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Università degli studi di Bergamo - Facoltà di Ingegneria Anno Accademico 2004 - 2005

Università di Bergamo
Facoltà di Ingegneria
Anno Accademico 2004 - 2005

Corso integrato di Meccanica tessile


(modulo di Tessitura)

Ing. Matteo Mutti – PROMATECH S.p.A.

1° lezione
Corso integrato di Meccanica tessile (modulo di Tessitura) – Ing. Matteo Mutti
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PRESENTAZIONE DEL CORSO


Prima Lezione Seconda Lezione Terza Lezione
• La tessitura • L’inserzione trama a pinza Meccanismi a camma
• La macchina per tessere • Meccanismi d’inserzione a pinza: • legge di moto e diagramma delle
• Le tecnologie d’inserzione trama - a camme piane alzate

• L’inserzione trama ad aria - a camma sferica • sintesi analitica del profilo

• L’inserzione trama ad acqua - a sistema articolato • accoppiamenti di forza e di forma

• L’inserzione trama a proiettile - a vite senza fine • tecnologia di produzione

• Introduzione ai sistemi articolati • esempio di progetto

Quarta Lezione Quinta Lezione Sesta Lezione


Gruppo di comando di un telaio a pinza Meccanica delle macchine • richiami ai temi trattati
• comando nastri • schema di trasmissione di potenza • confronto teorico - sperimentali
• bilancio di potenza del telaio

• forze camma - rullo • il motore

• comando battente • la trasmissione

• forze camma - rullo • il volano


• la frizione

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PRIMA LEZIONE

• La tessitura
• La macchina per tessere
• Le tecnologie d’inserzione trama
• L’inserzione trama ad aria
• L’inserzione trama ad acqua
• L’inserzione trama a proiettile

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La tessitura è l’intreccio
ortogonale di fili di trama e di
ordito per formare un tessuto.

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La tessitura è una delle attività più antiche dell’uomo.


È cambiato il mondo ma non il principio di realizzazione del tessuto,
l’incrocio ortogonale di fili d’ordito e trama: si svolge l’ordito dal subbio, si
alzano e abbassano i fili d’ordito creando un “passo”, si inserisce una
trama all’interno del passo, si batte la trama con un pettine.

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Il telaio è la macchina che realizza automaticamente


l’intreccio ortogonale che dà vita al tessuto

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Il telaio è la macchina che realizza automaticamente l’intreccio ortogonale


che dà vita al tessuto.
Due sono i filati che s’intrecciano e conseguentemente 2 sono le
movimentazioni principali: quella dei fili d’ordito e quella dei fili di trama.
La vista laterale permettere di comprendere al meglio la prima di queste 2
movimentazioni:
I fili d’ordito avvolti su un subbio (1) sono deviati appoggiandosi al portafili
(2) sostengono le lamelle del guardiaordito (3), passano nelle maglie dei
licci (5) e tra i denti del pettine (8) che è fissato al battente (7). Davanti al
pettine viene inserita la trama (9) formando il tessuto che viene fatto
avanzare dal cilindro tirapezza (10) e viene avvolto sul subbiello
avvolgipezza (11).

I dispositivi qui descritti sono praticamente comuni, nel senso che esistono
sempre, per tutte le macchine di tessitura monofase che quindi si
differenziano soprattutto in base alla tecnologia d’inserzione della trama.

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Il subbio

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Il subbio è il rotolo su cui sono avvolti i fili d’ordito, mantenuti paralleli l’uno
all’altro. E’ la base del tessuto, su cui vanno ad intrecciarsi i fili di trama.
Allo svolgimento del subbio è legato l’avvolgimento della pezza di tessuto
prodotto, mediante l’interazione dello svolgitore d’ordito e del regolatore di
tessuto.

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Il regolatore del tessuto

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Il lavoro del regolatore del tessuto è essenzialmente quello di fare


avanzare il tessuto, ad ogni ciclo telaio, dello spazio corrispondente alla
densità di trama impostata.
In altre parole, se la densità di trama programmata per l’articolo in
produzione è (...ad esempio...) di 10 trame/cm., per ogni ciclo telaio il
tirapezza dovrà fare avanzare il tessuto di 1 mm.

