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Corso di Idraulica

ed Idrologia Forestale

Docente: Prof. Santo Marcello Zimbone

Collaboratori: Dott. Giuseppe Bombino - Ing. Demetrio Zema

Lezione n. 9: Le lunghe condotte – pompe


ed impianti di sollevamento

Anno Accademico 2008-2009 1


Indice

 Le lunghe condotte

 Problema di progetto
 Problema di verifica

 Pompe ed impianti di sollevamento

 Curve caratteristiche
 Possibili schemi di impianti di sollevamento

Corso di Idraulica ed Idrologia Forestale - Lezione 9 2


Materiale didattico

Slides delle lezioni frontali

Citrini-Noseda

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Le lunghe condotte

In molti casi dell’idraulica pratica, le perdite di carico


localizzate sono complessivamente molto più piccole
delle perdite continue

Ciò avviene negli acquedotti, negli oleodotti ed in


genere quando il rapporto L/D tra la lunghezza ed il
diametro è maggiore del valore:
L
≥ 6000 ÷ 1000
D
L’altezza cinetica risulta trascurabile; pertanto linea dei
carichi totali e linea piezometrica coincidono
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Le lunghe condotte

Le lunghe condotte si rappresentano graficamente con


una linea (non si vede il diametro della tubazione,
contrariamente a quanto si fa nelle brevi condotte)

La lunghezza effettiva L si assume pari alla sua


proiezione orizzontale

I problemi pratici relativi alle lunghe condotte possono


essere considerati come:

 problema di progetto

 problema di verifica
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Problema di progetto

Supponiamo che il moto sia puramente turbolento:


risulta quindi ƒ = f (D)

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Problema di progetto

È nota inoltre la portata q che si vuole addurre da A a B:

 2g DJ
 f ( D ) =
v2
 4q
v =
 π D 2
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Problema di progetto

La soluzione consiste nel tracciare la piezometrica come


congiungente di A e B

Supposto il moto puramente turbolento, risulta:

Y
J=
L
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Problema di progetto

Inoltre:
π D2
q=v
4
Y v2 8q2
= f (D ) = 2 5
f (D )
L 2g D gπ D
equazione nella sola incognita D
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Problema di progetto

Il valore di D che risolve l’equazione non può − a meno


di casi fortunatissimi − essere accettato, poiché non
corrisponde ad un diametro in produzione (diametro
commerciale)

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Problema di progetto

Si tratterà quindi di scegliere un diametro D1>D ed un


diametro D2<D; L1 ed L2 saranno le rispettive lunghezze

 L1 + L2 = L

 J 1 L1 + J 2 L2 = Y
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Problema di progetto

Noti D1 e D2, sarà facile calcolare ƒ1 ed ƒ2; v1 e v2


risultano dati da q/(π D2/4)

Quindi si valutano J1 e J2 ed infine si risolve il sistema


per L1 ed L2

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Problema di progetto

È buona norma disporre le tubazioni in modo da


utilizzare la piezometrica inferiore: ciò consente di avere
minori pressioni di esercizio e di limitare le perdite

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Problema di progetto

La soluzione così trovata è comunque poco cautelativa:


bisogna tenere conto di una possibile sottostima della
scabrezza o di una variazione di questa col tempo a
causa del deterioramento della parete della tubazione
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Problema di progetto

La soluzione classica consiste nel considerare, quando


si determina il diametro teorico, un coefficiente di
scabrezza pari al doppio, se si impiega la formula di
Darcy, ovvero un indice di resistenza pari al doppio se si
adoperano altre formule
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Problema di progetto

Di fatto, la piezometrica tracciata sarà quella “a tubi usati”

Quando la tubazione è all’inizio dell’esercizio, la


scabrezza è minore di quella di progetto: con lo stesso
carico Y disponibile, la tubazione adduce una portata
q+∆q maggiore, se essa è disponibile al serbatoio A
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Problema di progetto

