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LA SINTASSI DEL LATINO VOLGARE

Mutamenti fonetici provocano alterazioni morfologiche che danno


luogo a innovazioni sintattiche.
es. PETRUS AMAT PAULUM = PETRUS PAULUM AMAT =
PAULUM PETRUS AMAT
Ordine dei componenti della frase nel latino classico:
S + C.I. + O + V
es. DĪCO AMĪCUM SINCĒRUM ĔSSE.
Il latino volgare preferisce l’ordine diretto:
S + V + O + C.I.
es. DICO QUOD ILLU AMICU EST SINCERU.
(diversa collocazione delle parole nel periodo)
Le caratteristiche del latino classico:
1. ampio uso della subordinazione (ipotassi) - frasi ampie, complesse
2. tendenza a indicare le relazioni temporali – la consecutio temporum
(rigide strutture di tempi e modi per esprimere l’anteriorità al presente,
passato o futuro).
Il LV invece preferiva la coordinazione (paratassi) e le frasi brevi.
Sviluppatasi la tendenza analitica nel latino, il LV la elimina
sostituendola con una subordinata formata da una congiunzione
subordinante (QUOD,QUIA) + verbo all’indicativo.
LC - DĪCO AMĪCUM SINCĒRUM ĔSSE.
LV - DICO QUOD ILLU AMICU EST SINCERU.
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It. - Dico che l’amico è sincero.

IL LESSICO DEL LATINO VOLGARE


Continuità e innovazione
-Il lessico della lingua italiana è costituito dal lessico del latino - parlato
e scritto, prima della frammentazione dell’Impero ma solo una parte è
sopravvissuta e continua nel parlato mentre numerose parole latine non
si sono conservate.
-In generale, tendono a cadere le forme deboli foneticamente, o poco
espressive, o con problemi di sovrapposizione con altre.
-Il lessico si rinnova con la sostituzione di parole con derivati di tipo
’affettivo’ per es. diminutivi:
AURIS sostituito da AURIC(Ŭ)LA (e ORIC(Ŭ)LA > orecchia
GENU sost. da GENUC(Ŭ)LU > ginocchio
-Caratteristico è il rafforzamento di preposizioni, avverbi, pronomi e
aggettivi dimostrativi, che crea nuove forme, ad es.:
AB ANTE > avanti; (EC)CU(M) ILLU> quello; (EC)CU(M) SIC>
così
Elementi di sostrato
etrusco: CATĒNA > it.catena
etrusco (deriv.dal greco): SPORTA (cesto) gr. Σϖυζíς (spyris) > it.
sporta
greco (con suff. etrusco –ERNA):CISTERNA > cisterna (gr. kiste)… >
dalm. Gustijerna
celtico: CARRUS> carro; BRACAE > it.sett.braghe
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suff. –DUNUM (città)
Elementi di superstrato
germanico (franco):*GARDO (recinto)…palat. GA [dža]> giardino
gotico (ostrogoto): *HELM> elmo; toponimo Goito (pr.MN)
longobardo: *SKAF>scaffale; toponimo Lombardia; antrop. Silitprandi,
Luitprandi
arabo: SIFR > cifra (sign.cifra e zero-Iacopone da Todi)…Fibonacci
(‘200) traduce sifr con zephirum>zero
Lessico cristiano
una delle piu’significative: it. parola<PARABŎLA<gr.parabolé
Cambio di significato:
PAGANUS (abitante di un villaggio)>lat. PAGUS – ‘contadino’ o
‘civile’ contrapp.a MILES> pagano ‘non cristiano’
CAPTĪVUS (prigioniero)…crist.’prigioniero del diavolo’>it. cattivo
Le differenze lessicali tra il LC e il LV consistono in fenomeni di due
tipi:
1. Cambiamento del fondo lessicale
a. Perdite di parole (significato consumato-forte)
b. Acquisizioni di parole (suffissi o ricomposizione)
2. Cambiamento di significato di parole già esistenti (mutamento
semantico): da significato specifico a quello generico e viceversa;
uso metaforico dei vocaboli; forestierismi-grecismi.

La storia continua 5 - Il Duecento


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Uso del volgare
Il volgare presente nella documentazione notarile e giudiziaria.
Nella lingua letteraria della poesia – promozione della nuova lingua
(lingua d’oc) aveva un grande fascino, poesia incentrata sull’amore
(Provenza, Aquitania,…)
Poeti provenzali ospiti nei marchesati di Monferrato, dei Malaspina,
degli Estensi
Poeti italiani imitatori…, scrittori - anche in lingua provenzale.
1. I versi d’amore di Ravenna
Non si sa CHI scrisse la prima poesia in lingua italiana, si sa però
quando fu scritta, grazie alla scoperta di Alfredo Stussi (prof. Emerito
SNS e UNI Pisa,visiting prof. UCLA e Harvard)
Nel 1997 ritrovò nell’Archivio Storico Arcivescovile di Ravenna una
pergamena del XII secolo (1180-1220) dove, tra l’altro, furono scritte
anche due poesie in volgare che trattano il tema dell’amore secondo i
canoni poetici dei trovatori provenzali.
La CARTA RAVENNATE
Sul retro di una pergamena latina, sono stati trovati i versi di un poeta
sconosciuto, contenente una mescolanza linguistica che rende difficile
definirne l’origine.
Una notazione senza testo è vergata in modo corsivo sul medesimo lato
che accoglie anche i versi amorosi, ma, come è risultato evidente ad un
esame più attento, essa registra con ogni probabilità la musica destinata
ai medesimi versi.
2. Oi bella –frammento piacentino

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Claudio Vela, nel 2005 rivaluta la scoperta di Anna Riva (Uni. degli
studi di Pavia) che nell’archivio di Sant’Antonino di Piacenza segnalò la
presenza del manoscritto.
Si tratta di un frammento di poesia volgare annotato verso l’inizio del
tredicesimo secolo sulla coperta di un manoscritto della biblioteca
antoniniana (ABCSA, cass. 49, framm. 10).
Aiuta De’ (manoscritto ambr.)
Nello Bertoletti (Università di Trento) ha scoperto tra le carte di un
manoscritto della Biblioteca Ambrosiana (MI) e pubblicato - un nuovo
testo poetico scritto alle origini della nostra lingua (1239)
Perché è importante questa scoperta?
… fino a una ventina d’anni fa si pensava che i primi testi poetici in
volgare italiano fossero siciliani e toscani, per l’esattezza, di Cielo di
Alcamo («Rosa fresca / aulentissima…»), e di Folcacchiero da Siena (la
canzone Tutto lo mondo vive sanza guerra).
Poi un’altra canzone e un frammento proveniente dalla zona di Piacenza
scossero un po’ le precedenti certezze: «Si tratta, precisamente, della
canzone Quando eu stava in le tu' cathene scoperta da Alfredo Stussi in
un’antica pergamena ravennate, e del frammento piacentino Oi bella
scoperto da Claudio Vela (2005)».
La poesia trobadorica fu presente e si affermò in alcune corti
settentrionali sul territorio italiano prima della nascita della scuola
siciliana.

