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AUTOMAZIONE

di Alberto Ghezzi

’accesso a particolari locali o zone di un edificio, tensione di alimentazione, giacché preleva la corrente
come ad uno o più servizi, può essere oggi limi- necessaria grazie ad uno stratagemma: il circuito che va
tato con svariati metodi e sistemi nei quali l’elettronica a leggere il codice del trasponder fa anche da eccitato-
“la fa da padrone”: si può scegliere un radiocomando re, in quanto produce un campo elettromagnetico
codificato, una chiave a contatto, un badge (solitamente alla frequenza di 125 KHz)
magnetico, uno a chip, oppure un tra- di intensità relativamente debole,
sponder. Quest’ultimo costituisce cer- ma sufficiente a determinare ai
tamente un mezzo altamente tec- capi della bobina interna
nologico per realizzare un al trasponder una dif-
controllo d’accesso sicuro ferenza di poten-
e praticamente eterno, ziale di pochi
l’unico senza con- volt; tale
tatto fisico con il grandezza
ricevitore, del alternata
tutto passivo viene rad-
(che non drizzata e
richiede alcu- livellata, così
na alimentazio- da ottenere una
ne): infatti il tra- tensione continua che
sponder è un alimenta e quindi accen-
microcircuito elet- de il microchip contenuto
tronico alimentato mediante nel dispositivo. Di conseguen-
un piccolo solenoide, ai capi del za, la logica produce serialmente
quale viene posto un raddrizzatore ed un gli impulsi componenti il codice, che
condensatore di livellamento; il tutto può entrare mandano in conduzione un FET al quale
in una carta a formato ISO7811 (tipo bancomat...) è affidato il compito di caricare la bobina,
oppure in un portachiavi. La chiave a trasponder viene tante volte quanti sono i livelli alti del codice da invia-
dunque identificata dal lettore senza bisogno di alcuna re. Il solenoide irradiante posto sul lettore e quello col-

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Chiave ad alto grado di
sicurezza con relè
d’uscita attivabile, in
modo bistabile o
impulsivo, avvicinando
un trasponder di quelli
precedentemente
abbinati; grazie ad una
EEPROM dedicata,
ogni scheda può
permettere l’accesso a
200 persone diverse,
ciascuna munita
di badge o altro
dispositivo compatibile.

locato all’interno del trasponder sono praticamente pri- un trasponder di quelli preventivamente abbinati, men-
mario e secondario di una sorta di trasformatore, per il tre nel modo monostabile (ad impulso) il relè scatta in
noto fenomeno della reazione d’indotto il carico pro- presenza di un trasponder abilitato, e ricade allo scade-
dotto dalla commutazione del FET viene rilevato come re di un periodo di tempo impostato mediante un trim-
variazioni di corrente sul lettore; un’apposita rete mer. In ogni caso, si attiva la serratura semplicemente
amplificatrice av v i c i n a n d o
e squadratrice un traspon-
ricava impulsi der al sole-
ben sagomati, noide L1
che un micro- nel raggio
processore può di 5÷6 cen-
leggere ed timetri.
interpretare Ogni tra-
facilmente. sponder
Questo è in viene perso-
sintesi il fun- nalizzato
zionamento dei con un codi-
sistemi a tra- ce univoco
sponder, e quindi,
della chiave affinché la
per controllo- schema a blocchi scheda rico-
accessi pubbli- nosca uno o
cata in queste più traspon-
pagine, che possiamo assimilare ad una serratura prov- der, bisogna che si provveda all’abbinamento passando
vista di un relè quale elemento di uscita: quest’ultimo da un’apposita fase di programmazione. Il nostro siste-
può funzionare in modo bistabile o impulsivo, in base ma implementa una EEPROM seriale da 256 Kbit, per-
all’impostazione di un trimmer. Nella modalità bistabi- mettendo di memorizzare i codici di 200 trasponder, il
le RL1 cambia di stato ogni volta che viene avvicinato che significa che equipaggiando con la nostra chiave

