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Specifica Tecnica:

ACEA Illuminazione Pubblica S.p.A. Sostegni Diritti


Unità Pianificazione e Coordinamento Tecnico Cod. ST-MAC-15-00-16
Amministrativo
Unità Programmazione e Supporto Operazioni Marzo 2016

PALI IN ACCIAIO TRONCO CONICI DIRITTI


PER ILLUMINAZIONE PUBBLICA

L’immagine ha scopo puramente illustrativo

Elaborato da Verifica Approvazione


Guido Potini Camillo Valery
Salvatore Nardi
Rev. 01/2016 – Luca Di Maggio Alberto Galli

Validazione Acquisti & Logistica – ACEA S.p.A. Data: Marzo 2016


Documento di proprietà di Acea Illuminazione Pubblica SpA - Liberamente utilizzabile dalle Società del Gruppo
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SOMM AR IO

1 O GGETTO E SC OPO ....................................................... 3

2 R IF ER IM EN TI N O RM ATIVI............................................ 3
3 C AR ATTER ISTIC H E TEC N IC H E ( R IF . CO D . SAP) .......... 4

4 M AR C ATU R E .................................................................. 7

5 P RO GETTO ..................................................................... 7

6 D OC UM EN TA ZIO N E ....................................................... 8
7 P RO VE D I TIP O .............................................................. 8

8 P RO VE D I AC C ETTA ZIO N E ........................................... 9


9 IM B ALLAGGIO .............................................................. 10

10 C O LLAUD O ................................................................... 10

11 GAR AN ZIA .................................................................... 11

12 ALLEGA TI ..................................................................... 11

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1 OGGETTO E SCOPO
La presente specifica tecnica riguarda la fornitura di sostegni per impianti di
illuminazione pubblica funzionale di tipo ordinario in lamiera di acciaio per installazione nel
territorio del comune di Roma ed eventuali altre aree esterne.
I sostegni in argomento sono del tipo diritto, a profilo conico, in lamiera di acciaio, a
sezione circolare.
Scopo della specifica è quello di stabilire le caratteristiche costruttive e funzionali, le
dimensioni geometriche, le dotazioni tecniche, i requisiti per le prove, nonché le regole per il
collaudo e quant’altro diretto ad assicurare il regolare funzionamento degli impianti per la
durata di esercizio prevista.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La mensola dovrà essere sviluppata, costruita e collaudata in conformità alle vigenti
Direttive Europee, Decreti Ministeriali, Norme e Raccomandazioni tecniche. Leggi e norme
successivamente riportate, in modo non esaustivo, si intendono comprensive di successivi
aggiornamenti e varianti o nuove edizioni.
Inoltre i prodotti oggetto di fornitura dovranno essere conformi alle attuali
regolamentazioni Legislative per la prevenzione degli infortuni.
Leggi/Decreti
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’art. 1 della legge 3-8-2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro”, come modificato dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 “Disposizioni integrative e correttive del
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”,
Circolare Ministero LL.PP. n. 2357 del 16-5-1996 “Fornitura e posa in opera di beni inerenti alla sicurezza della circolazione stradale” e sue
modifiche circolare n. 5923 del 27-12-1996 e circolare n. 3107 del 9-6-1997.