Ma, se la portata differenziale ∆q non è disponibile, la


piezometrica, tracciata per la portata q, taglia la
condotta; in realtà, dal punto di intersezione e fino al
serbatoio A il moto si svolge a canaletta a pressione
atmosferica
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Problema di progetto

Si deve supporre infatti che, poichè le tubazioni possono


addurre la portata q+∆q, il serbatoio A si svuoti e quindi
la condotta possa in parte risucchiare aria

Questo funzionamento non è ritenuto igienicamente


sicuro
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Problema di progetto

Si ricorre perciò ad una “valvola riduttrice” che introduce


una perdita di carico aggiuntiva ∆H

Y = J 1 L1 + J 2 L2 + ∆H
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Problema di progetto

La valvola può essere man mano aperta col progredire


dell’invecchiamento della condotta, fino a ristabilire la
situazione di progetto
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Problema di progetto

Soluzioni comunemente adottate:


 condotta di diametro unico
 condotta di due diametri, ma lunghezza del tratto a
diametro maggiore convenientemente più grande di
quella calcolata

Ovviamente, occorre disporre una valvola regolatrice


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Problema di progetto

Nel caso di progetto si prescrive che la piezometrica non


sia mai a meno di 5 m al di sopra della condotta: si vuole
essere sicuri di evitare il funzionamento in depressione

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Problema di verifica

Nel problema di verifica sono assegnati lunghezza L,


diametro D e scabrezza

Bisogna determinare la portata e la piezometrica


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Problema di verifica

Tracciata la piezometrica AB sarà:


2g DJ π D2
v= q=v
f 4
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Problema di verifica

Si traccia quindi la AN, che è la piezometrica vera

Da B si traccia la piezometrica verso monte, con la


stessa inclinazione di AN, arrestandosi quando la
distanza al di sotto della condotta supera i 10,33 m, nel
punto P
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Problema di verifica

Da P ad N la piezometrica si traccia parallela alla


condotta: il punto M è quindi la sezione di controllo del
moto

La portata q è quella che corrisponde alla piezometrica


AN (o PB)
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Problema di verifica

Verifica del funzionamento di un acquedotto

In questo caso si può misurare la portata qm, per


esempio alla sorgente A

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Problema di verifica

Se è qm>q, una parte della portata


disponibile sarà sfiorata alla
sorgente e l’acquedotto adduce la
portata q

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Problema di verifica

Se è qm<q, la condotta potrà addurre solo la portata


disponibile qm
La piezometrica, relativa alla portata qm, toccherà la
condotta in un punto P e da qui proseguirà a monte
lungo la condotta con un tratto di moto a canaletta a
pressione atmosferica
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Problema di verifica

Nel caso in cui vi sia un punto con quota topografica


superiore alla piezometrica, esso andrà assunto come
sezione di controllo
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Problema di verifica

Dal punto N si traccia verso monte la piezometrica


corrispondente a qm

Da B si traccia verso monte la stessa piezometrica fino


al punto P
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Pompe ed impianti di sollevamento

condotta premente

condotta di aspirazione

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Pompe ed impianti di sollevamento

Dal teorema di Bernoulli applicato tra A e M:

pA pMv12 v12
zA + = zM + + + 0,5 + J 1 L1
γ γ 2g 2g
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Pompe ed impianti di sollevamento

Si pone:
2
pMv 1
H M = zM + +
γ 2g
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Pompe ed impianti di sollevamento

Dal teorema di Bernoulli applicato tra V e B:


2 2
pV
v 2 v 2
zV + + − J 2 L2 = z B +
γ 2g 2g
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Pompe ed impianti di sollevamento

Si pone:
v 22
pV
H V = zV + +
γ 2g
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Pompe ed impianti di sollevamento

La differenza ∆H = HV-HM è detta prevalenza totale

Essa è pari all’energia per unità di peso che la macchina


deve fornire alla corrente idrica
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Pompe ed impianti di sollevamento

