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riassunto di D. E.

LIEBERMAN: La storia del


corpo umano. Evoluzione,
salute e malattia.
Evoluzionismo
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
31 pag.

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PARTE I - SCIMMIE E UOMINI

1 CAPIRE LE SCIMMIE
Come siamo diventati bipedi:
scimpanzé 98 % codice genetico in comune con umani -ma- più agile e forte → come e perché gli esseri umani sono
adattati cosi male alla vita tra gli alberi, e come e perché sono diventati cosi deboli lenti e goffi?
La risposta è legata alla posizione eretta, prima trasformazione essenziale dell’evoluzione umana.
Uomo unico animale bipede (con uccelli e canguri) → spostamento adattivo più importante della storia dell’uomo per
vantaggi e svantaggi ad esso legati
-quindi-
Punto di partenza = capire come i nostri progenitori si siano adattati alla posizione eretta

Quell’elusivo anello mancante:


nella documentazione fossile dell’evoluzione umana manca una specie di particolare importanza che è l’ultimo antenato
comune degli esseri umani e delle scimmie antropomorfe (LCA last common ancestor). Questa specie è ancora
sconosciuta.
Some suggerisce Darwin è probabile che questa specie sia vissuta come gli scimpanzé in una foresta pluviale africana,
un ambiente inadatto alla conservazione delle ossa per l’alta umidità.

Albero evolutivo umano mostra che ci sono tre specie viventi di scimmie antropomorfe africane e che gli esseri umani
sono più strettamente imparentati con le due specie di scimpanzé (scimpanzé comune e bonobo) che non con il gorilla.
Circa tra 8 e 5 milioni di anni fa le linee evolutive dell’uomo e dello scimpanzé si sono separate.
Gli esseri umani sono un sottoinsieme speciale della famiglia delle scimmie antropomorfe chiamato ominini (= tutte le
specie più strettamente imparentate con gli uomini moderni che con gli scimpanzé o altre scimmie antropomorfe).

L’uomo è più prossimo allo scimpanzé di quanto questo lo sia con il gorilla.
Anche se uomini e scimpanzé condividono un unico LCA, gli scimpanzé sono
più simili ai gorilla e ai bonobo di quanto lo sia l’uomo e hanno anche
comportamenti simili (come la knuckle walking = corsa sui pugni).
Scimpanzé e gorilla condividono un LCA che probabilmente era simile ad
entrambi.

Probabilmente anche il nostro LCA era simile ad uno scimpanzé o ad un gorilla.


-ma- ricorda che è impossibile comprovare questa ipotesi causa la mancanza
di reperti fossili.

Chi furono i primi ominini? :


da metà ‘900 scoperti numerosi fossili risalenti ai primissimi milioni di anni
della linea evolutiva umana che hanno rivelato molto sull’origine del
bipedismo e su altre caratteristiche che differenziano i primi ominini dalle scimmie antropomorfe.

ad oggi conosciamo 4 specie di ominini primordiali:


1. La più antica è il sahelanthropus tchadensis, trovato nel Sahara. Ci è noto per lo più grazie ad un singolo cranio
quasi completo, qualche dente e poche altre ossa.
Risale ad almeno 6 milioni di anni fa ma potrebbe anche essere più vecchio (fino a 7,2 milioni).
2. Dal Kenya, orrorin tugenensis, 6 milioni di anni fa
Pochi resti, sappiamo ancora molto poco.
3. Il più ricco ritrovamento fossile relativo agli ominini, in Etiopia.
Fossili sono stati assegnati a due specie diverse di un altro genere = ardipithecus.

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• La specie più antica, ardipithecus kadabba, datata tra 5,8 e 5,2 milioni di anni fa, ci è nota per poche
manciate di ossa e denti.
• La specie più giovane, ardipithecus ramidus, datata a 4,5 / 4,3 milioni di anni fa, comprende un insieme
di fossili più ampio tra cui una parte di scheletro femminile chiamato Ardi

Anche se pochi resti, questi ci offrono la possibilità di indagare sulle primissime fasi dell’evoluzione umana = i primi
milioni di anni dopo la separazione dall’ LCA.
Questi ominini sono simili a scimmie antropomorfe come scimpanzé e gorilla nei dettagli di denti, cranio e mandibola,
ma anche di arti, mani e piedi → molte caratteristiche di Ardi sono simili a quelle che oggi vediamo nelle scimmie
antropomorfe, specialmente negli scimpanzé.
Alcuni studiosi sostengono infatti che ci sia troppa similarità tra questi e le scimmie antropomorfe perché siano veri e
propri ominini
-ma-
Prove che erano adattati a camminare eretti = prova del fatto che probabilmente sono ominini.

Il primo ominino potrebbe alzarsi in piedi? :


talvolta le scimmie antropomorfe stanno in posizione eretta e camminano su due zampe e lo stesso capita ad altri
mammiferi.
Il bipedismo umano tuttavia differisce da ciò che fanno le scimmie in un punto fondamentale: noi uomini stiamo in piedi
e camminiamo in modo efficiente perché abbiamo rinunciato alla capacità di essere quadrupedi.
Alle scimmie mancano alcuni adattamenti fondamentali e per questo camminano in modo goffo e hanno un enorme
dispendio di energia nel farlo.

I primi ominini mostrano alcuni di questi adattamenti, in qualche modo quindi erano bipedi che stavano in posizione
eretta pur avendo mantenuto alcune caratteristiche ancestrali utili per arrampicarsi sugli alberi.
Questo primo bipedismo iniziale era una forma intermedia di locomozione eretta che gettò le basi per un’andatura
posteriore, più moderna, e fu resa possibile da adattamenti che conserviamo ancora oggi.

1. Il primo di questi adattamenti è la forma dell’anca: la nostra andatura stabile (scimpanzé barcollano quando
sono su due zampe, le tengono divaricate e la loro parte superiore del corpo oscilla un botto) è attribuita ad
una semplice modifica nella forma del bacino → l’osso iliaco è alto e rivolto all’indietro nelle scimmie
antropomorfe mentre nell’uomo è più corto e rivolto all’infuori. Questo orientamento è un adattamento
cruciale per l’andatura bipede perché consente al muscolo ai lati del bacino (piccolo gluteo) di stabilizzare la
parte superiore del corpo dal lato della gamba che tocca terra durante la camminata.

L’unico modo che uno scimpanzé ha per evitare di cadere è di far oscillare il busto dal lato della gamba che
appoggia: nb questo non succedeva nel caso di Ardi →
→ sembra che Ardi avesse un osso iliaco più corto e orientato lateralmente, come quello di un essere umano.
Inoltre, nel caso dell’orrorin, vediamo un’articolazione dell’anca molto grossa, un collo lungo e un corpo
piuttosto ampio, caratteristiche che consentono ai muscoli del bacino di stabilizzare il busto in modo efficiente
durante la camminata.
Queste caratteristiche ci informano che quando camminavano i primi ominini non barcollavano coma gli
scimpanzé.

2. Forma della colonna vertebrale a S:


come altri quadrupedi le scimmie antropomorfe hanno una colonna vertebrale che si incurva leggermente (lato
frontale concavo) così che quando sono in posizione eretta il busto si piega naturalmente in avanti → ne risulta
che il busto della scimmia è in posizione instabile, in avanti rispetto al bacino.

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Colonna vertebrale dell’uomo ha una due coppie di curve. Le 5 vertebre lombari dell’uomo (scimmie
antropomorfe 3 o 4), molte delle quali hanno una forma a cuneo, permettono di incurvare la parte inferiore
della spina dorsale verso l’interno sopra il bacino, posizionando il busto stabilmente al di sopra dei fianchi.
Negli uomini il petto e le vertebre del collo creano in cima alla colonna un’altra curva, che orienta le prime
vertebre del collo verso il basso anziché all’indietro rispetto al cranio.

Anche se non abbiamo nessuna vertebra lombare di un ominino, la forma del bacino di ardi suggerisce una
regione lombare piuttosto ampia.
-più-
Cranio del sahelanthropus, ci dice che quando l’individuo era in posizione eretta la parte superiore del collo era
quasi verticale. Questa configurazione è possibile solo se la colonna vertebrale di Toumai si incurva all’indietro
nella parte inferiore e/o all’altezza del collo. (nb il collo delle scimmie emerge dal retro del cranio ad un angolo
quasi orizzontale)

3. altri adattamenti vengono dal piede:


gli uomini quando camminano appoggiano prima il tallone poi, mentre il resto del piede tocca il suolo,
irrigidiscono l’arco plantare: cosa che alla fine dell’appoggio permette di spingere il corpo in alto e in avanti
principalmente con l’alluce.
La forma dell’arco plantare dell’uomo è data dalla forma delle ossa del piede insieme a molti legamenti e
muscoli e le superfici delle articolazioni tra le dita e il resto del piede sono arrotondate e permettono di piegare
i piedi ad un angolo estremo quando li stacchiamo da terra (ipertensione)

Il piede delle scimmie antropomorfe è privo di arco. Questo impedisce loro di premere con il proprio peso su
un piede in tensione e allo stesso tempo le punte delle dita non sono in grado di estendersi come quelle degli
esseri umani.

Piede di Ardi = zona centrale irrigidita e articolazioni in grado di piegarsi in avanti alla fine del movimento →
poteva generare una spinta efficace durante la camminata.

Comunque, sappiamo ben poco di come camminavano gli ominini ma per certo camminavano in modo molto diverso
da noi, siccome hanno conservato adattamenti atti ad arrampicarsi facilmente sugli alberi (es. alluce muscoloso e
divergente, dita dei piedi lunghe e curve, caviglia leggermente piegata verso l’interno).

Cercando di ricomporre i dettagli emerge che gli ominini non erano sicuramente quadrupedi ma piuttosto bipedi
occasionali, che, quando non si arrampicavano sugli alberi, stavano in posizione eretta seppur in modo diverso dagli
esseri umani.

Differenze nell’alimentazione:
gli animali si spostano per cercare cibo. Prima di chiederci perché l’andatura eretta si sia evoluta dobbiamo evidenziare
un insieme di caratteristiche dei primi ominini tutte legate all’alimentazione.

Primi ominini musi e denti simili alle scimmie = si nutrivano come le scimmie principalmente di frutta matura.
Ma hanno dei denti più adatti a mangiare anche cibi di bassa qualità:
1. molari leggermente più grossi di quelli delle scimmie antropomorfe in grado di masticare cibi più duri come
foglie e steli.
2. Muso meno pronunciato grazie alla posizione più avanzata degli zigomi e ad un volto più verticale → muscoli
per la masticazione possono esercitare forza maggiore utile per demolire cibi più coriacei (simile a cuoio, es
carne).

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3. Canini dei primi ominini maschi più piccoli e corti con una forma meno simile ad una zanna, utili per masticare
cibi duri e fibrosi (canini più piccoli = minore apertura della bocca e quindi miglior masticazione).

Possiamo congetturare che i primi ominini si nutrivano di frutta ma che la selezione naturale abbia favorito quelli più
abili a nutrirsi di cibi meno desiderabili e coriacei.

Perché essere bipedi? :


umani = unici essere implumi e senza coda che camminano.
è impossibile stabilire perché la selezione naturale abbia favorito questo strano modo di camminare -ma- ipotesi è che
l’andatura bipede sia stata selezionata per permettere ai primi ominini di procurarsi il cibo in maniera più efficiente,
soprattutto durante i significativi cambiamenti climatici in corso quando la linea evolutiva dell’uomo si separò da quella
dello scimpanzé.

Tra 10 e 5 milioni di anni fa la terra si raffreddò notevolmente, anche se questo avvenne in milioni di anni, l’effetto finale
fu la riduzione delle foreste pluviali in africa e l’espansione al loro posto di ambienti boschivi aperti →
→ momenti di scarsità dovuti al cambiamento climatico nei quali gli ominini hanno dovuto adattarsi e mangiare altro
rispetto alla frutta fresca
La selezione naturale infatti agisce nei momenti di scarsità e difficoltà.

Due cambiamenti importanti per questo adattamento sono appunto la forma dei denti e il bipedismo.
Perché il bipedismo?
1. Stando su due zampe è più facile procurarsi certi frutti (anche oranghi stanno “eretti” sugli alberi per
raggiungere frutti lontani o scimpanzé per mangiare bacche vicino al suolo), quindi, prima è stato un
adattamento posturale.
Primi ominini potevano prendere più frutta di chi non stava eretto e più facilità nel trasportarla.
2. Camminare su due zampe aiuta i primi ominini a conservare energia durante gli spostamenti
esperimenti con scimpanzé su un tapis roulant, consumano 4 volte l’energia di un essere umano per camminare,
su due o quattro zampe → perché hanno zampe più corte e oscillano e tengono sempre le ginocchia piegate.
Primi ominini camminavano su due zampe senza oscillare troppo e tendendo abbastanza la gamba =
avvantaggiati rispetto agli zii che camminavano con Knuckle walking quando bisognava spostarsi al centro della
foresta che pian piano si rimpiccioliva. (R primi ominini non cosi tanto più bravi degli scimpanzé ma
leggermente)

Perché il bipedismo è importante? :


se i primi ominini non fossero diventati bipedi, gli esseri umani non si sarebbero mai evoluti così com’è invece successo.
Il bipedismo, in aggiunta, evolvette inizialmente a causa di un’improbabile serie di eventi, tutti dipendenti da eventi
precedenti generati da oscillazioni casuali nel clima della Terra.
Gli ominini bipedi probabilmente non avrebbero potuto evolversi se le scimmie antropomorfe golose di frutta e inclini
al knuckle walking non si fossero in precedenza evolute per vivere nelle foreste pluviali africane → se la terra non si
fosse raffreddata considerevolmente le condizioni che favorirono l’andatura bipede tra queste scimmie avrebbero
potuto non verificarsi.