Normative
“Rivestimenti di zincatura per immersione a caldo su prodotti finiti ferrosi e articoli di acciaio - Specificazioni e
UNI EN ISO 1461:2009
metodi di prova”,
“Rivestimenti metallici e altri rivestimenti inorganici - Rivestimenti elettrolitici di zinco con trattamenti
UNI EN ISO 2081:2009
supplementari su ferro o acciaio”,
UNI EN ISO 3834-3:2006 “Requisiti di qualità per la saldatura per fusione dei materiali metallici - Parte 3: Requisiti di qualità normali”,
UNI EN ISO 6892-1:2009 “Materiali metallici - Prova di trazione - Parte 1: Metodo di prova a temperatura ambiente”,
“Prodotti laminati a caldo di acciai per impieghi strutturali - Parte 2: Condizioni tecniche di fornitura di acciai
UNI EN 10025-2:2005
non legati per impieghi strutturali”,
“Tolleranze generali. Tolleranze per dimensioni lineari ed angolari prive di indicazione di tolleranze
UNI EN 22768-1:1996
specifiche”,
UNI EN 22768-2:1996 “Tolleranze generali. Tolleranze geometriche per elementi privi di indicazione di tolleranze specifiche”,
“Tubi saldati di acciaio per impieghi a pressione - Condizioni tecniche di fornitura - Parte 1: Tubi di acciaio non
UNI EN 10217-1:2005
legato per impiego a temperatura ambiente”,
UNI EN 40-1:1992 “Pali per illuminazione. Termini e definizioni”,
UNI EN 40-2:2004 “Pali per illuminazione pubblica - Parte 2: Requisiti generali e dimensioni”,
UNI EN 40-3-1: 2013 “Pali per illuminazione pubblica - Progettazione e verifica - Specifica dei carichi caratteristici”,
UNI EN 40-3-2: 2013 “Pali per illuminazione pubblica - Progettazione e verifica - Verifica tramite prova”,
UNI EN 40-3-3: 2013 “Pali per illuminazione pubblica - Progettazione e verifica - Verifica mediante calcolo”,
UNI EN 40-5:2003 “Pali per illuminazione pubblica - Requisiti per pali per illuminazione pubblica di acciaio”,
“Sicurezza passiva di strutture di sostegno per attrezzature stradali - Requisiti, classificazione e metodi di
UNI EN 12767: 2008
prova”.

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3 CARATTERISTICHE TECNICHE

3.1 Generalità
L’acciaio impiegato per la costruzione dei pali deve essere saldabile, laminato a caldo, di
caratteristiche meccaniche minime del tipo S235JR (Fe 360), come da Norma UNI EN 10025-
2, a sezione circolare con profilo conico.
I pali saranno ottenuti per laminazione a caldo da tubi E.R.W., oppure ricavati da lamiera
di acciaio mediante formatura a freddo e saldatura longitudinale eterogenea (saldatura
automatica ad arco sommerso o sotto gas protettore) ed infine zincati a caldo secondo la norma
UNI EN ISO 1461.
La saldatura ad arco deve essere conforme alle norme UNI EN 1011-1 e 2, mentre le
procedure di saldatura devono essere conformi alle norme UNI EN ISO 15607 e alla UNI EN
ISO 15609-1 o certificati in accordo alla UNI EN ISO 3834-3.

3.2 Forma e dimensioni


I sostegni sono di quattro tipologie e differiscono per le dimensioni geometriche. Viene di
seguito riportata la Tabella 1, la quale è collegata ai disegni allegati alla presente specifica
tecnica.
Il diametro esterno di base, il diametro esterno alla sommità (sotto il codolo) e lo spessore
dei sostegni, devono essere stabiliti dal fornitore in modo tale da garantire che lo stesso sia
idoneo all’applicazione tenuto conto: della Tabella 1, delle condizioni di impiego individuate
nella presente specifica tecnica e in conformità alle norme elencate al precedente p. 2.

Codice
Tipo L (mm) D (mm) H (mm) h (mm) d (mm) s (mm) c (%)
SAP
2862058 N6 6800 114  130 6000 800 60 ÷ 65 ≥ 3 0,9÷1,2
2862062 N8 8800 127  150 8000 800 60 ÷ 65 ≥ 3 0,8÷1,2
2862064 N10 10800 127  170 10000 800 60 ÷ 90 ≥ 3 0,7÷1,2
2862066 N12 12800 139  190 12000 800 60 ÷ 90 ≥ 3 0,6÷1,2
Tabella 1 - Caratteristiche dei pali (L = lunghezza totale; D = diametro esterno alla base; H = altezza
fuori terra; h = profondità d’infissione nel blocco di fondazione; d = diametro esterno
alla sommità sotto il codolo; s = spessore; c=conicità).

La scelta delle dimensioni deve essere comprovata dal progetto esecutivo di cui al
successivo p. 5. Il Fornitore deve inoltre indicare il peso totale dopo la zincatura.
Tali pali devono poter alloggiare da 1 a 4 lanterne; appositi raccordi di adattamento, non
oggetto della presente specifica tecnica, vengono utilizzati per istallazioni con 2, 3 o 4 lanterne
disposte tra loro come specificato nella tabella seguente:

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Angolo disposizione
Numero lanterne
lanterne
2 180°
3 120°
4 90°
Tabella 2 – Disposizione lanterne

L’ingombro massimo di ogni singola armatura è pari a 900×300×400mm (LxHxP)


ed il suo peso massimo è di 15 kg.

