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LAVORO: Tema e problema a cui nessuno può dirsi escluso


Governo, partiti e sindacati facciano tutto il possibile per garantire lavoro e rappresentanza sindacale.
Grande prova di maturità degli operai della FIAT nel referendum

Il lavoro è senz’altro il problema più importante per la vita di una persona. Lavori, facili, lavori rischiosi, lavori
intellettuali, lavori manuali, insomma tutti i lavori di questo mondo hanno la loro importanza. In parte ci può stare che alcuni
lavori siano pagati meglio di altri, ma guai a ritenere i lavori manuali meno importanti di altri. E’ un gioco al massacro dei poveri
quando si accettano, o si danno per scontate, certe differenze di retribuzione. In fin dei conti un chilo di pane costa uguale per
tutti indipendentemente dallo stipendio percepito.
Generalmente proprio i lavoratori a stipendio basso sono non solo i più tartassati, ma anche i più soggetti a subire quelle
che a volte sono delle vere e proprie angherie di chi offre il lavoro. Per decenni i lavoratori dipendenti hanno lottato, rinunciando
spesso a un po dello loro scarso stipendio con scioperi. Spesso hanno lottato per un
lavoro migliore, più sicuro e a volte solo per chiedere un lavoro più umano.
Quanti lavoratori sono morti sul lavoro e quanti infortuni anche gravi nell’esercizio di
svolgere il loro dovere spesso sottopagato. Pensiamo ai muratori, agli operai in fabbrica,
ai lavoratori dei sevizi d’ordine, poliziotti, carabinieri, persone chiamate alla difesa di
persone a rischio. Che colpe avevano i ragazzi della scorta di Falcone, Borsellino, Moro e
tanti altri che sono saltati in aria senza possibilità di difendersi. Ci sono persone del
governo che non si vergognano a dichiarare che la sicurezza è un costo per l’impresa.
Oggi quelle morti le chiamano “bianche”. Una terminologia che si fa fatica ad
interpretarne il significato. Eppure tutte le morti sul lavoro non ci risulta che siano
avvenute a persone con il “colletto bianco”. Questo sappiamo benissimo cosa significa.
Dicevamo decenni di lotte per un lavoro migliore per trovarci oggi in quale
situazione. Proviamo ad addentrarci.
Prima di tutto pensiamo a chi un lavoro non ce l’ha. Situazione oltre che
economicamente insopportabile è anche umiliante. Dipendere da altri per vivere non è
certo un piacere. Pensiamo al quasi 30% di giovani che sono senza lavoro. Ma pensiamo
anche ai non più giovani, quarantenni e cinquantenni, che spesso hanno fatto una vita
lavorando e tutto d’un tratto si trovano senza lavoro, con poche prospettive e con ancora sulle spalle una famiglia da sfamare.
E gli altri? I datori di lavoro come se la cavano. Se è vero che qualcuno si sente dalla parte dei propri dipendenti perché
si trova negli stessi panni, per molti altri non è cosi. Chiudere le fabbriche italiane per esportare tecnologie ed esperienze in altri
Paesi più redditizi fregandosene del fatto che sono arrivati ad oggi grazie al lavoro di persone che lo hanno reso ricco e potente
non è certo altruismo. E’ cosi che alla FIAT, tanto per citare
Babbo, come Perché non
Con profonda la più grande impresa italiana che ha avuto tanti “aiuti” dai
mai le crisi le sempre sono uniti
vergogna sentiamo governi, il direttore commerciale che vive con stipendio
pagano sempre per difendersi!
il dovere di esagerato, (400 volte quello di un suo dipendente)arriva a
i lavoratori?
esprimere il nostro dire sostanzialmente: Se volete che faccia degli investimenti
totale dissenso sugli queste sono le condizioni. Chi non firma l’accordo è fuori
accordi separati. dalla fabbrica. Si può discutere e dire che la legge della Fiat
Scrivono ex non va bene, o bisogna solo dire di sì dietro la minaccia di
dirigenti Fim e Uilm Marchionne altrimenti se ne va? Qualcuno del governo si
in una lettera affretta a dire va bene cosi. Eppure, malgrado la crisi,i
pubblicata su dividendi degli azionari, anche nell’ultimo anno, sono stati
www.dirittidistorti.it elevatissimi. E chi ha lavorato per questo? Si parla di crisi
ma chi la sta subendo?. Ad ogni crisi sono sempre i
lavoratori chiamati ai sacrifici. Ricordiamo negli anni settanta. Per la crisi di allora vennero tolte le festività infrasettimanali. Altra
crisi altri sacrifici dei lavoratori. Via la contingenza che permetteva almeno in parte di recuperare il potere d’acquisto salariale. E
questa crisi? Stessa storia. Ma le colpa e le cause delle crisi sono da ricercare nel personale che lavora a basso reddito o alle stesse
aziende che esportano i ricavi in paradisi fiscali?. E Tremonti afferma:In questa crisi abbiamo salvate banche e speculatori .
Temi che non sembrano di facile interpretazione perché la realtà si cerca di stravolgerla. Ma almeno ricordiamoci che le colpe e
le cause non sono a carico dei lavoratori mentre sono a loro carico tutte le conseguenze. La vicenda Fiat ci impone di
riflettere sul modello di società. Giusto produrre ricchezza ma senza umiliare il lavoro e la rappresentanza sindacale che è l’unica
arma di difesa per i lavoratori. Governo, partiti e sindacati facciano del loro meglio per impedire ricatti e garantiscano il lavoro e
la rappresentanza sindacale ricordandosi che la Costituzione cita: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