Darwin → fu l’andatura bipede per prima a dividere la linea evolutiva dell’uomo da quella delle scimmie antropomorfe.
Prima emancipò le mani dall’attività di locomozione consentendo alla selezione naturale, in seguito, di favorire capacità
come il fabbricare e utilizzare strumenti.
A loro volta queste capacità favorirono la selezione di cervelli più grandi, del linguaggio e di altre abilità cognitive che
hanno reso gli esseri umani eccezionali nonostante la mancanza di velocità, forza e abilità atletiche.

Più di un secolo dopo, oggi abbiamo un’idea più precisa di come e perché il bipedismo si sia evoluto inizialmente.

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R: primi bipedi si alzano non per liberare le mani ma per raccogliere cibo e per fare meno fatica negli spostamenti =
espediente adattativo di scimmie antropomorfe mangiatrici di frutta per sopravvivere meglio al raffreddamento
dell’africa.
L’evoluzione di un’andatura bipede costante non richiede un’immediata trasformazione radicale del corpo: le
caratteristiche che fanno si che gli ominini siano bipedi efficaci sono soltanto piccole variazioni che furono soggette a
selezione naturale (es. 5 vertebre lombari tra gli scimpanzé che di solito ne avevano 3 o 4 → succede a causa di variazioni
genetiche)
Non sappiamo quanto tempo impiegò la selezione naturale a trasformare una popolazione di LCA nel primo ominini
bipede, ma un evento del genere si sarebbe verificato solo se i primi stadi intermedi avessero mostrato un qualche
aspetto positivo = i primi ominini devono aver guadagnato un leggero vantaggio riproduttivo semplicemente perché
erano più bravi a stare o a camminare in posizione eretta.

I cambiamenti generano sempre nuove contingenze. Una volta evolutasi l’andatura bipede creò nuove condizioni per il
verificarsi di altri cambiamenti evolutivi.
Darwin comprende questa logica ma si concentra solo sui vantaggi e non sugli SVANTAGGI.
-in più-
non è immediato che il liberare le mani porti ad un loro nuovo uso per l’utilizzo di attrezzi e sticazzi (questo non divenne
importante prima di milioni di anni).

1. Uno dei maggiori inconvenienti dell’essere bipede è la gestione della gravidanza:


A differenza delle madri quadrupedi la donna deve portare almeno 7 chili in più solo su due gambe rischiando
di cadere in avanti (siccome sposta il suo baricentro ben oltre il bacino e i piedi) → le donne incinte piegano la
schiena indietro per spostare il baricentro sui fianchi → mal di schiena → selezione naturale aumenta le
vertebre su cui le femmine inarcano la parte inferiore della colonna (sono 3 per le femmine e 2 per i maschi).
La selezione naturale ha favorito le femmine le cui vertebre normali hanno articolazioni più rinforzate adatte a
sopportare meglio questa tensione. (sono adattamenti molto molto antichi).
2. Perdita di velocità:
quando i primi ominini divennero bipedi rinunciarono alla loro capacità di galoppare, il che limitò la velocità di
circa la metà di quella tipica di una scimmia antropomorfa al momento di compiere uno scatto.
Due arti poi sono molto meno stabili di quattro e rendono più difficile cambiare rapidamente direzione durante
la corsa.
3. Minor capacità ad arrampicarsi:
primi bipedi probabilmente non erano in grado di cacciare come fanno gli scimpanzé, balzando da un ramo
all’altro
rinunciare a velocità, potenza e agilità preparò il terreno alla selezione naturale per rendere infine i nostri antenati
fabbricanti di strumenti e corridoi di resistenza.

Nonostante i molti svantaggi, gli aspetti positivi dello stare e camminare eretti devono essere stati superiori in tutti gli
stadi evolutivi.
Lo stile di vita dei primi ominini perdurò per almeno 2 milioni di anni.
4 milioni di anni fa tuttavia ci fu un’altra spinta evolutiva che fece emergere dei nuovi ominini: gli Australopitechi.

2 MOLTO DIPENDE DAL PRANZO


Come gli australopitechi ci hanno (in parte) svezzato dalla frutta:
quando è perché abbiamo smesso di trascorrere la maggior parte del nostro tempo a mangiare frutta?
E come hanno influito sull’evoluzione del corpo umano gli adattamenti necessari per mangiare cibi diversi?
Tali adattamenti sono al centro della seconda trasformazione fondamentale nella storia dell’essere umano.

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Occasionalmente i primi ominini avevano bisogno di mangiare foglie e steli di piante, ma circa 4 milioni di anni fa ci fu
un’accelerazione a favore della varietà alimentare in un gruppo di loro discendenti chiamati informalmente
australopitechi (perché molti di loro appartengono al genere Australopithecus.
Per nutrirsi si sono adattati in modi che hanno preparato il terreno per l’avvento del genere Homo e di molte
caratteristiche fondamentali del nostro corpo.

Gli australopitechi:
Africa, fra 4 e 1 milione di anni fa.
Ricca documentazione fossile = molto conosciuti
Lucy, Etiopia, 3,2 milioni di anni fa. Morì in una palude che ben presto la ricoprì preservando più di un terzo del suo
scheletro. È uno tra parecchie centinaia di fossili appartenenti a una specie nota come Australopithecus afarensis che
visse nell’africa orientale tra 4 e 3 milioni di anni fa.
A sua volta questa specie è una tra circa una dozzina di diverse specie di australopitechi.

A differenza di oggi che esiste una sola specie vivente di ominini (homo sapiens), un tempo convivevano numerose
specie differenti e gli australopitechi erano molto diversi dagli altri.

Australopitechi divisi in due gruppi principali:


1. Gracili, con denti più piccoli (Afarensis dall’africa orientale, Africanus e Sediba dall’africa meridionale)
2. Robusti, con denti più grossi (Boisei e Robustus rispettivamente dall’africa orientale e meridionale)

Avevano l’aspetto di scimmie in posizione eretta.


Più simili a scimpanzé che a umani per dimensioni (tra 1 metro e 1 e mezzo per 40/50 kg). I maschi erano circa il 50 %
più grossi delle femmine.
Teste simili a quelle delle scimmie antropomorfe con musi allungati e cervelli piccoli.
Braccia e spalle potenti abituate ad arrampicarsi sugli alberi.
Tasso di crescita e di riproduzione analogo a quello delle scimmie → 12 anni per entrare in età adulta e 5 o 6 figli in
totale.

Sotto altri punti di vista erano però diversi sia dalle scimmie antropomorfe che dai primi ominini:
1. Alimentazione: mangiavano molta meno frutta, preferendo tuberi, semi, steli e altri cibi duri (avevano denti più
grandi e mandibole più pronunciate, soprattutto i robusti).
2. Modo di camminare: alcune specie camminavano con un’andatura più simile alla nostra grazie a molte
caratteristiche condivise = ampio bacino, piede rigido e parzialmente arcuato e alluce corto (abbiamo impronte
che lo dimostrano)

Il primo cibo spazzatura:


ricorda: nel pliocene la terra si raffredda e l’africa diventa più secca → espansione della savana e delle aree boschive
aperte (= diminuzione della disponibilità di frutta soprattutto nelle stagioni secche)
australopitechi cercano il cd. Cibo di ripiego come foglie, steli e pezzi di corteccia.
Cominciano anche a scavare per procurarsi il cibo → organi di riserva sotterranei come patate e zenzero sono disponibili
tutto l’anno, anche nelle stagioni secche. Ai tropici questi sono reperibili nelle paludi (es il papiro ha tuberi edibili) ma
anche in zone boschive e savana.
Nella cd. Dieta di Lucy sono compresi anche insetti come termiti e larve e carne (es. carcasse).

Nonna, che denti grandi che hai! :


struttura dei denti determinano la capacità di un animale di decomporre il cibo in piccole parti → digestione di pezzi
più piccoli produce più energia → quindi capacità di masticare in modo efficiente incide in modo determinante sulla

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salute degli animali come gli australopitechi che probabilmente, come le scimmie, trascorrevano la maggior parte del
loro tempo masticando.

Le radici selvatiche crude sono molto fibrose e dure → i cacciatori-raccoglitori li masticano con una tecnica speciale, il
wadging: li masticano a lungo per estrarre tutti gli elementi nutritivi e i succhi finché alla fine sputano la polpa rimasta.
La selezione naturale ha favorito gli australopitechi più bravi ad addentare e a masticare il cibo all’infinito e con la
medesima intensità.
Gli australopitechi gracili avevano comunque denti più grandi circa del 50 % rispetto a quelli degli scimpanzé (robusti
più del doppio). Spesso strato di smalto e radici profonde. Erano piatti e meno appuntiti di scimpanzé.

Denti grossi (molari) = meno spazio in bocca = incisivi si rimpiccioliscono e anche canini.
Molari grossi per masticare costantemente = muscoli grossi e forti (tracce nei crani) = creste ossee nel capo per dar loro
più spazio, zigomi più laterali (rendono le facce larghe e lunghe) = mascelle giganti, volti giganti (già nei gracili).

-come facevano a procurarsi questi alimenti?-

Alla ricerca di tuberi:


le richieste insite nel doversi spostare molto per trovare cibo e acqua a sufficienza sono evidenti in molti importanti
adattamenti che si sono evolute negli australopitechi e che sono ancora evidenti negli esseri umani moderni.
Circa 4 milioni di anni fa cominciano a comparire in alcuni australopitechi adattamenti a un’andatura bipede più
consueta ed efficiente, indicativa di una forte selezione in atto affinché almeno alcune di queste specie potessero
camminare sulle lunghe distanze.
Alcuni ricercatori sostengono che questi antenati camminassero come gli scimpanzé (posizione eretta con anche,
ginocchia e caviglie piegate = dispendio di energia enorme e molta meno distanza percorribile siccome gamba piegata
= falcata minore) -ma- molti indizi suggeriscono che alcune specie di australopitechi camminassero in modo efficiente
proprio come noi umani, con le articolazioni relativamente estese.
Prove:
1. Forma piedi
2. Arti inferiori: femore angolato rivolto verso l’interno (= porta il ginocchio lungo la linea mediana quindi non
camminano con le gambe allargate)
3. Articolazioni anca grosse e ben protette
4. Caviglie con orientamento simile al nostro, più stabili ma meno flessibili di quelle degli scimpanzé
5. Colonna vertebrale incurvata come la nostra in alcuni australopitechi
6. Regione pelvica ampia, incurvata sui lati

Mantengono però delle caratteristiche simili a quelle delle scimmie antropomorfe (es. per arrampicarsi sugli alberi):
1. Gambe corte e braccia lunghe
2. Dita mani e piedi lunghe e leggermente ricurve
3. Muscoli avanbraccio potenti
4. Spalle orientate verso l’alto

3 I PRIMI CACCIATORI-RACCOGLITORI
Come abbiamo cominciato a evolvere corpi quasi moderni:
R. raffreddamento terra → africa spec. orientale cambiamento climatico = a causa di un punto caldo vulcanico, hotspot,
l’intera regione fu sollevata a mo’ di soufflé e poi la parte centrale collassò formando la great rift valley, che funge da
schermo per la pioggia, causando siccità in gran parte dell’africa orientale → comunque tendenza generale a
restringimento foreste pluviali, espansione praterie, aree boschive aperte e altri habitat aridi.

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Alcuni australopitechi optano per altri cibi coriacei
-ma-
La selezione ha favorito anche la caccia e la raccolta. Questo nuovo stile di vita richiedeva di continuare a raccogliere i
tuberi e altre piante ma incorporava anche nuovi comportamenti trasformativi, tra cui mangiare più carne, usare
strumenti per lavorare gli alimenti e collaborare per condividere cibo ed altri compiti.

L’evoluzione di questa strategia di caccia e raccolta è alla base dell’evoluzione del genere umano = è stata l’evoluzione
del sistema di caccia e raccolta a permettere al nostro corpo di assumere la forma che ha oggi.

Chi furono i primi esseri umani? :


l’era glaciale accelerò l’evoluzione del sistema caccia-raccolta, e dei relativi corpi moderni, in molte specie arcaiche di
homo.
Tra tutti, il caso più importante è quello dell’homo erectus.
Diversi ritrovamenti tra ‘800 e ‘900 → dopo seconda guerra mondiale si scopre che appartengono tutti a questo genere.
Testimonianze → homo erectus evolvette per la prima volta in africa circa 1,9 milioni di anni fa, per poi spingersi da qui
al resto del vecchio mondo.

