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Tipologie significative per le strutture in legno naturale e legno lamellare

OPERE IN LEGNO NATURALE


Dimensionamento delle strutture lignee
Sotto diversi aspetti, il legno come materiale strutturale è simile
all’acciaio. Entrambi i materiali sono disponibili in formati simili e
perfino le unioni fra elementi di legno o d’acciaio sono spesso
confrontabili.
Analogie tra legno
ed acciaio

Figura 1: Panorama delle analogie e differenze fra legno ed acciaio

Gli elementi lignei sono particolarmente in grado di funzionare come


elementi compressi, tesi ed inflessi. Se si verifica una trazione
perpendicolare alla fibratura, tuttavia, il legno tende a cedere per spacco
lungo la fibratura.
Grazie alla facilità di lavorazione, gli elementi lignei possono essere
prodotti in molte dimensioni e forme. Tuttavia, il dimensionamento di
strutture lignee spesso richiede più sforzo di quello richiesto da strutture
simili di acciaio o cemento armato: ciò è dovuto alle proprietà
ortotropiche del legno ed ai requisiti dei mezzi di unione meccanici
utilizzati per collegare gli elementi lignei.
Dato che il materiale è un materiale gradevole, caldo, esso non è
utilizzato soltanto come materiale strutturale, bensì anche come
materiale per le finiture interne ed è molto apprezzato dagli architetti.
La tessitura e l’aspetto del legno lo rendono adatto ad essere utilizzato
in strutture a vista operando, in questa maniera, risparmi economici
utilizzando lo stesso legno sia per le funzioni strutturali che per quelle
estetiche.
La combinazione di legno e acciaio spesso produce strutture leggere e Combinazione
legno/acciaio
competitive con il legno usato negli elementi compressi e l’acciaio in e legno/calcestruzzo

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quelli tesi; in strutture miste con il calcestruzzo come i ponti in cui il


cemento può fornire una superficie di usura molto resistente ed in grado
di proteggere la struttura lignea sottostante, il legno assicura un rinforzo
nei confronti delle forze di trazione e può fungere da cassaforma
permanente.
In sintesi:
Dato che il legno è un materiale naturale, le proprietà
fondamentali variano considerevolmente. Allo scopo di utilizzare il
legno in modo efficiente come materiale strutturale affidabile, è
necessario classificarlo secondo resistenza.
E’ un materiale leggero con elevato rapporto resistenza/peso
proprio.
Le proprietà di resistenza e rigidezza del legno sono fortemente
dipendenti dall’angolo fra carico e fibratura. Il legno è resistente e
rigido parallelamente alla fibratura, mentre è invece facile a
spaccarsi lungo la fibratura se messo in trazione perpendicolarmente
alla fibratura.
Le proprietà di resistenza e rigidezza del legno variano al variare
dell’umidità: in particolare, aumentano le deformazioni da creep in
seguito alle variazioni di umidità. Nella progettazione dei dettagli
costruttivi occorre tenere conto del ritiro e del rigonfiamento.
Le prestazioni del legno in caso di incendio possono essere
calcolate e pertanto è assai idoneo per essere usato in grandi sezioni
senza protezione.

Classificazione secondo resistenza


Il legno è un prodotto naturale degli alberi che mostra grande variabilità
nella qualità in funzione della specie, della genetica e delle condizioni
di accrescimento ed ambientali. Le proprietà del legno variano da
albero ad albero, ma anche all’interno dello stesso albero, sia in
direzione trasversale che assiale. Poiché l’uso del legno strutturale è
basato sulla sua resistenza caratteristica e visto che l’alta resistenza
della maggioranza dei pezzi non può essere utilizzata, è necessario che
il legname venga classificato, Classificazione a
Tradizionalmente, la classificazione secondo la resistenza era eseguita vista
tramite valutazione a vista del legname, prendendo in considerazione i
fattori di riduzione della resistenza che potevano essere di fatto
individuati, principalmente nodi ed ampiezza degli anelli annuali.
Regole di classificazione dettagliate furono introdotte per la prima volta
nel 1923 negli USA e, a partire dagli anni ’30, in tempi successivi in
vari Paesi europei : queste regole hanno in comune la poca efficienza
tipica dei metodi di classificazione a vista: per ragioni pratiche, dato che
la decisione dipende dal giudizio di un classificatore, essa non può mai
essere totalmente oggettiva.
Per migliorare l’efficienza della classificazione secondo la resistenza,
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allo scopo di raggiungere una migliore utilizzazione del qualità del


legno disponibili, furono sviluppati negli anni 60 sistemi di Classificazione a
classificazione a macchina effettuata tramite macchine a flessione che macchina

determinano il modulo medio di elasticità a flessione su brevi tratti.


