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FRANCONE DA COLONIA

Pochi dettagli sono noti sulla sua vita, il suo nome è legato alla Scuola di Notre Dame
e la sua origine teutonica è menzionata in diversi documenti, probabilmente viaggiò
fra Colonia e Parigi, che a quel tempo avevano strette relazioni e forse aveva una
posizione nella Scuola di Notre Dame come insegnante, compositore o maestro di
canto. Nessuna musica di Francone, è pervenuta ai nostri giorni, anche se alcuni
lavori gli sono stati attribuiti.
Il suo maggior lavoro fu Ars cantus mensurabilis (1260 – 1280) molto copiato per
oltre cento anni. Contrariamente a molti trattati del XIII secolo, è una guida piena di
esempi pratici per spiegazioni.
Introdusse il principio che la durata di ogni nota possa essere rappresentata
graficamente da una corrispettiva figura. Le singole note possono così definire la
propria durata. Distingue tra musica pienamente misurata (nel discanto) e
parzialmente misurata (nell’Organum).
Ogni nota aveva la sua forma che rappresenta anche la sua durata nel tempo, alla
longa e brevis aggiunge la duplex longa e la semibrevis.

Precedentemente, con i modi ritmici, la durata era basata sul contesto: una
sequenza di note era interpretata come una serie di note lunghe e brevi attraverso
l'istruzione del cantore basata su una serie di regole imparate. Mentre con il vecchio
metodo occorrevano studi lunghi decine di anni per acquisire le necessarie abilità,
con il metodo di Francone ogni nota aveva la sua forma che rappresentava anche
la sua durata nel tempo. Questa innovazione è subito stata ben accolta, anche se
Francone non è un rivoluzionario, prende le mosse da un sistema in uso, lo
chiarisce, elimina ambiguità.
Il sistema è ancora complesso perchè note perfette e imperfette avevano la stessa
forma, era la successione a caratterizzarle, ovvero una nota da da 2 doveva essere
preceduta o seguita da una da 1 in modo che la somma fosse sempre 3. In generale
una nota lunga + una breve faceva somma 3, una nota isolata era ternaria.
Classifica le consonanze e le dissonanze, le 3° continuano ad essere dissonanti,
mentre le 6° sono dissonanti solo quando sono seguite da una 5° o da un 8° o da un
unisono a distanza di semitono.
È tra i primi a dire espressamente che il 3 è d’obligo come riflesso della trinità.
Riconosce la divisione binaria anche se parziale: le note binarie (imperfette) devono
sempre essere equilibrate da ternarie (perfette), il complesso delle durate deve
sempre essere ternario.
Teorizza definitivamente anche la pausa, come assenza di suono ma soggetta a
durata, oggetto di grande dibattito, anche perché i numeri romani non avevano lo 0.

Petrus de Cruce nacque, probabilmente, nel centro-nord della Francia. Poco si sa sui
primi anni della sua vita se non che era attivo attorno al 1290. Egli ebbe il titolo di
magister ad indicare che probabilmente studiò all'università di Parigi.
Probabilmente fu allievo di Francone da Colonia. È certo che egli compose, nel
1298, un lavoro monofonico per la cappella reale di Parigi e morì prima del 1347.È
più evoluto di Francone: i suoi mottetti mostrano figurazioni ritmiche irregolari nel
triplum (terzine, quintine, e addirittura gruppi di nove suoni che avevano il valore di
una breve ( spesso divideva la sua breve in sette semibrevi) ciò implica valori più
brevi della semibrevis di Francone.
Il triplum diviene preminente rispetto alle altre 2 voci che sono relegate a ruolo di
supporto. Il gran numero di note rallenta tutta l’esecuzione. I mottetti realizzati in
questo stile prendono il nome di Petroniani.

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