L’homo erectus variava molto nell’aspetto (come noi):


• pesavano tra i 40 e i 70 kg ed erano alti tra i 122 e i 185 cm.
• Femmine più piccole
• Sono molto simili a noi, specialmente dal collo in giù → corpi con stesse proporzioni degli uomini moderni (solo
fianchi un po’ più larghi)
• Teste diverse → volto lungo e scavato con arcata sopraorbitaria enorme. Cervello con dimensioni intermedie
tra noi e gli australopitechi e crani allungati e appiattiti in cima e angolati sul retro (nostri sono arrotondati).
Denti come nostri ma più grandi leggermente.

Origini confuse:
prima di lui c’erano almeno altre due specie più arcaiche = homo abilis (2,3 – 1,4 milioni di anni fa) e homo rudolfensis
(contemporaneo abilis, ma era forse un australopiteco con il cervello più grosso e non un vero homo).
Dai fossili supponiamo che ci furono due stadi di evoluzione prima dell’uomo moderno → nell’ homo abilis il cervello si
è leggermente ingrandito e la faccia ha perso la prominenza tipica del muso animale, poi nell’homo erectus si sono
evoluti piedi, gambe e braccia, denti più piccoli e cervelli leggermente più grandi.

Il corpo dell’erectus non era proprio come il nostro ma l’evoluzione di questa specie segna il punto d’inizio di un corpo
sostanzialmente umano insieme a un approccio moderno al modo in cui mangiamo, collaboriamo, comunichiamo,
usiamo strumenti e ci comportiamo.
Come è avvenuta questa trasformazione?

Come si procurava la cena l’homo erectus? :


sistema di caccia e raccolta prevede 4 stadi:
1. Raccogliere alimenti vegetali
2. Cacciare la carne
3. Collaborare
4. Preparare il cibo
Come quando e perché i primi esseri umani cominciarono a adottare questi comportamenti?

Raccolta:
gli alimenti vegetali nell’habitat del genere homo contribuivano sicuramente alla maggior parte della dieta.
Almeno 6 km al giorno per la raccolta di cibo.

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Tuberi, bacche, foglie, ma anche miele (pericoloso).
Il vantaggio insito nel cibarsi di piante è che è possibile prevedere dove trovarle, che sono spesso abbondanti, svantaggio
è che sono è che hanno un alto contenuto di fibre non digeribili e una bassa densità nutritiva.

Caccia:
fabbisogno di una madre di homo erectus (suo e del figlio) è in totale tra le 3000 e le 4500 kcal al giorno = impossibile
da reperire fra gli alimenti vegetali e impossibile da raccogliere (studi sui cacciatori-raccoglitori africani contemporanei
dimostrano che una donna riesce a raccogliere solo tra le 1700 e le 4000 calorie al giorno in alimenti vegetali → donna
di homo erectus sicuramente ne raccoglie meno di una donna contemporanea) =
= serve energia aggiuntiva

Siti archeologici con ossa di animali con tagli dovuti da strumenti di pietra risalenti ad almeno 2,6 milioni di anni fa.
La carne è stata una componente importante della dieta umana sin dal genere homo, ma procurarsela richiede molto
tempo e fortuna ed è pericoloso e difficile → è improbabile che le femmine incinte o in allattamento (praticamente
sempre) fossero in grado di cacciare e procurarsi il cibo con regolarità quindi possiamo desumere che l’inizio del
consumo di carne coincise con una divisione del lavoro in cui le femmine raccoglievano e gli uomini inoltre cacciavano.
Alla base di questa divisione del lavoro c’è la condivisione del cibo.

La condivisione di cibo non si verifica solo tra compagni e tra genitori e figli ma anche tra membri di un gruppo,
evidenziando l’importanza fra i cacciatori-raccoglitori di un’intensa collaborazione sociale.
Una forma base di cooperazione è la famiglia allargata → le nonne procurano il cibo, le madri si aiutano a vicenda nella
cura dei piccoli, maschi condividono il cibo anche con altri membri del campo.
Caccia anche in gruppo per aumentare le probabilità di successo.

Preparazione del cibo:


cibi crudi difficili da masticare con denti piatti = molto meno tempo per raccolta e caccia.
Quindi preparare il cibo, all’inizio con una tecnologia molto semplice = strumenti olduvaiani fabbricati usando una pietra
per scalzare schegge da un’altra pietra. Affilati e versatili. Carne cruda più facile da mangiare se tagliata a pezzettini,
uguale per i vegetali e più facile da digerire.

Quali sono stati gli effetti del sistema di caccia e raccolta sull’evoluzione del corpo umano?

Un lungo viaggio a piedi:


homo erectus confronto con australopiteco afarensis:
1. gambe lunghe = maggior distanza minor fatica ma difficile arrampicarsi sugli alberi
2. piedi = da impronte sappiamo che camminavano come noi, con arco plantare completamente sviluppato
3. ossa e articolazioni più grandi = sopportano la forza che ricade sulle gambe che richiede il camminare bipedi
(circa il doppio di quadrupedi) che se no fratturerebbe le ossa e danneggerebbe la cartilagine delle articolazioni
= femore più spesso che diminuisce le tensioni dovute a piegamenti e torsioni. Articolazioni di anca, ginocchio
e caviglia più grandi.
4. Andatura bipede = meno parti di corpo esposte al sole = meno surriscaldamento corpo = possono uscire nelle
ore più calde quando i predatori riposano all’ombra.
5. Altezza = allungare forma del corpo aiuta raffreddamento grazie al sudore che si raffredda e raffredda pelle e
sangue di conseguenza.
6. Naso all’infuori = genera turbolenze nell’aria inalata tramite il naso interno

Evoluti per correre:


siamo delle seghe a correre veloce ma da homo erectus l’evoluzione ci ha portati ad essere molto bravi nella corsa su
lunghe distanze a velocità moderata.

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Corsa di resistenza per accaparrarsi le carcasse e scappare una volta prese queste.

Antica tecnica per la caccia basata sulla corsa di resistenza = caccia di persistenza: trae vantaggio da due caratteristiche
di base della corsa umana ovvero che gli uomini possono percorrere lunghe distanze (ad una velocità che comunque
richiede all’animale di passare dal trotto al galoppo) e che correndo sudano e raffreddano il corpo ma gli animali si
raffreddano ansimando, cosa che non possono fare al galoppo. Si inseguono gli animali fino a che non collassano per il
caldo. Si insegue la bestia a mezzogiorno senza lasciarle il tempo di raffreddarsi fino a che le prende un infartino.
Uniche necessità sono resistenza e acqua prima e dopo la caccia quindi fonte o il cazzo che c’era.

Adattamenti alla corsa nei muscoli e nelle ossa compaiono nell’homo erectus → consentono di usare le gambe come
molle (movimento diverso da camminata) cosi da disperdere poca energia.
Es:
1. tendine di Achille è una molla esclusiva dell’uomo = spesso e lungo 10 cm nell’uomo (più corto in scimpanzé e
gorilla). Nb non si fossilizzano ma segni nelle ossa del tallone degli australopitechi ne indicano la presenza (erano
più piccoli e si sono ingranditi nell’homo)
2. grande gluteo che si contrae durante la corsa per stabilizzare il corpo (evita che il tronco caschi in avanti)
3. organo sensoriale deputato all’equilibrio della testa durante la corsa = canali semicircolari dell’orecchio interno
→ sentono la velocità con cui la testa si muove nelle tre direzioni e mettono in moto i riflessi = fanno si che
occhi e muscoli del collo controbilancino i movimenti della testa
4. sempre per la testa = legamento nucale (assente in australopitechi e scimmie antro) = elastico che collega il
retro della testa alle braccia passando per la linea mediana del collo. Il braccio che si abbassa durante la corsa
porta leggermente indietro la testa facendo si che non cada in avanti.
5. Vita sottile, alluce corto, spalle basse e ampie

Trafficando in giro:
utilizzare strumenti → adattamenti visibili nelle mani = muscoli del pollice molto forti e ossa delle dita robuste, con
grosse articolazioni.

Una nostra peculiare capacità è quella di lanciare con una combinazione di velocità e accuratezza → movimento di tutto
il corpo che ci permette di lanciare anche a 180 km/h in modo accurato → succede grazie ad un’anatomia appropriata
che nel complesso fa la sua comparsa per la prima volta nell’homo erectus (es vita mobile, spalle basse e ampie, spalla
orientata di lato e non in verticale, polso molto estendibile).

Ricorda: strumenti per preparare il cibo (sminuzzare e cazzi vari) → meno sforzo per la masticazione = meno muscoli
masticatori grossi = perdita del muso lungo.

Pance e cervelli:
legame tra cervello e pancia.
Umani hanno cervelli grossi e intestini piccoli rispetto agli animali. Entrambi (intestino ma vuoto) pesano circa un kg.
Il nostro rapporto pancia-cervello è il risultato di uno spostamento energetico che ebbe origine con i primi cacciatori-
raccoglitori = i primi membri del genere homo barattarono pance grosse con cervelli grandi passando ad
un’alimentazione di alta qualità.
Incorporando la carne nella dieta e affidandosi alla preparazione del cibo, i primi uomini furono in grado di utilizzare
molta meno energia per la digestione → energia che andò a far crescere le dimensioni del cervello.

La collaborazione tra membri di un gruppo nella caccia e l’aiuto reciproco nelle comunità di homo richiedono capacità
cognitive che vanno oltre quelle di una scimmia = buona teoria della mente (intuire), comunicare tramite il linguaggio,
ragionare, sopprimere i propri bisogni immediati, memoria.

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4 ENERGIA NELL’ERA GLACIALE
Come abbiamo sviluppato un cervello enorme e un corpo grande e grosso che cresce lentamente:
cambiamenti dall’homo erectus a noi sono molti e riflettono una rivoluzione profonda nel modo in cui i nostri corpi
usano l’energia → questa è la rivoluzione che getta le basi per l’evoluzione dell’homo sapiens.

Per la maggior parte degli animali la strategia è vivi rapidamente, muori giovane e investi tutto nel fare figli (la selezione
naturale favorisce gli individui con adattamenti che permettono di avere una discendenza più numerosa e con maggiori
probabilità di sopravvivere rispetto agli altri individui della stessa popolazione = acquisire e usare energia per figliare un
botto cosi che in tanti possano sopravvivere).

Uomini no.
Come poche altre specie, noi investiamo più energia per riprodurci più lentamente.
Giungiamo alla maturazione senza fretta (scimmie antro 12 anni), abbiamo corpi grossi e pochi figli, ma dedichiamo
molto tempo ed energie per farli crescere bene → funziona perché anche se abbiamo pochi figli questi sopravvivono a
lungo e si riproducono -ma- questa strategia può evolversi solo se e quando le risorse sono prevedibili e la mortalità
infantile è bassa.

Nel corso dell’era glaciale il genere umano ha modificato questa strategia in modo notevole.
i nostri antenati hanno intensificato la strategia delle scimmie evolvendo in modo da trascorrere più tempo e investire
più energia nello sviluppare il proprio corpo. Gli scimpanzé maturano in circa dodici anni, noi ne impieghiamo circa 18
e consumiamo molta più energia per far crescere corpi più grandi e costosi, con enormi cervelli.

Ci siamo contemporaneamente evoluti per accelerare il tasso di riproduzione → i cacciatori-raccoglitori hanno circa un
figlio ogni tre anni, con un tasso di riproduzione che è il doppio di quello delle scimmie antropomorfe -ma- dato che i
bambini impiegano tanto tempo a crescere e a svilupparsi, devono essere accuditi e allattati, per le scimmie questo non
accade.
Abbiamo messo insieme la strategia delle scimmie (riproduce dai 12 anni e ha figli ogni 5, la metà circa sopravvive) e
quella del topo (mille figli ma crepano quasi tutti e giovani) in un modo totalmente nuovo → ha richiesto una rivoluzione
energetica.

Strategia unica che prevede:


1. Usare energia per far crescere corpi più grandi
2. Con cervelli più grossi
3. Per un tempo più lungo
4. Riprodursi velocemente
È la successiva trasformazione fondamentale nella storia del corpo umano.

Tirare avanti e spostarsi nell’era glaciale:


fossili di homo erectus trovati in Kenya, Georgia, sud est asiatico, giava, Cina, a ovest lungo le coste del mediterraneo
fino all’Europa del sud = è il primo ominino intercontinentale.

Si trattò non di una migrazione ma di una DISPERSIONE GRADUALE. Le dispersioni si verificano quando una popolazione
si espande senza aumentare la propria densità.

Un gruppo di homo erectus era di circa 25 persone in 250/500 km quadrati di ampiezza.

Se usiamo questi numeri per fare una stima del tasso medio di crescita → 0,4% all’anno = una popolazione di homo
erectus sarebbe raddoppiata solo in 175 anni.