Fino ad oggi, però, non esistono direttive europee riguardo la procedura
di classificazione del legno, ma è presente un sistema di classi di
resistenza solo a livello locale. Il problema insorge nel momento in cui
due realtà diverse entrano in contatto creando confusione e difficoltà di
fornitura per le specifiche insufficienti. Categorie del legno
In Italia il legno viene acquistato non solo in funzione della sua qualità in Italia
(1a, 2a, ecc.), ma anche in considerazione dei seguenti parametri di
valutazione:
delle tecniche di produzione
delle tecniche di realizzazione delle opere in cui esso viene
impiegato
delle prestazioni erogate da tali semilavorati
delle opere relative
dei campi di impiego.
Si possono individuare quindi le seguenti categorie:
Legno massiccio a spigoli vivi: taglio del tronco in elementi a
sezione quadrata o rettangolare
Legno massiccio con spigoli fortemente smussati (tondami):
taglio del tronco con conseguente limitazione degli sfridi tipici degli
spigoli vivi
Legno lamellare:scomposizione in tavole, lamelle o “matite” del
tronco e dal loro riassemblaggio con diverse tecniche a formare
sezioni piene e regolari
Legno ricostruito in pannelli: riduzione del tronco in fogli,
listelli, trucioli, polvere di segatura, ecc. con conseguente
ricomposizione in elementi piani
Legno ricostruito in blocchi e tavelloni: non si hanno forme
piane, ma piccoli elementi tridimensionali e modulari.

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Comportamento del legno sottoposto a compressione assiale


statica
Per poter considerare una sollecitazione pura di compressione bisogna
che il solido sollecitato abbia una lunghezza assiale non troppo elevata
rispetto alle dimensioni della base: più precisamente che il GRADO DI
SNELLEZZA, definito come il rapporto tra la lunghezza libera ed il
raggio di inerzia minimo, cioè λ = l , sia minore di 10. Quando
ρ
invece il solido è così lungo da superare tale valore massimo si parla
allora di compressione in carico di punta.

Figura 2: Diagramma sollecitazione

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L’esame del diagramma carico/deformazioni assiali di un provino di Diagramma


carico/deformazioni
legno netto, condizionato dall’umidità normale del 12%, sollecitato a
compressione assiale semplice, consente di rilevare:
1. un primo breve periodo nel quale la curva mostra una concavità
verso l’alto: questa prima fase corrisponde all’adattamento delle
due sezioni trasversali del provino alle piastre tramite le quali si
esercita la compressione
2. un periodo successivo (fase elastica) nel quale è valida la legge
di Hooke e cioè la proporzionalità fra sforzi e deformazioni. Se
entro tale fase elastica si sopprime completamente il carico, il
diagramma mostra una recessione con andamento assai
prossimo a quello del carico (deformazione permanente
trascurabile)
3. fase visco-plastica nella quale a causa della viscosità del
materiale si manifestano in ritardo delle deformazioni che vanno
a sommarsi con quelle del puro campo elastico. Si determina nel
diagramma un’accentuata concavità verso il basso, il che denota
un aumento delle deformazioni assai più rapido che non il
crescere del carico: proseguendo ancora si perviene ad un
massimo (o “picco”) corrispondente alla reale rottura del
provino, dopo la quale il diagramma scende verso il basso con
andamento spesso irregolare.
Se invece di considerare legno condizionato all’umidità normale del Umidità superiore
nel legno
12% si procede al carico su legno allo stato fresco, vale a dire con
umidità ampiamente superiore al punto di saturazione delle pareti
cellulari, la curva si modifica sensibilmente : il carico massimo
raggiungibile senza che le deformazioni risultino troppo marcate è
assai minore, valutabile grosso modo alquanto sotto la metà di
quello che si verifica in stato di umidità normale.
Naturalmente sono da considerare sul comportamento del legno
sottoposto a compressione assiale statica diversi fattori di influenza:

massa volumica Influenza della


massa volumica
Tutti i ricercatori sono concordi nel riconoscere una stretta
correlazione positiva tra la massa volumica del legno e la sua
resistenza alla compressione assiale statica espressa dalla
seguente funzione:

σ comp. = α + β × ρ

nella quale ρ indica la massa volumica.