L’inizio della storia letteraria italiana


La poesia della SCUOLA SICILIANA

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Una vera e propria svolta poetica e linguistica si ebbe fra il 1220 e il
1250 in Sicilia, presso la corte – Magna curia di Federico II di Svevia
(1194-1250)
Caratteristiche poetiche
Anche se i poeti siciliani sostituirono alla lingua forestiera un volgare
italiano - il volgare di Sicilia - in alcune parole si possono vedere forme
di influenza provenzale:
-aggio (CORAGIO/core),
-anza (SPERANZA, AMANZA, CREDANZA)
I poeti siciliani inventori della 1° forma metrica – il sonetto
(Giacomo/Iacopo da L…), la rima siciliana, con apporti anche dalla
cultura araba.
Il volgare della poesia siciliana è un linguaggio altamente formalizzato e
raffinato.
Perché tutti i poeti scelsero la lingua siciliana volgare?
Non lo era per popolarità oppure per naturalezza, ma perché il siciliano
per loro era dotato di valore formale e la poesia doveva essere altamente
formalizzata e raffinata. (influenza e prestigio di Federico II).
Problema dei copiatori
Il corpus della poesia italiana (compresa quella dei siciliani) fu
trasmesso da codici medievali scritti da copisti toscani.
Nel Medioevo copiare non fu un’operazione neutrale che garantisse
sempre il rispetto dell’originale.

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Intervennero sulla forma linguistica siciliana con una vera operazione di
“traduzione”, eliminando per quanto possibile i tratti siciliani che
stridevano alle loro orecchie.
Nel corso dei secoli,essendosi perduta ogni coscienza di questo
intervento, la forma toscanizzata fu presa per buona.
Gli interventi e l’eredità
I sicilianismi
1. Vocali finali in –u e –i (-o e –e toscane): avi, guariri, ausu, timanza
2. Vocali toniche /i/ al posto di /e/ toscane: muriri, placiri
Eredità siciliana
- La rima siciliana
- Il condizionale meridionale nella poesia (fino a Manzoni): -ià
(crederia)
Altri poeti Siciliani:
Cielo D‘Alcamo (Rosa fresca aulentissima), Guido delle Colonne,
Iacopo da Lentini, Rinaldo D'Aquino e altri.
Tramonto della casa Sveva
Anno 1250 – morte di Federico II
Fine dei focolai di cultura che si spengono e passano alle regioni
più ricche/sviluppate, centro-settentrionali: Toscana e Bologna
Poeti siculo-toscani e stilnovisti
L’ espansione dell’uso del volgare scritto: fra Pisa e Lucca (Volterra);
Arezzo (Guittone)

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Firenze si afferma nella seconda metà del Duecento (1260-1280)
I poeti siculo-toscani e gli stilnovisti
- rimatori: Chiaro Davanzati, Monte Andrea, Rustico Filippi…G.
Guinizzelli
- caratteristiche:
- gallicismi: riviera per fiume, rempaira per ritorna, giano
per giallo
- sicilianismi: calori, valori, siri, saccio (so), aggio (ho),
feruto (ferito)
Il bolognese presente con saver, donqua, dise

San Francesco -la poesia religiosa


Cantico di frate sole (Laudes creaturarum) – di San Francesco
d'Assisi (precedette la prima Scuola Siciliana)
Fu scritto in un volgare in cui si riconoscono elementi umbri.
Il primo testo poetico in VOLGARE.
Funzione linguistica importante: canale di diffusione di moduli centrali
in aree del Nord (manomissioni ling. nelle trascrizioni …)
Letteratura in versi di carattere moraleggiante ed educativo
- Letteratura volgare diversa dalla corte sveva
- Lingua settentrionale senza imitazioni toscane, importante per la
dialettologia italiana
POETI: Uguccione da Lodi, Girardino Patechino, Giacomino da
Verona, Bonvesin della Riva (Disputatio rosae cum Viola).

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Varietà linguistica: latino, francese e varietà di volgari
Nella Chronica di fra Salimbene de Adami (Parma) (1221-1287)
affiorano tracce di un VOLGARE ESPRESSIVO, ancora influenzato
dal latino.
Bologna diventa centro di cultura, la città di due autori molto
importanti:
Guido Faba, autore di Gemma purpurea – trattato di retorica con alcune
formule in volgare e di Parlamenta et epistole – modelli di prosa
epistolare e di oratoria in lingua bolognese illustre, con tratti linguistici
locali
Ristoro di Arezzo, autore di Composizione del mondo - primo testo
scientifico in volgare.

Dante – Guinizelli
Le prime esperienze poetiche di Dante appaiono ben inserite nella poesia
volgare di Firenze, sia per i temi, sia per le forme linguistiche.
Cambiamenti linguistici in fiorentino (alcuni rimangono, altri vengono
abbandonati)
1. Il dittongo di Ĕ e Ŏ in sillaba libera anche dopo la /r/: priego,
triema, pruova, truova
2. Imitazione dei siciliani e dei provenzali, dittongamento della
prima sillaba: ausignuolo
3. –ar > -er lodare > loderò
4. Dittongo –ia- in posizione atona passa a –ie - Bietrice

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5. Sonorizzazione esagerata delle occl.sorde (però non sopravvivono)
Imperadore, ambasciadore, armadura
6. L’articolo ‘lo’ predominante ancora anche se inizia l’uso di il
7. Sintassi ancora legata al latino specialmente nella prosa
8. Legge Tobler-Mussafia presenta divieto dell’uso delle proclitiche
all’inizio (dei versi):
"Rispuosemi: 'non omo, omo già fui'"
"e menommi al cespuglio che piangea"