Se la portata che attraversa la pompa è Q, in un


intervallo di tempo dt il volume di fluido che ha
attraversato la pompa è:

W = Q dt
ll peso di tale volume è:

G = γ Q dt

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Pompe ed impianti di sollevamento

Il volume considerato ha avuto un incremento di


energia pari a:

∆E = γ Q dt ∆H

Per ottenere detto aumento di energia, è necessario che


la corrente abbia la potenza:

∆E
P= = γ Q ∆H
∆t

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Pompe ed impianti di sollevamento

Per poter trasferire la potenza P alla corrente, è


necessario che la pompa abbia una potenza maggiore,
per tenere conto del rendimento (elettrico, meccanico,
idraulico) complessivo η, che sarà minore di uno

La potenza della pompa risulta quindi:


γ Q ∆H
P=
η
Nel Sistema Internazionale la potenza si misura in Watt;
dato che γ = 9800 N m-3, risulta allora:
Q ∆H
P = 9800 [W ]
η
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Pompe ed impianti di sollevamento

La differenza

 pV   pM 
∆H m =  zV +  −  z M + 
 γ   γ 

si chiama prevalenza manometrica

Essa è uguale a ∆H, solo se vm = vv, cioè se le condotte


di aspirazione e di mandata hanno identico diametro

La differenza zA - zB = Y si chiama prevalenza geodetica

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Pompe ed impianti di sollevamento

Risulta sempre:

v12 v 22
∆H = 0,5 + J 1 L1 + Y + J 2 L2 +
2g 2g

Fissate le caratteristiche dell’impianto, cioè Y, i diametri


e le scabrezze delle condotte, risulta:

∆H = f (Q )

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Pompe ed impianti di sollevamento

Si vede facilmente che per Q = 0 si ha ∆H = Y e che


d’altra parte ∆H è crescente con Q

Si può quindi rappresentare la curva (∆H, Q) su un


grafico (curva caratteristica dell’impianto)

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Pompe ed impianti di sollevamento

Nei casi reali è η = η(Q); se supponiamo tuttavia η


costante, e supponiamo pure che P rimanga costante,
risulta:

∆H = = ϕ (Q ) curva caratteristica della pompa
9,8 Q
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Pompe ed impianti di sollevamento

Si tratta in teoria di un ramo di iperbole, ma in realtà,


poiché η è variabile con Q, la curva (∆H, Q) assume un
andamento completamente diverso, il più delle volte
con la concavità verso il basso
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Pompe ed impianti di sollevamento

L’intersezione rappresenta il punto di funzionamento


effettivo

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Pompe ed impianti di sollevamento

Dovendo progettare un impianto, si sceglierà una


coppia di valori Q, ∆H, cui corrisponde una portata Qt
leggermente superiore a quella richiesta Qr ed un carico
Ht leggermente superiore a quello strettamente
misurato sulla curva caratteristica dell’impianto
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Pompe ed impianti di sollevamento

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Pompe ed impianti di sollevamento

Ci si riporta al valore di portata voluto, introducendo una


perdita di carico localizzata sulla condotta premente
mediante una valvola parzialmente aperta. Si ha quindi:
v12 v 22
∆H t = 0,5 + J 1 L1 + Y + J 2 L2 + + ∆H ′
2g 2g
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Possibili schemi di impianti di sollevamento
Pompaggio con condotta di aspirazione in depressione

In questo caso la pompa è al di sopra del livello del


serbatoio A: il dislivello tra l’asse della pompa ed il
serbatoio non può superare i 10,33 m

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Possibili schemi di impianti di sollevamento
Pompaggio con pompa sommersa

In questo caso la pompa è alloggiata direttamente


all’interno del serbatoio A
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Possibili schemi di impianti di sollevamento
Pompaggio con arrivo sotto battente

In questo caso si deve assumere al termine della


condotta premente:

z2 + p2/g = zB
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