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quarrata, gioie & dolori.

LECCETO: PADRE PERDONA LORO PERCHÉ NON


SANNO NÉ LEGGERE NÉ SCRIVERE NÉ CAPIRE NÉ RISPONDERE COME SI
DEVE (PERÒ SANNO RISCUOTERE E PARECCHIO). 10

La Bibbia, però, è stata epurata, sia dagli ebrei che dai catto-comunist-olici.
Sono state opportunamente cancellate dal testo le parole che i due stronzi
disobbedienti (Adamo ed Eva) dissero, fra i denti, in risposta al signore…

QUANDO DIO (che però non esiste: o altrimenti non esisterebbero i democratici
radical chic e i politicamente corretti né gli s-governi Conte né i Napolitan-
Mattarelli); quando dio decise di buttare fuori a calci un culo Adamo ed Eva dal paradiso
terrestre – incazzato come un Di Maio che non sa che Matera è in Basilicata e non in Puglia
o un Manlio Di Stefano, viceministro degli esteri di Di Maio, che sbaglia il Libano con la
Libia etc. etc. etc. – la Bibbia ci racconta che il signore si sarebbe espresso così:
16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai
figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà (alla faccia delle femministe,
della Cirinnà e degli antisessisti politicamente corretti – n.d.r.)».
17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di
cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con
dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita [Genesi, 16-17 – versione Cei diretta
dal card. Bassetti].
La Bibbia, però, è stata epurata, sia dagli ebrei che dai catto-comunist-olici. Sono state
cancellate dal testo le parole che i due stronzi disobbedienti dissero, fra i denti, in risposta
al signore. Parole che suonavano così:
«Partorirò con dolore? fece Eva. Sbagliato! Perché prenderò la pillola, anche quella del
giorno dopo. Mentre Adamo mugugnò: Farò il contadino con dolore e suderò per
mangiare? Te, Signore, tu sogni! Perché io o vo alla Breda o mi fo assumere in Comune!».
Federico Rampini, radical indiscutibile e democratico scrittore (Genova, 25 marzo 1956.
È un giornalista, saggista e accademico italiano naturalizzato statunitense; è stato
vicedirettore del Sole 24 Ore e dal 1997 è corrispondente estero per la Repubblica. Dal
2000 risiede negli Stati Uniti e ci va ’ntu culu a tutti) non ha dubbi da questo punto di
vista: e, se lo dice lui, che è un “repubblichino” di la Repubblica del Pd…
Oggi, sabato 8 agosto 2020, mostro al popolo e al contado; ai cittadini veri di Quarrata e a
quelli acquisiti e naturalizzati, ma esteri e diversi perché, come io non sono Di Pietro e
nulla voglio avere a che fare con lui, nemmeno chi è venuto a Quarrata per amore o per
forza da altre parti del mondo, di Quarrata sa una beata minchia; oggi mostro il rapporto,
consegnato al sindaco Mazzanti e al comandante Marco Bai, all’inizio di ottobre 2019,
quando, riuscendo a vincere la loro micidiale accidia, ce la feci a trascinarli a Lecceto a
vedere il casino che il loro Comune aveva permesso a – come dicono a Striscia la notizia –
i nuovi mostri.
Da quel momento – tempo in cui dissi: «Non voglio rompere i coglioni a nessuno, ma
questo casino lo dovete risolvere voi!» – i due guardia di porta della santa istituzione
comunal-comunistica entrarono, come due orse brune marsicane, in letargo; furono
vittima della puntura della mosca tse-tse; furono addirittura vittime della narcolessia, la
simpatica malattia che ti fa cadere a terra addormentato e senza preavviso.
Dovettero passare 9 mesi perché io venissi al mondo come ragazzino incazzato, urlone
o – a Siena – citto belóne che strilla: non per avere un posto redditizio in una lucrosa
partecipata, ma per reclamare semplicemente quello che ha avuto da sempre finché i
gentili signori Perrozzi-Compagnucci e quel mucchio di gente e non solo (Alberi, Alberti,
Ferri, Meoni, Dainelli, capre e cani e gatti compresi – presto vi dirò anche perché –
arrivassero a Lecceto a scassare la minchia, ridisegnando ipotetici confini, usi, costumi
locali, e servitù di fatto ultracentenarie in quella che è diventata una striscia di Gaza
locale da cui e verso cui, da oltre due decenni, quasi ogni giorno partono razzi e missili,
ovviamente di conclamata stupidità.