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schema elettrico

un’elettroserratura di un cancello, vi possiamo identificare come: 1) lettore di lettura. Il dispositivo principale è


possono accedere fino a cento persone decodificatore di trasponder; 2) logica l’U2270 della Temic (U3) un chip spe-
diverse. Ma entriamo nel vivo del pro- di elaborazione a microcontrollore; 3) cifico per la realizzazione di lettori di
getto dando un’occhiata allo schema banco di memoria; 4) attuatore d’usci- trasponder passivi: esso provvede a
elettrico, ed esaminando uno ad uno i ta; 5) alimentatore. Vediamo come è generare il campo elettromagnetico a
blocchi di cui è composto, blocchi che fatto il circuito, partendo dalla sezione 125 KHz (mediante un oscillatore

il micro PIC12C672 ...

... e la memoria 24LC256

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interno...) e ad irradiarlo mediante la acquisisce ogni lettura, ne verifica il per quella di colonna. Quando la lettu-
bobina L1 nell’ambiente circostante, formato ed il checksum: a proposito ra del trasponder viene ritenuta valida,
rivelando poi parte del segnale presen- ricordiamo che i trasponder da noi usati il PIC controlla lo stato dei ponticelli A
te tra il condensatore C8 e la L1 stessa; inviano sotto forma di variazioni di e B, e procede di conseguenza: se sono
a riposo troviamo, ai capi del C11, una campo un massimo di 64 impulsi, dei entrambi aperti, va a confrontare il

piano di montaggio
COMPONENTI C3: 4,7 nF 100VL
poliestere passo 5mm
R1: 68 KOhm C4: 47 µF 25VL
R2: 50 KOhm elettrolitico
trimmer multigiri C5: 220 µF 16VL
R3: 39 KOhm elettrolitico
R4: 330 Ohm C6: 100 nF multistrato
R5: 220 Ohm C7: 47 µF 25VL
R6: 10 KOhm elettrolitico
R7: 470 KOhm C8: 2,2 nF multistrato
R8: 4,7 KOhm C9: 1500 pF ceramico
R9: 4,7 KOhm C10: 330 nF 100VL
R10: 4,7 KOhm poliestere passo 10mm
R11: 4,7 KOhm C11: 1500 pF ceramico
trimmer M.O. C12: 100 nF multistrato
R12: 10 KOhm C13: 100 nF multistrato
R13: 1,2 KOhm D1: 1N4007 diodo
R14: 4,7 KOhm D2: 1N4148 diodo U3: U2270B Varie:
R15: 2,2 KOhm D3: 1N4007 diodo U4: PIC12C672-P (MF318)
C1: 220 µF 25VL T1: MPSA13 transistor U5: 24LC256 - morsettiera 2 poli (3 pz.);
elettrolitico T2: BC547B transistor RL1: relè 12V 1sc c.s. - morsettiera 3 poli;
C2: 47 µF 25VL U1: 78L05 regolatore L1: X9 bobina - strip 3 poli;
elettrolitico U2: 7812 regolatore J1: jumper - stampato cod. S318.

tensione continua ricavata dal raddriz- quali i primi 9 sono un codice di sin- codice estratto dal trasponder con quel-
zatore D2, che lascia passare solamen- cronismo (start) per indicare al disposi- li (possono essere al massimo 200)
te le semionde positive dell’onda sinu- tivo di lettura che deve procedere scritti nella EEPROM 24LC256, quin-
soidale che attraversa la bobina. Se all’acquisizione, 40 sono i dati veri e di se trova che corrisponde ad uno di
viene avvicinato un trasponder, ad una propri (organizzati in 5 righe x 4 colon- essi comanda l’attivazione del piedino
distanza tale da determinare un assorbi- ne) 10 servono per la parità di riga e 4 2 (uscita per relè) secondo la modalità
mento significativo nel circuito a 125
KHz, la variazione di assorbimento di
L1, dovuta alla commutazione della
logica interna al trasponder, determina
anche un cambiamento dell’ampiezza
della tensione applicata tra l’anodo del
D2 e massa, cosicché troviamo un’on-
da rettangolare a bassa frequenza il prototipo
(poche centinaia di Hz) ai capi del C11. della chiave
Questo nuovo segnale, dovuto al tra- a trasponder
sponder, viene applicato al pin di al termine del
ingresso (4) tramite la capacità di
montaggio
accoppiamento C9: un amplificatore ed
uno squadratore provvedono ad estrar-
re gli impulsi ed a raddrizzarne i fronti
di salita e discesa, cosicché quanto esce
dal piedino 2 è pronto per essere letto
dal microcontrollore U4. Quest’ultimo