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l’unico modo perché una popolazione crescesse mantenendo invariata la bassa densità era quello di dividere i gruppi
man mano che crescevano e disperderli in territori nuovi → con questo meccanismo di divisione non sorprende che in
50.000 anni l’homo erectus potesse arrivare in Egitto e nel Caucaso e in 100.000 anni fino alla Georgia.
Non deve sorprendere che l’homo erectus si sia disperso rapidamente in tutte le direzioni.

Più degno di nota è che questi cacciatori-raccoglitori cominciarono a colonizzare habitat temperati durante l’era glaciale
(caratterizzata da ripetuti cicli di raffreddamento estremo alternati da un rapito riscaldamento).
Circa 500.000 anni fa i periodi più freddi diventarono estremamente freddi e il ghiaccio ricopri circa un terzo della
superficie terrestre. Era possibile camminare dal Vietnam a giava a Sumatra e anche attraverso la manica. L’Europa
settentrionale e centrale era una tundra inospitale mentre l’Europa del sud era coperta da foreste di pini popolate da
orsi e cinghiali → tutte condizioni sfavorevoli all’homo erectus (che ancora non ha il fuoco).

Durante i periodi più miti tra un ciclo di freddo e l’altro gli uomini occupavano gran parte della zona temperata del
vecchio mondo.

Le popolazioni dell’africa non erano toccate dai ghiacciai ma sperimentavano comunque il cambiamento climatico →
→ periodi umidi Sahara si rimpicciolisce = più probabilità di prosperare e di espandersi nel medio oriente e in asia.
→ periodi secchi Sahara si espande = homo erectus tagliato fuori dal mondo. Probabilmente si estinse in Europa e asia
o fu sospinto più a sud verso il mediterraneo o l’asia meridionale.

Riassunto: homo erectus si evolve in africa all’inizio di una fase molto dinamica della storia della Terra -ma- al posto di
rimanere li si sposta diffondendosi globalmente nei grandi spazi dell’africa e dell’Eurasia.

Uomini arcaici dell’era glaciale:


quando le specie si disperdono e popolazioni estese diventano riproduttivamente separate, la selezione naturale e altri
processi evolutivi casuali fanno si che, nel tempo, queste si differenzino.
Questo stesso processo si verificò nell’homo erectus → cominciarono a cambiare e modificarsi con una tendenza
generale a diventare più grossi, anche se alcuni divennero più piccoli (popolazione proveniente da Dmanisi aveva corpo
e cervello del 25% più piccoli di quelli delle popolazioni africane).

Come tendenza generale della specie comunque il cervello divenne nel tempo più grande.

600.000 anni fa alcuni discendenti dell’homo erectus si sono evoluti abbastanza da meritare una diversa classificazione
come specie differente. La più nota è l’homo heidelbergensis, che si estendeva dall’africa meridionale fino all’Inghilterra
e alla Germania.
Straordinario ritrovamento in spagna a sima de los huesos (fossa delle ossa) =30 persone furono trascinate e gettate
qui → avevano la stessa testa dell’homo erectus ma un cervello più grande e un volto più largo.
L’homo erectus continuò a sopravvivere in asia o forse evolvette in un’altra specie anch’essa con un cervello più grande
= uomo di denisova (non si sa un cazzo, abbiamo solo un dito).

È difficile classificare correttamente i fossili e capire chi discende da chi -ma- essenzialmente sono tutte variazioni di
homo erectus con un cervello più grande → è più sensato raggruppare queste nuove specie sotto l’espressione di Homo
arcaico.
Gli uomini arcaici erano abili cacciatori-raccoglitori e fabbricavano utensili leggermente più sofisticati di quelli dell’homo
erectus → più grossa innovazione = punta di lancia
Prima le lance erano di legno (non conservate e meno efficaci) ma 500.000 anni fa nuovo metodo per fabbricare
strumenti di pietra molto sottili nella forma desiderata, compresa la punta triangolare, abbastanza leggera e affilata da
poter essere infilata sulla punta di una lancia.
Innovazione incredibile! Lancia si infila nell’animale e provoca ferite orribili e può essere usata da lontano.

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Controllo del fuoco. Nessuno è sicuro di quando gli uomini cominciarono a creare e ad utilizzare il fuoco con regolarità
→ le prove più antiche al momento provengono da un sito africano di un milione di anni fa e da un sito israeliano di
750.000 anni fa. Le tracce sono però molto rare fino a 400.000 anni fa quando cominciano ad essere trovate con
regolarità.
Cottura = rivoluzione:
• Cibo cotto maggior apporto energetico e meno probabilità di nuocere alla salute.
• Riscaldamento
• Respingere predatori
• Stare alzati fino a tardi la notte

Dati fossili e molecolari dimostrano che circa tra 400.000 e 300.000 anni fa le linee evolutive dei vari homini arcaici si
separarono:
• la linea africana evolvette negli uomini anatomicamente moderni
• in asia evolvette l’uomo di denisova
• in Europa e in asia occidentale evolvette l’uomo di neandertal

I nostri cugini Neandertal:


i neandertal e gli uomini moderni sono due specie differenti, che si separarono geneticamente fra 800.000 e 400.000
anni fa. Sebbene le due specie si siano leggermente mescolate si tratta non di nostri antenati ma di nostri cugini.

È una specie di uomo arcaico che visse in Europa e nell’asia occidentale tra 200.000 e 30.000 anni fa.
Erano cacciatori abili e intelligenti, adattati a sopravvivere all’era glaciale.
Stesso cranio dell’heidelbergensis ma cervello più grosso e protuberanza grossa come un uovo e solco sul retro del
cranio.
Erano particolarmente muscolosi e tozzi (conservare meglio il calore nei climi artici).
Fabbricano utensili in pietra sofisticati e molto vari.
Cucinavano il cibo e cacciavano animali grossi come cervi e cavalli.
Nessuna traccia di comportamenti simbolici (es manufatti artistici).

Grandi cervelli:
neandertal aveva cervello più grosso di quello medio di un uomo moderno evoluto cosi per permettere di pensare,
ricordare e svolgere altri compiti cognitivi complessi.
-ma-
Dimensione del cervello va messa in relazione con dimensione del corpo:
500.000 anni fa il volume del cervello dei neandertal era grosso tanto quanto quello degli uomini moderni, se non di più
→ perché il loro corpo era più grosso del nostro durante l’era glaciale
Quando 12.000 anni fa la Terra si riscaldò il corpo si strinse leggermente e lo stesso capitò al cervello → Tenendo conto
delle lievi differenze di massa corporea tra un neandertal alla fine dell’era glaciale e un uomo moderno, un uomo
moderno medio ha il cervello solo leggermente più grande di un neandertal medio.
Cervello più grande = più intelligenza

Perché altri animali non hanno aumentato la massa del loro cervello? Ci sono tantissimi costi:
Costo energetico aggiuntivo enorme
Parto difficoltoso
Maggior fragilità del cervello grande (più forze esterne che agiscono su massa più grande)

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Il fatto che l’evoluzione dell’homo erectus abbia portato ad un cervello più grande significa che i primi uomini avevano
un apporto energetico sufficiente a mantenerlo ma anche che i vantaggi ottenuti dall’intelligenza maggiore superavano
i costi.

Vantaggi delle maggiori dimensioni del cervello:


1. maggior collaborazione e cooperazione (=più interazioni sociali)
2. miglior capacità di fare i naturalisti = conoscere piante e animali, dove sono disponibili e quando, come saperli
cucinare
3. abilità induttive per la caccia = sfruttare impronte, piste segnali visivi ed olfattivi
4. seguire impronte necessita di logica deduttiva = formulare ipotesi

Una crescita graduale:


uomini impiegano molto più tempo di scimmie e scimmie antropomorfe per raggiungere la maturità fisica e riproduttiva.
Abbiamo una fase intermedia tra neonato e giovane che è l’infanzia che è ancora seguita dalla madre a differenza di
quanto accade per i piccoli di mammiferi.
Il nostro cervello cresce rapidamente nei primi anni di vita e poi continua a crescere lentamente (e a lungo) fino al
raggiungimento della piena maturità cerebrale.
Il nostro corpo cresce fino a maturità fisica e riproduttiva (ca. 18 anni)

Quando e perché la durata del nostro sviluppo si è dilatata così tanto?


Perché raddoppiare l’arco di tempo necessario per far crescere completamente il cervello?
Perché aggiungere una fase infantile quando una madre deve nutrire un lattante e contemporaneamente occuparsi di
bambini più grandi ma ancora immaturi?
Perché prolungare la fase della gioventù e del doloroso periodo adolescenziale?

Il cervello umano ci mette tanto tempo perché è grosso e richiede connessioni molto complesse.
Infatti tra i primati i cervelli più grossi impiegano più tempo a crescere.
Grandezza “finale” del cervello dell’uomo viene raggiunta il 6 / 7 anni ma poi è necessario del tempo al cervello e al
corpo per raggiungere una piena maturità (ca. 12 anni o più).

Ipotesi: nel genere umano con l’aumento del cervello il periodo critico del primo sviluppo (neonatale e infanzia) si sia
esteso per consentire una tale crescita.

Corpi grassi:
come altri animali gli uomini conservano energia in eccesso sotto forma di grasso (=riserva) -ma- gli uomini sono
insolitamente grassi rispetto ad altri animali → si crede che nel momento in cui il cervello dell’uomo arcaico cominciò
ad espandersi e lo sviluppo a rallentare, cominciammo anche a mettere su peso.

Tutti gli animali hanno bisogno di grassi ma l’essere umano ne necessita molti di più, fin dalla nascita → riserva
energetica per il cervello, la gravidanza e l’allattamento, resistenza atletica.

Da dove proviene l’energia?


Tendenza del genere homo ad acquisire e usare più energia per crescere / conservarla sotto forma di grasso / essere
più attivi / riprodursi e prendersi cura dei piccoli.
-ma-
Controproducente quando le fonti di energia scarseggiano, es era glaciale

Una svolta energetica, lo Hobbit di Flores:


sulle isole si verificano strani eventi evolutivi.

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Animali grossi hanno crisi energetiche perché necessitano di più cibo di quello che l’isola fornisce.
Gli animali piccoli, al contrario, hanno più successo dei loro corrispettivi continentali perché hanno cibo a sufficienza,
c’è una minore competizione con altre specie e spesso non ci sono predatori.

Flores, arcipelago indonesiano, trovati strumenti in pietra di 800.000 anni fa e scheletri piccolissimi.
Qui si sono verificate forme di nanismo e gigantismo di animali (ci sono varani di comodo = lucertole giganti di base,
topi giganti e fino a poco fa elefanti piccoli) e anche di uomini = Hobbit
Homo floresiensis = alti solo un metro per un peso tra i 25 e i 20 kg con cervelli minuscoli (che però in proporzione
somiglia a quello dell’homo erectus).
Interessante notare come in mancanza di fonti energetiche la selezione naturale si presti a adattare il corpo.

Che cosa è successo agli uomini arcaici? :


Homo Sapiens si è evoluto quasi in contemporanea con il neandertal.
Eccetto lo hobbit, gli uomini arcaici e gli uomini moderni hanno corpi generalmente simili e lo stesso si può dire per il
cervello
-ma-
Gli uomini moderni hanno goduto del beneficio della selezione naturale al punto di rimanere gli unici a non essere estinti
al termine dell’era glaciale. Unici della linea evolutiva umana.

5 UNA SPECIE DI CULTURA


Come abbiamo colonizzato il mondo con una combinazione di muscoli e cervello:
homo sapiens → la caratteristica che diversifica più profondamente gli uomini moderni da quelli arcaici è la nostra
capacità di affrontare i cambiamenti culturali. INNOVARE – TRASMETTERE IDEE E INFORMAZIONI
Gli uomini moderni si sono evoluti dagli uomini arcaici in africa almeno 200.000 anni fa. Possiamo datare il momento e
il luogo di nascita della nostra specie grazie ai geni.
Siamo, geneticamente parlando, una specie omogenea → condividiamo circa l’86% di tutte le variazioni genetiche della
nostra specie (es scimmie 40%).

Le linee evolutive dell’homo sapiens e del neandertal si sono divise circa 500.000 e 400.000 anni fa (= da lì non siamo la
stessa specie, prima appartenevano alla stessa popolazione ancestrale)
DNA → nostro DNA differisce da quello dei neandertal solo per una coppia di basi su 600 → studi cercano di
comprendere quali siano questi geni diversi e che cosa significhino.

IBRIDI →Tutti i non africani hanno in comune con i neandertal una percentuale di genoma compresa fra il 2 e il 5% =
neandertal e uomini moderni si incrociano in un periodo risalente ad oltre 50.000 anni fa probabilmente quando gli
uomini moderni migravano fuori dall’africa verso il medio oriente e poi l’Europa ecc. questo spiega come mai gli africani
siano privi di geni in comune con i neandertal.
Stessa cosa successa con uomini moderni a contatto con i denisova.
Non è raro che specie strettamente imparentate si incrocino quando vengono a contatto.

