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Modulo 2 – u.d. 3
L’imposta sul valore aggiunto

a) Che cos’è l’IVA? Quali sono i suoi caratteri?


L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) colpisce le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese, arti e professioni, nonché le
importazioni da chiunque effettuate.
L’IVA, in vigore con modalità uniformi in tutti i Paesi dell’UE (Unione Europea) è:
- un’imposta indiretta, poiché colpisce gli atti di scambio o di consumo;
- un’imposta generale, poiché in linea di massima si applica a tutti i beni e servizi;
- un’imposta sui consumi, poiché grava interamente sui consumatori finali di beni e servizi, i
quali sono incisi dal tributo e non possono rivalersi su altri;
- un’imposta proporzionale, poiché si calcola applicando aliquote percentuali costanti alla base
imponibile, ma differenziate a seconda dei beni o servizi oggetto di scambio, per cui l’imposta
cresce in proporzione all’aliquota o alla base imponibile. Attualmente, la legge prevede
un’aliquota normale del 20%, un’aliquota ridotta del 10% e un’aliquota minima del 4%.

b) Quando un’operazione rientra nel campo di applicazione dell’IVA?


Affinché un’operazione rientri nel campo di applicazione dell’IVA, si devono verificare
contemporaneamente tre presupposti: il presupposto oggettivo, il presupposto soggettivo e il
presupposto territoriale.
In base al presupposto oggettivo, sono soggette a IVA le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate a titolo oneroso (cioè contro un corrispettivo monetario).
In base al presupposto soggettivo, sono soggette a IVA le operazioni svolte nell’esercizio di
imprese, arti, professioni. Pertanto, sono soggetti passivi IVA gli imprenditori, gli artigiani e i
professionisti.
In base al presupposto territoriale, sono soggette a IVA le cessioni di beni immobili situati nel
territorio dello Stato nonché di beni mobili prodotti in Italia (nazionali), nell’UE (comunitari) o in
Paesi non appartenenti all’UE se nazionalizzati (attraverso il pagamento di quanto dovuto
all’Agenzia delle dogane); sono, inoltre, soggette a IVA le prestazioni di servizi rese da soggetti
residenti o domiciliati nel territorio dello Stato.
Se manca anche uno solo di questi tre presupposti, l’operazione non rientra nel campo di
applicazione dell’imposta e, pertanto, è detta fuori campo IVA.

c) Come si calcola la base imponibile IVA? E il totale fattura?


La base imponibile IVA si determina come segue.

spese
prezzo
sconti accessorie imballaggi base
della – + + =
incondizionati non fatturati imponibile
merce
documentate

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L. Sorrentino, Progetto azienda passo passo, vol. 1 e vol. 2 PARAMOND
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Il totale fattura si determina come segue:

spese cauzioni
base interessi totale
+ accessorie + per imballaggi + =
imponibile di dilazione fattura
documentate a rendere

d) Che cosa sono gli sconti mercantili e come si distinguono?


Gli sconti mercantili sono riduzioni di prezzo, calcolate in base a percentuali, che il venditore
concede al compratore. Si distinguono in due tipologie: sconti incondizionati e condizionati.
Gli sconti incondizionati non sono soggetti a particolari condizioni e sono riconosciuti ai clienti
secondo quanto previsto dal contratto (sconti di distribuzione, sconti promozionali, sconti quantità
ecc.); concorrono a formare la base imponibile IVA, in quanto vengono portati in diminuzione del
prezzo delle merci;
Gli sconti condizionati sono invece soggetti a specifiche condizioni e sono riconosciuti ai clienti
solo se queste condizioni si verificano (ad esempio gli sconti cassa); non concorrono a formare la
base imponibile IVA, poiché al momento dell’emissione della fattura il venditore non sa ancora se
si è avverata la condizione che dà diritto all’applicazione dello sconto.

e) Qual è la differenza tra spese accessorie documentate e spese accessorie non


documentate?
Le spese documentate riguardano prestazioni accessorie (trasporto, posa in opera, montaggio,
collaudo, verniciatura, etichettatura ecc.) eseguite da terzi specializzati, il cui importo viene
anticipato dal venditore in nome e per conto del compratore e, poi, addebitato nella fattura di
vendita. Tali spese risultano da apposite fatture (per tale motivo sono dette documentate), emesse da
chi ha reso la prestazione e intestate al compratore. Esse non concorrono a formare la base
imponibile IVA, perché sono già comprensive dell’imposta (in caso contrario l’IVA verrebbe
calcolata due volte).
Le spese non documentate riguardano prestazioni accessorie eseguite direttamente dal venditore,
che vengono addebitate al compratore in misura prestabilita (o, come si dice, a forfait) essendo
prive di documentazione. Queste spese concorrono a formare la base imponibile IVA e sono
soggette alla stessa aliquota delle merci alle quali si riferiscono.

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