte della loro attività inibitrice se consumati cotti.
In caso di carenza di iodio si può arrivare a integrarne la quantità
che serve con la dieta o con degli integratori alimentari?
I giapponesi con la loro dieta ricca di alghe e pesce possono riuscire a
raggiungere quantitativi quotidiani di iodio per noi inimmaginabili (fino a
10-12mg al giorno, considerate che la RDA dello iodio è 150mcg). In caso

69
I segreti di un intestino sano

di necessità è quindi possibile aumentare lo iodio nella dieta mediante un


maggior consumo di pesce e usando alghe in cucina, oppure assumendo
integratori di alghe come il fucus. Riguardo al sale, invece del sale ioda-
to consiglio piuttosto un buon sale marino integrale che contiene ancora
tutti i minerali presenti nell’acqua del mare, come il sale di Bretagna (sale
dell’ Atlantico). Dosi maggiori di iodio (simili a quelle ingerite dai giappo-
nesi) sono invece raggiunte solo con l’uso di prodotti farmaceutici speci-
fici (come la Soluzione di Lugol) ma vanno utilizzati solo in caso di reale
necessità e sotto prescrizione di un medico competente, in quanto in certe
patologie tiroidee e in certe situazioni anche non patologiche (ad es. gra-
vidanza) potrebbero essere controproducenti.
Il metabolismo ormonale disturbato che si verifica nel quadro
di una situazione tiroidea zoppicante, con tutto il suo corollario
di patologie che ne possono derivare (come stanchezza cronica,
affaticamento delle surrenali ecc.), può essere arginato o riparato
con una alimentazione ad hoc? Ovvero, con la dieta si può inter-
venire per riequilibrare lo squilibrio ormonale e le disfunzioni del
metabolismo energetico che sono una delle cause primarie della
sofferenza dei malati di tiroide? Alcuni ad esempio hanno riscon-
trato benefici con una dieta senza glutine. È possibile?
Ho già praticamente risposto a questa domanda precedentemente,
ma riguardo al glutine posso dire che un’intolleranza a questa sostanza
può essere alla base di una reazione autoimmune come quella che si rileva
nella tiroidite di Hashimoto (che oggi è la causa più comune di ipotiroidi-
smo) e in questo caso naturalmente l’astensione dal glutine è fortemente
consigliata e può migliorare notevolmente il quadro clinico. Il problema è
che non esistono test affidabili al 100% per rilevare questa intolleranza, poi-
chè la classica ricerca degli anticorpi nel sangue rileva solo i casi di celiachia
“vera” mentre i vari i test bioenergetici hanno una validità molto variabile.
In questi casi la cosa migliore da fare è astenersi completamente dal glu-
tine per 4 settimane, se in questo periodo si avvertono importanti miglio-
ramenti dello stato psico-fisico si può dedurre che esiste un problema con
il glutine ed è quindi bene astenersene, se invece non ci sono cambiamenti
significativi probabilmente in quel caso il glutine non è un problema e si
può riprenderne il consumo (sempre con moderazione).

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Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

Capitolo 5
Come la mente può aiutarci a guarire
5.1 Mangiare troppo (e male) danneggia la mente

Cosa succede alla nostra mente quando abusiamo di cibi di catti-


va qualità?
In questo periodo storico si parla moltissimo del cibo e delle sue impli-
cazioni, sia a livello fisico sia psichico. Diversi studi hanno dimostrato l’e-
sistenza di un forte legame tra malattia organica e abuso di cibi di catti-
va qualità. Spesso ci troviamo di fronte a persone che non comprendono
come i loro problemi psicologici possano essere riconducibili alla loro cat-
tiva alimentazione.
Il nostro cervello, così come il resto del nostro organismo, necessita di
tutta una serie di sostanze per poter funzionare correttamente.
Nell’immaginario comune l’importante è alimentarsi, non importa
con che cosa, purché si sia riempito lo stomaco e appagati i sensi.

71
I segreti di un intestino sano

Il Tao a tavola
I concetti di Yin e Yang, in particolar modo, potranno essere esemplifica-
tivi per comprendere più a fondo quali squilibri psico-fisici possa generare
un’alimentazione eccessiva e scarsamente equilibrata. 
Yin e Yang sono, secondo gli orientali, due forze che compongono il
tutto e senza le quali non esisterebbe l’equilibrio. Yin è espansione, men-
tre Yang è contrazione. I cibi Yin sono tutti quegli alimenti che potremmo
definire più teneri e dolci come frutta, dolci, alcuni tipi di verdure, grassi. 
I cibi Yang sono al contrario alimenti salati e compatti, come prodotti
da forno, carni, uova. Se ad esempio una persona abusa di cibi Yang di
cattiva qualità, si ritroverà ad avere un atteggiamento nei confronti della
vita di profonda arroganza e aggressività. Queste persone saranno spesso
caratterizzate da atteggiamenti irosi e giudicanti verso il mondo. Avranno
in pratica, la mente offuscata dalle proprie convinzioni, rischiando spesso
di rimanere soli, perché rifiutati dal mondo. Chi invece tende ad abusare di
cibi Yin avrà la tendenza opposta. La sua autostima sarà molto bassa, sarà
spesso triste e senza energia, tenderà ad auto-commiserarsi, divenendo
spesso vittima di se stesso e degli altri. Faticherà a imporre le proprie idee
e a difenderle, tendendo talvolta a isolarsi, per paura che il mondo non
possa comprenderlo e amarlo. Ora capirete bene che, se nell’alimentazio-
ne di una persona non c’è equilibrio fra questi due estremi, le ripercussioni
si riverseranno anche sulla sua mente.
Le cause sociali della sovra-alimentazione
Un altro aspetto interessante della questione è cercare di capire perché
la società attuale necessita di riempiere se stessa con quantità eccesive di
cibo.  Oggi la vita frenetica e i media ci mostrano un mondo fatto di rappor-
ti sociali spesso irreali, basati su ciò che noi stessi decidiamo di mostrare.
Complice in questo sono soprattutto i social network, che se da un lato
hanno il vantaggio di permettere una comunicazione su più ampia scala,
dall’altro limitano la conoscenza reale fra le persone. Essendo esse assog-
gettate a un imperativo morale sociale, fatto di falsa perfezione fisica e
mentale, decideranno di eliminare completamente alcuni lati del proprio
carattere a favore di un falso Sé che appaghi l’immaginario comune, anche
se questo significa dimenticarsi di ciò che si è, per ciò che i media vorreb-
bero farci diventare. In questo contesto, il cibo diventa fondamentale per
chi, nella sua vita, non riesce a inseguire questo ideale fittizio e globalizza-
to di perfezione irreale e non ha ancora trovato una propria individualità.
72
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

In realtà riempire le proprie ansie e paure con il cibo è una delle azioni
che definirei più distruttive.
Per ritrovare noi stessi l’unico modo è quello di fermarsi e imparare ad
ascoltare ciò che la nostra voce interiore e il nostro corpo ci dicono.
Se avvertiamo un’insoddisfazione profonda nella nostra vita, dobbiamo
affrontarla e comprenderla per porvi rimedio. Invece di riempire la nostra
vita con un eccesso di cibo iniziamo a realizzare i nostri sogni e a credere in
noi stessi e nelle nostre capacità. 

5.2 La digestione comincia nella testa,


ovvero nell’anima
Problemi intestinali e infiammazione intestinale: come curarli e
prevenire un peggiormento? Alimentazione crudista, attività fisi-
ca e contatto con gli elementi della natura...
L’infiammazione intestinale, ci spiega Valdo Vaccaro non è una
patologia locale e circoscritta, ma una condizione sintomatologica le cui
origini e cause vanno cercate più in alto, cioè nel duodeno, cioè nello
stomaco, cioè nella bocca, cioè nella testa, cioè nell’anima.
L’infiammazione intestinale non è affatto uno scherzo.
Gli esami, le mammografie, le colonscopie, il più delle volte non servo-
no a niente, se non a giustificare l’investimento che le strutture sanitarie
hanno fatto per dotarsi di tali apparecchiature. Se vai a cercare un tumore,
non lo trovi quasi mai, e magari lui esiste già a livello di precursori e di semi
pronti a gonfiarsi e partire col germoglio patologico.
La realtà non deve mai spaventare, ma solo istruire.
Il veganismo tendenzialmente crudista ti tirerà fuori dai guai.
Servono meno visite, meno raggi e più buona cultura alimentare e com-
portamentale.
La funzione intestinale è della massima importanza e si realizza princi-
palmente nell’intestino tenue, dove gli alimenti (sottoposti precedente-
mente alla pre-digestione nella bocca e nello stomaco) continuano a rila-
sciare le loro sostanze nutritive, sotto l’azione dei succhi intestinali-pan-
creatici-biliari, e vengono in questa precisa area assorbiti.
73
I segreti di un intestino sano

Occorre alimentarsi bene ed evacuare altrettanto bene


L’evacuazione intestinale avviene in seguito al rilassamento degli sfin-
teri anali ed alle contrazioni peristaltiche. Se tale evacuazione è liquida
(diarrea) significa che gli alimenti non sono stati ben digeriti ed utilizzati.
Se invece sono secche e consistenti, faticose da espellere, significa che c’è
atonia intestinale (stitichezza) e intossicazione del sangue. Se gli escre-
menti hanno odore malsano ed eccessivo denotano putrefazione intesti-
nale, cioè processi interni di denutrizione e di toxemia.
“Un intestino sano significa salute a tutti i livelli”
La via digerente, oltre che essere fonte di assimilazione delle sostanze
vitali, è pure via di scarico delle impurità e delle tossine che arrivano a questo
condotto eliminatorio intestinale da ogni parte del corpo mediante il san-
gue, per essere espulse dal corpo. Ecco spiegato il motivo per cui un’emicra-
nia scompare scaricando il ventre, e perché uno stato di febbre se ne vada
quando si ristabilisce la normalità intestinale. In effetti, le diarree abbondan-
ti e non striminzite sono utili in quanto servono a scaricare materiale tossico.
L’intestino guarisce coi cibi crudi e le fibre vegetali
L’infiammazione intestinale è una reazione a delle offese. E’ uno stato
febbrile indotto internamente.
Occorre ristabilire la normalità. L’intestino guarisce proprio coi cibi crudi
che spesso il normale medico proibisce in casi come questo.
Acqua biologica, aria, sole, movimento e alcuni alimenti fondamentali
Cura il movimento e la respirazione, nonché l’esposizione al sole. Le
priorità siano l’acqua biologica strutturata della frutta acquosa, l’acqua
biologica strutturata dei centrifugati di rape-carote-sedani-patatedolci-a-
nanas, la betaina delle barbabietole e lo zolfo delle crucifere, le vitamine
gruppo B delle mandorle, delle noci e dei pinoli, i micronutrienti e le pro-
teine vegetali dei germogli, i grassi polinsaturi dell’avena e del pop-corn, e
a volte dell’orzo, del farro, del riso integrale, del grano saraceno, l’amido
non troppo cotto di patate e zucche.

