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Marie-Louise von Franz

La morte e i sogni

Bollati Boringhieri
INDICE

Presentazione di Luigi Aurigemma 7

i Introduzione 17
2 II 'segreto' del cadavere e la 'tomba di Osiride' 27
3 La vegetazione: l'albero, l'erba, il grano e il fiore 47
4 La prime nozze di morte 63
5 II 'tunnel' della nascita e lo spirito di scoramento 77
6 La morte come l'Altro inquietante o soccorrevole 88
7 II passaggio del fuoco e dell'acqua 98
8 II sacrificio o 'elaborazione' del vecchio corpo 109
9 L'identità variabile dell'Io, le anime multiple e la loro 'fixatio' nel
'frutto' 124
io La resurrezione come riunificazione nella 'pietra' di ciò
che è separato 131
11 II corpo sottile e le sue varianti /J/
12 Una nuova ipotesi di Jung 161
13 Conclusione 173

Note 175
Bibliografia 183
Indice analitico 189
PRESENTAZIONE
di Luigi Aurigemma

Lungo i decenni di questo secolo, fino a culminare nell'ultimo


trentennio, si è venuta affermando nel mondo occidentale una vera e
propria censura della morte. Per il corpo medico essa è divenuta una
sconfitta da ritardare con accanimento, per il inalato una prova
insostenibile a lui stesso pietosamente occultata e con tanto maggiore
cura quanto più appare ineluttabile e imminente, per chiunque sia
coinvolto nella sua penosa presenza un'occasione di turbamento da
superare e dimenticare al più presto.
Tra le ragioni maggiori di una simile preoccupazione di schivare il
confronto con la coscienza del morire si deve probabilmente contare un
certo affievolimento, nella cultura occidentale, della comprensione
religiosa tradizionale del fatto della morte come evento sacro, sacro
transito, passaggio dall'una all'altra condizione di esistenza, dalla vita
fuggitiva e precaria alla vita eterna. In altre parole, se nella nostra
cultura la morte è stata per secoli un evento al postutto solo
relativamente misterioso, oggi un certo affievolimento nell'accettazione
della morte, come momento d'un destino individuale che supera di per sé
i confini della vita, sembra aver travolto la capacità collettiva di
affrontare la prospettiva sempre drammatica della fine. Sicché la morte
si è fatta in questo secolo via via più crudelmente misteriosa, e quindi
insopportabile; e il destino dell'individuo è tornato a confondersi col
destino, evidentemente miserabile, del suo corpo. La censura della morte
appare come la testimonianza di una collettiva condizione di
smarrimento di fronte a questo eccesso di mistero; e a ciò si
accompagnano reazioni affettive, tanto
sostanzialmente poco
creative, che vanno dal
comprensibili quanto vitalismo sfrenato e dal
panico alla nostalgia Questo libro di
della passata fede. Marie-Louise von Franz
Tuttavia nell'ultimo si iscrive con grande
trentennio è anche autorità in quest'ultima
evidente un movimento corrente degli studi
in senso inverso; e cioè tanatologia, alla quale
il disegnarsi, e anche terapeuti quali
già il realizzarsi, dì una Elisabeth Kùbler-Ross,
nuova coscienza del Raymond Moody o
morire, quasi che dalle Michael Sabom hanno
radici stesse dell'uomo già dato contributi
venga attualmente ad particolarmente
emergere — a un livello importanti. In rapporto
anzi presumibilmente dì a questi, l'originalità
maggiore adeguatezza della presente opera
alla realtà — un nuovo può intendersi
tentativo dì risposta alle pienamente quando si
naturali incertezze sul consideri che la von
significato della morte, Franz, collaboratrice
sìa che ciò avvenga stretta di Jung ed erede
attraverso la riflessione
e continuatrice di talune
sulla sua storia passata
delle sue più audaci
e presente e sulla
indicazioni di ricerca,
maniera in cui essa è
non soltanto, come gli
stata ed è culturalmente
autori appena citati, ha
integrata, ovvero
scelto di ascoltare sulla
attraverso studi intesi a
morte la parola di
conoscere meglio, e
coloro che, a causa di
cioè in modo inequi-
una malattia o d'un
vocabile, la sua più
improvviso incidente o
adeguata definizione
dell'età, sono sul punto
clinica; ovvero, infine,
di farne l'irreversibile
attraverso un modo
nuovo di vivere e esperienza, ma — e
comunicare esperienze questa è la prima
psichiche il cui peculiarità del suo
peculiare interesse è dì lavoro — ha fatto
verificarsi proprio alle oggetto del suo studio
soglie del momento non già la parola dell'Io
fatale. cosciente, che illusioni
ed angosce tendono ad
inflettere e a falsare,
quanto piuttosto quella di una realtà oggettiva
che emerge che si esprime senza
dall'inconscio nella veli, senza tener conto
forma d'immagini e di delle patetiche astuzie
emozioni oniriche. che la paura della fine
Nella prospettiva può suggerire all'Io
junghiana della von cosciente. Nella
Franz, infatti, una volta prospettiva junghiana
abbandonata la della von Franz,
concezione freudiana insomma, il linguaggio
dell'inconscio come dei sogni, quando chi
deposito del rimosso cerca d'interpretarlo sia
che cerca di risalire fornito di una salda
alla superficie competenza tecnica
attraverso sogni li- psicoanalitica e di una
beratori dei desideri cultura il più possibile
segreti, è del tutto vasta che gli permetta,
legittimo considerare secondo il metodo
quel che emerge dal ^//'amplificazione, di
fondo dell'essere e ritrovare nella storia
dunque dell'universo della coscienza
degli istinti, collettiva elementi atti a
particolarmente nei penetrarne il
momenti cruciali della simbolismo, può
vita e quindi anche alle costituire una preziosa
soglie della morte, fonte d'indicazioni sul
come la voce stessa significato ultimo del
della natura, coinè morire, cioè su cosa
l'immagine esso voglia realmente
dire per la nostra vita
psichica.
Il libro è dunque
costruito essenzialmente
sulla base dell'inter-
pretazione di sogni che
Marie-Louise von Franz
sa, con certezza, essere
stati fatti nell'imminenza stesso materiale onirico
della morte da soggetti preso in considerazione,
che li hanno raccontati attorno a un asse
a lei stessa, o ad altri privilegiato: il
testimoni dai quali essa simbolismo della
è venuta a conoscerli, trasformazione.
sia direttamente, sia Sottolinearlo è
indirettamente essenziale, perché la
attraverso le loro singolarità dell'opera
proprie pubblicazioni. della von Franz è
In obbedienza al criterio innanzitutto legata
che or ora evocavo, proprio a una tale
questi tentativi costatazione, che cioè
d'interpretazione sono un gran numero di sogni
accompagnati da un vissuti in prossimità
solidissimo lavoro di della morte sembrano
amplificazione, il cui servirsi di un linguaggio
scopo è di radicare il fondamentalmente
materiale onirico attuale identico a quello della
nella storia delle varie pulsione archetipica
culture che, in maniere d'individuazione, la pul-
diverse e sione che, secondo Jung,
sostanzialmente elabora le energie
convergenti, hanno più psichiche in un processo
profondamente di trasformazione della
elaborato e ritualizzato personalità, attraverso
gli stati d'animo e le l'integrazione pro-
intuizioni collettive gressiva dei molteplici
legati al mistero della fattori che la
morte. costituiscono, liberando
Va qui subito così l'uomo, per quanto
sottolineato un fatto possibile, dal disordine
essenziale, e cioè che un e dall'alienazione, e rea-
tale lavoro lizzando una coscienza
d'amplificazione si è più essenziale, e dunque
venuto ordinando per meno effimera, della sua
così dire sponta- condizione. Un
neamente, secondo le linguaggio di cui certi
direttrici imposte dallo grandi fenomeni
culturali

e religiosi — dai una comprensione


miti e culti egizi della veramente illuminante
mummificazione alle del linguaggio dei sogni
tradizioni alchimistiche dei morenti: poiché una
— si sono serviti nel simile crisi di
corso della loro storia trasformazione è
millenaria per dar comprensibile, per noi
forma all''esperienza vivi, unicamente come
intuitiva e collettiva di un fenomeno che si
questa specifica svolge nel tempo, come
capacità umana di è possibile conservare
divenire coscienti, un tale concetto e un
superando così i limiti tale linguaggio per
della vita organica in parlare di ciò che è
una trasformazione, in proprio alla condizione
una metamorfosi che è, postmortale, condizione
in certo modo, una nella quale sono abolite
nuova creazione. le coordinate dei-
Al centro del lavoro resistenza e quindi
della von Franz sembra anche il tempo quale
dunque che si debba noi lo conosciamo e
iscrivere, quale primo e sperimentiamo?
capitale risultato delle Affinché non sussista
analisi dei materiali alcuna possibilità di
onirici a sua equivoco, va qui sotto-
disposizione, la lineato un pensiero
concezione della morte centrale del lavoro
come profondissima della von Franz, vale a
crisi; momento doloroso dire che, se è
e misterioso di naturalmente chiaro
trasformazione, quindi, che il linguaggio dei
e non catastrofe fenomeni onirici presi
annientatrice. in considerazione,
Una difficoltà poiché appartiene al
maggiore parrebbe inondo dei vivi, può
tuttavia fare ostacolo a esprimere soltanto
qualsiasi tentativo di simbolicamente i
presentimenti dei vivi alla ìmmi-
stessi quanto alla
condizione di morte, è d'oro che sembrano
altrettanto vero che sfuggire alla sorte
grandissimo può essere dell'albero che li porta
l'effetto rasserenante e (vedi p. 126), o quella
creatore esercitato sia della pietra rotonda e
rossa che V'incendio
dalla conoscenza di tali
della foresta ha lasciato
simboli, sia dallo studio
perfettamente intatta (p.
delle testimonianze
98).
delValchi-mia
Scopo del presente
trasformatrice della
libro è appunto quello
morte, quale tentano di
di tentare di estrarre la
tradurre, sia pure in quintessenza di simili
modo balbettante, il testimonianze, di
linguaggio e le coglierne il messaggio.
immagini emergenti A che cosa alludono
dalle profondità questi simboli, e cosa
inconsce dei morenti. Se possono voler
si considera infatti che significare tale quiete, o
nella prospettiva perfino a volte tale
junghiana (così come beatitudine (per
pure nella prospettiva limitarci ai sentimenti e
delle vie orientali di alle immagini sopra
saggezza) la realtà menzionati)? E quei
psichica non nasce dalla frutti d'oro, e la pietra
vita biologica, ma rimasta intatta
costituisce piuttosto nell'incendio? Più in
nella sua forma propria generale, quale luce
una specifica mani- gettano i sogni dei
festazione di quel morenti — sognati
fondamento energetico allorché
unico che può dirsi di- all'indebolimento delle
forze vitali
vino, sarà più facile
s'accompagna
comprendere come nel
l'accresciuta presenza e
linguaggio dei morenti
pressione dell'inconscio
si esprima qualcosa di
— sulla grande ed
oggettivo e
essenziale questione: la
d'illuminante quanto
morte ci distrugge per
sempre, o per una parte inconsci — va sentita
— e per quale parte — come il crollo penoso e
essa non può rag- definitivo d'una
giungerci? impalcatura immensa,
I sogni dei morenti ma non essenziale. Si
non sembrano lasciare direbbe infatti che le
questi interrogativi in- testimonianze numerose
teramente senza e impressionanti
risposta. Conte scrìvevo studiate dalla von Franz
più su, essi da un lato confermino
suggeriscono piuttosto, l'ipotesi, spesso
in linguaggio simbolico, presente nella storia
il presentimento di un della cultura, di un
processo di "corpo sottile",
trasformazione. Non incarnazione delle
sembrano temere la pulsioni archetipiche
morte totale, ma nep- d'aggressività, di
pure sperare una totale sessualità, di
resurrezione, cioè una appropriazione e così
semplice rianimazione via che definiscono il
del corpo morto nella funzionamento
sua stessa carne, quale biologico e psicologico
è stata definita da umano; e che d'altro
Tertulliano, per restare lato confermino la
poi codificata come concezione junghiana
dogma nel cristianesimo dell'uomo come la
occidentale (vedi p. 31; creatura che, su questa
Vautrice sottolinea che terra, ha il difficile
ormai sono ben pochi i privilegio di poter
teologi che aderiscono divenire cosciente del
all'interpretazione senso di quelle strutture
letterale del dogma). I archetipiche, e di poter
sogni dei morenti così sottomettere i loro
sembrano piuttosto antagonismi alla loro
suggerire che la ultima Unità (che Jung
scomparsa di quel che è chiamò il Sé, così
soltanto "corpo traducendo fatmàn
grossolano" — della tradizione
organizzazione indiana), ottenendo ciò
complessissima di tramite la cosciente
materiali e di funzioni riduzione, il cosciente
sacrificio delle loro
violenze naturali. In
altre parole, i sogni dei
morenti sembrano te-
stimoniare che quella
parte del "corpo sottile"
che il nostro lo non
soltanto sperimenta e
subisce, ma rende
cosciente cioè
comprende nei suoi
meccanismi e governa,
proprio per questo suo
accedere alla coscienza
sfugge ormai al puro
scorrere biologico e
diviene così "corpo
glorioso", e come tale
resta oltre la vita e la
morte, frammento della
realtà divina che sì
rivela a sé stessa, nel
tempo infinito della vita
dell'universo. "Solo la
realizzazione del Sé,
spiritus rector dì ogni
evento biologico e
psicologico,
rappresenta
l'unificazione di tutti gli
archetipi — scrive la
von Franz (p. 159) — e
sembra costituire un
patrimonio inalienabile
nella morte". Ovvero:
"Solo ciò che un uomo
ha reso cosciente di sé
stesso sembra seguirlo
nell'Aldilà come suo
'frutto'."
Ecco perché si può
parlare di "alchìmia ricchissime
della morte". I sogni dei amplificazioni, proposte
morenti sembrano dalla von Franz
infatti esprimere il seguendo da vicino le
presentimento di una immagini oniriche,
profondissima permettono in qualche
trasformazione nella modo di presentire,
morte; quasi che il quasi che le forme
corpo vìvente debba culturali universalmente
essere compreso, per diffuse ne fossero segni,
riprendere il termine manifestazioni collettive
impiegato nel terzo se- spontanee sul piano
colo da Origene, come il della storia. Così, ad
seminarium, il esempio, a una tale
"semenzaio", ossia il trasformazione allude
luogo ove germinano le nell'antico Egitto il
prese di coscienza che, simbolismo della
nel contrasto delle nascita, nella liturgia
pulsioni antagoniste, dei morti: poiché il
sorgono in noi sotto morto ha il destino
l'impulso dello Spirito, stesso del sole, e come il
attraverso la sole risuscita, non però
trasformazione di nel suo vecchio corpo,
particelle d'energia ma come verità interiore
psichica strappate al che la morte fa uscire
funzionamento del dall'involucro corporeo,
corpo; prese di così come la cova fa
coscienza che uscire l'uccellino
attualizzano e rinfor- dall'uovo. Una
zano l'individualità trasformazione che di
potenziale che si conseguenza implica
esprime nel nostro io, e l'annientamento di una
che noi proiettiamo, grande parte di ciò che
abitualmente e noi siamo da vivi; ina
ingenuamente, sul che tuttavia conserva
nostro corpo. per sempre il nocciolo
Una trasformazione ultimo di noi stessi, il
che certamente non quale — chiamato dagli
possiamo immaginare e uni "corpo glorioso",
che tuttavìa le "pietra" dagli
P
R
alchimisti, o von Franz appare,
"diamante", o in molti pertanto, ben cosciente
altri modi ancora — del fatto che il suo
raggiunge attraverso lavoro le permette in
rio, che in questa vita ne primo luogo di
è lo strumento e il impostare meglio il
testimone, la nuova e problema, superando in
indistruttibile realtà partenza concezioni che
della Coscienza. sono a un tempo
Cercando di mettere correnti e insostenibili,
in valore qualche linea per Vinfantilismo che
direttrice essenziale di talvolta alimenta
questo libro così speranze eccessive o
originale, queste pagine pervade talvolta, al
di presentazione vo- contrario, negazioni
gliono soltanto essere di troppo radicali; e in
qualche utilità al lettore secondo luogo del fatto
che sì trova confrontato che ai problemi nuovi
con una ricerca che è che il suo lavoro le
nello stesso tempo permette dì sollevare
innovatrice per potranno forse
l'argomento, densa nel rispondere soltanto serie
pensiero e rigorosa nel ricerche
metodo. Beninteso, interdisciplinari: si
Marie-Louise von Franz pensi, ad esempio, al
considera il suo lavoro problema che è posto
solo un primo tentativo dall'universale
di dilucidare il mistero diffusione di rappresen-
della morte, fondandosi tazioni dell'Aldilà
essenzialmente su quel quanto mai tragiche e
che possono dircene i infelici, che forse espri-
presentimenti e gli stati mono, nella prospettiva
d'animo dì coloro che junghiana, la percezione
sono sul punto di subliminare di una
viverla, e cercando di radicale, originaria
servirsi, per imperfezione divina.
comprenderli, anche Tale quale esso è, il
della luce che può volume della von Franz
venire a noi da che qui presentiamo
documenti millenari, costituisce un serio
soprattutto religiosi. La contributo
all'approfondimento del delle separazioni cui ci
problema aperto per costringe e delle miserie
ciascuno di noi dalla corporali che la
prospettiva della morte; accompagnano, ci
con tutta la ricchezza e permette nello stesso
il rigore delle tempo di percepire con
conoscenze di cui è qualche evidenza ch'essa
intessuto, esso s'iscrive non è soltanto una fine
nel grande movimento, ma egualmente una
proprio di quest'ultimo nascita, che il suo scopo
trentennio, volto a non è dì distruggerci
prendere esplicita interamente ma di
coscienza del morire. A trasformarci: perché la
suo modo, esso morte sembra compiere
costituisce un contributo l'ultima alchimia iscritta
notevole ad evitare che nel nostro destino di
il pensiero e la realtà uomini, attraverso la
della morte non ci quale l'oro degli istanti
aggrediscano più così privilegiati, in cui
brutalmente, carichi abbiamo in qualche
solo d'angoscia di modo toccato e com-
annientamento, dì preso il senso delle
sofferenza e di lutto. nostre radici istintive
Partendo dai dati che i archetipiche, si trova
sogni dei morenti estratto dal supporto
offrono alla nostra corporeo, e resta per
conoscenza, esso sbocca sempre vivo nella realtà
infatti in un'immagine della Coscienza che
della morte che, pur quegli istanti hanno
restando oscurata da contribuito a svegliare.
profondi misteri, e
oppressa dal peso delle L.A.
sofferenze crudeli
Introduzione

Il presente volume non si occupa, come la maggior parte delle


pubblicazioni sul tema della morte, del rapporto clinico col moribondo,
ma intende piuttosto chiedersi come si esprima l'inconscio umano, il
mondo degli istinti, nell'imminenza della morte. Com'è noto, i sogni non
si lasciano manipolare: sono, per così dire, la voce della natura dentro di
noi. Viene perciò spontaneo domandarsi in che modo la natura ci prepari
all'evento del trapasso. Naturalmente la corretta interpretazione delle
immagini oniriche costituisce ogni volta un problema. Poiché tali discorsi
riguardano strutture generalmente umane, ho raccolto concordanze col
materiale etnologico e alchimistico, in modo da poter considerare questi
sogni nel contesto più ampio possibile. Riguardo al problema della morte
la tradizione alchimistica è molto più ricca delle tradizioni religiose
ufficiali.
Il libro prenderà in esame tre aspetti tematici principali coi quali
ritengo di avere una certa familiarità: i sogni e le esperienze di morte
nell'uomo moderno; le idee fondamentali della psicologia junghiana sulla
seconda metà della vita e in particolare sulla morte; il simbolismo della
morte e della resurrezione nella tradizione alchimistica occidentale.
Discuterò infine, molto in breve, alcuni aspetti della ricerca
parapsicologica.
Qualcuno si potrebbe domandare se sia possibile aggiungere ancora
qualcosa alla vastissima letteratura odierna sul tema della morte. 1 Il fatto
è che, purtroppo, solo una minima parte di questi lavori prende in esame,
anche solo di passaggio, le manifestazioni oniriche dell'inconscio. Così
ad esempio Elisabeth Kiibler-Ross (1975 e 1981) si è occupata a fondo
dello sviluppo della personalità di
18 a va citato un pregevole lavoro
di Jane Wheelwright (1981),
CAPITOLO PRIMO che illustra l'intero percorso
analitico di una giovane
fronte alla morte,
donna colpita da un male
limitandosi però a
incurabile. Riferimenti ai
descrivere i processi consci
sogni sono contenuti anche
articolati e osservabili
negli studi di Mark Pelgrin
dall'esterno. Ciò che
(1961) e di Frazier Millie
avviene nelle profondità
Kelly (1979), a cui
dell'inconscio non è stato
accennerò più volte. Mentre
oggetto, finora, di indagini
attendevo alla stesura di
esaurienti. Edgar Herzog
questo volume, David Eldred
(i960) e Ingeborg Clarus
(1982) ha infine raccolto e
(1979) affrontano il tema
analizzato nella sua magni-
della morte in una
fica dissertazione le
prospettiva junghiana, ma i
immagini dipinte da una
loro libri esaminano in
donna svizzera incolta, morta
primo luogo il fenomeno del
poi di cancro: in esse
"muori e diventa" cosi come
compaiono quasi tutti i
si manifesta durante la vita
motivi che anche noi
nel processo
commenteremo. Sembra
d'individuazione (vedi oltre
trattarsi di strutture
pp. 32 e 49), trascurando
archetipiche fondamentali
invece i sogni compiuti in
che, emergendo dalle
prossimità della morte.
profondità della psiche,
Barbara Hannah (1964)
accompagnano quasi
esamina invece
regolarmente l'evento della
un'interessante serie di sogni
morte. Su questo lavoro di
compiuti da un uomo poco
Eldred avrò occasione di
prima di morire, e un'altra
ritornare spesso.
serie, impressionante, di
I motivi onirici verranno
dodici sogni, è stata
messi a confronto, in alcuni
pubblicata e interpretata con
casi, con quelle esperienze
grande perizia da Edward
di quasi-morte temporanea
Edinger (1972). Lo stesso
che si trovano ampiamente
Edinger ha inoltre messo in
discusse nell'odierna
evidenza la straordinaria
letteratura. Se è vero che
parentela di queste imma-
nella tematica e nella
gini oniriche con quelle
formulazione i sogni non si
della tradizione
distinguono, in via di
principio, da queste
esperienze di morte, essi
sono però più sfumati e più INTRODUZIONE 19
ricchi di immagini. In
confronto ai sogni, le Le analisi condotte su
esperienze di morte appa- pazienti anziani forniscono
rente appaiono più una grande varietà di simboli
schematiche e più legate ai onirici, che li preparano
vari ambiti culturali. In spiritualmente alla morte
queste circostanze ormai vicina. È senz'altro
l'individuo sembra vero, come sottolinea Jung,
sperimentare qualcosa di che l'inconscio tende a
indicibile che tenta poi di trascurare la morte come fine
descrivere con immagini improvvisa della vita cor-
tratte dal proprio bagaglio porea, e si comporta come se
culturale, mentre i sogni la vita spirituale, ossia il
sono in sé stessi molto più processo d'individuazione,
elaborati e immaginosi. proseguisse anche dopo, ma è
altrettanto vero che in questa
fase della vita compaiono
sogni che alludono
simbolicamente alla fine
della vita stessa e a una sua
esplicita continuazione dopo
la morte. Naturalmente uno
scettico potrebbe interpretarli
come sogni di desiderio, ma a
tale obiezione si può replicare
che i sogni non si limitano
mai a rispecchiare desideri
inconsci (era questa la prima
spiegazione di Freud, che non
regge a una più attenta
considerazione). Al contrario,
essi riproducono perlopiù,
come ha mostrato Jung, un
"evento naturale" della
psiche, non influenzato
dall'Io desiderante. In certi
casi, in cui il soggetto si fa i mi giro e cosa vedo nel mio
illusioni sul proprio stato di letto? Il mio
salute o non è comunque S cadavere!
consapevole della morte
vicina, compaiono spesso La notizia consolante che
sogni che rivelano la realtà la morte è insieme una
in modo affatto brutale e "guarigione" e che la vita
spietato: per esempio col continua non può essere
motivo dell'orologio che si interpretata, qui, come un
ferma e che non si riesce più sogno di desiderio, giacché la
a caricare, o del propio morte stessa è predetta in
albero di vita abbattuto. modo brutale e
Talvolta la morte è indicata inequivocabile.
20 CAPITOLO PRIMO altro che l'oscura fossa
nella quale sta per
Citerò più avanti discendere. Il mito può
numerosi altri sogni che evocare altre immagini,
alludono con chiarezza immagini della vita
alla fine della vita nella terra dei morti
corporea, ma piene di speranza e di
accompagnati quasi bellezza. Se crede in
sempre, come in quello esse, o se dà loro anche
appena visto, da soltanto un certo
allusioni alla credito, ha altrettanta
sopravvivenza ragione o altrettanto
personale. Jung (19Ó1, torto di chi ad esse non
p. 361) sottolinea crede. Ma mentre colui
perciò che è assai che nega va incontro al
importante per l'uomo nulla, colui che ha
anziano familiarizzarsi riposto la sua fede
con l'idea della morte: nell'archetipo segue i
sentieri della vita e vive
"Una domanda realmente fino alla
categorica sta per morte. Entrambi,
essergli posta, e naturalmente, restano
dovrebbe sapervi nell'incertezza, ma l'uno
rispondere. Dovrebbe, a vive in contrasto con
tal scopo, avere un mito l'istinto, l'altro in
della morte, perché la accordo con esso, e la
'ragione' non mostra differenza è notevole ed
è a favore del secondo." sottolinea il significato
concretamente storico
Nei capitoli che non solo della vita di
seguono discuterò Gesù ma anche della
alcuni sogni di morte sua resurrezione,
archetipici respingendo qualunque
amplificandoli legame coi miti pagani
soprattutto col di morte e resurrezione
simbolismo del rituale ( Attis, Adone, Osiride)
funebre egizio e col e condannando anzi
simbolismo l'oscurità e
alchimistico ad esso l'imprecisione di quelle
affine. Nel credenze. Così ad
cristianesimo ufficiale esempio Friedrich
la rappresentazione Notscher (1970, p. 301)
della vita dopo la morte sottolinea in particolare
è caratterizzata da una l'oscurità delle dottrine
singolare lacuna: egizie e mediorientali
l'immortalità dell'anima sulla vita dopo la morte,
e la resurrezione della e riduce perfino molte
carne sono dogmi concezioni
professati, ma veterotestamentarie a
quest'ultima si pure figure retoriche.
verificherebbe solo alla Quest'atteg-
fine dei tempi, per un
intervento improvviso
della grazia divina.
Allora, in qualche
modo, il vecchio corpo
ritornerà in vita. Si
tratta di un mistero a cui
si deve "credere", ma
che nulla dice sul modo
in cui il miracolo potrà
compiersi.
Preoccupandosi di con-
trapporre la novità e il
valore proprio del
cristianesimo alle altre
religioni, la maggior
parte dei teologi2
IN ove è lo stesso adepto a
T "produrre" nell'Opus
R (nell'opera alchemica)
O — che pure riesce solo
D
per grazia di Dio — fin
U
da quando è ancora in
ZI
O vita il proprio corpo
N della resurrezione; non
E diversamente da certe
tecniche orientali di
21 meditazione, il cui
scopo è di produrre un
giamento comporta però "corpo adamantino" che
un grave impoverimento sopravviva alla morte
simbolico. Se è vero che corporea.
le religioni non bibliche Numerosi teologi
tardoantiche contengono moderni, sia cattolici
oscurità e apparenti che protestanti, hanno
contraddizioni, esse preso tuttavia le
offrono in compenso un distanze dalla
ricco patrimonio di concretezza letterale del
rappresentazioni primo cristianesimo. La
simboliche relative alla resurrezione acquista
morte, alla resurrezione così il carattere di un
e alla vita postmortale: evento prossimo: poiché
immagini archetipiche nella morte il tempo
che la psiche dell'uomo storico-lineare viene
moderno continua a abolito, il "giudizio" o
produrre (secondo Boros) la
spontaneamente. È decisione finale avviene
possibile osservare subito dopo la morte,3 o
un'altra differenza anche, secondo Karl
rispetto al cristianesimo Rahner (1958, pp. 23 e
ufficiale — nel quale 61), l'uomo entra dopo
l'atteggiamento la morte in uno stato
dell'uomo verso la "cosmico" unendosi alla
resurrezione è passivo, "prima materia" real-
subordinato ontologica del mondo
all'intervento della come Tutto. In questa
grazia divina — nella egli trova Cristo come
tradizione alchimistica, "Signore dell'universo".
La resurrezione dunque simili ai sogni
non è più intesa come dell'uomo moderno,
ricostituzione del ossia ai prodotti
vecchio corpo, ma come spontanei dell'inconscio.
il sussistere del soggetto Nell'introduzione a
in una sorta di "corpo Psicologia e alchimia
spirituale" o di "materia Jung (1944, p. 26) ha
interiorizzata".4 Tale mostrato come il
processo di simbolismo
interiorizzazione della alchimistico abbia
materia o della sostanza elaborato temi che
cosmica è però soltanto compensano l'eccessiva
postulato. Al contrario, rigidità
gli antichi alchimisti si dell'orientamento
sono sempre sforzati di spirituale cristiano:
penetrare
empiricamente il "L'alchimia forma
mistero della vita dopo infatti una specie di
la morte, creando in corrente sotterranea di
questo modo simboli quel cristianesimo che
mitici regna alla superficie. Il
sorprendentemente rapporto fra alchimia

è cristianesimo è dell'inconscio. Già in


alfine a quello tra certe religioni pre-
sogno e coscienza, e cristiane si verifica una
come il sogno differenziazione
compensa i conflitti dell'elemento maschile
della coscienza, così nella forma della
l'alchimia tende a specificazione padre-
colmare quelle lacune figlio, trasformazione
che la tensione dei che più tardi, nel
contrari presente nel cristianesimo, assurge
cristianesimo ha alla massima
lasciato aperte (...) importanza. Se
L'universale evoluzione l'inconscio non fosse
storica della coscienza che complementare,
in senso 'maschile' è avrebbe accompagnato
compensata anzitutto questa trasformazione
dall'elemento ctonio- della coscienza
femminile mettendo in evidenza
l'elemento madre-figlia: dissoluzione, e ha
anzi, nel mito di intuito in esso la
Demetra-Persefone presenza di un
avrebbe già avuto a di- "mistero" che ha a che
sposizione il materiale fare col destino
necessario. Ma, come postmortale dell'anima.
mostra l'alchimia, ha A questo "mistero"
preferito il tipo Cibele- alludono gli alchimisti
Attis nella forma di con la teoria della
prima materia e filius prima materia o del
macrocosmi, subtle body, il corpo
rivelandosi così non sottile, che è il vero
complementare, ma oggetto della loro
compensatone " ricerca (assai più della
materia in senso
Ora, anche il problema letterale). In questo
della morte è un "corpo sottile"
territorio in cui si svolge sarebbero infatti
questo processo di nascosti l'elisir di lunga
compensazione. Con la vita e il segreto dell'im-
sua insistenza sull'ele- mortalità, che gli
mento spirituale il alchimisti intendevano
cristianesimo ha distillare dal corpo
dedicato poca materiale. Le ricerche
attenzione al destino del di Henri Corbin hanno
corpo dopo la morte, e mostrato che anche nel-
si è limitato a formulare l'Islam si riscontra una
il postulato dogmatico situazione analoga a
secondo cui il corpo quella del
verrà ricostituito alla cristianesimo. La
fine dei tempi da un povertà dell'idea
intervento miracoloso sunnita di resurrezione
della grazia divina. è compensata infatti dal
Come vedremo dal ricco simbolismo sciita,
materiale raccolto nel il quale presenta stretti
successivo capitolo, il legami con l'antica
"paganesimo" arcaico si alchimia greco-egizia e
è invece occupato a con la gnosi.
fondo del significato del
corpo e della sua
INTRODUZIONE ovviamente anche per il 23}

mistero della morte. Il


Chiamare in causa il mio intento è di
simbolismo mitico- prendere in esame
alchimistico mi sembra questi simboli, giacché
dunque importante, appunto di simboli si
perché i sogni dei tratta, e non di enunciati
moribondi contengono da intendere in senso
con grandissima letterale.
frequenza immagini Mostrerò in seguito
simili a queste che quasi tutti i simboli
rappresentazioni presenti nei sogni di
simboliche, sicché esse morte da me esaminati
ci forniscono immagini ricorrono anche nel
psìchiche del trapasso e processo d'individua-
della vita dopo la morte zione, e specialmente
che sono le più naturali, nel modo in cui esso si
non ancora ridotte a manifesta nella seconda
sistema dogmatico. metà della vita. Come
L'interesse degli ha osservato Edward
alchimisti per il Edinger, è come se que-
problema del subtle sto processo, rimasto
body è legato magari inconscio fino ad
principalmente, come allora, davanti alla
vedremo, al rituale morte serrasse per così
religioso dell'imbal- dire le fila e diventasse
samazione e alla liturgia manifesto. Il processo
funebre degli antichi d'individuazione è in
Egizi. Ogni volta che effetti una preparazione
l'uomo si confronta con alla morte: si può ad-
qualcosa di enigmatico e dirittura affermare che
di sconosciuto, per sogni d'individuazione e
esempio col problema sogni di morte risultano
dell'origine del mondo, in via di principio
della nascita o della indistinguibili nel loro
morte, il suo inconscio simbolismo archetìpico.
elabora modelli "mitici", In uno studio
ossia archetipici, che pregevole, Detlef I. Lauf
appaiono proiettati nel (1980, p. 80) ha messo
vuoto, e questo vale
in luce questa affinità tra zione degli elementi in
il simbolismo analogia coi miti della
dell'individuazione e i creazione, il motivo del
discorsi mitici sulla vita grande passaggio o del
dopo la morte. Egli ha viaggio,
inoltre mostrato che in l'attraversamento di un
questo simbolismo corso d'acqua o di un
sembrano comparire ponte insieme a uno o
sempre gli stessi due compagni, la
archetipi: strutture metamorfosi del morto
psichiche fondamentali in corpo spirituale o
che si esprimono in postmortale, il giudizio
rappresentazioni finale dell'anima, il
simboliche ricorrenti. ritorno a un'altra
Lauf cita in particolare dimensione esistenziale
questi temi: la separa- e infine (ma
24 CAPITOLO PRIMO accosta alla
parapsicologia e alla
non dappertutto) la
psicologia del
reincarnazione. Come
profondo)? Il groviglio
vedremo, è possibile
inestricabile di verità e
rintracciare anche altri
fantasia che caratterizza
motivi e disporli in un
lo spiritismo mi appariva
ordine differente, ma si
scoraggiante, benché io
tratta in fondo di un
non dubiti
problema secondario.
dell'autenticità di certi
Ai tre aspetti tematici
fenomeni. Ho pertanto
finora ricordati — la
deciso di limitarmi a
psicologia del profondo,
qualche cenno sul
i sogni e il simbolismo
simbolismo archetipico
archetipico — se ne
che tali fenomeni
aggiunge poi un quarto
mettono in gioco, senza
che solleva, com'è facile
discutere della loro
immaginare, non pochi
"realtà";5 la sola cosa
problemi: quale spazio
certa è che la maggior
attribuire allo spiritismo,
parte degli eventi
alla ricerca
parapsicologici segue un
parapsicologica e alla
modello archetipico
fisica moderna (là ove si
interpretabile anche nei
termini della psicologia (19520) lo chiama
del profondo. Se poi "sapere assoluto" — che
nelle sedute spiritiche può riguardare cose
compaiano effetti- ignote a chiunque: i dati
vamente gli spiriti dei e le prove che gli
trapassati o si tratti "spiriti" forniscono
invece di complessi psi- durante le sedute
chici dei partecipanti o spiritiche potrebbero
di contenuti risalire a comunicazioni
dell'inconscio collettivo effettive dei trapassati
(e molto spesso è ma anche all'inconscio
senz'altro così), è questo collettivo dei
un problema su cui partecipanti. Solo i
preferisco non fenomeni di
pronunciarmi. Nella sua materializzazione non
opera classica sulla sembrano toccati da
sopravvivenza personale questo argomento.
Emil Matticsen ha Personalmente "credo"
tentato di confutare una che i fenomeni
volta per tutte parapsicologici siano
l'interpretazione talvolta manifestazioni
animistica dei fenomeni effettive dei trapassati,
parapsicologici ma la cosa non mi
(l'interpretazione degli sembra almeno per ora
spiriti come Io scissi "dimostrabile".
inconsci; in parole Un caso non diverso
moderne, come è quello dei defunti
complessi autonomi), ma apparsi in sogno. Nel
non poteva disporre a mio libro citerò alcuni
quell'epoca delle nostre sogni di questo tipo e li
conoscenze interpreterò come se
sull'inconscio, e in
particolare sull'inconscio
collettivo, sicché i suoi
argomenti hanno perso
parte del loro valore.
Oggi sappiamo che
l'inconscio è depositario
di un "sapere" — Jung
INTRODUZIONE proiezione, e voler 25
guarire così
si riferissero
gradualmente la ferita
oggettivamente alla vita
interiore che la perdita
postmortale del defunto
del fidanzato le aveva
(e non a quella del
inferta, liberandola, se
sognatore). Io stessa feci
possibile, dal legame col
alcuni sogni che Jung
morto. Per sei di questi
interpretò in questo
sogni, però, la
modo, meravigliandomi
spiegazione non mi
non poco. Egli non
convinceva, e dissi
spiegò il motivo per cui
all'analista che in questi
interpretava
sogni era probabilmente
oggettivamente proprio
il pilota in persona che
questi sogni, mentre le
veniva a trovare la
immagini oniriche dei
ragazza per consolarla.
trapassati venivano da
L'analista, aliena da ogni
lui interpretate perlopiù
irrazionalismo, s'indignò
in chiave soggettiva,
e chiese un consulto a
ossia come simboli di
Jung esponendogli
contenuti psichici
l'intera serie di sogni.
presenti nel sognatore. In
Jung (che non sapeva
quel periodo una analista
nulla della mia scelta)
mi pregò di studiare
isolò senza esitare lo
insieme a lei i sogni di
stesso gruppo di sogni e
una sua paziente. Si
ne diede
trattava di una giovane
un'interpretazione
donna che aveva perso il
oggettiva. La mia
fidanzato, un pilota, in
opinione è che si possa
un incidente aereo. Lo
"sentire" se un sogno usi
sognava quasi ogni notte,
l'immagine di un morto
e sia io che l'analista
come simbolo di un
interpretammo questa
contenuto interiore o se
figura di pilota come
lo rappresenti
un'immagine del-
"realmente", ma che sia
l'Animus (l'anima
difficile stabilire criteri
maschile inconscia di
oggettivi in materia. Si
lei) proiettata sul
può dire tutt'al più che se
fidanzato. L'inconscio
l'interpretazione
sembrava spingerla a
soggettiva dà risultati
ritirare una tale
poco soddisfacenti, e il quella, correlativa, della
sogno possiede un continuità fra psiche e
evidente carattere corpo, ossia fra l'oggetto
numinoso, converrà della psicologia del pro-
allora prendere in fondo e l'odierna fisica
considerazione atomica. Mi è sembrato
l'interpretazione opportuno accennare a
oggettiva. Si tratta di un questi problemi al
problema aperto, a cui termine del libro, per
possiamo dare oggi quanto provvisorie
risposte soltanto ipo- possano essere le tesi in
tetiche. materia. Il lettore non
In questo quarto interessato può lasciarli
ambito problematico tranquillamente da parte.
rientra anche la A me paiono importanti
questione dell'esistenza perché si tratta di
di un "corpo sottile" e
26. m rlopiù quando l'Io ha un
o atteggiamento troppo
CAPITOLO PRIMO r immaturo verso la vita, e lo
ì invitano a renderlo più
idee a cui tendeva in ultima
. meditato. Nel presente libro mi
analisi anche la tradizione
limiterò a utilizzare sogni di
alchimistica: una visione del
E morte a cui abbia fatto seguito
mondo in cui psiche e
s la morte effettiva del paziente.
materia sono parti di
s
un'unica realtà e in cui la
i
morte non è tanto una
separazione della "psiche"
c
dalla "materia", quanto
o
piuttosto una trasmutazione
m
psicofisica.
p
Va osservato infine che
a
in molti individui possono
i
presentarsi veri e propri
o
sogni di morte anche in età
n
giovanile. In questo caso
o
essi non hanno allora un
significato di morte
p
imminente ma vanno intesi
e
piuttosto come un memento
difficoltà che incontriamo a
immaginare una vita dopo la
morte, o anche a credere alla
sopravvivenza di un defunto
APITOL
che ci ha lasciati, dipende
O 2probabilmente dalla tendenza a
identificarci col nostro corpo.
Il senso della nostra identità
personale è legato al corpo per
effetto di una tradizione
storica antichissima e certo
'segreto'
non priva di lati problematici.
Come risulta dagli studi di
etnologia comparata,1 in molte
cadaver
civiltà primitive si conservò a
e elungo
la. la credenza che il morto
fosse identico, in qualche
'tomba
modo, al suo corpo fisico.
L'etnologia parla, a questo
proposito, del cosiddetto
Osiride'
"cadavere vivente", per cui il
corpo morto viene ancora
trattato in un primo tempo
come un essere vivo. Presso
molte popolazioni, come i po-
poli indogermanici, il cadavere
veniva tenuto in casa per un
mese o addirittura anche più a
lungo.2 A tale scopo si
usavano particolari tecniche di
L conservazione (di breve
a durata),3 e in presenza del
morto si poteva bere, mangiare
g e giocare.4 Presso altri popoli
r il cadavere era tenuto in casa
a fino ai primi segni di
n decomposizione o addirittura
d finché si fosse ridotto a puro
e scheletro; o ancora lo si
seppelliva in superficie, nelle
vicinanze della casa, e solo q te l'idea chiara di un Aldilà,
più tardi le ossa ricevevano u tendono a sopravvivere usanze
una sepoltura vera e a che fanno del cadavere il
propria.5 Vige allora la n rappresentante del morto.7 È il
credenza che l'anima del d caso della cosiddetta
morto continui a dimorare o alimentazione del morto,
nelle vicinanze, o addirittura usanza conosciuta presso quasi
che esso possa in qualità di e tutti i popoli e viva, in parte,
incubo o di succubo avere s ancora oggi. In molti casi si
rapporti sessuali col partner i inseriva nella tomba un tubo
rimasto in vita.6 Anche s
2 C 2
8
A 9
all'altezza della testa, in modo che
affinché il morto potesse 1'"immagine" di quegli
"realmente" ingerire le oggetti potesse
bevande,8 o si apriva per raggiungere l'Aldilà
qualche tempo un buco insieme al fumo della
per permettergli di carta bruciata (Cina).
"respirare". Se gli veniva Presso molte
offerto cibo, si riteneva popolazioni, nelle
che il morto Io cerimonie funebri il
mangiasse realmente, e si morto cominciò a essere
arrivava a sostenere che "rappresentato" da una
le vivande poste sulla persona viva che ne in-
tomba o sulla mensa dossava gli abiti, segno
funebre diminuivano che la personalità del
davvero. Questa defunto non era più
credenza sembra subire identificata senz'altro col
col tempo un processo di suo cadavere.
graduale "spiri- Si arriva così
tualizzazione": all'usanza di costruire
s'incominciò a credere una bambola come sua
che il morto si nutrisse effigie, o un altro oggetto
solo dell'"odore" o del simbolico destinato a
"vapore" dei cibi, e prese sostituire il cadavere: i
piede l'usanza di dise- Goldi della Siberia
gnare su un pezzo di mettevano sul letto del
carta gli oggetti che morto un lenzuolo bianco
servivano al morto nel- e un cuscino con disegni
l'Aldilà e di darle fuoco, di mandala su entrambi i
lati, e davanti una morto col suo cadavere, e
statuetta lignea di Ajami- che solo col tempo si
Fonjalko, lo spirito giunse a distinguere il
tutelare dei morti, a cui cadavere da un simbolo
veniva messa in bocca della sua identità
una pipa accesa. Tutte le concreta (il ricettacolo).
offerte rituali destinate al Il morto doveva
morto venivano portate comunque avere un
davanti a questa "corpo", sia per non
immagine. Presso gli perdersi nel nulla, sia per
antichi Cinesi serviva a conservare un pied-à-
tale scopo una bambola terre nel caso che volesse
detta moon-go, fabbricata fare visita ai suoi
con un pezzo di stoffa da congiunti.
mettere intorno alla vita.
Si riteneva allora che lo
spirito del morto fosse
presente in questa
immagine e non più nel
cadavere stesso.9 I
Coreani hanno con-
servato, almeno in parte,
l'abitudine di fare un
ritratto del morto, e così i
Tibetani. I Giapponesi
fabbricano invece un
tamashiro, un ricettacolo
in cui si trasferirebbe,
durante la sepoltura,
l'anima del defunto. Allo
stesso scopo vengono
usate in Cina le tavole
degli antenati,10 e
analoga funzione aveva,
presso gli Egizi, la statua
del morto eretta nel
serdab.
Tutte queste usanze
mostrano come sia
perdurata a lungo l'iden-
tificazione primitiva del
Non solo si continuò a tipo di morte vanno a
identificare per molto finire in questo luogo
tempo il morto col buio, mentre agli eletti è
cadavere, ma anche l'idea riservato un luogo di
stessa di un Aldilà risulta beati-i udine perlopiù
in un primo 1 cmpo ultraterreno. L'Ade dei
inseparabile da quella del Greci moderni è un luogo
cadavere nella sua buio in cui non si trovano
tomba. La diffusa né medici né sacerdoti né
immagine del regno dei santi, e gli an-lichi Greci
morti come luogo pieno ritenevano che gli iniziati
di polvere e di vermi, ai misteri orfici ed
umido e buio, dimostra eleusini non andassero
che la fantasia dei vivi nell'Ade ma in uno
resta legata ;iIla splendido Elisio o
situazione del corpo nel nell'"isola dei beati".
suo luogo di sepoltura. Il Presso i Germani, i
termine sheol, che guerrieri caduti in
nell'Antico Testamento battaglia non vanno nello
designa il regno dei Hel, ma nel Walhalla,
morti, è quasi iden-lico al mentre fra gli Aztechi i
nome della "fossa" in cui guerrieri e le donne
veniva sepolto il morte di parto
cadavere. Solo per lare accompagnano il sole
qualche esempio, sono oltre il cielo invece di
luoghi con analoghe scendere nel buio
caratteristiche anche Io Mictlan. Sempre per gli
Hel dei Germani, il Aztechi esiste poi uno
Mictlan dei Messicani e speciale Aldilà per gli
l'Ade dei Greci. annegati, i lebbrosi, gli
In molte civiltà uomini morti di malattie
evolute le veneree o di febbre, e per
rappresentazioni quelli colpiti da un
dell'Aldilà tendono a 1 fulmine: il paradiso
arsi, col tempo, più verdeggiante del dio
complesse: solo gli della pioggia Tlaloc.11
uomini ordinari, i In certi casi questa
malvagi, o coloro che doppia o tripla
hanno subito un certo suddivisione dell'Aldilà
non riguarda determinate sottoterra e si dirige a
categorie di individui, ma Occidente. Più tardi le
le varie parti dell'anima due mime si
di uno stesso individuo. ricongiungeranno in una
Secondo l'antica sorta di matrimonio
religione cinese, al 1 mistico alle "Sorgenti
Momento della morte Gialle".
l'anima hun, che è Secondo l'antica
l'elemento spirituale e religione egizia una parte
maschile ("yang"), si dell'anima del morto e
separa dall'anima p'o, l'anima ba, a forma di
passiva e femminile stella o di uccello, che si
("yin"). I .'anima hun sale muove liberamente nel
allora verso l'alto e si Tutto seguendo perlopiù
dirige a Oriente, mentre la barca del dio solare
l'anima p'o scende attraverso il
CAPITOLO SECONDO all'altro secondo le azioni
e i pensieri delle sue vite
ciclo, mentre l'anima ka anteriori, il jiva può
(una specie di doppio o di raggiungere il grado di
anima vitale), rimane buddhi ed entrare così nel
imprigionata nel mondo nirvana, sottraendosi al
infero insieme al ciclo delle rinascite.12 Ma
cadavere. se Yaham-kara (Io) è più
In altre civiltà queste legato alla vita terrena e
diverse "anime" sono in continua metamorfosi,
concepite piuttosto come e Yatman è invece una
tendenze presenti nello realtà stabile, essi restano
stesso individuo. fondamentalmente uniti
Nell'induismo ad esempio nel principio personale
l'uomo è formato del jiva.
daìYatman, l'anima Nonostante tutte
divina e immortale, e queste differenze su cui
dn\Y aham-kara (l'Io non intendo affatto
quotidiano), che insieme sorvolare, sembra
costituiscono il jiva, delinearsi una forma di
soggetto al mutare delle dualismo nel modo di
reincarnazioni. Mentre concepire il destino
Yaham-kara continua a dell'anima dopo la morte:
migrare da un corpo una polarità fra una
regione sottratta alla sembrano piuttosto
materia, spirituale, corrispondere ad aspetti
divina, a cui sale diversi di quel nucleo o
1'"anima" liberata, e una totalità spirituale
regione, o parte superiore che Jung
dell'anima, più vicina alla chiama Sé: l'anima hun, il
materia e associata al ba egizio, il jiva indiano e
ciclo della morte e della così via richiamano la
rinascita. Quest'ultima tendenza al risveglio,
può essere però destinata all'abbandono del mondo
a ricongiungersi (in una e alla ricerca del divino,
fase successiva, dopo la mentre l'anima p'o, le
morte) col libero potenze karmiche, il ka
principio spirituale (così eccetera tendono piuttosto
l'anima hun con l'anima a una rinascita
p'o in Cina, o il ba col ka nell'Aldiqua e ad agire sui
in Egitto). Anche là dove discendenti e sulla
regna l'idea della fertilità della terra. La
reincarnazione, come in valutazione di queste due
Estremo Oriente, atman e tendenze in termini
aham-kara restano uniti: positivi o negativi
ma l'obiettivo ultimo è dipende più dalle singole
una liberazione totale
dalle tendenze karmiche
inferiori dell''aham-kara,
che finirebbe per eli-
minare ogni divisione.
Se ora ci domandiamo
a quali idee della
psicologia moderna po-
trebbero corrispondere
più da vicino questi due
piani spirituali, dobbiamo
guardarci da un
parallelismo grossolano
che assimili l'anima
superiore alla coscienza e
l'anima inferiore
"karmica", legata alla
terra e al corpo,
all'inconscio. Esse
IL 'SEGRETO' DEL un nuovo corpo risorto 31
CADAVERE
spirituale e il ritorno in
culture che da un criterio vita del "vecchio" corpo
universalmente valido. Il materiale. Secondo la
ritorno alla vita attraverso visione paolina, il morto
la reincarnazione è ad ottiene al momento della
esempio, nella visione resurrezione un "corpo
indiana e tibetana, pneumatico": esso risorge
precisamente la cosa da in Cristo, e non si parla
evitare, mentre in molti espressamente di un
popoli primitivi sembra recupero del "vecchio"
essere la meta naturale corpo. È questa, per
del defunto. L'intero grandi linee, la
rituale funebre dei Maya, concezione che ha
ad esempio, a carattere prevalso nella Chiesa
sciamanico, mira, per d'Oriente. Appoggiandosi
quanto riusciamo a ai Vangeli sinottica
comprendere dai loro l'Occidente è invece
testi, a propiziare la rina- rimasto più legato all'idea
scita dell'anima del del "vecchio corpo", del
defunto nella propria "cadavere", fondata sulla
stirpe. Le anime dei morti convinzione che l'uomo
sono poi, presso i Maya, sia un tutto t ormato di
garanti della fecondità spirito anima e corpo, e
delle piante e degli che debba perciò
animali. Il fine non è, in risorgere come un tutto,
questo caso, raggiungere proprio come era in vita.
un Aldilà spirituale e Uno dei primi fautori
divino, ma esercitare di questa teoria fu
un'influenza benefica Tertulliano (prima metà
sull'Aldiqua, o addirittura del terzo secolo), il quale
ritornarvi mediante la sostiene, nel capitolo 59
reincarnazione. del trattato De carnis
Una polarità ulteriore resurre ctione, che ogni
compare nelle discussioni uomo risorgerà
del cristianesimo antico corporalmente "nella sua
intorno al dogma della stessa carne" ("resurget
resurrezione. Si tratta igitur caro et quidem
della polarità I ra l'idea di omnis, et quidem ipsa, et
quidem integra"). Tale sarebbe risorto coi suoi
concezione dominò a difetti fisici oppure
lungo nelle Chiese "sanato".
d'Occidente, come Se queste
dimostra il Simbolo interpretazioni falsamente
Niceno.13 Durante il concrete ci appaiono oggi
Medioevo la teoria fu quasi incredibili,
presa così alla lettera che l'attaccamento all'idea del
si arrivò a discutere, ad vecchio corpo tradisce
esempio, se il Cristo nondimeno l'aspirazione
fosse risorto circonciso o a conservare Yintera
incircon-c iso, e a individualità del defunto,
chiedersi quale sarebbe cioè il suo essere
stata l'età del corpo integrale: essere che già
risorto e se questo in vita si tende a
32 manifestazioni (sogni ecc.)
si riferisce infatti al vissuto
CAPITOLO SECONDO
individuale (l'"inconscio
identificare col corpo. Sul personale" di Jung). Molte
corpo viene dunque altre scaturiscono dall'in-
proiettato, in qualche conscio collettivo" e non
modo, il mistero della possono venire attribuite al
personalità indivisibile. singolo individuo. Perfino
Ora, il nostro Io la parte più intima del
cosciente non è affatto solo nostro essere, che noi
individuale, benché noi lo sperimentiamo come
avvertiamo così quando P"Io", come la "mia"
diciamo "io" (e con questo individualità, è in realtà
intendiamo spesso anche il qualcosa di stratificato,
corpo). Esiste una quantità non suscettibile di una
di impulsi, idee, rappre- descrizione razionale
sentazioni, scopi e compiuta. La realizzazione
volizioni che hanno conscia di questi vari strati
carattere puramente è un processo evolutivo
collettivo, essendo simili, graduale, articolato in
se non proprio identici, a molte fasi, che Jung
quelli di altre persone. Lo chiama individuazione.
stesso vale per la parte Solo quando un uomo sa
inconscia della psiche: fino a che punto si estende
solo una parte delle sue la sua "umanità" collettiva,
infinitamente ripetibile, e "La 'fisicità' non
quanto invece sia limitata rappresenta il solo criterio
la sua individualità di di verità. Esistono infatti
essere unico e indivisibile, anche verità spirituali, che
solo allora si potrà non si prestano a venire
definirlo (o definirla) una spiegate o dimostrate o
personalità cosciente. discusse sul piano del
Se il cristianesimo fatto fisico. Se, ad
primitivo d'Occidente si esempio, fosse credenza
aggrappava all'idea di una comune che in un
resurrezione del "vecchio determinato periodo la
corpo", ossia del cadavere corrente del Reno sia
stesso del defunto, risalita dalla foce alla
dobbiamo vedervi, da un sorgente, già questa
lato, il perdurare della credenza in sé rappre-
tendenza primitiva a
identificare il morto col
cadavere, ma anche,
dall'altro, un oscuro
presentimento del fatto
che l'uomo è un individuo
indivisibile, destinato a
sopravvivere nella sua
integrità. Oggi saranno in
pochi a credere nel
recupero concreto del
vecchio corpo; rifiuta
l'idea anche la maggior
parte dei teologi (vedi
Greshake e Lohfink,
1978). Per eliminare
l'assurdità di questa
concezione basterebbe
lasciar cadere, come
sostiene Jung, gli epiteti
"fisico e concreto", e cioè
materiale (principio valido
anche per la maggior parte
degli enunciati religiosi).
Scrive Jung (1052/7, p.
359):
IL 'SEGRETO' DEL indipendenza 33
CADAVERE dell'esperienza spirituale
dai dati di fatto fisici.
salterebbe una realtà, per L'anima è un fattore
quanto assurdo possa autonomo e le
apparire, da un punto ili affermazioni religiose
vista fisico, l'affermarlo. sono dei riconoscimenti
Una credenza siffatta spirituali che, in fondo, si
costituisce una realtà basano su processi
psichica che non può venire inconsci e perciò
contestata e che non ha trascendentali."
bisogno di alcuna
conferma. A questo genere In questo senso va
appartengono le intesa anche la dottrina
affermazioni di della resurrezione della
rnfaffèfemreligtoso. Queste rame, ossia come un
si riferiscono senza enunciato simbolico riferito
eccezione a oggetti la riti a una realtà psichica v non
esistenza o presenza non materiale.
può venire costatata All'interpretazione
fisicamente [corsivo mio] simbolica di Jung si
(...) Messe in rapporto col avvicina notevolmente
mondo fisico sono quella di Origene,14 il quale
assolutamente prive di definisce semplices o
significato. Diverrebbero rusticos (incolti) coloro che
in questo caso semplice- credono a una resurrezione
mente dei miracoli già di materiale del vecchio
per sé esposti al dubbio e corpo, pur prendendo le
che, per di più, non distanze
riuscirebbero a provare la dall'interpretazione
realtà di uno spirito, vale a docetista, secondo la quale
dire di un lignificato (...) Il il Cristo risorto avrebbe
fatto che le affermazioni posseduto solo un corpo
religiose siano spesso an- apparente {phantasma). La
che in diretta antitesi con sua idea di resurrezione è
le manifestazioni che né la materia né la
fisicamente più evidenti e forma del corpo risorto
incontestabili prova siano identiche a quelle del
l'indipendenza dello spirito corpo anteriore, e che
rispetto alla percezione tuttavia sussista una
fisica e una certa continuità reale
dell'indivìduo fra i due visibile è qualcosa di
stati. Come nel seme di un sostanziale, ed è la sorgente
albero è nascosto il suo della resurrezione. Esso è il
logos (il "modello" “semenzario” (seminarium)
dell'albero) cosi il vecchio dei morti, il fondamento sul
corpo cintiene in sé il seme quale essi risorgimento. Il
del coropo risorto. Questo corpo risorto che ne
seme è una virtus, una scaturisce, tuttavia non è
dynamis, un germe o più di natura materiale, ma
principio germinale che spirituale o addirittura
Origene chiama anche divina. Sara invisibile ai
spintherismos (scin- nostri occhi di carne, e le
tillamento). Questo nostri mani non potranno
principio germinale toccarlo. ”Nel
invisibile nel "seme"
C I 3
A 5