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umidità Influenza
dell’umidità
Qualora fosse già conosciuto il valore di σ comp ad umidità
normale del 12% tale formula diventa:

32 − u 2
σ comp.nellostato 2 = σ comp
20

altrimenti

u1 − u 3 σ comp.stato 2
log σ comp.stato 3 = log σ comp.stato1 + log
u1 − u 2 σ comp.stato1

In linea di massima può dirsi che quando è conosciuto il carico


di rottura a compressione assiale allo stato fresco, per passare al
carico di rottura in condizioni di umidità normale occorre
applicare un coefficiente di maggiorazione di 2.17 se si tratta di
legno di Conifere e di 1.75 se si tratta di legno di Latifoglie.
Viceversa se è conosciuto il carico di rottura ad umidità normale
per passare al carico di rottura per legno molto umido o
addirittura immerso in acqua occorrerà applicare come
coefficienti di riduzione 0.46 per il legno di Conifere e 0.57 per
il legno di Latifoglie.
Un elemento molto importante nei rapporti tra legnami per
strutture costruttive ed umidità è quello legato alle variazioni
dimensionali dipendenti dai cambiamenti di umidità.Con il ritiro
da stagionatura l’area della sezione diminuisce, ma nello stesso
tempo il carico di sicurezza subisce un aumento assai più
elevato. Il problema però si presenta quando nel calcolo di
progettazione sono state stabilite le sezioni in base alla
presunzione che il materiale fosse ad umidità naturale del 12%.
In questo caso occorre considerare che il carico totale che si può
applicare sulla sezione di legno fresco deve eguagliare quello
che si può applicare sulla sezione ad umidità normale.
Influenza della
velocità dell’applicazione dei carichi velocità
La velocità con la quale viene applicata la sollecitazione di dell’applicazione dei
carichi
compressione assiale statica non appare avere una sensibile
influenza sul limite di rottura, mentre viceversa la durata di
applicazione può manifestare un’importante partecipazione in
detto limite.

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Comportamento del legno sottoposto a trazione assiale


L’analisi di quanto succede nell’applicazione di uno sforzo di trazione
esercitato sul legno in qualsiasi direzione non è affatto agevole perché il
collegamento tra forza agente ed elemento da sollecitare deve avvenire
mediante artifici e dispositivi vari: nel caso del legno rincorrendo ad
incastri, bulloni, chiodature, connettori di vario tipo o ad incollaggi.
In questa zona si verificheranno delle sollecitazioni diverse dalla pura
trazione le quali possono riuscire più pregiudizievoli che non la trazione
stessa.
Nel caso di strutture del tipo capriata, per esempio, la sollecitazione
all’elemento teso (catena) è trasmessa per mezzo di un puntone con
estremo allogato in un apposito incastro, il calcolo della catena andrà
fatto non sull’intera sezione di questa, ma sulla sezione netta.

Figura 3:Sezione effettiva pari a: (a-e) b

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Quando poi alla pura sollecitazione di trazione si accompagna anche un


momento flettente è da osservarsi che il più razionale impiego dei
rinforzi metallici si ottiene sistemando questi lungo i bordi superiore ed
inferiore nei quali la flessione induce le massime tensioni. Viceversa
l’avere il bordo superiore della trave del tutto libero presenta il
vantaggio di una più agevole apposizione dell’orditura che dovesse
venire sovrapposta alle travi principali.Il rinforzo superiore non sarà
costituito da un ferro piatto, bensì da un profilato a C.
Ammesso di poter effettuare dei collegamenti di perfetta efficienza
conviene esaminare la resistenza a trazione assiale da un punto di vista
del tutto generale.
La costituzione dei tessuti legnosi, formati da lunghe fibre strettamente
connesse, comporta un’elevata resistenza a trazione che dipende dalla
resistenza a trazione degli elementi strutturali della parete cellulare: le
misurazioni di precisione hanno consentito di approssimare la resistenza
a 350 Mpa.

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Naturalmente sono da considerare sul comportamento del legno


sottoposto a compressione assiale statica diversi fattori di influenza:
Influenza della
massa volumica massa volumica
L’aumento della massa volumica comporta un aumento della
resistenza a trazione secondo una legge lineare

umidità Influenza
Per il campo di pratico impiego dei legnami da costruzione in dell’umidità

strutture esposte all’aria, vale a dire per umidità comprese tra il 12


e il 25 %, può consigliarsi una riduzione dal 2.5 al 3 % per 1% di
umidità in più del valore normale del 12%.