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Il regolatore del tessuto

Schema di funzionamento

Riduttore variabile

Albero principale
telaio

Cilindro
tirapezza

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È evidente che questo avanzamento del tessuto deve avvenire in modo


perfettamente sincrono con il movimento complessivo del telaio; e per
questo si utilizza come riferimento la rotazione dell’albero principale del
telaio.
Per ‘albero principale del telaio’ si può anche intendere un qualunque
albero che ruoti solidalmente con i cinematismi principali di comando del
battente e movimento delle pinze, e che compia un giro completo ad ogni
ciclo d’inserimento della trama.
Derivando i movimenti secondari dall’albero principale, a meno di
opportuni rapporti di riduzione, si ha la certezza che lo spazio percorso dai
vari dispositivi è sempre lo stesso, a parità di impostazioni,
indipendentemente dalla velocità del telaio.
Questo concetto è molto importante, in particolare per il funzionamento del
cilindro tirapezza, in quanto svincola i movimenti da qualsiasi
considerazione sulle velocità di esecuzione (almeno entro i limiti di
operativi del dispositivo) focalizzando l’attenzione sui tratti percorsi.
D’altra parte la densità di trama ottenuta per un certo tipo di articolo deve
prescindere dalla velocità a cui funziona il telaio, ed eventuali fluttuazioni
della velocità stessa non devono alterare la qualità del prodotto.

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Il compito dello svolgitore

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Il compito dello svolgitore è essenzialmente quello di alimentare la


produzione del tessuto rilasciando gradualmente il filato d’ordito avvolto
sul subbio mantenendolo però costantemente tensionato al valore
impostato.

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Il compito dello svolgitore

Schema di funzionamento

Riduttore variabile

modulatore

Albero principale Sensore


telaio tensione
ordito
Albero del
subbio
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Come per le considerazioni fatte a proposito del tirapezza, anche per lo


svolgitore viene riproposto lo stesso schema funzionale dove però la
variazione del rapporto di trasmissione viene effettuata da un “modulatore”
associato ad un sistema di rilevazione della tensione d’ordito. Nel caso
dello svolgitore il compito è infatti quello di mantenere costante la tensione
media d’ordito.

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Il portafili come bilancia

Sensore di
tensione

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Elemento fondamentale nell’azione di svolgimento è la rilevazione della


tensione media d’ordito.

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Il concetto di ‘asse elettrico’

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Come visto in precedenza tutti i sistemi di svolgitori e/o tirapezza si


basano su dispositivi connessi tramite riduttori variabili il cui rapporto di
riduzione viene modificato più o meno in modo automatico..

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Il concetto di ‘asse elettrico’

Riduttore variabile

Albero principale
telaio

Asse
secondario

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L’innovazione fornita dai sistemi motorizzati parte dall’eliminazione del


riduttore.

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Il concetto di ‘asse elettrico’

Encoder principale
telaio

sensore
Albero principale
telaio
Asse
secondario
servomotore
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L’aggiunta di un sensore di posizione (encoder).


L’applicazione di un opportuno servomotore.
Un’elettronica di controllo del sistema, che comanda il servo motore in
base alla posizione rilevata dall’encoder principale.
Infine un sensore della tensione d’ordito, l’informazione proveniente dal
quale arriva alla scheda di controllo dello svolgitore e ne determina le
variazioni sul rapporto di trasmissione, calcolato per mantenere costante
la tensione del filato.

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Schema della macchina di tessitura

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La funzione del portafili

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La funzione principale del portafili è quella di mantenere tesi e alla giusta


altezza tutti i fili che compongono l’ordito.
Oltre a ciò il portafili è chiamato a svolgere un altro compito, non meno
importante, che è quello di compensare le forti sollecitazioni impulsive
causate dall’apertura e chiusura dei quadri licci e dalla battuta del pettine.

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La funzione del portafili

L’andamento della tensione nei fili d’ordito

Ampiezza
dei picchi
tessimento rifasamenti
molto rigido

cedevole

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Durante il tessimento l’ampiezza delle oscillazioni fra minimo e massimo


dipende dalla rigidità del portafili; il diagramma rappresentato è una
situazione particolare di filato molto rigido e caricato.