Dante – teorico del volgare


Il Convivio (il volgare viene definito come il ‘sole nuovo’ destinato a
splendere al posto del latino: fiducia di Dante nella possibilità della
nuova lingua nella divulgazione e comunicazione più larga ed efficace)
Vita nuova (il poeta scrive in volgare per farsi intendere dalla donna
‘malagevole d’intendere li versi latini’)
Il latino reputato superiore perché utilizzato nell'arte (nel Convivio).
Nel trattato De vulgari Eloquentia (1° sulla lingua e sulla poesia
volgare) si espone la questione di dignità della lingua che dovrebbe
essere usata: la superiorità del volgare riconosciuta in nome della
sua naturalezza; saggio importante nel quadro della cultura europea
del Medioevo.
Dante stesso condannò duramente il volgare toscano preferendogli il
bolognese o il siciliano illustre.
La ‘grammatica’ delle lingue letterarie – creazione artificiale dei
dotti, intesa a frenare la continua mutevolezza degli idiomi.

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Divide le lingue d'Europa in tre gruppi: GRECO,GERMANICO-
SLAVO, ROMANZO.
Il ROMANZO (ling.) si divide in: lingua d’oïl (francese), lingua d'oc
(provenzale e catalano) e italiano (volgare del sì).
L'ITALIANO si divide in 14 parlate. Sta cercando di trovare il volgare
migliore, definito illustre, privo di tratti locali e popolari.
Diversifica le parlate locali. Condanna i volgari ‘impuri’ di confine:
piemontese, friulano, sardo, romanesco, marchigiano.
La condanna più severa - riservata a - toscano e fiorentino.
La lingua migliore sarebbe il siciliano e il bolognese, non nella loro
forma popolare, bensì nell’uso della corte di Federico II e quella usata da
Guinizelli.
La ricerca dantesca, benché prendesse le mosse dallo stato linguistico
dell'Italia del suo tempo, non fu una ricerca di lingua, intesa come
strumento sociale, ma di stile cioè di una sublimazione artistica della
parola.
La formazione della PROSA volgare
La prosa narrativa è in ritardo in confronto alla poesia del Duecento.
Se guardiamo i primi testi come il Novellino (raccolta anonima di 100
racconti, attribuita a due autori) si può vedere la semplicità sintattica,
quasi una povertà. Anonima è anche l’opera - Libro dei sette savi di
Roma (frutto della traduzione in toscano di un testo francese che
riprende un racconto di origine orientale; interessante per la struttura a
cornice ispirata allo schema di Mille e una notte, fonte di ispirazione del
Decameron).

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Sono importanti i volgarizzamenti, ovvero le traduzioni in lingua
volgare di varie opere latine e soprattutto francesi (i romanzi cortesi).
Altri generi di PROSA volgare nel ‘200
L’ars dictandi era presente per le opere in latino fu applicata anche per
la redazione di documenti in volgare.
Importanti sono le figure di Dino Compagni (1260-1324;storiografo
fior.) con la Cronica delle cose occorrenti ne’ tempi suoi e Giovanni
Villani (1280-1348) con la sua Nuova cronica.
Il francese è presente nella prosa: Marco Polo, nel carcere di Genova
detta il suo Milione scritto da Rustichello da Pisa (1298).

IL TRECENTO - DURANTE (DANTE) ALIGHIERI


“IL PADRE DELL’ ITALIANO”
LE TRE CORONE
Dante e il successo del toscano
La Divina Commedia eccezionale perché scritta in una lingua diversa
da De vulgari eloquentia
- usa stile e linguaggio più vasto dalla lirica Stilnovista,
- fa vedere che la nuova lingua ha potenzialità illimitate
- sceglie il multilinguismo lirico, dettato dalla disponibilità di
accogliere latinismi, provenzialismi, termini forestieri, plebei, parole
toscane e non solo…
La Commedia - opera universale
Opera che segna in maniera indelebile lo sviluppo di una letteratura e
appartiene, nel senso più generale, all'intera civiltà umana.
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Tullio De Mauro ha osservato che quando Dante cominciò a scrivere la
Commedia il vocabolario fondamentale dell'italiano era già costituito al
60%, e che il poema di Dante fece proprio questo patrimonio, con il suo
sigillo lo trasmise nei secoli, fino a noi, tanto che alla fine del Trecento il
vocabolario fondamentale dell'italiano era configurato e completo al
90%, e ben poco fu aggiunto nei secoli seguenti.

Il linguaggio lirico di Petrarca e la prosa di Boccaccio


Francesco Petrarca (1304 – 1374)
Il Canzoniere - il linguaggio poetico è caratterizzato dalla selettività
(esclude parole usate da Dante nella Commedia) perché non sono adatte
al genere lirico.
La poesia volgare di Petrarca ridotta rispetto alla sua lirica latina il suo
volgare non è naturale,ma un raffinato gioco poetico (in omaggio alla
scuola siciliana).
Il Canzoniere
Scrisse la maggior parte delle sue opere in latino perche’ credeva che la
gloria gli sarebbe arrivata grazie alle opere scritte in questa lingua.
Fece un’eccezione quando decise di scrivere il primo “libro di versi” – il
Canzoniere a cui diede un titolo latino: Rerum vulgarium fragmenta –
“Frammenti di cose volgari” - 366 componimenti poetici in volgare
dedicati all’amore per Laura.
Lo stile di Petrarca
Lo stile lirico, poetico che ricorda la scuola siciliana
Nella scelta lessicale attinge da Dante ad es. ‘bel paese’ per l’Italia

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Molte forme unite nella scrittura (dardente, laprima, belliocchi, gliocchi,
ecc.)
Nella scrittura adoperava il punto per separare i versi, scritti a due a
due…
Giovanni Boccaccio (1313 – 1375)
La fama di Boccaccio è affidata a un capolavoro “solitario”
Raccolta di cento novelle
Composta fra il 1349 e il 1351
Il Decameron è eccezionale perché prima di lui la prosa era molto
scarsa.
Le situazioni narrative molto diverse (dipendenti dai contesti sociali
diversi).
Lo stile ‘boccacciano’- vivacità di dialogo (plurilinguismo
programmatico)- nuove strutture sintattiche :
complessa ipotassi - le subordinate accumulate in un gran numero con
la principale alla fine, il ‘che’ polivalente del parlato.
Dal Decameron – inizio
Comincia il libro intitolato Decameron e sottotitolato “principe
Galeotto”, in cui sono contentute cento novelle raccontate in dieci
giorni da sette donne e tre giovani uomini.