MIGRAZIONI → seguiamo i fossili


1. uomini moderni prima volta in africa 195.000 anni fa
2. prima diaspora = uomini moderni compaiono in medio oriente tra 150.000 e 80.000 anni fa (date incerte)
3. scompaiono per 30.000 anni, sostituiti dai neandertal durante il picco di glaciazione
4. uomini moderni con nuove tecnologie ritrovati di nuovo in medio oriente 50.000 anni fa, per diffondersi poi a
nord, est e ovest
5. comparvero per la prima volta in Europa 40.000 anni fa, in asia 60.000 anni fa, in Australia 40.000 anni fa
6. oltrepassano lo stretto di Bering (in alto, tra Russia e usa) tra 30.000 e 15.000 anni fa.

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Colonizzano tutto tranne l’Antartide

Prove indicano che man mano che l’homo sapiens si diffondeva, il neandertal diminuiva e si rifugiava in luoghi isolati
per poi scomparire del tutto.

Che cosa c’è di moderno nell’uomo moderno? :


le differenze più palesi che ci distinguono dagli uomini arcaici sono contrasti anatomici la cui importanza biologica è
difficile da interpretare.
Maggior parte di queste differenze è visibile nella testa = due cambiamenti fondamentali nel modo in cui la testa è
tenuta insieme:
1. i nostri volti sono piccoli, molto meno allungati
2. forma sferica della testa umana e non più allungata e appiattita
i nostri cervelli non sono più grandi.
Caratteristica piccola ma distintiva = presenza del mento (osso a forma di T rovesciata), non è chiaro perché solo noi lo
abbiamo.
Altre piccole differenze nel corpo tipo bacino meno largo e spalle meno muscolose (tutto minimamente).

COMPORTAMENTO → entrambe le specie fabbricavano utensili, vivevano in gruppo, cuocevano il cibo e cacciavano
ecc.
Se osserviamo le testimonianze archeologiche africane le tracce indicano che è successo qualcosa di diverso = un certo
numero di siti africani più vecchi di 70.000 anni mostra che i primi uomini che abitarono in africa in questo periodo
commerciavano su lunghe distanze (suggerisce l’esistenza di una rete sociale complessa)
Questi stessi uomini costruirono anche nuovi tipi di utensili (es arpioni per pescare)
Tracce di elementi di arte simbolica es. perle colorate ornamentali e incisioni.
Tuttavia tracce di comportamenti simili sono effimere e non sembrano radicarsi in modo permanente.

Circa 50.000 anni fa → invenzione della cultura del paleolitico superiore


Il paleolitico superiore fu una vera e propria rivoluzione tecnologica = i cacciatori raccoglitori cominciarono a costruire
utensili in osso, compresi aghi e punteruoli, fabbricarono lampade, ami da pesca, flauti. Iniziarono anche a costruire
accampamenti più complessi con abitazioni semipermanenti (talvolta). Crearono armi da lancio molto più letali come
gli arpioni.

Cambiamento nella dieta → si cominciano a cacciare anche animali di piccola taglia e a nutrirsi di frutti di mare, uccelli
e tartarughe (animali che possono essere catturati da donne e bambini senza troppi rischi e sono molto abbondanti).
Probabilmente anche i vegetali raccolti e consumati erano di più ed esistevano modi nuovi di cucinare (es bollire).
Questi cambiamenti consentirono di nutrire una popolazione in aumento vertiginoso, infatti poco dopo l’inizio del
paleolitico superiore la densità dei siti comincia a crescere anche in luoghi remoti come la siberia.

Sotto molti aspetti la più profonda trasformazione del paleolitico superiore è culturale = la gente comincia a pensare e
comportarsi in modo diverso.

La manifestazione più tangibile di questo è l’arte:


nei siti del paleolitico superiore si annoverano spettacolari pitture nelle caverne, figurine intagliate, ornamenti e tombe
in cui sono stati trovati diversi oggetti.
Le popolazioni del paleolitico superiore sono state le prime ad esprimere regolarmente i propri sentimenti o la propria
fede in maniera simbolica e con mezzi durevoli.

Cambiamenti culturali:

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circa da 50.000 anni fa diventa possibile utilizzare i manufatti per identificare culture distinte (prima oggetti tutti uguali
in tutti i siti), distribuite nel tempo e nello spazio. Ogni parte del mondo ha testimoniato un’infinita serie di
trasformazioni culturali.

Se c’è qualcosa che ci distingue più di tutto dagli uomini arcaici è la nostra notevole capacità e propensione a innovare per
mezzo della cultura.

Gli uomini moderni hanno un cervello migliore? :


non abbiamo resti di un cervello di neandertal (non lasciano fossili e non ne abbiamo trovati di congelati)
unico modo di studiare = studio della grandezza e forma del cranio, confronto tra cervelli umani e cervelli di primati non
umani e risultati della ricerca di geni manifestamente diversi tra homo sapiens e neandertal che nel caso degli uomini
hanno un effetto sul cervello.

Le differenze di grandezza sono insignificanti, dobbiamo presumere che le differenze effettive dovessero dipendere da
qualcosa di più sottile = l’architettura del cervello e le sue connessioni
Diversi sforzi fatti per paragonare la forma delle ossa che contengono il cervello cosi da verificare la presenza di
differenze nella struttura cerebrale sottostante → emerge chiaramente che alcune differenze fondamentali nella
dimensione di certi costituenti del cervello contribuiscono alla forma più sferica del cranio degli uomini moderni. Queste
differenze possono essere rilevanti per l’esistenza di possibili diversità cognitive tra gli uomini moderni e quelli arcaici
(NB questo non ha nulla a che fare con la scienza del XIX secolo che credeva che le variazioni nella forma esterna del
cranio fossero legate a differenze del cervello significative per la personalità, l’intelletto e altre funzioni = frenologia).

Lobi che costituiscono il telencefalo = parte di maggior estensione →


→ Lo strato più esterno = neocorteccia, ha un’estensione notevole sia negli uomini arcaici sia nell’uomo moderno ed è
responsabile del pensiero conscio, della capacità di pianificare, del linguaggio e di altre capacità cognitive complesse.
La neocorteccia è divisa in lobi, ciascuno con diversa funzione. La forma dei lobi lascia traccia nei crani fossili.
Differenza tra homo sapiens e arcaico = lobi temporali del sapiens più grandi del 20% circa.
Questa coppia di lobi svolge molte funzioni che usano e organizzano i ricordi → quando qualcuno parla percepiamo e
interpretiamo i suoni in alcune aree dei lobi temporali che ci aiutano anche a dare un senso agli odori e alla vista (es
assegnare un nome ad una persona o ricordare con un profumo).
Ippocampo = parte situata nella profondità dei lobi temporali, serve per imparare cose nuove e immagazzinare
informazioni.
Lobi più grandi = eccellere nel linguaggio e nella memoria

Fattore collegato a queste facoltà = spiritualità → studi dimostrano che la stimolazione del lobo temporale può far
emergere intense emozioni spirituali.

Altra area più grossa = lobi parietali → per interpretare e integrare informazioni sensoriali provenienti da diverse parti
del corpo. Serve per capire dove siamo e per avere un’idea dello spazio che ci circonda, interpretare simboli come le
parole, comprendere come stiamo usando uno strumento e per la matematica (pensiero astratto).

Corteccia prefrontale = più grande del 6% negli uomini rispetto alle scimmie antropomorfe. Non sappiamo quando inizia
a crescere negli uomini ma sicuramente è successo perché questa è la parte di cervello che coordina tutte le sue altre
funzioni.

Effetto dell’ampliamento dei lobi temporali e parietali = forma della testa più sferica

Non possiamo dire altro di certo che non sia semplice congettura. Ma ci sono diversi studi ed ipotesi riguardo forma e
connessioni interne al cervello e riguardo i geni che potenziano le capacità del cervello.

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Il dono della parlantina:
la forma peculiare del volto umano ci ha reso più bravi a pronunciare con rapidità suoni chiari e facili da interpretare
(anche i neandertal comunicavano ma con meno capacità di linguaggio).
Nell’uomo infatti il canale vocale è speciale per due motivi:
1. il nostro cervello è straordinariamente bravo a controllare rapidamente e con precisione i movimenti della
lingua e delle altre strutture che ne modificano la forma.
2. la forma del viso dell’uomo moderno conferisce al nostro canale vocale una configurazione peculiare, dotata di
utili proprietà acustiche.
Il nostro canale vocale ha un tratto verticale e uno orizzontale della stessa lunghezza (trachea, laringe / tratto orizzontale
che collega alla bocca) (nb lingua parte dal basso, non come animali), il che permette di pronunciare vocali le cui
frequenze sono più distinte e che sono più facili da pronunciare in modo corretto (es non confondiamo marta con
morta), mentre per i nostri antenati non era proprio cosi (anche se sicuramente comunicavano con il linguaggio verbale).
Svantaggio → il nostro canale per aria e cibo è unico = faringe, mentre per gli animali è separato (un tratto dentro
l’altro). Gli uomini sono l’unica specie a rischio di asfissia quando ingoiano un boccone troppo grande o quando non
fanno attenzione → non è cosi raro!
Il prezzo per parlare meglio è stato molto alto.

L’evoluzione dell’evoluzione culturale:


una volta che il periodo di maturazione dell’homo sapiens durante il paleolitico superiore fu compiuto, permise agli
uomini di diffondersi in tutto il mondo e il nostro arrivo fece scomparire ovunque gli uomini arcaici.

Perché siamo sopravvissuti noi e non loro?


Teorie:
1. ci siamo riprodotti di più svezzando prima i nostri figli o raggiungendo tassi di mortalità più bassi (piccole
differenze del tasso di mortalità per i cacciatori-raccoglitori hanno effetti clamorosi. Esperimenti dimostrano
che se sapiens e neandertal fossero vissuti insieme, nella stessa regione, ma con i secondi con un tasso di
mortalità più alto solo dell’1%, questi si sarebbero estinti in meno di mille anni.
2. Sapiens erano più bravi a collaborare, si cibavano di una maggiore varietà di alimenti, avevano una rete sociale
più grande ed efficace
Sono solo ipotesi, ma la conclusione è chiara: qualcosa nel comportamento del sapiens deve aver costituito un
vantaggio.

Definiamo qualsiasi cosa abbia reso diverso il comportamento dell’uomo moderno una modernità comportamentale:
in qualsiasi modo questa si definisca, le sue conseguenze sul nostro corpo sono state profonde sin dall’inizio del
paleolitico superiore e sono ancora importanti oggi.
Perché?
Perché i fattori biologici che ci rendono moderni dal punto di vista cognitivo e comportamentale, qualunque essi siano,
si manifestano tramite la cultura.
Questo termine si riferisce ad un insieme di conoscenze, credenze, valori appresi che fanno si che gruppi diversi pensino
e si comportino in modo diverso. Le testimonianze archeologiche dimostrano che noi abbiamo una capacità e una
propensione straordinarie ed esclusive ad innovare e a trasmettere idee nuove.
L’homo sapiens è una specie fondamentalmente culturale. La cultura è la caratteristica distintiva della nostra specie.

La cultura evolve allo stesso modo dei geni, con la differenza che lo fa molto più velocemente.
I tratti culturali = memi (idea, simbolo, abitudine) differiscono dai geni sotto diversi aspetti: dove i geni nuovi insorgono
unicamente per caso in seguito a mutazioni casuali, spesso gli uomini generano variazioni culturali intenzionalmente. In
aggiunta i memi non si trasmettono soltanto da genitore a figlio ma da sorgenti multiple.

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I cambiamenti culturali solitamente hanno luogo a partire da un agente (leader carismatico, desiderio collettivo di
risolvere un problema come la fame).

La cultura non è una caratteristica biologica


-ma-
Le capacità che consentono agli uomini di “usare” la cultura sono adattamenti biologici basilari particolarmente marcati
negli uomini moderni. I cambiamenti culturali a partire dal paleolitico superiore non hanno mai smesso di accelerare,
sono accelerati anche i loro effetti sul nostro corpo.
Talvolta le innovazioni culturali spingono la selezione naturale (es. capacità di digerire lattosio in età adulta = produzione
di lattasi, enzima che digerisce il lattosio, che dovrebbe cessare dopo lo svezzamento).

Effetto protettivo della cultura = buffering, nega gli effetti dell’ambiente sul corpo, proteggendolo dalla selezione
naturale (es vestiti, antibiotici, cottura cibo).

Muscoli, cervelli e il trionfo dell’uomo moderno:


tra tutti gli adattamenti specifici dell’uomo moderno, se ce n’è uno che giustifica il nostro successo evolutivo fino ad
oggi, deve essere la capacità di essere adattabili grazie ad una straordinaria abilità nel comunicare, collaborare, pensare
e inventare.
Le basi biologiche di queste abilità sono radicate nel nostro corpo, specialmente nel cervello, ma i suoi effetti si
manifestano principalmente nel modo in cui usiamo la cultura per innovare e adattarci a circostanze nuove e diverse.
La rapidità e la portata dell’evoluzione culturale oggi superano di gran lunga quelle dell’evoluzione biologica.