Combinazioni giuste e semi di finocchio


Quanto alla formazione di gas, mescola le sostanze il meno possibile e
nei giusti modi, cominciando sempre dal crudo e dal cibo più veloce a dige-

74
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

rirsi, con tutta la frutta a stomaco vuoto (escluso mela, papaia e ananas,
mangiabili a piacimento).
Evitare i legumi, ma nessun problema con le tegoline e coi piselli freschi.
Fare dei tentativi coi vari tipi di lenticchie.
I semi di kummel, o finocchio, aiutano ad attenuare temporaneamente
il problema.
Niente cioccolate, caffè, the, fumo, cole e simili.
Niente farmaci di nessun tipo.
Niente integratori.

Una straordinaria sostanza chiamata sulforafano


Il potere antiossidante del sulforafano è dotato di attività antiossidante a
largo spettro, ed è capace di neutralizzare molti radicali liberi con un’azione
martellante e ripetuta contro le ossidazioni persistenti, che portano a muta-
zioni e alla nascita di tumori. Gli effetti antiossidanti del sulforafano sono
molto più potenti degli effetti antiossidanti della vitamina C, della vitamina
E e del betacarotene, i quali neutralizzano una sola molecola per volta di
radicali liberi e finiscono consumati e distrutti nel processo. Il sulforafano
mantiene un’azione persistente, indiretta e lenta, ad ampio spettro, per cui
dura più a lungo, in un processo che continua ad essere efficace per giorni.

5.3 I meccanismi fisici, psichici e sociali che ci


spingono a esagerare con il cibo
Perché stiamo mangiando? E soprattutto, perché spesso mangia-
mo male e troppo? Si tratta semplicemente di abitudini scorrette
e quindi dell’incapacità di uscire da schemi già acquisiti?
Già! Una bella domanda. Perché stiamo mangiando? E soprattutto, perché
spesso mangiamo male e troppo? Si tratta semplicemente di abitudini scor-
rette e quindi dell’incapacità di uscire da schemi già acquisiti? Oppure ci sono
delle motivazioni psicologiche che inducono ad avere un rapporto col cibo
conflittuale e compulsivo? Le cause di questi problemi sono di natura fisica
o mentale? Le risposte non sono sempre scontate. In realtà siamo obbligati a
mangiare per la necessità di garantire tutte le normali funzioni dell’organismo.
75
I segreti di un intestino sano

L’uomo però, a differenza di tutti gli altri animali, mangia anche per
ragioni che vanno oltre la mera sopravvivenza, e così accade qualco-
sa che non sfugge all’osservazione: mangiamo troppo! 
Infatti, le statistiche raccontano che in Italia più del 50% della
popolazio-ne è in sovrappeso oppure obesa. Evidentemente, sottolinea
Michele Riefoli, c’è qualcosa che spinge le persone a mangiare più di
quello che consuma e dato che siamo tutti quanti soggetti a
condizionamenti, ci troviamo a fare i conti con meccanismi fisici, mentali
e sociali che spesso impediscono una relazione con il cibo naturale ed
equilibrata.

5.4 Intestino, sistema immunitario ed emozioni

“Il 50% del nostro sistema immunitario risiede nell’intestino”


Si parla molto spesso di sistema immunitario ma proviamo a guardarlo
sotto un’ottica nuova e scoprire quali stimoli interni ed esterni all’organi-
smo lo mettono in movimento.
Il sistema immunitario è l’alleato numero uno che abbiamo, è la
nostra sentinella sempre allerta, la nostra ancora di salvezza.
Intestino e sistema immunitario
Il 50% del sistema immunitario risiede nel nostro intestino, considerato
anche il nostro secondo cervello. E questo è un dato curioso: proprio nel
viscere intestinale risiede il 50% delle nostre difese immunitarie.
Ricordiamo che il sistema immunitario è involontario, non siamo noi che
decidiamo quando attivarlo ma esso stesso sa bene quando mettersi in
76
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

moto. E allo stesso tempo, l’intestino è considerato la sede delle nostre


emozioni, un secondo cervello appunto, ma più primordiale e istintivo che
ci fa prendere decisioni “di pancia”.
Possiamo quindi immaginare quanto le nostre difese immunitarie pos-
sano essere influenzate dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni!
Come funziona il sistema immunitario
Il sistema immunitario, al contrario di quanto si pensa, si attiva molto
spesso all’interno del corpo e non solo quando noi ci accorgiamo di avere
febbre, mal di gola o sintomi fisici di ogni natura. Esso infatti è spesso in
attività, anche quando noi non lo immaginiamo.
Riceve stimoli dall’esterno:
●● quando entra in contatto con un virus ad esempio;
●● quando un colpo d’aria improvviso penetra all’interno;
●● quando introduciamo un alimento molto freddo;
●● quando stazioniamo troppo a lungo in un ambiente chiuso con
poco ricambio di ossigeno.
Riceve stimoli anche dall’interno:
●● quando si trova a dover digerire un alimento dannoso, come quello
ricco di OGM, con molti conservanti o coloranti;
●● più in generale, per porre rimedio a stadi iniziali di un disturbo o di
una malattia che noi non vedremo mai manifestarsi. È provato infat-
ti che ogni individuo produce cellule tumorali più spesso di quanto
immaginiamo ma il sistema immunitario le riconosce e le blocca sul
nascere.

Sistema immunitario ed emozioni


E infine non trascuriamo assolutamente l’aspetto emotivo  di que-
sto sistema immunitario, che per molti è alla base di ogni malattia. La
scienza ci insegna che alti livelli di stress e stanchezza rilasciano cor-
tisolo all’interno del corpo in forma massiccia, scatenando così una-
reazione immunitaria dedita all’eliminazione del cortisolo in eccesso.
Elevati livelli di cortisolo all’interno del corpo per prolungati periodi di tempo
portano il sistema immunitario a un sovraccarico di lavoro costante. Pensia-

77
I segreti di un intestino sano

mo anche ad un’emozione come la paura! Quando ci prendiamo uno spa-


vento, il nostro sistema immunitario si attiva. Insomma ci ritiene in pericolo!

Come sostenere le nostre difese... naturalmente


La Natura allora ci insegna che un’alimentazione naturale e non artifi-
ciale e un contatto costante con l’ambiente esterno in grado di ossigenar-
ci nel profondo, sono grandi rimedi preventivi e di sostegno per il nostro
sistema immunitario. E non ultimo, la formulazione quotidiana di pensieri
positivi e propositivi per il nostro avvenire.

5.5 La scelta alimentare, un rituale d’amore


Cosa si intende col detto popolare: “noi siamo ciò che mangiamo”?
Mai come in questo momento storico dell’esistenza umana la vita ci
chiama ad essere presenti in ogni scelta e in ogni azione.
Abbiamo compreso di non essere semplici osservatori di ciò che si mani-
festa nella nostra realtà ma di essere dei “partecipanti” alla creazione del
“Tutto”. Cosa vuol dire? È da oltre un secolo che ci viene proposta questa
visione, da quando il Nobel tedesco Max Planck ha dimostrato che tutto
ciò che esiste, tutta la materia, è un pulsare di energia elettromagnetica
che viene condizionata dall’ambiente circostante.
In questo pulsare universale, secondo Albert Enstein, l’ essere umano è
un semplice osservatore che tenta di comprendere ciò che si manifesta ai
propri occhi.  Ma, per il fisico americano John Wheeler: “Non si può imma-
ginare un Universo che non contenga l’ Uomo. L’essere umano concrea 
l’Universo e la vita che in esso si manifesta, interagendo con l’ambiente
e col pulsare di energia elettromagnetica che si trova nella materia e nel
vuoto che viene chiamato “il campo”.
Ogni scelta umana è una creazione con e per l’Universo intero, com-
presa ogni nostra realtà.
E nulla di più concreto, di più intimo e di più alchemico dell’alimentazione
ci pone ripetutamente e quotidianamente davanti a questa con-creazione.
L’intento non è quello di soffermarci sul comportamento fisiologico della
digestione dei cibi, oltre che sui meccanismi che si mettono in moto nel
nostro organismo a seconda della tipologia di alimento introdotto, ma piut-

78
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

tosto quello di osservare il rapporto che creiamo di volta in volta con l’ele-
mento cibo e con l’ azione che andiamo a compiere “mangiando”: ovvero,
in che modo scegliamo e introduciamo nel corpo un cibo “che pulsa di una
sua sostanza” e che diventerà il nostro sangue, la nostra mente e il nostro
spirito, il nostro e l’altrui Universo, “il campo”.
Un “nuovo pulsare”, un nuovo campo elettromagnetico.
I “Maestri” del nostro passato non conoscevano la chimica attuale ma,
i Testi Sacri ci indicano quale sia l’importanza che il cibo ha nella pratica
della ricerca spirituale, avvicinandosi in maniera prepotente a ciò che Max
Planck ci ha rivelato nel 1900 con la “legge dei quanti”.
Ogni alimento contiene in sé dei principi chimici e delle sostanze che
inducono, attraverso la loro assunzione, ad una trasformazione cellulare
che si ripercuote nel comportamento, nel pensiero, nello spirito e nella
salute dell’essere umano nella sua totalità.
Con l’evoluzione della scienza e l’analisi del funzionamento del sistema
endocrino, nervoso e psicosomatico, successivamente si è compreso quale
condizionamento avesse sull’organismo una scelta alimentare rispetto ad
un’ altra, rispondendo al perché, nelle pratiche spirituali, alcune categorie
di alimenti venivano vietate e altre invece costituivano la base essenziale
del nutrimento, soprattutto del neòfita che, attraverso queste modalità,
veniva “forgiato” nel corpo e nell’ anima.
Oggi possiamo dire quanto possano influire le scelte alimentari nella
creazione del Tutto.
Come possiamo tradurre in pratica, per i giorni nostri, per la nostra quo-
tidianità tutto questo discorso che potrebbe apparire astratto?

L’ascolto corporeo
Soffermiamoci sull’aspetto emozionale che, nel mondo di ciascuno di
noi, ogni alimento porta con sé.
Fermandoci sull’ascolto dell’emozione vissuta la prima volta che abbia-
mo introdotto un determinato cibo scopriamo che quella stessa emozio-
ne ci accompagnerà, inconsapevolmente, ogni qualvolta ri-sceglieremo o
rifiuteremo quello stesso alimento.
Alla luce di ciò, non è sicuramente da trascurare la modalità con la quale
siamo stati nutriti sin dalla nascita.