3.3 Aspetto esteriore


Il sostegno deve avere aspetto idoneo all’installazione in aree urbane di pregio.
Pertanto esso deve avere conicità coerente ai valori riportati in Tabella 1 in funzione del
tipo di palo, essere perfettamente rettilineo, di sezione regolare, con superficie liscia, e priva di
scorie, bolle, crepe, ecc. Nel caso i pali siano ricavati da lamiera di acciaio mediante formatura
a freddo si dovrà procedere alla scordonatura esterna della saldatura longitudinale.

3.4 Asola passaggio cavi


Il sostegno deve essere provvisto di asola passaggio cavi come indicato nell’allegato –
part. A.
Le porzioni di raggio 25 mm dell’asola devono avere i bordi arrotondati sia internamente
sia esternamente, in modo da evitare abrasioni sul cavo elettrico o sul relativo tubo di
protezione.

3.5 Messa a terra


Deve essere previsto un blocchetto interno al sostegno per la messa a terra, come
rappresentato nell’allegato – part. B, in grado di ospitare una vite a testa esagonale tipo M12x25
(il sostegno può essere utilizzato per impianti nei quali la messa a terra è prescritta dalla Norma
CEI 64-8 oppure per impianti in classe II, nei quali il collegamento a terra non viene eseguito).
La filettatura interna del blocchetto deve essere regolare e libera da scorie di zincatura, in modo
che la vite possa essere avvitata agevolmente.

3.6 Codolo
Ogni sostegno dovrà essere corredato di un codolo,  = 60 mm, lunghezza 120 mm,
opportunamente saldato al palo come descritto nel successivo p. 3.8, o rastremato
meccanicamente, avente le dimensioni indicate nell’allegato – part. C.

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3.7 Blocco di fondazione


I sostegni sono previsti per la posa in un blocco di fondazione, fornito in opera
distintamente dal palo e le cui caratteristiche tecniche non sono oggetto della presente specifica.

3.8 Saldature
Vengono di seguito elencati i processi di saldatura da impiegare nelle varie fasi di lavoro:
- saldatura automatica ad arco sommerso;
- saldatura automatica o semiautomatica sotto gas protettore;
- saldatura manuale, a completamento dei processi automatici, per
l’eliminazione di eventuali difetti e dove i processi automatici non risultino
convenientemente applicabili.
Sui processi di saldatura si eseguiranno le prove specificate nel p. 7.4 della presente
specifica tecnica.
I sostegni devono essere scordonati mediante l’asportazione del solo sovraspessore
esterno che dovrà essere ben avviato sui lati e non superare sulla parte esterna 1 mm più 1/10
dello spessore nominale della lamiera. E’ concessa l’eliminazione di limitati difetti superficiali
con l’impiego di mezzi idonei (es. molatura) purché, dopo tale eliminazione, lo spessore rientri
nelle tolleranze ammesse, riportate al successivo p. 3.10.
Si ribadisce che la saldatura ad arco deve essere conforme alle norme UNI EN 1011-1 e 2,
mentre la procedura di saldatura deve essere conforme alla UNI EN ISO 15609-1 o certificati in
accordo alla UNI EN ISO 3834-3.
Quanto detto vale anche per la eventuale saldatura del codolo al palo, che deve essere
cordonata del riporto.

3.9 Trattamento delle superfici


I sostegni debbono essere zincati a caldo per immersione secondo la Norma UNI EN ISO
1461, internamente ed esternamente, previo decapaggio con l’eliminazione totale delle scorie
dei processi di saldatura e dei residui di lavorazione.
Lo spessore minimo del rivestimento deve essere:
- 70 μm in un punto;
- 85 μm valore medio delle misure in più punti di uno stesso sostegno.
I sostegni devono essere dotati di guaina di protezione contro la corrosione, a tubo
termoretraibile in poliolefina reticolata (colore nero) con adesivo interno termofusibile, che
garantisca la perfetta sigillatura ed eviti l’ingresso di umidità. La protezione deve avere uno
spessore minimo di 2 mm e posizionata alla sezione di incastro, come rappresentato
nell’allegato – part. E.
L’applicazione della guaina deve essere effettuata secondo le migliori tecniche in materia,
con particolare riferimento alle istruzioni del fabbricante.