nostro corpo spirituale imporsi decisamente.


tutto vedrà, tutto udrà, Solo in tempi recenti
esso sarà tutto mano e torna a riaffiorare
tutto piedi." Quando i un'interpretazione più
Vangeli affermano che vicina a quella spirituale
Gesù a Emmaus si mostrò di Origene.15
ai discepoli e si lasciò Da un punto di vista
addirittura toccare da psicologico, l'ostinata
Tommaso, l'incredulo, si fedeltà della Chiesa
tratta solo di un'apparenza d'Occidente a una
per rafforzare la loro fede. resurrezione
L'interpretazione concretamente intesa
espressamente psicologica stupisce più
di Origene, assai vicina a dell'interpretazione
quella di molti gnostici origeniana. Essa dipende
suoi "avversari", in a mio parere dal fatto che
Occidente non riuscì a nel corpo concreto, come
imporsi. Agostino, Padre vedremo in seguito,
della Chiesa, optò per s'intuiva la presenza di un
l'interpretazione mistero assolutamente
"concreta", e a partire dal irrinunciabile.- il
sesto secolo (Gregorio il principio d'indi-
Grande) questa finì per viduazione. Origene fu il
solo a comprendere, nella
sua epoca, che questo Attraversando il mondo
qualcosa era contenuto nel infero, il dio solare Ra si
corpo, ma non era il corpo. rivolge con queste parole a
Origene opero ad un gruppo di sarcofagi:18
Alessandria, in Egitto, e TI "O immagine divina del
fatto non è privo di signi- sarcofago (...) o cadavere,
ficato. Per gli Egizi il mago potente (...) o tu che
cadavere possedeva infatti nascondi il cadavere degli
un certo che così fascinoso dei, che fai del corpo un
da venire designato con la mistero in cui X si è
parola "segreto". trasformato." E Osiride
Nel libro Amduat, che viene evocato così:19 "O
descrive lo "spazio Osiride, signore di Dat (...)
nascosto" del mondo dei mi affretto (...) a vedere il
morti, si dice, descrivendo tuo cadavere, la tua
quattro sepolcri di divinità a immagine che tu hai
forma di cassa con teste nascosto sotto Aker
sporgenti:16 "Ecco le [divinità terrestre], segreta
misteriose figure della Dat
[il mondo infero], le 'casse'
della terra, le teste dei
misteri (...) Il signore dello
scettro Uas e 'colei che è
provvista del cuore' sono i
custodi di queste immagini
misteriose." Nel Libro delle
caverne," è riprodotta la
"cassa" di Osiride, vegliata
anch'essa da alcune divinità:
si tratta della guardia dei
"misteri" di Osiride, ossia,
come ha osservato Erik
Hornung, del suo cadavere.
"Voi siete quegli dei che
custodiscono il possesso di
Dat, il grande mistero
dell'abitatore di Occidente
Osiride (...) Gloria a voi,
quando vi piegate sul vostro
mistero, su questo corpo del
signore di Dat."
e conosciuta." In altri passi archetipica che i morti
del testo si dice che il dio ritornino alla vita come la
Aker nasconde mi proprio vegetazione. L'immagine
grembo la "grande della vegetazione ritorna
immagine", ossia il perciò molto spesso m i
cadavere di sogni di individui prossimi
alla morte.
Osiride.20
Il cadavere di Osiride, e Un uomo sulla
perciò di tutti i morti (che quarantina mi chiese un
dopo la morte Incutano consulto dopo aver
Osiride), è dunque qualcosa rice-\nto dal medico una
di nascosto, un "segreto" e diagnosi che lo
nello stesso tempo condannava a morte:
un'"immagine" o melano-..II coma con
un'"effgie". Gli Egizi vede- molte metastasi. L'uomo,
mmo insomma nel che non riusciva a
cadavere qualcosa di rassegnarsi, aveva fatto la
enigmatico, che conserva I" notte dopo la diagnosi
immagine" del morto e da questo sogno:
cui, come vedremo più
avanti, prende inizio Vedevo un campo di
quella metamorfosi che è il grano verde, non molto
processo della rinascita. alto e non ancora maturo.
Come Origine, anche gli Nel campo aveva fatto
Egizi ritenevano che la irruzione una mandria di
rinascita avesse inizio, in buoi, calpestando e
mi processo continuo, dal rovinando ogni cosa. Si
corpo morto concreto, con era poi udita una voce
la differenza che in Origene dall’alto, the diceva: tutto
il punto di partenza non è la sembra distrutto, ma dalle
mummia o l'"immagine" radici sotto la terra il
contenuta nel corpo, ma il grano tornerà a crescere.
misterioso spintherismos
(scintillamento). In questo sogno vidi
Origine parla perciò del un'allusione al fatto che la
vecchio corpo come di un vita prosegue in qualche
seminarium, un modo anche dopo la morte,
semenzaio da cui i morti ma il mio paziente non
torneranno a crescere, voleva accettare questa
conformemente alla interpretazione. Morì poco
diffusissima idea tempo dopo, senza essersi
riconciliato col proprio significano propriamente
destino. Il motivo del sogno queste parole di Gesù?
richiama un passo di Come può la vita
Giovanni (i2.24sg.): "In ricrescere "da radici
verità, in verità vi dico: se il invisibili", se la morte ha
chicco di frumento non distrutto il corpo? E qual è
muore, esso resta solo, ma il significato di quel
se muore, porta molto "frumento", che non
frutto." Ma che cosa
,-A CAPITOLO importanza. Uno dei più
SECONDO antichi testi alchimistici
è certo da intendere in greci (primo secolo) è un
senso materiale, ma ammaestramento della
simbolico? Le parole di Profetessa Iside a suo fi-
Gesù nel Vangelo di glio,21 in cui si legge che
Giovanni diventano Iside, dopo "il necessario
comprensibili solo se movimento della sfera
messe in relazione al loro celeste" fu avvicinata da un
contesto storico. Esse angelo del primo
alludono a un patrimonio firmamento, che voleva
di immagini assai diffuse congiungersi con lei. Horus
nel sincretismo (il figlio) era assente, e
tardoantico, quando il Iside dimorava in
simbolismo dei misteri Hormanouthi, dove viene
eleusini, delle feste di
preparata misticamente la
Attis, di Adone e di
sacra arte (techne) degli
Tammuz, del rituale
Egizi: ossia nel tempio di
funebre egizio e della
nascente alchimia era Horus a Edfu. Iside oppone
universalmente noto. resistenza all'angelo,
poiché vuole apprendere da
I più antichi testi
lui "la preparazione
alchimistici d'Occidente
dell'oro e dell'argento".
nacquero in terra egizia e
L'angelo non vuole
sono perciò legati fin
rivelarle un mistero così
dall'inizio all'idea di una vita
importante, ma le annuncia
dopo la morte, idea a cui era
che il giorno successivo
tesa, com'è noto, tutta la
arriverà un angelo più
civiltà egizia. Le tecniche di
potente, Amnaele (da
mummificazione e la liturgia
identificare probabilmente
funebre rivestono, sotto
con Kamephis, che nello
questo aspetto, grandissima
scritto Kore Kosmou
ammaestra Iside col nome di 37
IL 'SEGRETO' DEL
Kneph-Agathodaimon22), e CADAVERE
che questi le porterà la
soluzione. Come segno di natura e la natura vince la
riconoscimento porterà sulla natura." Lo stesso vale
testa un vaso pieno d'acqua anche per l'oro, e appunto
limpida. Ed ecco quanto questa è la rivelazione del
accadde: Amnaele fa giurare mistero (segue nel testo
a Iside, nel nome del cielo e l'indicazione di una
della terra, di Ermete, ricetta).
Anubi, Kerkoros (Cerbero), Che cosa significa
e del traghettatore questo testo in apparenza
Acheronte, di custodire il assurdo? Anzitutto si parla
segreto salvo che in di grano e di orzo, e già
presenza del figlio, "così che questo lascia intendere che
egli sia te, e tu sia lui". si tratta in realtà di
L'insegnamento dell'angelo un'allusione a Osiride.
dice: "Venite, guardate, e Osiride, lo sposo defunto
domandate al contadino di Iside, veniva infatti
Acheron [secondo un'altra denominato "frumento", o
versione: il marinaio anche "orzo", e così pure
Acheronte, o anche Achaab], "imi morto che, secondo la
e imparate da lui chi è colui dottrina egizia, si
che semina e chi è colui che trasforma in Osiride al
raccoglie, e imparate che linimento della morte (ed è
colui che semina orzo per questo che nel
raccoglierà orzo, e colui che rivolgersi al cadavere o
semina grano raccoglierà alla mummia i testi fanno
grano." Incuriosita da queste precedere al nome del
parole Iside incomincia a morto quello di Osiride. In
riflettere sull'intera un libro egizio di formule
creazione, e conclude che magiche il morto dice: "Io
"un uomo è solo in grado di vivo e muoio (...) io cado,
generare un uomo, e un gli dei vivono sempre, io
leone un leone, e un cane un vivo nel grano e cresco nel
cane, e se avviene qualcosa grano seminato dagli dei e
contro natura, allora è un nascosto nel Geb [nella
miracolo e non può terra] ." 2 3 Osiride è
continuare a esistere, perché chiamato anche il "Signore
la natura gode della della putrefazione e del
verde rigoglioso".24 E un
altro morto dice di sé stesso: al di l.i della vita e della
"Io sono i...) Osiride. Io morte: uno psichismo che
sono venuto fuori da te, o accenna a una misteriosa
grano. Sono entrato in te, continuità del processo
.uno cresciuto e ingrassato vitale, alla sua
con te, sono caduto in te (...) permanenza attraverso il
così che gli dei vivono di liorire e perire temporaneo
me. Vivo come grano, della vita visibile. Questa
cresco come il grano portato idea archetipica di
dai venerabili, la terra mi continuità affiora in un
ricopre. Io vivo, muoio, ma sogno raccontato da J. B.
non passo."25 È evidente che Priestley (1969, p. 306):
qui il simbolismo vegetale
allude alla continuità di un Ero solo sulla cima di
processo vitale che supera una torre altissima e
l'opposizione di vita e di guardavo in basso miriadi
morte. Dice il morto in un di uccelli che volavano
altro testo funebre: 26 "Atum tutti nella stessa direzione;
mi ha fatto diventare grano, erano uccelli di ogni tipo,
inviandomi quaggiù sulla tutti gli uccelli del mondo.
terra, l'isola del fuoco, Questa fiumana di uccelli
quando nacque il mio nome, che riempiva lo spazio era
Osiride, il figlio di Geb. Io uno spettacolo sublime.
sono la vita." Poi il ritmo, mi-
Come risulta da queste steriosamente, cambiò, e il
citazioni, il grano e l'orzo tempo si mise a scorrere
non vanno intesi In senso più in fretta: erano intere
concreto, ma come simboli generazioni di uccelli, che
di uno psichismo che esiste vedevo nascere, pulsare
nel-
,v CAPITOLO cieca lotta per
SECONDO l'esistenza, dì questo
continuo affannarsi, di
l'amia della vita, e poi
questa spaventosa
invecchiare, deperire e
vicenda biologica priva
morire. Le ali crescevano
di significato? Mentre
per cadere subito dopo, i
guardavo la scena e
corpi fiorivano e
contemporaneamente
appassivano in un attimo,
abbracciavo con uno
e la morte batteva alla
sguardo la piccola storia
porta a ogni momento.
insignificante di ogni
Qual era il senso di questa
creatura, sentivo una quella che mi sembrava
stretta al cuore. Sarebbe una tragedia era ormai
stato meglio che nessuno vuoto, o pura ombra, e il
di questi esseri, nessuno di sentimento danzava
noi, fosse mai nato, che estatico, purificato e
quella lotta finisse per rapito, con la bianca
sempre. Me ne stavo fiamma della vita. Non
dunque sulla torre, in avevo mai provato una
preda a una profonda felicità così profonda
disperazione, quando il come alla fine del mio
ritmo cambiò di nuovo: il sogno della torre e degli
tempo si mise a scorrere uccelli.
ancora più in fretta, e così
vorticosamente che gli Secondo
uccelli non mostravano l'interpretazione di
segni di movimento e questo sogno data da
formavano una gigantesca Priestley, la fiamma è
pianura rivestita di piume. il Sé cosmico eterno,
E su questa pianura in cui siamo destinati a
passava — guizzando trapassare.
attraverso i corpi — una Il simbolo del fuoco
specie di fiamma bianca, vitale, che penetra e
tremula e danzante, che domina il tutto visibile
poi fuggiva. Appena la e invisibile, si trova già
vidi, compresi che questa illustrato nello gnostico
fiamma era la vita stessa,
Simon Mago, contem-
la quintessenza dell'essere,
poraneo dell'apostolo
e mi sentii travolgere da
Pietro.27 Simone, in cui
un senso di estasi, dalla
è evidente l'influsso di
certezza che nulla
Eraclito, afferma che il
importava, che nulla
cosmo è fatto di fuoco,
poteva importare
una metà del quale
all'infuori di questa dolce,
produce il mondo
inestinguibile e fuggente
visibile, e l'altra metà il
luce dell'essere. Gli
mondo invisibile.
uccelli, gli uomini e le
Quest'ultima è il fuoco
creature ancora informi e
sopracceleste, "il tesoro
incolori non avevano altro
di tutte le cose
significato se non questa
fiamma di vita che li percepibili e invisibili",
attraversava. Non restava ed è simile al grande
nulla da compiangere: albero visto in sogno da
Nabucodònosor (Daniele 39
IL SEGRETO' DEL
4.7 sgg.), albero che CADAVERE
nutre ogni vita, e di cui
la vita visibile costituisce distruggerà, ma il frutto
le foglie, i rami e il dell'albero, che è l'anima
tronco. Il fuoco alla fine umana, sarà portato nel
li granaio del cielo e non
brucerà, una volta
purificato e liberato dalla
sua forma anteriore.
Questo frutto è l'immagine
di Dio nell'anima. La parte
invisibile del fuoco
cosmico possiede una
coscienza, mentre il fuoco
visibile è inconscio.28 La
metafora dice dunque che
la parte incarnata
dell'energia del mondo si
dissolve e "muore",
mentre una parte di essa,
che è essenziale e capace
di coscenza, il frutto, in
qualche modo sopravvive.
Tale frutto è per Simon
Mago quella parte
dell'anima che è
metaforicamente Dio;
ossia esso è, in linguaggio
psicologico, un simbolo
del Sé. Come risulta da
queste immagini, esso ha
una vita che sopravvive
alla morte: una forma di
vita che percorre l'intero
universo e che,
paradossalmente, solleva e
conserva in qualche modo
lo stesso mondo visibile.
Quando, nel nostro
testo alchimistico, l'angelo
Amnaele dice a Isiile che Ra, invocato con queste
tutto il mistero sta nel parole:31 "Splendente
comprendere che chi semina durante il giorno, leone
grano raccoglie grano, egli nella notte. Colui che
allude a questa vita eterna genera sé stesso nelle
che penetra e domina la trasformazioni del suo
creazione. La frase nome: il diveniente del
successiva afferma che il divenire." Ogni morto,
leone genera un leone, e il risorgendo, diventa una
cane un cane: anche questa cosa sola con questo dio.
è un'allusione al mistero Da un punto di vista
della resurrezione secondo psicologico il doppio
il rituale funebre egizio, e leone simboleggia il
precisamente al doppio doppio aspetto dell'energia
leone Rwti (Ruti), da psichica (l'energia
identificare col dio terrestre presuppone polarità) la cui
Aker (citato nel nostro corrente alle soglie della
testo). Questo doppio leone, coscienza genera
il cui nome è "Ieri e l'esperienza del tempo.
domani", è per così dire il Esso si manifesta ai
misterioso operatore della confini dell'inconscio,
resurrezione. Esso incorpora dove "ieri e domani" sono
quell'evento una cosa sola e tendono a
incomprensibile per cui il scomparire.
morto, sepolto nella terra, A conoscenza di questi
ritorna alla vita,29 ed è misteri (così prosegue il
anche, nello stesso tempo, testo) è il contadino
un'immagine dell'anima Achaab, che ricorre anche
umana. In certi testi lo si sotto il nome del
trova sostituito da due cani traghettatore Aca-ranto (e
(cioè Anubi),30 mentre in in altri testi col nome di
altri casi il leone è Acheronte). In molti testi
un'immagine del dio solare sepolcrali
CAPITOLO SECONDOAcheronte, deriva a mio
avviso da un connubio
egizi si parla di un
tra il dio egizio Aker e
misterioso barcaiolo che,
Acheronte (che per i
dopo un severo interro-
Greci è il nome del
gatorio, traghetta i morti
fiume infernale e, per
nell'Aldilà, oltre l'oceano
estensione, dell'intero
del cielo.32 Il nome
mondo infero). II dio
Acheranto, Acaranto, o
egizio Aker era ritenuto il che proprio questo
custode del mistero della segreto era l'obiettivo
resurrezione,33 ma è anche dei più antichi
il cadavere (il "segreto") alchimisti. Il grano (o
che custodisce il corpo di l'orzo), il leone, il cane
Osiride come "la propria e il contadino
immagine". Egli è "colui Acheranto sono tutti
le cui forme sono simboli che alludono
misteriose".34 A volte, poi, al persistere e al
simboleggia l'intero regno continuo rinascere
dei morti, o le acque della vita. II breve
primordiali degli inizi del sogno citato (p. 21) del
mondo. Su un sepolcro lo campo di grano
troviamo raffigurato nelle calpestato dai buoi
sembianze del dio allude probabilmente a
cosmico Atum: un uomo qualcosa di simile.
anziano che tiene in mano Che la ricerca
l'uovo del risorto dio del alchimistica della "pietra
Sole.35 Nel Libro della filosofale" venisse asso-
terra il dio solare Ra dice ciata senz'altro al rituale
ad Aker:36 "O tu funebre egizio, è provato
'occidentale', che generi il da un passo di
cadavere dalla forma Olimpiodoro, un autore
vivente (...) custode della alchimistico da identificare
generazione dalle forme probabilmente con lo
grandiose." Aker "solleva" storico omonimo (quinto
i morti verso l'alto.37 In lui secolo).40 La
dimorano i grandi e mummificazione (tari-
antichi dei, Atum e cheia) della sostanza
Chepri,38 sotto di lui è na- iniziale viene commentata
scosto il cadavere così: "Questa sostanza
"segreto" di Osiride, che terrestre va lavata e
egli "custodisce" durante polverizzata, finché in essa
il processo della si trova l'oro. Ciò che si
resurrezione.39 trova [l'oro] era chiamato
Da queste dagli antichi anche col
amplificazioni risulta nome di Dio dalle quattro
che in Egitto il mistero sillabe (o dalle nove
della resurrezione veniva lettere)." Evidentemente si
associato perlopiù a tratta della distillazione di
quello della creazione qualche sostanza divina a
del cosmo e della vita, e
partire dalla materia. IL 'SEGRETO' DEL 41
Descrivendo lo stesso CADAVERE
procedimento Olimpiodoro
cita più avanti un antico nascoste le sue membra e
oracolo, il quale dice: "Ma il cui volto soltanto è
cos'è la tomba di Osiride? visibile ai mortali.
C'è un cadavere, una Nascondendo i corpi, la
mummia avvolta in bianche natura è stupefatta. Lui,
fasce di lino con solo il volto Osiride, è il principio
scoperto visibile (...) Osiride originale di tutte le
è la cassa soffocata in cui sostanze umide. Egli è
sono tenuto in basso, pri-
gioniero della sfera del
fuoco." (Il fuoco, che
corrisponde a Seth e al
piombo, gli è "ostile"
perché Osiride è "acqua".)
Il testo prosegue quindi
con le parole: "Egli,
dunque, ha soffocato tutto
il piombo." Questo
piombo, si dice poco oltre,
"è talmente posseduto dai
diavoli e talmente
spudorato che coloro i
quali vogliono imparare a
conoscerlo cadono preda
della follia a causa della
loro incoscienza."
Secondo il mito egizio,
Seth, il nemico di Osiride,
lo aveva attirato dentro
una cassa di piombo e lo
aveva chiuso dentro per
ucciderlo (ecco perché
"Osiride è la cassa
soffocata"). La "tomba di
Osiride" è, secondo la
concezione degli Egizi e
dei primi alchimisti, il
luogo misterioso dove dal
corpo del morto nasce una canòpi, quattro urne che
nuova vita: evento, questo, custodivano i visceri del
che ripete in qualche modo il defunto. Ma a differenza di
processo della creazione del queste esso contiene pura
mondo. acqua del Nilo, principio di
Ma secondo la dottrina ogni vita e di ogni
egizia, la creazione del resurrezione. J. G. Griffkhs
mondo ebbe origine dal (1975, p. 320) sottolinea
fiume primordiale Nun: ecco che questi canòpi erano un
dunque perché, anche in simbolo della continuità
epoca tarda, la "tomba di della vita: "I temi dei
Osiride" è simboleggiata da rilievi greco-romani
un'urna piena di acqua del mostrano come i canòpi
Nilo, dal cosiddetto Osiride avessero allora un legame
hydreios (acqueo). La speciale con Osiride e la
resurrezione non è pertanto sua cerchia; tale urna è un
un semplice ritorno in vita simbolo del?immortalità
del corpo morto, ma una corporea." Esso è, in altre
rigenerazione totale che ha parole, il grembo in cui si
nel vecchio corpo il suo svolge il processo
punto di partenza. Osiride misterioso della rinascita di
hydreios è descritto da Osiride.
Apuleio come un oggetto Con quanta forza
sacro che veniva portato in questo simbolismo
corteo durante le processioni sopravviva, lo appresi da
di Iside: si tratta di un'urna un sogno impressionante
rotonda, con un beccuccio e narratomi da una donna
un'ansa attorno a cui si avvi- che aveva perso il figlio in
luppa un aspide.41 Questo giovane età. Lo aveva
oggetto di culto, sognato la notte dopo la
documentato solo in epoca sepoltura:
tarda, potrebbe derivare dai
,.■ CH'ITOLO un'impressione
SECONDO violenta. Ecco il
durante la cerimonia la sogno:
donna aveva tenuto in Ero seduta su un
mano la cassetta di sofà della nostra casa
m e t a l l o con le ceneri con una donna di
del figlio, prima che mezza età alla mia
essa venisse sotterrata, sinistra. La donna
e rie iiwv;i subito portava un abito
semplice di foggia corporei — in questo
vittoriana, i suoi capelli caso le ceneri del morto
erano divisi in mezzo e — a nascondere il
raccolti dietro la nuca. mistero salutifero.
Teneva un libro in mano Ritorna in mente l'idea di
e leggeva ad alta voce, Origene, secondo la
finché giunse a una quale il corpo risorto
parola che non riuscii a nascerebbe da un
capire, e che dal suono "scintillamento" del
sembrava composta di vecchio corpo. Anche gli
pure consonanti: o-sr-s.
Egizi e i primi alchimisti
Mi piegai verso il libro
credevano che la
e lessi la parola
resurrezione partisse da
"Osiride".
un resto di materia
corporea: non dunque
Alla donna del sogno la
dalla sola anima, ma, per
mia paziente associò
così dire, da una materia
Madame Curie. Poco
trasformata.
tempo prima aveva letto
che la Curie, ricevuto in Nel passo di
dono un milligrammo di Olimpiodoro sopra
radio, aveva esclamato: citato la "cassa ili
"Per me? Oh, conosco un Osiride" è fatta di
ospedale belga che ne ha piombo, una sostanza
tanto bisogno! " La di cui si dice che può
scatoletta col radio pollare alla follia.
assomigliava nel sogno alla Proprio ciò che è
cassetta del figlio. La mia oscuro, demonico,
paziente ne concluse che ostile a Osiride
dunque bisognava usare le diventa un
ceneri del suo amato elemento "sintetico"
figliolo per guarire i mali conservatore
degli altri. La scatola di dell'individualità, il
metallo era così diventata princi-pium
la "cassa di Osiride", dalla individuationis in cui
quale (secondo le parole di fuoco e acqua (tome
George Fox che la paziente accenna anche il testo
ricordava) sarebbe venuta nelle righe che
"la sostanza possente di una precedono quelle
vita radiosa". Dal nostro citate) sembrano
punto di vista è importante conciliarsi. Il piombo
il fatto che siano qui i resti di Seth, principio
mortifero, disi ruggitole, 43
IL 'SEGRETO' DEL
impedii e mi- CADAVERE
steriosamente al morto
di disperdersi nella da un ufficiale di
nanna min civili'. cavalleria sessantunenne,
La cassa di piombo di quattro settimane prima
Osiride mi ricorda un della sua morte
SIGIMI '•'< < "iiuionii
improvvisa, causata da una
crisi cardiaca:

Mi trovavo di nuovo
nella scuola per ufficiali
in cui avevo conseguito,
trentacinque anni prima,
il grado di sottotenente. A
un certo punto mi si
avvicina un vecchio
caporale, del quale avevo
allora grande stima e che
portava nella realtà il
significativo nome di
Adamo. Il caporale mi
dice: "Signor
sottotenente, ho qualcosa
da mostrarle." Mi
conduce quindi nella
cantina della caserma,
apre una porta di piombo
(/), e con un brivido di
orrore vedo, sdraiato
sulla schiena, la carogna
di un cavallo in stato di
avanzata decomposizione,
da cui emanava un atroce
odore.

Il "semplice mortale"
Adamo mostra al
sognatore che cosa lo
aspetta, la morte e la
decomposizione del suo
corpo animale, cioè del raffigura la parte "eterna"
cavallo. Con lo shock che è nell'uomo). Se nel
provocato dal sogno, sogno esso compare nelle
l'inconscio mirava a sembianze di un cavallo,
distogliere quell'uomo dal ciò avviene perché il
proprio corpo, come se gli sognatore non aveva mai
avesse detto: "Non tu, ma il preso coscienza di questo
tuo 'cavallo' è destinato a aspetto fondamentale del
morire." Per un soldato di proprio essere, per tutta la
cavalleria il cavallo è vita era stato trasportato
soprattutto un simbolo della dal Sé, senza mai
sua natura fisica istintiva che domandarsi che cosa
lo trasporta. Adamo, cioè fosse; in questo modo il
l'uomo "semplice" suo Sé era rimasto
universale che è nel nascosto nell'inconscio,
sognatore (un'immagine del per così dire nel suo corpo.
Sé), sa che il corpo va incon- È vero però che la notte
tro alla dissoluzione e cerca prima di morire, come i
di prepararlo. Se però parenti scoprirono subito
vogliamo stabilire un dopo, si era messo di
parallelo coerente fra questo nascosto un crocifisso
sogno e il testo alchimistico accanto al letto: un
sopra citato, dovremo presentimento improvviso
associare il cavallo nella che nel cavallo si celasse
camera di piombo con la anche l'Uomo-Dio
salma di Osiride nella cassa sofferente (Osiride è la
di piombo. Il cavallo sarebbe prefigurazione egizia di
allora non solo un'immagine Cristo).
del corpo, ma anche del "dio Ma torniamo alla cassa
interiore" presente nel di piombo degli
sognatore (poiché Osiride alchimisti. In essa si

44
compie il m i s t e r o utero,42 nell'atto di
della resurrezione, dove proteggere il luogo
proprio l'elemento della rinascita. Da un
demonico ili Scili svolge punto di vista
una parte di custodia e di psicologico la cosa si
salvezza. Esiste una potrebbe commentare
gemma egizia in cui Scth così: l’elemento
è raffigurato sopra un demoniaco dell’uomo
(Seth ) sono i suoi affetti circoscrivere all’Io i
autonomi “cattivi”, desideri, gli affetti, le
quegli impulsi ad agire e volizioni: vogliono averla
quelle emozioni che Jung vinta a tutti costi, e
riassume nel concetto spesso con infantile
dell’Ombra e che si ostinazione. Quando rio
manifestano spesso anche riesce a rendere co-scienti
come impulsi del nostro questi impulsi e a
inconscio corpo "ani- sottoporli alla decisione
male". Questi impulsi del Sé (il "dio" presentito
imprigionano Osiride, nell'interiorità), la loro
vale a dire impediscono focosa energia si
in un primo tempo di trasforma in identità
prendere coscienza del realizzata. L'Io diventa
Sé e di individuarsi . Ma allora consapevole della
proprio nel momento propria specificità, e la
della loro apparente cassa di piombo, il
vittoria, il momento della sentirsi rinchiuso, si
morte, si uniscono al loro trasforma in un'urna
opposto, il principio del mistica, nella sensazione
bene Osiride, l'acqua di di essere contenuti e
vita, e si trasformano in rinfrancati (anche nel
un'"urna" avvolgente il senso di non poter più
Sé, la quale permette che perdere la calma).
il morto non si dissolva Uno dei drammi della
ma conservi la propria vecchiaia, di cui ho avuto
identità personale. Il spesso modo di occuparmi,
principium nasce dalla puerile
individuationis è in effetti ostinazione con cui l'uomo
legato all'elemento anziano insiste a voler fare
diabolico per quel tanto di testa sua, proprio
che tale principio quando la malattia e la de-
significa una separazione bolezza fisica accrescono
dalla natura totale divina. la sua dipendenza dagli
Si potrebbe intendere il altri, esponendolo non di
processo descritto come un rado alla tirannia degli
passaggio dalla chiusura infermieri e degli
nell'Io alla consapevolezza assistenti. Senza voler in
Tutti gli impulsi che in noi alcun modo giustificare
hanno a che fare con questi modi tirannici, mi
l’Ombra ci fanno chiedo però se l'impotenza
della vecchiaia non abbia
trasferirsi in un
anche un significato
pensionato, sognò che una
nascosto: quello di favorire
donna del pensionato (non
la trasformazione della
lei), autoritaria e
chiusura nell'Io, proveniente
dall'Ombra, in prepotente, veniva legata:
consapevolezza dell'Io. Una segno evidente che
donna di novantatré anni, doveva rinunciare alle sue
preoccupata di dover lasciare pretese di potere. Il
la sua amata casa per piombo demoniaco
dell'Ombra egoistica deve
trasformarsi in un'"urna"
piena della forza dell'Io!
Esaminata in questa
luce, la morte diventa il
momento in cui il bene e il
male si affrontano
nell’individuo con
massima violenza. Molte
pitture medievali
raffigurano un diavolo e
un angelo impegnati a
disputarsi l'anima del
moribondo, e il viatico
della Chiesa cattolica ha i
caratteri di un esorcismo.
Una efficace descrizione di
questa lotta fra opposti,
che in realtà non sono tali,
la troviamo nel sogno di
un uomo prossimo alla
morte, riferito da Edinger
(1972, p. 209):

Due lottatori sono


impegnati in un
combattimento rituale, la
lotta è molto bella a
vedersi. Nel sogno essi
appaiono non tanto conte
avversari, quanto come
partner di un duello ili lotta tra due figure
conforme a un piano pre- maschili, una chiara e una
stabilito. Sono tranquilli, scura, cioè ancora una
per niente eccitati e volta il motivo dello
concentrati. Alla fine di ogni scontro fra opposti
ripresa si ritirano nello andrebbe forse posto in
spogliatoio, dove si relazione col fatto che
cospargono di "belletto". sugli antichi sarcofagi
Vedo che uno di loro ricorrono con grande
immerge un dito nel sangue frequenza scene di lotta —
per poi passarlo sul volto soprattutto duelli — e che
dell'avversario e quindi sul nell'antica Roma i
proprio. Ritornano sid palco combattimenti dei
dove riprendono la loro gladiatori si svolgevano in
accanita eppure origine per venerare la
controllatissima esibizione. memoria dei defunti.
La concezione della
La lotta è descritta morte come lotta e
insomma come una sorta di momento di decisione
rappresentazione, in ultima sembra essere di natura
analisi illusoria: dietro di archetipica, e ricorre in
essa, come sottolinea molti contesti. Il teologo
Edinger, c'è il Sé, l'unità cattolico Ladislaus Boros
degli opposti. Poco prima di l'ha ripresa in una forma
morire, una donna dipinse in assai interessante: secondo
uno dei suoi quadri (raccolti Boros (1973, pp. 85-107)
da David Eldred) una scena la morte non è la
,t. CH'ITOLO incontro definitivo col
SECONDO Sé, per Dio o contro di
lui. "In questo luogo
M n i p l i c e M pai-azione
metafisico egli [l'uomo]
dell'anima dal corpo, ma
pronuncerà la sua scelta
una metamorfosi gioii.ili-
definitiva. Quanto si de-
(IH- riguarda la natura
cide allora, rimarrà in
stessa dell'anima. Nel
eterno (...) giacché allora
momento della i n m t c
l'atto diventa essere, la
l'anima si sposterebbe nel
decisione diventa stato, e
centro (nel "cuore")
il tempo eternità." Si
dell'universo, nell'unità
tratta di una nuova
interiore del mondo, e qui
interpretazione
si deciderebbe, in un
psicologica del Giudizio
Finale in cui l'anima del Il capezzale dei
morto viene assegnata al moribondi è spesso
Cielo o all'Inferno: "Nella testimone di fatti
sua essenza immutabile paradossali. L'indebolirsi
Dio diventerà per l'uno della coscienza porta in
motivo di tormento, per molti casi a un'improvvisa
l'altro di beatitudine, a eruzione dei contenuti
seconda che l'anima, nella rimossi: così ad esempio
sua decisione finale, re- Hans Christian Andersen
spinga o accolga con (l'autore delle fiabe),
umiltà l'amore divino." rimasto vergine, pronunciò
Secondo questa con- in punto di morte una tale
cezione, ben radicata nel sequela di oscenità sessuali
pensiero cristiano, gli che i presenti dovettero
opposti alla fine si uscire dalla camera. Spesso
separano, così come i moribondi riferiscono una
anche il Faust si conclude quantità di impressioni
con la rovina e la cacciata caotiche e confuse: alcuni
di Mefistofele. insultano e maledicono i
AI contrario, nel parenti, mentre altri
simbolismo egizio e muoiono calmi e
alchimistico gli opposti rassegnati. Si tratta, a mio
finiscono per conciliarsi, avviso, dei due aspetti
rimanendo così uniti possibili di un unico
nella vita postmortale. evento: mentre gli tini si
Nel Libro delle soglie, al dibattono ancora
termine della nell'agonia, nel conflitto tra
resurrezione la morte opposti, gli altri presentono
appare come un dio dai già il risultato della lotta, la
due volti (le teste di Seth pacificazione e la
e di Horus) che accom- concilia/ione.
pagnano il dio del Sole Naturalmente, quanto più
nella sua vicenda infera: un individuo si è abituato,
"Sono loro che prima ancora
annunciano Ra dell'avvicinarsi della morte,
all'orizzonte orientale del a questa lotta interna,
Cielo."43 Il nome di t a n t o più potrà sperare in
questa figura è "I suoi una fine serena.
due volti": essa incarna
la natura opposta
divenuta una del morto
deificato.
CAPITOLO 5 bellissima, che mi ricorda
il romanzo di Hudson,
La vegetazione:
l'albero, Verba, il Verdi dimore. La cosa mi
grano e il fiore diede una sensazione di
pace, benché non
comprendessi realmente
quello che vedevo.

Al pari di Osiride,
l'uomo verde è, secondo la
giusta interpretazione di
Edinger, uno spirito della
vegetazione (anche nel
Considerando il motivo romanzo di W. H. Hudson
onirico del campo di grano succede all'eroe di essere
calpestato che torna a assimilato a uno spirito del
ricrescere, e il simbolismo genere). La rana che il
del frumento e dell'orzo le- sognatore associa in un
gato al dio dei morti primo tempo alla vista
Osiride, abbiamo visto che dell'uomo richiama alla
la vegetazione compare memoria la dea-rana egizia
Hekket, che veniva spesso
spesso come simbolo della
riprodotta seduta sulla
morte e della resurrezione
testa della mummia con un
insieme. Meco un sogno
significato di "rinascita".
riferito dal paziente di
Sulle lampade a olio delle
Edinger (1972, p. 212) poco
tombe paleocristiane la
prima di morire:
stessa figura compare col
nome di "Resurrezione".
Mi trovo in un bel parco
Nel Medioevo il verde era
dall'erba alta e ben curata.
il colore dello Spirito
In fondo al giardino vedo
Santo, della vita, della
qualcosa che si muove.
generazione e della
Dapprima mi sembra una
resurrezione:1 il colore
rana enorme fatta di erba.
dell'anima del mondo, 0
Avvicinandomi, vedo che in
dello spirito vitale che
realtà si tratta di un uomo
riempie ogni cosa. Per
verde fatto di erba. L'uomo
quanto ri-
sta eseguendo una danza
4
guarda la danza dell’uomo-erba, essa
richiama una tradizione spesso come simbolo
diffusa in molti paesi del legame misterioso
europei in primavera, o che unisce la morte
a Pentecoste, si usa alla vita. Così ad
ricoprire un ragazzo di esempio il simbolo
erba od di foglie e dell'albero nel suo
immergerlo nell’acqua, doppio rapporto col
o sottoporlo a qualche fuoco cosmico (con
altra forma di “morte” l'energia cosmica)
simbolica per poi visibile e invisibile
assistere al suo ritorno unifica, secondo
in vita. Il suo nome è Simon Mago, i due
"Re di maggio" o aspetti della vita e
"Giorgio il verde" o della morte, mentre il
simili. È una cerimonia dualismo manicheo
magica per sconfiggere distingue 1'"albero
l'inverno e propiziare la della morte"
nuova stagione. In certi dall'"albero della
casi questo "garzone di vita". II primo,
Pentecoste" è piantato dal demone
sostituito da un della cupidigia, è
albero abbattuto e deforme e
riccamente adorno.3 In tormentato, e
alcune località esso simboleggia la
viene addirittura materia e il male; il
seppellito, secondo un secondo rappresenta
rituale esoreistico.4 invece la gnosi e la
Qualunque sia il saggezza: è l'albero
significato proprio di della conoscenza, il
questa figura, è cui frutto aprì gli
evidente che essa ha a occhi ad Adamo,
che fare con la vicenda quando ne mangiò. Il
della morte e della Salvatore verrà un
rinascita. Anche il giorno ad abbattere
danzatore agreste del gli alberi della morte,
paziente di Edinger mentre pianterà e si
sembra rappresentare prenderà cura degli
una variante di questo alberi della vita.
Re di maggio, L'albero luminoso
immagine vegetale in viene anche
cui è simboleggiato il raffigurato come
principio della vita e "l'albero delle pietre
della morte. Oltre preziose".5
all'erba e ai cereali, L'impressionante
anche l'albero compare serie onirica riferita
da Jane Wheelwright
(1981, p. 268) si scendono dagli alberi e
conclude con questo ridiverranno alberi. Jung
sogno; i sogni sono ha dimostrato come il
quelli di una giovane mondo della coscienza
donna morta di cancro: cede il passo al mondo
vegetativo. L'albero è la
Ero una palma, in
vita inconscia che si
mezzo ad altre palme.
Stava per venire un ter- rinnova incessantemente
remoto che minacciava e durerà in eterno,
di distruggere ogni allorché la coscienza
forma dì vita. Ma io umana si sarà spenta.
non volevo essere Ecco ora un altro
distrutta dal terremoto. sogno riportato da Luckel
(1981, p. 107), questa
Come interpreta
volta di un uomo
l'autrice, l'albero è qui
settantacinquenne,
un simbolo materno, e
prossimo alla morte:
il sogno ha perciò il
significato di un
Vedo un vecchio
abbandono alla "madre
albero nodoso su una
natura". C'è una
costa rìpida. Le sue
leggenda germanica
radici affondano nella
secondo la quale gli
terra solo per vieta,
uomini di-
Valtra metà si protende
neWaria (...) Poi l'albero
si stacca, perde la presa e
precipita. Mi si mozza il
fiato. Ed ecco avvenire il
prodigio: l'albero rimane
sospeso, non cade, ma
resta sospeso. Nel mare?
Non saprei dirlo.