79
I segreti di un intestino sano

Quando nasciamo siamo totalmente “istinto” e “affamati di cibo-pappa


e cibo-affetto”, senza peraltro riconoscerli distintamente.
Tutti sappiamo che non è sufficiente alimentare meccanicamente
un bimbo affinché questo cresca bene ma, perché ciò avvenga, il “cibo
pappa” dev’essere sempre accompagnato da “cibo affetto”. Possiamo
dire che le nostre “emozioni”, che sappiamo nascere dal nostro passato,
sono in stretto contatto con le nostre scelte alimentari e le condizionano
nel presente. La “trasformazione” che il nostro apparato gastro-enterico
sviluppa relativamente al “cibo come memoria emozionale” è in grado di
intraprendere un viaggio nella “nostra storia intima e personale”.
Addentrandoci in questo mondo speciale, fatto di forme, colori, profu-
mi ed emozioni, scopriamo che tutto questo è alla base della creazione dei
nostri “sentimenti”.
Come alimentarci e alimentare la nostra vita, nonché l’interazio-
ne del sistema universale?
Prima di tutto per poter comprendere quale sia, in un preciso momento,
il cibo più adatto per noi, occorre essere totalmente presenti nel corpo.
È attraverso l’azione del corpo che ci alimenteremo creando il nostro
campo elettromagnetico fatto di pensieri, emozioni e sentimenti che, a
sua volta, interagirà col campo elettromagnetico di tutte le cose esistenti,
di tutto l’Universo.
Il corpo è saggio e sa esattamente quale sia la reale necessità alimen-
tare. Sa esattamente come vuole essere nutrito per perpetuare la vita.
L’applicazione dell’ascolto corporeo per riconoscere le esigenze alimen-
tari personali è uno strumento che ci permette di fare sempre una scelta
consapevole.
Per esempio: possiamo avere un’idea, un desiderio di cibo dettati da un
pensiero, un ricordo o un emozione ma poi, dopo aver mangiato, consta-
tare che il corpo non lo ha accettato. Questo è creato da una disconnes-
sione tra mente, corpo e spirito. Disconnessione tra pensiero, emozione e
sentimento.
Ora osserviamo olisticamente l’ essere umano:
●● la nostra attività di pensiero viene creata nella parte alta del nostro
corpo: base delle spalle-testa (V, VI, VII chakra)

80
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

●● la zona corporea che esprime le emozioni si manifesta nella parte


bassa del corpo: bocca dello stomaco e perineo, gambe e piedi (III
, II, I, chakra )

Meditazione
Attraverso un semplice esercizio di meditazione, possiamo sperimentare
l’unione di queste due parti facendo confluire pensiero ed emozione nella
zona centrale del nostro corpo che corrisponde al “chakra del cuore, (IV)”.
Vuoi saperne di più riguardo al chakra del cuore? Leggi l’approfondimento.
“Il cuore” trasformerà il pensiero e l’emozione in “sentimento”.
La scienza ha riconosciuto nel cuore l’organo del nostro corpo che
emette con maggiore intensità le onde elettromagnetiche che, viaggian-
do oltre il nostro corpo, interagiscono con le onde elettromagnetiche del
“campo”.
E i sentimenti che l’Essere Umano può esprimere e sperimentare attra-
verso il cuore sono due:
●● AMORE (ne consegue serenità, pace, gioia, buonumore…);
●● PAURA (ne consegue tristezza, turbamento, rabbia, rancore...).
Se scelgo il cibo con Amore, creo Amore.
Se scelgo il cibo con Paura, creo Paura.
Se cucino con Amore, creo Amore. 
Se cucino con Paura, creo Paura.
Restando in connessione col corpo e ascoltando il sentimento prodotto
dal cuore posso avere consapevolezza di quale sentimento sto producen-
do e creando: Amore o Paura? Scopriremo che in questo modo il corpo sce-
glierà una sola tipologia di cibo e non svariate e diverse sostanze; inoltre
sentirà immediatamente il punto di sazietà e di soddisfazione che avverrà
a tutti i livelli. Sarà semplice riconoscere un cibo “vivo” da uno “morto”,
un cibo “ integro” da uno “impoverito”, un cibo “semplice” da uno “sofi-
sticato”…. Questo esercizio di meditazione ci permette di “toccare con
mano” l’unione e il collegamento di tutto il nostro essere, dove tutto si
unisce e diventa UNO. Applicandolo giornalmente, nella scelta degli ali-
menti, affinché diventi uno strumento ovvio del nostro “stare qui e ora”

81
I segreti di un intestino sano

questo metodo ci porta ad osservare uno stravolgimento delle abitudini


alimentari che, sino a quel momento, erano state dettate da antiche emo-
zioni inconsapevoli.
Anche tu puoi divenire consapevole
Tutti noi siamo creatori e possiamo divenire consapevoli diventando ciò
che scegliamo di essere, in modo radicale e istantaneo, attraverso la scelta
del cibo. Interrogando il nostro corpo e ascoltando il desiderio che il corpo
stesso manifesta in quel preciso momento, potremo nutrire la mente e l’a-
nima in totale armonia con la parte corporale. Questa modalità di “connes-
sione” in primis con noi stessi e successivamente, sia come qualità che come
quantità, col cibo che diventerà di lì a poco il “nostro essere “ nella totalità di
corpo, mente e spirito, porta enormi benefici a tutto l’universo proprio per-
ché, così facendo, l’essere umano ne diventa intenzionalmente partecipa-
tore. A questa presa di coscienza consegue una presa in carico della propria
vita e del proprio benessere che non viene più demandato a terapeuti e/o
a specialisti, ma viene vissuto con la scelta di responsabilità. Il nostro peso
corporeo non avrà necessità di essere riconosciuto secondo tabelle e calcoli
prestabiliti, la nostra autostima sarà una conseguenza logica; la gioia, il buo-
numore e il benessere verranno portati a passeggio nel Mondo attraverso
un corpo che manifesterà la Sua magnificenza in totale consapevolezza nel
vivere qui e ora: un’ologramma della gioia esplosiva Universale! Un detto
rabbinico cita:“Prima di mangiare e bere, l’uomo ha due cuori, dopo aver
mangiato e bevuto non ne ha che uno”.

5.6 Mangiar sano e naturale con alimenti vegetali


integrali
Intervistiamo ancora Michele Riefoli, autore del libro “Mangiare
Sano e Naturale con Alimenti Ve getali Integrali” che spiega i prin-
cipi fondamentali dell’Alimentazione Naturale, Integrale e Con-
sapevole, a base vegetale.

82
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

Perché essere vegetariani e smettere di mangiare carne, e soprat-


tutto perché VegAnic? Quali sono gli effetti sulla salute dell’a-
limentazione vegetariana-VegAnic e perché andrebbe preferita
questa tipologia di alimentazione piuttosto che quella “comune”
che include anche carne, pesce, formaggi, ecc.?
In Italia consumiamo in media 87 Kg procapite di carne all’anno che cor-
rispondono a 238 grammi al giorno. Uno sproposito.
Numerosi studi epidemiologici indicano l’urgenza di ridurre drastica-
mente questi quantitativi a meno della metà (32 Kg/annui che corrispon-
dono a non più di 90 grammi al giorno).
Le maggiori istituzioni mondiali preposte alla ricerca e alla cura delle
malattie tumorali, cardiovascolari e degenerative del sistema nervoso
spingono da tempo ad adottare regimi alimentari basati prevalentemente
su cibi vegetali.
Un caso? Niente affatto! Sappiamo che i cibi vegetali contengono una
quantità notevole di fattori protettivi per la salute capaci di contrastare
malattie e invecchiamento, oltre che di dare salute e benessere.
Perché insistiamo ad andare nella direzione opposta?
Cosa c’è dietro? Perché nella stragrande maggioranza di trasmissioni
televisive che trattano di cucina e alimentazione vediamo ogni giorno pro-
porre cibi di origine animale (principalmente carne e salumi tipici) i primi
indiziati di causare più del 50% delle principali patologie, come fossero il
meglio dare alle famiglie?
Dobbiamo renderci conto che l’alimentazione è un businnes mondiale e che
gli interessi in gioco sono tali e tanti da impedire di fatto una corretta informa-
zione in questo settore. Comprendere tutto ciò che ruota intorno all’alimenta-
zione in termini di salute, ecologia, economia ed etica sociale significa diventa-
re consapevoli e di conseguenza giungere a fare scelte mirate a proteggere se
stessi, i propri figli e l’intero pianeta dalla stupidità umana.
L’alimentazione comune basata sulla carne e sui suoi  sottoprodotti è
responsabile del 75% dei casi di tumori all’intestino nel mondo occidentale,
del 50% dei tumori al seno e alla prostata.
Le cattive abitudini alimentari che comprendono l’uso smodato di sale,
di olio fritto o cotto e comunque di bassa qualità, di grassi saturi e di pro-
teine animali, portano ad un abbassamento del livello di qualità della vita.
L’adozione di un regime VegAnic è in grado di contrastare efficacemen-
te questa spinta degenerativa, ed è opportuno adottarla al più presto per-

83
I segreti di un intestino sano

ché capace di garantire in poco tempo la perfetta regolarità intestinale,


una pelle più sana, luminosa e giovane, un livello energetico ottimale, pre-
stazioni fisiche e mentali superiori.
Il sistema VegAnic, basato sull’assunzione prevalente di cibi vegeta-
li come frutta, ortaggi, cereali integrali in chicco e moderate quantità di
legumi e semi oleosi, è ricco di tutti i nutrienti essenziali che comprendono
proteine di alto valore biologico, minerali e oligoelementi (compresi calcio
e ferro), acidi grassi essenziali omega 6 e omega 3, carboidrati complessi a
basso indice glicemico (che non fanno ingrassare), vitamine a iosa e fibra
a non finire.
A questo punto io girerei la domanda e mi chiederei: perché la gente
non adotta questa alimentazione e continua a voler farsi del male? Oltre-
tutto, dobbiamo anche renderci conto che adottare un’alimentazione a
base prevalentemente vegetale concorre a preservare la vita di molti ani-
mali che hanno l’unica sfortuna di aver incontrato un Uomo avido, goloso
e masochista sul proprio cammino.
Miliardi di animali vengono sacrificati (per non dire uccisi) ogni anno
dall’uomo per soddisfare un non-bisogno e una non-necessità di nutrirsi.
Non ne faccio una questione ideologica, ma certamente dobbiamo chie-
derci se sia etico e legittimo tutta questa strage di innocenti.
La nostra è una cultura di tipo antropocentrico, in cui l’uomo si conside-
ra all’apice dell’universo e si sente autorizzato a usare tutta la natura per i
propri bisogni.
Ok per i bisogni, ma dobbiamo considerare legittimo che egli distrugga
la vita di altri esseri senzienti e l’ambiente anche per i suoi capricci?
Non credo sia nemmeno logico. Forse è giunto il tempo di fare un salto
quantico di coscienza e comportarci di conseguenza. 
Qual è la differenza tra la dieta vegetariana o vegana, e VegAnic?
Innanzitutto una differenza in termini di approccio. Il sistema VegAnic è
un percorso educativo di consapevolezza alimentare in cui si apprende ad
osservare ed interpretare correttamente i segnali dell’organismo, definiti
“campanelli d’allarme”, al fine di scegliere un regime alimentare che sia
consono alla natura umana, ma che sia anche “vestito in modo sartoriale”
sulle esigenze di ciascuno.
Non si tratta quindi di un approccio semplicemente dietetico, basato sul
calcolo noioso e improbabile di grammi e calorie, ma sul risveglio dell’istin-
to naturale e sulla semplificazione del programma alimentare.