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Il guardiaordito

Il guardiaordito dei moderni telai deve avere le seguenti


caratteristiche:
• Essere affidabile ( ossia segnalare sempre la fermata e
non segnalare false fermate).
• Essere rigido per evitare eccessive vibrazioni durante il
funzionamento sui telai veloci.
• Essere ergonomico per non ostacolare le operazioni di
reinfilaggio dei tessitori.

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Il guardiaordito ha il compito fondamentale di segnalare la rottura dei fili


d’ordito e arrestare conseguentemente la macchina.

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Il guardiaordito

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I guardiaorditi elettrici sentono la chiusura di un circuito determinato dal


contatto della lamella che, non sostenuta più dal filo rotto, cade sul rango.
La tensione applicata ai ranghi è bassa e quindi non c’è rischio per gli
operatori che durante la ricerca del filo rotto vengono a contatto con il
circuito.

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I quadri licci

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I quadri licci hanno il compito di sostenere le maglie, cui sono solidali i fili
d’ordito, per imprimere loro il moto alternato, che realizza l’intreccio. I
quadri in metallo leggero ( lega di alluminio) sono i più utilizzati nella
moderna tessitura in quanto abbinano le necessarie doti di resistenza e
leggerezza ad un costo contenuto.

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Il pettine

• Il pettine ha il delicato compito di spingere la trama appena


inserita nel tessuto in formazione.
• Per questa ragione il pettine, che entra in contatto sia con i
fili d’ordito che con la trama deve avere un perfetto grado di
finitura.
• Nelle macchine moderne la riduzione delle dimensioni del
passo ha consentito la riduzione dell’altezza dei pettini,
riducendone così il peso e soprattutto l’inerzia che, alle
altissime velocità, è l’origine delle vibrazioni trasmesse
dalle macchine.
• Proprio per le alte velocità la costruzione dei pettini, oltre
che precisa, deve essere molto robusta.

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Il pettine

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I pettini per telai a pinza sono realizzati allineando i denti, trattenuti da


molle di legatura che li distanziano e da resine che li fissano ai profili
esterni.
Alle estremità sono collocate due colonnine che lo rinforzano.

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Il pettine

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Nei pettini dei telai ad aria i denti hanno anche il delicato compito di creare
il canale d’inserimento della trama.
La buona realizzazione di questi pettini è assai importante perché il canale
deve garantire il mantenimento della giusta pressione dinamica dell’aria.

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Il meccanismo del battente

• meccanismi a sistema articolato


• meccanismi a camme e bilanciere

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Il battente è l’elemento mobile, cui è solidale il pettine. Esso guida quindi


la fase di accostamento al tessuto dell’ultima trama inserita.
I meccanismi di movimento del battente attualmente impiegati sono
sostanzialmente di due tipi:
• a sistema articolato;
• a camme coniugate e bilanciere.
Il primo schema cinematico viene impiegato su alcune macchine ad aria,
in quanto le leggi di moto che caratterizzano questi meccanismi sono
adatte a questo sistema di inserzione della trama.
Non possono invece essere impiegate sulle macchine a pinza, che
richiedono un lungo periodo di arresto del battente durante l’inserimento
della trama.
La caratteristica meccanica più importante di un meccanismo di
movimento del battente è la rigidità.

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Il meccanismo del battente

• meccanismi posizionati nei gruppi principali


• meccanismi distribuiti sulla struttura

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Nella maggior parte delle macchine per tessere il meccanismo di comando


del battente è posizionato all’interno del gruppo di comando dei nastri.
In questo caso le camme di comando del battente sono realizzate sullo
stesso albero che comanda il movimento dei nastri. Il comando è sempre
bilaterale.
La soluzione impiegata dalla Promatech sulle sue macchine Leonardo
prevede il posizionamento dei gruppi di comando del battente all’interno
delle spalle della macchine, montate nella traversa principale.
Con questa soluzione è possibile installare un terzo gruppo di comando
del battente a centro della traversa, riducendo in questo modo la flessione
del battente stesso.

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Le leggi di moto

25

20

15

10
intervallo di inserzione
5

0
0 30 60 90 120 150 180 210 240 270 300 330 360

rotazione velocità

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Il movimento del battente avviene normalmente in 120-160°.