Il successo della lingua toscana


La Commedia, compiuta in esilio (connubio tra Nord e Centro) innalzò
il volgare poetico a un livello d’arte sublime (…) a tutti i livelli stilistici,
sancì la piena maturità del volgare.

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Il successo della Commedia fu il cavallo di Troia del successo della
lingua toscana.
Non esiste l’originale della Commedia, le diverse edizioni con vistose
diversità nella forma linguistica.
Il Canzoniere esiste nei manoscritti ‘degli Abbozzi’, con postille
marginali scritte in latino il quale veniva definito comoda ‘lingua di
servizio’ e il volgare per i raffinatissimi versi.
Il Decamerone si adegua alla norma grammaticale del fiorentino del suo
tempo, ‘in fiorentin volgare’
Il Decameron, la Divina Commedia e il Canzoniere ebbero un successo
immediato fra i contemporanei. Dante, Petrarca e Boccaccio furono
soprannominati le “tre corone” e divennero un modello ineguagliato per
tutti i poeti e i prosatori delle generazioni successive alla loro.
La lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio
Dante (esempi)
1. Alternanza di forme dittongate e non dittongate
Cuore – core fuoco – foco
Buono –non usa invece bono
2. Presenza di i oltre la e in protonia
Virtù – vertù
3. Alternanza di uso del condizionale (-ia siciliano e –ei toscano)
Vorria – vorrei
Avria – avrei

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4. Neologismi (in+ verbo)
S'io m'intuassi, come tu t'inmi i; Intuarsi – entrare nell' animo tuo

Petrarca, precursore dell’ ?


Grafia
1. scrive in una maniera unita
Sualuce, almio, delbel, laprima, belliocchi
2. presenti latinismi grafici: la h e la x, i nessi –tj-
huomo, humano, honore – ora, erba
extremi, dextro
gratia, pretioso
3. segni di abbrevazione:
lapa – lampa
no – non
Boccaccio
1. nessi della successione del periodo, dopo sempre imitati
adunque, allora, appresso, come che, avvenne che
2. si notano ancora latinismi -x- e –ct-
exempli
decto – detto
advenuto – avvenuto

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herba, habito, honore - avere

IL QUATTROCENTO
Il Quattrocento fu per l’Europa un secolo di intenso rinnovamento
economico, commerciale e culturale
Una nuova coscienza dell’uomo e del suo ambiente e un rinnovato
interesse per la cultura classica. Nei primi anni del ‘400 una delle città
guida dal punto di vista culturale fu FIRENZE.
Ricca e fiorente per i commerci di mercanti e la finanza dei banchieri, la
città toscana fu l’ambiente ideale per la definizione di un linguaggio
innovativo.
Quanto all’arte, per avvicinare di più l’epoca della quale stiamo
parlando; il ‘400 artistico si divide in GOTICO INTERNAZIONALE
e RINASCIMENTO.
Storia del ‘400
Francia e Spagna si costituiscono in stati nazionali. Le città-stati e
signorie assorbiti dalle regioni; la dinastia aragonese in Sicilia vi unisce
Napoli; Sardegna…
Italia ancora frammentata.
1453 - Caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi, espansione nella
penisola balcanica (emigrazioni croate e albanesi)
Alcune date importanti
1441 – il Certame coronario
1470 – stampa dei primi libri in volgare

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1492 – scoperta dell’America; morte di Lorenzo de’Medici (date
terminali dell’Evo medio)
Il Quattrocento è conosciuto anche come il periodo
dell’UMANESIMO
PETRARCA - iniziatore dell’UMANESIMO
Lui ha affidato la più solida parte della sua letteratura a una lingua
DIVERSA DAL VOLGARE (cioé al LATINO: nello scrivere al latino
lui si ispirava ai classici: CICERONE, LIVIO, SENECA, VIRGILIO,
ORAZIO… e cercava nuove vie.
La “crisi” quattrocentesca (crisi del volgare e la sua riabilitazione)

L’Umanesimo
Ritorno ai classici
Petrarca non sopportava il volgare perché credeva che avesse una
connotazione troppo comune: PROPRIO PER L’ATTEGGIAMENTO
DI UNO DEI PIU’ GRANDI E PIU’ IMPORTANTI POETI
DELL’EPOCA
LA “CRISI” DEL VOLGARE
Lo scredito agli occhi della maggior parte dei dotti, mentre nell'uso
pratico continuava a farsi strada (lettere personali, ricordi domestici di
Macchiavelli)¸
IL LATINO vs IL VOLGARE
Differenza nell’uso del volgare e del latino nella
I. parte del secolo e nella II. parte del secolo
1° METÀ DEL SECOLO

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Uso largo del volgare, nel parlato e nei scritti pratici
Uso del latino nei letterati è praticamente tutto (volgare basato sul ‘300,
anche con parole nuove)
2° METÀ DEL SECOLO
Uso del volgare anche nei letterati e nelle cancellerie (si divide con il
latino)
LA POSIZIONE UMANISTICA POTEVA ARRIVARE A IGNORARE
IL VOLGARE, NELLA CONVINZIONE CHE NELL’ITALIA
ANTICA E MODERNA NON FOSSE ESISTITA ALTRA
TRADIZIONE CULTURALE SE NON LATINA.
Miscele a base di latino (mistilinguismo-mescolanza di elementi
linguistici diversi)
L’Umanesimo produce tipi di scrittura letteraria in cui latino e volgare
entrano in simbiosi.
Due sono i tipi di contaminazione tra volgare e latino:
1. Poesia Macaronica- un linguaggio comico, nato a Padova alla fine
del Quattrocento, nei ceti alti
2. Stile Polifilesco- simile al Macaronico (detto anche Pedantesco)
Nato alla fine del 400, però nell'Italia settentrionale
Poesia MACARONICA
TALE LINGUAGGIO È CARATTERIZZATO DALLA
LATINIZZAZIONE PARODICA DI PAROLE DEL VOLGARE,
OPPURE DALLA DEFORMAZIONE DIALETTALE DI PAROLE
LATINE. UNA COMPONENTE DELLA POESIA MACARONICA È

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BASSA , DIALETTALE, PLEBEA e L’ALTRA COMPONENTE È
ALTA ED AULICA.