84
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

In termini di cibo la dieta vegetariana prevede l’eliminazione di carne e


derivati, pesci, molluschi e crostacei e consente l’utilizzo di latticini e uova,
ma generalmente non fornisce indicazioni quantitative sia nell’assunzione
di vegetali sia nell’utilizzo di derivati animali ammessi.
Così ci sono vegetariani e vegetariani.
Per esempio, potremmo avere una persona vegetariana che beve 2 litri
di latte al giorno, che mangia 4 etti di formaggio, che assume 10 uova alla
settimana e che consuma appena 2 etti fra frutta e verdura al giorno.
Un vegetariano di questo tipo sarebbe assolutamente a rischio perché
non adotta una dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale.
I vegani escludono dalla loro dieta anche latticini e uova, ma anche in
questo caso ci sono vegani e vegani.
Se un vegano mangiasse solo cereali raffinati (pasta bianca, pane e riso
bianco, orzo perlato), molti dolci anche se senza latte e uova, molti fritti,
molta margarina vegetale (piena di grassi trans acidi e idrogenati), 10 caffè 
(tanto è vegetale), fumasse sigarette (tanto il tabacco è vegetale),  beves-
se 1 litro di vino (tanto l’uva è vegetale) e via dicendo, avremmo persone
che adotterebbero un regime alimentare molto squilibrato e dannoso per
la salute.
Il sistema VegAnic fornisce a tutti, compresi i vegetariani e i vegani, gli
strumenti di riequilibrio e di buona pianificazione dei pasti. Esso prevede
l’utilizzo corposo e massiccio di verdure ed ortaggi (le più ricche di vitami-
ne e minerali), di cereali in chicco o comunque integrali, di cereali e legu-
mi germogliati molto energizzanti, e inoltre consiglia la riduzione o l’eli-
minazione di sostanze tossiche voluttuarie, l’associazione congrua degli
alimenti, i modi di cottura adeguati, la pianificazione oraria dei pasti.
Il sistema VegAnic ha una componente educativa e rieducativa del gusto
e delle abitudini che includono la possibilità di invertire l’ordine di assun-
zione dei pasti e delle pietanze per proteggere lo stomaco e l’intestino
da eventuali “sgarri” alimentari. Questo sistema si basa sui seguenti prin-
cipi: naturalità (cibo integrale o semi-integrale, stagionalità, filiera corta),
rotazione degli alimenti (per evitare intolleranze), giusta quantità, giusta
distribuzione dei pasti, osservazione dei campanelli d’allarme dell’organi-
smo per la prevenzione primaria.
Lei ritiene che mangiare secondo il sistema VegAnic abbia anche
un impatto sul pianeta e sull’ecosistema. Cosa vuol dire e in quale
modo farebbe bene alla terra questo tipo di alimentazione?

85
I segreti di un intestino sano

L’alimentazione a base vegetale ha un impatto minimo o comunque


molto inferiore rispetto a quello della carne e dei troppi cibi animali, sul
pianeta, gli ecosistemi, il clima e l’ambiente.
Basti solo pensare che per produrre 50 kg di carne l’animale deve consu-
mare 790 kg di vegetali proteici.
Una fabbrica che produce al contrario, cioè in netta perdita, e che impe-
gna molti ettari di terreno in più per produrre mangimi. Ma per garantire
la produzione di carne tramite gli allevamenti intensivi bisogna mettere in
conto un abnorme sfruttamento delle risorse idriche.
Una mucca da latte consuma per le sue necessità (bere, mangiare, esse-
re accudita e lavata), 200 litri di acqua al giorno. E’ stato calcolato che per
produrre 1 kg di hamburger vengono impiegati 25.000 litri d’acqua a fronte
dei 1.100-3.000 litri necessari per la produzione di 1 kg di cereali.
Rinunciare ad 1 kg di carne significa risparmiare l’acqua per la doccia di
una famiglia di 5 persone per un intero anno. Ci rendiamo conto? 
La FAO nel summit di Copenaghen del 2009 ha confermato (quanto
emerso già nel 2006) che gli allevamenti di carne nel mondo incidono per
il 18% nella produzione di gas serra (metano in particolare, che è il peggio-
re) responsabili dei cambiamenti climatici del pianeta, del buco dell’ozono
e delle relative conseguenze, a fronte della quota parte di produzione di
gas serra dovuto all’intero comparto dei trasporti a livello mondiale (auto,
moto, camion, navi, treni e aerei) che non supera il 13%.
A questo si aggiunga che per produrre tutta la carne, che una minoranza
del pianeta vuole assolutamente mangiare, porzioni sempre più vaste di
foreste equatoriali e boschi vengono abbattute per far posto ai pascoli i
quali hanno una durata produttiva di soli 5 anni, dopo di che si passa ad
abbattere un’altra porzione di foresta. Le piante sono il principale baluar-
do contro i gas serra e vengono abbattute.
Abbiamo così un doppio effetto negativo: da una parte immettiamo
nell’atmosfera gas serra pericolosi e dall’altra eliminiamo il manto foresta-
le che potrebbe proteggerci, il tutto per alimentare l’industria del bestia-
me. Bingo!
Aggiungiamo a tutto ciò gli effetti dell’inquinamento organico delle
falde acquifere dovuto alle deiezioni degli animali e l’inquinamento inor-
ganico dovuto all’uso di concimi chimici , antiparassitari ed anticrittogami-
ci utilizzati in agricoltura a scopo zootecnico. In America il 70% dei cereali
prodotti è impiegato ad uso animale e, inoltre, nell’agricoltura intensiva
finalizzata alla produzione di mangime, con la chimica ci danno dentro.

86
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

Tutto questo ci fa capire come una alimentazione a base di cibi vegetali


e possibilmente di produzione naturale o biologica, o comunque a basso
utilizzo della chimica, non solo salvaguarda la salute dell’organismo, ma
anche quella dell’intero pianeta, dell’aria che respiriamo e dell’acqua che
beviamo: i due beni più preziosi.
Lei scrive che la consapevolezza alimentare e l’evoluzione della
coscienza siano collegate. Come è possibile che l’alimentazione
possa influenzare l’evoluzione della coscienza?
La coscienza non è altro che una maggiore sensibilità dello spirito umano
nei confronti di un determinato argomento.
Avere una coscienza ecologica significa essere sensibili ai temi della
natura e dell’ambiente, avere una coscienza salutista vuol dire possedere
una sensibilità nei confronti della salute e del benessere del proprio corpo
e della propria mente.
La coscienza politica è sensibilità sui temi della gestione della cosa pub-
blica, la coscienza animalista sul rispetto degli animali, la coscienza spi-
rituale su quella delle energie sottili e dell’accrescimento della scala dei
valori, la coscienza sociale ti permette di guardare le cose con gli occhi dei
più deboli, e via dicendo.
Poche cose come una scelta alimentare consapevole tipo VegAnic è in
grado di coinvolgere diversi ambiti in cui la coscienza si può sviluppare o
esprimere.
Ogni volta che mangiamo qualcosa stiamo dando un voto alle politiche
economiche e alimentari dei governi e delle industrie, stiamo contribuen-
do o meno alla nostra salute e a quella del pianeta, stiamo determinan-
do o meno la sofferenza di animali da macello o da allevamento, stiamo
contribuendo o meno alla sofferenza di quei milioni di persone del terzo
mondo che ogni anno muoiono di fame.
Non è un fatto di coscienza tutto ciò? Inoltre, avere un organismo
intossicato, alimentato dal carburante sbagliato, contribuisce al males-
sere della persona che si riverbera sul suo stato mentale.
L’abuso di carne e di cibi animali tende a rendere più aggressivi, e quin-
di ad alterare lo stato di coscienza e di percezione, stressando l’individuo
e spingendolo a comportamenti indesiderati.
Abbiamo bisogno di ritrovare noi stessi, in equilibrio con la nostra
natura, nella salute e nella gioia di vivere, all’insegna di valori edificanti
per lo spirito.
87
I segreti di un intestino sano

Perché è importante ascoltare ilcorpo, come lei afferma, e cosa


vuol dire realmente?
Ascoltare le reazioni avverse o non del nostro corpo quando mangia-
mo qualcosa esercita la capacità di osservazione, ci aiuta a conoscere e
rispettare il nostro organismo, ci induce a fare scelte più etiche e sensate,
sviluppa la ragione e contrasta le spinte autolesioniste di alcuni meccani-
smi mentali che spesso si instaurano nelle persone fin dalla prima infanzia
o ancor prima dal concepimento.
Ascoltare il corpo significa che se quando mangio carne poi mi si blocca
l’intestino e non vado di corpo, metto in relazione di causa-effetto ciò che
mi succede e posso decidere di fare un cambiamento.
Se ogni volta che mangio il sugo della domenica con il soffritto di carne
e la braciola di manzo poi ho mal di testa tutto il giorno, forse ho motivo di
cambiare questa abitudine insalubre e chiedere alla  mamma un semplice
sugo al pomodoro e basilico.
Non ne faccio una questione ideologica, e quindi la stessa attenzione
va posta sui cibi vegetali verso cui possiamo essere intolleranti. Questa è
un’altra differenza del sistema VegAnic rispetto ad altri percorsi.
Il problema è che spesso le reazioni avverse possono avvenire anche
con ore o giorni di ritardo e questo rende difficoltoso per chi non sa ascol-
tarsi trovare la relazione di causa-effetto. Non siamo abituati ad ascoltarci
e ad osservarci.
Questo tipo di alimentazione, secondo il sistema VegAnic ha con-
troindicazioni o può sviluppare carenze? E’ vero che i vegetariani
soffrono di problemi legati a carenze proteiche o di altro tipo
di privazioni? Bisogna farsi controllare spesso o fare spesso delle
analisi? Se sì, quali?
Intanto diciamo che non esiste un’alimentazione perfetta in senso asso-
luto. Esistono sistemi alimentari migliori di altri. Si può andare in caren-
za con qualsiasi tipo di alimentazione se non si pianifica bene e se non si
fanno controlli per verificare periodicamente lo stato di salute. Le carenze
a cui può andare incontro un vegetariano o un vegano ben informato che
conduce un regime bilanciato dal punto di vista nutrizionale e ben pianifi-
cato, sono praticamente nulle.
Ciononostante i vegani dovrebbero controllare almeno una volta all’an-
no i valori di vitamina B12 che è scarsa nel mondo vegetale, e se è il caso