Anche in questo sogno


l'albero è evidentemente
un'immagine della
sopravvivenza. Ed ecco
ancora l'ultimo sogno di
un mio paziente morto
pochi giorni più tardi:
Mi trovo sopra o dentro è chiara, perché il
un liquido aereo del colore moribondo non poteva
del cielo e dalla forma di quasi più parlare, ma
un uovo, e ho la sensazione secondo sua moglie egli
di cadere nell'azzurro, voleva dire che rosse
nell'infinito. Ma non è così. gocce costruivano una
Dei piccoli pezzi di stoffa, o specie di scala, e quando
fiocchi dì colore azzurro, l'uomo la salì, vide in alto
mi trattengono e un albero di Natale.
m'impediscono di cadere. L'albero appare dunque
Voglio provare a vedere se come la meta del
davvero non cado: ma la moribondo nell'Aldilà.
presa non si allenta, e quei Nel suo saggio L'albero
pezzi dì stoffa, insieme ad filosofico (1945) Jung ha
alcune persone che parlano mostrato che nella
con me, continuano a tradizione alchimistica
trattenermi. I pezzetti di l'albero è anche simbolo
stoffa mi circondano e mi dell'opus alchemicum. Da
sostengono. Vedo un punto di vista
psicologico esso
gocciolare delle scale
simboleggia il processo
rosse, che formano un al-
d'individuazione, ossia
bero di Natale.
quel processo di crescita
Del liquido cosmico e intcriore verso una forma
acreo che compare in questo sempre più elevata di
sogno parleremo più avanti. coscienza, nel corso del
L'ultima frase del sogno non quale l'individuo vede
5
C 1

"sorgere nuove luci". Nel paradiso islamico


Anche nella sorgono numerosi "alberi
"Gerusalemme celeste" di pietre preziose", ma
esiste un albero del soprattutto il cosiddetto
genere: "In mezzo alla albero Tuia: "Le sue
sua via stava l'albero radici sono di
della vita, che portava madreperla, e le foglie di
dodici frutti (...) e le seta e di broccato (...)
foglie dell'albero Non c'è nessun punto del
servono alla salvezza dei giardino, nessuna cupola
pagani" (Apoc. 22.2). e nessun albero che non
siano ombreggiati da un come la via e. la crescita
ramo dell'albero Tuia. verso l’immutabile,
Su di esso crescono l’eterno che nasce
frutti preziosi che il dell’unione degli opposti
mondo brama e che in e rende quest’ultimo
questo mondo non possibile proprio grazie
hanno l'uguale. Le sue al suo eterno essere
radici sono in cielo e la presente. . Si direbbe
sua luce raggiunge ogni che l'uomo, il quale
angolo della terra." Si cerca invano la sua
tratta dunque di un esistenza e da ciò trac
albero rovesciato, dalla una filosofia, ritrovi solo
cui corona sporgono gli nell'esperienza della
"abiti di gloria" dei realtà simbolica la via
devoti.6 (Si ricordino i del ritorno a quel mondo
pezzi di stoffa azzurra in cui egli non si sente
del sogno precedente, straniero."
che proteggevano il
sognatore dalla Il sogno sembra
dissoluzione!) A propo- dunque voler che dopo la
sito di questo albero morte, nell’Alldilà, il
scrive Jung Processo di crescita e di
(1938/1954^, p. 108): sviluppo verso un grado
più elevato di coscienza
"L'alchimia ha visto è destinato a continuare.
l'unione degli opposti Il simbolisomo vegetale
sotto il simbolo affiora anche in uno dei
dell’albero il quale non più antichi testi
si sente più a suo agio in dell'alchimia greco-
questo mondo e non può egizia, Comario a
fondare la sua esistenza Cleopatra, scritto nel
né sul passato, che non è primo secolo. La parte
più, né sul futuro, che che ci interessa più da
non è ancora, ricorra vicino è preceduta da
nuovamente al simbolo una raffigurazione (vedi
dell'albero cosmico qui lo schema) del
radicato in questa terra e processo ciclico in cui si
proteso verso il cielo genera la "pietra
(...) Nella storia dei filosofale", foro": si
simboli l'albero è tratta di un mandala due
generalmente descritto volte quadripartito.
Dopo questa traccia il Xanto
si
testo prosegue così:7 Ingiall
iment
o

"Considerate la
natura delle piante e la
loro provenienza.
Alcune vengono dai
monti e crescono dalla
terra, altre crescono
nelle caverne e nelle
pianure. Ma considerate
ora in che modo bisogna
avvicinarle: esse vanno
raccolte al momento
giusto e nei giorni adatti.
Scegliete quelle che
vengono dalle isole del
mare e dalla terra
superiore, e guardate
come l'aria le serve, e
come circonda i semi
affinché non vengano
danneggiati e uccisi.
Considerate l'acqua
divina che le abbevera e
l'aria che le sostiene,
dopo che esse si sono
incarnate in un'unica
sostanza."

Prima di proseguire
col testo, ricordiamo
subito, brevemente, che
le piante di cui qui si
parla erano viste allora
come identiche ai
minerali e ai metalli.8
L'unica differenza
sarebbe che i metalli frumento li circonda per
sono più "secchi", proteggerli". Gli alberi
mentre le piante sono di pietre preziose del
più "umide".9 Sia gli uni paradiso islamico
che le altre "crescono" potrebbero derivare da
sulle montagne e nelle queste associazioni
cavità della terra: i alchemiche. Ma
metalli sono per così torniamo al nostro testo.
dire "fioriture" della Dopo un'osservazione di
terra. La terra, l'aria e passaggio dice Cornano
l'acqua li "servono" e "il a Cleopatra:
C generate nel letto, e
AVI scaturiscono con la
EOL
luce, e la nuvola le
O
TER solleva in alto. E dal
ZO mare sorge la nube
che porta le acque.
Quando gli adepti
"Duri come il vedono questa
superiore scende verso apparizione si ral-
l'inferiore, e l'inferiore legrano. "
sale verso il superiore,
e come il termine Ecco quindi le
mediano si avvicini al

"
parole di
superiore e Cleopatra:
all'inferiore, e questi
diventano una cosa Le
sola col mediano, e acque
qual è il loro elemento. scorren
E le acque benedette do
scorrono verso il basso risvegliano i corpi e
per custodire i morti gli spiriti (pneumata)
circostanti, racchiusi e indeboliti in essi
incatenati nelle tenebre racchiusi. Essi infatti
e nel buio dell'Ade. E hanno patito una
come il balsamo della nuova oppressione e
vita li raggiunge e li sono stati di nuovo
risveglia per i loro racchiusi nell'Ade;
creatori. E come le ma dopo breve
nuove acque penetrano tempo incominciano
fino al capezzale del a crescere e a salire
letto e vengono verso l'alto
rivestendosi di muore bensì in autunno,
splendidi colori ma la radice
variopinti come i fiori serpeggiante che rimane
a primavera, e la nel terreno torna a
primavera si rallegra crescere in primavera".
della bellezza che li Poiché nella prospettiva
riveste." buddista e proprio
questa sopravvivenza
È evidente che le che occorre
similitudini tratte dal interrompere, troviamo
regno vegetale spesso l'immagine della
appaiono qui in prima gramigna da estirpare,
linea: i minerali simbolo della libera-
"fioriscono" dalla zione definitiva dalla
terra come piante, ruota delle rinascite.10
muoiono, rimangono A4a nelle civiltà in cui
nascosti e sepolti nel
mondo sotterraneo, si
ridestano, nutriti di
acqua fresca, a nuova
vita, per poi crescere
e fiorire, in raggiante
bellezza, incontro a
una nuova primavera.
Di queste stesse piante
si dirà più tardi che,
prima di risorgere, esse
devono "morire" nel
fuoco: probabile allusione
al fatto che i vegetali,
staccati dall'uomo o
disseccati dal sole,
tornano sempre a crescere
a partire dalle radici.
Nell'Estremo Oriente
(nella Vhnala Kiuta
Sutra) il corpo dell'uomo
era paragonato a una
pianta di banane "che non
ha in sé nulla di solido. Il
tronco sopraterreno
L tempo: il S3
A sopraggiungere delle
V metastasi lo costrinse a
E un nuovo ricovero e
G
E
poco dopo morì. Ho
T menzionato questo
A sogno così crudo
Z perché esso anticipa un
I
altro sogno dello stesso
O
N paziente che mi
E interessa commentare
nel presente contesto.
la sopravvivenza ha un Quando l'individuo si
significato positivo, le fa illusioni sul proprio
immagini vegetali stato, l'inconscio ha di
vengono intese piuttosto solito modi assai
come una promessa di brutali per riportarlo
rinascita. alla realtà, come
mostrano il sogno del
L’immagine della
cavallo citato a pagina
mietitura (erba, grano) o
43 e questo della cassa
degli alberi abbattuti
da morto bianca.
allude spesso anche nei
Quando l'analizzando,
songi alla vicinanza
dopo questo primo
della fine. Un tumore al
sogno, incominciò a
polmone e doveva
familiarizzarsi con
essere operato.
l'idea della morte ormai
Naturalmente era molto
vicina, fece quest'altro
preoccupato per l'esito
sogno:
dell'operazione. Eccolo
fare, a questo punto, il
Camminavo in un
sogno seguente: Arriva
bosco invernale. Il
un ‘ambulanza per
tempo era freddo e neb-
trasportarmi in
bioso. Avevo i brividi.
ospedale. L'autista
In lontananza si udiva
scende, apre la porta
il rombo di una sega
posteriore, e cosa vedo?
elettrica e, di tanto in
Una cassa da morto
tanto, lo schianto di un
bianca. In effetti, il mio
albero abbattuto. Poi,
paziente lasciò
d'improvviso, eccomi in
l'ospedale solo per poco
un'altra foresta, ma su
una specie di altopiano. distruzione della vita
Era estate, la luce del vegetativa (la sega
sole faceva luccicare il elettrica attacca l'albero
muschio che ricopriva il della vita). In questo caso
terreno in macchie la morte è un taglialegna,
luminose. Poi vedo ed è noto che nelle arti
avvicinarsi mio padre figurative essa viene
(morto da molto tempo) spesso rappresentata
che mi dice: "Qui è di come un mietitore munito
nuovo foresta, non di falce: immagine,
preoccuparti di quello questa, che risale alla
che succede laggiù" (gli raffigurazione pagana di
alberi abbattuti). Saturno, dio della
mietitura. Nella morte c'è
L'immagine degli alberi qualcosa che viene
abbattuti potrebbe anche abbattuto o spezzato.
essere un'allusione brutale La morte e sempre un
al prossimo intervento avvenimento
operatorio, visto come
w tempo
TERZO scomparso.
brutale, come L'atmosfera è
dice Jung' è serena,
come se fossero gradevole,
forze malvage e come in una
crudeli a "nuova
troncare una vita primavera"
umana, ciò che (quella de-
rimane e un scritta nel
gelido silenzio di Cornarlo), e il
morte.” padre morto
raccomanda al
Il sogno ha però
figlio di non
un seguito:
preoccuparsi
sull"'altopiano" la
più di quanto
vita ritorna, o
accade giù in
ritorna comunque la
basso.
foresta. Qui i morti
Evidentement
sopravvivono,
e l'inconscio
come mostra
vuole indurre
l'apparizione del
il sognatore a
padre da lungo
guardare con fiore come
distacco l'evento prima materia
conclusivo della nel Comario
sua vita corporea. rappresenta,
L'infelice ebbe una come ha
fine penosa e mostrato Henri
dolorosa, Corbin (1977,
sopportata peraltro pp. 2QSgg.) la
con coraggio. materia grezza
L'"altopiano" della del processo di
seconda foresta resurrezione
anche nella
potrebbe alludere a
mitologia
un'accresciuta
religiosa
intensità dell'e-
persiana. Come
nergia psichica, di
risulta dalle
cui parleremo più
raffigurazioni
avanti. Il passaggio dell'Aldilà, ogni
dalla foresta angelo e ogni
abbattuta alla potenza divina
foresta risorta si possedevano n
configura in questo proprio fiore
sogno come un particolare. Il
tipico colpo di Dio Vohuman
scena onirico e non aveva il
viene descritto in gelsomino
modo più preciso, bianco,
mentre il Cornano Shatrivar il
si diffonde a basilico, Daena
descrivere in che ( vedi oltre
modo le piante, p.72) la rosa dei
ossia i corpi e gli cento petali. Si
spiriti, patiscano usava meditare
dapprima nelle questi fiori in
tenebre degli inferi, modo di
per poi ridestarsi e costellare
rinascere per effetto l’energia, dalla
dell'acqua di vita. A quale poi
quel punto esse sfavillava
l’angelo o la
risorgono come
potenza divina
fiori in primavera.
stessa nel
L'immagine del
campo visivo
LA VEGETAZIONE SS
interiore. In questo
modo la meditazione stc "mummie cereali"
di un fiore rendeva
sono visibili ancora oggi
possibile, per usare le
al Museo del Cairo, e
parole di Corbin,
mostrano come la
l'epifania di esseri
resurrezione venisse
divini dell'Aldilà, del
paragonata al
mondo archetipico.
germogliare del chicco
1 Anche presso gli
di grano o del fiore.
Egizi l'idea della resurrezione
Questa usanza permette
era associata
di chiarire una frase
all'immagine del
oscura del nostro testo,
mondo vegetale e
in cui si dice che "il
anche per loro i
frumento li circonda [le
fiori erano una
piante o i minerali] per
metafora del
proteggerli". Le piante-
corpo che
minerali corrispondono
risorge. Gli Egizi
qui al cadavere, avvolto
nascondevano
dai chicchi di frumento
addirittura
nascosti nelle bende di
chicchi di grano
lino.
e semi di fiori
Come dice il
nelle bende delle
Cornano, nella
mummie o in un
resurrezione le piante
recipiente
"fioriscono". I fiori sono
accanto al
una diffusa immagine
cadavere, e li
archetipica dell'esistenza
innaffiavano di
post-mortale, ossia del
acqua. Quando
corpo che risorge. Nelle
germogliavano,
cosiddette Ore di guar-
era un segno che
dia dei misteri di
la resurrezione
Osiride,11 avviene nella
era compiuta.
quarta ora del giorno la
Que-
cosiddetta resurrezione
vegetale (e subito dopo
quella animale, da
intendere probabilmente
come un rito di rinascita
in cui si rinnovava il ka
del defunto). Nella sesta
ora si dice quindi che la dea e reagì con un sorriso
celeste Nut accoglie il morto e d'intesa.16 Il fiore
lo fa rinascere come proprio corrisponde
figlio.12 La "resurrezione all'illuminazione. Nella
vegetale" è dunque il primo Dottrina della terra
stadio verso la rinascita. A pura, il fiore (il loto
quel punto il morto dice: 13 "Io bianco) è il simbolo di
sono il puro fiore di loto colui che, per quanto
scaturito dallo splendore di irretito nella colpa e
luce che è sul naso di Ra (...) nell'inganno di questa
Io sono il puro fiore scaturito vita, "vive in Dio", nella
dal campo"; oppure dice a luce e nella vita eterna di
Osiride:14 "Sono la radice di Amidha Buddha. Nel
Naref, la pianta Neheheh testo taoista cinese //
dell'orizzonte occidentale (...) segreto del fiore d'oro,11
O Osiride risanami, come tu quest'ultimo viene
stesso ti risani." O ancora: 15 descritto come un
"Ho preso il volo nei tempi "nuovo essere" che si
primordiali, sono nato come svolge nel silenzio,
Chepri [scarabeo], sono attraverso la me-
cresciuto come pianta." ditazione, dalle oscure
Anche nell'Estremo profondità interiori. È
Oriente il "fiore d'oro", quella che Jung chiama
simbolo del Sé, è esperienza del Sé. Ed è
un'immagine familiare insieme un'esperienza
dell'eterno nell'uomo. Si dell'immortalità che ha
racconta che Buddha tenne un inizio già in questa
giorno una predica senza vita:18 "Il corpo
parole, mostrando ai suoi assomiglia alle radici di
discepoli un fiore giallo (o, un fiore di loto, lo spirito
secondo altre versioni, un è la sua fioritura. Le
bianco fiore di loto). Soltanto radici restano nel
il suo discepolo Kasapa capì,
C ERZO protende verso il cielo." II
H
fiore d'oro significa un
' Fan
I legame con la "continuità
go
T creativa",19 e l'immortalità
O ma
dipende dalla
L il
cristallizzazione di un
O fior
corpo eterno, il corpo-
e si
T dharma.20
Ancora oggi in Nepal al p delle anime, ma il motivo
momento della cremazione o archetipico del fiore ricorre
si usa spargere sul catafalco s con molta frequenza anche in
grani di riso o fiori. Durante s Occidente. Ad esempio, la
le feste dei morti vengono e fiaba zingara del Vampiro
tese sul fiume sacro d racconta di una bella fanciulla
ghirlande di fiori (gialli!) di i innocente che viene perse-
piante del genere Tagetes, a guitata da un diavolo in forma
per offrire ai morti un ponte m di vampiro e quindi uccisa
verso l'Aldilà. Un ruolo o dopo inutili tentativi di fuga. 23
particolare spetta a un fiore Sulla sua tomba, all'altezza
detto tulasi, di cui viene t della testa, spunta allora un
offerto un infuso al r fiore, "luminoso come un
moribondo, mentre i petali a cero". Il figlio del re vi passa
del fiore gli vengono messi d di fianco a cavallo, coglie il
sulla lingua. Quando muore i fiore e lo mette nella propria
un membro della casta dei z camera. Durante la notte la
guerrieri, si usa mettergli i fanciulla esce dal fiore e
dinanzi un mazzo di tulasi, e o dorme col figlio del re senza
posare pezzi di radice sulla n svegliarlo, per poi ritornare
lingua, le orecchie, gli occhi i fiore con la luce del giorno. Il
e la testa. Lo si spruzza c figlio del re rimane spossato
quindi con acqua del Gange o dalla sua avventura notturna e i
pronunciando tre volte ad s genitori scoprono il segreto.
alta voce il nome tulasi: a ì Afferrano la fanciulla, il figlio
questo punto la sua anima r si desta e può finalmente
può finalmente salire in i congiungersi da sveglio con
cielo. Anche dopo la morte c l'amata. Questa dà alla luce un
le anime possono far visita a c bambino d'oro, che tiene in
chi è rimasto in vita h mano due mele. Ma dopo qual-
scendendo sopra un fiore di e che tempo arriva il vampiro e
tulasi sull'altare domestico.21 uccide il bambino. La ragazza
Ancora oggi, in s gli scaglia una terribile
Guatemala, il fiore di u maledizione che ha l'effetto di
Tagetes giallo-arancio è l farlo morire all'istante, poi gli
usato dagli Indi come f strappa il cuore dal petto e con
simbolo del giorno che i esso risveglia il suo bambino e
commemora i defunti. Il
o lo riporta alla vita.
suo significato è: sole, luce
r
e vita.22
e
Noi occidentali non
L istica orientale, simbolo di 5T
A una perfetta intangibilità
interiore e di una vita che
V sopravvive alla morte. Il
E bambino d'oro che esso
G
E genera è, come il fiore
T stesso, un'immagine del Sé,
A ma più attiva, più vicina
Z all'uomo e quindi più
I
esposta al demone. Soltanto
O
N il coraggio dell'eroina riesce
E infine a sconfiggere il
principio distruttivo.
I Il motivo della
l sopravvivenza come fiore
sulla tomba è diffuso anche
f in Europa. Si narra che nel
i 1430 volessero costruire la
o casa di un cappellano a
r Hiltisrieden, quando dal
e terreno spuntò un giglio che
cresceva dal cuore di un
è uomo sepolto lì sotto. Più
tardi si raccontò la stessa
q storia vicino al luogo in cui
u era sepolto il duca
i Leopoldo, e si disse che il
, giglio era cresciuto dal suo
cuore. Niccolò della Fliie, il
c santo svizzero, ebbe una
o volta una visione: mentre
m pregava con fervore vide
e spuntare dalla sua bocca un
bianco giglio dal
n meraviglioso profumo, che
e crebbe fino a toccare il
l cielo; poi rivolse il pensiero
l alle sue bestie, e il suo
a cavallo preferito divorò il
giglio. Qui evidentemente il
m giglio è una manifestazione
del subtle body, un'immagine m rapporto con la crescita
dell'anima candida di o delle piante, e in particolare
Niccolò, tesa verso il cielo. r del mais, e contribuivano
Il fiore è dunque t anche alla rinascita delle
un'immagine dell'anima i piante."26 Non tutti i Maya
liberata dal corpo materiale, (come gli Atzechi, vedi p.
e perciò anche, nello stesso a 29) prendevano parte a
tempo, un'immagine della v questo cammino iniziatico:
sopravvivenza dell'anima e alcuni sparivano in una
dopo la morte.24 v regione oscura detta Mictlan
Anche tra i Maya a e non facevano più ritorno,
dell'America centrale la n mentre i guerrieri caduti in
crescita della vegetazione era o battaglia e le donne morte di
associata strettamente al parto salivano alle regioni
culto dei morti. Poiché u celesti e accompagnavano il
l'interpretazione della n sole nel suo cammino fino
scrittura maya è ancora o alla sera, per poi tornare
molto incerta, devo limitarmi sulla terra sotto forma di
a mettere in luce solo alcuni s farfalle e di colibrì. Dopo il
aspetti più generali.25 Sembra t decesso, il morto si trova
che i Maya possedessero un r dapprima in uno stato di
rituale con cui e confusione, poi con l’aiuto
accompagnavano nell'Aldilà t di un sacerdote si risveglia e
l'anima del defunto fino alla t ritorna attivo, abbandona il
sua rinascita. "Le anime dei o proprio
,.v CAPITOLO TERZObecco la scritta
"semenza di vita", aiuta
corpo mortale e diventa l'anima nella sua
tutto "occhio" o "anima", rinascita.29 Paul Arnold,
e si cerca infine una che pubblicò il Libro
donna incinta per dei morti maya,
ritornare alla vita nel suo sottolinea la stretta
bambino.27 parentela fra questa
L'ideogramma per questo concezione e l'antico
processo di pensiero cinese.
rigenerazione è un vaso Nei tempi più antichi
pieno di cenere (!) o un i Cinesi seppellivano
ossicino da cui spuntano probabilmente i loro
due o tre piccole foglie.28 morti nella casa, dove
Un uccello chiamato erano conservate le
Moan, che porta sul sementi per la prossima
semina. In origine — mimavano gli spiriti dei
scrive Marcel Granet defunti spostandosi da un
(1934, p. 265) — si rite- paese all'altro e si andava
neva che i morti in pellegrinaggio alle
sopravvivessero in tombe per riassettarle. 30
qualche modo nella falda Un'altra usanza era un
acquifera sotto la casa, banchetto solenne a cui si
vicino a quelle Sorgenti invitavano gli spiriti degli
Gialle che erano la loro antenati.31 Venivano poi la
meta finale, il Paese dei purificazione dei campi,
Morti; di qui essi l'aratura e la prima
ritornavano sulla terra. semina.32 Era anche la
Granet (1934, p. 160) ci stagione dei matrimoni,
informa che "le Sorgenti intesi anch'essi come
Gialle, Paese dei Morti, semina di una nuova vita.
costituivano un serbatoio I Cinesi ritenevano che gli
di vita. I Cinesi avi ritornassero alla vita
affermavano che, rifugiato nei loro discendenti, non
alle Sorgenti Gialle, nei in persona, ma nella loro
bassifondi (il Basso è 'ym') essenza più intima, che era
del Settentrione ('yin'), poi quella della famiglia.33
lo yang passava Si stabilisce così
l'inverno ('yin') un'analogia mistica tra i
imprigionato ed avvolto morti, che scendono nella
dallo yin (Acqua). Là terra per il riposo
recuperava pienamente la
invernale, e le sementi,
sua potenza,
che riposano nell'angolo
apprestandosi ad
settentrionale della
uscirne". Nella polarità
dispensa per rinascere in
yin-yang (vedi anche
primavera a nuova vita.
sopra p. 29), lo yang
Anche nel bacino del Me-
ritornava a crescere col
diterraneo, e specialmente
solstizio d'inverno.
nella tarda età micenea, i
Più tardi i morti morti venivano seppelliti
venivano seppelliti in spesso nei cosiddetti
cimiteri al nord delle città: pithoi, grossi vasi d'argilla
il nord era associato al in cui si
silenzio invernale e al
giorno dei morti, al periodo
in cui attori girovaghi
mascherati da animali
LA VEGETAZIONE propria vita dalla 59
"morta" materia
conservavano abitualmente inorganica: luce, aria,
le sementi. Come i semi, terra e acqua. Essa è
sparsi in primavera, si perciò particolarmente
risvegliano a nuova vita, adatta a simboleggiare il
così anche i morti prodigio di una nuova vita
rinasceranno a nuova vita che scaturisce da una
nell'Aldilà.34 "morta" sostanza
Nella letteratura materiale. Ora, anche il
sull'argomento si legge di cadavere è fatto di materia
continuo che gli "dei della inorganica, e si può quindi
vegetazione" sarebbero sperare, per analogia con
legati al simbolismo della la vegetazione, che anche
resurrezione, nel senso che da esso nascerà una
i vari Osiride, Attis, "forma" vivente.
Tammuz e così via hanno il A differenza
significato di morte e dell'albero, dell'erba e del
rinascita dei vegetali. Da un prato fiorito, il fiore ha
punto di vista psicologico anche un significato suo
questo non è esatto. Le particolare. I fiori sono
civiltà contadine avevano raffigurati perlopiù in
una tale familiarità col forma di mandala (come
mondo vegetale che esso il "fiore d'oro" del
non presentava ai loro occhi Buddha) e fungono perciò
alcun mistero e non aveva da simboli del Sé: il
in sé nulla di divino; nel mitologema del fiore
culto dei morti la alluderebbe dunque al
vegetazione era piuttosto il fatto che il Sé possiede o
simbolo di uno psichismo si costruisce un corpo
sconosciuto, ed era nuovo in forma di
intrecciata, come tutti i mandala, estraendo a tale
simboli archetipici, a molte scopo 1'"essenza vitale"
altre immagini mitiche. La del corpo morto.
vegetazione raffigurava il Anche la nostra usanza
mistero psichico della di offrire fiori e corone
morte e della resurrezione. durante i funerali non solo
Bisogna tenere presente, a è simbolo della nostra
questo punto, che la partecipazione emotiva,
vegetazione è caratterizzata ma è anche un'inconscia
in realtà dal fatto di trarre la magia di resurrezione, un
simbolo del ritorno del morta all'improvviso
morto alla vita; non per all'età di cinquantaquattro
nulla le corone hanno anni. L'immaginazione
forma di mandala. attiva è, com'è noto, una
Quanto sia tenace questo forma di meditazione
simbolo di un "corpo" scoperta da Jung, nel
postmortale, inteso come corso della quale
dimora stabile dell'anima, l'individuo intrattiene un
lo appresi con dolore dal- dialogo interiore con
l'"immaginazione attiva" di figure di
una mia paziente ed amica,

fantasia. L'interlocutore Orso — Ti darò un po'


immaginario di questa del mio calore
donna era uno spirito in animale. (L'orso mi
forma di orso, che abbraccia con
possiamo rappresentarci cautela e continua a
come una sorta di guru scaldarmi
interiore. Ecco il testo del lentamente.)
dialogo immaginario Io — Non potremmo
trascritto dalla donna un andare già adesso per
mese prima della sua un po' in questa
morte: patria meravigliosa?
Orso — È pericoloso.
Io — Oh, mio grande Io — Perché?
orso, sento molto Orso — Perché non si è
freddo. Quando
sicuri di poter ritornare.
arriveremo a casa?
Io — Ma non siamo già
Orso — Solo quando
stati più volte...
morrai vi arriverai per
davanti al fiore
sempre.
meraviglioso? [Fiore
Io — Non potremmo
= patria; la donna si
andarci subito?
riferisce qui a un
Orso — No, prima devi
sogno precedente.]
ultimare i tuoi doveri.
Orso — Sì, ma non è
Io — Ma io non posso,
come entrare in lui.
ho troppo freddo.
Io — Eppure non posso
vivere senza questo così bene? Orso —
centro. Il centro do- Perché all'interno del
vrebbe essere sempre muro non ci sono demoni.
con me... Vorrei Io — Sono molto felice di
essere sempre non essere qui, nella nostra
fuori, ma dentro di patria, nel centro.
esso. Fuori è tutto Il fiore irraggia una
senza senso, si è meravigliosa luce
esposti al caso. salutifera. Non sono
Sei giorni più tardi. den-
Vedo il fiore
risplendere
meravigliosamente
nel buio della foresta.
È cresciuto, ha messo
radici, ma rimane in
eterno. E diventato,
non ha tempo... La
sua corolla è formata
da otto petali
luccicanti, quattro
d'oro e quattro
d'argento, disposti in
forma simmetrica.
Esso si trova al centro
di un'area circondata
da un muro alto e
spesso, con quattro
porte chiuse. Il mio
accompagnatore,
l'orso, ha quattro
chiavi d'oro. Apre una
delle porte, ed
entriamo, poi chiude
la porta dietro di noi.
Appena mi trovo
all'interno del muro,
provo una sensazione
di benessere:
— Perché mi sento
tro il fiore, ma gli tardi. Vado verso il
sono accanto, protetta muro. L'orso che mi
da luì, nel suo dolce accompagna mi apre
calore. Esso è una delle quattro
l'ordine, il centro: qui porte ed entriamo...
non c'è scissione o Appena ci troviamo
incompiutezza. all'interno della
(Alcuni giorni più muraglia l'orso
tardi. Qui presso il assume forma umana:
fiore mi sento al porta un mantello
sicuro dal freddo e dorato, lo guardo il
dal caldo eccessivi, fiore, e mentre lo
domando:) Perché il medito divento io
muro è così spesso? stessa il fiore, alto e
Orso — Per proteggerci ben radicato nel
da Dio. terreno, lucente e
Io — Chi lo ha costruito? intemporale. Assumo
Orso — Dio. la forma dell'eternità.
Così sono perfetta-
Io — Chi ha fatto
mente guarita... Come
crescere il fiore?
fiore, come centro,
Orso — Dio, per
nessuno può farmi
proteggerti da lui.
nulla. Sono protetta.
Io — Oh Dio terribile,
Per la maggior parte
spaventoso, benevolo,
del tempo dovrò assu-
soccorrevole!
mere di nuovo la mia
Una settimana più forma umana, ma
tardi. Il mistero del avrò sempre ancora la
fiore è in me. lo sono possibilità di
il fiore e il fiore è me: diventare fiore di
è entrato in me ed è tanto in tanto. Ne
diventato un uomo... sono molto lieta,
io sono questa corolla perché fino a poco fa
luminosa da cui non sapevo che ciò
sgorga una sorgente... fosse possibile.
sono davvero io?... se Conoscevo il fiore
mi avvicino al fiore, solo come oggetto,
so che mi avvicino a ora so che anch'io
me stessa. posso diventare fiore.
Due settimane più
A questo punto il testo vita postmortale. Ma ciò
s'interrompe per la morte non significa che il corpo
improvvisa della donna, risorto debba avere
dovuta a embolia realmente questo aspetto
polmonare. È come se la e queste caratteristiche.
donna avesse voluto 11 fiore va inteso come
entrare nel fiore una volta simbolo di una forma di
per sempre. Qui il fiore è esi-
un simbolo evidente della
t>2 CAPITOLO TERZO

stenza in sé non propria identità anche fra


rappresentabile e non milioni di stelle. Ma con
concepibile questo motivo siamo in
razionalmente. Nella anticipo sul nostro testo
prospettiva junghiana la guida, il Cornano, a cui
struttura a mandala del torneremo nel prossimo
fiore rimanda al Sé, alla capitolo.
totalità interiore
dell'anima. Il fiore ha
insomma la natura di una
totalità interiore
accresciuta, in cui l'anima
per così dire si ritira al
momento della morte. In
un passo
dell'immaginazione attiva
che non ho riportato, la
donna chiama il fiore col
nome di "stella": altro
simbolo ben noto del
corpo risorto. Nell'antico
Egitto l'anima ba,
immortale (che è una delle
forme in cui il morto
sopravvive), veniva
raffigurata come un
uccello o come una stella.
La stella simboleggia
l'unicità eterna del
defunto, che conserva la
CAPITOLO 4 Il ritorno alla vita delle
"piante" ( = minerali)
Le prime nozze di morte
attraverso l'acqua coincide
con le cosiddette "nozze"
alchemiche. Ecco come
prosegue il Comario-.1

"io (...) Io dico a


voi, che siete
benevolenti: quando
raccogliete le piante
e gli elementi e i
minerali [le pietre]
al loro posto, essi
sembrano molto
belli, ma in realtà
non sono belli, se li
sottoponete alla
prova del fuoco. Ma
quando hanno
assorbito la gloria
del fuoco e il colore
lucente, li vedrai
crescere rispetto alla
gloria prima na-
scosta, giacché la
loro bellezza e la
loro natura fluida si
è trasformata in
qualcosa di divino.
Poiché essi [gli
adepti] le nutrono
[le piante] nel fuoco,
così come
l'embrione viene
nutrito nell'utero e
cresce rapidamente.
Quando poi si
avvicina il mese
giusto, nulla gli
impedisce
[all'embrione] di
uscire. Così procede
anche quest'arte
sacra [l'alchimia]. I
flutti e le onde di
continuo scroscianti
tormentano i corpi
nell'Ade e nella
tomba in cui
giacciono. Ma
quando la tomba
viene aperta, essi
salgono dall'Ade
come il bambino dal
grembo materno. E
quando gli adepti
vedono questa
bellezza, come una
madre guarda con
amore il suo
bambino, essi
cercano in che modo
nutrire il bambino [il
cadavere] mediante
quest'arte, e cioè con
acqua anziché latte.
Perché l'arte imita la
nascita del bambino,
essendo formata
essa stessa come un
bambino, e quando
essa è compiuta,
ecco il sigillo del
mistero.
II. Ora vi farò
sapere con chiarezza
dove sono gli
elementi e le piante.
Incomincerò con una
similitudine
[ainigma, significa
anche "enigma"]:
sali nel luogo più
alto sulla montagna
coperta di foreste
C 6
A
e vi troverai una pietra, 12. Guardate, o saggi,
prendi da essa l'elemento e comprendete: ecco il
maschile (arseni-kon) e compimento dell'arte
sbiancalo nel modo divino mediante la conciliazione
[presumibilmente con e l'unione dello sposo e
hydor theion, l'acqua della sposa. Osserva le
divina]. E a metà del piante e le loro differenze.
cammino guarda sotto Io vi dico: guardate, e
l'elemento maschile e vi comprendete che le
troverai la sua compagna, nuvole salgono dal mare,
in cui esso diventa una e portano le acque bene-
cosa sola e in cui si dette con le quali irrigano
rallegra. La natura si la terra, e da questa
rallegra della natura e spuntano germogli e fiori.
senza questo non diventa Così anche la nostra
una. Scendi poi al mare nuvola, che sale dal
d'Egitto, e prendi dalla nostro elemento, porta le
sabbia, dalla sorgente, il acque divine e nutre le
cosiddetto nitro. Uniscili piante e gli elementi e non
l'uno all'altro ed esso ha bisogno di ciò che
produrrà allora la bellezza viene da altre terre.
che colora ogni cosa, e 13. Ed ecco, o fratelli,
senza questo non saranno il mistero paradossale,
una cosa sola. Perché la l'ignoto, la verità vi sono
sua misura [del maschile] rivelati. Guardate e
è la sua compagna. Vedi, abbeverate le vostre terre,
la natura compensa la e guardate come nutrire i
natura, e se tu metti ogni vostri germogli in modo
cosa in equilibrio, le da poterne raccogliere il
nature vinceranno le frutto più bello. Ascolta
nature e si rallegreranno ora, e comprendi, e
l'una dell'altra. soppesa quanto ti dico.
Prendi dei quattro proiettatela sul corpo
elementi quello superiore, dell'argento: ne ricaverete
maschile, e quello in- un oro come neanche i re
feriore, di un bianco possiedono nelle loro
lucente e rossastro, stanze del tesoro."
maschile e femminile di
uguale peso, per Segue, nel testo, la
congiungerli. Come infatti descrizione della
l'uccello scalda, covan- resurrezione vera e
dole, le sue uova e le propria. Ci sono però
alcuni motivi che
porta a compimento, così
meritano un esame più
anche voi scaldatele e
approfondito: così ad
scioglietele (leiosi) e
esempio l'unione del
portatele alla luce,
superiore e dell'inferiore
nutrendole al sole e in
viene descritta nei
luoghi ardenti con acque
termini, nuovi, di "sposo"
divine, cuocetele a fuoco e di "sposa". Nel nostro
lento con latte di vergine testo il motivo è appena
e osservando il fumo [il accennato, ma acquisterà
fumo è in alchimia un un'importanza sempre
simbolo della sostanza maggiore nei testi
'sublimata']. Chiudetele alchimistici successivi.
nell'Ade e riportatele Esso rappresenta l'unione
fuori, nutritele con croco degli opposti psichici
cilicio al sole e in luoghi descritta da Jung in
ardenti, cuocetele a fuoco Mysterium coniunctionis
lento con latte di vergine (1955-56): sono le nozze
e guardatene il fumo, sacre (hierosgamos) che,
chiudetele nell'Ade e anche come "nozze di
muovetele con cautela morte", sono un motivo
finché la loro prepara/ione archetipico
sia più solida e non universalmente diffuso.
sfuggano più al fuoco. Poi Trovandosi in pericolo
tiratele fuori, e quando l'a- di vita, lo stesso Jung
nima (psyche) e lo spirito (1961, p. 349) fece una
(pneuma) sono diventati volta l'esperienza dello
una cosa sola hierosgamos. Dopo aver
superato tre embolie
cardiache e polmonari si
trovava sempre sospeso
tra la vita e la morte: vecchia Ebrea, più
vecchia di quel che non
"Di giorno ero per lo fosse in realtà, e che mi
più depresso. Mi sentivo stesse preparando dei
debole e avvilito (...) piatti rituali, kasher.
Verso sera mi Quando la guardavo,
addormentavo e il sonno sembrava che la sua testa
durava fino a mezzanotte fosse circonfusa da un
circa. Poi tornavo in me e alone azzurro. Io stesso,
stavo sveglio per quasi così mi pareva, ero nel
un'ora, ma in una Pardes rimmonim, il giar-
condizione d'animo dino dei melograni [titolo
decisamente mutata. Era di un trattato cabalistico
come se fossi in estasi, o cinquecentesco di Mosè
in uno stato di estrema Cordovero], e avevano
beatitudine. Mi sentivo luogo le nozze di Tipheret
come sospeso nello e Malchuth [principio
spazio, come se stessi al femminile e maschile
sicuro nel grembo all'interno della divinità].
dell'universo, in un vuoto Oppure ero come il Rabbi
smisurato ma colmo di un Simon ben Jochai, del
intenso sentimento di quale si stavano
felicità (...) Ogni cosa celebrando le nozze nella
intorno a me sembrava vita ultraterrena. Erano le
incantata. A quell'ora nozze mistiche, così come
della notte l'infermiera mi appaiono nelle
portava del cibo che aveva rappresentazioni della
riscaldato, poiché solo tradizione cabalistica (...)
allora potevo prendere Non so esattamente che
qualcosa (...) Per un po' parte vi avessi. Alla fine
mi parve che fosse una era me
C 6
A
stesso: io ero lo Gerusalemme parata a
sposalizio! E la mia festa (...) Erano ineffabili
beatitudine era una momenti di gioia (...)
beatitudine nuziale.
Anche questa immagine
Un po' per volta il svaniva, e se ne
giardino svaniva, e la mia presentava un'altra,
visione mutava. Se- l'ultima visione. Risalivo
guivano le 'nozze un'ampia vallata, fin
dell'Agnello', in
dove essa finiva e aggiunge: "Durante la
cominciava una serie di malattia, c'era qualcosa
dolci colline. L'estremità che mi sosteneva. I miei
della valle era costituita piedi non erano sospesi
da un anfiteatro classico, in aria e io avevo la
splendidamente disposto prova di aver raggiunto
nel verde scenario. Là, in un terreno stabile.
quel teatro, si celebrava Qualsiasi cosa si faccia,
lo hierosgamos. se avviene con onestà
Venivano sulla scena d’intenti, diventa alla
danzatori e danzatrici, e fine un ponte verso la
su un talamo coperto di propria compiutezza, un
fiori il Padre Zeus ed ottimo traghetto che ci
Hera consumavano le trasporta nell’oscurità del
nozze mistiche, così seconda nascita, che vista
com'è descritto dell’esterno appare come
nell'Iliade. morte.”
Tutte queste San Tommaso
esperienze erano d'Aquino morì in uno
meravigliose. Vagavo stato simile all'estasi,
una notte dopo l'altra in mentre cercava di
uno stato di purissima spiegare ai monaci di
beatitudine, 'circondato Santa Maria di
da immagini di tutta la Fossanova il Cantico dei
creazione'. Poi Cantici: la più bella
gradualmente i vari versione dello
motivi si mescolavano e hierosgamos che si
impallidivano. Di solito conosca nella tradizione
le visioni duravano per occidentale. Pare anzi
circa un'ora; poi mi che sia spirato alle prime
addormentavo di nuovo. luci dell'alba
Avvicinandosi la mattina, pronunciando le parole:
pensavo: ora ricomincia "Venite, filii, egrediminì
ancora il grigio mattino." in hortum" (Venite, figli
miei, entriamo nel
Il ritorno alla vita giardino).2 Il trattato al-
quotidiana fu difficile e chimistico Aurora
deprimente. Jung (1982, consurgens risale
p. 61) descrive la stessa probabilmente a questa
esperienza anche in una esegesi del Cantico fatta
lettera, dove però da san Tommaso. In esso
la sposa dice:1 dall'amore? [Rom. 8.35-
39]. Nessuno, nessuno
"Io porgo la bocca al mai, perché il nostro
mio amato ed egli mi amore è forte come la
bacia [(.'antico 1.2]. Io e morte [Cantico 8.6]."
lui siamo una cosa sola
[Giov. 10.30]. Chi potrà Lo sposo risponde:
mai separarci
"O mia amata, o mia
amatissima sposa, dolce
suonò la tua voce alle mie
orecchie [Cantico 2.14]. Il
tuo profumo supera quello
degli unguenti più
preziosi [4.10]. Com'è
bello il tuo aspetto [4.1], i
tuoi seni sono più amabili
del vino [4.10], tu mia
sorella, mia sposa, i tuoi
occhi sono come le vasche
di Hesbon [7.4], i tuoi
capelli sono come oro e le
tue guance come avorio, il
tuo grembo è come una
brocca di latte sempre
colma [7.2], i tuoi abiti
sono più puri della neve,
più bianchi del latte e più
rossi dell'avorio
stagionato [4.7], e la tua
figura è in tutto bella e
desiderabile. Venite, figlie
di Gerusalemme, guardate
e annunciate ciò che avete
visto; ditemi, che cosa
faremo per la nostra
sorella, che è così piccola
e non ha ancora seni
sviluppati il giorno del
fidanzamento? [8.8] alla nostra corona, prima i
Dispiegherò le mie forze gigli, e poi le rose, prima
su di lei e coglierò i suoi che marciscano (...)
frutti, e i suoi seni lasceremo ovunque segni
diventeranno come della nostra allegrezza,
grappoli d'uva [7.8]. Vieni, perché questa è la nostra
o mia amata, usciamo per sorte [Sapienza 2.7-9]:
la tua campagna, sostiamo vivere nell'unità
nelle cascine. Leviamoci dell'amore e annunciare in
di buon mattino per andare tripudio: vedi come è
alla vigna [7.11-12] poiché bello e amabile dimorare
la notte è trascorsa e il in due in uno solo [Salmi
giorno si avvicina [Rom. 133.1]."
13.12]; e guarderemo se la
tua vigna è fiorita, se i tuoi Gli alchimisti hanno
fiori hanno dato frutto; e lì inteso questo testo come
darai il tuo seno alla mia una descrizione del loro
bocca. Io ho serbato per te Opus, ma possiamo
tutti i frutti, vecchi e nuovi intenderlo in ogni caso
[Cantico 7.12-13]; come un'allegoria
godiamone dunque, dell'individuazione
gustiamo queste cose compiuta: unificazione
buone, senza indugio, fin- definitiva degli opposti
ché siamo giovani. psichici, liberazione da
Empiamoci di vino ogni aderenza all'Io e
prezioso e di profumi, e ingresso estatico in uno
non manchi alcun fiore stato di pienezza divina.
6 C 6
8 9
Non solo in queste matrimoniale e che nel
esperienze estatiche in sogno aveva dato il suo
prossimità della morte, assenso, senza però
ma anche nei sogni che sapere chi era la persona
alludono alla vicinanza con cui si fidanzava. Poi
della morte ricorre si era svegliata ma non
spesso il motivo nuziale. era riuscita a com-
Un'anziana infermiera in prendere il significato
pensione mi scrisse che del sogno.
aveva sognato di Addormentatasi
ricevere un annuncio nuovamente, aveva
quindi sognato "di nascosto un messaggio,
indossare un bianco se solo potessi
abito funebre e di tenere penetrarne il mistero.
in mano una rosa rossa.
Andava incontro a lui, Edinger paragona a
allo sposo, col cuore ragione questa figura
pieno di impazienza e di dell'Anima alla figura
gioia". Svegliandosi biblica della Sophia, che
aveva compreso che lo porta in sé la somma
sposo doveva essere delle immagini
Gesù Cristo, e che il archetipiche eterne, la
sogno voleva prepararla Sapienza attraverso la
alla morte ormai vicina. quale, secondo la
Edward Edinger concezione medioevale,
(1972, p. 217) riferisce Dio diventa cosciente di
questo sogno di un se stesso. Si tratta di una
uomo condannato da un potenza cosmica
male incurabile, lo spirituale che si accosta
stesso che aveva sognato qui al sognatore come
l'uomo-erba (p. 47): messaggera di morte.
Anni fa venne da me
È buio, ma nel buio si un medico generico
vede una strana luce, cinquantaduenne, spo-
difficile da descrìvere, sato; fisicamente e
come se l'oscurità fosse psichicamente sano, gli
per così dire era però venuta a noia la
incandescente. In essa si sua professione, e
trova una bella donna pensava di dedicarsi alla
dai riflessi dorati, con lo psicoterapia. Il suo
sguardo di Monna Lisa. sogno iniziale mostrò
Mi accorgo poi che tuttavia un orientamento
quella luce proviene da assai diverso. (Al sogno
un gioiello appeso al iniziale, cioè al primo
collo della donna: è un sogno dell'analisi, siamo
monile molto delicato, soliti attribuire un
formato da piccoli particolare significato,
turchesi incastonati in perché molto spesso
un oro rossastro, ha prefigura il corso del-
cosa per me è molto l'intera analisi). Ecco il
importante, come se in sogno:
queir immagine fosse
Camminavo con altre riprese a fare sogni
persone in un corteo "normali", e l'analisi si
funebre. Il morto era un avviò normalmente. Dopo
uomo a me sconosciuto, un anno il mio paziente
del tutto indifferente. Il tornò in patria per motivi
corteo si fermò su una finanziari, con
piazza quadrata della l'intenzione però di
città, coperta di erba: sul riprendere presto l'analisi
prato era eretta una didattica.
catasta. I portatori vi Improvvisamente mi
posarono sopra la cassa giunse la notizia della sua
e vi diedero fuoco, lo morte: aveva preso
guardavo la scena senza un'influenza che si era poi
alcuna partecipazione rapidamente aggravata,
emotiva, ma quando le ed era morto per un
fiamme incominciarono a collasso cardiaco
guizzare verso l'alto, a sull'ambulanza che
un tratto il coperchio doveva portarlo in
della cassa si aprì e ne ospedale. Ma che cosa
uscì fuori una donna significano i particolari
nuda, bellissima, che si del sogno? Anzitutto c'è
mise a correre con le la sepoltura di uno
braccia aperte verso di sconosciuto, che potrebbe
me. Spalancai le braccia raffigurare l'aspetto
e mi svegliai provando terreno e corporeo del
una sensazione di sognatore, aspetto che,
indescrivibile nella morte, gli diventa
beatitudine. estraneo, indifferente,
come il "vecchio Adamo"
Questo sogno iniziale di cui ormai si è
mi spaventò molto. Avevo spogliato. Esso
la sensazione che volesse corrisponde al cavallo in
preparare quell'uomo decomposizione nel
all'avvicinarsi della morte, sogno citato a pagina 43.
benché fosse ancora Il prato quadrato
giovane e robusto. Ma raffigura, secondo la
soprattutto mi sembrava prospettiva junghiana, un
inquietante quella mandala, un'immagine
sensazione di "beatitudine del Sé, della personalità
incomparabile". Dopo compiuta. Cresce
questo sogno il medico dell'erba, allusione alla
vegetazione come un prato verde a forma di
simbolo della rinascita. mandala. Dalla cassa
Quanto al motivo della esce, inaspettatamente,
cassa da morto deposta non il morto, ma una
sul fuoco, potremo bella donna nuda. Ella
commentarlo solo più rappresenta l'Anima del
tardi: esso ha a che fare sognatore (la sua anima
con lo sfondo psichico femminile inconscia), che
dell'usanza della crema- si libera dal cadavere
zione, descritta però non dell'uomo cremato per
come avviene negli effetto del fuoco. È
odierni crematori, ma su
i C 7
o '
quella che gli alchimisti maschile inconscia)
avrebbero chiamato tende dapprima a
extractìo animae, e che coinvolgere l'uomo (o la
si trova descritta anche donna) nella vita, mentre
nel Cornano. Sottoposta verso la fine della vita
all'azione del fuoco, stessa, ormai integrata,
l'anima abbandona il diventa una mediatrice
cadavere oscuro e con l'Aldilà, ossia con i
maleodorante per salire contenuti dell'inconscio.
sotto forma di "nuvola" e A quel punto assume un
ritornare quindi nel aspetto spirituale-
corpo come la pioggia religioso e diventa la
sulla terra (non si tratta Sophia.
più del vecchio corpo, Ecco il primo sogno
ma di un nuovo corpo- (e il più significativo)
spirito). Questo ritorno compiuto da una giovane
coincide con le "nozze donna morta di cancro, i
sacre": nel Comario cui sogni furono raccolti
quelle di psyche e del da Jane Wheelwright
corpo, nel sogno quelle (1981, p. 28):
dell'anima e del
sognatore ormai libero Giunsi davanti a una
dalle proprie spoglie torre sumerica, alla cui
mortali. cima portavano grandi
Jung osserva che rampe a zigzag. Era in
l'Anima (o nelle donne pari tempo il California
l'Animus, la loro anima State College, che si
trova sopra l'Università impersonale della psiche,
della California del Sud. sia i valori dell'inconscio
Io dovevo salire sulla collettivo che l'evolu-
cima della torre, e la zione secolare dello
salita era un terribile spirito umano. Sulla
giudizio di Dio. Quando cima della zìqqurat la
raggiunsi la cima dea (incarnata in una
guardai in basso e vidi sacerdotessa) era solita
in tutta la città edifìci celebrare le sue "nozze
sparsi di epoca
sumerica, romana,
gotica e indiana antica.
Davanti a me c'era un
grande libro aperto,
elegante e bene
illustrato, che riportava
particolari architettonici
di quegli edifìci, i loro
fregi e sculture. A questo
punto mi svegliai
terrorizzata dall'altezza
della torre.

