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14/7/2020 Banca d'Italia - N.

16 - L'economia della Puglia

N. 16 - L'economia della Puglia


Rapporto annuale

giugno 2020

Nel 2019 l’economia pugliese è cresciuta in misura modesta per effetto della dinamica positi‐
va dell’industria, delle costruzioni e dell'agricoltura, in presenza di una stagnazione dei servi‐
zi. La crescita dell’ultimo quinquennio, che aveva consentito di recuperare circa un terzo dei
dieci punti di prodotto persi durante la Grande Recessione del 2008-2013, è stata interrotta
nei primi mesi del 2020 dalla diffusione del nuovo coronavirus.

Le imprese
Da marzo l’attività economica ha subito pesanti ripercussioni per via delle misure di distan‐
ziamento sociale e di sospensione nei settori non essenziali: la quota di valore aggiunto di
questi ultimi è pari in Puglia a quasi un quarto del totale, un valore solo di poco inferiore alla
media del Paese; dall’inizio di maggio le attività sospese si sono progressivamente ridotte. Il
blocco ha colpito in modo molto intenso il commercio, il turismo e l’industria. In quest’ultimo
settore le imprese prevedono un calo del fatturato di circa un quinto nel primo semestre ri‐
spetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’andamento dell’industria nei prossimi
mesi dipenderà anche dall’evoluzione della vicenda che riguarda lo stabilimento ArcelorMit‐
tal di Taranto, che si sta sviluppando in un contesto di calo della domanda di acciaio.
Nei servizi fra i comparti più colpiti figura il turismo. La ripartenza di quest’ultimo, che negli
anni scorsi ha contribuito a sostenere la dinamica del terziario, sarà molto graduale, consi‐
derando la difficoltà di rimuovere i vincoli alla mobilità e il tempo necessario per recuperare
la fiducia dei consumatori; ciò influirà negativamente sulla stagione estiva, che pesa per qua‐
si l’80 per cento sulle presenze annuali. L’impatto negativo sul turismo potrebbe risultare nel
complesso meno pronunciato rispetto alla media nazionale e delle principali regioni del
Mezzogiorno per effetto della minore dipendenza dal turismo internazionale, più colpito dal‐
le restrizioni alla mobilità.

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Il sistema produttivo pugliese, pur non avendo recuperato i livelli precedenti la crisi finanzia‐
ria, negli scorsi anni si è rafforzato, anche a seguito di un forte processo di selezione operato
dalla fase recessiva. Tra le imprese rimaste sul mercato, è progressivamente aumentata la
redditività, la liquidità e la patrimonializzazione; è calato l’indebitamento e vi è stata una ri‐
composizione delle passività a favore della componente a media e a lunga scadenza; è dimi‐
nuita la percentuale di aziende finanziariamente vulnerabili. I provvedimenti di blocco delle
attività hanno tuttavia aumentato il fabbisogno di liquidità delle imprese: anche tenendo
conto degli effetti delle misure introdotte dal Governo, che hanno consentito di rinviare la
scadenza delle rate sui mutui e di estendere il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (CIG),
le aziende pugliesi a rischio di illiquidità nei settori sottoposti a chiusura sono quasi un
quarto.
Nel primo trimestre i prestiti alle imprese hanno registrato una lieve crescita, in linea con la
fine del 2019, sostenuta dalle misure di moratoria previste dal DL 18/2020 (“decreto cura Ita‐
lia”) e dal maggiore utilizzo dei margini disponibili sulle linee di credito a revoca. Nel secondo
trimestre la dinamica dei finanziamenti sta beneficiando anche dell’erogazione di nuovi pre‐
stiti garantiti dal settore pubblico in attuazione delle misure previste dal DL 23/2020 (“decre‐
to liquidità”). L’aumento dell’indebitamento potrebbe tuttavia rappresentare in prospettiva
un elemento di fragilità della futura ripresa economica.

