Sei sulla pagina 1di 3

Nozioni di Teoria Musicale – A.A.

2020
Ins. Antonio ALI’

Nozioni di Teoria Musicale: Lezione n. 4


Semitoni e Toni
In musica il semitono, che in seguito indicheremo con S, è la più piccola distanza (o intervallo) che
esiste fra due note adiacenti, in parole semplici quando fra di loro non ci stanno altre note in mezzo,
possiamo dire che distano un semitono.
Ad un primo sguardo veloce sulla tastiera di un pianoforte, risultano subito evidenti i semitoni fra le
note MI e FA oppure SI e DO, data la mancanza del tasto nero che li separa, ma ovviamente non
sono solo questi, infatti, la distanza di un semitono è anche quella che intercorre fra un tasto bianco
ed il successivo (o precedente) tasto nero.

Fig. 1 - Tastiera di un pianoforte

Supponiamo per maggiore chiarezza di staccare i vari tasti e posizionarli uno accanto all’altro in
modo da rendere più evidente la sequenza tasti bianchi tasti neri:

Fig. 2 - Tastiera pianoforte con tasti separati

Facciamo qualche esempio concreto:


- Che distanza passa fra le note DO e RE? Fra DO e RE c’è un intervallo di 2 semitoni dovendo
fare 2 salti partendo da DO, per arrivare a RE passando per il tasto nero in mezzo, possiamo
scrivere in maniera sintetica tale distanza come 2S.
- Che distanza c’è fra le note MI e SOL? Fra MI e SOL ci sono 3 salti (MI->FA), (FA->TastoNero)
e (TastoNero->SOL), quindi con la convenzione di prima scriveremo 3S.
Nella teoria musicale, la somma di 2 semitoni dà luogo all’intervallo di un tono che indicheremo con
T, tradotto in formule 2S=1T.

Lezione n. 4 20/07/2020 1
Nozioni di Teoria Musicale – A.A. 2020
Ins. Antonio ALI’

Le alterazioni
Le alterazioni (o accidenti) sono dei segni grafici che, posti prima di una nota, ne modificano l’altezza
in senso ascendente o discendente fino ad un massimo di 2 semitoni.
I suoni che hanno subito un’alterazione si dicono appunto alterati mentre i rimanenti si dicono na-
turali. Le alterazioni possono essere riassunte nella tabella seguente:

Grafo Denominazione Effetto


Diesis Altera la nota di un semitono in senso ascendente
Doppio diesis Altera la nota di due semitoni (un tono) in senso ascendente
Bemolle Altera la nota di un semitono in senso discendente
Doppio bemolle Altera la nota di due semitoni (un tono) in senso discendente
Bequadro Annulla le alterazioni precedenti riportando la nota al suono naturale
Tab. 1 - Tavola delle alterazioni

Le alterazioni possono essere poi distinte in due tipologie:


• Alterazioni fisse o in chiave, sono posizionate all’inizio di un brano musicale, subito dopo il
simbolo della chiave e costituiscono la c.d. armatura di chiave; la loro efficacia si estende per
tutta la durata del pezzo a tutti i suoni corrispondenti, a qualsiasi ottava si trovino.
• Alterazioni temporanee o mobili, si trovano nel corso del brano musicale ed hanno effetto
solo all’interno della battuta in cui si trovano e soltanto per le note della stessa altezza, per-
dono la loro efficacia dalla battuta successiva, tuttavia a volte, anche se non necessarie, nella
battuta successiva si trovano le c.d. alterazioni precauzionali le quali servono solo a ricordare
che l’alterazione mobile della precedente battuta non vale più.

Fig. 3 - Alterazioni fisse, mobili e precauzionali

Aiutandoci con la seguente immagine cerchiamo di dare un nome a quei tasti che fino ad ora ab-
biamo chiamato banalmente tasti neri

Fig. 4 - Tastiera pianoforte, Toni, Semitoni, diesis # e bemolli b

Lezione n. 4 20/07/2020 2
Nozioni di Teoria Musicale – A.A. 2020
Ins. Antonio ALI’

Per convenzione si usa l’alterazione del diesis # per denominare le note alterate di un semitono in
senso ascendente, viceversa si usa il bemolle b per quelle alterate di un semitono in senso discen-
dente.
Facendo un esempio, con riferimento alla Fig. 4, chiameremo DO# il tasto nero dopo il DO se stiamo
salendo dal DO, lo chiameremo invece REb se stiamo scendendo dal RE, benché il suono sia identico
(suoni omologhi o enarmonici) avremo 2 nomi per la stessa nota.
A questo non punto dovrebbero esserci più dubbi sul perché l’intervallo di semitono, non si trova
soltanto fra le note MI-FA e SI-DO ma anche fra un tasto bianco ed il successivo (o precedente)
“tasto nero” ad esempio, DO-DO#, FA-FA#, LA-LAb, …

Scala cromatica
Abbiamo parlato nella prima lezione della scala musicale diatonica di DO maggiore, quella formata
dalle 8 note naturali DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI e DO (i tasti bianchi del pianoforte), oggi invece alla
luce di quanto esposto nei paragrafi precedenti, espliciteremo tutti i 12 semitoni che si trovano
all’interno di un’ottava includendo pertanto anche le note alterate (tasti neri).
Come anticipato nel paragrafo precedente useremo per convenzione il diesis salendo verso le note
più acute ed il bemolle scendendo verso le note basse, pertanto avremo:
In senso ascendente: DO, DO#, RE, RE#, MI, FA, FA#, SOL, SOL#, LA, LA#, SI, DO
In senso discendente: DO, SI, SIb, LA, Lab, SOL, SOLb, FA, MI, Mib, RE, REb, DO
È importante puntualizzare ed enfatizzare il fatto che nella scala cromatica, l’intervallo (distanza)
che intercorre fra una nota e la successiva (o precedente) è di un semitono.
Nota di approfondimento per i più curiosi!

Sono chiamati diatonici i semitoni fra note di nome diverso (DO#-RE, MI-FA, SOLb-FA,…) in con-
trapposizione ai semitoni cromatici che invece si hanno fra note con lo stesso nome (DO-DO#,
Mib-MI, LA-LA#, …).
Alla luce di quanto appena detto, possiamo asserire che la scala cromatica è composta da 12
semitoni, 7 diatonici e 5 cromatici.

Lezione n. 4 20/07/2020 3

Potrebbero piacerti anche