Secondo
l'interpretazione data
dalla Wheelwright, le
zìqqurat sumeriche erano
considerate il centro del
mondo, o anche l'asse
del mondo in cui si
congiungono Cielo e
Terra. Nel sogno questa
diventa un'immagine del
Sé. È evidente che la
sognatrice deve
raggiungere, prima di
morire, il grado di
coscienza più elevato
possibile, che le
permetta di dominare
con lo sguardo la storia
sacre" col figlio-amante: e
n
un'immagine della
d
riunificazione cosmica e
degli opposti. Già questo
primo sogno rivela c
h
dunque in forma allusiva
i
lo scopo ultimo a
dell'individuazione, r
ossia lo hierosgamos, a
benché questo sia
l
deducibile a
dall'immagine della
zìqqurat solo in forma l
u
indiretta.
n
In complesso, le a
testimonianze della ,
letteratura in cui è una
I
donna a celebrare le sue
nozze di morte con m
l'Animus — anziché un o
uomo con l'Anima — r
t
sono piuttosto rare, e ciò
i
dipende soprattutto dal
fatto che la letteratura è c
in prevalenza opera a
v
maschile. Nella tradi-
a
zione ricorre però anche l
il motivo della morte c
come Animus, reso a
n
celebre in particolare
o
dalla Leonora di
Gottfried August v
Bùrger: e
l
C o
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La morte come sposo .
ha un aspetto meno tetro
S
nel Lied schuber-tiano i
La morte e la fanciulla, i
dove la morte (in
tedesco der Tod è d
i
maschile) dice alla
ragazza spaventata: b
u
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m
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c
:
o
n
e
o i
n a
.
s
o Infine, esiste anche
n un tipo di fiaba in cui la
o
donna sposa direttamente
f la Morte personificata.
e Una fiaba zingara
r racconta ad esempio di
o
una giovane donna che
c
e vive sola, dopo la morte
! dei genitori, dei fratelli e
dei conoscenti.4 Un bel
D viandante viene da lei e
o
r le chiede ospitalità,
m dicendole che "in mille
i anni poteva dormire solo
una volta". Ella
d
s'innamora di lui, e il
o
l viandante resta un'intera
c settimana. Poi egli le
e appare in sogno e la
m fanciulla gli riferisce
e
n quanto ha sognato: "Eri
t freddo e pallido, e
e viaggiavamo su una bella
carrozza. Tu soffiavi in
f
r
un grande corno. Poi si
a avvicinavano a noi i
defunti e proseguivano il
l cammino con te, perché
e
tu eri il loro re e
m indossavi un bel
i mantello di volpe." Il
e viandante le risponde che
era un brutto sogno, ma
b
r che ora egli doveva
a andarsene perché da
c quando si era fermato
c non era morto più
nessuno. La giovane "Bene, io sono la Morte,
donna lo costringe allora e tu devi venire con me."
a rivelargli chi egli sia, e La giovane rabbrividisce
il viandante le risponde: dallo spavento e muore.
7^ CAPITOLO figlioccio non può più
QUARTO fare ritorno. Egli osserva
che alla partenza e al
In un racconto
ritorno la Morte dà a
bretone, La sposa della
Margherita tre schiaffi.
morte,5 una donna sola,
Alla sua richiesta di una
Margherita, già oltre la
spiegazione ella risponde
quarantina, sposa uno
che sono baci (!). Sembra
straniero sconosciuto
infatti che nell'Aldilà si
comparso all'improvviso.
verifichi un curioso
Egli la porta via con sé,
capovolgimento dei
lasciandole appena il
valori affettivi, in
tempo di salutare il suo
accordo con la diffusa
figlioccio e di
immagine del regno dei
raccomandargli di andare
morti come "mondo alla
una volta a trovarla. I due
rovescia", in cui gli
camminano per un tempo
uomini camminano sulla
lunghissimo verso
testa.
oriente, finche
Il motivo della morte
raggiungono una grande
come Animus, benché
muraglia, dove dovranno
qui non si celebrino
abitare: è il "castello del
nozze, appare anche
sole nascente".
nella Passio Perpetuae
Margherita riceve tutto
et Felicitatisi ove il "pa-
quello che può
store cosmico" o
desiderare, ma durante il
"maestro di scherma"
giorno deve aspettare da
offre a Perpetua, vicina a
sola il ritorno del marito.
morire, una comunione
Il seguito della storia
di latte e formaggio e, in
racconta le avventure del
un sogno successivo,
figlio adottivo, che va a
delle mele d'oro. Come
trovarla e accompagna la
si è detto, è però più
Morte nel suo misterioso
frequente, nella
cammino giornaliero
tradizione, il caso in cui
attraverso l'Aldilà. Ma il
è l'Anima a celebrare le
viaggio dura in realtà
nozze di morte con
cinquecento anni e il
l'uomo prescelto.
Il simbolismo delle PR
nozze di morte trova IM
forse la sua elaborazione E
più completa nell'antica NO
Persia e nella mistica ZZ
persiana medioevale.7 E
Ogni uomo che si è DI
incarnato sulla terra M
OR
possiede in cielo (spesso
TE
senza saperlo) un angelo, ;
7
la sua Daena, figlia della
Sophia cosmica {Spenta- ha guidato e consolato,
Ar malti). La Daena è il lei ora lo dirige". Essa è
suo "Io celeste", la sua anche 1'"immagine" che
imago anì-mae, lo egli voleva diventare:
specchio della sua gloria, vittoria e destino.
immagine terrena. Essa è Considerata nella sua
formata dalle sue buone globalità, è 1'"aspetto
azioni, che scaturiscono eterno" dell'uomo
dalla sua immaginazione mortale.8
attiva, cioè dai suoi Questo aspetto
buoni pensieri. Quando archetipico della morte-
l'uomo muore, essa lo Anima ricorre anche oggi
raggiunge sotto l'aspetto nei sogni e nelle visioni,
di una bella fanciulla sul dove appare, secondo i
ponte Cinvat e lo casi, come demone che
accompagna nell'Aldilà. strappa il moribondo alla
Essa è propriamente vita o come l'amata che
l'organo visionano lo conduce in un mondo
dell'anima, "la luce che migliore. Come esempio
dona la visione ed è a sua del primo tipo vorrei
volta vista", ed è in riportare il sogno di un
questo senso la religio uomo che sarebbe morto
del defunto. Essa si improvvisamente di lì a
rivela a lui come la sua tre settimane per un
"fede", nel senso che "è collasso cardiaco.
stata lei a ispirarlo e a lei Nonostante un
rispondeva, lei lo matrimonio assai infelice,
quest'uomo aveva cercato
per tutta la vita di tenerlo
in piedi, in ossequio ai
suoi princìpi cristiani. esseri femminili col
Ecco il sogno: corpo di uccello: sono le
temibili Kere, che
Mi trovavo con mia trasportano nell'Ade
moglie in una chiesa per l'anima del morto.
ripetere la cerimonia In molti casi lo stesso
nuziale, davanti a me motivo è accompagnato
c'era però una parete da un'atmosfera più
bianca e impenetrabile. Il serena. Un uomo, morto
parroco (un uomo di mia anch'egli all'improvviso
conoscenza, simpatico piuttosto giovane, per un
ma noioso e collasso cardiaco mentre
convenzionale) stava per sciava, comunicò a
iniziare la cerimonia, Barbara Hannah (1964, p.
quando una giovane 191) poche settimane
zingara, bellissima, fa prima di morire questo
irruzione nella chiesa, sogno, che fu il suo
incatena il celebrante e penultimo:
lo trascina via. La donna
mi getta allora uno A un ricevimento in
sguardo fiammeggiante casa di parenti incontro
dicendomi: "Con te finirò una donna, e riconosco
per perdere la pazienza!" subito in lei la donna
della mia vita, quella che
Come si è detto, non avevo mai incontrato
l'uomo morì di lì a poco. nella vita reale. La
La sua Anima era in donna era fisicamente
collera perché il molto attraente, ma era
sognatore non l'aveva anche molto di più.
amata e aveva Sentivo in lei la presenza
convenzionalmente dì un'affinità segreta,
represso il proprio Eros. perfettamente autonoma
Eccola allora diventare e indipendente da me
un demone di morte, eppure assolutamente
proprio come i Greci familiare. Dovunque ella
raffigurano spesso la andasse, mi offriva la
morte nelle sembianze di mano e
C 1
A >
si rallegrava compagnia, senza che ci
evidentemente della mia fosse in questo alcuna
costrizione (...) Sempre ballata rumena di
insieme eravamo poi Mioritza. Due invidiosi
scesi in città ed entrati in progettano di uccidere un
un negozio, e ogni bel pastorello, perché è
momento era pura gioia. più bravo di loro e più
ricco di greggi. Il suo
Come Barbara fido agnello
Hannah sottolinea a chiaroveggente lo mette
ragione, in questo sogno in guardia, ma il
l'incontro con l'Anima pastorello gli risponde:
non è necessariamente Seppellitemi nella terra
presagio di morte, ma poi con i miei beni e mettete
che questa è avvenuta, il sulla mia tomba dei flauti
motivo delle nozze di in modo che il vento li
morte risuona anche qui. faccia risonare. E non
Allo stesso modo Socrate dire alle greggi che sono
in carcere sognò una stato ucciso. Dirai
donna bianca e invece:10
splendente e interpretò C
questo sogno come un h
annuncio della sua e
prossima fine. Nell'antica
m
Grecia questo legame tra i
amore e morte era ben
noto. Dice Artemidoro s
(II49) che sognare le o
n
nozze significa sognare
o
la morte, perché
"rappresentano entrambe s
un momento conclusivo p
per gli uomini, e si o
s
simboleggiano sempre a
a
vicenda". Hypnos (il t
Sonno) e Thanatos (la o
Morte) sono fratelli, e La prima delle regine,
spesso l'iconografia li La padrona del mondo;
C
accoppia.9 h
Un'eco di queste e
antiche concezioni
sembra essersi a
l
conservata nella bella
l s
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n E le stelle le mie fiaccole.
d
i Sono le nozze di
morte, fusione con
m
l'anima del Tutto, con
o
n Yanima mundi nel
t grembo della natura.
i Perciò il pastore prega
Erano i miei officianti, l'agnello di dire alla sua
I faggi i miei testimoni,
vecchia madre, quando
G
l andrà a trovarlo,
i

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s
c
che egli ha sposato una
d
regina, e niente di più.
i
Vuole tenerla all'oscuro l
della sua dipartita da l
questo mondo, e tornare e
in incognito alla Grande ,
o
Madre, la natura. La
maggior parte degli d
interpreti intende questa e
ballata in senso letterale s
t
come ritorno nel grembo
r
della natura, ma è forse i
più corretto vedervi le e
nozze con l'Anima, r
figura della grande o
,
psiche cosmica C
inconscia. h
Lo stesso motivo e
ricorre, in forma più
m
semplice, anche in una
i
canzone popolare
ucraina, dove il soldato s
morente dice al suo o
n
cavallo:
o
N
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Viene la vecchia madre.
n
Non dirle, mio destriero,
a
Che sono stato ucciso,
M
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i
In una canzone .
popolare turca dice il L
morto ai suoi a
genitori:11
M
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r r
a r
a
è detta qui anche Madre
è Terra: una anima mundi
l
che per il morto è
a insieme madre e sposa.
Già nell'antica Grecia
m la camera sepolcrale più
i
interna era detta
a
thalamos, come la
s camera nuziale, e le
p pareti delle tombe
o etrusche erano decorate
s
con gaie scene
a
,
dionisiache di musica,
danza e banchetti, come
E per una festa di nozze.
Lo stesso motivo è
l
presente anche nella
a
cultura figurativa egizia: i
t coperchi e le pareti dei
o sarcofagi riportano
m spesso l'immagine dipinta
b
della dea celeste Nut
a
(sicché il morto "riposa"
l letteralmente tra le sue
a braccia), o le immagini di
Iside (in alto) e di Nefti
m
(in basso). Le sorelle
i
a Iside e Nefti
simboleggiano qui la
m polarità di ombra e luce,
a le due facce dell'Anima.
t
Nelle Ore di guardia di
r
i Osiride la prefica dice
g nella quinta ora al
n morto:12 "Alzati, mio si-
a gnore, è la tua madre Nut
!
che ti parla. Ecco, io
Com'è noto, l'Anima è vengo a proteggerti, la
legata strettamente tua madre si stende su di
all'imago della madre, ed te (...) adorno la tua
è per questo che la sposa figura più
16 CAPITOLO QUARTO della ballata di Mioritza
risale insomma a una
bella di quella degli altri tradizione antichissima,
dei, e innalzo il tuo trono che si diffuse nel bacino
sopra quello del del Mediterraneo
trasfigurato." Nella orientale (Creta, Cipro,
settima e ottava ora la Cicladi, Micene)
liturgia recita: "O Osi- arrivando dall'Asia. In
ride, primo molti monumenti
dell'Occidente. Ecco, la sepolcrali si trova così
tua sorella Iside viene a l'idolo della Grande Dea,
te esultante d'amore, e ti accompagnata da
avvolge col suo colombe, tori, serpenti;
incantesimo. Ecco, la tua sotto la sua protezione il
sorella Nefti viene a te morto ritorna alla vita. Su
(...) Iside viene a te. Ed certe urne provenienti da
entrambe ti proteggono." Cipro si trova raffigurata
E nella dodicesima ora: una coppia che potrebbe
"Alzati o signore! Come rappresentare il morto e
sono belle le tue la sua compagna ma
membra, come sono anche lo hierosgamos di
buone queste donne col una coppia divina; le co-
tuo ka\ Com'è bello il tuo lombe che
riposo. O vivente, le tue accompagnano le due
compagne ti abbracciano figure simboleggiano la
(...)" E infine la decima potenza della Grande Dea
ora di notte: "O Osiride, dell'amore.14 Il motivo
primo dell'Occidente, dello hierosgamos trova
Iside ti guarisce, Nefti ti un'adeguata cornice
avvolge; tu sei il dio psicologica in un mondo
sovrano in mezzo a loro dominato dalla Dea
e possiedi ciò che esse ti Madre e dal principio
fanno. " Più oltre il femminile dell'Eros,
morto è interpellato mentre lo stesso motivo
come se fosse Osiride: sembra passare in
"Tua sorella Iside viene a secondo piano nelle
te esultante d'amore per civiltà patriarcali e
te. Ponila sul tuo guerriere.
membro e il tuo seme
scorrerà dentro di lei."13
La mistica naturalistica
motivo che rimanda al
C
tema della nascita: gli
APITOLO adepti devono trattare la
loro materia "come un
5 Il 'tunnel'
uccello che cova le sue
della uova col mite calore del
proprio corpo". Anche
nascita e lo
questa è, nella tradizione
spirito dì alchimistica, un'im-
magine ricorrente.
scoramento
L'uomo antico era
affascinato dal fenomeno
dell'uovo che, pur
contenendo solo sostanze
"morte" e semifluide,
genera un essere vivente
senza alcun intervento
dall'1 e sterno, per effetto
del solo calore animale:
Tra i motivi archetipici appunto a questo
che anticipano l'evento prodigio gli alchimisti
della morte rientra anche assimilavano la
l'immagine della nascita produzione della "pietra".
come oscuro, stretto Il libro cinese degli
sentiero. Nella parte del oracoli, 17 Ching,
Cornano che abbiamo suggerisce a questo
riportato all'inizio del proposito un'analogia che
capitolo precedente, la mi sembra degna di
produzione dell'oro o menzione. Si tratta della
della "pietra filosofale" descrizione di uno stato
era raffigurata con le che viene indicato come
immagini della "La veracità intrinseca"
gravidanza e della (segno 61). Ecco il
nascita di un bambino. commento di Richard
Si tratta di un motivo Wilhelm: "Il segno Fu
ricorrente nei molti (verità) è veramente
secoli della tradizione l'immagine d'una zampa
alchimistica. Nel testo d'uccello al dì sopra d'un
citato vi è poi un altro suo piccino. Contiene
l'idea della covata. vita possa essere destata."
L'uovo è cavo. La forza Analogamente, e su basi
del luminoso deve agire del tutto autonome,
vivificando dal di fuori. anche l'alchimista
Ma vi deve già essere cinquecentesco Gerhard
pure un germe di vita Dorn designava la parte
nell'interno acciocché la più intima del-
C 7
A
l'anima (il Sé) come data la vita." E infine:
"verità interiore", "Io entro nel mondo da
mentre l'Opus cui sono venuto, dopo
alchemico consisterebbe avere 'contato'
nel "covare" questa [rinnovato] la mia prima
verità a partire dalla
nascita." Quest'ultima
materia corporea.
sentenza riguarda il dio
Il simbolismo della
del Sole, ma ogni morto
nascita è elaborato con
ripete il suo destino e
particolare ricchezza
come il dio rinasce e
nella liturgia funebre
viene covato come un
egizia. Dice ad esempio
uccello nell'uovo.
la sentenza 170 del
In casi di morte
Libro dei morti: "Scuoti
prossima, questo motivo
la terra che è nella tua
della nascita mi si è
carne, e sarai oro nel suo
presentato finora una
uovo." Oppure (sentenza
sola volta. Si trattava di
85): "Io sono l'esaltato, il
una donna di settan-
signore di Ta-Tebu; 'Il
taquattro anni, morta
giovane del luogo', 'Il
per un carcinoma. Il
ragazzo del campo' è il
sogno risale a due setti-
mio nome." O ancora
mane prima della morte.
(sentenza 42): "Io sono
Il giorno prima si era
lo Ieri; il mio nome è
sentita molto male, ma
'Colui che ha visto
si era sforzata lo stesso,
milioni di anni' (...) Sono
inutilmente, di sbrigare
il signore dell'eternità
le solite faccende,
(...) Io sono colui che è
riportandone dolorosi
nell'occhio Udjat; io
crampi allo stomaco.
sono colui che è
Dopo aveva sognato
nell'uovo, con esso mi è
quanto segue: "regno dei nani e

Ero distesa lungo


l'apertura di un tubo di
cemento largo circa un
metro, il cui bordo
superiore mi
schiacciava
dolorosamente lo
stomaco. Il tubo era
piantato nella terra, e io
sapevo che attraverso
quel tubo dovevo
raggiungere a testa in
giù uri"altra terra".

A quest'"altra terra"
la donna associò, al
risveglio, una "terra di
nani e di spiriti", da lei
sognata in precedenza. Il
sogno mi sembra
interpretabile così: il
tubo appare come il
canale che porta alla na-
scita in una nuova
esistenza. La sognatrice
deve attraversarlo a testa
in giù, proprio come il
bambino al momento
della nascita. Ora però
ella è messa "di
traverso" sul tubo,
perché è ancora presa
dalle sue occupazioni
mondane e recalcitra
all'idea di quel pas-
saggio buio. La terra in
cui dovrà nascere è il
degli spiriti": in allargava sempre di più.
prospettiva psicologica, Dietro di me un rosso
l'inconscio collettivo, cupo, e davanti un
che è da sempre, anche a azzurro intenso che
nostra insaputa, "al di diventava sempre più
sotto" del nostro mondo chiaro di mano in mano
cosciente. che sollevavo lo
I medici Raymond sguardo. Provavo una
Moody (1975) e Michael meravigliosa sensazione
Sabom (1982), e il di leggerezza."
teologo Johann Christian Ed ecco un altro caso
Hampe (1975) di Hampe (1975, p. 89):
accennano nelle loro ri- "Mi ritrovai come al
cerche a un motivo buio, all'interno di un
analogo: si tratta di casi tunnel a forma di spirale.
in cui pazienti colpiti da In fondo al tunnel, che
sincope cardiaca era molto lungo e stretto,
vengono riportati alla vedevo una luce chiara."
vita con mezzi artificiali. (A questo punto il
La maggior parte di paziente ode una voce
questi pazienti che gli trasmette
raccontano di essersi istruzioni.)
trovati in uno stato di Alcuni dei richiamati
felicità, raggiunto però, in vita si esprimono
in alcuni casi, dopo una come se dovessero tor-
specie di black out, o nare in quel tunnel;
dopo l'attraversamento di Hampe (1975, p. 108) ne
una "valle buia", o di un dà esempi. Lo stesso
"tunnel". Una donna motivo può apparire
clinicamente morta, anche in persone normali
ritornata in vita dopo che sognano il decesso
un'iniezione di di un congiunto. Ho
adrenalina, descrisse a raccolto questo sogno
Hampe (1975, p. 83) così fatto da una donna la
la sua esperienza: "Ero notte prima della morte
sospesa in un pozzo di suo padre:
profondo, che in un
primo tempo sembrava Mi trovo in una
molto stretto, ma poi si stazione della
metropolitana e scopro
all'improvviso, tra le raggiungerlo. Di colpo
persone in attesa, mio lo vedo sparire davanti a
padre. Sembra che non una parete luminosa in
mi abbia notato e fondo al tunnel: è
continua a camminare: passato attraverso la
porta un vestito azzurro parete, e al suo posto
scuro e ha un sono comparse piccole
bell'aspetto, solo un po' creature che, a causa
più magro di prima. Lo della distanza, non
seguo, ma la distanza fra riesco a distinguere
noi due rimane sempre la bene. Poi incontro mia
stessa, sia che mi affretti madre. Mi dice di aver
o che rallenti il passo visto scomparire papà
non riesco a attra-
C 8
A
verso la parete, e che in esterno.
quel punto è saltato La donna di cui si
fuori un branco di lepri occupa David Eldred
che fanno le capriole, lo (1982) si sforza nel suo
le dico che la lepre è un ultimo sogno di non
simbolo di fecondità, e cadere in un lago di
la cosa significa che montagna, profondo e
anche la morte darà silenzioso. Forse siamo
frutto. di fronte anche qui alla
paura del black out del
Il sogno parla da sé: momento della morte, o
la morte del padre forse a una paura
porterà un incremento ancora più profonda:
di vita (le lepri). quella della caduta
Oltre che come nell'inconscio, e quindi
passaggio a forma di della perdita
tunnel, la morte dell'identità dell'Io.1
compare a volte come
Una donna giovane,
una zona di oscurità che
sofferente di un male
avvolge l'uomo come
incurabile ma morta
una nebbia, o come una
prima del previsto in
macchia nera o una
seguito a un intervento
nuvola che impediscono
operatorio, fece prima
la vista del mondo
dell'intervento fatale
questo sogno da me corpo morente, dal
raccolto: quale però la fìssa
l'occhio adamantino
Mi trovavo sulla dell'uccello. Il diamante
riva di un lago col (da adamas =
marito e alcuni amici. Il indomabile) è una
lago era molto variante alchimistica
profondo, l'acqua della pietra filosofale,
chiara e trasparente, dunque un'immagine
azzurra e pura. A un del Sé come nocciolo
tratto vedo sul fondo indistruttibile della
del lago un uccello personalità.
nero, morto. Piejia di
compassione vorrei
tuffarmi per
raggiungerlo e salvarlo,
l'idea che sia morto mi
riesce insopportabile,
ma mio marito
interviene, con dolcezza
ma con decisione,
dicendomi di non farlo
perché la cosa va bene
così. Guardo ancora
una volta in fondo al
lago e vedo che rocchio
dell'uccello è un
diamante molto
luminoso. A quel punto
mi sveglio.

L'uccello morto è
probabilmente lo spirito
vitale del corpo, ormai
estinto, che la
sognatrice deve lasciare
stare per non contami-
narsi con le potenze
distruttrici della morte.
Deve tenersi lontana dal
Ecco ora l'ultimo come una nuvola di
sogno della donna di cui colore scuro, nera o
ho riportato alla fine del purpurea, 0 come un
capitolo 3 banco di nebbia che
l'immaginazione attiva "ottenebra" la vista.2
del fiore: (Thanatos è più
impersonale delle cosid-
Avevo nell'occhio una dette Kere, dèmoni fatali
macchia nera: se la della morte che
macchia si fosse spostata accompagnavano il
al centro dell'occhio, moribondo, vedi p. 73).
avrei provato un dolore Thanatos appare
breve e acuto, ma la personificato solo di
signora X mi avrebbe rado, e in questo caso lo
aiutata a sopportarlo. troviamo nelle
sembianze di un uomo
La macchia nera alato e barbuto, dall'aria
significava — come poi severa, che accoglie
si vide — la morte, che dolcemente fra le sue
"ottenebra" lo sguardo braccia il moribondo.
impedendo per sempre la La macchia scura
vista del mondo esterno. come motivo di morte
La signora X era una compare anche in un
donna molto apprezzata sogno, riferito da Mark
dalla mia paziente e Pelgrin (1961, p. 78), di
dotata di un sapere una donna ormai in fin
psicologico maggiore del di vita:
suo: qui essa sta per il Sé,
che aiuta a dominare il Ho l'impressione di
momento doloroso del svegliarmi (in sogno) e
trapasso. di scorgere un cerchio
Il buio indefinito è colorato che sembra
un'immagine della morte proiettato come su uno
che ricorre spesso nella schermo sulla tenda che
letteratura antica. La copre la finestra nella
parola greca thanatos nostra camera da letto.
(morte) veniva sovente Mi avvicino con cautela
rappresentata non come al cerchio, che mi
figura antropomorfa, ma sembra nero: è come se
quella cautela dovesse colorato, ossia pieno di
servire a non cadervi vita, ma quando la
dentro. Si tratta sognatrice gli si accosta
evidentemente di una le appare come un buco
fossa, di un buco nero. nero di cui ha paura e
che vorrebbe evitare. Il
Il cerchio è Sé è fonte, parados-
un'immagine del Sé, ed è
C 8
A }

salmente, di attrazione e un'illuminazione


insieme di paura: in improvvisa, che
ultima analisi, la paura indicano un cielo
della morte non è altro azzurro (immagine
che la paura del Sé e del
frequente dell'"Aldilà")
suo incontro definitivo.
e il sole, simbolo
cosmico della sorgente
Ecco ora il sogno di
da cui proviene la luce
un'altra donna, morta
della coscienza. I lampi
pochi giorni dopo
richiamano anche l'idea
avermelo raccontato:
di Origene (p. 33)
secondo la quale la
In mezzo a un
resurrezione va intesa
quadro vedo un
come uno scintilla-
quadrangolo nero, una
mento del cadavere, uno
specie di cassapanca
sprizzare dell'anima dal
medievale da cui
corpo morto. Nella
emanano lampi
tradizione islamica i
rossastri. Questi lampi
indicano un cielo morti devono
dipinto a colori oltrepassare il
pastello, soprattutto cosiddetto ponte Sirat,
giallo e azzurro, con un "più sottile di un
sole splendente (in alto capello, più tagliente di
a destra). una spada e più scuro
della notte", ma i devoti
La cassapanca "lo scavalcano veloci
ricorda una cassa da come il fulmine".3 La
morto, il luogo nera cassapanca del
dell'ultimo sonno. Da sogno mi sembra una
essa emanano però dei variante del "tunnel".
lampi, simboli di Questo passaggio si
trova spesso della variante dell'im-
direttamente raffigurato magine archetipica del
nella architettura viaggio notturno per
sepolcrale. Emily marc'4
Vermeule (1979, p. 51)
ha mostrato che la
struttura delle tombe
micenee riproduce la
geografia complessiva
della terra dei morti
(Ade): prima un
corridoio in discesa
(dromos), poi uno
stretto passaggio
(stomion = bocca) e
infine la camera
sepolcrale (thalamos),
alta e spaziosa. La
camera sepolcrale è poi,
a sua volta, come un
grembo nascosto nella
terra in cui il morto
penetra per poter
rinascere.
Le "tombe a pozzo"
ritrovate in molte
necropoli potrebbero
avere uno stretto legame
col simbolo del "tunnel
della nascita". Il
simbolo del passaggio
buio, che rimanda
essenzialmente all'espe-
rienza psichica di una
strettoia, un'angoscia,
un black out transitorio,
si confonde dunque nei
tempi arcaici con l'idea
della tomba e del
sepolcro materiali. Si
tratta in ultima analisi
Anche nell'antico l'oltretomba. Questa
Egitto la tomba era cavità ha il valore di un
assimilata alla caverna luogo sacro e riproduce
delle acque primordiali l'apertura originaria at-
in cui si svolge l'evento traverso la quale la
della rinascita. I pozzi stirpe degli Hopi
delle tombe reali erano le sarebbe salita per la
"caverne di Solcar", il prima volta dalle
luogo mitico del profondità della terra
ringiovanimento e della alla superfìcie.7
rinascita,5 e in vaste zone L'"oscuro evento
dell'Africa i morti della nascita" inteso
vengono seppelliti come esperienza
tuttora in posizione psichica si trova
rannicchiata o fetale. Tra descritto nella quarta
gli Zulù ad esempio, la sezione del Cornano:
vedova accoglie alla
tomba il morto sul "Ecco il mistero dei
proprio grembo e lo filosofi; riguardo ad esso
depone quindi in una i nostri antenati hanno
nicchia, detta nabel, met- giurato di non rivelarlo e
tendogli in mano (!) di non diffonderlo,
chicchi di grano che perché ha una forma e
hanno la funzione di pre- un'efficacia divine. Esso
pararlo alla rinascita. è divino perché —
Dopo qualche tempo il divenuto una sola cosa
morto viene nuovamente con la divinità — porta a
accolto nel villaggio tra compimento le sostanze;
gli spiriti degli antenati, per mezzo di esso gli
come garanzia di spiriti s'incarnano e il
fecondità e di protezione morto viene rianimato,
per i vivi.6 riacquistando lo pneuma
Tra gli Hopi che aveva perso. In
dell'America questo modo il morto
settentrionale sopravvive viene vinto, ed essi
la credenza che l'anima [spirito e corpo] si
del defunto esca vincono a vicenda. Ma
attraverso la piccola l'oscuro pneuma è pieno
apertura quadrata dei di futilità e di
Kiva, la sipapu, e scoramento, cosicché i
raggiunga di qui corpi non possono
diventare bianchi, e non (athymia), ossia come
possono riacquistare la uno stato di profonda
bellezza e il colore che depressione.8 Nell'antica
avevano ottenuto dal Grecia Thanatos, la
creatore [giacché corpo, Morte, è detto spesso
anima e spirito si sono thymoraistes: colui che
indeboliti per il stronca il thymos, il
diffondersi coraggio o impulso
dell'oscurità]." vitale. Questa
depressione, che tende a
L'oscurità iniziale manifestarsi un po'
dell'Aldilà (dell'Ade) prima della crisi finale, è
viene qui descritta come stata rilevata da
senso di futilità Elisabeth
(mataiotes) e scoramento
84 CAPITOLO dell'anima". Christa
QUINTO Meves (1974, p. 74)
riferisce un sogno di una
Kùbler-Ross in molti
donna del tutto irreligiosa
moribondi. A mio
e legata a una visione del
parere, la sua funzione è
mondo illuministico-
di staccare la coscienza
materialistica. Il sogno
dal mondo esterno, che
lascia trasparire con
nella depressione viene
grande chiarezza questo
percepito in maniera più
senso di vanità:
o meno intensa come
vano, futile, irreale. Gli
Mi trovo,
occhi confusi dalla
completamente
nebbia vanno intesi allo
disorientata, in un cortile.
stesso modo: simbo-
Non si vede nessuna
leggiano lo sguardo
uscita. Da un parte del
verso il mondo esterno
cortile ci sono alcuni
che ora deve cedere il
uomini della raccolta dei
posto a un'attenzione
rifiuti. Mi dicono che non
esclusiva per le
posso uscire da quella
immagini interiori. Lo
parte perché la loro
scoramento sorge perché
macchina stritola le
l'Io guarda ancora troppo
automobili. Un altro
il mondo visibile fuori di
uomo mi fa capire che ci
sé, e non vede ancora
sarebbe una porta
abbastanza la "realtà
girevole attraverso la
quale potrebbe portarmi attraversarla, la ruota
fuori, ma io ho paura di girerebbe su sé stessa di
una trappola, resto nel circa 180 gradi. Se
cortile e continuo a dunque ella si affidasse
camminare in cerchio all'uomo che le offre
lungo i muri. Mi aiuto, avverrebbe una
comporto come gli altri, svolta. Ma la donna teme
come se andassi a una trappola, ossia pensa,
passeggio, ma mi come molti, che le
tormenta internamente tradizioni religiose siano
l'angoscia di non poter solo "oppio del popolo" o
trovare la via di casa. "sogni di desiderio". Ella
resta così prigioniera del
Questa donna, non senso di futilità e
riconoscendo alcun continua a muoversi in
valore alle realtà di or- uno sciagurato circolo
dine spirituale, vizioso. Questa fosca
s'identifica immagine fa venire in
inconsciamente col mente le esperienze
proprio corpo. Ma riferite da
questo — come dice il
sogno nel suo linguaggio
rozzo — va a finire tra i
rifiuti. Nei sogni
dell’uomo
contemporaneo
l’automobile
simboleggia spesso il
corpo, ossia il nostro
modo abituale di
muoverci nel mondo
esterno.

porta girevole, che


sostituisce qui
probabilmente
l'immagine consueta del
tunnel. Si tratta,
significativamente, di
una porta girevole: se la
donna tentasse di
IL 'TUNNEL' DELLA esperienze descritte da Ss
NASCITA Moody, il clima
proprio delle storie di
Raymond Moody spiriti e di fantasmi,
(1977, p. 21): alcuni anime in pena,
dei suoi testimoni irrequiete e vaganti
avrebbero conosciuto senza posa. Anche le
una sorta di "regno nostre esperienze
intermedio", popolato oniriche parlano spesso
da spiriti di trapassati dell'Aldilà in termini
vaganti senza meta in poco piacevoli, e non
forma di ombre. " Si di rado il sogno ne
potrebbe dire che propone scene
avevano la testa opprimenti. Molto
curva, e uno sguardo dipende,
triste, depresso; probabilmente, dalla
sembrava si tra- maturità raggiunta
scinassero (...) dall’uomo o della
sembravano consunti, donna prima della
spenti, grigi. E pareva morte e dal legame col
si trascinassero e si proprio Sé che sono
spostassero riusciti a stabilire.
ininterrottamente,
senza sapere dove La "svolta" ha invece
andassero, senza un carattere consolante
sapere chi dovessero nel sogno di una donna
seguire o che cosa anziana riferito da
cercare (...) Molto Frazier M. Kelly
confusi, (1979):
inconsapevoli di chi o
che cosa siano. Come Vedo un cero
avessero perduto ogni acceso sul davanzale
consapevolezza della della mìa camera
loro indentità della d'ospedale, e a un
loro natura privi di tratto mi accorgo che
ogni indentià ogni sta per spegnersi. Mi
identità. sento allora invadere
Questa fosca immagine dalla paura e
della vita dopo la dall'angoscia di fronte
morte richiama, assai alla grande oscurità
più delle altre che si avvicina. Ma
improvvisamente lo momento della
stesso cero torna a depressione e
brillare dal-Valtra dell'angoscia è, in
parte della finestra, e questo caso, molto
a quel punto mi breve, a volte invece è
sveglio. assai più lungo.
In altri sogni il
La donna morì il "passaggio buio" si
giorno stesso, presenta come un
perfettamente serena. viaggio verso
Qui il momento del Occidente, verso la
trapasso è regione del tramonto.
accompagnato da Non solo l'usanza
paura e inquietudine; diffusissima della
ma il cero riesce, in sepoltura in mare (la
qualche modo, a salma viene spedita in
passare dall'altra parte mare su una barca)
della finestra, come testimonia un'idea
se si fosse della morte come
smaterializzato per viaggio in una terra
tornare quindi a sconosciuta, situata
materializzarsi in un perlopiù a Occidente
luogo diverso. Il (tramonto),9 ma io
C S
A i
ho appreso lungo viaggio, coi miei
dall'esperienza che gioielli, i miei diari, le
l'immagine del viaggio mie fotografìe. La prima
è anche il simbolo per l'Europa, la seconda
onirico più frequente per l'America.
dell'approssimarsi della
morte. Ecco il sogno Laggiù (in
fatto da una donna "Occidente") la donna
anziana poco prima di non potrà portare le sue
morire, di cui dà notizia cose di tutti i giorni (il
Christa Meves (1974, p. vestito da lavoro), ma, al
75): contrario, i suoi oggetti
più intimi e più preziosi.
Ho fatto due valigie, Lo stesso motivo
una col mio vestito da ricorre nel caso riferito
lavoro e l'altra per un da Mark Pelgrin che
abbiamo visto sopra (p. infero e accompagna, in
81). Ecco il sogno: forma di ba, il dio del
Sole rinato a Oriente. Il
Incontrai mio sole come meta del
marito (ancora vivo!), viaggio postmortale
il quale mi disse che compariva anche nel
tutto sarebbe andato sogno (p. 82) della
per il meglio e che non cassapanca: esso
dovevo preoccuparmi. simboleggia la coscienza
Poi mi congedai da lui suprema come scopo del
e mi trovai processo
improvvisamente sulla d'individuazione. In
riva del mare. La numerose civiltà antiche
spiaggia era magnifica e in altre tuttora esistenti,
e incominciava a farsi l'orientamento delle
buio. La spiaggia era sepolture rimanda a
vuota, fatta eccezione questa idea, per cui la
per alcune barche. resurrezione viene
associata al sorgere del
Il motivo del viaggio sole.
è documentato nel modo In Egitto il rapporto
forse più eloquente nel tra il corso del sole e il
culto egizio dei morti, mistero della vita e della
dove le anime ba dei morte fu oggetto di
beati compiono il un'elaborazione
viaggio nella barca del particolarmente ricca. Il
dio del Sole. Il viaggio sole è per gli Egizi il
nell'Aldilà segue garante di ogni ordine:
dunque il corso del sole: "Notte, oscurità e
esso inizia con la
discesa agli inferi, nelle
"caverne di Solcar", e
conduce, attraverso
varie regioni, in parte
popolate da potenze
ostili, verso Oriente,
dove il morto rin-
giovanisce insieme al
dio e ritorna alla vita.
Esso lascia allora la sua
mummia nel mondo
morte sono pericolose stato un anelito alla
all'uomo perché luce e un impulso
hanno a che fare col inestinguibile a uscire
mondo prima e fuori dalla primitiva oscurità.
della creazione, ossia Quando giunge la notte
con un mondo profonda, ogni cosa
caotico. In questo assume un tono di cupa
disordine, che gli malinconia, e
Egizi chiamano kra, un'indicibile nostalgia
non essere, la vita della luce. È questo il
umana non è sentimento che si
possibile, come non lo manifesta negli occhi
è senza sole".10 dei primitivi, e che può
Dunque in ultima essere notato anche
analisi "gli Egizi negli animali. Negli
servirono il Sole, occhi di questi c'è una
inteso come simbolo tristezza; noi non
della nuova vita dopo scopriremo mai se essa
la morte, e lo fecero dipende dalla loro
con somma serietà e anima o se è un
con grandioso doloroso messaggio
dispendio materiale e che si sprigiona da
di pensiero".11 Se a quell'esistenza pri-
questo punto mordiale. Questa è
traduciamo in l'atmosfera dell'Africa,
linguaggio l'esperienza delle sue
psicologico, il Sole solitudini. È un mistero
simboleggia la materno, l'oscurità
sorgente della primordiale. Ecco per-
coscienza. ché l'esperienza più
Il significato sconvolgente per il
cosmico dell'anelito negro è la nascita del
alla coscienza sole al mattino. Il
apparve chiaro a Jung momento in cui la luce
(1961, p. 321) durante appare, è Dio.
il suo soggiorno in Quell'attimo apporta la
salvezza. Pensare che il
Africa:
sole sia Dio, significa
"Allora capii che perdere e dimenticare
nell'anima, fin dalle l'esperienza originaria
sue prime origini, c'è vissuta in quel
momento. Dire: dunque anche per
'Siamo contenti che la l'uomo egizio prendere
notte, durante la quale parte al processo
vagano gli spiriti, sia sempre avanzante
passata', è già della coscienza che
razionalizzare. In diviene e
realtà grava sopra la
dell'incivilimento.
terra un'oscurità Il motivo della luce
diversa da quella ritorna infine anche
naturale della notte: è nell'usanza diffusa di
la primeva notte psi- accendere ceri
chica, che per (nell'antichità erano
innumerevoli milioni fiaccole) nella
di anni è sempre stata camera funebre e
ciò che è ancora oggi. sopra la tomba: una
L'anelito alla luce è forma di magia
analogica,12 che
l'anelito alla
dovrebbe
coscienza."
garantire al defunto
nuova vita e il risveglio
Partecipare alla
a una nuova coscienza.
vita del sole significa
LA MORTE COME L'ALTRO S9

CAPITOLO 6 presenza ostile che


irrompe all'improvviso
La morte come
l'Altro inquietante nella vita abituale. Un
o soccorrevole uomo d'affari sulla
cinquantina mi pregò di
prenderlo in analisi. Si
sentiva frustrato nel suo
lavoro e cercava una
nuova, più profonda
ragione di vita. Fxco il
suo primo sogno:

Mi sveglio in sogno in
L'avvicinarsi della piena notte nel mio letto,
morte è spesso in una camera buia
raffigurato sotto forma di parzialmente
sotterranea. Alla finestra
un'irruzione, di una
arriva un chiaro riflesso
luminoso. A un tratto mi fatto da un uomo colpito
accorgo che nella da un male incurabile, è
camera c'è uno scono- riferito da R. Lindner
sciuto, e ne provo uno (1978, p. 73):
spavento terribile,
disumano, al punto di Ritorno a casa e apro
svegliarmi madido di la porta d'ingresso.
sudore. Mentre sto entrando,

Il primo sogno di una


analisi è spesso
profetico, e prefigura
simbolicamente lo
sviluppo che si prepara
nell'inconscio. 11 sogno
non mi era chiaro, e mi
limitai a dire che
annunciava qualcosa di
molto ostile e
angoscioso, a cui era
però connesso anche un
aspetto di luce,
d'illuminazione, di
visione. Dopo due
settimane di analisi il
mio paziente non si fece
più vedere; mi assicurava
ogni tanto per telefono
che aveva ancora
intenzione di proseguire,
ma era troppo preso dal
suo lavoro. Un anno più
tardi mi giunse la notizia
che stava per morire di
un tumore al midollo
spinale. L'inquietante
"intruso" del primo
sogno non era dunque
altri che la morte!
Un sogno simile,
ho la sensazione che della stessa marca, ma
dentro ci sia qualcuno da mangiare non c'è
(...) Guardo nella mia niente. Ho la sensazione
stanza e vedo un uomo di non essere solo in
anziano (oltre la casa. Sta scendendo la
sessantina, che avevo sera o è una chiara luce
già visto qualche volta lunare? Giro
sul tram), il quale ha l'interruttore, ma la luce
l'aspetto della Morte. È arriva da un'altra
entrato scassinando la stanza. Sento qualcosa
porta. Pieno di spavento scricchiolare, non sono
mi precipito fuori dalla solo. Mi chiedo dove sia
porta ma non riesco a il mio cane. Vorrei più
chiuderla dall'esterno e luce, più luce e più
suono il campanello a coraggio. Ho paura.
un vicino per chiedergli
aiuto. Ma non si fa vivo Anche questa
nessuno e nessuno viene presenza invisibile di un
ad aprirmi. Sono "Altro" inquietante al-
completamente solo e lude con ogni evidenza
ritorno nella mia alla morte. Un altro
abitazione dove si trova sogno analogo è riferito
lo sconosciuto, nella mia da Kurt Lùckel (1981, p.
camera. 95) e riguarda una donna
di settantotto anni:
Anche il paziente di
Edinger (1972, p. 200) Sento bussare, prima
ebbe la prima premo- alla porta d'ingresso, poi
nizione di morte in una alla porta della mia
forma analoga. Sei mesi camera. Poi qualcuno
prima di morire aveva entra nella stanza, si
fatto il sogno seguente: ferma alla porta e
aspetta. Non riesco a
Mi trovo a casa, ma è distinguere se è un uomo
un posto dove in realtà 0 una donna. Lui (!)
non sono mai stato resta alla porta, non si
prima. Vado nella avvicina, ma resta in
dispensa per cercare attesa. Mi spavento,
qualcosa da mangiare. accendo la luce e grido:
Gli scaffali sono pieni di fuori! Per qualche
salse e contorni, tutti momento resta ancora lì,
poi sparisce. Sono piena addormentarmi.
di spavento, quella
figura m'inquieta. Lo Parlando col medico
chiamo ancora: che la donna arriva a dire
cosa vuoi da me? Non che potrebbe essere un
farti più vedere (...) Ma 'messaggero di Dio",
non riesco più ad ossia la morte.
C v
A i
Nella mitologia di annuncio di morte. La
molti popoli la morte è notte in cui morì sua
descritta come una figura madre, Jung (1961, p.
maschile oppure 369) fece (senza essere al
femminile. Edgar Herzog corrente del fatto) questo
(i960, capp. 364) ha fatto sogno:
un impressionante quadro
delle varie Mi trovavo in una
personificazioni (ma- foresta fitta, buia (...)
schili o femminili) della Era un paesaggio eroico,
morte nei miti, e ha primordiale.
mostrato che i nomi della Improvvisamente sentivo
dea germanica Hel e della un fischio lacerante (...)
ninfa Calipso derivano da Le ginocchia mi
una stessa radice kel, che tremavano. Poi sentivo
significa "nascondere" un frastuono, in mezzo
(nella terra); ancora più alla boscaglia, e ne
frequente dello sbucava un gigantesco
"sconosciuto" in forma cane lupo, con le fauci
umana è la raffigurazione spaventose spalancate
della morte in forma di (...) Mi passava accanto,
lupo o di cane: la dea Hel e subito capivo: il
è sorella del lupo Fenris, Cacciatore Feroce gli
equivalente del greco aveva comandato di
portar via urianima
Cerbero, figlio del
umana (...) la mattina
serpente Echidna.
seguente ebbi la notizia
Nel folklore tedesco e
della morte di mia
svizzero si è tramandata
madre.
la credenza secondo la
quale l'apparizione di un
Il Cacciatore, spiega
cane nero sarebbe
Jung, è Wotan, il In un suo acuto saggio
Mercurio degli Liliane Frey (1980, p. 39)
alchimisti. Il sogno riferisce un caso
significa dunque che interessante, in cui l'Altro
l'anima della madre "era compare nelle sembianze
stata accolta nel contesto del diavolo. È il sogno di
più ampio del Sé (...) un uomo giovane, sano e
nella totalità di spirito e di successo, fatto durante
natura che abbraccia e un viaggio in Medio
supera il conflitto tra gli Oriente:
opposti".
Nella mitologia il Fuggivo con un
cane compare spesso ragazzo salendo un
anche come colui che ripido pendio erboso.
guida le anime Prima che io arrivassi
nell'Aldilà. Herzog (i960, alV altopiano (...) da
pp. 5isgg.) fa vari sinistra, sul pianoro,
esempi: così nell'antico comparve il diavolo. Mi
Egitto il dio Anubi, dalla vide, si avvicinò e mi
testa di sciacallo, è il disse che presto avrebbe
avuto a che fare con me.
vero portatore della
Mi fermai, e, a metà fra il
resurrezione, e secondo
riverente e il provoca-
la religione azteca è il
torio, osservai: lo so, ma
cane Xolotl (giallo o
se capita una volta sola e
rosso) a riportare i morti
se ne esco vivo... Il
alla vita. Anche in India,
diavolo si mise a ridere e
Siva, il Distruttore e Dio
disse che ci sarebbe stata
della morte, è detto
ancora qualche gioia
"signore dei cani". La dea
sparsa qua e là.
celtica della morte e della
Indossava una veste
fertilità Nehalennia araba lunga e scura, il
veniva raffigurata con volto era di un marrone
una cesta di mele e scurissimo; ma quando si
insieme a un cane lupo. lisciò la veste, fra le
A volte la morte è anche pieghe comparvero tutti i
raffigurata in forma di colori. Su una guancia
serpente o di uccello. aveva una macchia rosso
cinabro: io la percepii
come un marchio a
fuoco, come il ragno
nero. esempio, si dice:

Alcuni giorni dopo "La pietra filosofale è


questo sogno il giovane un albero che cresce sulle
trovò la morte nel deserto vette delle montagne; è
arabico, vittima di un un giovane uomo nato in
incidente aereo. Il "ragno Egitto; è un principe che
nero" alludeva, come egli proviene dall'Andalusia,
stesso ebbe a scrivere, che vuole il tormento dei
alla Grande Madre. Così cercatori. Egli ha ucciso i
secondo l'interpretazione loro capi... I sapienti sono
di Liliane Frey, il giovane impotenti a combatterlo.
fu vittima propriamente Contro di lui io non vedo
dello strapotere altra arma che la
dell'inconscio, ossia del rassegnazione, altro
suo legame con la Grande destriero che la scienza,
Madre. altro scudo che la
Se cerchiamo di ragione. Se il cercatore si
approfondire il trova faccia a faccia con
significato di questo lui con queste tre armi e
sogno, il diavolo vestito lo uccide, dopo la sua
da arabo ricorda certe morte egli tornerà a
tradizioni alchimistiche vivere, perderà tutto il
arabe, in cui la "pietra suo potere su di lui e
filosofale", il Sé, compare doterà il cercatore della
dapprima come nemico potenza più grande così
mortale dell'adepto. Nel che questi giungerà al
Libro dì Ostane,1 ad fine dei suoi desideri."
C 9
A 3

Jung (1945/1954, p. sconfitto. "In termini


131) commenta questo psicologici ciò
testo richiamandosi alla significa che il primo
figura di Enkidu, incontro con il Sé può
l'avversario ctonio far emergere tutte
dell'eroe Gilgamesh, il quelle proprietà
quale si presenta negative che quasi
dapprima come suo invariabilmente
nemico, per poi mutarsi caratterizzano un
in amico dopo averlo impatto non preparato
con l'inconscio." fatto che dopo il
Della pietra passaggio attraverso
filosofale dice un altro la nigredo ci sarà
testo alchimistico citato ancora vita.
da Jung (ivi, p. 133): Ai pazienti indiani in
"Questa pietra proviene punto di morte compare
da un luogo gloriosis- spesso il dio dei morti
simo e sublime di Yama, "completamente
grande terrore, che nero, di alta statura,
diede la morte a molti robusto", o uno dei suoi
sapienti." L'"Altro messaggeri, i cosiddetti
inquietante", che nei Yamdu, per portarli via.2
sogni citati ho Se il paziente è cristiano,
interpretato come la in questo ruolo potrà
morte, non è dunque comparire un angelo.3
propriamente altro che Dal punto di vista
il Sé. La morte e il Sé, della psicologia, l'intruso
immagine di Dio, sono dei primi sogni sopra
indistinguibili. menzionati è più che
I colori che nel altro un'immagine
sogno che stiamo universale dell'"altra
commentando brillano metà" dell'anima
tra le pieghe del vestito personale del morente,
del diavolo, mostrano mentre le figure di Mer-
che questa figura detta curio, del diavolo, di
"diavolo" è Yama e dell'angelo sono
propriamente piuttosto un simbolo !
un'immagine di del Sé nel suo aspetto
Mercurio, del quale si impersonale. Aspetti,
dice negli scritti questi, che per la
alchimistici che ha in psicologia del profondo
sé omnes colores. La sfumano spesso gli uni
varietà dei colori negli altri, mentre nelle
(cauda pavonis) [_ varie civiltà tendono a
compare nel processo distinguersi con
alchemico dopo la chiarezza.
nigì'edo-, affermando L'aspetto
che "ci sarebbe stata inquietante,
ancora qualche gioia terrorizzante,
sparsa qua e là", il dell'Altro compare
diavolo allude qui al soprattutto, a
giudicare almeno dalla altro che il lato oscuro
mia esperienza, nei casi della divinità.
in cui il sognatore non Propriamente è portatore
ha ancora avuto di morte il dio (o la dea),
nessun contatto con la e quanto meno l'uomo ha
morte oppure non se confidenza con questo
l'aspetta. In sostanza, lato oscuro della divinità,
la figura della morte tanto più egli la sentirà
personificata (come come negativa. Ma le
Morte, diavolo, Yama, grandi religioni hanno
Zeus, Ade, Hel ecc.) sempre saputo che vita e
sembra non essere morte appartengono allo
stesso mistero divino,
celato dietro la nostra
esistenza.
La Morte
personificata o l'Altro
che viene a portar via il
moribondo sono descritti
a volte nei sogni come
figure senz'altro posi-
tive.4 Ecco ad esempio il
sogno iniziale di un mio
analizzando, che aveva
passato di poco la
cinquantina:

Mi trovavo in un
pianoro grigio, il tempo
era scuro e nebbioso, il
cielo attraversato da
nuvole grìgie.
All'improvviso tra le
nuvole si aprì uno
squarcio da cui pioveva
una grande luce: un
giovinetto nudo con
calzari alati guardava
verso il basso. Provai
per lui un amore infinito
e una sensazione di nel sogno di pagina 69,
profonda beatitudine. una figura dell'Anima.
Così al Gattopardo
Questo sogno mi morente, alla fine del
spaventò, perché pensai capitolo settimo del ro-
subito a Ermete, la guida manzo di Giuseppe
delle anime, colui che Tornasi di Lampedusa,
accompagna nell'Aldilà le appare "una giovane
anime dei trapassati. In signora (...) Era lei, la
effetti si vide presto che la creatura bramata da
salute del mio paziente sempre che veniva a
era minata, e l'analisi finì prenderlo (...) più bella
per accompagnarlo verso di come mai l'avesse
una morte prematura. intravista negli spazi
Ermete è l'interprete e la stellari."
guida dei sogni, il Per un europeo,
mediatore dei contatti con Indiano significa esotico,
l'inconscio.5 Ma sulle misterioso, enigmatico.
iscrizioni etrusche è detto È un aspetto ancora
anche turmaitas, cioè, sconosciuto della sua
l'Ermete dell'Ade! anima che si manifesta al
Poco prima di morire moribondo per condurlo
in ospedale, l'uomo "di là". Che sia maschile
continuava a ripetere fra o femminile, Anima (in
sé queste ultime parole una donna Animus) o Sé,
(riferite da un amico): non sembra così
"Che cosa vuole da me importante. In ogni caso,
questa bella Indiana?" La si tratta di una
figura destinata a portarlo personificazione della
via è diventata qui, come parte ancora
C 9
A 5
ignota dell'inconscio. Per raggiungere l'Aldilà il
questo nelle mitologie di defunto dovesse
tutto il mondo la morte dapprima attraversare un
può apparire personificata ponte, detto Cinvat. Per i
in forma sia maschile che malvagi il ponte era così
femminile. Come si è sottile che essi
accennato (p. 72), gli precipitavano nel mondo
antichi Persiani dei dèmoni, se invece il
credevano che per defunto era un uomo
devoto, gli veniva sua rivelazione da un
incontro un bel angelo di nome al-Taum,
giovinetto, o ancora più che significa "gemello":
spesso una fanciulla dunque il suo "doppio",
quindicenne che lo in funzione di
aiutava ad attraversarlo. intercessore, di
Secondo le analisi di Paracleto.6 Secondo la
Henri Corbin (1977, p. sua dottrina, l'anima del
42), questa figura coin- defunto vede l'immagine
cide con la persiana del suo "maestro":
Xvarnah, che si può "Appena l'anima ha
intendere come lo "splen- lasciato il corpo, essa
dore" o il "destino" del vede il suo liberatore e
singolo fedele. La salvatore. Essa sale
Xvarnah è anche T'er- insieme a questa
gano visionario immagine e ai tre angeli
dell'anima", la luce che che la assistono, e si pre-
rende possibile il senta davanti al Giudice
"vedere" ed è veduta, la della Verità che le
visione del mondo celeste conferisce la vittoria."7
che è stato vissuto come L'intercessore è una
religione e fede, e quindi figura di luce, una
l'individualità essenziale, manifestazione dello
l'"Io" trascendente spirito cosmico. Infine,
oltremondano. È anche l'anima entra nel "talamo
1'"immagine" che è stata della luce".8
eretta dinanzi al defunto Questo "doppio"
prima della sua nascita e accompagnatore,
che poi egli ha inseguito un'immagine del Sé, può
per tutta la sua vita. È il manifestarsi anche in vita
suo periodo di vita (aiórì) durante l'estasi mistica. Il
e l'eternità di ogni uomo. mistico musulmano di
Se il defunto ha tradito Spagna Ibn Arabi (1165-
questa "immagine", non 1240) lo vide nelle
riesce a superare il ponte sembianze di un bel
Cinvat e cade in preda ai giovinetto, come colui
dèmoni. che "parla restando muto,
Anche nel che non vive e non muore
manicheismo troviamo e non è composto,
concezioni analoghe. Lo l'abbracciante
stesso Mani ricevette la abbracciato".9 Gli
apparve mentre egli l'essere autentico. Il
girava attorno alla Ka'ba giovinetto parla solo per
ed egli l'intese in certo mezzo di simboli. Dice al
qual modo come l'anima visionario:10
della sacra pietra. Mentre
il credente ligio alle "Se osservi
istituzioni vede nella l'articolazione della mia
Ka'ba solo un "minerale natura e l'ordine del mio
immobile e senza vita", essere, scoprirai quello
Ibn Arabi ne coglie "con che mi hai chiesto: io non
l'occhio del cuore" sono uno che parla in
parole o a cui si possano
rivolgere parole. Il mio
sapere si estende solo a
me stesso, e la mia
essenza non è altro che il
mio nome. Io sono il
sapere, l'oggetto del
sapere e colui che sa. Io
sono la saggezza, l'opera
della saggezza e il
saggio." E poco oltre: "Io
sono il giardino del frutto
maturo, sono il frutto
della totalità. Solleva
dunque il mio velo e leggi
tutto quanto si mostra
nelle linee incise nel mio
essere."

In forma molto più


ingenua la stessa
immagine archetipica del
Sé ricorre anche nel
materiale raccolto da
Moody, Hampe e Sabom,
che descrive esperienze di
individui clinicamente
"morti" e riportati in vita
con un trattamento
cardiaco. Molti di questi
pazienti riferiscono in impressionante; non era
particolare di aver così. Era un senso di pace
incontrato una luce, o un completa, di profonda
"essere luminoso". calma. Vidi una mano
Una donna esaminata tendersi verso di me dalla
da Moody (1975, p. 50) luce e la luce disse: 'Vieni
racconta così la sua con me. Voglio mostrarti
esperienza: "Vidi qualcosa.'
avvicinarsi una luce Immediatamente, senza
incredibilmente luminosa alcuna esitazione, tesi la
(...) Non una luce che si mano e afferrai quella che
possa descrivere in mi veniva porta. Ebbi
termini umani. Non posso allora l'impressione di
dire di aver veduto una venire sollevato e di
persona in quella luce, lasciare il mio corpo, e mi
eppure ha una sua iden- volsi e vidi il mio corpo
tità, senza dubbio. È una che giaceva sul letto
luce di assoluta mentre io salivo verso il
comprensione e di soffitto.
assoluto amore." (La luce
si rivolge poi alla donna
con una "voce".)
Un altro paziente di
Moody (1975, p. 75)
riferisce:

"Mi voltai e cercai una


posizione più comoda, ma
proprio in quel momento
vidi una luce in un angolo
della stanza subito sotto il
soffitto. Era come un
globo di luce, non molto
grande, direi tra i trenta-
cinque e i quarantacinque
centimetri di diametro; e
all'apparire di quella luce
mi invase una sensazione.
Non posso dire che si
trattasse di una
sensazione misteriosa o
9 6 CAPITOLO SESTO LA MORTE COME L'ALTRO 91

Nel momento in cui uscivo dal corpo presi la stessa forma che aveva la
luce (...) Non era un corpo, ma una nuvola di fumo, o un vapore (...) La Quarantott'ore dopo il sogno l'uomo morì, serenamente. Il sogno sembra
forma che io assunsi era colorata, però. C'era dell'arancione, del giallo e un voler dire che è importante andare incontro alla morte coscientemente, che
colore che non distinguevo bene: indaco forse, una tinta sul blu. La mia insomma ci si deve decidere a favore della morte o contro di essa.
nuova forma spirituale non aveva una sagoma precisa come il corpo. Era più L'identificazione tra il letto d'ospedale e il cavalletto sembra significare che
o meno circolare, ma aveva qualcosa che io chiamo una mano." l'uomo deve ora concentrare il suo sforzo creativo sull'approssimarsi della
morte, così come prima Io aveva concentrato sulla pittura. Il maestro-
Il particolare più interessante di questo racconto è che il soggetto della compagno di viaggio è qui rappresentato da Jung, per il quale l'uomo nutriva
narrazione si assimila egli stesso all'oggetto luminoso. È un punto sul quale una profonda venerazione e sul quale proiettava l'immagine del Sé.
intendo ritornare. Per ora vorrei soffermarmi sulla natura di quel corpo Nella maggior parte dei casi l'Altro (o l'Altra) che viene a prendere il
luminoso, che alcuni soggetti esaminati da Moody identificano col Cristo o morente è rappresentato da un parente già morto (spesso si tratta della
con un angelo. Nella terminologia junghiana parleremmo di una forma madre) o dal coniuge, o da un conoscente morto da poco. Gli esempi al
fenomenica del Sé, che appare qui come una fonte di "disincarnazione", riguardo sono così numerosi che sembrano confermare una delle tesi
fondamentali dello spiritismo: sarebbero cioè gli spiriti dei trapassati a
qualcosa che con la sua intensità estingue, per così dire, la coscienza
condurre i vivi nell'Aldilà, aiutandoli ad affrontare la nuova situazione. Mi
corporea abituale.
limito a citare solo due esperienze che mi sembrano particolarmente
Le esperienze di luce sopra citate sono accompagnate spesso da una sorta
autentiche. Quella di una donna che vide in sogno la propria sorella, morta in
d'illuminazione interiore, come un messaggio rivolto all'individuo prossimo a
giovane età, "con un sorriso radioso (...) e nelle mani una corona funebre
morire. Ecco un esempio comunicato a Hampe (1975, p. 89) dal dottor
bianca come la neve"; il giorno dopo giunse la notizia che il figlioccio della
Werner Duvernoy, di Uppsala: "Mi trovavo di nuovo come al buio, ragazza, di appena dieci anni, era morto in una disgrazia. 11 O quello di
all'interno di un tunnel a forma di spirale. Lontano, in fondo al tunnel, che un'altra donna che riferisce di aver visto in sogno la propria sorella, morta da
era molto stretto, scorgevo una luce chiara, poi qualcuno incominciò a molti anni: era vestita di bianco e le diceva che veniva a prendere sua madre;
parlarmi: nel buio c'era qualcuno. Incominciò a spiegarmi il senso della mia due mesi dopo la madre morì.12
vita. Tutte le domande che un uomo può formulare trovavano la loro Non diversamente dai sogni, anche nelle visioni ricorre spesso la figura
risposta." Poi la voce ordina al soggetto di ritornare in vita, dicendogli che il del parente, del coniuge 0 dell'amico che viene a prendere il moribondo.
suo momento non era ancora arrivato. Emil Mattiescn ha raccolto un grandissimo numero di testimonianze di
Un mio analizzando, morto all'età di sessant'anni per una malattia persone anziane in cui compare il motivo del familiare o del parente che
polmonare, riferì a suo figlio questo sogno, l'ultimo: viene a prendere il vivo.

Lasciavo a piedi l'ospedale e raggiungevo un'antica porta cittadina, che


nel Medioevo segnava il limite della città. Lì incontro C. G. Jung [morto
diversi anni prima] che era diventato un personaggio potente nel regno dei
morti. Jung mi dice che devo decidere se continuare a vivere e a lavorare
[l'uomo era un pittore], o se voglio lasciare il mio corpo. A quel punto mi
accorgo che il mio letto d'ospedale è, in qualche modo, anche il mio
cavalletto.
PASSAGGIO DEL FUOCO E DELL'ACQUA 99
CAPITOLO 7 // passaggio del fuoco al cancro che distrugge il corpo del paziente, ma potrebbe forse alludere
anche al fatto che l'intensità psichica (è questo, nei sogni, il significato
e dell'acqua
ordinario del fuoco) è cresciuta al punto da distruggere la vita corporea. Si
ricordi a questo punto il motivo del fuoco cosmico in Simon Mago, che
distruggeva le parti visibili dell'albero cosmico ma non il suo "frutto", cioè
l'anima.
Ecco ora il sogno di una donna ammalata di cancro, riferito da Russell
Lockhart (1977, p. 0 nel suo importante saggio:

Mi trovo in un campo (...) e vedo alcuni uomini (...) con maschere


grottesche, che li fanno sembrare molto alti (...) Gli uomini sparano contro
gli alberi, le foglie bruciano subito e il fuoco si spegne, ma gli alberi
Possiamo ora fare ritorno al testo alchimistico di Cornano fermando la sembrano completamente bruciati (...) Quindi si tolgono le maschere e
nostra attenzione su un motivo già presente nelle parti citate, ma ancora da restano in abito da lavoro, soddisfatti della propria opera (...) Vedo poi in
interpretare: il motivo cioè delle sostanze "saggiate" dal fuoco e del lontananza un elicottero sparare alcuni colpi, e so che distruggerà i frutti
"fanciullo", ovvero l'immortale, generato "dal grembo del fuoco". Il motivo degli alberi.
ricorre anche nei sogni di morte dell'uomo contemporaneo, come nel sogno
di quel medico che vide una bara gettata nel fuoco, e poi dalla bara uscire Anche qui il fuoco ha a che fare con la distruzione della vita vegetativa,
una bella donna. ma vi è anche un significato ulteriore: nell'alchimia greca, l'anima (psyche) è
Lo stesso paziente di cui abbiamo riferito a pagina 53 il sogno della detta spesso kaustike, ossia "ardente". Dice ad esempio l'alchimista Zosimo: 1
doppia foresta fece un altro sogno in cui compare il motivo del fuoco. Dopo "Si chiama psyche la natura da sempre divina e bruciante." Oppure: "Si dice
aver appreso da quel sogno consolante che la sua vita sarebbe continuata psyche la natura divina, che arde fin dall'origine. Lo spirito (pneuma) si
nella foresta superiore, l'uomo era più sereno di fronte alla morte, ma non unisce ad essa, la salva e la purifica col fuoco, se viene sorvegliata con arte.
sapeva rassegnarsi del tutto all'idea di dover morire ancora piuttosto giovane Essa infatti non può andare distrutta." A questa sostanza viene spesso rife-
(aveva cinquantadue anni): "In questa vita — diceva — volevo ancora fare rita anche la citazione di Maria Prophetissa:2 "Non toccatela [la sostanza
molte cose." Ecco il secondo sogno: segreta] con la mano, perché è un elisir (pharmakon) di fuoco (...) È infatti
portatrice di morte, quando si decompone come argento vivo; l'oro che in
Vedevo una foresta verdeggiante in pieno rigoglio, per niente essa si decompone è la rovina di tutti i metalli." O ancora: 3 "Imbiancare
autunnale. Un furioso incendio la distruggeva completamente. Raggiunsi significa bruciare, ma il bruciare è un riportare alla vita mediante il fuoco.
allora il terreno bruciato: tutto era annerito, carbonizzato, ridotto in Le sostanze stesse infatti si bruciano a vicenda e si riportano attraverso il
cenere, ma nel mezzo c'era un grosso blocco di arenaria, rotondo e di fuoco alla vita, e si fecondano a vicenda, s'ingravidano e partoriscono
colore rosso, senza alcuna traccia dell'incendio. Pensai allora che l'essere vivente ricercato dai filosofi."
l'incendio non lo aveva nemmeno sfiorato e annerito, e ne -provai una gioia Queste amplificazioni fatte dagli alchimisti descrivono un processo di
inspiegabile. combustione che coincide con un ritorno del morto alla vita attraverso il
fuoco (la cosiddetta anazopyresìs). In questo senso si può intendere il fuoco
Il sogno descrive un incendio devastante che annienta la vita del primo sogno: l'incendio distrugge l'in-
"vegetativa". Si potrebbe intenderlo come un'allusione simbolica
CAPITOLO SETTIMO PASSAGGIO DEL FUOCO E DELL'ACQUA

tera vegetazione, ma alla fine rimane qualcosa di indistruttibile: la pietra processo, i testi greci dicono espressamente che essa è pyrimachos,
rossa, che il fuoco nemmeno annerisce. La pietra rossa è in alchimia un "resistente al fuoco". Così ad esempio Zosimo: 4 "Così dunque gli spiriti
simbolo così noto della meta finale che mi permetto di rimandare alle fonti s'incarnano e i cadaveri si rianimano, avendo ritrovato la propria anima, e
senza citarle per disteso. Della pietra filosofale, il Lapis, che è il risultato del compiono l'opera divina: si vincono l'un l'altro e vengono l'uno dall'altro
sconfìtti. Lo pneuma fuggevole si incontra col corpo, che ha imparato a re- rimanda a influssi egizi, mentre l'Apocalisse di Esdra contrappone al
sistere al fuoco." paradiso il fuoco della Geenna. 6 In ambito cristiano, il fondamento
Nella prospettiva della tradizione alchimistica la rossa arenaria nel sogno scritturale della credenza nel purgatorio sarebbe invece la prima lettera ai
dell'ammalato di cancro sarebbe niente meno che una visione del corpo di Corinti (3.11 -16), in cui Paolo parla di Cristo come del fondamento su cui
resurrezione (il lapis qui resistit igni). Si spiega allora perché il sognatore ciascuno costruisce la propria opera: "Ora, se alcuno costruisce sopra questo
abbia provato una gioia così intensa nel costatare che la pietra era rimasta fondamento oro, argento, pietre preziose, ovvero legno, fieno, stoppa,
completamente intatta. l'opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà, essendo
Poiché abbiamo menzionato Zosimo, un personaggio che incontreremo che abbia ad essere manifestata per fuoco; e il fuoco farà la prova qual sia
ancora molte volte e di cui citeremo le visioni, è opportuno ricordare che l'opera di ciascuno (...) Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo
egli visse nel terzo secolo d.C. a Panopoli, in Egitto, e appartenne Spirito di Dio abita in voi?" Il fuoco dunque "saggia" qui l'opera dell'uomo,
probabilmente alla setta gnostica Poimandres. separando ciò che in essa è eterno da ciò che è caduco. Per lungo tempo il
In un'esperienza dell'Aldilà riferita da Hampe (1975, p. 71) il moribondo fuoco che "castiga" (inferno) e quello che purifica o "saggia" (purgatorio)
cammina col padre in un paesaggio magnifico: "Trovai una grossa pietra e non furono distinti in modo preciso, e d'altra parte lo stesso luogo di
la rovesciai: la pietra era senza peso. Sulla parte posteriore c'era una grande passaggio viene descritto a volte non come luogo di fuoco ma come
quantità di splendidi cristalli di rocca disposti a formare una specie di volta. refrigeriwn, come luogo di ristoro dove scorrono le acque. 7 Tra i primi
Ne provai una sensazione di gioia." sostenitori dell'idea del purgatorio sono Clemente Alessandrino e Origene;
Questa "pietra" sembra importante, ma come essa si colleglli Origene ritiene tuttavia che anche l'inferno sia un luogo di pena temporaneo
all'esperienza della morte nel suo complesso non è ancora chiaro. È un e respinge l'idea di una dannazione eterna, il purgatorio serve alla "catarsi",
punto su cui tornerò più avanti. cioè alla purificazione delle anime, e le spinge a ravvedersi; solo per quelle
Nella tradizione cristiana, com'è noto, il regno dei morti è associato al incorreggibili esso rappresenta un "castigo". 8 Agostino è il primo a
fuoco (inferno e purgatorio). L'idea del purgatorio s'impose definitivamente enunciare la credenza secondo cui i vivi possono intercedere per i morti
nella dottrina cattolica solo a partire dal dodicesimo secolo,5 ma già nei durante questo periodo intermedio, mentre a Clemente Alessandrino si deve
primi Padri della Chiesa si trova l'idea, sia pure appena accennata, di un un'altra idea degna di nota: il fuoco scaturirebbe propriamente da Dio o da
soggiorno temporaneo delle anime prima del giudizio finale. Su questa idea Cristo, e il passaggio attraverso il purgatorio sarebbe una sorta di battesimo
ebbero un influsso non trascurabile le concezioni orfico-pitagoriche, di fuoco.9 Mentre per gli uni questo fuoco è un castigo, per gli altri è una via
platoniche e soprattutto egizie, mentre lo sheol veterotestamentario, luogo di santificazione: esso non brucia, ma è un fuoco spirituale che attraversa
oscuro e fangoso, non sembra svolgere un ruolo importante. Un Aldilà di l'anima.10 Non è insomma il fuoco fisico che conosciamo, ma un fuoco
fuoco si trova citato nel libro di Enoch (secondo-primo secolo a.C.) che "sottile spirituale". La concezione di Clemente è già molto vicina a una
moderna comprensione psicologica del fuoco dell'Aldilà.
Queste idee cristiane risalgono con ogni evidenza all'antico simbolismo
egizio, dove esse compaiono in una forma più originaria e primitiva. Nel
regno egizio dei morti si trova un lago o una fossa di fuoco (detta anche
isola di fuoco) la cui acqua è, nello stesso tempo, fuoco. Osiride "respira
attraverso l'acqua inavvicinabile di
CAPITOLO SETTIMO PASSAGGIO DEL FUOCO E DELL'ACQUA 103

questo stagno di fuoco". 11 A proposito di questo lago il dio del Sole Ra dice ovviamente, come un fuoco "mistico". Il fuoco è di per sé un simbolo
ai defunti: "La sua acqua vi appartiene, ma il suo fuoco non è contro di voi, dell'energia psichica-, esso simboleggia quella realtà psichica ignota che si
e il suo ardore non è contro il vostro cadavere "; per i malvagi invece questo manifesta, con vari gradi di intensità, nelle pulsioni, nei desideri, nelle
fuoco è un tormento ed esso li brucia, 12 e "saggia" così tutto ciò che si trova volizioni, negli affetti, nell'attenzione e nella capacità di lavoro ecc. 13
nelle sue acque. Storicamente, il concetto di energia fìsica e psichica nasce dalle nozioni
In una considerazione psicologica, il fuoco non va inteso ovviamente in primitive di "mana", "mulungu", "orenda", "wakanda", "manitu" e simili,
senso letterale. Anche gli antichi alchimisti lo utilizzavano come simbolo, con cui l'uomo arcaico indicava quel potere misterioso, sovrumano e
equiparandolo al suo opposto, cioè all'acqua, e intendendolo così, sacrale, che si manifesta ad esempio nel fulmine, in una particolare pianta o
animale, nel prestigio personale del capo ecc. In questo concetto primitivo di qualitativo: una intensità percepibile anzitutto attraverso il sentimento.
quelle che noi oggi chiameremmo energia fìsica e psichica appaiono ancora Tuttavia lo stesso Jung (1947/1954, p. 250) rileva:
fuse: fu necessario un lungo processo storico perché da questa nozione
primitiva di energia si sviluppasse il concetto di energia fìsica in senso "Le intensità psichiche e le loro differenze graduali indicano processi
moderno.14 Il fuoco cosmico di Eraclito, dotato di sensibilità, corrisponde caratterizzati quantitativamente, che però sono inaccessibili all'osservazione
ancora a un'idea di energia relativamente arcaica: "Quest'ordine del mondo, diretta e quindi alla misurazione. La costatazione psicologica, pur essendo
che è lo stesso per tutti, non lo fece né uno degli dei né uno degli uomini, ma sostanzialmente qualitativa, possiede anche però una sorta di 'energetica
è sempre stato ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo dovuto si fisica latente', perché i fenomeni psichici permettono di riconoscere un certo
accende e al tempo dovuto si spegne." 15 Nella filosofia stoica questo aspetto quantitativo. Se queste quantità fossero in qualche modo misurabili,
concetto si evolve nell'idea di uno spirito {pneuma) igneo, che riempie la psiche dovrebbe apparirci un che di mobile nello spazio al quale applicare
l'intero universo e coincide con la divinità. Nell'alchimia antica e medioevale la formula dell'energia: poiché massa ed energia hanno la stessa natura,
questa antica concezione sopravvive nell'immagine di Mercurio, visto come massa e velocità dovrebbero essere concetti adeguati per la psiche, nella
il misterioso "fuoco elementare" in tutte le cose, come spirito vitale misura in cui questa esercita effetti costatabili nello spazio; in altre parole,
onnipresente o spirito creativo della natura. 16 Questo spirito igneo sta alla la psiche dovrebbe possedere un aspetto nel quale apparire come massa in
base della cosiddetta teoria del flogisto alle origini della moderna chimica, e movimento. Se non vogliamo postulare direttamente un'armonia prestabilita
si sviluppò più tardi, come ha mostrato Sam-burski (1965, p. 219), nella tra eventi fisici e psichici, non può trattarsi che di una interactio. Questa
moderna idea di "campo di forza". ipotesi presuppone però una psiche che in qualche modo tocca la materia, e
In contrasto con l'energia quantitativamente misurabile della fisica viceversa una materia con una psiche latente."
odierna, l'energia psichica è, come sottolinea Jung, qualcosa
Queste ipotesi di Jung suggeriscono insomma che, per arrivare a
comprendere il rapporto tra ciò che oggi chiamiamo energia fisica da un lato
ed energia psichica dall'altro, bisognerebbe chiamare in causa la
parapsicologia.
A mio avviso il simbolismo alchimistico del fuoco allude a una energia
intensiva che contraddistingue la psiche nel suo aspetto incorporeo. Si
potrebbe immaginare che nel processo della morte questa parte non
incarnata della psiche sottragga la sua energia alla parte corporea,
caricandosi in questo modo di un massimo di intensità. Ecco perché nel
Cornarlo l'elisir di vita è detto "letale": esso contribuisce parimenti a
"uccidere" il corpo, ossia a privarlo dell'anima, e a rianimare nello stesso
tempo la psiche (il suo aspetto eterno), ossia ad accrescerne l'energia
intensiva. Il forte stato di eccitazione in cui vengono a trovarsi alcuni
moribondi rispecchierebbe in questa prospettiva la lotta tra l'energia
psichica ancora legata al corpo (fuoco = affetti) e quella che si sottrae al
corpo (vita psichica pura accresciuta). In caso di morte violenta (assassinio,
104
CAPITOLO SETTIMO PASSAGGIO DEL FUOCO E DELL'ACQUA ios

suicidio) il conflitto può assumere un carattere "esplosivo", come una volta Quando mi svegliai venni a sapere che durante la notte l'ammalata si era
ho avuto io stessa occasione di sperimentare. All'età di ventiquattro anni tolta la vita con delle pastiglie di sonnifero. In caso di suicidio, l'"energia
vivevo in una camera che avevo preso in affitto nella casa di una ragazza vitale" non viene consumata naturalmente fino all'ultimo, sicché la morte si
sedicenne, ammalata, e della sua infermiera. Una notte feci questo sogno: presenta come un'improvvisa esplosione dagli effetti pericolosi per
l'ambiente. Un'esplosione, com'è noto, non è altro infatti che l'improvviso
Si verificò una spaventosa esplosione. Io e l'infermiera ci nascondemmo liberarsi di una forte quantità di energia.
dietro un muro per non essere colpite dalle pietre e dalle schegge volanti.
Se è vero che nella mitologia l'Aldilà viene spesso descritto come un questo mare di sogno le anime si aggirano, secondo le parole di Timarco (in
luogo di "fuoco", in senso positivo o negativo, in altrettanti casi se non di Plutarco, De genio Socratis 2isgg.), come fluttuanti punti luminosi o come
più la resurrezione dei morti viene descritta come una rinascita a partire stelle, si immergono in profondità e salgono verso la luna, dimora delle
dall'acqua: già nell'alchimia e nella raffigurazione egizia del regno dei morti anime purificate. Come Oceano, quest'acqua avvolge anche il cosmo ed è
il fuoco e l'acqua vengono a volte espressamente associati. Anche nell'antica l'origine di ogni vita e anzi del mondo intero. Nell'alchimista Zosimo, 17
Cina si pensava, come abbiamo già ricordato (p. 58), che i morti l'acqua è detta 1'"elemento rotondo" H, secondo una tradizione risalente
sopravvivessero nelle acque sotterranee, e anche nelle antiche culture all'antico Egitto, dove Osiride rappresentava un elemento acqueo sferico.18
occidentali troviamo una concezione affine. Come osserva nel suo bel Una sentenza della guardia di Osiride suona così: "Tu sei verde e grande nel
lavoro Martin Ninck (i960, pp. 3,39, 125), gli antichi Greci credevano che tuo nome 'grande verde Oceano'. Davvero tu sei grande e rotondo come il
tutte le acque scaturissero dalle profondità della terra, dove si trovavano i cerchio che avvolge Hanebu [l'arcipelago]. Davvero tu sei rotondo e potente
grandi fiumi sotterranei Acheronte e Cocito e il lago dello Stige. Il signore come il 'rotondo mare potente'." Viene qui alla mente quel sogno (p. 49), in
di queste acque è Ade, il dio degli inferi. Tutte le sorgenti provengono da cui il moribondo esitava a entrare in un liquido aereo di colore azzurro a
questo sacro mondo sotterraneo; le nozze, le guarigioni e la nuova vita forma di uovo.
appartengono al suo dominio. Il nero Stige è però la terra dei morti, le sue Anche il Cornarlo parla, in seguito, delle acque che sommergono il
acque danno la morte, ma bevute in determinati giorni procurano invece cadavere nel mondo infero prima della sua rinascita in forma glorificata. Nel
l'immortalità. I Campi Elisi e le Isole dei Beati si trovano invece oltre il Libro dei morti si legge che il morto sale "sul colle dell'acqua": 19 "O colle
fiume infero. dell'acqua su cui i defunti non hanno potere r perché la sua acqua è fuoco, le
L'acqua ha a che fare con quelli che Martin Ninck chiama "gli stati sue onde sono fiamma (...) Possa io disporre dell'acqua e bere dei suoi flutti
notturni dell'anima", ossia con il sogno, l'estasi, il rapimento: essa è, in (...) Salute a te, o dio, che sei nel colle dell'acqua! Io sono venuto a te
parole nostre, un'immagine dell'inconscio collettivo. Su affinché tu metta l'acqua a mia disposizione e io beva dal flutto, come hai
fatto per quel grande dio grazie al quale avviene l'inondazione, grazie al
quale le piante si rinnovano, i prodotti crescono e la vegetazione verdeggia!
(...) Fa' in modo che l'inondazione arrivi fino a me."
Questa "inondazione" era associata dagli Egizi al bagno di soda in cui
s'immergeva il cadavere all'inizio del processo di mummificazione. Dice una
sentenza sepolcrale:20 "O Osiride NN, tu scendi e ti purifichi insieme a Ra
nel mare di soda e indossi le vesti della vita." La parola egizia per "soda" è
"n—t—r", che significa "dio"r "divino".21 L'immersione del corpo in una
soluzione di soda ha dunque il significato letterale di una deificazione, di una
-metamorfosi del morto nel dio Osiride.
Nella liturgia di imbalsamazione, sulle bende della mano sinistra del
morto viene riprodotto il segno del dio Nilo, e l'officiante pronuncia le
parole:22 "O Osiride NN, il Nilo, il grande degli dei viene a te per compiere
il tuo sacrificio con acqua fresca. Egli ti dà (...)
io6 CAPITOLO SETTIMO PASSAGGIO DEL FUOCO E DELL'ACQUA laq

il Nun [l'acqua primordiale] che viene dalla caverna; il vortice che viene vivere nel suo nome, il Vivente. Quest'acqua ti partorisce, come Ra, ogni
dalle due montagne. Tu ne bevi e te ne sazi. Il tuo corpo si colma di acqua giorno: essa ti fa diventare come Chepera fio scarabeo]."
fresca, la tua bara è riempita dai flutti, la tua gola è inondata (...) tu sei Nun, Nella processione di Iside descritta al termine delle Metamorfosi di
il più antico, il padre degli dei." Apuleio, l'oggetto sacro che viene portato in processione è un'urna piena di
Nelle cosiddette Ore di guardia di Osiride l'officiante porta, alla sesta acqua del Nilo. È il già citato (p. 41) Osiride hydreios, simbolo che compare
ora, un vaso pieno di acqua del Nilo: si dice che sia la stessa acqua nell'Egitto greco-romano (primo secolo d.G): una specie di grembo
dell'Oceano primordiale Nun, dal quale proviene l'intera creazione. simbolico in cui il morto ritorna alla vita, e insieme probabile immagine
L'officiante esclama:23 "Ecco la vostra sostanza, o dei del Nun, che vi fa della dea Iside che fa rinascere il morto. L'urna contiene acqua del Nilo
proveniente dall'acqua primordiale di Nun, da cui sono scaturiti, secondo la tro come in un gioco variopinto di mille sfumature, per poi tornare a
concezione egizia, l'universo e tutti gli dei. separarsi come in un mazzo. Ogni colore aveva un suono. E tutti questi
Intesa come il Nun (l'acqua primordiale da cui proviene la creazione), colori e suoni insieme producevano una musica meravigliosa che mi
l'acqua che è anche fuoco è un simbolo dell'inconscio collettivo, dove riempiva di gioia e mi spingeva avanti." E poi (p. 85): "Mi sentivo sempre
l'acqua raffigura di più l'aspetto di questo come matrice di immagini e di più avvolta da un maestoso cielo azzurro con nuvole rosa e delicate
visioni simboliche, e il fuoco di più quello della sua qualità suscitatrice sfumature violette. In questa atmosfera ideale mi muovevo dolcemente e
d'affetti.24 Questi due aspetti dell'inconscio compaiono anche nelle senza dolore." E infine (p. 91): " In stato d'incoscienza vidi delle immagini
esperienze di premorte riferite da Moody e da Hampe. Le descrizioni dei di me stessa, in cui tutti i colori dell'iride sfumavano l'uno nell'altro."
pazienti sono spesso percorse da forte commozione, di beatitudine o di
tormento, e insistono sul fatto che il linguaggio non è in grado di descrivere Questo elemento fluido è molto frequente nelle esperienze di premorte e
quell'esperienza, che si tratta di un'emozione inesprimibile ( = fuoco). In tali corrisponde all'aspetto "acqueo" dell'inconscio. La pratica indù di spargere
esperienze, del resto, si parla spesso di correnti (!) di luce, di colori, di le ceneri del morto sulle acque del Gange, o l'usanza di Bali di trasportarle
immagini, di suoni in sé non afferrabili, che sembrano corrispondere in mare su una barca per poi spargerle sull'acqua, esprimono simbolicamente
all'aspetto acqueo dell'inconscio. Una paziente di Hampe (1975, p. 83) parla questa idea di un dissolvimento liberatore inteso come ritorno all'oceano
ad esempio del passaggio attraverso un tunnel: primordiale. Questo simbolismo illustra in qualche modo l'aspetto acqueo
dell'inconscio: una sorta di sostanza liquida in cui sono sospese le "immagini
di ogni creatura", più belle e più intense che in sogno, ma ancora più
sfuggenti.
Dobbiamo ora tornare al sogno finale di quel paziente (vedi sopra p. 49)
che si trovava "sopra o dentro un liquido aereo del colore del cielo e dalla
forma di un uovo". L'uomo aveva "la sensazione di cadere nell'azzurro,
nell'infinito", e temeva di dissolversi, ma dei pezzetti di stoffa azzurra
ondeggianti all'intorno lo avvolgevano e lo sostenevano (veniva poi la
visione dell'albero di Natale).
Un uomo di età piuttosto avanzata descrisse per lettera a Jung un sogno
analogo, di cui riportiamo l'ultima scena:

Egli raggiunge un edificio dove incontra i suoi genitori e il suo patrigno,


che lo abbracciano in segno di benvenuto. Ma deve proseguire, finché la
strada finisce davanti a un abisso e una voce gli ordina di saltare giù. Si
oppone disperatamente, poi obbedisce. Con suo grande stupore non
precipita verso il fondo, ma fluttua deliziato nell'azzurro dell'eternità.
"Dovevo cercare l'accompagnatore là dove s'intravedeva l'azzurro
intenso dell'uscita. Il ronzio diventava più bello e più chiaro. Anche i colori Jung (lettera a E. L. Grant Watson del 25 gennaio 1954) interpreta questo
si facevano più luminosi e sembravano passare l'uno nell'al- sogno come una preparazione alla morte, e si richiama
io8 CAPITOLO SETTIMO

alla dottrina indù secondo la quale morire significa entrare nel-ì'atman: "Lì questo liquido e lo si fa rotare, "lo si vedrà fluttuare verso l'alto, traslucido e
non vi è solitudine, ma totalità, o una pienezza che si estende all'infinito." del più puro colore dell'aria". 25 In questo modo il misterioso cielo interiore
Il "liquido aereo del colore del cielo" è una strana immagine che si diventa visibile. La produzione di questo liquido azzurro e aereo rappresenta
ritrova anche in Gerhard Dorn, alchimista e allievo di Paracelso. Per Dorn per Dorn il grado supremo della coniunctio degli opposti, la fusione con lo
l'intera opera alchemica culmina nella produzione del cosiddetto caelum, o spirito divino dell'universo. Jung la interpreta così: "L'intero uomo cosciente
cielo interiore, che è la quintessenza della vita corporea, la "verità" interiore viene preso in consegna dal Sé, dal nuovo centro della sua personalità che
nascosta nel più intimo dell'uomo come "immagine di Dio". Se si distilla sostituisce il vecchio Io."26
Secondo i testi alchimistici, tuttavia, questo sarebbe solo uno stadio CAPITOLO 8
introduttivo, a cui farebbero seguito altre e importanti trasformazioni. È una
Il sacrificio 0 'elaborazione' del vecchio corpo
prima liberazione dai vincoli del corpo, dai desideri e dalle esigenze dell'Io,
da quel mondo ristretto in cui ci confina la vita la nostra limitata coscienza
cerebrale. Ma si tratterebbe solo di uno stadio iniziale. Un uomo che i
medici avevano riportato in vita descrisse così la sua esperienza a Hampe
(1975, p. 93): "Lo stato in cui mi trovavo era caratterizzato da una inaudita
sensazione di pace, ma anche da qualcos'altro, da un presentimento di
grandi cose, di una trasformazione ulteriore. Tuttavia, oltre al mio
improvviso ritorno sul tavolo operatorio non ricordo altro."
Molti altri resoconti dì morenti contengono un accenno all'esistenza di
una "soglia" ulteriore, dalla quale però, ovviamente, non c'è ritorno.27
La liturgia egizia dei morti e la tradizione simbolica dell'alchimia Prima che lo spirito e l'anima possano ritornare nel corpo, quest'ultimo
descrivono a loro volta altri stadi, ossia il ritorno dell'anima nel corpo: non deve aver subito, secondo quanto afferma il Cornano, una metamorfosi. In
però nel "vecchio" corpo, ma in una forma nel frattempo mutatasi e un primo tempo sembrerebbe trattarsi di una dissoluzione o di un
sublimata del medesimo. Dobbiamo dunque domandarci che cosa succeda "sacrificio" del vecchio corpo, "tormentato", esposto alla "prova del fuoco"
esattamente al "vecchio" corpo, mentre l'anima si allontana in uno stato e simili. L'uomo di cui abbiamo citato a pagina 73 il sogno di Anima fece
estatico provvisorio. prima di morire quest'ultimo sogno, riferito da Barbara Hannah (1964, p.
198):

Un uomo, forse lo stesso sognatore o il suo migliore amico, doveva


venire giustiziato e il sognatore si offrì come carnefice, nella speranza di
poter salvare la vita al condannato che riteneva innocente. Nella mano
teneva un affilato coltello da caccia e doveva far credere di volerlo davvero
uccidere perché, se si fosse venuto a sapere che voleva salvarlo, avrebbe
dovuto pagare con la vita. Gli praticò quindi un taglio lungo la colonna
vertebrale e poi girò la vittima. Nel corso dell'operazione sentì le ossa
scricchiolare ed ebbe paura di avere inciso troppo a fondo. A questo punto
l'uomo si svegliò con l'acuta sensazione di non poter soddisfare sessual-
mente la ragazza che amava.