88
Capitolo 5 | Come la mente può aiutarci a guarire

integrare. I valori di calcio, ferro, proteine ecc. vanno controllati, ma la mia


esperienza di più di 25 anni mi dice che in un regime VegAnic ben condot-
to, sono quasi sempre nella norma, fatti salvi eventuali problemi che non
hanno a che vedere direttamente con l’alimentazione (ciclo mestruale
abbondante o alterato, malattie ereditarie, ecc..).
I vegetariani, così come gli onnivori devono controllare periodicamente
i livelli di colesterolo perché i cibi animali lo contengono.
Gli onnivori devono controllare periodicamente i valori di creatinina e
urea per il bilancio dell’azoto e la funzionalità renale, colesterolo, transa-
minasi epatiche, marcatori tumorali, pressione, e molte altri esami clinici
che qui non ho spazio di elencare e argomentare ma che è possibile trova-
re nel mio libro al capitolo 39.
Si è un libro un po’ corposo in effetti, sono 40 capitoli più un’appendi-
ce di ricette per cominciare ad applicare il sistema VegAnic. Ho cercato
di dare un servizio completo trattando veramente di tutto ciò che ruota
intorno all’alimentazione. Una piccola “enciclopedia”.
Per tornare alla domanda iniziale, l’alimentazione VegAnic non ha con-
troindicazioni particolari ed è proponibile in tutte le fasce d’età, dall’infan-
zia alla vecchiaia, con i dovuti aggiustamenti e personalizzazioni. L’Ame-
rican Dietetic Association, una delle più importanti ed autorevoli organiz-
zazioni di nutrizionisti del mondo, nella sua Posizione Ufficiale del 2009
afferma che “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le
diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto
di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella pre-
venzione e nel trattamento di alcune patologie.
Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per gli individui
in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e
seconda infanzia, adolescenza e per gli atleti”.
La posizione mi pare sia chiara e che non lasci spazio a troppe inter-
pretazioni, nemmeno quando si riferisce ai bambini e alle mamme in
gravidanza o allattamento. E come potrebbe essere diversamente? Se
un tipo di alimentazione si basa sui cibi più consoni possibili alla natura
umana, come potrebbe questo costituire un maggiore rischio rispetto a
quei cibi-spazzatura, di cui si nutre oggi purtroppo la maggioranza delle
persone (bambini compresi), che rappresentano il carburante sbagliato
per la nostra autovettura?
Non a caso il documento citato in un altro passaggio recita: “I pro-
fessionisti della nutrizione hanno la responsabilità di sostenere ed inco-

89
I segreti di un intestino sano

raggiare tutti coloro che si mostrino interessati ad indirizzarsi verso un


regime vegetariano…”.
A quanto pare invece, almeno qui in Italia, e non solo per i ben noti
interessi economici che ruotano attorno alla commercializzazione delle
carni e dei loro sottoprodotti, i professionisti della nutrizione (molti
medici, in particolare) hanno la tendenza a scoraggiare, sconsigliare,
ridicolizzare o peggio ancora demonizzare, le diete a base vegetale
facendole apparire addirittura pericolose per la salute, quando è noto
da tempo quanto ciò non sia vero.
Spero che presto si cambi rotta per il bene di tutti e dei giovani in
particolare.

90
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

Capitolo 6
Anche i bambini vogliono
un intestino felice
6.1 La giusta alimentazione per la mente dei tuoi
bambini
Cosa mangiare (e cosa non mangiare) per prestazioni mentali
eccellenti
Forse non sai che quello che mangia tuo figlio incide notevolmente sulle
sue prestazioni cerebrali e le sue capacità di studio.  Per crescere i nostri
figli in salute e per favorire il loro equilibrio psico-fisico, possiamo fare
tantissimo agendo sull’alimentazione. Per prima cosa dobbiamo limitare
a rarissimi casi eccezionali (una festa di compleanno, ad esempio) il consu-
mo di cibo spazzatura (patatine, merendine, caramelle, cioccolata, bevan-
de dolci e gassate) e integrare quotidianamente nella dieta di tutta la fami-
glia porzioni sempre crescenti dicibi integrali, freschi, crudi e biologici.
No a zuccheri semplici e grassi
Gli zuccheri che entrano in circolazione molto velocemente favorisco-
no un’eccessiva produzione di insulina, che causa dopo breve tempo una
carenza di glucosio al cervello. I grassi saturi sono collegati a una minore
efficienza cognitiva e aumentano il rischio di contrarre patologie cerebrali
e disfunzioni neurologiche.
Vediamo nello specifico quali sono  gli alimenti che dobbiamo sempre
avere a portata di mano:
Cereali integrali:
sono ricchi di fibra, che abbassa la
glicemia consentendo un appor-
to graduale di glucosio al cervello.
Inoltre, la vitamina B1 ivi contenuta
aiuta a produrre il neurotrasmettito-
re acetilcolina. 

91
I segreti di un intestino sano

Mirtilli:
aumentano il tasso di natalità delle cellule dell’ippocampo, dove ha sede
la memoria. Inoltre sono ricchi di antiossidanti, che proteggono il cervel-
lo dalla degenerazione cellulare. 
Semi di sesamo e timo:
una carenza di ferro può causare problemi alla memoria e peggio-
rare persino il QI. Semi di sesamo e timo  sono ottime fonti di ferro  e
favoriscono prestazioni eccellenti.
Lecitina di soia:
contiene fosfatidilserina, una delle sostanze più utilizzate per prevenire
il declino cognitivo e potenziare le facoltà mnemoniche e cognitive.
Pesce e microalghe:
il DHA, un Omega-3 contenuto nel pesce, migliora le prestazioni mentali. Se
sei vegano non temere: il DHA si trova anche in alghe come la Schizochytrium.
Semi di lino, di chia e noci:
questi alimenti assicurano alti livelli di acido alfa linolenico, che si conver-
te nell’organismo in EPA e DHA, essenziali per le funzioni mnemoniche.
Acqua:
la disidratazione limita il libero fluire delle scariche elettriche tra le cel-
lule cerebrali disturbando la trasmissione di informazioni tra i neuroni.
Ricorda che bere è fondamentale per mantenere la mente sveglia e idra-
tare le cellule del corpo.
Fai in modo di non far mai mancare al tuo bambino questi importanti
alimenti e vedrai che la sua attenzione, la sua memoria e perchè no, anche
il suo rendimento scolastico, saranno sempre maggiori, tanto da rendere
sia te che lui più fieri.

6.2 Cibi industriali dedicati all’infanzia:


smettila di darli a tuo figlio!
Scopri cosa contengono le merendine e per quali motivi
sono un alimento non adatto ai bambini
Quante volte tuo figlio ti ha chiesto una merendina confezionata? Tantissi-
me? Alcuni nutrizionisti le ritengono le principali responsabili della cattiva

92
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

nutrizione dei nostri bimbi, mentre altri “esperti” sono molto attenti a non
essere d`intralcio alle grosse industrie alimentari… In questo articolo ver-
ranno analizzati i principali ingredienti che si trovano nelle comuni meren-
dine in vendita al supermercato.

Da cosa può dipendere l’irrritabilità di tuo figlio?


Nelle merendine di zuccheri ce ne sono tanti, tantissimi, troppi! E dal
momento che esiste l’obbligo di indicare gli ingredienti in ordine di gran-
dezza, succede spesso che ne vengano nominati diversi tipi in modo da
non farli comparire immediatamente al primo posto (altrimenti lo zucche-
ro sarebbe il primo ingrediente!) 
Accade così che trovi tra gli ingredienti: zucchero o saccarosio nei primi
due posti, poi più avanti nell’elenco ritroviamo il destrosio, e qualche riga
doposciroppo di glucosio o sciroppo di glucosio-fruttosio. Ma sempre di
zuccheri ad altissimo indice glicemico si tratta.
Cosa causa l’ingestione di zuccheri ad alto indice glicemico?
La prima cosa che accade è ovviamente un innalzamento della glicemia
(gli zuccheri nel sangue).
Il bambino deve trovare una maniera per bruciare questo eccesso di
zuccheri e si sente eccitato ed iperattivo.
In secondo luogo avviene il rilascio da parte del pancreas dell’ormone
insulina il cui scopo è evitare l’eccessivo innalzamento della glicemia. Acca-
de il paradosso: il piccolo si ritrova in breve tempo in ipoglicemia e il cervel-
lo va in crisi perché il glucosio ematico è praticamente l’unico carburante
per il cervello. La crisi si manifesta con grossi sbalzi d’umore e la richiesta
di ulteriori dolci da ingerire Mamma, ne voglio ancora una. Accade spesso
che il bambino senta la necessita continua di mangiare zuccheri, ma consi-
dera che l’apporto frequente di questi alimenti provoca uno squilibrio
ormonale capace di provocare obesità e diabete.

93
I segreti di un intestino sano

Come viene prodotto lo zucchero bianco?


Oltre ai problemi legati agli sbalzi glicemici, andiamo a vedere come
viene prodotto lo zucchero bianco.
Solitamente viene prodotto a partire dalle barbabietole, che vengono
bollite per lungo tempo a circa 60-80 gradi finché l’acqua non evapora e
rimane un succo sciropposo e denso. A questo punto lo zucchero viene raf-
finato mediante idrossido di calcio  (noto anche come calce spenta) ad
altissime temperature: in questo processo si perdono vitamine, minerali,
saponine, betaine, pectine, proteine, acido glutammico, fenoli ed enzimi,
mentre vengono depositate enormi quantità di calcio che deve essere eli-
minato mediante un ulteriore trattamento con anidride carbonica.
Non finisce qui: quello che rimane viene ulteriormente manipolato, cen-
trifugato disinfettato e cristallizzato in un processo nel quale viene usata
l’anidride solforosa e l’acido carbonico (particolarmente nocivi per rinitici
e asmatici).
Otteniamo in questo modo lo zucchero bruno cristallizzato. Per ottene-
re lo zucchero bianco, il prodotto viene trattato ancora con carbone attivo
e anidride solforosa, che per legge non dovrebbe superare i 15 mg/Kg nel
prodotto finale. Ricordiamo che l’anidride solforosa consuma le riserve di
tiamina e può dare effetti irritanti e/o mal di testa.