Esso è caratterizzato da una lunga stasi in posizione arretrata, durante la
quale la pista di scorrimento dei nastri è disposta in allineamento con le
guide fisse per consentire l’ingresso dei nastri stessi nel passo.
L’ingresso dei nastri nella pista avviene usualmente in leggero anticipo
rispetto al punto di arresto del battente, come pure l’uscita avviene in
leggero ritardo.
Questo accorgimento consente di allungare di alcuni gradi l’intervallo di
movimento dei nastri.

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Inserzione della trama

Pinza negativa

Air Jet

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La vista assonometrica permette di visualizzare al meglio il movimento


della trama ortogonalmente ai fili d’ordito.
Mentre la movimentazione dei fili d’ordito è, formazione del passo esclusa,
comune a tutti i telai, non così quella dei fili di trama. Anzi, proprio le
diverse tecnologie d’inserzione della trama differenziano le diverse
tipologie di macchine per tessere.
Le figure ne riportano 2: l’inserzione ad aria e quella a pinza. Nel primo
caso il filo di trama è trasportato da un flusso d’aria, mentre nel secondo è
afferrato da una pinza.
L’inserzione trama a pinza sarà quella su cui verrà focalizzata l’attenzione
del presente corso.

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I sistemi di trasferimento della trama

air-
air-jet

water-
water-jet

pinza proiettile

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Nell’evoluzione della macchina per tessitura le tecniche di inserzione della


trama costituiscono uno degli aspetti fondamentali.
A partire dagli anni ’50 sono stati inventati gli attuali sistemi di inserzione
della trama, che in breve hanno soppiantato l’unico sistema automatico
conosciuto in precedenza: la navetta.
Con il sistema a navetta si erano raggiunte velocità fino a 200 inserzioni al
minuto, con notevoli limitazioni dovute alla navetta, le cui dimensioni
richiedevano bocche d’ordito molto elevate ed erano causa di una limitata
autonomia dovuta alle ridotte dimensioni della spola di trama.
I sistemi di inserzione della trama utilizzati nel telaio moderno sono i
seguenti:
• il getto d’aria;
• il getto d’acqua;
• la pinza positiva e negativa;
• il proiettile.

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I sistemi di trasferimento della trama

Ad acqua:
altissima produttività;
scarsa versatilità;

Ad aria:
alta produttività;
ridotta versatilità;

A proiettile:
media produttività;
alta versatilità;
alta qualità.

A pinza (negativa o positiva)


medio – alta produttività;
alta – altissima versatilità;
alta qualità

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Diverse tecnologie per un unico obiettivo: il trasporto della trama all’interno


del passo.
Ogni tecnologia ha i suoi pro ed i suoi contro, le proprie caratteristiche
specifiche, che ne determinano il campo di efficacia.

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I campi di applicazione

Difficoltà dell’articolo Pinza positiva

Pinza negativa

Proiettile Air-jet
Water-jet

Produttività

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I parametri di giudizio per la scelta di una tecnologia sono:


•La produttività garantita;
•La difficoltà di articolo tessibile

In base a questi parametri i distinguono:


•le macchina a getto d’acqua che raggiungono le maggiori velocità in
assoluto a grande discapito della versatilità;
•le macchine a getto d’aria che uniscono ad una elevata produttività una
versatilità discreta;
•le macchine a proiettile hanno un livello di produttività medio, ma una
ridotta versatilità, a dimostrazione che questa tecnologia è ormai superata
in molti campi, conservando però la sua competitività in settori specifici;
•le macchine a pinza positiva dove si raggiunge la massima versatilità
anche se a discapito delle velocità di inserzione;
•le macchine a pinza negativa che si caratterizzano per un ottimo
compromesso fra versatilità e produttività.

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Inserzione a getto d’aria

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Nelle macchine a getto d’aria la trama viene trasportata da un lato all’altro


dell’ordito mediante un flusso d’aria compressa che percorre un canale
ricavato nel pettine.
L’aria viene soffiata sia da un ugello principale, nel quale è inserita la
trama, sia da una serie di ugelli secondari, detti staffette, che soffiano
secondo sequenze e tempi appositamente sincronizzati.

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Inserzione a getto d’aria

• Le principali caratteristiche:
– alta produttività;
– ridotta versatilità.