PARTE II - L’AGRICOLTURA E LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Come ci stiamo evolvendo ancora oggi? :


è falso che l’homo sapiens abbia smesso di evolversi finito il paleolitico → infatti la selezione naturale è per definizione
la conseguenza di una variazione genetica ereditabile e di un successo riproduttivo differenziale. Le persone continuano
a trasmettere i geni ai propri figli e anche oggi alcuni hanno più figli di altri; ne consegue che, se esiste un fattore
ereditabile alla base delle differenze nella fertilità degli individui, la selezione naturale deve essere ancora in opera.
In più, l’accelerazione dell’evoluzione culturale ha modificato in modo veloce e radicale ciò che mangiamo, come
lavoriamo, le malattie che ci affliggono e altri fattori ambientali che hanno creato nuove pressioni selettive.

L’evoluzione culturale non ha fermato quella naturale ma l’ha spinta e talvolta accelerata.

L’evoluzione è un fenomeno graduale che richiede centinaia di generazioni per avere effetti degni di nota di
conseguenza non è facile rilevare negli umani dei cambiamenti evolutivi in maniera cosi significativa come ce lo
aspettiamo es dai batteri (molto meno tempo).

Per quanto la selezione non si sia fermata, è vero che rispetto ai tre o quattro milioni di anni precedenti, ha agito sugli
esseri umani in misura relativamente minore nel corso degli ultimi millenni.

Indipendentemente da quanto la selezione naturale abbia agito a partire dal paleolitico, nelle ultime migliaia e centinaia
di anni l’uomo si è evoluto in altri modi significativi per mezzo dell’evoluzione culturale, che ha modificato molte tra le
più importanti interazioni tra i geni e l’ambiente alterando il secondo anziché i primi.
Ogni organo del nostro corpo è il prodotto del modo in cui i nostri geni sono stati influenzati da segnali provenienti
dall’ambiente esterno (forze, molecole, temperature) nel corso del nostro sviluppo.

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Per quanto nelle ultime migliaia di anni i geni umani non siano cambiati molto, le variazioni culturali hanno modificato
l’ambiente in modo estremo dando il via a un tipo di cambiamento evolutivo diverso e più significativo rispetto alla
selezione naturale.
Es: tossine del tabacco possono provocare il cancro – se cresciamo masticando cibi morbidi avremo un volto più piccolo
– se cresciamo in un clima caldo avremo più ghiandole sudoripare → non sono cambiamenti geneticamente ereditabili
ma lo sono culturalmente = trasmettiamo ai nostri figli le condizioni ambientali come le tossine, il cibo e le temperature.
Con l’accelerazione dell’evoluzione culturale si innesca anche un’accelerazione dei cambiamenti ambientali, i quali
influenzano il modo in cui il nostro corpo cresce e funziona.

Perché la medicina ha bisogno di una dose di evoluzione:


Medicina evoluzionistica = per capire il motivo per il quale le malattie si manifestano (non i loro meccanismi = fisiologia,
biochimica).
Le cellule cancerose non sono altro che cellule anormali, con mutazioni che consentono loro di sopravvivere e riprodursi
meglio delle altre. Se non ci fossimo evoluti per evolvere, non avremmo mai avuto il cancro.

Mismatch evolutivo = idea dietro al mismatch evolutivo è che nel tempo la selezione naturale adatta gli organismi a
condizioni ambientali particolari, differenti

Con l’accelerazione delle innovazioni, soprattutto dopo la nascita dell’agricoltura, abbiamo ideato o adottato una lista
crescente di pratiche culturali nuove che hanno sul nostro corpo effetti conflittuali: da un lato molti sviluppi “recenti”
sono stati benefici, dall’altro molti cambiamenti culturali hanno alterato le interazioni tra i nostri geni e i nostri ambienti
in modi che contribuiscono ad una serie di problemi di salute.

Mismatch:
la teoria del mismatch applica la teoria dell’adattamento alle interazioni fra i geni e l’ambiente. I nostri geni
interagiscono con l’ambiente ma al contempo, a causa dei cambiamenti che agiscono sull’ambiente, noi ci siamo talvolta
adattati male o in modo inadeguato ad altre attività, alimenti, condizioni climatiche ecc.
simili risposte maladattive possono talvolta farci ammalare.

malattie da mismatch evolutivo = hanno luogo quando uno stimolo comune aumenta o diminuisce rispetto ai livelli a
cui il corpo non è per nulla adattato = sono causate da stimoli che sono troppi, troppo pochi o troppo nuovi.

Altro modo per contrarre malattie da mismatch = migrazioni → le persone si spostano in un ambiente al quale non sono
ben adattate e sono più soggette a queste malattie.
Problema moderno ma anche del paleolitico quando le popolazioni si spostarono fuori dall’africa in tutto il mondo,
incontrando nuovi cibi e nuovi agenti patogeni.

Il circolo vizioso della disevoluzione:


la disevoluzione non è una forma di evoluzione biologica, perché non trasmettiamo le malattie da mismatch
direttamente da una generazione alla successiva. È piuttosto una forma di evoluzione culturale (sbagliata/negativa),
perché trasmettiamo i comportamenti e le condizioni ambientali che promuovono le malattie da mismatch evolutivo.
Es. le carie = non le trasmettiamo geneticamente ma trasmettiamo ai nostri figli un modo di vivere che prevede
l’assunzione di ingenti quantità di zuccheri e amidi, che promuovono la formazione di carie. Anche se conosciamo il
modo per prevenire e diminuire la diffusione di carie (cambiare regime alimentare), la nostra cultura crea e trasmette
fattori ambientali che la causano e che continuano a renderla molto comune.

La disevoluzione è causata dal fatto di non curare una malattia da mismatch


-ma-
Talvolta è possibile che il modo in cui curiamo i sintomi aggravi il processo.

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I sintomi sono allontanamenti dal normale stato di salute (come febbre, dolore) che segnalano la presenza di una
condizione di malessere. I sintomi non causano la malattia ma provocano dolore o fastidio, per questo sono ciò che
notiamo e di cui ci preoccupiamo.
Spesso i sintomi sono adattamenti evolutivi che spingono all’azione, in molti casi curarli aiuta il processo di guarigione.
Può però succedere che si divenga così bravi a curare i sintomi di una malattia da mismatch evolutivo da rendere meno
urgente la cura delle sue cause.

Il modo in cui rispondiamo alle malattie da mismatch attraverso la disevoluzione è un processo continuo e importante
per capire come il nostro corpo è cambiato da quando abbiamo iniziato a coltivare la terra, mangiare nuovi cibi, usare
le macchine.
Non tutte le discordanze portano alla disevoluzione ma molte si, e sono accomunate da molte caratteristiche:
1. Tendono ad essere malattie croniche e non infettive, le cui cause sono difficili da prevenire e curare perché in
genere hanno molte cause interagenti e coinvolgono compromessi complessi.
2. Seconda caratteristica della disevoluzione è che ci si aspetta che il processo si applichi soprattutto a malattie da
mismatch che hanno un effetto trascurabile o molto basso sulla fitness riproduttiva: malattie come le carie, la
miopia o i piedi piatti sono curate in modo tanto efficace da non mettere in pericolo la capacità di trovare un
compagno o di avere figli.
Altre, come il diabete 2 o il cancro, di solito non si verificano prima che l’individuo sia diventato nonno. Tali
malattie che colpiscono in tarda età, potrebbero aver avuto forti conseguenze in epoca paleolitica, perché tra i
cacciatori-raccoglitori i nonni hanno un ruolo fondamentale nel provvedere a figli e nipoti.
3. Ultima caratteristica delle malattie da mismatch più comuni è che le loro cause comportano altri benefici
culturali, spesso sociali o economici. Le cause di queste malattie (es fumo o bibite gassate dolci) sono popolari
perché danno un effetto gratificante immediato che supera le preoccupazioni circa le loro conseguenze a lungo
termine.
Non a caso il cubo spazzatura è cosi popolare.

7 IL PARADISO PERDUTO?
Gioie e dolori dell’agricoltura:
la maggior parte delle malattie da mismatch evolutivo che oggi ci affliggono sono causate dalla transizione dal sistema
di caccia-raccolta all’agricoltura.

I primissimi agricoltori:
agricoltura = nata in modo indipendente nel giro di pochi millenni dopo la fine dell’era glaciale in molti luoghi diversi,
dall’asia al sud America.
Si è sviluppata in tantissimi luoghi e in un arco di tempo relativamente molto breve, dopo milioni di anni di caccia e
raccolta.

Talvolta nel corso dell’era glaciale i cacciatori raccoglitori provarono a coltivare piante ma questi esperimenti non
andarono a buon fine, non presero piede per l’instabilità del clima.

1. Dopo era glaciale = olocene → più caldo e stabile. Qui le coltivazioni ebbero una maggiore probabilità di
successo.
2. Pressione demografica = fattore che incitò la nascita dell’agricoltura. I siti in cui la gente abitava divennero più
grandi e numerosi dopo la fine dell’ultima glaciazione. I cacciatori-raccoglitori furono protagonisti di
un’esplosione demografica.
Diviene necessaria la coltivazione per sfamare il gruppo in crescita continua, la raccolta e la caccia non bastano.

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All’inizio coltivare con colture casuali fu un’attività collaterale che aiutava a sfamare famiglie numerose, ma la
combinazione di un maggiore numero di bocche da sfamare e condizioni climatiche favorevoli fece aumentare
i benefici del coltivare piante rispetto ai costi.
Nel corso di generazioni le piante coltivate divennero coltivazioni e gli orti occasionali delle fattorie. Il cibo
diventa più prevedibile

L’agricoltura ha messo in moto molte trasformazioni rivoluzionarie.


I neonati agricoltori hanno maggiori vantaggi stabilendosi in villaggi stanziali per accudire e difendere i propri raccolti, i
campi e il bestiame durante il corso dell’intero anno.
I primi agricoltori hanno scelto (consapevolmente o no) piante grosse e nutrienti, facili da coltivare, raccogliere e
lavorare. Nel corso delle generazioni questa selezione ha trasformato le piante rendendole dipendenti dagli uomini per
la loro riproduzione.

Gli agricoltori cominciarono anche ad addomesticare certi animali come pecore, maiali, bovini e pollame. Gli animali
meno aggressivi avevano maggior probabilità di essere accuditi e gestiti. Gli animali divennero molto dipendenti dagli
umani e viceversa.

Il centro di innovazione agricola meglio studiato è l’asia sudoccidentale:


fine era glaciale, i raccoglitori del paleolitico superiore prosperavano sulle coste orientali del mediterraneo.
Uno dei siti meglio preservati è Ohalo II, un accampamento stagionale sulle rive di un lago, dove vivevano sei o sette
famiglie in capanne improvvisate. Trovati molti semi di orzo selvatico e altre piante raccolte = vita da cacciatori
raccoglitori.
Fine era glaciale, clima di questa area mediterranea più caldo e umido, 18.000 anni fa. Siti archeologici più numerosi e
sparsi sul territorio → culmine di questa esplosione demografica = periodo natufiano, datato tra 14.700 e 11.600 anni
fa. All’inizio fu una sorta di età dell’ora della caccia e della raccolta.
Crisi, 12.800 anni fa → clima mondiale peggiora in modo marcato che riporta il mondo alle condizioni dell’era glaciale
per centinaia di anni, la regione si fa fredda e secca e diminuiscono le fonti di cibo.
Alcuni natufiani si diedero ad uno stile di vita più semplice (harifiano), ma altri intensificarono gli sforzi per preservare il
proprio stile di vita stanziale.
Alcuni di loro sperimentarono la coltivazione ed ebbero successo e crearono così la prima economia agricola nell’area
dell’odierna Turchia, Siria, Israele e Giordania. Avevano il controllo di fichi, orzo, grano, ceci e lenticchie. La cultura era
abbastanza cambiata da prendere un nuovo nome: neolitico preceramico A = insediamenti grandi, abitazioni di mattoni
di fango, strumenti di pietra per macinare e pestare il cibo, miniature, coprivano il capo dei defunti con sostanze.
Cominciarono cacciando gazzelle e dopo circa un millennio avevano addomesticato pecore, capre, maiali e bovini.
Poco dopo inventarono la ceramica.

Queste e altre innovazioni continuarono e il nuovo stile di vita neolitico prosperò e si espanse in fretta in tutto il medio
oriente, in Europa, asia e africa.

Come e perché si è diffusa l’agricoltura? :


1. L’agricoltura porta ad una crescita esponenziale della popolazione, cosa che a sua volta portò ad una diffusione
dell’agricoltura
2. Agricoltori alterano l’ambiente circostante rendendo difficile ogni forma di caccia e raccolta. I campi devono
essere accuditi e difesi in modo costante, dopo che si stabiliscono permanentemente da qualche parte, gli
agricoltori alterano l’ecologia dell’ambiente intorno all’insediamento estirpando la boscaglia, bruciando i campi
e facendo pascolare gli animali che distruggono l’habitat naturale mangiando le piante più giovani e di
conseguenza promuovendo la crescita di erbacce al posto di alberi o boscaglia.
Una volta diventati agricoltori non è facile tornare al sistema di caccia-raccolta.