Perché dovresti limitare la farina 00?


Il prof. Franco Berrino, epidemiologo ed ex Direttore del Centro Tumori
di Milano, ha definito la farina 00 “il più grande veleno della storia”. Infat-
ti, questo prodotto industriale è un alimento estremamente impoverito
essendo privato di due parti fondamentali del grano: il germe di grano
all’interno e la crusca all’esterno. 
Come tutti i prodotti raffinati, la farina bianca provoca un aumento della
glicemia che stimola enormemente la produzione di insulina affaticando il
pancreas e predisponendo all’accumulo di grasso di deposito e al diabete.
Più latte e meno cacao?
È un classico “claim” pubblicitario che si trova su alcune confezioni di
merendine. Come se la presenza di latte aggiuntivo rendesse la merendina
più genuina.  In realtà il latte è contenuto in quantità ridicole e molo spes-
so si tratta di latte in polvere manipolato industrialmente. Come se non

94
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

bastasse, il latte è un alimento acidificante che crea un prelievo di bicarbo-


nato di calcio dalle ossa per poter riequilibrare lo squilibrio del pH.
Aggiungiamo il fatto che l’eccessiva ingestione di latte e di zuccheri
sono le due principali cause di acne giovanile.

6.3 Le merendine sono l’alimento giusto per tuo figlio?


Scopri cosa contengono le merende industriali dedicate all’infan-
zia e per quali motivi sono un alimento non adatto ai bambini
Partiamo parlando del tipo di grassi che ci sono nelle merendine.
Se non viene espressamente indicato il termine “non idrogenati” si
tratta di grassi che hanno subito il processo di idrogenazione.
Ma cosa significa “idrogenati”? 
Non voglio ricorrere a descrizioni complesse: diciamo che consiste
nell’aggiungere chimicamente idrogeno ai trigliceridi insaturi. In que-
sto modoviene creato un grasso che non esiste in natura, ma che pos-
siede alcune caratteristiche utili all’industria (ma molto meno utili alla
salute):
1. costano poco;
2. sono in grado di degradarsi con difficoltà, rendendo il prodotto
incredibilmente conservabile;
3. trasformano un grasso liquido in un grasso “solido” facilmente
spalmabile (es. la margarina);
4. sono molto stabili ad alte temperature e quindi si possono usare
molte volte per friggere.

Qual è il problema? 
Il problema è che mediante questa trasformazione alcuni legami in
forma “cis” passano alla forma “trans”: i grassi trans sono noti per essere
correlati all’aumento di patologie cardiovascolari.
È questo il motivo per cui i grassi idrogenati sono considerati dannosi
per la salute.
Ma lo stesso discorso vale per i grassi parzialmente idrogenati e per i
grassi non idrogenati che comunque contengono grassi transesterificati.

95
I segreti di un intestino sano

Quali sostanze rendono la merendina appetibile alla vista del


bambino?
Tutte quelle sostanze indicate con  la sigla che va da E-100 a E199
sono coloranti. Ricordiamo che la legislazione europea vieta l’utilizzo
di coloranti e conservanti nei prodotti per l’infanzia indirizzati a bam-
bini fino ai 3 anni d’età, per cui è buona norma  non dare ai bimbi al di
sotto dei 36 mesi alcun tipo di prodotto industriale per precauzione.
Il motivo principale è che i bambini al di sotto dei 3 anni hanno uno sviluppo
prematuro del fegato e degli enzimi che metabolizzano i veleni e quindi una
limitata capacità di disintossicarsi.  Secondo uno studio inglese guidato da
John Warner (Università di Southampton), i coloranti artificiali contenuti negli
alimenti sono pericolosi per la salute: una loro rimozione dall`alimentazione
sembra infatti diminuire l’incidenza di iperattività. Segnaliamo inoltre il colo-
rante tartrazina (E102) che potrebbe causare sia orticaria che rinite ed asma,
mentre l’E127 noto come eritrosina potrebbe disturbare la tiroide visto l’alto
contenuto di iodio. Anche il colorante E128 chiamato anche rosso 2G può esse-
re cancerogeno secondo la valutazione effettuata dall’Autorità Europea per
la Sicurezza Alimentare. Infine, un occhio di riguardo per i vegani: il colorante
E120 ovvero la cocciniglia, viene ricavato dall’omonimo insetto.
Perché le merendine non vanno a male?
Se non si ricorre ai grassi idrogenati come principali conservanti, spes-
so vengono aggiunte alcune sostanze identificabili con le sigle che vanno
da E200 a E299. Alcune di queste sostanze sono dannose per la salute,
in particolare l’acido benzoico e alcuni suoi sali (E214-E219) noti anche
come parabeni, banditi in alcuni Paesi. La massima concentrazione ammes-
sa in Europa è fra lo 0,015 e lo 0,5%, mentre il limite di tossicità (FAO/OMS)
giornaliero si aggira sui 5 mg/kg. Attenzione anche ai  prodotti a base di
frutta  (soprattutto agrumi e banane)con la sigla E233  (tiabendazolo): si
tratta di un antiparassitario fungicida bandito in alcuni Paesi non Europei. 
Occhio anche a quelli che contengono qualche tipo di formaggio trattato
con E235: si tratta della netamicina, un antibiotico che può creare disturbi
intestinali. Insomma: meglio evitare i conservanti.

Ecco perché hanno un buon sapore!


Si trovano dappertutto ma pochi sanno da cosa siano composti: sto par-
lando degli aromi artificiali. Le moderne tecnologie sono in grado di creare

96
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

aromi “realistici” e molto complessi la cui lista di ingredienti è lunga mezza


pagina. Si tratta di circa 3.000 sostanze diverse molte delle quali poco note e
poco studiate per valutarne effettivamente la tossicità. In poche parole, non
esistono ancora limiti giornalieri ritenuti sicuri. Nel dubbio, meglio evitarli.

Che merendina soffice!


Altri additivi comunemente usati nelle merendine industriali sono gliad-
densanti della categoria dei polifosfati (E452) il cui scopo è quello di rende-
re più consistenti i grassi di qualità scadente.
Poi ci sono quelle sostanze che permettono ad alcune sostanze di esse-
re mescolabili tra di loro, quando normalmente ciò non accadrebbe e che
rendono la merenda più soffice e morbida: si tratta dei mono e digliceridi
degli acidi grassi, indicati con la sigla E471 e ricavati volentieri da oli di scar-
sa qualità oppure da scarti animali. 
La merendina sarà sicuramente più appetibile dal punto di vista estetico.
Ma, come dice il prof. Berrino: se un prodotto contiene più di 5 ingredien-
ti, meglio non comprarlo; se un prodotto contiene ingredienti dal nome
incomprensibile, meglio non comprarlo; se la tua bisnonna non sa di cosa
si tratta, meglio non comprarlo.

6.4 Cibo e bambini: un rapporto difficile?


Quali dinamiche familiari si nascondo nel rapporto che i nostri
bambini e adolescenti hanno con il cibo? Scopri 5 regole per per
migliorare il rapporto con il cibo di bambini e ragazzi

97
I segreti di un intestino sano

Dall’allattamento alle pizze con gli amici del liceo, l’alimentazione è


molto spesso un tarlo pesante in famiglia, che crea “dissapori”, conflitti,
fino a poter degenerare in veri e propri problemi di salute.
Tanto si dice e si scrive su calorie, metodi di cottura, quantità, genuinità,
conservazione, ecc. 
Ma quanto si dice sul valore della relazione tra genitori e figli nella sfera
dell’alimentazione?
Troppo poco, considerando che si tratta del punto nevralgico e che, quasi
sempre, rappresenta la causa di tutte le difficoltà che hanno oggi i genitori
nel garantire ai propri figli una sana alimentazione e nel motivarli a mangiare
frutta e verdura piuttosto che merendine, patatine e hamburger.
Infatti insieme ai problemi legati all’iperalimentazione di cibi spazzatura
e all’ipoalimentazione di cibi sani e vitali, c’è quello legato alla relazione
con il cibo costruita negli anni, dall’infanzia alla giovinezza.

Lo stretto legame fra il rapporto con la famiglia e la relazione con


il cibo
Il primo cibo che il bambino riceve, anche se spesso ce lo dimentichia-
mo, è quello assorbito attraverso il cordone ombelicale materno. Questo
crea un legame indissolubile tra alimentazione successiva e rapporto con
la mamma. Se il rapporto con la propria madre è armonico, lo sarà anche
il rapporto con il cibo. E allora come rendere questa equazione ottimale?
Vediamo alcune indicazioni pratiche per migliorare il rapporto
tra mamma e bambino:
●● Dedica a tuo figlio del tempo di qualità: quando sei con lui fai il pos-
sibile per non pensare ad altro e orienta la tua attenzione sui suoi
bisogni e non sui tuoi.
●● Guardalo sempre negli occhi e abbassati al suo livello quando parli
con lui, eviterai che si senta solo, smarrito e non accolto.
●● Osservalo e ascoltalo: i bambini e i ragazzi hanno sempre un buon
motivo per cui agiscono e osservandoli e ascoltandoli nella presen-
za è più facile cogliere le loro esigenze profonde.
●● Evita i “no!” diretti pronunciati con rabbia e i toni autoritari: l’au-
torevolezza si ottiene anche e soprattutto con la disponibilità, con
l’accoglienza e il sostegno incondizionato.
Questi sono soltanto alcuni brevi suggerimenti che uniti ad altri hanno
98
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

l’obiettivo di non far percepire al bambino il vuoto affettivo, il vuoto di


amore e di attenzioni di cui hanno fisiologicamente bisogno. Sono indica-
zioni che, se applicate con costanza e con messa in discussione dell’adulto,
fin dai primi giorni ti consentono di aumentare velocemente l’armonia nel
rapporto con i tuoi figli. Ricorda che quello che credi di dare tu non sempre
è quello che tuo figlio ha la sensazione di ricevere.
Per questo è molto facile che le carenze affettive ricerchino soluzione
nell’alimentazione, dove:
●● Il cibo si sostituisce all’amore di mamma e papà: per non sentire il
vuoto affettivo mi riempio con altro (generalmente dolci e carboi-
drati, fonti di zucchero e quindi di dolcezza).
●● Il ricatto: se sono arrabbiato con mamma, proprio perché il cibo
rappresenta il rapporto con lei, lo uso come strumento di ricatto:
rifiuto gli alimenti sani proposti e prediligo uno stile alimentare mal-
sano e sregolato.
●● Il rifiuto di mangiare: se rifiuto il rapporto con mamma perché non
mi piace com’è, può anche “chiudersi lo stomaco” e mi rifiuto di
mangiare.
●● La valvola di sfogo: in generale il cibo diventa la valvola di sfogo
esterna a nodi emotivi e tensioni interne accumulati e non risolti.
Per esempio quando dobbiamo a tutti i costi mordicchiare qualcosa per
scaricare la tensione, quando sentiamo un desiderio irrefrenabile di butta-
re giù qualcosa perché ci sentiamo soli o annoiati. Anche per i bambini è la
stessa cosa.
Essere consapevole che i tuoi figli assorbono come spugne i tuoi
comportamenti e le tue abitudini, se da un lato può scoraggiare,
dall’altro, in verità, dona una grande libertà, la libertà di essere
responsabili direttamente del benessere dei nostri figli e di poter
sciogliere piccoli e grandi nodi con la messa in discussione e il
lavoro su di sé.