Talvolta ci dimentichiamo che esiste la classe operaia, ma ora che il nazionalismo con le sue
degenerazioni e tragedie è alle spalle, possiamo incitarci ad avere più orgoglio nazionale, che è anche
orgoglio di ciò che produciamo e dei nostri operai Giorgio Napolitano, Genova 4 maggio
L’I,TERVISTA
In questo numero pubblichiamo l’intervista al Sindaco di Osio Sopra Piergiorgio Gregori

Di recente il Consiglio Comunale si è occupato ancora della questione della Villa Andreani,
ripresa anche dai giornali; ha qualcosa da aggiungere sull’argomento?
Avrei solo una precisazione relativa alla mancata alienazione dell’area dell’ex depuratore, che doveva finanziare l’acquisto della
Villa: l’atto di vendita doveva essere perfezionato entro la scadenza del 20 marzo 2009 da parte della precedente Amministrazione di
Osio 2000. Non siamo a conoscenza dei motivi per cui non sia stata rispettata tale data, tuttavia sappiamo bene che l’acquisto della
Villa Andreani è avvenuto il 28 maggio 2009, quindi senza aver materialmente incassato tutte le somme (€.177.000,00) relative alla
vendita dell’ex depuratore e senza sapere con certezza se tale vendita sarebbe andata a buon fine.

Dalle ultime elezioni è ormai strascorso un anno e mezzo: qual è il primo bilancio della sua
Amministrazione?
Osio Aperta ha mantenuto alcuni dei propositi espressi in campagna elettorale, in primo luogo rimettendo in sesto le finanze del
Comune.
Ottenere l’equilibrio di bilancio non è stato facile se si considera che in parte corrente mancavano all’appello 240.000 €. Inoltre sono
state rispettate le regole relative al patto di stabilità, esito non certo scontato alla luce del grave problema costituito dai 700.000 €
previsti in uscita per il pagamento della villa.
In conto capitale le entrate non sono state sufficienti per consentire la programmazione di opere pubbliche vere e proprie; gli oneri di
urbanizzazione (utilizzati per il 75% nella parte corrente del bilancio) sono stati insufficienti a coprire le spese delle manutenzioni. Le
monetizzazioni, invece, sono state utilizzate per rispettare il patto di stabilità, raggiunto comunque anche grazie ad altre manovre.
Con la Parrocchia abbiamo cercato e trovato insieme la soluzione ad alcune problematiche aperte come il finanziamento alla scuola
materna sotto forma di rimborso degli ammortamenti e il pagamento della Villa Andreani.

Qual è stato, secondo lei, il punto di forza della vostra Amministrazione, su cui avete intenzione
di continuare ad investire?
Proprio perché sappiamo che la situazione è difficile, abbiamo deciso di puntare fortemente sui rapporti con le persone di Osio Sopra,
mettendo al centro delle nostre scelte i cittadini e i loro bisogni, per riuscire a raggiungere quel senso di comunità che si è un po’
perso nella nostra società moderna. Con tutte le associazioni del territorio abbiamo iniziato a costruire un rapporto di fiducia che le
renderà partecipi a tutte le scelte dell’Amministrazione: auspichiamo che per il futuro possano rappresentare la forza propulsiva per
una sempre maggiore partecipazione e aiuto alla comunità. Con molte ditte e numerosi cittadini abbiamo instaurato un rapporto di
reciproca collaborazione; con molta gratitudine, ma anche tanto orgoglio, abbiamo riconosciuto il grande aiuto ricevuto e per questo
motivo, nell’ultimo Consiglio comunale, oltre a conferire il premio Karol Wojtyla, abbiamo ringraziato pubblicamente gli enti, le
ditte, le associazioni, le commissioni ed i singoli cittadini che si sono impegnati proprio per la comunità di Osio Sopra, e non per
l’Amministrazione di Osio Aperta.

Cosa ci aspetta nei prossimi anni?


L’Amministrazione di Osio Aperta non potrà che rispettare responsabilmente le scelte di austerità imposte dal governo centrale
(nel 2011 e nel 2012 avremo ulteriori riduzioni dei contributi statali rispettivamente di 66.000 € e di 122.000 €). Si auspica che tale
ulteriore sforzo di riduzione e tagli che tutti noi cittadini di Osio Sopra dovremo sopportare venga condiviso e compreso da un
numero sempre più ampio di persone. Quest’anno sarà anche l’anno di definizione del Piano di Governo del Territorio (PGT), che
potrebbe consentire il recupero di qualche risorsa utile ad alleviare le difficoltà economiche che stiamo attraversando. Ovviamente
anche quest’anno le risorse disponibili verranno dirottate sul capitolo delle manutenzioni al patrimonio, abbandonando ogni
progettualità rispetto ad opere pubbliche di una certa consistenza. Siamo comunque certi che la preziosa collaborazione avviata nei
mesi precedenti con la Parrocchia, le associazioni e i cittadini ci sarà di grande aiuto per uscire dalla crisi economica; l’ottimismo,
che serve come forza propulsiva, deve essere accompagnato da fatti concreti, che dimostrino la possibilità di costruire una comunità
in grado di aiutarsi soprattutto nel momento del bisogno.

Un’operaia Votare sotto ricatto per poter


Il diritto più importante è catena di montaggio, modi e della FIAT ha lavorare è una umiliazione
tempi di lavoro ogni giorno, ogni ora. Qui dentro non c'è detto: ho pianto tremenda
tempo, non c'è spazio per la gente, qui si marcia con le votando si
macchine e non si parla di libertà. G. Bertelli, 1977
Mirafiori: la Lega si dimentica degli operai
in fabbrica. Il silenzio del partito di Bossi
dopo gli slogan anti-globalizzazione.
Rappresentanza: la Cgil rilancia la sfida.