Nell'interpretazione di Barbara Hannah, basata sulle associazioni del


sognatore, l'amico che è da sacrificare simboleggia un aspetto della sua
personalità rimasto troppo giovanile, e teso a "ripetere" sempre nuove
avventure sessuali. Con il coltello usato nel sogno l'uomo era solito, durante
le sue battute di caccia, dare il colpo di grazia alla preda: l'intenzione era
dunque, evidentemente, di dare
CAPITOLO OTTAVO interiore.
Questo lato immaturo e sessualmente avido può essere visto anche come
il colpo di grazia a questo lato immaturo di sé, cercando nello stesso tempo
la tendenza, tipica degli anni giovanili, a identificarsi col proprio corpo e i
di risparmiarlo. Secondo Barbara Hannah la vittima significa inoltre
suoi impulsi. In un certo senso il sacrificio sarebbe dunque una rinuncia al
Vostinazione egocentrica del sognatore, la sua volontà di seguire il proprio
corpo. Ma sacrificare significa rinunciare a qualcosa in nome di un'istanza
desiderio e di non sottostare al "volere del dio", al comandamento del Sé
superiore, generalmente un dio o delle divinità. In sostanza si tratta di una
rinuncia all'egocentrismo.1 Ecco la dichiarazione di un uomo gravemente zi. SACRIFICIO ur
ferito in guerra che, dopo essere rimasto a lungo in coma, era riuscito a
cuna]. La tua anima sale sul tuo corpo nella terra di Dio. A te Horus, che
salvarsi, riferita da Hampe (1975, p. 96):
viene dall'olio di mirra, da Osiride. "
"Nel momento in cui sentii dire da un'infermiera che mi restavano
Segue l'unzione del corpo, da cui dipende l'unione col dio Osiride. Le
appena due ore di vita provai improvvisamente una sensazione di angoscia:
viscere vengono quindi poste in quattro canòpi (vasi) in modo che "gli
conobbi la violenza e il tormento della lotta interiore, la lotta finale
unguenti della mummia penetrino nelle membra del Dio". Poi la spina
dell'anima davanti al sacrificio. La lotta si svolgeva nella piena luce della
dorsale viene impregnata di olio. Il testo da recitare dopo queste unzioni
coscienza. Conserverò per sempre il ricordo di quel momento, e prego Dio
suona così:
che non svanisca mai dalla mia memoria (...) Se la vita va lasciata con
coraggio, va anche vissuta con coraggio."
"O Osiride NN, prendi questo olio (...) prendi questo liquido di vita (...)
Prendi questo grasso degli dei, l'emanazione che viene da Ra, la secrezione
Un "sacrificio" del corpo nel senso della sua deificazione si trova anche
che viene da Schow [dio dell'aria]; il sudore venuto da Geb [dio della terra];
nel rituale egizio di mummificazione. Al Museo del Cairo e al Louvre si
trovano due versioni di un antico documento, purtroppo danneggiato e in le membra divine venute da Osiride" ecc. E ancora: "A te, NN, vengono
parte non del tutto leggibile, contenente le istruzioni per sezionare e l'oro e l'argento, i lapislazzuli e la malachite. A te viene l'argilla (thn) per
imbalsamare il cadavere.2 Ogni singola parte del corpo viene trattata con trasfigurare il tuo volto, e il corniolo (hnm) per rafforzare il tuo passo (...) A
particolari oli ed estratti vegetali; questi oli ed estratti sono però concrete te, NN, viene l'abito che nasce dall'occhio di Oro, la bella emanazione di
"emanazioni" degli dei. Leggiamo: Sobk [il dio-coccodrillo, il 'Signore della casa della vita']. (...) A te viene la
veste del tempio di Sobk. Essa guida il tuo cammino nel Nun [le acque
" Ungi quindi la sua testa due volte con buoni oli di mirra, e di': o primordiali] e adorna con la sua bellezza le tue membra, in modo che tu sia
Osiride NN, a te l'olio di mirra, che viene dalla terra [somala] di Punto, per come Ra quando sale e discende, e continui in eterno."
abbellire il tuo profumo con un profumo divino. A te l'emanazione che
viene da Ra, per abbellire il tuo [lacuna] col [la- Poi la mummia viene deposta sul dorso, si indorano le sue unghie e si
avvolgono le sue dita con bende di lino, associandole a particolari divinità.
La stessa operazione viene ripetuta per tutto il corpo, e infine viene di
nuovo unta la testa: "La tua testa viene a te, affinché non sia lontana da te:
viene a te e non si separerà in eterno." Le mani vengono disposte in modo
che gli dei possano "prenderle" o "afferrarle", le gambe in modo che
possano di nuovo "camminare". "Gli abiti degli dei avvolgono le tue
braccia", e le grandi vesti delle "dee le tue membra, affinché le tue braccia
siano forti e le tue gambe robuste". II testo finisce così:

"A te, Osiride NN, l'incenso, che viene da Horus, a te la mirra, che viene
da Ra, a te la soda, che viene da Nechbet; a te le piante anchjemi venute da
Osiride, la resina, che viene dal dio potente, la
ii2 CAPITOLO OTTAVO giovane. O Osiride NN, possano i tuoi nomi durare splendidi nel tempio di
Ammon-Ra, il re degli dei, la sacra immagine, il capo di tutti gli dei in
gomma, che viene dal beato Wennofre [Osiride]. Essi raggiungono le tue
eterno."
gambe e ti rendono testimonianza. Tu cammini su una terra d'argento e su
un terreno d'oro, vieni sepolto in un pendio di malachite (...) Vedi il tuo Il testo descrive come la mummia si trasformi, secondo la concezione
nome in tutte le province, la tua anima in cielo, il tuo corpo nella Dat [il egizia, in un corpo "trasfigurato": è il processo alchimistico di deificazione.
mondo infero], le tue statue nei templi. Vivi in eterno e sei eternamente Il corpo del morto diventa una molteplicità di dei, che però nell'immagine
del dio Sole è anche una unità di tutti gli dei. Nel linguaggio della IL SACRIFICIO ni

psicologia diremmo che il corpo del morto si trasforma in un'immagine


quindi mummificato, e sarebbe diventato asciutto e nero. Occorreva molto
dell'inconscio collettivo e nel suo aspetto unitario, il Sé. Con questo corpo
tempo, il lavoro era delicato e difficilissimo. L'uomo sopportò stoicamente:
trasfigurato si uniscono poi il ka (l'ombra, il doppio) e il ba (l'individualità
il suo e il mio destino erano in gioco, e il risultato finale fu a nostro parere
spirituale) del morto in una unità indivisibile. La resurrezione è dunque la
quello desiderato. Quando gettammo uno sguardo sul simbolo, esso
fusione del Sé individuale col Sé collettivo, ma anche, nello stesso tempo,
emanava un'aura impenetrabile di mistero. Eravamo entrambi esausti.
una ripresa del corpo in forma trasfigurata.
Un altro esempio di questo motivo archetipico si trova nella serie di
Come spiega Edinger, richiamandosi al motivo alchimistico dello
sogni pubblicata da Edinger. L'uomo esaminato da Edinger (1972, p. 214)
smembramento, le mani raffigurano lo strumento del nostro volere e del
racconta, fra gli altri, questo sogno:
nostro agire coscienti. Staccare le mani significa dunque uno
spodestamento dell'Io, o, per dirla con Jung, una "sconfitta dell'Io". La
Come nelle Leggende ebraiche di Gìnsberg [un libro che il sognatore
figura che ne deriva, un esagono, è un'immagine del Sé, ma forse anche di
aveva sfogliato il giorno prima], dove Dio comunica personalmente con gli
una maschera primitiva raffigurante il volto di Dio. Il sei significa, nel
uomini, sembrava che Dio vii avesse sottoposto a un esame a cui non ero
preparato, né tecnicamente né emotivamente. Anzitutto dovevo cercare e simbolismo dei numeri, l'unione degli opposti. È anche importante notare il
trovare un uomo che mi aspettava [l'Altro sconosciuto!] e con lui dovevo sacrificio dell'uomo fisico come portatore della volontà dell'Io, sacrificio
seguire attentamente le istruzioni ricevute. Il risultato del nostro lavoro che trasforma l'uomo (o le sue mani, cioè la sua attività) in portatore del Sé.
doveva essere un simbolo astratto per noi incomprensibile, con un L'analogia col processo egizio di mummificazione è evidente.
significato religioso, o sacro, 0 di tabù. Il compito consisteva nel tagliare Un altro esempio è riferito da Mark Pelgrin ( 1961, p. 109) ed è il sogno
le mani di quell'uomo lungo le articolazioni per poi unirle in modo da for- di una donna in punto di morte:
mare una figura esagonale. Bisognava poi staccarne due rettangoli, uno
per mano, in modo da ricavarne delle specie di finestre. Questi rettangoli Vedevo con molta chiarezza un gruppo di uomini dall'aspetto molto
erano simboli di grande importanza. Il risultato andava serio, che mi aspettavano come in un rituale solenne. C'era anche una
barella su una veranda aperta, un luogo importante e austero che dava sul
cortile. Gli uomini indossavano vestiti dai colori sgargianti, un po' come
gli abiti di seta dei fantini, e aspettavano tutti di compiere un certo lavoro
su di me. Avevo la vaga sensazione che dovessero portarmi su un altare
per sacrificarmi agli dei, per essere riplasmata da potenze interiori in un
certo qual modo salutifero.

Questo sogno mi sembra alludere di nuovo a una deificazione del corpo


simile a quella codificata nel rituale egizio, a una trasformazione del corpo,
una sua guarigione che sublima il corpo dall'interno congiungendone allo
stesso tempo le parti a singoli archetipi. A volte il corpo morto è
simboleggiato anche da un animale, come abbiamo visto nel sogno del
cavallo in decomposizione (p. 43). Un altro
"4 CAPITOLO OTTAVO IL SACRIFICIO l'S

esempio lo troviamo in un sogno di morte di cui scrisse a Jung il sognatore: Ecco la risposta di Jung (lettera a E. L. Grant Watson del 25 gennaio
1954): "Il sogno del cavallo raffigura l'unione con l'anima animale, a lungo
Un cavallo magico era stato ucciso in battaglia, e il sognatore doveva trascurata. Ne deriva uno strano stato interiore, un pensiero inconscio, che
portare con sé le sue viscere per diversi anni, finché il cavallo ritornasse La mette in condizione di percepire lo spiegarsi naturale dello spirito nel
in vita, divorasse le proprie vìscere, e lui potesse montarlo. proprio dominio. Lei può intendere il sogno come una conseguenza
naturale di pensieri nell'inconscio, o come anticipazione di una vita questa gerarchia spirituale il cuore è il monarca, nato dallo spirito e dalla
postmortale." In altre parole, ciò significa che nel cavallo (l'anima animale chiarezza, i polmoni presiedono all'ordine e alle divisioni, il fegato alla
nel corpo) si cela in verità la vita di immagini e idee spirituali archetipiche, strategia e alla direzione, la bile alle decisioni e ai giudizi, l'intestino crasso
e che attraverso il sacrificio e il fatto di trasportare la vittima (si confronti alla scelta della giusta via, alle trasformazioni e alle metamorfosi,
con Mitra che trasporta il toro) questo aspetto spirituale nascosto dell'anima l'intestino tenue alla fioritura, le reni alla risolutezza nell'agire ecc. Queste
corporea, ossia dell'inconscio collettivo, diventa esperibile; è una vita "sedi funzionali" sono l'equivalente delle costellazioni nel macrocosmo.
spirituale che sembra continuare dopo la morte. In ogni organo vivono inoltre determinati animali simbolici: una tigre
Il pensiero che le singole parti del corpo possano venire associate a bianca nel polmone, una testuggine e un serpente nella cistifellea, un drago
determinate divinità (archetipi) compare in una forma assai elaborata nel fegato, una fenice nella milza, un uccello rosso nel cuore e un bianco
nell'Estremo Oriente. Per il taoismo cinese, ad esempio, l'uomo è, come cerbiatto a due teste ancora nel fegato.7
nell'astrologia occidentale, un microcosmo, le cui suddivisioni Tutti questi enti sono direttamente percepibili alla visione interiore.8
corrispondono ai vari piani del ciclo e alle sue costellazioni.3 L'energia Mentre le divinità macrocosmiche sono spesso errabonde e difficili da
vitale ch'i, concepita come una sostanza sottile di natura psicofisica, circola raggiungere, è più facile prendere contatto, attraverso la meditazione, con
attraverso il Tutto.4 Ogni organo, anzi ogni minima parte del corpo ha la le divinità corporee presenti dentro di noi e che coincidono
sua divinità, descritta anche come il "sovraintendente", o la "funzione" di misteriosamente con le prime, e permettono così di raggiungere il
quella parte. Quando la divinità abbandona il suo organo, questo smette di significato cosmico del Tao.
funzionare e deperisce. È dunque necessario prendersi cura delle divinità Anche la medicina tibetana e il tantrismo indiano presentano concezioni
del corpo, attraverso la meditazione, la dieta e così via: bisogna del tutto analoghe. L'intero sistema del Tantra Yoga indiano poggia
"congiungerle col corpo " per ottenere lunga vita o addirittura sull'idea che il corpo sia un'immagine del cosmo, e che formi con esso
l'immortalità.5 un'unità materiale e spirituale insieme. Il seguace del tantrismo riconosce la
Gli organi sono poi la sede delle cosiddette passioni celesti, sentimenti propria sostanziale identità col Tutto.9 All'interno del proprio corpo
determinati dal cielo: benevolenza e antipatia, gioia e tristezza,6 cosi come materiale egli possiede un "corpo sottile", fabbricato dall'onnipresente
anche in Occidente certi stati d'animo fondamentali vengono riferiti energia psicofisica che si condensa in punti nodali detti chakras. Nel puja
all'influsso delle costellazioni planetarie. In (atto di adorazione presente in ogni cerimonia), così come nel rituale
tantrico, il celebrante "onora" sé stesso coprendo certe parti del corpo con
ghirlande di fiori, unguenti, profumi ecc. La sua natura si trasforma così
interamente nel divino, ogni parte del corpo acquista natura divina come
nella pratica egizia della mummificazione, con la sola differenza che qui la
metamorfosi avviene già in vita. Il veicolo invisibile della metamorfosi è il
"corpo sottile". Gli Yogi si trattengono spesso a lungo sul luogo della
cremazione per compiere in sé una "cremazione" simbolica, che consiste
nella rinuncia a ogni impulso egocentrico.10 Le singole parti del corpo
diventano nella loro forma cosmica altrettante divinità e formano insieme
la divinità universale.11
Non solo i seguaci del Tantra Yoga, ma ogni indù che rinuncia al
mondo (sannyasin) compie questa metamorfosi, ogni parte del
n6 CAPITOLO OTTAVO 1L SACRIFICIO "1

suo corpo acquista un rilievo particolare e il suo soffio vitale sale col fuoco corpo da parte di ciò che chiamiamo archetipi delVinconscio collettivo, ma
del sacrificio, suggellando la "morte al mondo" dell'iniziato.12 Il rituale si tratta, forse, di qualcosa di più. Oggi sappiamo ad esempio che sogni di
sacrificale prefigura dunque, in qualche modo, la sua morte fisica, ma il serpenti o di insetti sono legati a particolari disturbi del sistema simpatico;
fatto per noi più interessante è la presenza, nelle varie parti del corpo, di ora, è senz'altro possibile che certi archetipi abbiano un qualche legame
una particolare "anima", o divinità, o animale simbolico. Da un punto di specifico con certe funzioni o regioni corporee; è questo un campo della
vista psicologico diremmo che vi è una proiezione sulle diverse parti del psicologia del profondo ancora in larga parte inesplorato. 13 La credenza in
questi legami resta ad ogni modo un fatto storico di portata universale. celso si richiama anche al rituale egizio di mummificazione, in cui veniva
Sia pure in forma meno sistematica che in Oriente, queste idee si usato a suo dire un agens (balsamo) capace di rendere il corpo
trovano rappresentate, nella tradizione occidentale, dalla medicina incorruttibile, e un elisir di lunga vita detto cheyri.17 Questa sostanza
astrologica. Secondo l'astrologia degli antichi le varie parti del corpo sono permetterebbe di ricostituire e rinnovare l'"uomo interiore spirituale",
"dominate" da particolari divinità planetarie e segni zodiacali: gli organi l'imago Dei nell'uomo, che sarebbe imperitura e sopravviverebbe alla
sessuali dallo Scorpione, le ginocchia dal Capricorno, i piedi dai Pesci e morte.
così via. Come rileva Jung, l'alchimia ritrova qui un aspetto della natura umana
Tali concezioni, rimaste praticamente intatte attraverso il Medioevo, che il cristianesimo aveva rifiutato e allontanato.
furono soffocate ma non estirpate dalla vittoria del monoteismo cristiano e Per tornare alle testimonianze di premorte, conosco due casi che
dall'Islam, e conobbero un nuovo rigoglio in età rinascimentale. Il più noto sembrano richiamare queste concezioni alchimistico-astrologiche. Il primo
fra i restauratori è Paracelso, che sulla scia della tradizione intende l'uomo riguarda il noto medico e parapsicologo Sir Auckland Geddee, citato da
come un microcosmo, con un suo cielo "endosomatico" che egli chiama Hampe (1975, p. 101):
"firmamento", "astro" o sidus.14 Esso è una parte o un contenuto del corpo
visibile e la fonte di ogni illuminazione, o lumen naturale^ Saturno esercita "Il sabato nove novembre, un minuto prima della mezzanotte in-
il suo influsso e la sua terapia sulla milza, Giove sul fegato, il Sole sul cominciai a sentirmi male, e il malessere sfociò, due ore più tardi, in una
cuore e sull'immaginazione, Venere sulle reni, Marte sulla bile e sulla forza gastroenterite acuta. Fino alle otto ebbi tutti i sintomi di un grave
creativa individuale, la Luna sul cervello ecc. Anche le malattie sono legate avvelenamento; il polso e il respiro erano impercettibili. Volevo suonare
alle varie costellazioni. Nel ventre opera poi un principio detto Archeus (o per chiedere aiuto, ma vidi che non ero più in grado di farlo e lasciai
Archasius), che è uno spirito creativo e nutritivo. perdere. Mi rendevo conto di stare molto male e con grande rapidità passai
Il "corpo astrale" forma nel suo insieme Yade eh, il cosiddetto in rassegna la mia situazione finanziaria. Per tutto questo tempo la
"macantropo" cosmico presente in ogni uomo.16 Non a caso Para- coscienza non sembrava affatto alterata, finché all'improvviso notai che in
realtà essa era come divisa in due parti. Per maggiore chiarezza le chiamerò
coscienza A e coscienza B. Nei fatti che seguirono il mio Io resta legato
alla coscienza A. Mi accorsi che la coscienza B apparteneva al mio corpo, e
mentre il mio stato fisico continuava a peggiorare, tanto che il cuore aveva
quasi cessato di battere, vidi che la coscienza B appartenente al corpo
cominciava a mostrare una struttura complessa, in cui rientravano varie
sensazioni corporee provenienti dalla testa, dal cuore e dalle viscere. Queste
componenti diventavano via via più autonome, e la coscienza B incominciò
a dissolversi, mentre la coscienza A, che ora era me stesso, sembrava
sospesa fuori del corpo che potevo vedere. A poco a poco mi resi conto che
non solo potevo vedere il mio corpo e il letto in cui giacevo, ma tutta la
casa e il giardino, e anzi non solo la casa, ma oggetti che si trovavano a
Londra e in Scozia e a cui continuavo a rivolgere l'attenzione. Da una fonte
a me ignota, che chiamai il mio mentore, appresi di trovarmi del tutto libero
in una
uS CAPITOLO OTTAVO IL SACRIFICIO "9

dimensione temporale dello spazio in cui l"ora' corrispondeva in qualche Una donna, che i medici avevano salvato da un coma glicemico,
modo al 'qui' dello spazio tridimensionale ordinario. Vidi poi che veniva raccontò a Hampe (1975, p. 109): "Vidi che mi stavano portando via a
chiamato il medico e che questi faceva un'iniezione di canfora al mio corpo pezzettini. Ogni pezzo aveva un colore diverso ed erano tutti staccati dal
esanime (...) mi riportarono indietro (...) Ritornai, mio malgrado, al mio tronco del mio corpo: là c'era il fegato (...) là il cuore (...) là i polmoni.
corpo." Formavano un gioco di colori profondo e bello. Vidi che mi portavano nel
regno della luce. " Riportata indietro, gli organi tornarono a ricomporsi. premorte che solleva non pochi enigmi; è la relazione di un paziente
Mentre Geddee non segue da vicino la dissoluzione della coscienza ricoverato nella clinica per malattie infettive di Óstersund in Svezia:
corporea B, questa donna sembra interessata proprio al disgregarsi dei vari
organi: ne sottolinea i colori, il "bel gioco di colori", che non sembra però "Mi trovavo in un mondo completamente diverso (...) Si trattava di un
legato al corpo, quanto piuttosto all'esperienza dell'Aldilà. luogo elevato [un livello superiore!], intorno a me era buio, ma provavo
Se confrontiamo queste esperienze contemporanee col rituale egizio dei una sensazione di benessere e mi sentivo perfettamente .1 mio agio.
morti, mi sembra che si possa formulare un'ipotesi: nella mummificazione Guardandomi attorno mi accorsi che nel buio davanti a me si ergeva un
gli organi del corpo vengono associati a particolari divinità che sono, dal muro piuttosto alto. Al di qua c'era una scalinata che saliva lungo il muro
punto di vista della psicologia, diversi archetipi dell'inconscio collettivo. portando in luoghi sempre più luminosi: si allontanava da me verso destra,
Quest'ultimo sembra per così dire proiettato sul corpo, o incarnato in esso. poi spariva in una zona di luce forte e chiara. Dal posto dove mi trovavo
La coscienza corporea (quella che Geddee chiama coscienza B) sembra potevo scorgere, non molto lontano da me, un omino di colorito scuro,
dissolversi in prossimità della morte, così come nel rituale di rugoso, dall'aria fragile. Voleva salire la scala in direzione della luce ma
mummificazione il morto si dissolve dapprima nelle acque primordiali del sembrava che non potesse muoversi. Come potei costatare osservando più
Nun. Il rituale funebre compie però un passo ulteriore: il corpo divinizzato attentamente, portava un peso sulle spalle. Sembrava un sacco ed era
(trasfigurato) torna a formare un'unità ricongiungendosi col dio del Sole Ra evidentemente così pesante che l'uomo vacillava sulle ginocchia. Mi dissi
e con le altre parti dell'anima. La coscienza A di Geddee corrisponderebbe subito che dovevo aiutare il poveraccio, poiché mi sentivo legato a lui e
in Egitto al mentore, alla voce interiore, all'anima ba, quella che nel celebre responsabile di quanto gli accadeva. Ma nello stesso tempo vedevo che
Dialogo di un uomo stanco della vita col suo ba appare come spirito guida. dalla mia posizione potevo fare ben poco.
Credo perciò che Hampe non abbia del tutto ragione quando ritiene che L'omino continuava a salire molto lentamente verso la luce, intorno a lui
la coscienza B si dissolva definitivamente, potrebbe trattarsi invece di una era buio, la strada sembrava fatta di soffice polvere di carbone. Solo più
dissoluzione temporanea in vista di un'ulteriore metamorfosi, frutto, in avanti diventava più chiaro, avevo compassione «li lui (...) Benché fossi
qualche modo, di uno sforzo umano, di un Opus. Hampe (1975, p. 72) solo con quel poveretto, sentivo la presenza di una terza persona: c'era una
riferisce infatti un'altra esperienza di voce in me che rispondeva con chiarezza a tutti i miei pensieri. Come
possiamo venirne fuori? La voce ini rispondeva immediatamente: hai
sempre voluto fare una grande esperienza e qualcosa di grande, ora ne hai
l'occasione! Ma io non ce la faccio, le rispondevo. E la voce: puoi
abbandonare il tuo corpo, che è là in basso, nessuno ti impedisce di salire.
Ma non è ingiusto - replicavo — abbandonare quel povero corpo affaticato
proprio a metà strada verso la luce? Risposta: puoi aiutarlo con la tua
volontà. I .'invito a lasciare il corpo, mi dicevo, è seducente, ma decisi
comunque di combattere (...)
Combattei a lungo con me stesso, poi tornai a guardare l'omino, clic nel
frattempo era avanzato un po'. Ma mentre Io osservavo era di nuovo
immobile. Scoprii allora che era cresciuto, anche il sacco sembrava
diventato più piccolo e più leggero. Adesso l'omino aveva le gambe diritte,
le ginocchia non erano più piegate. Ero contento
120 CAPITOLO OTTAVO separato da lui: stava al mio fianco, parlava con la mia stessa voce. Vidi
che l'individuo ai miei piedi non portava ora nessun peso. Poi mi ritrovai di
di non averlo abbandonato, e mi rivolsi di nuovo al mio 'amico'. Credo che
nuovo nel mio corpo, qui nella clinica. Tutto mi sembrava ridicolo e
ce la faremo — gli dissi — la tua vicinanza mi ha dato forza. La voce mi
miserabile."
rispose: vedi che una battaglia giusta e onorevole raggiunge sempre il suo
scopo. La risposta era vaga, ma provai subito dentro di me una sensazione
Hampe collega questa vicenda allo sforzo del malato di collaborare con
di calore e di riconoscenza. Avevo incontrato il mio 'amico', e lui mi aveva
i medici che tentavano di salvare il suo corpo con una trasfusione di
dato la speranza. Non lo dimenticherò mai più. Da allora non mi sono più
sangue. L'omino scuro sarebbe dunque il corpo ammalato, e il peso il IL SACRIFICIO i2t
residuo opprimente della sua vita passata. Credo che l'interpretazione sia
gli spiega che quella è la trasformazione del "luogo dell'esercizio"
giusta nel suo insieme, ma ci sono anche, nella visione, elementi più
(askeseos), della cosiddetta imbalsamazione (taricheia): "Gli uomini che
precisi. Il peso e la "polvere di carbone" rappresentano il corpo assai più
vogliono essere partecipi dell'arte vanno là e diventano spiriti (pneumata)
dell'omino: non dimentichiamo che il corpo è costituito in buona parte di
sfuggendo al proprio corpo! " ^homunculus viene chiamato più tardi col
carbonio. Mi sembra invece che l'omino rappresenti, più che il corpo, uno
nome di "piombo", e il sacerdote, la vittima sacrificale, si trasforma a poco
"spirito vitale" che lo accompagna. Se consideriamo l'esperienza in
a poco, nel corso di ulteriori visioni, da uomo di bronzo a uomo d'argento e
prospettiva mitologica, l'omino rimanda alla tradizione alchimistica, e in
infine d'oro, seduto in un tempio circolare ricavato da una pietra bianca.
primo luogo alle Visioni di Zosimo (terzo secolo d.C), il cui protagonista è
Dall'interno del tempio sgorga una fonte d'acqua purissima e si vede
appunto un homunculus (anthropariorì) . X i Zosimo vede in sogno un
lampeggiare la luce del sole.
sacerdote su un altare a palchi a cui conduce una scalinata di quindici
Qui Yhomunculus compare come spirito guida (spiritus rector) di un
gradini; l'uomo dice di essere Ione, il sacerdote dei nascosti santuari più
processo di trasformazione dell'uomo detto anche mummificazione
interni, e di essere sottoposto a un tormento insopportabile: un uomo,
(taricheia). Il processo consiste in una spiritualizzazione, o meglio — come
sopraggiunto di primo mattino, lo aveva fatto a pezzi, scalpato e poi
sappiamo dalle fonti egizie — in una deificazione del corpo. Ma il testo di
bruciato nel fuoco "secondo l'arte". Finché si era accorto "che il suo corpo
Zosimo accenna più volte al fatto che lo spirito guida dell'imbalsamazione è
si trasformava e diventava spirito (pneuma)". A questo punto il sacerdote
nello stesso tempo ciò che è da trasformare; è materia corporea ed è nello
sputa la propria carne: "E vidi — prosegue — che si trasformava in un
stesso tempo ciò che la sublima in spirito, una sorta di quintessenza del
homunculus mutilato, nel mio rovescio. Esso si dilaniava coi propri denti
corpo materiale. La produzione o liberazione di tale quintessenza della vita
fino a distruggersi." Zosimo si domanda che rapporto abbia tutto ciò con lo
corporea è rimasta per molti secoli lo scopo principale degli alchimisti.
scopo dell'alchimia — la "composizione delle acque" — poi si addormenta
Ancora dirà molto più tardi Paracelso: 19 "È lo spirito di verità che il mondo
e sogna di nuovo l'altare a palchi, su cui viene ora bruciata fra i tormenti
non può comprendere senza l'intercessione dello Spirito Santo o gli
una moltitudine di persone. Un homunculus, che è anche barbiere,
insegnamenti di coloro che lo conoscono." È l'anima del mondo, che tutto
muove e tutto conserva. Nella sua forma terrena, cioè nella sua originaria
oscurità saturnina, esso è impuro: la polvere di carbone in cui l'omino si
affatica! Ma durante la sua ascesa (la scalinata!) attraverso la forma acquea,
aerea e ignea, esso si purifica gradualmente. Nel quinto stadio dell'ascesa
appare infine come "corpo chiarificato". Questo spirito, dice Paracelso, è il
mistero "rimasto nascosto fin dalle origini".
Nel testo di Zosimo questo spirito è detto Ione, il sacerdote dei santuari
più interni. Jung riconduce il nome Ione al sabeo Junan, figlio di Mercurio
e padre fondatore dell'arte alchimistica, 20 ma il nome potrebbe anche
alludere a Joun-mutef, il nome del sacerdote che durante la festa di Sed
trasformava il re in Osiride, cioè provocava la sua morte simbolica e la sua
rinascita. La parola joun significa "pelle" o "pelo" (!), mentre mutef
significa "sua madre", e alluderebbe secondo Moret (1922, P- 75) a un
simbolismo della rinascita.
CAPITOLO OTTAVO IL SACRIFICIO '23

Nella tomba il figlio del re (che rappresenta il dio Horus) è raffigurato come visione citata da Hampe, sarebbe lo spiritus rector di un processo di
il sacerdote Joun-mutef. La festa di Sed serve a rinnovare il re, secondo un spiritualizzazione, o di sublimazione della sostanza corporea: il suo scopo è
simbolismo che in tutta la tradizione alchimistica si riferisce alla produzione di produrre il lapis philosophorum, ben più, dunque, di una semplice
del Lapis, la pietra filosofale. guarigione fisica. D'altra parte la voce udita nella visione dice che il paziente
Alla luce di queste amplificazioni storiche l'omino, il "poveraccio" della può ora "fare la sua grande esperienza e qualcosa di grande", può assistere
cioè al magnum opus della trasformazione alchimistica. Poiché il magnum più separato da lui: stava al mio fianco, parlava con la mia stessa
opus non è cristiano, è comprensibile che l'uomo esiti a intraprenderlo. voce.
La voce dell'"amico" nella visione lo lascia libero di scegliere se Da un punto di vista psicologico ciò significa che per il Sé, per la totalità
proseguire verso la morte e la luce o prendere parte agli sforzi sovrastante all'Io, per l'uomo interiore divino, la questione della vita e della
dell'homunculus, ma poi lo loda quando si decide per la seconda alternativa. morte diventa stranamente indifferente: la sola cosa che conta è per lui la
Questa situazione ricorda il comportamento enigmatico del ba (la parte Grande Opera, il compimento della totalità interiore che si realizza
immortale dell'anima) nel dialogo egizio con l'uomo stanco di vivere. congiungendosi al Sé. La dissoluzione costatata da Geddee della coscienza
L'uomo vorrebbe sapere se deve continuare a vivere o se deve togliersi la B nelle varie componenti organiche non sarebbe altro, in questa luce, che la
vita, ma dopo aver biasimato con varie metafore la sua impazienza e la sua prima frammentazione o separano elementorum dell'opera alchemica: una
disperazione, il ba non lo consiglia di non uccidersi e si limita a dirgli: 21 frammentazione che sembra riguardare il corpo ma che in realtà avviene
"Lascia stare i lamenti, o fratello che mi appartieni! Tu puoi assiderti sul nell'"uomo interiore" proiettato sul corpo, e a cui fa seguito la
braciere di fuoco [ = morire di tormento] o puoi stringerti di nuovo alla vita, ricomposizione degli elementi in un corpo immortale. Questo processo
secondo quel che dirai. Desidero restare qua fino a quando avrai disdegnato simbolico è concretamente applicato dagli Egizi al corpo nel corso del
l'occaso, oppure desidero anche che tu lo raggiunga e che il tuo corpo riposi rituale dell'imbalsamazione, a cui rimanda esplicitamente anche il testo di
nella terra, e soffermarmi dopo che tu te ne sarai andato; in ogni caso la Zosimo salYhomuculus. In questo Opus o processo verrebbe dunque estratta
nostra patria sarà comune." Secondo l'interpretazione di Helmut Jacobsohn dal crasso corpo materiale una parte di energia psichica da cui procede un
(1952, p. 41), questa "patria" cercata dall'uomo stanco di vivere è l'unione nuovo corpo etereo (pneumatico). Fu questa, in ogni caso, l'idea
col ba, V" integrazione nella totalità dell'umano (...) in questo modo il fondamentale della tradizione alchimistica. Nelle esperienze di morte citate
problema del suicidio si dissolve e gli subentra ciò che è davvero essenziale da Hampe e da Moody non si trovano però, oltre alla visione dell'omino,
e a cui il ba l'ha condotto lentamente, prudentemente e fermamente: l'esser altri accenni a questo grado del processo, probabilmente perché, quando
uno col ba riottenuto attraverso la conoscenza di sé, la ricostituzione della questo grado viene raggiunto, non si dà più alcun ritorno nel vecchio corpo.
totalità umana perduta che si pone ora, coscientemente, come il frutto di una Come vedremo più avanti, il motivo della pietra "senza peso" o "inattacca-
metamorfosi". Ricordiamo le ultime parole del paziente, citate da Hampe: bile" dal fuoco, a cui ho già accennato, può essere un'allusione nascosta a
"Avevo incontrato il mio 'amico', e lui mi aveva dato la speranza. Non lo questo evento.
dimenticherò mai più. Da allora non mi sono
1DENTITÀ VARIABILE DELL'IO 125

CAPITOLO 9 si contrappone poi una "voce" o un "amico interiore", che si può interpretare
come la personificazione del Sé nel senso della psicologia junghiana.
L'identità variabile dell'Io, le anime multiple e la loro
In molti casi tuttavia l'Io quotidiano sembra fondersi in qualche modo e
'fixatio' nel 'frutto'
almeno parzialmente con questa cosa, il Sé. Moody (1975, p. 75) riferisce
l'esperienza di un uomo che in coma profondo (causato da asma bronchiale
ed enfisema polmonare) incontra un "essere di luce": "Era come un globo di
luce, non molto grande, direi tra i trentacinque e i quarantacinque centimetri
di diametro." Dalla sfera vede quindi sporgere una mano che gli fa segno di
salire; l'uomo incomincia a fluttuare verso l'alto e a muoversi insieme
all'oggetto luminoso nella camera d'ospedale: "quando lo avevo raggiunto e
ero diventato anch'io uno spirito, era stato come se ci fossimo fusi. Ma lui
aveva potere su tutto quello che accadeva e che riguardava me". L'Io e il Sé
Se confrontiamo le esperienze di morte apparente e di coma raccolte da
si trovano qui strettamente uniti, ma non completamente fusi.
Moody, Osis, Hampe e Sabom, ci colpisce quanto sia variabile il significato
In un caso citato da Rampe (1975, p. 92) l'Io quotidiano si modifica al
dei termini Io e coscienza dell'Io. In molti resoconti il sopravvissuto
punto da assumere quasi i caratteri del Sé: "Il mio nuovo Io non era più
racconta la propria esperienza in prima persona, e questo Io sembra
quello solito, ma per così dire un suo sublimato, anche se in qualche modo
coincidere con l'Io ordinario della sua vita quotidiana. A questo Io ordinario
mi sembrava di conoscerlo; era qualcosa che conoscevo da sempre, ma che polto sotto una massa di angosce e speranze, di desideri e ambizioni. Questo
era rimasto se- Io non aveva più niente a che fare col nostro Io ordinario. Era uno spirito,
definitivo, immutabile, indivisibile, indistruttibile. Benché assolutamente
individuale, come un'impronta digitale, era parte nello stesso tempo di una
totalità infinitamente armoniosa.
I caratteri dell'Io e del Sé sono qui quasi perfettamente fusi, ma il
sentimento di un Io rimane parte di una totalità più ampia, e non coincide
con essa. Nell'esperienza di premorte descritta nei Ricordi di Jung (1961, p.
345) troviamo qualcosa di molto simile:

"Ebbi la sensazione che tutto il passato mi fosse all'improvviso tolto


violentemente. Tutto ciò che mi proponevo, o che avevo desiderato, pensato,
tutta la fantasmagoria della vita terrena svanì, o mi fu sottratto: un processo
dolorosissimo. Nondimeno qualcosa rimase: era come se adesso avessi con
me tutto ciò che avevo vissuto e fatto, tutto ciò che mi era accaduto intorno.
Potrei anche dire: era tutto con me, io ero tutto ciò. La mia storia personale
era diventata per così dire la sostanza del mio essere e avvertivo con sicu-
rezza: questo è ciò che sono. 'Sono questo fascio di cose che sono state e che
si sono compiute.' Questa esperienza mi dava la sensazione di un'estrema
miseria e, al tempo stesso, di un grande appagamento. Non vi era più nulla
che volessi o desiderassi. Esistevo, per così dire, oggettivamente; ero ciò che
ero stato e che avevo vissuto. Dapprima certamente prevalse il senso
dell'annientamento, di essere stato spogliato, saccheggiato; ma poi tutto ciò
perse importanza. Ogni cosa parve passato, rimase un fait accompli, senza
più alcun legame con ciò che era stato. Non sussisteva più il rimpianto che
qualcosa fosse scomparso o fosse stato sottratto. Al contrario, possedevo
tutto ciò che ero, e solo questo."

Questo Io modificato e "oggettivo", che "possiede tutto ciò che io ero",


ricorda l'idea di Simon Mago, secondo cui un "frutto" dell'albero della vita
sopravvive alla sua distruzione. Questo nuovo Io sembra una specie di
"quintessenza vissuta" dal carattere in qualche modo definitivo. Anche il
buddismo insegna che le nostre esperienze e azioni si trasformano in un
"frumento" che raffigura il
126 CAPITOLO NONO IDENTITA VARIABILE DELL'IO 127

"frutto del nostro agire". Questo frumento si conserva nella dimensione psicoterapeuta Lilianc Frey (1980, p. 40) riferisce in proposito il sogno di un
dell'Aldilà.1 Nella concezione gnostica di Simon Mago il frutto dell'albero morente ottantenne, che sul piano cosciente dubitava di una vita dopo la
del mondo che sopravvive alla morte è l'immagine di Dio nell'uomo: quello morte:
che nel linguaggio di Jung chiamiamo il Sé. Anche nella religione iranica il
"doppio" immortale presente nell'uomo è indicato come un "frutto" della Un prugno vecchio e malato ha inaspettatamente su un ramo
sua fede vissuta. Il motivo del frutto ritorna anche in sogni moderni. La molti frutti. In cima a un ramo ci sono perfino due frutti
d'oro. Pieno di gioia, mostro questo miracolo a mia figlia e a l'inconscio collettivo) una misteriosa azione liberatrice sull'umanità passata
mio figlio. e futura. Esserne consapevoli è già la più alta ricompensa che un uomo
possa aspettarsi dalla vita. Ecco ora il sogno di un uomo prossimo a morire,
Nella tradizione alchimistica il Lapis viene spesso descritto come frutto riferito da Edward Edinger (1972, p. 278):
dell'albero del Sole e della Luna, trasfigurazione finale della vita vissuta,
rappresentata dall'albero. Questo "frutto" o "risultato finale" sembra inoltre Mi hanno affidato un compito forse troppo difficile. Nella foresta si trova
prolungare la sua azione anche nell'inconscio collettivo. Un uomo che il ceppo di un albero, duro e pesante, ricoperto dal fogliame: io devo
aveva molto sofferto in campo professionale raccontò poco prima di morire riportarlo alla luce e ricavarne un pezzo rotondo con la sega o con
l'accetta, per poi decorarlo secondo un certo disegno. Il risultato va
a Liliane Frey (1980, p. 41) questo sogno:
conservato a qualunque prezzo poiché rappresenta qualcosa di irripetibile e
Una voce mi dice in una lingua orientale: il tuo lavoro e la sofferenza che corre il pericolo dì andare perduto. Nello stesso tempo devo registrare
che hai patito consapevolmente hanno riscattato cento generazioni prima su nastro magnetico una descrizione minuziosa di che cos'è l'oggetto, che
cosa raffigura e significa. L'oggetto e il nastro registrato verranno quindi
di te e illumineranno, dopo di te, cento generazioni.
donati a una biblioteca pubblica. Qualcuno sa, solo qualcuno nella
biblioteca saprà, come evitare che il nastro si cancelli nei prossimi cinque
Questo sogno sembra rispondere a un quesito che un uomo riflessivo non
anni.
può fare a meno di porsi: perché succede che uomini di grande valore
conducano una vita nascosta e spesso mesta, ignorati dal mondo, mentre
Secondo l'interpretazione di Edinger, questa figura circolare è una sorta
altri mediocri e senza scrupoli sono sulla bocca di tutti. Il nostro sogno
di quintessenza, lo scopo e il compimento della vita fisica. Tale
allude a una compensazione invisibile: le sofferenze e la fatica vissuta
quintessenza va conservata come patrimonio di una biblioteca collettiva,
consciamente sembrano spesso dare frutto soltanto nell'Aldilà, come come un "tesoro dello spirito". È sorprendente l'analogia con l'idea di Simon
afferma del resto anche la dottrina cristiana. Qui però non si parla di Mago, che parlava di un "granaio celeste" in cui il "frutto" verrà trasportato.
"ricompensa" o di "castigo", ma più semplicemente: il dolore vissuto
Il "frutto" dell'Aldilà è descritto spesso come pietra, frutto d'oro, corpo di
esercita dall'Aldilà (cioè dal- diamante, ossia come qualcosa di statico e di separato, mentre l'Io immerso
nella temporalità sperimenta sé stesso come un "flusso" di rappresentazioni.
Secondo la menzionata descrizione di Jung, ciò che sembra cessare con la
morte dell'Io quotidiano sono le speranze e i desideri, i timori e le
ambizioni, ossia tutti gli affetti che si riferiscono al futuro: rimangono solo il
passato e il presente. I desideri, i timori, le ambizioni scaturiscono invece
dalla "coscienza B" di cui parlava Geddee, coscienza che sembra
strettamente legata alla sfera somatica.
La relazione tra l'"Io purificato" e il Sé (l'essere di luce) si trova così
descritta in un altro caso riportato da Moody (1975, p. 41): "Quando il cuore
cessò di battere... mi sentii come se fossi una palla e forse come fossi una
piccola sfera iscritta in quella palla. Il fatto è che non riesco a
descriverglielo."

128 1DENTITÀ VARIABILE DELL'IO 129


CAPITOLO NONO

L'immagine è notevole, perché sembra descrivere la "giusta" relazione tra la psicologia junghiana del profondo cerca di attuare nel corso di ogni
l'Io e il Sé come parte coincidente col tutto. È quella relazione tra Io e Sé che analisi. Se infatti l'Io s'identifica senz’altro col Sé va incontro a inflazione,
se invece se ne allontana troppo soggiace ai "desideri, i timori e le ambizioni" sita?" "Naturalmente — gli risposi — entra." Allora gli domandai se era
e si perde nel mondo. Gli esempi riportati mostrano che la relazione tra l’lo felice. Rispose: "Prima devo cercare di ricordarmi che cosa intendete voi
puro ficato" e il Sé è fluida e paradossale: ora identici, ora separati, ora riuniti vivi per felice; ma sì, nella vostra lingua sono 'felice'." E io: "Dove ti trovi
ma come una sfera più piccola va dentro una più grande. Finché l'Io adesso?" Lui: "A Vienna, studio all’Accademia di Musica. " Poi salì ì
quotidiano non è "purificato" la sua relazione col Sé è vissuta come netta gradini per entrare in casa, passandomi accanto. Volevo accompagnarlo
separazione, ma nel procedere verso il proprio compimento diviene sempre alla sua vecchia camera da letto, ma lui scosse la testa e salì la scala che
più identico al Sé, senza peraltro che il sentimento dell'Io necessario alla portava alla camera degli ospiti, dicendomi: "Adesso sono solo un ospite."
percezione del Sé mostri di svanire. L'Io, dice Jung (1955-56, cap. 3, fine §2), Arrivato alla camera posò la valigia e disse: "Non è bene che i vivi stiano
"è una parte essenziale del Sé, che può figurare come pars prò loto quando si troppo insieme con i morti. Vattene!" Volevo abbracciarlo, ma lui si difese
ha in mente il significato della coscienza. Se invece si vuole mettere in rilievo con un movimento della mano. Andai nella mia camera, con l’improvvisa
la totalità psichica, è meglio usare l'espressione 'Sé' ". Questa relazione è paura di aver lasciato accesa troppo a lungo la stufa elettrica. A quel punto
molto ben raffigurata dall'esempio della piccola sfera entro una più grossa. mi svegliai febbricitante e madida dì sudore.
C'è però una cosa che sembra andare perduta con la morte: col venir
meno degli affetti e dei desideri sparisce anche buona parte di quello che si Di questo sogno Jung diede un'interpretazione "oggettiva", come fosse
chiama "calore umano". Lo si può osservare talvolta nei moribondi, nelle una manifestazione reale di mio padre (vedi sopra p. 25). Mi aveva detto di
loro reazioni stranamente "fredde" e "distaccate", come se i rapporti umani trovarsi a Vienna, l'amata città natale, e non di rado noi diciamo
non avessero più per loro alcun valore. 2 Sono dunque aboliti, nella simbolicamente che i morti sono "tornati a casa". Mio padre aveva molta
"purificazione", "i desideri, i timori e le ambizioni dell'Io". Un chiaro sogno inclinazione per la musica, ma non aveva coltivato questo dono, e nel sogno
fatto circa tre settimane dopo la morte di mio padre mi permise di farne non faceva altro che recuperare un'occasione perduta. C'è poi quella curiosa
personalmente l'esperienza. Era morto all'improvviso mentre io ero lontana osservazione sulla felicità, da cui risulta che la sua idea attuale di "felicità" è
da casa, e il problema di quel distacco definitivo mi tormentava. Ecco allora infinitamente diversa da quella dei vivi. Viene in mente quella favola
il sogno: bretone in cui lo spettatore vivo pensa che la Morte stia dando a sua moglie
dei forti schiaffi, mentre lei li prende come se fossero baci pieni di amore.
Erano le dieci di sera, fuori era completamente buio. Suonò il Evidentemente i nostri sentimenti dopo la morte sono così mutati che non
campanello di casa e capii subito che era mio padre. Andai ad aprire e me riusciamo quasi più a esprimerli nella lingua dei vivi.
lo trovai di fronte con una piccola valigia da viaggio. Mi ricordai che a Altro particolare degno di nota è il motivo finale della stufa surriscaldata
volte le persone morte airimprovviso non sanno di essere morte e bisogna e del mio risveglio febbrile. Il contatto col "freddo" dell'Aldilà avrebbe
dirglielo. Ma prima che potessi farlo mio padre disse: "So bene di essere suscitato, secondo Jung, una reazione fisica di segno opposto come salutare
morto, ma posso venire a farvi vi- difesa contro un possibile contagio del gelo mortale. Jung ritorna
sull'argomento in una lettera a Fritz Pfàfnin del io gennaio 1939. Costui
aveva sentito la "presenza" di suo fratello, morto in Africa orientale in
seguito a un infortunio, e aveva parlato in sogno con lui. All'improvviso il
fratello saltava dentro le acque di un lago, entro il quale scorgeva un
formicaio, quindi il
t}2 CAPITOLO NONO IDENTITÀ VARIABILE DELL'IO 'SS

come "anima-ego" o "anima libera": essa sarebbe il centro del pensiero, popoli ritengono che essa viva fuori dell'uomo come anima del cespuglio o
avrebbe sede nella testa o nel cuore, e sopravviverebbe dopo la morte in un anima esterna, o dimorando in un oggetto o in un recipiente); anche questa
luogo dell'Aldilà5 (a questa anima sembra corrispondere, nel materiale che anima sopravvive, come principio spirituale, dopo la morte. Nel nostro
abbiamo raccolto, il legame tra l'Io e l'essere di luce — il Sé — o "Io contesto essa corrisponderebbe all'anima ba egizia, che si manifesta
purificato"). Una seconda anima, la cosiddetta "anima-immagine", è una normalmente dopo la morte.
sorta di immagine speculare che si manifesta anche neh""ombra" dell'uomo: Numerosi popoli primitivi ammettono poi una terza anima, 1'"anima
è quella che s'attiva nei sogni, nelle visioni e negli stati d'incoscienza (alcuni vitale" o "del soffio", da cui dipende la vita degli organismi: essa sarebbe
"più corporea dell'anima-immagine". Secondo alcuni popoli anche questa dioevale (130 secolo) Petrus Bonus (1546, p. 121) descrive così questa
anima sopravvive, ma in un luogo diverso, spesso più sotterraneo, oppure seconda coniunctio-. "Nella coniunctio della resurrezione il corpo diventa
svanisce.6 Naturalmente la parola "anima" va presa qui con molta cautela, compiutamente spirituale come l'anima stessa; essi diventano una cosa sola,
giacché non si tratta affatto dell'anima in senso corrente. Sono del resto come quando si mescola acqua con acqua, poiché allora non c'è più nessuna
concezioni molto fluide che sfumano spesso l'una nell'altra: così ad esempio differenza tra essi, ma vi è unità e identità di tutti e tre, spirito anima e
l'anima libera sembra corrispondere in Egitto al ba, pur avendo a volte, corpo, senza separazione in eterno."
come ombra o immagine speculare, i caratteri del ka (vedi oltre pp. i^gsgg.). Qualcosa di simile a questo dualismo da superare si trova anche
All'anima vitale o del soffio potrebbero corrispondere nel nostro contesto la nell'alchimia taoista. I Cinesi ritenevano che al momento della morte si
coscienza B di Geddec o Yhovrun-culus. Sebbene molti popoli credano a verificasse una prima separazione:8 F" anima corporea" (p'o) s'inabissa,
quattro, cinque o più anime nell'uomo (fino a tredici), 7 vale quasi dovunque
mentre l'anima prossima allo spirito (hun) s'innalza. L'anima p'o (la
una distinzione di fondo tra un'anima più spirituale, più libera (non del tutto
coscienza B di Geddce) si dissolve, ma non svanisce; le sue "unità" si
incarnata), e un'anima più legata al corpo. Dal punto di vista della psicologia
separano, ma persistono come "forze" o "tendenze", pronte a un nuovo
del profondo sono però entrambe aspetti di un'unica totalità psichica, il Sé.
divenire, scaturite dall'"anima del paese" o dalla terra, ossia, in linguaggio
Sembra dunque che il Sé, l'elemento divino nell'uomo, possieda due aspetti,
psicologico, dall'anima dell'inconscio collettivo. Nell'anima hun si conserva
uno non incarnato, puramente spirituale e intemporale, l'altro "demiurgico",
che agisce nella materia corporea. Nella concezione alchimistica dipende invece una sorta di coscienza spirituale. Questa però, se è priva di corpo, ha
dagli sforzi dell'uomo "riscattare" questo secondo aspetto e ricondurlo a la tendenza a oscurarsi gradatamente in una seconda morte, a meno che
quello eterno: tale è la meta del processo d'integrazione interiore. Solo l'uomo durante la sua vita non si sia concentrato al punto da costruire in
questa unione dei due aspetti del Sé — le seconde nozze di morte — qualche modo attorno a sé un corpo sottile, un corpo di natura spirituale
costituisce, in questa luce, la vera "resurrezione". L'alchimista me- formato dai suoi pensieri e dalle sue opere (il "frutto"), che ora sostiene
l'anima hun e le impedisce di "disperdersi nel nulla". Chi invece non si è
costruito questo corpo spirituale dipenderà dal culto che i sopravviventi
presteranno agli antenati, per perdurare, per incarnarsi di nuovo nella stessa
stirpe.
Una simile divisione dell'anima è stata osservata da Jung in alcuni
pazienti in fin di vita. Lo strano caso di una donna moribonda, che sembrò
sospesa per qualche tempo in una specie di estasi, è così commentato in una
lettera di Jung (1982, p. 70):

"Questo è possibile solo se l'anima si e distaccata dal corpo. Se il


paziente sopravvive ancora, dopo questa separazione c'è da aspettarsi una
certa degenerazione del carattere, poiché le parti superiori ed essenziali
dell'anima hanno già abbandonato il corpo [corsivo mio]. Una tale
osservazione denota una morte parziale. Agli altri ciò fa molta impressione,
poiché l'uomo sembra perdere completamente la personalità a noi nota e
rimangono solo la demoralizzazione
'34 CAPITOLO NONO IDENTITA VARIABILE DELL'IO 'in-

e gli spiacevoli sintomi del malato. Ma si tratta dell'uomo inferiore che Jung prosegue così:
sopravvive con il corpo e altro non è che la vita organica. "
"Alle persone anziane o ai malati gravi spesso capita di cadere in
Questa osservazione di Jung fa pensare a quella che i Cinesi descrivono particolari stati di abbattimento e di assenza mentale a loro inspiegabili, ma
come separazione dell'anima hun dall'anima p'o al momento della morte. che rispecchiano le condizioni in cui si compie questo distacco. A volte è un
processo molto lungo. È raro che si offra l'occasione di studiare ciò che giungersi per entrare in un nuovo divenire". Essi raggiungono Y"anima del
succede in queste circostanze; a me sembra però che emerga una coscienza paese", una sorta di riserva vitale da cui vennero gli antenati e da cui i nipoti
interiore [la coscienza del Sé], così lontana, comunque, da quella che risorgono, ossia nel nostro linguaggio l'inconscio collettivo. "Gli uomini
abbiamo delle nostre vicende, che sarebbe quasi impossibile riportarne i eletti, tuttavia, non vanno incontro alla dissoluzione, ma diventano entità
contenuti nei concetti della nostra coscienza attuale [corsivo mio]. Posso divina attiva (schen)",ìl e non fanno più ritorno, ma perdurano. Sono coloro
dire di aver avuto alcune esperienze di questo tipo, che mi hanno presentato che attraverso la meditazione hanno portato la propria entelechia nel
la morte sotto tutt'altra luce. " "cerchio della luce" senza fine. Il famoso testo di alchimia taoista // segreto
del fiore d'oro si riferisce appunto a questa Grande Opera. Le analogie con
È accaduto anche a me di osservare stati simili in alcuni pazienti. È come l'alchimia occidentale e il culto egizio dei morti sono chiare: il corpo di
se ci fosse, in questi casi, una doppia coscienza: una superficiale, rivolta alla resurrezione (in Oriente si direbbe "corpo adamantino") richiede un Opus
vita quotidiana, che non sembra avere alcun sospetto della morte vicina e spirituale da parte dell'uomo.
riesce ancora a fare piani per il futuro mondano, e un'altra più profonda, più Torniamo ancora alla dualità dell'anima hun e dell'anima p'o. Lo scopo
severa, da cui trapela di tanto in tanto da certe osservazioni la dell'alchimia taoista, ossia del suo Opus meditativo, non è di reprimere i
consapevolezza della fine imminente alla quale egli si sta preparando. 9 pensieri dell'anima p'o, appartenente al principio yin femminile, ma di
Questa "coscienza profonda" è probabilmente il Sé: esso è, almeno in trasformarli in pensieri dell'anima hun (che è invece yang, maschile).12 I
parte, esterno al tempo e allo spazio, ed è perciò quella parte dell'uomo che pensieri yin hanno un carattere peculiare, essi scaturiscono da una coscienza
dura oltre la morte. L'anima p'o dei Cinesi, la vita cioè legata al corpo, porta rivolta al mondo esterno, e solo dopo la loro metamorfosi si radicano
invece con sé una specie di eredità impersonale — si potrebbe parlare di anch'essi nel Tao, il principio creativo armonico dell'universo. La coscienza
"complessi" — che non appartiene solo al singolo individuo. così trasformata è designata anche come "sacro embrione", essa è il corpo
Scrive Jung sempre nella stessa lettera: "La nostra vita non è plasmata dharma, una forma di coscienza superiore.13
solo da noi, ma è anzi per la maggior parte prodotto di cause a noi L'anima p'o (yin) è quell'Io che nutre ancora speranze, desideri,
sconosciute. Persino i complessi possono aver avuto inizio un secolo o più ambizioni e paure, lasciando scorrere verso l'esterno la sua energia vitale
prima della nascita. Esiste una specie di Karma." Gli antichi Cinesi {ch'i); essa corrisponde alla coscienza B di Geddee o a un Io quotidiano non
illustrano così questa concezione: 10 gli elementi psicofisici dell'anima p'o, ancora "purificato". L'Opus consiste nel trasformare questo Io in una
vegetativa, "si disperdono, pronti a ricon- coscienza spirituale interiorizzata; essa è il "frutto" che si conserva nella
morte dopo l'annientamento del corpo; è il "grano di frumento".14
Questo "corpo" che perdura oltre la morte sarebbe dunque formato, in
linguaggio psicologico, da quella parte dell'inconscio collettivo che l'uomo
ha reso cosciente in sé stesso. Ciò che l'Io quotidiano pensa, fa o sente,
scorre nel mondo esterno e va perduto, ma se nella nostra vita fa irruzione
qualcosa di significativo (riconoscibile da una forte commozione), c'è la
possibilità di portarne alla coscienza il senso archetipico (ossia spirituale).
Nella nostra esistenza si realizza così, cioè letteralmente "prende realtà", un
frammento di eterno o sconfinato.

i}6 CAPÌTOLO NONO

Questo non significa (come raccomandano non poche dottrine cristiane) facile, poiché è nella natura degli affetti di spingerci ad azioni impulsive, o a
che gli affetti dell'anima corporea vadano repressi e "superati ", si tratta un attaccamento appassionato alle immaginate condizioni del mondo
invece di confrontarsi con essi e di cercarne il senso nascosto dietro esterno. Per concentrarsi invece sul senso nascosto occorre una decisione
l'apparenza del "desiderio" o della "volontà pratica". Non è un compito consapevole, una svolta che porri a confrontarsi con le proprie emozioni. È
questo il significato ultimo della croce o della crocifissione: patire fino in
CAPITOLO 10
fondo il conflitto tra le passioni e il loro senso spirituale. Ma questo senso
spirituale si manifesta solo quando ci si espone al conflitto senza riserve. La resurrezione come riunificazione nella 'pietra' di ciò che è
Accade allora (non è cosa che uno "faccia") una metamorfosi che porta separato
all'unificazione degli opposti, e alla conseguente comparsa del "corpo"
glorificato perdurante oltre la morte, quello che gli alchimisti chiamavano la
"pietra", il Lapis.