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i lettori di trasponder...
Per comprendere il funzionamento della serratura elettro- variazione del flusso magnetico. In sostanza, si verifica
nica proposta in queste pagine bisogna rifarsi alla teoria quello che accade in un trasformatore elettrico il cui
dei trasponder, che sono dei dispositivi elettronici sostan- secondario venga caricato da un utilizzatore: la corrente
zialmente passivi, dato che prelevano l’energia necessaria nel primario cresce di conseguenza. Nel nostro sistema, il
al funzionamento dal campo magnetico nel quale vengono primario è l’avvolgimento del lettore, che genera il
immersi quando vengono avvicinati alla bobina del let- campo a 125 KHz, ed il secondario è costituito dal
tore. All’interno di un trasponder vi è un solenoi- solenoide interno al trasponder; ad ogni chiusu-
de che, sotto l’effetto delle linee di forza di un ra, la reazione d’indotto provoca un lieve
campo elettromagnetico variabile, pro- aumento dell’assorbimento di corrente nel
duce ai propri estremi una differenza lettore, cosicché interponendo una resi-
di potenziale alternata, raddrizzata e stenza in serie all’avvolgimento primario è
livellata da diodi e condensatori SMD; facile rilevare i relativi impulsi e, dopo
si ottiene dunque una tensione continua averli fortemente amplificati e squadrati, si
che accende i circuiti logici interni, i quali ottiene un segnale uguale a quello emesso
provvedono a generare serialmente i dati con- dalla logica del trasponder. Questa è la
tenuti in un’apposita memoria. Ma come avvie- sostanza. Per completare il discorso va detto
ne la trasmissione di questi dati? Semplice: un FET pilota- che i trasponder si dividono in due grandi categorie:
to dagli impulsi prodotti dalla logica, chiude ed apre rapi- quelli usati nel nostro progetto sono a sola lettura, nel
damente i capi della bobina (il condensatore di filtro non si senso che possono solo mandare dati quando interrogati,
scarica perché il diodo raddrizzatore lascia passare la cor- mentre ne esistono anche di scrivibili, caratterizzati dal
rente solo nel verso di carica) determinando una leggera fatto che vi si può scrivere informazioni direttamente dal