• I campi di applicazione:
– i tessuti cotonieri di base;
– il foderame e i tessuti sintetici
sportswear;
– il denim;
– il tendaggio;
– la camiceria;

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La tecnologia dell’inserzione a getto d’aria, nata in Cecoslovacchia negli


anni ‘50, ha subito una importante evoluzione, fino a diventare la più
diffusa al mondo.
L’applicazione di una sofisticata gestione elettronica ha consentito di
migliorarne notevolmente la versatilità, guadagnando al getto d’aria una
più vasta gamma di articoli.

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Inserzione a getto d’aria

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Le macchine per tessitura ad aria si caratterizzano per le elevatissime


prestazioni produttive e qualitative che raggiungono nella produzione di
articoli relativamente semplici.
Il grado di eccellente versatilità dimostrato nelle esposizioni non è però
facilmente perseguibile in condizioni industriali, per cui ancora oggi la
macchina è principalmente utilizzata nelle sue versioni più semplici.
In genere tutti i modelli presentano una struttura meccanica semplice e
molto robusta, un controllore elettronico potente per la gestione sia degli
aspetti d’automazione che della sofisticata componente pneumatica.

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Inserzione a getto d’aria

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Nelle macchine a getto d’aria la trama viene trasportata da un lato all’altro


dell’ordito mediante un flusso d’aria compressa che percorre un canale
ricavato nel pettine.
L’aria viene soffiata sia da un ugello principale, nel quale è inserita la
trama, sia da una serie di ugelli secondari, detti staffette, che soffiano
secondo sequenze e tempi appositamente sincronizzati.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli e
preugelli

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La trama proveniente dalle rocche viene preparata da appositi


premisuratori e viene inserita prima in preugelli e poi negli ugelli principali (
o di lancio).

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli e
preugelli

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Ugelli principali e preugelli sono alimentati con l’aria compressa attraverso


un gruppo di comando costituito da un numero d’elettrovalvole pari al
numero degli ugelli.
La macchina si può regolare affinchè agli ugelli arrivi la portata d’aria più
adatta al tipo di filato.
Inoltre anche il tempo d’apertura dell’elettrovalvole viene regolato per
raggiungere il miglior trasferimento della trama con la minor quantità
d’aria.

1° lezione
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Inserzione a getto d’aria

Comando di
ugelli e
preugelli

MANUALE AIR - CONTROL

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L’aria agli ugelli e preugelli principali viene alimentata per mezzo di


specifici moduli, con in quali si possono regolare le portate d’aria, colore
per colore.
I moduli possono essere di due tipi:
A regolazione manuale
A regolazione automatica
I motivi che hanno portato all’introduzione di sistemi di variazione del
flusso possono essere così brevemente spiegati: sui telai a getto d’aria le
caratteristiche del filato assumono importanza fondamentale per
l’impostazione dell’inserzione; filati pelosi e/o rugosi risultano facilmente
trasportabili. Con essi l’aria fa “presa” molto più facilmente rispetto a filati
lisci, come i sintetici in genere.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli e
preugelli

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Gli ugelli principali sono costituiti da un corpo cavo 3, dall’ugello 1 e dallo


spillo di regolazione che ha lo scopo di soffiare l’aria uniformemente
attorno al filo verso l’ugello.
Una costruzione perfetta e un’accurata regolazione dello spillo permettono
di aspirare aria dall’ambiente insieme al filo, aumentando di conseguenza
la portata d’aria che trasporta il filo rispetto alla portata d’aria compressa.
In questo modo si migliora l’efficienza della macchina.
La maggior parte delle macchine ad aria sono dotate di due ugelli per la
produzione di tessuti basici a mischiatrama.
Sono comunque diffuse anche le versioni a 4 colori, di solito abbinate ai
telai ratiera.
Per le macchine jacquard si può arrivare ad applicazioni a 8 colori di
trama.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli
secondari

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Poiché l’aria soffiata dagli ugelli principali termina presto il proprio effetto
sulla trama, è necessario che questa sia trasportata da altra aria soffiata
da una serie di ugelli secondari chiamati anche staffette.