Riportiamo ora la parte principale del Cornano, che così continua:

" 15. Quando lo spirito (pneuma) oscuro e maleodorante si è allontanato,


cosicché non è più percepibile né l'odore né il colore del buio, allora il corpo
si illumina, e l'anima, il corpo e lo spirito si rallegrano che l'oscurità abbia
abbandonato il corpo. E l'anima si rivolge così al corpo illuminato:
'Risvegliati dall'Ade, alzati dalla tomba e risvegliati dall'oscurità. Poiché ti
sei rivestito di abiti spirituali e divini, il richiamo della resurrezione è
risuonato e il balsamo della vita è penetrato in te.' Lo spirito e l'anima si
rallegrano di nuovo nel corpo in cui si trovano, ed essa si affretta piena di
gioia all'abbraccio e lo circonda. E l'oscurità più non lo domina, poiché si è
sottoposto alla luce e non si separerà più da essa in eterno, e l'anima si
rallegra nella sua casa, poiché dopo che l'aveva avvolta nell'oscurità la trova
piena di luce. Si congiunge con esso, che è diventato divino e dimora in lei.
Esso si è rivestito della luce della divinità e si è sottratto all'oscurità; si sono
uniti tutti nell'amore, il corpo, l'anima e lo spirito, e sono diventati l'uno in
cui è nascosto il mistero.
16. Col ricongiungersi di tutti [nell'unità] il mistero si compì e la casa fu
sigillata, e fu eretta la statua (andrias) piena di luce e di divinità. Il fuoco
infatti li ha trasformati nell'uno, e [l'uno] è scaturito dal suo grembo.
17. Allo stesso modo [l'uno] è scaturito dal grembo dell'acqua e dell'aria
che serve i corpi; essa1 [l'aria] li ha condotti dall'oscurità
ns CAPITOLO DECIMO LA RESURREZIONE 139

alla luce, dalla sofferenza allo splendore, dalla debolezza alla salute e dalla gloria li portò all'unità, e la statua [o l'"immagine": eikon] divenne compiuta
morte alla vita. Ed essi si sono rivestiti della gloria (doxa) divina spirituale di corpo, anima e spirito, e divennero uno. Giacché il fuoco venne
che prima non avevano, perché ivi è nascosto l'intero mistero e perché il subordinato all'acqua, e l'elemento terreno 2 all'aria. Allo stesso modo anche
divino è immutabile. Ma in virtù della loro natura attiva i corpi si l'aria col fuoco, e la terra con l'acqua, e l'acqua con la terra e con l'aria, e
compenetrano e si rivestono, scaturendo dalla terra, di luce e gloria divine, divennero uno. Le piante e i vapori fuligginosi (aithalon) sono divenuti uno,
dopo essere cresciuti conformemente alla loro natura ed essere mutati nella e la natura e il divino sono divenuti il divino. Le nature dominarono le nature
forma, ed essersi risvegliati dal sonno ed essere usciti dall'Ade. E questa e le vinsero, e così facendo mutano le nature e i corpi, e tutto ciò a partire
dalle loro nature, poiché il fuggitivo è penetrato nel non fuggitivo e il forte entra nel corpo che gli è proprio, così esso penetra anche gli altri corpi: nella
nel debole, ed essi tutti divennero uno." putrefazione e nel calore nasce un balsamo che penetra senza ostacoli ogni
corpo."
Seguono altre osservazioni generali sulla disposizione del cosmo e sulla
struttura del cielo astrologico. Quindi il testo prosegue così: Qui è importante notare che la riunificazione di anima e corpo non è più
una conciliazione tra opposti, giacché il corpo non è più "corpo", ma è
"23. Vedete, vi dico, che il cielo è messo in movimento dai quattro e non diventato anche psiche, anche la natura unica. È dunque il corpo-anima che
si ferma mai. Questi [quattro elementi] furono posti nella nostra terra viene assimilato e integrato, non il rozzo corpo materiale. Così afferma
etiopica, dalla quale vengono tratte piante, pietre e sostanze (somata) divine, anche un autore alchimistico più tardo, Petrus Bonus (1546, p. 39):
che Dio e non l'uomo vi ha posto. In ognuno di essi il creatore ha posto un
principio attivo (dynamis): nell'uno il potere di verdeggiare, nell'altro di non " Con questa pietra rossa i filosofi si sono innalzati sopra ogni cosa e
hanno profetizzato il futuro (...) sapendo che il giorno del giudizio e della
verdeggiare, nell'uno il secco e nell'altro l'umido, nell'uno il potere di
fine del mondo doveva venire e con esso la resurrezione dei morti, in cui
trattenere, nell'altro quello di dividere, nell'uno il principio del possesso, nel-
ogni anima sarà congiunta col suo primo corpo per non separarsene mai più.
l'altro quello della rinuncia. E nel loro incontro si vincono l'un l'altro anche
Ogni corpo sarà allora glorificato e diventerà incorruttibile e acquisterà tale
nell'altro corpo, e si dà allegria nell'altro e in esso risplende. Così nasce
luminosità e incredibile sottigliezza da poter penetrare tutti i corpi solidi,
un'unica natura, che insegue e domina tutte le nature, e questo stesso uno
poiché la sua natura sarà allora quella di uno spirito e di un corpo insieme."
vince ogni natura, e cioè quella del fuoco € della terra, e trasforma tutti i loro
princìpi attivi. Ed ecco io vi dico lo scopo finale (peras) dell'uno: quando è Non mi è possibile commentare qui minutamente l'intero e oscuro testo
compiuto, diventa un balsamo mortale che circola nel corpo rapidamente. del Cornano, che ci è giunto del resto parzialmente corrotto. Mi limito ai
Come esso motivi formulati con maggiore chiarezza. È chiaro però che fin dall'inizio
l'alchimia associa la produzione dell'elisir alchemico (sinonimo della pietra
filosofale) con il motivo della resurrezione dei morti.
Il risultato dell'operazione viene indicato, fra l'altro, come ananas, come
una statua dalle sembianze umane, dunque come qualcosa di solido, e nello
stesso tempo come un elisir "mortale", ossia propriamente come un
"farmaco": un veleno, o balsamo, in grado di penetrare ogni cosa solida.
Nel nostro testo l'evento della resurrezione viene descritto come il
ricongiungersi di pneuma ( = spirito), psyche (= anima) e corpo purificato,
ossia deificato e trasfigurato. Nella religione egizia rappresentazioni
relativamente analoghe erano il ricongiungimento tra l'anima ba, l'anima ka e
la mummia, il cui risultato è detto "il trasfigurato" (ach). Il corpo deificato
tuttavia è ancora relativamente morto, o comunque immobile, finché il ba e il
ka
140
CAPITOLO DECIMO LA RESURREZIONE 141

non si sono congiunti con esso. 3 Solo allora il morto diventa un ach, un Helmuth Jacobsohn (1970, p. 231) afferma che il ba raffigura
"trasfigurato", in possesso di una vita piena. l'individualità ancora inconscia dell'uomo, il suo intimo nucleo essenziale (il
Nell'antico Egitto il ba è una parte dell'anima non legata allo spazio e "fondo dell'anima" dei mistici cristiani). Esso si manifesta come una "voce
libera di muoversi. Ha forma di uccello — particolare che sottolinea la sua interiore" ed è, nello stesso tempo, la quintessenza dell'uomo naturale
natura "pneumatica" — ma viene anche raffigurato come stella o in forma interiore e una coincìdentia oppositorum divina. In contrasto col ba, il ka
umana.4 Nel geroglifico della stella è sottolineata la sua appartenenza alla (tradotto perlopiù come "ombra") sembra avere piuttosto a che fare con la
sfera celeste. forza vitale, la potenza e la storicità dell'uomo. È una specie di doppio che
dimora tuttavia abitualmente nel corpo, e che dopo la morte viene per così nuova vita. Il ka — l'anima-ombra che raffigura anche la vitalità dell'uomo
dire "catturato" nella statua del defunto. Nell'Alto Niger e nella regione del (attribuita in ambito romano al genius) — dimora nei pressi della mummia o
Volta esistono ancora oggi credenze di questo tipo.5 di una statua del morto, e rimane prigioniero del mondo infero, mentre il ba
Nel Cornano questa figura è detta eikon, ossia "immagine". Anche la può accompagnare il dio del Sole nel suo viaggio diurno attraverso la volta
rappresentazione greca dell'anima (psyche) era complessa e sfumata.6 In celeste, e viene associato alle stelle circumpolari "che non tramontano".
Omero psyche ed eidolon tendono a coincidere, e raggiungono entrambi Nel Coniano, che risale senza dubbio a rappresentazioni egizie, pneuma,
l'Ade dopo la morte. Accanto ad essi c'è poi il thymos, che è mortale, e si psyche e soma tornano a congiungersi. Molto probabilmente lo pneuma
può intendere come "impulso vitale". 7 L'immagine (eidolon) viene anche corrisponde al ba (spirito) e la psyche all'incirca al ka. È vero però che
intesa come una sorta di maschera visibile dietro la quale si nasconde queste "corrispondenze" vanno intese con una certa elasticità giacché, sia in
qualcosa di invisibile. Secondo Erodoto (Storie I L 1 2 3 ) l'idea
Grecia che in Egitto, si tratta di rappresentazioni alquanto imprecise,
dell'immortalità dell'anima (per esempio in Pindaro e in Platone) sarebbe
"sfumate". Il terzo elemento che compare nel Cornarlo è il corpo purificato,
dovuta a un influsso egizio, mentre in Aristotele essa diventa un'"entelechia"
rivestito di gloria (doxa), ossia la mummia che pneuma e psyche hanno
che si costruisce il proprio corpo. Essa però contiene anche il nous, o anima
riportato alla vita. Il morto "risorto" è definito spesso nei testi egizi col
razionale, che è immortale, e appartiene piuttosto alla regione divina
termine ach, "il trasfigurato".
dell'essere. Un cambiamento analogo si riscontra anche nell'idea romana del
Al momento della trasfigurazione il morto riceve un abito di luce. Nel
genius, inteso dapprima come il nucleo perituro dell'identità individuale
(Orazio, Epistole II, 2,188) e poi, sotto l'influsso greco ed egizio, come libro Amduat dice Ra alle mummie divinizzate (ottava ora): "Ornatevi dei
sostanza destinata a sopravvivere. vostri vestiti, siate protette dai vostri abiti", e nel Libro delle soglie si legge
Come si è accennato (p. 35), in Egitto la mummia era detta "effigie". Il delle mummie ritornate alla vita: "Salute a voi achu [morti beati
dio della terra Aker custodisce la "grande immagine", ma nello stesso tempo trasfigurati]. Salute a voi del mondo sotterraneo (...) possiate risplendere nei
questa mummia è anche un "segreto", poiché da essa o in essa prende avvio vostri abiti [bianchi!], possiate essere luminosi per lo splendore di Ra"; nel
il processo di metamorfosi verso una Libro delle caverne si dice perciò che le mummie "sono rivestite della forma
di Osiride",8 così come nel Cornano il cadavere è adorno della "gloria
(doxa) divina".
Questo motivo della doxa mi sembra rimandare però, oltre che all'Egitto,
a un influsso persiano, mediato probabilmente da fonti gnostiche. La Doxa,
o Gloria, ricorda infatti la persiana Xvarnah, che va incontro al trapassato e
viene definita "luce di gloria", "vittoria" 0 "fuoco vittorioso". Nel culto di
Mitra questa luce di gloria significava anche la pienezza del destino
individuale. Essa appare al moribondo nel suo splendore insieme alla daena,
la sua Anima celeste.9 Questa imago gloriae "riveste" tutta l'anima del
moribondo come lo "splendore raggiante di un fuoco spirituale, che
infiamma l'anima fino all'incandescenza", e insieme come la luce di una co-
noscenza salvifica. La stessa immagine si ritrova nel testo gnostico degli
Atti di Tommaso.

142

CAPITOLO DECIMO LA RESURREZIONE 143

Dopo il ricongiungimento di corpo anima e spirito — prosegue il Cornarlo — la "casa" fu sigillata, e "fu eretta la statua piena di luce e di
divinità". Questo particolare si riferisce verosimilmente alla fase finale del sé lo scopo ultimo dell'Opera. La sua frantumazione significa allora un
rituale funebre egizio, che comportava la chiusura ermetica della camera riordinamento cosciente della sua natura caotica.12
sepolcrale, l'erezione del cosiddetto pilastro djed e di una statua del morto Di particolare interesse per noi è il tempio monolitico, costruito con una
nel cosiddetto serdab. Nel Cornano la statua (andrias) è detta anche eikon, sola pietra,13 nel quale scaturisce la sorgente di vita. "Si tratta di
ossia immagine. Essa è formata dai quattro elementi ora unificati ed è un un'allusione al fatto che la produzione della totalità circolare, ossia della
balsamo (elisir) capace di penetrare ogni cosa pur senza perdere la sua pietra, rappresenta una garanzia di vitalità. La luce che scintilla all'interno
solidità. della pietra significa la illumìnatio connessa alla totalità. L'illuminazione è
Nelle già citate visioni di Zosimo, il sacerdote-homunculus che in un un potenziamento della coscienza." L'uomo d'oro che siede sulla pietra
primo tempo divora le sue stesse carni si trasforma alla fine in un "uomo raffigura l'"uomo interiore" che raggiunge, a poco a poco, il valore
d'oro". Il testo quindi prosegue:10 supremo.14
Già nella religione dell'antico Egitto la pietra è un simbolo divino denso
di significato. Nel Santissimo del tempio di Eliopoli era custodita una
"Ma non voglio, caro amico, andare troppo per le lunghe, va' dunque
misteriosa pietra divina detta benben: nome connesso alla radice ivbn ( =
all'opera, ed erigi un tempio. Questo tempio può essere costruito con una
salire, risplendere), e riferito in particolare al sole o alle stelle. Sulla stessa
sola pietra, lucente come biacca, e simile all'alabastro, una pietra di
radice verbale è modellato anche il nome dell'uccelllo bniv, ossia della
Proconneso [le più famose cave di marmo della Grecia]. La costruzione di
fenice. Sia la pietra benben che l'uccello bniv erano considerate
questo tempio non può avere né principio né fine; al suo interno deve
manifestazioni del dio supremo Atum,15 e la pietra rappresentava anche la
trovarsi una sorgente di acqua purissima, e deve scaturirne una luce
collina primordiale, emersa per prima dalle acque primordiali e col
luminosa come i raggi del sole (...) Attraverso la sua porta è adagiato un
significato perciò di inizio del mondo. La fenice divenne più tardi anche
drago, che è il custode del tempio. Prima abbattilo e uccidilo; poi togligli la
simbolo del ba. La cima della piramide fu chiamata più tardi ben-benet e
pelle, prendi la sua carne insieme alle ossa; fa' a pezzi le sue membra; uni-
più tardi tutti i morti portavano con sé nella tomba una piccola pietra
scile con le ossa all'ingresso del tempio; fatti così un gradino; sali ed entra e
benbenet. Dalla cima della piramide il re defunto osservava il sorgere del
vi troverai la cosa che cercavi: il sacerdote, l'uomo di ferro, che vedrai sole,, sicché la pietra benbenet sembra avere a che fare con la resurrezione,
comporre la cosa nella sorgente. Ma egli non ti apparirà di ferro, perché ha col risvegliarsi del morto a una nuova coscienza. È dunque giusta
mutato il colore della sua natura ed è diventato d'argento, e se vuoi avrai l'osservazione di Jacobsohn, che collega la pietra benben alla pietra
presto l'uomo d'oro." filosofale, simboli entrambi della totalità spirituale e di una complexio
oppositorum.
Nello stesso testo si dice poi del sacerdote-homunculus che "egli vuol Quale possa essere il significato della "pietra" nella condizione
fare in modo che gli occhi vedano e che i morti resuscitino". La postmortale risulta anche da una visione di Jung (1961, p. 344). Trovandosi
frantumazione (o in varianti: la cottura) della materia di base viene una volta in pericolo di morte gli sembrò di essere sospeso a un'altezza di
designata espressamente anche come taricheia, ossia mummificazione.11 Il circa 1500 chilometri al di sopra della terra. Guardandosi attorno vide "un
sacrificio del drago appare, in talune varianti, come sacrificio del sacerdote, enorme blocco di pietra, come un meteorite sospeso nello spazio cosmico".
il quale raffigura nella visione alchimistica il microcosmo e la monade, la Accanto all'ingresso era seduto un Indù nero che sembrava aspettarlo. La
materia di base che contiene già in porta era circondata da nicchie che contenevano lampade a olio accese. A
quel punto Jung ha la certezza che sarebbe entrato in una stanza illuminata e
che qui avrebbe incontrato "tutte quelle persone alle quali in realtà
apparten-
144 CAPITOLO DECIMO LA RESURREZIONE >4S

go". Là dentro avrebbe inoltre compreso "da quale nesso storico dipendesse La stessa pietra, sia pure in forma un po' diversa, apparve a Jung una
la mia vita, e avrei conosciuto ciò che era stato prima di me, il perché della seconda volta, pochi giorni prima della sua morte. Si tratta dell'ultimo
mia venuta al mondo, e verso che cosa dovesse continuare a fluire la mia sogno che potè raccontare:16
vita". Proprio in quel momento sorse l'immagine del medico che lo
riportava sulla terra. Vedevo una grande pietra rotonda in un luogo elevato, una piazza
spoglia; sopra la pietra era scritto: "Questo sia per te segno di unità e di rappresentano le "membra del dio". Il loro "grasso", o "unguento" ( —
totalità." Vide poi vari vasi a destra di un piazza quadrangolare e un essenza psichica) penetra nelle viscere del morto e le "preserva", ossia le
quadrato di alberi le cui radici sporgevano dal suolo e lo proteggevano, e rende imperiture.18
fra le radici rilucevano fili d'oro. Il motivo della "pietra" compare anche nell'esperienza, riferita da
Hampc (1975, p. 70), di un giovane caduto in guerra: in uno stato
L'immagine del tempio costruito "con una sola pietra" è una promessa di d'incoscienza dal quale doveva riscuotersi solo per breve tempo aveva visto
illuminazione come nelle visioni di Zosimo. E nell'ultimo sogno di Jung sua madre e poi suo padre, e in compagnia di quest'ultimo andava a
l'immagine della pietra sottolinea come nel Comario il divenire uno. passeggio sulle montagne, in un paesaggio fiorente: "Trovai una grossa
Jung soleva ripetere che la sua vita cosciente gli sembrava provenire pietra e la rivoltai: era senza peso. Sulla sua parte posteriore c'era una
come da una specie di radice sotterranea^ che la sua propria vita terrestre quantità di splendidi cristalli di rocca disposti a forma di volta. Ne provai
gli appariva caduca, ma che una qualche vita profonda perdurava. Jung una sensazione di grande gioia. "
(1961, p. 28): "La vita mi ha sempre fatto pensare a una pianta che vive del Alla luce di questi sviluppi, anche la pietra rossa non annerita dal fuoco
suo rizoma: la sua vera vita è invisibile, nascosta nel rizoma. Ciò che del sogno citato a pagina 98 acquista il suo vero significato: essa
appare alla superficie della terra dura solo un'estate, e poi appassisce, simboleggia la forma di esistenza del sognatore che durerà oltre la morte
apparizione effimera. Quando riflettiamo sull'incessante sorgere e decadere imminente. Nel sogno di Jung la "pietra" appare nella forma molto più
della vita e delle civiltà, non possiamo sottrarci a un'impressione di assoluta differenziata di un tempio, certo per la maggiore dimestichezza di Jung col
nullità: ma io non ho mai perduto il senso che qualcosa vive e dura oltre Sé, con la relazione alla totalità interiore.
questo eterno fluire." Ora, nel suo ultimo sogno Jung è ritornato al rizoma, L'idea di una dimora eterna nell'Aldilà ricorre in molti riti sepolcrali.
nascosto nel grembo della terra senza che la sua forma individuale vada Anche i Romani parlavano della tomba come di una domus aeterna
perduta. Le radici hanno a che vedere con un processo di sviluppo richiamandosi a precedenti egizi e dell'antico Oriente. Spesso le tombe
spirituale che supera di molto i confini della vita individuale, "in cui il venivano arredate al completo, con tanto di suppellettili domestiche, e si
singolo è innestato come fiori e frutti caduchi sul loro rizoma". 17 I recipienti riteneva che l'intera famiglia defunta avrebbe continuato a dimorarvi per
del sogno ricordano i canòpi delle tombe egizie, in cui venivano conservate sempre. Fra gli Etruschi, le tombe delle donne venivano contrassegnate con
le viscere del morto, separate dalla mummia, e che portavano come una casetta di pietra, quella degli uomini con un fallo.
coperchi le teste dei quattro figli di Osiride: secondo la liturgia di Anche gli stupa buddistici sembrano avere un significato originario
imbalsamazione citata in precedenza, i quattro canòpi analogo. Come ha mostrato Mus,19 essi risalgono ad antichissime usanze
funerarie prebuddistiche, in cui il sepolcro doveva raffigurare "in piccolo il
mondo del morto" e nello stesso tempo l'universo nella forma di Purusa
(l'uomo cosmico originario). Mus osserva che il sepolcro non è tanto la
dimora del defunto, quanto una versione sostitutiva del suo involucro
effimero; abbiamo dunque a che fare con un corpo artificiale che raffigura
la dimora del morto così come lo era il corpo fisico in vita. Benché la
dottrina affermi che il Buddha non è più ma è trapassato nel nirvana, la fede
popolare ha sempre avvertito negli stupa il corpo eterno del Buddha. Un
testo giapponese dice senz'altro: "Il corpo del Buddha visto dall'esterno

146

CAPITOLO DECIMO LA RESURREZIONE '41

è uno stupa", o almeno lo stupa è il Buddha stesso nella sua parte che influssi occidentali, ha poi creato immagini illusionistiche della morte del
rimane in questo mondo dopo il paranirvana. L'arte gandhara, esposta a Buddha, cercando però di mostrare allusivamente l'irrealtà di questa morte.
Alcune dottrine più tarde affermano che il Buddha possiede dopo la morte Già nella sua forma terrena la torre era per Jung destinata a ricevere la
ancora tre corpi: il dharma kaya, cioè il suo vero essere assoluto; il parte migliore dell'uomo interiore, il Sé. Scrive Jung (1961, p. 272): "Fin
sambhoga kaya, il corpo della beatitudine, mediante il quale anche nel dal principio sentii la Torre come un luogo, in un certo senso, di
nirvana il Buddha continua in qualche modo a esistere; e infine un corpo- maturazione, un grembo materno o una figura materna nella quale potessi
ombra, il nirmana kaya, mediante il quale Buddha aiuta gli altri esseri a diventare ciò che fui, sono e sarò (...) A Bollingen mi trovo nella mia più
raggiungere il nirvana. Chi vede questo corpo-ombra ha però in realtà una vera natura, in ciò che esprime profondamente me stesso (...) A volte mi
pura esperienza soggettiva.20 sento come se mi espandessi nel paesaggio e all'interno delle cose, e vivessi
Il fatto per noi importante è che il santuario, Io stupa, è inteso anche in ogni albero, nello sciacquio delle onde, nelle nuvole e negli animali che
come corpo sostitutivo di pietra del Buddha; lo stupa è infatti, come noto, vanno e vengono, nelle cose." Quando Jung sognava la Torre d'oro nell'Al-
un mandala tridimensionale. dilà, l'inconscio gli mostrava l'immagine primigenia eterna di ciò di cui egli
La pietra può essere dunque anche una casa o un tempio sepolcrale. si era costruito un'effigie su questa terra.
La "pietra bianca" del testo di Zosimo, che alberga in sé l'"uomo d'oro"
Circa due mesi prima di morire, Jung fece questo sogno significativo e
e la sorgente di vita, è un parallelo di questo sogno, e un significato
premonitore:
analogo sembrano avere anche gli stupa orientali, come dimore della figura
del Buddha rimasta sulla terra. Anche il Cornano sottolinea la natura
In un luogo sconosciuto saliva sulla "sua" torre di Bollingen, che era
raggiante dell'"immagine" unificata, ossia la sua qualità luminosa. 22 Questa
tutta d'oro. Teneva in mano la chiave, e una voce diceva che la "torre" era
realtà unificata, il morto risorto, è detta nel Cornano anche andrias, cioè
ormai finita e che egli poteva entrare. Di quel luogo lo colpivano la totale
una statua in forma umana. Alla statua corrisponde nella visione di Zosimo
solitudine (non c'era intorno anima viva) e il perfetto silenzio. Poi vedeva
l'"uomo di ferro" che diventa prima d'argento e poi d'oro: un'altra statua
la riva del mare. Un ghiottone femmina stava insegnando a nuotare al suo
vivente di metallo.
piccolo, che non ne era ancora capace.
Troviamo il sogno seguente nella serie pubblicata da Edinger (1972, p.
220):
Dopo aver fatto costruire la torre di Bollingen, Jung sognò più volte che
nell'Aldilà o sull'"altra riva del lago" si trovava una torre identica alla sua. Sto osservando uno strano giardino, unico e splendido, di forma
Il sogno significava, secondo Jung, che la torre era soltanto l'effige terrena quadrata con un pavimento di pietra. Alla distanza di circa mezzo metro
della sua forma vera nell'Aldilà, ossia del Sé. Il sogno insomma voleva dire l'uno dall'altro si rizzavano oggetti di bronzo, del tutto simili «//'Uccello di
che la dimora "ultraterrena" del Sé era ormai pronta a che egli poteva Brancusi. Mi trattenni a lungo, vi era in ciò un significato positivo che
entrarvi. Il motivo dell'animale nella conclusione è strano: potrebbe però non riuscivo ad afferrare.
significare che, come Madre Natura adatta e abitua i suoi figli alla vita per
mezzo degli istinti, così un "istinto" aiuterà anche noi a orientarci nelle Edinger amplifica il simbolo — un pilastro di metallo, largo nel mezzo e
nuove condizioni dell'Aldilà.21 appuntito agli estremi — come uno slancio fallico teso verso l'alto, verso la
sfera spirituale, e lo paragona al djed egizio, la cui erezione al termine della
cerimonia funebre significava la resurrezione. Questa "colonna"
corrisponde anche al fallo sepolcrale delle tombe etrusche maschili, e si
potrebbe paragonare, in un certo senso, anche alla fiamma vitale guizzante
nel sogno di Priestley (p. 37),

148

CAPITOLO DECIMO LA RESURREZIONE '49


come immagine dell'impulso vitale creativo teso a perdurare. Nel sogno citato la figura è di bronzo. Come Jung (1942/1954, p. 225) fa notare,
riportando parole di Ostanes citate da Zosimo, il metallo ha qualcosa a che "corpo risorto". Poiché tale soluzione non pareva soddisfacente, si è
fare con le fredde lontananze che il simbolismo dell'uccello evoca, con la arrivati a proclamare il dogma dell'Assunzione di Maria, in cui si afferma
sua lontana origine nel regno della materia inorganica, che si ritrova anche che Maria è salita in cielo col proprio corpo. Ma anche questo è solo un
nella "pietra" degli alchimisti. tentativo di accostarsi a un problema che nel cristianesimo rimane irrisolto.
La pietra è subito stata associata da moltissimi alchimisti con Cristo, ma È però un problema che assilla l'uomo contemporaneo, ed è per questo che
in alcuni si trova, come Jung (1938/1954Z», tutto il paragrafo "Il mi sembra venuto il momento di riscoprire il simbolismo dell'alchimia,
simbolismo della pietra") ha mostrato, un riferimento più preciso alla dove una risposta viene, se non data in modo esplicito, allusa
materia corporea, anzi la supposizione di un fondo divino nascosto nella simbolicamente.
materia cosmica. L'analogia col Lapis è giustificata dal fatto che Cristo " Ho perduto mio padre in età ancora piuttosto giovane. Circa sei
diventa carne ", ma il Lapis s'incarna in ogni uomo e può essere prodotto, settimane dopo la sua morte improvvisa feci questo sogno:
cioè reso interiormente cosciente, da ognuno. Così, la "pietra" degli
alchimisti non significa realmente il Cristo, ma è un simbolo compensatore Mio padre mi apparve, in piena salute, ma nel sogno sapevo che era
della figura di Cristo. Scrive Jung nel luogo citato: morto. In tono gioioso ed eccitato mi disse: "La resurrezione della carne
c'è davvero. Vieni con ine, posso dimostrartelo." E si diresse verso il
"Quale sia il significato di quella natura inconscia che produsse cimitero in cui era sepolto. Benché la cosa ini facesse spavento, lo seguii.
l'immagine del Lapis, lo si vede con la massima chiarezza nei pensieri Nel cimitero egli si aggirava tra le tombe, osservandole a una ad una.
sull'origine materiale, sulla provenienza dell'uomo, sulla sua diffusione All'improvviso indicò una tomba ed esclamò: "Per esempio, vieni a
universale e la possibilità di generarlo (...) Queste caratteristiche mostrano guardare/" Vidi che la terra incominciava a muoversi dal basso e rimasi a
che cosa si sentisse mancare nella figura di Cristo: un'aria troppo sottile per guardare, aspettandomi, piena di ribrezzo, un cadavere mezzo
i bisogni umani, una distanza troppo grande che lasciava il vuoto nel cuore decomposto. Ne venne fuori invece, attraverso la terra, un crocifìsso
dell'uomo. Si sentiva la mancanza del Cristo 'interiore' e appartenente a luminoso verde-dorato, lungo circa un metro. Mio padre esclamò:
ogni uomo. La sua spiritualità era troppo elevata, e la naturalezza dell'uomo "Guarda: ecco la resurrezione della carne. "
troppo bassa. Nell'immagine di Mercurio e del Lapis la 'carne' a suo modo
si glorificava, perché si lasciava trasformare, ma si fissava in opposizione Naturalmente mi ricordai della frase "risorto in Cristo": ma qual è il
allo spirito come pietra (...) Il Lapis può dunque venire inteso in un certo vero significato dell'immagine? Si tratta di un mistero insondabile. Mi
senso come un simbolo del Cristo 'interiore', del 'Deus in hornine'." sembra comunque essenziale il fatto che il crocifisso fosse di metallo vivo,
come la "statua" dell'alchimia. E anche l'oro verde richiama un motivo
La "pietra" è il coronamento dell'opera salvifica di Cristo; ma a alchimistico. Jung (ig6i,p, 256) riferisce di aver avuto una volta la visione
differenza della figura ufficiale di Cristo essa non proviene dalle regioni di un Crocifisso di oro verde-.
superiori della metafisica, bensì "da quei territori di confine che sfociano
nel mistero della materia del mondo". Avendo intuito l'unilateralità "L'oro verde è la qualità vivente che gli alchimisti vedevano non solo
spirituale dell'immagine di Cristo, la speculazione teologica si è rivolta ben nell'uomo ma anche nella natura inorganica. È un'espressione dello spirito
presto al problema del suo corpo, ossia della sua materialità, vitale, Yanima mundi o il filius macrocosmi, l'Anthro-pos che anima tutto
risolvendolo provvisoriamente con l'ipotesi del il cosmo. Tale spirito si manifesta in ogni cosa, anche nella materia
inorganica; è presente nel metallo e nella pietra. La mia visione era così
una fusione dell'immagine di Cristo col suo analogo nella materia, il filius
macrocosmi (...) Il rilievo in cui era
ifO CAPITOLO DECIMO

messo il metallo mi rendeva manifesta la concezione alchimistica di Cristo sogno dice inoltre che il "corpo di resurrezione" è parimenti l"'uomo
come unione di materia viva e spirituale e di morta materia fìsica. " interiore eterno", non l'Io effimero, benché questo "Io" di mio padre sembri
nel sogno conservarsi come testimone dell'evento. Solo nell'unione dell'Io
Il mio sogno sottolinea questa doppia natura del corpo risorto come col corpo di resurrezione si raggiunge in modo palese la compiuta totalità
unione di opposti. La croce significa invece la sofferenza degli opposti. Il umana.
Una donna ottantenne fece poco prima di morire questo sogno riferito
CAPITOLO 11
da Eldred (1982, p. 171):
Il corpo sottile e le sue varianti
Vedeva una croce, in mezzo alla quale splendeva uno zaffiro. Il sogno
aveva su di lei un effetto rasserenante, sentiva che aveva a che fare con la
vita celeste.

Anche qui la croce significa l'unione degli opposti. Quanto allo zaffiro,
la tradizione medioevale lo indica come la "pietra angolare" della
Gerusalemme Celeste e come la Pietra di Cristo.

Moltissimi popoli, per esempio nell'Oriente induista e in Cina ma anche


molti popoli primitivi, condividono la credenza che l'anima, comunque
venga concepita, possieda dopo la morte una specie di subtle body o corpo
sottile. Lo spiritismo occidentale muove dalla stessa ipotesi e riferisce
innumerevoli casi di materializzazione, in cui compaiono fantasmi dal corpo
fatto di "vapore" o "fumo". Si tratta evidentemente di una rappresentazione
archetipica, della cui reale esistenza non abbiamo quasi prove al di fuori
delle testimonianze parapsicologiche. In una lettera allo psichiatra
Raymond Smythies (29 febbraio 1952) Jung per primo ha richiamato l'atten-
zione su un fattore che potrebbe fornire una base empirica a un'indagine di
questo genere, dice cioè che molto stranamente noi abbiamo poche
informazioni coscienti 0 dirette su ciò che accade nel nostro corpo. Non
sappiamo nulla, ad esempio, sullo stato della milza se non è il medico a
informarcene, e anche il medico trac le sue conclusioni da sintomi indiretti.
Questa lacuna, dice Jung, sembra alludere a qualcosa di intermedio, forse
proprio all'esistenza di un subtle body che si insinuerebbe tra la nostra
autopercezione e il corpo fisico. A questa osservazione di Jung si potrebbe
forse aggiungere che il corpo sottile coincide probabilmente con la stessa
psiche vissuta dall'interno, cioè percepita introspettivamente. Tutti sanno per
esperienza come certe emozioni — invidia, amore e odio — o certi pensieri
particolarmente intensi, immagini fantastiche ecc., si contrappongano all'Io
affatto oggettivamente, vale a dire indipendenti dall'Io soggettivo, sicché ci
pare di sentirli salire dall'interno del corpo. In questo caso, il corpo sottile
coinciderebbe in parte con
'52 IL CORPO SOTTILE 15Ì
CAPITOLO UNDICESIMO

quella che Jung definisce altrimenti la "psiche oggettiva", ossia esso, "irreale" il corpo, e ciò benché l'emissione di adrenalina accresca le
"psiche oggettiva", sarebbe talora dotato di una forma di manifestazione di attività sensorie del corpo.
quel genere acreo. È noto del resto che in stati d'intensa eccitazione, per Alla luce di queste osservazioni di Jung è opportuno ripercorrere da
esempio in guerra, è possibile subire gravi ferite senza avvertirle. vicino le varie teorie storiche sull'esistenza di un corpo sottile. Nel
L'intensificarsi del fattore psichico, ossia l'eccitazione, rende per così dire mondo antico, pitagorici, orfici e platonici insegnavano che l'anima
possiede una sorta di corpo sottile raggiante, veicolo (ochema) della acquea, mentre nella sua forma più nobile si presenta asciutta o ignea
manifestazione dell'anima. Secondo la testimonianza di Ieroclc di (Eraclito!). Abbiamo di nuovo a che fare con quegli stati mutevoli dell'Io
Alessandria (quinto secolo d.C.)1 le cosiddette "regole di vita pitagoriche che risultano con evidenza anche dal nostro materiale onirico.
miravano a liberare l'anima dalla crassa materia e a renderla luminosa" Plutarco (secondo secolo d.C.) descrive in questo modo le anime dei
(augoeides), affinché potesse entrare in contatto con le essenze eteree (gli defunti (De sera numinis vindicta XXII, 564): sono avvolte da una vescica
dei). Nel Fedro (250C) Platone descrive l'anima, prima della sua discesa o da un involucro di fuoco, "alcune con una purissima luce di plenilunio,
nella "tomba del corpo", come uno "splendore luminoso". che emette un mite colore continuo e uniforme. Altre hanno invece colori
L'espressione "splendore" (auge) usata da Platone porterà i commentatori sfumati, sono coperte di macchie pallide come le bisce, altre hanno leggeri
neoplatonici a parlare di un'anima di luce (augoeides). E furono soprattutto i graffi". Questa pallidezza dipenderebbe da colpe morali commesse nella
neoplatonici a elaborare l'idea di un "corpo luminoso" o comunque di un vita anteriore.
"corpo sottile" superiore e immortale. In un frammento superstite di Giovanni Filopono (settimo secolo d.C), autore neoplatonico, elabora
Damaselo (quinto-sesto secolo d.C.) si legge: 2 "L'anima possiede un certo una teoria dell'anima ancora più articolata, secondo la quale l'anima
veicolo splendente (ochema augoeides), detto anche astrale (astroeides), che è comprenderebbe "una parte pura, che sale verso gli dei, e un eidolon, un
eterno. Esso si trova nel corpo, o nella testa o nella spalla destra." Nel suo soffio privo di sostanza o un'ombra impura, che scende verso l'Ade". 5
commentario al Parmenide di Platone, lo stesso Damaselo 3 afferma che L'anima pura "razionale" è luce e si muove di moto circolare, ma se cede
quest'anima raggiante scendendo in un corpo si oscura e diventa sempre più alla parte irrazionale e alle passioni si oscura e si muove in linea retta,
materiale, conservando tuttavia la sua identità numerica (la sua unità?). Il s'annuvola. Così si era già espresso anche Porfirio nei suoi commentari a
corpo raggiante e luminoso dell'anima non passa di colpo, secondo questi Platone.6 Nel regno "annuvolato" vivono anche i demoni, che possono là
autori, nel crasso corpo materiale, ma nel mezzo vi è una sorta di "spirito contagiare l'anima, mentre non possono raggiungerla nel suo stato puro e
corporeo"4 mediante il quale l'anima muove il corpo, fa circolare il sangue e luminoso. Oltre che ai demoni, l'anima è esposta anche all'influsso delle
fa funzionare gli organi sensori; è una sorta di quintessenza dei quattro immagini illusorie (phantasmata) che le trasmettono forma e colore. Alla
elementi. Se esso è orientato verso l'alto, produce contenuti psichici razionali tradizionale bipartizione dell'anima (oscura e luminosa) Filopono
e oggettivi, idee; se è orientato verso'il basso, produce immagini illusorie contrappone una teoria dell'anima quadripartita, secondo la quale l'uomo
(phantasia). L'anima poi diventa per così dire "umida" o possederebbe: un'anima razionale, separabile dal corpo e immortale;
un'anima irrazionale e passionale, separabile dal corpo ma non dall'anima
razionale; uno "spirito corporeo", che sopravvive al corpo materiale ma
svanisce dopo qualche tempo; un'anima puramente "vegetativa" che muore
insieme al corpo. Lo "spirito corporeo" scende nell'Ade e qui, come
apprendiamo dall'Odissea, può diventare visibile a condizione che i vivi
compiano sacrifici di sangue. Durante la vita può essere purificato e reso
volatile con diete e suffumigi, e può anche giungere a manifestarsi
attraverso l'immaginazione dell'anima superiore che presiede ad esso.7
Gli antichi alchimisti e gli autori ermetici sono vicini a queste rap-
presentazioni filosofiche,8 e l'obiettivo di alcuni alchimisti non fu altro