scelta con il trimmer R11, ovvero ne o di cancellazione, capire se il tra- dendo il ponticello collegato al piedino
monostabile o a livello. E’ questo il sponder è stato letto e la relativa opera- 6 dell’U4 su B: fatto ciò, basta avvici-
funzionamento normale. Se invece zione eseguita. Nel normale funziona- nare un trasponder e questo viene letto,
trova il jumper J1 chiuso in posizione mento questo problema non si pone il relativo codice decodificato e memo-
B, il micro provvede ad inserire nella poiché la retroazione è fornita dall’at- rizzato in U5. A questo punto si rimuo-
memoria esterna il codice appena tuazione del carico. ve il ponticello, e l’acquisizione è com-
estratto: allo scopo invia i relativi dati pletata: per verificare che sia andata a
dalla linea GP2 al Serial-DAta dell’U5, L’AUTOAPPRENDIMENTO buon fine basta far scorrere il traspon-
scandendo la comunicazione mediante DEI CODICI der vicino al solenoide e verificare che
il segnale di clock prodotto dal pin 3 il relè scatti secondo la modalità impo-
(GP4) e diretto all’SCL della L’abbinamento dei trasponder può stata. Volendo far memorizzare il codi-
24LC256. Qualora J1 sia chiuso in avvenire in ogni momento (il main pro- ce di un altro trasponder bisogna ripe-
posizione A, il microcontrollore avvia gram che gira nel microcontrollore tere la procedura: chiudete nuovamente
la routine di cancellazione: identificato legge in loop lo stato dei jumper) chiu- il ponticello su B, avvicinate il nuovo
il codice, esegue il confronto con quel-
li scritti nelle varie locazioni della
memoria U5, quindi non appena trova
il codice uguale cancella il contenuto
dei relativi byte. Se si esegue la proce-
dura di “erase” con un trasponder mai
appreso, la stessa viene conclusa senza
alcun esito. La portata del sensore,
ovvero la distanza alla quale occorre
traccia lato
avvicinare il badge/trasponder per assi- rame
curarsi che il lettore ne rilevi i dati, è in dimensioni
stata volutamente ridotta a 5 ÷ 6 centi- reali
metri; ciò potrebbe apparire scomodo,
tuttavia nella pratica viene facile ed
immediato far quasi toccare il traspon-
der con la superficie di lettura. Certo, la
mancanza di un’immediata retroazione
(led, cicalino) può rendere difficile,
specialmente in fase di programmazio-

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...cosa sono e come funzionano

La gestione della lettura dei codici contenuti nel tra-


sponder è affidata un particolare integrato Temic siglato
U2270B. In questo box, riportiamo la relativa pin-out
con la tabella delle funzioni di ogni linee di ingresso /
uscita. A sinistra, troviamo illustrato lo schema a
blocchi interno del chip.

trasponder alla bobina L1, allontanate- jumper su A, avvicinare il trasponder carenza di linee di I/O nel microcon-
lo ed aprite B, poi fate la verifica. stesso alla solita L1 quindi allontanar- trollore, per leggere le tre condizioni
Questa operazione può essere ripetuta lo, riaprire il jumper; per controllare relative al funzionamento normale, alla
per 200 volte, cioè per il massimo che la cancellazione sia andata a buon programmazione di un trasponder, ed
numero di dispositivi abbinabili. fine, basta riavvicinare il badge ed alla sua rimozione dalla memoria,
accertarsi che il relè non scatti in alcun abbiamo fatto ricorso ad uno strata-
LA RIMOZIONE modo. Il normale funzionamento, cioè gemma davvero originale. In sostanza,
DEI CODICI quello da lettore per elettroserratura, si è stata realizzata una particolare rete
ottiene evidentemente con il ponticello comprendente il condensatore C13, il
E’ anche possibile rimuovere un codice aperto. Se ora guardate bene la parte di quale viene caricato e scaricato in
dalla memoria, e ciò nel caso si deside- circuito relativa al jumper, certamente tempi diversi a seconda della condizio-
ri che un trasponder non debba più dare potete notare che non si tratta di logica ne del jumper; il software del micro-
l’accesso all’elettroserratura: in tal binaria o 3-state, ma di qualcosa di controllore prevede un’apposita routine
caso bisogna, nell’ordine, chiudere il abbastanza inconsueto: infatti, causa la che sfrutta per caricare (con un impul-

Il nostro dispositivo prevede una sola taratura da effettuare


mediante il trimmer multigiro R2. Con questo trimmer è possibile
regolare la frequenza di oscillazione degli impulsi presenti sulla
bobina di lettura che deve essere pari a 125 KHz. Questa regola-
zione può essere effettuata empiricamente in modo da rendere la
portata del sistema uguale a circa 6 cm oppure con precisione uti-
lizzando un oscilloscopio. Il trimmer R11 consente di decidere il
modo di funzionamento del relè: ruotando R11 tutto a sinistra, si
ottiene il funzionamento astabile con un tempo di attivazione del
relè pari a 0,5 s; ruotandolo verso destra tale tempo aumenta fino
ad un massimo di 20 s. Portando il cursore del trimmer completa-
mente a destra si abilita il funzionamento bistabile. Il jumper J1
seleziona la procedura di autoapprendimento di un trasponder (in
posizione B), di cancellazione di un trasponder dalla memoria
(posizione A) o il normale funzionamento lasciando il J1 aperto.