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3.10 Tolleranze
Le tolleranze sono stabilite nella norma UNI EN 40-2 paragrafo 8. Nella seguente tabella
3 sono riportate, per comodità, tali tolleranze, comprese quelle non specificate nella sopra citata
norma.
Dimensione o proprietà Valore
Diametro esterno Nel range – Tabella 1
Spessore del tronco di base Come da Tabella 1
Lunghezza totale ± 50 mm
Asola non passante passaggio cavi  0 / + 5 mm
Diametro esterno codolo  1 / + 0,5 mm
Lunghezza codolo ± 2 mm
Rettilineità 1,5 ‰
Circolarità 2%
Conicità Nel range – Tabella 1
Tabella 3 - Tolleranze

4 MARCATURE

Tutti i sostegni devono essere chiara contrassegnati, oltre alla marcatura CE,
conformemente a quanto prescritto nella norma UNI EN 40-5, par. 12:
- nome / marchio del Fabbricante;
- anno di produzione;
- riferimento alla norma sopra riportata;
- tipologia del palo (v. tab. 1: N6, N8, N10, N12).
In particolare la marcatura deve essere chiara e durevole mediante: pittura, stampaggio
oppure etichetta attaccata saldamente al sostegno, a circa 3 m dalla base dello stesso come
riportato nell’allegato – pag. 1.

5 PROGETTO

La scelta delle dimensioni dei sostegni che non sono prescritte dalla presente specifica,
deve essere effettuata dal Fornitore in coerenza al progetto esecutivo che egli deve far redigere
da un professionista abilitato.
Il progetto deve essere elaborato in conformità a quanto prescritto nella norma UNI EN
40-3-3, considerando i carichi specificati nella norma UNI EN 40-3-1, nonché la possibilità di
sostenere un numero di lanterne da 1 a 4, come precisato al precedente p. 3.2; va, inoltre, tenuto
presente che tali sostegni vanno installati in una zona III, categoria III, come da UNI EN 40-3-
1.
Il progetto deve comprendere una relazione di calcolo nella quale siano specificate le
norme prese a riferimento, i relativi valori caratteristici e/o prescritti, nonché i risultati ottenuti.

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La relazione specifica, in particolare, le sollecitazioni agenti alla sezione di incastro del


sostegno, da assumere come base per il dimensionamento del blocco di fondazione.

6 DOCUMENTAZIONE
Il Fornitore deve presentare la seguente documentazione secondo le modalità e le
tempistiche previste dai documenti contrattuali:
 disegni costruttivi quotati dei sostegni (riportare anche il peso totale);
 scheda tecnica del rivestimento protettivo alla sezione di incastro;
 progetto esecutivo del sostegno, come prescritto al precedente p. 5;
 certificati attestanti la qualità dei materiali impiegati e dei processi di fabbricazione.
Acea si riserva di chiedere al Fornitore chiarimenti e/o integrazioni sulla documentazione
di cui sopra.

7 PROVE DI TIPO
In conformità alle norme elencate nel capitolo 3, tutte le prove ed esperimenti, eseguiti in
fabbrica o presso altri laboratori, sono compiuti a spese del Fornitore; queste spese
comprendono anche il costo dei materiali e pezzi impiegati che si rendessero inservibili e ciò
sia nel caso di accettazione sia di rifiuto della fornitura. Dalle predette spese sono escluse quelle
inerenti al collaudatore ACEA, che rimangono a carico di quest'ultima.
L’ACEA stessa può soprassedere, a suo insindacabile giudizio, all’effettuazione delle
prove di tipo nel caso in cui il Fornitore sia in grado di esibire idonea certificazione rilasciata da
Organismi accreditati da ACCREDIA (Ente Italiano di Accreditamento) o nell’ambito della
UE, all’EA (European cooperation for Accreditation).
Le prove in argomento vengono avviate presso lo stabilimento del Fornitore o presso un
laboratorio concordato con ACEA alla presenza di un collaudatore della medesima previo
accordi con modalità e tempistica riportate nei documenti contrattuali.
Si precisa che il dispositivo deve essere sottoposto a prova sotto forma di unità completa e
nelle condizioni di servizio.