Gli ugelli secondari soffiano infatti in sequenza “passandosi” il capo del filo
di trama fino all’uscita dal passo.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli
secondari

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Le elettrovalvole delle staffette sono collegate al serbatoio polmone per


poter avere una rapida risposta.
Le elettrovalvole alimentano, in funzione dei modelli, un numero variabile
di ugelli staffetta.
Negli impieghi più sofisticati si raggiunge anche il rapporto di una
elettrovalvola ogni due staffette.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli
secondari

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Con un tempo di volo trama praticamente identico, con 2 staffette per


elettrovalvola si possono ottimizzare i soffi, anche “tagliando” i tempi
senza pregiudicarne l’andamento.
Nel grafico del sistema a 4 staffette, i tempi di soffio risparmiati sono
evidenziati in giallo.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli
secondari

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Gli ugelli secondari sono sagomati in modo da non danneggiare i fili


d’ordito.
Essi possono essere monoforo o multiforo.

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Inserzione a getto d’aria

Ugelli
secondari

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Gli ugelli secondari sono posizionati lungo tutta la lunghezza del battente
con un passo fisso.
Nella parte terminale, verso destra, si ha un passo ridotto per facilitare la
distensione della trama.
Inoltre all’uscita del pettine può esser montato un particolare ugello, detto
estensore, per tenere la trama distesa durante la battuta del pettine.

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Inserzione a getto d’aria

Il Pettine

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Il pettine è un elemento fondamentale delle macchine ad aria.


Ciò sia per la presenza del canale di trasporto della trama, sia per la
necessità di studiare accuratamente il rapporto fra il pieno e il vuoto che
determinerà la perdita d’aria del canale condizionando di conseguenza il
buon andamento del trasporto trama e i consumi d’aria compressa.

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Inserzione a getto d’aria

I misuratori di trama

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Nelle macchine ad aria la trama viene premisurata e preparata per il lancio


su appositi apparecchi premisuratori.
Caratteristica comune di questi apparecchi è l’elevata velocità di
funzionamento.
Nelle applicazioni più recente si ha uno stretto passaggio d’informazioni
“elettroniche” fra il telaio ed il premisuratore in modo che quest’ultimo
conosca in anticipo il disegno di trama migliorando la propria prontezza
d’entrata in funzione.

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Inserzione a getto d’aria

Frena trama
elettronico

Senza freno EFT Con freno EFT

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Uno dei maggiori momenti critici d’inserzione della trama avviene al


termine del ciclo, nella cosiddetta posizione di “arrivo” , quando cioè il
capo di trama giunge all’estremo lato destro del pettine. La trama, che stà
viaggiando ad una considerevole velocità, deve essere arrestata
all’istante. Il suo volo libero e lo svolgimento dal premisuratore viene
interrotto, di colpo, per mezzo del pernetto (pin).
Questa brusca fermata causa un picco di tensione sulla trama che può
causare la rottura della trama stessa oppure la formazione di difetti nel
tessuto.
Per limitare il problema si può utilizzare un frenatrama controllato
elettronicamente.
Il dispositivo è montato in uscita al premisuratore e , con le opportune
regolazioni, consente di diminuire la velocità della trama.

L’uso di tale dispositivo determina alcuni vantaggi:


•Maggiore velocità di tessimento
•Meno rotture di trama (con filati fiocco)
•Maggiore qualità tessuto.

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Inserzione a getto d’aria

Cassa battente

Telaio Stasi camma


70° 100° 150°
Ratiera/M.Esterna bassi

Ratiera/M.Esterna alti

Jacquard bassi

Jacquard alti

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Nelle macchine ad aria il raggiungimento delle più elevate prestazioni


velocistiche è fortemente legato al tempo disponibile per l’inserzione della
trama e quindi, per differenza, al tempo impiegato per la battuta della
stessa.
Per questo motivo l’uso di sistemi a camme per il movimento del battente,
in alternativa ai più tradizionali e meno costosi manovellismi, consente di
studiare i tempi di battuta in relazione alla configurazione della macchina.
Nell’esempio si mostrano tre diversi tempi di stasi ( tempo disponibile per
l’inserzione) utilizzati sulla stessa macchina in diversa configurazione.

1° lezione
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Pagina 47
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Inserzione a getto d’aria

Cassa battente

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Nel diagramma si può vedere come l’azionamento ad eccentrici del


battente può facilitare il processo d’inserzione della trama.

1° lezione
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Inserzione a getto d’acqua

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Il trasporto della trama tramite acqua avviene grazie ad un getto ad alta


pressione emesso da un ugello.
La tecnologia non rende necessario alcun altro elemento per il trasporto.
Naturalmente questo sistema d’inserzione è utlizzabile solamente con filati
sintetici, per cui si può dire che è una macchina in grado di operare solo in
specifici settori tessili.