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il flow-chart

Qui a lato è illustrato il diagramma di


flusso del software che “gira” nel piccolo
microcontrollore PIC12C672. Nella fase di
inizializzazione delle porte viene anche
testato lo stato del jumper in modo da
vedere se occorre procedere alla cancella-
zione completa della EEPROM. In caso
affermativo viene controllata la concomi-
tante presenza della seconda condizione,
ovvero la chiusura del trimmer R11 verso
C12: se si verificano entrambe, ogni dato
contenuto nella 24LC256 viene eliminato.
Diversamente, si entra nel main-program,
che controlla la condizione del jumper: se il
ponticello è chiuso in posizione A viene
settato il flag di cancellazione, se chiuso in
B viene settato il flag di memorizzazione.
Ora si attende il rilevamento e, dunque,
l’arrivo al PIC di una stringa di dati a for-
mato trasponder; il software scorpora i
rispettivi dati ed il checksum, quindi li scri-
ve in una posizione di memoria libera se è
stato precedentemente settato il flag di
memorizzazione, ovvero cerca il codice
uguale in EEPROM, se è settato il flag di
cancellazione. Notate che se nessuno dei
jumper è chiuso, quando viene rilevato un
trasponder il programma confronta il rela-
tivo codice con quelli collocati in memoria,
e se ne trova uno uguale provvede al
comando dell’uscita destinata al relè;
ovviamente la permanenza del livello logico
alto è dettata dall’impostazione determina-
ta dal trimmer.

so ad 1 logico sul piedino 6) e scarica- nare tra bistabile ed impulsivo, consen- tivazione ad impulso; il piedino 2,
re (chiudendo il predetto pin 6 su una tendo altresì di variare il tempo di ecci- quindi RL1, vengono attivati per circa
resistenza interna) C13, verificando tazione del relè RL1, viene sfruttata mezzo secondo. Spostando il perno del
ogni volta qual’è il tempo di scarica. una routine che va a controllare il trimmer verso destra, si può allungare
Naturalmente si può chiudere un solo tempo di carica e scarica di un conden- la durata dell’innesco del relè fino a
jumper alla volta, e per impedire errori satore. Si tratta del C12, alimentato e circa 20 secondi. Invece, portando il
abbiamo montato tre punte a passo scaricato, tramite il trimmer R11, dal cursore tutto a destra, l’apposita routi-
2,54 mm, così da poter inserire un pon- piedino 7. Il “trucco” è analogo a quel- ne software rileva il minor tempo di
ticello soltanto. Un “meccanismo” ana- lo già visto: ruotando il cursore tutto carica e scarica, identificando con esso
logo viene sfruttato dal PIC per sapere verso sinistra, si hanno lunghi interval- il funzionamento bistabile: dunque,
come attivare il relè di uscita: anche in li di carica/scarica, ed il PIC12C672 avvicinando al solenoide un trasponder
questo caso, per permettere di selezio- identifica ciò come la richiesta dell’at- abilitato, si verifica ogni volta l’inver-