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Comportamento del legno sottoposto a flessione statica


La flessione statica è certamente la sollecitazione che si riscontra più
frequentemente nel materiale legnoso impiegato in strutture portanti: il
caso tipico della sollecitazione è quello delle travi disposte
orizzontalmente sopra due appoggi di estremità oppure incastrate ad
uno o ad ambedue gli estremi: sotto l’azione del carico la trave passa da
un assetto rettilineo ad una curva il cui spostamento dell’asse mediano
originario è indicato come “freccia”.
All’appariscente deformazione che si manifesta con la freccia di
inflessione si accompagnano altresì delle deformazioni in direzione
dell’asse longitudinale dell’elemento, di segno opposto verso i due
bordi, u no dei quali risulta compresso e l’altro teso mentre nell’interno
dell’elemento vi sarà un asse neutro lungo il quale le sollecitazioni sono
nulle.
Quando la sollecitazione di flessione viene applicata ad una trave di
materiale isotropo le cui resistenze a compressione e a trazione sono
identiche, il diagramma degli sforzi è fornito dalla relazione:
M×y
σ=
J
dove:
M = momento flettente
J = momento d’inerzia
y = distanza dei bordi estremi dall’asse neutro
Graficamente il diagramma delle sollecitazioni si presenta costituito da
due triangoli eguali aventi in comune il vertice situato sull’asse neutro
in corrispondenza del quale la sollecitazione è nulla.
Se inizialmente si considera il legno come materiale isotropo (le travi
derivano dalla squadratura di tronchi teoricamente a sezione circolare di
diametro D) bisogna però determinare la sezione di trave inscrivibile
nel cerchio di diametro D che offre il massimo valore di resistenza W.
Svolgendo una serie di sostituzioni e di calcoli matematici si arriva
facilmente a calcolare i valori dei dati del rettangolo di massimo
modulo di resistenza:

b=0.581238 D h=0.813733 D

Qualora invece del massimo valore del modulo di resistenza si voglia


ottenere il minimo valore della freccia di inflessione i due lati del
rettangolo dovranno stare nel rapporto b/h=4:7 circa per il quale risulta

b=0.496139D h=0.868243 D W=0.062335 D3

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Nel caso del legno, materiale tipicamente anisotropo e strutturato


secondo particolari modelli, le resistenze a compressione e a trazione
non sono identiche essendo la prima inferiore alla seconda. Il
diagramma delle sollecitazioni a flessione per le travi in legno
rettangolare assume pertanto una forma nettamente assimetrica con asse
neutro al di sotto dell’asse mediano della trave. Come si può vedere
nella figura le ipotesi B/ C/ D forniscono un diagramma subtrapezio,
variazione di tipo parabolico e andamento anomalo per la zona
compressa facendo notare che lo scostamento dell’asse neutro dall’asse
mediano è fortemente influenzato dal rapporto δ tra i valori della
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resistenza a trazione e della resistenza a compressione. Freccia massima


Per quanto riguarda il valore massimo della freccia che si può assumere
si ammette generalmente l/300 che imposto nella formula del valore
della freccia di una trave sollecitata a momento flettente con carico
distribuito

5 ql 4 ql 4
f = ⋅ = 0.013
384 EJ EJ

e sostituendo a J la sua espressione si viene a trovare una correlazione


tra le dimensioni sezionali, il carico ripartito q e la lunghezza l:

h = 3.605 ⋅ l ⋅ 3 q ⋅b
E

Per effettuare i calcoli più velocemente si possono utilizzare diagrammi


che in funzione di b e di q danno i corrispondenti valori di h.

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Sollecitazioni meccaniche in elementi ad asse longitudinale


non rettilineo
Si possono distinguere tre casi fondamentali di elementi lignei
impiegati in strutture ad asse curvo:

travi di legno massiccio


Curvare una trave di una certa dimensione sezionale non è cosa
fattibile e l’unica soluzione possibile è quella che per secoli è stata
adottata dai costruttori di navi, e cioè di andare a ricercare nelle
foreste disponibili degli alberi il cui tronco fosse curvo secondo
linee corrispondenti alla curvatura prevista per le strutture di prora e
le ordinate dei fianchi. La fibratura sarà concorde con la curvatura
del progetto, ma sarà presente legno di reazione che per effetto di un
possibile ritiro delle parti fuori del contatto con l’acqua può portare
al distacco della zona anomala rispetto alla parte di legno normale.

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pacchi di tavole
E’ il sistema moderno delle strutture lamellari, cioè formando un
pacco di tavole sovrapposte faccia a faccia dopo incollaggio,
essendo ogni tavola forzata ad assumere una conveniente curvatura
mediante sagome e strettoi appositi.

tavole singole disposte di coltello


La curvatura voluta si ottiene mediante la segagione seguendo una
traccia prestabilita. In questo caso è chiaro che gli spigoli di
contorno del pezzo non sono più paralleli all’andamento della
fibratura e ciò comporta una sensibile diminuzione della resistenza
provocando spesso delle fessurazioni molto evidenti dovute al
verificarsi di tensioni trasversali.

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