1° lezione
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Pagina 49
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Inserzione a getto d’acqua

• Le principali caratteristiche:
– altissima produttività.
– scarsa versatilità.

• I campi di applicazione:
– foderame sintetico;
– articoli sintetici leggeri.

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Caratterizzate da una velocità di inserzione a tutt’oggi ineguagliata,


soffrono delle maggiori limitazione del campo di applicazione.
Le macchine ad acqua sono ormai prodotte solamente da costruttori
giapponesi e sono utilizzate, soprattutto nel Asia orientale per la
produzione di articoli basici di filati continui monocolore.

La caratteristica principale è l’alta produttività unita ai bassi costi di


esercizio.

1° lezione
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Inserzione a proiettile

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La trama viene agganciata mediante una pinzetta al proiettile che viene


lanciato meccanicamente da un lato all’altro dell’ordito percorrendo un
‘apposita pista costituita da ganci allineati.
All’uscita dal passo il proiettile viene frenato e la trama viene sganciata.
Un sistema meccanico provvede a riportare il proiettile in posizione di
lancio.

1° lezione
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Pagina 51
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Inserzione a proiettile

• Le principali caratteristiche:
– media produttività;
– alta versatilità;
– alta qualità;
– adatto a notevoli altezze di tessimento;

• i campi di applicazione:
– il denim;
– gli articoli tecnici;

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Si tratta di una tecnologia di inserzione che ha avuto una importante


diffusione, ma che sta soffrendo la concorrenza delle macchine a pinza,
che l’hanno superata sia in produttività sia in versatilità.
La fortissima accelerazione impressa al proiettile al momento del lancio
sollecita notevolmente la trama, che pertanto deve essere di ottima
qualità.
Il punto di forza del proiettile restano le elevate altezze di tessimento, non
raggiungibili in modo efficace sulle macchine a pinza.
Anche per questo motivo è tuttora la tecnologia più utilizzata in alcuni
settori dei tessuti tecnici es. geotessile.

1° lezione
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Pagina 52
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Inserzione a proiettile

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Vediamo ora le varie fasi di questa tecnologia d’inserzione:


•La trama proveniente dalla rocca, preparata con un prealimentatore,
passa attraverso un freno e entro l’occhiello di un recuperatore di tensione
ed è infine trattenuta da un dispositivo porgitrama.
•Dopo che la pinza posta in coda al proiettite ha afferrato la trama, il
porgitrama si apre.
•Il proiettile viene lanciato mediante l’applicazione rapida d’energia
proveniente da un dispositivo meccanico a barra di torsione.
•Il proiettile percorre il passo d’ordito seguendo un apposito canale
formato da ganci di guida.

1° lezione
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Inserzione a proiettile

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•Attraversando il passo il proiettile trascina la trama trattenuta dalla pinza


sulla propria coda.
•Il proiettile viene arrestato all’uscita del passo per mezzo di un apposito
dispositivo di frenatura.
•Per evitare inserzioni di trama in eccesso, il dispositivo recuperatore
entra in azione.

1° lezione
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Inserzione a proiettile

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•Con la trama mantenuta tesa alle estremità del passo inizia il movimento
del pettine.
•Contemporaneamente inizia il movimento di taglio delle forbici.

1° lezione
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Pagina 55
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Inserzione a proiettile

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•Il proiettile viene aperto e la trama rilasciata.


•La trama viene battuta nel tessuto dal pettine.
•Il proiettile si posiziona sul dispositivo di trasporto.
•La barra di torsione è stata ricaricata e il dispositivo di lancio è pronto per
una nuova inserzione.

1° lezione
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Inserzione a proiettile

I proiettili e la guida nel passo

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•I proiettili sono elementi meccanici affusolati, molto duri, e con una


piccola pinza sulla coda.
•I proiettili pesano circa 40 - 60 grammi.
•L’apertura della pinza avviene mediante l’inserimento di un punzone che
allontana fra loro i due bracci della pinza.
•I proiettili in origine erano solo in acciaio, ora esistono anche in materiale
plastico; l’impiego dipende dal settore d’utilizzo.
•Le pinze sono di diverso tipo in funzione del settore d’impiego della
macchina.