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sione dello stato del relè RL1. Va nota- e la EEPROM seriale (8+8 pin).
to che per il circuito tutti i badge rico- Quanto all’U2270, va stagnato diretta-
nosciuti hanno lo stesso effetto, quindi mente nelle proprie piazzole, dal lato
se si attiva RL1 con uno, lo si può dis- delle saldature: allo scopo appoggiate il
eccitare con un altro: non occorre che chip orientandolo come mostrato dal
la procedura venga svolta con lo stesso piano di cablaggio quindi stagnate due
che l’ha eccitato. Riguardo all’alimen- piedini ai lati opposti del chip. Saldate
tazione, la scheda richiede una tensione ora tutti gli altri pin, uno alla volta, uti-
continua di 17÷20 volt c.c. applicata tra lizzando un saldatore di piccola poten-
il morsetto + ed il -; il diodo D1 pro- za. Montate dunque i condensatori,
tegge il tutto dall’inversione di polarità, prestando attenzione al verso degli
e dal suo catodo possiamo prelevare la elettrolitici, ed i transistor (da orientare
corrente che va direttamente a due come mostrano le figure) quindi siste-
regolatori integrati: U1, un 78L05 (in mate il trimmer R11 e quello multigiri
case TO-92) che ricava 5 volt perfetta- verticale, senza preoccuparvi del verso,
mente stabilizzati necessari al funzio- ed il relè. Non dimenticate i due rego-
namento del microcontrollore U4 e latori di tensione: quello in TO-92
della memoria seriale; e U2, un 7812 (78L05) va disposto con la parte piatta
necessario a fissare a 12 volt esatti il rivolta all’elettrolitico C1, mentre il
potenziale che alimenta il blocco di let- 7812 deve essere orientato in modo che
tura dei trasponder. Notate infine il il lato metallico “guardi” all’esterno
trimmer R2: esso serve a registrare del circuito stampato.
finemente la frequenza di lavoro dell’o- Per facilitare le connessioni con lo
scillatore interno di U3, frequenza che, scambio del relè, la bobina, il led ester-
in fase di taratura, dovrete impostare no, nonché quelle dell’alimentazione,
esattamente a 125 KHz. Passiamo ad conviene disporre apposite morsettiere
analizzare gli aspetti pratici, vedendo a passo 5 mm per c.s. in corrisponden-
come costruire ed impiegare la serratu- za delle relative piazzole. I ponticelli
ra a trasponder. Come al solito, occorre vanno realizzati inserendo e saldando
preparare un circuito stampato: la trac- tre punte a passo 2,54 mm nei rispetti-

PER IL MATERIALE
Il progetto descritto in queste pagine è disponibile in scatola di mon-
taggio (cod. FT318K) al prezzo di 62.000 lire. Il kit della chiave con
trasponder comprende tutti i componenti, la basetta forata e serigra-
fata, la bobina di lettura trasponder, l’integrado Temic e il microcon-
trollore già programmato. Quest’ultimo è disponibile anche separa-
tamente al prezzo di 25.000 lire (cod. MF318). Le chiavi a trasponder
sono disponibili separatamente in due versioni: formato portachiavi
(cod. TAG-1, lire 21.000) e formato tessera ISO (cod. TAG-2, lire
23.000). Tutti i prezzi sono comprensivi di IVA. Il materiale va richie-
sto a: Futura Elettronica, V.le Kennedy 96, 20027 Rescaldina (MI),
tel. 0331-576139, fax 0331-578200.