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3. La vita da agricoltori non era cosi dura come lo sarebbe diventata con il sistema feudale, non c’erano troppe
carestie e epidemie. Soprattutto possedevano direttamente le terre e non in nome di un signore come nel
feudalesimo = tutto raccolto per sé.

La dieta dell’agricoltore: un’arma a doppio taglio:


il fatto di avere più cibo è una cosa buona ma, le diete degli agricoltori possono provocare malattie da mismatch
evolutivo: uno dei problemi peggiori è la perdita di varietà e qualità dal punto di vista nutrizionale. Gli agricoltori (a
differenza dei cacciatori raccoglitori) sacrificano qualità e diversità a favore della quantità, concentrando gli sforzi su
una manciata di colture di base ad alto rendimento.
Es. miglio, orzo, avena, tuberi, sono colture di base coltivabili in quantità senza troppe difficoltà, sono molto caloriche e
possono essere conservate a lungo dopo il raccolto
-ma-
Sono povere di vitamine e minerali e si rischia di avere carenze nutritive.
Gli agricoltori rischiano di contrarre malattie come lo scorbuto (carenza vitamina C), la gotta (carenza iodio) e l’anemia
(carenza ferro).

Affidarsi a poche colture per volta comporta anche altri svantaggi quali il rischio di periodi di carenza di cibo e carestia.
Dimagriscono circa 5 kg nella stagione umida (tanto lavoro per seminare e estirpare erbacce) e recuperano nella
stagione secca durante il raccolto
-ma-
Se raccolta scarsa (causa cambiamento climatico, alluvioni, siccità ecc.) gli agricoltori sono gravemente denutriti e il
tasso di mortalità si impenna soprattutto tra i bambini
Nb. Differenza con cacciatori raccoglitori è che questi non si affidano a coltivazioni di base, quindi se i cambiamenti del
clima sconvolgono i normali cicli di crescita, basta passare a cibi alternativi.
Unico modo = conservare il cibo quando abbonda

Un altro insieme di malattie da mismatch evolutivo che possono essere causate dall’alimentazione tipica dell’agricoltore
sono le carenze nutritive → mancano elementi nutritivi fondamentali.
Altro problema di salute provocato da un’alimentazione troppo ricca di amidi → un eccesso può provocare per es. le
carie – eccesso di zucchero nel sangue (amido si trasforma in zucchero rapidamente).

Popolazioni, epidemie e animali nocivi:


tra i vantaggi dell’agricoltura = più calorie consentono di avere famiglie più numerose → espansione demografica
tale espansione e la sua ricaduta sugli schemi di insediamento promossero però nuovi tipi di malattie infettive e
contagiose → queste sono state e sono ancora oggi il più devastante dei mismatch evolutivi causati dalla rivoluzione
agricola.
Prerequisiti delle epidemie:
1. l’avere una popolazione numerosa, cosa che non è mai successa prima dell’agricoltura. Perché succede adesso?
Agricoltori svezzano i bambini a 18 mesi e non a 3 anni
2. insediamento stanziale ad alta densità abitativa. I vantaggi economici e sociali più l’espansione demografica
portano ad una crescita continua degli insediamenti. Con l’aumento della popolazione esplode anche la densità.
Maggior pericolo di contagio
3. commercio = veicolo per diffusione di infezioni da una comunità all’altra
4. scarsa igiene causata da un maggior accumulo di rifiuti e feci. Le latrine permanenti contaminano l’acqua e il
suolo, i rifiuti marciscono e le abitazioni creano un ambiente ideale per topi, ratti, che si nutrono di cibo e
spazzatura.
5. Insetti
6. Vestiti (ambiente ideale per acari, pulci e pidocchi)
7. Vicinanza con gli animali

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le malattie erano comunque presenti anche tra i cacciatori raccoglitori ma le epidemie non potevano esistere prima del
neolitico perché le densità abitative prima erano al di sotto di una persona per km quadrato = sotto la soglia minima
necessaria per la diffusione di malattie virulente.
Es. vaiolo = malattia virale antica, contratta da scimmie o roditori (origini non chiare) ma non è stata in grado di
diffondersi prima della nascita di insediamenti grossi e densamente abitati.

Ne è valsa la pena? :
l’agricoltura ha a tutti gli effetti reso possibile la civilizzazione, mediante le eccedenze di cibo che hanno permesso l’arte,
la letteratura e molte altre conquiste.
Ma le eccedenze hanno anche consentito la stratificazione sociale da cui sono scaturite oppressione, schiavitù, guerre,
carestie.
Ha provocato anche malattie da mismatch.

8 TEMPI MODERNI, CORPI MODERNI


Cos’è stata la Rivoluzione Industriale? :
è stata una rivoluzione economica e tecnologica in cui l’uomo ha iniziato a usare combustibili fossili per alimentare
macchine che fabbricano e trasportano cose in grandi quantità.
È una rivoluzione che si basa su tre cambiamenti profondi:
1. Gli industriali hanno sfruttato nuove fonti energetiche (non più vento, acqua ma soprattutto forza umana e
animale ma motori a vapore, carbone, petrolio, elettricità).
2. Riorganizzazione delle economie e delle istituzioni sociali. Il capitalismo diviene il sistema economico dominante
in tutto il mondo, innescando lo sviluppo di un’ulteriore industrializzazione e di altri cambiamenti sociali. I
lavoratori spostano il proprio luogo di lavoro dai campi alle industrie e alle comunità sociali, così che più persone
dovessero lavorare insieme svolgendo attività specializzate.
Vengono create nuove aziende private e istituzioni governative per trasportare, vendere e pubblicizzare le
merci.
Il fatto che donne e bambini entrassero a far parte della forza lavoro fece sì che le famiglie e i quartieri
cambiassero la propria configurazione.
3. Coincide con una trasformazione della scienza che da ramo della filosofia diviene una professione stimolante

La rivoluzione industriale è stata una combinazione di trasformazioni tecnologiche, economiche, scientifiche e sociali
che hanno alterato il corso della storia in modo rapido e radicale.

L’attività fisica:
l’epoca industriale fu all’inizio molto impegnativa dal punto di vista energetico, però cambiamenti tecnologici hanno
reso molti lavori decisamente meno faticosi dal punto di vista dell’attività fisica.
Queste differenze sono ricche di conseguenze, perché quando le ore sono molte anche cambiamenti molto piccoli sono
importanti.
Nel corso di poche generazioni la rivoluzione industriale ha ridotto in modo drastico la quantità di attività fisica che
compiamo.

Medicina e igiene nell’epoca industriale:


con rivoluzione industriale le condizioni delle città cominciano a migliorare grazie alla nascita della medicina moderna,
delle pratiche igieniche e dei governi: le trasformazioni economiche di quel periodo sono effettivamente legate in modo
indissolubile alle rivoluzioni che avvenivano nello stesso tempo in campi come la medicina, l’igiene e la sanità pubblica.
Queste diverse rivoluzioni erano tutte radicate nell’illuminismo ed è difficile immaginare che la rivoluzione industriale
potesse avere successo senza tali miglioramenti.

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L’industrializzazione in aggiunta fornì le capacità tecniche e i capitali finanziari necessari per progettare fognature,
fabbricare saponi e produrre farmaci poco costosi.
Questi progressi che salvavano la vita contribuirono all’esplosione demografica e alla crescita della domanda economica.

1. Scoperta rivoluzionaria in medicina = scoperta dei microbi e del modo in cui combatterli
Scoperti da Leeuwenhoek dopo aver migliorato notevolmente il microscopio, pubblicò le prime descrizioni di
questi animaletti ma non realizzò che potessero essere agenti patogeni.
Il fatto che i microbi provocassero infezioni non fu dimostrato fino al 1856 quando il chimico francese Louis
Pasteur scoprì che nel vino (di un’azienda vinicola che lo aveva contattato appositamente) era contaminato da
alcuni batteri dell’aria; scoprì poi che scaldandolo a 60 gradi questi morivano = pastorizzazione
In seguito scoprì lo streptococco e lo stafilococco, sviluppò vaccini contro l’antrace, il colera aviare e la rabbia.

Le scoperte di Pasteur crearono il nuovo campo della microbiologia e aprirono le porte a numerose altre
scoperte nei decenni che seguirono (I microbiologi scoprirono i virus nel 1915)
Poi i farmaci → sviluppati la prima volta in Germania da Paul Ehrlich negli anni 80 dell’800 → antibiotici a base
di zolfo anni 30 – penicillina 1928 (la sua importanza non fu subito riconosciuta, ma dopo la seconda guerra
mondiale salvò centinaia di milioni di vite)

Notevoli progressi tra cui: scoperta delle vitamine – strumenti diagnostici come i raggi X – anestesia – profilattici

2. Prevenzione delle infezioni = ulteriore successo contro le malattie grazie ad una migliore diffusione delle
pratiche igieniche e sanitarie.
Tali innovazioni subirono la spinta della scoperta dei germi e furono aiutate da nuovi metodi produttivi.
• Costruzione fogne
• Progressi nel campo dell’idraulica e dell’igiene personale come invenzione gabinetto e avanzamenti
nella produzione di sapone e detersivo
• Trasformazione del processo di conservazione del cibo rendendolo sicuro → in epoca industriale si
usava il sale, nel 1810 con napoleone si iniziano a produrre cibi in scatola (prima scaldati con
pastorizzazione) sottovuoto.
Refrigerazione e congelamento = efficace tecnica sviluppata negli USA nel 1830 ricorreva alle nuove
tecnologie atte a fabbricare il ghiaccio.

Per quanto la rivoluzione industriale abbia effettivamente allungato e migliorato la vita per molti, è vero che è
aumentato il numero di persone che soffrono da malattie da mismatch evolutivo: più malattie croniche e disabilitanti –
estensione della morbilità (= stato di cattiva salute derivante da ogni tipo di malattia) – malattie legate all’avanzamento
dell’età (x aspettativa di vita più lunga).

PARTE III - IL PRESENTE, IL FUTURO

9 IL CIRCOLO VIZIOSO DEL “TROPPO”


Riassuntone primi paragrafi (da appunti asia)
Obesità = eccesso di grasso corporeo (cioè energia) che può provocare malattie da mismatch (es diabete 2 e problemi
cardiaci) causate da ciò che mangiamo e da quanta energia consumiamo.

Per funzionare abbiamo bisogno di energia, quasi tutta immagazzinata in molecole dette ATP (adenosina trifosfato) →
Il corpo sintetizza e ricarica le molecole di ATP bruciando sostanzialmente carboidrati e grassi.
Il bilancio energetico è la differenza tra quanta energia assumiamo e quanta ne bruciamo → acquisto e perdita di peso
sono dovuti a periodi prolungati di bilancio energetico positivo o negativo.

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Proteine = catene di amminoacidi a spirale
Carboidrati = catene di molecole di zucchero
Grassi = tre lunghe molecole tenute insieme da una molecola di glicerolo (= trigliceridi)

Carboidrati e grassi sono consumati per scopi energetici in modi diversi: il grasso è più energetico ed è utilizzato per
essere conservato.

Incamerare più calorie di quante se ne consumano porta ad un accumulo di grasso in eccesso.


Il cibo molto lavorato che oggi consumiamo è spesso sovraccarico di zuccheri e grassi che non vengono quindi assorbiti
ma immagazzinati nel grasso addominale → eccesso di grasso addominale = causa una seria di sintomi detta sindrome
metabolica, quali pressione alta, troppo glucosio e colesterolo nel sangue che possono portare a malattie quali diabete
2, disturbi cardiovascolari, problemi al fegato/reni ecc.

Perché siamo inclini alla rotondità? (sempre da appunti asia mega riassuntone seeeee):
la selezione naturale ha favorito gli uomini che avevano più grasso corporeo (che ne potevano immagazzinare di più)
come riserva di energia.
R. il cervello ha bisogno di molta energia.

L’aumento del tasso di obesità è sicuramente dato da uno stile di vita più sedentario che porta ad un bilancio energetico
positivo per lunghi periodi, ma anche da quello che mangiamo:
• i cibi di produzione industriale contengono molti più zuccheri e sono quasi del tutto privi di sostanze nutritive e
di fibre (= rallentano la velocità con cui scomponiamo i carboidrati in zuccheri e rallenta la velocità con cui
l’intestino immette tutte queste calorie nel sangue e negli organi). Questi alimenti così ricchi di glucosio,
facilmente digeribile, sono molto calorici e fanno venire fame più velocemente.
• Stress: una condizione di stress cronico innalza i livelli di cortisolo per lungo tempo che promuove l’obesità
siccome causa il rilascio di glucosio e aumenta il desiderio di cibi molto calorici. In più innalza il livello di insulina
che favorisce l’immagazzinamento di grasso.