7.1 Esame a vista


Consiste nel verificare che i sostetgni siano completi degli accessori e delle marcature
previste nella presente specifica e che non presentino difetti macroscopici quali ammaccature,
fessurazioni, distacco della zincatura o arrugginimenti.

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7.2 Verifica dimensionale


Consiste nel verificare che tutte le dimensioni, riportate nei disegni allegati e in Tabella 1,
siano contenute nelle rispettive tolleranze di cui al precedente p. 3.10. La verifica della assialità
e della concentricità del codolo deve essere effettuata con idonea attrezzatura. La prova va
eseguita come prescritto nella norma UNI EN 40-5, punto 13.3.
La verifica della rettilineità dei pali deve essere eseguita come prescritto nella norma UNI
EN 40-5, punto 13.4.

7.3 Materiale
La verifica del materiale utilizzato per la costruzione dei pali va eseguita secondo quanto
prescritto nella norma UNI EN 40-5, punto 13.5.

7.4 Saldature
Sono previste le verifiche elencate nella norma UNI EN punto 13.6.

7.5 Protezione dalla corrosione


La verifica della protezione contro la corrosione va eseguita secondo quanto prescritto
nella norma UNI EN 40-5, punto 13.8, tenendo conto di quanto specificato nel punto 3.9 della
presente specifica.

7.6 Progetto
La verifica del progetto va eseguita secondo quanto prescritto nella norma UNI EN 40-5,
punto 13.7.

8 PROVE DI ACCETTAZIONE
Prima della consegna del materiale vanno eseguite, presso gli stabilimenti del fornitore, su
una numerosità del campione pari al 20% delle unità di ciascun lotto e, comunque, su un
numero minimo di 3 e massimo di 20 pezzi.
Le prove da eseguire sono elencate nella norma UNI EN 40-5, par. 14.

8.1 Verifica dimensionale


La verifica dimensionale va eseguita secondo quanto prescritto nella norma UNI EN 40-5,
punto 14.2.

8.2 Verifica della rettilineità

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La verifica della rettilineità va eseguita secondo quanto prescritto nella norma UNI EN
40-5, punto 14.3.

8.3 Verifica del materiale


La verifica del materiale va eseguita secondo quanto prescritto nella norma UNI EN 40-5,
punto 14.4.

8.4 Verifica delle saldature


La verifica delle saldature va eseguita secondo quanto prescritto nella norma UNI EN 40-
5, punto 14.5.

8.5 Verifica della protezione contro la corrosione


La verifica delle protezione contro la corrosione va eseguita secondo quanto prescritto
nella norma UNI EN 40-5, punto 14.7, tenendo conto di quanto specificato nel punto 3.9 della
presente specifica.

9 IMBALLAGGIO
I sostegni devono essere forniti in imballi, ciascuno dei quali contenente un numero
massimo di 10 esemplari (disposti alternativamente nel senso della lunghezza), reggettati con
nastro “band-it” in almeno tre posizioni.
I singoli imballi debbono essere realizzati in maniera tale che non ci siano contatti tra i
pali adiacenti, ogni piano deve essere separato con tavole di legno tenero.
L’imballo deve inoltre recare un cartello indicante il codice SAP ACEA del materiale (si
veda la Tabella 1) il nome del Fornitore e il quantitativo dei pali contenuti; le scritte devono
avere altezza minima di 10 mm.
La consegna del materiale dovrà avvenire secondo le modalità prescritte nei documenti
contrattuali.

10 COLLAUDO
Il collaudo di tutti i dispositivi consegnati e la redazione del rapporto di prova, viene
effettuato presso l'ACEA con modalità e tempistica riportate nei documenti contrattuali.
Le operazioni di collaudo riguardano un campione di materiale pari al 10% (dieci per
cento) del lotto di fornitura (in ogni caso non meno di 2 unità) e consistono nella ripetizione
delle prove di cui al capitolo 8 - Prove di accettazione.

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11 GARANZIA
Secondo quanto prescritto nei documenti contrattuali.

12 ALLEGATI
Si considera parte integrante della presente specifica tecnica il disegno allegato (Allegato
1 – ST-MAC-15-00-16 Mar.2016).

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