1° lezione
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Pagina 57
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Inserzione a proiettile

I proiettili e la guida nel passo

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•La guida dei proiettili all’interno del passo è affidata a una specie di
rastrello, formato da denti allineati in acciaio, sottili e molto duri.
•I denti sono agganciati al battente e si muovono con esso entrando nel
passo attraverso il ramo di fili d’ordito in abbassata.
•I denti sono aperti verso il pettine per consentire l’uscita dalla trama
durante la battuta.

1° lezione
Corso integrato di Meccanica tessile (modulo di Tessitura) – Ing. Matteo Mutti
Pagina 58
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Inserzione a proiettile

I proiettili e la guida nel passo

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•Una volta terminata la propria corsa i proiettili vengono trasportati di


nuovo in posizione di lancio.
•Il trasporto è effettuato mediante un dispositivo a catena.

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Inserzione a proiettile

Il selettore della trama

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•La trama viene presentata alla pinza fissata al proiettile da un dispositivo


porgitrama meccanico dotato di pinzette dalle quali viene fatto fuoriuscire il
capo della trama.
•Il dispositivo è disponibile a uno, due, quattro e sei colori.
•Essendo la posizione del proiettile fissa, è necessario che il disposizivo
porgitrama sia mobile per posizionarsi esattamente nella corretta
posizione di presentazione della trama.
•Lo spostamento, che avviene con un dispositivo meccanico, richiede
necessariamente tempo che quindi pone un limite alla velocità della
macchina.

1° lezione
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Inserzione a proiettile

Il dispositivo di lancio del proiettile

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Una barra di torsione 2 è ancorata al punto fisso 1. La sua estremità libera


è collegata mediante una scanalatura dentata all’albero di percussione 3.
L’albero di percussione quindi ruota insieme all’estremità libera della barra
di torsione.
La camma 8 sposta la leva a ginocchiera 4 + 5, cosicchè la barra di
torsione viene posta in tensione dall’albero di percussione 3 e la leva di
percussione 9 viene messa in posizione di lancio. La barra di torsione 2
resta in tensione finchè il rullo 7 scorre sulla curvatura della leva 5.
La forma della leva 5 fa in modo che il rullo, al momento del distacco
prema sulla sua estremità dando lo spunto di partenza alla barra di
torsione per l’articolazione della leva a ginocchiera 4 + 5.
In questo modo la barra di torsione torna istantaneamente nella sua
posizione di riposo trasferendo la sua energia al proiettile 11
imprimendogli una forte accelerazione per mezzo dell’albero del
percussore 3, della leva di percussione 9 e dell’elemento di percussione
10.
Il dispositivo è dotato di uno smorzatore ad olio 6.
La regolazione del tempo di corsa del proiettile, cioè della durata
dell’inserzione, viene fatta modificando l’angolo di torsione della barra,
tramite uno spostamento angolare del punto di ancoraggio.

1° lezione
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Inserzione a proiettile

Il freno del proiettile

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Il proiettile viene frenato all’uscita del passo per mezzo di un dispositivo di


frenatura realizzato con ferodi.
Per evitare i problemi di regolazione dovuti alla progressiva usura del
freno è stato realizzato un dispositivo di frenatura che si autocontrolla
elettronicamente
L’attuale dispositivo è dotato di un ferodo inferiore fisso e di un doppio
ferodo superiore comandato.

1° lezione
Corso integrato di Meccanica tessile (modulo di Tessitura) – Ing. Matteo Mutti
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Università degli studi di Bergamo - Facoltà di Ingegneria Anno Accademico 2004 - 2005

Inserzione a proiettile

Il freno del proiettile

Università di Bergamo – Facoltà di Ingegneria – A.A.2004-2005 1° Lezione


Corso integrato di Meccanica tessile (modulo di Tessitura) – Ing. Matteo Mutti Pagina 63

Il sistema è dotato di due sensori che hanno lo scopo di rilevare con


precisione la posizione del proiettile all’interno del dispositivo di frenatura.
In funzione dell’informazione ricevuta il sistema elettronico aziona un
motore passo passo che regola la posizione del ferodo superiore
modificando l’intensità di frenatura.

1° lezione
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