È proprio vero quello che sostiene Rampini: che cioè, quando la barca non è nostra, al
sorgere di un problema sembra di vedere un film di Antonio Albanese/Cetto La
Qualunque: si girano tutti di qua e di là e uno si gratta i coglioni mentre l’altro scopre di
avere rosa al culo e si gratta fra le chiappe.
Forse sarà per questo che, se uscite dall’Italia, trovate dei Comuni ordinati, erba rasata,
niente buche per strada; mentre da noi – anche nel Gan-Bucato di Toscana, patria di
Rossi & resistenti [al lavoro] – non c’è un metro di strada ammodìno, un ciglio rasato bene
e una cosa che vada come si deve.
Dopo 9 mesi di silenziosa rottura di palle, come cittadino, l’avrò avuto il diritto di
incazzarmi? E loro che hanno fatto? Mazzanti & Company hanno fatto rispondere ai
cosiddetti dirigenti che, a mio modesto avviso (opinione: insindacabile), sono capaci
forse soltanto di dirigere (e probabilmente anche non in maniera ineccepibile) lo schizzo
del loro piscio, poiché – se c’è da prendere una decisione (e ve lo farò vedere nei fatti e
per documenti a settimana nuova) – si comportano come i ciuchi di un tempo, che si
impuntavano e non volevano salire su per Catàvoli, a Casale (la fonte è Ermanno
Bolognini: chiedéteglielo): allora gli mettevano un corbello in capo e sul corbello legnate
meravigliosamente indicative dell’idilliaca visione del mondo rural-contadino. Finché quei
pòeri quadrupedi, rincoglioniti dalle botte, riprendevano a tirare il barroccio carico in
salita.
Mutatis mutandis…, cioè i tempi sono cambiati, ma certi trattamenti sono ancora utili
ed efficacissimi non per costringere, ma solo per convincere gente che riscuote decinaie
(Mario il bagnino/Giorgio Panariello…) di migliaia di euro, a prendere anche un paio di
decisioni dovute e imposte dal loro ruolo e dal loro stipendio quadruplo rispetto a un
semplice operaio che tiene famiglia e figli. Ma loro son loro, alla Marchese del Grillo – e gli
altri non sono un cazzo.
Peggio degli asini di un tempo che non volevano salire per Catàvoli, ti s’impuntano perché
perdono le strade sulle mappe; non sanno leggere una legge; non sanno capire il valore
letterale e logico di ciò che la legge recita e nel senso in cui lo recita, com’è previsto dalle
Preleggi del Codice Civile; ma aprono 4 zampe a cavalletto per non spostarsi di un
millimetro dalla loro fissa imperizia, solare ignoranza e divina impreparazione. Però
riscuotono volentieri: quello sì e quello sempre. Anche questa è un’opinione del
cittadino incazzato: secondo la Costituzione, art. 21, è legittima o no?
Cerchiamo di essere ancor più chiari: la smettano di rompere i coglioni a chi paga loro il
lauto stipendio che beccano grazie al fatto che vengono scelti (cioè presi per simpatia) da
un sindaco a cui, è molto probabile, vengono raccomandati da altrove e con ben altro fine o
scopo rispetto al bene pubblico.
Volete, ora, far querela? Accomodatevi. Ma, fossi in voi, mi preoccuperei del vostro
comportamento da nausea. In tribunale io vengo volentieri: con le carte da voi firmate in
mano. Così si ride tutti insieme al giudice, o signori baulòppi (come dicono a Pistoia) o
illustri gazzillòri (come dicono a Siena, capitale di quel bel coso del Monte dei Paschi,
regno devastato dalla sinistra Pci-Pd – e s’è visto tutti)!
E ora divertìtevi!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Art. 21 Costituzione + je m’en fous de tous!
Dirigenti pubblici, siete superpagati (grazie a Bassanini e alle stronzate
comuniste che passano come leggi con il suo nome) non per fare i cazzi vostri,
ma per prendere decisioni nel pieno rispetto della legalità.
Nel frattempo il Comune di Quarrata (leggi: Mazzanti) sta a giocare al burraco
al mare e i suoi assessori stanno con il viso al ventilatore…
Comune di Quarrata
Valorizziamo il Montalbano
Benvenuti a Lecceto di Montorio
Zona a tutela ambientale
«Ponte delle catene e dei cancelli»

TRA CATÉN, DIVIETI E NODI


TU CI VIÈN, MA ’UN TU CI GODI.
HANNO PERSO STRADE E TUTTO
FÒR CHE IL PANE COL… PRESCIUTTO!

Ma questo
passaggio
sono
semplici
fiori di zucca
fritti con
l’acqua
come diceva Niste di Buriano?