Latinizzazioni parodiche di parole volgari – effetto stile aulico ®


1. A UNA PAROLA VOLGARE VIENE APPLICATA UNA
DESINENZA LATINA:
Cercabat „cercava“ = cercare + abat
Puttanarum „delle puttane“ = puttana + arum
2. PAROLE ESISTENTI SIA IN LATINO SIA IN VOLGARE
VENGONO USATE NEL SIGNIFICATO PROPRIO DEL VOLGARE,
come CASA (lat. capanna)
3. PAROLE LATINE VENGONO LEGATE IN COSTRUTTI
SINTATTICI TIPICAMENTE VOLGARI: propter non perdere tempus
(per non perdere tempo)
4. IL SISTEMA FLESSIONALE LATINO VIENE SOPPIANTATO
LARGAMENTE DALL’USO DELLE PREPOSIZIONI (Regina de
Franza)
 L’AUTORE MACARONICO È UN OTTIMO LATINISTA
CHE GIOCA CON L’IDIOMA DEI CLASSICI E
INSERICE NELL’ITALIANO MOLTI LATINISMI
 È UNA SCELTA VOLONTARIA A SCOPO COMICO
REALIZZATA MEDIANTE UNA TECNICA CHE SI PUÒ
CHIAMARE “ABBASSAMENTO” DEL TONO
 IL NOME DI QUESTO “GENERE LETTERARIO”deriva da un
cibo cioe’ dal maccarone – un tipo di gnocco)
Stile Polifilesco

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-detto anche “pedantesco”
-un interessantissima ed eccezionale prova del linguaggio prosastico
pedantesco si ha nell’Hypnerotomachia Poliphili (Guerra d’amore in
sogno dell’amatore di Polia) romanzo anonimo pubblicato nel 1499 a
Venezia.
I predicatori del settentrione …
Bernardino di Feltre
- si esprime con un linguaggio in cui il latino e il volgare si mescolano in
modo tale da ricordare il linguaggio macaronico
La mescolanza tra latino e volgare viene direttamente ereditata dalla
tradizione medievale.

Leon Battista Alberti e la prima grammatica


Lui iniziò il movimento definibile come „Umanesimo volgare”, la De
vulgari eloquentia non era ancora conosciuta in quei tempi.
Realizzazioni VOLGARI di poesia e soprattutto di PROSA di tono
alto – la prosa finalmente impiegata per trattare ARGOMENTI
SERI ED IMPORTANTI
Credeva che si avrebbe dovuto imitare i latini - scrissero in una
lingua universalmente compresa, di uso generale e
contemporaneamente bisognava promuovere anche il VOLGARE a
tutti i livelli (ceti alti e bassi, scritti tecnici, ma anche culturali)
SECONDO ALBERTI IL LATINO DOVEVA INDICARE AL
VOLGARE LA STRADA DA PERCORRERE.
L'influenza del latino sulla sintassi dell’ALBERTI; la sua è molto
lontana da quella del Boccaccio.

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Alberti non ammirava la lingua della prosa del ‘300 di Boccaccio.
Secondo lui la prosa trecentesca non fu un esempio da imitare.
Scrisse la Grammatica della lingua Toscana (oppure Grammatica
Vaticana) - fu la prima grammatica in tutte le lingue europee, però non
circolò a quel tempo e non fu fatta stampare.
È conosciuta anche come Grammatichetta vaticana perché conservata
nella Biblioteca Vaticana (il diminutivo allude alla piccola mole
dell’opera). Nasce da una sfida: dimostrare che anche il volgare aveva
una sua struttura grammaticale ordinata, come il latino.
La prima grammatica stampata uscì nel 1516 e fu realizzata in un
ambiente diverso da quello fiorentino.
Caratteristiche
Innanzi tutto - L’ATTENZIONE PRESTATA ALL’USO
TOSCANO DEL TEMPO VERIFICABILE SOPRATTUTTO IN
MORFOLOGIA:
EL (uso toscano del tempo) invece di IL (il -usato da Dante; qui si
afferma el)
IO AMAVA (usato da Dante, Petrarca, Boccaccio) – ora sostituito da
IO AMAVO imperfetto
Questa grammatica era basata sui modelli dell'uso vivo, invece quella
del secolo successivo si baserà sui modelli letterari. Voleva dimostrare
che anche il volgare ha una struttura grammaticale ordinata.
1441 - Certame Coronario
Alberti organizzò una gara poetica in cui i concorrenti si affrontarono
con componimenti in volgare (il culmine della promozione della lingua
toscana).
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La giuria composta da umanisti, avversari del volgare fecero fallire il
Certame, non assegnando tuttavia il premio perché ritenevano che il
volgare non fosse una lingua degna da gareggiare con il latino.
L’Alberti scrisse un’anonima Protesta in cui veniva criticata la
posizione conservatrice della tradizionale cultura umanistica.
L’UMANESIMO VOLGARE
ALTRI UMANISTI VOLGARI: Lorenzo de’ Medici detto il
Magnifico, Cristoforo Landino, Angelo Poliziano
Lorenzo de Medici
A Firenze nell’epoca di Lorenzo il Magnifico si ebbe finalmente un forte
rilancio dell'iniziativa a favore del toscano.
Cristoforo Landino
Fu cultore della poesia di Dante e di Petrarca. Introdusse la lettura di
questi autori nelle università della città. Negò la naturale inferiorità del
volgare rispetto al latino e invitò i cittadini di Firenze a darsi da fare
perché la città ottenesse il principato della lingua.
Tradusse in volgare Naturalis historia di Plinio (1476). Nel tradurre
diede spazio a voci toscane popolari .
Angelo Poliziano
Autore di raffinatissima cultura in grado di usare tre lingue: il greco, il
latino, il toscano.
Lorenzo il Magnifico
Nel 1477 Lorenzo il Magnifico inviò a Federico, figlio del re Ferdinando
di Napoli, una raccolta di poesie, nota comunemente con il nome di
Silloge o Raccolta aragonese.
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Fu una raccolta antologica della tradizione letteraria volgare che andava
dai pre-danteschi e dallo Stilnovo fino a Lorenzo de’ Medici arrivando
alla poesia contemporanea fiorentina.
L’anno precedente, nel 1476, Federico, erede al trono di Napoli incontrò
Lorenzo a Pisa e in tale occasione i due avevano discusso di letteratura
volgare a proposito degli autori che avevano poetato in lingua toscana.
Questo atto è considerato la prima promozione del volgare ed il primo
intervento culturale e letterario molto affine ad un disegno politico.
L’AMBIENTE IN CUI NACQUE LA CORRENTE FAVOREVOLE
AL VOLGARE È UN AMBIENTE LETTERARIO COLTO.
IL CANTARE CAVALLERESCO
Una forma poetica in ottave che veniva portata sulle piazze da canterini,
cantastorie professionisti, per l’intrattenimento di un pubblico medio-
basso.
IL MORGANTE di Luigi Pulci (1432-1484): composto su richiesta di
Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, fra il 1461 e il
1481.
PULCI fu molto interessante come autore, specialmente dal punto di
vista linguistico. Lui scrisse al giovane Lorenzo una lettera in
“furbesco”: è il primo caso di uso del gergo nella nostra letteratura.
Compilò anche un Vocabolista, raccolta di oltre 700 vocaboli - i
latinismi tradotti con parole dell’uso comune. Questa raccolta può essere
considerata come l’antecedente di un vocabolario italiano.
Influenza della letteratura religiosa
Laude specialmente in settentrione e in Piemonte