Il diabete di tipo 2, una malattia che è possibile prevenire:


per diabete si intende un gruppo di malattie, tutte caratterizzate dall’incapacità di produrre insulina a sufficienza.
Il diabete di tipo 1 è causato quando il sistema immunitario distrugge le cellule pancreatiche che producono l’insulina.
Diabete gestazionale si verifica in gravidanza quando il pancreas della madre produce troppa poca insulina fornendo a
lei e al feto una produzione continua di zuccheri.
Diabete di tipo 2, più diffuso, malattia da mismatch, nasce quando le cellule adipose, epatiche e muscolari diventano
meno sensibili agli effetti dell’insulina = perdita di sensibilità = insulino-resistenza. Normalmente dopo che si è mangiato
i livelli di zucchero nel sangue aumentano, così che il pancreas produce insulina che a sua volta fa si che le cellule
muscolari, epatiche e adipose rimuovano il glucosio dal flusso sanguigno. Se queste cellule però non rispondono
adeguatamente all’insulina, i livelli di glucosio continueranno ad essere alti o aumenteranno ancora di più stimolando il
pancreas a rispondere producendo ancora più insulina fino a che le cellule pancreatiche si affaticheranno per il troppo
lavoro. Alla fine queste cellule smettono di funzionare e i pazienti affetti da diabete 2 devono farsi regolarmente delle
iniezioni di insulina per tenere sotto controllo i livelli di sangue nel corpo e quindi evitare le conseguenze ad esso
connesse (disturbi cardiaci, cecità, perdita di sensibilità nelle gambe, demenza senile, ecc.).

Non si è preso in considerazione come prevenire la malattia ma come tenerla sotto controllo.
In condizioni normali, le cellule adipose, epatiche e muscolari assorbono gli zuccheri ogni volta che è presente
dell’insulina, soprattutto dopo un pasto.
L’insulino-resistenza può verificarsi in molti tipi diversi di cellule e persino nel cervello.

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Anche se le cause non sono ancora state comprese, l’insulino-resistenza nelle cellule adipose, epatiche e muscolari è
associata ad alti livelli di trigliceridi che derivano da un eccesso di grasso addominale → proviene da cibi con alto
contenuto di glucosio e fruttosio (altamente digeribili) e dalla mancanza di attività fisica e di grassi insaturi.

Questa malattia è quasi interamente prevenibile con dieta e attività fisica


-ma-
Non possiamo controllare geni e ambiente prenatale.

Perché non seguiamo di più le indicazioni di svolgere più attività fisica e di mangiare meglio per impedire la malattia? Il
problema è l’ambiente che abbiamo creato con l’industrializzazione.

Infarto e Ictus:
il cuore e il cervello sono riforniti da vasi sanguigni molto sottili che trasportano ossigeno, zuccheri, ormoni e altre
molecole indispensabili. Con l’invecchiamento le pareti si irrigidiscono e ispessiscono. Se in uno di questi vasi che va al
cervello si ostruisce, quell’area muore e il cuore smette di battere. Lo stesso vale per il cervello, se non arriva ossigeno
ecc. si ha un’esplosione che uccide un botto di cellule cerebrali.

Ictus e infarti possono sembrare eventi imprevedibili


-ma-
Sono spesso la conclusione di un processo lento e graduale di irrigidimento delle arterie chiamato Aterosclerosi =
infiammazione cronica delle pareti delle arterie che deriva dal modo in cui il colesterolo e i trigliceridi vengono
trasportati in tutto il corpo.
Entrambi vengono trasportati da lipoproteine.
LDL = lipoproteine a bassa densità, colesterolo cattivo. Trasportano grassi e colesterolo agli organi ma variano molto in
dimensioni e densità. L’aterosclerosi inizia quando le LDL restano bloccate su una parete arteriosa e reagiscono con le
molecole di ossigeno in transito. Le pareti arteriose lentamente bruciano causando infiammazione cronica → i globuli
bianchi reagiscono creando una specie di schiuma intorno alle LDL intrappolandole -ma- questa schiuma finisce per
coagulare in un accumulo solido sulla parete dell’arteria (placca).

Le HDL = lipoproteine ad alta densità, colesterolo buono, estraggono il colesterolo dalle placche e lo riportano al fegato.
→ le placche quindi si formano se LDL sono alte ma anche se HDL sono basse.
Se la placca si stacca può finire ad otturare un vaso più stretto bloccando il passaggio = infarto o ictus.

Il processo di invecchiamento collegato con l’ispessimento e l’indurimento delle pareti arteriose era proprio anche delle
popolazioni antiche (studi su mummie)
-ma-
Nonostante avessero aterosclerosi (un pochino) non sembrano aver avuto ictus o infarti o alta pressione sanguigna =
aterosclerosi non abbastanza grave.
Oggi è così frequente per il nostro stile di vita sbagliato (inattività fisica, dieta sbagliata, fumo, alcol, stress).

Cancro:
malattia molto antica (Ippocrate 460-370 ac), ma oggi molto più diffusa che in passato.
Tutti i cancri partono da qualche mutazione casuale in alcune cellule che iniziano a riprodursi senza sosta e dando vita
ad un tumore. Poi si diffondono di tessuto in tessuto fino consumando tutte le risorse destinate ad altre e facendo
morire i tessuti.
Le mutazioni conferiscono a queste cellule un vantaggio riproduttivo sulle altre, quelle normali.

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Le tossine, gli ormoni e gli altri fattori che stressano il corpo instaurano condizioni che favoriscono una riproduzione
delle cellule cancerose più efficace rispetto a quella delle cellule normali, e consentono loro di invadere tessuti e organi
a cui non appartengono.
Comunque i vantaggi delle cellule cancerose sono di breve durata e controproducenti siccome uccidono l’ospite ed è
comunque raro che vengano trasmesse tramite geni. Si tratta di una malattia che si ripropone in modo indipendente e
leggermente diverso in quasi ogni individuo che ne è affetto.

Cause:
Età = perché più tempo perché possano verificarsi mutazioni.
Geni che interferiscono con la capacità delle cellule di “curare” le mutazioni o di impedirne la replicazione.
Tossine e radiazioni
Virus (raro)

È stato difficile comprendere come l’equilibrio energetico contribuisse ai cancri degli apparati riproduttivi perché la
relazione causale è indiretta e complessa:
1. Il primo indizio di un percorso legato all’energia comparve sotto forma di correlazioni tra presenza di figli e
cancro. Le probabilità di una donna di contrarre cancro al seno, alle ovaie e all’utero crescono in modo
significativo con il numero di cicli mestruali e decrescono con il numero di gravidanze. Oggi sappiamo che
un’esposizione prolungata ad alti livelli di ormoni riproduttivi (in part. Estrogeni) è una delle cause principali di
queste associazioni.
Durante il ciclo = alto livello di estrogeni che fanno moltiplicare le cellule della parete dell’utero per impianto
embrione
Durante mestruazioni = continua overdose di estrogeni che moltiplicano le cellule riproduttive.
Ogni volta che ci sono riproduzioni cellulari aumenta la probabilità che ne nasca una mutata
Oggi le donne hanno più cancri di una volta perché mantengono dli adattamenti atti ad una maggiore
riproduzione pur avendo meno figli (= abbiamo più energia, che serve per la riproduzione attraverso l’azione
degli estrogeni, quindi abbiamo più estrogeni che continuano a far moltiplicare le cellule).
2. Le donne sono ben adattate ad immagazzinare energia in eccesso nelle cellule adipose che insieme agiscono
come una sorta di organo endocrino che sintetizza estrogeni rilasciati poi nel flusso sanguigno. (apparato
endocrino = funzione di produrre e rilasciare ormoni).
le donne obese possono avere fino al 40% di estrogeni in più rispetto a una donna normopeso.
3. Per gli uomini uguale ma con il testosterone (stimola la prostata a produrre e regolare un fluido che protegge
lo sperma)
Più facciamo consumiamo energia per l’attività fisica meno il nostro corpo ne ha per pompare gli organi riproduttivi
L’intensità dell’attività fisica è inversamente proporzionale al rischio di ammalarsi.

I metodi utilizzati per curare il cancro sono comunque metodi intelligenti e per lo più funzionanti, comunque sia questa
malattia è più prevenibile di quanto si pensi con attività fisica e alimentazione, più una regolazione dell’inquinamento e
del fumo.

Caratteristiche malattie da mismatch:


1. Sono malattie croniche non infettive, difficili da prevenire o curare
2. Effetti bassi o nulli sulla riproduzione
3. I fattori che contribuiscono a queste malattie sono dovuti a determinati valori culturali e questo porta a dei
compromessi tra costi e benefici (es. dell’agricoltura, dell’industrializzazione e altri sviluppi culturali)
Diabete 2, disturbi cardiaci e cancro al seno hanno tutte queste caratteristiche.

10 DISUSO

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Come mai se non lo usiamo lo perdiamo:
altro tipo di malattie da mismatch = quello in cui la capacità funzionale è inadeguata alle richieste.
le malattie del disuso derivano dalla scarsità di uno stimolo che una volta era comune (es. se non carichiamo lo scheletro
da giovani non si svilupperà mai in modo da diventare forte).

La capacità dei corpi di adeguare le proprie caratteristiche esterne (fenotipo) in risposta agli stress ambientali è nota
come plasticità fenotipica.
Comunque queste interazioni possono comportare degli inconvenienti che possono causare squilibri quando gli indizi
ambientali sono assenti o anormali (ci adeguiamo a qualcosa di sbagliato).
Questi mismatch possono essere dannosi perché talvolta insorgono ben presto nel corso della vita e poi causano
problemi a distanza di molti anni, quando ormai è tardi per correggere il problema.

Le strutture che non hanno avuto gli stimoli giusti durante i primi anni di vita potrebbero rivelarsi poco adatte alle
condizioni che sperimenteranno in età più avanzata. I nostri corpi infatti crescono ed evolvono quindi hanno bisogno di
certi stress per svilupparsi in modo adeguato.

Ossa e osteoporosi:
le ossa crescono in età giovane fino alla fine dell’adolescenza. Più le usiamo da giovani più si rafforzano, se non le usiamo
da giovani non si sviluppano adeguatamente.
Vale anche il principio del “se non lo usiamo lo perdiamo” vedi astronauti che vivono nello spazio, con minori gravità
usano meno le ossa e quando tornano queste sono indebolite.
→ più usiamo lo scheletro più questo si mantiene in buone condizioni.

Osteoporosi = malattia che colpisce con poco preavviso negli anziani (più frequente nelle donne).
Si verifica quando gli osteoclasti diventano più attivi degli osteoblasti (= il riassorbimento del tessuto osseo da sostituire
è più rapido della sostituzione), cosa che rende le ossa più sottili e porose.

Essendo una malattia tipica della terza età non sorprende che con l’aumentare dell’aspettativa di vita aumentino anche
i casi di osteoporosi
-ma-
Le fratture dovute a questa malattia sono troppo rare nei ritrovamenti archeologici, anche dopo la comparsa
dell’agricoltura

Le prove suggeriscono che l’osteoporosi sia soprattutto una moderna malattia da mismatch dovuta a interazioni tra i
geni che abbiamo ereditato e numerosi fattori di rischio (es. poca attività fisica in giovane età, età, sesso, ormoni,
alimentazione povera di calcio e vitamina D, fumo).

Con l’età si verifica una carenza di Se calcio nel sangue troppo basso =
Osteoporosi deriva anche dal fatto che le persone
ormoni estrogeni = “accende” gli ormoni stimolano osteoclasti a
entrano prima nella pubertà e vivono più a lungo. osteoblasti così che creino tessuto e riassorbire tessuto per ristabilire la
“spegne” gli osteoclasti impendendo situa.
Denti del giudizio: loro di distruggerlo. Le donne dopo la Vitamina D serve per assorbire il
le mascelle non diventano abbastanza grandi non le menopausa hanno un fortissimo calo di calcio.
estrogeni quindi sono più a rischio.
sottoponiamo a stress da giovani, quindi non ci sarà
spazio sufficiente ad ospitare tutti i denti, che
cresceranno storti.
La masticazione di cibi duri durante la crescita favorisce la crescita corretta delle ossa mascellari fino a che queste
raggiungono le dimensioni adeguate. Aiuta anche i denti ad assumere una posizione corretta all’interno del cavo orale

Un po’ di sporco non fa male:

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ipotesi dell’igiene = idea che una certa quantità di sporco sia normale e necessaria per sviluppare un sistema immunitario
sano.
Allergie = linfociti riconoscono come nemica una sostanza e producono anticorpi che la attacchino.
Per gran parte della storia umana le persone hanno combattuto costantemente contro leggere infezioni, il loro sistema
immunitario è sempre stato occupato a gestire le piccole quantità di virus e batteri
-ma-
Da quando ammoniaca, sterilizzazione, saponi antibiotici ecc. hanno liberato l’ambiente in cui viviamo dai germi, i
sistemi immunitari dei bambini hanno più linfociti 2 (stimolano gli anticorpi – gli 1 reclutano i globuli bianchi che
distruggono le cellule infettate) che stanno lì a far nulla = abbiamo disturbato l’antico equilibrio che il nostro sistema
immunitario ha evoluto insieme a molti germi e batteri “amici”. Il nostro sistema immunitario non ha nulla da fare
siccome ci pensano antibiotici e ambienti sterili e non ha modo di sfogare l’energia accumulata.

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