5 indicazioni per migliorare il rapporto con il cibo di bambini e


ragazzi
1. Scegli a priori tu stesso una alimentazione sana, viva e vitale, così che
tuo figlio, imitandoti, possa fare altrettanto.

99
I segreti di un intestino sano

2. Coinvolgi tuo figlio spesso nella preparazione dei cibi insieme a te:
poter toccare, vedere, annusare, amplificando le percezioni di tutti i
sensi, agevola il buon rapporto con ciò che si mette in bocca.
3. Fai diventare il momento del pasto un momento sacro: crea un ritua-
le (stesso orario, stessi posti a sedere, un piccolo ringraziamento, per
esempio), rendilo un momento di condivisione intima familiare (evi-
tando la televisione accesa, per cui lei tiene banco e tutti si scordano di
tutti e soprattutto di quello che stanno mettendo in bocca).
4. Anche l’occhio vuole la sua parte: la cura nella presentazione del piatto
attira non solo gli adulti ma anche i bambini.
5. Prediligi i prodotti fatti in casa, freschi e genuini: una alimentazione a
base di inscatolati, prodotti confezionati, aromi artificiali e conservanti
che gusto vero dà alla vita? Che immagine della natura permettiamo al
bambino di portarsi dentro e di crearsi?

Puoi approfondire l'argomento su BimbiVeri.it, il blog di Roberta


Cavallo che si occupa di "crescita secondo natura" dei nostri bambini.

6.5 La carenza di vitamina B6 può causare


iperattività nei bambini
La mancanza di elementi nutritivi essenziali, tra cui la vitamina
B6 e lo zinco possono creare disfunzioni metaboliche che porta-
no all’iperattività nei bambini (ADHD)
Uno dei problemi la cui frequenza nei bambini sta aumentando ad un
ritmo esponenzionale è il  disordine di deficit d’attenzione ed iperattivi-

100
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

tà (ADHD). Esiste un collegamento tra iperattività (ADHD) e vari disturbi


comportamentali e la criptopirroluria, come ci illustra Fiamma Ferraro.

Cos’è la pirroluria (o criptopirruluria, come viene da alcuni chiamata)?


Si tratta di una disfunzione metabolica  scoperta circa 50 anni fa dal
medico americano C. Pfeiffer, ma che pochi, anche tra gli addetti ai lavo-
ri, conoscono. Nell’organismo, la presenza di quest’affezione, di per sé
asintomatica, comporta la produzione di sostanze chimiche, i pirroli, e la
perdita di elementi essenziali, tra cui la vitamina B6 e lo zinco.
E’ semplice diagnosticare la criptopirroluria, in quanto i pirroli vengono
escreti nelle urine. Il tasso di pirroli nelle urine nella popolazione normale
si aggira sull’11% mentre nei casi di pirrolurici è notevolmente più elevato.
A quanto messo in luce da recenti ricerche vi sarebbe, in numerosi bam-
bini iperattivi, una cronica carenza di vitamina B6 e di zinco. Questa caren-
za sarebbe causata da un difetto metabolico, del nome di “pirroluria”, che
porta questi bambini ad eliminare gran parte della vitamina B6 nell’urina,
finché le riserve sono esaurite e di conseguenza  si verifica anche una grave
carenza di zinco.
La carenza di queste due sostanze provoca appunto i problemi psichici
e comportamentali sopracitati. Inoltre la mancanza di vit. B6 provoca una
mancanza di serotonina che a sua volta può provocare un appetito ecces-
sivo per i dolciumi. In particolare nei bambini asmatici ed allergici la som-
ministrazione di antistaminici e nei casi più gravi del cortisone, aggrava la
carenza di vit. B6.
Un’alimentazione normale, pur sana, non è sufficiente  per ricostituire e
mantenere nei bambini che soffrono di “pirroluria” le quantità necessarie di
vitamina B6 e di zinco ed occorre intervenire con integratori (ovviamente
non in base al principio del “fai da te” ma attirando l’attenzione del proprio
medico su tale possibilità  affinché siano   prescritte le analisi del caso.”
Secondo il prof. Kamsteeg (uno dei maggiori esperti in materia) la crip-
topirroluria fa parte del gruppo delle porfirinopatie, e cioè di disturbi del
metabolismo delle porfirine, conosciuti da quasi un secolo.
A seguito dello sviluppo, da parte della famosa Mayo Clinic americana
(fin dal 1995) di un test enzimatico particolarmente sensibile per la misu-
razione delle porfirine nel sangue e non solo nell’urina, si è constatato che
non si tratta, come si riteneva in precedenza, di una malattia rara (1:10.000)
ma di una condizione abbastanza frequente (1:20 tra gli uomini e 1:10 tra le
donne) che, diversamente da come si credeva, può in moltissimi casi avere
101
I segreti di un intestino sano

un decorso lieve e quasi impercettibile; magari non si manifesta proprio


oppure, quando si manifesta, non viene diagnosticata e viene confusa con
altre malattie. Uno dei centri che in Europa hanno approfondito meglio
l’argomento delle porfirinopatie è in Germania, (www.doss-porphyrie.de/
kompetenzengl.html).
Vi sono ovviamente anche siti italiani (ad es. http://www.amapo.it) che
però continuano in genere a presentare la porfiria come una malattia rara.
E’ importante accertare se sia presente una porfirinopatia anche per-
ché per questo problema vi sono dei fattori che possono   aggravare una
situazione latente e scatenare un attacco acuto: tra questi fattori vi sono
innanzitutto numerose medicine.
Altri fattori aggravanti sono lo stress, diete drastiche, attività spor-
tiva eccessiva, il sole in alcuni casi, ed altro. Quanto alle  misure da
prendere per mettere riparo alla carenza di vitamina B6 e zinco alla
quale accenno sopra, occorre considerare che in caso di pirroluria vi è
un difetto nell’assimilazione della vit. B6, che l’organismo non riesce a
trasformare nella sua forma finale (P5P, piridox-5-fosfato) e quindi la
B6 va somministrata direttamente in questa forma (sempre evitando il
“fai da te”, anche perché in caso di pirroluria vi sono molte sostanze,
anche benefiche e naturali, alle quali i pirrolurici reagiscono male).
Concludiamo riportando sull’argomento alcune osservazioni interes-
santi di uno dei maggiori esperti, il medico tedesco Bodo Kuklinski, il
quale osserva che  la pirroluria stessa presenta anche dei vantaggi.  
Il quoziente d’intelligenza nei bambini che ne soffrono si aggira di
regola sul 130. Inoltre essi hanno anche talenti artistici.
Se una pirroluria viene riconosciuta per tempo e se si adotta la linea
d’azione necessaria, questi bambini sono in grado di  sviluppare piena-
mente i loro vantaggi; sono in grado di riconoscere immediatamente,
da una prospettiva  più allargata, le correlazioni tra argomenti e sono
molto creativi e innovativi.
Hanno una spiccata esigenza di sincerità e verità, e quindi spesso
devono affrontare attriti con colleghi e superiori.
La cosa più grave nel non riconoscimento e non trattamento dei crip-
topirrolurici consiste nel fatto che cade così attraverso le maglie del
sistema sanitario proprio la parte più intelligente di una popolazione,
che non riesce a dispiegare in pieno le sue attitudini perché deve spesso
combattere con problemi di salute. I pirrolurici sono sempre in anticipo
rispetto ai tempi, hanno intuizioni, capacità di innovazione e creatività.

102
Capitolo 6 | Anche i bambini vogliono un’intestino felice

Nei casi in cui la causa di patologie che pure interessano vari organi
consiste solo nella pirroluria, il trattamento può essere molto rapido.
Certo non basta tuttavia aprire la bocca ed ingoiare vitamine a chili.
Il medico curante deve conoscere tutto il raggio d’interazione delle
vitamine, degli elementi in traccia e degli aminoacidi. Dei pirrolurici
trattati bene sono in grado, dopo circa tre mesi, di correggere da soli i
loro deficit biochimici. La conseguenza è che il medico non rivede più i
suoi pazienti.

103
I segreti di un intestino sano

Capitolo 7

Ricette consapevoli e attente:


inizia subito a prenderti cura
del tuo intestino!
7.1 Primi piatti

7.1.1 Minestra di melanzane al forno


Questa zuppa è una vera leccornia.

INGREDIENTI
ââ 2 melanzane medie ââ 4 spicchi di aglio fresco, sminuzzati
ââ 1 cipolla media, ââ 500 g di yogurt fatto in casa
ââ tagliata a fettine ââ 2 l di brodo di pollo o di gam-
beretti
ââ 2 gambi di sedano, tagliati
grossolanamente ââ 3 cucchiai di burro
ââ 1 carota media, tagliata gros- ââ 40 g di basilico fresco
solanamente
ââ sale e pepe a piacere
ââ 1 cucchiaio di olio d’oliva (Ricetta gentilmente offerta da David
J. Couture)

PREPARAZIONE
Tagliate a fette le melanzane nel senso della lunghezza e passate le
nell’olio d’oliva.
Mettetele nel forno preriscaldato a 200 °C finché diventano tenere e
dorate. In una pentola grande, unite la cipolla, la carota, il sedano, l’aglio
e il brodo e portate a ebollizione.
Abbassate la fiamma e fate sobbollire finché le verdure diventano tenere.
Pelate le melanzane e tagliatele a dadini.

104
Capitolo 7 | Ricette consapevoli e attente

Scolate le verdure e versate di nuovo il brodo nella pentola.


Unite le verdure scolate ai dadini di melanzana e passate il tutto al frul-
latore o nel robot da cucina.
Aggiungete lo yogurt e il burro alla purea di verdure e frullate di nuovo.
Versate nel brodo la miscela di verdura e yogurt.
Riscaldate piano fino a far sobbollire.
Condite a piacere con sale e pepe, e servite molto caldo con una guarni-
zione di basilico tritato.