Il mercato del lavoro e le famiglie


Nel 2019 è proseguita la crescita dell’occupazione in atto dal 2015, che ha consentito di recu‐
perare circa i due terzi degli oltre dieci punti percentuali persi dal 2008. Nei primi mesi del
2020 l’emergenza sanitaria e la sospensione delle attività non essenziali hanno avuto signifi‐
cative ripercussioni sul mercato del lavoro regionale. La quota di occupati nei settori sospesi
a fine marzo era pari a poco meno di un terzo del totale. Tra la fine di febbraio e la fine di
aprile il flusso delle nuove assunzioni nel settore privato non agricolo si è ridotto di oltre un
terzo. Gli effetti negativi sul numero di occupati sono stati tuttavia finora contenuti dalle mi‐
sure riguardanti la sospensione dei licenziamenti e dall’ampio ricorso alla CIG.
Il ricorso alla CIG, in aumento già nel 2019, è quintuplicato nei primi quattro mesi del 2020
rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche a seguito dell’estensione della pla‐
tea dei beneficiari a categorie di lavoratori dipendenti precedentemente esclusi. I provvedi‐
menti legislativi hanno riguardato anche l’introduzione di ammortizzatori sociali destinati ai
lavoratori autonomi. L’intenso deterioramento delle prospettive occupazionali inciderà nega‐
tivamente sulla dinamica dei redditi familiari, già in rallentamento nel 2019, sulla loro distri‐
buzione e sulla diffusione della povertà, come già è avvenuto durante la Grande Recessione.
Nel primo trimestre dell’anno in corso la crescita del credito alle famiglie ha rallentato rispet‐
to alla fine dell’anno precedente; sia i mutui per l’acquisto di abitazioni sia il credito al consu‐
mo hanno decelerato risentendo del calo delle compravendite immobiliari e dei consumi.
Nonostante la crescita dei prestiti degli ultimi anni, il rapporto tra debito e reddito delle fami‐
glie nella regione, come in Italia, continua a essere contenuto nel confronto internazionale. Il
grado di indebitamento si colloca su livelli di poco inferiori a quelli di inizio decennio e negli
ultimi anni la quota di prestiti alle famiglie che presenta difficoltà nel rimborso dei finanzia‐
menti è rimasta su livelli storicamente contenuti.

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Il mercato del credito


Nel primo trimestre di quest’anno il totale dei prestiti al settore privato non finanziario ha
continuato a crescere, anche se a un ritmo inferiore rispetto alla fine dello scorso anno. Nel
2019 è proseguito il miglioramento della qualità del credito: il tasso di deterioramento, seb‐
bene superiore a quello medio nazionale, è diminuito, mantenendosi al di sotto dei valori
pre-crisi; vi ha contribuito la ricomposizione degli affidati verso imprese con bilanci più solidi
in corso da un decennio. La riduzione dell’incidenza dei prestiti in sofferenza nei bilanci ban‐
cari, derivante soprattutto dalle cessioni e dagli stralci, e il mantenimento di elevati livelli di
copertura dei prestiti deteriorati permettono agli istituti di credito di affrontare la crisi in atto
in condizioni patrimoniali migliori rispetto al passato.

La finanza pubblica decentrata


La crisi economica causata dall’emergenza sanitaria si è verificata mentre era in corso un
processo di ristrutturazione e razionalizzazione della spesa delle Amministrazioni pubbliche
locali. Il comparto sanitario negli ultimi dieci anni è stato interessato dall’attuazione delle mi‐
sure relative ai Piani di rientro, che hanno determinato una contrazione della spesa e del
personale e hanno permesso di conseguire un sostanziale equilibrio di bilancio; parallela‐
mente è iniziato un processo di riqualificazione dell’offerta sanitaria regionale. A causa di in‐
terventi normativi per il contenimento della spesa pubblica, nell’ultimo decennio anche i Co‐
muni hanno ridotto spese e addetti, nonostante il numero di dipendenti rispetto agli abitanti
fosse in partenza inferiore alla media delle Regioni a statuto ordinario. Il calo della spesa ha
riguardato in particolare quella per investimenti, diminuita quasi ininterrottamente tra il
2008 e il 2018. Il modesto aumento del 2019 è in parte riconducibile all’allentamento dei vin‐
coli alla spesa stabiliti dalla legge di bilancio per lo stesso anno. Con l’emergenza sanitaria
sono aumentati i finanziamenti ai sistemi sanitari regionali. La Puglia ha rafforzato la propria
struttura di offerta aumentando in misura considerevole i posti in terapia intensiva, desti‐
nando reparti specializzati per la degenza dei pazienti affetti da Covid-19 e incrementando il
personale sanitario. La Regione ha indirizzato proprie risorse e ha rimodulato la destinazio‐
ne di parte dei fondi strutturali per fronteggiare l’emergenza economica per un importo
complessivo pari a poco più di un punto percentuale del PIL regionale. Con riferimento ai
Comuni, i trasferimenti statali straordinari e la moratoria sui mutui dovrebbero compensare
in misura adeguata il calo delle entrate già determinato dal blocco delle attività e dalle misu‐
re di esenzione a favore dei contribuenti maggiormente colpiti dalla crisi.

Testo della pubblicazione


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22 giugno 2020

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