' 11

CAPITOLO UNDICESIMO
IL CORPO SOTTILE 'SS
i he ili ottenere una metamorfosi e una rigenerazione dello "spirito int eriore" del corpo sottile. Il documento più esauriente in proposito
sono le già citate visioni di Zosimo.
miri a unificare questi aspetti, includendo il più possibile gli "strati" più
Idee neoplatoniche simili sopravvissero anche in area islamica fino al vicini alla corporeità.
diciannovesimo secolo, in quel movimento sciita detto comunemente
Tra le quattro componenti psicosomatiche previste dalla teoria dello
shaikhismo. Uno dei suoi rappresentanti più noti è Shaikh ( = sceicco)
sceicco Ahmad merita particolare attenzione jism A, chiamato anche
Ahmad al-Ahsa'i (morto nel 1836), la cui dottrina è esposta ampiamente da
volume corporeo (che è accidentale) e che viene riassorbito in jism B
Henri Corbin (1977, cap. 2). Anche Shaikh Ahmad, la cui opera si occupa
(l'uomo eterno) al momento della resurrezione. Jism A è una specie di
essenzialmente del corpo risorto, ammette una quadripartizione dell'anima
corpo astrale, perché soggetto agli influssi delle sfere celesti. Anche questa
che differisce tuttavia in alcuni punti da quella di Giovanni Filopono. Per
idea di un corpo sottile costituito essenzialmente dall'azione delle sfere
Ahmad, l'uomo possiede un doppio corpo accidentale (jasad) e un doppio
celesti risale a concezioni neoplatoniche e gnostiche.
corpo essenziale (jism).
Così Plotino (terzo secolo d.C.) 9 ritiene che l'anima possiede, nel suo
Jasad A è il crasso corpo perituro. Jasad B è formato da elementi della stato puro, un corpo etereo: passando dal logos alla phantasia
Terra mistica di Hurqalya, che Corbin assimila al mundus archetypus-,
(immaginazione) essa assume un corpo più solare, poi un corpo più lunare,
questi elementi sottili compongono la caro spiritualis, ossia il corpo di
femminile e legato alle forme, finché, precipitando nel mondo corporeo,
resurrezione.
diventa una sostanza amorfa, formata da esalazioni umide, ignara della vera
Jism A appartiene al mondo intermedio: esso proviene dal dominio delle
realtà, immersa in una torbida e puerile incoscienza. Appena però riesce a
sfere celesti ed è perciò un "corpo astrale". Esso è perituro, poiché al
staccarsi da questo mondo inferiore, ridiventa un raggio di luce (auge),
momento della resurrezione viene assorbito da jasad B, la caro spiritualis,
senza ombre e nuvole.
ed è pertanto una specie di corpo sottile provvisorio. Jism B è il corpo
La stessa teoria è formulata da Proclo (quinto secolo d.C.) in termini un
sottile essenziale, archetipico, eterno, imperituro: è l'individualità eterna, il
po' diversi nel suo commentario al Timeo di Platone. L'uomo, secondo
corpus supracoekste nell'uomo, il suo alter ego trascendente e corpo di luce
(1'"essere di luce" di Moody). Proclo, è un microcosmo, e possiede, come il tutto (to pan), intelletto e
ragione (nous e logos), un corpo divino e un corpo mortale. La sua natura
Per i nessi sottili e profondi che legano in questa concezione anima e
intellettuale corrisponde alle stelle fisse, la ragione (logos) a Saturno, il suo
corpo, rimando senz'altro all'opera fondamentale di Henri Corbin. Dal
aspetto sociale a Giove. Viene poi la parte irrazionale, a cui appartengono
nostro punto di vista è importante il fatto che in queste teorie neoplatoniche,
le passioni (Marte), l'eloquenza (Mercurio), il desiderio (Venere), la facoltà
alchimistiche ed ermetiche, come in quelle di certi mistici islamici, anima e
percettiva (Sole) e la vita vegetativa (Luna).
corpo non sono separati da un taglio netto, ma vengono descritti come una
molteplicità di livelli fra loro collegati in modo parzialmente continuo e solo Il veicolo raggiante dell'anima (ochema augoeides) corrisponde al cielo,
in parte separabili. Riaffiora qui la credenza in una molteplicità di anime il suo involucro mortale al mondo sublunare. Mentre Porfirio seguiva
propria di numerosi popoli primitivi. Entro questo orizzonte di pensiero la piuttosto, come osserva Mead (1967^. 63), lo schema babilonese antico, qui
tradizione alchimistica si distingue dàlie correnti filosofiche e religiose per Proclo si attiene a quello neobabilonese. Questo veicolo raggiante è inoltre
il fatto di sottolineare con più decisione la continuità fra i vari aspetti costituito (secondo Filopono) dalla quintessenza dei quattro elementi
dell'anima, e per l'idea che l'Opera degli alchimisti materiali e la sua forma è sferica; e (secondo Aristotele) questo corpo
quintessenziale è trasparente e cristallino, è un'emanazione delle sfere
celesti. Il corpo quintessenziale di Filopono corrisponde piuttosto al jism B
dello sceicco Ahmad, cioè al corpo di resurrezione che si sviluppa dal
mundus
i;6 CAPITOLO UNDICESIMO IL CORPO SOTTILE T7

archetypus, mentre il "corpo astrale" sembra piuttosto corrispondere al jism di natura stellare (...) al momento della morte il corpo elementare scende
A, quello perituro. nella tomba insieme al suo spirito, mentre gli elementi eterei si consumano
Nel Rinascimento, la tradizione alchimistica del corpo astrale si trova nel firmamento",10 col che Paracelso intende il corpo sidereo o astrale, che
particolarmente sviluppata in Paracelso. Nel Liber de lunaticis Paracelso dopo la morte continua per qualche tempo ad aggirarsi sotto forma di
afferma che nell'uomo ci sono "due corpi, uno formato dagli elementi, l'altro immagine speculare o di spettro, e che viene poi gradualmente riassorbito
dalle stelle. Soltanto "lo spirito dell'immagine di Dio raggiunge ciò di cui è maginazione che percepisce oggettivamente il reale e gli dà forma, al
immagine", ossia il nucleo immortale dell'anima, quello che in termini contrario dei sogni allucinatoti e delle illusioni, che non hanno altro
psicologici chiameremmo il Sé. fondamento che il desiderio. Essa corrisponde, come fa notare Corbin, alla
Il corpo astrale è presentato dagli autori che abbiamo esaminato a volte imaginatio vera degli alchimisti, contrapposta alla ima-ginatio phantastica.
come perituro, a volte come immortale. È evidente la sua affinità con quello Questa immaginazione vera è l'organo di tutte le esperienze religiose, delle
che oggi chiameremmo l'inconscio collettivo. Nel mondo antico i corpi visioni, dei carismi, delle rivelazioni, delle intuizioni vere ecc. Si tratta di un
celesti erano divinità, mentre nell'Islam erano angeli: da un punto di vista dominio — quello della Terra Hurqalya, centro dell'universo — intermedio
moderno essi sono simboli archetipici che raffigurano nel loro insieme fra il regno del puro spirito e quello della crassa materia: è una coincidentia
l'inconscio collettivo. A questo punto sorge però una grande incertezza: che oppositorum, il luogo mediano dove anima e corpo s'incontrano indistingui-
ne è del cosiddetto inconscio collettivo nell'uomo al momento della morte? bilmente.
Questo strato psichico sopravvive con lui, oppure egli se ne separa, per il Nella lingua della psicologia del profondo, questa "Terra" è un mundus
semplice fatto che esso non è mai veramente diventato parte della sua archetypus, come ha osservato Corbin, o più precisamente è il mundus
persona o della sua coscienza? O ancora, una parte di esso (Proclo direbbe: d'unificazione nell'archetipo del Sé, quello che Jung, seguendo la tradizione
quella che si trova oltre la luna) si conserva insieme al "corpo di luce" e occidentale, chiama unus mundus e descrive come lo sfondo degli eventi
un'altra (quella sublunare) se ne scosta? Oppure l'aspetto cosmico sincronici osservabili nel mondo materiale.11 Nella lettera del 1939 citata a
dell'inconscio collettivo continua a esistere separatamente dal singolo, e pagina 129 Jung fa riferimento a questo mondo dei "corpi sottili" o Terra
rimane in quest'ultimo solo l'aspetto che si è incarnato in lui? Lo sceicco ultraterrena. Come già detto, il destinatario aveva raccontato a Jung di aver
Ahmad sembra propendere per l'ultima ipotesi; sviluppando in chiave avvertito la presenza di suo fratello morto in Africa e di avere avuto un
psicologica le riflessioni di Corbin vorrei pertanto ritornare alla sua colloquio con lui; ecco la risposta di Jung:
concezione.
Ahmad crede (sulle tracce di Avicenna) nell'esistenza di una "Terra" "Per quanto riguarda l'interessante conversazione che Lei ha avuto con
situata tra la sfera superiore dell'intelligibile (l'intelletto puro, le idee suo fratello post mortem, essa presenta tutte le caratteristiche proprie di
platoniche) e la Terra di crassa materia. In essa vivono certi angeli e le questo tipo di esperienze. Anzitutto metterei in evidenza il singolare
anime. La sua dimensione non è il mondo dei sensi, ma quello interesse dei morti per lo stato delle anime di altri morti. E così l'esistenza di
dell'"immaginazione attiva", col che intendiamo un'im- luoghi di cura dell'anima. Mi ha sempre colpito il fatto che le istituzioni
religiose, le chiese, i conventi, i templi, inoltre i riti e le pratiche
psicoterapeutiche fossero imitazioni di stati postmortali (trascendenti)
dell'anima che formano una vera Ecclesia spiritualis come modello dell'
Una sancta sulla terra. In Oriente questa idea non è affatto sconosciuta, dal
momento che ad esempio la filosofia buddista ha coniato per questa
esistenza delle anime fuori dello spazio e del tempo il concetto di
sambhoga-kaya, cioè il 'mondo delle forme sottili', che si rapporta al
nirmana-kaya come il corpo sottile si rapporta a quello materiale. Il mondo
sottile è pensato come uno stato intermedio fra il nirmana-
M* IL CORPO SOTTILE
CH'ITOLO UNDICESIMO •59

kjy.i e il dharma-kaya. Nel dharma-kaya, che simboleggia lo stato supremo, relativa e una relativa indistinzione dalle altre anime, quasi un esser uno con
la separazione delle forme è soppressa nell'unità assoluta priva di forma." esse". È evidentemente quella regione che la mistica islamica chiama col
(Vedi anche p. 146.) nome di Hurqalya. Il legame con questo unus mundus è decisivo per l'uomo,
ed è l'obiettivo a cui mira in ultima analisi l'intero processo che noi oggi
Nella stessa lettera Jung formula poi la congettura che nel più profondo chiamiamo di individuazione.
dell'inconscio, dove spazio e tempo sembrano annullati, domini "un'eternità Siamo ora in grado di comprendere meglio perché Jung (1961, p. 382)
affermi: esercitare un'azione positiva e duratura nel "tesoro", o nella "biblioteca", o nel
"granaio" dell'Aldilà. ~
"La domanda decisiva per l'uomo è questa: è egli rivolto all'infinito Considerazioni analoghe si potrebbero applicare anche ad alcune
oppure no? Questo è il problema essenziale della sua vita. Solo se sappiamo rappresentazioni astrologiche. Le costellazioni astrologiche raffigurano quelli
che l'essenziale è l'illimitato, possiamo evitare di porre il nostro interesse in che noi chiamiamo gli archetipi dell'inconscio collettivo. Sono immagini
cose futili, e in ogni genere di scopi che non sono realmente importanti. degli archetipi proiettate nel cielo. L'oroscopo della nascita raffigura una
Altrimenti insistiamo per affermarci nel mondo per questa o quella qualità particolare combinazione individuale di elementi archetipici, ossia collettivi,
che consideriamo nostro possesso personale (...) Quanto più un uomo corre così come sono collettivi i nostri fattori biologici ereditari che però
dietro a falsi beni, e quanto meno è sensibile a ciò che è l'essenziale, tanto determinano nel singolo una combinazione specifica. La combinazione degli
meno soddisfacente é la sua vita (...) Se riusciamo a capire e a sentire che già astri nell'oroscopo simboleggia l'essere individuale, e dunque il destino
in questa vita abbiamo un legame con l'illimitato, i nostri desideri e i nostri spirituale del singolo. A ciò corrisponde l'esperienza per cui non possiamo
atteggiamenti mutano. In ultima analisi, contiamo qualcosa solo grazie a ciò rendere cosciente o integrare un archetipo in sé, preso come totalità, ma solo
che possediamo di essenziale, e se non lo posse-diamo la vita è sprecata (...) quella parte degli archetipi che nel corso della vita ci si offre dall'esterno o
Il sentimento dell'illimitato tuttavia si può raggiungere solo se siamo definiti dall'interno come fattore vissuto del destino, e soltanto questo sembra
al massimo. Il più grande confine dell'uomo è il Sé; ciò è palese conservarsi con noi nella morte. Una simile presa di coscienza dipende però
nell'esperienza: 'Io sono solo questo!' Solo la coscienza dei nostri angusti in ultima analisi dal legame dell'Io con il Sé, ossia dall'orientamento dell'Io
confini nel Sé costituisce il legame con l'infinità dell'inconscio." verso l'infinito o qualcosa di divino. Soggiacere a un archetipo o esserne
posseduti è un'esperienza che chiunque può fare, ma essa non significa
L'illimitato, l'inconscio, ha dunque un senso solo in quanto legato a una
ancora alcun traguardo spirituale: il demone sopraggiunge e poi se ne va.
coscienza, altrimenti è per così dire "perduto in sé stesso". Solo ciò che un
Solo la realizzazione cosciente del Sé, spiritus rector di ogni evento
uomo ha reso cosciente di sé stesso sembra seguirlo
biologico e psicologico, rappresenta l'unificazione di tutti gli archetipi e
nell'Aldilà come suo "frutto"; e non è tutto qui: questo frutto sembra sembra costituire un patrimonio inalienabile nella morte.
In una lettera scritta l'i 1 luglio 1944. a una donna che piangeva il suo
bambino morto Jung scrive:

"Ciò che accade oltre la morte è così grandiosamente inesprimibile che la


nostra immaginazione e il nostro sentimento sono del tutto inadeguati a
coglierlo anche solo in modo parziale. Alcuni giorni prima che mia sorella
morisse, il suo volto aveva un'espressione così sublime e distaccata che ne
provai un forte spavento.
Anche un bambino può accedere a questo stato, e anzi si libera da questo
mondo e dalla molteplicità delle individuazioni più in fretta di un adulto: per
lui è più facile diventare ciò che anche Lei è, così che apparentemente
scompare. Prima o poi tutti i morti diventano ciò che anche noi siamo. Di tale
essenza noi però sappiamo in
j6o CAPITOLO UNDICESIMO

questa realtà poco o nulla, e d'altronde che cosa sapremo ancora della terra dopo la morte? in cui tutte le anime, dei vivi come dei
Il dissolversi della nostra forma temporale nell'eternità non è una perdita di senso. Anzi, il morti, sono fuse in una unità molteplice.
dito mignolo impara a riconoscere la sua appartenenza alla mano." È quanto gli Indiani insegnano da sempre,
affermando l'unità delYatman (Sé)
Dicendo che i morti "diventano ciò che anche noi siamo", Jung allude al mistero del Sé, personale e di quello cosmico.
CAPITOLO 12 Una nuova, ipotesi di Jung

Se prendiamo sul serio l'ipotesi dell'esistenza di un corpo sottile, dobbiamo


supporre che il passaggio dal nostro corpo materiale (e dalle sue manifestazioni
energetiche) alla sfera psichica avvenga in modo graduale, ossia che ciò che oggi
definiamo energia fisica ed energia psichica possano essere in ultima analisi
aspetti di un'unica energia. È quanto suggerisce Jung nella sua lettera a Raymond
Smythies a proposito del subtle body. Dopo aver formulato espressamente tale
ipotesi (vedi sopra p. 151), Jung infatti prosegue così:

"Potrebbe essere che la psiche vada concepita come una intensità inestesa e
non come un corpo che si muova nel tempo. Si potrebbe supporre che la psiche
salga da un'estensione minima a un'intensità infinita e 'derealizzi' il corpo, per
esempio quando supera la velocità della luce (...) Da questo punto di vista il
cervello potrebbe essere un commutatore, in cui la tensione o intensità
relativamente infinita della psiche viene trasformata in frequenze o 'estensioni'
percepibili.1 Viceversa, l'assenza di percezioni corporee introspettive si
spiegherebbe con una graduale 'psichizzazione', o intensificazione, alle spese del-
l'estensione. Psiche = massima intensità su uno spazio minimo. "

Si tratterebbe dunque di una forma di energia che passa per gradi dal piano
fisico misurabile a quello psichico non misurabile. In questa prospettiva il corpo
sottile sarebbe una forma di psiche ancora vicina al corpo, dotata di una massa
minima e di estensione spaziotemporale, un fenomeno non più da intendersi
materiale nel senso grossolano della parola.
i/..- CAl'ITOLO DODICESIMO spaziotemporale non è più impensabile.
In una lettera scritta il io luglio 1946 allo psicoterapeuta Fritz Kùnkel, in
Occorre qui tenere presente che la fìsica moderna ha dissolto in larga cui commenta il libro di Edward Whites The Unob-structed Universe, Jung
misura la nostra idea di realtà materiale. Fritjof Capra descrive tale scrive:
situazione in questi termini (1975, p. 295):
"Nella fìsica moderna la massa non ha più sostanza materiale, e non si "L'idea migliore dell’Unobstructed Universe è quella di frequenza:
pensa più che le particelle siano formate di una qualche materia prima, un'idea che si era affacciata anche a me nei miei tentativi di spiegare la
poiché esse sono fasci di energia (...) esse non vanno concepite come oggetti relativa realtà dei fenomeni metapsichici. Il parallelismo che Whites
statici tridimensionali, come palle da biliardo o granelli di sabbia, ma come stabilisce con la natura del pensiero mi sembra cogliere senz'altro nel segno.
strutture spaziotemporali a quattro dimensioni. Le loro forme vanno intese Il pensiero non ha qualità in comune col mondo fisico all'infuori
dinamicamente come forme nello spaziotempo. Le particelle subatomiche dell'intensità, che può essere espressa matematicamente come frequenza. Si
sono strutture dinamiche che possiedono un aspetto spaziale e un aspetto osserva un chiaro aumento di questa intensità o frequenza là dove o si
temporale: l'aspetto spaziale le fa apparire come oggetti dotati di una certa manifesta un archetipo, o per un drastico abaissement du niveau mental
massa, l'aspetto temporale come processi dotati di un'energia corrispondente. qualcosa si "mette in atto" inconsciamente, per esempio in visioni profetiche,
" estasi, visioni di moribondi ecc."

Se la "materia" viene intesa in questo modo, l'idea di un passaggio dallo L'ipotesi junghiana dell'unità di energia fisica e psichica mi sembra così
stato corporeo a una condensazione di energia priva di estensione rilevante che non sarà inutile riprendere in esame il simbolismo dei sogni
precedenti per vedere se contengono elementi a favore di questa idea. Ci NUOVA IPOTESI DI JUNG 163
sarebbe anzitutto il sogno di Priestley ripor-
tato a pagina 37, in cui la fiamma della vita attraversava una moltitudine di
uccelli vivi e morti. Qui è importante lo scorrere sempre più rapido del
tempo, che sembra corrispondere a quella crescita di intensità di cui parla
Jung: la fiamma bianca sarebbe allora un'immagine della vita psichica vera e
propria che, ad altissima tensione, attraversa per così dire i fenomeni
materiali. L'intero processo vitale culmina in questa fiamma bianca che qui,
secondo l'espressione di Jung, "derealizza" letteralmente la vita corporea.
Poiché il tempo scorre sempre più in fretta, ossia il flusso energetico diventa
sempre più intenso, il tempo appare all'osservatore come sospeso: i singoli
uccelli del sogno non mostrano segni di movimento. Tutto sembra disteso
simultaneamente in uno spazio infinito. Lo "spazio minimo" dell'intensità
psichica sarebbe dunque un punto coestensivo al tutto: una sorta di punto
onnipresente, secondo un'immagine che nella filosofia medioevale è un noto
simbolo di Dio.
Nel materiale che abbiamo riportato ricorre molto spesso l'immagine della
luce. Jung formula la congettura che la realtà psichica si situi a una soglia di
frequenza superiore a quella della luce, superandone la velocità. In questo
caso la "luce" sarebbe, significativamente, l'ultima manifestazione
osservabile prima che la psiche derealizzi il corpo e, viceversa, la sua prima
manifestazione quando la psiche si "incarna" nel continuum spaziotemporale
mediante degradazione della sua energia. Oltre alle testimonianze raccolte da
Moody (vedi p. 95) si trovano nella letteratura parapsicologica innumerevoli
esempi di manifestazioni luminose in concomitanza con la morte o con feno-
meni spiritici.
Un sogno riferito da John Sanford (1956, p. 45) illustra in modo
particolarmente chiaro l'ipotesi di Jung; è il sogno fatto da un pastore
protestante pochi giorni prima di morire:

he lancette dell'orologio, che un attimo fa si muovevano, sono immobili.


Dietro l'orologio si apre una finestra e una luce chiara filtra nella stanza.
La finestra diventa una porta e la luce si trasforma in una strada luminosa.
Su questa strada di pura luce esco dalla stanza e mi allontano fino a
scomparire.

Una "finestra" simile a questa è descritta dall'alchimista Gerhard Dorn: è


la fenestra aeternitatis, o spìraculum aeternitatis, che l'Opus
164 CAPITOLO DODICESIMO Mi limito qui a riferire alcuni dei molti esempi interessanti riportati nel
libro di Hampe (1975, p. 126). Dice l'architetto Stefan von Jankovich:
apre all'adepto, liberandolo — sono parole di Jung (1955-56, cap. 6, §§ 7 e
9) — dalla "morsa soffocante di una visione limitata dell'universo". Nel
"Una delle cose più importanti che ho appreso dall'esperienza della morte
linguaggio della Chiesa cattolica Maria veniva lodata come fenestra
è il principio di oscillazione (...) Da allora 'Dio' è per me una fonte originaria
evasionis, la "finestra" che permette di evadere dal mondo.
di energia, inesauribile e intemporale, che emana e assorbe continuamente NUOVA IPOTESI DI JUNG i6s
energia, pulsando senza sosta (...) Le diverse oscillazioni generano altrettanti
mondi, che differiscono per la frequenza (...) Diversi mondi possono Da quel momento tutto cambiò: in che modo, non è cosa che si possa
coesistere nello stesso punto dello spazio, poiché le oscillazioni non esprimere a parole. Era come un trasformatore, un commutatore di energia,
interferiscono a vicenda (...) così nascita e morte possono essere intese come che mi trasportava in un luogo senza forma al di là del tempo e dello spazio.
eventi in cui noi passiamo da una certa frequenza di oscillazione e da un Ma in realtà non era un altro luogo, perché le dimensioni spaziali erano
certo mondo a un altro." soppresse, era un altro stato."

Anche una donna citata da Lindley (1981, p. 111) riferisce di aver visto
Questa descrizione di Jankovich è molto vicina all'ipotesi di Jung.
una grata simile: "Quanto più mi concentravo sulla sorgente luminosa, tanto
In quasi tutte le esperienze di premorte, il ritorno alla realtà ordinaria è
più mi accorgevo che la luce aveva una natura molto strana (...) non era più
accompagnato da sensazioni sgradevoli. Dovremmo dire che questo è il
luce, era una grata, uno schermo di energia (...) potrei immaginarmela come
momento in cui il cervello ricomincia ad abbassare l'intensità psichica,
una ragnatela formata da filamenti molto sottili, che penetrava ogni cosa."
riportandoci entro le consuete categorie di spazio, tempo e massa. Il corpo
Questa grata ricorda anche la "tenda di fili" dietro la quale un'altra donna
derealizzato ritorna percepibile.
vide sparire in sogno il proprio zio. Al momento del sogno lo zio era appena
Meno influenzata da schemi interpretativi e quindi ancora più genuina di
morto, senza che la donna potesse esserne informata.2
quella di Jankovich è la testimonianza di Victor Solov, considerato
Io stessa, circa cinque anni dopo la morte di mio padre, feci questo
clinicamente morto per ventitré minuti:
sogno:
"Mi muovevo a grande velocità verso una rete che emanava una luce
Mi trovavo con mia sorella a una fermata del tram di Zurigo e volevo
chiarissima: nei punti dove i suoi fili luminosi s'incrociavano la rete vibrava
raggiungere il centro della città con il tram N. 8. Saltammo sulla vettura per
con fredda energia in modo straordinario. Era una specie di sbarramento e io
poi scoprire, troppo tardi, che il tram viaggiava nella direzione contraria.
non volevo attraversarla. Per un momento la mia progressione sembrò
Dissi: "Se lo avesse fatto una sola di noi, sarebbe semplicemente un errore,
rallentare, ma ecco c'ero dentro. Quando la toccai il tremolio luminoso
ma poiché lo abbiamo fatto insieme, deve avere un significato. Vediamo
raggiunse una tale intensità da consumarmi e da trasformarmi. Non sentii
dove ci porta." Poi venne un controllore a verificare i biglietti. Sul suo
alcun dolore. Era una sensazione né piacevole né spiacevole, che tuttavia mi
berretto c'era la scritta E.W.Z. (è la sigla dell'Azienda elettrica di Zurigo).
riempiva tutto.
Mi chiesi stupita come mai un uomo con quella sigla potesse fare il
controllore. Alla fermata successiva scendemmo; a quel punto un taxi si
diresse verso di noi e ne scese mio padre! Sapevo che era uno spirito.
Poiché volevo salutarlo, mi fece segno di non avvicinarmi troppo e si avviò
in direzione della casa dove avevamo abitato insieme. Gli gridai che non
abitavamo più lì. Ma egli scosse la testa e mormorò che la cosa non lo
interessava più.

I motivi importanti di questo sogno sono il tram N. 8 e lo strano


controllore. Nel simbolismo dei numeri il numero otto significa infatti
assenza di tempo ed eternità. Secondo Agostino (Sermones IX, 6), dopo i
sette giorni della creazione viene l'ottavo, "che non
166 NUOVA IPOTESI DI JUNG ii'-.
CAPITOLO DODICESIMO

ha sera". Nell'alchimia l'otto è il numero della perfezione. Quanto al comunicazione la medium e gli "spiriti". Molte medium non possono
controllore mi venne in mente la parola "control": nelle sedute spiritiche lavorare senza questo "control" che è, per così dire, il loro Animus
questo termine indica, com'è noto, un personaggio-fantasma che mette in personificato (o la loro Anima, se il medium è un uomo). Ma perché nel mio
sogno diventa un funzionario dell'Azienda elettrica? Pensai che la cosa Risulta infatti che, almeno in parte, la psiche non è soggetta a queste
avesse a che fare con la trasformazione di una tensione o frequenza di categorie, poiché è capace di percezioni telepatiche e precognitive. In questo
corrente, probabilmente con un aumento di questa frequenza. Tutte queste caso, essa viene a trovarsi in un continuum extratemporale ed extraspaziale.
esperienze mi sembrano ad ogni modo corroborare l'ipotesi junghiana. A Bisogna perciò aspettarsi che certi fenomeni post-mortali siano da
una certa soglia dell'innalzamento della frequenza le funzioni psichiche da considerare autentici. Sulla durata di questi stati extratemporali non è
cui dipende la nostra percezione spaziotemporale sembrano cessare. Jung possibile stabilire nulla di preciso. La relativa rarità di questi fenomeni
non si stancava di ripetere che una parte della nostra psiche non è legata alla indica in ogni caso che le forme di esistenza intratemporale ed
categoria dello spaziotempo. Ecco un esempio tratto da una lettera di Jung extratemporale sono separate in modo così netto che il varco del confine
(1982, p. 26): solleva grandissime difficoltà. Ciò però non impedisce che, accanto
all'esistenza intratemporale ne scorra, parallela, una extratemporale. Anzi
"Ciò che in genere si definisce 'psiche' è certo un fenomeno transitorio, non impedisce che noi esistiamo in entrambe contemporaneamente, come ci
se con tale termine si devono intendere i fatti ordinari della coscienza. Per sembra a volte di presentire. Ma ciò che si trova fuori del tempo è, nella
contro, in un ambito psichico più vasto, cioè in quello che si definisce nostra intuizione, immodificabile: esso possiede un'eternità relativa."
inconscio, esistono cose che mettono in dubbio le categorie cui il mondo
della nostra coscienza non può rinunciare, le categorie di spazio e di tempo Un colloquio con una donna in punto di morte descritto da Lùc-kel
[ad esempio la telepatia] (...) È chiaro che percezioni svincolate dalle (1981, p. 182) può illustrare bene questa concezione junghiana della
categorie spaziotemporali possono prodursi solo in virtù di un'analoga temporalità:
conformazione della psiche percipiente (...) per cui è già lecito quanto meno
dubitare dell'esclusiva temporalità della psiche o dubitare dello spazio e del " Dico alla donna di avere l'impressione che ella viva in due tempi diversi
tempo (...) È senz'altro evidente che l'atemporalità e l'aspazialità non (...),— Proprio così, risponde la donna: è una sensazione molto bella da un
possono essere concepite con i mezzi della nostra intelligenza; dobbiamo Iato, ma anche molto curiosa, un tempo scorre, mentre l'altro è fermo. E
dunque contentarci di tale rappresentazione al limite. Sappiamo tuttavia che sono perfino in grado di modificarlo, almeno un po'. — Allora, dice Lùckel,
esiste una porta a un ordine di cose ben diverso da quello che ci si presenta ci sono in Lei contemporaneamente due sensazioni distinte, due diverse
nel mondo di cui prendiamo coscienza empiricamente." percezioni temporali. — Sì, una sensazione (molto estesa e profonda) è di
poter essere dappertutto contemporaneamente [corsivo mio]. Sento il mio
E in una lettera del 30 maggio i960: corpo come se fossi aria, o luce, come se non ci fossero limiti (...) l'altra
sensazione è come se qualcuno contasse i miei momenti. La cosa va avanti,
"È un fatto che, come tutte le forme dell'intuizione, anche il tempo e lo sempre avanti, e io non posso fermarla. È come se diminuissi di continuo."
spazio non sono assiomi, ma, in fondo, verità statistiche.
Sulla soglia della morte cessa non solo la nostra esperienza spazio-
temporale, ma anche, evidentemente, il legame della psiche con l'attività
cerebrale, sicché la psiche, perdendo ogni estensione, si riduce a pura
intensità. Forse le molte esperienze di luce alludono a questo, dal momento
che la luce è, in un certo senso, il limite supcriore dell'estensione.
i6S CAPITOLO DODICESIMO NUOVA IPOTESI DI JUNG 169

Nei casi riferiti da Aniela Jaffé (1958, pp. 67-92) il motivo della luce sogno o a occhi aperti. Anche maligne figure spettrali sono spesso
ricorre con straordinaria frequenza. Mi limito qui a pochi esempi. Una donna accompagnate da una luce simile. Così un uomo attraversa un bosco sulla
vede, la notte di Natale, il padre defunto: "Bello e luminoso come oro, sua carrozza, in un punto dove si dice che si aggiri lo spirito di una donna
evanescente come nebbia." Altri vedono un morto "trasparente e solare", infanticida, e vede "un cono o una trottola di luce intensa, che gli occhi non
oppure "avvolto da un riflesso sacrale," o ancora la luce precede di poco sopportano", davanti alla quale i cavalli fuggono terrorizzati. Un altro vede
l'apparizione del morto ed è allora definita "un chiarore inconsueto, un sulla strada, nel punto in cui era avvenuto un suicidio, un cono di luce viva
curioso bagliore", oppure "accecante come il sole". Si tratta di visioni in con due figure all'interno. Questi fenomeni luminosi possono bensì prodursi
anche laddove un complesso autonomo di un vivente venga intensamente "la luce impallidì a poco a poco, tornando ogni tanto vivida come una
costellato. lampada che stia per spegnersi".
Particolarmente significativi mi sembrano anche i lampi rossastri che nel Gli stessi medium affermano che le materializzazioni sono formate da
sogno citato a pagina 82 uscivano da una cassapanca nera. Il quadrangolo sostanze "che vibrano meno".5 Mattiesen aggiunge altre teorie di medium
nero della cassapanca — dalla forma di sarcofago — va associato che mi sembrano troppo speculative.6 Mi sembra invece interessante un'altra
evidentemente con l'idea della morte, e i lampi provengono dal suo interno. supposizione: la sensazione di freddo — vento o alito freddo — che
Torna qui alla mente la strana idea di Origene, secondo cui il corpo di accompagna com'è noto le apparizioni di spiriti, si potrebbe spiegare col
resurrezione si libererebbe dal cadavere per effetto di uno scintillamento fatto che tali apparizioni sottraggono energia ai vivi per potersi manifestare. 7
(spintherimtos), come se da esso scaturisse l'energia necessaria a formare il In ogni caso, il simbolismo di questi resoconti parapsicologici si rifa a
corpo risorto. Inoltre, potrebbe essere anche questa un'allusione al passaggio processi energetici.
graduale dal corpo fisico "materiale" alla forma postmortale di esistenza. Impressionante è il sogno seguente che una donna mi disse aver fatto tre
Il simbolismo del corpo sottile, della luce e dell'intensità di energia si giorni prima della morte di un certo signor C. al quale era legata:
ritrova anche nel materiale raccolto da Mattiesen sull'apparizione di
fantasmi accanto al letto di morte. I testimoni presenti al capezzale di un Mi trovo in un punto elevato, dove avverto un certo che intensissimo.
certo Horace Frankel videro formarsi il fantasma del suo amico Walt Non sapevo se fosse caldo o freddo. Sapevo che il signor C. era morto, poi
Whitman come una "piccola nuvola", che prese poi le fattezze di Whitman. lo vidi su una piccola nuvola luminosa con due altre figure vestite di
Toccandolo, un testimone ne riportò "come una leggera scossa elettrica". 3 bianco, come angeli custodi 0 amorini.
Quasi identica l'esperienza di Gùldenstubbc, il quale vide una sera una
A un'energia radiante allude anche la scatola di metallo che compariva
"colonna scura di fumo grigio", che divenne a poco a poco azzurra e prese la
nelle associazioni al sogno citato a pagina 42: l'urna cineraria del figlio
forma di un uomo.4 Quando il fantasma sparì si formò dapprima la colonna,
morto veniva associata dalla sognatrice a un contenitore di sostanza
poi
radioattiva capace di penetrare il mondo intero. Anche questa
interpretazione potrebbe ricondurre all'ipotesi junghiana di un'energia o
forma di esistenza superluminale della psiche non incarnata.
A queste considerazioni di tipo energetico vengono incontro alcune
ipotesi di fisici moderni. Molti di essi sono inclini a considerare l'intero
universo materiale come una "danza di configurazioni energetiche".8
Particolarmente vicino all'idea di Jung è il modello del fisico David Bohm
(1980), che sembra interessato anche agli aspetti non osservabili del reale.
Bohm accetta anzitutto l'ipotesi della indivisibilità dei fenomeni fisici,
suggerita dal cosiddetto paradosso di Einstein, Podolski e Rosen, paradosso
che è assai ben spiegato, anche nelle sue conseguenze, da Bernard
d'Espagnat (1980). Esso stabilisce che, ove due particelle {A e B), già
appartenenti allo stesso atomo e di cui si conosca lo spin, vengano osservate
a grande distanza l'una dall'altra, una variazione nello spin di A comporta
una variazione cor-
J-JO CAPITOLO DODICESIMO NUOVA IPOTESI DI JUNG n>

rispondente in B, senza che si possa chiamare in causa alcuna interazione l'ordine "sviluppato o dispiegato" dell'essere, il quale dipende-derebbe da
diretta tra le particelle stesse, sia pure alla velocità della luce. È come se B un ordine "virtuale" {implicate).9 I due movimenti coesistono in un
"sapesse" quello che accade ad A. Sembra piuttosto verosimile concludere "olomovimento" indefinibile, ossia in un dinamismo globale unitario. 10
che l'universo materiale è, al suo livello ultimo, un tutto indivisìbile. Entrambi gli insiemi, dispiegato e virtuale, appartengono dunque a un
Bohm continua postulando che l'universo fisico osservabile sia solo insieme più comprensivo e non concettua-lizzabile.11
Il mondo fenomenico, quello accessibile ai nostri sensi, è il mondo doppio passivo e parziale"; l'universo psichico sarebbe intemporale ed
dispiegato: è quello che la nostra coscienza percepisce, o meglio, che esteso dappertutto, e conterrebbe un sapere transpersonale, come quello
attraverso la nostra coscienza si attualizza. Materia e coscienza hanno in attribuito da Jung all'inconscio collettivo. Naturalmente si tratta solo di
comune il mondo dispiegato, ma poggiano entrambe su un ordine virtuale speculazioni e non di conoscenze sicure, e tuttavia sembra farsi strada
di dimensione superiore. 12 Quello che osserviamo come movimento l'idea di uno sfondo cosmico psichico e materiale insieme, in cui materia
temporale è propriamente la co-presenza di più fasi dell'ordine virtuale. 13 cosmica e inconscio collettivo sarebbero aspetti di un'unica realtà.16
Per lo psicologo è chiaro che David Bohm, con la sua idea di un implicate A un legame graduale tra le due forme di energia (materia corporea e
order, delinea un modello proiettato dell'inconscio collettivo;14 la sua teoria psiche, alludono forse anche le immagini di scale, gradinate ecc., così
si presenta insomma come un tentativo di prospettare l'unità psicofisica frequenti nel nostro materiale onirico. Al momento del trapasso potrebbe
dell'essere. Lo sfondo di questo essere è, come dice Bohm, una riserva verificarsi una liberazione graduale dai legami dello spaziotempo, sicché
infinita — un mare — di energia, 15 nascosta in profondità dietro (o sotto) la da questo punto di vista non dovrebbero più stupire i frequenti fenomeni
nostra coscienza dispiegata nello spaziotempo. sincronici in prossimità della morte.
La nuova visione cosmologica di Bohm può essere ottimamente L'ipotesi di un legame graduale tra il crasso corpo materiale e la psiche
accostata all'ipotesi junghiana di un'energia unica, che sul piano fisico non incarnata non è smentita dall'aspetto relativamente improvviso che
appare dispiegata nello spaziotempo, mentre sul piano psichico coesiste assume il sopraggiungere della morte. (Sappiamo del resto che anche da un
con la prima come pura intensità (virtuale) atemporale e aspaziale. punto di vista medico non è così facile stabilire con esattezza il momento
Anche altri fisici avanzano speculazioni simili circa l'esistenza di un della morte.) Numerosi processi energetici presentano situazioni di
ordine psicofisico unitario. Fritjof Capra (1975) paragona la concezione "soglia" dove si verificano mutamenti relativamente "improvvisi": si pensi
odierna della materia come "danza energetica" alle idee orientali del Tao e al punto di solidificazione o di evaporazione di un liquido. Nel materiale
della danza di Siva, e Olivier Costa de Beaure-gard (1963, p. 14), citato si trovano numerosi accenni all'esistenza di una "soglia", 17 così ad
basandosi sui problemi sollevati dalla teoria dell'informazione, conclude esempio (vedi p. 85) nel sogno del cero che sta per spegnersi, e che poi
che "l'universo indagato dai fisici potrebbe non essere il Tutto, ma far riprende a bruciare al di fuori della finestra. Qui la soglia è simboleggiata
presagire l'esistenza di un altro universo, psichico, di cui l'universo da un vetro, dunque da una robusta sostanza isolante. È come se il cero si
materiale rappresenterebbe solamente un smaterializzasse per poi rimaterializzarsi dall'altra parte della finestra: al di
qua della finestra era ormai spento, al di là ritrova la sua grandezza e la sua
fiamma normali. Un altro esempio (vedi p. 164) è quello della rete
nell'esperienza di premorte di Solov, dove sembra configurarsi un'altra
situazione di "soglia".
L'esistenza di queste soglie in natura è illustrata dal fenomeno dei
"buchi neri". Una stella di un certo ordine di grandezza diventa
presumibilmente sempre più densa per effetto dall'attrazione gravitazionale
tra le sue parti: com'è noto, l'attrazione tra due particelle materiali cresce
con legge quadratica al diminuire della distanza. Il risultato è un collasso
gravitazionale. Lo spaziotempo intorno alla stella diventa sempre più
curvo, fino al punto di trattenere la luce, che viene per così dire "ingoiata"
in prossimità della stella stessa. Viene
a2 CAPITOLO DODICESIMO

così a formarsi intorno alla stella il cosiddetto "orizzonte degli eventi", che venerazione a distanza. La notte dopo la morte di Jung, della quale non
fa da schermo alla nostra osservazione. La stella "esce" dal nostro tempo e aveva ancora avuto notizie, fece questo sogno:
scompare per i nostri strumenti di osservazione, pur essendo "ancora lì".18
Il sogno che sto per riferire allude simbolicamente a qualcosa di simile. Si trovava a un garden-party, intorno sul prato c'erano molte persone,
È il sogno di una mia analizzanda che avevo visto solo per poche ore. La e fra queste Jung. Portava un curioso vestito: la giacca e i pantaloni
donna non conosceva personalmente Jung, ma aveva per lui una erano, davanti, di un verde luminoso, e neri di dietro. Vedeva poi una
parete nera in cui si apriva un buco che aveva esattamente il profilo di CAPITOLO 13
Jung. Jung entrava improvvisamente in questo buco; dopo restava una
Conclusione
superficie nera senza aperture, ma tutti sapevano che egli era ancora lì.
Poi la donna si guardava e scopriva di avere anche lei un vestito simile,
verde davanti e nero dietro.

La donna si svegliò piena di stupore, e subito dopo apprese dalla radio


che Jung era morto. Il sogno mi sembra significare che la morte è un
problema di soglia percettiva tra i vivi e i morti. Questi ultimi spariscono,
un po' come le stelle nei buchi neri, dietro un "orizzonte degli eventi", ma
continuano nondimeno a esistere.
Molti popoli dell'Africa nera sottolineano con particolare vigore l'unità
I sogni compiuti in prossimità della morte mostrano tutti che l'inconscio,
tra il "qui" e il "là", tra i vivi e il mondo dei morti. 19 Una vecchia donna
ossia il mondo degli istinti, non prepara la coscienza a una fine definitiva,
zulù lo spiegava in questo modo:20 mostrava il palmo della mano aperto
ma piuttosto a una trasformazione profonda e a una continuazione del
verso l'alto e diceva: "Così viviamo noi"; poi girava la mano col palmo
processo vitale la cui natura sfugge ai mezzi della nostra coscienza
rivolto verso il basso, e aggiungeva: "Così vivono gli antenati." Non si
ordinaria. I simboli onirici ricorrenti mostrano una concordanza tematica o
potrebbe dire più chiaramente che il mondo dei vivi e quello dei morti sono
l'uno il riflesso speculare dell'altro, e formano un tutt'uno. Non strutturale con le dottrine proposte dalle varie religioni sulla vita dopo la
diversamente scrisse Jung (1982, p. 100): "La visione della vecchiaia morte, sicché abbiamo a che fare con un materiale mitico vastissimo. Mi
sarebbe insopportabile, se non sapessimo che la nostra anima giunge in un sono limitata a citare un numero relativamente modesto di casi, nella
luogo immune dall'alterazione del tempo e dalla limitazione dello spazio. speranza che un futuro lavoro d'equipe possa sviluppare la mia ricerca in
In quel modo d'essere la nostra nascita è una morte e la nostra morte una forma sistematica e su larga scala. Un'impresa del genere richiederebbe
nascita. I piatti della bilancia della totalità sono in equilibrio." naturalmente studiosi preparati, la cui competenza abbracciasse, oltre alla
psicologia, anche l'etnologia e la storia delle religioni. Credo che da questa
direzione di ricerca possano ancora venirci molte sorprese. Il mio lavoro
solleva infatti più questioni di quante ne risolva: l'eventuale sopravvivenza
del morto ha una durata limitata? quali sono i rapporti fra i trapassati? che
cos'è un'esistenza fuori del tempo? perché esistono immagini tragiche e
altre beatificanti dell'Aldilà, se si prescinde dai sistemi di valori propri delle
varie religioni? la personalità del morto si disgrega? e questo accade sempre
o solo in determinati casi? che cosa significa la morte parziale di cui parla
Jung? esistono elementi a favore della reincarnazione? E così via.
La grande incertezza che tanti uomini contemporanei, coscientemente o
inconsciamente, provano di fronte alla morte rimane. Chi affronta la morte
con una fede incrollabile può essere solo oggetto della nostra invidia.
'14 CAPITOLO TREDICESIMO

I sogni raccolti da Edward Edinger (1972) sono definiti da lui stesso pericolosa. Che queste scoperte nell'ambito della psiche avvengano proprio
"sogni metafisici". In effetti questi sogni sono diversi dai sogni ordinari che oggi, quando la fisica incomincia a parlare di "universi con cui non pos-
incontriamo nella prassi psicoterapeutica, sono sogni che non si lasciano siamo comunicare", non mi sembra un caso. La scienza moderna si trova a
ricondurre facilmente a una dimensione soggettiva (come raffigurazioni una svolta: la coscienza di essere circondati da misteri impenetrabili alla
simboliche di processi interiori), non si lasciano, come dice Jung, facilmente ragione dovrebbe condurre, così ci auguriamo, a una maggiore modestia
"psicologizzare". Siamo costretti a lasciarli sospesi, come allusioni intellettuale. Ma questo non significa rinunciare alle domande e alla ricerca.
simboliche a un'altra realtà, da cui ci divide una barriera inquietante e Se è vero che i nuovi quesiti sono ardui, lo studio scientifico dei sogni
condotto coi metodi di Cari Gustav Jung può ancora portare a scoperte NOTE
illuminanti, e nuovi interrogativi sorgeranno.

Capitolo 1
1. Devo qui un cordialissimo ringraziamento al mio giovane amico Manolis Xipolitas-
Kennedy per avermi procurato un'aggiornata bibliografia e anche per aver messo a mia
disposizione il testo della sua tesi su "Esperienza archetipica all'avvicinarsi della morte",
Innsbruck 1980.
2. Vedi Nòtscher (1970) pp. 330 sgg., con bibliografia aggiornata dopo il 1970 da Josef
Scharbert.
3. Già Arthur Schopenhauer (Parerga I) scrive: "Su questo poggia il carattere grave,
importante, solenne e tremendo dell'ora della morte: è una crisi nel senso più forte della parola,
un giudizio universale."
4. Vedi Greshake e Lohfink (1978), in particolare pp. 170 sgg. e 196 sgg. (Teil-hard de
Chardin).
5. Così anche Anicla Jaffé (1958).

Capitolo 2
1. Vedi, ad esempio, Ranke (1951) pp. 164 sgg. e bibliografia annessa.
2. lbid., p. 171.
3. lbid., p. 153.
4. lbid., p. io, note 2, 3, e p. 11.
5. Vedi Cumont (1949) pp. 16 sg.
6. lbid., p. 29.
7. Ranke (1951) p. 153.
8. lbid., p. 176.
9. Vedi Lopatin (i960), in particolare pp. 128 sg. io. lbid., pp.
126 sgg.
11. Vedi Kucher (1980) p. 130.
12. Vedi Lechner-Knecht (1980) pp. 165 sg.
13. Vedi Mead (1967) pp. 82 sgg.
!
ni NOTE CAPITOLO TERZO '77
14. L'interpretazione di Origene ci è purtroppo nota soltanto dalle citazioni in san Gerolamo,
Capitolo 3
Contra Johannem Hierosolymitanum ad Pammachium, in Migne (1845) col. 355 sgg.
1. Jung (1955-56) cap. 5, § 7.
15. Mead (1967) p. 87. A proposito del termine spintherismos è opportuno precisare che si
tratta della lettura di Erasmo di una parola poco chiara nei manoscritti; Migne (1845) col. 432n. 2. Frazcr (1906); Mannhardt (1875-77).
preferisce leggere spermatikos logos = ratio se-minalis. 3. Vedi Mannhardt (1875-77) voi. 1, pp. 313 sgg.
16. Hornung (1972) p. 136. 4. Ibid., pp. 410 sg.
17. Ibid., pp. 332 sg. 5. Vedi Arnold-Doben (1980) pp. io sgg.
18. Ibid., p. 336; X sta di volta in volta per il nome del morto.
6. Rahim (1981) pp. 179 sg.
19. Ibid., p. 339.
7. Berthelot (1887-88) voi. 2, p. 292. "Comario" viene probabilmente dall'ara-maico Komar =
20. Ibid., p. 348. prete.
21. Berthelot (1887-88) voi. 2, pp. 29-31. Vedi anche voi. 1, p. 96 le parole di Hermes: "Va' da 8. Vedi Zosimo, in Berthelot (1887-88) voi. 2, p. 107: "La natura monomorfa unica è tratta
Achaab il contadino e impara come semina e come miete il grano." Inoltre von Franz (1980^) della natura dura dei metalli e da quella duttilmente lignea delle foreste" (piante).
cap. 2, da cui sono tratte le traduzioni che seguono.
9. Olimpiodoro, in Berthelot (1887-88) voi. 1, p. 94: "Vi sono due colorazioni bianche e gialle
22. Vedi Lindsay (1970) p. 71. e due sostanze composite, umide e secche, vale a dire comprese nel catalogo del giallo: Piante e
23. Cit. da Thausing (1943) pp. 165 sgg. (iscrizione funebre N. 58). Vedi anche ibid., p. 166, metalli... Piante gialle sono il croco e l'ely-drion...", oppure, a p. 6: "Tutti i minerali auriferi,
n. 1 (iscrizione funebre 80). giallastri, sono piante."
24. Vedi Hornung (1979) p. 215. io. Ebert (1980) p. 299.
25. Thausing (1943) p. 166. 11. Vedi Junker (1910) pp. 2, 4, e Moret ( 1 9 2 2 ) pp. 22 sgg.
26. Iscrizione funebre di Menfi, cit. da Kees (1977) pp. 148 sg. 12. Moret (1922) p. 33.
27. Secondo Leisegang (1924) pp. 68 sg. 13. Hornung (1979) p. 167.
28. Ibid., pp. 69 sg.
14. Ibid., p. 149.
29. Vedi de Wit (1951) pp. 161 e 31; circa l'identificazione con Aker, vedi p. 129.
15. Ibid., p. 170.
30. Ibid., p. 169.
16. Vedi Miyuki (1972) p. 176, n. 79.
31. Ibid., p. 141.
17. Vedi Jung e Wilhelm ( 1929).
32. Vedi Kees (1977) PP- 73 sgg.
18. Vedi Miyuki (1972) p. 69.
33. Vedi Hornung (1979) p. 139.
19. Ibid., p. 180.
34. Vedi de Wit (1951) pp. 95, 97.
20. Ibid., p. in.
35. Hornung (1972) p. 433; vedi anche p. 456.
21. Vedi Lechner-Knechr (1980) pp. 169 sg.
36. Ibid., p. 456.
37. Ibid., p. 431. 22. Ibid., p. 163.
23. In Aichelc (1926). La fiaba presenta molte varianti, specialmente nell'Europa orientale.
38. Ibid., p. 436; vedi anche p. 347.
24. Si vedano anche le rose e i fiori dipinti dalla paziente di David Eldred (1982) p. 23.
39. Vedi de Wit (1951) p. 103.
25. Vedi Arnold (1980) e inoltre Anderson e Dibblc (1978) passim.
40. Per Olimpiodoro e le traduzioni che seguono vedi von Franz (19800) cap. 5.
26. Arnold (1980) p. 18.
41. Vedi von Franz (1980Z?) pp. 172 sg.
27. Ibid.. pp. 38 sg.
42. Griffiths (1975) p. 231, che si basa su Barb (1963) pp. 200 sg.
2K. Ibid., pp. 43, 185.
43. Hornung (1972) p. 290.
29. Ibid., pp. 57, 95 sgg.
30. Granct (1926) pp. 332, 335, e vedi anche p. 333.

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