7.1.2 Veggie Minestra di carote


INGREDIENTI
ââ 1 kg di carote, raschiate e ââ 250 g di yogurt di riso fatto
tagliate in quarti per il lungo in casa
ââ 1 l di brodo vegetale ââ 40 g di mandorle a pezzetti
ââ 150 g di cipolle finemente tritate ââ 3-4 cucchiai di olio
ââ 2 spicchi d’aglio piccoli, schiacciati

PREPARAZIONE
Salate a piacere il brodo vegetale.
Cuocete parzialmente le carote nel brodo per 12-15 minuti, poi fatele raf-
freddare.
Saltate in padella in 3-4 cucchiai di olio, la cipolla, l’aglio, le mandorle a
pezzetti finché diventano teneri, ma non dorati.
Frullate le carote, il brodo, la mistura saltata in padella e lo yogurt fino a
ottenere una consistenza cremosa e senza grumi.
Aggiungete un condimento* a vostra scelta.
Riscaldate a fuoco lento a bagnomaria o mettete al fresco e servite freddo.
Guarnite con noci tostate, prezzemolo o crescione.

*Possibili combinazioni di condimenti fra cui scegliere:


• un pizzico di noce moscata, ½ cucchiaino di menta, un pizzico di can-
nella, oppure
• ½-1 cucchiaino di timo, ½-1 cucchiaino di maggiorana, ½-1 cucchiaino
di basilico, oppure
• 1 cucchiaino di zenzero appena grattugiato fatto saltare nel burro

105
I segreti di un intestino sano

7.2 Contorni
7.2.1 Insalata waldorf
INGREDIENTI
ââ 250 g di condimento allo ââ 50 g di uvetta
yogurt o maionese
ââ 1 gambo di sedano a dadini
ââ 350 g di mele, tagliate a toc-
ââ 100 g di peperone verde
chetti o a dadini da 1,5 cm
(con o senza buccia) ââ a fettine sottili (facoltativo)
ââ 250 g di ananas a tocchetti (fre- ââ 130 g di carote crude a fetti-
sco o in scatola, non zuccherato) ne sottili (facoltativo)
ââ 25-50 g di noci a pezzetti

PREPARAZIONE
Mescolate tutti gli ingredienti.
Frullateli con 250 g di condimento allo yogurt o maionese.
Servite su foglie di lattuga.

7.2.2 Veggie tagliatelle alle zucchine


INGREDIENTI
ââ 6-8 zucchine medie (o 1-2 zucchine medie per persona)

PREPARAZIONE
Pelate le zucchine e spuntatele da entrambe le estremità.
Con il pelaverdure, tagliatele a strisce per il lungo.
Per facilitarvi il compito, inserite uno spiedo metallico da kebab nel cen-
tro della zucchina e tenetelo saldamente mentre ricavate le “tagliatelle”.
Continuate a pelare finché tutta la zucchina sarà ridotta in strisce, se
invece i semi vi danno fastidio interrompete l’operazione non appena li
raggiungete e congelate le parti residue per il brodo vegetale.
Disponete le “tagliatelle” di zucchine su una teglia imburrata e cuocete-
le nel forno preriscaldato a 100 °C per 25 minuti circa. La bassa temperatura
ha lo scopo di cuocere le zucchine facendo evaporare il più possibile l’ac-
106
Capitolo 7 | Ricette consapevoli e attente

qua in eccesso. Servitele condite con olio e un po’ di sale o con una delle
vostre salse preferite, come la finta olandese.

7.3 Secondi
7.3.1 Pollo allo zenzero e allo yogurt
INGREDIENTI
ââ 4 petti di pollo interi ââ 1 cucchiaino di zenzero grat-
tugiato fresco
ââ 500 g di yogurt fatto in casa
ââ sale a piacere
ââ 50 g di farina di mandorle
ââ burro per friggere il pollo

PREPARAZIONE
Dividere ogni petto tagliandolo verticalmente in due parti.
Preriscaldate la padella, aggiungete il burro e fate dorare il pollo crudo.
Non completate la cottura.
Salate il pollo.
Togliete dal fuoco.
Mescolate lo yogurt, la farina di mandorle e lo zenzero grattugiato.
Disponete il pollo in un solo strato in una teglia da forno.
Spalmate la superficie dei tranci di pollo con il composto a base di yogurt
utilizzandolo tutto.
Infornate a 160 °C senza coprire.
Cuocete per mezz’ora finché il pollo sarà tenero.
(Ricetta gentilmente offerta da Zairun Hosein)

7.3.2 Veggie Fagioli al forno in salsa di pomodoro


INGREDIENTI
ââ 500 g di fagioli bianchi secchi polvere
ââ 1-2 cipolle intere ââ 3 cucchiai di aceto
ââ 1 barattolo grande di succo di ââ 3-6 cucchiai di malto di riso
pomodoro (1,5 l)
ââ sale e pepe
ââ ½-1 cucchiaino di senape in

107
I segreti di un intestino sano

PREPARAZIONE
Lasciate a bagno i fagioli in acqua fredda per tutta la notte. Scolateli
e buttate l’acqua, poi sciacquateli con cura sotto l’acqua corrente.
Copriteli con acqua fresca e cuoceteli a fuoco lento finché diventano
teneri. La cottura può durare più di 2 ore. Non salate i fagioli prima della
bollitura, altrimenti non si ammorbidiscono.
Aggiungete gli altri ingredienti e cuocete in forno a 150 °C finché i
fagioli diventano belli teneri e il succo di pomodoro si addensa.
Durante la cottura al forno potrebbe essere necessario aggiungere
altro succo di pomodoro per evitare che si attacchino alla teglia e
brucino.
Mescolate di tanto in tanto.
I fagioli devono cuocere in forno per almeno 2 ore.
Servite caldo o freddo.

7.4 Dolci
7.4.1 Torta di banane
INGREDIENTI
ââ 100 g di farina di frutta ââ 125-170 mg di miele
ââ a guscio ââ 1 cucchiaino di bicarbonato
ââ 3 uova, sbattute ââ 2 banane schiacciate
ââ 60 g di burro fuso ââ (molto mature)

PREPARAZIONE
Mescolate tutti gli ingredienti e versateli in una teglia imburrata.
Cuocete a 180 °C finché la torta recupera la forma iniziale se toccata con
un dito (circa 40 minuti).

108
Capitolo 7 | Ricette consapevoli e attente

7.4.2 Veggie Palline al cocco, veloci e senza cottura


INGREDIENTI
ââ 250 mg di malto di riso non zuccherato
ââ 35 g di cocco grattugiato, ââ 50 g di noci sminuzzate

PREPARAZIONE
Mescolate gli ingredienti e, dopo esservi unti le mani con un po’ di olio
per evitare che il composto vi si attacchi alle dita, formate delle palline.
Se lo desiderate, passate le palline nelle noci sminuzzate.

109
Indice

Introduzione............................................................... 4
L’intestino è la culla della salute..............................................................4

Capitolo 1
I disturbi più comuni dell’intestino............................. 7
1.1 Pancia gonfia come un pallone?......................................................... 7
1.2 Reflusso gastroesofageo....................................................................8
1.3 Allergie e intolleranze: l’origine è nell’intestino................................8
1.4 Celiachia: mangiare senza glutine, naturalmente........................... 10
1.5 Diverticoli: l’alimentazione per prevenirli........................................ 16
1.6 Parassiti intestinali: come riconoscerli e curarli.............................. 19
1.7 Colite.................................................................................................. 27

Capitolo 2
Rimedi naturali per un intestino sano....................... 31
2.1 Che cos’è l’idrocolonterapia..............................................................31
2.2 Acqua e limone: la bevanda per ritrovare il benessere in 10 giorni...... 34
2.3 Digiuni e semi-digiuni.......................................................................36
2.4 Dieta alcalina....................................................................................38
2.5 I sette passi per dire basta ai problemi gastrointestinali.................41
2.6 Scopri i bagni derivativi.................................................................... 42

Capitolo 3
Cibi che curano......................................................... 45
3.1 Dolore: mangia (bene) che ti passa................................................. 45
3.2 Quattro super alimenti verdi per la salute......................................46
3.3 Le spezie della salute.......................................................................48
3.4 Sette cereali per sette giorni...........................................................49
3.5 8 alimenti da mangiare a volontà.....................................................51
3.6 Lino: dietro ogni seme un segreto di benessere............................ 52
3.7 Le 10 regole d’oro per un’alimentazione sana e naturale.............. 54
3.8 Curarsi con l’orzo............................................................................. 55
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Capitolo 4
Risolvere i problemi legati a un’alimentazione sbagliata.......57
4.1 Sai come vengono raffinati gli alimenti?.......................................... 57
4.2 Depurare il fegato............................................................................59
4.3 Troppi metalli pesanti, pochi nutrienti essenziali...........................60
4.4 Influenza: perché ci ammaliamo dopo le abbuffate natalizie?................ 61
4.5 Candida: attenti all’alimentazione................................................... 62
4.6 Tiroide sana: cosa metto nel piatto?...............................................68

Capitolo 5
Come la mente può aiutarci a guarire....................... 71
5.1 Mangiare troppo (e male) danneggia la mente...............................71
5.2 La digestione comincia nella testa, ovvero nell’anima................... 73
5.3 I meccanismi fisici, psichici e sociali che di spingono a esagerare con
il cibo........................................................................................................... 75
5.4 Intestino, sistema immunitario ed emozioni.................................. 76
5.5 La scelta alimentare, un rituale d’amore......................................... 78
5.6 Mangiar sano e naturale con alimenti vegetali integrali................ 82

Capitolo 6
Anche i bambini vogliono un intestino felice............ 91
6.1 La giusta alimentazione per la mente dei tuoi bambini.................. 91
6.2 Cibi industriali dedicati all’infanzia: smettila di darli a tuo figlio!..............92
6.3 Le merendine sono l’alimento giusto per tuo figlio?......................95
6.4 Cibo e bambini: un rapporto difficile?............................................. 97
6.5 La carenza di vitamina B6 può causare iperattività nei bambini....... 100

Capitolo 7
Ricette consapevoli e attente: inizia subito a prenderti
cura del tuo intestino!............................................... 104
7.1 Primi piatti...................................................................................... 104
7.1.1 Minestra di melanzane al forno................................................... 104
7.1.2 Veggie Minestra di carote.............................................................105
7.2 Contorni...........................................................................................106
7.2.1 Insalata waldorf........................................................................... 106
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7.2.2 Veggie tagliatelle alle zucchine................................................... 106
7.3 Secondi............................................................................................107
7.3.1 Pollo allo zenzero e allo yogurt....................................................107
7.3.2 Veggie Fagioli al forno in salsa di pomodoro..............................107
7.4 Dolci................................................................................................ 108
7.4.1 Torta di banane............................................................................ 108
7.4.2 Veggie Palline al cocco, veloci e senza cottura.......................... 109

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