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Sestino Macaro

FILASTROCCHIAMO?
filastrocche e canti infantili

con accompagnamento di strumentario Orff

Proprietà dell’Autore

© Copyright 1996 Sestino Macaro


Sestino Macaro
Filastrocchiamo?
© Copyright 1996 by Sestino Macaro

Proprietà per tutti i Paesi di


Sestino Macaro (Fondi LT) macaro@edumus.com
INDICE

Prefazione.........................................................................................................pag. 7
Indicazioni pratiche..........................................................................................pag. 9
Simboli degli strumenti....................................................................................pag. 10
1. Girometa.......................................................................................................pag. 11
2. Rusinein........................................................................................................pag. 14
3. La rana e il rospo..........................................................................................pag. 17
4. Il grillo e la formica......................................................................................pag. 19
5. Filastrocca della capra e del lupo..................................................................pag. 21
6. Arlecchino in bottega....................................................................................pag. 24
7. Chi è la tua madrina......................................................................................pag. 27
8. I tre coniglietti...............................................................................................pag. 30
9. La lettera.......................................................................................................pag. 33
10. Fa la nanna bel popon.................................................................................pag. 36
11. Tutte le funtanelle.......................................................................................pag. 37
12. Tre colombe bianche...................................................................................pag. 39
13. C'era una volta.............................................................................................pag. 40
14. Quell'uccellino.............................................................................................pag. 43
15. Verra' quel dì di lune...................................................................................pag. 47
16. Il grillo.........................................................................................................pag. 50
17. Il mio bel castello.........................................................................................pag. 53
18. Bella ciao.....................................................................................................pag. 56
S. Macaro - Filastrocchiamo? © 7

PREFAZIONE

Q uelli che in Inghilterra vengono chiamati "nursery games" e in Francia "Jeux des nourrices" -
giochi delle nutrici- in Italia sono stati considerati, per un lungo periodo, inutili tracce di una
civiltà da rinnegare: quella contadina. Al contrario, la tradizione popolare, nelle sue manifestazioni
di gioco infantile -dalla ninna alla filastrocca, alla conta, al girotondo - ha una importanza fonda-
mentale nello sviluppo della personalità.
Occorre fare in modo che il fanciullo si misuri con la tradizione poiché, per quanto inconsa-
pevolmente, egli sente di appartenervi. Tuttavia, ancora oggi, nonostante il recupero del passato
che si sta verificando da una quindicina d'anni, le madri non cantano più accanto alla culla. Per
questo è molto importante servirsi di questo materiale in ambito scolastico dalla materna, all'ele-
mentare, alla media inferiore.
Se i primi giochi fra l'adulto e il neonato costituiscono già uno stimolo alla conoscenza di sé
e del mondo esterno, parallelamente alla crescita dell'individuo cresce il valore formativo del gio-
co. Il dondolio della culla, accompagnato dalla semplice melodia di una ninna nanna, stimola gli
organi di equilibrio del bambino offrendogli un'esperienza relativa al bilateralismo; le filastrocche
sulle ginocchia dell'adulto lo fanno dondolare avanti e indietro, in su e in giù, da un lato all'altro:
egli conosce così le coordinate naturali.

Vi sono delle filastrocche attraverso le quali si sollecita la localizzazione delle varie parti del
viso o del corpo. Altre che sviluppano le capacità di riconoscere le dita; si sa quanto sia importante
la coscienza delle proprie mani e delle dita, giacché ad essa sono collegabili diverse abilità utili
all'esplorazione del mondo esterno, fra cui la capacità di contare.
Nello sviluppo delle capacità logico-matematiche elementari, hanno senz'altro un ruolo im-
portantissimo le "conte" e i giochi sugli scalini. Coordinazione dei propri movimenti con quelli
degli altri, esplorazione dello spazio, socializzazione, sono solo alcuni aspetti del valore formativo
dei girotondi e altri giochi di gruppo. Nei giochi con scambio di oggetti, come il gioco della palla,
si crea il senso del "prima" e del "dopo": ciò che prima avevo io ora l'hai tu e poi ritornerà a me.
Anche questi giochi, come tutti quelli della prima infanzia, sono costituiti da azioni che si
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ripetono continuamente, secondo un ritmo uguale: attraverso questi giochi si crea l'attesa dell'even-
to conosciuto che, ritornando sempre dopo un certo tempo, sviluppa la percezione della "durata".
Assieme al senso della durata, si acquisisce la capacità di attendere, che non è propria della prima
infanzia, quando il bambino ha sempre fretta di fare, rivelare, rivelarsi, avere, vedere. Naturalmen-
te la capacità di interiorizzare la durata del tempo è importante anche dal punto di vista strettamen-
te musicale; del resto tutte le filastrocche, le ninne nanne, i girotondi e tutti gli altri giochi sono
basati su ritmi bene scanditi e articolati, ancor più di quanto non siano le inflessioni melodiche del-
la voce, che pure sono presenti e significative nella tradizione ludica della prima infanzia, con tutti
i vantaggi che ne derivano allo sviluppo dell'orecchio musicale.
Ma, al di là di questo aspetto specifico, la necessità di servirsi di materiale tratto dalla tradi-
zione popolare trova le proprie ragioni nella ricerca di una didattica che segua i principi del gioco,
in una continua iterazione fra la sfera formativa generale e quella dell'educazione alla musica in sé.

Maria Luisa D'Alessandro


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INDICAZIONI PRATICHE

Q uesta piccola raccolta prende in considerazione soprattutto due aspetti della formazione mu-
sicale del bambino: lo sviluppo della musicalità e, attraverso il fare musica insieme, l'acquisi-
zione di una rudimentale tecnica strumentale. Gli accompagnamenti degli strumenti a barre sono
stati concepiti tutti in forma di ostinato o, nel caso di armonie un po' più' elaborate all'interno dello
stesso brano, in 2 o 3 semplici schemi di accompagnamento facilmente memorizzabili.
Molti brani della raccolta, per motivi di estensione vocale, sono stati trasportati in tonalità
diverse da quella di Do maggiore. Questo non impedisce l'impiego degli strumenti a barre diatoni-
ci poichè questi dispongono normalmente delle barre aggiuntive del Fa# e del Sib.
Se non si hanno a disposizione tutti gli strumentini ritmici, è possibile sostituirli con altri ap-
partenenti alla stessa famiglia (pelle, legno o metallo). Nella strumentazione dei brani si è tenuto
conto dell’altezza e caratteristiche timbriche degli strumenti a barre, è bene quindi non attuare del-
le sostituzioni con strumenti differenti. Gli arrangiamenti, in linea generale “suonano” bene anche
se non sono utilizzati tutti gli strumenti a barre riportati in partitura. Buon lavoro!

Sestino Macaro
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SIMBOLI DEGLI STRUMENTI

Sono impiegati gli strumenti a barre b. (basso), c. (contralto), s. (soprano) delle varie famiglie.
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