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Caratteristiche linguistiche del Piemonte:
infiniti latini in –are, hanno la desinenza –e cantare > canté
La desinenza toscana compare anche nelle laude piemontesi e la
diffusione di forme italiane così passano anche al popolo.
Prediche
Molto vicine al dialetto per essere vicine alla gente comune, adattate a
luoghi e regioni diverse.
San Bernardino di Siena – Toscano, voleva usare lingua semplice per
essere più vicino al popolo
Savonarola – non Toscano, ha cercato di toscanizzare le sue prediche
quando si situò a Firenze.
Le caratteristiche linguistiche nella poesia
Anche se la lingua volgare era già da tempo molto più affermata nella
prosa, si possono trovare ancora dei latinismi.
Vocalismo tonico
/i/ e /u/ al posto di /e/ e /o/
Simplice, firma nui, vui
Anafonesi
Gionto (giunto), ponto (punto), longo (lungo)
Consonantismo - cambia per ragioni di rima
Tuto – tutto Arguto - aiuto
La lingua di “koiné” e delle cancellerie

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La poesia volgare : dall'inizio ha avuto più uniformità nell'uso.
La “koiné” del ‘400 (lingua comune al di sopra delle varietà locali)
mira all'eliminazione dei tratti locali nella prosa, così comincia ad
accogliere più latinismi, ma anche toscanismi che iniziarono ad essere la
lingua unificatrice.
Esempio del “koinè” - Grafia latineggiante, mistilinguismo,
scempiamento delle doppie, forme caratteristiche dialettali, incertezze di
fondo (mancanza di anafonesi).

IL CINQUECENTO
 Grandi date simboliche (indicanti la chiusura del Medioevo e
l’inizio dell’età moderna):
 1492: scoperta delle “Indie”
 1501: pubblicazione del Petrarca aldino
 1525: Prose della volgar lingua
 1563: chiusura del Concilio di Trento
 1582: fondazione della Crusca
 1612: prima edizione del Vocabolario degli Accademici
Storia
Francia e Spagna in guerra sul territorio italiano
Milano perde ogni importanza politica
Genova - repubblica oligarchica recupera la Corsica
Venezia - ancora forte, comincia a perdere il primato commerciale
Seconda metà del ‘500 – Italia
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Spagna vince la Francia (Carlo V d’Asburgo diventa Re di Spagna)
I Medici spengono gli spiriti repubblicani
Lo Stato della Chiesa riacquista Perugia, Bologna e Ferrara - come
reazione alla conquista spagnola, si crea un sentimento di unità
Nei due vicereami di Napoli e di Sicilia prevalgono gli interessi spagnoli
La Sardegna direttamente soggetta alla Spagna, perde contatti con la
Penisola. Gli Ebrei sfrattati dalla Sicilia, dal regno di Napoli, si
concentrano nei ghetti a Venezia (1516) e a Roma (1555), a Livorno
sono protetti dai principi
*L’arte della guerra: armi da fuoco, fanteria prevale su cavalleria,
arruolamento alle armi dei sudditi e non mercenari
Arte: Secondo Rinascimento, Classicismo, Manierismo
Vita sociale
Il sentimento di una civiltà comune (linguistica, letteraria, artistica)
divenne persuasione generale. Si discute sul canone della lingua, lingua
unica come espressione di un’unica cultura nazionale.
La circolazione di persone molto intensa.
Fervore religioso, nuovi ordini (cappuccini, gesuiti, carmelitani,ecc.)
Nascita della Accademie (centri di diffusione del volgare)
Editoria a Venezia (50% nella prima metà del secolo)
La commedia dell’arte schematizza i suoi personaggi in maschere; uso
del vernacolo – virtuale contrapposizione alla lingua usuale.
Italiano e latino nel XVI sec.