cia del lato rame la trovate in queste vi fori; per chiudere A o B basta uno di
pagine illustrata in dimensioni reali. quei jumper dello stesso passo stan-
Preparata la basetta potete iniziare il dard, usati spesso nelle schede dei
montaggio dei componenti. computer, e facilmente reperibili pres-
so i rivenditori di materiale elettronico.
REALIZZAZIONE L’ultima cosa da fare è preparare il
PRATICA solenoide L1, per il quale occorre pro-
curarsi del filo di rame smaltato del
Iniziate montando le resistenze e i diametro di 0,4 mm, con il quale avvol-
diodi (per questi va rispettata la polari- gere 200 spire su un rocchetto avente
tà indicata...) quindi proseguite con gli diametro interno di 2,5 ÷ 3 cm e spes-
zoccoli per il piccolo microcontrollore sore di 5 ÷ 7 mm; finito l’avvolgimen-
Nuovo indirizzo:
Elettronica In - giugno 2000 Futura Elettronica srl via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA) 61
Tel. 0331-799775 Fax. 0331-792287 http://www.futurashop.it
to bloccatelo con della resina o con 20÷25 secondi, vuol dire che siete già
nastro adesivo, quindi liberate gli estre- entrati nel modo bistabile; a riprova,
mi dallo smalto, raschiando con un riavvicinate il badge o il portachiavi, e
temperino o con le lame di un paio di verificate che RL1 torni a riposo.
forbici, e stringeteli nei morsetti siglati Concludendo, possiamo dire che
L1. Inseriti il microcontrollore volendo usare il circuito per comanda-
PIC12C672 (già programmato con re elettroserrature o sistemi d’attivazio-
l’apposito software...) e la EEPROM ne e disattivazione di allarmi bisogna
seriale 24LC256 nei rispettivi zoccoli, scegliere la modalità monostabile (ad
il lettore è pronto per l’uso, e per fun- impulso) ed usare solitamente lo scam-
zionare richiede un alimentatore capa- bio del relè collegato tra il centrale
ce di dargli una tensione continua di (contatto C) ed il normalmente aperto
circa 18 volt ed una corrente di almeno (NA).
100 milliampère. Per il controllo di sistemi che richiedo-
no un livello costante, ovvero la pre-
COME SI USA senza di una tensione di alimentazione,
però che la sua portata è di 1 ampère a potete usare il contatto NA o l’NC, a
Per l’installazione “in campo” non ci 250 Vac: chiaramente, per il comando seconda dell’esigenza, impostando
sono particolari difficoltà; occorre di elettroserrature e di dispositivi che però il modo bistabile.
solamente seguire qualche regola che richiedono la chiusura di un circuito
elenchiamo qui di seguito: innanzitut- elettrico a tempo, bisogna impostare la INIZIALIZZAZIONE
to, posizionate il circuito in una scatola modalità monostabile (cursore del
di plastica, anche incassata a muro, evi- trimmer R11 ruotato verso sinistra) Terminato il circuito, prima di procede-
tando la vicinanza con strutture preva- mentre in caso contrario occorre dis- re all’autoapprendimento del primo
lentemente metalliche, che devono porre la modalità bistabile, ruotando il codice, occorre provvedere alla cancel-
restare distanti almeno 20 centimetri. cursore dell’R11 tutto verso l’esterno lazione totale della memoria
Collocate la bobina su un sottile pan- del circuito stampato (destra). EEPROM, che potrebbe contenere dati
nello di materiale non metallico (vetro, Ricordate che con R11 potete anche residui tali da falsare il funzionamento
plastica, legno, ecc.) incollandola da scegliere il tempo di attivazione del del dispositivo.
una delle superfici piatte mediante sili- relè nel funzionamento impulsivo: i Allo scopo procedete così: chiudete il
cone o mastice: così facendo, è facile tempi vanno da un minimo di 0,5 jumper in A (posizione di cancellazio-
avvicinare i trasponder, siano essi secondi (cursore tutto a sinstra) ad un ne) ruotate il cursore del trimmer R11
badge o portachiavi, avendo la massi- massimo di 20 s (cursore molto vicino tutto verso l’estremo collegato al con-
ma portata (comunque non più di 6 all’estremo connesso al C12). densatore C12 (tutto a destra, modo
centimetri). E’ evidente che per trovare il tempo di bistabile) quindi date l’alimentazione
Sullo stesso pannello potete inserire il attivazione adeguato alla vostra appli- alla scheda.
led, che può essere del colore da voi cazione dovete fare qualche prova, Trascorsi 10 secondi è praticamente
preferito; dovete solo badare che il avvicinando un trasponder già abilitato certo che la EEPROM sia stata svuota-
catodo (terminale dal lato smussato) sia ed attendendo la ricaduta di RL1. ta, sebbene non sia prevista alcuna
collegato alla piazzola dello stampato Comunque l’impostazione non dovreb- segnalazione che lo comunichi; potete
che porta al collettore del T2, e l’anodo be essere difficile, perché oltre i 20 dunque togliere l’alimentazione,
ad R13. secondi non si può andare: se attivate il rimuovere il jumper A e riaccendere il
Quanto al cablaggio, potete sfruttare circuito avvicinandogli un trasponder dispositivo, che da adesso è pronto per
l’intero scambio del relè, ricordando valido, ed il relè non ricade entro il normale funzionamento.

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