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Il volgare raggiunge la piena maturità (riconosciuto anche dai dotti)
Trionfa il volgare con: Machiavelli, Ariosto, Tasso, Aretino,
Guicciardini.
Tra il ‘500 ed il ‘700 dura una vera guerra tra latino e volgare: il latino
perde spazio.
Un clima nuovo – fiducia nella nuova lingua – perché comincia la
grammaticazione del volgare
Non c’è interesse per questioni teoriche, si vogliono capire le norme
pratiche. Si nega tutta la lingua del 400 (piena di dialettalismi e
latinismi)
L’italiano - uno status di grandissima dignità, con il prestigio anche
all’estero.
Il Latino rimane
Alle Università – rocche del latino (Bologna, Padova, Siena (toscana
favella), nell’amministrazione pubblica - statuti ancora in latino, in
alcuni casi presente il volgare , nel diritto – mescolanza di due codici (il
verbale in latino, mentre le risposte dell’inquisito in italiano), nei libri di
- Filosofia, Medicina, Matematica
L’italiano si usa
In libri di scienze pratiche (Metallurgia, Ricettari di medicina,
Culinaria, Architettura), In libri umanistico-letterari (nella letteratura
trionfa, ma si usa molto anche in Storiografia (Machiavelli e
Guicciardini) , Corrispondenza interna (Alternanza di codici (latino e
volgare).
Nel 1501 Aldo Manuzio stampò due classici in un formato di piccole
dimensioni detto “aldino”.
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Nello stesso anno uscì, sempre in piccolo formato, il Petrarca volgare
curato da Bembo:
LE COSE VOLGARI DI MESSER FRANCESCO PETRARCA
FORSE IN NESSUN ALTRO SECOLO IL DIBATTITO TEORICO
SULLA LINGUA EBBE TANTA IMPORTANZA COME NEL ‘500,
ANCHE PERCHÉ L’ESITO DI QUESTE DISCUSSIONI FU LA
STABILIZZAZIONE NORMATIVA DELL’ITALIANO.

Pietro Bembo e la “Questione della lingua”


Dibattito sulla lingua finisce con l’opera di Pietro Bembo (“balio” della
lingua) intitolata: Prose della volgar lingua 1525, Venezia
- Scritto in tre libri, Introduce l’apostrofo, Scritto come un dialogo vero

Idee di Bembo
Le origini della letteratura in volgare, influenza provenzale
La lingua vivente non deve essere alla base dell’italiano
Il modello: deve essere IL TOSCANO (non parlato, ma quello di
Petrarca e Boccaccio) con sospetti sulla lingua di Dante per il suo
eccesso di realismo; la lingua delle Tre corone va selezionata, non tutto
può essere accettato
Necessità della scelta e disposizione delle voci, rime, accenti, voci
arcaiche (2.libro)
Esposizione dei punti più importanti della grammatica Italiana con
esempi dal Decamerone (3. libro)
Altre teorie: “cortigiani” e “italiani”
Teoria della lingua italiana
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Giangiorgio Trissino, vicentino
Negazione della fiorentinità. Nel 1529 da alla stampa il De vulgari
eloquentia nella traduzione italiana e la commenta. Lingua di Petrarca
composta da ogni parte d’Italia, non fiorentina .
Riforma alfabeto (propone introduzione di duesegni del greco: epsilon e
omega).
Teoria della lingua cortigiana
Vincenzo Colli, il Calmeta
Baldasar Castiglione - “Cortegiano” -1528 Lingua di tipo eclettico
La corte di Roma: ci circola tanta gente diversa però la base della
lingua è il toscano
Corrente presente alle corti settentrionali (Urbino, Mantova) e alla corte
pontificia.
La corrente toscana: reazione a Trissino
Reazione negativa a Trissino e alla sua pubblicazione di De vulgari
eloquentia. Polemica sull’autenticità del De vulgari eloquentia.
Il testo in latino fu stampato solo nel 1577.
La stabilizzazione della norma linguistica
Grammatici e lesicografi
Gian Francesco Fortunio (di origine dalmata) 1516 “Regole
grammaticali della volgar lingua”
Il Trissino (1529) La Grammatichetta, descrittiva e fondata su
paradigmi; Dubbii grammaticali (questioni ortografiche, riforma).
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Molto aiuto alla polemica ed alla realizzazione della norma, diede
l’Accademia della Crusca fondata nel 1582/83 con l’ingresso di
Leonardo Salviati.
Lui fece polemica contro la lingua di Torquato Tasso, la
“Gerusalemme liberata”,basando le proprie teorie sulla lingua di
Lodovico Ariosto e dell’ “Orlando furioso”.

Cambiamenti nella lingua


Orlando Furioso – Ludovico Ariosto
ha avuto 3 edizioni: 1516, 1521, 1532
1. edizione -1516
Linguaggio padovano illustre toscanizzato:
Oscillazioni di c e z davanti alle vocali: roncino invece di “ronzino”
Forme: giaccio, giotto (ghiaccio, ghiotto)
Abbandono dei latinismi lessicali (tipici della coiné padovana): crebro,
dicare dimensione
2. Edizione - pochissimi cambiamenti
3. Edizione -1532 molti cambiamenti:
el passa in il
presente indicativo 3 persona pl. – iamo
io andava invece di io andavo – ritorna a Dante
devere > dovere (per adeguarsi al toscano letterario)
dittonghi ie, uo più frequenti: tiepide, viene, ruota, scuola

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Parole straniere entrate nella lingua
Prodotti agricoli d’oltre Oceano: cochos, badanas, ananas, cacao,
cioccolata, mais (anche come granoturco nel senso esotico), patata,
tabacco, tomate (pomodoro – colore giallo del frutto prima della
maturazione)
Animali e altre cose (d’oltre oceano): condor, savana, uragano,
vulcano (nome mitologico di una delle isole Eolie), canibal
Parole spagnole: flotta, rotta, guerriglia, parata, nord, est, sud, ovest
(provenienza anglosassone giungono in italiano tramite lo spagnolo)
Idiomi catalani: appartamento, azienda, baciamano, buscare,
complimento, creanza, fanfarone, quintale, tonnellata, vigliacco
Idiomi francesi: biglietto, equipaggio, galleria, massacro, racchetta
(da tennis), gabinetto, avanguardia,batteria, marciare, mina;
gastronomia: confettura, crema moda: abbigliamento, frangia
Idiomi tedeschi : brindisi, droga
Idiomi turchi: ciabatta, turbante, caviale, chiosco, divano
Dal ceco: pistola
Dal greco: mustacchi
Parole italiane entrate nelle lingue d’Europa
Parole militari: (entrate specialmente in Francia) battaglione,
campagne, caporale, colonnello, soldato, bussola, calamita, tramontana
Parole di cultura: sonetto, madrigale, fuga, balcone, facciata,
piedistallo
Parole di commercio e denaro: banco, banconota, morta

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La Chiesa e il volgare
La traduzione della Bibbia e la lingua della liturgia/della messa (proibito
l’uso del volgare).
Riforma e Controriforma
contrapposizione al mondo protestante e a M. Lutero: la Chiesa -
protagonista della storia linguistica dal Concilio tridentino alla fine del
Seicento (1546, traduzione della Sacra Scrittura, posizione rigida -
vietato il possesso delle Bibbie “volgari”; respinto dai ‘piani alti’)
 lingua della messa: il latino con funzione di lingua ’sacra’ e
lingua universale che garantiva l’omogeneità internazionale
del messaggio della Chiesa, facilmente controllabile
La Chiesa, la questione della lingua, la predicazione
Il volgare conferma il suo ruolo decisivo nel momento della predica
(oasi linguistica), mentre il rito della messa era in latino (rimasto fino al
1962-1965 C.V.II)
Nel tardo Rinascimento - la sua funzione educativa rivolta al popolo
(scuole popolari presso parrocchie, diffusione dell’alfabetismo)
Importanti fenomeni di teatralità che si svilupperanno nel Seicento
trasformando la predica in una specie di monologo teatrale
Istituzione dei registri parrocchiali (battesimi, cresime, matrimoni,
morti), contribuì alla stabilizzazione dei cognomi.

Il Seicento
1563 – chiusura del Concilio tridentino

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1582/83... – fondazione e riforma salviatesca dell’Accademia della
Crusca
1670 – mutamento nella filosofia, nella letteratura, nelle mode: il
barocco
1690 – fondazione dell’Arcadia
Vita sociale e culturale
-Epoca di ristagno rispetto all’Umanesimo e il Rinascimento; società
soprammatura che vive delle rendite accumulate nei secoli precedenti
-Dominano le questioni di forma nella vita sociale (precedenze, titoli,
cerimoniale); il gusto mondano coinvolge fortemente la vita
ecclesiastica (pitture e statue sacre)
-Sorge il dramma musicale: la parola al servizio della musica – l’opera
in musica
-Prosperano scienze come l’ottica, la meccanica, le scienze biologiche
-L’arte barocca e molte nuove Accademie (della Crusca, dei Lincei, del
Cimento e altre)
-Si stampano i primi periodici: notizie di politica e cronaca
L’Accademia della Crusca
Era un’associazione privata, senza sostegno pubblico (sostegno di
un’Italia divisa nel senso politico-amministrativo, situazione sfavorevole
con problemi spinosi di finanziamento ® autofinanziamenti) con il
disegno di restituire a Firenze il magistero della lingua.
IL CONTRIBUTO PIÙ RILEVANTE DELLA CRUSCA SI EBBE
QUANDO QUESTA ACCADEMIA SI INDIRIZZÒ ALLA
LESSICOGRAFIA CHE AVVENNE A PARTIRE DAL 1591.
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Vocabolario della lingua Toscana - Il vocabolario degli accademici
della Crusca - Leonardo SALVIATI
-fu la sua idea di scrivere un vocabolario alla base – la lingua delle tre
Corone = perché ‘loro avevano scritto bene’ ciò nonostante si preferiva
la LINGUA VIVA.
-venne realizzato solo il 20 gennaio 1612 (SALVIATI era già morto)
-La simbologia del grano, depurato della crusca, fornisce la farina –
equivalente della “buona lingua”
IL MOTTO DELL’ACCADEMIA: “il più bel fior ne coglie”
Il Vocabolario degli Accademici della Crusca
Si possono vedere forme dialettali fiorentine o toscane:
assempro per ‘esempio’, calonaca ‘canonica’, caro ‘carestia’, brobbio
‘vergogna’, danaio ‘denaro’ (d’uso comune dal Novellino); manicare
‘mangiare’, uguanno ‘quest’anno’ (usato nel Novellino e nel
Decameron)
Innovazione, nuova grafia (4) conscomparsa di:
1.uso della h etimologica (huomo>uomo)
2. uso nessi consonantici ct > ti o zi (gratia>grazia o !grazzia)
3. la s scempia o doppia da ex-(exempio>essempio o esempio)
Opposizione all’Accademia della Crusca- si manifestò fin dal 1612,
anno della pubblicazione dell’opera Paolo Beni professore di umanità
all’Università di Padova scrive L’Anticrusca ovvero Il Paragone
dell’italiana lingua: nel qual si mostra chiaramente che l’Antica sia
inculta e rozza: e la Moderna regolata e gentile

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-si basa sulla ‘teoria cortigiana’, e sulla lingua comune
GALILEO GALILEI
Nella prefazione a Le operazioni del compasso geometrico e militare
afferma di aver usato il volgare per raggiungere coloro che avessero più
interesse per la milizia che per la lingua latina.
Nei neologismi microlinguistici evita la terminologia troppo colta
(cannone o occhiale-cannocchiale; successivamente da altri -telescopio)
Letteratura, poesia e …
Nasce il melodramma come nuovo genere letterario dove i personaggi
si esprimono con il canto e la musica che non accompagna le parole.
Il melodramma del primo Seicento fu un tentativo di ricreare la tragedia
antica che si immaginava fosse stata eseguita dai greci con
l’accompagnamento del canto.
L’evoluzione del linguaggio poetico barocco
Elementi innovativi G.B.Marino (l’Adone) e il marinismo con la
poetica della “meraviglia”
1. schemi metrici e cadenze ritmiche ancora petrarchesche
(mediate attraverso Tasso e Guarini)
2. nel lessico spinte innovative con estensione di temi e situazioni
3. il barocco estese i temi e le situazioni nella poesia – e cosi anche
la lingua
4. vocaboli alti e decorosi adoperando parole concrete ad
es.riferimenti botanici, nomi di piante e di animali in collocazioni
vistose nelle poesie: rosa, violetta, ecc. o termini come atomo,
iperbole ..
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IL LINGUAGGIO POETICO BAROCCO – il marinismo
Marino è il poeta che allargò notevolmente il catalogo degli oggetti
poetici rispetto alla tradizione. Lui pose accanto alla ROSA (il fiore
barocco per eccellenza) una serie di piante diverse.
Nella sua opera Adone - ottave che descrivono l’anatomia del corpo
umano per celebrare i sensi dell’ uomo.
La letteratura dialettale - la toscanità dialettale
Il ‘600 segna la nascita della letteratura dialettale (cosciente di essere
tale) con poeti che vollero mettere in versi le parlate delle loro regioni
Michelangelo Buonarroti il Giovane - pronipote; con opere teatrali in
versi Tancia e Fiera in cui troviamo termini toscani e popolari, ma
anche parole inventate dall’autore.

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